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notiziario

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di Piansano e la Tuscia

Anno XVI n 1 - GENNAIO / MARZO 2011

1861 - 2011

150 anniversario

Unit dItalia

La fatica di essere italiani

dalla Tuscia Grotte Santo Stefano


Flavio Frezza

Recensione del Vocabolario del dialetto di Civita Castellana di Luigi Cimarra


a collana Vocabolario dialettale della Tuscia viterbese, coordinata dal prof. Francesco Petroselli, si arricchisce di un nuovo volume, a cura del prof. Luigi Cimarra. Il testo dedicato al lessico dialettale di Civita Castellana, secondo centro per popolazione della provincia di Viterbo con oltre 16.000 abitanti, nonch sede diocesana e localit principale della subarea falisca, delimitata dai Cimini a nord, dal Tevere (e dal confine con la Sabina) ad est e dal confine provinciale con Roma a sud. Il territorio in questione, gi di per s interessante sotto il profilo linguistico, anche per la vicinanza alle succitate subaree, e per le immaginabili convergenze con esse, caratterizzato dalla presenza dellunico distretto industriale della nostra provincia, trainato dalla ceramica. Il Falisco si distingue pertanto per un notevole dinamismo socioeconomico, il quale si va a contrapporre alla sostanziale staticit del resto della Tuscia, la cui popolazione, sino a tempi recenti, stata occupata principalmente nei settori dellagricoltura e dellallevamento. Si sar intuita, a questo punto, limportanza del Vocabolario del dialetto di Civita Castellana (Castel SantElia 2011, Tipografia Tecnoprint s.n.c.), che va ad aggiungersi ai volumi curati dal coordinatore della collana, ovvero Il lessico dialettale viterbese nelle testimonianze di Emilio Maggini (Viterbo 2009) e il Vocabolario del dialetto di Blera (Viterbo 2010). La realizzazione del vocabolario civitonico, che consta di ben 750 pp., corredate da numerose illustrazioni, stata resa possibile grazie al patrocinio del comune di Civita Castellana e alla sensibilit della Ceramica Flaminia S.p.A., nella persona del dott. Augusto Ciarrocchi, la quale ha sponsorizzato la stampa. Petroselli, nellintroduzione al vocabolario, dipinge un quadro esauriente e ben documentato della realt civitonica, fornendo, inoltre, indispensabili 100

Unaltra pietra miliare per la conoscenza del lessico dialettale della Tuscia

meni fonetici, non inibisce la lettura da parte dei non specialisti. Preziosa, per i linguisti, la presenza delle varianti fonetiche che accompagnano il lemma principale, nonch lindicazione della frequenza del termine (raro, recente, arcaico, ecc.). Quanto finora affermato immediatamente percepibile ad apertura di vocabolario: lccica (arc.), lcciala1, lcciola2, s.f., lucciola terraiola: a ~ na spce de cecarlla che jje lambava o culo (Lampiris noctiluca L., Phausis splendidula L., Luciola italica L.) | tir. ~ ~, vi cco mm, che ddumani verr cco tt, a sson la cambanlla, ~ ~, vi pper trra | lcciola lcciola, vi dda m, te dar pan da r, pan da r e da reggina, lcciola lcciola piccolina || mdd.: vdo tutte lcciche, mi sento venir meno (effetto visivo provocato dalla fame) | mdd.: pijji lcciche pe llindrne, hai le traveggole || Forme: pl. lccele.
La locandina della presentazione del Vocabolario del dialetto di Civita Castellana

informazioni sui metodi dindagine utilizzati dal raccoglitore, il quale, essendo nativo del centro oggetto dindagine, ha potuto raccogliere, nel corso di diversi decenni, espressioni colloquiali e descrizioni di attivit lavorative, che sono andati a costituire la parte pi importante dellabbondante fraseologia che accompagna la maggior parte dei lemmi, arricchita, inoltre, da testi folclorici di ogni tipo (proverbi, blasoni popolari, filastrocche, tiritere, ecc.). Al rigore scientifico dellopera si unisce la volont, da parte dellautore, di restituire alla comunit i risultati delle proprie indagini, grazie a una serie di scelte redazionali tra le quali opportuno citare limpiego della grafia fonetica semplificata, la quale, pur assicurando una puntuale resa dei principali feno-

