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VII.

Lassicurazione obbligatoria responsabilit civile degli autoveicoli

della

Sommario: 1.Origini. - 2.Natura dellassicurazione della r.c.a. - 3.Lobbligo di copertura assicurativa per la responsabilit civile. - 3.1.I soggetti. - 3.2.Loggetto. 3.3.Presupposti dellobbligo. - 3.4.I veicoli a motore. - 3.5.Strade di uso pubblico. 3.6.Targa prova. - 3.7.Gare e competizioni sportive. - 3.8.Veicoli immatricolati allestero. - 4.Trattative e conclusione del contratto. - 4.1.Lobbligo della societ assicurativa di contrattare. - 4.2.La conclusione del negozio giuridico. - 5.Forma del contratto. - 6.Attestazione sullo stato di rischio. - 7.Durata del contratto. - 8.I soggetti del contratto. - 9.Le obbligazioni delle parti. - 10.Il premio. - 10.1.La quantificazione del premio. - 11.Le formule tariffarie. - 11.1.Bonus/malus. - 11.2.La responsabilit dellassicurato. - 11.3.Altre tipologie di tariffa. - 12.Il rischio e le sue delimitazioni. - 12.1.Chi pu considerarsi proprietario?. - 12.2.Il conducente. - 12.3.I soggetti danneggiati. - 13.La circolazione contro la volont del proprietario. 13.1.Lefficacia della copertura assicurativa del proprietario nel caso di circolazione contro la sua volont. - 13.2.Lazione diretta del terzo danneggiato nel caso di circolazione contro la volont del proprietario. - 14.Delimitazioni del rischio causali, spaziali e temporali. - 15.I rischi esclusi. - 16.Aggravamento, diminuzione, cessazione del rischio. - 17.Il trasferimento di propriet del veicolo. - 18.Il massimale. - 18.1.Superamento del massimale e mala gestio propria. - 19.Lazione diretta. - 19.1.La procedura stragiudiziale. - 20.Il risarcimento diretto. - 20.1.Ambito di applicazione. - 20.2.Liquidazione stragiudiziale. - 20.3.Obbligo di assistenza della vittima.

1.Origini. La societ umana radicalmente cambiata dalla scoperta del motore a scoppio, infatti sono migliorati gli scambi commerciali, leconomia, le comunicazioni ed il benessere. Tuttavia, questa innovazione, ha cristallizzato un problema che prima era sconosciuto alluomo: gli incidenti stradali. Ogni ordinamento giuridico, mondiale, ha preso in seria considerazione questo tema avviando politiche volte alla riduzione dei sinistri, mediante leducazione dei consociati alla guida dei veicoli e innalzando i controlli delle forze dellordine. Oltre a questi strumenti, il legislatore ha dovuto far fronte alla necessit, da parte delle vittime dei sinistri, di ottenere un ristoro a causa delle lesioni ( permanenti o temporanee ) subite. Gli strumenti adottati possono essere distinti in due categorie: sistemi non assicurativi ( nei quali non stato

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stipulato un contratto di assicurazione ) e i sistemi assicurativi ( stato stipulato il contratto di assicurazione )1. I sistemi non assicurativi possono distinguersi ulteriormente in sistema dellindennizzo di Stato e in sistema della garanzia finanziaria. Nel primo il risarcimento del danno viene allocato alla vittima da un ente pubblico, tale strumento presenta il vantaggio di poter ottenere sempre il ristoro. Tuttavia, lentit di esso non potr mai essere integrale, in quanto lordinamento giuridico non riesce a coprire la totalit del pregiudizio2. Nel secondo, il legislatore obbliga il proprietario del veicolo, allorquando si verifichi il sinistro, di dimostrare la propria solvibilit al danneggiato. In caso contrario lautorit pubblica provveder al ritiro della sua patente. Nei sistemi di indennizzo di tipo assicurativo, la pretesa risarcitoria della vittima garantita dallintervento delle societ assicurative. Questo paradigma si diversifica in: sistemi no fault e assicurazione della responsabilit civile3. Nei sistemi no fault il danneggiato ottiene il ristoro dalla societ assicurativa privata, indipendentemente dal fatto che costui sia responsabile o abbia subito nocumento da un terzo. Tali sistemi non sono omogenei, si distinguono per quanto attiene il diritto di azione dei confronti del danneggiante, il genere di contratto assicurativo stipulato e la natura obbligatoria della stipula ( ROSSETTI, 2010, pg. 5 ). Il diritto di azione nei confronti del danneggiante differenzia i sistemi no fault, infatti pu essere escluso totalmente o consentito se oltrepassa un certo limite ( threshold ). In questa ultima ipotesi la vittima potr agire nei confronti del danneggiante, al fine di ottenere il risarcimento del danno che non ha potuto acquisire dalla societ assicurativa, in quanto superiore alla soglia. Essa ( threshold ) pu essere

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg.

4 Z. NOVOTNI, Nuove tendenze dellassicurazione r.c.a. nei Paesi socialisti europei, in Assicurazioni, 1984, I, 3 3 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 5
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valutata in danaro o mediante una descrizione verbale ( ROSSETTI, 2010, pg. 5 ) . Per quanto attiene alla tipologia di assicurazione pu essere differente tra i vari modelli di no fault. I Paesi che applicano questo sistema impongono la stipula di un contratto di assicurazione contro i sinistri, sia nel proprio interesse, sia a favore di un terzo ( ROSSETTI, 2010, pg. 5 ). In questa ipotesi la societ assicurativa coprir il rischio del pregiudizio, allindividuo o alle cose, arrecato al terzo. Lobbligatoriet nel sistema no fault a volte tassativa, in altre il legislatore permette ai consociati di scegliere se adottare un sistema ordinario di responsabilit civile, ovvero quello no fault. Il modello alternativo, a questo, quello dellassicurazione di responsabilit civile imposto ex lege, al fine di consentire il risarcimento ai soggetti che hanno subito dei danni derivanti da sinistri stradali. Questo paradigma quello che ha adottato il nostro legislatore nel 1969 ( e anche la maggioranza degli Stati a livello mondiale ). LItalia stata uno degli ultimi paesi in Europa a prevedere il sistema dellassicurazione obbligatoria della r.c.a., la l. 24 dicembre 1969, n. 990 ha disciplinato questa materia e, tale norma rimasta incontrastata per trentacinque anni4. La l. 24 dicembre 1969, n. 990 stata attuata con il d.p.r. 24 novembre 1970, n. 973 ( non stato abrogato dal codice delle assicurazioni), con il d.l. 23 dicembre 1976, n. 857 vennero apportate rilevanti riforme, dal d.p.r. 16 gennaio 1981, n. 45 e dalla l. 5 marzo 2001, n. 57, che regolava la liquidazione dei pregiudizi attinenti alla persona. Oggi parte di queste norme entrata nel codice delle assicurazioni. Lassicurazione obbligatoria r.c.a. un settore di notevole importanza in Italia, infatti se ne occupano 68 societ che nel 2008 hanno accumulato premi pari circa a 18.000 milioni di euro. Lassicurazione obbligatoria della r.c.a. viene regolata in maniera specifica mediante norme comunitarie e norme

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 13

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domestiche ( che si distinguono ulteriormente in leggi e regolamenti ).

2.Natura dellassicurazione della r.c.a. Per appurare quale sia leffettiva natura dellassicurazione obbligatoria della r.c.a. occorre distinguere tra il profilo del responsabile e quello del terzo danneggiato. Nel primo caso sussiste unassicurazione obbligatoria della responsabilit civile, disciplinata, ad hoc dal legislatore, per tutelare la vittima. Questa non dovr avere alcun rapporto con lassicuratore, ovvero non sar necessario che vi sia un negozio giuridico tra loro due. La vittima ha diritto ex lege ad ottenere il ristoro da parte dellassicuratore, tuttavia, se non sussiste un valido negozio giuridico stipulato tra il danneggiante e la sua societ assicurativa, la liquidazione del risarcimento sar effettuata dallimpresa delegata dal Fondo di garanzia vittime della strada5. Di conseguenza, unattenta dottrina, ha precisato che il rapporto tra danneggiato e assicuratore r.c.a. non ha natura assicurativa, ma da luogo ad un rapporto obbligatorio derivante dalla legge, che nasce a causa dellillecito civile6. In base a tale assunto il contratto di assicurazione un fatto giuridico dal quale deriva sia lobbligo dellassicuratore sia il diritto del terzo danneggiato, pertanto, lassicuratore diventa un coobbligato solidale al responsabile del pregiudizio ( FRANZONI, 1986, pg. 43 ss. ). La giurisprudenza ha avallato questo orientamento, della dottrina, evidenziando che lobiettivo dellassicurazione obbligatoria della r.c.a. di garantire nel miglior modo le vittime dei sinistri stradali7. Al fine di conseguire questo risultato il legislatore ha optato per il modello dellassicurazione di responsabilit, variando
M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 22 6 M. FRANZONI, Il terzo danneggiato nellassicurazione obbligatoria della responsabilit civile, Padova 1986, pg. 43 ss. 7 Cass. civ., sez. III, 2 marzo 2004, n. 4186, in Arch. giur. circol. e sinistri 2004, n. 879
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taluni elementi in modo da permettere al danneggiato di poter avere sempre un debitore a cui domandare ristoro. Gli strumenti previsti dal legislatore sono molteplici: lobbligatoriet del contratto di assicurazione, il Fondo di garanzia vittime della strada, linopponibilit al danneggiato delle eccezioni contrattuali, lazione diretta. La Suprema Corte, seguendo questa linea, ha precisato che per quanto attiene al rapporto tra assicurato e assicuratore, lassicurazione obbligatoria della r.c.a., pur con peculiarit sue proprie, rimane pur sempre unobbligazione della responsabilit civile8. Per quanto concerne il rapporto tra societ assicurativa e terzo danneggiato, si ritiene che esso abbia natura obbligatoria derivante dalla legge ex art. 1173 c.c. ( dallart. 144 c. ass. )9. Di conseguenza, la societ assicurativa obbligata ex contractu verso lassicurato, ed ex lege verso il terzo danneggiato e la vittima non corrisponde alla figura dellassicurato cosi come disciplinato dallart. 1904 c.c..

3.Lobbligo di copertura responsabilit civile.

assicurativa

per

la

I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, se non siano coperti dall'assicurazione per la responsabilit civile verso i terzi prevista dall'articolo 2054 del codice civile e dallarticolo 91, comma 2, del codice della strada ( art. 122 c. ass. ). Il legislatore chiaro nel fissare lobbligo di copertura assicurativa per la r.c.a. , tale statuizione conforme alla normativa comunitaria ai sensi dellart. 3, comma 1, direttiva 2009/103/CE, ed inoltre la Corte Costituzionale ha confermato la sua legittimit nella parte in cui limita la libert negoziale delle parti10.
Cass. civ., sez. III, 2 marzo 2004, n. 4186, in Arch. giur. circol. e sinistri 2004, n. 879 9 Cass. civ., sez. un., 29 luglio 1983, n. 5219, in Assicurazioni, 1983, II, 2, 237 10 C. cost., 12 marzo 1975, n. 56, in Foro it., 1975, I, 1060
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3.1.I soggetti. Il legislatore cristallizzando lart. 122 c. ass. ha imposto lobbligo di assicurazione per la r.c.a., tuttavia, non ha descritto i soggetti che debbono ottemperare alla prescrizione. Per quanto concerne i rapporti tra terzo danneggiato e assicuratore del tutto indifferente prescrivere, sotto un profilo civilistico, chi sia il soggetto obbligato a stipulare il negozio giuridico. Infatti se il contratto stato stipulato in maniera corretta, la vittima potr godere del ristoro indipendentemente dal soggetto che abbia concluso il negozio giuridico. Viceversa, il danneggiato potr ottenere la liquidazione del danno dallimpresa nominata dal Fondo di garanzia11. Lindividuazione del soggetto che avrebbe dovuto stipulare il contratto di assicurazione rileva nei rapporti tra colui che era obbligato a concludere il negozio giuridico ex lege e il proprietario del veicolo mediante il quale stato cagionato il pregiudizio. In alcune circostanze il possessore del veicolo potr obbligarsi, nei confronti del proprietario, a stipulare lassicurazione obbligatoria r.c.a.. Di conseguenza, linadempimento non avr ripercussioni nei confronti dei terzi, giacch il proprietario obbligato a fornire copertura assicurativa al proprio veicolo e risponder di eventuali danni. Qualora il possessore non adempia alla propria obbligazione e il veicoli realizzi un sinistro, limpresa nominata dal Fondo di garanzia a risarcire il pregiudizio avr azione di regresso contro il proprietario ex art. 292 c. ass. ( ROSSETTI, 2010, pg. 28 ).

3.2.Loggetto.

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Per oggetto si intende che lart. 122 c. ass. impone di stipulare il contratto di assicurazione per la r.c.a. ottemperando ai requisiti previsti dalla legge. Il negozio giuridico deve prevedere la responsabilit stabilit dallart. 2054 c.c., contemplando la responsabilit per i pregiudizi ai terzi trasportati e un massimale non inferiore a quello minimo stabilito ex lege12. E bene precisare che lobbligazione legale non esclude lambito negoziale dellassicurazione, in quanto sia la dottrina che la giurisprudenza unanime considerano che sia da deporre il problema circa la natura contrattuale di obbligazioni derivanti da fonte legale13.

3.3.Presupposti dellobbligo. Lart. 122 c. ass. dispone che i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall'assicurazione per la responsabilit civile verso i terzi prevista dall'articolo 2054 del codice civile e dallarticolo 91, comma 2, del codice della strada. Il legislatore, nella norma in parola, non chiarisce quale sia la nozione di circolazione, di conseguenza occorre richiamare lart. 3, n. 9, c. str. il quale la definisce come il movimento, la fermata e la sosta dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada. Per circolazione, disciplinata allart. 122 c. ass. si intende lo spostamento in concreto ( rischio dinamico ), la sosta che attiene larresto che si prolunga nel tempo ( rischio statico ) e la fermata che riguarda la fugace interruzione della marcia in un tempo esiguo ( ROSSETTI, 2010, pg. 30 ). Potranno ottenere ristoro ad esempio, grazie allassicurazione della r.c.a., coloro che abbiano tamponato

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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 29 13 M. BIANCA, Il contratto, Giuffr, Milano, 1999, pg. 204

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un veicolo stazionato in una posizione non regolare che non avrebbe potuto essere visto mediante ordinaria diligenza14. Il dovere di assicurare il veicolo sar eliso solamente nellipotesi in cui il mezzo, posto su strada pubblica, non abile alla circolazione, o venga depositato presso unarea privata nella quale non vi pubblico transito, ovvero sia rilasciato in una strada pubblica ma non gravi materialmente sulla stessa al fine di essere trainato con un carrello o altro veicolo15.

3.4.I veicoli a motore. Come ho avuto modo di evidenziare in precedenza, ai fini dellobbligatoriet della stipulazione dellassicurazione della r.c.a., necessario che il mezzo sia un veicolo a motore senza guida di rotaie ( e anche i filoveicoli ) ovvero un rimorchio ai sensi dellart. 122 c. ass.. La nozione in parola particolarmente ampia, il legislatore ha previsto che ogni automezzo dotato di un motore a propulsione meccanica debba essere incluso in questa categoria, come le ruspe, i bulldozer, gli elevatori, et similia16La giurisprudenza ha precisato che non rileva il fatto che il veicolo sia trascinato grazie al proprio impulso o da una forza esterna, bensi la circostanza che il mezzo sia dotato di un motore atto a garantirgli la marcia ( anche se inutilizzabile ) e non la sua reale fruizione17. Il legislatore, tuttavia, ha, altresi, previsto lassicurazione della r.c.a. per i rimorchi, ai semirimorchi ai sensi dellart. 122 c. ass.. Per i rimorchi lassicurazione muta a seconda che essi siano o meno agganciati al veicolo utilizzato per trascinarli, nel primo caso degli eventuali pregiudizi, da esso cagionati, risponder solamente per il rischio statico. Mentre per quanto attiene alla circostanza in cui siano agganciati, i
Cass. civ., sez. III, 19 maggio 2003, n. 7763, in Arch. giur. circol. e sinistri, 2003, 921 15 Cass. pen, 21 marzo 1974, Castiglia, in Cass. pen., 1976, 75 16 Cass. civ., sez. III, 19 gennaio 2007, n. 1254, in Resp. civ. e prev. 17 Cass. civ., sez. III, 30 marzo 1999, n. 3068, in Arch. giur. circol. e sinistri 1999, 607
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danni verranno liquidati dalla societ assicurativa che copre la motrice, giacch si ritiene che siano un unico complesso circolante ( sia il rischio statico sia il rischio dinamico ). Pertanto, la vittima di un sinistro, arrecato da un unico complesso circolante, allorquando il rimorchio sia assicurato presso una diversa compagnia, rispetto alla motrice, non potr agire nei confronti della societ che copre lassicurazione del rimorchio, ma solo rispetto allassicuratore della motrice18. Nellipotesi in cui il proprietario ( o conducente ) del rimorchio abbia sottoscritto un contratto di assicurazione per il rischio dinamico per lo stesso mezzo, allora il negozio giuridico avr natura volontaria e si realizzer lipotesi di assicurazione plurima19. La giurisprudenza ha precisato che i carrelli appendice non sono rimorchi, di conseguenza il contratto di assicurazione del veicolo coprir anche i pregiudizi cagionati dal carrello20.

