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ClVJtPPE WILPERT

I___
CRISTIANI
ANTICHI

VOLVME
I
TESTO
MONUMENTI
DELL'ANTICHITÀ CRISTIANA
PUBBLICATI PER CURA
DEL

PONTIFICIO ISTITUTO
DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA

i.

I SARCOFAGI CRISTIANI ANTICHI


VOLUME PRIMO

TESTO

ROMA
TIPOGRAFIA POLIGLOTTA VATICANA

1929
GIUSEPPE WILPERT

I SARCOFAGI
CRISTIANI ANTICHI

VOLUME PRIMO

TESTO

ROMA 1929
PONTIFICIO ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA
IMI'KIMATVR:

t IoSEPHVS Palica, Archicp. Philippen., Vitrs grri'rts.


PIO XI PONT-MAX-
ANNVM • SACERDOTII • L- CELEBRANTI

ET • CHRISTI • PACEM ■ ITALIAE ■ SIMVL • REDDENTI

FELICITER

INSTITVTVM • ARCHAEOLOGIAE ■ CHRISTIANAE

EIVS • CONDITVM ; IVSSV • AC • LIBERALITATE


>

D•D•D■
'*
PREFAZIONE

3n un lavoro stampato ne! 1903 pubblicai tutte le pitture allora accessibili delle catacombe; in
un altro, apparso nel 1916, quasi tutti i musaici antichi e i più importanti dell'età di mezzo,
inoltre quasi tutte le pitture antiche e medievali degli edìfizì sacri d'Italia: chiese, batti-
steri, mausolei. Restavano ancora da pubblicarsi le sculture dei sarcofagi cristiani. A questo lavoro
cominciai a mettere mano durante la guerra mondiale, nell'anno 1917, mentre dimoravo a Freiburg
(in Brisgovia), ospite del mio editore Ermanno Herder, e nell'anno dopo a Breslau, capitale della Slesia,
mia patria. Oltre una ricca collezione di fotografìe, dell'amico prof. Sauer, mi furono di grande aiuto
le biblioteche delle suddette città, presiedute, quella di Freiburg, dal dott. Jacobs, quella di Breslau dal
dott. Milkau. I due direttori misero a mia disposizione tutte le opere riguardanti in qualche maniera
le sculture antiche. Per un favore speciale del direttore della biblioteca di Berlino, prof, von Harnack, mi
fu poi spedita a Breslau l'edizione ufficiale dei sarcofagi cristiani del Museo lateranense, le cui tavole
fotografiche potei studiare per ben sei mesi. A tutti i signori menzionati vadano i miei più vivi rin-
graziamenti.
Ma un lavoro definitivo sui sarcofagi cristiani non si può compiere se non in Roma, dove se ne
trova raccolto il maggior numero. A Roma feci perciò ritorno appena mi fu possibile (1919). Quivi,
in presenza degli originali, ebbi qua e là delle sgradite sorprese; tal particolare, p. e., su cui basava
il mio ragionamento, mi si diede a conoscere per un'aggiunta moderna impossibile a ravvisarsi sulla
fotografia e priva d'ogni valore. In altri casi l'originale mi rivelò qualche particolare importante, che
la fotografia troppo scura nascondeva interamente.
La fotografia sola non può dunque bastare per la pubblicazione dei sarcofagi; bisogna aver
esaminato e conoscere bene gli originali stessi, per poter correggere quei difetti. Onde la necessità di
viaggi ai grandi centri in cui si conservano sarcofagi, specialmente in Francia, in Spagna ed in Africa.
Ne feci tre, il terzo dei quali fino a Burgos. Due volte fui accompagnato dai miei amici americani
Gustavo e Juliet Melms, con mio grandissimo vantaggio, essendo il sig. Melms un fotografo di vaglia
e la signora una distinta artista, alla quale debbo anche le fotografie di molti sarcofagi sparsi per le
piccole città della Francia.
Speciale attrattiva ebbe per me, naturalmente, Arles, la « Rome gauìoise », che nel suo Museo
lapidario racchiude un notevolissimo gruppo di sarcofagi cristiani. Non sono tanto numerosi quanto
quelli del Museo lateranense f hanno però il privilegio di essere immuni da restauri. Siccome la maggior
parte di essi riproduce, e con grande fedeltà, modelli romani, la città di Arles venne chiamata a ragione
«la succursale de Rome». Questa dipendenza totale è per noi importante, inquantochè alcuni parti-
vii] Prefazione

colari sono solamente conosciuti dalle copie galliche. Anzi nei monumenti romani mancano intiere scene
che incontriamo ad Arles e che un bel giorno ci saranno forse ridate dagli scavi delle catacombe.
Sarcofagi prettamente romani si conoscono pure in Spagna ed in Africa. La fronte murata al
di sopra d'uno degli ingressi della cattedrale di Tarragona rassomiglia talmente, in tutti i particolari,
alla fronte, restaurata, del sarcofago lateranense 125, da permetterci di_ correggere gli sbagli commessi
dal restauratore digiuno di conoscenze archeologiche. E il Museo del Bardo di Tunisi possiede nel
« sarcophage de Sainte-Marie-du-Zit » perfino un esempio sorprendente dell'influsso di Roma sull'arte
profana, come prova il sarcofago romano da noi riprodotto a tav. XLVI1I, 1. La leggenda: « Les trois
Gràces et les quatre Saisons » posta sotto la copia fotografica del sarcofago africano (tav. V, 2) mostra
che gli editori del Guide du Musée dit Bardo, A. Merlin e L. Poinssot, si sono perfettamente accorti del
carattere pagano di queste sculture, mentre qualche altro archeologo meno esperto nello spiegare monu-
menti antichi prese la figura dell'inverno per quella d'un Buon Pastore, non ostante la lepre (o coniglio)
che porta sulle spalle, e l'anitra (o il piccione) che aveva nella sinistra (abbassata), oggi distrutta, sul
sarcofago del Bardo.
Sono dodici anni che ho intrapreso Io studio dei sarcofagi cristiani; ma soltanto oggi posso offrirne
al pubblico il primo volume, causa la vastità del lavoro che avrebbe richiesto l'opera collettiva di una
Accademia, anziché quella d'un individuo. Ho cercato di esaurire il soggetto, raccogliendo ed illustrando
tutti i monumenti venuti a mia conoscenza. Ciò non di meno sono ben lontano dal pretendere di dare
un'opera assolutamente completa; più d'un sarcofago nascosto in qualche località sperduta può essermi
sfuggito. Fin tanto poi che dureranno gli scavi, ci sarà sempre fondata speranza di trovare altri esempi
dei soggetti già noti e di altri di speciale interesse, come il frammento di Pietro pastore con la capra
rinvenuto negli ultimi scavi a Pretestato, o di qualche soggetto nuovo. Mentre scrivo queste righe, mi
viene difatti annunciata la scoperta d'una cripta nell'Agro Verano, con quattro sarcofagi ancora al posto
primitivo. Tali aggiunte saranno inserite in una Appendice.
Fra Ì metodi d'illustrazione dei monumenti, ho scelto quello cronologico. In altri termini, io pubblico
i monumenti, per quanto è possibile, secondo il tempo in cui le varie composizioni entrarono nell'arte
funeraria, cominciando dalle più antiche, cioè da quelle che si riferiscono all'insegnamento della
dottrina cristiana. Questo metodo non ha bisogno di raccomandazione. Con esso soltanto sono riuscito
a spiegare non poche scene che prima sembravano enigmatiche. Con esso soltanto mi fu possibile
dare ordine a gruppi intieri di composizioni, specialmente a quelle che rappresentano il principe degli
apostoli, dove prima regnava una confusione sovrana. Appunto da queste scene, sia detto di pas-
saggio, aveva preso le mosse il mio lavoro sui sarcofagi; ben presto però m'avvidi di essere entrato
in un labirinto senza uscita. Allora fui condotto al metodo cronologico.
Nel primo dei tre libri compresi in questo volume, si illustrano dunque, essendo i più antichi, i
sarcofagi contenenti le scene dell'insegnamento della dottrina cristiana, cioè la catechesi ecclesiastica,
dal secolo in in poi, contrapposta alla dottrina eretica; inoltre le scene del battesimo, in conformità
del precetto del Signore: « docete omnes gentes, baptizantes eos », e quelle della catechesi di s. Filippo
come antidoto contro l'abuso di differire il battesimo fino alla morte. Appresso vengono le numerose
scene della missio, in cui il Figlio di Dio manda gli apostoli ad insegnare la dottrina alle genti, e gli
apostoli, eseguendo il mandato, costituiscono le prime comunità cristiane. Per caratterizzare sempre più la
dottrina come divina, come la verità assoluta, fanno seguito le scene in cui il Signore la impartisce
agli apostoli, autorità pertanto inappellabile in tutto ciò che riguarda la fede; in ultimo Egli si
presenta solo, come dottore e fonte della dottrina divina. Cosi viene spontaneamente espresso quel
concetto che Tertulliano, ancora cattolico, vesti d'una forma scultoria: « ...ecclesia ab apostolis, apostoli
a Christo, Christus a Deo » '.
1 De praescr., 37: Rauschen, p. scg.
Prefazione

Il secondo libro è dedicato ai Buon Pastore, immagine prediletta nell'arte funeraria. Dalle sue
rappresentazioni abbiamo separato quelle che mostrano un pastore barbato, appartenenti al terzo libro
che è riservato a s. Pietro. Questo libro è il più esteso, essendo il principe degli apostoli, dopo Nostro
Signore, la figura più spesso riprodotta nelle sculture antiche di Roma, delle Gallie, della Spagna e
dell'Africa. Egli compare già nella seconda metà del secolo il e contìnua ad essere rappresentato
per tutto il periodo della pace linchè perdura l'uso dei sarcofagi. Gli scultori lo mostrano anzitutto nel
battesimo del centurione Cornelio, primo pagano da lui battezzato, perciò figura dei pagani convertiti
alla fede cristiana; lo vediamo nelle scene dell'arresto ordinato da Erode Agrippa, spessissimo giustap-
poste; lo vediamo inoltre come vicario del Buon Pastore, nel senso proprio della parola, come pesca-
tore, e unito alla Cananea, la prima pagana che manifestò pubblicamente la sua fede nella divinità di
Cristo; spessissimo, e fin dal secolo ir, egli appare nell'annunzio della negazione, quale tipo del peccatore
penitente e della misericordia divina, come anche per alludere al suo dovere dì « confirmare fratres »
nella fede, dopo essersi ravveduto. Nel iv secolo furono create le scene della lavanda dei piedi, di
Pietro salvato dai flutti, della risurrezione di Tabita e della punizione di Anania e Zaffira. Spesso tutte
queste scene sono contrapposte a quelle di Nostro Signore, di guisa che esiste un vero parallelismo fra
le immagini di Cristo e del suo Vicario. Al iv secolo appartengono pure le composizioni che
rappresentano l'apostolo quale fondamento della Chiesa universale e fondatore della Chiesa di Roma,
come maggiordomo del « regno terrestre e celeste », essendogli solennemente affidate le « claves regni
caelorum »; in una scena speciale egli è inoltre istituito successore del Figlio di Dìo nel governo della
Chiesa, ricevendo da Lui il volume della Lex; capo della Chiesa, egli insegna « veritatem, h. e.
Dei Filii doctrinam » ', e mentre la insegna, seduto in cattedra, viene catturato da militi di polizia, e
la suggella colla sua morte in croce; ma ravviamento verso il luogo del martirio si vede delle volte
anche in una scena speciale. La consegna della legge e l'insegnamento in cattedra hanno naturalmente
nell'arte di Roma una importanza particolare, perchè Pietro ha in Roma i suoi successori ai quali
lasciò la cattedra e che, secondo la persuasione generale e di tutti i tempi, egli protegge tuttora. Le sue
rappresentazioni sono riconoscibili al ritratto datogli dagli artisti, ritratto, s'intende, in senso larghissimo
perchè di solito esso non offre che barba e capelli più o meno lunghi; a parte questa caratteristica
generale, la rassomiglianza reciproca delle immagini è qualche volta molto vaga e si arguisce soltanto
dal contenuto e dal confronto delle rappresentazioni omogenee di tutta la serie.
Il secondo volume è riservato alle numerosissime scene cristologiche (tranne le battesimali già
illustrate), a quelle, non meno numerose, del vecchio Testamento e alle poche di s. Paolo e di s. Tom-
maso. In uri Appendice sì inseriranno, come tu accennato, tutti i monumenti sfuggiti alle ricerche
dell'autore o scoperti dopo la pubblicazione del presente volume. L'ultimo capitolo sarà dedicato alle
scene prese dagli apocrifi, e in una Introduzione generale saranno trattate le questioni sulla crono-
logia dei sarcofagi, sulle differenti officine, sullo stato in cui ci sono pervenuti e sul modo di pubblicarli.
Volendo, in origine, pubblicare l'opera in tedesco, si ricorse, per le tavole, al rinomato Stabili-
mento Hanfstaengl di Monaco in Baviera. Per guadagnar tempo, alcune tavole furono ordinate anche
allo Stabilimento Bruckmann, di fama uguale e della stessa città.
Riguardo alle tavole che riproducono frammenti con le restituzioni da me ideate e sotto la mia
sorveglianza disegnate con grande maestria dal prof. G. Bravi, tengo a dichiarare che esse non hanno
la menoma pretensione di cogliere dappertutto nel segno. Ciò vale specialmente per i particolari che
in molti casi non si possono indovinare, come p. e. nei frammenti con figure acefale di pastori, che
possono ugualmente bene essere residuo di rappresentazioni del Buon Pastore come anche di Pietro
pastore. In tali casi bisogna contentarsi della sola sostanza. Le ricostruzioni non offrono, insomma, se

1 S. Iren., Contro haer.. Ili: Migne, P. C, 7, 844.


x Prefazione

non la semplice possibilità dell'aspetto originario delle sculture monche. Una prova molto istruttiva ce
ne dà la fig. ioj, p. f?p. Del resto gli specialisti hanno già pienamente approvato il metodo di pubbli-
care i frammenti; essi sanno benissimo con quali difficoltà si colmino talvolta le lacune, e quanto
insignificanti siano di solito Ì frammenti, ove si lascino nel loro stato. Ad ogni modo le ricostruzioni,
essendo lavoro mio, mi dispensano da lunghe descrizioni: il frammento ricostruito parla da sé.
Ho la ferma intenzione di dare al mondo scientifico un vero corpus sarcophagorum christianorum
e di riunire nella mia opera tutti i sarcofagi cristiani. Ma per venire a capo di tale divisamente, ho
bisogno di essere maggiormente coadiuvato dai colleghi non solo d'Italia, Francia, Spagna ed Africa,
bensì anche da quelli residenti in Germania, in Inghilterra e in America, dove trasmigrarono parecchi
sarcofagi cristiani. Di quello intatto, p. e., che il collezionista Wilshere comprò a Roma e collocò
nel suo castello, non ho potuto neppure rintracciare la località. Rivolgo pertanto a tutti i colleghi la
preghiera di segnalarmi l'esistenza dei sarcofagi e frammenti cristiani sconosciuti. Dico anche frammenti,
perchè si è visto dal primo volume che questi hanno spesso una grande importanza. Di alcuni ho
potuto procurarmi le iotografie per mezzo del collega Parìbeni. Altre fotografie debbo all'amicizia
di Gerardo Rodenwaldt, di Emilio Espérandieu e del prof. Josi, autore, quest'ultimo, dell''Indice della
mia opera. E recentemente ancora ebbi dagli amici Mons. M. Chaillan di Marsiglia e sig. Jacques de
Font-Réaulx di Valence,. per il secondo volume, le fotografie di tre frammenti piccoli, ma interessan-
tissimi: l'uno scoperto demolendosi la scala d'una casa di campagna nella Camargue, presso Arles, i
due altri « acquistati pochi anni fa a Valence ed ora deposti nel castello di Grozon (Ardèche) »; quello
proveniente da un sarcofago di cui non esiste un esemplare completo né ad Arles né a Roma, questi
da un coperchio pressoché identico a quello del sarcofago di Verona, pubblicato a tav. CL, 2, e da
un sarcofago che per bellezza artistica dovette superare tutti quelli del Museo di Arles.
I colleghi non menzionati, che m'hanno aiutato finora, troveranno i loro nomi ai debiti luoghi.
Qui non posso tacere il nome del mio amico Pio Franchi de' Cavalieri, il quale non solo ha percorso
il mìo manoscritto, ma ha anche condiviso meco la fatica del correggere le bozze di stampa, dalla
prima fino all'ultima.
L'opera apre la serie delle pubblicazioni speciali dell''Istituto pontificio di archeologia cristiana,
al quale l'autore appartiene sin dalla fondazione, e che fra i grandi meriti del regnante Pontefice Pio XI
occuperà un posto cospicuo. Allo stesso Sommo Pontefice si deve pure, se l'opera si presenta in una
veste così nobile e così degna del soggetto.
INDICE

LIBRO PRIMO
II. -1 cervi alla fonte...................................
1-2. - Due sarcofagi distrutti dì Reìms e di Arles ..
3. - Sarcofago del .Museo di Marsiglia.............
4. - Coperchio d'un sarcofago del Musco di Marsiglia
IL PRECETTO DEL SIGNORE:
5. -Sarcofago frammentario della cripta di S. Vittore
DOCETE OMNES GENTES BAPTIZANTES EOS a Marsiglia...............................
III. - Rappresentazioni dei Battesimo reale .. ..
§ I. - Il battesimo d'un catecumeno.....
CAPO I. - L'insegnamento della Dottrina cristiana § II. - Il battesimo di Gesù ............
§ I. - Rappresentazioni del dottore nell'atto di « prae- 1. - Sarcofago di S. Maria antica......
LEGERE » .................................. 2. - Frammento di coperchio nel Museo lat
i. - Sarcofago della via Salaria .................. 3-4. - Due sarcofagi del Museo di Arles..........
2. - Sarcofago di La Gayoìle .................... 5. - Sarcofago distrutto di Soissons..............
3. - Frammento di sarcofago del Kaiser-Fri ed rich- 6. - Sarcofago dell'Accademia Reale di Madrid.....'
Museum.................................. 7. - Coperchio del sarcofago dì Gorgonio..........
4. - Sarcofago di S. Maria antica................. 8. - Frammenti di coperchio nella basilica di S. Petro
mila .
5. - Sarcofago di Ravenna ....................... 23
6. - Sarcofago del Museo Capitolino............... Frammento di coperchio d'un sarcofago dì Arles . 23
7. - Sarcofago dui Palazzo Sanseverino............. Fronte di sarcofago lateranense 183 .......... 24
8. - Sarcofago di Velletri......................... Sarcofago di Servatine ....................... 24
9. - Coperchio di sarcofago del Museo lateranense ... . - Frammenti di due sarcofagi a colonne di S. Se-
io. - Fronte di sarcofago della Villa Doria Pamphìlj bastiano .................................. 24
IN- di Giunio Basso ................... 24
§ II. - Monumenti incerti con la scena d'insegnamento
§ III. - Rappresentazioni del dottore nell'atto di CAPO IH. - La Catechesi di s. Filippo diacono....
spiegare col gesto oratorio.............. § I. - Monumenti certi della catechesi di s. Filippo ... 25
§ IV. - Le Sirene di Ulisse simbolo di dottori eretici. . 1. - Metà destra d'un coperchio di sarcofago nel Museo
1. -Coperchio del sarcofago di L. F. Turanio..... delle Terme............................ 25
2. - Metà sinistra d'un coperchio del Musco di S. Cal- 2. - Due frammenti della metà destra d'un coperchio
di sarcofago nel cimitero di Pretestato........ 27
3.-Metà sinistra d'un coperchio del Museo delle 3-4. - Frammenti di coperchi di sarcofagi nel Museo
Terme................................... lateranense .............................. 27
4. - Frammento d'un coperchio ne! Museo di S. Cal- 5. - Frammento del Museo di Torino............... 28
6. - Frammento del Museo del Louvre .......... 28
5. -Due frammenti di coperchio del cimitero di Pri- 7. - Due frammenti del Museo di Napoli ........ 28
scilla ..................................... § II. - Monumenti incerti della catechesi di s. Filippo 29
- Coperchio di sarcofago di Bieda............... 29
CAPO II. - Rappresentazioni del Battesimo ...... - Due frammenti del cimitero di Pretestato....... 29
I. - Rappresentazioni simboliche de! Battesimo............. - Frammento della « Casa dei Pupazzi »......... 29
- Frammento dello studio Canova............... 30
§ I. - Pescatore all'amo............................ - Frammento del Museo di S. Callisto........... 30
§ II. - Pescatori; alla rete .......'................. - Frammento della collezione dell'Autore......... 30
1. - Sarcofago di S. Maria antica................. ì. - Due frammenti del Museo lateranense...... 30
2. - Coperchio di sarcofago nella Villa Doria-Pamphilj - Frammento del Musco di Valkenburg......... 31
3. - Frammento d'un sarcofago dì Torres........... - Frammento del Museo di Stoccolma ......... 31
CAPO IV. - Missio Apostotorum.................... 33
23. - Il sarcofago della cattedrale di Apt............ 5+
§ I. - LA 11 MISSIO » IN CICLI CRISTOLOGICI............... 33 24. - Frammento del Museo delle Terme........... rs
1. - Sarcofago di Servannc....................... 33 . - Cristo dottore............................... -0
2. - Frammento di sarcofago del Museo di Puy..... 33 1. - Sarcofago del Museo di Aries................. 56
LA 11 MISSIO » ISOLATA ......................... 2. - Frammento nello scalone della hasilica di S. Agnese 57
'■■- Frammenti d'una 11 missio « nel cimitero di Domi- 3-4. - Sarcofago dei cimitero di S. Damaso e fram-
tMla, ricostruita secondo il sarcofago di Perugia mento del Museo di S.Callisto............... 57
- Frammenti d'una seconda « missio » ne! cimitero di 5.-Sarcofago distrutto della cripta di S. Vittore a
Dominila................................. Marsiglia ................................ 5-,
- Sarcofago di Giunio Basso................... 6. - Sarcofago di Tarragona ..................... 58
j. - Due sarcofagi danneggiati d'Arles e di Narbona 7.-Frammento di sarcofago nell'ex convento dei
- Fronte d'un sarcofago di Brescia............... Minimi a Arles .......................... 58
- Due frammenti della frpnte d'un sarcofago ne! 8-9. - Frammento del Musco del camposanto teuto-
Museo di Arles ........................... nico. - Frammento del Museo di Aix........ 58
- Fronte de! sarcofago della Cattedrale di Mantova
- Fronte d'un sarcofago nell'Isola di Lérin .......
- Sarcofago del Museo di Algeri ................ LIBRO SECONDO
- Sarcofago della basilica di S. Ambrogio a Milano
- Sarcofago di Eugenia nel Museo di Marsiglia____ IL BUON PASTORE
- Sarcofago di Tarragona......................
- La « MISSIO » DEGLI APOSTOLI COL L'ALLUSIONE AL
CAPO I. - Accertamenti preliminari sulle rappre-
trionfo di Cristo sulla morte............. sentazioni del Buon Pastore ................. 63
. - Sarcofago di Probo ......................... § I. - Scene pastorizie prese dall'arte classica......... 64
. - Ricostruzione d'un sarcofago a S. Sebastiano ... 1. -Coperchio di sarcofago nel Museo capitolino..... 64
. -Sarcofago distrutto di M out i e r- Saint -Jean....... 2. - Sarcofago col suo coperchio nella tomba dei
.. - Due frammenti sull'antico convento dei Minimi Pancrazi ................................. 64
a Arles.................................. 3-4. -Due coperchi di sarcofago nella Galleria lapi-
. - Frammento latcrancnse 106................... daria Vaticana ............................ 65
'. - Sarcofago frammentario de! Museo di Arles..... 5. - Frammenti di coperchio de! Musco Chiaramonti 66
. - Sarcofago del Museo di Avignone............. 6. -Frammento di coperchio nel Museo delle Terme 66
7. - Due frammenti di coperchi nella Villa Albani ... 66
8. - Sarcofago d'una cripta del cimitero di S. Callisto 66
Cristo fonte della Dottrina sacra.
§ II. - Origine cristiana della figura del Buon Pastore
Cristo dottore degli apostoli................. CON LA PECORA SULLE SPALLE ............... 68
i. - Sarcofago del Musco di Arles.................
Interpretazione della formola: u Dominus legem § III. - Come è rappresentato il Buon Pastore........ 69
dat » sui monumenti dell'arte antica.......... § IV. - Significato della pecora portata dal Buon Pa-
- Sarcofago di Rignieux-le-Frane .............. store .................................... 69
- Sarcofago di Bellegarde.......................
- Frammenti d'un sarcofago nel Museo dì Lione .. . CAPO II. - Rappresentazioni statuarle del Buon
- Due frammenti nel Museo di Aries............ Pastore........................................ 71
- Sarcofago del Museo di Marsiglia............. § I. - Statue romane del Buon Pastore............... 71
8. - Frammento della fronte d'un sarcofago nel Mu- 1-2. - Statue del Museo lateranensc............... 71
seo dì Arles. Sarcofago Albani a S. Sebastiano 3. - Statua del Museo delle Terme................. 72
- Due frammenti dalla catacomba di S. Damaso ... 4. - Frammento d'una statua nel Museo capitolino ... 72
- Sarcofago del Museo di Arles ............... § II. - Statue greche ............................... 73
- Sarcofago del Museo lateranensc ............. 1-9. - Frammenti e statue intiere dei Musei di Costan-
- Frammento d'un sarcofago del cimitero di S. Ci- tinopoli e di Alene ....................... 73
io-i i. - Erme del cimitero » Ad duas lauros i ...... 73
- Sarcofago dell' Accademia reale di Storia a 12. - Stele de! cimitero di S. Ermete ............... 74
Madrid.................................. 13. -Tronco di colonna nei Museo di Ostia......... 74
15. - Due sarcofagi e un frammento nel Museo di
Arles - Frammento di Viterbo.............. CAPO III. - Rappresentazioni del Buon Pastore sui
- Sarcofago Wilshere.......................... rilievi .......................................... 74
- Tre frammenti d'una fronte di sarcofago a S. Se- § I. - Il Buon Pastore con la pecora sulle sfalle b
bastiano ................................. l'orante................................. 74
19. -Piccola scultura e un frammento nel Musco 1.-Sarcofago del Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino 75
latcrancnse ............................... 2. - Frammento d'un sarcofago finto nei cortile del
- Sarcofago in S. Trohmo...................... Museo Torlonia.......................... "fi
- Sarcofago di Saint-Cannat.................... 3. - Sarcofago della chiesa di S. Saba............. 77
- Frammenti di un sarcofago nella cripta di S. Vit- 4-5. - Due lastre d'unii officina presso il (
tore a Marsiglia.........................• San Callisto.....................
6. - Sarcofago frammentario del cimitero di Pretestato 78 § VII. - Cristo principe dei pastori................... 95
7-8. - Fronte di sarcofago del Musei) latcranense. - § Vili. - Il Buon Pastore e pastori sorveglianti il
Frammento scomparso del cimitero di S. Callisto 78
GREGGE .................................. 96
9. - Frammento di un coperchio di sarcofago del 1-3. - Sarcofago composto di sei lastre. - Frammenti
Palazzotto Corsetti........................ 78 d'un sarcofago e d'un coperchio ............ 96
io. - Sarcofago nell'atrio della cattedrale di Salerno------ 78 4. - Frammenti di coperchio nel cimitero dei Giordani 97
11.- Sarcofago del Museo di Viterbo................ 79 5. - Sarcofago del cimitero di Damaso............. 97
12. - Lastra della basilica di S. Prassede............ 79 6. - Sarcofago frammentario della « basilica Aposto-
13-14. - Sarcofago di Optata e frammento di coper- lorum ».................................. 97
chio nel Museo delle Terme............... 79
15. - Sarcofago della chiesa di S. Felice a Gerona------ 80 § IX. - Pastori che sorvegliano il gregge............. 98
16. - Sarcofago nel camposanto di Pisa.............. 80 1-3. - Sarcofagi del palazzo Borghese, della facciata

17. - Frammento di sarcofago del Musco di Arles------ 80 della chiesa di S. Giovanni a Tarquinia e del
Museo del camposanto teutonico............ 98
§ II. - 0 Intercessici » rivolta al Buon Pastore......... 81 4. - Sarcofago del Museo capitolino............... 98
1. - Sarcofago del cimitero Vaticano............... 81 5. - Sarcofago della cattedrale di Osìmo........... 99
2. - Sarcofago del Museo di Arles................. 82
§ X. - Il Buon Pastore carezza la pecora nel paradiso 99
§ III.- Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle incon-
tro AL "(LEO RUGIENS» E AL «DRACO DEVORANS» 83 APPENDICE I. - Osservazioni generali sui ritratti
1. - Sarcofago del Museo del Louvre............. 83 del defunti nell'arte funeraria...............
2-3. - Sarcofago nella chiesa della Trinità di Firenze. - 1. - Sarcofago nel cimitero di Domitilla............
Sarcofago della chiesa di S. Saba ........... 83 2. - Sarcofago dei due fratelli......................
4. - Sarcofago di Tipasa......................... 83 3. - Sarcofago dì • Adelfia*......................
5. - Frammento d'un sarcofago di Porto........... 84 4. -Coperchio del sarcofago della basilica di S. Am-
6. -Frammenti d'un sarcofago del cimitero dì Pon- brogio ..................................
siano.................................... 84 5. - Frammenti di coperchio del Museo delle Terme
7. - Sarcofago del Museo di Ny Carlsberg......... 85

§ IV. - Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle


E IMMAGINI DI DEFUNTI ................... 85
LIBRO TERZO
1. - Frammenti di coperchio nel cimitero di Pretestato 85
z. - Frammento di coperchio nei magazzini vaticani 86 SAN PIETRO
3. - Frammento di sarcofago nella basìlica di S. Cecilia 86
4. - Sarcofago nel Commercio.................... 86 Introduzione........................................
5. - Sarcofago Corsini ........................... 87 CAPO I. - La fonte miracolosa e il battesimo di
6. - Sarcofago di Castellamarc di Stabia............. 88 Cornelio........................................
7. - Sarcofago di Ampuriaa....................... 88
§ I. - Esame della più antica rappresentazione in scul-
8. - Sarcofago lateranense 163 ................... 88
tura del battesimo di Cornelio ..........
9. - Frammento d'un sarcofago del cimitero vaticano 89
io. -Frammento d'un sarcofago nel Museo del cam- § IL - Rappresentazioni comuni del battesimo di Cor-
posanto teutonico......................... 89 nelio ....................................
11.- Frammento di sarcofago nella chiesa di S. Salva- 1.-Fianco destro del sarcofago latcranense 174____
tore in Vcscovio........................... 89 2. -Frammenti di sculture rappresentanti il battesimo
12. -Sarcofago di Flavio Giulio Catervio nella catte- di Cornelio...............................
drale di Tolentino........................ 90 3. -Strana trasformazione del battesimo di Cornelio
13. - Fronte di sarcofago lateranense 66............ 91 su una copia di Beauméni..................
14. - Tre frammenti della fronte di sarcofago a Dijon 91 § 111. - II. BATTESIMO DI CORNELIO SOMMINISTRATO SOTTO
15. - Sarcofago del Museo capitolino................ 92 l'assistenza DIVINA .......................
1. - Sarcofago dell'Ospedale di S. Giovanni........
§ V. - Sarcofagi col Buon Pastore e i Gemi della morte 92
2. - Frammento de! Museo di S. Callisto...........
§ VI. - Il Buon Pastore isolato ... ................ 92 3. - Sarcofago di Campii.........................
1. -Sarcofago di Livia Primitiva ................. 92
2. - Sarcofago nel Mus< > 1 apitotino.............. 93 CAPO IL - Prima cattura di Pietro ...............
3. - Sarcofago nei camposanto di Pisa ............. 93 § I. - Come fu rappresentata la prima cattura di Pietro
4. - Lastra d'un loculo nel cimitero di Pretestato..... 93
1. - Il più antico esempio della prima cattura.........
5. - Sarcofago 224 del Museo lateranense........... 94 2. - Rappresentazioni frammentarie della prima cattura
6. - Fianco d'un coperchio a forma di tetto con acroterì 94
3. - Strana trasformazione d'una fronte di sarcofago
7. - Frammento di coperchio del Musco di S. Seba-
nella Chiesa dei Cappuccini.................
stiano ............:....................... 94
8. - Fronte frammentaria d'un sarcofago a S. Seba-
§ II. - La giustapposizioni: della prima cattura al bat-
tesimo di Cornelio .......................
stiano .................................... 94
9. - Fronte di sarcofago del Musco latcranense 118... 94 § III. - Fusione della prima cattura col battesimo di
io. - Sarcofago della chiesa di S. Paolino a Lucca------ 94 Cornelio................................
§ IV. - Rappresentazioni DELLA PRIMA CATTURA 4-5. - Sarcofagi del Museo Barracco e del cimitero
di Pietro .... di S. Callisto............................
6-8. - Sarcofagi del duca Torionia, della cripta di
§ V. - Pietro condotto al carcere. .. S. Prassede e di S. Sebastiano...............
§ VI. - Pietro liberato dal carcere . 9. - Sarcofago di Ardore (Reggio Calabria).........
1. - Pietro pastore e vescovi pastori colla pecora
CAPO III. - L'annunzio della triplice negazione. SULLE SPALLE ...................
1 del Museo lateranense
§ I. - Comefurappresentatoi.'annunziodellan
i. - Tipo medio dell'annun2Ìo delta negazione....... 120 § V. - Pietro pastore colla pecora sulle spalle------
2. - Il più antico annunzio della negazione......... 120 1. - Sarcofago ne! camposanto di Pisa............
3. - Un monumentale annunzio della negazione....... 121 2-3.- Frammenti di sarcofagi del cimitero di S. Ip-

§ II. - Significato dell'annunzio della negazione..... 121 polito di Ostia ...........................


§ VI. - Pietro pasce il gregge.......................
§ III. - Sculture con l'allusione al «Confirmafratres» 122
Quattro frammenti d'un coperchio del cimitero di
1. - Frammenti nella basilica di S. Petronilla e net
Priscilla..................................
Musei di S. Sebastiano e di S. Callisto....... 122
Sarcofago del cimitero di S. Callisto...........
2. - Frammento di sarcofago di Nimes............. 123
Fronte d'un sarcofago della scuola francese di
3. - Sarcofago laterancnse 116..................... 123
Roma....................................
§ IV. - L'annunzio della negazione presenti i « fratres Frammenti d'una lastra del cimitero di Domitilla
confirmandi »............................ 124 Sarcofago di Covarrubias ....................
lateranense 138..................... 124 6-7. - Due coperchi di sarcofago del camposanto di Pisa
di Narbonne....................... 124 e del cimitero di S. Callisto .................
Sarcofago ricostruito nel cimitero di Domitilla ... 124
§ VII. - Pietro ritrova la pecora smarrita............
di S. Trofimo d'Arles............. 125 I.-Due frammenti di sarcofago nel cimitero di
ricostruito nel t'imiterò di Damaso..... 126
S. Callisto................................
Frammento del Museo del camposanto teutonico 126
2.-Frammento di coperchio nel magazzino vaticano
■ La scena dell'annunzio della negazione, RIU- 3. - Frammento dì sarcofago del cimitero di Priscilla
NITA A QUELLE DEL BATTESIMO DI CORNELIO E 4. -Otto frammenti d'un coperchio di sarcofago nel
DELLA PRIMA CATTURA DI PIETRO ............ 127 0 di Domitilla.......................

§ VI. - La negazione di Pietro sulla fronte del sarcofago 183 128 § Vili. - Pietro con la capra sulle spalle............
1. - Sarcofago del Kaiser-Friedrich-Museum di Ber-

CAPO IV. - Pietro Pastore..........................


2. - Sarcofago del Museo del Campidoglio........
§ I. - Rappresentazione di Pietro pastore nell'arte mo- § IX. - Pietro porta nel manto la pecora all'ovile____
1. - Sarcofago del Museo di Pisa..................
- Statua di Pietro pastore . 2. - Frammento di sarcofago del Museo delle Terme
■ Pietro dottore del gregge .
3. - Età delle sculture...........................
§ II. - Pietro pastore colla pecora
APPENDICE II. - Significato simbolico del Pallio
- Sarcofago di La Gayolle..................... sacro ..........................................
- Sarcofago di Velletri.........................
- Sarcofago del Museo capitolino............... CAPO V. - Pietro pescatore........................
- Sarcofago in Via della Lungara...............
§ I. - Pietro pescatore all'amo......................
- Sarcofago del Musco Torlonta...............
1. - Sarcofago di La C-ayolle ....................
- Sarcofago di Tor Sapienza................... 2. -Sarcofago della Lungara nel Museo delle Terme
- Sarcofago Dovizicllt.........................
Sarcolago tinto nel cubicolo dei Quattro Coronati § IL - Pietro pescatore alla rete...................
del cimitero 0 Ad duas lauros » ............ 1. -Frammento d'un coperchio di sarcofago di Spo-
leto .
- Sarcofago Barsanti .........................
- Sarcofago del Museo di Spalato.............. 2. - Frammento di sarcofago del Museo di Cagliari ...
12. - Sarcofago e due frammenti di sarcofago a 3.-Due frammenti di coperchio d'un sarcofago di
S. Sebastiano ............................. S. Sebastiano .............................
- Sareotago deformato del Museo lateranense 144
- Fronte mutilata di un sarcofago nella villa Doria CAPO VI. - Rappresentazioni di Pietro con la Ca-
Pamphilj ................................ nanea..........................................

- Pietro pastore colla pecora sulle spalle, e § I. - La CANANEA CONDOTTA da Pietro al bacio della
immagini di defunti...................... mano del Signore........................
-Sareotago d'una vergine nel camposanto di Pisa ; II. - Scena della Cananea condotta da Pietro al
- Sarcofago della basilica di S. Crisogono......... bacio della .mano DEL Signore nella risur-
- Sarcofago 128 del Museo lateranense........... ì di Lazzaro .......................
CAPO VII. - Rappresentazioni più rare di Pietro 161 13. - Sarcofago di Gorgonio ...................... 181
14. - Sarcofago nel Musco del Louvre.............. 182
§ I. - La lavanda dei piedi.........'............... 161
15. - Sarcofago d'Aix............................ 183
§ II. - Pietro salvato dai flutti.................... 161 16-17.-Sarcofago sotto l'altare della Madonna della
§ III. - Risurrezione di Tabita...................... 162 Colonna e una replica nel Museo di Ravenna 183
§ IV. - Punizione di Anania e Zaffira................ 163 18. - Sarcofago della basilica di S. Ambrogio a Milano 184
19. - Sarcofago della basilica di S. Paolo .......... 184
20. - Sarcofago del Museo di Marsiglia.............. 185
CAPO Vili. - Oli ultimi avvenimenti della vita di
21-22. - Frammento del Museo dì S. Sebastiano. -
Pietro.......................................... 164
Frammento del Museo laterancnse .......... 185
§ I. - L'ultima cattura di Pietro.................. 164
§ IV. - <t Cathedra Petri »........................... 185
§ II. - Ultima cattura di Pietro e Paolo........... 166 1. -Sarcofago lateranense 55 con la rappresentazione
§ III. - Pietro e Paolo davanti a Nerone............. 167 più antica della « cathedra Petri *............. 186
§ IV. - Pietro si avvia verso il luogo del martirio ____ 168 2. - Sarcofago arelatense con la " cathedra Petri » inspi-
rata da Cristo............................ 188
3. - Sarcofago di due ■■ clarissimi ■■ del Musco di Arles 188
CAPO IX. - I grandi privilegi di Pietro............ 170
4. - Sarcofago del Museo di Narbona............... 188
§ I. - Pietro fondamento della Chiesa e fondatore 5. - Coperchio di sarcofago nel palazzotto Corsetti..... 189
della Chiesa di Roma.................... 170 6. - Fronte del sarcofago lateranense 40............._ 189
§ II. - Consegna delle chiavi a Pietro.............. 172 7. - Testata destra del sarcofago dei Dioscori nel
Museo di Arles............................ 189
§ III. - La consegna del volume della «Lex» a Pietro 173
8. - Sarcofago di Balazuc........................ 189
1. - Fronte del sarcofago laleranense 174........... 175
y. - Sarcofago lateranense 175.................... 190
2.-Fronte del sarcofago lateranense 151 ......... 176
io. - Frammento di sarcofago nella « basilica Aposto-
3. - Sarcofago perduto della basilica vaticana....... 177
4. - Sarcofago di Verona......................... 177
lorum n.................................. 190
11. -Frammenti del cimitero di Ciriaca............ 190
5-6. - Sarcofago di Gregorio V nelle Grotte vaticane e
12. -Testate frammentarie d'un sarcofago del Museo
quello di « S. Massimino » nella cripta omonima 177
7. - Fronte frammentaria di sarcofago del Museo di
dì Arles ................................ 190
13. - Frammento d'un sarcofago del Museo di Arles 191
S. Sebastiano............................. 178 14-16. - Frammenti nel Museo di S. Callisto e nella
8. - Sarcofago distrutto di Reims................. 179
Villa Fiorentino a Palestrina................ 191
9. - Sarcofago vaticano ricostruito di quattro fram-
menti .................................... 179
10-11. - Sarcofago «di Pio II» e una replica in Arles 180 APPENDICE III. - Cattura d'un successore di Pie-
12. - Sarcofago del Museo di Ravenna.............. 181 tro insegnante in Cattedra .................. 192

INDICE DELLE FIGURE NEL TESTO

1. Fronte di sarcofago nella Villa Parisi a Frascati......... . Disegno a penna d'un coperchio di sarcofago a Bieda ... 29
2. Hpitafio della vedova Dafne nel cimitero dei ss. Marco e . Frammenti d'una Missio aposlolorum nel cimitero di
Marceliiano..................................... Domitìlla....................................... 35
3. Particolare d'un sarcofago ......................... . Fronte danneggiata d'un sarcofago del Museo di Arles 37
4. Lastra del Musco lateranense con scena dell'insegna- . Veduta di sarcofagi e frammenti nel Museo di Arles 39
. Disegno d'un sarcofago scomparso del Vaticano....... 42
5. Disegno d'un sarcofago distrutto di Reims........... . Copia d'un sarcofago ■distrutto di M o ut ìer-Saint-Jean ... 45
6. Disegno d'un sarcofago distrutto di Arles............. . Copia del Menestrier d'un sarcofago vaticano mutilo 45
7. Frammenti di sarcofago nella cripta di S. Vittore a Mar- . Frammento del coperchio d'un sarcofago del Museo di
siglia........................................... Arles.......................................... 52
8. Testate d'un sarcofago ne! Museo di Arles............ . Frammenti sconvolti d'un sarcofago nella cripta di S. Vit-
9. Disegno d'un sarcofago distrutto di Soissons........... tore a Marsiglia................................. 54
io. Disegno d'un sarcofago perduto secondo il codice di Me- . Frammenti ordinati dello stesso sarcofago........... 54
. Fronte d'un sarcofago di Capua..................... 56
11. Frammento di coperchio di sarcofago nella casa n. 92 . Copia del sarcofago distrutto di S. Vittore a Marsiglia 57
in piazza di Spagna ............................ . Copia d'un sarcofago di S. Vittore a Marsiglia........ 60
12. Disegno a lapis d'un frammento di coperchio nel Museo . Fronte del sarcofago lateranense n. 177............. 61
di Napoli...................................... . Frammento di sarcofago nel Museo di S. Callisto..... 64
28. Epitaffi) di Verazio Nicatora (Museo lateranensc) ....... 70 . Frammento di sarcofago con l'annunzio della negazione
29. Statua del Buon Pastore {Museo lateranense)......... 71 (S. Callisto) ................................... 120
30. Base d'un Ermete erioforo (cortile dell'Anima) ....... 72 . Frammento di sarcofago nella basilica di S. Petronilla .. 123
31-33. Statue del Buon Pastore (Musei lateranensc e capi- . Frammento di sarcofago nel museo di S. Callisto....... 123
tolino .......................................... 73 . Copia del Beauméni di sarcofagi dì Nìmes e Arles.... 123
34-35. Erma di Buon Pastore nel cimitero ad duas Inuros ... 73 -75. Frammenti di sarcofago nel cimitero di Dominila ... 125
36. Stele col Buon Pastore nel cimitero dì S. Ermete....... 74 . Copia del Ciacconio del mosaico di S. Pietro in S. Pu-
37. Tronco di colonna col Buon Pastore a Ostia ........... 74 denziana ....................................... 130
38. Rovescio d'una moneta di Adriano con la Pietas Angusti 75 . Ricostruzione di detta scena ....................... 130
39. Copia del Garrucci d'un sarcofago nel camposanto di Pisa 80 . Sarcofago Dovizielli (copia del Garrucci) ........... 133
40. Copia del Bosio del sarcofago di Saturnino e Musa..... 81 . Ricostruzione della fronte mutilata d'un sarcofago (Villa
41. Copia del Carnicci del sarcofago di lanmrim......... 8z Doria-Pamphilj)................................. 138
42. Copia del Carnicci del coperchio del sarcofago Corsini... 87 . Fronte del sarcofago di Ardore (Reggio Calabria)....... 141
43. Copia del Bosio d'un sarcofago di S. Sebastiano ....... 88 . Fianco sinistro del medesimo sarcofago............... 141
44. Sarcofago lateranensc deformato n. 163 ............. 89 . Fianco destro del medesimo sarcofago............... 141
45. Copia d'un frammento di sarcolago ru I (.'"ilice Mcnestrier 93 . Sarcofago dì Fubianusa (cimitero dì Callisto) ......... 145
46. Copia del Mcnestrier del sarcofago lateranensc 177..... 95 . Fronte di sarcofago {Cimitero di Callisto)............. 146
47. Frammento di coperchio nel cimitero dei Giordani -87. Frammenti dello stesso sarcofago................ 146
d'una copia del Ciacconio ...................... 97 . Rilievo nella base d'una colonna al Foro romano....... 149
48. Copia del Bosio delio stesso frammento ............ 97 -91. Frammenti di coperchio di sarcofago (cimitero di
49. Sarcofago in si/11 nella basilica di Santa Petronilla....... 101 Dominila)...................................... 150
50. Particolare del sarcofago suddetto................... 102 . Copia del Bosio d'un sarcofago vaticano............. 159
51. Testata di sarcofago con figurazione d'un leone....... 103 . Sarcofago dei Museo dì Leida..................... 160
52. Frammento dì coperchio d'un sarcofago di Spoleto..... 107 . Frammento dì sarcofago in S. Callisto.............. 163
53-57. Frammenti di sarcofago col battesimo di Cornelio ... 112 . Frammenti di sarcofago in Valence................... 165
58. Copia del Mcnestrier d'un frammento di sarcofago per- . Copia del Garrucci d'un sarcofago di Arles........... 165
duto nella Villa Colonna......................... 113 ■98. Frammenti del medesimo sarcofago............... 166
59. Copia del Beauméni d'un sarcofago del Museo di Mar- . Copia del Menestrier del sarcofago lateranense n. 174 168
8'g,ia .......................................... "3 . Ricostruzione d'un sarcofago in S. Valentino......... 169
60. Frammento di sarcofago col battesimo di Cornelio in . Testata destra de! sarcofago lateranense n. 174 ...... 171
S. Callisto ..................................... 114 . Disco di Teodosio a Madrid....................... 173
61. Copia a matita del sarcofago lateranense n. 119 (dal Cod. . Pittura dell'orzarolo in Dominila................... 174
vat. lui. Barb. 4423, f. 13)....................... 115 . Frammento ricostruito della tradititi legis in un sarcofago
62. Fronte di sarcofago trasformato nella Chiesa dei Cappuc- di S. Sebastiano................................. 179
cini............................................ 116 -107. Copia del Menestrier d'un sarcofago nel Museo del
63-64. Frammenti di sarcofago con la scena della prima cattura Louvre......................................... 182
di S. Pietro (S. Callisto) ........................ 117 -109. Testate del sarcofago sotto l'altare della Madonna
65-66. Frammenti di sarcofago con l'annunzio della triplice della Colonna in S. Pietro....................... 184
negazione (S. Callisto) .......................... 119 . Fronte del sarcofago lateranense n. 40............... 189
67. Frammento di sarcofago con l'annunzio della triplice nega- . Scena della Cathedra Petri nel sarcofago lateranense
zione (S. Sebastiano) ........................... 119 n- 175 ........................................ "9°
68. Frammento di sarcofago con l'annunzio della trìplice nega- ■113. Frammenti di sarcofago nel Museo di S. Callisto .. . 191
gazione (Puerta del Sol a Toledo)................ 119 . Frammenti di lastra sepolcrale (Museo lateranense)... 193
69. Frammento di sarcofago con l'annunzio della negazione Epitafio di Claudiana in Pretcstato................... 193
(S. Callisto).................................... 120 . Cattedra gradita in Pretestato........................ 194
LIBRO PRIMO

IL PRECETTO DEL SIGNORE:

DOCETE OMNES GENTES


BAPTIZANTES EOS.
Sili )f19
f. ^m\

CAPO I.
L'INSEGNAMENTO DELLA DOTTRINA CRISTIANA.

