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I SUPPLEMENTI DI

ASSESSORATO AGRICOLTURA, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Piccola guida alle erbe officinali

Propriet, impieghi, notizie sulla coltivazione

A cura di PATRIZIA ALBERTI - servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare, Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il GIARDINO DELLE ERBE OFFICINALI AUGUSTO RINALDI CERONI di Casola Valsenio (RA)
CENTRO RICERCHE PRODUZIONI VEGETALI

Piccola guida alle erbe officinali


Propriet, impieghi, notizie sulla coltivazione

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Indice
Presentazione .................................................................. pag. Cosa occorre sapere ........................................................ pag. Le specie pi diffuse ....................................................... pag. Tecniche di coltivazione................................................... pag. 3 5 7 9

Coltivazione e lavorazione ............................................... pag. 13 Il giardino delle erbe officinali di Casola Valsenio........... pag. 15 Schede tecniche ............................................................... pag. 17

Copyright Regione Emilia-Romagna - anno 2001 Le foto in copertina sono di B.M. Rizzoli. Interno: Arch. Giardino delle Erbe Officinali di Casola Valsenio (RA); Diateca Agricoltura (pag. 31). Distribuzione: Direzione Generale Agricoltura/Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare Viale Silvani, 6 - 40122 Bologna - Tel. 051.284289 - 051.284427 - 051.284264; Fax 051.284577 E-mail: agr_ssa4@regione.emilia-romagna.it

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Presentazione
(Foto Marchetti)

Con il nome officinale si intendono tutte le piante spontanee e coltivate contenenti al loro interno principi attivi utili per la cura o la prevenzione delle malattie delluomo, degli animali e delle piante. Officinale deriva da officina, laboratorio ovvero luogo di trasformazione allinterno del quale le erbe vengono essiccate o lavorate fresche per preparare tisane, creme, tinture, sciroppi, ecc.. Infatti, fin dallantichit le erbe erano utilizzate per estrarre con tecniche diverse i principi attivi utili per la medicina. Nellambito delle specie officinali possiamo fare distinzioni in funzione del loro utilizzo: piante come la salvia, il timo, la menta hanno un interesse culinario, sono infatti utilizzate in cucina per laromatizzazione di minestre, dolci, zuppe, arrosti; alcune piante hanno invece propriet coloranti quali la camomilla, il cartamo, lo zafferano, la calendula, lachillea; altre ancora sono considerate tossiche o velenose come ad esempio la cicuta, il mughetto, il gisquiamo, la brionia, loleandro. Interessante anche lutilizzo di molte specie officinali spontanee che, con i loro fiori, attirano le api permettendo di migliorare e aumentare la qualit dei mieli; queste specie sono chiamate mellifere e sono ad esempio il tiglio, il biancospino, la salvia, la lavanda, il coriandolo, il tarassaco. Inoltre quasi mai si pensa allimpiego delle erbe officinali a fini decorativi ed orI SUPPLEMENTI DI

Presentazione

namentali anche se, molto spesso, sono presenti in giardini perch naturalizzate o perch i semi sono stati portati dagli uccelli o dal vento. Macchie colorate di rosso, di giallo o di bianco sono date dai fiori delle digitali, del Centranthus ruber, del timo, del piretro, del topinambur, della grindelia, della camomilla; di colore azzurro o blu violetto date dai fiori di malva, di fiordaliso, di echinops, di eringium, delle nigelle, o il bel colore porpora dellechinacea purpurea. Si ricorda poi che molte officinali possono servire anche in agricoltura biologica nella prevenzione e nella lotta contro i patogeni e i parassiti delle piante coltivate, basta pensare ad esempio alle piretrine contenute nella pianta di piretro e tossiche per mosche, afidi, zanzare, ma non per luomo. Lessenza di menta, di lavanda, di timo possono essere impiegate per ridurre la presenza di alcuni patogeni sulle piante; lestratto di ortica, abbondante negli incolti e nelle vicinanze di terreni ricchi di sostanza organica, un buon repellente per gli afidi e un concime per le piante. Infine, importante lutilizzo di molte piante nella cosmesi mediante limpiego degli oli essenziali, delle gemme, delle mucillaggini, ecc.; rientrano in questo gruppo piante come la calendula, la camomilla, la lavanda, la salvia, il pino, la malva, laltea e tante altre. Il ricorso alle officinali in Italia in questi ultimi anni sta sempre pi aumentando grazie anche ai positivi risultati di studi e ricerche condotte da aziende farmaceutiche, erboristiche, cosmetiche e alla sempre maggiore richiesta del consumatore di prodotti naturali. Luso delle erbe e dei suoi derivati da parte dalla maggior parte delle persone visto come una alternativa alle medicine di sintesi con la garanzia e la sicurezza di non incorrere in tutte le controindicazioni che si ritrovano in molti farmaci di derivazione sintetica. Per tanti le erbe possono essere utilizzate senza incorrere in nessun rischio di intossicazione. Tutto questo, per, non sempre vero. Si debbono considerare le erbe come piante medicinali e perci farmaci a tutti gli effetti. Sarebbe bene quindi cancellare il concetto di pianta medicinale uguale a naturale e, pertanto, priva di effetti collaterali. Certamente la natura mette a disposizione delluomo una grande ricchezza di prodotti dalle straordinarie propriet terapeutiche alcune delle quali ancora insostituibili e tante ancora da scoprire. Allinterno del mondo vegetale vi sono per piante tossiche e velenose. In molte zone a causa dellinquinamento ambientale le piante assorbono sostanze nocive dallaria incamerandole nei propri tessuti e se i vegetali non vengono controllati precedentemente limpiego, possono diventare causa di intossicazioni.

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Cosa occorre sapere


(Foto Marchetti)

Prima di intraprendere una coltivazione di piante officinali sempre consigliabile verificare lorganizzazione della propria azienda: dove collocare il prodotto, dove reperire macchinari per le varie lavorazioni, quale prima trasformazione impostare, dove sono collocati i pi vicini centri di trasformazione delle erbe, ecc.. Il mercato delle piante officinali, poi, poco trasparente; gli agricoltori che decidono di intraprendere questo tipo di coltivazioni si trovano quasi sempre in condizioni di isolamento, le nuove aziende non sempre conoscono bene il mercato e questultimo, sempre molto altalenante.

Inoltre, spesso, sono contrastanti le indicazioni fornite agli agricoltori sulla convenienza o meno di utilizzo di tecniche di coltivazioni di tipo biologico, biodinamico, convenzionale.

Produzione e mercato
Negli ultimi anni in Italia, come in altri Paesi europei, si assistito ad un fiorire di numerose iniziative, a diverso livello, riguardanti la produzione di piante officinali, intese

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Cosa occorre sapere

(Foto DellAquila)

nali sono estremamente scarsi. Attualmente non esistono rilevazioni riguardanti il consumo dei prodotti a base di queste piante, mentre per la produzione ci si deve affidare alle stime, largamente indicative, che lIsmea pubblica ogni anno. Si sa per che limportanza economica di questo comparto produttivo risulta piuttosto limitata. Recenti indagini confermerebbero una tendenziale crescita del settore: il desiderio di utilizzare maggiormente prodotti di origine naturale per la cura del proprio corpo, laccresciuto fabbisogno di diversificare i preparati alimentari con laggiunta di condimenti aromatizzati, costituiscono le principali cause del rinnovato interesse verso le piante officinali.

Levoluzione della domanda


Pur non potendo fornire una dettagliata analisi circa levoluzione della domanda nei vari comparti in cui le piante officinali trovano maggiore impiego, si pu confermare che, ad esempio, lindustria farmaceutica ha ulteriormente aumentato le proprie richieste. Si spiega cos laccresciuto bisogno di alcune essenze come liperico, la passiflora, lechinacea, il tiglio, la camomilla, ecc.. Anche il settore dellalimentazione si mostra sempre pi esigente nei confronti di piante aromatiche. La richiesta delle piante officinali appare, comunque, ancora fortemente condizionata dalla conoscenza che gli utilizzatori hanno delle varie specie e delle loro modalit di utilizzo. Questi aspetti sono lostacolo primario ad una loro piena valorizzazione. Laumento della domanda non ha per, corrisposto ad un adeguato aumento dellofferta interna, che rimane fortemente al di sotto del fabbisogno nazionale. Le coltivazioni di piante officinali, infatti, si presentano spesso frammentate ed inadeguate a far fronte alle richieste delle industrie che principalmente lamentano difficolt nellapprovvigionamento di adeguate quantit di prodotto per lo pi a prezzi elevati rispetto a quelli delle forniture estere. Pertanto solo la qualificazione delle produzioni offerte potr costituire lelemento decisivo per creare un rapporto preferenziale tra utilizzatori e produttori locali. La qualit esige tuttavia unelevata professionalit. In questo senso potr contribuire la nuova figura che uscir dai Diplomi universitari di recente istituzione.

come piante medicinali, aromatiche e da profumo . Viviamo in un momento, infatti, in cui per motivazioni di vario tipo si assiste ad una forte enfasi della ricerca verso le cosiddette produzioni alternative. I soggetti coinvolti, per, sono relativamente pochi; spesso i ricercatori interloquiscono direttamente con coloro che determinano le politiche agrarie e, quando interessata, con la grande industria, che dovrebbe essere, in teoria, lutente principale dei risultati. I casi di realt produttive di piccola scala sono ancora, tutto sommato, pochi e quindi ancora abbastanza lontano il coinvolgimento di un numero rappresentativo di operatori. Da quanto detto, appare evidente come la produzione di piante officinali sul territorio nazionale si configuri spesso come unattivit altamente innovativa, mentre in Paesi dove tali produzioni si sono gi affermate, sia per il consumo interno sia per lesportazione (Est europeo, Canada, Israele, ecc.) tali produzioni non hanno niente a che vedere con tecniche o ambienti marginali. I dati disponibili riguardo al mercato delle piante offici-

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Le specie pi diffuse
Per secoli i prodotti di origine vegetale hanno rappresentato per luomo la principale fonte dalla quale ottenere medicamenti, aromi, cosmetici, coloranti, ecc.. Dopo anni di disinteresse, attualmente, si assiste ad una ripresa del settore delle piante officinali, legata, principalmente, alla gran richiesta da parte dei Paesi industrializzati di prodotti naturali. Da un punto di vista pi strettamente agricolo, linteresse per le officinali poi basato anche su questioni pi propriamente tecniche di politica agraria che si sono rivelate rispondenti alle esigenze di coltivazione di queste piante. In questo supplemento verranno trattate alcune importanti piante officinali prescelte in considerazione del fatto che, da una prima indagine, sono apparse essere le pi adatte alla coltivazione anche in terreni collinari, abbastanza semplici dal punto di vista della tecnica colturale e tra le pi richieste dal mercato con prezzi interessanti. pi affermandosi e nel settore officinale trova una collocazione maggiore allestero. I prodotti impiegati nellagricoltura biologica sono gli stessi ammessi e riportati dai disciplinari del biologico. Presso il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, ad esempio, stata studiata, in collaborazione con lIstituto di Patologia vegetale dellUniversit di Bologna, lefficacia di alcuni estratti naturali a base di propoli, equiseto, senape, olio di lavanda, timo e menta nella prevenzione delle ruggini di menta piperita e dragoncello con buoni risultati paragonabili, in alcuni casi, al prodotto chimico. Per facilitare le operazioni colturali, sia nella coltivazione convenzionale che in quella biologica, sar bene adottare tutte le tecniche di prevenzione di tipo agronomico partendo dalla scelta del terreno e della specie da coltivare fino ad arrivare alle lavorazioni e alla raccolta.
(Foto Marchetti)

Biologico o convenzionale?
Ancora oggi non esiste un elenco di prodotti chimici testati, registrati ed ammessi dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per la lotta ai parassiti, ai patogeni e alle malerbe delle specie medicinali ed aromatiche. In alcuni casi sono riportate informazioni per le specie aromatiche pi spesso coltivate, quali il basilico, il carciofo, il finocchio, il prezzemolo, la cipolla, la menta. La maggior parte delle aziende che coltivano piante medicinali fanno riferimento, per la lotta alle infestanti e ai patogeni, ai prodotti in commercio impiegati per le colture appartenenti alla stessa famiglia o, quando esistenti, allo stesso genere. Per questo motivo, le piccole e medie aziende preferiscono la coltivazione con tecniche biologiche e biodinamiche, che, nonostante i costi di produzione pi elevati, trovano maggiori garanzie dal punto di vista legislativo. Il prodotto biologico, in questi ultimi anni, va sempre
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Le specie pi diffuse

(Foto Marchetti)

(Foto DellAquila)

Considerazioni economiche
Come gi evidenziato, attualmente lespansione delle piante officinali sul mercato principalmente legata ai problemi dei costi di produzione che difficilmente, nei prossimi anni, potranno subire drastiche riduzioni. Occorre pertanto puntare sullaspetto qualitativo delle produzioni, basato sui contenuti caratterizzanti delle varie specie e sulligienicit del prodotto. Si accennato al fatto che il mercato delle piante officinali altalenante, pertanto risulta sempre pi difficile consigliare quale tipo di coltura attivare o prevederne landamento. Vi sono specie officinali la cui richiesta si mantiene stabile, o quasi, nel tempo, altre che alternano periodi di forte domanda e scarsa produzione e viceversa. Il mercato nazionale delle erbe strettamente legato alla produzione estera, allofferta di prodotto proveniente da altri Paesi produttori, alle nuove tendenze e mode del settore cosmetico ed erboristico. Le modeste dimensioni della maggior parte delle aziende coltivatrici non consentono lacquisto o lammortamento di macchinari necessari alla lavorazione delle erbe, mentre le piccole produzioni risultano essere poco appetibili per mercato.

