Sei sulla pagina 1di 25

ANTOLOGIA

Primi
giorni
MITO-EPICA
3
Percorsi di
RIPASSO e RECUPERO
per chi incomincia la classe 2a

Poemi CLASSICI
MEDIOEVALI
L’ILIADE
A
ED PER SCOPRIRE L’ILIADE
SCH

IL POEMA DELLA GUERRA


L’Iliade narra le ultime vicende di Ilio (l’altro nome antico della città di Troia), impegna-
ta a difendersi dall’implacabile assedio dei Greci (chiamati da Omero genericamente
“Achei”), durato ben dieci anni.

TRA STORIA E LEGGENDA


La scoperta archeologica della città di Troia
Per lunghi secoli si è dubitato dell’esistenza di Troia, ritenendo opera di pura fantasia
tutti gli episodi narrati nel poema.
Ma nel XIX secolo, la tenace impresa archeologica dello studioso tedesco Heinrich
Schliemann (nella foto) portò alla luce le rovine della città di Troia, con ancora visibili i
segni degli incendi e delle devastazioni, dimostrando così che ciò che veniva narrato
dall’Iliade traeva origine da fatti realmente accaduti.

IX

VIII I nove insediamenti


della città di Troia
scoperti grazie agli scavi
archeologici di Schliemann.
VII

Il VI strato
è forse quello VI
della Ilio di Omero.
V

IV

III

II

Certamente il lungo assedio dei Greci e la feroce distruzione della città ebbero nei
tempi antichi ampia risonanza, così come le gesta dei famosi guerrieri, destinate a
essere trasfigurate e ingigantite nei racconti che gli aedi, per secoli, tramandarono
oralmente.
Tuttavia l’invenzione fantastica si è sovrapposta a un nucleo di episodi che ormai sono
storicamente accertati.

92

Mito Epica.indd 92 02/02/15 09:15


SCH
IL POEMA DELLA GUERRA ED
A

LA REALTÀ STORICA
Una guerra nata per motivi economici fu trasformata dai poeti in storia d’amore: cer-
chiamo dunque di risalire agli eventi che ispirarono la fantasia dei cantori.
Verso la fine del XIII secolo a.C., i re di molte città greche si allearono, unirono i loro
eserciti e le loro flotte per organizzare un’imponente spedizione contro la potente
città di Troia, situata sulle coste dell’Asia Minore.

Troia, una città in ottima posizione per i commerci


Come puoi osservare sulle car-
TRACIA
te, Troia era affacciata sul primo Macedonia
Mar
Nero
dei due stretti che mettono in
comunicazione il Mar Egeo con
Bosforo
il Mar Nero. La sua era dunque Epiro Monte Dardanelli
Olimpo Calcidica
una posizione dominante, stra- Troia TROADE
Te s s a g l i a Mar Lesbo
tegicamente importantissima, Itaca Termopili Egeo Pergamo
che le assicurava un assoluto Eubea
Beozia
Arcadia Atene Samo Efeso
controllo sull’accesso al Mar Argo A t t i c a Delo
PELOPONNESO
Nero e sui commerci tra Europa Cicladi
Pilo Sparta
e Asia. L’espansione commercia- Mar Ionio Rodi
le dei Greci era dunque limitata, Creta
nella direzione del Mar Nero, Mar Mediterraneo
dalla presenza di Troia, che im- Rotta per il
Grecia TRACIA
pediva il passaggio tra i due mari Mar Nero

o, com’è più probabile, lo con-


sentiva solo a prezzo di pesanti Rotta verso
lo stretto dei Dardanelli Troia
tributi. Troade

Mar Egeo
La guerra mossa Verso
l’Attica Campo
dai Greci per ragioni dei Greci

economiche
Verso
L’impressionante mobilitazione Atene
Navi
di eserciti dalle città greche fu dei Greci

dunque organizzata al solo sco-


Verso
po di annientare la città rivale e Creta
Mar Egeo
il suo controllo sui traffici marit-
timi nel Mediterraneo orientale.
Al termine di una guerra senz’altro aspra e sanguinosa, i Greci vincitori fecero ritorno
alle loro terre, dopo aver distrutto definitivamente la forte città nemica.
Le ragioni della guerra furono perciò esclusivamente strategiche ed economiche, ma
i narratori di queste storie aggiunsero componenti leggendarie e mitologiche, fino a
dare una visione fantasiosa delle cause del conflitto, alle cui origini fu posta una storia
d’amore e di tradimento.

93

Mito Epica.indd 93 02/02/15 09:15


A
ED PER SCOPRIRE L’ILIADE
SCH

LA LEGGENDA
Tutto ha inizio durante un banchetto degli dèi: infatti la leggenda ci porta sulla vetta
dell’Olimpo, dove si celebravano le nozze tra il re Peleo e la divinità marina Teti. La
dea Discordia, adirata per non aver ricevuto alcun invito, scagliò tra i convitati una
mela d’oro con la scritta: «Alla più bella», provocando una furibonda lite tra le dee. La
mela era infatti contesa da Atena, Era e Afrodite. Per risolvere la controversia, Zeus
inviò le tre dee sul monte Ida affinché fossero giudicate da un pastore, di nome Pari-
de. Paride era in realtà un principe troiano, allontanato dal padre Priamo in seguito a
un oracolo, che lo aveva indicato come causa di una futura grave sciagura per la sua
patria. Prima che Paride esprimesse il suo giudizio, le tre dee si presentarono a lui di
nascosto, cercando di ottenere la sua preferenza con la promessa di doni straordinari:
Era gli promise la potenza, Atena l’invincibilità in guerra, Afrodite l’amore della donna
più bella del mondo. Paride scelse quest’ultima, suscitando l’odio delle altre due che,
da quel momento, diventarono irriducibili nemiche del popolo troiano.
Afrodite, dea dell’amore, indusse allora Elena, moglie del re acheo Menelao e don-
na dalla bellezza eccezionale, a innamorarsi di Paride, e aiutò quest’ultimo a rapirla.
Menelao, per vendetta, organizzò una spedizione contro la città di Troia. Il fratello
Agamennone prese il comando dell’impresa, a cui parteciparono i più importanti re e
principi greci. La guerra durò dieci anni e, nonostante il valore dei soldati greci, Troia
cadde solo grazie a uno stratagemma ideato dall’astuto Ulisse. I Greci finsero infatti
di ritirarsi e lasciarono sulla spiaggia un grande cavallo di legno che i Troiani, ingenua-
mente, introdussero nella città
ritenendolo un’offerta agli dèi.
Nel ventre del cavallo erano
invece nascosti alcuni soldati
greci che,
durante la notte,
aprirono le porte
della città
ai compagni
nel frattempo
sbarcati
dalle navi.