) più antichi sarcofagi ci trasportano agli inizi scopus », in quella di s. Perpetua un « presbyter doctor »n.
l della Chiesa romana. In quel tempo erano Onde s. Cipriano, per aver fatto catechista, > doctor audien-
l pochi i fedeli usciti dal grembo dì famiglie tìum », un «lector», credette dovere scusarsi rilevando in
:£& cristiane; la comunità si componeva principal- Ottato - così si chiamava il lettore - la qualità di a confes-
jagani di età più o meno provetta. « De sor », titolo, secondo lui, sufficiente per meritare quella
. Fiunt, non nascuntur christiani », dice ancora carica7. In tempi più antichi l'istruzione dei catecumeni si
Tertulliano nel suo Apologetico '. affidava delle volte anche a laici idonei ad un ufficio di tanta
P. noto a quali formalità doveva sottomettersi il candi- responsabilità. Tertulliano, Clemente Alessandrino ed Ori-
dato desideroso di farsi cristiano. Ammesso al catecumenato, gene, per limitarci agli esempi più splendidi, furono cate-
egli, conformemente al precetto del Signore: « Euntes ergo chisti prima di entrare nel clero.
docete omnes gentes, baptizantes eoss... - partecipava all'in- Quanto all'insegnamento delle catecumene, esso era
segnamento della dottrina cristiana. Che questa preparazione coadiuvato da vedove ", cioè da quelle donne che fino
richiedesse un certo tempo, è cosa naturale. I vescovi atten- dall'età apostolica ebbero un carattere ufficiale nella Chiesa,
devano con gran cura all'istruzione dei catecumeni: o la e, almeno fin dai tempi di Tertulliano, un posto riservato
davano essi stessi o l'affidavano, ciò che era più ovvio, a nelle adunanze liturgiche, come le vergini consacrate a Dio9.
dottori speciali, riservandosi soltanto le catechesi che prece- Si noti bene quell'ufficio delle vedove, perchè avremo occa-
devano immediatamente l'amministrazione del sacramento. sione di parlarne.
Il dottore (SiSao-KaXos) godeva d'un rispetto straordi- Secondo il desiderio della Chiesa, l'insegnamento dei
nario. « Figliuol mio », comanda la Didachè al fedele, « ti catecumeni doveva terminare coli'amministrazione del bat-
ricorderai notte e giorno di colui che ti parla la parola di tesimo, giusto come nella storia dell'eunuco catechizzato da
Dio; l'onorerai come il Signore»3. La stessa ammonizione s. Filippo evangelista "3. Come è noto, l'amministrazione
leggiamo nella lettera dello Ps.-Barnaba: «Amerai come la ufficiale del battesimo aveva luogo principalmente a Pasqua.
pupilla del tuo occhio colui che ti parla la parola del Signore »*. SA'NCTA MENTE SALUTIFERO DIE PASCHAE GLORIOSI
Scelti dal clero i dottori erano di regola presbiteri o FONTIS GRATIAM CONSECVTA EST leggiamo in un'iscri-
diaconi. Nella Passione dì s. Filippo^ si menziona un « epi- zione d'una bambina di quasi quattro anni ". Era un mo-

1 C. iS: H.useiiiN, Fturileg. patrist., VI, 60. 130 seg.: ■... vidimila ante Corea Optatimi cpiscopum ad dexteram et Aspa-
' Matt., 28, 19. sium presbyteruni dottorerò ad sinistrarci ».
3 Didachè, 4, 1: Funk, I, 11. 1 Ep. so,: Haktel, 548.
' Ep. Barniib., 19, 9: Fink, I, 55. ' Rom., 16, j; 1 Tim., 5, 9 seg.
1 Passio S.Philippi episcopi, in Ruinakt, 4* 441, Ratisbon., 365 Veron.: ■ De exhort. casi., u: MlGNB, P. L., 2, 975.
«Quis ex vobis Christianorum magister est, aut doctor ecclesiae?» domanda il 10 Vedi capo III.
preside Basso al vescovo S. Filippo. lEosum illequem quaeris», risponde questi. " LUCAS JELIC, Dos C'iemeterium su Salma in Ruminile Quartalschrift
'■ Passio SS. Perpetuai et Fetidi : Pio Franchi be' Cavaliei f. Arckaeoìogìe und Kirchengeschichte MS-
Capo I. tsegnamento della dottrina cristiana

mento solenne: il neofito, uscito dalla vasca battesimale, care, mutatis mutandis, anche all'insegnamento cristiano,
veniva ricoperto di vesti candide, che simboleggiavano lo rimpiazzando « Vergilium et alios poetas novos » col sacro
stato puro dell'anima, mondata da ogni macchia'. Allora, volume delle divine Scritture. Un tale dottore sembra
dopo la confirmazionc, la consigliatici, gli era per la prima essere stato quel Deuterio chiamato dottore e interprete dei
volta permesso di assistere, coi fedeli, alla oblatio, ossia projeti: PRISCORVM INTERPRES VATVM DOCTORQh«,
al sacrifizio eucarìstico e di accostarsi alla « mensa del nel suo epitafio rinvenuto nel primo piano del cimitero di
Signore ». Tutto ciò doveva restargli indimenticabile. Il rice- S. Callisto, dove ebbe sepoltura: PLACIDA SECVRVS PACE
vimento nella Chiesa era senza dubbio uno degli avveni- QVIESCIT s.
menti più importanti nella vita d'un cristiano. E pertanto lecito di affermare che il gesto in parola è
Si capisce che l'insegnamento coronato da un atto così proprio di colui che spiega, che insegna. Essendo poi il testo
solenne, non potè essere trascurato dalla scultura funeraria, preletto la cosa principale, la base di tutta la lezione, si
tanto più che nell'arte profana esisteva una scena che gli comprende perchè il gesto di tenere il volume aperto con
artisti cristiani potevano facilmente mettere a profitto nel ambe le mani divenne il segno distintivo del dottore, come
componimento della catechesi, voglio dire la scena per solito il volume chiuso lo era del maestro elementare.
chiamata di « recitazione ». Nelle rappresentazioni dì questa Questo risultato è decisivo per una serie di sculture in
scena vediamo un personaggio seduto, con un volume aperto sostanza identiche con le profane, in quanto che rappresen-
che tiene con ambedue le mani; presso o attorno a lui stanno tano un personaggio seduto col rotolo aperto fra uditori
uditori dei due sessi, in attitudine di chi ascolta. Ma il che lo ascoltano. Essendo il soggetto preso dalla vita reale,
personaggio principale, quello col rotolo aperto, non può anche la forma ne è più o meno uguale. Nell'illustrarle, ci
essere preso per uno che «recita», poiché ha entrambe le occuperemo in primo luogo dì quelle che rappresentano il
mani occupate, mentre chi recitava un'opera, o sua o d'altri, dottore nell'atto di praelegere, che sono più antiche e più
muoveva la mano in gesti appropriati alla circostanza . numerose, poi di quelle poche che lo rappresentano nell'atto
Dunque l'espressione: « scena di recitazione » è inesatta. di spiegare, col gesto oratorio, il testo letto.
11 gesto di tenere con ambedue le mani il volume
aperto è invece preso dalla scuola dei grammatici i quali
praekgebant, cioè spiegavano un testo classico di cui davano
prima la lettura. Questo ufficio era importantissimo. Del
§ I. - Rappresentazioni del dottore
grammatico dice Apuleio che « doctrina instruit », per di-
nell'atto di praelegere.
stinguerlo dal « primus magister », ossia « litterator » che,
i. - Sarcofago della via Salaria.
insegnando a leggere e scrivere, > rudimento eximit »3.
D'un tale maestro elementare, seppellito a S. Callisto, si è Apriamo la serie col sarcofago più antico, quello della
trovata l'iscrizione: IANVARIA COIVGI BENEMERENTI via Salaria (tav. I, i). Ha la forma di vasca. Nell'angolo
GORGONIO ; MAG1STRO PRIMO. Fra le due ultime parole sinistro siede su una seggiola con gambe a forma di leone,
è inciso un volume chiuso, come segno distintivo del primus senza spalliera e ornata di frangie, un filosofo anziano con
magister*. Riportiamo ancora il noto passo in cui s. Agostino barba e capelli crespi, vestito del solo pallio; egli teneva con
afferma espressamente che i grammatici insegnavano: « Ada- ambe le mani, in parte distrutte e supplite, un rotolo aperto,
maveram (litteras) latinas, non quas primi magistri, sed quas pure molto danneggiato, faceva quindi il gesto di insegnare''.
docent qui grammatici vocantur; nam illas primas, ubi legere Lo circondano due filosofi con barba e capelli parimenti
et scribere et numerare discitur, non minus onerosas poe- crespi; scolari senza dubbio, perchè ritti in piedi. Essendo
nalesque habebam, quam omnes graecas»5. in iscuola, dunque in un ambiente chiuso, ambedue, al pari
Svetonio ci fa conoscere il nome del grammaticus che del loro maestro, hanno deposto i sandali, a meno che, da
per primo introdusse quel modo di insegnare: « Q. Caecilius filosofi, siano addirittura scalzi. Dietro quello a sinistra emerge
Epirota... primus dicitur Latine ex tempore disputasse pri- dal fondo un orologio solare, finora da nessuno osservato,
musque Vergilium et alios poetas novos praelegere coepisse »6. quantunque ben visibile e non privo di interesse. Esso non
Quintiliano poi specifica più dettagliatamente l'ufficio del può mancare in una scuola. Per citare alcuni esempi dell'arte
grammatico, ossia la praelectìo, come egli la chiama: « Gram- profana, lo vediamo sul sarcofago 424 del Museo Torlonia,
maticua quoque si de loquendi ratione disserat, si quae- dove un giovane dottore siede fra sei filosofi e otto muse,
stiones explicet, historias exponat, poemata enarret, tot illa tutte nel fondo; sul mosaico rappresentante ['«Accademia
discent, quot audient » '. Queste parole si possono appli- di Platone » nel Museo di NapoliI0, e sul noto bassorilievo

1 Per un molivi analogo le vergini vestali portavaiui aiuti bianchi. ■ De gramm., 16.
' Cari, Siiti,, Die (Jehiirttrn ili » (irirrhrn inni Kiimer, Leipzig 1890, 210. ' Insiti, or., 1, 2, 14 seg.: Meister, 14. Cfr, 1, 8, 13; 44.
1 APPULEIUS, Florida, 20, 3 (Valelte, Paris 1924, p, 170): a Prima deterrà ' De Rossi, Roma soft.. Ili, taw. XXVIII-XXIX, 32 e 320, p. 381.
litteratoris rudimento eximit, secu.ni.la grammatici doctrina instruit». " Il restauratore omise la voluta destra del rotolo (Marlci'HI, / monu-
1 De Rossi, Roma sotterranea, II, taw. XLIV-XLV, 43, p. 310. PRIMO menti del Museo cristiano Pio-Lateraneme, Milano [910, tav. XXXI, 3),
venne aggiunto da altra mano. L'iscrizione t de! secolo hi. venne aggiunta sulla nostra (avola.
1 Co,,/., ., i3. 10 Fotografia Sommer: 10329.
§ I. - Rit[>l>rcsciìtti~it)HÌ del dottore nell'atto di «praclegcre»

del Museo lateranense, dove l'orologio è dagli interpreti pure L'orante è una delle più belle figure dell'arte cristiana
omesso o travisato '. antica. La tunica doppiamente cinta ha, oltre il kóXkos. un
L'angolo destro è simmetricamente occupato da un risvolto che le dà un sapore classico, elevandola al di sopra
gruppo simile, che con quello di contro sta in intima rela- della realtà. Essa è copiata da un modello dell'arte ellenica,
zione, anzi ne costituisce una metà, ad onta delle figure di perchè al tempo dell'artista non era più in uso. Non cosi
mezzo, che ne Io separano e che bisogna supporre nel fondo: l'ampio velo che copre la testa, le spalle, il dorso e scende fin
una matrona seduta sopra uno scrigno rotondo (ki@&tu>v, sotto le ginocchia. Come col pallio indossato dal dottore e
Kvpyùritos), stringe con la sinistra un volume chiuso; la dagli scolari l'artista volle caratterizzare dei filosofi, e con la
destra, oggi distrutta, era alzata, probabilmente nel gesto palla della matrona una maritata, nel caso nostro una vedova,
oratorio, per domandare schiarimenti su ciò che il filosofo così avrà voluto caratterizzare col velo Io stato della defunta,
insegnante, il dottore, aveva letto. deposta nel sarcofago. Ritroveremo tale velo ancora come
Una disposizione analoga offre la pittura della parete fiammeum, cioè velo nuziale, su due sculture che rappresen-
sinistra de! primo cubicolo nell'ipogeo gnostico5, dove nel- tano il momento in cui gli sposi si stringono la destra per
l'angolo sinistro si vede l'evangelista che insegna, nell'angolo unirsi in matrimonio (dextrarum iunctió) *. Sul nostro sarco-
destro un uomo in attitudine identica a quella delia matrona, fago non apparisce traccia d'uno sposo; e siccome è noto
salvo che il volume è mezzo svolto, non chiuso; lo spazio che il fiammeum si portava anche dalle vergini consecrate
intermedio è ivi tutto quanto occupato da due vasti edilìzi a Dio5, stimate spose di Cristo, non dubitiamo di ricono-
che separano le due figure, giusto come sul sarcofago i due scere una vergine anche nella nostra defunta.
gruppi sono separati da quello intermedio. La matrona veste Questo risultato non ha niente di inverosimile per la
la tunica talare (stola), scarpe ed un ampio manto (palla) che metà incirca del secolo II, alla quale appartiene il sarcofago.
copre la testa, involge tutta la persona e finisce sul dorso. Gìà s. Giustino martire si vanta di poter indicare in tutte
Facendo cosi ostentatamente riscontro ad un dottore, è le classi della società cristiana persone vissute fino alla vec-
chiaro che la matrona deve appartenere anch'essa al corpo chiaia nella verginità volontaria; e Atenagora ricorda quei
insegnante della comunità. Perciò l'artista la rappresentò numerosi cristiani di ambedue i sessi, i quali vivevano nel
seduta su uno scrigno per volumi e con un volume in mano, celibato per unirsi più intimamente con Dio". È poi noto
ma chiuso, perchè il vero insegnante è il dottore di contro. che le vergini vivevano, nei primi tempi, nelle loro famiglie;
Essa sarà forse una delle vedove, menzionate di sopra (pag, i). e già nel volgere del secolo n erano così numerose, che Ter-
Dietro la donna seduta si trova una giovane ritta in tulliano potè per loro stabilire la convenienza di portare il
piedi, dunque una discepola, che con viva attenzione ascolta velo. Del resto un simile velo, che arriva pure fin sotto le
ciò che insegna il dottore; è vestita d'una tunica doppiamente ginocchia, lo porta sul sarcofago lateranense 117 della seconda
cintas e di un lungo velo che copre capelli, spalle e dorso, e metà del secolo II, Marta, la sorella di Lazzaro, venerata
la distingue dalla matrona. Lo stesso velo vediamo anche sempre nella Chiesa come vergine, mentre Maria, la « pecca-
sulla figura orante, la quale forma col Buon Pastore il gruppo trice », è ivi rappresentata con testa scoperta, come le non
centrale e completa il quadro. Poiché il velo lungo è un maritate. Dunque nel sarcofago nostro erano deposte le
pezzo di vestiario assai raro, siamo sicuri che la discepola e spoglie d'una vergine sacra. Il volto dell'orante è rifatto,
l'orante sono una sola persona. ma possiamo supporre che esso rassomigliasse più o meno a
Il significato delle rappresentazioni è ora facile a com- quello della catecumena e fosse un ritratto, come sul sarco-
prendere. Anzitutto bisogna escludere il pensiero che si tratti fago di S. Maria antica 7.
d'una istruzione profana. Il gruppo centrale vi si oppone Il dottore ha tratti individuali che Io caratterizzano per
categoricamente: essendo la continuazione e l'adempimento un personaggio determinato, come il pallio Io qualifica per
dei due gruppi che lo inquadrano, l'istruzione non può filosofo. Questo abito fa venire in mente s. Giustino martire,
essere che religiosa. Il contenuto delle sculture si può quindi di cui sappiamo che, mosso dalla sete ardente della verità,
riassumere nelle seguenti parole: la discepola, la catecumena, frequentava le diverse scuole filosofiche senza trovarvi sod-
assiste all'insegnamento della dottrina cristiana, impartito dal disfazione, e che, fattosi cristiano, continuò ad « insegnare
dottore e promosso poi dalla vedova; riconosciutane la in abito filosofico la parola di Dio », èv tpi\o(ró<pov <rxii(iart
verità, essa abbraccia la fede, riceve il battesimo e viene a irpecr0ev<ov tov Oeìov AcJ,yoi'!<J e a difendere il cristianesimo
morire quale membro della Chiesa, fidelis; perciò l'anima quale ■■ unica filosofia vera e utile »9, che fondò una scuola a
sua è portata dal Buon Pastore al paradiso fra gli eletti, Roma e mori suggellando la fede col martirio (fra il 163 e
dove prega per i superstiti. il 167). Della sua attività missionaria si parla negli Ada

1 BENNDORF und SciióNE, Die nntiken fììhhcerhe dei lutatili. Museums, 1 Vedi Garrlcci, Storia dell'arte cristiana, V, tavv. 325, 4; 327, 1.
Leipzig 1867, tav. XVII, 1, pag. 10 seg.; Birt, Die Buchrolle in der Kunil, 71 Qui entra l'intiero libro di Tertulliano De velandis virginibus.
Leipzig 1907, 152 e 232, figg. 87 e 155. [OSTO»., Apologia, I, e. 15: MatjB., 52; AthENAO., Legatio prò Christianis,
■' Wilmut, Le pitture dell'ipogei) di Aurelio l'eticissimo, in « Atti (.iella Pon- . 33: SCHWARTZ, p. 43.
tilìci.i Accademia romana di a reticoli !gia '-, Ruma 1924, tav. II. : Vedi tav. I, 2.
* Il cingolo che passa sotto il peno è sulla copia nostra fotografica * Euseb., //. E., 4, 11, 8: Schwartz, p. 334.
nascoslo dal braccio. " S. luSTIN., Din!., S: Maub., 114.
Capo I. tsegnamento della dottrina cristiana

S. lustini et sociorum. Il prefetto Rustico domanda a Gerace, cura ed offre tratti individuali, dunque un ritratto. L'albero
compagno del santo, se « Giustino l'ha reso cristiano », e accanto sembra supporre la presenza del Buon Pastore con
Evelpisto, altro compagno, confessa che « con piacere ha la figura Orante, e l'istitutrice, quella della catecumena.
ascoltato le lezioni dì Giustino » '. Attesa la grande autorità Nella nostra ricostruzione ci siamo limitati a quest'ultima,
del santo nella comunità cristiana, è da presumersi senz'altro servendoci di quella del sarcofago ravennate. ' A destra
che gli artisti romani ne possedessero il ritratto, come ave- dell'albero è rimasta parte d'una barca a vela collata, con la
vano, p. e., quello di S. Ippolito. La grandezza spropor- testa d'un giovane marinaio che guarda in giù: questo era,
zionata della testa sembra veramente indicare che si volle secondo ogni probabilità, occupato a tirare la rete carica di
offrire un ritratto. Ma se anche l'epoca del nostro sarcofago pesci, volgendo le spalle all'albero maestro. La pesca sta-
corrisponde al tempo in cui Giustino insegnava a Roma, non rebbe qui bene al posto, perchè alluderebbe al battesimo,
possiamo asserire con qualche probabilità che l'artista abbia come si vedrà in appresso.
rappresentato ìl santo, e non un altro, perchè manca ogni La più antica iscrizione di una vedova è del secolo 11 e
possibilità di controllo, non conóscendosene ìl ritratto. Noi proviene dallo stesso cimitero di Priscilla, dove chiudeva un
l'abbiamo menzionato solamente per illustrare il carattere semplice loculo; essa fu posta dalla figlia, VAciBIA 6€0<t>IAA,
filosofico del dottore insegnante. e non contiene che il nome <p\a$(A ■ APKAC. lo stato di
L'orologio solare Sta, come sì disse, molto bene in una
scuola. Esso rammenta inoltre che l'ora per eccellenza è arri-
vata per il defunto (o la defunta), come vedremo in altri casi.
Chi volesse ravvisare nella matrona la madre della
defunta, dovrebbe supporre che essa fosse stata in qualche
modo addetta all'insegnamento, il che non sarebbe asso-
lutamente impossibile. Trattandosi però di una famiglia
cospicua, che si poteva permettere il lusso d'un tale sarco-
fago, abbiamo preferito di vedervi piuttosto una vedova.
Rappresentandola seduta l'artista non volle soltanto adem-
pire le leggi delia simmetria, ma alludere anche all'inse-
gnamento, sebbene secondario, da lei impartito alla defunta;
troppo chiara è la sua intenzione, avendole dato un volume
in mano e uno scrigno per seggiola.
Del resto è sopratutto dall'ufficio di promuovere l'istru- vedova, XHPA, e gli anni della vita, AITH tl€ {85) \ Quattro
zione delle catecumene che venne l'uso di indicare nelle iscrizioni d'un formolario semplicissimo possono essere del
iscrizioni sepolcrali la durata della vedovanza col set/il, sec. in e, fra le quali una Octavia Matrona vidua Dei7. Due
come, per la stessa ragione, la durata dell'episcopato presso altre sono del secolo iv. Di una di esse, BALERIA LATOBIA
i vescovi. E non si creda che quest'uso sia tardo; è invece Q(nestd) ¥{emina), sono menzionati gli anni di vita: QVE
antichissimo, come risulta dal modo onde Tertulliano parla VlX(tV) ANNVS XL1I tA(enses) III D(ies) XV e gli anni della
delle vedove: « Sed ea auctoritatc illic sedet intecta (vidua), sua vedovanza: FVIT BEDVA {vidua) ANNVS XV; era deposta
qua et virgo, ad quam SEDEM praeter annos sexaginta non in un sarcofago, nel cui centro si fece rappresentare in atto
tantum univirae, id est nuptae, aliquando eliguntur, sed et di stringere la destra a suo maritos. Ma l'iscrizione più
matres »2. L'appello a I Tim., 5, 9: « Vidua elìgatur non interessante fu posta dalla figliti alla sua madre Regimi, qu{a)e
minus sexaginta annorum, quae fuerit unius viri uxor », SED1T VIDVA annos LX, senza aggravare inai la cassa della
prova che Tertulliano parìa delle vedove addette al servizio Chiesa, ebbe un solo marito, VNIBYR.A, e visse anni LXXX,
della Chiesa. mesi V e giorni XXVI ''.
Un frammento di scultura trovato nel cimitero di Pri- Parte d'una simile iscrizione contiene forse il frammento
scillaa e preziosissimo, perchè unico nel suo genere, sembra di una lastra di arcosolto o di forma, trovato nei miei scavi
il residuo d'una scena d'istruzione impartita da una vedova ai SS. Marco e Marcelliano (fig. 2). L'iscrizione, piena di
ad una catecumena. Sì vede ancora tanto da poter comple- errori e ancora inedita, sembra posta dal figlio della defunta,
tare la figura della insegnante seduta, col volume spiegato ìl quale, registrando tre volte anni, avrà notato prima gli
nelle mani. La testa velata dalla palla è scolpita con gran anni da lei vissuti in matrimonio, poi quelli da vedova ed

' Ada S. Insidi fi suchirum, 4, 5. 7: R.usnTi-N, Fiorii, /latrisi., fase. III. ' PuHtBT, Catacomba, V, taw. XXX, 74; LXII, 19; LXX, 2.
ufi M'g.-, Pio Franchi E' Cavalieri in Studi e Testi, S, Roma 1902, p. 35. 7 Ibid. tav. XXXV, 101, e Musco lattr.,Xl, 2, in MaRUCCHI, / monumen.
■ De veli, virgg. 9: MiCNB, l'nir. Lai., 2, 951 (con l'interpunzione ili del Museo cristiaiin t'it.-l.att loia use, Milano Hjio. tav. I.IV, 2.
Oehlcr). ' GARRUCC1, V, tav. 362, 3. Il sarcofago proveniente dal Vaticano
* Tav. IV, 1. Ilfn «mento è registrato da O. Maio, celli in V. ISallctt., distratto; si conserva soltanto la metà destra dell'iscrizione.
* Pbrret, 1. e, tav. LXXII, :. Un frammento con VIDVA SEDIT il
Boldetti, Osservazioni sopra i cimiteri di' SS. Marlin ed antichi Cristina
Dt Rosai, Uulti-tt di Rimai, Kunu 1720, 452.
Rappresentazioni dei dottore nell'ulto di praefegei

in ultimo quelli di tutta la vita: VALERIVS HERA(cHusì... alla mancanza di spazio. La disccpola è adulta, essendo
Valerle?) DAFNE ■ QVI (e) imEN\(er<itcì-vixil ami marito?) vestila, oltre una- tunica che le arriva fino al collo del
ANN(os) • VI • VIDVA ■ $(edi/?... atm(os) ■ XL ■ III ■ DE ■ SE(culo piede, d'una palla che involge tutta la persona, lasciando
exivit) ANN(onini) ■ LXV. Nella sesta riga era ripetuto il però libera la testa. Siccome anche da orante, incontro,
gentilizio VALERIVS. Il nome della defunta è molto raro; ha la testa scoperta, siamo sicuri che si tratta d'una non
esso ritorna nella singolarissima iscrizione d'una Dafne maritata. La discepola tiene la sinistra abbassata ed inerte;
ridila, della quale si dice soltanto che non aggravò la cassa colla destra faceva il gesto oratorio nel senso indicato di
della Chiesa ', che per conseguenza non era del numero sopra (p. 4). Il volto è distrutto; quello della orante invece
delle vedove mantenute dalla Chiesa, chiamate più tardi s'è conservato ed offre tratti individuali d'una donna attem-
matriculariae '. Ciò che abbiamo detto del ritratto del dottore, pata, evidentemente un ritratto. L'espressione alquanto dura
vale anche per la vedova, la testa delia quale ha pure una indica un carattere energico.
grandezza sproporzionata e tratti individuali. L'uso di tali A sinistra dell'orante sta appoggiata contro la parete
ritratti non ha niente di insolito. Da s. Giovanni Crisostomo un'ancora, l'antichissimo simbolo della speranza; vediamo
sappiamo che di s. Melezio, arcivescovo di Antiochia, morto inoltre alcune pecore, Pietro pescatore accanto al busto del
in esilio per la fede, i fedeli avevano il ritratto « su anelli, Sole, e Pietro Pastore accanto ad una personificazione della
sigilli, in fiale, nelle pareti delle abitazioni, in una parola, montagna. Di tutte queste figure tratteremo nel libro III,
dappertutto » s. su s. Pietro. Qui notiamo soltanto che il pescatore allude al
L'uso di rappresentare ritratti su sculture funerarie viene battesimo, con cui la discepola coronò l'insegnamento. Mòri
dallo stesso bisogno che quello di notare i nomi dei papi o dunque fidelis e l'anima sua fu portata al paradiso.
vescovi che hanno battezzato Ì defunti, come nell'iscrizione
di Foedula che fu battezzata e cresimata da s. Martino *, e 3. - Frammento di sarcofago
in quella di FI. Jirt. Catervius e Septimia Severino QVOS del Kaiser-Friedrich-Museum.
DEI SACERDVS (sic) PROB1ANVS LAVIT ET VNXÌT". Erano,
Nel 1905 venne acquistato in Albano per il Kaiser-Fried-
per lo più, ritratti nel senso più largo della parola, non
nel senso odierno. In fine è degno di nota che le vedove rich-Museum un frammento di sarcofago romano, prove-
assistevano le loro disccpole anche durante la cerimonia del niente da una catechesi simile a quella del sarcofago di La
battesimo che si amministrava allora con la trìplice immer- Gayolle \ E piccolo e molto ritoccato ", ma ciò non di meno
di gran valore, perchè conserva un avanzo della personifica-
sione. Era questo un altro titolo di gratitudine delle cate-
cumene verso le vedove. zione della montagna, la quale ci attesta che lo scultore gallico
l'ha copiata dall'originale romano. Le sculture del sarcofago di
La Gayolle potrebbero perciò in sostanza servire per chi vo-
2. - Sarcofago di La Gayolle.
lesse ricostruire il frammento di Berlino. In questa ricostru-
La scena della catechesi, composta a Roma, entrò di zione potrebbe entrare anche l'ancora, unita coWIXQYC al
gruppo del Buon Pastore sul sarcofago dì Livia Nicarns, che è
buon'ora nell'arte provinciale, come prova il sarcofago di
La Gayolle, appartenente ancora al secolo il (tav. I, 3). incirca contemporaneo al sarcofago della via Salaria (tav.I,i).
Conformemente all'età del frammento - fine del sec. 11 - il
Il dottore, seduto su una seggiola elegante con spalliera, è
conservato nella sola metà inferiore, avendo i violatori del gregge da cui fu tolta la pecora, è numeroso; si contano ancora

sepolcro praticato un grande foro nel centro della fronte del cinque pecore. A ciò conviene anche il particolare dei piedi
sarcofago. Sembra che pure qui sia vestito del solo pallio, nudi del Pastore, che è assai raro e quasi sempre segno di
come sulla prima scultura; di più porta i sandali. Davanti a grande antichità. I piedi della personificazione sono mal piaz-
lui sta la discepola, di statura molto piccola, onde fu presa zati; perciò fu difficile di completarla. Avendo nella fronte di
per un « bambino » dagli interpreti '\ Il Gaimcci in ispecie La Gayolle la composizione intiera, ci siamo limitati a rico-
sì appella a due monumenti che non hanno che fare col struire soltanto l'angolo destro del sarcofago (tav. VI, r).
nostro argomento '. Ciò non dì meno essi lo indussero a rico-
noscere nel catechista un pedagogo. Ecco la fonte donde 4. - Sarcofago di S. Maria antica.
gli interpreti posteriori hanno attinto il loro « pedagogo », Per alludere al battesimo, scopo finale della catechesi, l'ar-
applicandolo, come il Garruccì, alla figura del catechista! tista del sarcofago di La Gayolle aggiunse alla scena princi-
Ma la piccolezza della catecumena sì deve unicamente pale nel pescatore il simbolo del battesimo. Quello del sar-

1 Milieu Inter.. X, 3. Vista la grande rarità del nome Dafne, non ì- impossi- 0 E. Le Blant (Guuk, tav. LIX, 1, p. 158) la diurna enfant .. Il Gar-
bile che sia identica a quella del frammento. ruccì (tav. 370, z, p, 106) la prende per un • fanciullo ». Questo errore ha
1 FULGENT. FERR., Bl-BH., 21i : MlGNE, P. /,., 67, odo: » mulieres quac influenzato anche altri interpreti.
apud Graecos presbyterae appellamur, apud nos autem viduae seniores, con- 7 Iac. Srt.N, Mite, eruditae antìq., Lugduni, 1685, sectio VI, p. 229;
Bervae et matriculariae >,
Boldetti, Osserv., p. 334.
' Ilomil in Metelium: Mioni:, P. Ci., 50, 516. I] testo mi fu suggerito da! " 0. Wulff, AlUhristl. und mitielalt. Bì/dtcerke, in Kònigt. Muteen su
mìo amico Pio Franchi de' Cavalieri. Berlin, Berlin, 1909, p. 2, n. 2.
'Le Blant, liner, chrét.. Il, n. 413 seg. * Vedi il mio articolo: Rettauro ili levitare crùt. antiche e antichità moderne
1 Garruccì, tav, 304, i, p. 14. in Rivista ili archeuhgia crisi., [0,27 (in corso di stampa).
Capo I. - V insegnamento della dottrina e risi tana

cofago di S. Maria antica (tavv. 1,2 e III, i) non si valse de! piata dalla scultura classica, perciò la figura meglio riuscita e
solo simbolo, di due pescatori alla rete, egli rappresentò anche inoltre di conservazione perfetta; la sua attitudine, la maniera
il battesimo stesso, e cioè il battesimo di Gesù nel Giordano. onde « della sinistra si fa puntello al mento »3, è altrettanto
Volendo inoltre mostrare in Giona una figura della risurre- naturale che bella. Stando in un ambiente chiuso, s'è levate
zione, semplificò, per guadagnare spazio, la scena dell'inse- le scarpe e sta a piedi nudi, cosa nell'arte cristiana antica
gnamento e omise la catecumena: lo spettatore deve supporla assai rara, forse un unicum. La tunica è priva di maniche
nella orante. In tal guisa i tre gruppi del primo sarcofago e lascia scoperta, oltre le braccia, tutta la spalla rivolta allo
si ridussero a tre figure: il dottore insegnante, il Buon spettatore. La palla, attortigliata ai fianchi, copre la punta dei
Pastore e l'orante. La certezza, con tutto ciò, di essere capelli, giusto quanto basta per indicare donna maritata; la più
compreso, mostra quanto fosse diffusa, quanto familiare la gran parte pende dalla colonna dove fa da cuscino al braccio
rappresentazione della catechesi. Il dottore è scalzo e veste sinistro. La colonna manca nella tavola del Garrucci *, forse
il pallio filosofico; egli siede su una seggiola coperta di perchè se ne vede solamente l'ultimo terzo colla base, accanto
un panno, senza spalliera e con gambe imitanti corna di al fascio di volumi e un po' fuori di posto.
bue incrociate, che si ripeteranno di solito nelle altre scene Delle figure consuete incontriamo, a destra dell'insegnante,
dell'insegnamento. L'orante veste una tunica senza maniche, il solo Buon Pastore colla pecora sulle spalle. La sua esomide
come sui due primi sarcofagi; ma ivi le braccia sono in lascia scoperta la spalla sinistra, invece della destra, per cor-
parte nascoste dal velo e dalla palla, qui invece nude, e it rispondere meglio a! pallio filosofico del suo riscontro. La
destro fino a tutta la spalla. Il manto forma al secondo giro pecora è presa dal gregge distribuito in due piani e guardato
un risvolto triangolare col fiocco in basso, motivo grazioso, da un pastore, molto sommariamente vestito, che siede in
che fu copiato dall'arte classica; basterà citare la statua della terra, col pedum nella sinistra. Nella testata destra è il pesca-
Fortuna del Museo Vaticano '. Come vedremo più oltre, il tore in atto di trarre dall'acqua il pesce preso all'amo, allu-
motivo venne qualche volta applicato anche a figure virili. sione manifesta al battesimo. Manca quindi soltanto l'orante.
Orante e dottore hanno la testa soltanto abbozzata, che Vediamo invece l'intiera famiglia: il padre, la madre e la
doveva essere finita secondo i ritratti, dopo l'acquisto del figliola che, come si disse, venne deposta nel sarcofaghetto.
sarcofago; prova, questa, evidente trattarsi di persone deter- Ad un occhio profano le tre figure sembrano conversare
minate. insieme, facendo una passeggiata. In realtà ciascuna sta da
sé e tutte e tre hanno una occupazione differente, malgrado
5.-Sarcofago di Ravenna.
che siano avvicinate l'una all'altra. La figliola porta in mano
Col sarcofago di S. Maria antica siamo entrati nel prin- un uccello (privo di testa), con cui giuoca, essendo ancora
cipio del in secolo. A questo secolo appartengono anche i fanciulletta. Per questa ragione, invece di lei, assiste all'inse-
cinque sarcofagi seguenti. Quello di Ravenna (tav. II, 2), gnamento la madre, per poter istruirla nelle poche verità che
ora nel Museo civico, è molto piccolo e servì di sepoltura è capace di comprendere; qui tiene la destra alzata in atto di
per una ragazza, nell'« antichissimo cimitero di Classe », dove pregare, la quale è perciò chiamata ■■ dextra precans » dal
sarebbe stato » trovato negli scavi quivi fatti nel 1756 ». Così poeta Giovenco ''. La madre prega, naturalmente, per la
scrive G. B. de Rossi2. Il 0 piccolo sarcofago », aggiunge figliola defunta e deposta nel sarcofaghetto, mentre il padre,
egli ancora, « m'ha ferito l'occhio per la speciale prerogativa vestito del solo pallio filosofico, stringe nella sinistra un
di arte e simbolismo di tipo al tutto diverso da quello che volume chiuso, facendo colia destra il gesto oratorio.
regna nelle numerose sculture cristiane ravennati dei secoli Sulla testata sinistra abbiamo un prestito fatto dall'arte
quarto, quinto e sesto ». Il Maestro non s'ingannò; il <■ simbo- classica: un putto alato, dall'espressione triste, sta remando
lismo» è prettamente romano, come anche 0 l'arte », perchè in una barca diretta verso le « isole dei beati ». La scelta di
■il sarcofago viene da Roma. questo soggetto grazioso si deve probabilmente all'età tenera
La catechesi offre qualche novità. Essa si svolge davanti della defunta.
ad una tenda, particolare preso dalla realtà: essa chiudeva
6. - Sarcofago del Museo Capitolino.
l'ambiente dove si insegnava, per allontanare tutto ciò che
potesse distrarre gli scolari. Il dottore, colla testa solamente Il Musco Capitolino possiede pure una rappresentazione
abbozzata, veste tunica, pallio e sandali, come in tutte le della catechesi scolpita nella fronte d'un piccolo sarcofago che
altre rappresentazioni che ci restano ancora. Egli faceva il conteneva le spoglie d'un bambino (tav. Ili, 4). Perciò anche
solito gesto, ma del volume spiegato che aveva, non si vede qui assiste all'insegnamento la madre. Essa veste la tunica
che la piccola parte tenuta dalla mano destra; il resto è di- manicata che arriva fino alle scarpe, e la palla che lascia sco-
strutto. La discepola, una donna maritata, sta ascoltando con perta la testa; colla sinistra stringe un volume chiuso, colla
grande attenzione, appoggiata ad una colonna e con le gambe destra fa il gesto oratorio, nel senso indicato di sopra. L'ac-
incrociati.-. V, una imitazione della così detta l'olylryinnia, co- conciatura dei capelli, imitante le ondulazioni d'un melone,

1 Walther Amelunq, Die Sftulpturrn dei vatikamschen Atm 'Garrucci, I. e, p. 107.


1 Garrucci, tav. 371, 2.
Micnb, /'. £., iy, 95 scg.
§ I. - Rappresentazioni ite/ dollari- urli',u/a di praelegere

conviene ottimamente all'epoca del sarcofago, che è la prima sinistra un volume chiuso e, ai piedi, uno scrigno rotondo.
metà del secolo ni. Il caso, che i parenti superstiti si sono fatti rappresentare,
Il dottore, ancora giovane, mostra appena qualche pelo ritornerà ancora un'altra volta.
alic guancic. I suoi piedi posano su uno sgabello con gambe
a forma dì zampa di leone. Questo pezzo di mobilio è un 7. - Sarcofago : , Palazzo Sanseverino.
segno di distinzione, concesso soltanto a personaggi di ri-
guardo. Onde s. Girolamo consiglia alla vergine Eustochinm Le quattro figure principali dei due monumenti più anti-
di non servirsene, per modestia: « Quando in conventum t'ra- chi: il dottore, la catecumena, il Buon Pastore e l'orante,
trum veneris vel sororum, luimilis sedeas; scabello te cause- furono riprodotte senza vcrun accessorio sul sarcofago la cui
ris indignam»1. Qui è bene appropriato, trattandosi d'un faccia, mancante un po' nell'orlo inferiore, si vede murata nel
dottore della legge divina, che i fedeli debbono « onorare come cortile del palazzo Sanseverino (già Rondanini) al Corso
ÌI Signore \ {tav. II, 3). È a cinque scompartimenti. In quello centrale
Ciò che rende più interessante la catechesi, sono le tre si compie la catechesi. Insegna un vecchio dal viso arcigno,
figure di fondo, uguali in altezza alla madre, ma dalla sem- con capelli folti, barba ispida e senza baffi; egli siede su una
plice tunica (discìnta nel maschio per intiero visibile, cinta seggiola a spalliera verticale, dietro cui sorge un orologio
nella femmina), qualificate per bambini, certo Ì figli della solare, visto di profilo, e riconosciuto già dal Gamica '.
donna che sta parlando col dottore. I figli sono tutt'altro che La discepola ascolta nella nota attitudine di Polyhymma,
attenti. Quello a sinistra, colla sua mossa evasiva, si direbbe come sul sarcofago ravennate, ma in senso inverso; la sua
aver fatto qualche tiro alla sorella, visibilmente più anziana attenzione è mirabilmente espressa.
e per di più lesta dì mano, perché colla destra alzata lo Il Buon Pastore si trova nel campo dell'angolo destro. E
minaccia e con la sinistra abbassata fa i! gesto di indicare la del tipo più antico, con capelli lunghi e inanellati e vestito
terra, come se volesse dire: « Se t'avessi qui! » Il terzo, posto della sola esomide; i piedi nudi sono, come si disse, una rarità;
fra la madre e il dottore, è più serio del fratello e guarda li vedemmo sul frammento di Berlino (tav. VI, i). Mentre
pensoso la sorella, tenendo la destra avvicinata al mento. Egli cammina verso sinistra, guarda dall'altra parte; motivo arti-
è il defunto, il cui volto paffuto ci guarda dalla imago clypeata. stico, questo, introdotto anche in altre figure, per renderle più
Abbiamo dunque una scena composta di due scene: la vive. L'esomide affibbiata sull'omero destro fa sospettare che
catechesi, e il giuoco dei bambini; quella, la principale, è il Buon Pastore sia stato copiato da una composizione come
rappresentata nei primo piano, la seconda, relegata nel fondo. quelle dei sarcofagi di La Gayolle e Ravenna. Nel campo
Una composizione simile, identica per la forma, incontreremo dell'angolo sinistro sta l'orante, in stola e palla tirata sul
nel libro III su s. Pietro: ivi pure la scena secondaria serve di capo, come nella scena dell'insegnamento. L'acconciatura dei
fondo alla principale3. L'artista del nostro sarcofago aggiunse capelli, che ricorda quella dì Giulia Mammea, corrisponde al
i figli, per accennare al lavoro che spetta alla madre, di istruirli tempo in cui venne eseguita la scultura. Le figure sono vigo-
cioè nella dottrina cristiana. E il lavoro non sarà lieve, attesa rose, sebbene mal proporzionate. Che tanto il dottore quanto
la vivacità della sua prole. Non deve poi meravigliarci che la defunta siano veri ritratti, sembra fuori di dubbio.
la madre assiste alla catechesi, e non il padre, perchè la
donna è la padrona delle cose domestiche. Per questa ra- 8. - Sarcofago di Velletri.
gione Clemente Alessandrino biasima le donne che non si
curano affatto, o poco, della casa ', e Ausonio menziona con Fra i sarcofagi con scene pastorizie ne incontreremo alcuni,
orgoglio, fra le altre virtù di sua madre, la « natos cura sulla cui fronte spiccano tre figure, ai due angoli e nel mezzo,
regendi » \ che per l'altezza superano più del doppio quelle dei due campi
Come sul sarcofago ravennate, manca l'orante; vediamo intermedi, rappresentate di solito in piani sovrapposti l'uno
il defunto nella imago clypeata, posta, come sempre, nel cen- all'altro. Questo tipo d'ornamentazione fu scelto dall'artista
tro. Nel piccolo spazio al di sotto, un giovane pastore munge del sarcofago di Velletri (tav. IV, 3) per introdurvi, con altre
una pecora, unica allusione al Buon Pastore, la cui immagine scene, anche la catechesi. Omettendo soltanto la catecumena,
finora non è mai mancata. Nel campo corrispondente alla cate- egli rappresentò nell'angolo destro un pastore seduto che sor-
chesi, Nostro Signore, vestito del solo pallio, come i due gio- veglia il gregge, nell'angolo sinistro s. Pietro con la pecora
vani apostoli che lo accompagnano, risuscita Lazzaro, la cui sulle spalle, nel centro l'orante e, accanto, in proporzioni
mummia prefigura quella del defunto bambino che Cristo molto piccole, il dottore, seduto sulla solita seggiola, nella
risusciterà, come ha risuscitato Lazzaro. Questa è la preghiera solita attitudine e con davanti un enorme scrigno di forma
che la madre, effigiata nell'angolo, invia con la dextra precans rotonda (-nvpyioKos) contenente otto volumi. La catechesi
a! Signore. Nell'angolo incontro sta il padre, in abito filoso- s'avvicina quindi, per il numero delle figure, a quella del
fico e con volto serio, quasi mesto. Ambedue hanno nella sarcofago di S. Maria antica, dove è pure omessa la catecu-