Lassociazionismo delle aziende, e la formazione di contratti di produzione con lindustria o con il commercio, potrebbero incentivare ulteriormente il mercato, garantendo maggior sicurezza circa la collocazione del prodotto a prezzi pi interessanti e facilitando la reperibilit di merce da parte delle aziende acquirenti. La certificazione del biologico, poi, per molte aziende potrebbe essere unulteriore garanzia di qualit e divenire un ottimo mezzo per facilitare la collocazione del prodotto. Il mercato estero, in particolare il Nord Europa, infatti pi attento alla qualit delle erbe preferendo prodotti di origine biologica o biodinamica. Le piante officinali, inoltre, dovrebbero avere lo scopo di diversificare e/o integrare i redditi aziendali non solo per le aziende agricole vere e proprie, ma anche per settori di attivit come lagriturismo (le piante mellifere potrebbero essere coltivate per migliorare la qualit del miele di propria produzione, le specie aromatiche, oltre ad essere utilizzate per insaporire cibi, potrebbero essere vendute direttamente ai clienti portando valore aggiunto, ecc.). Infine, unultima raccomandazione: la scelta delle specie officinali da coltivare deve sempre essere fatta tenendo conto della forza lavoro e delle attrezzature disponibili in azienda; consigliabile orientarsi su poche specie che richiedano operazioni colturali e tempi di raccolta il pi pos sibile distribuite nellarco della stagione vegetativa.

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Tecniche di coltivazione
(Foto DellAquila)

Le tecniche colturali non differiscono molto, in linea di massima, da quelle normalmente impiegate per le altre coltivazioni. La scelta e la preparazione del terreno va fatta in funzione della specie che si intende coltivare. Prima di intraprendere una coltivazione di officinali, importante osservare quali specie spontanee crescono nel terreno che si intende utilizzare. Da questa osservazione sar possibile capire se il terreno individuato da ritenersi pi o meno adatto alla coltivazione di una determinata specie. In ogni caso, sempre bene conoscere lesatta composizione del terreno, il contenuto in elementi nutritivi, il grado di acidit (pH). Inoltre, importante valutare alcuni altri fattori quali lesposizione, la giacitura, le temperature minime e massime che si registrano durante lannata, le precipitazioni e la disponibilit di acqua per eventuali irrigazioni di soccorso. Anche la vicinanza ad eventuali fonti inquinanti una componente da valutare attentamente: ad esempio colture frutticole trattate con pesticidi, industrie che scaricano gas o acque inquinanti, ecc.. A questo proposito occorrer prestare anche particolare attenzione alle acque di irrigazione, che possono essere inquinate da scarichi a monte delle zone di utilizzo e diventare un pericolo per la qualit finale del prodotto officinale.

Propagazione
Moltissime specie medicinali ed aromatiche si riproducono da seme, permettendo di mantenere bassi i costi di impianto. Nel mercato delle sementi, le specie officinali sono quasi sempre poco considerate e di conseguenza la loro reperibilit scarsa. La mancanza di un mercato vasto quanto quello dei comuni cereali ha impedito un lavoro di selezione e di miglioramento genetico delle varie specie medicinali e aromatiche coltivate. Vi sono specie officinali i cui semi hanno una germinabilit scarsa e scalare e spes-

so richiedono interventi agronomici quali trattamento con freddo, stratificazione, bagni in acqua tiepida. I semi, in molti casi, provengono da mercati esteri con la conseguenza di non poter verificare, ad esempio, ladattabilit alle situazioni pedoclimatiche in cui si intende operare. Generalmente le aziende che gi coltivano piante officinali destinano piccole superfici di terreno per la produzione di seme da reimpiegare, poi, in azienda per la preparazione di nuove parcelle. Le semine possono essere fatte direttamente in pieno campo, come per tante specie annuali quali il coriandolo, laneto, lanice, il finocchio dolce, la borragine, la camomilla comune; mentre per specie biennali e perenni quali lissopo, la salvia officinale, la calendula, il timo, lorigano, la saponaria, la cardiaca, il meliloto, liperico, la sclarea, la semina diretta viene effettuata solo se si hanno a disposizione semi facilmente germinabili. La scelta del periodo di semina in campo determinata da vari fattori quali il ciclo vegetativo della pianta, landa-

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Tecniche di coltivazione

(Foto Rizzoli)

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mento climatico della zona di coltivazione, la disponibilit di un buon letto di semina, la reperibilit del seme, la percentuale di germinazione, la velocit di sviluppo delle giovani piantine, le specie infestanti presenti nel terreno. Le semine autunnali, nei casi in cui landamento climatico lo consenta, possono essere eseguite per le specie a ciclo biennale o perenne per anticipare la vegetazione e la raccolta del prodotto. I mesi pi indicati per la semina autunnale vanno da settembre a novembre. La primavera, in particolare il mese di aprile, il periodo pi indicato per lesecuzione delle semine dirette in campo. Importante, per ottenere una buona germinabilit, il giusto posizionamento del seme, che non dovr mai essere posto troppo in profondit nel terreno (al massimo ad 1 centimetro). Il seme di camomilla, ad esempio, non va interrato, ma distribuito in superficie avendo cura di scegliere giornate prive di vento. Nei casi in cui non si disponga di abbondanti quantitativi di seme, o il seme non abbia una buona germinabilit, o ancora, vi siano condizioni climatiche avverse per la semina in campo, preferibile ricorrere alla semina in semenzaio ed al successivo trapianto. In questo caso le semine si eseguono in vari periodi dellanno, in letti riscaldati o in letti freddi. Il trapianto delle giovani piantine potr avvenire manualmente o con trapiantatrici a partire dal mese di ottobre e, stagione permettendo, fino a maggio. Molte piante officinali oltre a riprodursi per seme si propagano anche per via vegetativa (lavanda, timo, salvia,

origano, altea, ecc.) altre solamente per via vegetativa (lavandino, menta x piperita, santoline, timo cedrino, assenzio pontico, camomilla romana, dragoncello). In questo caso il periodo pi indicato per la loro moltiplicazione si ha durante il riposo vegetativo o nella tarda estate. Il nuovo materiale vegetativo verr posto direttamente nel terreno se si tratta di stoloni, di bulbi, di rizomi, mentre le talee verranno poste in appositi substrati a base di torba e sabbia, in ambienti controllati per facilitare lemissione delle radici. Altra tecnica di moltiplicazione utilizzata oggi soprattutto per le specie ornamentali, la micropropagazione in vitro, che consente di ottenere un numero molto elevato di piantine identiche alla pianta madre. Le prove eseguite dallAzienda regionale Foreste dellEmilia-Romagna (oggi soppressa) durante gli anni 80 su camomilla romana, dragoncello, santoreggia, timo cedrino ed i lavandini, hanno riportato ottimi risultati, ottenendo piantine con lo stesso vigore vegetativo e la stessa longevit delle piante progenitrici.

Cure colturali
Al momento dellimpianto o della semina in campo necessario che il terreno sia stato ben lavorato ed affinato. Utilissimo lapporto di sostanza organica durante la lavorazione principale. Durante la crescita delle piante sono necessarie alcune sarchiature che hanno il compito di eliminare le infestanti, di garantire linterramento delle sostanze fertilizzanti e di ridurre le perdite di acqua per capillarit. Molto importante la lotta alle infestanti, che pu essere effettuata con sistemi tradizionali mediante zappettature manuali lungo la fila e lavorazioni con motocoltivatori o sarchiatrici nellinterfila. Su alcune specie officinali sono stati provati anche prodotti diserbanti non ammessi nella coltivazione biologica. La tecnica dellinerbimento utilissima ed interessante per specie perenni quali la lavanda, il lavandino, la salvia. Dopo i primi due anni in cui il terreno viene normalmente lavorato per garantire un rapido sviluppo delle piante ed una minore competizione con le infestanti, incomincia linerbimento che pu essere artificiale con semina delle specie pi adatte o naturale. Lerba verr sfalciata pi volte nellanno e lasciata decomporre nellinterfila. La pacciamatura con paglia, film plastico o altro materiale sempre fattibile ed indicata per le specie a ciclo perenne. La pacciamatura pu essere completa sullintero ap-

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Tecniche di coltivazione

pezzamento o localizzata solo lungo la fila. Si rende spesso necessario nella pacciamatura con film plastico lintroduzione di tubi irrigatori sotto il film. Lapplicazione del pirodiserbo alla lotta alle infestanti nellinterfila ha dato buoni risultati nellinterfila delle colture perenni gi in atto.

Raccolta e tempo balsamico


Le modalit e lepoca di raccolta variano a seconda delle specie e della loro utilizzazione. Per quanto concerne lepoca di raccolta essenziale rispettare il tempo balsamico, cio il periodo in cui la parte di pianta interessata alla raccolta fornisce un prodotto con la pi alta presenza di principi attivi. Ogni specie ha un proprio periodo balsamico che pu variare dalla zona di colti(Foto Marchetti)

vazione, dal terreno, dallandamento climatico, dallaltitudine, dallet della pianta. Le parti interessate alla raccolta possono essere le foglie, i fiori, le radici, la corteccia, le gemme, il frutto, la pianta intera. La raccolta delle porzioni epigee della pianta, quali foglie, fiori, frutti, dovr avvenire in giornate asciutte, evitando di raccogliere le piante bagnate dalla rugiada. Per alcune specie il momento migliore per la raccolta sembra essere nelle prime ore della mattina, appena la pianta si asciugata dalla rugiada, o la sera dopo il tramonto. La presenza di rugiada sulle porzioni di pianta raccolte facilita i processi di annerimento e di fermentazione. Durante le ore pi calde della giornata, la porzione di pianta tagliata e lasciata giacente in campo va soggetta ad un rapido processo di cottura e di fermentazione, con conseguente perdita di principio attivo, alterazione del colore e della consistenza e conseguente deprezzamento. Le porzioni ipogee della pianta, quali radici, tuberi, rizomi, bulbi, vengono raccolte nel periodo di riposo vegetativo della pianta stessa, momento corrispondente al massimo accumulo di sostanze di riserva. Il periodo di riposo vegetativo della pianta compreso, per quasi tutte le specie, fra linizio dellautunno e la fine dellinverno. Fanno eccezione, ad esempio, liris e la scilla, per le quali il riposo vegetativo inizia in maggio dopo la fioritura, riprendendo poi in autunno. Le foglie e le cimette vanno raccolte poco prima dellinizio della fioritura della pianta e, nella maggior parte dei casi, il periodo balsamico corrisponde al pieno rigoglio vegetativo. La raccolta dei fiori e delle sommit fiorite viene effettuata allinizio dellantesi (fioritura) o, se la fioritura fosse scalare, quando almeno il 50 per cento dei fiori sbocciato. I frutti andranno raccolti a maturit, prima della loro caduta fisiologica nel terreno. praticamente impossibile determinare una regola generale per la raccolta di tutte le specie officinali; ogni specie, infatti, ha delle proprie regole e, spesso, esistono addirittura differenze fra ogni singola pianta. Durante il ciclo vegetativo della pianta si verificano variazioni nel contenuto in principio attivo: un esempio dato dalla Menta x piperita L. dove, nelle giovani piante, lolio essenziale che si estrae per distillazione dalla parte epigea

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Tecniche di coltivazione

(Foto DellAquila)

ricco di mentone e povero di mentolo, viceversa questultimo presente in quantit massima nelle foglie prima della fioritura. Fino ad oggi quasi tutti i raccoglitori ed agricoltori effettuavano la valutazione del momento migliore per la raccolta mediante constatazioni empiriche e, ancora oggi, solo lesperienza corredata, in alcuni casi, da analisi di laboratorio e dal supporto di opportune tabelle, permette di valutare il momento pi idoneo alla raccolta.