94

Mito Epica.indd 94 02/02/15 09:15


SCH
IL POEMA DELLA GUERRA ED
A

I PERSONAGGI
I personaggi che incontriamo nelle vicende dell’Iliade sono moltissimi: ti presentiamo
i principali.

I MORTALI
Greci
ACHILLE
Figlio del re Peleo e della divinità marina Teti. È il più forte guerriero tra
quanti combattono sotto le mura di Troia. La tradizione vuole che, appe-
na nato, sia stato immerso nelle acque di un fiume sacro, che hanno reso
invulnerabile il suo corpo a eccezione del tallone, rimasto asciutto perché
impugnato dalla madre. Destinato a una vita breve ma gloriosa, è guer-
riero invincibile e feroce, anche se in diverse occasioni rivela sentimenti
che lo nobilitano.

AGAMENNONE
Re di Argo e di Micene, è il capo dell’intera spedizione. Forte di tale au-
torità, si dimostra spesso superbo e prepotente.

MENELAO
Re di Sparta, è il fratello minore di Agamennone. Forte e coraggioso,
viene però umiliato dalla fuga della bellissima moglie Elena con il prin-
cipe troiano Paride. Nella lunga guerra sotto le mura di Troia, Menelao
combatte con audacia sconfiggendo molti nemici.

ULISSE (ODISSEO)
Re dell’isola di Itaca, oltre a essere un valoroso guerriero si distingue per
ingegno e astuzia insuperabili. Secondo la leggenda, è infatti l’ideatore
dell’inganno del cavallo, con il quale i Greci sconfissero i Troiani.

DIOMEDE
Figlio di Tideo, re dell’Etolia, è un uomo dall’audacia senza pari che non
esita a colpire lo stesso Ares, dio della guerra.

AIACE TELAMONIO
Principe di Salamina, è un condottiero irruente e possente, dotato di
impressionante forza fisica.

PATROCLO
Principe della Locride, è cresciuto insieme ad Achille, cui è legato da una
forte amicizia. Indossa le armi di Achille quando quest’ultimo, offeso da
Agamennone, si rifiuta di combattere. Sarà proprio la sua morte, avvenu-
ta per mano di Ettore, a scatenare la crudele vendetta di Achille.

95

Mito Epica.indd 95 02/02/15 09:15


A
ED PER SCOPRIRE L’ILIADE
SCH

I MORTALI
Troiani
PRIAMO
È il vecchio re di Troia, padre di numerosi figli. La sua sorte è tra le più
tristi, perché la città su cui regna è destinata a essere distrutta e quasi
tutti i suoi figli cadranno sotto le armi nemiche.

ECUBA
Moglie di Priamo, lo affianca nel governo della città e ne condivide il
tragico destino. È madre di numerosi figli, tra cui Ettore, Paride, Creusa
(moglie di Enea), Cassandra.

ETTORE
È la più nobile figura del poema. Uomo mite e generoso, sa essere in
battaglia un terribile guerriero. Non ama la guerra, non si aspetta da
essa ricchezza né fama. A spingerlo ogni giorno in prima fila sul campo
di battaglia, dove si rivela il più forte difensore della città assediata, è
la necessità di difendere la propria famiglia e la propria patria, anche a
costo della vita.

ANDROMACA
Moglie di Ettore, è un personaggio dolce e infelice che vive in apprensio-
ne per la sorte del marito e del piccolo figlio Astianatte.
CASSANDRA
Figlia di Priamo, è una sacerdotessa con il dono della profezia, ma è
anche colpita dalla maledizione di non essere mai creduta. Inutilmente,
infatti, predice ai suoi concittadini la sconfitta e la distruzione di Troia.
PARIDE
È uno dei tanti figli di Priamo. Avendo rapito Elena, è il principale respon-
sabile della guerra.
ELENA
Moglie di Menelao e perciò greca, vive però tra le mura di Troia dopo il
suo rapimento a opera di Paride. La sua eccezionale bellezza è la causa
del conflitto, ma in realtà tutti sono consapevoli che la guerra di Troia è
voluta dagli dèi e dal Fato, entità misteriosa che stabilisce il destino degli
uomini e degli stessi dèi.
ENEA
È figlio del mortale Anchise e della dea Afrodite, sempre pronta a soc-
correrlo nei momenti di difficoltà. Combatte con valore, ma nell’Iliade
ha un ruolo secondario, mentre è il protagonista dell’Eneide, il poema di
Virgilio.

96

Mito Epica.indd 96 02/02/15 09:15


SCH
IL POEMA DELLA GUERRA ED
A

GLI DÈI
Tutte le vicende dei personaggi e degli eroi dipendono dal volere degli dèi.
Nella cultura greca gli dèi erano ritenuti immortali e dotati di straordinari poteri.
Venivano però rappresentati come tutti gli uomini, cioè con le loro stesse pas-
sioni, qualità e vizi. Nel corso della guerra di Troia, gli dèi non esitano quindi a par-
tecipare in modo intenso agli eventi, favorendo gli eroi prediletti. Gli dèi vivono
sull’Olimpo, un monte che si trova in Grecia, sul confine della Tessaglia.

Dalla parte dei Troiani AFRODITE (Venere)*,


madre di Enea e correspon-
Parteggiano
sabile, insieme con Paride,
per i Troiani:
del rapimento di Elena.
APOLLO,
che scatenerà una pestilen- ARES (Marte),
za nell’accampamento dei il feroce dio della guerra.
Greci.

Dalla parte dei Greci POSEIDONE (Nettuno),


dio del mare.
Stanno invece
dalla parte dei Greci:

ERA (Giunone), TETI,


moglie di Zeus. madre di Achille.

ATENA (Minerva), EFESTO (Vulcano),


dea della saggezza, offesa, che ad Achille fabbricherà
come Era, le armi.
dal giudizio di Paride.

Al di sopra delle parti


ZEUS (Giove), signore degli dèi, si pone al di sopra degli eventi, accettan-
do o respingendo di volta in volta le richieste dei vari dèi, preoccupati di
tutelare gli eroi da loro protetti.

Al di sopra di tutti, uomini e dèi, vi è il FATO. È il Fato che orienta e decide le sorti degli
uomini e nessun dio, neppure Zeus, può cambiarlo.

* Tra parentesi è indicato il corrispondente nome latino.

