Sei sulla pagina 1di 32

Turismo Rurale e Agriturismo

Questo documento il primo abbozzo di Business plan per un Agriturismo in Sardcegna, un documento utile ai proponenti per: y comprendere meglio le dinamiche di gestione delliniziativa , y cercare finanziamenti pubblici e privati sul mercato. Prima di realizzare un documento cos impegnativo, per necessario, quale condizione preliminare, decidere quale formula giu ridico- organizzativa scegliere. La scelta per forza di cose come vedremo meglio nel documento si restringe a due modelli giuridico - organizzativi: y Turismo rurale y Agriturismo Le due scelte hanno profili differenti dal punto di vista gestionale e dellimpegno finanziario, soprattutto nel periodo pi delicato, quello dellavvio delliniziativa e necessitano unattenta valutazione da parte dei proponenti, perch solo loro possono scegliere quello pi adatto al proprio profilo imprenditoriale . Di seguito saranno illustrate le normative riguardanti le due opzioni, i loro costi di avvio, le loro possibilit di finanziamento.

Il turismo rurale
Attuale normativa Deriva da Legge Regionale 12 agosto 1998, n. 27 Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente: "Norme per la classificazione delle aziende ricettive" e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21. In particolare qui si riportano gli articoli che riguardano pi da vicino il Turismo Rurale. Art.8 Turismo rurale 1. Per turismo rurale si intende quel complesso di attivit di ricezione, di ristorazione, di organizzazione del tempo libero e di prestazione di ogni altro servizio finalizzato alla fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale extraurbano. 2. L'attivit di turismo rurale deve essere svolta nel rispetto delle seguenti condizioni: a) offerta di ricezione e ristorazione esercitata in fabbricati rurali gi esistenti ovvero nei punti di ristoro di cui all'articolo 10 delle direttive per le zone agricole, adottate dalla Regione Sardegna in attuazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, e successive modifiche e integrazioni, da realizzarsi, secondo le tipologie edificatorie

rurali locali, nelle aree extra urbane agricole come individuate nel Piano urbanistico comunale; b) ristorazione con pietanze tipiche della gastronomia regionale, preparate in prevalenza con l'impiego di materie prime di produzione locale; c) allestimento degli ambienti con arredi caratteristici delle tradizioni locali ed in particolare della cultura rurale della zona. 3. Il termine "turismo rurale" riservato esclusivamente alle attivit di turismo rurale svolte ai sensi della presente legge. Art.9 Soggetti legittimati all'esercizio del turismo rurale. 1. Possono svolgere attivit di turismo rurale alle condizioni di cui al comm a 2 dell'articolo 7 i seguenti operatori: a) gestori di strutture ricettive alberghiere e di ristorazione, singoli od associati, autorizzati all'esercizio dell'attivit ai sensi delle vigenti leggi nazionali e regionali e iscritti negli appositi registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; b) gestori di servizi di organizzazione e di supporto alle attivit sportive all'aria aperta e del tempo libero, iscritti negli appositi albi professionali e negli specifici registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Art.10 Incentivi per l'attivit di turismo rurale e vincolo di destinazione 1. I soggetti che intendono praticare l'attivit di turismo rurale possono accedere agli interventi creditizi previsti dalla legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 "Interventi creditizi a favore dell'industria turistica". Alle opere agevolate in base al presente articolo si applica l'articolo 12 della legge regionale n. 40 del 1993 e la legge regionale 11 marzo 1998, n. 9.

Allegato A/5
Requisiti e caratteristiche tecniche degli alloggi turistico - rurali 1. Le attivit di turismo rurale possono essere svolte alle condizioni di cui al comma 2 dell'art. 8, con le seguenti tipologie di esercizi: a) esercizi alberghieri, di cui alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 , e successive modifiche e integrazioni; b) esercizi di ristorazione per la somministrazione di pasti e bevande, di cui alla lettera a), comma 1, dell'art. 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, e successive modifiche e integrazioni; c) esercizi per la gestione di servizi di organizzazione e supporto alle attivit didattiche all'aria aperta e per il tempo libero. 2. La sistemazione dei fabbricati rurali gi esistenti e destinati al turismo rurale pu avvenire, laddove necessario, attraverso interventi di restauro, adeguamento o ristrutturazione edilizia.

Gli interventi di ristrutturazione edilizia devono essere effettuati nel rispetto delle caratteristiche degli edifici, conservando ne l'aspetto complessivo e i singoli elementi architettonici, sulla base delle indicazioni esecutive del Piano urbanistico comunale di cui alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 , e successive modificazioni ed integrazioni. 3. La realizzazione dei punti di ristoro di cui al comma 2 dell'art. 8 della presente legge deve avvenire in armonia con il contesto paesistico - territoriale e nel rispetto delle tipologie edificatorie rurali tipiche del luogo.

Breve commento alla norma e regolamentazione della forma giuridico alberghiera in Sardegna. Dal dispositivo di legge si ricava che il turismo rurale in forma alberghiera pu partecipare a tutti i bandi del turismo, lultimo bando stato effettuato nel 2009, ed probabile che po ssano essercene altri a breve. I costi di avvio del turismo rurale in forma alberghiera sono quelli di una normale impresa turistica. Questo comporta un notevole sforzo burocratico, fiscale e imprenditoriale iniziale, a differenza dellagriturismo che ampiamente agevolato. Questultimo per soggetto, come vedremo ai vincoli esistenti nel settore agricolo e ad una produzione agricola che permane quale attivit principale. Come si pu ricavare dalla normativa gi illustrata, pur non esistendo ancora la figura dellAlbergo di Campagna, prevista come vedremo successivamente nel nuovo ddl della giunta regionale, possibile realizzare gi ora un esercizio alberghiero senza ristorazione. Tale attivit, comunque, dovr rientrare nelle classificazioni previste negli articoli sotto riportati della legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, che tuttora regola la normativa alberghiera e turistica, almeno fino allapprovazione del nuovo ddl della Giunta Regionale in materia di Turismo.

Definizione delle attivit ricettive e loro classificazione


Attivit ricettiva Agli effetti della presente legge si definisce attivit ricettiva quella diretta alla produzione ed all'offerta al pubblico di ospitalit intesa come prestazione di alloggio e di servizi conne ssi. Le aziende organizzate per l'esercizio dell'attivit ricettiva si distinguono in aziende ricettive alberghiere e in aziende ricettive all'aria aperta e si classificano, nell'interesse pubblico e ai fini di una corretta informazione, secondo quanto pre visto nei successivi articoli e nelle allegate Tabelle A, B, C, D ed E, che fanno parte integrante della presente legge. Art.2 Aziende ricettive alberghiere Sono aziende ricettive alberghiere gli esercizi pubblici a gestione unitaria che con l'osservanz a di quanto previsto dalla presente legge offrono ospitalit al pubblico in uno o pi stabili o parti di stabili. La gestione unitaria dell'azienda pu, fra l'altro, comprendere servizi di ristorante e bar. Ai fini della classifica le aziende ricettive alberghiere devono possedere i seguenti requisiti minimi:

- capacit ricettiva non inferiore a sette camere; - almeno un servizio igienico ogni dieci posti letto; - un lavabo con acqua calda e fredda in ogni camera; - un locale ad uso comune; - impianti tecnologici e numero di addetti adeguati e qualificati al funzionamento delle strutture. Art.3 Specificazione delle aziende ricettive alberghiere

Le aziende ricettive alberghiere si distinguono In due tipi:


alberghi e residenze turistiche alberghiere. Sono alberghi le aziende che forniscono alloggio ai clienti in unit abitative costituite da camere anche dotate di eventuali locali e servizi accessori, con esclusione di cucina o posto cottura, purch posseggano i requisiti indicati nelle Tabelle A e B dell'allegato. Possono assumere la denominazione di "villaggio albergo" gli alberghi caratterizzati dalla centralizzazione dei principali servizi in funzione di unit abitative dislocate in pi stabili e dall'inserimento dell'insieme ricettivo In un'unica area recintata e attrezzata per Il soggiorno e lo svago della clientela. Possono assumere la denominazione di "motel" gli alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l'assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, e che assicurino uno standard minimo di servizi di assistenza meccanica, di rifornimento carburanti e di parcheggio per un numero di automobili o di imbarcazioni superiore del 10 per cento a quello delle unit abitative, nonch servizi di bar, ristorante o tavola calda e fredda. Sono residenze turistiche alberghiere le aziende che forniscono alloggio ai clienti in unit abitative costituite da uno o pi locali con cucina e posto - cottura, purch posseggano i requisiti indicati nelle Tabelle A e C allegate alla presente legge. (rispettivamente riguardano i punteggi minimi per le classifiche ed i Requisiti (obbligati e fungibili) delle residenze turistiche alberghiere, con i relativi punteggi. Nelle residenze turistiche alberghiere non pu essere fornita ospitalit per periodi inferiori a sette giorni. Ad esclusione del villaggio albergo, come definito al terzo comma, del presente articolo, gli esercizi alberghieri possono svolgere la propria attivit, oltrech nella sede principale, o "casa - madre", ove sono di regola allogati i ser vizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi generali di cui. si avvalgono gli ospiti, anche in dipendenze. Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi da quello ove posta la sede principale, o anche in una parte separata dello stes so immobile quando ad essa si accede da un diverso ingresso. Rispetto alla "casa - madre" le dipendenze devono essere ubicate a non pi di 50 metri di distanza e comunque non oltre i metri 100.

Come finanziare lattivit di Turismo rurale


Una volta definita la forma giuridica e organizzativa del Turismo Rurale come normato dalla legge Regionale Sarda, possiamo passare a descrivere alcune delle possibilit di finanziamento dellattivit di Turismo Rurale alberghiero. In particolare partiremo dallesame delle occasioni offerte dai precedenti bandi sul turismo ed in particolare dal principale di questi strumenti, in vigore dal 2006 il PIA (o pacchetto integrato di agevolazioni).

