Sei sulla pagina 1di 12

RBF Galerkin approach for the dynamics of simple disordered masonry structures

Luca Facchini DIC/CRIACIV, Universit degli Studi di Firenze, Italia E-mail: luca@dicea.unifi.it Michele Betti DIC/CRIACIV, Universit degli Studi di Firenze, Italia E-mail: luca@dicea.unifi.it Paolo Biagini DIC/CRIACIV, Universit degli Studi di Firenze, Italia E-mail: paolo.biagini@dicea.unifi.it Andrea Vignoli DIC, Universit degli Studi di Firenze, Italia E-mail: avignoli@dicea.unifi.it Keywords: disordered structures, no-tensile material, galerkin approach. SUMMARY: Even the simplest masonry structures are extremely difficult to describe in terms of their mechanical characteristics as they are composed of the most different materials, so that the result is hardly definable as deterministic. A further difficulty in the study of the dynamic behaviour of masonry structures is their extremely limited resistance to traction, which induces the presence of pronounced non linearities in the numerical model. Masonry may therefore be idealised as a disordered material, in the sense that its mechanical characteristics may satisfactorily be described by means of a random field. A Galerkin approach may be usefully applied to the study of such problem. The basic idea of the present work is to exploit the modal reduction method in order to write the non-linear equations of motions in principal co-ordinates. SOMMARIO: Anche la pi semplice struttura in muratura risulta, sotto il profilo dellanalisi strutturale, di difficile caratterizzazione in quanto proprio a causa della sua specifica natura essa pu essere il risultato di una composizione di materiali eterogenei. A completare il quadro delle difficolt insite nello studio delle strutture murarie va considerata anche la limitata, se non nulla, resistenza a trazione del materiale muratura. In questo lavoro si vuole proporre un metodo di analisi per tali classe di strutture assumendo le propriet del materiale come un campo stocastico e proponendo un approccio alla Galerkin. Lidea di tale approccio sostanzialmente prevede la riduzione modale del problema meccanico al fine di impostare lequazione di modo nel sistema delle coordinate principali. Come patch test viene in particolare sviluppato il caso della mensola, quale modello rappresentativo di strutture complesse come ciminiere o torri in muratura.

1. INTRODUZIONE Nel presente lavoro si affronta lo studio di una mensola ad asse rettilineo verticale, eccitata alla base da un moto di accelerazione ag(t). Si assume che il materiale con cui tale mensola realizzata sia non resistente a trazione e presenti alcuni parametri meccanici aleatori (ad esempio il modulo di Young Ec). Tale mensola risulta, per le ipotesi sui carichi, sottoposta a flessione retta e a sforzo normale; la sua sezione retta sia simmetrica rispetto allasse y.

Figura 1: schema del sistema studiato

Si evidenzia come lo schema analizzato, nella sua apparente semplicit, potrebbe descrivere, ad esempio, il comportamento di una ciminiera o di una torre isolata in muratura soggetta ad azione sismica. La linea elastica, definita dalla funzione v(z,t), per le ipotesi fatte, funzione sia del tempo t che dallascissa z. Mediante considerazioni di carattere cinematico un punto P, durante il moto originato dallaccelerazione alla base, si sposta in P (si veda Figura 1) subendo uno spostamento verticale pari a:

w( y, z ) = y( z ) = yv(z ) zz = w z = y( z ) = yv( z )

(1)

Lespressione (1) da ritenersi valida solo se si ha soltanto flessione; qualora si abbia anche la presenza di una compressione originata da uno sforzo normale (peso proprio della mensola), lespressione si modifica nella seguente:

zz = 0 yv( z )

(2)

Imponendo la condizione di annullamento della deformazione in corrispondenza dellasse neutro (distante y0 dal baricentro e dallasse x) si ottiene, mediante lipotesi di conservazione delle sezioni piane ed ortogonali alla linea elastica, la seguente:

zz = ( y0 y )v( z )

(3)

dove v(z,t) la linea elastica della trave, la deformata trasversale dellasse geometrico della trave.

Figura 2: schema della sezione considerata

ANALISI DI UNA SEZIONE DI MATERIALE NON REAGENTE A TRAZIONE SOTTOPOSTA A SFORZO NORMALE E MOMENTO FLETTENTE Per determinare la parte reagente della sezione, si esprime la deformazione zz con la relazione (3). Lasse geometrico viene assunto come il luogo geometrico dei baricentri delle sezioni interamente reagenti; y indica la coordinata generica del punto in cui si calcola la deformazione, mentre y0 indica la posizione dellasse neutro (luogo dei punti in cui la deformazione si annulla sezione per sezione). Si suppone, per semplicit, che lasse y sia di simmetria per la sezione della mensola, con questa assunzione lequazione dellasse neutro quella di una retta parallela allasse x (si veda Figura 2).