3.5.Strade di uso pubblico. Un ulteriore presupposto, che impone lassicurazione obbligatoria della r.c.a., che il veicolo circoli su strade di uso pubblico o aree equiparate ( art. 122 c. ass. ). Tale elemento ha un notevole rilievo, infatti se il sinistro si verifica su strade private non equiparate a quelle pubbliche, il terzo danneggiato non potr agire nei confronti dellassicuratore anche se il veicolo sia regolarmente assicurato21. La giurisprudenza ha interpretato estensivamente lespressione strade di uso pubblico o aree a queste equiparate, comprendendo anche zone non possono essere considerate strade come ad esempio parcheggi, slarghi, il
Cass. civ., sez. III, 30 gennaio 1992, n. 950, in Arch. giur. circol. e sinistri 1992, 549 19 Cass. civ., sez. III, 1 ottobre 1997, n. 9574, in Assicurazioni, 1997, II, 214 20 A. Firenze, 11 marzo 1982, in Giur. it., 1983, I, 2, 704 21 Cass. civ., sez. III, 13 febbraio 1998, n. 1561, in Arch. giur. circol. e sinistri 1998, 576
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lido del mare e i giardini pubblici22. Pertanto, ai fini dellobbligo di assicurazione r.c.a., non rileva la natura pubblica o privata della strada, ma se essa designata alluso pubblico, ovvero laccesso allarea sia permesso a tutti coloro che vogliano fruirne23. Per quanto concerne le strade private, nelle quali il proprietario conceda laccesso mediante la mera tolleranza, necessario che, al fine di considerarle di uso pubblico, laccesso derivi da un permesso ex lege, ovvero il proprietario lo abbia consentito mediante negozio giuridico o atto unilaterale.

3.6.Targa prova. I veicoli che vengano messi in circolazione su strade di uso pubblico o aree equiparate debbono avere la carta di circolazione ai sensi degli art. 93, 110 e 114 c. str.. Queste vetture, tuttavia, anche se non dotate di tale documento, potranno transitare in queste zone, qualora debbano effettuare prove tecniche, sperimentali o costruttive, ovvero dimostrazioni o spostamenti finalizzate allacquisto o ad un particolare allestimento ( art 1, d.p.r. 24 novembre 2001, n. 474 ). In tali circostanze il veicolo potr circolare grazie ad unautorizzazione ministeriale, esso sar dotato della targa prova, la quale potr essere utilizzato anche per altri mezzi. Naturalmente questi veicoli dovranno essere coperti dallassicurazione della r.c.a., in quanto lart. 122 c. ass. non fa alcuna differenza in merito. La stipula del contratto sar effettuata dal destinatario dellautorizzazione ministeriale ( concessionario, officina, et cetera ). La polizza nel caso in parola coprir tutti i pregiudizi che potrebbe realizzare non il singolo veicolo, ma tutti i mezzi su cui la targa prova sar allocata.

Cass. civ., sez. III, 22 aprile 2000, in Riv. giur. circolazione 2001, 99 Cass. civ., sez. III, 6 giugno 2006, n. 13254, in Resp. Foro it. 2006, Assicurazione, 184
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La polizza esclude, nelle sue condizioni generali, la garanzia qualora vi siano difformit rispetto alle disposizioni di legge. Tuttavia, bene precisare che, questa eccezione, non opponibile al terzo danneggiato, di conseguenza, la societ assicurativa della targa prova dovr indennizzare la vittima, ma potr rivalersi nei confronti dellassicurato. Talvolta ad un veicolo che gi munito di carta di circolazione ( e di assicurazione della r.c.a. ) viene sovrapposta la targa prova, in tali circostanze, allorquando il veicolo cagioni un sinistro, ne risponder lassicuratore di questa ultima, giacch essa ha carattere speciale rispetto alla prima ed inoltre non si configura unipotesi di assicurazione plurima24.

3.7.Gare e competizioni sportive. Le gare e le competizioni sportive di qualsiasi genere, di veicoli a motore, e le relative prove, non possono essere autorizzate, anche se in circuiti chiusi, se l'organizzatore non abbia provveduto a contrarre assicurazione per la responsabilit civile ( art. 124 c. ass. ). Il legislatore fa uso della endiadi competizioni sportive, per esse si intendono solo quelle organizzate da unassociazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano ( CONI ) ex art. 15, comma 5, d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242. La stipula dellassicurazione, secondo la norma in parola, elemento vincolante al fine di ottenere il permesso di svolgere la gara. Di conseguenza, allorquando si organizzino eventi non sportivi, ma di altra natura ( come ad esempio raduni storici, sfilate, et cetera ) verr applicato lart. 122 c. ass. 25. Il soggetto che avr lobbligo di stipulare il negozio giuridico lorganizzatore della gara, sia persona fisica o giuridica. I soggetti coperti dallassicurazione obbligatoria della r.c.a. sono lorganizzatore e gli altri obbligati, ovvero
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T. Roma, 4 aprile 1989, in Riv. giur. circolazione 1989, 756 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 40

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tutti coloro che prestano la propria opera allinterno della competizione sportiva ( ROSSETTI, 2010, pg. 40 ). Il problema si pone rispetto ai soggetti che debbano beneficiare della copertura assicurativa. Lart. 124, comma 2, c. ass., stabilisce che l'assicurazione copre la responsabilit dell'organizzatore e degli altri obbligati per i danni arrecati alle persone, agli animali e alle cose, esclusi i danni prodotti ai partecipanti stessi e ai veicoli da essi adoperati. E pacifico che della copertura possano beneficiare gli spettatori e i terzi estranei alla competizione sportiva, pi problematico stabilire se possano goderne anche coloro che cooperano indirettamente alla gara ma senza parteciparvi ( si pensi ad esempio agli arbitri e ai cronometristi ). Il legislatore allart. 129, comma 1, c. ass., statuisce che non considerato terzo e non ha diritto ai benefici derivanti dal contratto di assicurazione obbligatoria il solo conducente del veicolo responsabile del sinistro. Dalla norma predetta, alcuni autori hanno desunto che qualora fosse investito da un veicolo un pilota al momento appiedato, oppure un arbitro, ovvero un cronometrista, costoro potranno avanzare una pretesa risarcitoria nei confronti dellorganizzatore per i pregiudizi da essi subiti26.

3.8.Veicoli immatricolati allestero. I veicoli immatricolati allestero, nel momento in cui entrano nel territorio italiano, debbono stipulare lassicurazione obbligatoria della r.c.a. ai sensi dellart. 125 c. ass.. Tale dovere deve contemperare due necessit: il primo di non rallentare gli scambi commerciali, ed il secondo non frustrare i diritti delle vittime dei sinistri stradali.

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L. LOCATELLI, Commento allart. 124 cod. ass., in CAPRIGLIONE (a cura di ), Il codice delle assicurazioni private, II, 1, Padova, 2007, 255

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Il nostro legislatore, al fine di garantire piena tutela ad entrambe le esigenze, ha previsto due modelli: lassicurazione effettiva e lassicurazione virtuale27. Nel primo verr stipulato un contratto di assicurazione obbligatoria della r.c.a. con una compagnia italiana. Il negozio giuridico potr essere realizzato con modalit ordinarie o speciali. In tali circostanze, il danneggiato potr agire nei confronti della societ assicurativa del responsabile. Il secondo modello detto virtuale, giacch il contratto si potr considerare stipulato, se il veicolo straniero presenti taluni requisiti, indipendentemente dalla circostanze che il negozio giuridico sia stato sottoscritto o meno. Il veicolo, ai sensi dellart. 122 c. ass., verr considerato coperto da assicurazione della r.c.a. anche qualora esso non lo ho abbia effettivamente contratto nel proprio Paese di origine. Le condizioni per le quali, il veicoli straniero, si possa effettivamente considerare coperto da assicurazione sono lesposizione di una targa reale di immatricolazione ottenuta nel proprio Paese e il possesso della carta verde ( ROSSETTI, 2010, pg. 42 ). Qualora si verifichi un sinistro, la vittima sar risarcita dal bureau nazionale, ovvero un ente costituito ad hoc, e non dalla societ assicurativa del responsabile. Questo particolare modello pu essere realizzato grazie alla collaborazione di tutti i Paesi che si associano mediante degli uffici nazionali ( bureaux ). Essi sono persone giuridiche il cui fine liquidare i danni alle vittime di sinistri stradali, nel paese in cui esse hanno sede, realizzati da veicoli immatricolati allestero, questi enti, successivamente, potranno rivalersi nei confronti dellassicuratore del danneggiante28. Ogni bureau dovr consegnare la carta verde ai veicoli immatricolati presso il proprio Paese e che vogliano circolare in altri Stati stranieri, ed inoltre, questi enti si
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 42 28 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 43

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obbligano a risarcire i danni cagionati da tali veicoli allestero, purch essi possano esibire la carta verde o targa Autentica ( ovviamente potranno rivalersi nei confronti dellassicuratore del responsabile ).

4.Trattative e conclusione del contratto. Il legislatore, nellassicurazione obbligatoria della r.c.a., stabilisce che, oltre alle regole generali previste in ambito precontrattuale ( art. 1175 c.c.; artt. 120 e 183 c. ass. ), ve ne siano altre, al fine acutizzare la tutela delle parti nel momento delle trattative. Nella fattispecie il codice delle assicurazioni richiama gli artt. 131 e 136. Lart. 131 c. ass. stabilisce che al fine di garantire la trasparenza e la concorrenzialit delle offerte dei servizi assicurativi, nonch unadeguata informazione ai soggetti che devono adempiere allobbligo di assicurazione dei veicoli, le imprese mettono a disposizione del pubblico, presso ogni punto di vendita e nei siti internet, la nota informativa e le condizioni di contratto praticate nel territorio della Repubblica. Il legislatore, con la norma in argomento, impone alle societ assicurative prima di stipulare il negozio giuridico di far conoscere ai terzi il contenuto di esso e i rispettivi premi. Riguardo alla pubblicit dei premi, le societ assicurative devono concedere dei preventivi gratuiti ai potenziali assicurati mediante i propri intermediari, ovvero tramite internet ( ROSSETTI, 2010, pg. 53 ). Lart. 131 c. ass. , demanda al Regolamento ISVAP la tipologia di pubblicazione dei preventivi. Nellart. 5 e 6 del regolamento 9 agosto 2008, n. 23, il contenuto di essi dovr comprendere, innanzitutto, un numero identificativo, per equiparare accordo tra questo e il preventivo; il premio, la provvigione dovuta allintermediario e lo sconto da applicare ed infine la sussistenza di clausole di esclusione e rivalsa29.
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 54

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Qualora il preventivo venga erogato tramite internet, la societ assicurativa dovr evidenziare, nella home page, il link alla sottopagina, per la realizzazione del preventivo. Infine, la societ assicurativa, dovr predisporre una modalit atta a consentire, ai consumatori, eventuali lamentele sul cattivo funzionamento delle procedure. Il preventivo non potr avere una longevit inferiore ai sessanta giorni, n superiore di quella stabilita per il premio che la societ assicurativa ha impiegato ( ROSSETTI, 2010, pg. 54 ). Lart. 136 c. ass., volto a garantire la trasparenza e la tutela dei consumatori, infatti affida un importante compito di limpidezza tariffaria al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti ed al Ministro per le attivit produttive. Al primo consente di avvalersi di programmi di informazione e orientamento rivolti agli utenti dei servizi assicurativi promossi dalle associazioni dei consumatori e degli utenti. Al secondo, invece, permette di realizzare un servizio informativo, anche tramite il proprio sito internet, che consente al consumatore di comparare le tariffe applicate dalle diverse imprese di assicurazione, relativamente al proprio profilo individuale. Ovviamente, non solo le societ assicurative, al momento delle trattative, dovranno garantire un corretta informazione, anche gli assicurandi dovranno ottemperare a tale obbligazione ai sensi degli artt. 1892 e 1893 c.c. ( ROSSETTI, 2010, pg. 57 ).

4.1.Lobbligo della societ assicurativa di contrattare. Lassicurazione della r.c.a. viene considerata obbligatoria secondo due accezioni diverse: da un lato allassicurato imposta ex lege al fine di circolare con un veicolo a motore, dallaltro lassicuratore non pu esimersi dal concludere i contratti che gli vengono proposti dai consumatori ai sensi dellart. 132 c. ass.. Una dottrina attenta ha precisato che lobbligo dellassicuratore a contrattare preordinato al fine di

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consentire a tutti i consociati la possibilit di circolare con i veicoli a motore. Se le societ assicurative potessero esimersi da questo dovere, vaste aree geografiche e numerose categorie di soggetti resterebbero privi di copertura assicurativa, e, di conseguenza, tutto ci non potrebbe essere consentito dal legislatore30. Lart. 132 c. ass., dispone che le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe, che hanno lobbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per lassicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dallattestato di rischio, nonch dellidentit del contraente e dellintestatario del veicolo, se persona diversa. Dalla norma, in parola, si desume che il legislatore ha posto in capo alle societ assicurative due obblighi: il primo attiene allelaborazione di condizioni generali di contratto e il prezzo che concerne il rischio nella circolazione; il secondo, ha ad oggetto, il dovere di accettare le proposte contrattuali in linea con le prescrizioni suddette31. Di particolare rilievo fu il braccio di ferro tra lItalia e la commissione Europea sulla conformit dellobbligo di contrarre contenuto nellart. 132 c. ass. con il Trattato istitutivo dellUnione ed in particolare con gli artt. 43 e 49 che disciplinano rispettivamente la libert di stabilimento e la libera circolazione dei servizi. La disputa fu risolta dalla Corte di Giustizia della Comunit Europea, la quale precis che, nonostante lart. 132 c. ass. costruisse un limite alla concorrenza, non contrasta con gli artt. 43 e 49; giacch esso trova fondamento in un interesse superindividuale dei consociati ad ottenere sempre una copertura assicurativa

G. GENTILE, Assicurazione obbligatoria della responsabilit civile degli autoveicoli e dei natanti, Giuffr, Milano, 1971, pg. 17; INNARELLI, Commento allart. 132 cod. ass., in CAPRIGLIONE ( a cura di ), Il codice delle assicurazioni private, II, 1, Padova, 2007, pg. 322 ss. 31 E. DI JESO, Obbligo legale a contrarre delle imprese assicurative esercenti la r.c.a., in Assicurazioni, 2000, I, 305

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rispetto ai sinistri, ed inoltre, non sussiste una disarmonia tra linteresse tutelato e lo scopo che si vuole raggiungere32. In questo contesto si inserisce anche lelusione della societ assicurativa, posta in essere grazie a specifiche politiche tariffarie, volte ad ottenere la stipulazione delle polizze solo nei confronti di taluni soggetti. Parte della dottrina, in merito al tema, ha ritenuto che non sussista un obbligo, posto in capo allassicuratore, di adottare un parit di trattamento nei confronti degli assicurati. Taluno ha considerato che, si configura una elusione, solamente nel momento in cui venga accertato che lassicuratore abbia realizzato distinzioni negoziali al mero fine di non contrattare33.Ad avvalorare questa tesi viene in soccorso una pronuncia della Corte di Giustizia, la quale ha affermato la sussistenza del principio di libert tariffaria nellambito assicurativo non vita34.

