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Al Dirigente Scolastico dell’Istituto

Al referente d’Istituto sulla legalità


PRESIDIO SUD PONTINO “DON CESARE BOSCHIN”
E-mail: liberasudpontino@gmail.com
Oggetto: richiesta di realizzazione del Progetto di Formazione per studenti sul tema
“ RICORDARE PER AGIRE”.

Gentile Dirigente,
Il Presidio Sud Pontino dell’Associazione Libera contro le Mafie, da anni impegnato
sul territorio nella formazione per i giovani sui temi della legalità e della solidarietà,
ha stilato una proposta di progetto per gli studenti delle scuole superiori di 2° grado;
finalità del progetto è aiutare gli adolescenti e i giovani a promuovere, partendo
dalla memoria, una cultura della legalità democratica e saper leggere le situazioni
problematiche di illegalità del proprio territorio con particolare riguardo ai beni
confiscati.
Nella scheda allegata troverà indicazioni dettagliate del progetto che potrà essere
declinato secondo le modalità e la tempistica che riterrà più opportuna per i suoi
studenti. Qualora lo ritenesse opportuno, potrà chiedere un intervento di uno o più
soci del Presidio Sud-pontino “Don Cesare Boschin”.
Momento importante del progetto sarà la partecipazione alla manifestazione
nazionale del 21 marzo 2023, riconosciuta da alcuni anni come Giornata Nazionale
della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Ringraziando per l’attenzione la preghiamo di comunicare a questo indirizzo mail
l’interessamento al progetto.

Don Francesco Fiorillo


Referente Presidio Sud Pontino

Fondi,10/10/2022
PRESIDIO SUD PONTINO “DON CESARE BOSCHIN”

E-MAIL: liberasudpontino@gmail.com

PROGETTO: “RICORDARE PER AGIRE”

FINALITA’

Perseguire il principio di legalità e di solidarietà dell’azione individuale e


sociale promuovendo principi, valori, e abiti di contrasto alla criminalità
organizzata e alle mafie.

Fornire gli strumenti alle nuove generazioni affinchè possano maturare la


consapevolezza che è possibile trasformare ogni azienda sottratta alle mafie
in un esempio di buona economia e di lavoro dignitoso, in risorse in grado di
innescare processi di sviluppo locale.

Sviluppare la sensibilità che i beni confiscati, oltre ad avere un valore


economico intrinseco da riutilizzare socialmente, costituiscono testimonianze
culturali della bellezza dell’etica pubblica: la loro valorizzazione può essere
un punto di partenza per la riqualificazione del contesto culturale, sociale ed
urbano dei territori.

Suscitare negli studenti la capacità di discriminare ogni forma di violenza e di


criminalità organizzata per la pace e la giustizia come previsto dall’ Obiettivo
16 dell’AGENDA 2030.
OBIETTIVI

- Educare e Sensibilizzare gli studenti al fenomeno delle mafie ed in


particolare all’importanza della confisca dei beni alla mafia e del loro
riutilizzo per finalità sociali
- Fornire agli studenti criteri, stimoli e strumenti di valutazione libera e
critica
- Favorire la partecipazione attraverso esperienze di cittadinanza
attiva
- Conoscere la normativa relativa alla confisca e riutilizzo dei beni
confiscati (Si consigliano: Legge n.109 del 7 marzo 1996; Piano
d’azione nazionale “beni confiscati” del 7 marzo 2016; Nuova riforma
del codice antimafia 2019; “Sintesi della normativa sul riutilizzo
sociale dei beni confiscati alla mafia e alle organizzazioni criminali)
- Collegare la dimensione del fenomeno nel territorio di appartenenza.
- Motivare i giovani all'impegno civile e al rispetto della legalità.

Destinatari: studenti delle classi scelte dai docenti aderenti al progetto +


docenti delle discipline quali: diritto, economia, italiano,storia.