Meccanizzazione
Le piante officinali sono sempre state considerate come una nicchia di mercato su cui le aziende costruttrici, non vedendo un tornaconto economico, hanno, sino ad ora, investito pochissimo. Attualmente, salvo per poche specie, non esistono macchinari specifici, ma pi spesso macchine adattate anche per le piante officinali. Per molte specie, ad esempio, si ancora costretti ad eseguire la raccolta manuale, a causa della particolare eterogeneit delle varie porzioni della pianta (ad esempio, la raccolta delle gemme e dei pistilli di zafferano). In alcuni casi esistono macchinari appositamente realizzati per la lavorazione o la raccolta delle piante officinali, ma questi hanno costi elevati e, comunque, non accessibili per piccole aziende o per chi intraprenda lattivit per la prima volta. Molti agricoltori, poi, iniziano le coltivazioni di officinali distribuendo il rischio su pi colture: questo comporta una difficolt maggiore nellorganizzazione razionale della coltivazione e, conseguentemente, nel scegliere un appropriato parco macchine. Per tale ragione quasi tutte le aziende iniziano coltivazioni officinali costruendo macchinari in modo artigianale, spesso veri e propri prototipi. Per la raccolta dellintera porzione epigea della pianta si fa spesso ricorso a barre falcianti, a falcia-caricatrici. Le barre falcianti possono essere a lama semplice, a lame contrapposte, a lama alternativa e controlama fissa; possono essere portate su trattrici o essere semoventi (spesso sono le stesse macchine impiegate per il taglio dellerba medica).

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Sar opportuno regolare laltezza di taglio delle barre falcianti in funzione della specie. Quando si rende necessaria la sola raccolta delle porzioni apicali della pianta o delle cimette, occorrer regolare le barre falcianti in modo da eseguire la raccolta della sola porzione di pianta interessata, aggiungendo delle reti di raccolta dove il prodotto si accumula; il prodotto potr poi essere caricato manualmente su dei rimorchi. Per la raccolta delle infiorescenze di lavanda, di issopo e di salvia, spesso destinate alla distillazione, possibile impiegare le mietilavande: si tratta di macchine portate, trainate o semoventi che tagliano e legano in piccoli covoni il prodotto. Presso il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, negli anni 60, stata studiata e messa a punto una mietilegatrice per lavanda semovente. La macchina, di piccole dimensioni tuttora impiegata in molte piccole aziende per via del basso costo di acquisto, di gestione e per la praticit dimpiego, si rif, con le opportune modifiche, alle vecchie mietilegatrici da grano utilizzate nei terreni collinari. La raccolta dei frutti o dei semi di numerose specie, quali coriandolo, aneto, anice, finocchio, ecc., forse loperazione pi semplice. Tale raccolta pu essere effettuata sia in campo con limpiego di mietitrebbiatrici sia con mietilegatori; in questo caso la trebbiatura avverr in un secondo momento in campo o in aia. In altri casi occorre intervenire manualmente o mediante scuotitori (galbuli di cipresso, cinorrodi di rosa canina, bacche di ginepro, ecc.). Pi difficoltosa la raccolta delle porzioni ipogee della pianta, dove spesso si rende necessario, oltre alla semplice estrazione dal terreno, anche una pulizia della pianta stessa. La raccolta di bulbi, rizomi, tuberi, radici poco profonde avviene spesso con laiuto di vanghe-zappe, se effettuata manualmente, o mediante piccoli aratri possibilmente con versoio finestrato per liberare le radici dal terreno. Per radici profonde sono spesso necessari aratri di dimensioni maggiori, che possono arrivare alla profondit di 60 centimetri.

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Coltivazione e lavorazione
(Foto Marchetti)

Per conservare il prodotto spesso necessario sottoporre il materiale ad alcuni trattamenti subito dopo la raccolta, al fine di evitare processi fermentativi dovuti allattivit enzimatica. Una tra le pratiche pi comuni lessiccamento. Si tratta di un processo di trasformazione che consiste nelleliminare lacqua libera presente nel vegetale, affinch le attivit enzimatica e microbica non intacchino i principi attivi alterando le propriet e i caratteri organolettici. Inoltre, lessiccamento permette di ridurre il peso del raccolto facilitandone il trasporto anche su lunghe distanze. Lessiccazione di tutte le specie officinali, da effettuarsi nel pi breve tempo possibile, deve avvenire in ambienti controllati, bui, asciutti, caldi, ventilati. Lessiccazione pu essere fatta allombra su tralicci o telai, sistemati in locali ampi ed arieggiati quali fienili, solai, porticati. Lessiccazione effettuata in serra, su graticci o telai, invece, permette di accelerare la disidratazione del prodotto. Allinterno della serra occorrer ridurre al minimo la luminosit mediante reti ombreggianti o altro materiale simile, e provvedere al montaggio di ventilatori in prossimit delle porte per facilitare il ricambio di aria. Il processo di essiccazione pi diffuso avviene in locali chiusi, riscaldati con aria calda proveniente da una fonte di calore quale una caldaia posta allesterno del locale o un collettore assiale ad aria. Lessiccazione in cella ad aria deumidificata ed a bassa temperatura avviene mediante abbassamento dellumidit dellaria tramite apposite apparecchiature aspiranti; la deumidificazione avviene mediante un energico raffreddamento con reimmissione in circolo dellaria stessa, dopo averla riportata alla temperatura prefissata. Questo procedimento consente di realizzare un circolo continuo di aria sempre pi secca, che provoca leliminazione dellacqua per evaporazione (lacqua evaporata, trasferita allimpianto, verr condensata e drenata). Durante tutto il procedimento la temperatura allinterno della

serra rimane costantemente a 35-40 gradi. Questo processo di essiccazione garantisce condizioni igieniche ottimali, salvaguardando i principi attivi e le qualit organolettiche del prodotto.

Distillazione
Altro processo di trasformazione, da effettuarsi dopo la raccolta, la distillazione in corrente di vapore, che consiste nellestrazione degli oli essenziali contenuti nella pianta.

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Coltivazione e lavorazione

(Foto Rizzoli)

del ciclo della pianta importante che la conservazione avvenga nel modo pi corretto affinch non si verifichino deterioramenti con conseguente perdita di valore. Lo stoccaggio pu durare 1-2 mesi o protrarsi fino ad 1 anno. La conservazione del prodotto deve avvenire in locali ben chiusi, avendo cura di evitare soprattutto la contaminazione da parte di polveri o insetti, al buio, a temperature di 10 gradi, ad unumidit relativa del 60 per cento. In alcuni casi possono verificarsi nei prodotti, anche dopo lessiccazione e la distillazione, alterazioni dei principi attivi, decolorazione delle foglie e dei fiori, sviluppo di muffe.

Lavorazione delle erbe


Il processo di distillazione pu essere effettuato impiegando parte di pianta verde appena raccolta, appassita o secca. Il prodotto che si ottiene un liquido oleoso di colorazione variabile in funzione della droga distillata, con odore caratteristico e ricordante la pianta dalla quale si estratto. Gli oli essenziali sono molto concentrati e sono quasi sempre destinati alle aziende farmaceutiche, cosmetiche, liquoristiche, alimentari e conserviere. Data la loro particolare composizione la conservazione degli oli essenziali andr fatta allinterno di contenitori di vetro scuro, o in acciaio inox e posti in locali a temperatura costante. I distillatori pi comunemente impiegati dalle aziende agricole sono del tipo a fuoco diretto o in corrente di vapore. Gli alambicchi hanno dimensioni variabili e sono spesso legati al quantitativo di materiale da distillare. Quasi tutti i distillatori attualmente utilizzati sono del tipo a carico discontinuo, cio con interruzione della distillazione per il carico e lo scarico della droga. Nella distillazione grande importanza deve essere data al serpentino di raffreddamento, che se ben proporzionato e perfettamente funzionante, permette un rapido e completo recupero degli oli essenziali senza rischi di alterazione del profumo. Le droghe vegetali essiccate spesso richiedono altri processi di lavorazione prima di essere utilizzate. Queste operazioni vengono eseguite prevalentemente dalle aziende erboristiche e, sempre pi spesso, dagli stessi agricoltori che coltivano le erbe. Le attivit pi agevoli da eseguire in azienda sono le operazioni di sminuzzatura e di selezione. La sminuzzatura consiste nelleseguire il taglio o la contusione delle droghe rispettivamente mediante laiuto di taglierine a ghigliottina oppure con mulini a martelli o a lame fisse. Il taglio si esegue sulle parti pi delicate della pianta quali foglie, cortecce, sommit. Da questo tipo di operazione si ottengono droghe tagliate irregolarmente, della dimensione di qualche centimetro di lunghezza, mediamente da 1 a 3 centimetri. La contusione, che invece interessa le radici, i rizomi, i semi, i frutti e le scorze dei frutti, riduce le droghe a cubetti pi o meno regolari. Lultimo processo di lavorazione consiste nella preparazione del taglio tisana: il prodotto pi richiesto per la preparazione di infusi e decotti. Il taglio tisana si effettua attraverso una serie di passaggi con setacci di vari diametri nei quali il prodotto, tagliato e contuso precedentemente, viene selezionato, scartando le parti troppo piccole, troppo voluminose o polverose. Uneventuale ulteriore lavorazione la polverizzazione: tale attivit viene principalmente effettuata da aziende farmaceutiche per la preparazione di capsule, compresse e si esegue con mulini a martelli o a perni fissi e con il passaggio del prodotto ricavato, in setacci per selezionare le varie granulometrie.

Stoccaggio
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Dopo lessiccazione il prodotto pu rimanere per un periodo pi o meno lungo in azienda. In questo momento

I SUPPLEMENTI DI

Il giardino delle erbe officinali di Casola Valsenio


La conoscenza e la divulgazione delle piante medicinali uno degli obiettivi che la Regione Emilia-Romagna, mediante il Giardino delle erbe officinali Augusto Rinaldi Ceroni di Casola Valsenio (RA), ha portato avanti dal 1974, quando cio lAzienda regionale delle foreste impiant un giardino di piante officinali con scopi didattici e sperimentali. Il Giardino nasce per nel 1938, quando il professor Augusto Rinaldi Ceroni cominci a coltivare nel terreno antistante la scuola di avviamento ad indirizzo agrario, della quale era direttore, le prime piante officinali sia per le esercitazioni degli alunni, sia per la sperimentazione, con la speranza di arrivare ad avere un vero giardino botanico specializzato. (Foto DellAquila) Per oltre 35 anni Rinaldi Ceroni port avanti le sue sperimentazioni rivolte in particolare alle lavande e ai suoi ibridi (una di queste porta oggi il suo nome). Il suo importante contributo convinse sempre pi gli esperti del settore delle reali possibilit di coltivazione negli ambienti collinari e montani delle specie officinali, capaci di riconvertire i terreni abbandonati o di sostituire con maggiore resa economica i terreni coltivati a foraggi e cereali. Agli inizi degli anni 70 lAzienda regionale delle foreste incaric Rinaldi Ceroni di realizzare un giardino officinale ad un chilometro dal paese, dove trasportare anche le piante che avevano dimora nel campo annesso alla scuola. Attualmente il Giardino delle erbe, di propriet della Regione Emilia-Romagna e gestito su incarico della Regione stessa dal Comune di Casola Valsenio, occupa una superficie di circa 4 ettari con oltre 400 specie di piante officinali utilizzate nella medicina, nella cosmesi, nella cucina. La sua attivit duplice: da una parte costituisce un centro di didattica e coltura dove il visitatore pu conoscere le varie specie di piante utili alla gastronomia, alla liquoreria, alla cosmesi, alla profumeria, agli usi terapeutici e medicinali, allindustria farmaceutica; dallaltra centro di ricerca e sperimentazione rivolta soprattutto allutilizzo delle piante officinali su larga scala come salvia, timo, origano, melissa, ecc.. Il Giardino comprende unesposizione permanente di piante essiccate, fotografie, una biblioteca specializzata, una olfattoteca, una serra, un punto di vendita di prodotti erboristici. Le piante, coltivate su 11 terrazze, presentano anche una suddivisione in specie officinali, specie aromatiche, specie mellifere, specie per la floricoltura, specie coloranti. Si pu visitare il Giardino tutti i giorni feriali (tempo permettendo) dalle 8 alle 16,30; nei mesi di febbraio, marzo, aprile e settembre il sabato dalle 14,30 alle 17,30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30; da maggio ad agosto il sabato dalle 15,30 alle 18,30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30. Le schede che seguono sono una breve descrizione delle principali utilizzazioni e degli aspetti agronomici delle piante medicinali pi diffuse allo stato spontaneo, piante che bene ricordare possono costituire una valida al ternativa reddituale per gli agricoltori.