4.2.La conclusione del negozio giuridico. La conclusione del negozio giuridico, per quanto concerne lassicurazione obbligatoria della r.c.a. , non presenta caratteristiche differenti da ci che avviene per i contratti di assicurazione in generale. E bene precisare che, ai fini delladempimento dellobbligo di assicurazione dei veicoli a motore, le imprese non possono subordinare la conclusione di un contratto. per lassicurazione obbligatoria della responsabilit civile. alla conclusione di ulteriori contratti assicurativi, bancari o finanziari ( art. 170 c. ass. ). E se la societ assicurativa richiedesse, al fine della conclusione del contratto, la sottoscrizione della copertura di altri rischi come lincendio o il furto, saremmo di fronte a
M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 61 33 G. GABRIELLI, Obbligo di contrarre e libert di determinazione delle condizioni contrattuali in capo alle imprese esercenti lassicurazione della responsabilit civile da circolazione di mezzi di trasporto: una convivenza difficile, in Dir. ed econ. Assicuraz., 2001, 762 34 C. Giust. CE, 25 febbraio 2003, in causa C-59/01, Commissione C. Repubblica Italiana
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contratti abbinati? No, pacifico che in tale circostanza, sussisterebbe una sola polizza multirischio che costituisce un solo negozio giuridico. Viceversa vi chi in dottrina sostiene che la ratio dellart. 170 c. ass., include anche tali ipotesi nel divieto di abbinamento, di conseguenza, anche le polizze multirischio sarebbero inibite dalla norma in esame35. Tuttavia, il legislatore ha statuito due deroghe al divieto di abbinamento: la prima concerne lipotesi nella quale la societ assicurativa affianca alla polizza con franchigia a carico dellassicurato anche un altro negozio giuridico che consenta allassicurato stesso, qualora si verifichi un incidente, di essere coperto dal pagamento della franchigia; la seconda attiene al caso nel quale, la societ assicurativa, offra agli assicurati sia il negozio abbinato sia quello non abbinato, di fatto permettendo a costoro di scegliere quale contratto stipulare ( ROSSETTI, 2010, pg. 66 ). La trasgressione del divieto di abbinamento si realizzer nelle ipotesi in cui lassicuratore impone, al fine della conclusione del polizza della r.c.a., la stipulazione di un ulteriore negozio giuridico. In tali circostanze il contratto abbinato potr essere annullato per vizio del consenso che potr configurare sia il dolo determinante sia la violenza morale36.

5.Forma del contratto. Il contratto, di assicurazione della r.c.a, richiede come ogni altro negozio giuridico la forma scritta ad probationem ex art. 1888 c.c.. Il documento che lo ingloba la polizza ed essa costituisce anche lunica prova della sua sussistenza. La polizza deve contenere gli elementi essenziali del contratto ( generalit delle parti, durata, premio, rischio
M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 65 36 In tale ottica anche: M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 66; mentre di opinione contraria ROMA, Commento allart. 170 cod. ass., in CAPRIGLIONE ( a cura di ), Il codice delle assicurazioni private, II, 2, Padova, 2007, 73-74
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coperto ) che, inoltre, indicano, in modo evidenziato, la provvigione dellintermediario, nonch lo sconto complessivamente riconosciuto al sottoscrittore del contratto ( art. 132. comma 2-ter, c. ass. ) ed il contributo del sistema sanitario nazionale ( art. 334, comma 2, c. ass. ). Il legislatore prevede unaltra peculiarit per il contratto, di assicurazione obbligatoria della r.c.a., infatti necessario che la societ assicurativa rilasci anche il certificato, il contrassegno e lattestazione del rischio. La societ assicurativa, entro cinque giorni dal pagamento del premio, dovr consegnare allassicurato il certificato. Se il negozio giuridico concluso a distanza, la societ assicurativa dovr, obbligatoriamente, inviare il contrassegno al domicilio del cliente nello stesso termine ( art. 11, Regolamento ISVAP 13/2008 ). Tale dovere ha natura contrattuale, pertanto, qualora lassicuratore non ottemperi, lassicurato potr richiedere la risoluzione del negozio giuridico per inadempimento ex art. 1453 c.c..Nel certificato dovranno essere indicate le generalit dellassicuratore, del veicolo ( il quale si vuole coprire ), dellassicurato e della scadenza del contratto ( art. 6, Regolamento Isvap 13/2008 ). Il contrassegno stato definito, da un parte della dottrina, come un estratto del certificato37, esso dovr essere rilasciato allassicurato contemporaneamente al certificato ( art. 127, comma 3, c. ass. ) e dovr comprendere: la ragione sociale dellassicuratore, la targa, il modello di autoveicolo assicurato e la scadenza della copertura assicurativa ( art. 9, Regolamento Isvap 13/2008). Qualora vi fosse difformit tra il certificato e il contrassegno, si dovr prediligere il contenuto del primo ( ROSSETTI, 2010, pg. 68 ). La funzione del certificato duplice: quella di pubblicit, che concerne il fatto di rendere inconfutabile la sussistenza del contratto di assicurazione nei confronti dei terzi, e di incontestabilit rispetto alla societ assicurativa, in quanto essa non potr pi revocarne il contenuto e dovr indennizzare gli incidenti cagionati nel
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 68

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limite della scadenza prevista dallo stesso negozio giuridico ( art. 127, comma 2, c. ass. ). Anche il contrassegno assolve la funzione pubblicitaria, in quanto la sua esposizione nel veicolo ( art. 4, comma 3, Regolamento Isvap 6 febbraio 2008, n. 13 ) permette ai terzi di conoscere la copertura assicurativa e la durata dello stesso ( ROSSETTI, 2010, pg. 68 ). Si deve ritenere che vi sia una equiparazione tra la non esibizione del contrassegno e lipotesi in cui esso non sia leggibile38. Unattenta dottrina ha ritenuto che contrassegno e certificato possano essere accomunate a dichiarazioni confessorie che la societ assicurativa realizza nei confronti dei terzi ( ROSSETTI, 2010, pg. 69 ), in quanto il certificato non potr essere confutato dallassicuratore qualora attenga ad un errore di fatto ( art. 127, comma 2, c. ass. ). Di conseguenza, se si verifica un incidente stradale , lassicuratore dovr indennizzare il danneggiato, non potr eccepire che il certificato sia stato emesso prima del premio, o prima di stipulare il negozio giuridico, o da un soggetto che non era abilitato a rappresentare la compagnia, o agire per conto di essa39. E bene precisare che lincontestabilit non perentoria, infatti esso potr essere derogato in alcune ipotesi: a) qualora la circolazione avvenga senza il consenso del proprietario a seguito di un furto o altra circostanza di coazione fisica, dal giorno successivo a quello in cui stata effettuata la denuncia ( art. 122, comma 2, c. ass. ); b) allorquando il certificato sia falsificato, rubato in bianco e successivamente riempito, ovvero contraffatto; c) quando il negozio giuridico sia nullo o inesistente; d) nellipotesi in cui il certificato sia stato diffuso mediante dolo o violenza da parte dellassicuratore.40
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Cass. civ., sez. III, 12 settembre 2005, n. 18109, in Arch. giur. circolaz. 2005, 1190 39 Cass. civ., sez. III, 5 agosto 1981, n. 4886, in Giust. civ., 1981, I, 2867 40 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 70

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6.Attestazione sullo stato di rischio. Il negozio giuridico, che ha ad oggetto lassicurazione obbligatoria della r.c.a., deve comprendere talune clausole che stabiliscono il valore del premio in base al numero di incidenti stradali cagionati dal veicolo. Tale prezzo sar tanto pi alto, quanti pi sinistri abbia realizzato la vettura secondo quanto dispone lart. 133 c. ass.. I veicoli sono classificati sulla base di classi di merito, pertanto, lassicuratore dovr, al momento della stipulazione del contratto, chiedere allassicurato il numero degli incidenti posti in essere dal veicolo ed in quale classe di merito esso era inserito. Il legislatore prevede ladempimento di queste prescrizioni nellattestazione dello stato di rischio inserito allart. 134 c. ass.. In primo luogo bene precisare che tale documento non indica lesistenza del negozio giuridico, ma solo la classe di merito in cui viene inserita la vettura. Lart. 134 c. ass., dispone che lattestazione dello stato di rischio dovr essere rilasciata allassicurato dallassicuratore entro trenta giorni dalla scadenza annuale, ovvero entro quindici giorni dalla istanza dellassicurato ( art. 134 bis, c. ass. e Regolamento Isvap 4/2006 ). Dalla norma in argomento, si desume che il contratto non pu avere una durata superiore ad un anno, tuttavia, nel nostro ordinamento giuridico, sussiste una libert negoziale sancita allart. 1322 c.c., pertanto non possibile stabilire in maniera assoluta che il negozio giuridico non possa essere superiore ad un anno41. Esaminando i soggetti, possiamo individuare che il creditore sia il proprietario-contraente del veicolo ( art. 2054, comma 3, c.c. ), sia il proprietario della vettura non contraente ( art. 134 c. ass. ). Lassicurato, che abbia ottenuto il certificato, dovr consegnarlo allassicuratore qualora si dovesse stipulare un nuovo contratto riguardante
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la stessa vettura ma con un'altra societ assicurativa ( art. 134, comma 4, c. ass. ) La consegna del negozio giuridico dovr essere posta in essere nel momento della stipula del contratto, oppure entro tre mesi da essa ( art. 8, comma 3, Regolamento Isvap 4/2006 ). Qualora lassicurato non trasmetta il certificato, recante lattestato di rischio, alla societ assicurativa, essa allocher il proprio cliente nella classe di merito peggiore. Il certificato dovr comprendere i dati che consentano lidentificazione del contraente, della societ assicurativa, del negozio giuridico, del veicolo, la classe di merito attribuita alla vettura, quella universale ( per eventuali stipulazioni di altri contratti ), i sinistri realizzati dal mezzo ed infine le franchigie non ancora pagate dallassicurato ( ove siano previste ). Lattestato di rischio un negozio giuridico unilaterale di accertamento, giacch non vincola solo i contraenti originari che lo hanno stipulato ma anche tutti i successivi assicuratori dello stesso veicolo. Ad esso si applicheranno le tradizionali disposizioni di diritto comune che regolano i contratti ai sensi dellart. 1324 c.c., tra esse lannullabilit per vizio del consenso42. Qualora lassicuratore attribuisca una classe di merito pi elevata allassicurato, sar possibile per questo ultimo richiedere la restituzione della somma di denaro erogata ex art. 2033 c.c., ovvero la risoluzione del contratto per inadempimento 1453 c.c. ( ROSSETTI, 2010, pg. 75 ).

7.Durata del contratto. Nellambito della decorrenza per il contratto, di assicurazione obbligatoria della r.c.a., non vi sono deroge alle normali regole di diritto comune. Tuttavia, bene precisare che, gli effetti del negozio giuridico si producono immediatamente per lassicurato, che dovr pagare il premio al momento della conclusione. Mentre per la societ
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assicurativa, si realizzano alle 24.00 del giorno in cui stato pagato il premio, salvo che sia stata costituita una nota di copertura provvisoria che impone limmediata produzione degli effetti ( ROSSETTI, 2010, pg. 77 ). Essi possono essere sospesi mediante due diverse modalit: legale o convenzionale. La prima disciplinata allart. 1901 c.c., che sospende lassicurazione dal quindicesimo giorno successivo a quello della scadenza del termine di pagamento della rata del premio, allorquando lassicurato non corrisponda le rate successive alla prima. Di conseguenza, tale sospensione, sar opponibile dalla societ assicurativa anche nei confronti della vittima del sinistro 43. Nellipotesi in cui vi sia un disaccordo tra assicurato e assicuratore, spetter al primo dimostrare di aver adempiuto al pagamento della prima rata tempestivamente44.Il negozio giuridico potr essere riattivato mediante il pagamento della rata, ovviamente, tale procedimento non avr carattere retroattivo, di conseguenza, se si verificher un sinistro nel periodo di sospensione la societ assicurativa non ne risponder. Diversi contratti contemplano la sospensione condizionale ad nutum dellassicurato, essa decorre, generalmente, dal momento in lassicurato consegna alla compagnia assicurativa il contrassegno e il certificato, e, si estingue, grazie ad una manifestazione di volont dello stesso assicurato45. Sar concessa la riattivazione, essa per dovr essere chiesta non oltre un anno dalla sospensione, viceversa, il negozio giuridico sar risolto ipso facto e il premio non goduto rimarr in capo allassicuratore. La riattivazione permette di far riprendere la copertura assicurativa fino alla scadenza prevista precedentemente. Gli effetti del contratto possono anche realizzarsi mediante proroga tacita del negozio giuridico, come nelle altre ipotesi
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Cass. civ., sez. III, 22 maggio 2006, n. 11946, in Resp. Foro it., 2006, Assicurazione ( contratto ), n. 206 44 Cass. civ., sez. III, 22 maggio 2006, n. 11946, in Resp. Foro it., 2006, Assicurazione ( contratto ), n. 206
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previste dal diritto comune. Vi sono tuttavia talune peculiarit che attengono, in primo luogo, al fatto che lassicurato potr manifestare la volont di non rinnovare il negozio giuridico fino a quindici giorni prima della scadenza dello stesso, ex art. 172, comma 2, c. ass.; ed in secondo luogo, lassicurato non dovr dare disdetta in maniera formale, qualora la societ assicurativa abbia contemporaneamente rinunciato ad essa al fine di aumentare il premio ( ROSSETTI, 2010, pg. 80 ). Gli effetti dellassicurazione, obbligatoria della r.c.a., si estinguono alla scadenza stabilita dalla polizza, oppure dal quindicesimo giorno successivo alla scadenza del periodo in cui era stato corrisposto il premio. Anche in tale circostanza, si applicheranno le regole di diritto comune relative alla cessazione anticipata degli effetti come la nullit, lannullamento, risoluzione e rescissione. Tuttavia, il legislatore ha previsto alcune peculiarit al sistema tradizionale. Lart. 172 c. ass., consente allassicurato di recedere dal contratto, qualora lassicuratore innalzi il premio ad valore superiore a quello del tasso programmato di inflazione, salvo quanto previsto per le clausole bonus malus. Lassicurato potr fruire del recesso entro la scadenza del negozio giuridico, tuttavia, costui non potr avvalersi di tale diritto, giacch non potr conoscere la volont dellassicuratore prima della scadenza del contratto, se questo ultimo non gli ha manifestato la sua decisione. Pertanto, il legislatore ha previsto, allart. 3, Regolamento Isvap 9 agosto 2006, n. 4, che la compagnia assicurativa dovr avvisare lassicurato della volont di aumentare il suo premio, entro trenta giorni prima della scadenza del negozio giuridico. Qualora il contratto sia stato stipulato a distanza, e lassicurato pu essere configurato come consumatore, il legislatore consente il recesso entro quattordici giorni dalla stipulazione del negozio giuridico, ovvero, se successiva, quella in cui stata stabilita linformazione negoziale. Allorquando si sia gi realizzato un incidente stradale non esercitatile il recesso46.
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8.I soggetti del contratto. I soggetti del contratto, di assicurazione obbligatoria della r.c.a., sono generalmente due: assicurato e assicuratore, tuttavia, pu accadere che possano essere anche tre: assicurato, assicuratore e beneficiario. Tale circostanza si realizza, allorquando lindividuo che stipula il negozio giuridico non il titolare dellinteresse assicurato. Lassicuratore, per essere tale, deve presentare alcune peculiari caratteristiche per ottenere lautorizzazione ad esercitare lassicurazione della r.c.a.: deve avere sede in uno stato membro dellUnione Europea, deve associarsi allUfficio Centrale Italiano ( art. 23 c. ass. ), deve praticare in regime di libera prestazione di servizi, deve nominare un rappresentante che si curi la valutazione dei sinistri ( art. 25 c. ass. ), deve delegare un attuarlo al controllo delle tariffe ( art. 34 c. ass. ).47 Il contraente il soggetto che fisicamente stipula il negozio giuridico, costui potr coincidere o meno con lassicurato, tale circostanza sussister in tutte le ipotesi in cui il veicolo ha cagionato danni a terzi, ovvero quando la polizza stata sottoscritta dal proprietario della vettura o dagli altri soggetti indicati allart. 2054, comma 3, c.c. ( ROSSETTI, 2010, pg. 82 ). Lassicurato la persona su cui direttamente ricade il rischio ex art. 1904 c.c., nella fattispecie potr essere il conducente che risponde dei pregiudizi cagionati ( art. 2054, comma 1 o 4, c.c. ), il proprietario, usufruttuario o acquirente a rate ( art. 2054, comma 3 o 4, c.c. ) e il fruitore in leasing ( art. 91, comma 2, c. str. ). Dallart. 122 c. ass., si desume che lassicurazione obbligatoria della r.c.a. pu essere o unassicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta. Il primo caso, si cristallizzer allorquando il contraente non sar n il proprietario n il conducente della vettura individuata nel
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 82

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negozio giuridico; mentre la seconda ipotesi sussister in tutti gli altri casi nei quali qualsiasi persona si ponga alla guida del mezzo ( indicato nel contratto ) con il consenso del proprietario ( ROSSETTI, 2010, pg. 8 ). A seguito di queste argomentazioni, ritengo, confortato da una attenta dottrina, che le clausole di guida esclusiva non siano legittime48. Con tale espressione si intende quelle condizioni che limitano la copertura assicurativa solo a taluni soggetti. Esse realizzano un vero e proprio metodo atto ad evitare lobbligo previsto allart. 122 c. ass., giacch il legislatore con tale legge stabilisce che si debba assicurare la responsabilit aquiliana per i danni cagionati ai terzi che rientrano nelle ipotesi dellart. 2054 c.c., essa prevede che rispondano sia il proprietario, sia il conducente (M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 89 ). I terzi danneggiati sono tutti i soggetti che hanno patito un pregiudizio derivante dalla circolazione di veicoli.