' Ep. 22, 27 ad Euitochium: Migne, P. L., zz, 413. ' Paedag., 3, z: Stahlin, p. Z39.
1 Vedi sopra p. i. 1 Parent., II {Aemilia Atonia male/), 5 : I'ejpeh, ed. Teubn., 1
' È la scena centrala del sarcofag': Ijtcranense 174. '' Tav. 370, 4, p. 106.
guarnente della dottrii

mena. L'avvicinamento dei due sarcofagi è raccomandato n. 172 nel Museo lateranensc e malamente pubblicato come
anche dalle scene di Giona accanto alla orante. una " fronte di sarcofago », benché abbia un'altezza di soli
Le scene che l'artista nostro riunì insieme ad altre del ventisette centimetri e una lunghezza di novanta quattro3.
Vecchio e Nuovo Testamento, sono come un estratto della La catechesi è in parte composta di figure simili a quelle
dottrina che il dottore insegna ai catecumeni, cominciando eia incontrammo sul quinto e sesto sarcofago, salvo l'orante
dalla caduta dei protoparcnti nel paradiso, sedotti dall'astuto velata, che sta accanto al dottore, come sul sarcofago di
serpente col pomo in bocca. Interessante è sopratutto il S. Maria antica; anzi tutte queste quattro figure sembrano
modo onde venne applicata al simbolismo corrente la scena essere staccate da un sarcofago a cinque scompartimenti,
dì Daniele, al quale Abacuc porta il cibo confortante. Per di cui furono soppressi i due campi strigliati. Trattandosi
far vedere che questo cibo simboleggia l'eucaristia, l'artista d'una orante adulta, non si può sapere quale relazione abbia
separò Abacuc da Daniele e lo mostrò con due pani presi avuto coi due superstiti che inquadrano la scena. Per l'atti-
daìle ceste caratteristiche della moltiplicazione dei pani e dei tudine, l'uomo rassomiglia al ravennate, mentre la donna
pesci. Così al cibo fatale del serpente è opposto il cibo vivi- colla destra alzata e col volume nella sinistra, come anche
ficante dell'eucaristìa. il dottore pressoché imberbe, trovano i loro riscontri sul
L'impressione sfavorevole del lavoro rude è aumentata sarcofago capitolino. Fra l'orante e l'uomo, un fascio di
da! pessimo stato delle sculture assai corrose. Ma il simboli- volumi. Manca dunque il Buon Pastore, forse perchè figu-
smo è antico, l'acconciatura dei capelli dell'orante e la tunica rava già sulla fronte del sarcofago.
a mezze maniche del Pastore seduto e dì Noè accennano Il banchetto apparecchiato accanto simboleggia la feli-
alla prima metà del secolo in. Tale datazione sembra essere cità eterna che aspetta il fedele dopo la morte. Tale soggetto
richiesta anche dalla maniera di rappresentare la caduta del- sta quindi molto bene accanto alla catechesi ecclesiastica.
l'uomo, unica nel suo genere: Ì protoparenti sono ancora in Il lavoro è di basso rilievo, come sempre sui coperchi.
piena innocenza, e la caduta non è che imminente; Adamo L'artista non ha curato i particolari, contentandosi dell'ef-
stringe con la destra una mano di Eva e le mette la sinistra fetto generale che non è disaggradevole. Possiamo pertanto
familiarmente sulla spalla, come farebbe un marito felice con ascrivere la scultura alla seconda metà del secolo in.
la sua sposa; ma dietro lui e accanto all'albero s'è già alzato
dalla terra il serpente per offrire il pomo fatale che tiene in
io. - Fronte di sarcofago nella Villa Doria Pamphilj.
bocca. Così questa scultura, col solo accenno della caduta,
sembra precedere le altre, nelle quali la colpa si suppone Una variante nuova mostra la fronte d'un sarcofago a
già commessa. cinque scompartimenti murata nell'arco di trionfo della
Abbiamo incontrato parecchie volte lo scrigno, ossia reci- Villa Doria Pamphilj (tav. IV, 2). Le sculture sono molto
piente per contenere volumi, particolare molto opportuno deformate dalla mano del restauratore. Ciò non ostante si
delle scene d'insegnamento. Su questa scultura Io scrigno può riconoscere che sono della stessa officina cui dobbiamo
fa ostentatamente mostra di sé e ci invita a dirne qualche il sarcofago Sanseverino \ il che è importante per la loro
parola. Si sa che gli scrinia, capsae, sono un attributo degli epoca, essendo così assicurato che anch'esse appartengono
uomini addetti come che sìa alla scienza, nel caso nostro, alla alla prima metà incirca del secolo in.
scienza sacra. Basti ricordare quel che narra Plinio il giovane Nel campo dell'angolo sinistro, Pietro pastore porta la
del suo dotto amico Caio Fannio, il quale, mentre preparava pecora sulle spalle, camminando in senso opposto allo sguardo.
un'opera storica su Nerone, fu colto dalla morte, molto tempo Nell'altro angolo un pescatore sdentato se ne torna colla
innanzi da lui presentita: » Visus est sibi (C. Fannius) per preda, tenendo nella sinistra la canna da pesca appoggiata alla
nocturnam quietem iacere in lectulo suo in habitu studentìs, spalla e nella destra un pesce attaccato alla lenza che ora si
■ habere ante se scrinium... » '. Questo testo illustra molto bene distingue a pena. 11 più grande cambiamento dovrebbe aver
la figura del dottore insegnante, il quale ha « ante se scrinium ". subito il gruppo centrale: ivi il dottore insegnante, seduto in
cattedra, perdette il rotolo aperto e, probabilmente, barba e
capelli; l'albero divenne un tronco informe, e la catecumena
9. - Coperchio di sarcofago del Musso latiìranense.
che secondo ogni verosimiglianza stava ascoltando nel fondo,
La catechesi di s. Filippo evangelista fu, come vedremo, fu de! tutto scalpellata; al posto suo il restauratore scolpì una
per il grande numero delle figure, riservata a coperchi di mano sinistra aperta. Abbiamo supposto la catecumena per
sarcofago. Si direbbe che ciò abbia influenzato in qualche la semplice ragione che la sua immagine reale è richiesta
modo la catechesi ecclesiastica. Ma finora non si conoscono dalla presenza del dottore. E non si dica che la sua figura
che due esempi: l'uno è sul coperchio di L. F. Turanio, fu omessa per mancanza di spazio: lo spazio è suffi-
che faceva da riscontro alla catechesi eretica "; l'altro è sulla ciente; basta dare una occhiata alla tav. V, 2 e 6, per
metà sinistra d'un coperchio (tav. II, 1), murato sotto il

1 Ep. 5, 5- Die altchrisll. Bitdwerkt m /liristi. Muteum des Lutei


' Vedi capo IV. n. 172 (in seguito: Kicker).
' Garrucci, tav. , p. 107; Marucchi, tav. XXVIII, }; FlC ' Vedi tav. II, 3.
§ I, - Rap'presentaaianì del dottore nell'ulto ili tproeleger.

I tre soggetti rappresentati ricordano in sostanza il sar- nella felicità eterna, prega per i superstiti. Sul secondo sar-
cofago di La Gayolle: ia catechesi impartita ad una cate- cofago, dove s. Pietro fa le veci del Buon Pastore, fu
cumena, il pescatore col pesce preso, allusione al battesimo aggiunto il pescatore, quale simbolo del battesimo, e sul terzo
della catecumena, e Pietro pastore che ne porta l'anima aì si associò al simbolo la reale rappresentazione del sacramento,
paradiso. scopo liliale della catechesi: ■■ euntcs ergo docete omnes gen-
Chi, contro il nostro asserto, volesse sostenere che nel tes, baptizantes eos...»* Come già sul terzo sarcofago, così
campo centrale non vi sia stato che i! solo catechista, anche in seguito la scena dell'insegnamento venne a volte
potrebbe appellarsi alla nota scultura d'un sarcofago pagano, arricchita ancora da altre scene, prese di solito dalla cate-
in cui venne deposto un professore dì medicina (fig. j) ': il chesi stessa. La conseguenza fu che si dovette omettere l'una
defunto, vestito, come nell'arte cristiana Ì personaggi sacri, di o l'altra delle figure principali; però la catecumena è sempre
tunica, pallio e sandali, è effigiato in atto di praelegere, ma indicata in qualche modo.
senza l'uditorio che lo spettatore ha da supplire. Alla sua
professione alludono le pillole, visibili dentro l'armadio aperto,
e l'astuccio contenente i ferri chirurgici. Qui dunque lutto § II. - Monumenti incerti
con la scena d'insegnamento.

Rimangono ancora alcuni monumenti con la scena d'inse-


gnamento, il cui carattere cristiano non è del tutto sicuro, ma
soltanto probabile. Il meglio conservato è un sarcofago a
cinque scompartimenti, che si trova nel Camposanto di
Pisa:1. La scena occupa il campo di mezzo. Il dottore in
tunica e pallio e con barba e capelli abbondanti, insegna ad
una catecumena tutta inviluppata nella palla e in un'attitu-
dine alquanto ricercata. Nel campo angolare a sinistra una
donna simile ha la mano alzata in atto di preghiera; ai suoi
piedi un uccello, forse l'indizio più forte, ma non decisivo,
che si tratti d'un monumento cristiano. Nel campo incontro,
il marito, vestito del pallio filosofico. Ambedue le figure sono
Fig. 3. divenute tipiche, le abbiamo già incontrate e le incontre-
remo ancora. Può essere che il pallio filosofico alludesse alla
è completo: il defunto è chiaramente qualificato e per dot- condizione comunque collegata con la scienza.
tore e per dottore in medicina. Per questa ragione l'artista Fra i monumenti frammentari il più grande offre quasi
potè omettere l'uditorio che non avrebbe nulla aggiunto intiera la scena d'insegnamento , che era effigiata nel campo
alla chiarezza del soggetto rappresentato. Al contrario sul centrale d'un sarcofago a cinque scompartimenti. Venne
sarcofago Do ria il soggetto resterebbe, malgrado la sua alla luce l'anno 1857 in una catacomba al terzo miglio della
notorietà, alquanto vago ed incompleto, se non vi fosse la via Latina e si conserva nel Museo delle Terme (tav. V, 2).
catecumena. Comunque, il carattere sacro, la professione- Il dottore, barbato e vestito del solo pallio, siede su una seg-
dì catechista del defunto, rimane assicurato dalla presenza giola ad alta spalliera; egli fissa il discepolo, filosofo e pari-
del pescatore e dì Pietro pastore. Più tardi illustreremo un mente barbato, che lo acclama colla destra, stringendo nella
magnifico sarcofago che servì di sepoltura ad un catechista sinistra un volume chiuso; fra i due sta una donna d'aspetto
ed alla sua moglie. giovanile, tutta assorbita nella praelectio del dottore; veste
Giunti alla fine della nostra illustrazione dei monumenti una tunica cinta, senza maniche, e la palla che copre la testa
intieri e sicuri, che rappresentano la catechesi, possiamo e le spalle; con la sinistra, la sola visibile, sostiene la lacinia
seguire lo sviluppo di questa scena. La più perfetta si trova sul del manto.
sarcofago più antico; ivi essa occupa da sola tutto il campo: La composizione è piena di vita. Il dottore, un vero
vediamo il dottore che istruisce la discepola, la vedova che tipo di filosofo, rammenta, per l'abbondanza dei capelli, il
lo aiuterà nell'insegnamento e che assisterà la catecumena Giove di Otricoli, mentre il discepolo, con la fronte calva,
nella cerimonia del battesimo, il Buon Pastore che porta la bocca aperta e l'attitudine un po' contorta, ha qualche cosa
l'anima della battezzata nel paradiso, e la defunta che, accolta d'un santo di stile barocco. La donna infine, può, per l'esprcs-

1 1£. I'eteksiìn, Varia, V, < Der Sarkophag eines Arztcs », in Rómische sogliono essere, neW'odoralio magona», i grani d'incenso, e le pillole dello
MitirihmgCB, 1900 (XV), p. 171. Vedi anche Iìiht, Die Buchrolle in der Kitnsl, stemma dei Medici sono addirittura palle. Eugenio Hollacnder pubblicò due
Leipzig 1.107, p. 262, "S- l7i< c'"' riproduce il disegno i!<-l Petersen; Eugen stemmi dei Medici, l'uno anzi due volte (I. e, figg. 420 e 422 e sul dorso
HoLLAEMnm, Plattik nini Meiizm, Stuttgart, 1912, p. 450 seg., fìgg. 335 della legatura) senza accorgersi di niente ; tanto era suggestionato dalla spie-
(intiero sarcofago) e 336 (scultura centrala, donila la nostra nprodimoTic). gazione ilei Petersen.
Il primo editore prese le pìllole per mirili, traendo in errore anche gli •MATT., rf,
altri. Le pillole sono, e vero, un po' grandi ; ma altrettanto voluminosi ' Gakkucci, ■ ■ 37°. 3. P. 106 seg-
Capo I. - L'insegnamento della dottrina cristiana

sione raccolta del volto, benissimo convenire ad una cate-


cumena. Il lavoro è alquanto duro, specialmente nelie pieghe § III. - Rappresentazioni del dottore
degli abiti; ma il disegno è buono, giusti i movimenti, e la nell'atto di spiegare col gesto oratorio.
forma degli abiti, antica. Siamo perciò ancora nella prima
metà del secolo in. Non abbiamo finora nessun monumento intiero che rap-
L'altro frammento, d'un lavoro rozzissimo, proviene presenti il dottore'nel l'atto di spiegare il testo sacro, di cui
dai ricchi depositi di S. Callisto (tav. 111,3)- H dottore veste ha dato lettura. Il sarcofago più completo venne alla luce
gli abiti sacri. La testa è molto danneggiata e, nella parte nel cimitero di Domitilla; ha la forma di vasca e servì di
superiore, distrutta; si vede però che aveva la barba. Una sepoltura ad un giovinetto o ad una giovinetta (tav. V, y).
donna, velata secondo qualche indizio, assiste alla praelectio All'angolo destro siede sulla consueta seggiola il dottore,
nella nota attitudine; la testa è perita. Nel fondo si vedono vestito del solo pallio. È senza barba; con la destra alzata
avanzi della tenda. Malgrado la rozzezza del lavoro possiamo, fa il gesto oratorio, con la sinistra stringe il volume mezzo
a causa del contenuto, ascrivere il frammento incirca al aperto, avendo inserito l'indice fra i due convoluti. L'artista
tempo delle sculture del fregio dell'arco di Costantino, per- volle cosi indicare che il dottore ha interrotto la lettura.
chè, colle conversioni in massa dei pagani nell'epoca della Accanto, il pilastro che sorreggeva l'orologio ora distrutto.
pace, la catechesi perdette molto delia sua attrattiva e finì All'angolo sinistro rimane la parte inferiore della seg-
per non essere più rappresentata. giola sulla quale era seduta una matrona, ia madre del bam-
Il terzo frammento (tav. V, j), molto meschino, fu tro- bino o bambina deposta nel sarcofago e che per la tenera
vato nel cimitero di Domitilla. Da quel che ne è rimasto età non assisteva alla catechesi. La lacuna l'ho supplita
si vede che la scena rassomigliava a quella di S. Callisto, che coli'aiuto della vedova rappresentata nella composizione
perciò ci ha servito per la ricostruzione. Il lavoro accurato più antica della catechesi. Il resto del sarcofago è occupato
accenna alla prima metà del secolo ni. da strigili. Possiamo datarlo dalla metà incirca del secolo in.
L'ultimo frammento (tav. V, 5), proveniente dal cimi- All'infuori della sua provenienza cimiteriale il sarcofago
tero dì Pretestato, non offre che una parte del dottore inse- non ha pertanto nulla di specificamente cristiano, il che
gnante, seduto su una cattedra con spalliera. La scena era vale anche per i due frammenti che seguono.
effigiata sul coperchio di un sarcofago. Due frammenti di coperchi provenienti l'uno dal cimi-
Ciò che fosse rappresentato agli angoli dei quattro monu- tero di S. Ciriaca (tav. V, 4) l'altro dai magazzini vaticani
menti, è impossibile indovinarlo con qualche probabilità. (tav. V, 6), hanno in tutto una tale rassomiglianza da poter
Basti gettare uno sguardo sulle tavole rappresentanti la cate- essere ascritti allo stesso artista. Rappresentano, come il
chesi. Invece di far delle ipotesi, rinviamo ad un sarcofago sarcofago di Domitilla, un dottore vestito del solo pallio
in forma di vasca deposto nel chiostro di S. Paolo (tav. 111,2), e in atto di spiegare il testo preletto ad una donna della quale
la cui scena riempie il campo sotto il tondo della imago cly- rimane, sul frammento vaticano, il solo gomito sinistro ap-
peata. L'insegnante e la catecumena rassomigliano, per l'at- poggiato sulla solita colonna nella solita attitudine, su quello
titudine, a quelli dì S. Callisto; in mezzo a loro v'ha una dell'Agro Verano il dottore e la base della colonna. La rico-
colonna sulla quale posa un fascio di volumi. Dietro l'uomo struzione fu ciò non ostante facile: per la figura de! dottore
un orologio solare, dietro la donna un albero. servì il sarcofago di Domitilla, per la donna, quello raven-
Agli angoli due leoni addomesticati e legati con cigne nate. II lavoro è accurato e certamente del in secolo.
divoravano cervi, accanto a domatori clamidati, che familiar- Diamo ancora un monumento inedito (tav. VII, 5). E
mente s'appoggiavano su di essi. Soltanto quello a sinistra la fronte d'un sarcofago a cinque scompartimenti, di conser-
è conservato. I due gruppi accuserebbero piuttosto un arti- vazione molto cattiva, ora nel Musco Capitolino, dove stava
sta pagano; essendo però il soggetto d'indole indifferente, murata troppo in alto per poter essere comodamente esami-
può essere che il sarcofago provenga da un'officina cristiana nata. A mia domanda il direttore del Museo, Comm. Boc-
e che la scena d'insegnamento sia la catechesi. - Secolo ni. coni, la fece staccare e trasportare nella sala dei monumenti
Dai monumenti esaminati in ultimo risulta che la scena cristiani. Le sculture hanno molto sofferto; le parti più spor-
della praelectio da sola non basta per poter essere con assoluta genti sono distrutte, nessun viso è integro. Peccato, perchè
certezza qualificata una catechesi, vista la sua grande rasso- sono eseguite da un valente artista della metà incirca del
miglianza con una scena d'insegnamento profano. La rasso- secolo in, a giudicare dall'acconciatura dei capelli delle due
miglianza era inevitabile, essendo ambedue le scene prese dalla donne. Il restauratore fu discreto; egli si limitò ad allisciare i
vita reale. Sui quattro frammenti, essa può essere stata accom- fondi, il che riuscì dannoso soltanto per la gamba dell'uomo
pagnata da qualche figura o scena certamente cristiana, come effigiato nel campo a sinistra.
p. e. l'orante e il Buon Pastore, ovvero qualche miracolo di Il dottore, un filosofo calvo con la barba lunga, insegna
Cristo. Ad ogni modo par più probabile che i frammenti ad una donna, seduto sulla solita seggiola, coperta d'un drappo.
siano cristiani e che la scena sia la catechesi. Nella sinistra alzata tiene un volume mezzo svolto; la destra
Più tardi troveremo, come si accennò, una volta la cate- distrutta faceva, come di solito, il gesto oratorio. La donna
chesi opposta al mito di Ulisse con le Sirene, figura, questa, a capo scoperto, quindi una non maritata, veste la tunica
della dottrina eretica. podere senza maniche e a doppia cintura; la sinistra l'ha
Rappresentazioni del dottore nell'alto di spiegare col gesto oratorii

abbassata e inerte, la destra alzata in atto di meraviglia per siti del Vaticano1, donde, pochi anni addietro, fu traspor-
la bellezza della dottrina che sta imparando. Agli angoli tatala! Musco profano lateranense. La scena dell'insegnamento,
le due figure tipiche, l'uomo accanto ad un albero che non l'unico soggetto a figure, occupa il centro fra due campi sca-
avrà mancato neanche alla donna, come Io indica un piccolo nalati e baccellati (fig. 4). Essa si limita al dottore che inse-
avanzo lasciato dal restauratore. gna col gesto di praelegere, ed alla donna che ascolta nel-
l'atteggiamento consueto; quello in abito sacro, questa in
I monumenti che rappresentano il dottore nell'attitu- stola cinta e a capo scoperto; ambedue con la testa appena
dine di chi insegna col gesto oratorio, sono quindi rari e abbozzata. Nel fondo una tenda appesa. Non è da meravi-
meno antichi. L'insegnamento col volume spiegato prevalse gliarsi che non apparisca nessuna traccia del defunto (o
in tutti i secoli, forse perchè questo gesto è molto caratteri- defunta) deposto nel sepolcro; egli è rappresentato nella donna,
stico, mentre l'altro è più generico, dato indistintamente a sua madre, perchè, trattandosi d'una prole dì tenera età, è
defunti, come anche, e sopra tutto, a Nostro Signore. giusto la madre che assiste all'insegnamento, per istruirla,
In quattro casi: sui sarcofagi di La Gayolle, di S. Maria dopo, nelle poche verità di cui è capace. Lo stesso abbiamo
antica, di Ravenna e della Villa Doria, la catechesi è accom- già constatato in due altri casi: sul sarcofago ravennate e su
pagnata dall'immagine simbolica del pescatore, per allu- quello del Museo Capitolino; nel primo fu deposta una bam-
dere al battesimo. Ondo si può ragionevolmente dedurre che bina, nel secondo un giovinetto. Questi due monumenti
in qualche caso il pescatore isolato richieda la catechesi ora rendono pertanto assai probabile che anche la lastra late-
mancante e che era forse rappresentata sul coperchio, come ranense abbia servito di chiusura del sepolcro d'un cristiano,
due altre volte. L'esistenza della catechesi la supporrei anzi- e che la scena sia la catechesi. Tuttavia, mancando la certezza
tutto per il sarcofago a cinque scompartimenti dei giardini assoluta, l'abbiamo relegata alla fine delle rappresentazioni
Boboli a Firenze (tav, IV, i). Su questo il campo dell'angolo dell'insegnamento ecclesiastico.
destro è occupato dal pescatore, come sul sarcofago della I due campi ornamentali che incorniciano la scena dell'in-
Villa Doria; dì contro si vede una matrona con la palla tirata segnamento, invece di essere decorati di strigili ondulate,
sul capo e con la destea alzata in atto di preghiera, e nel cen- come di solito, offrono, per la prima volta, scanalature verti-
tro il busto d'un uomo in tunica e pallio, la cui testa è sol- cali riempite fino ad un terzo, come le paji!>w<r&s delle colonne
tanto abbozzata; finalmente nel campo sotto il busto un corinzie. Questo genere di decorazione è meno antico delle
pastore seduto all'ombra d'un albero dà un boccone al strigili ondulate che si trovano fin dal 1 secolo, mentre delle
cane, accanto a due pecore con corna, che rappresentano il scanalature non si conosce fin'ora nessun esempio del 11 secolo.
gregge. Eppure queste sono un ornamento d'un aspetto se non più
La scena pastorizia e la figura del pescatore sono, dal monumentale, certamente più serio; si direbbe perciò più
punto di vista artistico, molto bene riuscite e permettono di conveniente per un sarcofago. Per convincersene basta get-
ascrivere il sarcofago al III secolo, alla quale età appartengono tare uno sguardo su quello di Pisa, campione più insigne.
in genere le rappresentazioni di pescatori. Ciò malgrado le strigili ondulate s'incontrano molto più
Chiudiamo la serie dei monumenti della catechesi con la spesso, senza dubbio perchè la loro forma è più adatta ad
fronte d'un sarcofago finto per bambino di tre o quattro indicare l'acqua e, conseguentemente, l'origine del sarcofago
anni, a giudicare dalle misure (84x26). La lastra, in altri ter- dalla vasca da bagno. Esse si trovano, una volta, nel catino
mini, chiudeva una tomba sotterranea, come p. e. quella con della scena del lavamento dei piedi e, più spesso, nelle
una decorazione analoga, che chiudeva un loculo nel cimi- minuscole idrie del miracolo delle nozze di Cana, per mo-
tero di Pretestato. E ancora inedita e proviene dai ricchi depo- strare che il catino e le idrie sono riempite d'acqua.
II lavoro è molto negletto, come suol incontrarsi nelle
. FrengueHi, Custode .iti !\ilas!'/ii .■
opere della fine del secolo in. A quest'epoca dovrà ascriversi
la lastra lateranense.
Capo I. - L'insegnamento della dottrina cristiana

preti, esso venne eseguito in un'officina cristiana ' ed offre


§ IV. - Le Sirene di Ulisse una illustrazione precìsa, direi quasi letterale, del passo citato
simbolo di dottori eretici. di s. Ippolito. Ulisse, dritto in piedi, sta ascoltando, legato
« L'hérésie... est contemporaine de l'Evangile. Le champ all'albero maestro, con le mani a tergo; egli veste tunica cinta,
du pére de famille est à peme ensemencé, que l'ìvraie s'y clamide rigettata sul dorso ed il pileo, che è il suo segno
révèlc à còte du bon grain. De là, chez les directeurs des distintivo, chiamato óSototiopins avufioXov dagli antichi '. Ai
communautés primìtives, une préoccupation incessante qui suoi lati seggono tlue marinai, a testa scoperta; l'uno è attento
s'exprime dans leurs écrits, lettres de saint Patii, Pastorale*, a remare, l'altro, colla destra stesa innanzi, si copre colla
Apocaiypse, épitres de saint Pierre, de saint Jude, de saint sinistra la faccia, come spaventato, motivo, questo, che spesso
Ignace ». Con queste parole il compianto Mons. Duchesne s'incontra nelle rappresentazioni di Giona gettato nel mare.
introduce il suo capitolo sulle eresie nei tempi più antichi . Cagione della paura sono le tre Sirene che circondano la
Nell'arte funeraria dobbiamo scendere sino alla fine incirca nave. Il numero ternario delle Sirene ritorna spesso, in ispe-
del secolo il o agli inizi del in, per trovare indizi sicuri della cie su monumenti etruschi". La forma è quella consueta del-
preoccupazione dei superiori contro le eresie, e questa ebbe l'arte classica: nella parte superiore vergini con ali e ornate,
nella scultura un'espressione quanto nuova altrettanto ele- la testa, delle due famose penne; nella parte inferiore con
gante. AfHn di premunire i fedeli contro i pericoli delle false gambe e artigli d'uccello di rapina. Tutte e tre stanno sopra
dottrine ereticali, s. Ippolito mette loro innanzi il mito di scogli, coi quali l'artista volle raffigurare il promontorio delle
Ulisse e delle Sirene. «'Ulisse», cosi egli, «otturò con cera Sirene, tò letpiktcv opos, pericolosissimo per le navi che gli
le orecchie dei suoi e si fece legare all'albero maestro, per passavano davanti.
poter condurre la nave presso le Sirene senza essere allettato La prima Sirena, contando da sinistra a destra, è nuda e
dal loro canto. Cosi deve agire anche il fedele: debole come tiene il doppio flauto; la seconda, vestita della clamide riget-
è, chiuda le orecchie alle dottrine degli eretici per non tata sul dorso, ha la cetra col plectrum. La terza finalmente
lasciarsi sedurre da esse, come dal dolce canto delle Sirene; è tutta trasformata dall'artista cristiano: non porta nessun
se poi le vuol conoscere ad ogni modo, si faccia avvincere al [strumento musicale7, veste, come i personaggi sacri, tunica
legno della croce di Cristo; solo così la speranza imperturbata e pallio e, stringendo nella sinistra un volume chiuso, fa
nella croce lo renderà incrollabile » *. colla destra il gesto oratorio. Essa ha pertanto le sembianze
Questo simbolismo semplice e spontaneo dovette imporsi d'una dottoressa che insegna. Ma che l'insegnamento sia fal-
tanto più agli artisti cristiani, in quanto che il mito di Ulisse lace e falso, si arguisce dagli artigli che sporgono orridi di
era noto a tutti i fedeli di qualche cultura letteraria, che lo sotto la seducente veste sacra. La Sirena simboleggia, in altri
appresero fin da giovanetti nelle scuole dei grammatici. E le termini, il dottore eretico. Del resto, malgrado la loro arte,
rappresentazioni ne esistevano fin da tempi antichissimi in tanto lei quanto le compagne sono rimaste deluse: la nave
tutta l'arte pagana; bastava modificarle secondo i bisogni del- di Ulisse continua tranquillamente la sua corsa, senza nau-
l'arte cristiana. Il mito difatti entrò presto nella scultura, ma fragare; ìl defunto è restato fide purus, come si legge in
solo in questa, non conoscendosene finora nessun esempio un'iscrizione gallica9, Perciò le Sirene hanno smesso la
nella pittura. musica e, dandosi una guardata reciproca, sembrano dirsi:
operam et oleum perdìdimus. Potrebbe immaginarsi una
i.-Coperchio del sarcofago di L. F. Turanio. più ingegnosa applicazione di codesto mito alla fede cri-
stiana?
La più antica rappresentazione del mito di Ulisse e delle L'interpretazione del mito è convalidata dalla scena che
Sirene si trova sopra il coperchio d'un sarcofago, rinvenuto un tempo ornava la metà sinistra del coperchio. Se ne con-
nell'ipogeo di Lucina {tur. XXV, i). Nella supposizione serva, è vero, molto poco, ma abbastanza per riconoscerne il
che fosse opera di scultori pagani, venne trasportato nel soggetto, che è la catechesi ecclesiastica. Un giovane in abito
Museo lateranense profano, dove rimase circa un mezzo sacro siede sopra una seggiola dalle gambe incrociate e in
secolo. Dietro mia istanza fu, pochi anni addietro, riportati) forma di corna; tiene alzata la destra, nella sinistra ha un
al luogo della sua provenienza, ed ora fa parte del Museo volume chiuso. Egli non è però l'insegnante: il dottore gli
di S. Callisto. sedeva dappresso; ne rimane ancora la mano sinistra colla
Benché spesso pubblicato3, il coperchio ha ancora bisogno prima parte del volume aperto, perciò sostenuta da un pila-
d'un commento. Contrariamente a quanto asserirono gli inter- stro, che l'artista improvvisò, come spesso per la donna assi-

' Ilistoire ancienne de VEglise, I, Paris, 1906, 153. ' Vedi il mici articolo: Un battistero ■■ ad nymplias lì. Petti , in Rcniiiroittt
Philos,, 7, 1: Clarke, I. 267; Cruice, 335; Wkndlano, 190; MiCNE, delia ponti/, accad. rum. di areheol., 1924, 67.
1: <:. 16, HI, 3294. ■ WlLPBFT, Le pitture dell'ipogea dì Aurelio Felicissimo, in Atti de/In
1 De Rossi,/;. ,v.. [, uv. XXX. 5, p. ^44; Garritoci, iav.395, 1; Kraus, ponti/. Acead. rotti, di archeol.. Memorie, 192.,, I, p. 28.
Realencyc, II, 417 e 521; Marticny, Dktioiimiire de< uiitii/iiilt's eltritieniirs, 1 I-:. Ììiiiw. / rilievi delle unte etnische, Roma. 1870, 1, ttw. XC-XCIV.
p. 769, dove Ulisse si dà per » ligure du Sauveur ; Il NNiiimi- iind Sei lo !■: ne, ' Sui monumenti testi citati la ter/a Sirena suona la siringa; altre volte
Die antiken BilihcerUe ,!,-,- Interim. Mustitms, tav. 18. p. 79; Carl ROBERT, Die ha i crotali.
antikin Sar/tophagreliefs, I, tav. LII, p. (56. * Le Blant, Inscript. ihrétieitnes, II, n. 4ìS, p. 101; efr, n. 404. p. -,<<.
§ IV. ■ Le Strétte di Ulisse simbolo di dottori eretici

stente all'insegnamento1. Va da sé che il giovane seduto Le Sirene sono un po'diffcrenti dalle prime; di uccelli
richiede un personaggio di riscontro, parimente seduto. Ora, non hanno che gii artigli. Tutte e tre sono nude. La prima
se si considera che un sarcofago lungo un metro e mezzo, porta la cetra col plettro; la seconda, la dottoressa, tocca
come il nostro, non poteva contenere che un corpo di circa colla destra appena indicata il rotolo chiuso, che stringe colla
dieci anni, siamo costretti di vedere nel giovane il padre, e sinistra; la terza finalmente tiene nelle mani abbassate e incro-
nel suo riscontro perduto la madre del defunto. Dico « de- ciate il flauto. Dunque pure qui si volle esprimere la disillu-
funto ■ , perchè sappiamo che nel sarcofago giaceva un Lucio sione. Siccome questa si verifica anche negli altri esempi, la
Furio 'l'uranio \ U suo nome, ai dativo, è inciso in forma di disillusione può tenersi per il secondo segno distintivo delle
monogramma in un'artistica ìahuki ansata. Nella ricostru- rappresentazioni cristiane del mito.
zione nostra della scena la madre stringe il volume chiuso Il sarcofago, cui appartenne il coperchio, non era di un
e fa il gesto oratorio. La catechesi più antica e completa, che adulto, avendo soltanto un metro e sessanta di lunghezza.
ci ha guidato, rende assai probabile che vi fosse aggiunta Quanto all'età, siamo forse ancora alla fine del secolo in.
anche la figura del figlio, in un'attitudine simile a quella
della neofita. 3- Metà sinistra d'un coperchio
In tal modo la catechesi riempiva bene la metà sinistra del del Museo delle Terme.
coperchio e offriva un pendant perfetto alla scena di contro.
Della fine del in secolo sembra anche la rappresentazione
Perfetto, perchè, mentre da una parte si chiude l'orecchio
all'insegnamento perfido dell'eresia, dall'altra si ascolta con quasi intiera del mito sulla metà sinistra d'un coperchio nel
avidità la dottrina della vera fede, la dottrina di Cristo. La Museo delle Terme (tav. XXIV, y). Ulisse barbato veste
scena si svolgeva, come altre volte, davanti ad una tenda. l'esomide e pileo; egli è legato colle mani all'albero fra due
Due maschere tragiche, per il nostro sentimento moderno marinai e guarda le Sirene. I marinai sono intenti a remare;
disgustose, incorniciavano le sculture; la destra sola è ancora il secondo aveva la sinistra, ora rotta, avanti la bocca, per
conservata. esprimere la paura. Un particolare nuovo offre la personifi-
Il de Rossi stima il coperchio presso a poco contempora- cazione del vento, che suona la conca marina, tenendosi
neo dell'autore dei PkUosophumena, cioè, secondo l'opinione colla sinistra l'occipite per suonare con più vigore, motivo
ora generale, di Ippolito, dunque degli inizi del secolo ni. Il ripetuto ordinariamente nelle scene marine che richiedono
maestro ha colto nel segno. La scultura è lavorata con grande coteste personificazioni, quelle p. es. della storia del pro-
disinvoltura ed è piena di sentimento. Essa offre per di più feta Giona '. Per ragioni di simmetrìa abbiamo effigiato la
la bella forma della tabula ansata. Se in tal guisa la datazione personificazione anche dal iato opposto. Nel mare agitato
è sicura, con essa non si vuol pretendere che Ippolito abbia nuotano un pesce e un delfino.
introdotto per primo il simbolismo d'Ulisse e delle Sirene Le Sirene, tutte riunite sulla riva, hanno smesso di suo-
nell'arte cristiana, essendo il mito così noto ai fedeli colti, nare e fissano Ulisse. Vestono tutte e tre una specie di pallio,
come i fatti principali della Sacra Scrittura. Difatti ho la prima colla cetra e col plettro, la seconda colla destra nel
trovato, nei magazzini vaticani, un frammento della Sirena seno del pallio, e la terza col doppio flauto che essa impugna
colla cetra e plettro, che risale probabilmente al secolo n in maniera da nascondere la sinistra della sua vicina, la quale
(tav. XXIV, 8); ma vi è rimasto troppo poco per ricostruirlo dovrebbe tenere il rotolo; lo spettatore ha pertanto da sup-
interamente. II frammento merita considerazione speciale per plirlo {fine del secolo in).
la forma molto accurata del plettro, che di solito è negletta,
trattandosi d'un particolare secondario. 4. - Frammento d'un coperchio nel Museo di S. Callisto.

Nei depositi di S. Callisto trovai un meschino frammento


2. - Metà sinistra d'un coperchio contenente una parte della Sirena dottoressa e la testa di
del Museo di S. Callisto. quella con la cetra (tav. XXIV, 5). La prima vestiva gli
Scultura molto rozza, ma per noi pregevole, perchè es-
abiti sacri e faceva il gesto oratorio, ponendo le dita sul
sendo quasi intiera, ci aiuterà nella ricostruzione dei frammenti volume chiuso, come nel coperchio di Turanio, di cui ci
(tav. XXV, 3)s, La nave si trova a sinistra delle Sirene che siamo serviti per colmare la lacuna. Il lavoro accusa un buon

sono riunite. Cosi le vedremo anche su due altri frammenti. scultore impressionistico del secolo ih.
Stranissima è la forma della tunica dei tre personaggi imbar-
cali: quella di Ulisse, che è cinta, come sempre, rassomiglia 5. - Due frammenti di coperchio del cimitero di Priscilla.
a un mantellone fornito di pellegrina; quella dei marinai
Gli scavi eseguiti nei primi anni di questo secolo nel cimi-
sembra anche più ampia, essendo priva di maniche. Mentre
tero di Priscilla, misero alla luce due frammenti del mito,
i marinai remano, Ulisse sta ascoltando, in un'attitudine
l'uno con la prua della nave e Ulisse attaccato all'albero mae-
molto bene espressa dal rozzo artista.
stro, l'altro con la parte inferiore delle tre Sirene, riunite
1 Vedi taw. II, z e 3; IH, 2 e 3; V, 3, 4 e 6.
3 Garhucci, tav. 395, %. Il frammento sì
' Finora si leggeva soltanto: Turano; ma sono visibilissime le iniziali n lungi dalla cripta
i S. Eusebio. Cfr. de Rossi, R. S., I, 345; II, 445
' Vedi tav. IX, 3.
Capo I. - L'insegnamento della dottrina cristiana

sugli scogli {tav. XXV, 2) *. Ulisse è barbato, come sui di suonare, è chiaro che anche qui era espressa la disillu-
monumenti dell'arte profana, ed ha la testa rivolta, per non sione*.
vedere le Sirene. A giudicare dalla vela, egli occupava quasi Il lavoro è molto accurato, il marmo quasi polito e di
il centro della nave, lasciando in tal guisa posto per un solo ottima qualità. Possiamo ascrivere il frammento con sicurezza
marinaio. Il fianco della nave è ornato di delfini che man- al ni secolo.
giano pesci. S. Massimo di Torino3, Clemente Alessandrino ed altri
La prima delle Sirene teneva nelle due mani il flauto vedono nel canto delle Sirene simboleggiate le seduzioni
doppio, la terza la cetra col plettro; di quella centrale, la carnali. Questa fu probabilmente l'interpretazione più gene-
dottoressa, rimane la sola sinistra che stringe l'estremità rale del mito. Gli artisti però non conobbero che il simbolismo
del manto; la destra era probabilmente stesa davanti al proposto da s. Ippolito. Noi ci siamo pertanto limitati ad
petto. Dall'attitudine della prima Sirena, che ha smesso esporre solo quest'ultimo.

CAPO II.
RAPPRESENTAZIONI DEL BATTESIMO.

Veniamo ora allo scopo finale della catechesi, il battesimo. Delfino », ecc. « Meminerimus te non solum patrem, sed et
Questo fu, secondo l'indole dell'arte cristiana antica, molto Petrum nobis esse factum: quia tu misisti hamum ad me de
più spesso effigiato sotto forme simboliche che reali, sebbene profundis et amaris huius saeculi fiuctibus extrahendum 0.
il numero dei simboli sia in scultura più piccolo di quello che Così scrive Paolino fi, conoscitore insigne del simbolismo, al
abbiamo incontratoinpittura.il simbolo più antico*, più sem- vescovo Delfino, suo padre spirituale, essendo stato da lui
plice e spontaneo, è il pescatore, proposto dallo stesso Signor battezzato. Egli menziona anche Pietro, perchè questo era,
nostro; il più diffuso, il miracolo della fonte nel deserto, rap- come vedremo, il « piscator hominum » kot' ègox'iv. E Ter-
presentato più spesso di qualunque altro soggetto biblico; tulliano dichiara nel famoso testo tanto spesso citato: « Xos
ma siccome ha una stretta relazione col principe degli apo- pisciculi sccundum IXQYN nostrum Iesum Christum in aqua
stoli, ne parleremo nel Libro III. Finalmente il simbolo nascimur ■■> '. A ciò corrispondono Ì monumenti con la imma-
battesimale per eccellenza, i cervi alla sorgente, si trova gine del pescatore.
soltanto su pochi e tardi sarcofagi gallici. Ci occuperemo Come è naturale, gli artisti rappresentano i pescatori cogli
dunque prima del pescatore, poi dei cervi alla sorgente. attrezzi e abiti loro propri. L'attributo distintivo era l'amo;
questo caratterizzava, secondo Ovidio, il pescatore, come la
I. - RAPPRESENTAZIONI SIMBOLICHE spada il soldato . Indispensabile era anche la cesta, sportala,
DEL BATTESIMO. per mettervi il pesce preso: 0 Harundinem fcrt sportulamque
et hamum piscarium », scrive Plauto<J. I pescatori vestono
Nostro Signore creò il simbolo del pescatore, quando ordinariamente Yexomis, abito dei lavoratori. Più di rado
« ambulans iuxta mare Galilaeae vidit duos fratres, Simonem, hanno il ventrale o perizoma della forma di fascial0. Per pro-
qui vocatur Petrus, et Andream... mittentes rete in mare teggersi contro Ì raggi del sole, tre portano il pileolo, tre il
(erant enim piscatores), et ait illis: Venite post me, et faciam petaso. I piedi sono sempre scalzi.
vos fieri piscatores hominum » '. Codesto simbolismo divenne D'accordo con la realtà, ne troviamo due differenti tipi:
ben presto a tutti familiare; onde le espressioni: » figlio del- il pescatore all'amo, e il pescatore alla rete. Quello è il più
IVXGVC», «genere divino del celeste IXQYC », «figlio di frequente.