I bandi Pia
Il Pia concede contributi a fondo perduto alle imprese per migliorare lofferta turistica e valorizzare il patrimonio culturale della Sardegna attraverso la realizzazione congiunta di uno o pi piani specifici dinvestimento (produttivo, acquisizione di servizi reali, formazione continua). I soggetti ammissibili alle agevolazioni sono: y le PMI (singole o in forma consortile) operanti nel settore turismo, dei servizi per il turismo o in quello della valorizzazione del patrimonio culturale, che effettuano investimenti in una sola delle suddette tre attivit turistiche. La domanda di agevolazione deve riguardare una sola attivit (ed uno o pi piani specifici ad eccezione delle domande di agevolazione di nuove imprese, per le quali obbligatoria la presentazione di un piano di formazione collegato ad un piano di investimenti produttivi). Le agevolazioni possono essere concesse alle imprese che svolgono attivit ricettiva, servizi per il turismo o servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale . In particolar modo tra le aziende che svolgono attivit ricettiva, ossia attivit diretta alla produzione e offerta al pubblico di ospitalit intesa come prestazione di alloggio e di servizi connessi, vi sono: - aziende ricettive alberghiere (alberghi, villaggio albergo, albergo diffuso, motel, alberghi residenziali); - campeggi; - aziende ricettive che svolgono attivit di turismo rurale. Non sono pertanto ammissibili al bando le strutture extraricettive (bed & breakfast, ostelli, case per vacanze, affittacamere, charter nautico, agenzie di viaggi). I progetti sono ammissibili a condizione che le imprese si impegnino a tenere aperto al pubblico lesercizio per almeno sette mesi lanno. Le spese ammissibili per le attivit ricettive sono quelle relative allacquisto (anche tramite leasing): - progettazioni, business plan, oneri per finanziamenti bancari connessi al progetto; - suolo aziendale; - opere murarie ed assimilate;

- cavalli e relativi finimenti (per attivit di turismo equestre) - fornitura e installazione di impianti solari termici e impianti fotovoltaici (vedi CONTO ENERGIA); - programmi informatici. Le agevolazioni posso essere concesse secondo le seguenti misure: - un contributo a fondo perduto fino al 35% (ESL); oppure con: - un contributo a fondo perduto fino al 25% (ESL) integrato, nel rispetto del li mite massimo del 35% (ESL), da un contributo in conto interessi sui finanziamenti a medio e lungo termine (5 -10 anni compresi 2 di preammortamento) a copertura del progetto. Il contributo in conto interessi viene riconosciuto in misura pari al 4% nominal e annuo. In alternativa alle precedenti forme di agevolazione, per i progetti fino al valore di euro 250.000 pu essere erogata unagevolazione in de minimis nella misura massima del 50% dellinvestimento. Gli aiuti concessi non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato. Qualora limpresa benefici del contributo previsto per la produzione di energia fotovoltaica (c.d. conto energia) lagevolazione non pu superare il 20% delle spese ammissibili ad agevolazione. Soglie di investimento ammissibile - per le aziende ricettive alberghiere: da 200.000 a 3.000.000 - per i campeggi: da 50.000 a 250.000 - per il turismo rurale: da 100.000 a 500.000 .

Per il completamento dellinvestimento possibile ide ntificare tre strade: - Apporto esclusivo da parte dei soci attraverso mezzi propri liquidi - Finanziamento bancario o in leasing - Entrambe le soluzioni. Per la dimostrazione delle capacit finanziarie di cui sopra il bando prevede espressamente: 1) progetti inferiori a 250.000 euro: per il finanziamento bancario o in leasing sufficiente una dichiarazione della banca o societ di leasing attestante la ricezione della richiesta di finanziamento. Per i mezzi propri occorre un affidavit bancario o documentazione equipolliente (lista titoli ecc); 2) progetti superiori a 250.000 euro: per il finanziamento bancario o in leasing occorre copia della DELIBERA entro la data di chiusura del bando. Per i mezzi propri occorre una vera e propria ASSEVERAZION E BANCARIA secondo la modulistica specifica (la banca entra nel merito del progetto e attesta lattendibilit e lequilibrio del piano aziendale previsto, la capait dei soci di immettere la liquidit prevista);

Come anticipato il PIA prevede che limpr esa chieda agevolazioni per uno o pi piani specifici dintervento. Il piano integrato dei servizi reali finalizzato a: - supportare lo start up di imprese in fase di avvio - accrescere la competitivit e a sostenere lo sviluppo delle imprese. I servizi reali sono relativi alle seguenti aree di attivit: -strategia, general management e supporto alle funzioni aziendali -marketing e vendite -organizzazione e risorse umane -certificazione di qualit, ambientale e sociale delle imprese turistic he -finanza dimpresa (servizi finalizzati alla realizzazione di interventi di ottimizzazione della struttura finanziaria)

I prestatori di servizi devono essere iscritti nellAlbo regionale autoreferenziale. I costi dei servizi reali sono ammissibili con le seguenti limitazioni: - i servizi non devono essere continuativi o periodici, - i servizi non devono essere connessi alle normali spese di funzionamento Gli aiuti sono concessi nella forma del contributo in conto capitale rispetto alla spesa ammissibile ad agevolazione. La misura concedibile de contributo in conto capitale non pu superare il 50% dellinvestimento ammissibile ad agevolazione. Anche per questo piano prevista una assegnazione di punt eggi in base a diversi criteri. I pesi maggiori sono attribuiti a servizi reali inerenti linnovazione y (prenotazioni on line, offerta miarata a clientela sensibile al verde, offerta mirata ai disabili e/o anziani) lambiente (ISO 14001 ecc). y Infine limpresa pu richiedere agevolazioni per la formazione aziendale (in armonia con lintero progetto complessivo). Il Piano formazione pu prevedere la formazione dei nuovi assunti, laggiornamento e la specializzazione del personale esistente nei seguen ti ambiti di intervento: - strategie aziendali - organizzazione e gestione aziendale - processi di produzione I costi ammissibili sono: - costi del personale docente - spese di trasferta

- materiali, forniture - noleggio di strumenti - costi dei servizi di consulenza Le intensit massime ammissibili sono: - 40% quando laiuto concesso a favore della formazione specifica - 75% quando laiuto concesso a favore della formazione generica Anche per questo piano prevista una assegnazione di punteggi in base a diversi criteri.

Come descritto in questo testo sono possibili diverse combinazioni dei servizi, ed possibile anche limitarsi anche al solo piano di investimento. Questa possibilit di scegliere uno o pi piani consente ai proponenti di progettare al meglio liniziativa con t utte le necessarie flessibilit, anche in base alle proprie dimensioni aziendali e alle proprie disponibilit finanziarie. Nella Tabella della pagina successiva sono sinteticamente riepilogati le caratteristiche principali del Bando Pia Turismo.

Beneficiari Requisiti di ammissibilit

Piccole e Medie Imprese singole o associate in forma consortile Imprese regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese Nuove imprese individuali: partita IVA Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti Contabilit ordinaria Piena disponibilit dellunit produttiva Rispondenza della stessa ai vigenti vincoli edilizi urbanistici e di destinazione duso INVESTIMENTO NON AVVIATO

Settori ammissibili

ATTIVITA RICETTIVA 1. Attivit ricettive alberghiere 2. Attivit ricettive allaria aperta 3. Turismo rurale SERVIZI PER IL TURISMO SERVIZI PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ATTIVITA RICETTIVA 4. Attivit ricettive alberghiere: MIN 200.000,0 a attivit ricettive allaria aperta: MIN 50.000,00 turismo rurale: MIN 100.000,00 SERVIZI PER IL TURISMO: MIN 50.000,00 SERVIZI PER LA VALORIZZAZIO NE DEL PATRIMONIO CULTURALE:MIN 50.000,00

Investimenti minimi

Piani di Sviluppo Aziendale Piano di Investimenti produttivi Piano di Servizi Reali Piani di Formazione Aziendale

Le opportunit collegate allo sviluppo rurale periodo 20072013


Unaltra opportunit importante quella collegata alle iniziat ive legate alle attivit del Gal acronimo per Gruppi di azione locale e allo sviluppo locale come previsto dal Progetto leader della Unione Europea per il 2007 -2013 In questo caso non si tratta di aiuti alla singola azienda per quanto riguarda il Turismo Rurale, ma di incentivi per la creazione di reti tra le aziende e supporto promozionale e commerciale Come vedremo per lAgriturismo sar diverso in quanto le agevolazioni, anche in questo caso sono maggiori e mirate alle singole aziende. Introdurremo ora gradualmente i concetti di Gal, Piano di sviluppo locale, approccio Leader in modo da rendere chiaro il loro significato e la loro influenza sulla iniziativa in questione. Successivamente entreremo in particolare nei progetti di agevolazione del Gal di riferimento del Sarrabus, il Gal SGT di cui fa parte anche il comune di San Vito. Cos il GAL Il Gruppo di Azione Locale (GAL) un gruppo formato da soggetti pubblici e privati che aderiscono al Piano di Sviluppo Locale (PSL) allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un'area rurale. Il GAL redige e delinea la strategie dintervento e programma le singole azioni sul territorio, anche dal punto di vista economico. Questo approccio ha lenorme vantaggio di avvicinare i processi decisionali al territorio, valorizzandone i veri punti di forza e permettendo una partecipazione ampia e diretta delle comunit locali. Cos il Piano di Sviluppo Locale Il Piano di Sviluppo Locale costituisce una parte d el pi ampio Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013, recentemente approvato dalla Regione Sardegna LUnione Europea e la Regione Sardegna riconoscono, ad alcuni territori caratterizzati da uneconomia di tipo spiccatamente agricolo, la possibilit di promuove re un piano organico di sviluppo rurale, tagliato sulle esigenze del territorio e sulle sue specificit, che attinga dai finanziamenti regionali ed europei. I pilastri e le caratteristiche principali di questo piano sono due: y il Gruppo di Azione Locale e lApproccio Leader+.