9.Le obbligazioni delle parti. Nellambito dellassicurazione della r.c.a., lobbligazione dellassicuratore di erogare lindennizzo e lassicurato deve pagare il premio. Ad esse, tuttavia, ne sono previste altre, lassicurato deve consegnare lattestato di rischio al momento del contratto ( artt. 1892 e 1893 c.c.), inoltre su costui posto lobbligo di avviso del sinistro, cristallizzato nellart. 1913 c.c., compilando il modulo che gli ha rilasciato lassicuratore secondo quanto previsto dallart. 143 c. ass., lassicuratore dovr, altresi, riconsegnare durante la stipula o il rinnovo del negozio giuridico o qualora vi sia la denuncia dellincidente stradale ( ROSSETTI, 2010, pg. 90 ). Lassicurato ha anche lobbligo di salvataggio ( e la sua violazione prevede gli effetti di cui allart. 1915 c.c. ), parte della dottrina ritiene che essa attenga solo ai danni diretti (
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quelli che concernono le assicurazioni per i danni alle cose ), e di conseguenza, non applicabile alle assicurazioni di persone o patrimoni49. La giurisprudenza ha distinto tra lobbligo di non aggravare levento e quello di impedirlo. Questo ultimo, non conciliabile con lassicurazione obbligatoria della r.c.a., qualora vi sia una non ottemperanza di tale prescrizione derivante da dolo. Pertanto, in tale ipotesi lincidente non sarebbe indennizzabile, mentre allorquando si verifichi il sinistro a seguito di colpa, essa concerne la copertura prevista dal contratto. Per quanto concerne il fatto di non aggravare levento, esso conciliabile con lassicurazione obbligatoria della r.c.a.. La Suprema Corte ha precisato che lart. 1914 c.c., si applica anche nella responsabilit aquiliana, tuttavia, in tale contesto, si far riferimento al massimale, ( e non alla somma assicurata come avviene nella tradizionale assicurazione della responsabilit civile ) per definire il quantum50. A carico dellassicurato sussiste, altresi, lobbligo di documentazione ( che attiene alla emissione del certificato, del contrassegno, e dellattestato di rischio ) e di informazione ( avviso recapitato allassicurato entro trenta giorni prima della scadenza del negozio giuridico, del termine dello stesso contratto, delle tipologie di recesso e del valore del premio per il rinnovo ). Qualora una parte non ottemperi a queste prescrizioni, laltra potr chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dellart. 1453 c.c ( ROSSETTI, 2010, pg. 92 ).

10.Il premio. Fino al 1995 non era possibile per gli assicuratori determinare in maniera discrezionale il valore del premio. Infatti lart. 1, l. 24 dicembre 1969, n. 990 stabiliva che i
PERISSINOTTI BISONI, Considerazioni sul primo comma dellart. 1914 cod. civ. e sua estensione interpretativa, in Assicurazioni, 1983, I, 637 50 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 91
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premi dovessero regolarsi in basi a parametri predeterminati e valutati dal Ministero dellindustria51. Questo paradigma, basato sulle tariffe amministrative, fu abrogato con lart. 126, lett b), d.lgs. 17 marzo 1995, n. 175, che diede attuazione alla Terza Direttiva comunitaria in ambito r.c.a.. Nonostante cio, tale norma non diede gli esiti attesi, in quanto la concorrenza non aument, mentre si elevarono notevolmente i costi, dei premi, praticati dalle compagnie assicurative ( secondo parte della dottrina anche del 500% rispetto a talune categorie di assicurati52 ). Per porre fine a questa situazione il governo nel 2000 decise di provvedere ad un blocco che imponeva da un lato il diniego di applicare aumenti non direttamente connessi agli incidenti effettivamente posti in essere dallassicurato, dallaltro fu vietato di modificare i parametri che influivano sul premio53. Tale provvedimento, tuttavia, venne censurato dalla Commissione Europea, in quanto ritenuto lesivo della concorrenza. Successivamente il legislatore, per porre rimedio al problema, con lart. 1, l. 5 marzo 2001, n. 57, introdusse nella l. 990/1969 lart. 12-bis, che indicava nove figure di assicurati in astratto e le compagnie avrebbero dovuto stabilire, ex ante e pubblicamente, quale premio applicare ad ognuna di esse54. Questo modello fu velocemente soppiantato dallart. 22, l. 12 dicembre 2002, n. 273, che modific lart. 12-bis, l. 990/1969, che fece cessare lobbligo di rendere pubblici i premi, e dispose che quelli attribuiti agli assicurati preveduti nella classe di merito massimo sconto, negli ultimi due anni, fossero i medesimi in tutto il territorio italiano. Non molto tempo dopo questa norma fu abrogata dallart. 81, l. 27 dicembre 2002, n. 289, che rese inapplicabile al
I. MILITERNI, A. VELLA, Lassicurazione obbligatoria dei veicoli a motore e dei natanti, Jovene, Napoli, 1977, pg. 112 e ss. 52 A. BONAFEDE, Malus malus. Processo alle assicurazioni, Roma-Bari, 2004, pg. 45 e ss. 53 A. PACE, L. F. PACE, Sulla legittimit comunitaria e costituzionale dellart. 2 d.l. 28 marzo 2000 n. 70, in Dir. ed econ. Assicuraz., 2001, 121 54 M. ROSSETTI, Il legislatore promette trasparenza ma detta norme inutili o illegittime. Incongruit e paradossi del nuovo rapporto assicurativo rca, in Dir. e giustizia, 2001, fasc. 13, 20
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contratto, di assicurazione obbligatoria r.c.a., la c.d. tariffa unica. Tutte le norme predette, oggi, sono state abrogate dal codice delle assicurazioni (art. 354 ).

10.1.La quantificazione del premio. La delimitazione del premio, nellambito dellassicurazione obbligatoria della r.c.a., si ottiene dallammontare del premio puro e dei caricamenti. Il primo si calcola moltiplicando la frequenza dei sinistri ( la media tra i sinistri accaduti nel periodo di osservazione e il numero dei mezzi/anno assicurati dalla stessa compagnia in quel periodo di tempo ) per il valore medio degli incidenti ( dato dal rapporto tra lammontare complessivamente erogato per gli incidenti verificatisi in un anno e il numero medio degli stessi realizzatisi nel medesimo periodo )55. Il valore medio degli incidenti viene valutato, dalla compagnia assicurativa, mediante la peculiare circostanza del singolo rischio coperto, ovvero la c.d. personalizzazione del premio. Essa concerne alcuni elementi oggettivi ( categoria del veicolo assicurato, potenza, vetust, sicurezza ), ed altri soggettivi ( sesso, et, residenza ), oltre a tali circostanze negli ultimi anni stato introdotto anche il chilometraggio della vettura. Per quanto concerne i caricamenti, essi attengono ai costi: generali di gestione, di liquidazione dellincidente, e di acquisizione del negozio giuridico. Inoltre, occorre aggiungere a questi anche lart. 334 c. ass., il quale impone il contributo sostitutivo delle azioni spettanti alle Regioni e agli altri enti che erogano prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale, nei confronti dell impresa di assicurazione, del responsabile del sinistro o dellimpresa designata, per il rimborso delle prestazioni erogate ai danneggiati dalla circolazione dei veicoli a motore.

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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 95

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Esso ammonta al 10,5% dei premi incamerati e deve essere localizzato in modo separato sia nella polizza che nella quietanza di pagamento. Il pagamento del premio, anche nellambito dellassicurazione della r.c.a., condicio sine qua non dellefficacia del negozio giuridico, esso decorre dalle 24.00 del giorno in cui avvenuto, o dal momento del pagamento medesimo se le parti lo hanno espressamente stabilito.

11.Le formule tariffarie. Alle modalit discrezionali di personalizzazione del premio che lassicuratore pu applicare, se ne affiancano altre che il legislatore impone alle compagnie assicurative. Lart. 133 c. ass. stabilisce che sia applicata, nei contratti di assicurazione della r.c.a., almeno una di queste formule tariffarie: clausole bonus/malus, franchigie, formule miste.

11.1.Bonus/malus. La prima prevede da un lato linnalzamento del premio, qualora lassicurato cagioni, in maniera colpevole, incidenti, nellambito di un tempo determinato ( c.d. di osservazione ), mentre dallaltro vi sar una diminuzione, allorquando lassicurato non realizzi alcun sinistro in questo periodo di tempo. Sotto un profilo meramente giuridico, il patto bonus/malus, una clausola condizionale ai sensi dellart. 1353 c.c., la peculiarit di essa, che riverbera i suoi effetti non solo nellipotesi in cui lassicurato rinnovi il negozio giuridico con la medesima compagnia, ma anche nel caso in cui stipuli un nuovo contratto con un altro assicuratore56. Il patto bonus/malus costruito da tre elementi:

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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 99

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a) classi di merito prestabilite, ognuna di esse coincide con un determinato livello di rischio, che possono aumentare o diminuire a seconda che lassicurato realizzi o meno sinistri; b) regole evolutive prestabilite, ovvero modalit mediante le quali lassicurato potr salire o scendere nelle classi di merito; c) coefficienti di variazione del premio prestabiliti ( M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 100 ). Per quanto concerne elenco delle classi di merito, esse potranno essere predefinite dallassicuratore. Tuttavia, lIsvap, per evitare iniquit, ha previsto un benchmark, ovvero un criterio che consenta di comparare le classi di rischio previste dai singoli negozi giuridici. Esso viene incarnato nelle Classi di Conversione Universale ( CU ) contenuto nellallegato 2 del regolamento del 9 agosto 2006, n.4 ( ROSSETTI, 2010, pg. 100 ). LIsvap, al fine di consentire criteri idonei alla comparazione tra le singole classi, ha individuato una peculiare scala di categorie di merito in numero di diciotto, ed inoltre, ha imposto alle compagnie assicuratrici di evidenziare, nei loro negozi giuridici, una peculiare tavola di conversione, che permetta di valutare le classi di merito applicate in concreto e quelle previste dallIsvap57. Il regolamento prevede che vi sia una distinzione tra assicurati che possano mostrare lattestato di rischio ( ovvero la documentazione del veicolo ), neoassicurati, e assicurati che reiterano il negozio giuridico ( ROSSETTI, 2010, pg. 101 ). Dal momento in cui viene focalizzata la classe di merito, essa potr subire laumento di due classi, per ogni incidente realizzato dallassicurato nellarco di cinque anni. Il legislatore ha disciplinato una serie norme, volte ad assicurare la classe di merito allassicurato, che permarranno in capo a costui anche se acquister una nuova
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 101

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vettura, ovvero se si realizzer un trasferimento di propriet del mezzo tra i coniugi ( oppure scioglimento della comunione sul bene ), ovvero nellesercizio del diritto di riscatto posto in essere dallutilizzatore in leasing o dal noleggiatore. Nellipotesi di acquisto di una nuova vettura, lassicurato rimarr nella classe di merito precedentemente assegnatagli sia nel caso in cui il nuovo veicolo sostituisca quello precedente ( art. 8, comma 5, Regolamento Isvap 4/2006 ), sia nellipotesi in cui il vecchio mezzo venga detenuto e lassicurato ne acquisti uno nuovo della medesima tipologia ( art. 134, comma 4-bis, c. ass. ). La seconda ipotesi attiene alla conservazione della medesima classe di merito, qualora vi sia un trasferimento di propriet del veicolo tra i coniugi in comunione dei beni e allorquando vi sia un mutamento parziale della titolarit del veicolo che comporti il passaggio di propriet da una pluralit di soggetti ad uno soltanto di essi ( art. 8, comma 6, Regolamento Isvap 4/2006 ). In tale circostanza il nuovo proprietario potr ottenere il riconoscimento della classe di merito prevista dallattestato di rischio concessa dalla compagnia assicurativa nel periodo in cui la vettura era di propriet comune. Il caso, che attiene al trasferimento della propriet in regime di comunione dei beni tra i coniugi, comporta alcune difficolt. In questa ipotesi sono possibili due differenti situazioni: il veicolo indicato nel contratto di assicurazione pu appartenere alla comunione o meno. Nel primo caso, non sarebbe possibile un trasferimento di propriet tra i coniugi in regime di comunione, in quanto sussisterebbe uno scioglimento della stessa per un unico bene, peraltro non consentito dallordinamento giuridico, giacch le cause di separazione sono tipizzate dal legislatore e riguardano tutti i beni dei coniugi ( art. 191 c.c. ) ed inoltre non contemplato il trasferimento dei beni gi compresi nella comunione ( art. 179 c.c. )58.

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L. BARBIERA, La comunione legale, in Tratt. Rescigno, III, Torino, 1982, 509 ss.

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Anche nel secondo caso, pur se il veicolo escluso dalla comunione legale ( art. 179 c.c. ), il coniuge potr comunque fruire della possibilit di ottenere la medesima classe di merito acquisita dallaltro. Anche lutilizzatore in leasing potr godere del medesimo diritto, qualora, alla scadenza del negozio giuridico, decida di acquistare lo stesso veicolo, ovvero preferisca stipulare un nuovo contratto per un altro mezzo.

11.2.La responsabilit dellassicurato. Come ho gi evidenziato, nei contratti in cui prevista la clausola bonus/malus il premio subisce degli aumenti a causa di sinistri stradali posti in essere nel periodo di osservazione. Con il termine sinistri, nellambito dellassicurazione obbligatoria della r.c.a., ci si riferisce ad un illecito realizzato dallassicurato, che sia imputabile a costui a titolo di colpa. La compagnia assicurativa, pertanto, non potr mutare la classe di merito, qualora non abbia accertato, in maniera professionale ex art. 1176, comma 2, c.c., che lassicurato abbia posto in essere un illecito colposo. Lassicuratore dovr adottare una condotta particolarmente oculata nella valutazione degli incidenti, perch qualora respingesse valide pretese risarcitorie potrebbe essere citato per mala gestio impropria da parte della vittima, mentre nellipotesi in cui accetti troppo facilmente tali le richieste, potrebbe essere ritenuto responsabile dallassicurato per illegittima valutazione della classe di merito59. Al fine di evitare tali situazioni, la compagnia assicurativa dovr decidere in base agli elementi di prova ottenuti dallassicurato, senza considerare la valutazione di questultimo. Di conseguenza nellipotesi in cui lassicurato richieda la liquidazione di un pregiudizio, del quale non vi sia alcun riscontro o documento, la societ assicuratrice dovr respingere il risarcimento. Viceversa se vi siano
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 106

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effettive prove del danno, lassicuratore dovr liquidare la somma di danaro prevista, senza che rilevi lopposizione dellassicurato60. Questi principi, individuati dalla giurisprudenza, sono stati cristallizzati dal legislatore nellart. 134, comma 4-ter, c. ass., tuttavia, la norma in parola presenta alcuni problemi interpretativi. La prima parte dellart. 134, comma 4-ter, c. ass., dispone che la compagnia assicurativa non pu mutare la classe di merito dellassicurato prima di aver accertato l'effettiva responsabilit del contraente. Innanzitutto, il contraente non deve essere obbligatoriamente il soggetto che ha cagionato il sinistro, in quanto pu essere un individuo diverso dal titolare dellinteresse ai sensi dellart. 1904 c.c.; unattenta dottrina ritiene che il termine contraente si debba leggere come assicurato61. La seconda parte dellart. 134, comma 4-ter, c. ass., presenta ulteriori problemi, infatti viene stabilito che leffettiva responsabilit individuata nel responsabile principale del sinistro, secondo la liquidazione effettuata in relazione al danno e fatto salvo un diverso accertamento in sede giudiziale. Ove non sia possibile accertare la responsabilit principale, ovvero, in via provvisoria, salvo conguaglio, in caso di liquidazione parziale, la responsabilit si computa pro quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di pi sinistri. Un primo problema, che comporta la norma in parola, che lattribuzione della classe di merito si realizza allorch lassicurato sia il responsabile principale del sinistro. Se il legislatore avesse indicato questa parte non sarebbero sorti problemi, giacch avremmo potuto ritenere responsabile principale il soggetto che avesse realizzato un contributo causale pari o superiore al 50,1 %. Ma il legislatore ha previsto, anche, che la verifica della responsabilit principale dovr realizzarsi secondo la liquidazione
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Cass. civ., sez. III, 12 dicembre 1991, n. 253, in Riv. giur. circolazione, 1991, 453 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 107