97

Mito Epica.indd 97 02/02/15 09:15


A
ED PER SCOPRIRE L’ILIADE
SCH

LA TRAMA
L’Iliade è divisa in 24 libri e comprende più di 15 000 versi. Il poema non narra tutta la
storia della guerra di Troia, bensì le vicende che accadono durante 51 giorni al deci-
mo e ultimo anno di guerra, a partire dall’episodio dell’«ira funesta» di Achille, che dà
inizio all’azione.
Le sorti della guerra sono incerte
L’Iliade inizia presentando la situazione della guerra dopo nove anni
di aspri combattimenti. I Greci sono accampati sulla spiaggia vicino
alle navi e i Troiani resistono dentro le mura della città.

Crise è cacciato da Agamennone


Un giorno Crise, sacerdote troiano, si reca all’accampamento greco
per riscattare con ricchi doni la figlia Criseide, fatta schiava da Aga-
mennone. Si presenta solo, umile, spinto dall’amore paterno e com-
muove i capi greci, che sono concordi nell’esaudire la sua richiesta.
Ma Agamennone si rifiuta e caccia l’anziano sacerdote.

Crise chiede vendetta ad Apollo


Crise, offeso, se ne va e amareggiato chiede vendetta ad Apollo,
il suo dio. Quest’ultimo accoglie le preghiere, scende dall’Olimpo e
scatena la sua ira sui Greci, facendo per nove giorni strage di animali
e di uomini con le sue frecce portatrici di una terribile pestilenza, che
gli Achei interpretano come segno della collera divina.

Si interroga un indovino
Al decimo giorno Achille riunisce tutti i Greci e propone di interro-
gare un indovino, perché spieghi le ragioni di quanto sta accadendo.
L’indovino Calcante svela che la colpa è tutta di Agamennone, che ha
offeso Apollo maltrattando Crise, suo sacerdote.

Agamennone pretende per sé la schiava di Achille


Dice Calcante: si restituisca Criseide al padre, si facciano sacrifici e il
dio si placherà. Agamennone non può che obbedire, ma, infuriato,
pretende in cambio Briseide, la schiava di Achille.

La lite tra Achille e Agamennone


Scoppia, inevitabile, una violenta lite: Achille accusa Agamennone di
avidità e di egoismo, ma Agamennone, come capo supremo dell’e-
sercito, ottiene Briseide. Achille vorrebbe uccidere Agamennone, ma
la stessa dea Atena lo trattiene.

L’ira di Achille
Achille ubbidisce a malincuore e fa il solenne giuramento di non par-
tecipare più alla battaglia.
Si allontana, solo, presso la riva del mare, dove scoppia in un pianto
disperato e invoca la madre Teti, dea marina.

98

Mito Epica.indd 98 02/02/15 09:15


SCH
IL POEMA DELLA GUERRA ED
A

Achille a colloquio con la madre Teti


Con la madre l’eroe sfoga la sua rabbia e disperazione: sa di essere
destinato a una vita breve, ma eroica, e ora la lite con Agamennone
l’ha costretto ad astenersi dalla lotta, rinunciando alla gloria.

Teti chiede l’aiuto di Zeus contro i Greci


Teti sale all’Olimpo e prega Zeus di far vincere i Troiani, affinché i Gre-
ci si rendano conto di quanto sia importante la presenza di suo figlio
sul campo di battaglia e capiscano la gravità dell’offesa.

La guerra continua senza Achille


Dopo questo episodio molti avvenimenti si susseguono, ma nono-
stante si fronteggino i migliori campioni dei due eserciti, nessuno
scontro è decisivo.

Gesta valorose di Ettore, eroe troiano


Ettore è l’eroe che più si distingue in campo troiano. Non ama la lot-
ta, non cerca gloria come Achille, ma sente profondamente il senso
dell’onore e il dovere di difendere la sua città e la sua gente.

Patroclo indossa le armi di Achille


Frattanto nel campo dei Greci, dopo l’incendio delle navi, Patroclo si
reca da Achille, di cui è fedele amico, e gli chiede di poter indossare
le sue armi per affrontare i Troiani e incutere loro terrore.

Morte di Patroclo
Rivestito della lucente e terrificante armatura, Patroclo fa strage dei
nemici impauriti che, credendo di trovarsi di fronte all’invincibile Achil-
le, fuggono verso le mura della città. Qui Patroclo viene però affron-
tato da Ettore, che lo uccide in duello e lo spoglia della sua armatura.

Achille vuole vendicare l’amico e torna a combattere


Achille si dispera alla notizia della morte dell’amico e decide di ritor-
nare a combattere. L’ira contro Agamennone si trasforma in desiderio
di vendetta e odio mortale nei confronti di Ettore. Su preghiera di
Teti, sarà lo stesso dio Efesto, fabbro degli dèi, a costruire una nuova
superba armatura per Achille.

Duello di Ettore e Achille


Con l’aiuto di Apollo i Troiani si rifugiano entro le mura, ma Ettore ne
resta al di fuori, solo, e affronta Achille, che lo uccide e fa strazio del
suo corpo. In seguito il vecchio Priamo si reca da Achille per riscattare
con ricche offerte il corpo del figlio, a cui vuol dare onorata sepoltura.

Cerimonia funebre in onore di Ettore


L’eroe, pensando al suo anziano padre Peleo, si commuove e resti-
tuisce la salma di Ettore. Il poema si chiude con la celebrazione dei
funerali dell’eroe troiano.

99

Mito Epica.indd 99 02/02/15 09:15


Percorso competenze di lettura

Cantami, o Dea
Stai per leggere il Proemio, l’introduzione
dell’Iliade.

Di che cosa si parla


Il poeta Omero chiede alla Musa Calliope di aiutarlo
a raccontare l’ira terribile di Achille, causa di tante morti.

Il luogo Il tempo
• Il campo di battagli • Durante la guerra tra Greci e Troian
davanti alla città di Troia. (verso la fine del XIII secolo a.C.).

I personaggi
• Omero,, il poeta.

• Calliope, la Musa che protegg


la poesia epica e che ispira i poeti.

• Achille, valoroso eroe greco.

• Agamennone, re di Argo e capo dell’intero esercito greco.

• Giove, il re degli dèi greci.

DIZIONARIO MULTILINGUE
PAROLE CHIAVE PER CAPIRE
ira: rabbia violenta.
ispirare (qualcuno): comunicare nella mente di qualcuno pensieri e parole.
Musa: divinità che, secondo gli antichi Greci, proteggeva
le arti e le scienze.
proemio: introduzione.