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Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche Schede tecniche
I SUPPLEMENTI DI

Calendula
Calendula officinalis L. - Fam. composit

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Il nome calendula deriva dal latino calendae, il primo giorno del mese perch fiorisce ogni mese anche din, verno. una pianta erbacea annuale o biennale che cresce facilmente in tutto il territorio italiano. I suoi fiori di colore arancio compaiono quasi tutto lanno. Le foglie sono a margine intero, quelle basali spatolate e disposte in rosetta, quelle superiori lanceolate ed alterne. Tutta la pianta emana un aroma intenso alquanto sgradevole. Si propaga per seme e facilmente diventa infestante grazie ai numerosissimi semi che produce e che maturano scalarmente durante lanno.

le scottature, nei geloni e nei formicolii. In cosmesi lolio di calendula si utilizza nelle creme di bellezza. La calendula ha unazione elettiva sullapparato genitale femminile ed priva di effetti collaterali dannosi. Il dr. Piergiorgio Chiereghin, farmacista, ed autore del manuale di fitoterapia "Farmacia Verde" (ed. Edagricole), in particolare, consiglia la tintura madre in 10-20 gocce al giorno durante la settimana che precede la comparsa delle mestruazioni; verr cos facilitato il loro verificarsi ed attenuati i disturbi somatici collegati. La calendula si utilzza infine anche nei casi di stomatiti, gengiviti ed afte. Viene impiegata anche come colorante di stoffe e di alimenti. I fiori vengono utilizzati nelle insalate. una pianta ad interesse mellifero dato che i fiori attirano gli insetti pronubi e in particolare le api.

PARTICOLARIT
I petali di calendula si possono utilizzare in cucina per la decorazione di insalate e pietanze. una pianta colorante. Si coltiva spesso come pianta ornamentale e decorativa. Simile alla calendula officinale la calendula arven se, spontanea negli incolti e con fiori pi piccoli.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


I fiori di calendula hanno propriet coleretiche (facilitano la secrezione biliare), emmenagoghe (facilitano la comparsa delle mestruazioni), antisettiche, antispastiche, colecistocinetiche (hanno effetti positivi sul funzionamento della cistifellea), decongestionanti, lenitive e idratanti. Si utilizza sottoforma di infuso, di tintura alcolica, di olio e in polvere. In fitoterapia si impiega nel trattamento delle gastriti, delle cistiti, per regolarizzare le mestruazioni e quando queste sono dolorose. Pi diffuso limpiego della calendula sottoforma di tinture, infusi, pomate per la cura delle infiammazioni della cute e delle mucose, negli eritemi dei lattanti, nelle bruciature. Linfuso con acqua distillata serve per bagni agli occhi infiammati. I decotti di calendula sono indicati nel-

CALENDULA
Tecnica di propagazione: seme Epoca di semina: aprile-maggio nei climi freddi; autunno nei climi caldi; trapianto di piantine nate in agosto Terreno: fertile, leggero, ben concimato, fresco e ben esposto al sole Densit: 60-70 centimetri fra le file (6 piante/m2) Raccolta: i fiori in fioritura (raccolta scalare, pu durare settimane)

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Camomilla comune
Matricaria camomilla L. - Fam. Composit

e si filtra addolcendo con miele. Si prende a tazzine un poco distante dai pasti. Lessenza viene usata nei dolori reumatici o nelle distorsioni. Per frizioni particolari si prepara un olio facendo bollire a bagnomaria olio doliva e i fiori di camomilla.

PARTICOLARIT
Lantica medicina ne suggerisce limpiego nei casi di nevralgia del trigemino. Si pu preparare anche un vino medicinale alla camomilla, consigliabile nelle disappetenze, lasciando macerare 50 grammi di fiori in 1 litro di vino bianco per 30 giorni; si filtra e si addolcisce con miele e il preparato va bevuto a bicchierini prima dei pasti. Infine si ricorda che il decotto di camomilla rende i capelli lucenti e pi chiari.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

La camomilla comune una pianta erbacea annuale, spontanea e abbondantissima ovunque dal mare ai monti. Fiorisce da maggio a settembre. I fiori sono riuniti in capolini di colore giallo nella parte centrale, con linguette bianche a raggiera rivolte in basso. Si utilizzano i capolini, le sommit fiorite e la pianta intera (per la distillazione). I capolini detti comunemente fiori vanno raccolti prima della piena fioritura, momento di maggior ricchezza in principi attivi e noto appunto con il nome momento balsamico. La raccolta si effettua a mano oppure con pettini appositi o a macchina. Lessiccazione si deve fare allombra su graticci, stuoie o teli posti in luoghi arieggiati; la conservazione del prodotto viene fatta in locali asciutti e in sacchetti di tela. necessario far mantenere ai fiori il loro caratteristico odore aromatico e linterezza dei capolini floreali.

CAMOMILLA COMUNE
Terreno: asciutto, ricco di scheletro; rifugge i terreni acidi Propagazione: seme Epoca di semina: settembre o aprile Sesti dimpianto: 30-40 centimetri fra le fila e 5-10 centimetri o in continuo lungo la fila Densit: 20-25 piante/m2 Raccolta: i capolini in fioritura (maggio-giugno)

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Alla camomilla si attribuiscono propriet calmanti, antispasmodiche, antinevralgiche, digestive, antisettiche; consigliata nelle cefalee, negli spasmi viscerali, nelle difficili digestioni e nelle agitazioni nervose. Il suo uso conosciuto fin dai pi antichi tempi. Viene utilizzata in farmacia, in erboristeria, nellindustria liquoristica e in cosmetica. Linfuso terapeutico prevede limpiego di 50 grammi di capolini secchi in un litro dacqua lasciandoli in infusione per 30-40 minuti; si spreme il tutto

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I SUPPLEMENTI DI

Cicoria o Radicchio di campo


Cichorium Intybus L.- Fam. composit

identico a quello del decotto o dellinfuso. Il radicchio viene utilizzato anche come cataplasma nelle infiammazioni della pelle. Utile e importante luso alimentare sia delle foglie che dei fiori come insalata fresca.

PARTICOLARIT
La radice un ottimo surrogato del caff. La cura con la pianta del radicchio consigliabile per tutti ad ogni inizio di primavera, essendo giudicata un ricostituente e uno stimolante; per quanto riguarda la dose occorre prendere un bicchierino giornaliero di succo a digiuno e man giare di frequente le foglie come insalata verde.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

una pianta comunissima, spontanea, nota col nome di radicchio comune o selvatico. perenne, alta 70-100 centimetri, con radice fittonante, fusto eretto, foglie dentate, quelle basali formano una rosetta; tutta la pianta contiene un lattice bianco. I fiori di colore azzurro chiaro sono riuniti in infiorescenza, si aprono al sorgere del sole e si richiudono al tramonto. La fioritura avviene fra maggio e ottobre.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Si impiegano le foglie e le radici. Le foglie vanno raccolte da maggio ad agosto, le radici invece in autunno. Entrambe si possono utilizzare fresche oppure essiccate allombra e conservate in contenitori al buio. La pianta ha propriet depurative, digestive, diuretiche, lassative. consigliata nelle inappetenze, nelle malattie della pelle, nella cura dellitterizia e nei vari disturbi del fegato. Viene impiegata sotto forma di infuso, di decotto o di succo. Nella preparazione dellinfuso si utilizzano le foglie in quantit di una manciata se secche e di due se fresche per litro di acqua. Si filtra e si addolcisce con il miele. Nel decotto si utilizzano le radici tagliuzzate nella quantit di due manciate per litro di acqua. Si filtra e si addolcisce sempre con il miele. Linfuso e il decotto vanno bevuti a tazzine. Il succo di cicoria si ottiene spremendo fortemente le foglie dopo un leggero riscaldamento a bagnomaria. Luso

CICORIA
Terreno: cresce spontanea in quasi tutti i terreni, ai bordi di strade, nelle scarpate. Sviluppa facilmente nei terreni sciolti ed in quelli argillosi. Rifugge i ristagni idrici Propagazione: per seme Semina: in primavera in pieno campo Densit: 4-6 piante /m2; 60-70 centimetri fra le file, 2530 centimetri lungo la fila Raccolta: le radici in inverno, le foglie e i fiori in vegetazione.

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Dragoncello o Estragone
Artemisia Dracunculus L. - Fam. Composit

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Il dragoncello, chiamato anche estragone, una pianta erbacea perenne originaria della Russia; e spontanea in diverse zone dellEuropa, coltivata in Francia, Germania e in alcune province Italiane. Sono conosciuti numerosi ibridi e variet; a giudizio dei pi si ritiene che lestragone maggiormente diffuso e di grande valore, per il suo aroma, profumo e contenuto in principi attivi o per il pregio della essenza, sia librido piemontese o francese. Minor valore hanno perci lestragone di Russia e quello di Germania, che presentano caratteri diversi dati dalla grande vegetazione (altezza fino a un metro e mezzo), dalla impossibilit di dare seme, oltre che dal negativo giudizio olfattivo e analitico. Lestragone Francese o Piemontese ha forma di un cespuglio alto non pi di 70 centimetri. formato di una massa erbacea ricca di foglie odorose e di aromi particolarmente apprezzati, che ricordano il profumo dellanice e del finocchio. La pianta preferisce terreni asciutti soleggiati e tendenti al siliceo. Lunica forma di propagazione per librido Piemontese quella per divisione del cespo mancando il seme.

Viene utilizzato nel meteorismo, nella mancanza di appetito e nel caso di alito cattivo e di singhiozzo.Trova impiego nellindustria alimentare, in erboristeria, in fitoterapia, in farmaceutica e nell industria delle essenze. Lestragone Francese o del tipo Piemontese ha un , aroma fine e penetrante, sapore inconfondibile amarognolo e piccante, odore intenso e gradevole che si avvicina allodore dellanice. Le foglie fresche e tenere possono entrare, sempre in dosi moderate, nelle insalate e nelle salse (tritate o mescolate con burro e limone), nelle conserve, nei ripieni e marinate. Il suo maggior impiego nella industria dei conservanti, in quella dei sottaceti e della preparazione degli aromi. Serve a profumare il burro o le carni lessate, ed aromatizzare gli arrosti di caccia e di maiale; d un tono raffinato allaceto. Lessenza costituisce la base dei conservanti per la confezione dei cibi in scatola quali la carne e il pesce.

PARTICOLARIT
Nota in Francia come erba da cucina detta estragon. La medicina popolare e tradizionale attribuisce a questa pianta il potere di dare una forza da dragone o da leone e di immunizzare contro la peste. una pianta preziosa per chi non pu usare il sale nei cibi.

DRAGONCELLO
Terreno: si adatta a quasi tutti i terreni. Non tollera i ristagni idrici.Teme le gelate e i freddi prolungati. Predilige i terreni posti in pieno sole, fertili, umidi o irrigabili Propagazione: per divisione di cespo. Un cespo = 10-15 piante Epoca di trapianto: aprile - maggio Densit: 20-25 centimetri lungo la fila e 50-70 centimetri fra le fila; 5-7 piante/m2 Durata della coltura: 4-5 anni Raccolta: le foglie prima della fioritura

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Si utilizzano le foglie o la pianta intera. Ha propriet aperitive, antireumatiche, antisettiche, aromatizzanti, digestive ( utile nelle digestioni difficili), febbrifughe, toniche e stimolanti.

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I SUPPLEMENTI DI

Echinacea
Echinacea purpurea Moench. ed Echinacea angustifolia DC - Fam. composit
Rallenta la velocit di penetrazione dei microrganismi nei tessuti, accelera la guarigione delle ferite e diminuisce il rischio delle infezioni.

PARTICOLARIT
Gli indiani del Nord America facevano uso dell'echinacea fresca e essiccata per guarire le ferite nei periodi di accresciuto rischio di epidemie e per scacciare gli insetti molesti. molto indicata nel potenziamento dei poteri immunitari dell'organismo. particolarmente utile nella profilassi autunnale contro le "malattie da comunit" dei bambini che frequentano gli asili o in et scolastica. Indicata nelle influenze e nelle malattie da raffreddamento in genere. molto bella come pianta ornamentale soprattutto la Echi nacea purpurea.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Lechinacea originaria del Nord America; in Italia presente solo come coltivazione. una pianta erbacea perenne, con foglie basali riunite in rosette, glabre e a margine dentellato nella E. purpurea, tomentose e lanceolate a margine intero in E. angustifolia. Hanno entrambe fiori riuniti in capolini di colore porpora che compaiono in giugno e luglio. La propagazione avviene per seme o per divisione di cespo allinizio della primavera. Si utilizzano le radici e le parti aeree composte da fusti, foglie e fiori raccolte rispettivamente durante il periodo di riposo e prima della fioritura. Lessiccazione della droga avviene in locali bui a temperature di circa 30-35 gradi.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Allechinacea vengono attribuite propriet antisettiche, antivirali, cicatrizzanti, analgesiche; esercita una funzione di stimolo del sistema immunitario. Si impiega essenzialmente in estratto fluido per uso esterno ed interno. Allesterno impiegata nei casi di cicatrizzazione difficile delle ferite, nelle affezioni cutanee di natura infiammatoria, per pustole e foruncoli. Il decotto serve contro gli eczemi, le emorroidi e le varici. In cosmetica utilizzata nei preparati per il trattamento delle rughe e delle smagliature, in pomate per le mani screpolate, arrossate, nei geloni e nelle piaghe da decubito. Gli estratti di echinacea sono batteriostatici e virustatici.

