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Filologia è un campo di studio.

Il termine viene dal greco los cioè amante e Logos discorso,


amante del discorso, la persona che ama parlare. Con tempo da chiacchierone ci si è spostati a una
questione di conoscenza. Platone lo usava per una persona che amava parlare colto. Sotto
Aristotele il lologo è il letterato, colui che conosce la letteratura. Secondo un lologo Auerbach del
passato la lologia è la disciplina che si occupa del linguaggio dell’uomo e delle opere d’arte
composte in quel linguaggio.

Le prospettive di studio della lologia sono tre

-diacronica: studio della lingua nella sua evoluzione. Serve a vedere come e perché una lingua si
trasforma nel tempo.

-sincronica: lo sviluppo della lingua in un determinato periodo

-edizione dei testi: parla di tutte le lologia. Spesso abbiamo a che fare con lingue antiche. I
manoscritti potevano contenere degli errori di copia in copia. Il lologo deve ricostruire il testo
originario, il più vicino possibile all’originale

Ecdotica= ricostruire il testo. È un procedimento antichissimo nato quando una popolazione ha


preso coscienza di possedere un patrimonio culturale. Nel 3 secolo a.c. Presso gli eruditi di
Alessandria che cercavano di salvare dall’oblio i testi della poesia di Omero.

Ermeneutica= spiegare il testo e metterne il luce le sfaccettature.

La lologia è un approccio. Da un metodo che permette di approcciarsi alla realtà partendo dai fatti,
da qualcosa di tangibile. Le fonti e la attualità delle fonti. Bisogna avere un atteggiamento critico.

Romanza

Romanus = cittadino di Roma, che dipende dall’impero. El 49a.c. La cittadinanza romana viene
estesa all’appalto nord Italia. Nel 212a.c. Viene emanato l’Editto di Caracalla che estendeva la
cittadinanza ai cittadini liberi di tutto l’impero. Questo termine non poteva piu indicare l’Etna ma
diventa una nozione giuridica. Il romano è l’appartenete al governo romano. Il valore è anche
linguistico: Roma voleva di ondere la sua cultura è la sua civiltà. Quindi se inizialmente i romani si
opponevano alle civiltà circostanti, poi questi si potevano distinguere da una entità più grande: i
barbari. Il termine per indicare il territorio non poteva più essere Roma, quindi si crea un nuovo
nome per indicare i territori conquistati dai romani per analogia. In base ai nomi che già esistevano
(Bretagna, gallia, ibera) e sul toponimo che già esisteva si crea il toponimo Romania che appare nei
testi del IV secolo a.c. ma probabilmente esisteva da prima. Questo termine Romania aveva un
valore politico e linguistico perché i romani portavano la lingua. Piano piano i paesi conquistati
abbandonavano la loro lingua.

Nel 476 d.c. cade l’impero d’Occidente: nel momento in cui cade non abbiamo più un valore
politico, Romania signi cava solo “territori in cui si parla il latino, una specie di latino” quindi aveva
solo un valore linguistico. Parlare latino si diceva Romanae loqui / latinae loqui. Parlare latino non
era più corretto e si usa Romanicae parabolare = parlare quella lingua che somiglia al latino. Nel
pronunciare lo dicevano senza la i Romance, perché nella lingua parlata le vocali dopo la sillaba
accentata cadevano = sincope della post-tonica. Romancae parabolare —>parler, parlare; un
sinonimo era fabulare (raccontare) che viene preferito nella penisola iberica e da qui viene ha hablar.

Romancae diventa romanz/ romanzo.

Filologia romanza o neolatina= studio delle lingue che continuano il latino e delle rispettive
letterature. Tra il latino e le lingue romanza non c’è rottura, ma è una continuazione.

L’ambito cono logico di interesse in Italia è quello delle origini, del momento in cui le varie lingue
prendono la loro sionomia (dalla ne dell’impero romano d’Occidente no al medioevo (476 d.c. Al
1942)).

Ambito geogra co è quello dei territori in cui si parlano le lingue romanze che non combaciano
perfettamente con quelli in cui si parla latino.

Ambito testuale: si parte sempre dal testo, ha la priorità sugli altri elementi culturali. Richiede la
conoscenza delle questioni linguistiche ma anche studio testuale signi ca centralità dell’edizione.
Deve essere un testo molto simile all’originale.

Approccio comparato: stiamo parlando di letterature e culture che hanno una base comune. Forse
possiamo parlare anche ai tempi dei romani di Europa. Si pensa che ci sia un unità che va da omero
a oggi. Un testo del 769 che è una cronaca in cui Isidoro chiama i guerrieri Europeans. Questo
termine da la misura di una coscienza di identità di insieme dei territori.

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