100

Mito Epica.indd 100 02/02/15 09:15


competenze di lettura Percorso

Cantami, o Dea
Il poeta Omero chiede alla Musa Calliope
di ispirarlo: vuole raccontare
che cos’è successo ai Greci
a causa dell’ira di Achille,
il figlio di Peleo.
La terribile rabbia dell’eroe aveva portato
morte e distruzione tra i Greci.
Molti giovani guerrieri erano morti
e i loro corpi erano rimasti abbandonati
sul campo di battaglia
ed erano diventati cibo per cani e uccelli.
In questo modo si era compiuta1
la volontà di Giove, re degli dèi.
Tutto aveva avuto inizio
a causa di una lite violenta
tra Achille, figlio di una dea,
e Agamennone, il figlio di Atreo.
1. compiuta:
(Adatt. da: Omero, Iliade, trad. di Vincenzo Monti)
realizzata.

COMPRENDERE
1. Il poeta Omero chiede alla Musa
di raccontare la rabbia di Achille
di aiutarlo a narrare la rabbia di Achille

2. Che cosa era successo ai giovani guerrieri morti?


Erano .............................................................................................................................................................................................

ANALIZZARE
3. Il proemio può essere diviso in due parti:
la richiesta di aiuto alla Musa;
una breve spiegazione del contenuto dell’Iliade.
Sottolinea le due parti con due colori diversi.

101

Mito Epica.indd 101 02/02/15 09:15


A
ED PER ANALIZZARE IL GENERE
SCH

LA POESIA EPICA
I poemi epici raccontano un patrimonio collettivo di fatti storici e leggende, d’impre-
se straordinarie di eroi e personaggi soprannaturali.
Rispecchiano gli ideali e i valori della civiltà in cui sono nati e offrono molte informa-
zioni sulla vita quotidiana e le usanze dei popoli antichi.
L’Iliade e l’Odissea sono state scritte in greco, l’Eneide in latino. Quelle che noi leg-
giamo sono traduzioni, che ci danno comunque l’idea del tipo di linguaggio usato: il
linguaggio epico.

I TEMI DELLA POESIA EPICA


La grande ricchezza di situazioni e di episodi presente nei poemi classici è ricondu-
cibile ad alcuni temi fondamentali, da cui si sviluppano altri importanti motivi che
percorrono la narrazione.

• Fondamentale nei poemi epici è la centralità


dell’eroe: egli lotta per l’affermazione di tutti i
valori ritenuti positivi. L’eroe è di volta in volta for-
te, coraggioso, feroce, leale nell’amicizia, tenero
negli affetti, desideroso di conoscere, dedito alla
missione assegnatagli, consapevole del rispetto
dovuto agli dèi, agli antenati, ai genitori.

• La guerra è spesso il tema dominante. È una


sciagura imposta dalla volontà misteriosa del
Fato, a cui uomini e dèi non possono sottrarsi. Pur
essendo desiderosi di pace, gli eroi epici hanno il
dovere di combattere, mostrando disprezzo per
la viltà e affermando il valore assoluto della fedel-
tà alla patria e la necessità di vendicare i compa-
gni caduti in duello.

• Alla guerra si aggiungono altri temi: il dolore per


la schiavitù a cui sono destinati gli sconfitti, il
rispetto per i defunti e l’importanza dei riti fu-
nebri.

• Altro tema ricorrente è quello della sottomissio-


ne agli dèi, i quali decidono in diversi casi l’esito
degli scontri.

112

Mito Epica.indd 112 02/02/15 09:15


SCH
LA POESIA EPICA ED
A

• Il viaggio alimenta, insieme alle relative scoperte,


gli episodi più avventurosi. La paura dell’ignoto è
spesso vinta dall’ansia di conoscere, che induce
l’eroe a tentare nuove imprese. Al viaggio si lega
il tema del ritorno alla famiglia e alla terra natale,
che percorre l’intera Odissea, o quello della volon-
tà di portare a compimento una missione, che ispi-
ra le azioni di Enea, protagonista dell’epica latina.

• Con il viaggio si trova inoltre l’affermazione dell’o-


spitalità, valore sacro e fondamentale in un mon-
do ancora poco conosciuto e dominato da una
natura spesso ostile.

LE CARATTERISTICHE DEL LINGUAGGIO EPICO


I poemi epici classici presentano somiglianze di linguaggio, di stile e di struttura, come
l’uso di formule e sequenze ricorrenti adatte a essere recitate.
Essi dovevano infatti catturare l’attenzione degli ascoltatori, stimolare la loro imma-
ginazione attraverso l’uso di paragoni riferibili alle comuni esperienze quotidiane. Per
facilitare invece la comprensione e il collegamento dei vari episodi erano piuttosto
frequenti le ripetizioni di alcuni fatti o di qualche concetto.

Epiteti
Sono gli aggettivi e le espressioni riferiti ai vari personaggi in modo ripetitivo (Achil-
le divino, Andromaca dalle candide braccia, l’ingegnoso Ulisse, il pio Enea).

Patronimici
Così si chiamano gli appellativi derivati dal nome del padre di un personaggio: suffisso
-ide aggiunto al nome del padre (Pelìde, figlio di Peleo).

Similitudini
Sono paragoni espliciti: stabiliscono un confronto fra immagi-
ni o situazioni che hanno caratteristiche simili, collegate con un
“come” o con altro avverbio di paragone (i due si precipitarono
l’uno sull’altro come due avvoltoi che sopra un alto roccione com-
battono stridendo, a colpi di becco e di artigli terribili; Achille
inseguiva sempre Ettore, rapidamente e senza riposo, come un
cane segue un cervo per valli e per gole, dopo averlo snidato).

113

Mito Epica.indd 113 02/02/15 09:15


A
ED PER ANALIZZARE IL GENERE
SCH

Metafore
Il termine deriva dal greco metaphérein, “trasferire”, ovvero sostituire un termine con
un altro; si ha una metafora quando si parla di un oggetto nominandone un altro che
ha in comune con il primo la caratteristica che si vuole evidenziare (sei un fulmine si-
gnifica “sei veloce come un fulmine”).
È un paragone implicito: la parola “come” viene eliminata, la persona o la cosa diven-
tano l’altra persona o l’altra cosa (parole di miele, capelli d’oro, cuore di cervo).

Descrizioni particolareggiate
I paesaggi e alcune scene vengono descritti con una grande ricchezza di particolari,
in modo che gli ascoltatori possano facilmente rappresentarseli nella mente (E dentro
la spelonca guardavamo stupiti ogni cosa: colmi di caci i graticci, e fitti
i recinti d’agnelli e capretti, gli uni distinti dagli altri: a parte i primi
nati, a parte i secondi, e poi gli ultimi…).