Cos lApproccio Leader+ LApproccio Leader+ una vera e propria strategia innovativa nel panorama dei contributi europei allagricoltura. Leader+ uniniziativa comunitaria destinata a sostenere le comunit rurali nellopera di miglioramento della qualit della vita e della prosperit economica della loro regione. Leader+ si articola intorno a quattro temi dominanti: y impiego ottimale delle risorse naturali e culturali, inclusa la valorizzazione dei siti Natura 2000;

y y y

miglioramento della qualit di vita nelle zone rurali; valorizzazione dei prodotti locali, favorendo in particolare laccesso ai mercati da parte delle piccole unit di produzione tramite azioni collettive; utilizzazione di nuovo know-how e nuove tecnologie per rendere pi concorrenziali i prodotti e i servizi delle aree rurali.

Leader+, inoltre, fonda la sua strategia su sette filoni dazione:


y y y y y y y Territorio: le strategie dintervento devono fondarsi sullidentit del territorio, sulla sua specificit, sui suoi punti di forza e di debolezza Partecipazione: le decisioni devono essere il frutto di un processo partecipato che coinvolga le comunit locali. Tutti i cittadini devono essere informati e coinvolti nelliniziativa, mediante interventi di formazione e animazione Partenariato e Gruppi di Azione Locale: i GAL sono il perno di tutto il sistema, poich sono dotati di poteri decisionali e di competenze professionali adeguati e poich avvicinano le decisioni al territorio e alle comunit locali Innovazione: caratteristica peculiare degli interventi proposti deve essere la novit e la formulazione di proposte nuove, nuovi processi, nuove forme di organizzazione. Integrazione: gli interventi devono formare una vera e propria strategia integrata per il territorio ed armonizzarsi con altr e iniziative programmatiche attive. Creazione di reti e cooperazione: i GAL non devono essere soggetti isolati, ma comunicare tra di loro e coordinarsi per permettere la cooperazione tra le diverse aree e diversi paesi Finanziamento e gestione finanziaria a livello locale: il GAL non solo definisce la strategia ma ha importanti deleghe in materia di finanziamento e gestione. Tutto questo nellottica di garantire la massima sussidiariet e partecipazione.

Il Gal Sgt il Gruppo di Azione Locale Sole Grano Terra (GAL SGT) una Fondazione di Partecipazione costituita dalle regioni storiche del Sarrabus, del Gerrei, della Trexenta e del Campidano di Cagliari.

Psl SGT per il turismo rurale


Obiettivi prioritari del Gal Sgt in materia di turismo rurale . Per il Turismo rurale cos inteso come da legge regionale non esistono nel Psl SGT incentivi per la costituzione dazienda, mentre esistono azioni come la seguente per lo sviluppo e promozione dellOfferta di Turismo rurale Misura 313 - Azione 3 Intervento per lo sviluppo di servizi di progettazione, commercializzazione e promozione dellofferta di turismo rurale Descrizione Sviluppare e commercializzare i servizi turistici nelle aree rurali, in una prospettiva generale di integrazione con le Azioni di sistema e gli itinerari, quindi sostanzialmente con il coordinamento del GAL per quanto riguarda limmagine complessiva. Questa Misura uno degli elementi centrali dellazione di costruzione delle reti del GAL Obiettivi Crescita della notoriet del territorio complessivo, dei singoli territori comunali e dellintero patrimonio dellarea, ottenuto con il sostegno ai soggetti gestori dei servizi turistici in un quadro di coordinamento delle attivit che dovr essere realizzato dal GAL

Azione 3 Acquisizione di servizi inerenti il turismo in area rurale. Servizi di progettazione, commercializzazione e promozione dellofferta di turismo rurale, nonch di produzione degli strumenti di comunicazione.

Organismi di gestione dei servizi turistici sviluppo e/o commercializzazione di servizi turistici inerenti al turismo in area rurale

500.000,00

1,00

500.000,00 non determinabile esattamente il numero di interventi

La nuova regolamentazione del Turismo Rurale nel DDL Proposto dalla Giunta Regionale
Per completare largomentazione sul turismo rurale si danno alcuni accenni sulla nuova regolamentazione del turismo nel nuo vo disegno di legge della Regione Sarda, e al termine le modifiche che riguardano pi da vicino la materia della ricettivit rurale. Il ddl complessivo Il disegno di legge presentato in Giunta il 17 Giugno scorso di cui non si conosce ancora liter di approvazione ha unimpianto normativo asseconda pienamente la volont politica di favorire: y y y y y le nuove iniziative di sviluppo locale; di creare le basi per arrivare ad una destagionalizzazione dellattivit ; ricettiva stimolando al contempo diverse op portunit di sviluppo turistico; di agevolare la riqualificazione delle strutture; di consentire anche ai privati di gestire in form a non imprenditoriale attivit di ospitalit inserendoli nel circuito della locazione turistica con il duplice scopo di completare, da un lato la ricettivit turistica sarda e dallaltro di creare opportunit di reddito per chi gestisce le seconde case a fini turistici.

Lobiettivo anche quello di fornire un servizio turistico di livello elevato ed omogeneo cercando di ridurre al minimo disparit di qualit tra le offerte di mercato sia che vengano proposte in forma imprenditoriale sia che vengano svolte in maniera occasionale nonch di rivitalizzare il tessuto economico e sociale con la creazione, per lappunto, di nuove attivit occupazionali Nel corpo del ddl si evince chiaramente lintento di far emergere quanto pi possibile la trasparenza nellambito dellofferta turistica cercando di eliminare realt che sfuggono al controllo della qualit dei servizi proposti. Per concludere il disegno di legge cerca di cogliere differenti obiettivi tra i quali: y Sviluppare e stimolare nuove iniziative imp renditoriali migliorando la qualit dellofferta turistica consentendo la possibilit di adottare denominazioni aggiuntive per le aziende ricettive alberghiere; Riconoscere casi di promiscuit: negli alberghi consentendo la presenza anche di unit abitative dotate di cucina o angolo cottura entro il 35 per cento, in termini di posti letto, di quella complessiva dellazienda;

negli alberghi residenziali consentendo la presenza di unit abitative prive di cucina o angolo cottura, entro il 35 per cento, in termini di posti letto, di quella complessiva dellazienda ; nei campeggi consentendo la presenza di tende, caravan, autocaravan o altri simili mezzi mobili di pernottamento o altri manufatti in muratura e non, installati a cura del gestore, quali mezzi sussidiari di pernottamento, sempre entro nel limite di posti letto, non superiore al 40 per cento di quella complessiva dellazienda; nei villaggi turistici consentendo la presenza di piazzole utilizzabili da turisti forniti di mezzi propri di pernottamento tipici dei campeggi nei limiti di una capacit ricettiva, in termini di posti letto, non superiore al 40 per cento di quella complessiva dellazienda,per dare concreta riposta alle specifiche richieste;

Il ddl ed il Turismo Rurale Nel ddl approvato dalla Giunta ci sono le seguenti modifiche rispetto alle leggi del 1984 e del 1998:

Viene normato albergo di campagna o country house, per denominare gli alberghi che intendano esaltare il patrimonio paesaggistico rurale con la riconversione di fabbricati rurali;

Nascono i Sistemi integrati di ospitalit che comprendono: le strutture ricettive alberghiere, gli affittacamere, i bed & breakfast, le case e gli appartamenti per vacanze, gli agriturismi e le attivit di turismo rurale localizzate in paesi, borghi, nuclei storici ovvero in edifici isolati, qualora siano in grado di offrire, anche attraverso forme consortili, una capacit ricettiva complessiva non inferiore a sessanta posti letto, possono proporsi al pubblico utilizzando la denominazione aggiuntiva di ospitalit diffusa.

Il ddl ha regolamentato anche il turismo rurale per il quale sono stati eliminati i limiti minimi e massimi della capacit ricettiva dellattivit svolta in forma imprenditoriale in fabbricati rurali esistenti. E stato previsto che la capacit sia proporzionata alla cubatura originaria dellimmobile nel rispetto, comunque, dei requisiti necessari per la classificazione. Lattivit ricomprende la ricezione e la ristorazione con gestione di eventuali servizi annessi, finalizzato alla fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale extraurbano. Lintento quello di conservare e tutelare lambiente, di recuperare e valorizzare il patrimonio rurale naturale sia in termini edilizi che in termini culturali.

Agriturismo
Qui di seguito viene introdotta la materia riguardante lAgriturismo. Per favorire la migliore comprensione del fenomeno che legato totalmente al settore agricolo abbiamo preferito procedere per passi successivi, introducendo per primo la figura dellimprenditore agricolo e le procedure ed i requisiti per diventarlo. Una volta proceduto allatto essenziale, senza il quale non possibile avviare lattivit agrituristica, passeremo allesame della legge per lagriturismo, ai suoi aggiornamenti e alle conseguenti possibilit di finanziamento. Una nota preliminare dov erosa, come stato gi verificato, la scelta Agrituristica, consente, a patto di seguire le regole presenti in agricoltura di godere un profilo fiscale e agevolativo nettamente pi favorevole rispetto al turismo rurale puro. Sia nella legge di riferim ento che nelle diverse leggi a corollario, comprese come quelle del Gal SGT, sia nei rapporti con le istituzioni il rapporto pi agevole almeno allinizio. E per attentamente da valutare se lattivit agricola comporti un ruolo troppo preponderante per i proponenti. Per questo motivo suggeriamo anche una serie di visite negli agriturismi che hanno fatto della attivit di fatto quella turistica come principale.

Passo n. 1 riconoscimento di imprenditore agricolo


Riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale Dove rivolgersi: Le domande devono essere presentate alla Provincia competente per territorio Destinatari: Imprenditori agricoli in forma singola o associata Requisiti: a) essere in possesso di conoscenze e competenze professionali adeguate; b) dedicare alle attivit agricole, direttamente o in qualit di socio di societ, almeno il 50% (25% nelle zone svantaggiate e montane) del proprio tempo di lavoro complessivo; c) ricavare dalle attivit agricole almeno il 50% (25% nelle zone svantaggiate e montane) del proprio reddito globale da lavoro .

