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RELAZIONE SULL AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI POLISTENA (1946

1952)

Le elezioni comunali del 1946 portarono al comune di Polistena una lista di maggioranza, socialista e comunista, ed una lista di minoranza. Senza farmi soverchia illusione, era questa per me (dopo pi che quaranta anni di aspirazioni, di lotte e di ansie) un motivo di particolare soddisfazione, che eguagliava, se non superava quella della caduta del fascismo. Contrariamente e nonostante le mie rirnostranze e di qualche altro elemento comunista, i compagni socialisti hanno voluto assumersi ~intera la responsabilit della giunta Comunale e del Sindaco, per cui la corrente comunista, nella quale ero compreso, restava esclusa dalla giunta Comunale col consenso di gran parte dei consiglieri della corrente comunista. TI principio democratico era cos inizialmente compromesso. Trascorso qualche anno, lassessore Daniele Bartolo, oggi non pi socialista, si trasferiva per ragioni di lavoro in altro comune, ed io venivo chiamato a sostituirlo nella giunta Comunale con la funzione, anzi con la gatta da pelare dellalimentazione, funzione quanto mai delicata e difficile; si trattava, come ognuno sa, di controllare il rifornimento dei generi razionati. Ho dato in questo ramo tutta la mia attivit e la mia capacit, ser~endorni spesso della efficace collaborazione del compagno On. Surace, allora segretario della, nostra Federazione Prov. le; ma ero ben lungi dal riuscire a soddisfare, in quel periodo cos calamitoso, i bisogni e le esigenze della popolazione letteralmente affamata. Nella vicina San Giorgio, per le sue speciali caratteristiche, avevano potuto applicare un sistema col quale riuscivano, a differenza dei grossi centri, a non fare mancare quasi mai il pane, essendo che la distribuzione in quel comune, veniva~ fatta in farina e quindi raggruppata in diverse razioni e per diversi giorni, in modo che era facile, su tante razioni trattenere un quantitativo, sa pure minimo, ma sufficiente ad accantonare una certa riserva per fare fronte, nei giorni che il rifornimento veniva a mancare. Cos i consumatori avevano anche la possibilit dintegrare la razione con granone o altra miscela di produzione propria. Tale sistema non era applicabile nei grossi centri, dove come ognuno ricorda, la distribuzione veniva fatta quotidianamente con pane confezionato, e quindi, avevo voglia di controllare il centro di rifornimento, per evitare che vi fossero particolarismi; San Giorgio restava, per i cittadini di Polistena, il

centro di paragone, ed io il responsabile dellaffamarnento della popolazione. Quando pi tardi, in seguito a mia richiesta, mi sono reso conto del sistema applicato dal,$~omune di San Giorgio, il razionamento, per nostra fortuna volgeValla fine. Altro insuccesso, dovuto allaltrui incomprensione, pi che alla mia rettitudine, ho riportato allorch, chiamato a presiedere la commissione per il tesseramento differenziale, mi permisi una rigida e onesta imparzialit. Ricordo con tristezza il modo, come in quelloccasione, sono stato rimproverato da alcuni compagni socialisti dellAmm., i quali pretendevano che io avessi sostenuto una posizione di favoritismi nei riguardi delle famiglie benestanti di compagni. E dire che si trattava solo di pagare qualche diecina di lire al chilogrammo in pi della povera gente, sul pane il cui prezzo politico allora mi pare era di lire cinquanta al chilogrammo, differenziamento che, come si ricorda, non fu neppure applicato, e si chiuse cos in passivo anche quella pagina. Non si pu dire che nella giunta vi sia stata uniformit di vedute in senso democratico e politico; alcuni di questi compagni assunsero un atteggiamento troppo autoritario e spesso agirono cli propria iniziativa, senza consultare la giunta, la quale si trovava spesso difronte al fatto compiuto. Quasi nullo era il legame con le &ganizzazioni politiche, che, ad onor del vero organizzativamente laspiavano anchesse molto a desiderare. A questi atteggiamenti non si manc di reagire; ma spesso, per evitare una crisi in senj~ allAmm., si dovuto chiudere un occhio. Pi volte ho dovuto intervenire per sedare vivaci dissidi fra Papandrea e Pisano cntro il Laruffa; fra Papandrea e il Sindaco Mileto; i quali, con troppa leggerezza, minacciavano continuamente le loro dimissioni. Io stesso, stanco un giorno di tanta incomprensione, proposi allesecutivo della Sezione ed alla Federazione le mie dimissioni dalla G. C., ma fui sconsigliato, in quanto, mi si disse che le mie dimissioni non avrebbero risolto la situazione, e vi restai per disciplina di partito, ma la sfiducia reciproca aveva raggiunto il massimo. sviluppo in seguito alle dimissioni, per le ben note ragioni, del Sindaco Mileto e degli assessori Laruffa e Daniele Angelo. Lesperimento era cos al suo epilogo increscioso. ll Pisano, trova il terreno adatto; pone la sua candidatura, e, nonostante sia inviso da tutto il Consiglio, come in seguito si verificato, riesce a truffare, direi, la carica di Sindaco, con una manovra di cui ancora nessuno sa rendersi conto. Infatti, egli assume la carica accentrando tutti i poteri, suggerito forse da chi aveva interesse a creare zizanie o la crisi