Personificazioni
Le personificazioni sono utili per rendere la narrazione più va-
ria e interessante. Si hanno quando si attribuisce a una cosa
inanimata o astratta un’azione o una qualità che sono proprie
di un essere vivente (il sole si sveglia; tacita luna; la vita allor,
per l’aria, fuggì angosciata; lo scettro ha lasciato il tronco sui
monti, tempeste rapaci…).

Formule fisse
In genere testimoniano l’origine orale dei testi, quando il narratore, per
farsi capire meglio o per fare in modo che anche gli ascoltatori distratti potessero
ritrovare il filo della narrazione, utilizzava non solo gli epiteti ricorrenti ma anche le
stesse parole per descrivere eventi di uno stesso tipo, come per esempio la morte di
un eroe (la vita volò via… e scese nell’Ade…).

La poesia epica presenta uno stile particolare, che ha lo scopo di mantenere viva
l’attenzione dell’ascoltatore, aiutandolo a immaginare con immediatezza le scene rac-
contate e coinvolgendolo emotivamente nelle vicende dei suoi eroi.

Il duello tra Ettore e Achille è il punto culminante delle imprese di guerra narrate
nell’Iliade. La ferocia di Achille, la sua volontà di vendetta sono scaturite dalla morte
dell’amico Patroclo per mano dell’eroe troiano. Ettore, colto da un primo momento di
smarrimento, sa poi affrontare con dignità lo scontro, mostrando disprezzo per la viltà
e consapevolezza di agire in difesa della propria famiglia e della patria.

114

Mito Epica.indd 114 02/02/15 09:15


SCH
LA POESIA EPICA ED
A

Un esempio, per capire meglio.

Ha inizio il duello tra Ettore e Achille


eroe forte e coraggioso Achille gli fu vicino,
pari a Enialio1 guerriero, agitatore dell’elmo,
epiteto alto scuotendo sopra la spalla destra il faggio del Pelio2,
terribile: il bronzo gli lampeggiava intorno, simile al raggio
similitudine 135 del fuoco ardente o del sole che sorge.
Come lo vide, spavento prese Ettore, non seppe più
attenderlo fermo, si lasciò dietro le porte e fuggì:
patronimico si slanciò pure il Pelìde, fidando nei piedi veloci:
come il nibbio sui monti, ch’è tra gli uccelli il più rapido,
140 facilmente insegue una tremante colomba,
e quella gli fugge di sotto, ma il nibbio stridendole addosso
vola fitto, il cuore lo sprona a ghermirla;
così Achille volava, furioso: tremò Ettore
sotto il muro dei Teucri3 e moveva rapidamente i ginocchi.
descrizioni particolareggiate 145 Corsero oltre la torre di guardia e il caprifico4 ventoso
lungo la strada dei carri, allontanandosi sempre dal muro,
Un particolare descrittivo e giunsero alle due belle fontane; sgorgano
del testo consente qui le sorgenti del vorticoso Scamandro5:
di cogliere un tema che
ha un suo rilievo nel poema: una scorre acqua calda e fumo all’intorno
nell’immagine delle giovani 150 sale da essa, come di fuoco avvampante;
donne troiane che un tempo,
prima dell’arrivo degli Achei, l’altra anche d’estate scorre pari alla grandine
lavavano le «vesti vivaci» o al ghiaccio o anche alla gelida neve.
presso le due sorgenti,
si avverte l’amore
E intorno ci son lavatoi ricchi d’acqua,
e il rimpianto per la pace belli, di pietra, dove le vesti vivaci
perduta. 155 lavavan le spose dei Teucri e le belle figliuole
un tempo, in pace, prima che i figli degli Achei6 giungessero.
1. Enialio:
attributo di Ares (Marte), Là correvano i due, uno fuggendo, l’altro inseguendo:
il bellicoso dio della guerra.
uno forte fuggiva davanti e l’inseguiva uno molto più forte,
2. il faggio del Pelio:
l’asta di legno ricavata rapidissimo; ché non d’una vittima o d’una pelle
da un faggio del monte Pelio.
3. Teucri: Troiani.
160 era contesa – questi sono di solito i premi ai piedi degli uomini7:
4. caprifico: correvano per la vita di Ettore domatore di cavalli.
pianta di fico selvatico.
5. Scamandro: (Tratto da: Iliade, libro XXII,
fiume che bagna Troia. trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi)
6. Achei: Greci.
7. ché non d’una vittima… degli uomini: perché ciò che veniva conteso non era uno
degli animali che in genere si offrono in sacrificio agli dèi (toro, pecora, ecc.)
o una pelle – questi sono di solito i premi dati nelle corse.

115

Mito Epica.indd 115 02/02/15 09:15


competenze di lettura Percorso

Il duello finale
TRACIA
Stai per leggere uno degli episodi Macedonia
Mar
Nero
più importanti dell’Iliade.
Bosforo
Epiro Monte Dardanelli
Olimpo Calcidica
La storia Troia TROADE
Lesbo
Pergamo
La guerra tra Greci e Troiani giunge al suoItaca Eubea
momento finale. I Greci avanzano verso la città
Arcadia Atene Samo Efeso
Attica Delo
Cicladi
di Troia; i Troiani scappano e si rifugiano dentro
Pilo
Mar Ionio Mar Egeo Rodi
le mura. Soltanto Ettore resta fuori delle mura, Creta
pronto a combattere. Achille sfida Ettore,
che scappa. I due eroi si rincorrono fino a quando Deìfobo non offre
il suo aiuto a Ettore. A questo punto comincia il duello, ma poco dopo
Deìfobo scappa per la paura. Achille colpisce Ettore, che cade a terra.
Ettore rivolge l’ultima preghiera ad Achille e muore.

Il luogo Il tempo
• Nell’attuale Turchia, nella città di Troia situat • Durante la guerra
sul mar Egeo. La città oggi non esiste più di Troia,
ma sono state trovate le sue rovine. La scen verso la fine
si svolge davanti alla porta delle mura di Troia. del XIII secolo a.C.

I personaggi
• Priamo. È il re di Troia, padre di Ettore e di Deìfobo.

• Ecuba. Regina di Troia, madre di Ettore e di Deìfobo.

• Achille. È il più forte guerriero greco. Il suo corpo è invulnerabil


(non può essere ferito), perché da neonato è stato immers
in un fiume sacro. L’unico punto in cui può essere colpit
è il tallone. È un guerriero invincibile e feroce.