METODOLOGIE DIDATTICHE E ATTIVITA’

- Approfondimento normativo su confisca e riutilizzo dei beni di


proprietà delle cosche mafiose.
- Lezione partecipata, video, incontri e dibattiti
- Laboratorio di scrittura
- Visita guidata a Casal di Principe
- Partecipazione alla manifestazione del 21 marzo
- Campo di lavoro in un bene confiscato (eventuale) (Si propone una
giornata presso “Al di là dei sogni” a Maiano di Sessa Arunca)

DESCRIZIONE PROGETTO (si riporta la proposta didattica di Libera)

Da sempre l'impegno di Libera si è contraddistinto in un costante


accompagnamento ai familiari delle vittime innocenti delle mafie e alla
valorizzazione delle memorie di tutte le persone che hanno perso la vita a
causa della violenza mafiosa.
La cura e la valorizzazione della memoria sono indispensabili alla vita di
ciascuno di noi e per le qualità della società nella quale viviamo. Non
dimenticare serve a comprendere la storia passata, a collocarla in un preciso
contesto sociale – culturale – politico ed economico, a rintracciare e costruire
senso e motivazioni ai fatti. E tutto questo ci permette di avvicinarci al nostro
presente con uno sguardo diverso. La memoria, dunque,non può cambiare il
passato, ma può e deve orientare il presente.
E proprio in questa fase,in cui ci troviamo a vivere il tempo in maniera
differente, possiamo cogliere l'opportunità di entrare più in contatto con la
nostra storia e prenderci cura delle storie delle persone che ci sono vicine,
provando a coltivare anche una dimensione etica della memoria.

1. LA MEMORIA VIVE ANCHE NELLE PAROLE DEGLI ALTRI


Le parole delle persone che ci stanno vicine, anche nel corso dei nostri
scambi quotidiani, si moltiplicano, ci arricchiscono, ci confortano e riescono
anche a farci emozionare, diventando in questo modo patrimonio comune.
EUFEMIA
“Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la
notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili, o
sdraiati su mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice - come
"lupo","sorella", "tesoro nascosto", "battaglia", "scabbia", "amanti" - gli altri
raccontano ognuno la sua storia di lup di sorelle, di tesori, di scabbia, di
amanti, di battaglie.
E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al
dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri
ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una
sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in
cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.”

Italo Calvino, Le città invisibili.

Prima Fase
Così come ci suggerisce la lettura di Calvino in cui ciascuno racconta, si
racconta e ascolta, ti chiediamo di provare a connettere la tua storia e il tuo
vissuto con quello dei tuoi compagni, attraverso questa attività:
Scegli di portare nel tuo spazio di incontro un testo di varia natura (canzone,
poesia, ecc..) una foto, un'immagine o un oggetto, che per te rappresenta un
ricordo particolarmente significativo. Dopo di che a turno, ciascuno di voi, in
non più di 5 minuti, esporrà la scelta del proprio oggetto del ricordo e la
storia collegata ad esso.
Seconda Fase
Dopo questo primo scambio di gruppo, provate a farvi guidare dalle seguenti
domande nella riflessione:
xCollegare la storia ad un ricordo tangibile e concreto ti ha aiutato
nell'esporre il racconto?
x Come ti sei sentito nel condividere il tuo ricordo più privato e personale con
gli altri?
x L'oggetto e il ricordo che hai portato ti ha messo in connessione con le
storie ascoltate dagli altri compagni?
x Quali sentimenti hai provato nell'ascoltare le storie degli altri? A quale delle
storie ti sei avvicinato di più, e perché?
x I racconti sollevati dai compagni ti hanno fatto venire in mente storie
analoghe che possano essere state vissute da qualcun altro (un tuo familiare,
un tuo amico/a ecc., anche storie che non ti riguardano necessariamente da
vicino)?
xCredi che questi singoli ricordi, vicende vissute, siano individuali o possano
essere accomunati da sentimenti civili e responsabilità collettive?
Terza e ultima fase.
Scegli una delle storie narrate dai tuoi compagni che ti ha colpito di più e
prova a riscriverla, ma questa volta dal tuo punto di vista, mettendo in campo
i tuoi sentimenti e il tuo modo di essere.
Puoi decidere di cambiare: i protagonisti, il luogo, il tempo, il finale, o ancora,
cambiare il narratore della storia.
Ovviamente la scrittura ha bisogno di tempo e riflessione, per cui questo
esercizio lo potrai fare da solo.
Quando sarai soddisfatto del tuo elaborato, potrai condividerlo con la
compagna o il compagno che per primo ha raccontato la storia, e potrete
confrontarvi insieme.