ECHINACEA
Terreno: predilige i terreni calcarei, leggeri, soleggiati. Sopporta male i terreni pesanti mal drenati, sui quali vive poco a lungo Propagazione: per seme e per divisione di cespo Semina: in primavera in pieno campo o in semenzaio Moltiplicazione: a fine inverno la divisione dei vecchi cespi e la messa a dimora delle giovani piantine Densit: 6 piante /m2; 60-80 centimetri fra le file e 2025 centimetri lungo la fila Raccolta: la parte epigea in fioritura, le radici in inverno

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I SUPPLEMENTI DI

Erba cipollina
Allium schoenoprasum L. - Fam. Liliace

Durante linverno le foglie delle piante coltivate allaperto muoiono ritornando a vegetare con larrivo della primavera. Viene considerata unerba fine e si consiglia di non cuocere le foglie.

PARTICOLARIT
Anche i piccoli bulbi possono essere utilizzati in cucina. spesso coltivata come pianta decorativa e ornamentale grazie al colore dei suoi fiori. una pianta mellifera.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

ERBA CIPOLLINA
Lerba cipollina una pianta perenne originaria delle zone temperato-fredde dell'emisfero settentrionale. In Italia presente al nord nei prati umidi e torbosi, dalla collina all'alta montagna. soprattutto coltivata negli orti e nei giardini. I suoi fiori, di color lilla, compaiono da giugno ad agosto e sono visitati da molte api. Si pu coltivare facilmente nellorto, in giardino o mantenere in vaso sul davanzale o in terrazza. Si propaga da seme o per divisione di vecchi cespi dai quali possibile ottenere anche pi di 20 nuove piantine. Terreno: predilige i terreni umidi e torbosi adattandosi anche a quelli calcarei ad asciutti Propagazione: seme, divisione di cespo delle piante adulte Epoca di semina: da marzo ad agosto in serra o sotto ombrario; da marzo a maggio in pieno campo. Il trapianto si esegue a fine inverno-inizio primavera, interrando i nuovi bulbi a qualche centimetro di profondit Densit: 20 centimetri lungo la fila e 50-80 centimetri fra le fila Fertilizzazione: letame maturo, terriccio. In alcuni terreni sar utile lapporto al momento del trapianto o della semina di torba Raccolta: le foglie durante la fase vegetativa; i semi a maturit (giugno-luglio) N.B.: dopo ogni sfalcio consigliabile una piccola irrigazione per stimolarne il ricaccio. Sono possibili nellarco di una stagione vegetativa fino a 8- 9 sfalci.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Lerba cipollina ha propriet antisettiche, emollienti, aromatizzanti, ipoglicemizzanti (riduce la glicemia), diuretiche. Ha lo stesso impiego in medicina della cipolla. Le foglie fresche sono largamente usate in cucina per il loro sapore delicato e per l'aroma ineguagliabile. Viene utilizzata in salse, insalate, minestre, uova, formaggi, carni, pesce, frittate e liquori.

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Iperico perforato
Hypericum perforatum L. - Fam. ipericace

za di qualche centimetro. e poste in vaso di vetro chiaro con laggiunta di olio di oliva, si espongono al sole per un periodo di 40-50 giorni avendo cura di agitare di tanto in tanto. Quando lolio ha acquistato un colore rosso mattone si filtra e si conserva in boccette di vetro scuro. La dose di preparazione pu essere cos indicata: una parte di fiori di iperico e due parti di olio doliva. Sar bene non riempire mai il vaso che si usa per la preparazione perch laria e il calore hanno una grande importanza nel periodo della maturazione.
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

PARTICOLARIT
Lolio di iperico fotosensibilizzante ed andr utilizzato solo dopo esposizione prolungata sotto il sole e mai prima. Viene consigliato nella cura delle gravi piaghe da decubito. Con le infiorescenze delliperico si pu preparare anche un alcoolato (alcool etilico e fiori) utile per massaggi o frizioni nella cura della sciatica, di artriti e reumatismi. Laggettivo perforato deriva dalla particolare conformazione della lamina fogliare che, guardata controluce, appare come crivellata con tanti piccoli fori. La denominazione cacciadiavoli ha origine nella tradizione di appendere i rametti di iperico alle porte e alle finestre per allontanare il maligno. chiamato anche erba di San Giovanni in quanto lordine di San Giovanni la utilizzava per cicatrizzare ferite e tagli durante le battaglie.

Lhypericum perforatum pi spesso noto con il nome di cacciadiavoli o erba di San Giovanni. una pianta erbacea triennale, spontanea, facilmente reperibile ai bordi di strade, fossi, campi incolti e facilmente riconoscibile per via dei suoi fiori gialli che compaiono quasi sempre nel mese di giugno. Alta da 30 centimetri ad 1 metro, ha rametti legnosi che portano in sommit i fiori di color giallo e le foglie piccole, allungate presentanti nel lembo fogliare infiniti fori. Tutta la pianta esala un odore balsamico e si propaga per seme o per divisione di cespo.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Gli si attribuiscono propriet antisettiche, astringenti, decongestionanti, digestive e vermifughe. Favorisce la cicatrizzazione delle ferite e delle piaghe e, per la sua azione sfiammante e sedativa, stato fin dai tempi antichi usato sotto forma di linimento oleoso. Si usa come olio, tintura, estratto fluido e infuso. Lindustria lo impiega nella preparazione degli amari, dei digestivi e dei cosmetici. consigliabile impregnare garze o cotone da applicare per luso pratico su piaghe, ustioni, arrossamenti, ecc. La tradizione popolare ha tramandato un preparato ancora molto comune e di facile reperimento anche in commercio, chiamato olio di Iperico. Per la preparazione si utilizzano le sommit fiorite o infiorescenze raccolte in pieno sole, possibilmente lontano da strade e dai centri abitati. Queste, tagliate della lunghez-

IPERICO PERFORATO
Terreno: si adatta a quasi tutti i terreni prediligendo quelli sciolti calcarei o di medio impasto, soleggiati Propagazione: per divisione di cespo o per seme Epoca di semina: ottobre-novembre o in primavera. Il trapianto si esegue da novembre ad aprile Densit: 7-8 piante/m2; 15-20 centimetri lungo la fila e 65-70 centimetri fra le fila o 37,5x37,5 centimetri Raccolta: in fioritura Epoca di raccolta: giugno-luglio

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Lavanda
Lavanda officinalis Chaix - Fam. Labiat

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

La lavanda un piccolo arbusto perenne, spontaneo nei Paesi del bacino del Mediterraneo occidentale. In Italia cresce spontanea solo nelle isole ed sporadica nella penisola. In Emilia-Romagna presente in alcune zone della Romagna, del Bolognese e del Piacentino, dove attecchisce nei suoli aridi dellAppennino e della fascia collinare. Ha foglie di colore verde chiaro e di consistenza coriacea, con fiori portati in piccole infiorescenze su corti steli privi di foglie, alla sommit della pianta. Fiorisce fra giugno e luglio.Tutta la pianta profumata. Importanti e molto diffusi sono gli ibridi della lavanda chiamati comunemente lavandini che si differenziano , dalla lavanda officinale per il loro maggior sviluppo vegetativo e per la notevole lunghezza degli steli che portano le infiorescenze. Le piante sono prive di polline fertile, quindi non producono seme.

rose e 500 grammi di alcool a 75. Nota in tutto il mondo lacqua di colonia. Ha propriet aromatiche, antisettiche, carminative (consente leliminazione nellintestino dei gas prodotti in eccesso), battericide, antispasmodiche della tosse. Trova impiego nellindustria farmaceutica, cosmetica. Viene utilizzata nelle affezioni delle vie respiratorie, nella cura dellemicrania, nei casi di asma, nei dolori reumatici. Grazie alle propriet antisettiche e battericide consigliato fare dei bagni salutari e stimolanti mettendo alcune gocce di essenza nella vasca da bagno o lasciare sospeso sullacqua una manciata di fiori. Una vecchia ricetta utile per le emicranie consiste nel preparare lacqua di lavanda che va annusata e massaggiata sulle tempie; si miscelano per la realizzazione 1 litro di alcool a 75 con 45 grammi di fiore di lavanda, 30 grammi di mentolo e 5 grammi di canfora.

PARTICOLARIT
La polvere della lavanda starnutatoria. tradizione ed usanza raccogliere le spighe di lavanda il giorno di San Giovanni e farne dei mazzetti profumati o sgranarne i fiori per profumare la biancheria nei cassetti. un ottima pianta mellifera. Secondo alcuni autori la lavanda coltivata in mezzo alle rose dovrebbe allontanare gli afidi.

LAVANDA
Terreno: predilige terreni calcarei, leggeri, permeabili delle zone calde e ben esposte fino ai 900-1.200 metri sul livello del mare. Non teme la siccit e il freddo, ma non sopporta il ristagno idrico Propagazione: seme o talea; 1-1,5 ettogrammi di seme in 50 m2 di semenzaio sono sufficienti per impiantare 1 ettaro di terreno Densit: 1,5 piante/m2; 150-180 centimetri fra le file e 30-50 centimetri lungo la fila Raccolta: in piena fioritura per la distillazione, ed a inizio fioritura per lerboristeria

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Si utilizzano le infiorescenze, le sommit fiorite, il fiore sgranato, la pianta intera per la distillazione. I fiori emanano un intenso e gradevole profumo persistente, la sua fragranza insuperabile e inconfondibile. Lessenza (od olio essenziale) si estrae mediante la distillazione in corrente di vapore o a fuoco diretto. Particolarmente pregiata lessenza della lavanda vera, che serve per preparare le acque da toilette. Un esempio pratico consiglia di prendere 30 grammi di essenza di lavanda, 12 grammi di tintura di benzoino, 20 grammi di acqua di

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I SUPPLEMENTI DI

Maggiorana
Origanum Majorana L. - Fam. labiat

Lessenza rappresenta un lenimento per storte e lesioni; ipotensiva, calmante, ipnotica ed un riequilibrante generale, viene inoltre considerata un vasodilatatore. Trova impiego nellindustria farmaceutica, cosmetica, liquoristica, conserviera. Caratterizzata da un gradevole e delizioso aroma, dal profumo e dal sapore delicato, il principale condimento per gli arrosti, le minestre, i ripieni, gli intingoli, le insalate, i contorni, le carni ai ferri. Insaporisce il pesce, le carni insaccate e le pizze. In commercio si trova la maggiorana in foglie e la maggiorana monda (mescolanza di foglie e infiorescenze).
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Originaria dellAsia, la maggiorana una pianta erbacea poliennale, cespugliosa, spontanea e coltivata. Tutta la pianta emana un odore intenso e graditissimo. spesso confusa con una variet di origano nota con il nome di origano maggioranato. Ha le foglie pi larghe dellorigano e rotondeggianti; il cespo pi stretto e composto, di minor altezza, di color cenerognolo-verde glauco; i fiori piccoli, di color bianco-rosa, sono disposti in spiga. Fiorisce in estate. una pianta di tipo mediterraneo poco resistente al freddo. Esige sole e luce. Si propaga mediante il seme, per divisione del cespo o per talea. Si utilizzano le foglie, le cimette, le sommit fiorite o la pianta intera. La pianta cimata ricaccia con facilit. Le foglie o le cimette vanno raccolte durante la fioritura. Lessiccazione si pratica con moderni essiccatoi o allombra in luoghi ventilati; la conservazione viene fatta in vasi di vetro scuro o in sacchetti di tela.

PARTICOLARIT
Un poeta descrisse cos la piantina di maggiorana: piccola la sua foglia, grande la sua carica Viene utilizza. ta in sostituzione dellorigano. una pianta mellifera.

MAGGIORANA
Terreno: predilige i terreni calcarei, leggeri, soleggiati. Sopporta male i terreni pesanti mal drenati Propagazione: per seme per divisione di cespo o per talea Semina: in primavera in pieno campo o in semenzaio

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Le si attribuiscono propriet antispasmodiche, anticatarrali, aromatizzanti, carminative (aiuta ad eliminare i gas prodotti in eccesso nellintestino), stimolanti, toniche, stomachiche (favorisce un buon funzionamento dello stomaco) e battericide. Viene impiegata nei disturbi digestivi accompagnati da senso di pienezza, nelle flatulenze, nelle coliche, nella diarrea e nelle emicranie. La polvere starnutatoria.

Moltiplicazione: in primavera le talee e la divisione di cespo Densit: 6-8 piante /m2; 50-60 centimetri fra le file, 25 centimetri lungo la fila Raccolta: sommit in fioritura per la distillazione e allinizio della fioritura per limpiego erboristico

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I SUPPLEMENTI DI

Malva
Malva sylvestris L. - Fam. malvace

ta nellindustria farmaceutica, erboristica e cosmetica. Consigliabile nella cura della bronchite cronica e della tosse, nelle infiammazioni della bocca e della pelle in particolare per curare i foruncoli ed i paterecci. Si usa pure nelle enterocoliti. Si fanno infusi di fiori, di foglie o misti; il liquido filtrato viene addolcito con miele e bevuto a bicchieri o usato per gargarismi. Per quanto riguarda la dose si utilizzano tre manciate di prodotto secco in un litro di acqua. Il decotto si applica con impacchi sulle gengive infiammate. Si prepara pure sotto forma di cataplasma cuocendo le foglie o anche la pianta intera.