Con riferimento al requisito della professionalit (lettera a),


si richiede la presenza di almeno una delle seguenti condizioni: possesso di uno dei seguenti titoli di studio: diploma di laurea in scienze agrarie o in scienze forestali o in medicina veterinaria o in scienza delle produzioni animali o in scienze delle

tecnologie alimentari, oppure di diploma universitario per le medesi me aree professionali, oppure di diploma distituto tecnico agrario o distituto professionale a indirizzo agrario; esercizio di attivit agricola come titolare, contitolare, amministratore, coadiuvante familiare o lavoratore agricolo per almeno un tri ennio in data antecedente alla presentazione della domanda di riconoscimento della qualifica; possesso di attestato di frequenza con profitto a corsi di formazione professionale in agricoltura, della durata di almeno di 150 ore, organizzati in attuazio ne di normative comunitarie statali o regionali.

Per valutare il requisito indicato alla lettera b)


l'Assessorato dell'Agricoltura ha elaborato, sulla base delle esperienze e degli studi dei tecnici regionali, la tabella regionale del fabbisogno dimpiego di manodopera (allegato 2 del decreto n. 1102/2008). Nella tabella sono indicate le ore di lavoro necessarie per coltura, allevamenti e attivit connesse alle precedenti, richieste dal piano colturale dell'azienda in cui il richiedente svolge attivit agricola. Il requisito deve intendersi posseduto se il fabbisogno di manodopera necessario non inferiore al 50% (ridotto al 25% per limprenditore che opera in zona svantaggiata dovrebbe essere il caso nostro essendo San Vito in zona Gal ) del monte ore annuo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro in vigore per i lavoratori agricoli a tempo pieno (39 ore settimanali per 48 settimane pari a 1872 ore annue, arrotondate a 1900).

Per quanto riguarda il requisito indicato alla lettera c)


per calcolare il reddito prodotto dallattivit agricola si considera limponibile assoggettato allimposta regionale sulle attivit produttive (Irap) al lordo dei contributi pubblici eventualmente erogati (comunitari, statali e regionali) aumentato da quelle voci di reddito che pur non assoggettate a Irap sono riconducibili ad attivit previste dallart. 2135 del codice civile e dai redditi derivanti dalla qualit di socio di societ agricole. Il verificarsi di specifiche condizioni, ad esempio, in genti investimenti aziendali, perdita di raccolto per eventi naturali, nuovi impianti di colture frutticole e forestali per le quali la vendita del prodotto avviene alcuni anni dopo lavvio della coltura, pu fornire un dato Irap non veritiero . Pertanto, su richiesta motivata dellinteressato, e a seguito di opportune verifiche, le province dovranno tener conto di tali specifici elementi discostandosi dallapplicazione della regola generale . I soggetti esclusi dallapplicazione dellIrap saranno, invece, assoggettati al calcolo del reddito attraverso la metodologia dei redditi lordi standard, secondo le tabelle predisposte dallIstituto nazionale di economia agraria. Descrizione del procedimento: La proceduta di riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP), grazie alla quale l'imprenditore pu ottenere dei benefici fiscali e creditizi, stata attribuita alle province dalla legge regionale n.9 del 2006. Gli imprenditori che richiedono la qualifica di IAP ma che non sono in possesso di uno o pi requisiti al momento della presentazione della richiesta, accedono

ugualmente al riconoscimento ma entro 2 anni devono risultare in possesso di tutti i requisiti richiesti. Il termine di 2 anni pu essere prorogato di altri 2 dalla Provincia competente per territorio in funzione di particolari condizioni, quali ad esempio la tipologia delle colture dell'azienda agricola o il verificarsi di eventi particolari documentabili (investimenti pluriennali di grande entit, avversit atmosferiche, calamit in genere). Se alla scadenza dei 2 anni o dei 4 anni per l'eventuale proroga, le condizioni oggetto di impegno non sono state rispettate, l'imprenditore decadr dalla qualifica con effetto dalla data di riconoscimento. Gli imprenditori agricoli, inoltre, dovranno impegnarsi a mantenere per almeno 5 anni le condizioni dichiarate per il riconoscimento con l'obbligo di segnalare alla Provincia che ha operato il riconoscimento tutte le modifiche successive.

La legge Regionale per lAgriturismo


Qui sotto riportiamo gli articoli testo originale della legge regionale e successivamente anche le modifiche contenute nel nuovo provvedimento di modifica approvato nel Gennaio scorso Legge 1/2010

Legge Regionale N. 18 DEL 23/06/1998 Normativa sull'agriturismo Regione Sardegna


ARTICOLO 1 Finalit

1. La Regione Autonoma della Sardegna, in attuazione della Legge 5 dicembre 1985, n. 730, disciplina e promuove l'agriturismo, integrandolo con l'offerta turistica regionale, al fine di salvaguardare e valorizzare il patrimonio socio-economico, culturale e ambientale del proprio territorio e di promuovere lo sviluppo rurale. ARTICOLO 2 Definizione di attivit agrituristiche

1. Per attivit agrituristiche si intendono esclusivamente le attivit di ricezione ed ospitalit esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 3, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione e complementarit rispetto alle attivit di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali.

2. Rientrano tra tali attivit:

a) ospitare in locali situati nell'ambito dei fondi facenti parte dell'azienda agricola, e nei locali di abitazione dell'imprenditore anche se ubicati in un centro abitato, nonch l'ospitalit in azienda, in spazi aperti attrezzati per l'agricampeggio; b) somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri, ivi compresi quelli a carattere alcolico e superalcolico. Il requisito di cui sopra si intende soddisfatto anche attraverso l'integrazione parziale di prodotti provenienti da altre aziende agricole sarde collegate per l'esercizio delle attivit agrituristiche. Sono considerati di propria produzione le bevande e i cibi prodotti e lavorati nell'azienda agricola, nonch quelli ricavati da materie prime dell'azienda agricola anche attraverso lavorazioni esterne;

c) vendere direttamente i prodotti di cui alla precedente lettera b); d) organizzare attivit ricreative e culturali nell'ambito dell'azienda. 3. Lo svolgimento di attivit agrituristiche, nel rispetto delle norme di cui alla presente legge, non costituisce distrazione della destinazione agricola dei fondi e degli edifici interessati. ARTICOLO 3 Soggetti legittimati all'esercizio dell'agriturismo 1. L'esercizio dell'agriturismo riservato agli imprenditori agricoli singoli o associati di cui all'articolo 2135 del codice civile e ai familiari di cui all'articolo 230 bis del codice civile, regolarmente iscritti nei relativi ruoli previdenziali ai sensi della Legge 2 agosto 1990, n. 233. ARTICOLO 4 Denominazione delle attivit agrituristiche 1. I termini "agriturismo" e "agrituristico" sono riservati esclusivamente alle attivit agrituristiche svolte ai sensi della presente legge. ARTICOLO 5 Connessione e complementarit tra l'attivit agricola e quella agrituristica 1. Il rapporto di connessione e complementarit tra l'attivit agricola e quella agrituristica si realizza allorch l'azienda agricola, in relazione alle sue dotazioni strutturali, alla natura e alla variet delle coltivazioni e degli allevamenti praticati, agli spazi abitativi disponibili e al numero degli addetti impiegati nelle diverse attivit agricole, sia idonea a svolgere l'attivit agrituristica nel rispetto delle disposizioni della presente legge. 2. Il requisito di principalit delle attivit di coltivazione, allevamento e silvicoltura rispetto all'attivit agrituristica si intende garantito quando il tempo -lavoro impiegato nell'attivit agricola sia superiore a quello impiegato nell'attivit agrituristica. 3. La sussistenza delle condizioni di cui ai commi 1 e 2 va dimostrata dall'interessato mediante una specifica relazione sull'attivit agrituristica prevista per il triennio successivo in rapporto all'attivit agricola principale e con la presentazione annuale di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet attestante l'esistenza delle condizioni stesse. ARTICOLO 6 Limiti per l'esercizio dell'agriturismo 1. Per le aziende aventi su perficie minore o uguale a 10 ettari il limite massimo per l'ospitalit presso l'abitazione dell'imprenditore agricolo e in altri fabbricati situati nell'azienda agricola di 6 camere e 10 posti letto. Per lo stesso tipo di azienda il limite massimo per l'ospitalit di 5 piazzole e 15 campeggiatori . 2. Per le aziende di dimensioni superiori stabilito un incremento di un posto letto e di un campeggiatore per ogni ettaro oltre i 10, con il limite massimo di 12 camere e 20 posti letto e di 10 piazzole e 3 0 campeggiatori. 3. In aggiunta agli ospiti di cui ai commi 1 e 2, possono essere ospitate persone singole, comitive o gruppi organizzati per il solo consumo dei pasti, e comunque in numero non superiore a 80 coperti per pasto. ARTICOLO 7 Norme igienico-sanitarie 1. I locali adibiti ad uso agrituristico devono avere i requisiti strutturali ed igienico-sanitari previsti dal Regolamento edilizio comunale per i locali di civile abitazione. Nella valutazione di tali requisiti per gli edifici gi esistenti, compresi quelli da ristrutturare o adeguare, sono ammesse deroghe ai limiti di altezza e agli indici di illuminazione e di aerazione previsti dalle normative vigenti.

Le deroghe devono essere motivate e concesse dai Comuni nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e architettoniche degli edifici esistenti e delle caratteristiche ambientali delle zone interessate.