2.

2.1. EQUILIBRIO ALLO SFORZO NORMALE La tensione normale zz viene ricavata (nella zona compressa, esternamente ad essa nulla) dal prodotto Ec zz; per cui l equilibrio alla traslazione della sezione lungo z, si imposta mediante la:

N ( z ) = zz dA = Ec zz dA = Ec ( y0 y )vdA =Ec ( y0 Ac S c )v
Ac Ac Ac

(4)

dove Ec il modulo di Young del materiale. Larea ed il momento statico rispetto a x della parte compressa della sezione, rispettivamente Ac e Sc, sono strettamente collegati e possono essere messi in relazione con la posizione dellasse neutro y0; tale posizione pu essere determinata risolvendo unequazione non lineare, e da essa pu essere inoltre calcolato il momento dinerzia Jc. In sostanza la posizione dellasse neutro la soluzione della seguente:

y0 Ac S c =

N (z ) Ec v

(5)

2.2. EQUILIBRIO AL MOMENTO FLETTENTE Supponiamo di riferire tutte le sollecitazioni alla linea dasse geometrico della trave, e non al baricentro effettivo. In questo modo le sollecitazioni non dipendono dallestensione della parte compressa della sezione. Lequazione di equilibrio al momento rispetto allasse x (vedi ad es. la Figura 3), prodotto dalle sole tensioni di compressione, pari a:

M = M x = Ec ( y0 y ) yvdA = Ec ( y0 S c J c )v
Ac

(6)

dove Jc il momento dinerzia rispetto a x della parte reagente della sezione (zona compressa), e non noto a priori. Sintetizzando le due equazioni di equilibrio (4) e (6) si ottiene che leccentricit dello sforzo normale esprimibile mediante la relazione:

e=

M J c y0 S c J = = N S c y0 Ac S

(7)

avendo definito:

J = J c y0 S c S = S c y0 Ac

(8)

Sfruttando il fatto che la derivata seconda del momento flettente comunque pari al carico distribuito cambiato di segno possiamo considerare una nuova forma dellequazione della linea elastica, ottenendo:

& [Ec (J c y0 S c )v] = (Ec J v) = A[a g (t ) + v&(z, t )]

(9)

dove con si indicata la densit del materiale ed A larea della sezione retta. Per risolvere il problema, possiamo esprimere la linea elastica come composizione lineare di opportune funzioni della sola z moltiplicate per coefficienti dipendenti dal tempo:

~ v ( z , t ) = j (t ) j ( z )
j

(10)

Il sovrasegno (~) vuole rimarcare che nella (10) non viene espressa la linea elastica esatta, bens solo unapprossimazione. Il problema viene quindi spostato alla ricerca della approssimazione migliore, mediante un approccio alla Galerkin; moltiplicando ambo i membri della (10) per la funzione generica i(z) ed integrando sullo sviluppo verticale della mensola si ottiene:

~ (E J v ) dz = L = E J
L L c i c 0 0 L

~ v dz = j Ec J dz = K ij j i j i
j 0 j ij

& && Av&dz = A dz = M ~


i j j i 0 j 0 j

&& j

(11)

Aa dz = f (t )
g i i 0

Dopo avere selezionato opportunamente le funzioni i(z), essendo noto il materiale e la forma sezione intera, i termini Mij sono determinabili e costanti. Non cos per i termini di rigidezza in quanto non nota a priori la parte reagente della sezione retta, quindi non noto il suo momento dinerzia Jc n il momento statico Sc n la posizione y0 dellasse neutro. In particolare, la parte reagente della sezione generica dipende dalla linea elastica e dallo sforzo normale agente sulla sezione stessa (si veda leq. (5)), e quindi dallascissa z e dai termini (t). Integrando su z questa dipendenza sparisce e in ultima analisi possibile ricondurre il problema nella forma:

K ij = K ij ( h )
Per cui il problema ricondotto alla seguente equazione matriciale:

(12)

&& M + K ( ) = f (t )

(13)

3. SCELTA DELLA CLASSE DI FUNZIONI h La scelta consigliabile per questa classe di funzioni h ricade allinterno dellinsieme delle funzioni che soddisfano automaticamente le condizioni al contorno (cio incastro alla base ed estremo libero in sommit ). La prima e pi naturale scelta per tali funzioni quella di selezionare le forme modali della mensola prismatica costituita da materiale ELIO; cio:

h = Ch {[sen ( ) senh ( )][sen (H ) senh ( H )]+ + [cos( ) cosh ( )][cos(H ) + cosh ( H )]}

h = 2Ch {[sen ( ) + senh ( )][sen (H ) senh ( H )]+ [cos( ) + cosh ( )][cos( H ) + cosh (H )]}

