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Anatomia del sistema digerente

1. Tratto gastro-intestinale (GI) y Bocca e esofago gli alimenti sono introdotti nel cavo orale dove, grazie all attivit masticatoria, sono triturati e mescolati con la saliva in modo da formare un impasto semifluido, detto bolo alimentare, idoneo a passare nei distretti a . grazie al processo della deglutizione; y Stomaco mescola il cibo con le sue secrezioni per formare il chimo; y Intestino tenue luogo primario della digestione e dell assorbimento (qui il chimo si trasforma in chilo); y Intestino crasso assorbe acqua ed elettroliti con risultante formazione di feci semisolide. 2. Sfinteri regolano il flusso di materiale tra i diversi segmenti del tratto GI. 3. Ghiandole accessorie y Ghiandole salivari secernono saliva; y Pancreas esocrino secerne succo pancreatico, contenente esnzimi e bicarbon ato; y Fegato secerne la bile e metabolizza i nutrienti assorbiti. Tipi di secrezione y Secrezione salivare; y Secrezione gastrica; y Secrezione pancreatica; y Secrezione biliare; y Secrezione intestinale. Ogni giorno un individuo adulto produce 6,5 10,3 L di secrezioni; il secreto prodotto da vari tipi cellulari a funzione secretoria e riversato a vari livelli del tubo digerente. Organizzazione Morfofunzionale La saliva prodotta sa un gruppo eterogeneo di ghiandole esocrine, dette ghiandole salivari, localizzate nel cavo orale: y 3 paia di ghiandole salivari maggiori che producono il 95 % della saliva le parotidi, le sottomandibolari (dette anche sottomascellari) e le sottolinguali; y Un gran numero di piccole ghiandole distribuite nella mucosa di palato, guance, lingua e labbra. Funzioni della saliva 1. Lubrificazione y Acqua e muco trasformazione del cibo in bolo al fine di favorirne la deglutizione e la sensibilit gustativa; azione lubrificante necessaria per una corretta e sciolta articolazione delle parole; condizionamento dell assunzione di acqua da parte dell organismo. 2. Protezione y Sostanze ad azione antibatterica muramidasi, lattoferrina, glicoproteina legante le IgA; y Epidermal growth factor (EGF). 3. Digestione y Ptialina digestione carboidrati; y Lipasi linguale digestione lipidi. Composizione della saliva La saliva costituita da acqua (99%), elettroliti ed alcui enzimi. Le sue caratteristiche sono: y prodotta in grande volume rispetto alla massa ghiandolare secernente; y bassa osmolarit; y contenuto in compsti organici molto peculiare. Acqua ed elettroliti

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Bassa osmolarit che, per, aumenta alla massima velocit di secrezione; concentrazione di K+ relativamente alta; concentrazioni di Na+ e di Cl- relativamente basse, pur aumentando con il crescere della velocit di secrezione; concentrazione di HCO relativamente alta, tranne a bassa velocit di secrezione.