2. Gli alloggi agrituristici devono essere dotati di idonei servizi igienico-sanitari in ragione di almeno uno ogni quattro persone o frazioni di quattro, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare o conviventi. 3. Per i campeggiatori che utilizzano gli spazi aperti, in assenza di servizi igienici adeguati nelle piazzole di sosta, l'autorizzazione per il campeggio concessa a condizione che il campeggiatore possa usufruire dei servizi dell'abitazione. In tal caso deve essere comunque garantito che il rapporto tra persone e servizi igienico-sanitari sia quello indicato nel comma 2. All'interno della struttura edilizia aziendale, inoltre, deve essere previsto un ambiente attrezzato di lavello per stoviglie e lavatoio per panni.

4. Negli spazi aperti la superficie da destinare a tenda o altro mezzo autonomo di soggiorno deve essere non inferiore a 40 mq. La sistemazione di tale superficie deve essere a prova di acqua e di polvere, realizzabile anche con inerbimento del terreno.

5. I locali per l'agriturismo devono essere dotati di acqua corrente potabile.

6. Per le norme igieniche riguardanti la preparazione e la somministrazione di spuntini, pasti e bevande, la normativa di riferimento quella contenuta nella Legge 30 aprile 1962, n. 283 e nel DPR n. 327 del 1980. In ogni caso stabilito il principio che le attivit di cui alla lettera b), comma 2, dell'articolo 2 della presente legge, non sono parificabili alla ristorazione o alla manipolazione, preparazione e somministrazione di alimenti a scopo commerciale.

7. La macellazione ad uso familiare e per la somministrazione dei pasti agrituristici consentita, in deroga alle vigenti norme, previa autorizzazione e controllo delle autorit competenti, in locali aziendali polifunzionali, entro i limiti mensili indicati in una direttiva emanata dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale, di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene e sanit e dell'assistenza sociale e comunque nel rispetto dei seguenti limiti massimi mensili:a) volatili:150 capi;b) conigli:75 capi;c) UGB - capi bovini equivalenti:3 capi.

8. La produzione e la vendita delle sostanze alimentari e delle bevande sono soggette alle disposizioni di cui alla Legge n. 283 del 1962, e successive modifiche e integrazioni. ARTICOLO 8 Autorizzazione per l'esercizio dell'agriturismo

1. I soggetti di cui all'articolo 3, che intendono esercitare attivit agrituristiche, devono presentare, al Sindaco del comune nel cui territorio ubicata l'azienda, domanda di autorizzazione corredata: a) da una dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet, relativa al possesso dei requisiti di cui all'articolo 3;

b) dalla relazione prevista dal comma 3 dell'articolo 5, nella quale devono essere altres indicate le tariffe che saranno praticate;

c) dalla copia del libretto di idoneit sanitaria, rilasciato dalla azienda USL al personale addetto alla preparazione ed alla somministrazione di pasti, alimenti e bevande;

d) dal parere della azienda USL relativo ai locali da adibire all'attivit agrituristica;e) dalla copia della concessione o autorizzazione edilizia, ove richiesta.

2. Il Sindaco, in applicazione dell'articolo 6 88 del codice di procedura penale e dell'articolo 10 della Legge 4 gennaio 1968, n. 15, accerta il possesso da parte del richiedente dei requisiti di cui all'articolo 5 della Legge 9 febbraio 1963, n. 59, e agli articoli 11 e 92 del T.U. approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.

3. Il Sindaco accerta il possesso dei requisiti previsti dagli articoli 3, 5 e 6 avvalendosi degli uffici periferici dell'Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica in agricoltura (ERSAT).

4. Il Sindaco decide sulla domanda di autorizzazione entro sessanta giorni dalla data della sua presentazione; scaduto tale termine l'autorizzazione si intende concessa.

5. Il provvedimento che accoglie o respinge la domanda comunicato all'interessato entro dieci giorni dall'adozione.

6. Il Sindaco, entro trenta giorni dalla data d'accoglimento della domanda, rilascia - in duplice copia autentica - il certificato di "operatore agrituristico", nel quale devono essere indicati l'oggetto delle attivit praticabili e le modalit e i limiti d el loro esercizio.

7. L'operatore agrituristico interessato, una volta in possesso dei due certificati rilasciati dal Sindaco, ne invier uno all'Assessorato regionale della agricoltura e riforma agropastorale unitamente alla domanda di iscrizione all'ele nco regionale degli operatori agrituristici della Sardegna, di cui all'articolo 9.

8. L'autorizzazione sostitutiva di ogni altro provvedimento amministrativo.

ARTICOLO 9 Elenco regionale degli operatori agrituristici della Sardegna 1. E' istituito l'elenco regionale degli operatori agrituristici della Sardegna, al quale devono obbligatoriamente essere iscritti, prima dell'inizio delle attivit, i soggetti gi in possesso dell'autorizzazione comunale. 2. L'iscrizione all'elenco richiesta dall'interessato secondo le modalit previste dal comma 7 dell'articolo 8. 3. La tenuta dell'elenco demandata all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale che cura l'istruttoria delle domande pervenute e provvede all'iscrizione nell'elenco ed al rilascio del relativo attestato di iscrizione. 4. L'elenco regionale degli operatori agrituristici della Sardegna pubblico ed lo

strumento attraverso il quale l'Assessorato dell'agricoltura e riforma agropastorale esercita le funzioni di gestione e controllo dell'agriturismo regionale. Copia dell'elenco trasmessa all'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio. ARTICOLO 10 Obblighi dell'operatore agrituristico 1. Il soggetto autorizzato all'esercizio dell'attivit agrituristica ha l'obbligo di: a) iniziare l'attivit entro il termine massimo di un anno dalla data stabilita nell'autorizzazione comunale; b) esporre al pubblico il certificato di cui al comma 6 dell'articolo 8, rilasciato dal Sindaco, l'attestato di iscrizione all'elenco regionale, di cui al comma 3 dell'articolo 9 e le tariffe praticate; c) esercitare le attivit consentite, nei limiti e nei modi indicati nell'autorizzazione comunale; d) tenere un registro con le generalit delle persone alloggiate e comunicare l'arrivo e la partenza degli ospiti alla locale autorit di Pubblica Sicurezza; e) comunicare - entro il 15 gennaio di ogni anno - al Comune e all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale quali tariffe saranno applicate nell'anno in corso; f) rispettare le tariffe comunicate al Comune e alla Regione; g) esporre al pubblico l'elenco dei prodotti utilizzati con l'indicazione della provenienza. ARTICOLO 11 Sospensione e revoca dell'autorizzazione 1. Il Sindaco, qualora accerti che l'operatore agrituristico sia venuto meno ad uno o pi obblighi di cui all'articolo 10, pu sospendere, con provvedimento motivato, l'autorizzazione all'esercizio delle attivit agrituristiche per un periodo variabile tra due e trenta giorni. 2. L'autorizzazione revocata dal Sindaco, con provvedimento motivato, quando sia stato accertato dal Comune stesso che l'operatore: a) non abbia intrapreso l'attivit entro un anno dalla data di notifica dell'autorizzazione, ovvero abbia sospeso l'attivit da almeno un anno, sempre che l'interessato non abbia comunicato al Comune, entro i primi quindici giorni, il ritardo o la sospensione, indicando motivi obiettivamente verificabili; b) abbia perso i requisiti soggettivi di cui all'articolo 3 o non rispetti il criterio di principalit delle attivit di coltivazione, allevamento e silvicoltura rispetto all'attivit agrituristica di cui all'articolo 5; c) abbia subto nel corso dell'anno tre provvedimenti di sospensione. 3. La contestazione dei motivi di revoca deve essere comunicata per iscritto all'interessato, il quale ha trenta giorni di tempo per rispondere e controdedurre. Il Comune delibera in via definitiva sulla revoca entro i successivi trenta giorni. 4. Del provvedimento di revoca va data dal Sindaco immediata comunicazione all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale il quale dispone la cancellazione dell'interessato dall'elenco regionale degli operatori agrituristici. ARTICOLO 13 Incentivi per l'attivit agrituristica 1. A favore degli imprenditori agri coli - singoli o associati - che intendono praticare l'attivit agrituristica e sono in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3, pu essere concesso un contributo per i seguenti scopi:

a) restauro, adeguamento, ristrutturazione, ampliamento e nuova costruzione dei locali da destinare all'attivit agrituristica; b) realizzazione delle opere relative: 1) alle strade poderali di accesso, all'approvvigionamento idrico e all'eventuale impianto di potabilizzazione delle acque; 2) all'adduzione e distribuzio ne dell'energia elettrica per usi domestici; 3) al trattamento e allo smaltimento delle acque luride; 4) ai locali polifunzionali per la macellazione e lavorazione delle carni; 5) ai collegamenti telefonici; c) allestimento di piazzole attrezzate per l'agr icampeggio e relativi servizi; d) realizzazione di strutture per le attivit ricreative, ivi compresi i recinti e le

scuderie per le attivit di turismo equestre; e) arredamento delle stanze da letto, delle cucine e dei posti di ristoro; f) restauro e ristrutturazione di strutture tipiche del paesaggio agricolo tradizionale sardo, tra le quali: muretti a secco di recinzione, chiudende con siepi di essenze autoctone, piantagioni domestiche, filari alberati; g) sistemazione di cartelli e indicazioni stradali; h) locali e attrezzature per la lavorazione, manipolazione e conservazione dei prodotti aziendali; i) realizzazione e allestimento di locali adibiti a esposizioni etnografiche permanenti; l) laboratori e attrezzature destinate a lavorazioni tradizionali riguardanti la cultura della famiglia rurale .

2. Il contributo indicato nel comma 1 concesso nella misura del 45 per cento degli investimenti in beni immobili e del 30 per cento per gli altri tipi di investimenti a favore degli imprenditori le cui aziende siano situate in aree definite svantaggiate ai sensi del regolamento CE 950/97 del 20 maggio 1997. Il contributo indicato nel comma 1 concesso nella misura del 35 per cento degli investimenti in beni immobili e del 20 per cento per gli altri investimenti a favore degli imprenditori le cui aziende non siano situate in aree definite svantaggiate ai sensi del citato regolamento CE 950/97.