PARTICOLARIT
Dalle foglie si estrae industrialmente la clorofilla che serve per tingere in verde confetture e liquori. Le foglie e i fiori sono utilizzati in cucina per la prepara zione di insalate, zuppe, frittate e ripieni.
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Si trovano allo stato spontaneo due variet di malva: la pi comune detta Malva silvestris o grande malva, laltra detta Malva rotundifolia o piccola malva, che presenta fiori pi piccoli. Il contenuto in principi attivi da considerarsi identico. Entrambe le specie crescono spontanee ovunque, sono piante erbacee annuali o biennali, hanno fusto eretto nella prima variet, strisciante nella seconda; forma cespugliosa, foglie picciolate col lembo irregolare o rotondeggiante. I fiori sono vivacemente colorati in lilla, viola o rosso striato. Cresce spontanea ovunque: ai bordi di strade, fossi, nei campi, sui ruderi. facile da coltivare. Si riproduce da seme e vive mediamente due o tre anni.

MALVA
Terreni: leggeri e ben esposti; cresce spontanea un po' ovunque Propagazione: seme Densit: 6-7 piante/m2; 60-80 centimetri fra le fila e 30-40 centimetri lungo la fila Raccolta: foglie e fiori Epoca di raccolta: pieno rigoglio vegetativo giugnoluglio, ottobre-novembre

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Si utilizzano i fiori e le foglie che si raccolgono rispettivamente da maggio a settembre e da giugno ad agosto. Il prodotto va essiccato allombra e conservato allasciutto. Ha propriet emollienti, calmanti, e lassative. impiega-

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I SUPPLEMENTI DI

Melissa
Melissa officinalis L. - Fam. labiat

ti ansiosi e negli spasmi viscerali. Il vino alla melissa utile nelle difficili digestioni e si prepara facendo macerare 100 grammi di prodotto secco in 1 litro di vino bianco per uno o due giorni; poi si filtra e si beve a bicchierini dopo il pasto.

PARTICOLARIT
noto da secoli luso dellacqua di melissa detta dei Carmelitani cos composta: alcool, acqua, infiorescenze di melissa, cannella e coriandolo ed ottenuta facendo macerare il tutto per diversi giorni. La melissa serve per la preparazione dei famosi liquori Chartreuse e Arquebuse. Dalle foglie si estrae la clorofilla che serve per la colorazione delle confetture. Lessenza di melissa pu far sparire lemicrania in molti soggetti e si usa odorandola e fri zionando la zona cervicale ed i lati della fronte.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Nota anche con il nome di erba limona o limoncina o cedronella, la melissa unerba perenne e spontanea diffusa ovunque dal mare ai monti. La pianta profumata ed aromatica, emana un gradevole odore di limone. Fiorisce da maggio ad agosto. Ha foglie picciolate, ovali rugose e fiori piccoli di colore biancastro e roseo, ha stelo diritto e la pianta raggiunge unaltezza variabile da 40 a 90 centimetri Cresce facilmente nei terreni freschi, profondi. Si propaga per seme o per divisione di cespo allinizio della primavera. Si utilizzano le foglie, le sommit fiorite e la pianta intera, dalla quale si estrae lolio essenziale. La raccolta viene fatta allinizio o in piena fioritura, in funzione della destinazione del prodotto. La droga dovr essere essiccata allombra, in locali arieggiati e la conservazione si effettua in locali asciutti e bui.

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


La melissa ha propriet antispasmodiche, digestive, toniche, tranquillanti, antinevralgiche, sudorifere. Si impiega in erboristeria, nellindustria farmaceutica, nellindustria liquoristica e in quella delle essenze. Viene pure largamente impiegata nella cosmetica, in profumeria e nellaromatizzazione degli alimenti. Linfuso si prepara mettendo due manciate di pianta secca in 1 litro di acqua; si filtra, si dolcifica con miele e si beve a tazzine. La somministrazione consigliata negli sta-

MELISSA OFFICINALE
Terreno: fertile, profondo, fresco, non troppo esposto al sole Propagazione: divisione di cespo o per seme Densit: 6-8 piante/m2; 50-80 centimetri lungo la fila,20-25 centimetri fra le fila Raccolta: la pianta intera prima della fioritura Epoca: giugno-luglio e settembre-ottobre

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I SUPPLEMENTI DI

Menta piperita
Mentha x piperita L. - Fam. Labiat

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Conosciuta anche con il nome di pipermint o menta pepe, la menta piperita una pianta erbacea perenne, ibrido fra la Mentha viridis L. e la Mentha acquatica L.; coltivata in molte regioni dItalia, in Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti per lestrazione della essenza. Sono note numerose specie di menta; quelle pi richieste dal mercato sono la menta piperita, la menta viridis detta gentile, la menta verde o romana; la menta acquatica, la menta longifolia, la menta silvestre o selvatica, la menta pulegio e la menta rotundifolia o mentastro. La pianta della menta piperita sterile, si propaga solo per stoloni. Ha i fusti rosso-viola oppure verdi, le spighe a infiorescenze coniche di colore rosso-lilla o violetto, fiorisce in giugno. Cresce nei terreni freschi sciolti. Si raccolgono le foglie, le cimette o la pianta intera in piena fioritura. Lessiccazione si pratica in appositi essiccatoi, oppure allombra e in luoghi ventilati; la conservazione avviene in vasi di vetro scuro o in sacchetti di tela. Tutta la pianta della menta piperita ha un particolare profumo penetrante, piacevole e aromatico, e un sapore piccante che lascia una sensazione di freschezza.

un eccitante del sistema nervoso e nel contempo un antispasmodico e sedativo, attivante del sistema digestivo. Si utilizza in caso di alito cattivo, nellaerofagia, nellemicrania, nellimpotenza, nei casi di meteorismo, di singhiozzo, di vomito. Linfuso consigliato nelle diarree, nellinsonnia, nelle dispepsie, nei dolori di stomaco e per aumentare la secrezione lattea. Viene impiegato sotto forma di infuso, di sciroppo, di tintura, di olio essenziale sia per uso interno che esterno. Si fanno bagni e cataplasmi. Lessenza antisettica, insetticida e disinfettante. considerato un condimento aromatico per le insalate, i ripieni, le salse, le pietanze, in particolare per le carni di agnello e di selvaggina. Insaporisce i piselli, le patate e tanti altri alimenti. La foglia viene mescolata alla camomilla romana per ottenere un ottimo t.

PARTICOLARIT
La medicina popolare e tradizionale ha sempre tenuta in grande considerazione la menta, consigliandone luso, ma non labuso. La menta simbolo dellamore; le sue propriet energetiche e stimolanti la fanno considerare un afrodisiaco. La pianta allontana le zanzare ed mellifera.

MENTA PIPERITA
Terreno: predilige terreni freschi, profondi, fertili, sciolti, irrigabili, rifugge i terreni argillosi freddi. Il pH ottimale del terreno compreso fra 6,2 e 7,4. Propagazione: si moltiplica mediante stoloni allinizio della primavera o in autunno Densit: 10 piante/m2; 90-100 centimetri fra le file ed in continuo lungo la fila Raccolta: la pianta intera in piena fioritura per la distillazione; prima della fioritura per uso erboristico

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


La menta ha propriet antisettiche, antalgiche, antiprurigginose, antireumatiche, antinevralgiche, vermifughe, ipertensive e insetticide. impiegata dallindustria veterinaria, farmaceutica, alimentare, liquoristica, cosmetica.

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I SUPPLEMENTI DI

Origano
Origanum vulgare L. - Fam. Labiat

za viene usata in particolare per lasma, bronchiti, tosse, reumatismi. In cucina viene usato per aromatizzare e profumare, carni, spiedini, anguille ai ferri, costolette, intingoli, insalate, verdure, pizze, acciughe (conferisce un particolare sapore tale da definire lorigano Acciughero). La polvere serve per cospargere tutti gli alimenti, sia crudi che cotti.

PARTICOLARIT
In Svezia impiegato per rendere forte e stimolante la birra. Viene considerata come la pianta della salute, simbolo di pace e di felicit. Nei tempi antichi veniva utilizzato per decorare le tombe. Inoltre, impiegato in forti quantit, dapprima eccita poi diventa deprimente e d sonnolenza. una buona pianta mellifera e le infiorescenze essiccate possono essere utilizzate per fare composizioni floreali. Le propriet terapeutiche dellorigano erano conosciute fin dal tempo di Aristotele e sono state tuttoggi confer mate.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Cresce spontanea in quasi tutte le nostre colline ed facilmente coltivabile in giardino. Lorigano una pianta erbacea perenne, sempreverde, preferisce i terreni soleggiati e i climi miti. Ha fiori piccolissimi di colore roseo-porpora riuniti in una infiorescenza apicale, con fioritura che avviene fra giugno e settembre. Si moltiplica per seme o per divisione del cespo. La droga data dalle sommit fiorite e dalle foglie che vengono raccolte rispettivamente in fioritura e durante il periodo vegetativo. Lessiccazione si esegue allinterno di appositi essiccatoi oppure allombra e in luoghi ventilati. La conservazione viene fatta in vasi di vetro scuro o in sacchetti di tela. Lorigano correttamente essiccato mantiene il suo aroma. una pianta molto profumata e nelle zone pi calde laroma di maggior intensit, il sapore pi piccante e il profumo pi persistente.

ORIGANO
Terreno: vive su suoli aridi, alcalini, neutri o leggermente acidi, evitando comunque quelli decisamente acidi. Sopporta bene il secco e le basse temperature (minimo -10, -12 C) Propagazione: si riproduce per seme, per talea o per divisione di cespo Epoca di semina: marzo-aprile la divisione di cespo si esegue alla ripresa vegetativa e le talee si preparano in primavera o in estate Densit: 6-8 piante /m2; 20 centimetri lungo la fila e 60-80 centimetri fra le fila Raccolta: in pre-fioritura per la raccolta delle cimette e per la distillazione della pianta

PROPRIET MEDICINALI E IMPIEGHI


Lorigano ha propriet stomachiche, antispastiche, espettoranti, aromatizzanti, aperitive, digestive, antisettiche. Trova impiegano nellindustria farmaceutica, cosmetica, veterinaria, alimentare, liquoristica, conserviera. Si impiega la foglia e il fiore come infuso, decotto, tintura vinosa, o lolio essenziale. Trova impiego nelle digestioni difficili, per stimolare lappetito, nei casi di aerofagia, nelle fermentazioni intestinali, indicato nellitterizia, nelle bronchiti, nella tosse, nei casi di dolori reumatici. Lessen-

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I SUPPLEMENTI DI

Ortica
Urtica dioica L. - Fam. urticaceae

Lortica raccolta viene tagliata, leggermente riscaldata in acqua poi viene spremuto fortemente il succo che, successivamente, si fa bollire e filtrare. La cottura o anche la semplice bollitura fa perdere la caratteristica di aggressivit posseduta dallortica.

PARTICOLARIT
Nella alimentazione delle galline ovaiole spesso usata la polvere dellortica essiccata con grande vantaggio, in quanto favorisce la deposizione delle uova. Gli steli della pianta erano utilizzati nellindustria tessile e della carta. Serve per lestrazione della clorofilla, per la colorazione di bevande, candele, profumi e saponi. Mescolata alla biada dei cavalli d lucentezza al pelo e grande vivacit. Lortica un efficace repellente per gli afidi. Si prepara facendo macerare 1 chilogrammo di ortica in 10 litri di acqua per circa 5-6 giorni. Si filtra e si irrorano le parti delle piante attaccate dalle colonie di afidi. Serve anche come concime fogliare.

(Foto Diateca Agricoltura)

una pianta alta fino a 150 centimetri, spontanea e diffusa in tutte le nostre zone; coperta di peli pungenti capaci di emettere un succo che produce forte irritazione, con prurito doloroso al contatto della pelle. Le foglie sono ovali, allungate e dentate al margine, i fiori piccoli sono riuniti in spighette pendenti sotto le foglie, fiorisce tutta lestate. Predilige terreni freschi e ricchi di sostanza organica. La propagazione dellortica avviene per seme o per divisione di cespo. consigliabile effettuare la raccolta delle foglie e delle cimette con lausilio di guanti. Si essicca allombra e si conserva in sacchi di tela o di carta in luogo asciutto e buio. La droga data dalle foglie, dalle cimette e dalle radici. Le parti verdi si raccolgono durante la fioritura e le radici si estraggono in autunno. Le foglie e le cimette, che vengono destinate allalimentazione, vanno raccolte in primavera e se ne consiglia un uso frequente nelle minestre in sostituzione dello spinacio.