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effettuata in relazione al danno. Occorre stabilire chi sia lagente a cui sia imputabile la responsabilit principale del sinistro ai sensi dellart. 134, comma 4-ter, c. ass., si dovr prediligere colui che ha cagionato lincidente in misura superiore al 50%, ovvero il soggetto che ha realizzato danni pari o superiori al 50,1%? Ipotizziamo che Tizio non rispettando il semaforo rosso proceda con il veicolo e vada a collidere con Caio, che a sua volta non procedeva a velocit ponderata. Tizio subisce 1000 euro di danni, mentre Caio ne subisce per 200 euro. Immaginiamo di assegnare a Tizio il 70% di responsabilit nella realizzazione del sinistro, pertanto costui dovr risarcire 140 euro di danni a Caio, mentre potr pretendere da questultimo la liquidazione del 30% dei pregiudizi subiti, ovvero 300 euro. Orbene, se si valuter la colpa nella realizzazione dellincidente Tizio dovr considerarsi responsabile, viceversa, se si terr conto dei pregiudizi effettivamente patiti dai conducenti dei veicoli il responsabile sar Caio. Un secondo problema riguarda la parte finale dellart. 134, comma 4-ter, c. ass., che dispone ove non sia possibile accertare la responsabilit principale, ovvero, in via provvisoria, salvo conguaglio, in caso di liquidazione parziale, la responsabilit si computa pro quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di pi sinistri. La prima parte di tale disposizione inutile, giacch nellambito dellattribuzione della responsabilit di sinistri, dei quali non si riesca a stabilire con concretezza le effettive modalit di realizzazione, trover applicazione lart. 2054, comma 2, c.c., che attribuisce ad entrambi gli agenti una presunzione di responsabilit paritaria. Taluni autori ritengono che, siccome lart. 2054, comma 2, c.c., si applica solo nellurto tra veicoli, per quanto attiene al declassamento a causa delle clausole bonus/malus previste allart. 134, comma 4-ter, c. ass., sussister una responsabilit paritaria anche qualora non vi sia, un sinistro, che non preveda uno scontro tra veicoli.

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La seconda parte, dellart. 134, comma 4-ter, c. ass., stabilisce che, allorquando vi sia un responsabilit colposa eguale dellassicurato, costui non potr essere regredito nelle classi di merito. Il peggioramento potr realizzarsi solo nellipotesi in cui lassicurato ponga in essere altri sinistri nel periodo di osservazione che gli siano attribuibili non in maniera prevalente62. Parte della dottrina definisce il principio contenuto nellart. 134, comma 4-ter, c. ass., come regola del cumulo ( M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 110 ). Essa tuttavia, pone un problema, ci si chiede se, il paradigma in parola, debba adottarsi solo nelle ipotesi di responsabilit paritaria dei conducenti ( art. 2054, comma 2, c.c. ) ovvero anche qualora la colpa sia stata dimostrata nella misura inferiore al 50%. Le soluzioni ipotizzate dai commentatori sono due. La prima considera di azionare il declassamento allorquando lassicurato abbia realizzato pi sinistri con colpa non principale, solamente quando tale responsabilit sia imputata in via presuntiva, in quanto non sia individuabile lagente che ha la responsabilit principale. Questo primo orientamento suscita alcuni dubbi soprattutto sotto un profilo logico, giacch, in ossequio allart. 134, comma 4-ter, c.ass., nellipotesi in cui lassicurato cagioni, nel periodo di osservazione, due sinistri, e non vi siano prove dellevoluzione effettiva dellincidente, a costui sar attribuita una responsabilit pari al 50%, ai sensi dellart. 2054, comma 2, c.c., e al rinnovo del contratto gli verr applicato il malus. Viceversa, se costui realizzer 8 sinistri, in cui gli venga imputata una responsabilit pari al 25% ognuno, non subir alcuna regressione63. Nella seconda, la dottrina ritiene che se si dovessero considerare, per valutare il malus, anche i sinistri posti in essere dallassicurato, con colpa inferiore al 50% concretamente accertata, allora questo modello, per applicarsi correttamente, dovrebbe imporre alla compagnia
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 110 63 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 110

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assicurativa di valutare effettivamente il grado di colpa del proprio assicurato. E di conseguenza, dato che la responsabilit inferiore al 50% non aziona il malus e nellattestato di rischio si appunta solo la colpa presunta, lassicurato non avrebbe la possibilit di conoscere effettivamente la responsabilit che gli stata attribuita dalla compagnia assicurativa e essere esposto al rischio di vedersi applicare il malus, a seguito del cumulo di diversi sinistri per i quali non ha potuto. Parte della dottrina ritiene che il legislatore dovrebbe intervenire per chiarire il testo dellart. 134 c. ass. ( ROSSETTI, 2010, pg. 111 ).

11.3.Altre tipologie di tariffa. Il legislatore non ha previsto solo le clausole bonus/malus per le tariffe, infatti lart. 133 c. ass., prevede altre formule come la clausola peius che presuppone linnalzamento del premio al momento del rinnovo qualora lassicurato abbia cagionato sinistri nel periodo di copertura ( generalmente pi di uno, il rialzo pu andare dal 10 al 30 % ), ovvero la clausola di sconto anticipato ( o no claim discount ) che stabilisce il pagamento di un premio provvisorio, da parte dellassicurato e che potr essere oggetto di conguaglio alla fine del periodo di copertura se, lassicurato, ha posto in essere dei sinistri 64. Il legislatore, allart. 133 c. ass., ha previsto, altresi, la stipula di un contratto con clausola di franchigia, cio a dire una condizione che impone allassicurato una determinata somma di denaro prestabilita qualora avvenga un sinistro. Essa una clausola non opponibile al terzo danneggiato, pertanto, ai sensi dellart. 144 c. ass., la compagnia assicurativa dopo aver liquidato lindennizzo alla vittima potr recuperare la franchigia direttamente dallassicurato65.
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 113 65 A. POLOTTI DI ZUMAGLIA, Lassicurazione contro i danni, in G. ALPA ( a cura di ), Le assicurazioni private, II, Torino, 2006, II, 1367

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E bene prestare molta attenzione a queste peculiari clausole, giacch imponendo la franchigia in capo allassicurato, la compagnia assicurativa potrebbe elidere lobbligo di copertura previsto ex lege. Il legislatore non stabilisce quale debba essere lammontare della franchigia, di conseguenza, tale valore, potrebbe essere assai elevato. In tale circostanza, ci si domanda se sussista ancora una assicurazione per la responsabilit civile, ovvero se ricorre una fideiussione pattuita dal proprietario del veicolo a beneficio delle potenziali vittime66. La franchigia pu essere associata alla clausola bonus/malus, in questa situazione, lassicurato nellipotesi di sinistro dovr subire sia la degradazione dalla classe di merito, sia il pagamento della franchigia.

12.Il rischio e le sue delimitazioni. Lassicurazione obbligatoria della r.c.a. copre un rischio che non presenta grosse differenze dalle altre tipologie stabilite per la responsabilit civile in generale, ovvero lipotesi in cui lassicurato, a seguito di un fatto illecito posto in essere nei confronti dei terzi, risulti esposto allaggressione risarcitoria di costoro. Tuttavia, una distinzione peculiare, rappresentata dalla responsabilit che viene coperta, e che attiene solo a quella relativa alla propriet o alla guida di un veicolo a motore ( art. 122 c. ass. ). Deve interpretarsi in tal senso la clausola, adottata dalle compagnie assicurative, che stabilisce la polizza copre i rischi della responsabilit civile per i quali obbligatoria lassicurazione67. Lassicurazione obbligatoria della r.c.a. introduce ulteriori peculiarit relative alla delimitazione del rischio e al peggioramento, miglioramento, cessazione del rischio riguardante il negozio giuridico.

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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 114 67 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 114

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Nellambito della delimitazione soggettiva del rischio previsto un sistema binario: da un lato si ha riguardo dei danneggianti e dallaltro delle vittime del pregiudizio. In precedenza, si indicato chi siano i soggetti assicurati ( art. 1904 c.c. ) nel contesto della r.c.a.: il proprietario del veicolo ( o acquirente con patto di riservato dominio, usufruttuario e utilizzatore in leasing ) e il conducente. Tutto ci si deduce dallart. 122 c. ass., il quale impone lobbligo di stipulare un contratto di assicurazione r.c.a. per i soggetti individuati allart. 2054 c.c., e del fruitore in leasing. Tale prescrizione tipica e nominata, pertanto non potr essere estesa a soggetti diversi da quelli suddetti ( si pensi ad esempio al comodatario, al conduttore, al depositario ). Le parti, tuttavia, potranno derogare la prescrizione in parola mediante la propria volont, infatti, non di rado, viene estesa la copertura della r.c.a. anche al passeggero, per i pregiudizi avvenuti durante la circolazione. In tali ipotesi saremmo di fronte ad una polizza multirischio68.

12.1.Chi pu considerarsi proprietario?. Il proprietario del veicolo pu essere una persona fisica, persona giuridica, ente non riconosciuto, che sia titolare o contitolare del diritto dominicale sul mezzo indicato nella polizza69. Lunico elemento che rileva, in tale circostanza, il reale acquisto della propriet, qualora essa sia comune ( compresa quella derivante dai coniugi ), tutti i comproprietari dovranno rispondere in solido nei confronti del danneggiato, e pertanto saranno ritenuti assicurati ( art. 1904 c.c. )70. Per usufruttuario si intende il soggetto che abbia il diritto di godere del mezzo, purch ne rispetti la destinazione economica ( art. 978 e 981 c.c. ). Ovviamente, anche in questa circostanza, la responsabilit deriver dal diritto,
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 115 69 Cass. civ., sez. III, 23 giugno 1994, in Foro it., 1995,I, 1268 70 Cass. civ., sez. III, 10 gennaio 1981, in Assicurazioni, 1981, II, 2, 196

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poich lart. 2054, comma 3, c.c., non distingue tra la figura dellusufruttuario volontario o legale. Per acquirente con patto di riservato dominio si fa riferimento a colui che abbia comprato ratealmente il veicolo con riserva di propriet in capo al venditore ( art. 1523 c.c. ). Listituto in parola, prevede che la propriet passi mediante il pagamento dellultima rata di prezzo, tuttavia, lart. 2054, comma 3, c.c. impone che i rischi di un eventuale sinistro siano posti in capo al compratore. Lultima figura prevista lutilizzatore in leasing, ovvero il soggetto che ha stipulato il negozio giuridico al fine di ottenere la fruizione del veicolo. Non sussiste alcuna differenza tra leasing finanziario o traslativo71. La responsabilit stabilita dallart. 2054, comma 3, c.c., ha rilevanza oggettiva, di conseguenza le norme che la disciplinano sono eccezionali, pertanto, la presunzione di responsabilit non si potr applicare alle figure affini allutilizzatore in leasing, quali il lease back, il noleggio a lungo termine, il finanziamento allacquisto72.

12.2.Il conducente. Con il termine conducente si intende il soggetto che, nella circostanza in cui si realizzato lincidente stradale, era alla guida del veicolo. Precedentemente, ho evidenziato che lassicurazione obbligatoria della r.c.a. interviene anche nelle ipotesi in cui la vettura era in sosta, sospinta o trainata. Nella prima circostanza, il conducente responsabile, ex art. 2054 c.c., sar il soggetto che ha arrestato il mezzo in quella determinata area dove, ex post, avvenuto il sinistro. Mentre negli altri casi il conducente sar colui che esegue le attivit di traino o spinta. La giurisprudenza, tuttavia, ha affiancato a tali figure quella dellistruttore di scuola guida, costui considerato conducente, in quanto opera assistendo lallievo durante le
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Cass. civ., sez. III, 6 maggio 3023, in Foro it., 1986, I, 1819

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lezioni e ha il dovere di porre in essere le misure idonee al fine di evitare gli incidenti. Listruttore di guida, inoltre, non potr essere considerato un terzo trasportato e avr la facolt di ottenere la copertura assicurativa73. Il conducente potr godere della copertura assicurativa in tutte le ipotesi in cui abbia fruito del veicolo a motore con il consenso del proprietario. Mentre invece, tale circostanza verr meno, qualora lincidente, da lui posto in essere, non compreso nel rischio previsto dal negozio giuridico ( si pensi ad esempio al caso in cui vi sia la guida in stato di ubriachezza o senza patente ). Il proprietario sar coperto in tutte le ipotesi in cui lo sia anche il conducente, tuttavia, tale situazione non reciproca ( ad esempio nei casi di invito domino ). Nella circostanza in cui il conducente abbia fruito del veicolo a motore senza il consenso del proprietario non potr godere della copertura assicurativa. In tali ipotesi, pertanto, non rilever il fatto che il proprietario avrebbe dovuto porre in essere misure idonee ad evitare la circolazione del veicolo ( proibente domino ), oppure che si fosse limitato a fornire il proprio diniego ( invito domino ), in entrambe i casi il conducente potr subire lazione di regresso dellassicurato74. Vi sono altre circostanze che elidono la copertura assicurativa, esse hanno natura soggettiva, si pensi alle ipotesi in cui: un allievo fruisca del veicolo senza la presenza sul mezzo di un istruttore abilitato, il conducente guidi senza patente o questa sia scaduta, lagente sia sotto leffetto di sostanze stupefacenti o abbia abusato di alcolici, noleggio del mezzo senza licenza ( ROSSETTI, 2010, pg. 119 ). In queste situazioni, la mancata copertura assicurativa non sar oppiabile ai terzi danneggiati, tuttavia, lassicuratore, dopo aver liquidato i danni alle vittime, avr azione di rivalsa rispetto allassicurato.

12.3.I soggetti danneggiati.