amministrativa; si rifiuta di assegnare le altre funzioni agli altri componenti della G. C4 respinge ogni collaborazione ed ogni richiamo della stessa Giunta dintesa locale e Prov.le; deplorato dai suoi stessi compagni della sezione socialista, ribelle ad ogni richiamo, ad ogni disciplina, tira avanti col suo goffo autoritarismo da operetta, isolato ormai da tutti i membri della G. C. e del Consiglio, tanto che le poche riunioni da lui indette, o restano deserte o vi si partecipa soltanto per votare contro ogni sua proposta. E di poche settimane la mia proposta di sollecitare al governo centrale il ripristino del Corso di Avviamento nel nostro Comune, per il quale in precedenza, a mezzo di nostri parlamentari, avevamo ottenuto linteressamento del ministro competente, ma il Pisano, con una scrollatina di spalle da abate, disse che non era opportuno insistere e che in ogni caso cera tempo. E non diede e non volle dare corso alla mia iniziativa, come se la apertura di una scuola prettamente popolare, com quella del Corso di Avviarnento Professionale a tipo agrario, fosse cosa di poco conto. E di alcune settimane il caso di un cittadino che, con regolare istanza, chiedeva un suo diritto; diritto che coincideva con linteresse del Comune; il Pisano, con ostinata caparbiet, lascia ne1~assetto tale domanda, trascurando linteresse del Comune di rea~1izzare alcune diecina di migliaia di lire. E di questo passo, ognuno intende, andarono avanti tante altre faccende. LAmministrazione nata nel 1946 si estingueva cos per esaurimento Pisano, quindi, staccato dai partiti di sinistra; Papandrea si ritirava in una formazione di cos detti indipendenti; Mileto Vincenzo si era gi da tempo eclissato dai lavori della G. C. e del consiglio; Daniele Angelo, Mileto Domenico, e Laruffa Agostino si erano com noto ritirati dallAmministrazione, e, purtroppo, il Laruffa, anche dal nostro movimento politico, andando a finire anche lui nella formazione dei cos detti indipendenti, al servizio, pare, della D. C. ; Pep, Consiglio e Frasc, si credettero in diritto per loro iniziativa di astenersi dai lavori della G. C. e del Consiglio, e quindi il caso volle, che io restassi il solo rappresentante dei partiti di sinistra a seppellire questo cadavere in stato di avanzata decomposizione, nato nel 1946. Convinto che un uomo politico, legato alla disciplina di partito, quando viene investito da una carica di responsabilit ha il dovere di tenere il posto fino allesaurimento di tutte le possibilit, deve cio
,

servire il partito fino a che questo non lo richiami dalle funzioni affidategli. Se tali sono le nostre deficienze politiche altrettanto non si pu dire dellattivit tecniche, nel campo cio delle costruzioni e delle realizzazioni. In fondo eravamo animati tutti di fare qualcosa di buono; lo si rilevava, nei primi tempi, lassiduit con cui tutti si partecipava ai Lavori della G. C. e del Consiglio, e non poche erano le
realizzazioni.