ORTICA
Terreno: cresce con facilit nei terreni ricchi di sostanza organica, sopporta bene la siccit, il freddo, e tutte le intemperie Propagazione: si riproduce per seme o per divisione di cespo Epoca di semina: marzo-aprile. La divisione di cespo si esegue alla ripresa vegetativa Densit: 6-8 piante /m2; 20 centimetri lungo la fila e 60-80 fra le fila Raccolta: in pre-fioritura per la raccolta delle foglie

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

Trova impiego in erboristeria, in medicina, in cosmesi, in veterinaria, nellindustria tintoria e tessile. Le foglie e le cimette sono diuretiche, astringenti, emostatiche. Il succo di ortica considerato, per i casi di anemia, un ottimo ricostituente naturale. I rizomi sono utilizzati in cosmetica per la preparazione di shampoo e lozioni contro la forfora e la caduta dei capelli. Tutta la pianta ricca di clorofilla, di ferro, di azoto, di vitamina C e di carotene.

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I SUPPLEMENTI DI

Pimpinella
Poterium Sanguisorba L. - Fam. Rosaceae

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

La pimpinella ha propriet astringenti, aromatizzanti, carminative (favorisce leliminazione dei gas nellintestino), digestive, diuretiche, emostatiche, stomachiche (favorisce il buon funzionamento dello stomaco). Il suo principale uso quello culinario, ma trova applicazione anche in veterinaria e in fitoterapia. Cura i disturbi di stomaco, il meteorismo, le emorroidi, le cistiti, i calcoli della vescica. Si impiega sottoforma di decotto o di infuso. Le foglie hanno sapore delicato-salino, fresco, raffinato, gradevole, con odore caratteristicamente erbaceo. In cucina utilizzata per aromatizzare le minestre e i minestroni, migliora il sapore e laroma delle insalate (dovrebbe trovare posto in tutte le insalate). consigliato limpiego delle giovani foglie, il cui uso accresce lappetito.
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

PARTICOLARIT
Fornisce alla cucina una buona verdura in tutti i mesi dellanno. Gi al tempo dei romani questa pianta era chiamata con il nome di pimpinella per il suo ruolo di pianta aromatizzante (da piper, cio pepe).

Conosciuta in molte zone anche con il nome di bibinella o salvastrella, la pimpinella una piante erbacea sempreverde, perenne, spontanea e coltivata; ha la forma di un piccolo cespuglio con foglie basali disposte a rosetta a margine dentellato. Si distinguono due specie di pimpinella, la Sanguisorba minor Scop. e la Sanguisorba officinalis L., entrambe chiamate volgarmente pimpinella. La pimpinella minore ha altezza massima di 60-70 centimetri con foglie pi piccole, infiorescenza globosa di colore verdastro porporino. tipica dei luoghi aridi soleggiati, cresce nelle scarpate, negli argini e nelle zone erbose. Fiorisce in maggiogiugno. La pimpinella officinale ha sviluppo vegetativo maggiore, si trova nei luoghi freschi e in terreni collinari e montani, presenta una infiorescenza terminale a forma di pennello e di colore rosso-vivo, fiorisce in luglio-agosto. Le due piante contengono principi attivi aromatici e odorosi, pi accentuati S. officinalis. Si propaga per seme. Si utilizzano le foglie fresche, raccolte recidendole al colletto, e, solo raramente, essiccate.

PIMPINELLA
Terreno: cresce spontanea in tutti i terreni, prediligendo i terreni calcarei, leggeri, soleggiati Propagazione: per seme Semina: in primavera in pieno campo Densit: 6-8 piante/m2, 50-60 centimetri fra le file, 25 centimetri lungo la fila Raccolta: le foglie, tutto lanno

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I SUPPLEMENTI DI

Rosmarino
Rosmarinus officinalis L. - Fam. labiatae

Luso pi noto della pianta quello che si fa delle foglie in cucina per aromatizzare carni e in liquoristica. Ha sapore aromatico acre e amarognolo. Si utilizza per condire minestre, legumi, arrosti, contorni. Lessenza viene usata in cosmetica e in farmaceutica per la preparazione di pomate contro le scabbie e linimenti antireumatici e balsamici. Per uso esterno trova applicazione nei dolori reumatici, muscolari e nelle parassitosi. In dermocosmetica ha propriet dermopurificanti, con caratteristiche tonificanti e riattivanti; si usa con questi fini per bagni, frizioni dopo-bagno oppure shampoo e lozione per capelli.
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

un arbusto sempreverde con ramificazioni ascendenti, foglie opposte sessili, lineari, coriacee di colore verde scuro lucide nella pagina superiore e bianco tomentose in quella inferiore. I fiori di colore azzurro violetto compaiono durante tutto lanno. originaria delle regioni del Mediterraneo. In Italia spontanea solo lungo le coste tirreniche e del basso Adriatico. Lo si trova spesso coltivato negli orti e nei giardini, sia per limpiego come condimento, sia come pianta ornamentale. Si pu riprodurre da seme ma la tecnica pi comunemente adottata quella agamica mediante la talea o per divisione di cespo di piante giovani. Le piante andranno messe a dimora in terreni senza ristagno idrico ed esposte a mezzogiorno, riparate dai venti freddi del nord. Si utilizzano le foglie e le sommit fiorite che vengono raccolte, per luso culinario, durante tutto lanno mentre per lestrazione dellessenza preferibile la raccolta in primavera-estate. Le foglie o i rametti fogliati raccolti nelle giornate di sole vanno essiccate al buio in locali arieggiati e conservati in sacchetti di tela.

PARTICOLARIT
Il rosmarino una ottima pianta mellifera. Una manciata di foglie nellacqua del bagno possono aiutare a ridurre la stanchezza, deodorano e purificano la pelle. Grazie al suo apparato radicale molto sviluppato pu essere utilizzato per consolidare le scarpate e per abbellirle.

ROSMARINO OFFICINALE
Terreno: pianta poco esigente, si adatta a tutti i terreni; predilige quelli calcarei ben esposti al sole. Interessante il suo sviluppo nei terreni aridi Moltiplicazione: semina, talea, divisione di cespo Epoca di semina: in semenzaio in primavera. Le talee in marzo-aprile o in agosto-settembre Densit: 3-4 piante/m2; 70-100 centimetri fra le fila e 30-50 centimetri lungo la fila Raccolta: i giovani rami e le foglie in primavera o in settembre per il mercato erboristico e per la cucina; in piena fioritura per la distillazione

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

Ha propriet batteriostatiche, antispasmodiche, stimolanti, eupeptiche (facilita la digestione), aromatizzanti, toniche, colagoghe (favorisce la secrezione biliare), antiparassitarie, antigottose. Si utilizza sotto forma di infuso, tintura, olio essenziale.

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I SUPPLEMENTI DI

Salvia
Salvia officinalis L. - Fam. Labiatae

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

ti, gengiviti, afte, angine e faringiti, come cicatrizzante delle piaghe gi in fase di guarigione, come antisettico per lavande vaginali e come antinevralgico nelle sciatiche, algie muscolari e crampi. In cosmetica la salvia impiegata come componente aromatico di saponi, detersivi, creme, lozioni e profumi (acqua di colonia e dopobarba). I preparati di salvia sono controindicati durante la fase di allattamento, in quanto abbassano la produzione del latte, nei casi di ipertensione e di insufficienza renale. In cucina trova largo impiego come condimento e aromatizzante di salse, carni, oli e aceti. Lessenza si usa per aromatizzare amari e vermouth. Le foglie si possono utilizzare per ligiene dentale.

una pianta perenne legnosa sempreverde con foglie lanceolate, pi o meno larghe in funzione delle cultivar, che emana un caratteristico aroma. I fiori bilabiati sono disposti in verticilli sovrapposti a formare una spiga con colori variabili dallazzurro al bianco, al violaceo. Cresce nei terreni asciutti e calcarei di pianura e di collina. quasi sempre coltivata negli orti per il suo utilizzo in cucina. Si impiegano le foglie e le cimette raccolte prima della fioritura. Possono essere utilizzate fresche o essiccate al buio in un locale ventilato e conservate in sacchetti o in barattoli. Le grosse aziende alimentari raccolgono le cimette e le conservano mediante la surgelazione. Con tutta la parte epigea in fioritura si effettua la distillazione estraendo lolio essenziale che servir per lindustria cosmetica e farmaceutica. La propagazione avviene per talea, per divisione di cespo o per seme.

PARTICOLARIT
Fin dal tempo degli egizi linfuso di salvia veniva somministrato alle donne per renderle fertili, indicazione oggi confermata. La scuola medica salernitana a riguardo della salvia cita il seguente aforisma Perch dovrebbe morire luomo che fa crescere la salvia nel suo orto? Ma contro la forza della morte non v medicina negli orti. La salvia conforta i nervi, toglie il tremore delle mani, e le pi acute febbri fuga. Salvia, castoreo, lavanda, primula, nasturzio e atanasia salvano le paralitiche membra. Salvia salvatrice della na tura gran mediatrice. unottima pianta mellifera.

SALVIA OFFICINALE
Terreno: vive su suoli aridi, alcalini, neutri o leggermente acidi (pH 6,5-8,5) evitando comunque quelli decisamente acidi Propagazione: si riproduce per seme, per talea o per divisione di cespo Epoca di semina: marzo-aprile la divisione di cespo si esegue alla ripresa vegetativa e le talee si preparano in primavera o in estate Densit: 6-8 piante /m2; 20 centimetri lungo la fila e 60-80 centimetri fra le fila Raccolta: in pre-fioritura per la raccolta delle cimette e per la distillazione; a maturazione dei frutti per il seme

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

Ha propriet antisettiche, cicatrizzanti, toniche, antireumatiche, digestive, antiossidanti, antisudorifere, ipoglicemizzanti, eupeptiche (favorisce la digestione). Si utilizza sottoforma di tintura, di infuso e come olio essenziale. Viene impiegata nella sudorazione eccessiva di mani, piedi, ascelle, nei casi di sudori notturni causati da malattie infettive e convalescenze. Si impiega come tonico uterino regolarizzando le mestruazioni, favorendo la gravidanza e facilitando il parto. Arresta le leucorree e fa regredire la secrezione lattea nelle gestanti. In uso esterno trova impiego come collutorio in stomati-

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I SUPPLEMENTI DI

Rosa canina
Rosa canina L. - Fam. Rosaceae

frutti prima del loro impiego vanno privati dei semi e della loro peluria. Il decotto e linfuso dei petali un buon lassativo. Questultimo utilizzato anche per gargarismi sfiammanti.

PARTICOLARIT
Molto apprezzata, anche se richiede una preparazione un po laboriosa, la marmellata di rosa canina. I frutti si raccolgono ben maturi dopo la prima gelata. Sar importante eliminare da ogni frutto i semi e la peluria e il rimanente dovr essere tritato finemente. Si dovr aggiungere una quantit di zucchero pari al peso della polpa tritata e cuocere a fuoco basso fino a completa cottura. Il nome canina secondo alcuni deriva da unantica superstizione in base alla quali si riteneva che la piante guarisse la rabbia dei cani. Secondo altri il nome deriva dalla particolare forma delle spine. spesso usata come portainnesto per le piante da frutto ed il simbolo della bellezza e dellamore.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

un arbusto spinoso ramificato con le foglie caduche, composte da 5-7 foglioline coriacee di forma ovato-ellittica a margine dentato. I fiori sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; hanno petali di colore bianco alla base e rosei nella parte distale e stami gialli. Il fiore emana un delicato e gradevole profumo. I frutti (cinorrodi) sono di colore rosso arancione. Si trovano spesso sulla pianta delle galle che appaiono come escrescenze ricoperte da filamenti, causate dalla punture del Cynipis rosae, un insetto appartenente alla famiglia degli imenotteri. Cresce spontanea un po ovunque con prevalenza nei terreni collinari, nei pascoli, nel sottobosco. Le nuove piantine si ottengono per talea, per divisione di cespo, per propaggine o per seme.

