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IL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

Prima di tutto, vediamo l’imperfetto congiuntivo dei verbi “essere” e “avere“,


fondamentali anche perché fungono da ausiliari per formare i tempi composti di
tutti gli altri verbi.

ESSERE AVERE

Che io fossi Che io avessi

Che tu fossi Che tu avessi


Che lui/lei fosse Che lui/lei avesse
Che noi fossimo Che noi avessimo
Che voi foste Che voi aveste
Che loro fossero Che loro avessero

Esempi:
Pensavo che foste fratelli gemelli.
Pensavo che tu avessi una casa a Milano.

Cosa succede agli altri verbi? Basta togliere loro le desinenze dell’infinito (-
ARE, -ERE, -IRE) e aggiungere quelle del congiuntivo imperfetto.
Ecco le desinenze del congiuntivo imperfetto per i vari gruppi di verbi:

Verbi in -ARE Verbi in -ERE Verbi in -IRE

-assi -essi -issi

-assi -essi -issi


-asse -esse –isse
–assimo –essimo –issimo
-aste -este –iste
–assero –essero –issero
PARLARE CORRERE FINIRE

Che io parlassi Che io corressi Che io finissi

Che tu parlassi Che tu corressi Che tu finissi


Che lui/lei parlasse Che lui/lei corresse Che lui/lei finisse
Che noi parlassimo Che noi corressimo Che noi finissimo
Che voi parlaste Che voi correste Che voi finiste
Che loro parlassero Che loro corressero Che loro finissero

Esempi:
Non ero sicura che parlassero giapponese.
Non so chi corresse più veloce tra i partecipanti.
Pensavo che finiste il progetto nel pomeriggio.

Sorprendentemente, molti verbi che al presente congiuntivo sono irregolari


assumono una coniugazione completamente regolare all’imperfetto! Ad
esempio: andare → che io andassi…, tenere → che io tenessi…, uscire → che
io uscissi…
Rimangono però irregolari (per radice e/o desinenze) i seguenti verbi in -ARE:

FARE STARE DARE

Che io facessi Che io stessi Che io dessi

Che tu facessi Che tu stessi Che tu dessi


Che lui/lei facesse Che lui/lei stesse Che lui/lei desse
Che noi facessimo Che noi stessimo Che noi dessimo
Che voi faceste Che voi steste Che voi deste
Che loro facessero Che loro stessero Che loro dessero

Nota che questi verbi prendono le desinenze in -e (-essi, -esse…) invece che
come dovrebbero, cioè con la -a (-assi, -asse…).
Esempi:
Non sapevo che facessi sport!
Pensavo che Maria e Paolo stessero insieme.
Se tutti dessero un po’ di denaro alla ricerca, forse ci sarebbero dei passi in
avanti.

Rimangono irregolari (per radice e/o desinenze) i seguenti verbi in -ERE e -


IRE:

BERE DIRE

Che io bevessi Che io dicessi

Che tu bevessi Che tu dicessi


Che lui/lei bevesse Che lui/lei dicesse
Che noi bevessimo Che noi dicessimo
Che voi beveste Che voi diceste
Che loro bevessero Che loro dicessero

Nota che il verbo “dire” prende le desinenze in -e (-essi, -esse…) invece che
come dovrebbe, cioè con la -i (-issi, -isse…).
Esempi:
Pensavo che non bevessero alcolici.
Credevamo che ci dicesse di no.

I VERBI MODALI
Infine, diamo un’occhiata ai verbi modali italiani all’imperfetto congiuntivo.
Anche la loro coniugazione diventa regolare in questo tempo verbale:

DOVERE POTERE VOLERE SAPERE

Che io dovessi Che io potessi Che io volessi Che io sapessi

Che tu potessi Che tu volessi Che tu sapessi


Che tu dovessi
Che lui/lei potesse Che lui/lei volesse Che lui/lei sapesse
Che lui/lei dovesse
Che noi potessimo Che noi volessimo Che noi sapessimo
Che noi dovessimo
Che voi poteste Che voi voleste Che voi sapeste
Che voi doveste
Che loro potessero Che loro volessero Che loro sapessero
Che loro dovessero
Esempi:
Non credi che dovessero avvisarmi prima di farlo?
Speravo potessero aiutarmi ma non è stato così.
Non sapevo che volessero cambiare casa.
Vi chiedevo se sapeste dove sono andati.

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