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Politecnico di Milano V Scuola di Ingegneria Seconda prova in itinere di Geometria e Algebra Lineare - Compito A 29 Giugno 2011

1. ( 4 + 5 + 2 punti) Si consideri la conica C di equazione 7x2 12xy 2y 2 = 1. (a) Vericare che C ` una iperbole e scriverne lequazione canonica. e (b) Determinare le equazioni della trasformazione che riduce C in forma canonica. (c) Scrivere le equazioni degli assi di C. 2. (2 + 4 + 5 punti) Sia la circonferenza intersezione della sfera S : x2 + y 2 + z 2 4x = 0 con il piano x y 1 = 0. (a) Determinare centro e raggio della sfera. (b) Determinare centro e raggio di . (c) Scrivere lequazione del cono che ammette tale circonferenza come direttrice ed ha vertice in V = (1, 1, 0). 3. (3 + 4 + 4 punti) Sia f lendomorsmo di R3 denito da f (x, y, z) = (x y, x + z, y + z). (a) Scrivere la matrice che rappresenta f rispetto alla base canonica di R3 . (b) Determinare la dimensione ed una base di Im f . (c) Determinare la matrice che rappresenta f rispetto alla base B = {(0, 0, 1), (1, 0, 1), (0, 2, 1)}. Risoluzione

1. (a) Gli invarianti ortogonali della conica risultano 7 6 0 I3 = 6 2 0 = 50, 0 0 1 I2 = e I1 = 7 2 = 5. Poich` I3 = 0 la conica ` non degenere; essendo I2 < 0 ` una iperbole, e e e non equilatera per la condizione I1 = 0. La forma canonica di una conica a centro risulta x2 + y 2 + = 0, con invarianti ortogonali I3 = , I2 = e I1 = + . Uguagliando tali valori con i precedenti otteniamo = 1, mentre e sono le soluzioni dellequazione x2 5x 50 = 0, che risultano 10, 5. Otteniamo petanto due possibili equazioni 10x2 5y 2 = 1 e 5x2 + 10y 2 = 1. Ricordando che nellequazione di una iperbole equilatera il coeciente di x2 ` positivo, ne segue che la prima equazione ` quella cercata. e e (b) Consideriamo la forma quadratica formata dai termini di secondo grado della conica: = 7x2 12xy 2y 2 = XT AX, ove X = [x, y]T e A= 7 6 . 6 2 7 6 = 50, 6 2

Vogliamo determinare una matrice ortogonale P che diagonalizza A. Gli autovalori di A sono le soluzioni del polinomio caratteristico | I A |= 7 6 6 2

= 2 5 50, ovvero 10, 5. La matrice ortogonale P che soddisfa la relazione PT AP = diag(10, 5) ha come colonne due autovattori di A associati rispettivamente agli autovalori 10 e 5. Gli autovettori associati allautovalore = 10 sono le soluzioni dellequazione matriciale (10I A)X = O 2

ovvero le soluzioni del sistema lineare omogeneo 3x + 6y = 0 6x + 12y = 0 che si riduce allunica equazione x + 2y = 0, le cui soluzioni sono le coppie t(2, 1) con t reale. Un tale vettore ha modulo 1 se risulta 1 4t2 + t2 = 1, ovvero per t = 5 . In modo analogo gli autovettori associati allautovalore = 5 sono le soluzioni dellequazione matriciale (5I A)X = O e risultano le 1 coppie h(1, 2), con h reale. Tale vettore ha modulo 1 per h = 5 . In conclusione scegliendo t ed h positivi, si ottiene 1 2 1 P = 5 1 2 e la sostituzione X = P X , ove X = [x, y]T , X = [x , y ]T , ` rappree sentata dal sistema x= y=
1 (2x + y 5 1 (x + 2y ) 5

(c) Gli assi della iperbole sono le rette x = 0 e y = 0. Dalla sostituzione inversa X = P X, ovvero x = y =
1 (2x + y) 5 1 (x + 2y) 5

otteniamo le equazioni 2x + y = 0 e x + 2y = 0. Gli assi potevano anche essere determinati come le rette che passano per il centro della conica, che in questo caso ` lorigine, ed hanno la e stessa direzione degli autovettori. 2. (a) Ricordiamo che la sfera di equazione x2 +y 2 +z 2 +ax+by+cz+d = 0 2 2 2 ha centro in C = ( a , b , c ) e raggio r tale che r2 = a4 + b4 + c4 d. 2 2 2 In questo caso otteniamo C = (2, 0, 0) e r = 2. (b) Sia H il centro di . Allora la retta CH deve essere perpendicolare al piano x y 1 = 0.

poich` i parametri direttori del piano valgono (1, 1, 0) ne segue che la e retta CH ha equazioni parametriche x=1+t y =1t z=0 Lintersezione di tale retta con il piano x y 1 = 0 corrisponde al 3 valore t = 1, da cui H = ( 2 , 1 , 0). 2 Sia P un punto di ; possiamo osservare che il triangolo CHP ` rete 7 1 2 2 tangolo in H; pertanto CP CH = 4 2 = 2 . Il raggio di vale
7 . 2

(c) Sia P = (xo , yo , zo ) un punto generico di ; pertanto la retta P V di equazioni x = 1 + (xo 1)t y = 1 + (yo 1)t z = zo t appartiene al cono. Tale condizione equivale ad aermare che il punto P intersezione di tale retta con il piano x y 1 = 0 appartiene a . Lintersezione della retta con il piano corrisponde al valore di 1 t = (xo 1)(yo 1) ; sostituendo tale valore nellequazione della retta e ponendo xo 1 = X, yo 1 = Y , zo = Z, otteniamo lequazione 3X 2 + 3Y 2 Z 2 8XY = 0, che in coordinate x, y risulta 3x2 + 3y 2 z 2 8xy + 2x + 2y 2 = 0. 3. (a) La matrice che rappresenta f rispetto alla base canonica ha come colonne i vettori f (e1 ) = f (1, 0, 0) = (1, 1, 0) f (e2 ) = f (0, 1, 0) = (1, 0, 1) f (e3 ) = f (0, 0, 1) = (0, 1, 1). Ne segue 1 1 0 A = 1 0 1 . 0 1 1 4

(b) La dimensione di Imf coincide con il rango di A. Poich` A ` singoe e lare e contiene almeno una sottomatrice di ordine 2 non singolare, ne segue che r(A) = 2. Una base di Imf ` una coppia di vettori colonna linearmente indipene denti, per esempio {(1, 1, 0), (1, 0, 1)}. (c) La applicazione lineare f pu` essere rappresentata nella forma o AX = Y , ove X = [x, y, z]T e Y = [x y, x + z, y + z]T . Se B ` e una nuova base, possiamo rappresentare il cambio dalla base canonica alla base B mediante la relazione X = QX , ove 0 1 0 Q = 0 0 2 1 1 1 ` la matrice che ha come colonne i vettori della nuova base ed X = e [x , y , z ]T . Analogamente Y = QY e la relazione iniziale diventa AQX = QY , ovvero Q1 AQX = Y . Poich` e 1 1 1 2 0 0 , Q1 = 1 1 0 0 2 ne segue la matrice 1 9 2 Q1 AQ = 0 1 2 . 1 1 1 2 2
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