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Aurora Pasetto Filippo Carofalo e Orsola Emprin 10.12.

2020

ELABORATO DI MATEMATICA

COME SONO OGGI LE DONNE NELLE MATERIE STEM

Nel passato lo studio e il lavoro nelle materie scientifiche erano riservati esclusivamente agli uomini.

Questo perché si pensava che le donne non fossero capaci di studiare o comprendere argomenti così
complicati.

Dal XIX secolo iniziarono fortunatamente ad esserci i primi cambiamenti. Le donne furono ammesse nella
società e nello studio, anche se erano ancora escluse da una vera e seria formazione scientifica.

Inoltre, grazie alla nascita di numerosi college per favorire l’istruzione femminile, aumentarono i posti di
lavoro per le donne scienziate e dunque fu istituita una vera educazione anche per le donne.

Questo sviluppo nella società fu molto importante, perché le donne contribuirono molto nello studio e
nelle scoperte scientifiche.

Basti pensare a Marie Curie, chimica e fisica che studiò la radioattività, e che fu anche la prima donna a
ricevere il premio Nobel nel 1903, oppure a Rita Levi Montalcini, che invece si occupò dello studio della
fibra nervosa (NGF).

Più avanti parleremo invece della storia di Emma Castelnuovo, insegnante e matematica italiana. (frase da
togliere se non è l’introduzione)

Oggi possiamo dire che è stata raggiunta la parità dei sessi nell’ambito delle materie STEM (acronimo che si
usa per indicare le materie scientifiche di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).

Fortunatamente tutte le università e tutti i lavori sono accessibili anche per le donne, e sono stati superati
tutti i problemi di genere del passato, e molte donne sono state riconosciute e hanno ricevuto premi Nobel
per le loro scoperte e per i loro studi.

Nonostante ciò, non abbiamo ancora superato definitivamente questo problema:

Per esempio, molte scuole ora vengono ancora considerate femminili o maschili: per esempio nei licei
linguistici, o nelle scuole di moda la maggior parte degli alunni sono femmine, forse perché le lingue e la
moda vengono considerate materie più femminili. Il contrario invece per i licei scientifici o per gli istituiti
tecnici o di meccanica.

Parlando di università sono solo il 12% delle ragazze che frequentano un’università con materie scientifiche
e tecnologiche.

O anche il fatto che i giochi per bambini sono molto divisi per i bambini e le bambine, perché alcuni lavori
vengono considerati più adatti per un uomo o per una donna.

Oppure che quando leggiamo una notizia o una scoperta, molto spesso se è stata compiuta da una donna ci
sono pochissime informazioni su di lei, al contrario per gli uomini.

In conclusione, ci sono stati grandi passi in avanti riguardo alle donne nelle materie STEM, ma a parer mio
non si sono ancora del tutto risolti i problemi delle differenze di genere.
EMMA CASTELNUOVO

Nell’inverno del 2014 fu premiata, dal MIUR, Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Nesi, a Roma,
dopo il compimento dei suoi 100 anni, vede, con l’arrivo dell’istituzione di un premio a suo nome, per
l’Eccellenza nella Pratica della Didattica della Matematica. Emma ebbe molti rapporti anche con i paesi
dell’America Latina. Andò più volte in Messico, in Venezuela, in Costarica, a San Salvador. In Argentina il suo
legame più forte fu con Silvana Sandri, fuggita dal Friuli con la famiglia antifascista e insegnante nella
Escuela de Educación Fisherton, dove negli anni Sessanta lavorava per favorire l’integrazione, educare alla
libertà e alla convivenza tra le varie etnie. Dopo la guerra, insieme ai suoi amici matematici Tullio Viola e
Liliana Ragusa, dette vita all’Istituto romano di cultura matematica (IRCM), privo di riconoscimento ufficiale.
Fecero un timbro, stamparono la carta intestata e distribuendo in bicicletta i volantini nelle scuole
organizzarono incontri per decine e decine di insegnanti tenuti da diversi scienziati, esperti in didattica di
altre discipline, pedagogisti e di curatori dei programmi scolastici di altri paesi.

Nel 1948 Emma scrisse il suo primo libro di testo per la scuola media, Geometria intuitiva per le scuole
medie inferiori, pubblicato nel maggio del 1949. Ma la piccola casa editrice fallì e non riuscì neanche a
distribuire il libro. Così Castelnuovo si rivolse a La Nuova Italia (Firenze), che pubblicò una nuova edizione
identica alla precedente sempre nel maggio del 1949.

L’uscita di questo testo segnò l’inizio dell’affermazione di uno spirito rivoluzionario nell’insegnamento della
geometria in Italia e non solo. Lei stessa lo definì spesso un libro «pazzesco», perché rovesciava il punto di
vista: non si partiva più da enti astratti, punto, retta piano, ma da oggetti matematici concreti in
movimento, la cui osservazione avrebbe sollecitato l’intuizione dell’allievo fino a fargli formulare ipotesi e
scoprire le proprietà delle figure, stimolando la creatività.