• Ettore. È il più forte guerriero troiano. Non ama la guerr


e combatte soltanto per salvare la sua città e il suo popolo.

• Deìfobo. Fratello di Ettore. È pronto a dare il suo aiuto a Ettore


ma è anche molto pauroso.

119

Mito Epica.indd 119 02/02/15 09:15


Percorso competenze di lettura

DIZIONARIO MULTILINGUE
PAROLE CHIAVE PER CAPIRE
Ade: il mondo in cui gli uomini vanno dopo la morte, secondo la mitologia
greca. Sinonimo: oltretomba.
epica: narrazione poetica che racconta le vicende degli antichi eroi
e mescola la realtà storica con il mito e la fiaba.
epico: che narra argomenti e leggende di eroi.
eroi: personaggi con capacità eccezionali. Lottano con coraggio e generosità,
fino a sacrificare la vita per il bene del loro popolo.

Il duello finale
SITUAZIONE I guerrieri troiani, con a capo Ettore,
INIZIALE
sono inseguiti dai guerrieri greci,
con a capo Achille. L’esercito greco è più forte
e i Troiani si rifugiano dentro le mura della città,
come cerbiatti spaventati. Solo così possono salvarsi.
Un Troiano, però, non entra nella città
e rimane fuori dalle porte: è Ettore. Da lontano Achille
si avvicina, corre davanti ai suoi guerrieri. È veloce
come un cavallo vittorioso, splendido come una stella
e luminoso come una promessa di morte.
Priamo, re di Troia e padre di Ettore,
è su un’alta torre e osserva la scena.
Sa che Achille è più forte di Ettore, è disperato,
piange e dice al figlio: «Ettore, Achille è troppo forte
per te, non affrontarlo da solo. Scappa!
Se tu muori, anch’io morirò per il dolore!».
Anche Ecuba, madre di Ettore, piange e dice al figlio:
«Quando eri piccolo ti proteggevo e ti consolavo.
Ora sei grande, ma corri da me, altrimenti Achille
ti ucciderà. È un uomo crudele e non avrà pietà di te!».

SVILUPPO Ma Ettore non ascolta Priamo ed Ecuba.


Rimane fermo davanti alle porte della città.
Aspetta Achille come un serpente aspetta l’uomo
da mordere davanti alla sua tana. Per un attimo
pensa di arrendersi e far finire così finalmente la guerra.

120

Mito Epica.indd 120 02/02/15 09:15


competenze di lettura Percorso

Achille, però, non smetterà di combattere.


Ettore allora decide di combattere
in nome di tutti i suoi fratelli e compagni morti in guerra.
Achille corre per raggiungerlo; le sue armi
splendono come un sole che sorge. Sembra Ares,
il dio della guerra. Ettore è terrorizzato e scappa
più veloce che può. Achille si lancia su di lui
come un falco e lo rincorre. Per tre volte i due eroi
girano intorno alle mura della città.
L’inseguimento dura fino a quando Deìfobo esce
dalle porte della città e veloce corre al fianco di Ettore.
Dice al fratello: «Fermati o non ce la farai più a correre.
Ti aiuterò e combatteremo insieme contro Achille!».
Ettore riprende coraggio, si ferma
e affronta Achille.
Achille prende la lancia e con forza terribile
la getta contro Ettore. Ettore però si piega e la lancia
si pianta per terra. Non è stato colpito. Ora la vittoria
è nelle sue mani.
Ettore getta la sua lancia e colpisce lo scudo di Achille.
Ma lo scudo non si rompe, perché è divino. Ettore si volta
indietro per chiedere un’altra lancia a Deìfobo. Può ancora
vincere. Ma Deìfobo non c’è più. È scappato per la paura.
Ettore perde ogni speranza: ormai ha perso.
Però è un eroe e non si arrende: prende la spada
per morire combattendo. Ettore e Achille si balzano
addosso come due leoni. Achille però ha la lancia,
Ettore soltanto la spada. Achille colpisce Ettore
al collo e gli trapassa la gola da parte a parte.

CONCLUSIONE Ettore cade a terra, nella polvere. Prima di morire


fa una preghiera ad Achille: «Per favore, restituisci
il mio corpo ai miei genitori!». Ma Achille, senza pietà,
gli risponde: «No, cane, non mi pregare. Il tuo corpo
resterà per terra e verrà sbranato da cani e uccelli».
Ettore muore. La sua vita vola via e lui scende nell’Ade.
(Adatt. da: Omero, Iliade, libro XXII)

121

Mito Epica.indd 121 02/02/15 09:15


Percorso competenze di lettura

COMPRENDERE
1. Ricostruisci la prima parte del duello tra Ettore e Achille.
Osserva attentamente i disegni e consulta il testo.
Completa sui puntini con le parole elencate.
Ecuba • le mura della città • Deìfobo • Ares • eroi • Ettore • Troia •
un’alta torre • Priamo ed Ecuba • Achille • fratello

L’esercito greco è più forte e i Troiani si rifugiano


dentro ............ .................................................................

Un Troiano però non entra nella città e rimane fuori


dalle porte: è ..........................................................

Priamo, re di ............................................................ e padre di Ettore,


è su ...................................................................... e osserva la scena. Sa
che Achille è più forte di Ettore ed è disperato. Anche
...................................................................... , madre di Ettore, piange.

Ettore non ascolta i consigli di ..............................................................

Rimane fermo davanti alle porte della città.


Achille corre per raggiungerlo. Sembra ......................................... ,

il dio della guerra.

Ettore è terrorizzato e scappa.


........................................................... si lancia su di lui e lo rincorre.
Per tre volte i due ....................................................... girano intorno
alle mura della città.

L’inseguimento dura fino a quando ........................................................

esce dalle porte della città e veloce corre al fianco


di Ettore. Dice al ........................................................... : «Ti aiuterò e
combatteremo insieme contro Achille!». Ettore riprende
coraggio.

2. Ora prosegui tu,


sul quaderno,
per terminare
la vicenda.

122

Mito Epica.indd 122 02/02/15 09:15


competenze di lettura Percorso

ANALIZZARE
3. I poemi epici raccontano le imprese straordinarie compiute
da uomini, eroi e dèi, e spiegano in modo fantastico il passato di
ciascun popolo. Chi sono i protagonisti di questo racconto epico?
A. Degli uomini normali
B. Degli eroi
C. Degli dèi

4. Collega ciascun personaggio con il valore o il sentimento


che lo caratterizza.