1 Registri !o da O.Marucchi, La basilica delcimitero di Priscilla, in N. Bul- musiliui di S. Apollinare Nuovo a Ravenna. Vedi U'ii.i'mT, \Imuihi 11 unii Mille-
ha., 190S, 1: li «Frammento con la parli: inferiore delle figure delle Ire rete», lav. 97; Garrucci, IV, tav. 249, 5.
* Ep. 20, 6: Micke, P. L„ 61, 249.
* Un piccolo frammento clic si conserva nella basilica di S. Petronilla ; Debapt., 1: MlGNG, 8 seg. Cfr. De r,
proviene da un coperchio pagano, perchè rappresentava le Sirene nell'esercizio MlGNE, P. L., z, 919: « .. i caro volucrum, id est, martyrum, qui ad
della musica. 1 piscium, id est, quibus aqua baptismalis
' ti'imìl. ! de cuce Domini: Mìcne, P. L., 57, 339 seg.
* Wilpert, Pitture cimiteriali, tav. 7, 1. L'affresco, già al tempo ' Mctam., 14. 651.
della scoperta d'una conservazione pessima, e oggi quasi del tutto scom- • Stick., z, i, 17.
10 Vedi, oltre le nostre
1 Matth., 4, 18 e seg. I.a scena e rappresentata sopra uno dei più belli e 3i 37°. 2; 37'. 4; 395. ■
§ F. - Pescatore atta - § II. - Pescatore ullu rete

§ I. - Pescatore all'amo. bonos in vasa, malos autem foras miserunt »!. I due pescatori
hanno tirato la rete a terra e stanno per cominciare la scelta
Di pescatori all'amo si conoscono sulle sculture dodici dei pesci. Il più anziano, su cui pesano gli anni, è seduto sopra
esempi, compresi quelli di Pietro pescatore: due del secolo il, uno scoglio e, voltando la testa indietro, tiene con ambedue
dieci del ni. Basteranno alcuni cenni generali, perchè le rap- le mani la rete piena di pesci, visibili attraverso le maglie;
presentazioni sono, naturalmente, assai semplici: il pesce ha l'altro, in piedi, comincia la scelta, mettendo la destra nella
abboccato l'amo, e il pescatore, in piedi o seduto, lo tira o lo rete per afferrare un pesce. Vestono il solo ventrale; il primo
ha già tirato fuori dell'acqua, o se ne ritorna a casa colla preda. porta anche un cappello di vimini.
Su alcuni monumenti il pesce è preso nel mare in cui Al gruppo fa riscontro la nave dì Giona orante governata
naviga la nave di Giona. Su altri l'acqua è indicata soltanto dal timoniere; accanto è Nettuno sdraiato, col tridente nella
da alcune linee ondulate accanto ai piedi del pescatore. Tale sinistra e colla destra appoggiata sull'urna, dalla quale
scarsezza si nota specialmente sui sarcofagi della Lungara, sbocca l'acqua.
de! Campidoglio e dei Giardini Boboli ', Va da sé che l'arti-
sta anche per mezzo di queste poche onde intende rappresen- 2.-Coperchio di sarcofago nella Villa Doria-Pamphilj.
tare il mare, per simboleggiare <• huius saeculi fluctus ».
Sulla fronte lateranense 119 (tav. IX, 3,) la pesca è molto A destra della facciata posteriore del Casino Doria-Pamphilj
abbondante. Un compagno del pescatore consegna una cesta è incastrato nel muro un coperchio di sarcofago, rotto in due
piena ad un giovane per portarla via. La rappresentazione di pezzi che erano separati quando li descrisse René Groùsset3
questo sarcofago é d'una importanza particolare. Il pescatore e che ora sono riuniti (tav. X, 1). L'idea di rappresentare il
continua il suo lavoro: un pesce ha abboccato e due altri si pescatore venne all'artista dall'aver effigiato Giona dormente
sono già avvicinati per farsi prendere. Il numero ternario sotto la zucca, il mostro che lo vomitò sulla riva, e la nave che
corrisponde ai tre mìliti della fonte ed ai tre militi prostrati lo aveva a bordo. Questo Giona appartiene però ad un gruppo
nella cattura di s. Pietro, scene che, come vedremo, stanno speciale di rappresentazioni del profeta, che nella nave mostra,
in intimo nesso fra loro. Si comprende ora quanto si siano oltre il timoniere, Giona in atto di preghiera, invece di essere
allontanati dal vero quei dotti che nel pescatore del sarcofago gettato al mare, come di solito. Il nostro artista fece ancora
in parola vedono una figura soltanto decorativa. Sul fram- un ulteriore cambiamento: al posto di Giona orante mise il
mento della basilica di S. Valentino (tav. X, 3) il pescatore, pescatore intento a trarre dall'acqua la rete che si suppone
seduto su uno scoglio, tiene il pesce nella sinistra e lo guarda carica di pesci {malgrado che non se ne vedano). II pescatore
con soddisfazione; e su due lateranensi (tav. VII, 1 e 3) veste la tunica esomide e il petaso.
esso toma colia preda a casa. Finalmente uno è murato La pesca e Giona col mostro riempiono la metà destra
all'esterno dello Studio Canova. La figura occupava eccezional- del coperchio. La metà sinistra contiene una scena pasto-
mente il centro d'un sarcofago a cinque scompartimenti. Il rizia, sulla quale parleremo nel Libro II. Notiamo da ultimo
frammento, prima di essere messo a! posto, fu sopralavorato, che la scena della pesca potrebbe servire nella ricostruzione
anzitutto nel viso. La tav. VII, 4 ne dà la ricostruzione. del frammento colla vedova che insegna nell'ombra di un
Molto preziose sono poi le due rappresentazioni che con- albero, dietro cui si vede il residuo d'una nave a vela e la
tiene il sarcofago in parte ricostruito del Museo capitolino testa inclinata d'un marinaio che probabilmente era occupato
(tav. X, 4 e 5): nell'angolo destro della fronte il pescatore, a tirare la rete dall'acqua (tav. V, 1).
molto danneggiato, ha preso il pesce all'amo e nella testata
accanto un uomo vestito di abiti sacri lo tiene in mano - 3.-Frammento d'un sarcofago di Torres.
dunque, così sembra, il sacerdos che ria ricevuto il neofito Un frammento dell'angoli) sinistro d'un sarcofago a cinque
nella Chiesa, la quale, sulla testata di contro, era effigiata scompartimenti dì Torres in Sardegna, offre la figura d'un
sotto forma di gregge sorvegliato da un pastore nell'attitu- marinaio imberbe, nella sua barca, vestito d'esomide e nell'atto
dine di riposo.
di tirare dall'acqua la rete carica di pesci. Egli è voltato verso
il centro e « alza la mano destra, tutto stupito della pesca
§ IL - Pescatore alla rete. maravigliosa » *. Non è possibile indovinare gli altri sog-
1.- Sarcofago di S. Maria antica. getti. Credendolo cristiano, noi ci serviremo della figura per
compiere un frammento più grande con una scena che si
Di pescatori alla rete ci ha conservato un bell'esempio il riferisce a S. Pietro.
sarcofago di S. Maria antica. Ne diamo a tav. Ili, r, la prima
riproduzione completa. La scultura richiama alla mente la Benché il simbolismo del pescatore non sia mai andato in
parabola della rete: « Simile est regnum caelorum sagenae disuso, sembra che le rappresentazioni abbiano cessato nel-
missae in mare et ex omni genere piscium congreganti, quam l'età della pace. In quel tempo la fonte miracolosa fu, se non
cum impleta esset, educentes et secusJitus sedentes elegerunt l'esclusivo, almeno il più favorito simbolo de! battesimo.

1 Taw. IV, 1; X, 5, . ' Loc. cit., nn. 63 e 81, p. 69 e


; Matto., 13, 47 e se ' Garkucci, tav. 395, 5, p. 138.
Capo II. - !ii(p/>i-rsri//ni/o»/' tir/ Battemmo

un riflesso: un solo esempio nella pittura, cioè quello del


II. - I CERVI ALLA FONTE.
cimitero dei Ss. Marco e Marcelliano; e per la scultura bi-
A causa del versetto del Salmo (41, 2): « Quemadmodum sogna, come si disse, andare nelle Gallie per trovarne alcuni
desiderat cervus ad fontes aquarum, ita desiderat anima mca esempi, non conoscendosene fin qui nessuno sui sarcofagi
ad te, Deus «, i cervi che si dissetano divennero nell'arte cri- romani. Sono cinque i sarcofagi gallici che li rappresentano,
stiana antica il simbolo per eccellenza battesimale. Infatti la tutti dell'epoca della pace. Di due non esistono che i dise-
loro immagine apparisce in tutti i battisteri di cui abbiamo gni, l'uno del Peiresc 4, l'altro d'uno scultore di nome
vestigia sufficienti o Clemente Jayet\
notizie letterarie. Sul Li riproduciamo
mosaico pavimenta- entrambi nel testo
no del battistero di (figg- 5-6), correg-
Salona, per citare gli gendo gli errori ma-
esempi più cospicui, nifesti ; le tre altre
il versetto si legge al sono nelle tavole
di sopra di due cervi Vili, 3; XVI, 3 e
che bevono da un XVII, 2. Comincia-
cantaro. Simili cervi mo con le due prime
sono effigiati nel bat- rappresentazioni.
tistero di Pesaro, in quello di Valenza in Francia e in quello
1-2. - Due sarcofagi distrutti di Reims e di Arles.
di Napoli, dove sono ripetuti due volte. Finalmente nel
battistero lateranense, il più sontuoso di tutti, Costantino Il sarcofago di Reims (fig. .5) aveva nel centro la consegna
il Grande dedicò « cervos argenteo» VII fundentes aquam»'. della Legge a s. Pietro. Cristo stava sul monte solcato dai
Ma il simbolismo battesimale dei cervi trovò l'applica- quattro fiumi simbolici, chiamati da s. Paolino dì Nola
zione più ingegnosa nel battistero (tale almeno io lo ritengo) « Evangelistae viva Christi flumina », alle acque dei quali be-
scoperto nella primavera del 1923 sulla via Salaria Vctus. vevano i due cervi". In modo uguale si vedevano i cervi sul
Codesto battistero fu dì Arles
eretto, sembra, come (fig. 6), colla diffe-
appendice d'una ba- renza che il gruppo
silica ad una sola na- riempiva lo spazio
vata dentro la vasta sotto l'immagine cli-
necropoli pagana, di- peata dei due de-
struggendo tutti i se- funti, marito e mo-
polcri posti nel suo glie, effigiati in forma
perimetro: ivi dun- di busti più lunghi
que l'artista dipinse del solito, come sul
sulla parete dove era sarcofago che si con-
la fonte desiderata dai cervi, Diana, nemica e cacciatricc dei serva nel Museo dì Arles '. Sulla copia mancano ai cervi
cervi stessi, cui impedisce di accostarsi all'acqua, anzi li le corna, segno che erano distrutte. I due santi agli angoli
uccide; dall'altra parte una Ninfa che carezza una cerva e li abbiamo corretti secondo originali ancora conservati, che
la conduce ad abbeverarsi '. Diana prefigura pertanto il rappresentano figure simili.
paganesimo, ostile al cristianesimo, mentre la Ninfa se ne
mostra amica, come la Sibilla, che tante belle cose ha pre- 3. - Sarcofago del Museo di Marsiglia.
detto di Cristo e della religione cristiana. Perciò ancora
per il poeta Draconzio la Ninfa è un essere simpatico; egli Molto opportunamente il gruppo simbolico dei cervi
la menziona dove parla della bellezza ideale di Eva prima occupa lo spazio sotto l'Anastasis effigiata nel centro d'un
della caduta3. sarcofago proveniente dalla cripta di S. Vittore, che ora si
In paragone della grande importanza che i cervi avevano conserva nel Museo di Marsiglia (tav. XVI, 3). Esso fu
nell'arte monumentale, l'arte funeraria non ne offre che assai danneggiato al tempo della Rivoluzione: della croce,

1 Vedi il mio articolo: Vnbattisttro ad Nymphal I',. l'itti in Rtmlirtuiti » Maximus presbyter », di cui fu trovata l'iscrizione a San Callisto. Su ciò
della Ponti/. /Itimi, làuti, ili .-lt; lini., 1924, II, p. 68. avrel.be forse sparso qualche luce la basilica: ina i costruttori ili case, nemici
* A questo battistero lm delicato I articolo citato nella nota precedente. Il nati dei monumenti umidii, barino resa impossibile ogni ricerca in proposito.
mio amico e discepolo Siila Uosa de Angeli* sospetta die U basilica col batti- Carmen di- Dai, I, 31)4: Micnb, P. L., 60, 730.
Stero sia stata proprietà dei Xova/.iani. I >i ijUcsti sappiamo dal Cronografo che ' GABRUCCI, tav. 341, 1; Lh Bi.ant, Caule, p. 17, n. 17.
rubarono il corpo di Silano martire seppelliti! nel cimitero di Massimo,distante '■ GAEEUCCI, tav. 403, 3, p. r;4_
pochi passi dal nostro battistero. 11 furto stesso sembra, secondo Siila Rosa, 0 Ep. 31, io: Migne, P. L., 61, 336,
supporre nel martire Silano mi novazianu riconciliato con la Chiesa, come quel 1 Garrucci, lav. 366, 3.
i alla fonte

ehc era sormontata dal monogramma di Cristo fi') dentro palme. Il simbolo battesimale e molto opportunamente con-
la corona d'alloro, non esistono che gli attacchi, e le corna trapposto a due simboli eucaristici: il cambiamento dell'acqua
dei cervi sono in gran parte distrutte. in vino e gli esploratori della terra promessa col grappolo
La fronte di questo sarcofago, le cui scene sono divise d'uva, rappresentati nella metà destra del coperchio.
l'una dall'altra per mezzo di alberi, ricordano quella che il
Peiresc vide nella chiesa di S. Onorato aux Alìscamps e 5. - Sarcofago frammentario
descrisse troppo laconicamente: "Alia (arca) in qua XIII della cripta di s. vittore a marsiglia.
figurae sub arboribus et signum salutare inter duas oves et
diias paimas arbores » '. Un frammento che trovai nel « Les papiers de Peiresc nous ont gardé la copie d'un tom- .
Museo di Arles, potrebbe essere un resìduo di questo sar- beau autrefois depose dans le vestibule de Saint-Victor. Sur
cofago; esso mostra, fra due alberi, parte d'un apostolo ce marbré, aujourd'hui disparii, on voyait l'agneau divin
recante una corona sulle mani velate. In base alle parole debout sur la montagne aux quatre flcuves, où deus cerfs se
del Peiresc ed alla scena di mezzo del sarcofago di Mar- désaltéraient ». Cosi scrive E. Le Blant di un sarcofago che
siglia, tentai una ricostruzione della nicchia centrale del- egli riproduce secondo il disegno del Peiresc '. Il Garrucci
l'* arca » distrutta, inserendovi il frammento, e la do, con ne dà la copia stampata del Ruffi, in alcuni particolari
ogni riserva, a tav. XVIII, i. Ho cambiato senza veruno alquanto più esatta '.
scrupolo le due «pecore» in due cervi, perchè sul suo dise- Di questo sarcofago, che si credeva distrutto, ho trovato
gno del sarcofago dì Reìms il Peiresc prese per pecora un e riunito nella cripta di S. Vittore, oltre il coperchio quasi
cervo con le corna danneggiate o distrutte (fig. 5). Che non intiero, tanti frammenti da poter ricostruirlo, coll'aiuto delle
abbia riconosciuto gli apostoli con le corone, nessuna mera- copie pubblicate, s'intende. La fotografia dei frammenti
viglia, essendo queste d'una forma troppo vaga, che però (fig. 7), che dovetti far eseguire in mìa assenza, è tutt'altro
s'incontra anche su un frammento romano (tav. XVIII, 2). che perfetta: manca un pezzo6, due sono rovesciati, tre,
Il numero a XIII », se non è sbagliato, supporrebbe la pre- estranei al sarcofago. Ciò non di meno, avendo io disegnato
senza di s. Paolo; e l'espressione « figurae » ci sembra esclu- tutti i frammenti, la ricostruzione mi riuscì facile. Uno sguardo
dere le scene, tanto più che su un sarcofago romano si vede- sulla mia copia (tav. Vili, 3) basta a insegnarci che le scul-
vano apostoli con corone «sub arboribus» (tav. XVIII, 3). ture del sarcofago avevano una grande rassomiglianza con
Chi, ad onta di tutto ciò, volesse spiegare « figurae » in quelle del coperchio or ora descritto: nel centro sta l'agnello
senso puramente materiale, potrebbe appellarsi alla fronte divino sulla montagna coi quattro fiumi e fiancheggiato dai
del nostro sarcofago (tav. XVI, 3), le scene della quale sono due cervi; a sinistra Nostro Signore opera il miracolo del
composte di « tredici figure . Comunque, i cervi restano cambiamento dell'acqua in vino, a destra quello della molti-
a posto anche in questa seconda ipotesi, meno verosimile, plicazione dei pani, ambedue le volte per mezzo della impo-
a quanto ci pare. sizione della mano e in presenza di un apostolo barbato,
Il simbolo battesimale stava bene sotto la croce, giac- non imberbe, come lo disegnò il Peiresc. L'artista intese forse
ché il battesimo è il sacramento chiamato senz'altro «sacra- rappresentare il principe degli apostoli. I pani hanno la forma
mentum crucis ». La scultura ricorda in modo speciale il di pezzi, « fragmenta », non di pani intieri, ordinariamente
mosaico distrutto dì una delle due absidi nell'atrio del batti- crocesegnati. Nel fondo quattro palme, due accanto all'agnello
stero lateranense, uguale quanto alla sostanza: anche ivi « il divino, due dietro i cervi. L'avvicinamento del simbolo
soggetto primario era la croce trionfale... piantata sul monte battesimale a rappresentazioni eucaristiche è conforme all'uso
coi quattro fiumi ed i cervi beventi »?. Un particolare grazioso dell'arte antica in genere: come sulle sculture, così lo tro-
di quel mosaico erano le dodici colombe, posate sulla croce, viamo anche nella pittura.
che simboleggiavano gli apostoli, «quorum figura est in Nel miracolo della moltiplicazione dei pani Cristo tiene
columbarum choro », come dice s. Paolino di Nola 3. nella sinistra il rotolo, che manca sulle copie; lo aveva pro-
babilmente anche nel miracolo di Cana. Egli è riconoscibile
4. - Coperchio d'un sarcofago al volto giovanile dalla ricca capigliatura. Non ha il nimbo,
del Museo di Marsiglia. indizio, per noi, che il sarcofago appartiene al secolo iv. A
prima vista le sculture non sembrano così antiche. La ragione
Più completo è il gruppo dei cervi che occupa la metà principale della impressione sfavorevole è la qualità del
sinistra del coperchio d'un sarcofago della stessa provenienza materiale, non marmo, ma pietra locale, che di natura sua
e dello stesso Museo del precedente (tav. XVII, 2): rappre- aumenta la rudezza del lavoro. Tanto lo stile che il disegno
senta l'agnello divino collocato sul monte coi quattro fiumi e delle figure è ancora abbastanza buono e conviene alla fine
;giato dai due cervi che si dissetano; nel fondo due incirca del secolo iv, epoca alla quale ascriviamo anche i tre

1 Le Blant, Arles, p. 69, n. LXX. 1 Le Blant, Caule, p. 36.


: WlLPEHT, // trionfo dttla Croce nei mosaiciIhterancnsi in Nel XVI Cente- 1 Garrucci, tav. 386, 3, p. 130.
nario dalla dedicazione della itrcil>usilict< lati rancii* Jet SS. Salvatore, Roma, ' È un pezio del cervo a sinistra, che il pittore Bravi ha inserito nella
1924, p. 31. ìc, copiandoli! dal mio disegno. Dei pezzi estranei quello più
3 Ep. 32, in: Micne, P. L„ 61, 336. sporgente in alto ritornerà nel capo VI, n. 21.
Capo 11. - /\'n/'/>rrsi't///i:/<'i// del Bti/ffstiito

primi sarcofagi, mentre per quello precedente non possiamo diatamente dopo il battesimo, perchè il battezzando è nudo
escludere, a causa del nimbo e sopra tutto dello stile, la e sta ancora nell'acqua. Il gesto apparteneva infatti alla ceri-
prima metà del secolo V. monia battesimale: « S'impone la mano per invocare, me-
Il sarcofago ricostruito ha, per buona sorte, ancora il suo diante la benedizione, lo Spirito Santo », scrive Tertul-
coperchio, quasi intiero '; manca soltanto parte della prima liano 2 in proposito.
pecora colla porta della città di Gerusalemme. Quest'ultima Dando al battezzando le sembianze di bambino, si volle,
era già danneggiata quando il Peiresc ne fece il disegno. Le come è noto, allndere alla sua nuova nascita spirituale per
sculture rappresentano mezzo del battesimo.
nel centro il mono- « Nos in a qua nasci-
gramma di Cristo con mur », dice Tertulliano
le lettere alpha ed sotto l'influsso delle
omega dentro un cer- parole del vangelo :
chio, verso il quale <> Nisi quis renatus fue-
camminano sei pecore, rìt ex aqua et Spìritu
simboleggianti gli apo- sancto non potest in-
stoli; esse sono uscite troire in regnum Dei »3.
dalie due città indi- Perciò Ì battezzati so-
cate da altrettante porte no chiamati » infantes »
con merli e nella nota significazione della ecclesia ex cir- nel linguaggio liturgico, neophyti, pneri, puettae nelle iscri-
cuincisione ed ecclesia ex genlibus. Nel fondo quattro palme zioni sepolcrali. Alcune di queste furono riunite dal de Rossi
che separano le pecore. nella Parete XI del Museo epigrafico lateranense. Nel cimi-
tero di Panfilo, per citarne alcuni esempi meno noti, due
III. -- RAPPRESENTAZIONI loculi intatti del secolo in conservano tuttora le loro iscrizioni
DEL BATTESIMO REALE. laconiche, scritte col minio su tegole scialbate, l'una greca:
AVPHAIA AOYKI\NA flOV€AA, cioè Amelia Luana puella,
Le rappresentazioni del battesimo reale appariscono nella l'altra latina: Vili KAL IVN PVELLA THALASSA ET FRA-
/scultura, quando il tipo si era già formato nella pittura: il TER | EIVS IANVARIVS '. Una terza iscrizione d'una puella
battezzando, fanciullo nudo colle braccia distese lungo il Pelile, battezzata in età di trenta anni incirca nell'anno 338,
corpo, sta di solito nell'acqua, fino agli stinchi, e il battez- Urso et Polemio Conss., è parimente al posto, e cioè nel
zante gli pone la destra sul capo. Così si presenta il battesimo pavimento d'una galleria presso la basilica di S. Petronilla \
di Gesù, come anche quello del catecumeno. La differenza Il battesimo è ivi indicato colla parola PERC1PET, percepii.
consiste unicamente nella colomba dello Spirito Santo, che Va sottinteso: gratiam domini nostri, come si legge in una
non si trova mai nelle rappresentazioni del battesimo del iscrizione dell'anno 268 (o 279),!, ovvero gratiam Dei, come
catecumeno, mentre in quello di Gesù non manca che una in un'iscrizione d'una vergine Ciriaca, da me scoperta nel
volta, per la ristrettezza dello spazio, su una scultura tarda. cimitero dei Ss. Marco e Marcelliano. Finalmente di un
L'abito è nei tempi più antichi per ambedue i battezzanti giovane di ventiquattro anni, morto nell'anno 338, si dice
lo stesso, il pallio filosofico. Lo vediamo su due monumenti v natus puer per baptisattts.
certi e ben conservati: sul sarcofago di S. Maria antica e Questi esempi, la cui lista si potrebbe prolungare assai,
su quello della Lungara (taw.I, i, e XIX, 3). Coll'aiuto di bastano ad illustrare la figura di fanciullo nudo del battezzando,
quest'ultimo abbiamo completato il piccolo frammento, che identica per Cristo e per il semplice catecumeno. Sui sarco-
diamo, a tav. XIX, 4, come residuo probabile d'un batte- fagi di S. Maria antica e della Lungara (tavv. 1,2, e XIX, 3),
simo di catecumeno. Al contrario sul frammento grande, anche i battezzanti, veri tipi da filosofo, si somigliano perfetta-
riprodotto a tav. Vili, 2, non si può trattare che di s. Gio- mente; come abbiamo detto, l'unico distintivo delle due scene
vanni Battista, avendo egli un manto troppo corto per un è la colomba che sul secondo monumento manca, sul primo
sacerdos. Perciò non abbiamo esitato a completarlo come si vede scendere su Cristo, colla testa rivolta verso terra.
battesimo nel Giordano. Sulle sculture dell'epoca della pace Questo è però troppo presto, poiché la colomba apparve
il Battista veste ordinariamente una pelle alla esomide. solo, mentre Gesù « usciva dalle acque », dopo compiuto il
Quanto all'imposizione della mano del battezzante sulla battesimo. Tale forma ha il sacramento sulla pittura delle
testa del battezzando, già altri hanno giustamente osservato cripte di Lucina: Gesù, sotto le apparenze d'un giovane
che con questo gesto non può essere inteso il sacramento nudo, non fanciullo, si accinge ivi a montare sulla riva,
della confermazione, consignatio, che si amministrava imme- aiutato da Giovanni che e porge ì destra, e in alto vola

' Il coperchia fu pubblicato da! mio amico Mons. M. Cluru.AN, Notes [cura., 3, j.
et documenti sur Saint-Victor ili- Marscilti; in Promenades archéologiijucs, coi-., 1 Vedi E. Josr, // thaitera di Panfilo, in Rilista ili archeologia
Monetile, 1919, p. 2.
* Debupt., S: RaDSCHBH, z6: i Deliinc mutua imprinitur per benedictio- '• Marucchi, N. Bullett., 1899, p. 279.
nom advocans et invitans Spiritimi Sanctum o. p| De Rossi, Inscrìpt. christ., I, p. 16 segg. Vedi anche sopra p.
§ I. - // battesimo d'u — §]I.-// battexiiHO di Gesù

la colomba. In seguito gli artisti fusero insieme i due diversi e pallio. La scena in parola rappresenta ia guarigione del-
momenti: mentre Giovanni sta compiendo l'atto del batte- l'ossesso, unico fra i malati guariti da Nostro Signore, che
simo, la colomba apparisce in alto. « vestimento non induebatur »s.

§1.-11 battesimo d'un catecumeno. 2. - Frammento di coperchio nel Museo lateranense.

Le rappresentazioni del battesimo d'un catecumeno sono Il frammento stava prima nel Musco Chiaramonti fra
rarissime: due sicure se ne conoscono in pittura, una sicura gli oggetti pagani (tav. Vili, 2). Riconosciuto per cristiano
e una probabile in scultura. L'esempio sicuro delle due ultime dal prof. Marucchi, fu trasportato al Musco lateranense3.
sì trova sul sarcofago della Lungara (tav. XIX, 3). La scena Sulla spiegazione proposta come 0 battesimo di Cristo nel
è di conservazione perfetta. La inquadrano un cipresso e una Giordano >• non può cadere nessun dubbio. Certo è anche
canna per dirci che il luogo del battesimo era in campo il carattere eucaristico del banchetto effigiato accanto. Nel
aperto. Il catecumeno sta nell'acqua fin quasi alle ginocchia; fondo, fra ambedue le scene, spicca, finora non osservato,
il modo come traspariscono le gambe, è mirabilmente espresso. l'orologio solare nel noto significato \ La scultura è del
I! battezzante tiene nella sinistra un volume semi-aperto, secolo ni; quelle che seguono, sono tutte del iv.
allusione alla catechesi che egli impartì e che ora sta per coro-
nare, amministrando il battesimo al catecumeno. Mostreremo
3-4. - Due sarcofagi del Museo di Arles.
più tardi come ia scultura appartenga al principio incirca del
secolo 111. Anche il frammento riprodotto a tav. XIX, 4 Come sui sarcofagi di S. Maria antica e della Lungara
può essere ancora del secolo III. vedemmo il battesimo reale accanto al suo simbolo, cioè il
pescatore, così anche sopra un sarcofago del Museo di Arles,
§ II. - Il battesimo di Gesù. da molto tempo conosciuto; il battesimo reale (di Cristo) sta
in corrispondenza col simbolo, questa volta colla fonte mira-
Del battesimo di Gesù abbiamo finora quattordici esempi, colosa, rappresentata sul fianco destro, mentre il battesimo
nove dei quali intieri, sebbene in parte alquanto danneggiati; occupa il sinistro (tav. XI, 2 e 3). Vi assiste un personaggio
tre sono frammentari, ma sicuri, e di due possiamo stabilire in abiti sacri e col rotolo nelle mani, che E. Le Blant spiega
con grande probabilità l'esistenza mercè i due simboli che per l'evangelista: « Ce peut-ètre un évangéliste, bien que,
erano loro contrapposti. selon le témoignage de saint Jean, le Christ ne semblc avoir
eu de disciples qu'après son baptème"\ Crediamo l'identi-
1. - Sarcofago di S. Maria antica. ficazione giusta; secondo ogni probabilità si hanno da ricono-
scere in così fatti personaggi, anche quando non portano il
Il più antico esempio del battesimo di Gesù in scultura rotolo, autori delle Sacre Scritture; essi fungono da patroni
si trova sul sarcofago di S. Maria antica {taw. I, 2; III, 1). dei defunti e s'incontrano in varie composizioni. Per ragioni
A quel che ne abbiamo già detto si deve ancora aggiun- analoghe, ma d'ordine molto inferiore, sulle pitture cimite-
gere che l'artista fu più preciso degli altri: egli volle rappre- riali sono spesso rappresentati, quasi per gratitudine, i fos-
sentare il Giordano, collocando s. Giovanni sulla riva che ha sori, ai quali si deve l'opera gigantesca della Roma sotter-
la forma d'una striscia di terra, e Gesù nel fiume. La ranea. S. Giovanni veste la pelle all'esomide ed ha barba e
colomba sembra gettarsi da un albero, spiegando le ali e capelli lunghi. Gesù sta col solo piede sinistro nell'acqua
colla testa rivolta in giù. Questa attitudine la caratterizza profiuente dall'alto della roccia; egli protende le mani in
per simbolo dello Spirito Santo e la distingue dalle colombe, avanti, quasi come Cornelio nella scena incontro.
simbolo delle anime beate, che delle volte vediamo posate Il sarcofago non è monolito, ma segato nella sua lun-
su alberi. ghezza, constando conseguentemente di due pezzi. Così era
La scena ha una somiglianza vaga e puramente materiale fin dalla sua origine, come risulta da numerosi esempi di
con quella rappresentata sul sarcofago che si conserva nella Roma e delle Gallie. La ragione ne è manifesta: un monolito
cripta della chiesa di Mas-d'Aire. Vi si vede, scrive Edmondo era troppo costoso.
Le Blant, « un personnage à pallium tenant un volumen et Un secondo esempio, identico al primo, offriva un sarcofago
imposant la main droite sur la tète d'un adolescent nu, der- dello stesso Museo di Arles, ora ridotto ad una semplice fronte
rière lequel se voit une colombe posée sur un arbre. S'agi- essendone state separate le parti superstiti - circa la metà —
rait-il ici, comme peut le faire penser ce geste, d'une scène delle due testate (tav. XII, 1,2 e 4). E. Le Blant e P. Garrucci
de baptéme? » ' La risposta dev'essere negativa per due pubblicarono le testate: il primo, come si deve, staccata l'una
ragioni: prima di tutto manca l'acqua; il Battista poi nelle dall'altra6, il secondo riunite, come se fossero «un lato di
scene del battesimo non è mai effigiato, come qui, in tunica sarcofago »7. Cosi erano difatti murate nel Museo, come prova

1 Le Hlant, Gante, tav. XXVI, i, p. 99. ' Vedi sopra p. 6.


* Ariel, tav. XV, i, p.
' Vedi de Rossi, Bullett. itisi., 1882, p. 90 seg.; Marucchi {Museo tal., ' Arles, tav. I, 2-3.
'. XXIV, 3, p. 19) lo dà erro ne ani e me per residuo di sarcofago. ' Tav- 393, 9. P- 145-
22 Capo II. - l\a[>preseiil(t:iaiii ilei lìaitcsinto

la fotografia qui appresso riprodotta {fìg. <i). Ambedue gli Il centro della fronte era occupato dall'Anastasis, ed agli
archeologi dettero anche la fronte {tao. XII, 4) ', senza sapere angoli si corrispondevano il battesimo nel Giordano e la
che tutto quanto appartenesse allo stesso sarcofago. Io l'ho fonte miracolosa. Questa era identica a quella del sarcofago
rilevato dalla descrizione del Peiresc*, che E. Le Blant tra- precedente, ragione per noi di credere che più o meno uguale
scurò, trattandosi d'un monumento conservato: "J'ai a peine fosse anche il battesimo di Gesù e che il disegnatore l'ab-
besoin d'avertir queje laisse ici de coté les notes relatìves au\ bia mal copiato. La copia è infatti piena di errori: il fiume
tombes qui nous ont cté conservées »\ La descrizione che Giordano fu cambiato in fiamme, e s. Giovanni ricevette una
Peìresc consacrò alla fronte è, per ÌI tempo, molto precisa, tunica manicata, oitre la veste superiore, che aveva la forma
malgrado non abbia saputo dare di tutte le scene la giusta di pelle o era la semplice exomis. Uscendo poi dalla nicchia
interpretazione: « Petrus barbatus insidens subsellio, Et Chri- del battesimo, troviamo che dei soggetti rappresentati negli
stus imberbis ipsi lavans pedem nudum (sandalium seorsim interstizi delle colonne, i! copista non ne ha indovinato uno:
scuìptumest)ad agli angoli sta-
catinum aquae, vano, invece di
Et linteum ad- banali foglie,
movens, seu po- cesti ricolmi di
tius sindonis uva che becca-
portionem ». - vano uccelli;
« Pilatus in sug- seguivano poi
gestu sedens ad corone lemni-
quem discum et scate, cambiate
amphoras defe- in lucerne, e nel
rti nt ad la vandas centro dove E.
illi manus ad- Le Blant cre-
stante cantharo dette di ricono-
aqua pieno trì- scere « un de ces
podi impositoet personnages te-
Christo imberbi, nant le volumen
tamquam re- que nous avons
sponsum dante. déjà rcncontrés
In medio figura Fj 8 à la méme place
barbata demi ss ìs sur des marbres
crinibus insidet monticulis, ad quam oves progrediuntur, d'Arles et de Rome»1, erano 1 busti del Sole e della
volumen aliae figurae barbatae tradens quae ipsum in sinu Luna; finalmente l'arco della nicchia era identico a quello
recipit gemmatamque crucem humeris gestans: adstantibus del sarcofago della Passione, per citarne un esempio di
hinc inde figuris togatis, et arboribus palmiferis - Sulle testate conservazione integra. La nostra copia mostra a contorni,
egli scrive: a In utraque fronte arcae, portio aquae desccn- come saranno state a un dipresso le sculture in origine.
dentis de monte (si non manat ex nubibus). Et duae figurae Deve notarsi altresì che questo sarcofago constava anch'esso
manibus eam tractantes, una stans altera genuflexo, iuxta di due parti, essendo segato nella sua lunghezza; la parte
arbores ". Della figura dell'evangelista il dotto magistrato posteriore non esìsteva più al tempo del Mabillon, aven-
non terme quindi conto; pel resto egli è esauriente. done egli date a metà le due scene: Daniele fra i leoni
Le scene dei due fianchi sono dunque conservate a metà. e i tre fanciulli nella fornace.
. Salvo qualche particolare, esse somigliano a quelle del sarco-
- Sarcofago 1 l'Accademia Ri-ale di Madrid.
fago della Anastasis, lavorato dagli stessi artisti. Le lacune
sono perciò facili a colmare. Per la spiegazione della figura Una riunione del simbolo con il battesimo nel Giordano
dell'evangelista è di grande importanza che questi porta una l'offre anche un sarcofago dell'Accademia Reale di Madrid
volta il volume e una volta ne è privo. (tav. XI, 1) ". Giovanni, del tipo consueto, veste la tunica
esomide, e tocca con la destra aperta il capo di Gesù, il
5. - Sarcofago distrutto ni Soissons. piede sinistro posato sopra un sasso. La colomba copre in
II gesto della destra aperta, col quale l'evangelista assiste parte la pietra, dalla quale sbocca il Giordano. Così potrebbe
al battesimo di Gesù, ci serve a correggere lo sbaglio di essere pure sul coperchio di Arles, di cui parleremo fra
chi ha copiato pel Mabillon la fronte del sarcofago distrutto poco. La scena occupa la penultima nicchia, mentre il suo
di Soissons, che ora esiste soltanto in questa copia (fig-9)*. la fonte miracolosa, sta nella prima.

1 Le Blant, Ariti, tav. IX; Gamujcci, taw. 335, 2. ' Annalesord. S. lieiinlictì, I, p. '■;;; \-t Bi.ant, Caule, p. \y, (ì.\na.ixci,
' La descrizioni-, «cerile ile la maiii de l'iircsc , si legge
QUecrit (1012 du fonds frangisi!, fol. 43. I Blant, Giade, p. 15.
MUtUCCI, tav. 341. 3.
parata. Un personaggio sacro con volto giovanile e ricchi
y. - Coperchio del sarcofago di Gorgonio.
capelli lo mostra coll'indice, stringendo colla sinistra la lacinia
Un battesimo di Gesù di conservazione Ìntegra orna il del pallio pendente sul davanti. Appresso viene la figura di
coperchio del sarcofago di Gorgonio, nella cattedrale di Ancona una giovane donna in tunica e palla che le copre la testa leg-
(tav. XIV, 3). L'artista omise, per mancanza di spazio, la germente inclinata verso il giovane; delle sue mani non
colomba. Assiste l'evangelista, col rotolo chiuso, che tiene si vede la sinistra, portata avanti. Il gruppo di queste due
con ambedue le mani, come'sul sarcofago dell'A nastasis figure è molto bello ed espressivo; dall'attitudine della
nel Museo di Arles. Il Battista veste Pesomide e non ha donna può desumersi che essa è in qualche modo affidata
un'piede collocato sopra un sasso, come su due sculture al giovane e che questi sta trattando dì lei. La spiegazione
(taw. Vili, 1 e XI, 1) e in una pittura del cimitero dì che di- questa scena dà E. Le Blant, è sbagliata, s Le sujet
S. Dominila *. L'acqua viene dall'alto, come di solito. qui suitu, cosi egli, urne semble représenter le paralytique,
auqucl Jésus-Christ adresse la parole >.. Inutile l'appello a
8. - Frammenti di coperchio nella basilica « d'autres bas-relicfs de Rome, de Clermont, de Vienne et
di S. Petronilla. d'Allea -3 giacché nessuno di questi rilievi mostra i! parali-
Un piccolo ma sicuro avanzo d'un battesimo di Gesù tico dormente, bensì sdraiato sul letto e con la destra stesa
mostra il frammento d'un coperchio che sì conserva nella verso il Signora, chiedendo dì essere guarito; e il letto ha per

basilica di S. Petronilla. A giudicare dalle gambe, sole di più sempre la stessa forma che è differente da quella
superstiti, il Battista era vestito della pelle ed aveva un piede sul coperchio.
posto sopra un sasso {tav. Vili, 1). La presenza della donna velata determina il significato
della scena: è il sogno di s. Giuseppe, cui l'angelo ordina di
9. - Frammento di coperchio d'un sarcofago di Arles. prendere in casa la Vergine. L'artista aggiunse questa per
Un battesimo intiero, ma di cattiva conservazione, occupa, rendere più chiara la composizione, che difatti non potrebbe
con una scena più grande, la metà sinistra d'un coperchio che essere meglio espressa. E se il Le Blant non arrivò a darne la
alle due estremità era decorato con le teste dei princìpi degli giusta interpretazione, lo si deve unicamente all'altezza in cui
apostoli, come prova quella superstite di S. Paolo (lnv. XX, 1). è fissato ìl marmo. Io dovetti studiarlo, servendomi d'una
II frammento è murato esteriormente nell'antico ex-convento scala a piuoli, messa gentilmente a mìa disposizione dal pro-
dei Mìnimi, oggi proprietà del professore Dauphin. Lo stato prietario, prof. Dauphin, il quale ha anche gran parte nella
cattivo ha influito sulla copia pubblicata dal Le Blants, che buona riuscita delle fotografie di queste sculture e delle altre
non è così esatta, come sogliono essere le sue tavole, disegnate ivi murate4. Quella del coperchio è riprodotta a tav. XX, 1 con
dal valente artista Pierre Fritel. Il battesimo è inquadrato da due frammenti dello stesso luogo, che hanno rìdalo la metà
due personaggi in abito sacro. L'uno appartiene alle figure di sinistra d'un sarcofago illustrato nel e. V, § 3, n. 4. Arca e
fondo e serve a separare le due scene: l'altro sta nel primo coperchio sembrano aver costituito un unico sarcofago ;
piano; egli impugna colla destra il volume e colla sinistra alzata tanto grande è la loro affinità. Certamente provengono dalla
tocca la tabella dell'iscrizione, funge quindi da patrono del medesima officina.
defunto. La colomba dovette stare sulla roccia del Gior- Il lavoro è ancora buono e senza dubbio del secolo IV.
dano, come la vedremo nel cielo eristoìogieo del sarcofago di Molto probabilmente, sulla metà destra del coperchio, fu
Servanne, ma non ne rimane più nessuna traccia. rappresentata, come sul sarcofago di Puy5, la scena che
La scena a sinistra ha la sua importanza per il battesimo. seguì il sogno, cioè quando Giuseppe condusse la Vergine in
Ivi un personaggio vestito dì esomide dorme in un letto di casa sua", insieme coll'adorazione dei Magi (tav. XXVI, 1).

1 WlLPEHT, Pitture , 24°. 1 erigere un ponte; esse furono eseguite con particolare abiliti dall'artista
'■ Arles, tav. XII, 3 E. Barrai di Arles.
• Garbucci, tav. 398, 1; Le Blant, Guitte, tav. XVII, 4.
1 Le fotografie molto difficili a causa dell'altezza del v. 0 Matth., 1,14: » lixsuryens autem loseph a sonino fccit sicut praecepit
: specialmente della immediata di alberi che impedneont ei angelus Domini, et accepit conkiyeni suam ».
Capo II. - Rappresentazioni del Battesimo

Tutte le sculture murate esteriormente sul!'ex-convento della fonte miracolosa, perchè hanno conservato l'attacco
dei Minimi, sono esposte all'intemperie, e perciò destinate a della verga; ad esse corrispondevano, secondo ogni verosi-
perire. Sarebbe desiderabile che fossero staccate dal muro e miglianza, due scene del battesimo di Gesù, simili a quelle
ricoverate nel Museo della città. dei due sarcofagi citati.

14. - Sarcofago di Giunio Basso.


io.- Fronte di sarcofago lateranense 183.
Un battesimo di Gesù, ne! suo genere unico, occupa un
La lastra offre il tipo consueto del battesimo (tav. Vili, 4). interstizio delle colonne del piano inferiore sul sarcofago
Il Battista, vestito della pelle, ha una testa con tratti di Giunio Basso: il Battista (tav. XIII), Gesù e l'evangelista
moderni, il che si verifica ugualmente nei personaggi di tutte sono effigiati come agnelli. Il resto ha la forma consueta.
le altre scene. Il carattere Una novità offre soltanto
ibrido delle sculture è la colomba dal becco
opera del restauratore. A della quale partono raggi
questo si deve pure la sulla figura deìVAgnus
mancanza della colomba Dei, come sulla pittura
che, probabilmente mol- scoperta nel cimitero ad
to danneggiata, fu scal- duas lauros poco prima
pellata addirittura, per della guerra': i raggi sim-
avere il fondo liscio. boleggiano la grazia dello
Onde la grande lacuna Spirito Santo. Come
e quello strano tratto spesso, al battesimo fa
d'acqua, che prima era riscontro la moltiplica-
coperto in alto dalla co- zione dei pani, sìmbolo
lomba ed ora sorge ac- Fi, ]0 dell'Eucaristia.
canto, non dalla roccia. Con questa rappresen-
tazione del battesimo aveva qualche parentela l'immagine
11.- Sarcofago di Servanne. scolpita nel centro d'un sarcofago a cinque scompartimenti,
da molto tempo perduto. Lo conosciamo soltanto da una
Sul sarcofago di Servanne (tav, XV) la colomba era copia del Ciacconio deformata da errori manifesti'. Noi la
posata, con le ali aperte, sulla roccia del Giordano, dove sono riproduciamo secondo il Codice di Menestrier (fig-io)'*. Del
rimasti Ì piedi. La scultura è di conservazione pessima, battesimo la copia non offre che l'agnello divino e la
essendo anch'essa esposta all'intemperie. Di Gesù non esistono
colomba con due tratti d'acqua. L'una delle figure simbo-
che i piedi e di s. Giovanni la parte dalle ginocchia in su, liche, probabilmente la colomba, è male orientata, e il
tranne però il volto e l'avambraccio destro. tratto d'acqua più piccolo dovette essere il fascio dei raggi
simboleggianti la grazia, che escono dal becco della colomba.
12-13. ~ Frammenti di due sarcofagi a colonne Il Battista non apparisce sulla copia; egli sembra essere
di S. Sebastiano. stato escluso per la ristrettezza dello spazio.
Ai due angoli stavano i santi protettori del defunto: quello
Negli ultimi giorni di luglio dello scorso anno (1927) a destra col rotolo nelle mani; l'altro, cambiato in una donna,
uscirono dagli scavi a S. Sebastiano due meschini frammenti, aveva un fascio di volumi ai piedi, divenuto un busto del
che si rassomigliano: l'uno col capitello e la solita roccia sole. Cambiato è in fine anche l'andamento delle stogili. In
informe a sinistra, l'altro col capitello e la roccia alla destra. ciò si mostra un'abitudine particolare del disegnatore, che
Basta una occhiata sui sarcofagi a colonne di Madrid e di ritorna anche in altre copie.
Soissons (tav. XI, 1; fig. 9), per convincersi che essi sono
resìdui di due simili sarcofagi, il primo dei quali era un Alla fine della nostra illustrazione delle sculture rappre-
po' più grande, aveva nicchie a frontispizi ed archi, nell'in- sentanti il battesimo reale, qualcuno potrebbe meravigliarsi,
terstizio rimasto una colomba e nell'interno picchiettature vedendo effigiato quattordici volte il battesimo di Cristo e
meno numerose. Ambedue provengono da rappresentazioni una o due sole quello d'un catecumeno. La causa di questa
disproporzione va cercata forse nella forza dell'influsso
1 WiLPEKT, Mosaìken u. Molerete», p. 198. che si annetteva all'esempio dato da Nostro Signore per
* Coti, vai. tal., 5+09, fol. 86v.
' Cod. vai. lai., 10545, fol. 195*.
indurre i catecumeni a seguirlo.
§ I. - Monumenti certi della catechesi di s. Filippo

CAPO III.
LA CATECHESI DI S. FILIPPO DIACONO.