Nessun cittadino in buona fede pu disconoscere che non poche sono le opere che questAmministrazione lascia al Comune. Dal civico ospedale in piena efficienza, allampliamento del Cimitero; dalla pavimentazione di alcune strade, al risanamento dei quartieri pi popolari; dallampliamento della pubblica illuminazione, al servizio dei VV del fuoco; dallampliamento del rifornimento idrico del paese, alla quotizzazione delle terre demaniali del Comune ai contadini ; dalla Commissione per limponibile della manodopera, ecc. ecc. tutta una serie di opere e di assistenza che lAmm.ne presenta oggi al suo attivo. Tutti noi ricordiamo le vicende per la nomina al secondo posto d medico condotto in seguito al ritiro del Dott. Calcaterra. sono orgoglioso di dirvi che in quella occasione, sono riuscito a sostenere il mio punto di vista: evitando la nomina contro la domanda di un nqstro compagno, che sarebbe stata la pi sciocca delle decisioni, ed evitando qualsiasi altra nomina, perch non necessaria e che port al Comune uneconomia di diverse centinaia di migliaia di lire, checch si possa dire nei miei riguardi da parte degli interessati, i quali forse non compresero il mio atteggiamento onesto e disinteressato. Col tempo forse lo comprenderanno! Siamo pronti a riconoscere, se occorre, le nostre debolezze e i nostri~errori, ma non vogliamo in questa occasione trascurare anche quell~dei nostri avversari della minoranza consiiare, dalla quale, ci saremmo aspettati un opposizione pi tenace e pi costruttiva, che ci fosse servita da stimolo a meglio operare, ma essa, eludendo le nostre aspettative e quelle forse dei suoi stessi elettori, ha preferito esercitare unopposizione di corridoio, la quale servita pi ad ostacolare che a stimolare la nostra attivit. Basta citare che, nellultima riunione del Consiglio, profittando dellassenza dei nostri compagni consiglieri, pur di votare contro per partito preso, hanno respinto la proposta della G. C. per un mutuo col concorso dello Stato per il pareggio del bilancio 1947, causando al Comune un danno considerevole, in quanto esso Comune deve

ricorrere per il mutuo, ad istituti privati e corrispondere un maggiore tasso dinteresse. Deplorevole soprattutto lassenteismo dei lavori della G. C. e del Consiglio, da parte dei nostri compagni, ed bene quindi si sappia che, da oggi in poi chi chiamato ad assumere cariche di responsabilit deve avere la coscienza del proprio dovere o avere la sincerit di rinunciare agli incarichi stessi. Sarebbe stato compito di quelli che nellAmministrazione hanno avuto funzione preponderante, dar conto oggi collettivamente, del loro operato, per lo meno alle organizzazioni politiche che ci hanno mandato al Comune, ma purtroppo ancora questa sensibilit politica non esiste ed compito nostro di crearla, con lesempio e con la parola, soprattutto con lesempio. Per quanto mi riguarda ho la piena coscienza di aver servito il Comune e il mio partito, dando quanto potevo dare nellambito della mia capacit e della mia esperienza. Dai registri delle deliberazioni facile accertarsi della mia assiduit superiore a quella di qualsiasi altro membro del Consiglio edellaG. C.. Il mio giudizio e le mie direttive furono sempre ispirati al bene del Paese e particolarmente delle classi meno abbienti. Assolvo oggi lultimo compito con questa breve relazione, ringraziando i compagni e gli elettori che mi hanno a suo tempo accordato la fiducia, auspicando che i nuovi elementi che saranno chiamati a servire le scale del Municipio, facciano dei nostri errori la loro valida esperienza, per andare sempre pi avanti, per il bene di Polistena, del suo popoio, dellItalia, dellumanit& Che essi non manchino di propugnare una giusta indennit agli amministratori, se si vuole unamministrazione efficiente, se si vuole che le amministrazioni comunali non siano monopolio delle classi privilegiate. A questo riguardo ricordo una frase di Filippo Turati il quale diceva che quello che non si paga costa di pi. Comunque si ricordi che la peggiore delle amministrazioni democratiche da preferirsi alla migliore delle amministrazioni aristocratiche. Con questo intendimento esprimo la mia immutabile fede e la volont di lavorare con voi per un avvenire migliore destinato a realizzarsi nonostante le nostre debolezze e le nostre imperfezioni. Polistena 15 aprile 1952

Vincenzo Tornatora)