Priamo vigliaccheria e paura

Ettore valore e assenza di pietà

Achille preoccupazione e amore

Deìfobo paura ma anche grande coraggio ed eroismo

LESSICO
5. Forse hai notato che l’autore usa molte similitudini per descrivere
i personaggi e i loro stati d’animo.
Completale, scegliendo tra le parole qui sotto.
un falco • una stella • due leoni • cerbiatti spaventati •
un sole che sorge • un cavallo vittorioso •
un serpente aspetta l’uomo davanti alla propria tana
• I soldati si rifugiano nella città come .................................................................................................

• Da lontano arrivò Achille, veloce come ................................................................. e splendido


come ......................................................

• Ettore aspetta Achille, come ..........................................................................................................................

• Le armi di Achille splendono come .............................................................................................................

• Achille si lancia su Ettore come ..................................................................................................................

• Ettore e Achille si balzano addosso come ...........................................................................................

6. Dai seguenti gruppi di parole cancella la parola che non ha


lo stesso significato, e che quindi non è un sinonimo delle altre.
• fuggire – scappare – inseguire – darsi alla fuga – correre via
• inseguire – rincorrere – stare dietro a – scappare – correre dietro a
• lanciare – gettare – scagliare – afferrare – tirare

123

Mito Epica.indd 123 02/02/15 09:15


ORGANIZZA LE TUE CONOSCENZE Percorso

Mappa di riepilogo: i poemi epici classici

IN VERSI un patrimonio collettivo


di FATTI STORICI e LEGGENDE,
IMPRESE STRAORDINARIE di EROI e di DIVINITÀ

raccontano

I POEMI EPICI
CLASSICI

ILIADE, ODISSEA, ENEIDE

trattano sono scritti


una grande ricchezza di con un

TEMI LINGUAGGIO
• centralità dell’eroe particolare,
frequente uso di
• rispetto dell’ospitalità
• epiteti: aggettivi attribuiti
• guerra: una sciagura
in modo ripetitivo
imposta dal Fato
ai vari personaggi
• dolore per la schiavitù
degli sconfitti
• patronimici: appellativi
derivati dal nome del padr
• rispetto per i defunti dei vari personaggi
e per i riti funebri
• similitudini: lunghi paragon
• sottomissione tra le azioni dei personagg
al volere degli dèi e il mondo della natura
• viaggio e ansia di conoscere • metafore, paragoni impliciti
• descrizioni dettagliate
• personificazioni
• formule fisse e ricorrenti

131

Mito Epica.indd 131 02/02/15 09:15


Verso la PROVA NAZIONALE MISURA LE TUE COMPETENZE

Verifica formativa con autovalutazione


Priamo e Achille
Omero

Disperato al pensiero che il figlio sia privato di una degna sepoltura, Priamo
decide di recarsi al campo dei Greci per pregare Achille di restituirgli il corpo
1. i numi: gli dèi. Negare
di Ettore.
a un morto la sepoltura, L’incontro fra Priamo e Achille segna un momento molto particolare del poema:
condannandone dopo lunghe narrazioni di combattimenti feroci, di duelli all’ultimo sangue,
l’anima a vagare nella tenda di Achille si svolge una scena caratterizzata dal dolore e dalla pietà.
a lungo senza poter entrare Il dolore per la morte dell’amico Patroclo e la consapevolezza del triste destino
nel regno dei morti, degli uomini rendono possibile la pietà in un eroe come Achille, la figura
era un atto molto grave
contro la religione. che domina il poema prima con la sua ira terribile e poi con la sua furia guerriera.
2. portare alla bocca:
baciare. Quando era
entrato nella tenda
di Achille, Priamo gli aveva
baciato la mano
«[…] Achille, rispetta i numi1, abbi pietà di me,
in segno di supplica. pensando al padre tuo: ma io son più misero,
3. gli fece nascere…
il padre:
505 ho patito quanto nessun altro mortale,
lo fece commuovere, portare alla bocca2 la mano dell’uomo che ha ucciso i miei figli!»
pensando al proprio padre.
4. scostò piano:
Disse così, e gli fece nascere brama di piangere il padre3:
allontanò da sé allora gli prese la mano e scostò piano4 il vecchio;
con delicatezza.
5. massacratore: entrambi pensavano e uno piangeva Ettore massacratore5
sterminatore; è un epiteto 510 a lungo, rannicchiandosi ai piedi d’Achille,
ricorrente riferito
a un guerriero, e non ha ma Achille piangeva il padre, e ogni tanto
un senso negativo.
anche Patroclo; s’alzava per la dimora quel pianto6.
6. s’alzava… pianto:
si diffondeva nella tenda Ma quando Achille glorioso si fu goduto i singhiozzi7,
il suono di quel pianto.
passò dal cuore e dalle membra la brama8,
7. si fu goduto i singhiozzi:
ebbe pianto a lungo. 515 s’alzò dal seggio a un tratto e rialzò il vecchio per mano,
8. la brama: il desiderio. commiserando la testa canuta, il mento canuto9,
9. la testa… canuto:
i capelli bianchi e la barba e volgendosi a lui parlò parole fugaci10:
bianca. «Ah misero, quanti mali hai patito nel cuore!
10. e volgendosi… fugaci:
si tratta di una formula fissa. e come hai potuto alle navi dei Danai11 venire solo,
11. Danai: Greci. 520 sotto gli occhi d’un uomo che molti e gagliardi12
12. gagliardi: forti, valorosi. figliuoli t’ha ucciso? Tu hai cuore di ferro13.
13. hai cuore di ferro:
hai un animo forte. Ma via, ora siedi sul seggio14 e i dolori
14. siedi sul seggio: Achille lasciamoli dentro nell’animo, per quanto afflitti:
ha aiutato Priamo, che si
era inchinato ai suoi piedi, nessun guadagno si trova nel gelido pianto.
a rialzarsi e lo invita
a sedersi, in segno […]
di ospitalità.
E il vecchio Priamo pari ai numi rispose:

132

Mito Epica.indd 132 02/02/15 09:15


MISURA LE TUE COMPETENZE Verso la PROVA NAZIONALE

«Non farmi sedere sul seggio, figlio di Zeus15, finché senza cure
Ettore giace straziato nella tua tenda, ma subito
555 rendimelo, che possa vederlo: e accetta il riscatto
abbondante che porto: e tu possa goderne, e tornare
nella tua patria terra, tu che mi lasci
vivere ancora, veder la luce del sole».
Ma guardandolo bieco16 Achille piede rapido disse:
560 «Non m’irritare ora, o vecchio; son io che voglio
renderti Ettore, perché messaggera mi venne da Zeus
15. figlio di Zeus:
discendente la madre che mi partorì, figlia del vecchio marino17.
da una divinità, Teti.
Anche te, o Priamo – lo so in cuore e non mi sfugge –
16. bieco: minaccioso.
guidò qualcuno dei numi alle rapide navi degli Achei.
17. son io… marino:
Achille aveva già deciso 565 Non oserebbe venire un mortale, neppure nel fior dell’età,
di rendere il corpo
di Ettore, anche perché
nel nostro campo, né sfuggirebbe alle guardie, né il chiavistello
la madre Teti, figlia della mia porta potrebbe spostare senza fatica.
della divinità marina
Nereo, gli aveva detto Perciò, fra tante pene, non mi gonfiare il cuore di più,
che gli dèi non
approvavano il suo ch’io non ti lasci stare, o vecchio, neppur nella tenda,
comportamento. 570 benché supplice, e violi il comando di Zeus!18»
18. non mi gonfiare… Disse così, e il vecchio tremò e obbedì alla parola.
Zeus!: non farmi agitare
ancor di più, affinché io Come leone il Pelìde balzò alla porta della sua tenda,
non ti cacci dalla mia
tenda, anche se sei venuto non solo, i due scudieri andarono con lui,
a supplicarmi,
e non disobbedisca
l’eroe Automèdonte e Àlcimo, che soprattutto
all’ordine che mi ha dato 575 Achille onorava tra i suoi, dopo la morte di Patroclo.
Zeus (di restituire
il corpo di Ettore Sciolsero essi, dunque, dal giogo mule e cavalli,
perché sia sepolto).
condussero dentro l’araldo, il banditore del vecchio19,
19. l’araldo… vecchio:
Priamo si era recato e su un seggio l’assisero20; dal carro belle ruote
al campo greco tolsero il prezzo infinito del corpo d’Ettore21,
in compagnia del vecchio
messaggero Ideo. 580 ma lasciaron due lini e un ben tessuto chitone22,
20. l’assisero: per restituire coperto il corpo da ricondurre a casa.
lo fecero sedere.
Poi, chiamate le schiave, Achille ordinò di lavarlo, d’ungerlo,
21. tolsero… Ettore:
presero il riscatto offerto ma in altro luogo, ché Priamo non lo vedesse,
per il corpo di Ettore.
Priamo ha portato con sé,
e nel cuore angosciato non trattenesse più l’ira
seguendo le indicazioni 585 alla vista del figlio, e l’animo si gonfiasse ad Achille,
degli dèi, un carro pieno
di oggetti preziosi e lo uccidesse, violasse il comando di Zeus.
da offrire ad Achille.
Quando l’ebber lavato le schiave, l’ebbero unto con l’olio,
22. chitone: tunica.
intorno gli misero il bel lino e la tunica,
23. feretro:
la portantina su cui e sul feretro23, alzandolo, Achille stesso lo pose;
è collocato il cadavere. 590 poi i compagni lo sollevarono sul carro polito24.
24. polito: (Tratto da: Omero, Iliade, libro XXIV)
levigato, ben rifinito.

133

Mito Epica.indd 133 02/02/15 09:15


Verso la PROVA NAZIONALE MISURA LE TUE COMPETENZE

1. Priamo dice ad Achille “rispetta i numi” (v. 503), cioè “rispetta il volere degli dèi”. Per qua-
le motivo? Completa.
Nella civiltà dell’antica Grecia, negare .......................................................................................................... era
un atto molto grave contro la religione. 1
.......

2. Priamo, appena entrato nella tenda di Achille, aveva fatto un gesto significativo.
a. Qual è il gesto? Completa.
Aveva .................................................................................. di Achille.
b. Qual è lo scopo di questo gesto?
Far capire subito ad Achille di essere lì per rivolgergli
A. un ordine B. un invito C. una supplica D. un’esortazione
....... 2

3. Come reagisce Achille al gesto di Priamo? (vv. 507-512)


A. Allontana delicatamente da sé il vecchio
B. Fa subito rialzare in piedi il vecchio
C. Si inginocchia anche lui a terra
D. Fa cacciare quel vecchio importuno ....... 1

4. Sia Priamo sia Achille piangono i loro cari morti. Rispondi con le parole del testo.
a. Chi piange Priamo? ....................................................................................................................................................

b. Chi piange Achille? .....................................................................................................................................................

....... 3

5. Che cosa commisera Achille, nel far rialzare il vecchio Priamo? (vv. 515-516)
............................................................................................................................................................................ ....... 2

6. Come si rivolge Achille a Priamo, nella prima parte del colloquio?


A. Con l’ostilità del nemico
B. Con rispetto e pietà
C. Con l’ira che lo caratterizza
D. Con superiorità e irritazione ....... 1

7. Con quali parole Achille invita Priamo a non piangere più, nonostante il dolore immenso?
Trascrivi i versi del testo qui di seguito.
........................................................................................................................................................................................................

............................................................................................................................................................................
....... 2

134

Mito Epica.indd 134 02/02/15 09:15


MISURA LE TUE COMPETENZE Verso la PROVA NAZIONALE

8. Perché Priamo non accoglie l’invito di Achille a sedersi?


A. Si sente inferiore ad Achille, grande guerriero
B. Vuole che gli sia subito reso il corpo di Ettore
C. Vuole far vedere ad Achille i tesori portati
D. Non vuole sedersi accanto al nemico ....... 1

9. Come reagisce a questo punto Achille?


A. Con calma e tranquillità
B. Con rispetto e pietà
C. Con tono minaccioso e irritato
D. Con tono ironico e sprezzante ....... 1

10. L’intenzione di Achille di rendere il corpo di Ettore


A. è del tutto spontanea e sincera
B. è dettata dal timore di trasgredire il volere di Zeus
Indica la risposta corretta e motiva la tua scelta con le parole del testo che la confermano.
........................................................................................................................................................................................................

............................................................................................................................................................................
....... 2

11. Quale epiteto è attribuito a Ettore? .................................................................... ....... 1

12. Con quale patronimico è indicato Achille? .................................................................... ....... 1

13. A chi è paragonato Achille, quando d’un balzo va alla porta della sua tenda?
........................................................................ ....... 1

AUTOVALUTAZIONE TOTALE PUNTI .../19


• Ho trovato la lettura del testo epico
facile di media difficoltà difficile
• Negli esercizi
ho capito le consegne non ho capito bene le consegne
conoscevo il significato delle parole non conoscevo il significato delle parole

• Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ....................................................

135

Mito Epica.indd 135 02/02/15 09:15

Potrebbero piacerti anche