Composti organici La concentrazione proteica salivare circa un decimo di quella plasmatica. y Gli enzimi ptialina e lipasi linguale, muco, glicoproteine, lisozima, lattoferrina e EGF; y callicreina converte il chininogeno in lisilbradichina, potente vasodilatatore; y componenti dei gruppi sanguigni AB0; y proteina R o aptocorrina glicoproteina che lega a livello gastrico la vitamina B12 libera. Organizzazione morfofunzionale Area ghiandolare cardiale composta da cellule secernenti essenzialmente muco; area ghiandolare ossintica acido-secernente; area ghiandolare pilorica essenzialmente deputata alla produzione di gastrina. Tipi cellulari di cui sono composte le ghiandole: Ghiandole ossintiche y Cellule parietali producono l acido cloridrico e il fattore intrinseco; y cellule principali producono il pepsinogeno e la lipasi gastrica; y cellule endocrine le pi importanti sono le cellule enterocromaffinisimili (ECL), che producono l istamina; cellule D, che producono la somatostatina; e cellule P/DI, che producono la grelina. Ghiandole piloriche y Cellule G producono la gastrina; y cellule D; y cellule mucose producono il muco e il pepsinogeno. Elettroliti del succo gastrico y A bassa velocit di secrezione il succo gastrico una soluzione di NaCl con un basso contenuto di H e K ; y all aumentare della velocit di secrezione H Na inoltre di poco anche Cl e K ; y alla massima velocit di secrezione il succo gastrico diventa una soluzione di HCl con un basso contenuto di Na e K . Modello a due componenti: y secrezione parietale; y secrezione non parietale una secrezione alcalina costante e volumetricamente di scarsa entit, i cui costituenti pi importanti sono Na e Cl e il cui contenuto di K pressocch equivalente a quello del plasma; essa costantemente attiva e va a sommarsi a quella parietale. All aumentare della velocit di secrezione, dovuta esclusivamente all incremento della secrezione parietale, la concentrazione elettrolitica diventa sempre pi simile a quella della secrezione parietale pura. Regolazione della secrezione acida I fattori che stimolano la secrezione acida sono: y gastrina; y acetilcolina (Ach); y istamina. Fasi della stimolazione 1. Fase cefalica (30-35% della risposta secretoria totale al pasto)

La fase cefalica evocata dalla vista, dal sapore e dall odore del cibo, dalla masticazione e dalla deglutizione, che stimolano chemocettori e meccanocettori localizzati nella cavit orale, nasale e nella lingua. Gli impulsi afferenti (che decorrono lungo il nervo vago) arrivano al nucleo dorsale del nervo vago, da qui partono impulsi efferenti che determinano il rilascio, da parte delle cellule gangliari del sistema nervoso enterico, di: y Ach stimola la secrezione acida sia in modo diretto (agendo sulla cellula parietale) che indiretto (stimolando la secrezione di gastrina da parte delle cellule G); y peptide liberante la gastrina (GRP) stimola la secrezione di gastrina da parte delle cellule G. 2. Fase gastrica (50-60% della risposta secretoria totale al pasto) La fase gastrica inziata dalla presenza di cibo nello stomaco, in particolare da: y distensione gastrica attiva meccanocettori nella parete gastrica, i quali a loro volta attivano riflessi locali e centrali che stimolano la produzione di Ach (i riflessi centrali afferenti ed efferenti decorrono nel nervo vago); y contatto della mucosa gastrica con sostanza d origine alimentare, come peptidi e aminoacidi stimola la secrezione di gastrina da parte delle cellule G. 3. Fase intestinale (5-10% della risposta secretoria totale al pasto) La fase intestinale stimolata dalla presenza nel duodeno dei prodotti della digestione proteica (peptidi e aminoacidi). Essi non solo sono in grado di stimolare la secrezione di gastrina da parte delle cellule G del duodeno ma, una volta assorbiti, sono trasportati per via ematica all antro gastrico dove stimolano ulteriore liberazione di gastrina da parte delle cellule G antrali. Inibizione della stimolazione y Lo stomaco, al cui interno non presente cibo, contiene un piccolo volume di succo gastrico il cui ph inferiore a 2. Dato che la secrezione di gastrina inibita da valori di ph inferiori a 2, a digiuno non si ha liberazione di questo ormone. y Quando il cibo deglutito arriva nello stomaco, le sostanze tampone contenute neutralizzano il piccolo volume di succo gastrico presente. y Non appena il ph raggiunge un valore superiore a 3, eliminato il blocco della secrezione di gastrina che consente l inizio della fase cefalica ed in quella gastrica che mantiene la liberazione di gastrina. y Un ora dopo il pasto, la secrezione di gastrina raggiunge il suo massimo, la capacit tampone degli alimenti saturata, una parte del chimo ha gi lasciato lo stomaco e la concentrazione di acido del contenuto gastrico aumenta. L abbassamento del ph luminale causa sia l inibizione della secrezione di gastrina sia la liberazione di somatostatina che esercita un azione inibitoria diretta sulle cellule parietali. Pepsina Pepsinogeno (ph < 5) Pepsina y Il pepsinogeno (PM 43,5 kDa) il proenzima della pepsina (PM 35 kDa). y La pepsina una endopeptidasi: inizia la digestione delle proteine. y Il pi potente fattore stimolante la secrezione di pepsinogeno Ach, la cui liberazione innescata dall attivit vagale durante la fase cefalica e gastrica. Lipasi gastrica y La lipasi gastrica un enzima ad attivit lipolitica (digestione dei trigliceridi alimentari), altamente glicosilato. y Glicosilazione in posizione 308 responsabile della resistenza di questo enzima all azione della proteolisi peptidica ed essenziale per la sua attivit enzimatica. y Differenze tra lipasi gastrica e lipasi pancreatica:  ph ottimale d azione inferiore a quello della lipasi pancreatica;  la sua azione non richiede la presenza di acidi biliari ed inibita dagli stessi;