3. Il contributo pu essere concesso: a) sotto forma di contributo in conto capitale; b) sotto forma di mutui a tasso agevolato; c) sotto forma di una combinazione delle tipologie previste dalle lettere a) e b).

4. I mutui sono concessi per una durata massima di dodici anni, al tasso applicato ai mutui di miglioramento fondiario, disciplinati dalla legislazione vigente in materia di credito agrario.

5. Le provvidenze di cui al presente articolo sono concesse entro un massimale di 300 milioni di lire di spesa ammessa per singola azienda. 6. Gli incentivi previsti dalla presente legge sono concessi ai sensi della normativa in materia di opere di miglioramento fondiario e non sono cumulabili con altri contributi regionali, statali e comunitari afferenti le stesse opere. ARTICOLO 14 Vincolo di destinazione e restituzione dei contributi

1. I locali, gli impianti e le attrezzature realizzati con il concorso finanziario regionale ai sensi dell'articolo 13 non possono essere distolti dall'utilizzazione agrituristica prima di dodici anni dalla erogazione dell'ultima rata di contributo. 2. La violazione della norma di cui al comma 1 comporta la revoca del provvedimento di concessione dei contributi regionali e la conseguente restituzione delle somme percepite. 3. L'eventuale provvedimento di revoca dell'autorizzazione comunale all'esercizio dell'attivit agrituristica comporta ugualmente l'obbligo della restituzione delle provvidenze percepite ai sensi della presente legge, qualora sia disposto prima che siano trascorsi dodici anni dalla loro erogazione.

ARTICOLO 16 Classificazione delle aziende agrituristiche 1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale provvede a classificare le aziende agrituristiche sulla base di direttive approvate dalla Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura e delle associazioni agrituristiche maggiormente rappresentative.

Legge Regionale 19 gennaio 2010, n.1

Qui di seguito Vengono riportati gli articoli principali della legge che modifica alcuni punti della precedente legge sullAgriturismo , modifiche in particolare contenute nellarticolo 3. La legge contiene anche indicazioni sui prodotti tipici regionali, il cui consumo viene incentivato. Norme per la promozione della qualit dei prodotti della Sardegna, della concorrenza e della tutela ambientale e modifiche alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 18 (Nuove norme per lesercizio dellagriturismo e del turismo rurale). Art. 1 Finalit 1. La Regione, ai sensi della presente legge, promuove: a) il consumo dei prodotti agroalimentari di qualit, locali e a filiera corta nellambito della ristorazione collettiva, dellattivit agrituristica e del turismo rurale, in unottica di riduzione degli impatti ambientali; b) lincremento dellofferta di prodotti agricoli e agroalimentari di origine regionale da parte della distribuzione e degli esercenti attivit di ristorazione nellambito del territorio regionale; c) linformazione ai consumatori sullorigine e le specificit dei prodotti agricoli e agroalimentari regionali; d) la tutela del consumatore attraverso la promozione della libert dellofferta; e) lincremento della vendita diretta dei prodotti agricoli e agroalimentari regionali da parte degli imprenditori agricoli; f) il consumo di alimenti privi di organismi geneticamente modificati (OGM) Art. 3 Modifiche alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 18 (Nuove norme per lesercizio dellagriturismo e del turismo rurale) 1. La lettera b) del comma 2 dellarticolo 2 cos sostituita: b) somministrare pasti e bevande costituiti da prodotti di propria produzione o provenienti da fornitori iscritti allelenco regionale, compresi i prodotti a carattere alcolico e superalcolico. Sono considerati di propria produzione le bevande e i cibi prodotti e lavorati nellazienda agricola, nonch quelli ricavati da materie prime dellazienda agricola anche attraverso lavorazioni esterne. 2. Le lettere c) e d) del comma 2 dellarticolo 2 sono cos sostituite: c) organizzare degustazioni e vendere direttamente i prodotti di cui alla lettera b); d) organizzare attivit ricreative, culturali, sociali, didattiche, di pratica sportiva,

escursionistiche e di ippoturismo, anche in convenzione con enti pubblici, finalizzate alla valorizzazione del territ orio, delle attivit e del patrimonio rurale . 3. Allarticolo 6, comma 3, le parole 80 coperti per pasto sono sostituite con le seguenti: 1800 coperti mensili esclusi i pasti forniti attraverso le fattorie didattiche iscritte allalbo regionale delle fattorie didattiche della Sardegna. 4. Allarticolo 10, comma 1, dopo la lettera g) inserita la seguente lettera: g bis) approvvigionarsi, per la quota parte non prodotta direttamente in azienda, esclusivamente dai fornitori iscritti allElenco reg ionale dei fornitori delle aziende agrituristiche.. 5. Dopo larticolo 10 inserito il seguente: Art. 10 bis (Istituzione dellElenco regionale dei fornitori delle aziende agrituristiche) 1. Al fine di completare lofferta dei prodotti non disponibil i nellazienda agrituristica, istituito lElenco regionale dei fornitori delle aziende agrituristiche, costituito dai produttori e dai trasformatori operanti nel territorio regionale che manifestano linteresse a fornire tali prodotti. La Giunta regional e, sentito il parere della competente Commissione consiliare, da esprimersi entro 15 giorni dalla data di presentazione, definisce, con successiva delibera, le modalit di istituzione e tenuta del suddetto elenco.. 6. Larticolo 12 cos sostituito: Art. 12 (Vigilanza, controllo e sanzioni amministrative pecuniarie) 1. La vigilanza e il controllo sullapplicazione delle disposizioni della presente legge sono esercitati dagli organi di polizia municipale, dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale d ella Regione e dai servizi di igiene delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, oltre che dagli altri soggetti indicati dalle norme vigenti. 2. Chiunque trasgredisce le disposizioni di cui allarticolo 4, utilizzando illegittimamente i termini agriturismo o agrituristico o similari, soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria variante da euro 1.500 a euro 4.000. 3. Chiunque intraprende o svolge in forma continuativa od occasionale le attivit agrituristiche essendo sprovvisto dellapposito titolo autorizzatorio di cui allarticolo 1, commi dal 16 al 32 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 e senza essere iscritto allelenco regionale di cui allarticolo 9, soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria variante da euro 2.500 a euro 10.000. Il sindaco, con propria ordinanza, dispone la chiusura dellesercizio illegalmente aperto, e lattivit non pu essere autorizzata per un periodo di sei mesi dal provvedimento di chiusura. 4. Il titolare di impresa agrituristica, che utilizza i locali e gli spazi destinati allalloggio o alla ristorazione degli ospiti per un numero superiore a quello autorizzato, soggetto - oltre che ai provvedimenti di sospensione previsti dal comma 1 dellarticolo 11 - anche al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria variante da euro 300 a euro 3.000. 5. Il titolare di impresa agrituristica soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria variante da euro 200 a euro 2.000, nei seguenti casi: a) attribuzione al proprio esercizio, con scritti, stampati ovvero pubblicazione con qualsiasi altro mezzo, di attrezzature qualitativamente o quantitativamente superiori a quelle esistenti; b) mancata esposizione al pubblico del titolo autorizzatorio, dellattestato di iscrizione allelenco regionale e delle tariffe praticate; c) violazioni dellarticolo 2, comma 2, lettera b).. 7. Dopo larticolo 12 inserito: Art. 12 bis (Controlli sullattivit agrituristica) 1. LAssessorato regionale dellagricoltura e riforma agro-pastorale elabora annualmente un piano di controlli a campione per la verifica del rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge. 2. Nel primo triennio di applicazione della presente legge il controllo effettuato sul 100 per cento delle aziende iscritte allelenco regionale degli operatori agrituristici della Sardegna; a regime previsto un controllo del 5 per cento annuo su scala provinciale delle aziende iscritte

allelenco suddetto. 3. I controlli sono eseguiti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione che provvede allirrogazione delle sanzioni di cui allarticolo 12 per le violazioni accertate nellattuazione del piano. 4. LAmministrazione regionale destina gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie al conseguimento delle finalit di cui alla presente legge.. Art. 4 Interventi di educazione alimentare 1. LAssessorato regionale dellagricoltura e riforma agro -pastorale promuove, attraverso lagenzia regionale competente, anche in colla borazione con le province e i comuni, eventi, scambi e gemellaggi, progetti educativi, concorsi, laboratori e percorsi di educazione alimentare diretti prevalentemente al mondo della scuola, in particolare attraverso le fattorie didattiche iscritte allAlb o regionale delle fattorie didattiche della Sardegna.

Opportunit, Stato dellArte e agevolazione finanziarie per lagriturismo


Una volta illustrato il profilo normativo dellAgriturismo e messi in evidenza soprattutto i vincoli del settore ed il suo inquadramento normativo e fiscale, esaminiamo lattuale stato dellArte del settore e le opportunit di sviluppo e finanziamento del modello .

Iniziative
Turismo ed eco-energia saranno le chiavi di sviluppo dell'economia sarda. "In dieci anni la Sardegna passer dagli attuali 750 agriturismo a 2.000, tutti messi in rete e con attivit multifunzionali. I nostri nuovi imprenditori agricoli non si limiteranno cio a vendere formaggi, ma offriranno agli ospiti servizi a tutto tondo. Un sistema a impatto zero dal punto di vista ambientale grazie alle serre fotovoltaiche gi definite nelle Linee Guida regionali". E' quanto annunciato dall'assessore all'Agricoltura della Regione Sardegna Andrea Prato a margine della presentazione del suo libro 'Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato'. "Il mio sogno - ha detto Prato - una filiera agricola in grado di produrre 500 Megawatt, una multifunzionalit che guarda all'innovazione nel rispetto dell'ambiente. Perch - a giudizio dell'assessore sardo - un'agricoltura moderna una opportunit che necessita oggi di professionalit qualificate, svecchiamento, e innovazioni anche per gestire la crisi in maniera nuova. ".