Cass. civ., sez. III, 20 novembre 1998, n. 11744, in Assicurazioni, 1999, II, 2, 194 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 119
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La limitazione del rischio concerne anche le vittime dei sinistri e non solo gli assicurati. Il legislatore prevede la possibilit di eliminare dalla categoria dei terzi danneggiati taluni soggetti o taluni peculiari pregiudizi. In tali circostanze, lassicurato non potr invocare la copertura assicurativa e dovr rispondere personalmente. Lart. 129 c. ass., distingue tra pregiudizi alle persone e alle cose. Per quanto riguarda i primi ( ad esempio il danno morale, o il danno biologico ), il conducente non potr agire nei confronti della compagnia assicurativa del veicolo sul quale circolava nel momento in cui si realizzato il sinistro. Tale prescrizione appare logica, giacch lart. 2054 c.c. impone una responsabilit presunta ex lege in capo al conducente, e di conseguenza, costui sar considerato assicurato secondo quanto prevede lart. 1904 c.c.. Pertanto, costui non potr richiedere la liquidazione del danno allassicuratore del veicolo a motore da lui condotto, giacch o i pregiudizi subiti sono stati posti in essere a causa di colpa di terzi, e di conseguenza essi dovranno essere risarciti dal conducente, o dallassicuratore, del veicolo che li ha cagionati; ovvero i danni sono stati realizzati dallo stesso conducente e non potr ottenere il ristoro secondo quanto prevede lart. 1227 c.c.75. Nellipotesi in cui si sia verificato un sinistro e altri soggetti, distinti dal conducente, abbiano subito pregiudizi in seguito alla circolazione del veicolo, potranno invocare la pretesa risarcitoria garantita dallindennizzo che sar coperta dallassicuratore ( ROSSETTI, 2010, pg. 121 ). Anche il proprietario del veicolo pu subire pregiudizi alla persona, sia come trasportato, sia come soggetto esterno al veicolo. Nella prima ipotesi, costui non potr invocare il risarcimento, in quanto, altrimenti, sussisterebbe lestinzione del suo credito per confusione ( art. 1253 c.c. ). Il passeggero, in tale circostanza sarebbe sia il creditore che il responsabile della liquidazione del danno ( ovvero debitore ). La risoluzione secondo le norme del diritto
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 120

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comune, tuttavia, contrasta con la normativa comunitaria, nella fattispecie la Corte di Giustizia Europea ha precisato che, nonostante gli Stati membri siano liberi di disciplinare tale materia, non possibile svuotare il diritto comunitario eliminando la possibilit, per il trasportato, anche nellipotesi in cui sia titolare del veicolo, di invocare la pretesa risarcitoria nei confronti della compagnia assicurativa; pertanto, secondo la Corte di Giustizia Europea costui dovr essere equiparato a qualsiasi altra vittima dellincidente76. Il problema non si pone qualora il trasportato sul veicolo, e titolare dello stesso, perda la vita nel sinistro, in tale ipotesi i suoi congiunti potranno invocare il risarcimento jure proprio, sempre risarcibile77. Le suddette soluzioni valgono anche nel caso in cui la vittima sia il proprietario in qualit di pedone, o individuo che posto al di fuori del veicolo. Infatti lart. 142-ter, c. ass., stabilisce che il negozio giuridico copre anche i pregiudizi cagionati ad utenti non motorizzati per strada, e siccome la norma in parola di derivazione comunitaria si desume che per la richiesta della liquidazione del danno, la qualit di proprietario non rileva nemmeno per il pregiudizio cagionato alle cose78. Nellipotesi in cui il trasporto di un soggetto venga posto in essere su un mezzo ( soggetto ad assicurazione obbligatoria della r.c.a.), che non ottemperi alle disposizioni previste dallordinamento giuridico, e si verifichi un sinistro, la vittima potr, comunque, invocare il risarcimento del danno nei confronti sia del vettore sia del suo assicuratore79. Problematico il caso in cui la vittima del sinistro sia lerede del responsabile, contemporaneamente morto a causa dellincidente. La giurisprudenza di merito aveva ritenuto, in talune sentenze, che in assenza di rinunzia

C. Giust. CE, 30 giugno 2005, causa C-537/03, in Foro it., 2006, IV, 16 Cass. civ., sez. III, 2 febbraio 2010, n. 2362, in Banca Dati Juris Data 78 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 124 79 Questo principio stato statuito dalla Corte di Giustizia della Comunit Europea con lart. 1 della direttiva CE del Consiglio 14 maggio 1990 n. 90/232
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delleredit il credito della vittima si estingue per confusione ( ex art. 1253 c.c. )80. Un altro orientamento ha precisato che, lerede del responsabile, possa invocare il risarcimento del danno, nonostante abbia accettato leredit, in quanto lobbligazione che deriva dalla r.c.a. distinta da quella che riguarda il danneggiante, pertanto non si estingue per confusione81. Per quanto concerne i danni alle cose vengono esclusi dalla copertura assicurativa quelli subiti dal proprietario ( e dai soggetti comparabili quali lusufruttuario, lacquirente a rate, lessor ), dal coniuge non legalmente separato, dal convivente more uxorio, dagli ascendenti, discendenti legittimi, naturali o adottivi del proprietario, ma anche dagli affiliati, parenti o affini fino al terzo grado che convivano con lui, ovvero ai quali si occupa di mantenere ed inoltre nelle ipotesi in cui lassicurato sia un societ, dai soci a responsabilit illimitata ( art. 129 c. ass. )82.

13.La circolazione contro la volont del proprietario. Linterprete, nel valutare la circolazione del veicolo, in assenza di volont da parte del proprietario, si trova ad affrontare una triplice problematica: accertare chi sia il soggetto responsabile del sinistro, verificare se il proprietario possa andare esente da responsabilit e valutare se la vittima possa esperire azione diretta rispetto alla compagnia assicurativa. Innanzitutto, lart. 2054, comma 3, c.c., dispone che, nellipotesi in cui si realizzi un sinistro, il proprietario responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo avvenuta contro la sua volont. La
T. Roma, 18 ottobre 1994, in Riv. giur. circolazione, 1996, 337 T. Roma, 9 luglio 1996, in Riv. giur. circolazione, 1996, 978; proprio questultimo orientamento appare conforme alle disposizioni comunitarie, esso infatti stabilisce la non rilevanza, nellambito della liquidazione del danno, dei rapporti di parentela, coniugo o affinit responsabile, sia delle circostanze della vittima rispetto alla vettura. 82 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 127
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giurisprudenza, interpretando la norma in argomento, ha elaborato due differenti circostanze: la circolazione invito domino e la circolazione proibente domino. Il primo caso si realizza allorquando il proprietario non consente che terzi fruiscano del proprio veicolo, tuttavia, non adotta misure idonee al fine di evitare che tutto ci accada. In tali circostanze il proprietario risponder per i pregiudizi arrecati dal suo veicolo e non potr operare lart. 2054, comma 3, c.c.83. Il secondo caso riguarda le ipotesi in cui il proprietario non si limita a negare la fruizione del proprio veicolo, ma pone in essere tutte le misure idonee, esigibili dalluomo medio, al fine di evitare che il mezzo possa essere messo in circolazione da terzi ( antifurto, chiusura a chiave della vettura, custodia delle chiavi ). In tale circostanza potr applicarsi lart. 2054, comma 3, c.c., qualora il proprietario dimostri di non aver potuto impedire la circolazione e di conseguenza non dovr risarcire la vittima ( ROSSETTI, 2010, pg. 129 ). La Suprema Corte ha precisato che la prova liberatoria, ex art. 2054, comma 3, c.c., che consenta al proprietario di andare esente da responsabilit sia quella proibente domino84. Il proprietario potr essere ritenuto responsabile dei danni realizzati dal suo veicolo nelle seguente ipotesi: se la circolazione del suo veicolo sia avvenuta a causa di un furto, qualora non abbia chiuso in maniera idonea il mezzo; affidamento incauto della vettura ( ad esempio ad un parcheggiatore abusivo o un depositario che non dimostri sufficienti garanzie )85, consegna ad un meccanico del veicolo che non susciti seriet e affidabilit, deporre le chiavi del mezzo in luogo noto a terzi e facilmente raggiungibile86.

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 129 84 Cass. civ., sez. III, 7 luglio 2006, n. 15521, in Resp. Foro it., Circolazione stradale, n. 368 85 Cass. civ., sez. III, 1 agosto 2000, n. 10027, in Arch. giurid. circolaz., 2000, 743 86 Cass. civ., sez. III, 17maggio 1982, n. 3038, in Foro it., 1982, I, 2196,

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Al proprietario del veicolo non potr essere addebitata alcuna responsabilit, nelle ipotesi in cui abbia chiuso a chiave la vettura e abbia posto in essere misure idonee al fine di evitare che terzi fruiscano dello stesso87.

13.1.Lefficacia della copertura assicurativa del proprietario nel caso di circolazione contro la sua volont. Come si gia detto, nellipotesi in cui la circolazione avvenga prohibente domino, il proprietario non risponder dei danni cagionati a terzi dal suo veicolo. Ovviamente, in tale circostanza, non si potr nemmeno richiedere la copertura assicurativa. Viceversa, nelle ipotesi di circolazione invito domino, il proprietario dovr rispondere dei pregiudizi realizzati dal suo veicolo a terzi. Occorre chiedersi se costui, possa, legittimamente, domandare al suo assicuratore di rimanere indenne da responsabilit. La disciplina precedente, prevista dalla l. 990/1969, imponeva alla compagnia assicurativa di coprire tali pregiudizi. Tuttavia, oggi con lintroduzione dellart. 122, comma 3, c. ass., l'assicurazione non ha effetto, nel caso di circolazione avvenuta contro la volont del proprietario, a partire dal giorno successivo alla denuncia presentata allautorit di pubblica sicurezza. La nuova disciplina prevede che la vittima ottenga il ristoro dal Fondo di garanzia vittime della strada88. Lart. 122, comma 3, c. ass., presenta diversi problemi di interpretazione. Il primo quello di stabilire cosa il legislatore voglia dire con lespressione circolazione avvenuta contro la volont del proprietario. Alcuni autori ritengono che, la norma in parola, si riferisca solo alle ipotesi di circolazione prohibente domino, in quanto essa prevede la medesima espressione contenuta nellart. 2054, comma 3, c.c., ed inoltre se si allargasse linterpretazioni
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Cass. civ., sez. III, 21 giugno 2004, n. 11471, in Arch. giur. circolaz., 2004, 1169

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alle ipotesi di circolazione invito domino vi sarebbe un netto contrasto con il dettato costituzionale ( ROSSETTI, 2010, pg. 132 ). Il secondo problema quello di capire come si debba interpretare lespressione non ha effetto dal giorno successivo alla denuncia presentata allautorit di pubblica sicurezza. Il legislatore impone che si presenti una denuncia per elidere gli effetti del negozio giuridico, di conseguenza necessario che sia stato posto in essere un reato. E bene precisare che non sempre si realizza un illecito penale quando il veicolo messo in circolazione senza la volont del proprietario ( si pensi ad esempio al furto tra coniugi non legalmente separati ex art. 649 c.p. ). Parte della dottrina considera che si debba interpretare la norma alla luce dellordinamento comunitario. Infatti, lart. 2, comma 2, direttiva CE del Consiglio 30 dicembre 1983, n. 84/5, stabiliva che vi potesse essere lintervento del Fondo di garanzia, qualora il sinistro fosse stato realizzato in ipotesi di veicoli rubati od ottenuti con violenza. Di conseguenza, taluni autori, ritengono che il legislatore allart. 122, comma 3, c. ass., con lespressione circolazione avvenuta contro la volont del proprietario, abbia inteso riconoscere tali circostanze solo nelle ipotesi di furto del veicolo o reati violenti ( come la rapina, la violenza privata, la minaccia )89.

13.2.Lazione diretta del terzo danneggiato nel caso di circolazione contro la volont del proprietario. La vittima di un sinistro, qualora la circolazione sia stata operata senza la volont del proprietario, potr esercitare unazione diretta duplice. Nelle ipotesi di circolazione invito domino ai sensi dellart. 144 c. ass., il proprietario sar responsabile del pregiudizio arrecato a terzi e il suo assicuratore lo dovr tenere indenne rispetto ai danneggiati. Nel caso di circolazione prohibente domino, invece, occorre
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innanzitutto che il proprietario del veicolo sporga denuncia, successivamente il danneggiato potr invocare la tutela risarcitoria nei confronti del Fondo di garanzie vittime della strada ( art. 283 c. ass. ). Parte della dottrina ritiene che, nella circostanza in cui il sinistro si realizzi successivamente allo spossessamento della vettura, ma prima che il proprietario abbia presentato denuncia agli organi di pubblica autorit, debba essere la compagnia assicurativa privata del proprietario del veicolo, a risarcire la vittima e non limpresa designata dal Fondo di garanzia vittime della strada ( ROSSETTI, 2010, pg. 135. )

14.Delimitazioni del rischio causali, spaziali e temporali. Sia il legislatore, che il contratto, prevedono parecchie delimitazioni del rischio. Le prime ( quelle stabilite ex lege ) sono opponibili al terzo danneggiato e permettono allassicuratore di esimersi dallindennizzare la vittima. Le seconde ( quelle stabilite ex contractu ) non sono opponibili al terzo danneggiato ( art. 144, comma 2, c. ass. ) e consentono, esclusivamente, di esperire lazione di rivalsa della compagnia assicurativa nei confronti dellassicurato. E bene precisare che lassicurazione, obbligatoria della r.c.a., copre solo la responsabilit del proprietario ( e soggetti equipollenti ) e del proprietario secondo quanto dispone lart. 2054 c.c.90. Di conseguenza, la copertura assicurativa non sussister nei casi in cui non vi sia circolazione del veicolo, come ad esempio nelle ipotesi di custodia della vettura ( art. 2051 c.c. ) o di attivit pericolose ( art. 2050 c.c. ). Come si precedentemente evidenziato, la Suprema Corte ha precisato che per circolazione non si intende necessariamente il movimento di veicoli, ma pu considerarsi tale anche una vettura ferma su una pubblica via. In tal guisa diventa complicato stabilire se un sinistro si sia realizzato nellambito della circolazione.

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Cass. civ., sez. III, 27 maggio 2005, n. 11276, in Arch. giur. circolaz., 2006, 153

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Alcune delimitazioni che generalmente vengono incluse nelle condizioni generali del contratto riguardano: leliminazione dei pregiudizi arrecati durante gare o manifestazioni sportive e quelli cagionati da mezzi cingolati o macchine operatrici alla sede stradale. Queste delimitazioni non sono opponibili al terzo danneggiato ( art. 144 c.c. ). Il rischio dellassicurazione, obbligatoria della r.c.a., delimitato anche sotto un profilo spaziale. Esso si distingue ulteriormente a seconda dellambito geopolitico e dellarea in cui si realizzato il sinistro. Il primo concerne la copertura assicurativa ex lege di incidenti stradali realizzati in Italia e nei Paesi dellUnione Europea ( possibile, altresi, estendere la copertura a paesi extraeuropei con il modello della carta verde ). Il secondo dispone che la compagnia assicurativa dovr coprire i sinistri posti in essere dalla circolazione su strade pubbliche o aree equiparate. Pertanto, si escludono gli incidenti realizzati in aree private e non aperte alla circolazione pubblica ( art. 122 c.c. ). La delimitazione del rischio riguarda anche un profilo temporale, ovvero il momento dal quale lassicuratore coprir i danni cagionati ai terzi. Nellambito dellassicurazione obbligatoria della r.c.a., sussiste prima del rischio, e, di conseguenza, la delimitazione dello stesso fa riferimento al periodo iniziale e finale di efficacia del negozio giuridico. E bene precisare che, tale considerazione, non sempre risulta veritiera. Infatti, il contratto potrebbe stipularsi anche per una vettura ancora da acquistare, pertanto, in tale circostanza, il momento iniziale di copertura del rischio coincider con lacquisto del veicolo91. La copertura del rischio viene meno nel momento in cui scade lefficacia del negozio giuridico92. Qualora lassicurato non paghi le rate del premio successive alla prima, si applicher lart. 1901 c.c., in forza del quale
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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 142 92 Cass. civ., 12 agosto 1995, n. 8846, in Arch. giurd. circolaz., 1996, 547

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lefficacia del negozio giuridico prolungata di quindici giorni, a partire da quello in cui scaduta lobbligazione di pagamento del premio. Il legislatore permette anche la delimitazione temporale discontinua, giacch, nel negozio giuridico stipulato dalle parti, potr essere introdotta una copertura limitata alle ipotesi in cui il veicolo sia effettivamente utilizzato ( es: pay per use ), ovvero solo in determinate date predeterminate ( es: tutti i fine settimana ). Queste clausole non sono opponibili dalla compagnia assicurativa alla vittima del sinistro, tuttavia, la prima potr invocare, nei confronti dellassicurato, la rifusione delle somme di danaro corrisposte al terzo danneggiato. Nelle ipotesi in cui, il negozio giuridico, disponga il diritto di rivalsa della compagnia assicurativa, nei confronti dellassicurato, qualora questultimo ponga in essere un sinistro nei giorni diversi da quelli stabiliti, sussister solo una franchigia e non una delimitazione del rischio93.

15.I rischi esclusi. Le compagnie assicurative prevedono, nei contratti in parola, talune clausole, nelle quali viene meno la possibilit per lassicurato, di andare indenne dai danni cagionati in un sinistro, qualora sussistano delle peculiari circostanze soggettive del conducente. Una dottrina attenta le ha individuate nelle ipotesi in cui: il conducente non sia abilitato a guidare il veicolo, non si ottemperi a statuizioni a cui soggetta labilitazione alla guida ( si pensi alla guida senza occhiali ), il conducente avesse abusato di sostante stupefacenti o alcol al momento della guida, non ottemperanza alle prescrizioni sul trasporto delle persone ( riguardo al nocumento patito da queste ), mancato rispetto delle norme che attengono alla circolazione con targa prova ( ROSSETTI, 2010, pg. 143 ).

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M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 143

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Queste clausole, tuttavia, non attengono alla delimitazione del rischio, poich in tali circostanze lincidente stradale non indennizzabile a prescindere dalla causa della violazione amministrativa. Esse non sono opponibili alla vittima del sinistro e permettono alla compagnia assicurativa solo di agire in rivalsa nei confronti dellassicurato.