Dopo aver pubblicato numerosi articoli su riviste italiane e internazionali scrisse Didattica della Matematica
che divenne in breve tempo uno dei più importanti testi di riferimento in Italia e all’estero per
l’insegnamento della matematica. Ottenne un riconoscimento ufficiale nel 1964, quando l’Accademia dei
Lincei conferì all’autrice il premio del ministero della Pubblica istruzione Il libro, tradotto in moltissime
lingue, anche in russo, divenne un classico su come insegnare una matematica che deve essere per tutti.

Negli anni Sessanta con gli universitari Lucio Lombardo Radice e Bruno de Finetti, con cui Emma
Castelnuovo aveva un forte legame di amicizia, riuscì a istituire una collaborazione tra scuola e università:
introdurre la tesi di laurea in matematica con un tirocinio nelle loro classi osservando le reazioni dei ragazzi,
riflettendo sull’origine dei concetti e sul loro sviluppo da un punto di vista sia psicologico sia storico. Tale
collaborazione costituiva una situazione unica in Italia.

Il 2 giugno 1968 fu insignita dell’onorificenza di ufficiale della Repubblica, firmata dal presidente della
Repubblica Giuseppe Saragat e controfirmata da Aldo Moro, presidente del Consiglio.

All’inizio del 1979 fu nominata, con Lombardo Radice, nella Commissione per i nuovi programmi della
scuola media.

Emma Castelnuovo completò la sua opera con il testo I numeri.

Tutti i suoi libri furono ripresi e parzialmente tradotti in lingua inglese e in spagnolo. Nel 1984 pubblicò per
La Nuova Italia i testi per le scuole superiori

Castelnuovo si recava più volte all’Ecole Decroly a Bruxelles per le annuali Esposizioni di matematica. Ebbe
l’idea di realizzare con i suoi allievi altre Esposizioni, punto di grande forza della sua didattica, che diedero
alla città di Roma e alla scuola italiana un esempio peculiare di coinvolgimento degli studenti. Nel 1971
Castelnuovo fu la prima insegnante in Italia a organizzare una esposizione, con i 171 alunni della scuola
media Tasso, e ripeté l'iniziativa nuovamente nel 1974. Sono nati i volumi di un’esposizione di matematica
(Torino 1972) con riflessioni didattiche e commenti dei ragazzi, e Matematica nella realtà (Torino 1976) con
le foto dei cartelloni e del materiale esposto.

Tra il 1978 e il 1983 Castelnuovo andò più volte in Niger. Fu invitata dall’IREM (Institut de recherche sur
l’enseignement des mathématiques) e in seguito inviata dall’Unesco, lavorò con insegnanti e con i ragazzi di
Niamey e delle province di quel Paese.

Nel 1995 pubblicò per La Nuova Italia il volume di divulgazione matematica Pentole, ombre, formiche,
dedicato a Sergio Piccioni, al quale aveva promesso un libro che facesse comprendere a tutti l’importanza e
la bellezza della matematica.

Nel 2000 il ministro della Pubblica istruzione Tullio De Mauro la nominò nella commissione per formulare
nuovi programmi. Nel 2002 convocò un gruppo di amici per un compito importante: tenere viva la sua
scuola didattica. Ebbe inizio L’Officina Matematica di Emma Castelnuovo, un laboratorio residenziale di tre
giorni presso la Casa-laboratorio di Cenci (Amelia). Tenne per vari anni una o due conferenze di carattere
didattico-storico, pubblicate nel libro L’officina matematica.

Nel 2006 scrisse una 'lettera ai nipoti', aperta dopo la morte, in cui comunicava la volontà di lasciare tutta la
sua biblioteca, che definiva «la più grande di didattica della matematica e di larga pedagogia» al MCE
(Movimento di cooperazione educativa), «un movimento che veramente si occupa degli insegnanti». Sono
tremila tra volumi e fascicoli e altrettante riviste, in tutte le lingue, collocati attualmente presso il liceo
statale romano Charles Darwin.

10 marzo 2009 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferì l’onorificenza di Grand’Ufficiale
dell’Ordine al merito della Repubblica italiana «per la passione e l’impegno profusi nel suo lavoro, che le
hanno permesso di elaborare proposte didattiche profondamente innovative».

Per i suoi cento anni, nel 2013, l’UMI (Unione matematica italiana) organizzò un convegno a Salerno
dedicato a lei.

Nel marzo del 2014 l’ICMI (International commission on mathematical instruction) decise di istituire la
medaglia Emma Castelnuovo, prima donna cui fu intitolato il premio, oltre ad Hans Freudenthal e Felix
Klein, da assegnare come riconoscimento per eccezionali traguardi raggiunti nella pratica della didattica
della matematica.

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