Nei primi secoli della Chiesa molti differivano il batte- La conversione dell'" eunuco », dovuta a s. Filippo dia-
simo sino al Ietto di morte o a qualche grave malattia, per cono, è uno dei fatti più idillici raccontati nella Storia sacra \
presentarsi senza peccato al diviri Giudice, chiamati perciò L'« eunuco », ossia impiegato presso la regina Candace di
clinici, grabafarti. Onde ii grande- numero d'iscrizioni di neo- Etiopia, aveva l'alto ufficio di ministro del tesoro e, come tale,
fiti, ueofite '. una grande autorità, «vir potens ». Non era più pagano, ma
A taluni per altro, prevenuti dalla morte, non venne fatto apparteneva ai » timentes Deum », credeva cioè nel Dio unico
eli ricevere il battesimo, di percipere, accipere (gratiam), per d'Israele. Ogni anno faceva il suo viaggio da Gaza a Gerusa-
dirla col termine tecnico. Abbiamo iscrizioni di catecumeni e lemme per pregare nel Tempio e deporvi l'elemosina. Viag-
di andientes ', espressioni che già presso Tertulliano hanno il giava, naturalmente, da gran signore, con tutti i comodi, in
medesimo significato3. una carrozza a due o più cavalli, guidati da un cocchiere, e
L'abuso sempre crescente di differire il battesimo do- con numerosa servitù, secondo l'usanza del tempo.
vette richiamare di buon'ora l'attenzione dei dottori della L'incontro con Filippo diacono, che era discepolo degli
Chiesa sulla catechesi impartita da s. Filippo diacono all'» eu- apostoli, accadde appunto in un viaggio di ritorno da Geru-
nuco >• della regina Candace, il quale, appena istruito nelle salemme, durante il quale il ministro andava leggendo ad alta
principali verità della fede cristiana, si affrettò a chiedere di voce il profeta Isaia: a Et revertebatur sedens super currum
essere battezzato. Di questa scena, fino a pochi anni fa sco- suum, legensque Isaiam prophetam ». Filippo, spinto dallo
nosciuta agli archeologi, io supposi l'esistenza e la cercai Spirito Santo, gli s'accostò chiedendogli se capiva quel che
dappertutto, ma soltanto nel 1921 ne riconobbi, nel magaz- leggeva. » Come posso comprendere, se nessuno me ne spiega
zino del Museo delle Terme, il primo esempio '. il senso? », rispose il ministro, e pregò Filippo di sedergli
La scoperta fu seguita da altre. Trovai, a Roma, alcuni accanto, » ut ascenderei et sederei secum ». Questo è il
esempi pressoché intieri e perciò sicuri, altri, ridotti a piccoli momento scelto dallo scultore, il quale mostra i due perso-
frammenti e perciò più o meno incerti. Tre importanti, dei naggi seduti in cumi, l'uno accanto all'altro. Ne! l'illustra re
Musei di Napoli, di Torino e del Louvre1', mi furono gentil- i singoli monumenti, tratteremo prima quelli che sono ceni,
mente segnalati dal collega G. Rodenwaldt, incaricato della poi quelli su cui la catechesi non è che probabile o soltanto
pubblicazione dei sarcofagi classici, cominciata dal Robert. possibile.
Egli mi cedette cotesto materiale illustrativo, raccolto per il
Corpus, quando, in seguito alla mia costatazione della cate-
chesi, si persuase che le sculture menzionate non sono pagane,
§ I.-Monumenti certi della catechesi di s. Filippo.
come si credeva, ma cristiane. L'errore, più che scusabile, fu
La più antica, la più importante scultura è proprio quella
cagionato dalla grande affinità della catechesi colla scena del
che trovai per prima. Con quésta apro dunque la serie.
viaggio all'altro mondo, spesso rappresentata sui monumenti
pagani romani e quasi sempre, come la catechesi, su coperchi
1. - Metà destra d'un coperchio di sarcofago
di sarcofagi. Di più, ambedue le scene muovono ordinaria-
nel Museo delle Terme.
mente da sinistra a destra. Quindi nessuna meraviglia se
furono scambiate dagli archeologi. Il ministro siede dalla parte dello spettatore (tav. XXI, 4).
Benché la rassomiglianza delle due scene fosse inevitabile, Conforme al testo sacro che lo chiama « eunuco », egli è rap-
essendo prese dalla vita reale, pur tuttavia alcuni particolari presentato coi tratti dei delicati, cioè bello, molto giovane, con
rendono manifesto che gli artisti cristiani, nel comporre la capelli lunghi e spartiti nel,mezzo, che gli danno un aspetto
catechesi, hanno messo a profitto la scena dell'ultimo viaggio", femminile. Tutto raccolto, colle mani posate sul ginocchio,
come prima di loro gli artisti romani pagani presero questa egli guarda davanti a sé e ascolta attentamente quel che gli
scena dall'arte etrusca. sta dicendo Filippo. Il santo fa un bel contrasto col gentile

1 Cfr. Bottam, li. S., I, 37; Le Bi.ant, Imcript. chrit., I, n. 355, p- 476 1 Vedi il mio articolo: l.n catechesi iti S. Filippo, m Rr.-ista ili archeologia
segg.; II, p. i.mn. cristiana tlcìla pontifici.: Comnii'i-ioiii iti archeologia iacra, Roma, 1924,
'■' Tre iscrizioni il! catecumeni nel MtUtO Inter.. IX, 39-31; una audiens 140 segg.
in Gori, I, ìì8 = SlLvACNl, I, n. Ì759; SOZOMENETI ALVMNAE AVD1ENTI Tutti i- ire pubblicati come scene di viaggio.
PATRONVS FIDELIS. " Vedi il mio articolo: L'ultima viaggio nell'arte sepolcrale classico-romana,
" De praescr., 41: 2, 6S; De paenìt., 6: Migne. P, /.., 1. 1347 segg.; in Rendiconti della Ponti/. Accademia Romana di ardici/., 1925, p. 61-72,
S. Cvfu., t'p. iS, 2: Maktel, 524. Cfr. Funk, Die Katechumenatsklassen des lavv. I1I-V.
diritti. Alter!., in Tlieol. Quiirtatsclir., Tiibingen, 1883, 41-77. ' Ad. apost., 8, 26-40.
Capo I ■ La catechesi ili s. Filippo diacono

aspetto del ministro, avendo barba e capelli incolti; alza la equiparata dalla sacra Scrittura a quella delle gazzelle: 'Asael
destra nel gesto oratorio e con la sinistra stringe un rotolo cursor velocissimus, quasi unus de capreis, quae morantur in
chiuso. Ambedue i personaggi vestono gli stessi abiti: tunica silvis » \ Quello poi di cui parla Marziale, era così bravo da
lunga discinta, che scende fino alle scarpe, e la penula indicata portare, correndo, senza romperle, uova custodite nel fieno r':
un po' sommariamente. Questo manto è qui assai opportuno \.r feriali,! tinti nule earrucam,
perché, secondo il noto testo di Lampridio , soleva indossarsi Sed tuta forno cursor ora portabat.

specialmente in viaggio; per avere le mani libere, i due Sembra che questo sia stato quasi un obbligo dei cursori
viaggiatori ne hanno raccolto e sollevato la parte anteriore in viaggio; certo, sulle sculture, essi hanno spesso nella sini-
rigettandola sul dorso. stra un cesto, recipiente adattatissimo per uova avviluppate
Il carro, a quattro ruote ora distrutte, esce da un arco, nel fieno.
figura della porta d'una città. Esso è tirato da due focosi II nostro cursor porta sulla spalla sinistra un sacco, 0
cavalli che guida un cocchiere dalla barba corta, seduto sopra bisaccia, con i viveri necessari nel lungo viaggio da Gerusa-
un cuscino molto basso, per non impedire la vista al padrone: lemme a Gaza. Invece di imitare 1 suoi colleghi, che con
grandi grida e, a volte, con colpi di bastone solevano aprire
il passaggio attraverso la folla, egli dà con la destra una
moneta (distrutta) in elemosina ad una povera vecchia che,
insieme con una piccola compagna stende le mani in atto di
supplica. Cosi il cursor fa nello stesso tempo da erogator,
cioè da elemosiniere, motivo prettamente cristiano e qui
molto bene appropriato, perchè la catechesi finiva col batte-
simo, una delle occasioni più solenni per dare elemosine ai
poveri.
La vecchia mendicante veste la tunica manicata cinta e
sulla testa il pannolino caratteristico, nell'arte classica, delle
nutrici, donne in certo modo benemerite del genere umano.
Sarà quindi « ad captandam benevolentiam » dei passanti che
Fig. l'artista le ha dato questo capo di vestiario. La ragazza porta
la tunica a modo di esomide, caso in donne assai raro nel-
in ciò le vetture antiche si differenziano vantaggiosamente l'arte cristiana antica.
dalle moderne. Il cocchiere è munito della frusta, che non Dal fondo emerge, dietro il carro, una colonna coll'orolo-
manca mai, essendo il suo segno distintivo; veste la tunica gio solare, spesso rappresentato nelle scene dell'ultimo viaggio
manicata discinta e col cappuccio che in caso di pioggia egli e della catechesi, quale avviso che l'ora per eccellenza è arri-
potrà tirare sul capo. Una simile tunica indossa, per la mede- vata; esso rammenta quello che M. Val. Messala fece erigere
sima ragione, il timoniere della nave dì Giona sul sarcofago in una piazza pubblica, 0 in publico in columna »6. Viene poi
lateranense 119 {tav. IX, 3). Da notarsi la differenza nel un albero, Ìndice di aperta campagna, ed, accanto, una
vestiario fra padrone e servo: questi ha la sola tunica, essendo pietra miliare che, colla cifra X, segna il cammino percorso.
il manto una prerogativa dei padroni. Un cocchiere identico, Più a sinistra si scorgono due edifizi, l'uno rotondo con due
colla frusta, ma diretto in senso opposto, si vede in un fram- finestre e tre merli, l'altro con tetto a schiena d'asino, con bal-
mento esistente nell'ingresso della casa 92-93 in piazza di cone sostenuto da due colonne e con una finestra bifora. La
Spagna {fig. 11). rotonda rappresenta i monumenti funerari, ì mausolei eretti
Davanti alla carrozza corre un cursor, schiavo di lusso, cui lungo le vie, ed è caratterizzata dalle lettere D(/s) . M{anibtts),
incombeva scansare la gente lungo la strada per dove passava che si leggono sulla scultura della catechesi del Museo di
il padrone. Perciò la sua destra è sulle sculture ordinariamente Torino [tav. XXII, 6). La casa raffigura il palazzo della regina
armata di un bastone di cui si serve, all'occorrenza, contro i Candace, affacciata alla finestra e riconoscibile alia corona
passanti e sopratutto contro i cani che sogliono inseguirlo. d'alloro che porta in testa; essa guarda verso quella parte
Di tali cursori il Museo di S. Callisto conserva tre frammenti donde deve arrivare il suo ministro. Lo scultore l'ha aggiunta
{tav. XIV, 4 e 6)~. Su quello con la ' tabula ansata » il cursor non solo per completare il quadro, ma per contrapporla alla
è a piedi nudi e veste una tunica senza maniche, segno dì anti- povera mendicante. Tutto ciò è di sua invenzione, mentre,
chità; forse è ancora della fine del aec. 11. È possibile che tutti nel rimanente della scena, soltanto le figure del ministro e
e tre i frammenti provengano dalla catechesi; ma non è sicuro. dì Filippo sono sue. Ma l'insieme è così omogeneo, cosi
Di cursori si fa spesso menzione anche nelle iscrizioni sepol- idillico, che la composizione va annoverata fra le più belle del
crali:i. Notissimo è il cursore biblico Asael, la cui velocità è repertorio cristiano antico. Senza tema di errore possiamo

' Alex. Sei-., 27: " id gemis vestimenti >i-nifn-r iiitu-tunitm :\M pluviali.' -. Vedi ii oiin articolo nelln Rivista, 1924, 144.
* Il terzo frammento non l'abbiamo riprodotto, offrendo esso soltanto ' 2 Rtg., 2, .8.
la metà superiore dei cursor di statura pitto! issi ma; essu provi tue da un coper- '" Martul., 3, 47.
chio di sarcofago per bambino. Plin., //. N., 7, 214.
§ I. - Monumenti certi della catechesi dì s. Filippo

ascriverla alla prima metà del secolo ni. In tale datazione ci Per completare le parti mancanti, ci siamo serviti della
conferma la fronte del sarcofago capitolino' colla catechesi e catechesi più antica, essendo naturale che con la direzione
la risurrezione di Lazzaro {tasi. ///, 4), che per lo stile offre insolita della corsa l'artista abbia imitato anche il resto della
una tale affinità colla nostra scultura, da auto ri/.za rei di ascri- scena. Con tutto ciò diamo la ricostruzione di questa parte
vere ambedue alla stessa officina, se non allo stesso artista. secondaria con molta riserva, perche la lacuna potrebbe col-
Sembra che la scena della mendicante abbia incontrato marsi in una maniera più semplice e simile alle rappresenta-
fortuna. Un residuo di essa ci viene offerto da un frammento zioni della catechesi in senso inverso, delle quali abbiamo ora
inedito (tav. XXII, 2) '; vi si vede parte della casa con una da trattare (in secolo).
loggetta, dalla quale s'affaccia una donna tenendo nelle mani
una specie di saccoccia, piena forse di viveri, che ella porge
3-4. - Frammenti di coperchi di sarcofagi
alla povera vecchia, in tutto identica alla nostra. La parte nel Museo lateranense.
superiore della donna è distrutta, ma facile a ricostruirsi. La
vecchia ha la testa rivolta e la destra stesa in su, verso il dono Eccettuate le due scene descritte, nelle altre il viaggio si
della benefattrice; nella sinistra tiene un oggetto informe, svolge nella direzione da sinistra a destra. L'esemplare più
forse un pezzo di pane. È probabilissimo che la scena facesse interessante è quello che, con uno più piccolo, era murato fra
parte d'una catechesi, perché la sua presenza trova così la le sculture pagane del Museo Chiaramonti e che su mia
spiegazione più spontanea. Più tardi vedremo affacciarsi da domanda furono trasportati al Museo sacro del Laterano
una loggia simile una figura tipica del gineceo, che porta (57x40)- Esso ci fu trasmesso in uno stato d'integrità per-
parimente un pannolino in testa (tav. XXIV, 1). fetta; perfino i nasi sono gli antichi (tav. XXI, 2).
Volendo rendere le teste dei suoi personaggi più espres-
2. - Due frammenti della metà destra sive, l'artista, secondo un uso antico, diede loro una grandezza
d'un coperchio di sarcofago nel cimitero di Pretestato. sproporzionata. Noi gli perdoniamo questa imperfezione,
trovando in quelle teste due superbi tipi di cui ci serviremo
D'un coperchio dì sarcofago, in cui la catechesi si svol- volentieri per completare figure acefale. Filippo, vestito di
geva, come sul primo, da destra a sinistra, gli ultimi scavi nel tunica lunga e del pallio che inviluppa il braccio destro, parla
cimitero di Pretestato hanno restituito due pezzi notevoli coi con entusiasmo, come ispirato, stringendo nella sinistra il vo-
personaggi principali della scena, il ministro e Filippo, ambe- lume chiuso che tocca con le dita stese della destra, e questa
due senza testa e seduti sul carro, con un cocchiere giovane e è conformata al gesto oratorio. Il ministro, in lunga tunica e
i due cavalli, colFedifizio merlato accanto all'orologio solare clamide affibbiata con una fibula rotonda, è un vero tipo dì
e parte d'un pedisequus che seguiva il carro (tav. XXI, 1). alto dignitario, che non ha niente dì comune col volto deli-
Lo stile della scultura rivela un artista inferiore a quello cato dì un eunuco. Appoggiato sulla destra e con la sinistra
della catechesi più antica. Vi è inoltre diversità in alcuni par- presso l'orlo del manto, egli ascolta attentamente e con grande
ticolari. Filippo porta gli abiti sacri, cioè sandali, tunica e pal- serietà, gli occhi semichiusi per non lasciarsi distrarre dalla
lio, non la penula. Ma l'attitudine è la stessa; rivolto verso vista degli oggetti circostanti: si può vedere che la persua-
il ministro, egli stringe con la sinistra un volume chiuso e sione l'ha già invaso e che la domanda dì essere battezzato
parla con la destra. Il ministro veste una tunica corta con è imminente. Il cocchiere, in tunica senza maniche, dura
maniche e una penula rigettata sul dorso. Mentre sulla prima fatica a tenere in freno i due cavalli spaventati dali'abbaia-
scultura le sue mani sono vuote, come se avesse passato il mento del cane che insegue il cursore; ma questo non ha
volume a Filippo, qui egli ne tiene uno chiuso nella sinistra. niente da temere, armato come è d'un buon bastone.
Il gesto della destra è assai singolare e finora unico ìn tutta Nel fondo s'inalza l'edifizio coi tre merli e appresso una
la serie: egli afferra la spalla del diacono, evidentemente per parte meschina d'un altro edifizio, la cui forma è per me
interromperlo e dirgli qualche cosa di premura. Ciò non può enigmatica; perciò l'ho lasciato incompleto.
essere, ci sembra, se non la domanda, fatta alla vista del- Lo stile della scultura è un po' duro e sommario, si direbbe
l'acqua: «Ecce aqua, quid prohibet me baptizari?», domanda quasi impressionistico. L'artista si preoccupò anzitutto di dare
che, secondo l'artista, dovrebbe ripetere ciascun catecumeno ai suoi personaggi principali l'espressione voluta dal momento
alla fine dell'insegnamento della dottrina cristiana. dell'azione rappresentata, e in ciò egli ebbe, come vedemmo,
Il carro è un vero carro da viaggio, munito, dietro, di un pieno successo. Siccome anche gli abiti sono quelli più
spuntoni contro gli importuni e provvisto d'una cassetta propri, l'intepretazione della scena non ammette alcun dubbio.
chiusa a chiave, visibile fra le ruote. Del pedisequus non Avendo riguardo ai pregi della scultura, possiamo ascriverla
rimangono che parte del volto, il braccio e la mano destra alla seconda metà incirca del secolo in, malgrado il difetto
col canestro. Fra il cocchiere e Filippo s'inalza una colonna, da noi notato.
e al disopra, forse, l'orologio solare. Dietro il cocchiere e i Il frammento più piccolo (29 x 33) rivela un artista più
cavalli sta l'edifizio rotondo coronato di merli, questa volta gentile, che curò il suo lavoro fino ai minimi particolari
in numero di cinque. (tav. XXI, 3). Perciò è un gran peccato che nessuna testa si
' Il frammento passò dalla Collezione Wollmann j! Museo delle Cata- sia salvata; erano probabilmente molto belle. Il momento del-
combe di Valkenburg. l'azione è assai bene precisato, il che c'indusse anzitutto a
Capo III. - La catechesi di s. Filippo diacono

dare il frammento come residuo certo della catechesi. Siamo carro di trasporto. Ma questo è un difetto secondario e scom-
al principio. Il ministro tiene ancora il volume che leggeva, parisce di fronte ai pregi deila scultura, coi quali va d'accordo
semi-aperto nella sinistra, e parla con la destra; egli fa dunque la bella forma delle due lettere D M. Il frammento può ascri-
la prima domanda a Filippo: « Obsecro te, de quo propheta versi alla metà incirca del secolo ni. Esso ci offre quindi uno
dicit hoc? » I suoi abiti sono in parte diversi: tunica corta e dei più antichi esempi d'un codice nella scultura cristiana.
cinta, calzoni, scarpe e clamide. Cosi lo vedemmo già, a
6. - Frammento nel Museo del Louvre.
parte il manto, sul frammento di Pretestato e lo ritrove-
remo ancora due volte. Filippo veste tunica e pallio che gl'in- Il marmo del frammento che si conserva nel Louvre
viluppa il braccio destro; la sinistra stringeva un rotolo (tav. XXII, 7) è di così cattiva qualità, che le parti più spor-
chiuso, di cui rimane solo la parte inferiore. genti dovettero essere già in tempi antichi fermate con perni,
La superficie della scultura era polita. Dalle tracce dei visibìli ora in tutti i luoghi danneggiati. La scena è quasi com-
colori risulta che la cassa del carro era gialla di ocra e il fondo pleta, manca solamente il cttrsor. Fu senza dubbio per molto
bruno (metà incirca del secolo III). tempo esposta all'intemperie, essendo tutta corrosa. Ad onta
dello stato rovinoso, possiamo dire con certezza che Filippo
5.-Frammento nel Museo di Torino. occupa il posto verso lo spettatore. Egli è acefalo e veste gli
Il frammento di Torino (tav. XXII, 6) è molto prezioso, abiti sacri, dei quali è ben visibile il sandalo destro, partico-
non solo peri! suo stato relativamente buono, ma sopra tutto lare importante per il significato della scena. La sinistra
perchè ci ha rivelato lo posa inerte sulla gamba;
scopo che i'edìfizio coi la destra faceva il gesto
tre merli ha nelle scene oratorio. Il ministro ha
della catechesi e dell'ul- una lunga tunica e la pe-
timo viaggio: dalla tar- nula, riconoscibile, que-
ghetta contenente la for- sta, al foro caratteristico
mola D(is) • M(ambus), per passarvi la testa, che
essoècaratterizzato quale si vede specialmente sui
rappresentante dei mau- monumenti della pace.
solei eretti lungo le vie. Colla sinistra stringe un
Lo circondano due al- volume chiuso; la destra
beri, indizio di aperta è nascosta dalla figura di
campagna; dì quello a Filippo. Egli guardava
sinistra non rimane che davanti a se, come prova
un pezzo del tronco. quel poco che del volto
II ministro è per for- è rimasto. Il cocchiere,
tuna intiero. La sua bella pure acefalo, ha la con-
testa ha una corta barba, segno che lo scultore volle in lui sueta tunica e siede sopra una cassetta ben separata dalla
rappresentare il dignitario, non l'eunuco. Pensieroso guarda parte dove siede il padrone; onde questo carro si avvicina
dinanzi a se, facendo con la destra il gesto dì parlare. La più degli aitri ad una carrozza moderna. Dietro viene un
sinistra è nascosta dalla figura del diacono, che nell'ardore pedisequus, con capelli lunghi, vestito di tunica cinta e scarpe
dell'insegnamento gli si è tutto avvicinato. Questa attitudine e portando una bigoncia sul dorso. E questa la figura meglio
è qui molto bene appropriata. Filippo è acefalo; con la sinistra conservata di tutto il frammento.
stringe un codice, ancora visibile nella metà inferiore; la È naturale che il cattivo stato influisca sfavorevolmente
. destra, molto danneggiata, sembra essere stata stesa dinanzi sullo stile; però, stando all'impressione generale, possiamo
al petto. Ambedue vestono, come sulla scultura del Museo ascrivere la scultura forse ancora al secolo ni. La piccola
delle Terme, lunga tunica e penula, ma soltanto il ministro estensione del frammento (0,52 x o,2.S) c'insegna che il sarco-
ha rigettato la parte anteriore del manto sul dorso. fago, cui appartenne il coperchio, non era per un adulto,
Il cocchiere, pure acefalo, porta, come di solito, la tunica avendo incirca un metro e mezzo di lunghezza. Lo stesso
col cappuccio; la destra, che impugnava la frusta, è rotta. vale per il frammento seguente.
Il cttrsor, col bastone nella destra, manca della sinistra col
canestro; veste tunica manicata cinta e scarpe. I suoi capelli 7.-Due frammenti nel Museo di Napoli.
sono artificialmente arricciati; mentre corre, si volta indietro Un elemento nuovo,un battistrada a cavallo, offre la cate-
a guardare il padrone. L'azione di correre è bene espressa. chesi di s. Filippo su un frammento di coperchio del Museo
Anche lo stile merita, in genere, lode; esso ha nel largo trat- di Napoli. Come m'insegna gentilmente il prof. S. Auri-
tamento delle vesti qualcosa di monumentale. I eavalli, è vero, gemma inviandomene una eccellente fotografia, la scultura vi
potrebbero essere meno pesanti; sembrano staccati da un passò da Roma con la collezione Borgia'. Quando se ne fece un

1 Cfr. FiORELLi, Documenti inedili per servire alla storiti dei Musei d'Italia,
disegno a lapis per il Corpus sarcophagorttm ili Berlino (fig. 12),
. p. 282 (4» ■4)- il ministro aveva ancora la sua testa, sebbene irriconoscibile,
• I. - Monumenti certi della catechesi di s. Filippo 29

con tutta la parte soprastante del marmo. Più tardi tu staccata avendo tunica lunga e la toga confabulata. Ambedue stringono
dal muro, per essere relegata nel magazzino; allora venne rotta con hi sinistra un rotolo chiuso. II ministro fa" il gesto ora-
in due pezzi e subì la mutilazione attuale. Oltre clic mutila, torio, rivolto al diacono che tiene la destra nel sima del pallio.
essa è anche sopra lavorata, come mostrano anzitutto le figure Il cocchiere, più danneggiato degli altri, era nell'attitudine
deformate del cavaliere barbato, colla mano da bambino ed consueta, come anche ti cursore a chioma lunga, con la cesta
il cocchiere monco {tav. XXII, 4) '. nella sinistra e col bastone nella destra, salvo che guarda
II cavaliere, ossia battistrada a Cavallo, fu introdotto dal- dinanzi a sé, non il padrone; lo insegue il cane, visibile
l'artista per rilevare maggiormente la dignità del ministro ed sotto i cavalli.
aggiungere nello stesso tempo alla scena un elemento di gran- Una cartella senza iscrizione, forse perchè dipinta e sva-
diosità. Egli è vestito alla militare e fissa, come sempre, il suo nita, divideva la catechesi dal banchetto, attestato dalla cal-
padrone. Lo ritroveremo ancora. II ministro, seduto nel daia posta sopra un forno improvvisato, in cui bruciano legna.
fondo, indossa una tunica discinta, che gli scende fino a
mezza tibia, e la clamide rigettata in gran parte sul dorso;
nella sinistra tiene un rotolo chiuso, facendo colla destra 4 H ' Bis
il gesto oratorio. Filippo è vestito degli abiti sacri ed ha la
stessa attitudine. Ciò vuol dire che l'uno domanda, l'altro
-

risponde.
Accanto al ministro si vede il tronco d'albero* che obbligò
lo scultore a dare ai due personaggi principali una statura
troppo piccola relativamente alle figure secondarie. Nella rico-
struzione della scena ho aggiunto i soliti accessori che non Kg. 13.

saranno mancati nell'originale.


Malgrado il lavoro deformante del restauratore, la scultura Nel fondo, in alto, un albero, per indicare che il banchetto si
offre ancora un aspetto monumentale e tali pregi da autoriz- faceva all'aperto. Nella ricostruzione mi sono limitato al cuoco
zarci ad ascriverla al secolo in. Sarebbe desiderabile che fosse e all'inserviente, copiandoli da un frammento del Museo delle
tolta dal magazzino e restituita ad un Museo dì Roma, dove Terme (secolo ih).
potrebbe figurare degnamente accanto ad altre sculture cri-
stiane. 2.-Due frammenti del cimitero di Pretestato.
Due frammenti scavati molti anni addietro nella cata-
§ il. - Monumenti incerti
comba dì Pretestato, sembrano provenire da una rappresen-
della catechesi di s. Filippo.
tazione della catechesi, in cui il ministro faceva la prima do-
1. - Coperchio di sarcofago di Bieda. manda, dopo aver chiuso il volume che leggeva {tav. XXIII, 2).
Dei suoi abiti si distingue soltanto la lunga tunica. Filippo è,
Fra i monumenti incerti della catechesi di s. Filippo
per gli abiti e per l'attitudine della destra, identico a quello
spicca quello di Bieda {tav. XXIII, 6), che è intiero, ma
del frammento lateranense {tav. XXI, 3); la sinistra è nasco-
molto mal ridotto, essendo da lunghi anni murato all'esterno,
sta dal cocchiere. Disgraziatamente egli manca della testa,
sopra l'ingresso della chiesa. Come prova la nostra riprodu-
e del ministro si vede troppo poco per poter proporre la
zione fotografica, lo stato delle sculture è meno disperato di
nostra interpretazione come certa. Dietro il cocchiere sbar-
quello che apparisce sulla copia a penna fatta per il Corpus di
bato sorge una colonna che portava probabilmente l'orologio
Berlino circa una cinquantina d'anni addietro: ivi le teste
solare. Il carro esce da un arco, come nella rappresentazione
dei due personaggi principali hanno i soli contorni {fig. 13),
più antica della catechesi (in secolo).
mentre in realtà ambedue sono imberbi, e, molto probabil-
mente, maschili. Tuttavìa, mancando la certezza assoluta, - Frammento dalla « Casa dei pupazzi »
3-
anche l'interpretazione della catechesi va data soltanto come
molto probabile. Del resto la differenza fra l'originale e la Tra i frammenti di scultura, che feci staccare dalla « Casa
copia a mano si spiega con l'altezza in cui è fissato il marmo. dei pupazzi », ve n'ha uno che potrebbe essere il residuo d'una
La scena non offre che i personaggi e le cose assoluta- catechesi {tav. XXIII, 4). È molto corroso e mostra la mano
mente necessarie. Nel fondo si vede la pietra miliare accanto sinistra del cocchiere colle redini, Ì due cavalli, il giovane
al solito edilìzio decorato d'una specie di loggia, laddove battistrada a cavallo colla testa rivolta indietro, e la testa d'un
gli altri hanno i merli. Filippo, seduto verso lo spettatore, passante, o piuttosto d'un servitore, il cui viso era parimente
veste gli abiti sacri. Il ministro, la cui acconciatura dei capelli rivolto al padrone. La parte principale manca. Per questo la
rammenta quella dell'eunuco sul frammento del Museo delle mia ricostruzione della scultura non serve che a far vedere
Terme, è considerato come personaggio di rango senatoriale, come poteva essere la scena (m secolo).

' Sulle deformazioni delle sculture, dovute all'arbitrio dei ' A ca isa della cattiva conservazione, 'autore del disegno per il Corpi
vedi i! mio articolo: Karty Christian Sculpture; di Berlino n ni capì l'albero, cambiandolo in jna tenda - « eine Art Vbrhang »
manufacturt in The Art Bulk/in, l'jZti. Sz seyg. che nel cas a presente non ha senso.
Capo HI. - La catechesi di a. Filippo diacono

potrebbe essere più naturale. Ma per il contenuto bisogna


4.-Frammento dello studio Canova.
contentarsi pure qui della sola probabilità, non potendo esclu-
Incerta è anche la rappresentazione della catechesi sul dere che si tratti dell'ultimo viaggio (in secolo).
frammento murato all'esterno dello studio Canova e perciò
esposto all'intemperie (tav. XXIII, 3). Malgrado lo stato 7-8. - Due frammenti del Museo lateranense.
rovinoso, si distingue benìssimo che Filippo, cioè il perso-
naggio seduto nel fondo, veste gli abiti sacri, stringe nella Di due pìccoli frammenti nel Museo lateranense l'uno
sinistra il volume chiuso ed è rivolto al ministro, dì cui non contiene l'intiera iscrizione, incisa dentro una artistica tabella
si vede che la scarpa sinistra con l'orlo della lunga tunica. ansata, che basta da sola a datare l'iscrizione nella prima
Mancando anche la parte superiore della figura di Filippo, metà del secolo m. A ciò corrisponde anche la forma delle
l'interpretazione proposta è soltanto probabile. Il cocchiere lettere, che è quella della cattedra di s. Ippolito. Ecco l'iscri-
ha il tipo d'un vecchio senza barba; egli agita la frusta per zione (tav. XXII, 5):
animare i cavalli. Nel fondo si eleva Pedifizio coi tre merli, al
quale è attaccata l'estremità del bastone del cursor (secolo ni). AàhAK Adda col sopranome di
AAMflAMA Lampadia
CYNBIO) AY al suo marito
5.-Frammento del Museo di S. Callisto. TOY KAI TOIC TGKNOIC ed ai figli.
eiPHN6ù) CYNBIO) A Ireneo marito
Su un frammento rinvenuto già al tempo del de Rossi e KAI HCYXIO) KAI e a Esìchio e
che ora si trova nel Museo dì S. Callisto (tav, XXIII, 1), è 6IPHN60) a Ireneo
aggiunto al carro un pedìsequiis. Egli porta nella destra una MAPIAMMH (e) Mariamme
brocca per le abluzioni durante l'agape che, per conseguenza, TGKNOIC
era rappresentata nell'altra metà del coperchio; la sinistra MAPKIANH Marciana
e/v eco) & in Dìo Gesù Cristo
è nascosta dietro il carro. Dovendo servire a tavola, Ì
suoi capelli sono artificialmente inanellati. Il ministro era
vestito come quello del frammento più piccolo lateranense Conformemente al testo, il sarcofago sarebbe stato desti-
(tav. XXI, 3). Di Filippo non rimane nulla. La catechesi è nato per i due coniugi, tre figli ed una defunta la cui rela-
perciò incerta. zione colla fondatrice non è precisata. Sei cadaveri sembrano
Il coperchio termina a sinistra in una testa ornamentale, troppi per un sarcofago, a meno che questo sia stato diviso in
che era ripetuta anche nell'angolo opposto, ma ora è distrutta. due piani ' o più, come nelle forme. Può anche darsi che il
Tali teste sono di solito un « simplex ornamentum ». Più coperchio sìa stato affisso ad un arcosolio cui appartenevano
tardi esse furono rimpiazzate da teste di apostoli, ordinaria- i loculi adiacenti. All'età da noi assegnata all'iscrizione non
mente Ì ss. Pietro e Paolo sulle sculture romane, s. Genesio disdice il monogramma dì Cristo con la traversa per indicare
su quelle di Arles. la croce, essendo adoperato come abbreviazione nel testo.
Nel Museo dì S. Callisto ho riunito, oltre i residui dei Della catechesi s'è conservato troppo poco per poter darla
tre cursori, due frammenti minuscoli del carro e uno più come probabile. Essa sembra però avvalorata dall'iscrizione2.
grande del carro, cocchiere e cavallo. È impossibile indovi- II cursor porta nella destra il bastone, nella sinistra un cane-
nare se provengano da un viaggio all'altro mondo o dalla stro minuscolo che ha riscontro nei due frammenti callistiani
catechesi. Soltanto l'ultimo abbiamo ricostruito come cate- (tav. XXIV, 4 e 6).
chesi, la quale però con ogni facilità potrebbe mutarsi in Sotto la cartella ansata un giovane nudo con un cane dà la
un ultimo viaggio (tav. XXII, 5). caccia alia lepre, presa dentro la rete in gran parte distrutta.
A destra era rappresentata una scena che si svolgeva davanti
6. - Frammento della collezione dell'autore. ad una tenda, forse la catechesi ecclesiastica. Rimane sol-
tanto la figura d'una giovinetta vestita della tunica cinta con
Nel 1922 acquistai da un negoziante di antichità un fram- maniche corte, la quale, secondo la scena presunta, sarebbe
mento di rilievo, il cui stile differisce totalmente dagli altri catecumena.
(tav. XXII, 1): sembra un primo abbozzo fatto di creta, che L'altro frammento offre un battistrada a cavallo, con la cla-
qualche parte mostra pressoché finita, qualche altra appena mide svolazzante, e la pietra miliare nel fondo (tav. XXIV, 2).
accennata, come p. e. la figura di Filippo, ancora nascosta Accanto v'ha una cartella quadrata con circa la metà della sua
nel marmo. Del cocchiere poi non sì sa su che cosa sia se- iscrizione, donde si ricava che il coperchio chiudeva un sar-
duto. Anche il servo che cammina accanto ai cavalli è molto cofago che un Atebalius Crescentìmis preparò unicae caritati
sommario. Eppure lo scultore era un discreto artista; i cavalli dominae coniugi benemerenti Atebalitie htbentinue, quae vixit
sono belli, e l'attitudine delle gambe del ministro non annis XXXI, menses... dies III, che era religiosissima /emina,

' Tale è il sarcofago murato sotto l'altare della 0 Madonna della Co- a ad una scena dell'11 Ili ino vi
lonna " a S. Pietro. V. Bosio, R. S., p. 75. « Questo Pilo ... ha intorno per j;io, ma questa e > articolo: /'/lima viaggio, e
di dentro un rilievo da ponervi una tavola per la divisione di più corpi ». P- 65 «g-
§ li. - Monumenti /inerii delia catechesi di s. Filippo

ed ai figli ... E probabile che l'iscrizione si;i cristiana; ma solamente la direzione dello sguardo intento ha conservato
della scena rimane troppo poco per poter emetterne un giu- qualche cosa della testa primitiva.
dizio (fine del hi secolo). L'artista della scultura introdusse del resto alcune varianti
nella catechesi consueta, rendendola più grandiosa. L'arco
modesto, dal quale esce fa carrozza sul frammento del
9. - Frammento del Museo di Valkenburg.
Museo delle Terme e su quello del cimitero di Prctestato
Anche sul frammento che dalla collezione Wollmann passò (taw. XXI, 4 e XXIII, 2), fu cambiato in un arco trionfale
al Museo delle catacombe di Valkenburg, non si può dire ad un solo fornice, probabilmente ispirato da quello di Tibe-
nulla di certo (tav. XXII, 3); può essere residuo d'una cate- rio nel Foro Romano.
chesi, come di un ultimo viaggio. La nostra ricostruzione non Desideroso di arricchire la composizione di particolari
ha altro scopo che dare al frammento una delie forme possi- presi dalla realtà, l'artista, giusto come quello della scultura
bili (tu secolo). del Museo delle Terme, piantò accanto all'edifizio dai tre
merli una casa con una loggetta, dalla quale s'affaccia, non
io. - Frammento nel Museo di Stoccolma. la regina Candace, bensì una figura tipica del gineceo, la
nutrice, col panno per asciugare l'infante nel bagno.
Quando illustrammo alcune sculture pagane rappresen- Alla carrozza precede il citrsor col bastone nella destra
tanti l'ultimo viaggio ', venne escluso dalia serie il frammento abbassata contro il cane, e il cesto nella sinistra, ambedue
del Museo di Stoccolma, residuo notevole della metà sinistra distrutti. Il pedisequus che corre accanto al carro, reggeva
del coperchio d'un sarcofago che aveva circa un metro e nella destra la brocca, avendo la sinistra portata in avanti,
mezzo di lunghezza, a giudicare dalle misure del frammento come fa chi cammina a passo svelto. Simili servi occorrono
(0,59x0,58). La bella fotografia che ne diamo a tav.XXIV, 1, nell'arte etrusca *. Il cavaliere poi, che l'artista aggiunse per
la dobbiamo alla cortesia del prof. Ernesto Kjellberg, direttore riguardo alla dignità del ministro, tiene, al pari del cursore, lo
di quell'insigne Museo. Dalle parole gentili aggiunte a! dono sguardo fisso sul suo padrone, come abbiamo già rilevato
rileviamo che il frammento fu scoperto nella vigna Giusti- altre volte. Ciò fa venire in mente il versetto del Salmo:
niani, fuori Porta del Popolo, e verso il 1770 comprato per tre «... oculi servorum in manibus dominorum... >■ \ La testa
zecchini da G. B. Piranesi, la cui collezione acquistò il re finalmente che si scorge nel fondo, serve per aumentare il
Gustavo III nel 1784. numero degli schiavi che accompagnano il padrone.
La scultura, sotto molti riguardi d'un grandissimo inte- E il numero dì tali schiavi soleva essere in quei tempi cosi
resse per noi, fu pubblicata parecchie volte', e mostra due grande, che se ne faceva un vero lusso, combattuto dai santi
giovani donne viaggianti in un carro che passa sotto un padri nelle loro prediche. « Se tu viaggi seduto sul tuo carro »,
arco di trionfo ed è accompagnato da un giovane cavaliere apostrofa s. Giovanni Crisostomo un ricco, « i più dei pas-
e da numerosa servitù. Al primo aspetto essa appare d'una santi guardano gli attrezzi lucidi dei tuoi cavalli, gli schiavi
conservazione discreta; sembra che soltanto le parti più spor- che ti precedono e ti seguono e quelli che ti aprono la
genti siano andate distrutte. In realtà è completamente sopra- vìa attraverso la folla stipata: per te stesso non hanno che
lavorata, e parecchi particolari sono cambiati. Rimandando al disprezzo, prendendoti per un nemico pubblico »°. Però di
mio articolo sui restauri3, mi contento di notare l'arbitrio regola il ministro è sulle sculture accompagnato tutt'al più
più grande del restauratore: Filippo e l'eunuco mutarono dal nirsor e da uno schiavo. Egli meriterebbe quindi dal
sesso e diventarono due giovani donne, conservando tuttavia santo la stessa lode di quella signora di nobilissimo lignag-
gli abiti maschili. Chi volesse mostrare le due figure nello gio, la quale, non curandosi dei pregiudizi del suo rango,
stato primitivo, potrebbe servirsi della rappresentazione più attraversava da sola il Foro 1.
antica della catechesi, la quale offre diversi punti di contatto: Per mostrare la scultura nello stato approssimativo ante-
le vesti sono le stesse, gli stessi Ì gesti, soltanto in senso inverso. riore al « restauro », ci siamo contentati di una restituzione a
Anche il tipo dell'eunuco colle sue sembianze femminili è semplici contorni (tav. XXIV, 3). Essendo molto numerose le
identico; basterebbe ridargli i ricchi capelli spartiti nel mezzo modificazioni da noi supposte, abbiamo preferito di mettere
ed animare un po' gli occhi languidi. La testa di Filippo l'illustrazione di questo frammento in fine alle rappresen-
richiederebbe un maggiore lavoro, essendo tutta cambiata; tazioni incerte della catechesi (secolo ih).

' L'articolo fu pubblicato nei Rendiconti delia Pomi/. Acaul. Rum. ili ' Pubblicato in Rivista di arch. crisi., 1927, p. 89 scg.
Archeol., 1925, fx-72. 1 Korte, loc, eie, taw. LXXIX, 2; LXXXII, 1.
' F. Poulsex, Tidskri/t/ór Konstvetenskap, Luna, 1916, p. 147; E. Kjell- :' Pi. 122, 2.
berg, Nationalmuseiarsbok, 1920, p. 147, fig. 48, p, 1646 174; G. Rodenwaldt, ■ In ep. ad Itimi., Homil. II, 6: MlGNE, P. G., fio, 495. Similmente *
Etne f/vitaiililie Kitiiitsleiimmis in lioui, in Mitteilungeti des deulscken arch, IO, Enarr. in in l's. r, 46: MlGNB, P. /... 14, 990.
ItutòtUt, R8m. Ahi., XXXVI-XXXVH, .lnn<> 1921-aa, p. 97-99, fig. 2. 1 In efi. ad Ilehr,, homil. 28, 4: MlGNB, P. G., 63, 197 scg.
Capo IV. - « M/ss/o Aposlolorum ■

CAPO IV.
; MISSIO APOSTOLORUM ».