16.Aggravamento, diminuzione, cessazione del rischio. Il rischio coperto dallassicurazione obbligatoria della r.c.a. attiene alla nascita di un debito risarcitorio realizzato dellassicurato nellambito di un sinistro stradale. Non di rado, proprio lassicurato, mediante la sua condotta colposa, partecipa ad aggravare il rischio. Tale circostanza comporta laumento delle possibilit di cagionare pregiudizi di maggiore rilievo. Tuttavia, tale ipotesi, non aziona direttamente laggravamento del rischio ex art. 1898 c.c., in quanto occorre che esso abbia natura stabile e non transitoria94. Parte della dottrina aveva qualificato tali casi con il nommen iuris: rischio anomalo, ovvero un pericolo del tutto estraneo alle condizioni pattuite nel negozio giuridico, poich non corrispondente alla tipologia di pregiudizio dalle parti individuata95. Secondo questa dottrina, il rischio anomalo non era compreso nellart. 1898 c.c., e, di conseguenza, non poteva essere indennizzabile come sinistro stradale. Questa tesi fu rigettata dalla Corte di Cassazione, essa precis che il c.d. rischio anomalo non costituiva una categoria autonoma di rischio96. Tuttavia, successivamente ( negli anni 60 ), la Suprema Corte ritenne che sussistevano talune condotte anomale dellassicurato, volte a distorcere lequilibrio tra premio pagato e rischio; tale circostanza,

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 145 95 A. DURANTE, Lassicurazione di responsabilit civile, Giuffr, Milano, 1959, 58 96 Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 1968, n. 119, in Assicurazioni, 1968, II, 2, 157

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imprevedibile, si realizzava allorquando vi fosse una situazione nuova non transeunte, ma stabile97. Le ipotesi in cui la giurisprudenza ha precisato che non sussiste un rischio anomalo, n aggravamento del pregiudizio, riguardano i casi nei quali il sinistro si realizza a causa di: a) freni inefficienti del veicolo98; b) pneumatici notevolmente usurati della vettura 99; c) un veicolo che trainava con mezzi rudimentali unaltra vettura100; d) apertura dello sportello durante la circolazione101; e) un conducente che abbia fatto cenno ad un altro di via libera, per immettersi in uno spazio, pur non sussistendo la effettiva possibilit di realizzare tale condotta102; f) un ciclomotore in cui siano trasportati due passeggeri oltre al conducente103; g) un collo caduto da un veicolo in marcia104; h) lassicurato aveva smontato le sponde del proprio veicolo, al fine di caricare botti il cui volume superava la larghezza dello stesso mezzo, ed inoltre, le botti, erano state depositate in modo non idoneo105; i) conducente in stato di et avanzata ed in condizioni di salute che non gli consentivano di guidare in modo idoneo il veicolo106. Nellipotesi in cui lassicurato circoli in aree diverse da quelle dichiarate, ovvero fruisca del veicolo in maniera diversa da quella stabilit, sussister lannullamento del contratto ai sensi degli artt. 1892 o 1893 c.c., e non
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Cass. civ., sez. III, 9 luglio 1968, n. 2377, in Resp. civ. e prev., 1970. 432 Cass. civ., sez. III, 28 luglio 1967, n. 2015, in Assicurazioni, 1968, II, 2, 208 99 Cass. civ., sez. III, 9 luglio 1968, n. 2377, in Assicurazioni, 1968, II, 2, 208 100 Cass. civ., sez. III, 25 marzo 1969, n. 964, , in Assicurazioni, 1970, II, 2, 95 101 Cass. civ., sez. III, 7 maggio 1969, n. 1555, in Assicurazioni, 1971, II, 2, 10 102 Cass, civ., sez. III, 16 luglio 1975, n. 2802, in Riv. giur. circolazione, 1975, 697 103 Cass, civ., sez. III, 14 marzo 1996, n. 2115, in Riv. giur. circolazione, 1996, 126 104 P. Catanzaro, 1 dicembre 1976, Mustari c. Edera 105 T. Ancona, 8 maggio 1964, in Assicurazioni, 1965, II, 2, 274, con nota di CARBONI, Dellaggravamento e della anormalit del rischio 106 Cass, civ., sez. III, 15 dicembre 1970, n. 2684, in Assicurazioni, 1971, II, 2, 239

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aggravamento del rischio107. Perch vi sia diminuzione del rischio occorre che sia stabile e non passeggera. La cessazione del rischio si realizza allorquando lassicurato perda sia la propriet che la disponibilit della vettura, ovvero allorch tale circostanza si verifichi, in capo a costui, in assenza di volizione. Nellipotesi di cessazione del rischio per perdita del veicolo o demolizione, non si applicher la regola generale dellart. 1896 c.c., lassicurato potr ottenere il rimborso del premio pagato non goduto, a cui andranno decurtate le imposte e il contributo per il Servizio Sanitario Nazionale ai sensi dellart. 334 c. ass.. Se lassicurato perde la propriet ma non la disponibilit del veicolo non sussiste la cessazione del rischio. Nellipotesi in cui lassicurato, perda la disponibilit del mezzo detenendo la propriet ( circolazione invito domino ), risponder per i danni cagionati ai terzi ex art. 2054, comma 3, c.c.. Se invece vi sar la perdita involontaria della vettura il negozio giuridico si scioglier ex art. 122, comma 3, c. ass., e, lassicurato potr ottenere il rimborso del premio pagato non goduto.

17.Il trasferimento di propriet del veicolo. Lo scioglimento del negozio giuridico, per cessazione del rischio, pu realizzarsi qualora vi sia il trasferimento delle propriet del veicolo individuato nella polizza. Lart. 171 c. ass., prevede una triplice modalit. La prima consente, allassicurato, di richiedere lo scioglimento del contratto a partire dal momento in cui non ha pi la propriet del veicolo ( in ossequio allart. 1896 c.c. ). In tale circostanza, come in quella dellart. 122, comma 3, c. ass., lassicurato potr invocare la restituzione del premio non goduto alla compagnia assicurativa, decurtato dalle imposte e dal contributo per il Servizio Sanitario Nazionale ex art. 334, comma 4, c. ass. ( art. 10, comma 4, d.m. 86/2008 ). La seconda ipotesi riguarda il caso in cui il veicolo sia ceduto allacquirente, di conseguenza, in tale caso si ha un
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Cass, civ., sez. III, 23 giugno 1980, n. 3944, in Assicurazioni, 1981, II, 2, 75

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contratto bilaterale che necessita il consenso dellacquirente, viceversa non si potrebbe perfezionare ( come ogni cessione di negozi giuridici ). La terza ipotesi quella che concerne la c.d. voltura, ovvero ampliare la validit del negozio giuridico anche ad un altro veicolo di propriet dellassicurato. In questo caso il rischio non viene meno, ma potr aumentare o diminuire. E bene precisare che la compagnia assicurativa, allorch si realizzi la prima ipotesi ( aumento del rischio ) non potr recedere dal contratto ( a differenza di ci che prevede lart. 1898 c.c. ), ma le sar consentito di aumentare il premio.

18.Il massimale. Nellassicurazione obbligatoria della r.c.a. impossibile stabilire un rapporto tra valore assicurabile e valore assicurato108. Di conseguenza, viene stabilito un valore massimale, ovvero una somma di danaro, indicata nel contratto, che ha lobiettivo di delimitare il risarcimento erogabile dallassicuratore. Il massimale indicato singolo, anche se, non di rado, lassicurazione, obbligatoria della r.c.a., prevede un massimale plurimo. Con tale termine, si intende il negozio giuridico che stabilisce un massimale distinto rispetto ad ogni categoria di pregiudizio ( si pensi ai danni a persone e danni alle cose ). Nella prassi le compagnie assicurative introducono sempre un massimale c.d. catastrofale che non potr essere, in nessuna modalit, oltrepassato109. Esistono alcune peculiarit in tema di massimale nellassicurazione della r.c.a., lart. 128 c. ass., dispone che esso debba corrispondere alla somma di cinque milioni di euro per sinistro, indipendentemente dal numero di vittime, per i pregiudizi alle persone, e un milione di euro per i danni alle cose. Parte della dottrina ha precisato che, tali massimali, si debbano intendere indipendenti e cumulabili
Cass. civ., sez. III, 17 luglio 1993, n. 7971, in Resp. Foro it., 1993, Assicurazione ( contratto ), n. 108 109 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 153
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tra loro, queste delimitazioni sono state stabilite dallart. 1, comma 4, d.lg. 6 novembre 2007, n. 198, e si dovranno osservare dall11 giugno 2012110. Da questa data, i massimali, stabiliti allart. 128 c. ass., dovranno essere aggiornati alla variazione percentuale statuita dallindice europeo dei prezzi al consumo ( IPCE ) ogni cinque anni. Un massimale inferiore a quello legale da considerarsi tamquam non esset, ovvero la clausola sarebbe nulla e verrebbe sostituita da quella prevista dal minimo legale.

18.1.Superamento del massimale e mala gestio propria. Lassicurazione obbligatoria della r.c.a. pone assicurato e compagnia assicurativa su un piano paritetico, entrambi infatti hanno i medesimi interessi. Non di rado, accade che lassicuratore, omette di ottemperare ai propri obblighi, in tale circostanza si configura lipotesi di mala gestio. Essa si realizza allorquando vi sia una cattiva gestione, ovvero una condotta colposa o dolosa dellassicuratore che comporti effetti pregiudizievoli per lassicurato ( in senso proprio ). La cura degli interessi dellassicurato ha natura contrattuale, pertanto la mala gestio una tipologia di inadempimento ai sensi dellart. 1218 c.c.. Essa consente, in ipotesi gravi, la domanda di risoluzione del contratto ( art. 1453 c.c. ) e leccezione di inadempimento dellassicurato ( art. 1460 c.c. ) ( ROSSETTI, 2010, pg. 158 ). Per mala gestio ( in senso lato ) si intende anche lipotesi in cui la compagnia assicurativa non ottemperi tempestivamente alla liquidazione del danno derivante da circolazione di veicoli. In questo ultimo caso ( mala gestio in senso lato ), sussister una responsabilit non contrattuale ( ex art. 1218 c.c., come nella mala gestio in senso lato ) ma aquiliana, nei confronti della vittima ai sensi dellart. 2043 c.c., in capo allassicuratore, giacch costui ha un obbligo di adempiere tempestivamente ex lege, al risarcimento del danno ( ROSSETTI, 2010,pg. 159 ).
M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 154
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Allorch si configuri mala gestio necessario che vi sia un comportamento colposo da parte dellassicuratore. Costui, nellambito della gestione degli interessi dellassicurato, dovr aver violato un norma di legge, del negozio giuridico o di prudenza111. Le ipotesi pi diffuse di trasgressione dellassicuratore riguardano: la non ottemperanza agli obblighi stabiliti dallart. 1917 c.c., la violazione di tempi e modalit di adempimento dellobbligazione, ovvero mancato rispetto del principio di buona fede ( art. 1375 c.c. )112. La dottrina ha distinto la mala gestio in due ipotesi: mala gestio sostanziale e mala gestio processuale113. La prima si realizza qualora, lassicuratore, non accerta la responsabilit dellassicurato e non risarcisce il pregiudizio, ovvero non tiene conto di buone condizioni transattive. La seconda attiene ad un comportamento che produce i suoi effetti nellambito della fase processuale ( si ipotizzi il caso della compagnia assicurativa che agevoli la controparte incorrendo in nullit ). La mala gestio dellassicuratore si configura se costui incapiente nei confronti della liquidazione del danno al terzo danneggiato. Nellipotesi in cui il massimale era risultato capiente nel momento del sinistro, e, successivamente, non pi sufficiente a saldare il risarcimento dovuto alla vittima; lassicuratore dovr rispondere del danno qualsiasi sia la sua entit, giacch tale circostanza si realizzata a causa di una sua condotta colposa che comporta un inadempimento ( art. 1218 c.c. ). Qualora il massimale fosse incapiente gi nel momento in cui si realizzato il sinistro, anche se lassicuratore avesse ottemperato, in maniera tempestiva alla propria obbligazione; lassicurato non potr essere manlevato per il pregiudizio cagionato al terzo

Cass. civ., sez. III, 10 aprile 1995, n. 4118, in Resp civ. e prev., 1995, 528, con nota di DIES, In margine ad una conferma della Cassazione sul fatto accidentale e sulla mala gestio nellassicurazione della responsabilit civile. 112 Cass. civ., sez. III, 5 marzo 1994, n. 2177, in Arch. giur. circolaz., 1994, 844 113 D. DE STROBEL, Obbligazioni accessorie dellassicuratore e le responsabilit da esse derivanti ( la mala gestio ), in Dir. ed econ. assicuraz., 1999, 1028

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danneggiato, questultimo otterr solo ed esclusivamente la rivalutazione del massimale114.

19.Lazione diretta. Il danneggiato, per sinistro stradale causato dalla circolazione di un veicolo a motore, per i quali vi obbligo di assicurazione, ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dellimpresa di assicurazione del responsabile civile, entro i limiti delle somme per le quali stata stipulata l'assicurazione ( art. 144 c. ass.). La dottrina unanime ritiene che lazione diretta costituisca un diritto sostanziale della vittima nei confronti dellassicuratore del responsabile. Esso il medesimo che il danneggiato ha nei confronti del danneggiante e tale diritto in parte autonomo115. Pertanto, lazione diretta si cumula al diritto risarcitorio della vittima derivante dalla condotta illecita stabilito allart. 2054 c.c., di conseguenza, il danneggiato potr scegliere se fruire delle due azione alternativamente o cumulativamente. Altro fattore rilevante che il legislatore con lart. 144, comma 2, c. ass.,ha reso il diritto della vittima nei confronti dellassicuratore parzialmente autonomo rispetto a quello dellassicurato nei confronti dellassicuratore, inibendo a questultimo la possibilit di opporre al danneggiato le eccezioni fondate sul contratto116. Tuttavia, l'impresa di assicurazione ha diritto di rivalsa, verso l'assicurato, nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione ( art. 144, comma 2, c. ass. ). Pertanto, non ogni tipo di eccezione interdetta, ma solo quelle derivanti dal negozio giuridico ( invalidit ed inefficacia del contratto ). Sia il danneggiante, che il suo assicuratore debbono rispondere in solido del sinistro rispetto alla vittima. Il
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Cass. civ., sez. III, 29 settembre 1999, n. 10765, in Assicurazioni, 2000, II, 2, 70 A. LA TORRE, Azione diretta e assicurazione, in Assicurazioni, 1971, I, 526

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 188

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primo per lintegrale valore del pregiudizio, mentre il secondo nel limite del massimale. Questa peculiare obbligazione viene definita solidariet atipica, giacch solo lassicurato titolare dellinteresse principale dellestinzione del debito, mentre lobbligazione dellassicuratore ha natura solidale perch finalizzata a rafforzare la garanzia di adempimento del debito principale117.

19.1.La procedura stragiudiziale. La liquidazione del sinistro stradale, attraverso la procedura stragiudiziale, disciplinata allart. 148 c. ass., e prevede tre differenti fasi: la richiesta lofferta e il pagamento. La prima impone che listanza sia inviata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento ( art. 148 c. ass. ), ad essa si deve allegare la denuncia dellincidente stradale indirizzata dal danneggiato al proprio assicuratore ( art. 148, comma 1 e 2, c. ass. ) e deve contenere il codice fiscale. Per quanto concerne i pregiudizi alle cose occorre indicare il luogo, le ore e i giorni ( non meno di otto ) in cui le cose danneggiato possano essere ispezionate. Per i danni alle persone listanza deve comprendere let della vittima, la sua attivit lavorativa, il suo reddito e lentit del pregiudizio subito. A tale richiesta si deve altresi allegare la perizia medica in cui sia accertata la guarigione e la circostanza che il richiedente non gode delle prestazioni da parte degli assicuratori sociali. Nella seconda fase, lassicuratore una volta ottenuta lofferta ha lobbligo di accertare i danni e liquidare lindennizzo. La vittima dovr collaborare con lassicuratore, in caso contrario, questultimo non potr verificare lentit dei pregiudizi, e i termini saranno sospesi ( art. 148, comma 3, c. ass. ). Parte della dottrina ritiene che tale circostanza decorre dal momento in cui il danneggiato si rifiuti di farsi visitare118.
117 118

Cass. civ., sez. III, 18 maggio 2001, n. 6824, in Arch. giur. circolaz., 2002, 41 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010,

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Lassicuratore, nel momento in cui riceve la richiesta, avr un termine perentorio per addivenire alla sua offerta, esso di trenta giorni nelle ipotesi di danni alle cose, qualora la dinamica sia contenuta nel modulo di denuncia sottoscritto da entrambi i conducenti. Sessanta giorni per i pregiudizi alle persone, allorch non sussista la constatazione amichevole, e, novanta giorni per danni alle persone ( ROSSETTI, 2010, pg. 208 ). Se la richiesta completa lassicuratore dovr accettare o rigettare la domanda, in questultima ipotesi dovr riportare la motivazione ( art. 148, comma 1 e 2, c. ass. ). La terza, ed ultima, fase quella del pagamento. In tale situazione vi sono tre sotto-ipotesi in cui la vittima pu accettare lofferta, rifiutarla, ovvero non mandare alcuna risposta. In tutte lassicuratore dovr risarcire, alla vittima, entro quindici giorni la somma offerta. La liquidazione potr realizzarsi mediante vaglia postale o assegno inviati allindirizzo individuato dal danneggiato nellistanza di risarcimento, ovvero mediante accredito sul conto corrente indicato da questultimo, o direttamente negli uffici della compagnia assicurativa ( su richiesta del danneggiato ). Se lofferta dellassicuratore viene rifiutata ( o non accettata entro trenta giorni dalla sua ricezione ), costui potr liquidare la somma depositandola presso una azienda di credito nel comune indicato dalla vittima nella denuncia del sinistro. Se tale somma non sar prelevata entro un anno lassicuratore potr ritirarla.