Non mancano, naturalmente, termini relativi allartigianato e al settore primario (allevamento, agricoltura), che appaiono oggi in netto regresso a causa dellimportanza assunta dal secondario a partire dal secondo dopoguerra e, pi recentemente, dellespansione del terziario. I profondi mutamenti socioeconomici introdotti dalla crescita delle attivit industriali non hanno mancato di produrre conseguenze sul piano linguistico, con ladozione, soprattutto nel campo della ceramica, di numerosi neologismi tecnici: dlfette tipo di decoro che imita la produzione ceramica di Delft (Olanda), potisce vaso darredamento, con corpo rotondo o poligonale, che si restringe verso il collo, e coperchio rimovibile, decorato con ornati dispirazione orientale, ecc. Un altro fenomeno degno di attenzione il mutamento di significato che hanno subito alcuni termini nel corso del loro passaggio da altri settori a quello della ceramica:

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dalla Tuscia
froctta, s.f., 1. nasiera, morsetta di ferro a doppia tenaglia che si applica nelle froge delle bestie vaccine. 2. (cer.) calibro esterno per la misura del diametro delle madreforme. Conformemente agli altri volumi della collana, il vocabolario civitonico arricchito da un buon numero di documenti etnolinguistici, utili per lo studio sintattico, ma di sicuro interesse anche per gli studiosi di altre discipline, poich riguardano diversi aspetti della vita quotidiana e delle attivit lavorative: a mm de nvanni mhanno portato via da a scla e mmhanno portata llavor, da Coltta. prima smo stati m pco d stvino i stampatri, fina cche crescmmio. quanno smo cresciuti, che ccavmmio sui quattrdicanni, trdici quattrdicanni, channo passato ai frni. mo conosciuto smpri frni. pure co llui mo lavorato nzime [indica lamico che gli sta vicino]. i ceramisti a Ccvita fai ccos, pintina nzalata e scappa fri n ceramista. Il lavoro minorile. Il volume contiene, inoltre, un esauriente elenco di odonimi e toponimi del centro storico di Civita Castellana, impreziosito da unaccurata carta topografica pieghevole, a colori. Per ragioni di spazio, lautore ha dovuto rinunciare a una pi completa rappresentazione del patrimonio onomastico (cognomi, antroponimi, ipocoristici, soprannomi, nomi di animali, toponimi esterni e microtoponimi), il quale sar oggetto di unulteriore pubblicazione. Lindagine a tappeto del lessico dialettale della Tuscia dar ulteriori frutti, nei prossimi mesi, con la pubblicazione del Vocabolario del dialetto di Canepina, a cura di Cimarra e Petroselli, in rappresentanza della subarea cimina e, nel corso del 2012, a cura degli stessi autori, con la stampa di un volume dedicato a SantOreste (RM), centro di estremo interesse linguistico orbitante intorno alla provincia di Viterbo (cui fece capo dal 1928 al 1941) e, in particolare, al Falisco, anche per via della sua appartenenza alla diocesi di Civita Castellana. possibile ordinare il vocabolario civitonico allaccessibile costo di 20 euro + spese postali contattando direttamente lautore: luigi.cimarra@libero.it. flavio.frezza@gmail.com

Luca Pesante

Bagnoregio

Il signore dellanello
Una storia tra Longobardi e collezionismo di antichit

Profilo dellanello

uesta una storia che inizia la mattina del 5 settembre 1726. Un uomo allinterno di una chiesa distrutta, senza pi tetto e mura, intento a recuperare i mattoni del pavimento che non si sono spezzati. Trentanni prima un terremoto disastroso aveva fatto crollare molte case, torri e chiese della citt, provocando 32 vittime. Siamo a Bagnoregio, nel Lazio settentrionale, lantiquissima urbs Etrurie, olim doctissimis viris decorata, per usare le parole di Agapito Porcari romano che qui era solito trascorrere le sue estati negli anni intorno al 1475. Sul limite sud della contrada di Civita, posizionata su uno sperone di tufo e argilla che ogni anno si restringe a causa di un processo erosivo inarrestabile, a pochi metri da un altro edificio ecclesiale dedicato a S. Bonaventura costruito sulla casa natale del santo, si trova quel che rimane della chiesa di S. Pietro di propriet della confraternita omonima. Nonostante sia passato qualche decennio dal grande terremoto il pericolo di ulteriori crolli ancora vivo, c il rischio che lintera superficie di terreno su cui insiste la chiesa si distacchi dalla rupe per precipitare a valle. La confraternita incarica cos il suo tesoriere, Nicola Pompei, di raccogliere il materiale buono rimasto tra le rovine. E dunque il 5 settembre quando Nicola sotto il mattonato nel lato sinistro dove stava situato laltare dentro il presbeterio viene colpito da un insolito riflesso dorato. Facciamo ora un passo indietro, lungo pi di mille anni. il giugno dellanno 600 quando papa Gregorio Magno invia una lettera al vescovo di Chiusi Ecclesio. Scrive il pontefice: Il glorioso nostro figlio Ausfrit ci ha scritto dicendo che nel castello 101

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