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I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino

La ballata è divisa in quattro strofe. Nella prima, “la ghirlanda di fiori”, vengono descritti i
colori della vegetazione, quindi il verde dell’erba e i fiori viola, azzurri, gialli, bianchi e rossi.
Questi vengono usati dalla fanciulla per creare una ghirlanda che indossa sulla sua chioma
bionda. In seguito, nella seconda strofa, “il profumo di rose”, viene coinvolto il senso
dell’olfatto, infatti si parla di come il piacevole odore delle rose risvegli il cuore della
giovane. Al contrario, la terza strofa, “le rose e l’amore”, come la prima e l’ultima, “la
bellezza della rosa fiorita”, fa appello alla vista. La fanciulla descrive l’aspetto differente
delle varie rose, che non sono l’unico fiore menzionato nel componimento; sono presenti
anche viole e gigli a rappresentare rispettivamente la passione amorosa e la purezza virginale.
Nel finale viene specificato che bisogna raccogliere la rosa quando è più bella, gradevole e
fiorita. Altri termini riferibili all’area semantica della bellezza sono dolce voglia e piacere
divino. Dal punto di vista grammaticale, nella chiusa sentenziosa notiamo un passaggio
dall’uso di tempi verbali al passato ad uno del presente, per sottolineare il distacco della parte
narrativa. Allo stesso tempo si rafforza il carattere diretto e la validità nel tempo del consiglio
che viene dato dalla fanciulla alle altre ragazze. Anche il ritorno insistito del pronome
personale di prima persona ha questa funzione, oltre che a conferire maggiore intimità alla
narrazione e a essere forse un espediente per Poliziano di esprimere la sua opinione riguardo
all’amore attraverso le parole della giovane.
Il tema della fanciulla immersa nella natura, con il grembo dell’abito colmo di fiori, è un
topos letterario molto comune. In primo luogo, è chiaro il collegamento alla Laura
petrarchesca di Chiare, fresche et dolci acque, che possiede gli stessi capelli d’oro ed è più
splendente nel paesaggio primaverile. Come la bellezza della gioventù è momentanea, così è
la memoria della donna amata di Petrarca. Per questo Poliziano, con la ballata, invita a
cogliere la rosa finché è in piena fioritura, perché i fiori appassiscono velocemente. In
contrapposizione al poeta del Trecento, egli invita a lasciarsi alle passioni, a concedersi
all’amore. Si tratta di una visione naturalistica che rimanda a quella boccacciana. Ad
esempio, in Nastagio degli Onesti, possiamo capire che Boccaccio ritiene che l’amore vada
assecondato e che le donne che lo rifiutano debbano essere punite, capovolgendo il
messaggio dell’autore di exempla Passavanti di non cedere all’amore carnale. L’elemento
innovativo in Poliziano è la voce narrante femminile che consiglia in maniera diretta alle altre
ragazze di godere dei beni della giovinezza e dell’eros.

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