Nascita di un Associazione di Agriturismo nella zona di Alghero


ALGHERO Un percorso di un anno e mezzo con il Comune di Alghero, la Laore e lAssessorato regionale allAgricoltura per arrivare al risultato costituire un'associazione che unisce 35 agriturismi tra Alghero, Olmedo, Villanova Monteleone e Putifigari. Lunione delle aziende agrituristiche il frutto di un nuovo modello multifunzionale di sviluppo che mira allintegrazione dei diversi settori, in questo caso turistico e agricolo.

La sintesi spiegata da Prato durante il suo intervento che evidenzia limportanza di procedere attraverso nuovi strumenti alla grave crisi che attraversa il comparto. Lassessore punta all esempio della Toscana , in particolare, dove esistono oltre 4mila agriturismi che rappresentano anche una realt turistica significativa per l'intera regione. Per avviare questo processo determinante creare delle associazioni, per orientare una promozione mirata e presentarsi uniti con le proprie istanze alle istituzioni dichiara Domenico Manca, titolare dellazienda dOlio San Giuliano e nominato presidente degli agriturismi del territorio. La sfida dovr giocarsi anche e soprattutto sui prodotti ha rimarcato Usai - e in questo la Laore ha un mandato preciso, ossia quello di far immettere nel mercato regionale solo articoli sardi. Abbiamo 750 agriturismi abbandonati a se stessi conclude Prato - un po per colpa della politica, un po per mancanza di senso imprenditoriale. Il sistema necessario per potersi vendere; per questo costruiamo attorno al modello Alghero un motore per leconomia del territorio.

Agevolazioni per la nascita di nuovi agriturismi


SASSARI - La Regione utilizzera' dieci milioni di euro del Programma di sviluppo rurale (2007-2013) per creare nuovi modelli di aziende agrituristiche che sfruttino al meglio le potenzialita' del territorio , consentendo di attrarre sempre piu' turisti. L'ha reso noto l'assessore regionale all'Agricoltura Andrea Prato, Una rivoluzione da applicare all'agricoltura, agriturismi compresi; alle risorse regionali e alle energie rinnovabili, in vista del mercato globale del futuro e degli aiuti comunitari che andranno a cessare nel 2013. Riguardo all'aziende agrituristiche, l'assessore ha annunciato tempi di controlli severi e monitoraggio costante affinch siano rispettate le norme sull'autenticit e rintracciabilit dei prodotti venduti. Il rilancio di questo settore di strategica importanza sar siglato anche da accordi in fase di studio con le societa di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia per i collegamenti con i piccoli paesi all'interno, cos da recuperare almeno 7 mila posti -letto. La vacanza in campagna la nuova frontiera del turismo in Sardegna (+18% negli ultimi due anni) e Alghero fa la parte del leone tra le realt costiere. 34 sono le aziende iscritte allalbo nella Riviera del Corallo, in forte aumento annuale (nel 2007 erano 30 ). Alla Gallura spetta il primato con 150 agriturismi, seguita dalla provincia di Sassari (134), dal Nuorese (126), Oristano (119) e dalla provincia di Cagliari (101). Il futuro per la Sardegna, dunque, si sta "speranzosamente" tingendo di verde.

Possibilit legate alle fattorie didattiche


Oltre a questi interventi della regione sarda legati al settore propriamente turistico in corso da anni anche la crescita delle azioni legate alleducazione ambientale e agricola per i giovani e non solo. Nascono cos le fattorie didattiche che sono seguite in special modo come anche per tutta lattivit agrituristica da Laore che l'agenzia per lattuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale.

Lagenzia promuove lo svilupp o integrato dei territori rurali e la compatibilit ambientale delle attivit agricole favorendo la multifunzionalit delle imprese, le specificit territoriali, le produzioni di qualit e la competitivit sui mercati.

Le Fattorie Didattiche sono:


- Aziende agricole/agrituristiche che costituiscono un circuito di elezione di operatori che si impegnano, oltre che nella attivit produttiva tradizionale, anche nellattivit didattico -informativa; - Aziende disponibili ed impegnate nelleducazione del pu bblico ed in particolare nellaccoglienza e nelleducazione di gruppi scolastici e/o di giovani accompagnati da adulti nellambito delle loro attivit scolastiche e/o extrascolastiche ; - Un luogo di incontro e di trasmissione di conoscenze, dove il legame tra citt e campagna ed il suo mantenimento, ancora riconosciuto come fondamentale per la ricostruzione di un tessuto civile e per la vita di un popolo. La didattica in fattoria si pone lobbiettivo di: - Rispondere allesigenza di curiosit e di conoscenza del bambino o del ragazzo; - Far conoscere il lavoro dellagricoltore; - Creare occasioni di contatto diretto tra settore agricolo e consumatori; - Comprendere i percorsi degli alimenti dal campo alla tavola, valorizzare la cultura e la tradizione del mondo rurale; - Sensibilizzare nei confronti della tutela ambientale, sostenere la diversificazione delle attivit agricole come fonte di reddito complementare. Questo accenno alle attivit di fattoria didattica che sono finanziate da diversi soggetti (regione, Provincie e come vedremo successivamente anche Gal) consente di avere un quadro completo dellequilibrio reddituale e multifunzionale dellagriturismo nuovo modello. Un modello sempre pi legato al turismo e sempre meno allattivit agricola principale, anche in vista della scomparsa o almeno della drastica riduzione degli incentivi previsti per il 2013-2015.

Le iniziative Gal a favore dellAgriturismo.


Come abbiamo gi visto per il turismo rurale, il Gal of fre occasioni di incentivazioni alle attivit turistiche. A differenza del caso del turismo rurale che non riceve agevola zioni dirette, ma solo incentivi per circuiti e servizi indiretti, lagriturismo riceve per le sue diverse attivit incentivi a livello aziendale. Le azioni pi interessanti per il nostro caso sono quelle riguardanti le azioni 1 e 5 della Misura 311. La prima riguarda la costituzione di nuove strutture , mentre l ultima riguarda le attivit didattiche. In ogni caso per completezza sono riportate quas i tutte le azioni attinenti ai diversi livelli allattivit agrituristica Per ogni azione previsto un finanziamento che riportato nello specchietto che si trova alla fine della descrizione di ciascuna azione.

Lattivit del Gal inizia proprio in questi giorni ed i primi bandi sono previsti gi dal mese prossimo e a fine anno.

Le azioni finanziate dal Gal SGT nel Psl Misura 311

Azione 1 Interventi per lo sviluppo dellospitalit agrituristica Descrizione Lazione intende potenziare anche qualitativamente il sistema di ospitalit agrituristica, realizzando anche nuove strutture per soddisfare la domanda generata dagli altri interventi del PSL. Il tasso di aiuto dellAzione definito nella misura del 50 % dellinvestimento, secondo quanto p revisto dal PSR modificato (versione 3) Obiettivi Sviluppare e potenziare lofferta turistica dal un punto di vista quantitativo contribuendo alla diversificazione delleconomia nelle aree rurali, e valorizzando il ruolo multifunzionale delle aziende in u na prospettiva di crescita della qualit dellofferta e di incremento della cooperazione tra aziende Azione 3 Interventi per la realizzazione di piccoli impianti aziendali per la trasformazione e per la vendita di prodotti Descrizione Sviluppo a livello territoriale di una rete di piccoli laboratori di trasformazione dei prodotti e di commercializzazione degli stessi, creando una corrispondenza tra il settore agroalimentare e quello turistico, a tuttoggi debolmente organizzati, ancorch ricchi di potenzialit. Occorre quindi potenziare la capacit delle aziende di valorizzare le proprie produzioni e di immetterle sul mercato direttamente sfruttando le opportunit offerte dal turismo, in primo luogo quello collegato al fenomeno delle micro vacanze (week end tematici ecosostenibili etc.). Il tasso di aiuto dellAzione definito nella misura del 50 % dellinvestimento, secondo quanto previsto dal PSR modificato (versione 3) Obiettivi Potenziare la capacit delle aziende agricole di trasformare e commercializzare i prodotti agricoli non inseriti nellAllegato 1 del Trattato e di realizzare una reale integrazione con il settore turistico Azione 4 Interventi per lo sviluppo di servizi di piccola ricettivit Descrizione Creazione di nuova ricettivit turistica attraverso la concessione di contributi per lo sviluppo di piccola ricettivit (B&B ed affittacamere). Il territorio del GAL, come detto, non ha a tuttoggi la capacit di rispondere adeguatamente alla domanda turistica proprio a causa della scarsa disponibilit di posti letto, In tal senso occorre incentivare la nascita di nuova ricettivit non solo in ambito rurale ma anche allinterno dei centri abitati situati in prossimit delle emergenze ambientali e culturali pi interessanti, Obiettivi Aumento delle presenze turistiche nellarea GAL, attivazione di un processo crescita delle ricadute economiche dirette ed indirette connesse ai flussi turistici grazie alla riqualificazione del patrimonio immobiliare presente nei centri abitati

Azione 5 Interventi per la realizzazione di spazi aziendali atti allo svolgimento di attivit didattiche e sociali

Descrizione Il territorio e le aziende del GAL ancora non hanno raggiunto la capacit di collegare strategicamente le opportunit di differenziazione e integrazione del reddito agricolo con altre modalit produttive. In tal senso le opportunit offerte dal turismo didattico sono molteplici. Per il tramite di questa azione si intende realizzare una ulteriore opportunit per le aziende attraverso i l potenziamento delle attivit didattiche e polifunzionali Obiettivi Realizzazione di spazi aziendali per lo svolgimento di attivit didattiche e sociali, anche con percorsi di educazione alimentare e educazione al gusto in fattori didattiche organizzate in percorsi tematici generata dagli altri interventi del PSL. Il tasso di aiuto dellAzione definito nella misura del 50 % dellinvestimento, secondo quanto previsto dal PSR modificato (versione 3) Azione 6 Realizzazione i n azienda di impianti di produzione di energia da fonti Rinnovabili Descrizione Attualmente sono disponibili diverse fonti di finanziamento per lenergia rinnovabile, comunque importante per le imprese agricole. Lentit dellimporto previsto tale da consentire comunque laccesso a questa opportunit per imprese che abbiano intenzione di costruire una filiera di qualit. Il tasso di aiuto dellAzione definito nella misura del 50 % dellinvestimento, secondo quanto previsto dal PSR modificato (versione 3) Obiettivi Contribuire alla costruzione di una filiera di qualit e del rispetto ambientale nella produzione agricola, ad esempio nella linea produzione biologica uso di prodotti locali uso di energie rinnovabili commercializzazione chilometro zero