 non richiede colipasi;  secreta in minore quantit rispetto alla lipasi pancreatica. y Nel duodeno essa inattiva per via ormonale, probabilmente da peptide glucagone -simile di tipo 1 (GLP1) prodotto dalle cellule intestinali di tipo L.

Muco y Muco solubile secreto dalle cellule mucose del colletto ghiandolare in seguito a stimolazione vagale e liberazione di Ach. Consiste di mucoproteine che si mescolano con il chimo lubrificandolo. y Muco insolubile secreto dalle cellule mucose di superficie in risposta ad agenti chimici (come etanolo) e al contatto fisico della massa alimentare con il lume gastrico. Esso intrappola la componente alcalina della secrezione delle cellule di superficie: forma uno strato che protegge la mucosa gastrica da danni di natura chimica e fisica, neutralizzando l acido e impedendo alla pepsina attiva di entrare a contatto con l epitelio. Fattore intrinseco y una mucoproteina (55kDa) in grado di legare la vitamina B12 a livello duodenale. y Questa la funzione pi importante dello stomaco. Organizzazione morfofunzionale Il pancreas una ghiandola a funzione sia esocrina che endocrina: y il 99% deputata alla funzione esocrina secrezione del muco pancreatico; y l 1% rapprsentato dalle isole di Langerhhns deputate alla funzione endocrina alcuni ormoni come glucagone, insulina e somatostatina.

secrezione di

Succo pancreatico costituito da due componenti: y componente acquosa prodotta in grande volume dalle cellule centroacinari e dei dotti, ha lo scopo principale di neutralizzare il chimo acido proveniente dallo stomaco; y componente proteica sintetizzata e secreta in piccolo volume dalle cellule acinari, costituita da enzimi deputati alla digestione di tutti i principi nutritivi (carboidrati, proteine e lipidi) presenti negli alimenti. Elettroliti del succo pancreatico y A bassa velocit di secrezione gli elettroliti pi rappresentati sono Na e Cl ; y ad alta velocit di secrezione predominano Na e HCO . Modello a due componenti: y le cellule acinari secernono un piccolo volume di liquido in cui gli elettroliti maggiormente rappresentati sono Na e Cl ; y le cellule duttali secernono, in risposta a stimolazione, un grande volume ricco di Na e HCO . Secrezione della componente proteica y Tripsina, colipasi e fosfolipasi A sintetizzati in forma inattiva rispettivamente come tripsinogeno, procolipasi e profosfolipasi A ; y inibitore della tripsina; y amilasi pancreatica e lipasi pancreatica prodotto in forma attiva. Diversamente dagli enzimi digestivi secreti dalle ghiandole salivari e dallo stomaco, gli enzimi pancreatici sono necessari per una normale funzione digestiva. Fasi della stimolazione 1. Fase cefalica (20% della risposta secretoria totale al pasto)