(14)

essendo = H - z (con riferimento alla Figura 1), Ch una costante di normalizzazione, H laltezza della mensola e la soluzione dellequazione seguente:

1 + cos( H )cosh ( H ) = 0

(15)

4. ANALISI DELLALEATORIET DERIVANTE DAI PARAMETRI INCERTI. Vari Autori hanno recentemente affrontato il problema dellinfluenza delle possibili aleatoriet di alcuni parametri del sistema sulla risposta dello stesso. In particolare, si segnalano due approcci diversi: un approccio perturbativo che permette di espandere la risposta fino al secondo ordine, dovuto a Li et al. 1986 e successivamente raffinato da Chiostrini et al. 1999; ed un approccio alle reti neurali a base radiale, sviluppato da Facchini 2005 e successivamente da Betti et al. 2005. In questa sede viene analizzata linfluenza dellaleatoriet del modulo di Young della muratura costituente la mensola mediante lapproccio perturbativo. 4.1. APPROCCIO PERTURBATIVO Il vettore che fornisce la risposta del sistema meccanico in funzione del tempo pu essere visto come:

(E , t ) (Em , t ) +

2 ( E Em ) + 1 (E Em )2 2 E E = E 2 E m E = Em

(16)

Al fine di determinare i vettori di sensibilit della risposta alla variazione di E si pu derivare lequazione di moto (13) rispetto a tale parametro. quindi necessaria la derivazione della matrice di rigidezza K rispetto ad E. Riprendendo la (11), la matrice di rigidezza definita come:

K ij = EJ j dz i
0

(17)

per cui si hanno dipendenze di K da E di differente natura, in particolare: una dipendenza manifesta, in quanto il modulo di Young compare nellintegrale da risolvere; una dipendenza nascosta che passa attraverso il momento dinerzia J*: il momento dinerzia della parte compressa di sezione dipende dallestensione della parte compressa stessa, e quindi dal modulo E e dai parametri h. Quindi possiamo scrivere che la derivata totale la somma di tre contributi:

K ij , E

L K ij h L * J * jdz + E i jdz = + = J i E h E E 0 0

K ij

(1)+ ( 2 )

(3 )

(1)

(2 )

J * h i jdz +E h E 0
L

(18)

(3 )

Per quanto riguarda il contributo (2), esso risulta nullo; secondo lequazione (7), lestensione della parte compressa della sezione dipende dalleccentricit dello sforzo normale, quindi dal rapporto momento flettente / sforzo normale. Lo sforzo normale dipende dalla densit di massa, dalla sezione retta e dalla posizione che si considera, ma non da E; il momento flettente dipende dal carico trasversale, quindi dalle accelerazioni alla base le quali a loro volta dipendono da E, ma non tramite una dipendenza diretta. Sostanzialmente si ottengono delle equazioni del tipo:

J * J * y0 = E y0 E ~ ~ J * J * v J * y0 v J * y0 = ~ = = ~ ~ h h v h y0 v h y0 v
La posizione dellasse neutro data dalla (7) e quindi da:

(19)

N f ( y0 ) = ~ Ev
1 N y0 E = 2 ~ f ( y ) E v 0 y0 1 N ~ = ~ v E (v)2 f ( y0 )
, E = { h , E } , EE = { h , EE } K , E = {K ij , E } K , EE = {K ij , EE }
Dove stato indicato: Si indichi nel seguito: (20)

(21)

h 2 h h,E = ; h , EE = E E 2 K ij K ij + K ij , E = h,E E h K ij , EE = 2 K ij E
2

(22)

+2

2 K ij E h

h,E +

2 K ij h l

h , E l , E +

K ij h

h , EE

Lequazione di moto, derivata rispetto ad E, diviene:

&& M , E + K , E = K , E && M, EE +K, EE = K , EE 2K , E , E

(23)

5. ESEMPIO: SEZIONE RETTANGOLARE Per una sezione rettangolare si ottiene che la distanza del centro di pressione dal lembo compresso pari ad 1/3 dellestensione della zona compressa. Detta tale estensione Y0, si ha che Y0 = y0 + L/2 e le grandezze statiche risultano:

Ac = b( y 0 + L 2) b S c = ( y 0 L 2 )( y 0 + L 2 ) 2 b 3 J c = y 0 + L3 8 3

(24)

e quindi:

S* =
*

b ( y 0 + L 2 )2 2

b J = (L y 0 )( y 0 + L 2)2 6
y 0 Ac S c = N (z ) b = ( y 0 + L 2)2 ; y0 = E c v 2
2 N (z ) L bEv 2

(25)

Allora, nota la linea elastica e in particolare la curvatura al tempo t, si risolve la (5) nella forma (26)