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

ROSA CANINA
Tecnica di propagazione: seme, talea, divisione di cespo Epoca di semina: marzo-aprile Terreno: argilloso, di medio impasto. Cresce spesso spontanea nei terreni aridi, prediligendo per quelli pi fertili Densit: 0,5-1 pianta/m2 Raccolta: i fiori in fioritura, i frutti a maturazione dopo le prime gelate

Si utilizzano i fiori e i frutti che vanno raccolti rispettivamente in primavera quando questi sono ancora in boccio e a fine autunno quando sono maturi. I boccioli appena raccolti vanno essiccati allombra e conservati al buio. I frutti preferibile utilizzarli freschi oppure, per garantirne la buona conservazione, essiccarli anche nel forno da cucina registrato a temperature di circa 35-40 gradi. I fiori hanno propriet sedative, diuretiche, di leggero lassativo, astringenti mentre i frutti sono diuretici e, grazie al contenuto di vitamina C, sono anche antiscorbutici. Si impiega sotto forma di infuso, di decotto, di tintura. I

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I SUPPLEMENTI DI

Sambuco
Sambucus nigra L. - Fam. caprifoliaceae

una, due tazze (dosi superiori sono lassative), oppure il succo che si prende in dosi di 20-30 grammi al mattino. I fiori sono impiegati in lozioni per la pelle e in infusi per bagni oculari, vengono inoltre utilizzati nellindustria alimentare per la preparazione di budini, gelatine, bevande alcoliche e analcoliche. Gli estratti dei fiori si usano per fare profumi. La corteccia, le foglie fresche e i frutti immaturi contengono acido cianidrico in forma glucosidica e perci sono da ritenere tossici. I fiori freschi possono irritare la pelle.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

PARTICOLARIT
Esiste allo stato spontaneo il Sambucus ebulus (o semplicemente ebbio) i cui frutti sono velenosi. Differisce dal Sambucus nigra per le infiorescenze pendenti e per i corimbi dei frutti che a maturazione hanno portamento eretto. Tutta la pianta ha dimensioni ridotte rispetto al sambuco nero. Con i fiori di sambuco nero si fanno delle ottime frittelle mentre con i frutti raccolti ben maturi delle buone mar mellate.

un arbusto o alberello caducifolio a grandi foglie composte pennate, con fiori minuti color crema, profumati, riuniti in grandi corimbi ombrelliformi. Fiorisce nel mese di maggio. I frutti neri e sferici sono radunati in corimbi pendenti e maturano nella tarda estate. Cresce spontaneo in tutta Italia nei boschi umidi, vicino a case di campagna fino alla media montagna. Viene spesso coltivato per fare siepi. Del sambuco si utilizzano le infiorescenze e le foglie raccolte allinizio della fioritura, i frutti alla loro maturazione e la corteccia in autunno.

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

Ha propriet diuretiche, antireumatiche, diaforetiche (favorisce la sudorazione), antinevralgiche. un eliminatore dellacido urico. Viene utilizzato in farmacia, in erboristeria, in liquoristica e in cucina. Linfuso dei fiori ha effetto simile allaspirina; ha un gradevole sapore e pu essere preso al posto del t. Il sambuco si impiega in tutti i casi di ritenzione di liquidi dellorganismo, nellidropisia, nella litiasi urinaria, nelle nefriti, nella gotta, nei casi di reumatismo. I fiori hanno azione diaforetica e diuretica e vengono utilizzati per la produzione di infusi al 10 per cento. I frutti sono usati come lassativi e antinevralgici, specialmente contro le nevralgie del trigemino come stato documentato in tempi recenti. Si possono preparare, con i frutti, decotti al 5 per cento che si assumono in quantit di

SAMBUCO
Terreno: cresce spontaneo in tutta Italia fino alla media montagna adattandosi con facilit a quasi tutti i terreni Propagazione: per seme o per talea Semina: in primavera in semenzaio Moltiplicazione: direttamente in terra le talee, in primavera o a fine estate Raccolta: i fiori allinizio della fioritura ed i frutti a maturit

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I SUPPLEMENTI DI

Santoreggia
Satureja montana L. - Fam. labiatae

diarroiche, antiasmatiche, antielmintiche (consente leliminazione di vermi parassiti), antireumatiche. Ne fanno uso lindustria farmaceutica, liquoristica, cosmetica, conserviera. Si impiega come infuso, tintura, polvere, olio essenziale. utilizzata nei casi di aerofagia, di dissenteria, nei casi di digestione difficile, nella caduta dei capelli e nelle infiammazioni della gola, attenua i dolori di stomaco, viene inoltre applicata sulle punture degli insetti, ha propriet antisettiche ed insetticide.

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

PARTICOLARIT
In grande considerazione tenuta la santoreggia come pianta decorativa. un ottimo surrogato del pepe ed una buona pianta mellifera. Per lungo tempo la santoreggia stata ritenuta uno stimolante psichico e fisico e un afrodisiaco in quanto alcuni studiosi di etimologia fanno derivare il nome Satureja dalla parola satiro. Si consiglia di utilizzare in cucina le foglie giovani. Rende i cibi pi appetibili migliorandone la digeribilit. Viene aggiunta alle carni troppo frollate, alla cacciagione, nel salm per fermare eventuali alterazioni e per neutralizzare gli odori e sapori negativi. Con il nome di santoreggia si intende anche la Satureja hortense L., simile per aroma ed impieghi alla montana ma con ciclo vegetativo annuale, con fusto eretto e nu merose ramificazioni.

un piccolo cespuglio sempreverde spontaneo tipico delle zone collinari e montane con piccole spighette terminali raggruppate in uno spicastro, fiorellini bianco-rosei e lilla, foglie lineari. La fioritura molto scalare ed avviene fra giugno e settembre. Predilige i terreni soleggiate e calcarei. La propagazione avviene con limpiego del seme. Se si destina la pianta alla produzione del seme, questa va raccolta verso la met della sua maturazione in quanto il seme cade facilmente. Dopo lo sfalcio delle ramificazioni la pianta ricaccia rapidamente. La droga costituita dalle foglie fresche monde o secche, (liberate dagli steli legnosi) e dalle sommit fiorite. Le foglie si raccolgono nel periodo precedente la fioritura e la pianta intera in piena fioritura, essendo questo lottimo periodo balsamico. Se la pianta destinata allestrazione dellessenza, si attende la fine della fioritura; in questo caso anche le api ne trarranno grossi vantaggi per il considerevole e importante materiale disponibile per un lungo periodo. Lessiccazione si pratica con luso di moderni essiccatoi o allombra in luoghi ventilati, la conservazione viene fatta in vasi di vetro scuro e in sacchetti di tela. La santoreggia ha un aroma penetrante, un odore intenso, e un sapore gradevole. Conferisce profumo e gusto a fagioli, lenticchie, zuppa di pesce, insalate.

SANTOREGGIA MONTANA
Terreno: predilige i terreni ben esposti al sole, calcarei di montagna, sopporta bene i freddi invernali Propagazione: seme e divisione di cespo Epoca di semina: febbraio-marzo o in autunno Densit: 5-7 piante/m2; 30 centimetri sulla file e 60-90 centimetri fra le fila Raccolta: le sommit allinizio della fioritura (agosto) per uso erboristico e per la distillazione

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

La santoreggia ha propriet eccitanti, vermifughe, anti-

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I SUPPLEMENTI DI

Tarassaco
Taraxacum officinale Web - Fam. compositae

sca o cotta, nelle insalate (si consiglia per via del suo sapore amaro, di unirlo al radicchio, alla pimpinella ed alla rucola). Per averlo fresco nel corso dellannata si deve tagliare di frequente alla base. Anche i bottoni fiorali si mangiano in insalata o si mettono sottolio o aceto. Frequente poi luso sotto forma di tisana-decotto, si fanno bollire per due o tre minuti in acqua le foglie e anche le radici, se si hanno disponibili, poi si lascia in riposo per 10 minuti circa e dopo si spreme il tutto fortemente in modo da ottenere un liquido che va filtrato e addolcito con miele, il liquido cos ottenuto viene bevuto prima dei pasti nella dose di un bicchiere.
(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

Noto anche con il nome di soffione o dente di leone, il tarassaco una pianta erbacea perenne che cresce spontanea ovunque, dal mare ai monti. Presenta un ciuffo di foglie basali a rosetta, foglie molto frastagliate, dentate e appuntite. Il fiore di un colore giallo intenso capace di creare delle bellissime macchie sui prati, nelle scarpate e ai bordi delle strade. Dopo la fioritura si presenta con delle sfere piumose, il caratteristico soffione, sotto le quali sono attaccati i semi che verranno portati dal vento per facilitarne la disseminazione. Si riproduce per seme.

PARTICOLARIT
Il decotto delle radici noto come tisana di primavera per luso consigliabile in questa stagione come depurativo del sangue e rigeneratore di energia. La radice un buon surrogato del caff.

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

Si utilizzano le radici, le foglie e i bottoni dei fiori. Le foglie si raccolgono nel periodo marzo-ottobre, le radici si estraggono dal terreno in autunno. I prodotti vanno essiccati allombra e ben conservati allasciutto. Le radici vanno lavate, asciugate e tagliate per favorirne lessiccamento. La pianta ricca di vitamine del gruppo B e di vitamina C, contiene un principio amaro, sali minerali ed enzimi. consigliata in tutte le insufficienze del fegato, produce contrazioni alla vescicola della bile, abbassa il colesterolo, ha inoltre propriet elevate come diuretico tanto da essere definito piscialetto infine un ottimo depurativo , del sangue. Si usa il decotto delle radici sotto forma di impacchi negli eczemi. Luso pi comune quello alimentare, come verdura fre-

TARASSACO OFFICINALE
Terreno: cresce con facilit in quasi tutti i terreni di pianura e collina ad esclusione di quelli con pH troppo basso Propagazione: per seme Semina: in primavera in pieno campo Densit: 10-15 piante /m2; 50-60 centimetri fra le file, 15 centimetri lungo la fila Raccolta: le radici nei mesi invernali durante il riposo vegetativo della pianta

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I SUPPLEMENTI DI

Timo
Tymus vulgaris L. - Fam. labiatae

PROPRIET MEDICINALI

E IMPIEGHI

(Foto Arch. Giardino delle Erbe di Casola Valsenio)

una piantina sempreverde a forma di piccolo cespo con rametti legnosi alla base; spontanea nei terreni ben esposti al sole e vive nellambiente collinare e montano. Ha foglie lineari di colori diversi, dal cenerognolo al verde cupo. Da tutti noi conosciuto anche un altro timo spontaneo: il serpillo, noto come pepolino (Tymus serpillum L.): questa pianta differisce per il portamento strisciante e si presenta, quando in piena fioritura, come un cuscino roseo fiorito adagiato sul terreno, sulle scarpate e sui bordi delle strade. Il serpillo, quale erba vivace, molto diffuso, sfruttato anche industrialmente e viene raccolto in primavera-estate. Ha propriet quasi analoghe a quella del timo ordinario. Il timo comune o vulgare ha fiori bianco-rosei, fiorisce nel periodo maggio-agosto. Si conoscono specie e variet diverse; uno degli ibridi pi noti il Citriodorus, a fiorellini bianchi e foglie con odore di cedro. pure nota una variet che fiorisce verso la met di aprile, molto interessante per lapicoltura. Il seme va raccolto presto e prima della completa maturazione perch cade facilmente. La propagazione avviene per seme, per talea e per divisione di cespo. La droga costituita dalle sommit fiorite e dalle foglie. La raccolta delle foglie si effettua nel periodo precedente la fioritura, ma pu essere attuata anche in tutto il corso dellannata. Lessiccazione si pratica con luso di moderni essiccatoi, oppure allombra e in luoghi ventilati. La conservazione viene fatta nei vasi di vetro scuro o in sacchetti di tela.

Il timo ha propriet espettoranti, antibatteriche, broncospasmolitiche, antivirali, aromatiche, digestive, balsamiche, stimolanti, revulsive. Il suo impiego avviene sotto forma di decotto per inalazione come espettorante nelle bronchiti acute e croniche, pertosse e catarri delle vie aeree superiori, per combattere fermentazioni intestinali, dispepsia e disturbi digestivi. impiegato inoltre come collutorio per fare gargarismi per disinfettare il cavo orale, come iperemizzante, (favorisce la circolazione sanguigna) come antibatterico, come cicatrizzante delle ferite. Infine lolio essenziale nelle acque del bagno ha effetto tonico e stimolante utile per i reumatici e gli anemici. Tutta la pianta possiede un caratteristico aroma, un fresco profumo, un sapore pungente e penetrante. In cucina un ottimo aromatizzante delle carni, dei legumi, delle verdure delle insalate, delle zuppe, delle minestre, dei brodi, delle salse e degli intingoli; utilizzato per insaporire tutti i piatti di pesce, trova impiego nelle marinate, nei ripieni e nei funghi trifolati. Il timo impedisce e rallenta le decomposizioni e le alterazioni dei cibi e facilita la digestione dei grassi.

PARTICOLARIT
Linfuso di timo considerato da molti un salutare e gra devole succedaneo del t o del caff.

TIMO COMUNE
Terreno: predilige i terreni calcarei, leggeri, soleggiati. Sopporta male i terreni pesanti mal drenati sui quali vive poco a lungo Propagazione: per seme, per divisione di cespo o per talea Semina: in primavera in pieno campo Moltiplicazione: in primavera le talee e la divisione di cespo Densit: 6-8 piante /m2; 50-60 centimetri fra le file, 25 centimetri lungo la fila Raccolta: le sommit in fioritura piena per la distillazione e allinizio della fioritura per limpiego erboristico

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I SUPPLEMENTI DI

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ASSESSORATO AGRICOLTURA, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

PICCOLA GUIDA ALLE ERBE OFFICINALI


Propriet, impieghi, notizie sulla coltivazione
Supplemento ad AGRICOLTURA N. 12 - Dicembre 2001 Direttore responsabile: Franco Stefani Sito internet: http://www.regione.emilia-romagna.it
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