Durante la fase cefalica la stimolazione vagale della secrezione pancreatica innescata dagli stessi stimoli descritti per la secrezione gastrica (sapore e odore dei cibi, masticazione, deglutizione, riflessi condizionati). Anche in questo caso gli impulsi afferenti arrivano al nucleo dorsale del nervo vago, da qui partono impulsi efferenti che, mediante liberazione di Ach, stimolano la secrezione della componente acquosa (agendo sulle cellule dei dotti) e soprattutto di quella proteica (agendo sulle cellule acinari). Trascurabile l azione esercitata dalla gastrina. 2. Fase gastrica (5-10% della risposta secretoria totale al pasto) La presenza del cio nello stomaco, attraverso la distensione della parete gastrica, stimola la secrezione pancreatica. Trascurabile l azione esseecitata dalla gastrina. 3. Fase intestinale (70-80% della risposta secretoria totale al pasto) Durante la fase intestinale diventa predominante la stimolazione ormonale da parte di CCK e secretina: CCK liberata dalle cellule I a contatto con i prodotti di digestione proteica e lipidica, stimola soprattutto la secrezione della componente proteica; secretina liberata dalle cellule S a contatto con il chimo acido e con le alte concentrazioni di acidi grassi a catena lunga, stimola la secrezione della componente acquosa. Fegato funzione della bile La bile una secrezione necessaria per: y ottimale digestione ee assorbimento intstinale dei lipidi e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K); y efficiente escrezione di varie sostanze di natura sia endogena (come pigmenti biliari e colesterolo) sia esogena (come metalli pesanti e alcuni farmaci). Composizione della bile La bile una miscela complessa di composti organci ed inorganici. 1) Composti organici y Acidi (o sali) biliari y Fosfolipidi y Colesterolo y Pigmenti biliari (bilirubina) 2) Ioni inorganici y Na , K , Ca e HCO Acidi (o sali) biliari La maggior parte degli acidi biliari assorbita a livello ilele e, tramite la circolazione portale, riportata al fegato, dove gli acidi biliari sono ricaptati dagli epatociti e risecreti. Questo processo prende il nome di circolazione entero-epatica degli acidi biliari. Secrezione della bile La secrezione biliare la risultante di: 1) secrezione epatocitaria canalicolare, di cui possibile distinguere 2 componenti  secrezione acido biliare-dipendente;  secrezione acido biliare-indipendente. 2) Secrezione duttale operata dai colangiociti. La secrezione della bile da parte di epatociti e dotti biliari un processo continuo, mentre la liberazione di bile da parte della colecisti un processo discontinuo: y a causa dello stato di concentrazione dello sfintere di Oddi, durante i periodi interprandiali accumulata nella colecisti, dove subisce un processo di concentrazione e si trasforma in bile cistica; y durante i periodi prandiali riversata, grazie alla contrazione della colecisti associata al rilasciamento dello sfintere di Oddi, nel lume duodenale dove estrinseca la propria azione nella digestione e nell assorbimento dei lipidi.