Specchietto riepilogativo
MISURA 311 D IVERSIFICAZIONE VERSO ATTIVIT
NON AGRICOLE

Azione 1

MISURA 311 DIVERSIFICAZIONE VERSO


ATTIVIT NON AGRICOLE

AZIONI contributi ad imprese

MASSIMALE

NUMERO INTERVENTI 12,00

TOTALE 1.200.000,00

COMMENTI

Azione 1 Sviluppo dellospitalit agrituristica ivi compreso lagricampeggio. Azione 2 Riqualificazione delle strutture e del contesto paesaggistico nelle aziende agricole che offrono servizi agrituristici e/o didattici Azione 3 Realizzazione di piccoli impianti aziendali di trasformazione e/o di spazi attrezzati per la vendita di prodotti aziendali non compresi nellallegato I del Trattato Azione 4 Realizzazione di spazi aziendali attrezzati per il turismo equestre, compresi quelli per il ricovero, la cura e laddestramento dei cavalli con esclusione di quelli volti ad attivit di addestramento ai fini sportivi Azione 5 Realizzazione di spazi aziendali attrezzati per lo svolgimento di attivit didattiche e/o sociali in fattoria Azione 6 Realizzazione in azienda di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

100.000,00

contributi ad imprese

35.000,00

6,00

210.000,00

contributi ad imprese

60.000,00

7,00

420.000,00

contributi ad imprese

40.000,00

5,00

200.000,00

contributi ad imprese

50.000,00

8,00

400.000,00

contributi ad imprese

30.000,00

9,00

270.000,00

Riepilogo finale

Abbiamo esaminato in maniera estesa, ma volutamente non approfondita, i due modelli in questione, quello del turismo rurale secondo la normativa della Regione Sardegna e quello dellAgriturismo, lasciando tutti gli approfondimenti necessari a momenti successivi alla lettura del documento. Per pura curiosit prima di terminare la trattazione qui sotto riportiamo il caso di una normativa interessante e sicuramente pi adatta al nostro caso come quello della Country house in Campania, che non prevede lidea alberghiera che invece lunica offerta attualmente in Sardegna al di fuori dellagriturismo.
ARTICOLO 6 legge Campania ATTIVITA RICETTIVE IN CASE RURALI (COUNTRY HOUSE) 1. Al fine della valorizzazione turistica delle zone interne della Campania sono consentite attivit ricettive in case rurali. 2. Le strutture devono essere localizzate in fabbricati rurali o case padronali, localizzati fuori dai centri urbani, in Comuni non pi di diecimila abitanti, composte da camere con eventuale angolo cottura, situate anche in fabbricati divisi, ma facenti parte della pertinenza di terreno. 3. In alternativa alla dizione attivit ricettiva in residenza rurale pu essere usata quella di country house. 4. Gli immobili destinati a residenze rurali devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico -sanitarie previste dai regolamenti comunali. 5. Le residenze rurali devono avere i requisiti minimi e offrire i servizi minimi di cui allallegato E), che parte integrante della presente Legge.

Riepiloghiamo, ora quali sono le possibilit ed i modelli disponibili in Sardegna per liniziativa in questione, facendo notare che nel nuovo ddl non pi prevista la figura del residence e quindi almeno per il momento non viene riportata in questo primo lavoro.
Forme giuridiche- organizzative presenti in Sardegna e utilizzabili per liniziativa:

ALBERGO:
Struttura composta da una Reception, camere di diversa tipologia (singola, doppia di base, ma anche tripla, junior suite, superior, ecc.), sala ristorante per servizio di prima colazione (BB) di base, ma eventualmente anche mezza pensione (HB) o pensione completa (FB). In base ai servizi accessori (piscina, ristorante, Reception 24h, ecc.) vengono date le stelle per la classificazione, ed esistono alberghi in unico stabile o pi edifici ( dependance e albergo diffuso). E' un'attivit commerciale sottoposta a partita IVA, regime fiscale specifico, ecc. Ricordiamo qui di nuovo la presenza nella no rmativa sarda delle residenze turistiche alberghiere le aziende che forniscono alloggio ai clienti in unit abitative costituite da uno o pi locali con cucina e posto - cottura, purch posseggano i requisiti indicati nelle Tabelle A e C allegate alla pres ente legge. (rispettivamente riguardano le i punteggi minimi per le classifiche ed i Requisiti (obbligati e fungibili) delle residenze turistiche alberghiere, con i relativi punteggi.

Nelle residenze turistiche alberghiere non pu essere fornita ospitalit per periodi inferiori a sette giorni. AGRITURISMO: Ufficialmente nasce come modo creare un introito extra nel reddito agricolo. E' una camera o appartamento all'interno di un casale rurale o annesso all'interno di un'azienda agricola attiva. Per legge il ristorante dovrebbe essere aperto solo agli ospiti (che non possono essere pi di 30) e offrire cucina locale con prodotti aziendali. Il fatturato dell'attivit agrituristica non pu superare il 25% degli introiti complessivi derivanti dall'attivit agricola. E' sottoposta ad agevolazioni fiscali rispetto ad altre strutture ricettive, per questo dovrebbe avere restrizioni. E' un'attivit commerciale sottoposta a partita IVA, regime fiscale agevolato.

Laltra soluzione molto subordi nata quella delle case vacanze che vengono attualmente normate in questa maniera, ricordiamo che hanno meno obblighi, ma ricevono anche scarse agevolazioni. (C.A.V.)

Art.7 Case e appartamenti per vacanze 1. Sono case e appartamenti per le vacanze (C.A.V.) le unit abitative ubicate nello stesso comune e delle quali il gestore abbia legittimamente, a qualsiasi titolo, la disponibilit anche temporanea. Tali unit abitative, in numero non inferiore a tre, composte ciascuna da uno o pi locali, devono essere arredate e dotate di servizi igienici e cucina autonomi, gestite unitariamente in forma imprenditoriale per laffitto a turisti, senza offerta di servizi imprenditoriali per laffitto a turisti, senza offerta di servizi centralizzati o prestazioni di tipo alberghiero, nel corso di una o pi stagioni. 2. Nelle C.A.V. devono essere assicurate le seguenti prestazioni essenziali: a) fornitura di energia elettrica, acqua, gas e riscaldamento nei mesi invernali; b) manutenzione in condizioni di efficienza degli impianti t ecnologici; c) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente; d) accoglienza e recapito del cliente. 3. Nelle C.A.V. possono ulteriormente essere forniti servizi e prestazioni, quali, tra laltro: a) pulizia dei locali durante il soggiorno dei clienti; b) fornitura e cambio di biancheria; c) utilizzo di attrezzature di svago e sport. 4. La gestione di case ed appartamenti per vacanze non pu comprendere la somministrazione di cibi e bevande. 5. Le strutture in cui si esercita lattivit ricettiva individuate nel comma 1 devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalle normative vigenti per i locali di civile abitazione. 6. L'esercizio di C.A.V. secondo le modalit previste dal presente capo, non comporta modifica di destinazione d'uso ai fini urbanistici delle strutture immobiliari impiegate. 7. Nelle case ed appartamenti per vacanze non pu essere fornita ospitalit per un periodo inferiore a sette giorni consecutivi o superiore a tre mesi consecutivi. 8. Per speciali esigenze connesse a festivit o manifestazioni di interesse locale, il sindaco pu, con provvedimenti motivati, consentire deroghe al limite di cui al precedente comma 7. E/4

Normative per lapertura e lesercizio delle Cav


CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE (C.A.V.) 1. Il Sindaco concede l'autorizzazione all'esercizio dell'attivit di C.A.V. dietro presentazione, da parte dell'imprenditore, di dichiarazione sostitutiva di atto notorio indicante l'ubicazione, le caratteristiche e i posti-letto di ciascuna delle case o appartamenti di cui ha la disponibilit, nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge, nonch di planimetria catastale delle unit destinate all'alloggio. 2. L'imprenditore altres obbligato a comunicare, all'atto della presentazione della domanda di autorizzazione, le prestazioni di servizi che intende erogare. 3. Ogni variazione nel numero delle case o appartamenti utilizzati dall'imprenditore nell'esercizio della attivit autorizzata deve essere comunicata e autorizzata secondo le modalit individuate al comma 2. 4. Il segno distintivo corrispondente alla classificazione assegnata, nella forma riportata nell'allegato D alla presente legge, deve essere ben visibile sia all'esterno che all'interno della struttura ricettiva.

La nuova regolamentazione per le Case Vacanze.


Il ddl ha regolamentato ancora le cd. case e appartamenti per le vacanze (CAV) stabilendo che possono rientrare in tale tipologia le unit abitative in numero non inferiore a tre, ubicate nello stesso Comune e delle quali il gestore abbia legittimamente, a qualsiasi titolo, la disponibilit anche temporanea. La gestione dovr avvenire in maniera unitaria ed in forma imprenditoriale Prima di concludere, c da notare, che proprio per la scarsit di figure giuridiche presenti, molti agriturismi hanno trovato formule normate in altre regioni come country house ed ecoturismi. Proprio per questo alleghiamo anche due esempi concentrati nel territorio del Gal Terre Shardana nellalto oristanese, Mandra Edera Country House e Aighe Ecoturismo che possono essere molto interessanti da visitare e da utilizzare per capire come partire con la nuova azienda.