Abbiamo visto che dopo la confessione: « Credo, Filium Io stesso evangelista che le insegna ad un capo-setta. Di
Dei esse Iesum Chrìstum », Filippo scese dalla carrozza e entrambe le pitture, oggi quasi del tutto svanite, pubblicai
battezzò il ministro; la confessione della divinità di Cristo una copia a colori, fatta immediatamente dopo la loro
era pertanto la conditio sine qua non per il conferimento del scoperta 7.
battesimo, quindi lo scopo finale a cui tendeva la catechesi Vorrei ancora richiamare l'attenzione degli archeologi
dei primi messaggeri del vangelo. Filippo non apparteneva, sopra un sarcofago a cinque scompartimenti, della metà
è vero, al numero dei dodici; tuttavia, essendo stato loro incirca del secolo ni, che si conserva nel Museo delle Terme
discepolo, egli passa per apostolo in un senso più largo. (tav. XXV, 4). Fu pubblicato come monumento cristiano
Chi poi poteva parlare di Cristo meglio dei dodici apostoli ortodosso, rappresentante il « Redentore imberbe seduto fra
da lui scelti, i quali erano vissuti in intima relazione con lui due discepoli »3. Agli angoli si ripete il gruppo di Amore e
ed avevano assistito ai suoi miracoli, a qui ab initio ipsi vide- Psiche, che ritorna, sebbene raramente, anche su altri sarco-
runt et ministri fuerunt sermonis » ? ' E dopo la sua gloriosa fagi cristiani. Però, a giudicare dalla scena centrale, sembra
risurrezione, Cristo è loro apparso ed ha mangiato con loro; trattarsi di un sarcofago gnostico. Cristo, riconoscibile al suo
finalmente alla loro presenza e sotto i loro sguardi egli è tipo giovanile con capelli ricebi e inanellati, insegna seduto
salito al cieloz, dopo averli incaricati di insegnare e battez- fra una giovane donna a testa scoperta e un apostolo il cui
zare i popoli: « Data est mihi omnis potestas in caelo et in tipo rammenta s. Giacomo Minore. La sua attitudine è quella
terra. Euntes ergo docete omnes gentes, baptizantes eos in abituale nelle sculture ortodosse, soltanto il gesto della mano
nomine Patris et Filii et Spiritus sancti, docentes eos servare sinistra è meno bene espresso. Insolita è la sua doppia tunica,
omnia quaecunque mandavi vobis»3. Gli apostoli insegna- avendo egli proibito ai suoi discepoli di « possidere duas
vano dunque come testi oculari: a UH autem profecti praedica- tunicas »''. Strani sono anche i due ricci artificiali sulla fronte,
verunt ubique. Domino cooperante et sermonem confirmante influenzati, come sembra, dalle due penne della donna
sequentibus signis o '. E gli apostoli sono testi sotto ogni appresso, che la caratterizzano come Musa. A giudicare dalla
riguardo degni di fede, perchè, secondo la tradizione, essi natura delle Muse, l'artista avrà forse voluto con tale ornato
confermarono la dottrina col proprio sangue. indicare l'ispirazione soprannaturale, divina, che nella figura
Il mandato di insegnare e battezzare i popoli, fu, diremo di Nostro Signore si comprende da sé. Tanto i ricci quanto
cosi, il diploma che Cristo rilasciò agli apostoli, per assicurare le penne della donna sono un particolare finora unico. E
loro l'autorità necessaria. « Etenim Dominus omnium dedit anche la prima volta che si vede una donna in compagnia d'un
apostolis suis potestatem Evangelii.per quoset veritatem,h.e. apostolo accanto al Cristo docente. Supposto il carattere gno-
Dei Filii doctrinam, cognovimus; quibus et dixit Dominus: stico del sarcofago, non v'ha dubbio che la donna rappresenti
" Qui vos audit, me audit; et qui vos contemnit, me contem- Maria Maddalena, e l'apostolo, come sì disse, Giacomo Minore,
nit, et euro qui me misit "»J. Così ragiona s. Ireneo di fronte essendo noto che gli gnostici conosciuti sotto il nome di Naas-
ai ciarlatani dello gnosticismo, i quali, non potendo appellarsi seni derivarono la loro gnosi da « Giacomo, fratello del
■nò alla genuina Scrittura sacra, né alla tradizione, o si misero Signore », il quale l'avrebbe trasmessa a Mariamne, cioè a
a « correggere » gli evangeli, « gloriantes, emendatores se esse Maria Maddalena "'. A questa conviene, del resto, molto bene
apostolorum »6, ovvero spudoratamente finsero « rivelazioni l'essere a capo scoperto; così la troveremo sopra un sar-
segrete », che per lo più avrebbero avute da un apostolo, e cofago della seconda muta del secolo n, il laterancnse 119
questi a sua volta da Cristo. Fra le pitture dell'ipogeo gno- (tav. IX, 3).
stico, scavato nei primi anni del secolo ni, ve ne sono difatti La spiegazione nostra della scultura non ha niente di inve-
due che si riferiscono a codeste •> rivelazioni segrete ••: l'una rosimile. Essa corrisponde- al concetto che, p. e., Ì Marcionitì
rappresenta Cristo in atto di dettarle ad un evangelista, l'altra avevano del loro ■ santissimo maestro », come Tertulliano

rimi, di iireh.. Memorie, I, II, uv. Il, p. io stri»!». I,c copie ili iiitcstc pit-
1 Ad. apoit., io. 4T, coli. 1, 8 seg. ture sono le ultime eseguite dui min pittore L'urlo Tubaneili.
Al u ni., 28, 19 seg. ' PARIBENI, Incrementi del Museo Stniimiile mimimi, in iiiilìelt. d'arte. 1912,
1 M WC., ifi, 20. 170; Io stesso, Miifni .Xusiuititlt! ioni., 173, 401).
' S. ImN., Contro hatr.. Ili, praefetio: Miqne, P.G., 7, 843 seg. " MATTO., io, io. Cfr, Mine, ri, S s<-l;.: Sud rtr;ic.ri-;iit eia (IeSU*).., IW
' S. Iren., [oc. cit., cu!. 844. iiidiu-iintur duabus tunicis ■.
Vedi Wn T'Iìit, Le pitture di Aur. Fetìehtiitin ili Atti delta ponti/. Accad. '■ S. HlPPOL., PhUoi., io, ;
idi cristologici ;■;.;

chiama ironicamente Marcione , i quali se Io immaginavano triclinio di Leone III (795-816)", rifatta sotto Benedetto XIV:
nel cielo, seduto accanto a Cristo, di contro a's. Paolo *. ivi Cristo sta ritto sul monte solcato dai quattro fiumi e,
Ora è assai sorprendente che verso il tempo in cui s. Ireneo tenendo con la sinistra un libro aperto in cui sì legge il
combatteva le pretese < rivelazioni segrete n degli gnostici, gli saluto: PAX VOBIS. fa il gesto oratorio; egli pronuncia
artisti cristiani ortodossi abbiano creato appunto la scena in quindi il mandato. Difatti nell'iscrizione dichiarativa del
cui Nostro Signore dà agli apostoli il mandato di insegnare e mosaico il mandato è riferito per intiero dalle parole: EVNTES
battezzarci popoli. E il mandato è generale, chiaro e manifesto, ERGO sino alla fine.
senza la minima allusione ad una gnosi segreta.
La coincidenza cronologica delle due scene tanto diverse
- la missìo apostolorum e la « comunicazione di rivelazioni § I. - La missio in cicli cristologici.
segrete » - non è fortuita. Le continue fanfaronate di rivela-
1. - Sarcofago di Servanne.
zioni speciali da parte degli gnostici, che ancora ai tempi di
s. Agostino ferivano le orecchie dei cristiani ', dovettero per Sui monumenti dell'arte funeraria la missio appare rara-
forza condurre ad una costatazione oggettiva dei fatti, e que- mente in cicli cristologici. Se ne conoscono finora soltanto due
sta si fece molto opportunamente nella scena della missio apo- esempi sicuri, uno probabile. Dei primi l'uno figura sulla
stolorum. E ancora s. Ireneo che oppone agli gnostici gli apo- fronte molto lacunosa d'un sarcofago a due zone, murato
stoli, i quali, invece di fregiarsi di «rivelazioni segrete», nella « cour d'honneur » dei signori Rcvoil a Servanne presso.
> simpliciter et nomini invidentes, quae didicerant ipsi a Arles e purtroppo destinato a perire, essendo esposto all'in-
Domino, haec omnibus tradebant » *. temperie. Lo pubblicarono E. Le Blant e R. Garrucci ''; il
Componendo la scena della missione degli apostoli, gli arti- primo aggiunse alla propria copia anche quella di Beauméni '".
sti vollero quindi far vedere chiaramente i primordi della Avendo io trovato due frammenti sconosciuti dell'originale,
propagazione della dottrina apostolica, che è quella stessa di ne feci uno studio particolare, stampato nella Rivista di archeo-
Cristo, per mettere così in piena luce le imposture degli ere- logia cristiana dell'anno 1925 sotto il titolo: dia perla della
tici. Onde l'importanza che la scena acquistò nell'arte cri- scultura cristiana antica di Arles. Qui riproduco, oltre il
stiana antica. Se ne sono conservati molti esempi, alcuni disegno di Beauméni, la mia copia, arricchita d'un terzo
integri, altri ridotti in pezzi, che in parte abbiamo potuto frammento dell'originale (tav. XV) ".
ricostruire coli'aiuto dei primi. Il Peiresc, che vide il sarcofago integro, dà della scena
La composizione è di solito chiara. Nelle sculture più la seguente spiegazione : « Christus post resurrectionem
antiche Cristo parla, seduto sul monte, agli apostoli che Io suam inter dìscipulos ». Gli sfuggì pertanto che Cristo sta
ascoltano in piedi. Il monte è espressamente notato dall'evan- su una piccola altura, cioè sul monte, altrimenti avrebbe
gelista: " Undecim autem discipuli abierunt in Galilaeam, in meglio precisato il contenuto della scena. Cristo era fra quat-
montem, ubi constituerat illis Iesus»5. Esso ha la forma tro apostoli ed aveva la destra alzata nel gesto oratorio, come
d'una semplice altura, più o meno cospicua. Presto vi si possiamo ragionevolmente supporre. Seguiva Giuda appiccato
aggiungono i quattro fiumi del paradiso, simbolo dei vangeli, che separava la missio dall'ascensione al cielo, alla quale assi-
inoltre le personificazioni del monte ovvero del firmamento, stevano cinque apostoli e che chiudeva il ciclo. Dei particolari
il caelus col panno spiegato. L'artista, o il dottore ecclesiastico, rileviamo soltanto il volto giovanile di Gesù sulla copia di
che tolse in prestito dall'arte classica la personificazione del Beauméni. Non c'è, questa volta, nessuna ragione di mettere
firmamento, pensò forse anche alle parole del profeta Isaia: in dubbio l'esattezza del copista.
■ Chi stende come un velo il cielo » ''. Monte e caelus trove-
remo, per ragioni analoghe, pure sui monumenti della tra- 2. - Frammento di sarcofago del Museo di Puy.
ditio legis a s. Pietro 7, ma allora il monte rappresenterà
quello dell'oliveta, dal quale Gesù salì al cielo. Sul sarcofago, a metà distrutto, di Puy (tav. XXVI, 1)
Essendo ii mandato di insegnare e battezzare i popoli figurava la missio in mezzo a tre scene prese dalla infanzia di
diretto a tutti gli apostoli, va da sé che il collegio apostolico Gesù: l'angelo che ordina, in sogno, a Giuseppe di prendere
è rappresentato in numero sufficiente o per intiero. Solo più Maria in casa sua, Giuseppe che in presenza dell'angelo ese-
tardi venne, in genere, diminuito, delle volte fino a due. Dico guisce l'ordine avuto, e l'adorazione dei Magi. La scena ras-
« in genere », perchè incontreremo un sarcofago tardo con ven- somiglia a quella del ciclo di Servanne. Cristo stava sul monte
tidue uditori, distribuiti sulla fronte e le due testate. Prevale fra quattro apostoli, due dei quali oggi distrutti, ma richiesti
però il numero sacro degli apostoli. Così entrò anche nell'arte dalla simmetria; egli ha il nimbo, come anche l'angelo. Nel
monumentale. Rimane ancora la rappresentazione musiva del fondo, alberi.

' Praeicr., 30 : Rauschen, Fior, palr., IV, 42. Tcrtulliai " Is., 40, 22 {secondo il lesto ebraico). Cfr. Ps, 103, 3 seg.
titolo di cui godeva Marcione nella sua setta. ; Vedi il libro 111, e. Vili.
' Orio., Ih Lue, hom. 25; MlGNB, P. G., 13, 1866. " Garrucci, IV, tav. 2S3; Wilpert, Mosaiken u. Matereien, 155 segg
" De tonsenm evang., 1, 9 seg.: Migne, P. L., 3+, 1049. 1 Garrucci, tav. 316, 2.
' Cantra haer., 3: MlGNE, P. G., 7, 843 seg. • Le Blant, Aria, taw. XX1X-XXX.
M.vrrn., 28, 16. ' Fa parte della collezione R. Valentin du Chevlard a Montclimar.
34 Capii IV. - Af/usto Apostoloru

E. Le Blant non seppe dare la spiegazione della scena: semiaperto nella sinistra; il braccio destro è distrutto. Più in
iiLe personnage nimbe qui termine a droite notre fragment basso stanno cinque apostoli in attitudine di ascoltare, due
se retourne en s'adressant à deux hommes qui le suivent; intieri, gli altri danneggiati. Come Cristo, così anche gli
pcut-ètre est-ce le Christ et non plus l'angc, mais je ne sau- apostoli portano gli abiti sacri: tunica, pallio e sandali, che
rais dire ce que signifie cette scène, dont deux arbres occu- li distinguono dalle turbe nel sermone della montagna, qui
pent le fond « '. La somiglianza manifesta della scultura con messe da parte.
quella del ciclo di Servanne domanda la stessa interpreta- Vedendo che l'artista non ha tenuto affatto conto delle
zione. turbe, qualcuno potrebbe riconoscere nella scena la missione
Il frammento prezioso era prima « encastré environ a degli apostoli. Certo, la scultura nello stato attuale si presta
vingt pieds de hauteur dans la partie meridionale de l'églisc a tale interpretazione, in quanto che rappresenta Cristo in
de SaÌnt-Jean-des-Fonts-Baptismau\; on l'en a retiré en atto dì insegnare agli apostoli sul monte, senza verun accenno
1825 pour le porter au musée. Près de ce marbré ont été alle turbe. Ma non sappiamo quali soggetti siano stati effigiati
placés quelques débris sculptés qui paraissent, d'après leur attorno al gruppo rimasto. Può essere che vi sia stata la molti-
style, provenir d'un sarcophage chrétien » *. Questa osserva- plicazione dei pani e dei pesci e la refezione delle turbe, come
zione è giusta; uno appartiene agli alberi che stavano a destra sulle due sculture del Museo delle Terme. Ad ogni modo la
del Cristo, e due all'adorazione dei Magi, che occupava l'an- parentela dei due frammenti di Porto colla scena della missio
golo destro del sarcofago. è grande; perciò abbiamo tenuto ad illustrarli qui.
Quando la missione degli apostoli fa parte d'un ciclo di La loro antichità è molto maggiore di quella delle tre
scene cristologiche, l'interpretazione ne riesce facile; stac- sculture galliche. L'attenzione con cui ascoltano gli apo-
cata dal ciclo, la scena può apparire enigmatica. Così accadde stoli il divin maestro è molto bene espressa. Lo stesso vale
per un frammento {tav. XXVII, 2), che prima era murato del modo familiare e cordiale, come sono riuniti. Anche l'at-
« au milieu du pignon » della cattedrale di Clermont e ora titudine della sinistra del Cristo col rotolo semi aperto non
si conserva nel Museo di questa città. « C'est », scrive E. Le potrebbe essere meglio riuscita. Se vi si aggiunge la giustezza
Blant, » la partie droite d'un petit sarcophage chrétien de del disegno e il largo trattamento delle pieghe, la scultura può
forme évasée ... Il y reste six personnages; à la gauche est un essere attribuita, se non alla fine del secolo 11, certamente
homme assis, en face duquel quatre autres se tiennent debout; alla prima metà del in. Per convalidare la nostra datazione,
les mutilations de ces figures me font hésiter a hasarder en abbiamo incorniciato il frammento da due sculture dell'arco
ce qui les touche un essai d'explication. Quant au personnage di Costantino: l'ima rappresentante la primavera, l'altra l'in-
place à l'extrémité de droite et qui semble gravir une pente, verno (tav. VI, 5 e 3). La differenza stilistica fra queste scul-
je ne peux guère y voli... que le Christ montant au ciel » ecc.3 ture e il frammento di Porto parla da sé.
La vicinanza dell'ascensione rende molto probabile che si
tratti della ?>tÌssio. Cristo, invece di star dritto, è seduto sopra
§ II. - La missio isolata.
un sedile di scogli, e invece di avere quattro apostoli ai
suoi lati, li ha dinanzi a sé; egli e inoltre barbato, come spesso Prendiamo ora in esame le sculture sulle quali la missio
nelle scene che lo mostrano dopo la risurrezione; barbato non fa parte d'un ciclo cristologico, dove necessariamente si
era pure accanto nell'ascensione, come prova quel poco che perde fra gli altri soggetti, ma è l'unica, ovvero la principale
ancora rimane del viso deformato. decorazione d'un sarcofago. Si capisce anzitutto che in tale
Quanto all'età delle sculture, la prima e della seconda metà, caso la scena viene trattata con maggiore cura; gli apostoli sono
la seconda della fine del secolo iv, la terza sembra dello stesso in parte individualizzati e fanno gesti determinati che si ripe-
tempo, ma non d'una officina di Arles, essendo « de forme tono, creando così figure tipiche. Una preziosa aggiunta rice-
évasée ». vette poi la scena con la personificazione della Chiesa, di
Il Peiresc menziona « intra interiorem eeelesiam (Sti Inono- buon'ora introdottavi, figura estranea alle pitture cimi-
rati) » dell'antico cimitero aux Aliscamps ancora un sarcofago, teriali fino ad oggi note.
« arca », « in qua: Christus monti insidens, praedicans, cum
miraculo piscium » '. La vicinanza immediata della moltipli- 1-2. - Frammenti d'una ■■ missio ■ nel cimitero di Domi-
cazione dei pani e dei pesci fa supporre che qui fosse piuttosto
tilla, ricostruita secondo il sarcofago di perugia.
rappresentato il sermone della montagna, probabilmente come
lo vediamo su due frammenti conosciutissimi ' e su due Il sarcofago col più antico esempio della missio, in pre-
appena noti. Questi ultimi, provenienti da Porto e ora nel senza della personificazione della Chiesa, era collocato nel
Museo lateranense, combaciano (tav. VI, 4). Vi è rappresen- cimitero di Domitilla. Gli scavi ne hanno restituito poco più
tato Nostro Signore (acefalo) seduto sul monte e col rotolo di otto teste, fra cui quella della Chiesa. Le trovai tutte murate

1 i,i- Blant, Caule, b 1 Le Blant, Ariti, p o, n. LXXVI. Il Pcircsc chiama la molliplic;


■ i.k Blant, l<>c. di. dei pani e dti pesci ■ min ulum piscium ■ iinchu a p. 69, n. LXXIII e
i pubblicati. n. LXXV.
1 ; urru< < 404, 1
in fila nell'abside della chiesa di s. Petronilla (fig. 14) '. Che dcl pallio; ai piedi uno scrigno sul cui coperchio, cosa non
la ricostruzione sia stata possibile, sì deve- all'insigne sar- comune, posa un volume chiuso.
cofago di Perugia, d'una conservazione, in sostanza, mera- Nella nicchia d'onore mirasi, quale riscontro di s. Pietro,
vigliosa, che nel medio evo fu adoperato per ricevere la salma una donna maestosa, in stola, palla tirata sulla testa e scarpe,
d'un compagno di s. Francesco d'Assisi '. Oggi si conserva un volume mezzo svolto nella sinistra e la destra inerte di-
nel Museo municipale (tav. XXVIII, 3). Otto colonne scana- nanzi al petto. Questa donna in attitudine pensierosa, al pari
late a spira, con capitelli corinzi sorreggenti alternativamente degli apostoli, e che in un posto cosi eminente prende parte
timpani ed archi, ne dividono la fronte in sette nicchie. In all'azione rappresentata, non può essere se non la personifi-
quella centrale Cristo, di tipo giovanile, siede su una seggiola cazione della Chiesa che giusto ìn quel momento Cristo sta
collocata sopra il tribunal e con gambe a testa e zampe di fondando. Il nostro asserto si prova per exclusionem, poiché
leone; i piedi posano sul velo che il busto del caelus, da l'unica persona alla quale si potrebbe ancora pensare, sarebbe
molto tempo distrutto, stendeva orizzontalmente al disopra la defunta. Ma questa la vedemmo e la vedremo o isolata e in
del suo capo. La forma esatta del caelus ce la mostra il sar- qualsiasi attitudine, o con mani protese m atto di supplica
cofago di Giunio Basso, monumento incirca contemporaneo ai piedi del Signore, ovvero con le mani espanse pregare nella
(tav. XIII). Importante è il particolare del tribunal, intro- felicità eterna per i superstiti. Resta dunque la sola Chiesa.

dotto dall'artista per indicare che quegli che vi siede inse- La figura della Chiesa è una creazione dell'arte romana.
gnando, sarà anche il giudice: " constitutus a Deo iudex Sotto la forma d'una matrona essa appare nel Pastor di Erma&,
vìvorum et mortuonim % come dice s. Pietro nel sermone che ci trasporta alla metà del secolo il. Celeberrimo poi è il
tenuto dinanzi al centurione Cornelio in Cesarea 3. detto di s. Cipriano: « Habere non potest Deum patrem, qui
Cristo stringe nella sinistra il volume mezzo aperto, ecclesiam non habet matrem »6. Perciò la Chiesa è chiamata
allusione alla dottrina comunicata agli apostoli, e colla destra « mater omnium nostrum >» da s. Agostino ' ; e già nel secolo iv
fa il gesto oratorio. Evidentemente egli pronuncia le parole l'espressione « Ecclesia mater » si adopera volentieri per quei
memorabili del mandato: « Docete omnes gentes, baptizantes chierici che fin dalla giovinezza si sono dedicati al servizio
eos ... », come si legge sul mosaico leoniano. ecclesiastico ".
Il mandato fa una impressione profonda sugli apostoli Quanto profonde radici abbia messo nella comunità degli
distribuiti nelle nicchie. Pietro, sulle cui spalle pesa il più antichi fedeli la personificazione della Chiesa, lo mostra una
grave fardello, guarda, pensieroso, dinanzi a se; le mani delle più belle e più note iscrizioni che si riferiscono al batte-
sovrapposte l'una sull'altra e col volume chiuso nella sinistra, simo. Un padre dì nome Florentius la pose filio suo Apromano,
egli si mette già in cammino ', uomo sopra tutto di azione. a cui la nonna, vedendolo minacciato dalia morte, procurò il
Anche gli altri apostoli mostrano grande serietà, consci del battesimo: cum sold/i (cioè solide) amatus juisset a malore sua, et
loro alto ufficio. Il primo, contando da sinistra a destra, faceva vidit lume morti constitutum esse, petivit de Aeclesia, utfide-
probabilmente il gesto di parlare; il secondo legge in un lis de secido recessisset ''. Questa iscrizione mi viene in mente
volume che sta svolgendo; il quinto, con un fascio di volumi ogni qualvolta penso a due piccoli frammenti inediti di sar-
ai piedi, sembra ascoltare qualche osservazione che gli si fa; cofago, l'uno nel Museo di S. Callisto, l'altro in quello di
l'ultimo finalmente è nell'attitudine di chi riflette, un volume S. Sebastiano, che rappresentano pezzi meschini d'una figura
chiuso (e a metà rotto) nella sinistra, la destra inerte nel sinus virile in ginocchio davanti ad una matrona qualificata per

1 Descritte ma non comprese da Crostarosa e Mantechi. Vedi N. Balklt., ■ IV: : R-nk 345 e 351.
!, p. 235;MARUCC'Ht, Romalotlerr. crisi. (Nuova serie), fase. Il, Roma, 1914, ' De calh. ecct. unii,, 6: Hartel, p. 214.
T Confess., 1, [4. S. Damaso adopera cinque volte l'espressione <• pia
' De Rossi, Bultett., Vili; Garrccci, ta ra matris » nel senso della Chiesa (Iiim, Dannisiepi%r., 13, 30, 37, 43 e 46).
n Ad. apctt, io, 42. * Vedi de Rossi, Rulliti., 1S90, 131 e 134.
' Una mossa simile fa l'apostolo anche sol ' Museo laleran., l'il. IX, n. 30.
Capo IV. - Mt'ssio ApostolorUi

tale dalla stola scendente fino a terra. È questa una perso- rappresentata la più antica missione degli apostoli con la
nificazione della Chiesa? La risposta si potrà tentare quando Chiesa. È cosi frammentario da sembrare una presunzione il
gli scavi ci daranno le parti mancanti, ovvero una scena tentativo di ricostruirlo, non offrendoci altro che teste con un
intiera. po' di abito (tav. XXVIII, 2). — Ma le teste sono di apostoli,
Poche rappresentazioni della Chiesa ci furono conservate. e ve n'è una di donna, e di donna velata, la quale, per le
Nell'arte monumentale sono conosciutissime le due figure ragioni addotte di sopra, non può essere che la personificazione
della eclesia ex circvmcisione e della ECLESIA ex gentibvs della Chiesa. Perciò non abbiamo esitato a riconoscervi una
sul mosaico dì Celestino I (422-432) '; entrambe parlano con missione degli apostoli e a completare Ì frammenti, valendoci,
la destra, avendo un libro aperto nella sinistra. A queste figure conseguentemente, del sarcofago di Perugia. Quanto alla
bisogna aggiungere quelle, parimente notissime, del mosaico sostanza della scena ricostruita, non si può aver ombra di
absidale della basilica titilli Pitdentis, dove esse appariscono, dubbio; per i particolari, al contrario, nulla si può dare
nel collegio apostolico, immediatamente dietro i principi degli per certo.
apostoli. Fin dai tempi del Ciampìni esse furono prese di Le teste sono in parte molto belle" e potrebbero giudicarsi
solito per le « figlie del senatore Pudente: Pudenziana e Pras- ancora del secolo II. A tale datazione non disdirebbe il fram-
sede ". Cosi le spiegai anche io. Ma le sculture hanno dato mento cogli abiti, che combacia con quello della testa d'un
ragione al Garruccì, secondo il quale le due figure sono le apostolo. Anche il marmo è di qualità molto fine. Ma l'uso
« due personificazioni della Chiesa della circoncisione e della del trapano, per fare barba e capelli, ci consiglia di scegliere,
Chiesa delle genti » \ Appartenendo ad una composizione in come data, la prima metà del secolo III.
cui Nostro Signore insegna agli apostoli, esse non hanno ne
libro né fanno il gesto oratorio, ma tengono ciascuna una 3. - Frammenti d'una seconda « missio »
corona, per proprio conto, s'intende, non per « incoronare i nel cimitero di domitilla.
principi degli apostoli" che non vi prestano attenzione veruna.
Così sul sarcofago di Lérin, in una composizione analoga, La catacomba di Domitilla possedeva un altro sarcofago
parte degli apostoli hanno volumi, parte corone. Soltanto la precostantiniano con la scena delia missione, anch'esso ridotto
personificazione dietro s. Paolo è antica. Questa rappresenta, in pezzi che, riuniti, formano quasi tutta la metà destra della
naturalmente, Veclesia exgentibus. Difatti rassomiglia a quella fronte (tav.XXVIII,1). Cominciai le ricerche dal frammento
del mosaico di S. Sabina. Su questo mosaico le personifica- centrale, che era murato nell'atrio della basilica; esso contiene
zioni hanno un libro aperto, appunto come sulla pietra votiva un monte fertile, dalle cui viscere s'affaccia il busto d'un
(tav. XXXI, 7)3, con la quale LYGYRIVS (Ligurius) VOTVM uomo barbato con un fazzoletto pieno di frutta nelle mani,
SOLVIT: ivi la personificazione della Chiesa insegna fra due senza dubbio una personificazione della fertilità. Sul monte
apostoli barbati, che l'acclamano; l'uno è certamente Pietro, sono rimasti i piedi del Cristo, seduto, s'intende, e da ambe-
con uno scrigno e un fascio di volumi ai piedi; l'altro, con due i lati della caverna i piedi di due apostoli in attitudine di
uno scrigno, non può essere Paolo, non avendo la fronte chi monta. Questi sopratutto facilitarono assai la ricostruzione
calva. della scena. Tra i frammenti murati nell'interno della basilica
La Chiesa del sarcofago di Perugia stringe un volume trovai subito quello che combacia col primo, e poi gli altri.
mezzo aperto. Per aumentare il numero degli apostoli, l'arti- Soltanto della metà sinistra non si è scoperto finora nessun
sta ne rappresentò quattro nel fondo, che con quelli del primo pezzo.
piano fanno nove. Agli angoli del coperchio ne sono ripetuti Il disegno del sarcofago ricostruito mostra nella parte lacu-
due in forma di busto, Pietro e Giovanni (?) ', conservati per- nosa la figura d'un evangelista in atto di scrivere col colonna
fettamente. Essi incorniciano le sotite scene di Giona e Noè. su un codice aperto, copia d'uno dei due frammenti del Museo
Il Bottari, che pubblicò una incisione assai goffa del sar- di S. Callisto, che sembrano residui di simile scena. Ma per i
cofago, biasima ben tre volte quelli che trovano « belle » particolari vale quello che fu detto per il primo sarcofago rico-
codeste sculture, mentre egli le crede d'" indicibile rozzezza»''. struito.
Il vero è che codesto sarcofago è uno dei capolavori dovuti alla Vedendo l'apostolo che legge e l'altro con le mani incro-
rifioritura dell'arte nell'età di Costantino il Grande; la perso- ciate e il volume nella sinistra, mi si domanderà forse perchè
nificazione della Chiesa in particolare è una delle più belle non ho ripetuto anche la personificazione della Chiesa.
figure trasmesseci dall'arte cristiana antica. Avendo per lo Rispondo che a sinistra di Cristo era pure un apostolo, come
stile alcuni punti di contatto col sarcofago di Giunio Basso provano i piedi rimasti sul monte, soleati, non calciati. Il
dell'anno 359, possiamo ascriverlo allo stesso tempo e alla posto d'onore ai due lati di Cristo era quindi occupato da
stessa officina. apostoli. Lo stile di questo sarcofago è più minuto del
A noi il sarcofago di Perugia rese un grande servizio per primo, ma ancora abbastanza buono, da poter ascriverlo
la ricostruzione dì quello del cimitero di Dominila, su cui era alla metà incirca del ni secolo.

1 WlLPERT, Montili?» unti Walrreìrn, III, tav. 47. 1 Simile tipo giovane e rìcciutu s'iiieoiilrenì Lineata spesso.
* Garruccì, tav. 208, p, 15. 5 R. S., II, p. 1 (vignetta) e p. v (introduzione).
Dk Rossst, ìhillelt. crisi., 1872, tav. I, p. 36-40; GARRUCCÌ, IV, tav. 4 ■ La testa della Chiesa è scomparsa. Per fortuna l'avevo fatta fotografare
da due punii diversi.
E. Le Blant pubblicarono una copia nello stato attuale '. La
4--Sarcofago di Giunio Basso.
prima è incompleta, la seconda, invece, molto fedele, come di
Abbiamo detto che il sarcofago di Perugia fu lavorato nella solito; la do per maggiore comodità del lettore {fig. 75). La
stessa officina di quello di Giunio Basso {tav.XIII). La prova copia riprodotta colla mia ricostruzione a tav. XXVI, 2, è
ne è anzitutto la missione degli apostoli. Ma mentre sul sar- fatta a base della fotografia eseguita dai miei amici signori
cofago perugino la scena è l'unico soggetto dì tutta la fronte, Melms nel mio primo viaggio scientifico in Provenza.
in quello di Giunio Basso essa riempie una sola delle dieci Come mostra la fig. 15, la fronte del sarcofago ha una
nicchie, la centrale, come sempre sulle sculture romane. Non forma assai strana: solo i due soggetti agli angoli sono conser-
ne offre che un estratto. Cristo è in tutto identico e, salvo vati, il resto non offre che la parte infima delle scene. I due
l'avambraccio destro, perito, di conservazione perfetta. Lo editori del sarcofago non si curarono di conoscere la ragione
fiancheggiano due rappresentanti del collegio apostolico : di questa deformazione, evidentemente voluta e studiata.
Pietro e Giacomo Minore, ambedue rivolti al divino Maestro. Eppure è un caso di qualche interesse per la storia della con-
Pietro occupa il posto d'onore ed ha barba lunga e capelli servazione dei monumenti antichi: la mutilazione la ricevette
folti, ma corti, come nella cattura effigiata nella nìcchia il sarcofago quando sul principio del secolo decimonono fu
appresso. Con la sinistra stringe un volume chiuso; con la formato il Museo lapidario della città; allora se ne tolse a

gv-

destra, le cui dita stese sono rotte, faceva il gesto oratorio. colpi di mazza tanto quanto occorreva per introdurvi, oltre
Le mani di Giacomo sono coperte dal rotolo semi-aperto che frammenti più minuti, un bel monumento pesantissimo di
Cristo tiene nella sinistra. Il fatto che già verso la metà del marmo, contenente quattro busti d'una famiglia del 1 secolo,
sec. iv l'artista potè dare un estratto della missio apostolorum padre, madre, figlia e figlio. La fotografia (fig. 16) ripro-
è una prova manifesta che la scena fu spesso rappresentata. dotta a pag. 39 lo mostra ancora al suo posto dentro il
Rileviamo ancora che le due nicchie a destra e la prima a sarcofago, come lo trovais. Il centro della fronte, colla figura
sinistra contengono gli stessi soggetti del celebre sarcofago di Cristo, sarà stato probabilmente danneggiato dagli ugo-
lateranense 174, cioè la comparsa di Cristo davanti a Pilato notti o dai sans-culotte, altrimenti gli autori del Museo non
e il sacrifizio d'Isacco, quella come principio, questa come avrebbero, così sembra, distrutto un sarcofago cristiano, per
simbolo della Passione. Nella seconda nicchia l'artista del farlo diventare fodera e cornice d'un monumento pagano.
sarcofago di Giunio Basso sostituì l'ultimo arresto di Pie- Supponendo che qualcuno dei pezzi staccati vi fosse
tro allo stesso apostolo incamminato verso il supplizio, del rimasto dentro, feci ' estrarre l'ospite intruso e trovai, oltre
sarcofago 174. Siccome anche fra le due scene centrali esiste alcuni pezzi estranei e dì gran valore, tre appartenenti alle
una qualche rassomiglianza esterna, gli interpreti si confusero sculture del sarcofago danneggiato, il più grande dei quali,
e non seppero dare la vera spiegazione a quella del sarcofago rappresentante una figura sacra e acefala, combacia coi suoi
di Giunio Basso. Finalmente s'affacciò l'espressione: « Maie- piedi sul fondo mutilato e vi si tiene fermo da sé: è il
stas Domini », che fece fortuna. Caso strano, perchè l'espres- Cristo della trai/ilio clavìum 4. I due frammenti piccoli sono
sione è troppo elastica e vaga; essa sembra dire qualche cosa, degli alberi che dividevano le scene; essi furono inseriti ai
ma in realtà non spiega niente. Come fu detto, la scena non debiti luoghi della mia ricostruzione.
rappresenta che la missione degli apostoli. Nella nicchia di mezzo si vedeva Cristo seduto e coi piedi
sul velo del caelus. Il collegio apostolico era rappresentato
da due apostoli: da Pietro, posto alla destra del Signore e rico-
5-6.-Due sarcofagi danneggiati d'Arles e di Narbona.
noscibile al gallo, e, probabilmente, da Paolo, come provano
La personificazione del firmamento ricorre anche su due altri esempi; questi aveva un fascio di volumi ai piedi.
sarcofagi, d'Arles e di Narbona, che ci sono pervenuti in pes- Le scene rappresentate ai due angoli sono intiere: la gua-
sime condizioni. Di quello del Museo di Arles il Garrucci e rigione del cieco e la risurrezione del figlio della vedova che
1 Garrucci, tav. 322, 1; Le Blant, Arles, tav. I, fig. 1, p. 1-3. per la parte storica, misi nia disposizione quattro operai che componevano
' Il monumento fu pubblicalo da Walter AOTmann. Die rómùchen Grab- e disfacevano secondo i ■i ordini, ni questa L'i'iitiltv.zu squisita gli rendo
ttllàre der Kaùerxeit, Berlin, 1905, p. 209, fig. [65. La figura mostra in basso pubbliche grazie.
la parte eentrale del fondo del sarcofago mutilato. * Le due guardiane del Museo, Mme e Mlle Agard, rimasero stupite,
3 Essendosi accorto che le mie ricerche riuscivano in qualche modo van- vedendo slare ferma \:i figura acefala sopra i suoi piedi ! Mi avrebbero preso per
taggiose per il Museo, il signor Auguste Véran, conservatore dei : un prestigiatore, se non avessi data loro la spiegazione di questo fenomeno.
Capo [V. - Missio Apostolorum »

assiste al miracolo nella bella attitudine che gli artisti medie-


7. - Fronte d'un sarcofago di Brescia.
vali diedero talvolta all'Addolorata a pie' della croce. A destra
il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, sotto la Anche la fronte d'un sarcofago del Museo di Brescia
forma più rara, che consta quasi di due scene. Perciò anche offriva la missio con il caelus nella nicchia centrale. Questo
di contro erano due scene, a giudicare dal numero dei piedi si vedeva ancora, quando il Garrucci fece la sua copia0. Oggi
rimasti: nel primo campo ho ricostruito la traditio clauìum, non esistono che le due nicchie angolari con le figure pres-
nel secondo l'uccisione del drago, scene che s'incontrano socchè intiere di apostoli. Della figura di Cristo il Garrucci
pure su altri sarcofagi gallici; questa è sicura, quella molto non dà niente, ma l'attitudine degli apostoli e la posizione
probabile. dei piedi di quello a destra del caelus provano che era rap-
II secondo sarcofago, la cui fronte è divisa, da colonne presentata la missio. Lo stile abbastanza buono accenna al
scanalate a spira, in sette nicchie con archi e frontoni, è mu- iv secolo. L'artista provinciale si tradì, dando agli apostoli,
rato nella chiesa dì S. Paolo Sergio a Narbona (tav. XXVI,3). invece dei sandali, scarpe militari, come agli amici di Giobbe,
Ebbe una sorte simile, ma meno radicale: furono scalpel- rappresentati sulla testata destra. Il sarcofago fu messo in
late le tre nicchie centrali fin sotto le ginocchia delle figure. opera prima che ne fossero terminate tutte le sculture. La
Questa mutilazione si fece in tempi remoti e allo scopo di nota scena di Daniele con Abacuc sulla testata sinistra è
potervi collocare dinanzi, più comodamente, un confes- soltanto abbozzata.
sionale.
E. Le Blant pubblicò la fotografia presa da un gesso. Delle 8. - Due frammenti della fronte d'un sarcofago
scene non riconobbe che la risurrezione del figlio della vedova, nel Museo di Arles.
la guarigione del cieco e il miracolo di Cana. Nella guarigione Una rappresentazione insolita della missione si vedeva
del paralitico della prima nicchia egli vide, sedotto dal gesso sulla fronte d'un sarcofago di Arles, di cui fu trovato nel 1895
ritoccato ', l'annunzio della negazione, prendendo il paralitico un notevole frammento, contenente la metà superiore di Cristo
col grabatum niente meno che per un gallo. Non bisogna e dei sei apostoli che riempivano le tre nicchie della parte
meravigliarsi troppo su un errore di tale stranezza. I fram- sinistra della fronte. Questo frammento è già noto per la
menti hanno spesso una forma bizzarra, e ci vuole una grande fotografia d'un gesso edita da Salomone Reinach nella Revue
pratica per riconoscerne il soggetto. Così la gamba sinistra archéologique'. Io ho potuto aggiungervi un piccolo pezzo che
d'una Eva in parte distrutta fu presa per il cieco nato e la ho trovato nel Museo lapidario e che do, insieme con l'altro,
stessa gamba d'un'altra Eva per il pesce di Tobia2. secondo la fotografia dell'originale, dovuta ai miei amici
Delle tre nicchie centrali E. Le Blant scrisse: « Troia signori Melms {tav. XXIX, 1).
des bas-reliefs ... ont été martelés ; les sujets pourraient néan- Per completare la lacuna, mi volli servire, sul princìpio,
moìns en ètre déterminés si l'on avaìt sous les yeux le di due frammenti che si conservano nel Museo di Lione e
marbré méme»3. che tanto per l'architettura quanto per lo stile hanno fra loro
Per poter esaminare il marmo, mi recai a Narbona, ed tale affinità da sembrar provenire da uno stesso sarcofago
ebbi la soddisfazione che il curato fece gentilmente rimuo- {tav. XXIX, 2). Ma quando cercai di riunire le fotografìe dei
vere subito il confessionale che copriva in parte il sarcofago. frammenti, m'accorsi che il sarcofago di Lione era di propor-
Dopo liberate le sculture dalla polvere accumulata da secoli, zioni un po' più grandi di quello rimasto in Arles. Allora
ne fu fatta la fotografia *, e potei costatare che le tre nicchie mi ricordai molto a proposito che il Peiresc vide sopra la
centrali contenevano una missione simile a quella dell'altro porta interna della Chiesa di Saint-Honorat-aux-Alicamps la
sarcofago, Salvo che gli apostoli erano sci, due accanto al Cri- fronte d'un sarcofago, sulla quale appariva « Christus imber-
sto, quattro nelle nicchie vicine. Di quella nel centro rimane bis globo ìnsìdens inter duodecìm apostolos, quorum sex
soltanto qualche traccia del caelus col velo rigonfio e del- tantum barbara gerunt » B. Non v'ha dubbio che il Peiresc
P apostolo a sinistra dello spettatore, dunque tanto quanto descrive le nostre sculture. La ricostruzione è in tal modo
basta per stabilirne con certezza il soggetto. Malgrado il pes- assicurata; non occorre altro che ripetere nella metà destra
simo stato delle sculture si vede ancora che lo stile è tale da Paolo con cinque apostoli, fra i quali due barbati e tre
poter ascriverle alla fine incirca del secolo IV. imberbi, e mettere Cristo assiso sulla sfera del firmamento
E. Le Blant5 riprodusse un frammento d'un terzo esempio che qui ha il significato del caelus. Al firmamento apparte-
del caelus, secondo il disegno di Germer Durand, dandone una nevano anche il sole e la luna, che sono rappresentati negli
ricostruzione inesatta, in cuì il piede destro dell'apostolo interstizi della nicchia centrale.
astante è diventato il sinistro. Il frammento può provenire da La metà destra del sarcofago esìsteva ancora sul principio
una missio o da una traditio legis a s. Pietro. del secolo passato. Se ne parla nella iXo/ice des anciens tnonu-

iva riti Miai'e diretteli mi diiiteau ile Siiinl-Germaìn ■' Gitale, p. 77 seg.
n-Layt, a. 31193. •'■ Garrucci, tav. 323, 1.
' Vedi il mio articolo: I.cs fragments dt sarcophag . clliilìeil, de Die lugli '■ Le Musèe dirètte» duns la i'.lmtidle ile Suini-Louis in Rev. ardi., 1903,
inaicela sacra Tarraconensia (in corso di stampa). 11, 286, fig. 25; lo stesso nel Catalogar illustre du Musée des antiquitès nationales
1 Le Blant, Caule, tav. XLVII, p. 135. un dia lenii de Sainl-Germaìn-en-lMye, i'aris, 1917, 76, fig. 62. Di alcuni gessi
* Debbo la fotografia alla cortesia dell'abbi' Sigal, di questo Museo parlo nella Rivista dell',ii-,ke,ii„::i,i cristiana, 1927, p. 82 scg.
ervigi durame il mio soi^ionir. a Narbona. CI bene son ■ Le H .nnt, Arles, 69, LXXIV.
ments d'Arles, pubblicata dal notaio Véran ni! 1825. A pag. 15 struzione. Cristo sta seduto; i suoi piedi posano sopra un
leggiamo: Quelque tèmps après la tourmente révolutionnaire, siippedaneum coperto di panno. Il collegio apostolico era
un charettier transportait des Champs-EIysécs d'Arles la intiero, come in altri casi. Vi assisteva anche la personifica-
partie de sarcophage qui est désìgné ici sous le n" 15. C'était zione della Chiesa, ma alla sinistra di Cristo. Ciò è molto signi-
pour la mettre cn pièces et la faire servir ensuite a réparer ficativo, perchè prova che il posto d'onore, secondo gli artisti,
les dommages survenus aux chaussées du Rhóne par la crue era talvolta alla destra dello spettatore, non del personaggio
des eaux. Un bon cìtoyen la reclama, et donna cn éch rappresentato. Questo modo di vedere è però eccezionale.
porteur une charettée de pierres. Ce fragment est aujourd'hui Ne troveremo soltanto pochi casi, uno, p. e., applicato
dans le cabinet de M. Véran, notaire à Arles. Il «présente all'Agnus Dei, che è parimente collocato alla sinistra di
six des apótres disposés deux par deux dans une niche parti- Cristo*. Gli apostoli stavano in un ambiente la cui vòlta era
culièri'. soutenne par dis colonncs torses ayant des chapiteaux formata di archi sostenuti da mensole. Negli interstizi degli
cormthiens.L'entablement est orni) de i'i)lombirs,d'oisiaiix, tic. archi foglie d'acanto ed agli angoli ceste rovesciate, piene d
Ce sarcophage de mar- uva, e colombe che v
bré décèle le travail du beccano; quella a destra
iv° siècle 0. La famiglia è distrutta.
del notaio Véran, amica Dando a Cristo, in-
dei monumenti patrii, vece del monte, il sup-
esiste ancora, rappre- pedaneo velato, l'artista
sentata dal venerando tolse un particolare pri-
vegliardo Auguste Vé- mitivo. Forse per questa
ran1 e figli, ma il fram- ragione egli ripetè la
mento è scomparso e scena nei due acroteri
la copia citata è troppo angolari del coperchio,
insignificante per essere abbreviandola: Il Si-
presa in considerazione. gnore dritto sul monte
Cristo è contraddi- fra i principi degli apo-
stinto dal nimbo in for- stoli,Pietro a destra dello
ma d'un semplice cer- spettatore. Il monte ha
chio. Questo particolare la forma d'un piccolo
raramente adoperato rialzo. Così lo trove-
sulle sculture si pre- remo ancora altre volte.
senta qui per la seconda Le sculture del sar-
volta. L'attitudine di hk.. ! cofago di Mantova c'in-
Cristo docente è quella vitano a spendere qual-
solita: ia sinistra tiene il volume mezzo aperto e la destra che parola sul famoso frammento di Berlino, oggetto di
faceva il gesto oratorio, come si vede dall'attacco rimasto sul parata, davanti al quale alcuni studiosi dell'arte bizantina
marni». sogliono andare in estasi. « Il valore del pezzo per la storia
L'architettura è bella e molto curata, ma alquanto mono- dello sviluppo (dell'arte) è incommensurabile », scrive lo
tona. Ciascuna nicchia finisce in una conchiglia. I simboli Strzygoweki3. Per noi è un semplice numero. Grazie alle
posti negli interstizi degli archi: corona lemniscata, canestro infinite illustrazioni, si è arrivati a stabilire che il frammento
pieno di uva e colomba che becca l'uva di cui è ricolmo un formava » la testata destra » - noi possiamo dire con certezza
altro canestro, erano ripetuti nello stesso ordine anche nella la sinistra - di un sarcofago, come indica l'attitudine di
metà distrutta della fronte (fine del iv secolo). Cristo'. Viste le sue straordinarie dimensioni (1,42 x 1,24), il
sarcofago dovrebbe avere servito di sepoltura a due alti per-
sonaggi della Corte di Costantinopoli, marito e moglie, come
9. - Fronte del sarcofago
di solito, eccettuati però i- « porfirogeniti » (tav. XXXI, 2).
della Cattedrale di Mantova.
In un'architettura assai ricca sta Cristo fra due apostoli,
Le figure un po' stecchite degli apostoli sulla fronte del separati l'uno dall'altro per mezzo di colonne baccellate a
sarcofago della Cattedrale di Mantova ci trasportano alla spire con capitelli corinzi ed imposte sorreggenti, nel centro,
fine del secolo iv o alla prima metà del v (tav. XXX)- La un frontone molto basso con acroteri, agli angoli un corto
fronte è molto danneggiata; manca un buon terzo della epistilio con simili acroteri. Cristo è una figura puramente
scena. Ma le tracce rimaste sono tali da permetterne la rico- decorativa; egli fa l'impressione di uno che voglia mostrare