La contrazione della colecisti e il rilasciamento dello sfintere di Oddi sono principalmente dovuti alla liberazione di CCK da parte della mucosa duodenale in risposta a prodotti di digestione, soprattutto lipidica. Il ruolo del sistema nervoso autonomo: la stimolazione parasimpatica causa contrazione della colecisti e aumento del flusso, mentre quella simpatica ha effetto contrario. Secrezione intestinale Anche l intestino nel suo complesso (tenue e crasso) produce una secrezione (succo intestinale o enterico), caratterizzata principalmente dalla presenza di muco a evidente funzione protettiva della mucosa. Organizzazione morfofunzionale y Intestino tenue duodeno, digiuno e ileo; y Intestino crasso cieco, colon e retto.
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La digestione dei diversi alimenti inizia gi a livello della bocca per opera di enzimi (quali l -amilasi salivare ptialina e lipasi linguale), e continua nello stomaco per denaturazione, idrolisi acida e per azione della pepsina, un enzima che idrolizza le proteine in peptidi. Ma gran parte del processo digestivo avviene ad opera di: enzimi presenti nella secrezione pancreatica (tripsina; chimotrsipsina, lipasi, amilasi, ecc.) DIGESTIONE INTRALUMINALE; enzimi presenti sulla superficie (disaccaridasi, peptidasi) e nel citoplasma (ptidasi) degli enterociti dell intestino tenue DIGESTIONE MICROVILLARE infine nel colon, i batteri della microoflora intestinale completano il processo digestivo fermentando i substrati non attaccati dagli enzimi digestivi. Il trasporto (e quindi l assorbimento) di una sostanza dal lume intestinale, attraverso l epitelio della mucosa intestinale, pu avvenire mediante 4 possibili vie: Via transcellulare per diffusione attraverso la membrana apicale, il citoplasma e la membrana basolaterale; Via paracellulare attraverso le giunzioni strette tra le cellule adiacenti; Via transcitotica, mediata da interazioni con specifici recettori sulla membrana apicale e internalizzazione delle vescicole che migrano attraverso il citoplasma e rilasciano il loro contenuto attraverso la membrana basolaterale sul lato opposto della cellula; Via mediata da trasportatori specifici che permettono l internalizzazione attraverso la membrana apicale e/o l efflusso attraverso la membrana basolaterale. I meccanismi di trasporto che permettono il passaggio attraverso le vie elencate sono: Secondo gradiente di concentrazione diffusione passiva e diffusione facilitata; Contro gradiente di concentrazione trasporto attivo (energia-dipendente).

Carboidrati I carboidrati assunti con la dieta sono distinti in: y Digeribili amido, glicogeno, lattosio, fruttosio, glucosio, saccarosio; y non digeribili fibra alimentare (tra cui la cellulosa). Peptidi e aminoacidi Le proteine ingerite (di origine animale o vegetale) presentano estrema variabilit. Tipi di peptidasi: y endopeptidasi idrolizzano i legami peptidici interni alla molecola proteica; y esopeptidasi staccano aminoacidi dall estremit amino- o carbossi-terminale. Assorbimento Trasporto a livello della mebrana apicale dell enterocito: y i di- e tri-peptidi avviene mediante un unico trasportatore;

gli aminoacidi sono trasportati attraverso un notevole numero di meccanismi di trasporto ( trasporto attivo, diffusione facilitata, mediata da trasportatori, diffusione semplice). Trasporto a livello della membrana basolaterale dell enterocito: y gli aminoacidi, sia entrati nell enterocito come tali sia derivati dall idrolisi citoplasmatica dei di- e tri-oeotidi, escono dall enterocito, per poi immettersi nel circolo sanguigno, mediante diversi sistemi di trasporto.
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Lipidi I lipidi assunti con la dieta comprendono trigliceridi, colesterolo e fosfolipidi. Assorbimento y I prodotti della digestione lipidica (colesterolo, monogliceridi, lisolecitina e acidi grassi liberi) sono, quindi, solubilizzati in micelle miste ad opera degli acidi biliari. y Le micelle miste si accosta alla membrana apicale degli enterociti e rilasciano i prodotti digeriti, che diffondono all interno seguendo il gradiente di concentrazione. y All interno dell enterocito i monogliceridi e gli acidi grassi liberi riformano i trigliceridi che si combinano con il colesterolo e proteine per formare i chilomicroni. y I chilomicroni escono dall enterocito a livello della membrana basolaterale per esocitosi ed entrano nei vasi linfatici. y Alcuni acidi grassi a catena corta non sono assemblati nel chilomicroni e passano direttamente nel circolo sistemico. y I Sali biliari non sono modificati dalla digestione ed, una volta giunti all ileo, sono riimmessi nel circolo portale epatico e giungono al fegato (circolo entero-epatico). Vitamine e minerali y Le vitamine liposolubili sono assorbite insieme ai lipidi, mentre quelle idrosolubili sono assorbite per trasporto mediato. Un caso particolare quello della vitamina B12 che viene assorbita solo quando associata al fattore intrinseco. y I minerali sono assorbiti per trasporto attivo; il ferro e il calcio sono assorbiti in base alle necessit dell organismo.