Figura 3: schema della sezione rettangolare

ricavando cos la posizione y0 nel caso in cui lasse neutro tagli la sezione (ossia se y0<L/2). In sostanza il calcolo della y0 viene effettuato con la (26) se risulta compresa fra -L/2 e L/2, e si mantiene tale valore; se risulta maggiore allora la sezione interamente reagente e debbono essere ricalcolate le grandezze statiche tenendo conto delle seguenti:

Ac = bL ; Sc = 0 ; J c =

bL3 12

(27)

La distanza y0 dellasse neutro in questo caso ricavabile da:

y0 Ac Sc = y0bL =

N (z ) N (z ) y0 = Ec v bLEv

(28)

Quindi appare evidente che esiste un valore di separazione fra le due condizioni di sezione parzializzata e sezione interamente reagente; tale valore ricavabile come:

N (z ) bL2 = 2 Ec v cr

(29)

Al di sotto di questa soglia, lo sforzo normale non sufficiente a far s che la sezione sia tutta compressa e quindi si ha la parzializzazione; altrimenti al di sopra la sezione interamente reagente. Si pu notare infine che tale valore corrisponde allintersezione fra la (26) e la (28). necessario pertanto premettere il calcolo delle grandezze seguenti:

J y0 J = y0 E E J J = v y0

b 2 J L2 4 y0 = 8 y0 0 y 0 E y0 v y0 v N (z ) 2bE 3v = N (z ) bE 2 Lv N (z ) 3 = 2bEv N (z ) bELv2

sezione parzializzata sezione intera sezione parzializzata sezione intera sezione parzializzata sezione intera
(30)

e quindi le derivate seconde

2 J 2 J

2 2 J y0 J 2 y0 = + 2 y0 E 2 E 2 y0 E (31)

2 J 2 y0 2 J y0 = + 2 y0 v2 y0 v v2

2 J 2 J y0 y0 J 2 y0 + = 2 vE y0 v E y0 vE
Espresse dalla seguente per il caso di sezione rettangolare:

2 J by 0 = 2 0 y 0

sezione parzializzata sezione intera (32)

10

2 y0

3 N 2 2bE 5 v = 2N E 2 bE 3 Lv

sezione parzializzata

sezione intera

3 N 2 2bEv 5 = 2N v 2 bELv 3 3 N b 2y 0 = 2 N 2 bEv v E N bE 2 Lv 2 2 y0

sezione parzializzata sezione intera (33)

sezione parzializzata sezione intera

6. CONCLUSIONI Un nuovo metodo di analisi stato proposto per lanalisi di strutture in muratura considerando il materiale muratura (non resistente a trazione) come materiale eterogeneo caratterizzabile come campo stocastico. Un approccio alla Galerkin stato sviluppato che prevede la riduzione modale del problema meccanico al fine di impostare lequazione di modo nel sistema delle coordinate principali. Come patch test viene in particolare sviluppato il caso della mensola a sezione rettangolare in quanto modello rappresentativo di strutture complesse come ciminiere o torri in muratura.

Riferimenti bibliografici: Betti M., Biagini P., Facchini L., 2005, Stochastic dynamics of complex uncertain systems by means of a conditional Galerkin RBF approach, accepted for presentation at Eurodyn 2005, Paris, September 4-7. Broomhead D.S., Lowe D., 1988, Multi-variable functional interpolation and adaptive networks, Complex Syst., 2: 269-303. Chiostrini S., Facchini L., 1999, Response analysis under stochastic loading in presence of structural uncertainties, International Journal for Numerical Methods in Engineering, 46: 853 870. Facchini L., Chiostrini S., 2004, La stima della risposta di un sistema meccanico a parametri incerti mediante funzioni RBF, proceedings of 2 Workshop Problemi di vibrazioni nelle strutture civili e nelle costruzioni meccaniche, Universit degli Studi di Perugia, 10-11 June (in Italian). Facchini L. 2005, Analysis of disordered structures by means of radial basis function networks, accepted for presentation at ICOSSAR 2005, Rome, June 19-23. Ghanem R.G., Spanos P.D., Stochastic Finite Elements: A Spectral Approach, Springer Verlag, 1991. Gotovac B., Kozulic V. 1999, On a selection of basis functions in numerical analyses of engineering problems, International Journal for Engineering Modelling, 12, no. 1-4: 25-41.

11

Haykin S., Adaptive Filter Theory, Prentice Hall, Upper Saddle River 1996. Liu W. K., Belytshko T., Mani A. 1986, Probabilistic finite elements for nonlinear structural dynamics, Comp. Meth. Appl. Mech. Engng., 56: 61-81. Poggio T., Girosi F. 1990, Networks for approximation and learning, proc. IEEE, 78: 1481-1497.

12