2.DAL RICORDO PRIVATO ALLA MEMORIA COLLETTIVA: ATTIVITA’


Il 1° marzo 2017,con voto unanime alla Camera dei Deputati,è stata
approvata la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale
“Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.
Scegli una tra le storie delle vittime innocenti delle mafie, che potrai trovare
in questa pagina, vivi.libera.it
È importante che la scelta della storia da approfondire, seppur libera, non
venga fatta in maniera ragionata, perché tutte le storie hanno pari diritto e
importanza nell'essere raccontate e conosciute.
Per aiutarti puoi seguire questa traccia:
x Chi era?
x Cosa faceva?
x Perché è stato ucciso?
x In che contesto storico-sociale ha vissuto e come le mafie operavano in
quel contesto?
x Chi e come ha tenuto la memoria della vittima?
A questo punto scegli tu il modo più originale per farla conoscere alla tua
classe.
Potrai farlo attraverso:
x un video
x un disegno/fumetto
x e.. tanto altro ancora, perché non mettiamo limiti alla tua fantasia e
capacità di creare.

4. I BENI CONFISCATI
I beni confiscati alle mafie sono una delle forme di lotta alla criminalità
organizzata più efficace e anche ricca di significato. Le ricchezze accumulate
illecitamente dai mafiosi, ad esempio coi soldi del traffico di droga o delle
estorsioni, possono essere espropriate per diventare proprietà dello Stato. Lo
prevedono alcune leggi statali. La prima, alla base di tutto, è la legge
Rognoni-La Torre che ha introdotto il reato di associazione a delinquere di
stampo mafioso e la confisca “delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il
profitto o che ne costituiscono l’impiego”.

Nel 1995 Libera ha lanciato la campagna “Le mafie restituiscono il maltolto” e


l’anno successivo è stata approvata una legge per il riutilizzo dei beni
confiscati per scopi sociali. A occuparsi della gestione e della destinazione
di questi beni, tra cui immobili e aziende, è l’Agenzia nazionale dei beni
sequestrati e confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata (Anbsc).
Raccontare questo ambito vuol dire raccontare l’impegno dello Stato e delle
associazioni, il riscatto della società civile sulle organizzazioni criminali, la
nascita di filiere produttive etiche e sostenibili, ma anche le difficoltà
talvolta incontrate da chi porta avanti progetti.

- Leggere la normativa relativa alla confisca e riutilizzo dei beni


confiscati (Si consigliano: Legge n.109 del 7 marzo 1996; Piano
d’azione nazionale “beni confiscati” del 7 marzo 2016; Nuova riforma
del codice antimafia 2019; “Sintesi della normativa sul riutilizzo
sociale dei beni confiscati alla mafia e alle organizzazioni criminali)

Contatti per la visita a Casa don Diana: casadondiana@gmail.com


Cell.: 3921844610

Contatto per giornata presso “Al di là dei sogni”: 3201864784

I soci del Presidio Libera “don Cesare Boschin” rimangono a vostra


disposizione.
Per contatti e consulenza: liberasudpontino@gmail.com
Oppure Antonella 3298051678 (inviare messaggio su Whatsapp oppure
telefonare dalle ore 16 alle 18)

FONDI, 10/10/2022 Il Referente del Presidio


Don Francesco Fiorillo