1 Vedi sopra p. 37, nota 3. ■ Antiochia con l'Asia Minore del sud » ovvero - nord-ovest »-u Kyzikos o la
' libro IH, e. VII, n. 7. Prokonesos (O. \ Vvi.fi*, Alkhrhtl. 11. trai te fall, Btidmrké, I, Berlino, 1909,
Orimi mie Rum., Leipzig, 1901, t 15). Su questi pretesi siili orientali vedi Vv'iLpekt, Dm iiilchiitl. Ktaat
• Secondo O. Wulff non si saprebbe : e ascriverlo, per lo stile, ad Itomi 11, des Orienti in Zeitsclir. fùr kath. Virologie, Innsbruck, 1911, 18 segg.
Capo IV. - Afissio Apostoloru

come gli sta bene il pallio artisticamente aggiustato, che due ceste rovesciate con uva, due corone lemniscate e due
involge tutta la persona, e la cui lacinia è rigettata sul dorso.
colombe che beccano uva dentro canestri (seconda metà del
Unico è il suo nimbo della forma d'un disco con la croce scol- secolo iv).
pitavi dentro; unico pure il diadema con cui è legata l'abbon-
dante e ricciuta capigliatura. Non è, come qualcuno vorrebbe,
io. - Fronte d'un sarcofago nell'isola di Lérin.
il diadema degli imperatori, che si trova talvolta concesso al
preside Pilato, ma che qui non corrisponde affatto all'abito; Secondo la .tradizione, gli apostoli sparsero eroica-
esso non sembra altro che la benda onde si solevano cin- mente il sangue per la dottrina da loro insegnata. Questo
gere fin dai tempi remotissimi le capigliature profuse. Anche particolare venne espresso sul sarcofago dell'isola di Lérin
gli apostoli sono privi di azione; essi funzionano da semplici (tao. XXXIII 2) '', la cui fronte non è più « encastré dans
assistenti, ciascuno con un dittico nelle mani, quello a sini- le mur extérieur de l'ancienne chapelle de Saint-Honorat »',
stra rotto. Tutti e tre i personaggi sono imberbi. ma «dans la sacristie de l'églisc », come mi scrive Mgr Chail-
La completa inerzia delle tre figure fa supporre che la lan. Nella nicchia centrale Cristo, dritto sul monte, dà il man-
vera e propria scena fosse rappresentata sul davanti del sar- dato a tutti gli apostoli, disposti per due nelle nicchie vicine.
cofago, e questa, secondo ogni apparenza, non può essere Però quattro di essi non fanno il gesto di acclamazione, e
che la missione degli apostoli, scena che a Venezia fu ripro- invece del volume, portano la corona, simbolo della vittoria.
dotta ancora sopra un sarcofago del pieno medio evo. Se, Dando la corona soltanto ad alcuni e non a tutti, s'intende
come sembra, la supposizione è vera, sul piccolo lato destro che l'artista volle accennare in genere al martirio degli
sarà stato ripetuto il soggetto di contro, come sui due acroteri apostoli, sofferto per la dottrina di Cristo.
del coperchio di Mantova. La faccia posteriore era probabil- La missione rappresentata sulla fronte del sarcofago di
mente priva di sculture. Lérin era fino ad oggi unica. Sul frammento del Museo di
Il sarcofago intiero dovette offrire un aspetto monumen- Narbona vediamo, è vero, Pietro e Paolo offrire le loro corone
tale, anche più del sarcofago della basilica di S. Ambrogio al Signore; ivi non si tratta però della missione. Va poi da
a Milano. Lo stile buono e leggero lo farebbe assegnare sé che la composizione venne importata, come tutte le altre,
ancora al secolo iv, ma il nimbo crocigero ci obbliga ad dall'arte romana. La prova ci è fornita da un frammento
ascriverlo alla metà incirca del V. ancora sconosciuto del Museo del Campo Santo teutonico,
Il compendio della scena sui due acroteri del coperchio residuo dell'angolo sinistro d'un sarcofago, la cui fronte aveva
di Mantova rammenta il sarcofago a cinque scompartimenti la scena in parola (tav. XX, 2). Ne sono rimasti due apo-
delle grotte vaticane, che venne adoperato una seconda stoli ; il primo acclama, il secondo porta la corona. Di questa
volta, e cioè per ricevere la salma del pontefice Marcello II si vede una buona metà con la caratteristica pietra preziosa
(tav. XXXII, 2) '. Nel centro, fra due apostoli giovani, sta nel centro. Anche sulle testate erano effigiati apostoli. Quello
Cristo sopra il monte in cui sono indicati sommariamente i conservato è cosi logoro, che non si distingue più il gesto che
quattro fiumi, simbolo dei vangeli; egli tiene a due mani un faceva. Secondo lo stile buono, il sarcofago di Lérin e il
frammento sono del secolo iv.
volume chiuso, mentre le mani degli apostoli sono vuote.
Due altri apostoli, probabilmente Pietro e Paolo, stanno agli
angoli, la destra alzata nel gesto dì acclamazione, un volume
11. -Sarcofago del Museo di Algeri.
chiuso nella sinistra ; la testa del primo è completamente Il sarcofago del Musco di Algeri, con la fronte divisa in
distrutta, l'altra danneggiata. La scena ha quindi della missio sette nicchie, mostra la missione con un particolare nuovo
solo il monte; essa è l'unico ornamento del sarcofago che per (tav. XXIX, 3): Cristo, seduto, stringe con la sinistra un
lo stile dovrebb'essere della fine incirca del secolo IV. rotolo mezzo svolto e ha la destra alzata davanti a sé e aperta;
La scena del sarcofago delle grotte vaticane ci fa pen- i suoi piedi posano sulla testa d'un enorme busto maschile,
sare a quella che occupa il centro d'un sarcofago del Museo collocato fra due apostoli che per la loro piccola statura
di Marsiglia {tav. XXXIII, j) '. Cristo è però seduto sul sono costretti a guardare in su. Nel fondo due palme.
monte, fra due apostoli, ed ai suoi piedi vediamo le figure II Garruccis prende la testa per « quella del cielo », e vi
dei due defunti, a sinistra il marito in abito militare, a vede un « velo » che in realtà non esiste. Il busto non è che
destra la moglie con la palla tirata sul capo; ambedue, stando la personificazione del monte, e ritorna ancora due volte: sul
ginocchioni, stringono un piede di Cristo per baciarlo. sarcofago di Adelfia e, come testa emergente da un mucchio
Perciò, e a ragione, tali figure sono chiamate adoranti daj;li di sassi nel sogno di Giacobbe, in quello da me ricostruito
archeologi. a S. Sebastiano, che è ancora inedito.
Nelle nicchie vicine alla centrale, due scene tratte dalla Le sei scene che fiancheggiano la « missione », sono le
vita di s. Paolo corrispondono alla comparizione di Cristo solite che verranno illustrate a suo luogo. Negli interstizi tra
davanti a Pilato, che illustreremo a suo luogo. Negli interstizi frontoni ed archi, corone lemniscate (fine del iv secolo).

1 Garrucci, tav. 339, 3. Gahuicci, tav. 3*9. 2; Le Blant, Caule, tav. LIX, :
1 Garrucci, tav. 346, 1 (con un coperchio che non appartiene ;il sarco- 1 Li: Blant, loc. cit.
fago); l.i Blant, Gode, tav. XIV, 1, p. 44 seg. Tav. jai, 3, p- 4°-
12. - Sarcofago della basilica di.S. Ambrogio 14.-Sarcofago di Tarragona.
a Milano.
Un sarcofago di Spagna presenta una variante notevole. Fu
Una missio con una variante nuova è rappresentata sulla scoperto, insieme con altri, l'anno 1926 in un antico cimitero
faccia principale del grandioso sarcofago che nclia basilica di che tornò in luce a Tarragona nella costruzione della grande
S. Ambrogio a Milano serve di sostegno all'ambone medievale. fabbrica di tabacco. Ebbi il piacere di vederli tutti poco tempo
Cristo, seduto sul monte, parla, col libro aperto nella sinistra. dopo la loro scoperta. Il nostro è a cinque scompartimenti e
Gli apostoli, e con essi Paolo alla sinistra del Signore, ascol- d'una conservazione perfetta. Manca soltanto il monogramma
tano seduti, segno che l'artista li ha presi già per dottori; di Cristo, il quale riempiva la bella corona lemniscata dei
ad eccezione del decimo e undecimo, tutti hanno il volume campo centrale ed era lavorato a parte, forse in metallo pre-
chiuso o semiaperto. 11 loro sedile è un banco con spalliera, zioso, o piuttosto in mosaico, come sembrano indicare nume-
coperto dì panno e con suppedaneo clatrato. A pie' del rose pietre decorate di mosaici, che chiudevano forme. La
monte Ì due minuscoli defunti che con mani velate si rac- corona, colla solita pietra preziosa, è contornata da quattro
comandano all'Agnello divino. Dietro Cristo due palme e fiori della forma di margherite, e posa sulla montagna coi
nel fondo la città celeste. quattro fiumi, simbolo degli evangeli. Nei due campi ango-
II sarcofago possiede ancora il suo coperchio coi ritratti lari, decorati di tende artisticamente drappeggiate, stanno
dei due defunti e con le scene tante volte contrapposte l'una i due principi degli apostoli, riconoscibili ai loro ritratti:
all'altra: il rifiuto dei tre fanciulli di adorare la statua di Pietro a sinistra, Paolo a destra; quello tiene il rotolo con
Nabucodònosor e l'adorazione dei Magi. I defunti, marito entrambe le mani, questo colla sola sinistra, facendo colla
e moglie, erano personaggi altissimi, a giudicare dai loro abiti. destra il gesto oratorio; ai piedi di ciascuno uno scrigno
Ma chi siano stati, è impossibile indovinare, non avendo rotondo per volumi. Quattro specchi con strìgili separano i
iscrizione. Ne parleremo ancora, quando tratteremo ex pro- tre campi descritti (tav. XXXVI, 2).
fesso sui ritratti di defunti. La figura del marito in mezzo ad Il monogramma di Cristo aveva probabilmente la forma
apostoli sulla testata destra, e la stella, simbolo del Cristo, più comune, cioè quella così detta costantiniana, forse con le
scolpita due volte sul coperchio, rammentano l'iscrizione di lettere apocalittiche: a <u, molto adatto per una cornice
Probo (p. 44). 11 sarcofago appartiene al secolo iv inoltrato. rotonda. Va poi da sé che esso rimpiazzava la figura di
A causa del pulpito non ne ottenni fotografie soddisfacenti; Nostro Signore. Le rappresentazioni del sarcofago entrano
perciò rinvio alla copia del Garrucci (tav. 329, 1). quindi molto bene nella serie che stiamo illustrando.
Le sculture sono d'un rilievo bassissimo. L'artista è par-
ticolarmente preoccupato dell'effetto decorativo; e non pos-
13. - Sarcofago di Eugenia
nel Museo di Marsiglia. siamo negare che in ciò sia riuscito; ma le figure degli apo-
stoli sono stecchite, schematiche. Lo stile rammenta le
La missione descritta fu ripetuta, con qualche lieve sculture di Tolosa, specialmente quelle pubblicate da E. Le
variante, sul sarcofago della nobilis Eugenia praeclari sanguini* Blant nelle taw. XIX, 1; XXXII, 1; XXXIV e XL, 1, della
ortu, collocato in origine nella cripta dì S. Vittore ed ora nel sua opera sui sarcofagi cristiani della Gallia. Il sarcofago
Museo di Marsiglia (tav. XXXIV, 2). L'iscrizione incisa nel nostro non dovrebbe essere anteriore al secolo v.
coperchio ' non ha nessuna relazione con la scena scolpita, Il nome dì Gesù Cristo l'incontreremo spesso sui sarco-
di cui E. Le Blant pubblicò una copia fotografica, ma insuf- fagi, e ordinariamente nella forma costantiniana che servi
ficiente per i particolari, perchè troppo scura e fatta in per il labaro descrìtto da Eusebio. Più di rado si vede il
iscorcio 2. La nostra tavola offre pertanto la prima ripro- «monogramma crociforme » ("Croce monogrammatica»), -E
duzione servibile. solo o accompagnato dalle lettere A e 0).
La missione è l'unico ornamento del sarcofago; le testate Sopra un sarcofago, scoperto nel Vaticano e da molto
hanno una imitazione di cancelli a forma di squame. Cristo tempo sparito, il monogramma, ^, dentro un cerchio era
parla, stringendo con la sinistra un volume chiuso; ai suoi l'unica ornamentazione simbolica '. Esso riempiva il campo
piedi sta l'Agnello divino, ma gli adoranti mancano. Gli apo- quadrangolare del centro fra due specchi contenenti strìgili
stoli, in numero dì dodici, seggono sopra un banco senza ondulate e fra due pilastri lisci con capitelli corìnzi agli
spalliera, coperto di panno; sette portano il volume chiuso, angoli; negli interstizi tra il cerchio e il rettangolo erano
due un libro aperto, e tre, fra i quali Pietro, hanno le mani quattro gìgli (fig. 17).
vuote. Nel fondo un colonnato con archi a forma di conchi- Nessuna meraviglia di trovare il solo nome di Gesù Cristo
glie, e negli interstizi si corrispondono colombe, delfini, su un sarcofago intiero. Il principe degli apostoli non aveva
corone lemniscate e colombe accanto a canestri ricolmi di egli, in virtù di questo nome, ridato la salute all'infermo « qui
uva. Il sarcofago sembra essere ancora del secolo iv. erat claudus ex utero matris suae », prendendolo per la mano

' Le Ulani, liner, dirci., li, n. 543, p. 2S4. vigna... fuori (iella Porta (ielle Fornaci »; poi fu trasportato « nel Cortile della
'- Caule, tav. XIII, p. 43. Garrucci, tav. 343, Casa del Signor Angelo Incoronati, incontro la chiesa di S. Marcello al Corso .
ScOHI'ti> il ((ititi) | li ,S'.. [■>. ,,;) il SLlfOif.lL''> o lungo tempo in una È riprodotto dal Garrucci, tav. 301, 1.
Caim IV. - Miss/o Apostoloru

e pronunciando le parole: « In nomine Iesu Christi Nazareni raddoppiata. Primeggia però l'idea della regalità del Cristo;
surge et ambula? » ' E l'apostolo delle genti, rilevando ['umiltà perciò il suo monogramma coronato è posto sopra un trono.
infinita di Gesù Cristo, dichiarò che •< Deus exaltavit illum et La presenza delle due croci ha sfavorevolmente influito
donavit illi nomen quod est super omne nomen, ut in nomine sull'età del sarcofago che finora si attribuiva al v secolo.
Iesu omne genu flectatur caelestium, terrestrium et ìnfer- L'esecuzione delle sculture è molto accurata, geniale il con-
norum ■> *. Quindi molto a proposito sopra un altro sarcofago tenuto e la maniera, come è stato espresso. Onde non dubi-
il nome di Gesù Cristo è collocato su un trono, al pari d'un tiamo di ascrivere* il sarcofago al primo periodo del trionfo
sovrano. Questo importante sarcofago fu trovato al tempo del della croce, cioè alla prima metà del secolo iv. Le croci sono
de Rossi nella necropoli tuscolana e si conserva nella villa già un riflesso dell'importanza che la figura della croce trionfale
Taverna, oggi Parisi, dove, col gentile permesso del proprie- acquistò da quando Costantino Magno, diventato padrone di
tario, lo feci fotografare per poter metterne la copia in cima Roma, dopo la vittoria su Massenzio, si fece rappresentare
a tutte le incisioni inserite nel testo. È a cinque scomparti- con la croce in mano, e dette alla croce il primo posto nella
menti, d'una esecuzione finissima e, quanto alle sculture, inte- sua basilica del Salvatore al Laterano. Nelle pagine che
gro; mancano solo i colori, richiesti anzitutto dal cerchio seguono tratteremo d'una famiglia speciale di monumenti che
dentro cui è chiuso attestano il grande
il monogramma. Co- sviluppo preso dalle
desto cerchio, che rappresentazioni del-
rappresentava in ori- la Croce.
gine una corona di Dal punto di vi-
alloro con la pietra sta estetico è interes-
preziosa nel mezzo, sante la forma quasi
ora, spariti i colorì, barocca delle gambe
ha l'aspetto di una del trono, che rimase
ruota dì gomma. An- tal quale attraverso
che gli altri particolari: il monogramma, il trono con il il Rinascimento ed è tutt'ora in uso, specialmente per le
drappo che lo copre e il cuscino, non si possono pensare balaustre. Le quattro colonne coll'epistolio sorreggevano il
senza i colori. Il monogramma e della forma più antica, coperchio a forma di tetto, qualificando così il sarcofago per
composta delle lettere / e X: 'liprovs Xpta-rós. la casa, o l'ultima dimora della salma del fedele defunto.
« Nel mezzo d'un quasi portico retto da colonne, regna una Come campione più grandioso di tale dimora ci si presenterà
sella di onore coperta di drappo pendente dinanzi e di cuscino, il sarcofago di Salona.
in somma un trono... » Così è descritta la scultura principale
dal de Rossi che per primo pubblicò il sarcofago3. Il portico
§ III. - La missio degli apostoli
è formato da due colonne con capitelli corinzi, sorreggenti un
coil'allusione al trionfo di Cristo sulla morte.
architrave rettilìneo, che scomparisce dietro i campi strigi-
lati per riaffacciarsi agli angoli dove è sorretto da due simili Per mostrare in Cristo la sua onnipotenza divina nel
colonne, ornate, di due croci, sculte poco sopra il mezzo fusto. momento della missione degli apostoli, gli artisti gli danno
Le due croci non sono un semplice « ornamento », come nella mano la croce, lasciandogli il volume come anche il
qualcuno asserì, ma costituiscono una parte essenziale della monte caratteristico. La croce è, s'intende, idealizzata, cioè
composizione, la quale, ad onta della sua semplicità e chia- d'oro e quasi sempre tempestata di pietre preziose, una crux
rezza, non fu ancora rettamente spiegata. E la prima fatta gemmata; essa deve alludere al trionfo del Redentore sulla
con soli simboli, senza figure umane. morte in croce. La composizione è pertanto chiara, ma non
S'intende che pure qui il monogramma fa le veci della per- sembra molto antica; almeno i monumenti che finora se ne
sona di Nostro Signore che dal trono è qualificato per il « rex conoscono, sono tutti dell'età della pace. Diamo la prefe-
regum et dominus dominantium n \ Con la corona d'alloro, renza al sarcofago di Probo, che meriterebbe un trattato spe-
simbolo della vittoria, l'artista volle alludere ad un trionfo. ciale.
Questo non può essere che la vittoria che Cristo riportò sulla i. - Sarcofago ni Pkobo.
morte tri croce, risorgendo per virtù propria il terzo giorno
dai morti. Il sarcofago di Probo, le cui sculture occupano la ta-
La nostra scultura rappresenta quindi, in sostanza, una vola XXXV, è lavorato su tutti e quattro i lati e di una con-
Anastasia io t'orma più gloriosa. In essa la croce, invece servazione meravigliosa. Fu scoperto quando si demolì, sotto
dì essere unita col monogramma dentro la corona d'alloro, il pontificato dì Nicolò ¥(1447-1455), il mausoleo degli Aitai,
ne è, a eausa del trono, staccata e, per ragione dì simmetria. situato dietro l'abside della basìlica di s. Pietro: ivi giaceva

' A 1,1 ,-lf>.. $, • SCJ.M

"- Philipp,, 2. i) aeg.


Bulica, crisi., 187», 125-140, donde lo riprodus
- La missio degli apostoli coli'allusione al trionfo di Cristo sulla morte

nel centro dell'edifizio, ma nascosto sotto il pavimento. Già in segno di acclamazione, gesto che si ripete in molte altre
questo ci spiega perchè non aveva il solito coperchio con i figure; in poche soltanto la destra è occupata col volume,
ritratti e l'iscrizione e perché le sculture del lato posteriore, come p. e. in quella di Paolo.
che dovevano terminarsi con i ritratti degli acquirenti, non Le nicchie della fronte e delle testate contengono in
furono finite. Il sarcofago conteneva Ì corpi di Sesto Pe- tutto ventidue uditori, compresi i due principi degli apostoli,
tronio Probo e di Anicia Faltonia Proba, sua moglie e fon- collocati in quella centrale. Avendo così duplicato il numero
datrice del mausoleo, personaggi molto celebri nella storia menzionato da Matteo e introdotto Paolo nella composizione,
romana dell'età della pace. Di lui sappiamo dal poeta Clau- I artista volle manifestamente mostrare i rappresentanti più
diano che nel 395 era già morto '; ella viveva ancora nel 410, cospicui di coloro ai quali apparve Cristo dopo la sua risur-
come risulta dall'insinuazione calunniosa dì Procopio ". Uno rezione e che perciò divennero pure i suoi testes. « Et quia »,
dei figli, Olibrio, aveva per moglie Iuliana, madre della vergine così l'apostolo delle genti, « visus est Cephae, et post hoc
Demetrias. undecim. Deinde visus est plus quam quingentis simul, ex
Il mausoleo era per ampiezza degno di imperatori. Due quibus multi manertt usque adhuc, quidam autem dormie-
iscrizioni monumentali che si leggevano, come ancora oggi nel runt. Deinde visus est Iacobo, deinde Apostolis omnibus.
battistero lateranense, sull'epistilio del colonnato interno, ne Novissime autem omnium tanquam abortivo visus est et
erano l'ornamento precipuo. Maffeo Veggio le aveva appena mihi "7. Il passo trascritto riceve dalle sculture una luce splen-
copiate, quando tutto il monumento fu demolito per uso della dida. Esso ci spiega anzitutto perchè Paolo potè essere rap-
nuova fabbrica della basilica di S. Pietro: ■ Marmora illa, presentato insieme con gli apostoli nella missione. La sua
propter magnitudinem et pulchritudinem eorum, in magnos figura è assai espressiva: guardando in senso opposto alla
iìsus operum fabrilium conversa sunt ». Il sarcofago si trovò direzione del cammino, egli impugna con la sinistra il
pieno d'oro, « quod vestibus intextum erat»3. Per molto volume del «vangelo » e parla con la destra, pieno di zelo di
tempo servì di fonte battesimale, anche nella basìlica nuova; annunciare ai suoi Corinzi la lieta novella del Cristo risorto.
nel 1694 venne trasportato nella « Cappella del Crocifisso » e, Sembra averli davanti: « Notum autem vobis facio, fratres,
ai nostri giorni (1923), nel Museo Petriano. evaiigelium, quod praedicavi vobis, quod et accepistis, in
Le sculture sono note fin dai tempi del Bosio che le pub- quo et statis... Tradidi enim vobis in primis, quod et accepi:
blicò per primo. Dalla sua copia dipendono le altre*. Tutte quoniam Christus mortuus est prò peccatis nostris secun-
sono inesatte in quanto danno per finite anche le sculture dum scripturas, Et quia sepultus est, et quia resurrexit tertia
del lato posteriore, le quali, come si disse, erano rimaste die secundum scripturas »8. Questo Cristo sta ora accanto
incompiute.r' Di più il manto del defunto ha sulle copie una a lui, nell'eterna gioventù e bellezza, con la croce trionfale
forma confusa, mentre nell'originale è, nettamente, la toga nella destra. Dunque la croce trionfale è una aggiunta molto
contabulata. importante della composizione, facendola diventare una
La parte architettonica delle sculture è la stessa che incon- sintesi della redenzione. Ecco perchè nella famosa visione
trammo già sopra una fronte dì Arles: nìcchie composte dì Nostro Signore apparve a Costantino nella stessa attitudine,
colonne scanalate a spira con capitelli corinzi sorreggenti archi cioè colla croce nella destra, e perchè l'imperatore, a sua volta,
con bacini a forma di conchiglia. Le nicchie continuano anche impose la medesima forma alla statua decretatagli dal Senato.
sulle testate, di guisa che se ne contano in tutto undici. Negli Comprendiamo pertanto, come un tale soggetto potè
interstizi, canestri pieni d'uve, con uccelli affrontati che le bastare all'ornamento di quel sarcofago che Faltonia Proba,
beccano. dama coltissima, scelse in una delle officine vaticane per
Nella nicchia centrale della fronte sta Cristo dritto sulla sepoltura propria e del marito.
rupe coi quattro fiumi simbolici. Con la sinistra abbassata Oltre 1 prìncipi degli apostoli, sembrano essere individua-
stringe un volume mezzo svolto, giusto come sulle più anti- lizzati il giovane coi capelli ricci dietro Pietro, che dovrebbe
che sculture; però con la destra alzata, invece di parlare, regge effigiare Giovanni, e Andrea dietro Paolo, che rassomiglia al
la croce gemmata, simbolo della sua vittoria sulla morte. In fratello, e Giacomo « fratello del Signore », che sarà probabil-
tal modo l'artista, sacrificando il gesto oratorio, potè mostrare mente quello della prima nicchia, barbato e con ricca capi-
Cristo gloriosamente risorto e dare un maggior rilievo alle gliatura.
parole che precedono il mandato: « Data est mihi omnis pote- La faccia posteriore offre un aspetto differente. È a cinque
stas in caelo et in terra. Euntes ergo » ecc.B Pietro sta alla scompartimenti: due campi con strigili e tre con graziose
destra di Cristo ed è così strettamente congiunto con la croce, nicchie, formate di pilastri corinzi sorreggenti archi con con-
che questa sembra appartenere anche a lui; la destra è alzata chiglie. Quella centrale contiene l'atto del matrimonio nella

1 Claud., De Prob. et Olybr. cons., 40. per le sue Inserì fittomi e Duchesnc per il
7 De bello Vandalico, I, 2, 27. solco porta la lettera k.
' Excerpta e Maphneu l'ijw in in- Rossi, Intctipt. clirist., II, i, 348. '■' L'incisione pubblici 1 dal Baroniq (loc
• Bosio, R. S., 49-53; Abinghì, R. S., I, 281-285; Bottari, R. S., I, ricatti? di! sarcofago.
tav. XVI-XVIII; GaRRUCCI, tav. 325. Cfr. BatELLI, De saicophugo marmoreo * Matto., 28, 18.
Probi Artidi et Proba? Faltoniae in tempio Valicano, Ramati, 1705; Barox., Ad ' Cor., 5-5-8
ani. J95, IV. Sulla pianta di Al Tarano, della quale si servirono il de Rossi s Loc. 1
Capo IV. - Missio Apostolorum*

forma della dextrarum iunctìo. Volendo per maggior sicurezza di più una corona lemniscata accanto alla croce, per rendere
nascondere il sarcofago sotto il pavimento, Faitonia Proba non più solenne l'allusione alla vittoria sulla morte di croce.
fece finire ì due ritratti, ma li lasciò nello stato di abbozzo. L'altro frammento mostra il piede sinistro del Signore e attac-
Il costume dello sposo è quello senatoriale. La sposa, carica catavi la mano sinistra della defunta adorante, e parte della
di pietre preziose, apre con una mossa elegante il velo nuziale rupe con due dei fiumi simbolici. Per tal guisa rimane indubi-
per poter guardare lui in faccia. Questo gruppo, sebbene tato che tutti e quattro i frammenti provengono da una mis-
soltanto abbozzato, è il meglio riuscito, perchè fatto secondo sione degli apostoli, simile in sostanza a quella del sarcofago
modelli classici ; sembra d'un altro artista, come anche i due di Probo, ma con alcuni nuovi particolari : la corona, gli
santi protettori agli angoli. adoranti e la città celeste, alla quale tornerà Cristo risorto
I due epigrammi che si leggevano nel mausoleo, sono (tav. XX, 6). Per l'ultimo piccolo frammento a destra,
composti di esametri e pentametri; l'uno di trenta, l'altro di che è staccato dal resto, avverto che esso può appartenere
venti versi. In ambedue è la moglie superstite che parla. Da altrettanto bene alla testata destra. In questo caso la rassomi-
quello che tratta esclusivamente del defunto Probo, rileviamo glianza del sarcofago distrutto con quello di Probo, sarebbe
soltanto che egli mori neofìto e confortato dal cibo euca- anche maggiore, inquantochè gli apostoli, i testes della risur-
ristico: lordane abititm mine Probus es melior Transcendis rezione ed ascensione di Cristo, e fa città celeste, avrebbero
senior donatus miniere Christi; che si è avvicinato a Cristo e occupato anche le due testate. La faccia posteriore era, in
ai Santi e che gode d'una nuova luce, essendogli Cristo la ogni caso, priva di sculture.
luce: Nunc propior Christo Sanctorum sede potitus - Luce nova Il sarcofago può essere della stessa officina vaticana, da
jrueris, lux tibi Christus adest. Termina raccomandando a cui esci quello di Probo, ovvero ambedue furono fatti secondo
Cristo il defunto e invitando questo a pregare per i superstiti: un archetipo comune, il che è più probabile. Le sculture
Hunc tu, Christe, choris iungas caelestibus oro. I Te canal etpla- sono tali da poter essere ascritte alla seconda metà del
cidum iugiter aspiciat. I Quique tuo semper dilectus pendet ab secolo iv.
ore I Auxilium soboli coniugioque jerat. Anche nell'altro epi-
gramma si parla, in prevalenza, dei grandi meriti di Probo.
3. - Sarcofago distrutto di Moutier-Saint-Jean.
Un tale uomo non può essere morto: Sed periisse Probum
merùispro talibus absit I Credas, Roma, tuum: vivii et astra tenet. Eccettuati i due adoranti, una missione simile a quella
In ultimo la moglie si consola al pensiero di condividere coi di S. Sebastiano era pure rappresentata sul sarcofago della
marito l'urna sepolcrale: Solamen tanti conìux tamen optima chiesa di Moutier-Saint-Jean, oggi scomparso. Se ne conosce
luctus I Hoc Proba sortita est iungat ut urna pares. I Felix lieti soltanto la copia secondo una incisione abbastanza perfetta
nì»iiuin felix dunt vita maneret Digna iuncta viro digita simul di Dom Planeher, riprodotta dal Le Blant (fig. 18)'2. Cristo
tumulo ■■ '. S'intende che del sarcofago nascosto non si fa stava sopra il monte un po' sommariamente indicato dal
nessun cenno speciale; il visitatore non poteva che ammirare copista, ed aveva nella destra una croce gemmata, nella sini-
il sontuoso mausoleo: Sublime! quisquis tumuli mìraberis arces I stra il volume incartocciato, come sul frammento di S. Seba-
Dìces quantus era! qui Probus /tic situs est. stiano; le attitudini dei dodici apostoli erano le solite, e dal
Ciò che i due epigrammi dicono in parole, vediamo su fondo emergevano le mura della città celeste.
molti sarcofagi espresso in immagini, e cioè in quelle del
battesimo nel Giordano, della moltiplicazione dei pani e dei
4. - Due frammenti sull'antico Convento dei Minimi
pesci o del miracolo di Cana, della stella simbolo di Cristo,
del defunto nel consorzio dei santi e delle numerose figure di
oranti. Cosi le immagini e gli epitafi si illustrano a vicenda. Due frammenti d'una missio nella quale Cristo impugnava
II sarcofago di Proba è, finalmente, prezioso per la crono- la croce, sono murati sull'antico convento dei Minimi, dove,
logìa, sapendosi che Proba morì poco prima del 395. mercè la gentilezza del proprietario, prof. Dauphin, ho
potuto studiarli. La rappresentazione rassomigliava a quella
2. - Ricostruzione d'un sarcofago a S. Sebastiano. del sarcofago di Probo, salvo che Cristo stava da solo nella
nicchia centrale e che la croce aveva la forma di un'asta
I primi scavi di Antonio de Waal a S. Sebastiano r rotonda, s'intende, d'oro (tav. XX, 4).
alla luce frammenti d'un sarcofago con resti di apostoli che I due frammenti sono tali da permetterci una ricostru-
acclamano e con le mura della città celeste nel fondo. Ciò non zione sicura. Il principale mostra due metà di altrettante
era sufficiente per determinare se i frammenti dovessero nìcchie, separate dalla colonna: quella di mezzo con Cristo,
attribuirsi ad una missione o ad una traditio legis a s. Pietro; e la vicina, cioè la terza, con Pietro che acclama con la
ma negli scavi del 1922 vennero fuori due frammenti della destra, avendo nella sinistra un volume chiuso. L'altro fram-
nicchia centrale dello stesso sarcofago. L'uno contiene la metà mento offre la seconda nicchia quasi intiera con Giacomo
superiore di Cristo, imberbe, con la croce gemmata nella Minore « fratello del Signore », e un apostolo sbarbato;
destra e col volume mezzo aperto e incartocciato nella sinistra, quello, rivolto al suo compagno, tiene nella sinistra un

1,37; Le Blant, Gnu/e, p. 1


degli apostoli coli'allusione al trionfo di Cristo sulla morte

volume semi-aperto, questo ne porta a due mani uno chiuso. condotto al carcere da un poliziotto, scena ancora conser-
Sulla colonna a sinistra è attaccata la mano del secondo vata. In seguito alla sopralavorazione, lo stile è diventato di
apostolo della prima nicchia, oggi distrutta. una rudezza eccessiva, direi quasi intenzionale. Comunque,
E. Le Blant menziona solo il secondo frammento, pren- le sculture non sembrano anteriori alla fine del secolo IV.
dendo Giacomo per la figura di Nostro Signore: « le Christ et
un apòtre sous une arcade portée par deux colonnes torses » '.
6. - Sarcofago frammentario del Museo di Arles.
Nella mia ricostruzione mi sono limitato aita metà sini- E. Le Blant menzionò brevemente un sarcofago a cinque
stra del sarcofago, potendo, per la metà destra, riman- scompartimenti del Museo di Arles, senza darne la copia e
dare a quello di S. Se- senza tener conto delle
bastiano. due figure angolari5. Più.
Malgrado il loro stato oltre riprodusse le parole
pessimo, le sculture tra- colle quali il Peiresc de-
discono un discreto arti- scrive un sarcofago della
sta; specie la figura di chiesa di Saint-Monorat-
Cristo, meno danneggiata aux-AHscamps : « Chri-
delle altre, è molto bella*. Stus stans, crucem gerens,
Esse hanno una grande fìguram militarem iacen-
somiglianza con quelle tem pedibus preraens,
del sarcofago di Lérin adstante figura muliebri
e furono eseguite nella pedes statuae osculatura.
stessa officina. Come si In capite et pedibus,
disse, il coperchio illustrato di sopra (p. 23) avrà forse appar- gryphi cantaros custodientes ■". Il Le Blant non si avvide
tenuto a questo sarcofago, di cui ho potuto ricostruire 3a che qui è menzionato il medesimo sarcofago. La descrizione
metà sinistra. Le sculture sono certamente del secolo iv. stessa, tanto del Le Blant quanto del Peiresc, è incompleta;
quest'ultima ha qualche importanza perchè mostra che il
5. - Frammento lateranense 106. dotto magistrato notava soltanto le cose che lo colpivano e
Una composizione limitata ai due principi degli apostoli ometteva quelle che non Io interessavano, nel caso nostro,
si vede sulla fronte d'un sarcofago vaticano (tav. XX, 5), le due figure di apostoli e i campi strigliati. Erano del resto
che al tempo del travamento era solo privo della scena all'an- i primi appunti che egli avrebbe, dopo, completati sulle copie
golo sinistro. Il Bosio ne che veniva raccogliendo e
pubblicò una copia, sulla che in genere sono esatte.
>"
quale sono eccezional- Il Garrucci dette una
mente notate le parti man- .■ copia del sarcofago così
canti s. Essa è, per alcuni incompleta, come Io vide
particolari, preferibile a nel Museo e come mostra
quella di Claude Menes- la^ìg. 16; egli vi aggiunse
trier (fig. 19) '. Una ricca un particolare di sua in-
architettura divideva la venzione, ponendo la croce
fronte in cinque nicchie; sopra una sfera, cioè il
la prima di queste non Pi- ig mondo, che nell'originale
fu più trovata, l'ultima è la testa del defunto ado-
era staccata e in seguito andò distrutta, di guisa che attual- rante '. Io potei unirvi un pezzo da me scoperto nel giar-
mente non esistono che le tre nicchie di mezzo. dino dei signori Révoil a Scrvanne, dai quali lo chiesi
La missione occupa la nicchia centrale e rassomiglia un invano per il Museo di Arles. Questo frammento, la cui
po' a quella del sarcofago di Probo; essa ha in più due palme fotografia debbo alla cortesia del bibliotecario ed archi-
dietro i due principi degli apostoli. La testa di Paolo è vista di Arles, sig. Benoit; completa la defunta adorante con
moderna e non corrisponde affatto al tipo tradizionale; l'apo- una parte dell'abito di Cristo e del campo strigliato. La mia
stolo stringe colia sinistra un volume mezzo aperto, tenendo copia (tav. XXXVII, 4) mostra il gruppo degli adoranti quasi
la destra nel seno del pallio. Nelle due nicchie a destra era intiero: ambedue sono genuflessi e protendono le mani in
rappresentata la comparsa di Cristo davanti a Pilato, alla atto di supplica: la donna le ha scoperte, l'uomo coperte
quale corrispondevano due episodi della vita di Pietro: la dalla clamide. Cristo sta sopra un monte con i quattro fiumi,
lavanda dei piedi, da molto tempo distrutta, e l'a Stringendo con la sinistra un rotolo chiuso; nel rimanente

1 Le Blant, Arles, p. 57, n. LV. 1 Le Blant, Arte, p. 53, XXXVIII.


Sulle l'olografie dei frammenti, vedi p. 23, ' Loc. cit., p. 68, LXVIII.
1 B08IO, R. S., p. So. ■ CJamhucci, tav. 330, 1, p. 53. La sfera, simbolo dei mondo, 1
' Cod. vai. lai. 10545, M- ">*■ estranea al simbultsmo dell'arU' funeraria.
Capo IV. - « Missio Apos/o/oruw

rassomiglia perfettamente a quello dei tre altri monumenti. sopra il monte, molto ridotto ; nella sinistra tiene la croce,
Agli angoli si vedevano i principi degli apostoli; Pietro è facendo colla destra il gesto oratorio. DÌ contro alla donna un
ancora riconoscibile, Paolo distrutto dal petto in su. Ai piedi fascio di volumi, che si ripete nelle due estremità accanto ai
dì ambedue un fascio di volumi. principi degli apostoli acclamanti; la figura di Paolo è intiera,
La scena è quindi scomposta nelle sue parti costitutive, quella di Pietro mutilata alla fronte.
e queste sono distribuite nei tre campi: Cristo in quello cen- Il coperchio, troppo lungo, non appartiene al sarcofago.
trale, Pietro e Paolo agli angoli; solo il monte fa venire in Esso mostra la cartella vuota nel centro e, allato, i busti dei
mente la missio degli apostoli. due defunti innanzi alle solite tende, sorrette, come la cartella,
Nelle testate si vedono « gryphi cantharos custodientes » '; da putti alati; agli angoli, finalmente, è ripetuto il busto
essi sono seduti sulle zampe posteriori. I « canthari » hanno d'un giovane santo, in cui il de Rossi riconobbe s. Genesio,
forma di anfore. Ritroveremo codesto motivo preso dall'arte il martire di Arles.
classica ancora qualche altra rara volta (secolo iv). E. Le Blant pubblicò del sarcofago una fotografia in
iscorcio, con un commento in gran parte sbagliato, pren-
7.-Sarcofago del Museo di Avignone. dendo la defunta per « l'emorroisse ou cananéenne» e i prin-
cipi degli apostoli per « prophètes ou patriarches acclamant
Il sarcofago {tav. XXXVII, 5), proveniente senza dubbio celui dont ils ont prédit la venue»\ Il Garruccì spiegò
da Arles, fu preparato per una donna effigiata in atteggia- bene l'adorante quale « una pia donna che si è preparato il
mento d'adorante nel centro. Ivi si stacca da una nicchia sepolcro »3. La sua copia è però inesatta per la testa di Paolo
arcuata la bella figura di Cristo giovane, col piede sinistro che ha capelli folti (secolo iv).

CAPO V.
CRISTO FONTE DELLA DOTTRINA SACRA.