20.Il risarcimento diretto. Il legislatore con gli artt. 149 e 150 c. ass.; d.p.r. 2006, n. 254, ha introdotto la procedura di risarcimento diretto mediante la quale il danneggiato di un incidente stradale pu invocare il risarcimento direttamente nei confronti della propria compagnia assicurativa della r.c.a.119.
pg. 207 119 BALLARINI, Prime note sul sistema dellindennizzo diretto: la qualificazione giuridica del pagamento per conto dellimpresa del responsabile e la c.d. azione diretta del danneggiato nei confronti della propria compagnia, in Assicurazioni,

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Una volta liquidato il pregiudizio, lassicuratore del danneggiato potr ottenere la rifusione del risarcimento dalla compagnia assicurativa del colpevole del danno. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offerta, limpresa di assicurazione provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione e il danneggiato tenuto a rilasciare quietanza liberatoria valida anche nei confronti del responsabile del sinistro e della sua impresa di assicurazione ( art. 149, comma 4, c. ass. ). La procedura di risarcimento diretto ha suscitato immediatamente parecchi dubbi agli interpreti in merito alla configurazione della sua natura giuridica. Occorre precisare che: la compagnia assicurativa della vittima risarcisce il danno per conto dellimpresa di assicurazione del responsabile ( art. 149, comma 3, c. ass. ), questultima non debitrice del danneggiato, e, di conseguenza, costui non pu agire nei suoi confronti ( art. 149, comma 6, c. ass. ), il debito dellimpresa di assicurazione della vittima equiparabile a quello del responsabile, ed infine, la procedura di risarcimento diretto non ha mutato lart. 2043 c.c., pertanto, il danneggiato pu invocare il risarcimento anche nei confronti del responsabile. Alla luce di tali argomentazioni, alcuni autori ritengono che la procedura di risarcimento diretto costituisce una sostituzione del legittimato passivo nellazione diretta che attribuita alla vittima, di conseguenza, permangono tutti gli elementi dellobbligazione: creditore, condebitore, responsabile del fatto illecito, contenuto e oggetto120. Limpresa di assicurazione della vittima, dovr liquidare il pregiudizio alla danneggiato per conto della compagnia assicurativa del responsabile, essa sar mandataria ex lege di questultima ai sensi dellart. 149, comma 6, c. ass. (
2007, I, 3; M. BONA, Risarcimento diretto: la responsabilit contrattuale delle assicurazioni per omessa riparazione integrale, in Danno e resp., 2007, 252; CASSANO, Codice delle assicurazioni e indennizzo diretto Il ruolo dellavvocato nel nuovo sistema risarcitorio, Milano, 2007; R. PARDOLESI, Dal dire al fare: la disciplina dellindennizzo diretto, in Danno e resp., 2007, 273; M. HAZAN, Guida allindennizzo diretto e alle altre procedure liquidative, Milano, 2007 M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 283
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rappresentando unipotesi speciale degli artt. 1719 e 1720 c.c. ). Alcuni commentatori hanno precisato che la posizione dellassicuratore della vittima, non si discosta da quella dellimpresa designata per conto del Fondo di garanzia vittime della strada121. In entrambe le situazioni, secondo questo orientamento, sussiste un debitore virtuale che adempie alla propria obbligazione grazie ad un mandatario, e, questultimo sar lunico legittimato passivo rispetto al danneggiato. La conseguenza che la procedura di risarcimento diretto non diverge dal sistema dellassicurazione della r.c.. E possibile domandarsi se lobbligazione dellimpresa di assicurazione della vittima abbia fonte legale, extracontrattuale o negoziale. Parte della dottrina ritiene che si debba avallare la prima ipotesi, giacch la realizzazione di un fatto illecito o la stipulazione, da parte della vittima, di un negozio giuridico, configurano meri presupposti di fatto per il completamento della fattispecie stabilita allart. 149 c. ass.122. Le conseguenze di questo orientamento sono che la prescrizione che si applicher non sar quella biennale ( art. 2952 c.c. ), ma quella attribuita al debito del responsabile ( art. 144, comma 4, c. ass. ), nellipotesi di inadempimento dellimpresa di assicurazione non si adotter n lart. 1218, n la presunzione da esso stabilita. Ed infine, lassicuratore dovr risarcire anche i danni imprevedibili, in quanto si fruir dellart. 1225 c.c., che attiene alle obbligazioni non contrattuali ( ROSSETTI, 2010, pg. 288 ). Parte della dottrina e della giurisprudenza ha dubitato della legittimit costituzionale dellart. 149 c. ass. sotto diversi aspetti. In primo luogo si ritenuto viziato il procedimento di formazione della norma suddetta, in quanto essa non era presente sul primo codice delle assicurazioni che aveva ottenuto il parere positivo del Consiglio di Stato. Inoltre si considerato che la norma ha trovato emanazione al di fuori
121

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 283 122 M. HAZAN, Guida allindennizzo diretto e alle altre procedure liquidative, Milano, 2007, 66

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della legge delega, e che essa sarebbe, pertanto, in contrasto con la Quinta Direttiva comunitaria in materia di r.c.a.. Infine questa peculiare modalit di liquidazione del danno andrebbe a ledere il diritto di difesa dei cittadini ex artt. 3, 24 e 111 Cost.. La Corte Costituzionale si pronunciato in merito a tale questione precisando che, il procedimento di formazione dellart. 149 c. ass., nonostante si sia realizzato in maniera non regolare, non rileverebbe, giacch il Consiglio di Stato si pronunciato, ha estrinsecato il proprio parere anche successivamente, ovvero in merito allo schema di regolamento di attuazione dellart. 149 c. ass.123. Allo stesso modo, secondo la Consulta, risultano infondate le censure con riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., in quanto la procedura di risarcimento diretto non viola nessuno di questi precetti, ma al contrario aumenta le tutele della vittima, poich oltre alle tradizionali azioni ( art. 2043 c.c. e art. 144 c. ass. ) consente alla vittima di fruire anche di un altro strumento giuridico, ovvero lart. 149 c. ass.124.

20.1.Ambito di applicazione. La disciplina della procedura di risarcimento diretto viene data dal combinato dellart. 149, comma 1 e 2, c. ass., e dagli artt. 3 e 4 del regolamento di attuazione ( d.p.r. 254/2006 ). Analizzando listituto occorre affrontare taluni limiti, che presenta. Il primo attiene al genere di sinistro. Esso deve avere interessato due veicoli ( art. 149 c. ass. ) senza coinvolgimento di altri mezzi responsabili ( art. 1, comma 1, lett. d), d.p.r. 254/2006 ). Di conseguenza, nellipotesi in cui nel sinistro siano stati implicati pi di due veicoli non si applicher il risarcimento diretto. Fondamentale, perch si possa applicare tale disciplina, che lincidente stradale sia accaduto in Italia, e, che sia stato posto in essere mediante collisione tra i veicoli coinvolti ( art. 1, d.p.r. 254/2006 ), mentre sar esclusa in caso di urto ( si pensi al caso in cui il
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C. cost., 19 giugno 2009, n. 180, in Assicurazioni, 2009, II, 2, 281 C. cost., 13 giugno 2008, n. 205, in Foro it., 2008, I, 2742

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conducente di una vettura per evitare un altro mezzo freni in maniera improvvisa finendo fuori strada ). Un altro limite, nei confronti del quale occorre porsi, concerne il tipo di veicoli implicati nel sinistro. Essi devono essere immatricolati in Italia, identificati ed assicurati. Il risarcimento diretto potr essere applicato a qualsiasi categoria di veicolo, ad eccezione delle macchine agricole ( art. 43, comma 2-ter, d.l. 1 ottobre 2007, n. 159, convertito nella l 29 novembre 2007, n. 222). Limmatricolazione in Italia sar idonea, allorquando il veicolo esibisca, in maniera lecita, una targa ottenuta dallautorit italiana ( non importa che la propriet sia di uno straniero ). Lidentificazione volta ad evitare la procedura di risarcimento ad opera del Fondo di garanzia per le vittime della strada ( art 283 c. ass. ). Ulteriore requisito che i veicoli devono essere assicurati. Il legislatore, nellambito della procedura di risarcimento diretto, introduce anche il limite relativo alla condizione delle vittime del sinistro che comporta problemi interpretativi. Infatti da un lato lart. 149, comma 2, c. ass., statuisce che listituto, in argomento, si applicher allorch il pregiudizio stato subito dal conducente, dal proprietario e dallassicurato del mezzo che ha realizzato il sinistro, tuttavia, in questultima ipotesi solo per quanto concerne i danni alle cose trasportate. Mentre dallaltro lart. 1, comma 1, lett e), d.p.r. 254/2006, dispone che, la procedura di risarcimento diretto, potr essere adottata solamente per i pregiudizi subiti dal proprietario e dal conducente. Alcuni autori, in merito alla predetta questione, hanno ritenuto che una riduzione delle categorie di pregiudizio, dalla procedura di risarcimento diretto, vada a collidere con lart. 3 Cost., con riferimento al principio di ragionevolezza. Pertanto, lart. 1, comma 1, lett e), dovr essere interpretato in maniera ampia, ritenendo destinatari di tale disciplina il proprietario e soggetti equiparati secondo la ratio dellart. 2054, comma 3, c.c.125.

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 297

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Muovendo da questo presupposto, non potranno fruire del risarcimento diretto i trasportati ( non importa se posti sul veicolo responsabile o antagonista ), i pedoni e tutti i soggetti estranei alla circolazione della vettura. Per quanto attiene ai limiti relativi alle categorie di danno, occorre distinguere tra pregiudizi alle cose e alla persona. Esse, per poter godere dellindennizzo, dovranno essere del proprietario del mezzo o del conducente, venire trasportati e riguardare il veicolo. I secondi riguardano solo i danni subiti dal conducente ( non rileva che sia o meno il proprietario della vettura ) ( ROSSETTI, 2010, pg. 298 ). I pregiudizi alle cose non prevedono una quantificazione, mentre per i danni alla persona, si potr fruire del risarcimento diretto solo se il sinistro abbia realizzato postumi non maggiori al 9% della complessiva validit dellindividuo. Per i danni alle cose si potr invocare la procedura di risarcimento diretto sia nellipotesi che il danneggiato risulti non responsabile nella produzione del sinistro, sia qualora sussista un concorso di colpa. Per i danni alla persona, vi una divergenza tra legge e regolamento, infatti lart. 149, comma 2, c. ass., dispone che il pregiudizio alla persona del conducente liquidabile con il risarcimento diretto se il danneggiato non sia responsabile, mentre lart. 5, comma 1, d.p.r. 254/2006, stabilisce che tale procedura si pu applicare anche nei casi di concorso di colpa per i pregiudizi a cose o persone. Inoltre lart. 150 c. ass., deputava al regolamento di attuazione la determinazione della disciplina. In merito alla questione, unattenta dottrina ha precisato che, anche se lart. 149, comma 2, c. ass., una norma assurda, non pu essere ampliata da un regolamento, giacch in tale ipotesi vi sarebbe un contrasto con la fonte primaria ( ROSSETTI, 2010, pg. 299 ).

20.2.Liquidazione stragiudiziale.

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Gli artt. 5, 6, 7, 8 e 11 del d.p.r. 254/2006 dispongono la forma il contenuto e i termini, per richiedere la liquidazione stragiudiziale del danno, che la vittima deve trasmettere al suo assicuratore. Tali norme rispecchiano il contenuto dellart. 148 c. ass., che rester applicabile in via analogica nelle parti in cui vi sia una lacuna del regolamento. Nel risarcimento diretto, la procedura stragiudiziale ha inizio con la richiesta del danneggiato, a cui viene allegata la documentazione, da parte dellassicuratore, volta a stabilire le effettive modalit del sinistro e la stima dello stesso ( art. 6, d.p.r. 254/2006 ). Qualora tale richiesta sia incompleta, lassicuratore dovr intimare alla vittima lintegrazione della medesima entro trenta giorni dalla ricezione. In questa ipotesi il termine per la formulazione dellofferta ( novanta giorni per pregiudizi alla persona, sessanta per le cose ) si sospende ( art. 7, d.p.r. 254/2006 ). Lassicuratore, nel momento in cui riceve la richiesta di risarcimento, pu fruire di termini differenti a seconda delle modalit con cui vorr affrontare tale situazione. Se vuole eccepire la sussistenza dei presupposti, per adottare la procedura di risarcimento diretto stabiliti allart. 3, d.p.r. 254/2006 ( ovvero la configurazione di pregiudizi alla persona o al veicolo non superiori al 9% ), dovr provvedere entro trenta giorni dalla richiesta di liquidazione del danno ( art. 11, d.p.r. 254/2006 ). Nellipotesi in cui non voglia adempiere alla propria obbligazione, ovvero rifiutarla dovr agire entro novanta giorni nel caso di pregiudizi alla persona, sessanta giorni per danni alle cose e trenta giorni allorquando vi stata la denuncia dellincidente stradale da parte di entrambi i conducenti e si sia realizzato un pregiudizio alle cose ( art. 8, d.p.r. 254/2006 ). Lassicuratore potr opporre alla vittima le eccezioni che avrebbe potuto avanzare il responsabile del sinistro ( o la sua societ assicuratrice ) e quelle derivanti dalla mancata applicazione dei presupposti dellart. 149 c. ass.126.

M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 302

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20.3.Obbligo di assistenza della vittima. La fondamentale innovazione, introdotta dalla procedura di risarcimento diretto, quella prevista dallart. 9, tale norma impone un obbligo, in capo allassicuratore, di assistenza al danneggiato nellambito del procedimento di liquidazione e accertamento del danno. Essa ha natura legale e non contrattuale ( ROSSETTI, 2010, pg. 305 ). Lart. 9, d.p.r. 254/2006, statuisce che lassicuratore del danneggiato deve garantire ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento del danno. Tra queste obbligazioni vi anche lassistenza nella redazione della richiesta di liquidazione del pregiudizio e il chiarimento delle modalit di frazionamento del danno. Tuttavia, gli obblighi non sono solo questi, una dottrina attenta ha precisato che lassicuratore deve, in maniera celere, disporre una perizia sul veicolo e gli altri beni danneggiati. Oltre ad esse, lassicuratore dovr operare una perizia medico legale sulla vittima, specificando a questultima i criteri adottati dal tecnico per addivenire alle proprie conclusioni. Lassicuratore avr, inoltre, lonere di enucleare le principali voci di danno alle quali ha diritto lassicurato, indicare le motivazione secondo le quali non pu ottenere un ristoro e accertare che la richiesta di risarcimento diretto sia completa e conforme alle prescrizioni dellart. 6, d.p.r. 254/2006 ( ROSSETTI, 2010, pg. 306 ). Di conseguenza, taluno ha ritenuto che lart. 9, d.p.r. 254/2006, cristallizzi una sorta di consenso informato, della vittima, su ogni tipologia di obbligazione derivante dal responsabile e dei rimedi esperibili in sede giudiziale e stragiudiziale127.I soggetti su cui gravano tali obblighi sono le imprese assicurative ai sensi dellart. 9, d.p.r. 254/2006. La norma in argomento, al secondo comma, prevede che, allorquando la vittima accolga lofferta dellassicuratore
M. ROSSETTI, Lassicurazione obbligatoria della R.C.A., Utet, Torino, 2010, pg. 306
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sugli importi corrisposti, non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale, di cui si sia avvalso il danneggiato diversi da quelli medico legali per i danni alla persona.

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