Volendo dare un rilievo speciale al fatto che gli apostoli 1. - Sarcofago del Museo di Arles.
insegnavano «veritatem, h. e. Dei Filii doctrinam », per va-
lermi delle parole di s. Ireneo ', gli artisti misero tutto l'im- Dì Cristo che insegna agli apostoli abbiamo una rappre-
pegno nel mostrare Cristo come dottore. Le sculture di tale sentazione di primo ordine sopra un sarcofago del Museo di
contenuto appartengono tutte all'èra della pace. Numerose Arles, da molto tempo pubblicato. Ma, vista la sua impor-
sono quelle che rappresentano ìl Signore in atto di insegnare tanza straordinaria, gli interpreti l'hanno trattato troppo
agli apostoli; meno spesso Io vediamo come dottore isolato. sommariamente, per non dir nulla degli errori commessi.
Alle prime daremo quindi la precedenza. Nella nostra illustrazione avremo riguardo anche ai par-
ticolari (tav. XXXIV, 3).
Cristo è seduto sulla cattedra a spalliera rotonda e con alto
§ I. - Cristo dottore degli apostoli.
suppedaneo; egli fa colla destra il gesto oratorio e sorregge
Le sculture che mostrano Cristo dottore degli apostoli colla sinistra un libro aperto, nelle cui pagine è scritta la for-
si differenziano in un solo particolare dalle rappresentazioni inola: DOMI[NVS LEGE|M DAT. Gli uditori - manca l'apo-
della missio: manca il monte, essendo ivi superfluo. Nel resto stolo delle genti - sono una ventina, dodici sul davanti, otto
ambedue le scene si rassomigliano perfettamente. Il gesto di nel fondo. I primi seggono, ciascuno sopra una sella castrensis
insegnare è quello solito, cioè il gesto oratorio. Un unico con spalliera in forma di delfini. Dieci hanno volumi chiusi,
monumento, il cui carattere è per di più molto ambiguo, ci aperti o semiaperti, due solamente libri aperti. Tanto i libri
offrirà il gesto di praelegere: un sarcofago di Tarragona. La quanto i volumi aperti contengono i nomi degli evangelisti:
scena effigiatavi è così singolare, che abbiamo preferito rele- contando da sinistra a destra, il secondo è MARJCVS, i! quinto:
garne l'illustrazione alla fine, dandola quasi come un hors MATTEVS, il nono: LVCANVS, l'undecimo: IOANNIS.
d'oeuvre. Quelli del fondo, tutti senza barba, sono un po' trascurati,

1 Questo particolare mi fu prezioso per ridentificazii


' Gaute, tav. Vili, 3, p. 38.
( risto dottore degli apostoli

come sogliono essere tali figure; uno solo acclama colla destra Onde non può stupirei trovare l'iscrizione della scena appli-
ÌI Signore. Quelli del primo piano, metà barbati, metà senza cata, ad un personaggio determinato e leggerla sopra la
barba, sono invece trattati con grande varietà: i più ascoltano, lucerna di bronzo, secondo tutti, una strenna battesimale:
alcuni acclamano, altri fanno il gesto di parlare, uno dei DOM1NVS LEGEM | DAT ■ VALERIO SEVERO | EVTROPI
quali, il quarto, si rivolge al suo vicino; Luca legge. VIVAS \
La composizione rassomiglia fin qui, in sostanza, alla L'iscrizione rammenta un episodio raccontatoci negli
mìssio del sarcofago di S. Ambrogio, eccettuato il monte Atti di Euplo. Questi si presentò in tribunale con un libro
cogli adoranti, rimpiazzato dal suppedaneo della cattedra. dei vangeli in mano. Avendogli il giudice ordinato di leg-
Il valore speciale della scultura di Arlcs consiste nel fatto gerne un brano, il martire apri il libro e lesse: « Beati qui
che l'artista stesso ne ha dato l'interpretazione, scrivendo nel persecutionem patiuntur propter iustitiam, quoniam ipso-
libro di Cristo: Domitius legem dai, formola conosciuta dalle rum est regnum caelorum ». E in un altro luogo: « Qui vult
rappresentazioni della consegna del volume al principe degli venire post me, tollat crucem suam, et sequatur me ». Dopo
apostoli, nelle quali essa è scritta, a volte, nel volume spie- aver letto ancora qualche altro passo, il giudice domandò:
gato, che Pietro sta per ricevere '. « Hoc quid vult esse? », Euplo rispose: « lex Domini mei,
Per averne una giusta idea, bisogna anzitutto sapere che quae mini tradita est... a Iesu Christo, fìlio Dei vivi»y.
cosa vollero dire gli artisti colla parola lex nell'iscrizione Ecco chiaramente spiegata la parola lex quale somma dei
dichiarativa della scena. Questo ci costringerà ad interrom- precetti ed articoli di fede in Cristo.
pere, per un momento, l'illustrazione del sarcofago. Benché, secondo Tertulliano, la « regula fidei » fosse « una
omnino, sola immobilis et irreformabilis »,0, già ai tempi di
Interpretazione della forinola: « Domimis legem dal »
s. Ignazio v'era chi non l'osservava più. Il santo mette i
sui monumenti dell'arte antica.
fedeli specialmente in guardia contro ì doceti che per lui sono
Nei primi tempi della Chiesa nascente, quando non erano «belve della specie umana». Agli errori principali di questa
ancora scritti gli evangeli, la parola lex comprendeva la setta sulla realtà del corpo umano dì Cristo e sulla risurre-
somma degli articoli di fede e dei precetti di Cristo, custoditi, zione dei morti, egli oppone Ì sìngoli articoli di fede, comin-
per dirlo con le parole di s. Clemente Romano, dalla « glo- ciando dalla nascita di Maria, e riconoscendo nella risurre-
riosa e veneranda regola della nostra tradizione », alla quale zione di Cristo il sicuro pegno della nostra". S.Policarpo
il santo oppone le « inani e vane ricerche" dell'individuo2. precisa la stessa dottrina, ma con espressioni molto drasti-
« Gratias autem Deo », scrive nello stesso senso s. Paolo ai che, del resto a tutti noteu. Egli scongiura perciò i lettori
Romani3, « quod... obedistis ex corde in eam formam doc- della sua lettera ad abbandonare la « vanità di molti e le
trinae, in quam traditi estis », perchè questa dottrina con- false dottrine » e a ritornare alla « dottrina insegnataci da
tiene la « parola di Cristo ». principio » ".
Proposta in forma didattica, la regula, icaviav, non ammet- La nostra scultura ci trasporta a questo « principio », mo-
teva cambiamenti: «Non lascerai", leggiamo nella Dìdacht, strando Cristo nell'atto di insegnare la lex ai suoi discepoli:
« i precetti del Signore, ma serberai, senza aggiungere e senza Dominus legem dal. La scena si svolge sotto un portico soste-
togliere, le cose che accettasti » *. Onde il grande encomio nuto da colonne scanalate a spira, con capitelli ionici e co-
che meritarono gli Efesi nella lettera di s. Ignazio antiocheno, perto da un tetto di tegole a un solo spiovente. Alle due estre-
perchè tutti vivevano « secondo la verità ed escludendo ogni mità sono altrettanti ingressi, ornati di tìmpani con corone
eresia «, non ascoltarono che la parola di Gesù Cristo"0. lemniscate e acroterì. In quello a sinistra, un uomo vestito
Sotto « verità » dobbiamo intendere la lex nel senso indicato. di lunga tunica manicata e penula, raccomanda all'assem-
Per questa si sono introdotte le espressioni: icavwv à\i,8e!as, blea sacra un penulato più giovane; un terzo penulato emerge
regala fidei, o senz'altro: kbv&v. regula*. dal fondo col solo busto. Nell'ingresso, a destra, due matrone
La regula si comunicava nel battesimo. Lo afferma espres- nel fondo, tutte avvolte nella palla e, nel primo piano, una
samente s. Ireneo ". Perciò è molto probabile che la consegna simile colle mani protese in atto di supplica. Si direbbero
della lex a Pietro, la quale è più antica de! nostro sarcofago, genitori in atto di raccomandare figli, se l'ultima figura fosse
fosse composta per un ciclo di rappresentazioni d'un batti- effigiata a testa scoperta; avendo però gli abiti matronali,
stero, e cioè per quello del baptisterium antiquum lateranense. bisogna supporre che l'artista volle raffigurare in genere dei

' Vedi libro III, e. IX. ' KN'OPK. .-Ius«r:ìlihlt, \lin!\ifi,;h',-H. Tuliiilni'H e Leipzig, 1901, 97 seg.
' i Cor., 7, 2: Funk, 70. Vedi anche detti ss. Saturnini, Datici, eie..presiti Rlinart, ed. Ra[isb.,4i7seg.,
' Rom., 6, 17; 10, 17. Cfr. Gal., 6, 16, dove s dove alla « iussio Imperatorum et Caesarum > viene opposla la « le*: Dei»:
■ Nun curo 1 lisi legem Dei quarti didiei. Ipsam custoditi, prò ipsa morior, in
' Doclrina duoderim afiosloiorum, 4, 13: Fu k, CLII. Cfr. Herm., Fast., ipsa consummor, praclcr quam non est alia ». E più oltre, alla domanda del
. Vili, e. 3, 2. prue (.instile: Qnare anitra praceeptum (Impcratorurn) fiu'ii-bas? . il martire
'- Ignat., Ep. adEpk., (1, 2: FlNK, 17S. risponde: « Lex sic iubet, Lex sic docet »,
'■ Ihen., Cantra haer,, 1,9,4: Migne, P. G. '" Tektoix., De vtU. rory., 1: Mkjne, P. L., 2, 907.
Racsi'iirn, Fior, finir. 4, 24. " Ep.ad Trati., 9: Funk, 208.
" Ep.ad Philifip., 7, 1.
1 Vedi GAI . VI, t;
Capo V. - Cristo fonte della dottrina sacni

superstiti che raccomandano defunti, per offrire un soggetto 2. - Sarcofago di Rignieux-le-Franc.


applicabile a qualsiasi compratore. In tal guisa le due scene
non sono altro che un ampliamento delle solite figure di ado- Una replica un po' semplificata della scena descritta la
ranti che s'incontrano ai piedi di Cristo: marito, come qui, troviamo sul sarcofago proveniente da Rignieux-Ic-Franc
a sinistra, e moglie, a destra. Per aumentare ii numero dei e acquistato dal Museo del Louvre {tav. XXXIV, 1)tì: man-
superstiti e nello stesso tempo riempire il vano, l'artista cano i due ingressi laterali del portico coi gruppi dei racco-
aggiunse nel fondo dei due ingressi, come si disse, un penu- mandati, e l'iscrizione illustrativa nel libro aperto del Cristo.
lato e una matrona '. Tutti questi personaggi, secondo l'in- Gli uditori, seduti, sono dodici; sette altri emergono dal
tenzione dell'artista, hanno ricevuto dal Signore la legge, fondo. Fra Ì primi v'ha anche Paolo, al suo posto ordinario a
come Valerio Severo, cioè sono tutti battezzati. destra dello spettatore; egli acclamava, come anche Pietro,
L'iscrizione illustrativa: Domimis legem dal, ci vieta di il quale condivide ÌI suppedaneo con Cristo, avendovi posato
prendere la scena per un giudizio particolare, quale si trova il piede destro. È difficile dire se questo particolare sia
qualche volta sulle pitture cimiteriali. Ma lasciando anche da intenzionale, ovvero cagionato dalla ristrettezza dello spazio;
parte l'epigrafe, non si potrebbe proporre una tale interpre- nel primo caso includerebbe una attenzione onorifica per il
tazione, perchè nelle scene del giudizio la sentenza si sup- principe degli apostoli.
pone sempre già pronunciata, ed è, naturalmente, favore- Il sarcofago fu probabilmente lavorato nella stessa offi-
vole, come nelle preghiere così sulle pitture: Ì defunti sono cina da cui uscì quello di Concordio, ma da altre mani; le
ammessi alla felicità eterna e pregano per i superstiti. Qui figure sono più agili, i movimenti hanno più naturalezza,
invece siamo ancora al principio; i defunti sono soltanto ciò che rivela un migliore artista. Ma per la datazione ab-
raccomandati. biamo da scegliere, incirca, la stessa epoca, cioè la seconda
Il sarcofago possiede, per buona sorte, il suo coperchio metà del secolo iv.
primitivo ~, decorato anch'esso di sculture che stanno in
stretta relazione con quelle della fronte. Nel centro è incisa
3. - Sarcofago di Bellegarde.
una iscrizione, dalia quale ricaviamo che il sarcofago non fu
acquistato da marito e moglie, come pensava lo scultore, Rinvenuto a Bellegarde, questo sarcofago fu donato dal
bensì dalla madre di nome Blanda e dal fratello del defunto proprietario alla Cattedrale di Nimes, dove serve d'altare
ivi deposto. Questi si chiamava Concorditi, fu chierico fin [tao, AL///, 5). « C'est une tombe de forme évasée, comme
dalla prima gioventù e morì vescovo in età di cinquanta nous en trouvons tant dans le Sud-Ouest », scrive il Le Blant:.
anni appena. Sotto l'iscrizione è graffito il monogramma di In ciò consiste il suo interesse speciale, offrendoci un tipo
Cristo fra A e 0) e due colombe con ramoscelli d'ulivo. di decorazione romano-are latina, applicato, con rara fedeltà,
Questo gruppo simbolico equivale all'augurio: Spiritus tuus ad un sarcofago lavorato in una delle officine del sud-ovest.
in pace et in Christo, fatto dai superstiti in prò del defunto, La sua rassomiglianza con quello di Rignieux-le-Frane è
acclamato dai due santi vicini che lo accolgono nella felicità invero sorprendente. «Le bas-relief», così lo stesso autore,
eterna s. « représente un long portique à colonnes torses, devant lequel
Gli altri santi del coperchio, tutti giovani senza barba, on voìt le Christ barbu... au milieu de ses apòtres. Le Sei-
come Ì due accanto all'iscrizione, continuano l'opera rappre- gneur sur un tróne à scabellum enseigne; il ticnt le volumen
sentata sulla fronte, leggendo, parlando, ascoltando e decla- sacre de la main gauche... Les apótres sont assis sur des siè-
mando. Possiamo vedervi degli apostoli in senso più generico, ges dont les bras sont formés par des dauphins, figure très
cioè discepoli. Il carattere scientifico della loro occupazione employée par les pai'ens et les chrétiens dans l'omementa-
è marcato dai quattro fascicoli di volumi posti in terra e dai tion des mcubles. Au second pian se montrent les tètes de
due libri sopra leggìi a forma di testa e zampe di leone, ai six personnages assistant à la scène »s. Questa descrizione
' due angoli del coperchio. Del leggìo a sinistra non si vede vale anche, salvo qualche particolare, pel sarcofago di Ri-
che la base i. gnieux-le-Frane. Cristo tiene con la sinistra un volume
Se il nostro Concordio va identificato coll'omonimo che mezzo svolto, invece del libro aperto.
sottoscrisse il primo concilio di Valence 5, celebrato nel 374, Lo stato delle sculture è pessimo; quasi tutte le teste
il sarcofago dovrà datarsi dal secolo IV inoltrato, epoca che dei personaggi del primo piano sono distrutte (fine del
corrisponde perfettamente allo stile delle sculture. secolo iv).

i gruppi dei due ingressi E. Li: Ulani (Ar/es, pi. IV, p. S) crede di 1 Più oltre ci si presenterà un leggio di faccia, col libro apeno dei vai
» des defunts prescritta à Jisus-Christ pur des saints, mi plutòt geli postovi sopra. Vedi libro II, e. Ili, § 4.
un pére, une mère et deux enfants moria avant cu\, uu'ils offrcnt au Sei- * Le Blant, Inscr, chrèt,, II, n, 509, p, 241.
'■ Le BlaNT, Caule, tav. IV, j, p. ig. Lo pubblicò per primo, ma inesatti
' Le BLANT, Caute, tav. X, 1, p. 32 seg. incute. M\kiii:\v, Ih'rtioimaire, 719, donde Kraus, RnilcHtyclopadie, II, 82
1 Carrocci {tav. 343, 3, p. 70), sedotto dall'iscrizione, scrive: « questo inservibile, per i particolari, e anche la copia del GARRUCCI, tav. 343, ;
sarcofagi sembra bene essere stali, scolpito pel prete Concordio. non altro rap- p. 69.
presi.Tit.indo la fronte e il coperchio elle la parie priueip.:!: i . XXXI,
sacerdozio, ;i cui accede la parte addiscenle clic e il laicato ».
§ I. - Cristo dottore degli apostoli

abbiamo aggiunto per riempire la lacuna. Lo pubblicò per


4. - Frammenti d'un sarcofago nel Museo di Lione.
primo il Miilin3 insieme con un coperchio decorato di sei
Gran parte d'una scena dell'insegnamento, con apostoli pecore volte a sinistra e di cinque a destra. Questo è un indi-
in piedi, ci è offerta nei due frammenti d'un sarcofago di zio che il coperchio era incompleto; in origine aveva senza
Arles, oggi nel Museo di Lione (tav. XXIX, 2) '. Dico « due », dubbio sei pecore per parte, e nel mezzo, probabilmente, il
perchè ■■ le très petit débris, còte n. 797 », che al Le Blant monogramma di Cristo, come su un altro sarcofago della
sembrava «provenir du mème-tombeau ", è d'un'altra qua- medesima provenienza (tav. Vili, 3). Non esiste più, e sic-
lità di marmo. I due frammenti del sarcofago ricordano come non è sicuro che appartenesse al sarcofago, non ne
l'artista che scolpì la missio col Cristo seduto sulla sfera del abbiamo tenuto conto. È pure omesso nelle opere del Gar-
firmamento {tav. XXIX, l): gli apostoli sono identici, iden- rucci e del Le Blant1. La copia fotografica di quest'ultimo è
tica l'architettura coi medesimi soggetti negli interstizi degli troppo scura, e il commento troppo corto - neppur tre righe -
archi. Il Signore era seduto sopra una seggiola col solito per l'importanza della rappresentazione della fronte. Noi
suppedaneo; probabilmente aveva la barba ed il nimbo. Così diamo le sculture secondo fotografie proprie.
l'abbiamo ricostruito (fine del iv secolo). Cristo, seduto su una sedia con cuscino e gambe lavorate
al tornio, è una figura maestosa, di volto giovane e bello, con

5- Due frammenti nel Museo di Arles. capelli lunghi ed ondeggianti. Con la destra, molto dan-
neggiata, faceva dinanzi al petto il gesto oratorio, sorreggendo
« Dans la facade du presbytere (de I'église de Notre- con la sinistra un libro aperto, di cui si scorgono solamente
Dame la Major) sont encastrés deux fragments de sarcopha- i contorni. II resto della figura si distingue appena, per il
ges de marbré, représentant, l'un le Christ barbu et deux cattivo stato. La sua nicchia è formata da due pilastri con
apòtres sous trois arcades; l'autre, l'armée de Pharaon en- capitelli corinzi e un arco molto basso.
gloutie dans la mer Rouge... * Così descrive E. Le Blant i due Gli apostoli, di conservazione migliore, stanno in nicchie
frammenti, senza darne la riproduzione \ Essendomi accorto che offrono l'aspetto di veri quadri, le cui cornici verticali
che il primo di questi frammenti si combaciava più o meno sono decorate di viticci d'ellera, come sul sarcofago di tipo
con un altro che io aveva fatto estrarre da un sarcofago nel dell'arte sud-ovest, che si conserva nel Louvre ;'. Paolo
Museo di Arles, esso venne, a mia domanda, staccato da! muro acclama, Pietro fa il gesto oratorio, ma solamente con due
e riunito con quello del Museo, che contiene la parte superiore « digiti porrecti », invece dì tre. L'apostolo barbato presso
dei primi tre apostoli della metà destra della fronte, con due Paolo fa il raro gesto di chi riflette, avendo l'indice acco-
teste nel fondo e la ricca architettura (tav. XXXVIII, 2). stato alla bocca. L'apostolo accanto a Pietro, con pochissima
I due frammenti non combaciano, ripeto, perfettamente, ma barba e capelli ricci, forse Giovanni, ha la destra nel seno del
poco vi manca, come mostra la ricostruzione. Cristo inse- pallio e porta, come Paolo, nella sinistra abbassata il volume
gnava seduto innanzi ad un portico coperto da un tetto di arrotolato, che si vede anche nella sinistra degli altri; solo
tegole ad uno spiovente. Era una figura maestosa con abbon- l'ultimo lo tiene con entrambe le mani. Il suo pendant
danti capelli e barba, e rassomigliava un poco al Cristo del distrutto l'abbiamo preso da monumenti che ci sono per-
«sarcofago di Gregorio V» {tav. XXXIX, i). La testa di venuti in uno stato perfetto.
Pietro è intiera, ma logora dalle intemperie, alle quali fu Le sculture sono d'un rilievo basso, come sogliono essere
lungamente esposta. Di Paolo è distrutto il volto. Entrambi quelli delle testate e dei coperchi. L'aspetto è, con tutto
acclamavano, stringendo con la sinistra la lacinia del pallio. ciò, aggradevole, essendo le figure ben disegnate ed eseguite
Dei due apostoli vicini a Paolo il primo svolge un volume, con grande cura. Malgrado il nimbo dato a Cristo, possiamo
il secondo tiene un libro aperto, come pure quello accanto attribuire il sarcofago ancora al IV secolo.
a Pietro (seconda metà del secolo iv).
7-S. - Frammento della fronte di un sarcofago
6. - Sarcofago del Museo di Marsiglia. nel Museo di Arles.
Sarcofago Albani a S. Sebastiano.
Un sarcofago di pietra locale, con Cristo dottore, nim-
bato e seduto fra apostoli in piedi, proviene dalla cripta di Un grande pezzo della fronte di un sarcofago nel Museo
S. Vittore e sì conserva nel Museo di Marsiglia. Durante la di Arles contiene una scena che, a prima vista, sembra
Rivoluzione rotto in più pezzi, venne poi, forse per cura del alquanto strana: Cristo, seduto nella solita attitudine e coi
Millìn, ricostruito in un modo alquanto sommario, che però piedi posati sopra un suppedaneo, è circondato da sei perso-
ha il vantaggio di offrire allo spettatore la possibilità di distìn- naggi in abito sacro, due dei quali stanno ritti in piedi, due,
guere con ogni certezza le parti aggiunte. Manca soltanto curvi, s'asciugano le lagrime con la lacinia del pallio, e due
il primo apostolo a sinistra, che nella nostra tavola (XXVJI, 6) sono prostrati ai piedi di Cristo. Tutti e sei hanno barba e

1 Le Blant, Gautt, tav. II, z e 3, p. 5 (fotografia ritoccata). I! sarcofago * Le Blant, Aria, \i


venne forse regalato all'arcivescovo di Lione, che era fratello ile! l'ar.liiiale * ì'oyagc, HI, p. 177
Richtlieu. od ivi trasportato nel 1640. Vedi Le Blant, Arles, p. 68, ' Garrucci, tav. 344. 1, p. 6S; Gaule, 1
n. LXXI, i Le Ulani. Gaule, t ir. XLVIIL
Capo V. - ('risia fonie della dottrina sacra

capelli crespi, come se appartenessero ad una medesima tipo romano fu, in sostanza, fedelmente riprodotto dall'artista
famiglia (tav. XXXVIII, 3). gallico, quantunque non nel posto principale che la scena
E. Le Blant dedicò uno studio speciale alla nostra scena: occupa su tutte le sculture romane.
« J'ai longucment étudié le second des sujets sculptés sur Ambedue gli esempi sono ancora del secolo iv.
cette tombe et j'y ai montré le seul exemple à moi connu d'un
monument représentant ce dont les textes parlent tant de 9. - Due frammenti dalla catacomba di S. Damaso.
fois, les chrétìens pleurant dans la prìère ■> '. « Peut-ètre »,
aggiunge egli, « s'agit-il ici de survivants appelant la misé- Nei miei scavi eseguiti nel cimitero dei Ss. Marco e Mar-
ricorde du Christ sur celui qu'ils ont perdu » \ Però in tale celliano, si rinvennero due frammenti della fronte d'un sarco-
supposizione rimarrebbero quattro figure non spiegate, né fago. Quello che più ci interessa, è dell'intercolunnio cen-
si capirebbe l'identità del costume portato da Nostro Signore trale {tav. XXXIII, 1). Esso offre due terzi del suppedaneo
e da semplici superstiti. coi piedi di Cristo seduto, che insegnava a due apostoli in
Secondo il Garrucci3 l'artista avrebbe « in questa compo- piedi, Pietro e Paolo, secondo ogni verosimiglianza. Del
sizione espressa la penitenza pubblica usata nella Chiesa pri- presunto Pietro non si vede nulla, di Paolo la parte inferiore,
mitiva, nei suoi tre gradi: la -rrpÓKXavcris, fletus, YvTtéimxris, fin quasi al ginocchio. L'altro frammento è delle due nicchie
substratio, la v<na<rts, consistentia, i quali si » vedrebbero a sinistra coll'annunzio della negazione e la prima cattura
« qui espressi in quei due che piangono, nei due che stanno dì Pietro. La scena dell'insegnamento era in tal modo cir-
prostrati e negli altri due che stanno in piedi ai lati di condata da quattro episodi presi dalla vita dei principi degli
Cristo ». apostoli, come proveremo a suo luogo {seconda metà del
Interpretazione più speciosa che vera. Anzitutto bisogna secolo iv).
sapere che i tre gradi menzionati della penitenza, mentre si
praticavano nella Chiesa orientale, erano sconosciuti nella io. - Sarcofago del Museo di Arles.
Chiesa romana e, conseguentemente, anche nell'arte. Ritor-
nerebbe poi la difficoltà del costume sacro che qui sarebbe La fronte del sarcofago che ora porta il coperchio di
dato perfino a penitenti, i quali per di più non fanno la me- Hydria Tertulla nel Museo di Arles, offre una scena d'inse-
noma impressione di essere tali, come li descrive, p. e., Ter- gnamento composta di otto figure in piedi, alle quali mancano
tulliano, quando nel vescovo di Cartagine, contrario alle le teste e le mani più sporgenti {tav. XXXII, 3) "'. Questo è
teorie rigoristiche, apostrofa il vescovo di Roma, cioè s. Cal- un grave danno, essendo il resto delle figure integro. Otto
listo: «Tu introduci nella chiesa un penitente adultero che si colonne con capitelli corinzi, che sorreggono timpani ed
rivolge supplice ai fratelli adunati. Eccolo in cilicio e cosperso archi, dividono la fronte in sette nicchie. In quella centrale
di cenere, in un'attitudine tristissima e in uno stato d'orrore; sta il Cristo con un apostolo relegato nel fondo. La sua destra
in mezzo all'assemblea si getta per terra, davanti alle vedove era alzata e faceva probabilmente il gesto oratorio; nella sini-
ed ai presbiteri, bacia i loro vestigi e abbraccia le loro gi- stra abbassata impugna un volume mezzo svolto. Le altre nic-
nocchia... >• *. chie contengono apostoli nelle attitudini consuete; ad ecce-
Di tutto ciò niente sulla scultura. I sei personaggi non zione di quelli posti nelie nicchie angolari, ciascuno aveva
sono dunque penitenti. Il costume H qualifica per apostoli, un rotolo chiuso o semi-aperto. Alla destra di Cristo stava
e le loro attitudini diverse si spiegano dall'annunzio della senza dubbio Pietro, di contro, probabilmente, Paolo. Negli
separazione imminente, secondo le parole di Cristo, pronun- interstizi interni sì vedono corone lemniscate, portate col
ciate nel discorso d'Addio dopo l'ultima cena: « Amen, amen becco e cogli artigli da aquile ad ali espanse; agli angoli erano
dico vobis, quìa plorai)/tis et jlebitis vos, mundus autem gau- divinità marine che davan fiato a conche marine, come risulta
debit; vos autem contristabimini, sed tristitia vestra verte- dalle poche tracce.
■tur in gaudium »'J. Sapendo vicina la separazione, gli apo- La scultura ha qualche cosa di monumentale. Le colonne
stoli, nella loro tristizia, sì sono gettati ai suoi piedi e sono interamente staccate dal fondo, le figure lavorate ad
piangono; due soli stanno nella consueta attitudine di chi alto rilievo (seconda metà del iv secolo).
ascolta e mostrano cosi che Cristo faceva con la destra, ora
distrutta, il gesto oratorio, che insegnava. 11. - Sarcofago del Museo Lateranense.
La scena rimase per molto tempo isolata, quando se ne
scopri, nella tomba Albani ", un secondo esempio, integro, Cristo, dottore degli apostoli, è rappresentato in modo
ma stilisticamente inferiore {tav. XL). Esso offre due varianti: quasi identico con quello di Arles sopra un sarcofago del
Cristo, facendo il gesto oratorio, tiene un volume chiuso, e gli Museo lateranense, proveniente dai giardini vaticani, perciò
ali sono imberbi. Il resto è identico, segno che l'arche- molto mal ridotto {tav. XXXII, 1). Otto colonne sormontate

' Lei lanuti de la prière, in Caselle arehèot., 1H75, 73-S3. ■ Lo pubblicò per primo Giuseppi? Rosavi:-;ia, S. J.: Insigne sarcofago
' Aria, tav. XVII, p. 29. ■: geo Albani a S. Sebastiano sull'Appio, Roma, 1910, con copia
■ Tav. 316, 3, p. 33. ii <■■■:• i' ■ 1 I'. 1 ['iiHcrprcta/itmc; Hi-lla scena, ( i. 15ornivi-ni'.i ni.n lece che ripro-
' De pud,, 13: Kausckeh, Fior, patr., X, 62 seg. durre quella del Garrucci.
: I.e Ulant, Arles, tav. XIII; Garrucci, tav. 338, 4.
§ I. — ( risto dottore degli apostoti

da archi, le due centrali da una conchiglia, dividono la fronte mente alzata nel gesto oratorio. Nell'altra nicchia un apostolo
in sette nicchie. In quella del mezzo sta Cristo, imberbe, acefalo, coi volume chiuso nelle mani. E impossibile stabilire
nelle altre apostoli, due dei quali hanno ciascuno un fascio se la scena rappresentasse l'insegnamento ovvero l'annunzio
di volumi ai piedi. Cristo insegnava, facendo colia destra, della negazione.
ora distrutta, il gesto oratorio; colla sinistra tiene la lacinia
del pallio, non il rotolo, perchè non sì vede il pollice, come 13. - Sarcofago dell'Accademia reale di Storia
nel giovane apostolo accanto. Alla destra di Cristo sta Pie- a Madrid.
tro, riconoscibile al suo ritratto. La barba un po' più lunga
del solito s'incontrerà ancora su molte altre sculture. Pare La fronte è divisa in sette nicchie, di cui le tre centrali
che colla sinistra reggesse la lacinia del pallio e con la sono occupate dalla scena doli'insegnamento (tav. XI, 1)'.
destra facesse il gesto oratorio. Siccome gli apostoli delle due Cristo, col volto giovanissimo, sta in quella di mezzo, con un
altre nìcchie sono pure barbati, sembra che l'artista abbia libro aperto nella sinistra; la destra un po' danneggiata faceva
dato le tre nicchie alla sinistra dì Cristo ad apostoli imberbi. il gesto oratorio. Ai suoi piedi uno scrigno con un volume
La grande rassomiglianza del sarcofago con quello di chiuso postovi sopra, come sul sarcofago di Perugia. Nelle
Arles è una nuova prova che le officine arelatensi avevano i nicchie vicine ascoltano quattro apostoli, due in ciascuna; i
modelli di tutte le composizioni romane. Malgrado la conser- due del primo piano sono Pietro e Paolo, con visi molto
vazione cattiva delle sculture, trasparisce ancora un'arte rovinati. Ambedue acclamano; Paolo ha un volume mezzo
buona (seconda metà del secolo iv). aperto nella sinistra (secolo iv).

12. - Frammento d'un sarcofago 14-15. - Due sarcofagi e un frammento


del cimitero di S. Ciriaca. nel Museo di Arles. - Frammento di Viterbo.

Xel suo diligente opuscolo sui sarcofagi cristiani, René Il Museo di Arles possiede ancora due sarcofagi a cinque
Grousset menziona {p. 98, n. 157) un frammento di sarco- scompartimenti con la scena dell'insegnamento, però scom-
fago » divise en sept arcades, avec le Christ au milieu, et posta nelle sue parti costitutive, l'uno intiero, l'altro quasi
un apòtre dans chaque autre. Il reste les trois arcades de intiero (tav. XLI, 1 e 3)!: Cristo, in piedi, insegna nel campo
droite. Le premier apòtre, imberbe, tient le volumen, et se centrale; in quelli angolari assistono, uno in ciascun campo,
retourne vers le second... a Ma dalla tavola XXXI, 8 sì apostoli, separati dal divino Maestro per mezzo di specchi
può desumere che il sarcofago aveva soltanto cinque nicchie, strigilati. D'un terzo sarcofago rimane ancora la figura di
e il « primo apostolo » è Gesù il quale occupava, come sempre, Cristo con la metà sinistra della fronte (tav. XLI, 4).
la nicchia centrale. Egli stringe un volume chiuso ed è rivolto Le attitudini dei personaggi sono, naturalmente, le stesse
verso l'apostolo a destra, che gii fa una domanda intorno a che nelle scene dell'insegnamento fin qui illustrate: Cristo
qualche verità contenuta nel libro che tiene aperto. Questo parla, gli apostoli ascoltano o acclamano; quello sul fram-
apostolo potrebbe essere perciò s. Pietro, avendolo l'artista mento fa il gesto oratorio, chiedendo cioè qualche spiega-
così distinto. zione. Al carattere scientifico allude il libro o volume sia
Le nicchie sono formate da pilastri scanalati e baccellati in mano ovvero in uno scrigno o in fasci, posati in terra. Sul
con archi molto piani, posati su capitelli corinzi. Negli inter- sarcofago danneggiato, che è ancora inedito (tav. XLI, 1),
stizi fra gli archi si vedono corone lemniscate ed ai due angoli Cristo, acefalo, sta davanti a due palme, simbolo del « cadeste
stavano canestri ripieni di frutta. II lavoro è ancora molto nemus paradisi »; egli teneva colla sinistra velata un volume
accurato, specialmente nella parte architettonica. Ma nelle chiuso o un iibro aperto pressoché distrutto, ma che è con-
figure apparisce già la tendenza che fini col renderle schema- servato nei due altri monumenti. Degli apostoli soltanto
tiche. Per la datazione R. Grousset ha colto nel segno: « Tra- quello a destra ha ancora la testa ed è barbato. Sul fram-
vati assez rude, indiquant les approches du cinquième mento anche Cristo è barbato; egli stava fra i due principi
siècle ». degli apostoli, come fa supporre la figura di Pietro, l'unica
Il frammento che diamo a tav. XXVII, 5 ', proviene dal rimasta '.
medesimo luogo e sì trova nel chiostro di S. Lorenzo. È il Sull'altro sarcofago, che è d'una conservazione ottima ',
residuo d'un sarcofago, la cui fronte era divisa in sette ele- (tav. XLI, 3), Cristo è giovane e nimbato. Giovani sono
ganti nicchie formate da colonne scanalate a spira con ì pure i due apostoli che lo circondano; ambedue stringono
capitelli corinzi sorreggenti archi in forma di conchiglie. colla sinistra velata un volume, appoggiandovi la destra.
Si sono salvate la nicchia centrale e la prima a destra. Nella Il sarcofago stava dietro l'altare maggiore di S. Onorato,
prima sta Nostro Signore, del tipo giovanile, e col volume ed aveva ancora il suo coperchio primitivo, quando lo vide
semi-aperto nella sinistra; la destra, distrutta, era probabil- il Peiresc. Ecco la descrizione che ne dà il dotto magistrato:

1 II frammento è ai ' E. Le Blant lo menziona due volte: Arles. p. 56, n. XLIX, e p. 70,
' Garrucci, tav. 34 n. LXXIX, senza accorgersi che si traila del medesimo frammento.
■ Le Blant, Arles, t ; Le Blant, Arles, tav. XIX, p. 31 seg.; Garrccci, tav. 340, 2.
Capo V. - Cristo fonte della dottrina saera

« Retro altare maius arca marmorea 4 columnis suftulta, in 16. - Sarcofago Wilshere.
qua Christus imherbis cum orbe circa caput. Et in opercuio
Christus imberbis ab alia figura syndonata ìnvitatus ut ingre- Un sarcofago intiero, a cinque scompartimenti, con Cri-
deretur domum, in cuius ianua velum adpensum levatum sto dottore nel centro ed Ì principi degli apostoli alle estre-
est. » II posto « dietro l'altare » ci spiega come sarcofago e mità, fu scoperto in un antico oratorio del Salvatore extra
coperchio sfuggirono ai vandali della Rivoluzione. portai/i s. Pauli, e acquistato dai collezionista Wilshere che
Contrariamente al sarcofago stesso, il coperchio è assai lo portò in Inghilterra. Secondo la descrizione che ne dà
deformato. Alla descrizione del Peiresc pubblicata dal Le il de Rossi '', il sarcofago rassomiglia perfettamente, per le
Blant, questo aggiunge: ■■ S'il s'agit ìci de la tombe du Musée attitudini dei tre personaggi, a quello del Museo di Arles.
où nous retrouvons le Christ nimbe, cette tombe aurait eu Mi sarebbe piaciuto di riprodurrlo, essendo specialmente
un couvercle représentant un sujet nouveau sur les sarco- pregevole per la sua integrità; ma per quanto abbia cercato,
phages » '. Per conoscere il 0 nuovo soggetto », cercai per non mi è riuscito neppur di sapere dove si trovi.
molto tempo il coperchio nel Museo, senza trovarlo. Quando, Un grande frammento, incastrato nella parete sinistra
alla fine, lo scopersi, compresi anche la ragione della sua dello scalone della basilica cimiteriale di S. Agnese e ancora
deformazione: il suo misero stato attuale si deve a qual- inedito, sembra provenire da un sarcofago a cinque scompar-
che funzionario del Museo, che lo adibì a sostegno dei timenti. Ma i campi angolari, che molto probabilmente con-
fianchi mutili d'un sar- tenevano figure d'apo-
cofago, illustrato di so- stoli, mancano. Nel cen-
pra (tav. XII, 1, 2 e 4, tro insegna Cristo, del
p. 21 seg.), facendone tipo giovane e imberbe;
togliere tutto il super- egli è trattato come se
fluo. Lo strano, per non fosse una statua, essendo
dire barbaro provvedi- posto sopra una base in
mento, parrebbe essere una nicchia. La destra,
stato preso in tempi ora distrutta, era forse
poco remoti, poiché la fotografia riprodotta a p. 22, mostra alzata nel gesto oratorio, la sinistra stringe la lacinia del
i due fianchi posati su tavole marmoree e fissati con rampini pallio invece del volume o del libro, cosa, in fondo, super-
alla parete, dunque nello stato in cui li ho trovati io. Ma le flua per Nostro Signore che è la scienza personificata. La
tavole marmoree sono appunto il coperchio già « aggiustato », scultura è molto bella; essa appartiene al miglior tempo del-
per sostenere i fianchi e un grande frammento di sarcofago. l'epoca costantiniana (tav. XLII, 5).
Il colpevole sarà perciò da cercarsi fra coloro che hanno
istituito il Museo. 17. - Tre frammenti d'una fronte di sarcofago
S'intende che il prezioso coperchio fu da me tolto dalla a S. Sebastiano.
posizione indebita e rimesso in onore, hajìg. 20 ne riproduce
il frammento più grande e più rimarchevole. Del resto la Fra i frammenti usciti dalla terra durante gli scavi nel
scena descritta dal Peiresc non è «nuova », ma quella non tanto
camposanto moderno, adiacente alla basilica di S. Sebastiano,

rara del centurione di Cafarnaum; nuova è soltanto l'aggiunta ne raccolsi tre che, ricomposti, formano gran parte della
fronte d'un sarcofago rappezzato, a cinque scompartimenti
della casa, davanti alla quale si svolge la scena, per illustrare
(e parole pronunciate dal centurione: ■ Domine, non sum (tav. XLII, 1). Il Cristo insegna fra due alberi e con libro
dignus ut intres sub tectum tneum » ', parole entrate nella litur- aperto in mano, ma eccezionalmente nel campo sinistro,
gia e divenute care ad ogni fedele. Peccato che la descrizione quello centrale essendo riservato al Buon Pastore. Nel campo

del Peiresc si limiti ad un solo soggetto del coperchio, essendo dell'angolo destro acclama Pietro, parimente fra due alberi
quello dell'angolo destro quasi interamente distrutto. Sulla e con un fascio di volumi ai piedi, che per ragione di sim-
mia tavola (XLJ, 3) ho ridato il coperchio al suo sarcofago metria bisogna supporre anche nel campo di contro. Le
e completato le lacune, con la dovuta riserva, s'intende. sculture, d'un artista di scalpello molto rude, non furono
Con che fedeltà siano stati copiati in Gallia i modelli condotte a termine, perciò sembrano anche più rozze che
romani, lo mostra un grande frammento di sarcofago prove- non siano in realtà (seconda metà del secolo iv).
niente da una officina di Roma, ora murato nel portone d'una
casa privata a Viterbo {tav. XLI, 2): salvo piccole varianti, 18-19. ~ Piccola scultura
Cristo e l'apostolo a destra sono identici a quelli del sarco- e un frammento nel museo lateranense.
fago di Arles, onde ce ne siamo serviti per completare la Una delle più piccole sculture del Museo lateranense
parte sinistra. Per lo stile il frammento romano è superiore al mostra una scena ridotta dell'insegnamento, scolpita sopra
sarcofago gallico, ed appartiene alla metà incirca del secolo iv, un pezzo di marmo quadrangolare dello spessore di 13 cm.
mentre le altre sculture saranno della fine di quel secolo. (tav. XLII, 3). Cristo, seduto su una seggiola senza spai-
li Ui \m. Aria, p. 70, 11, LVIII. 1 Bulle!t, erùt., 1866, 33 seg. 11 de Rossi ha post" il sarcofago a con-
fronto con quello di Api (tav. XXXVII, i-j).
S l. Cristo dottore degli apostoli

liera, ma con pulvino e un largo suppedaneo, insegna nel- sente autant de personnages, qui, sauf celui du milieu se
l'attitudine consueta, ai due principi degli apostoli; egli détachent sur une tenture». Cosi descrive E. Le Blant un
è nimbato ' e del tipo giovanile. Gli apostoli, Pietro alla sarcofago sulla cui fronte è rappresentato Cristo tra i prin-
sinistra, Paolo alla destra del Signore, acclamano, e, strin- cipi degli apostoli e due oranti velate (tav. XLV, 4) ', Egli
gendo un volume chiuso, gli si appressano in fretta. Con rileva a ragione il cattivo stile di queste sculture che difatti
questo movimento, in realtà poco motivato, l'artista volle non sembrano anteriori al secolo v ; ma la sua spiegazione
forse esprimere il grande zelò degli apostoli per la dottrina dipende interamente da quella del Garrucci, che è particolar-
dì Cristo. Può anche darsi che le figure di profilo gli riuscis- mente sbagliata. Uno degli errori principali è quello che fu
sero più facili. Ad ogni modo siamo, per l'epoca, nella prima commesso dal Le Blant e da molti altri archeologi anche
metà del secolo v. La destinazione del piccolo marmo rimane nella spiegazione della tradìtio legis a s. Pietro, che illu-
incerta; forse era incastrato sopra qualche tomba. Un fram- streremo nel libro terzo. « Il Redentore », scrive il Garrucci,
mento di sarcofago, proveniente dal cimitero di S. Ermete, '<... sembra essersi levato in piedi, e stando sopra la pre-
contiene il residuo d'una scena simile a quella or ora descritta della tiene un volume avvolto nella sinistra mentre parla a
(tav. XLII, 2): si vede la parte superiore di Cristo che inse- s. Paolo che gli sta a destra, tenendo ancor esso un volume
gnava col libro aperto nella sinistra, e, accanto, la mano d'un avvolto nella sinistra, intanto che s. Pietro, il quale nella
apostolo che acclamava, senza dubbio uno dei due principi sua nicchia è a sinistra del Signore, eleva la destra... Si
degli apostoli, al quale corrispondeva l'altro, come sulla può esser certi che Gesù stia per dare la missione- a
scultura lateranense, di cui mi sono servito per la ricostru- s. Paolo di predicare ai Gentili, come specialmente a
zione del frammento. È da notarsi l'interessante tipo di s. Pietro abbia raccomandata la Chiesa degli Ebrei ».
Cristo, giovane, con la capigliatura straordinariamente ricca, Queste due Chiese sarebbero le due donne velate oranti
che in eleganti boccoli copre le spalle. che si vedono nelle nìcchie angolari. E per dare maggior
Sul resto della decorazione del sarcofago non si può dire forza alla sua interpretazione, ti non lascia di notare che
nulla di certo (iv secolo). sarebbe follia il dire anime dei morti le due matrone
scolpite accanto agli apostoli »5.
20. - Sarcofago in S. Trofimo. Il significato delle sculture è molto più semplice. Come
Su un sarcofagosche serve d'altare nella basilica di S. Tro- in altri casi da noi illustrati Cristo appare quale dottore
fimo, la scena è intiera e occupa tutta la fronte, divisa da degli apostoli raffigurati nei due principi : dominus legem
quattro pilastri e tre nicchie arcuate (tav. XLIII, 3). In dat ; e le due oranti rappresentano appunto le anime dei
quella centrale siede Cristo barbato su una cattedra a spal- defunti fedeli in genere, trattandosi del sarcofago d'un gio-
liera rotonda e suppedaneo; colla sinistra impugna un volume vinetto (o giovinetta). Presto illustreremo un sarcofago di
mezzo aperto, colla destra fa il gesto oratorio. La testa, Tarragona col Cristo dottore, senza gli apostoli, ma con
invece dì essere nimbata, porta una croce monogrammatica, due oranti, madre e figlia.
la quale, in grandezza maggiore, si vede anche nella sinistra Alla fede, alla lex professata dal defunto deposto nel
di Pietro, come segno del suo martirio. In ambedue le croci piccolo sarcofago, allude la capsa ai piedi delle due figure
la lettera Rito ha la forma della R. Abbiamo qui uno dei più oranti, alla quale corrisponde, non il « libro aperto 0 ", bensì
antichi esempi di questa trasformazione. Tutti e due gli un fascio di libri a; piedi degli apostoli. Un ti libro aperto »
apostoli s'avvicinano a grandi passi al loro maestro, Paolo sarebbe rappresentato in alto, da poter essere letto, come,
profondamente inchinato e con le mani protese e aperte, p. e., quello del noto affresco di Veneranda.
Pietro colla sola destra stesa verso Cristo, avendo nella
sinistra la croce. 22. - Frammenti di un sarcofago
E. Le Blant chiama il sarcofago « marbré d'une epoque nella cripta di s. vittore a marsiglia.
assez basse »:), senza precisare l'epoca. La scultura ha un
Cristo, dottore degli apostoli, era effigiato in Una forma
rilievo molto basso, come suole sulle testate. Lo stile è
molto artistica sopra un sarcofago della cripta di S. Vit-
ancora tale da non disdire al secolo v.
tore a Marsiglia. E. Le Blant ne dette una copia, presa dal
0 livre de Ruffi », credendplo « disparu », riprodotta qui alla
21. - Sarcofago di Saint-Cannat.
fine del capitolo {fig. 25) '. Ma l'originale esiste ancora nella
« Un petit sarcophage de fort mauvais travaìl, et que je cripta, ridotto in pezzi, che io ho riuniti. La fotografia pre-
ne connais que par une photographie, sert de fonts-baptis- sane in mia assenza (fig. 21) dovette essere rifatta, poiché i
maux à Saint-Cannat. Il est divise en cìnq arcades et pré- pezzi vi sono messi a casaccio e male riuniti, tre mancano, uno

1 II nimbo manca sulla copia del Garrucci (tav. 401, 0), che nei partico- Gaubvcci, lav. 335, 1, p. 60 seg.
lari 4 inesatta. Esso è passato anelli- sotto silenzio dal Mutuerai, benché sulla li l'i iT, loc. di.,: ■ Lea ile»* apòtres... ont a leurs pieds un livre
piccola copia, ch'egli ne pubblica, sia molto bene visibile (tav. XVIII, 7, p, 16); :rt ; sur celui qui est auprès de Saint-Pierre, on remarque le mono-
lo rilevò il iMCKKH (67, n. 123. 3, tav. I). [égèrement trace- ». Di questo monogramma veduto dal Gar-
1 Le Blant, Aria, tav. XXVII. i non apparisce nessuna traccia sulle fotografie ; esso manca anche sulla
a copia del Garrucci.
1 Caule, p. 52 seg.
Capo V. - Cristo fonie della dottrina sa,-ni

dei quali si è intruso fra i frammenti del sarcofago ripro- La conservazione delle sculture è molto buona, ad ecce-
dotto a tav. Vili, 3 e fig. 7. Soltanto la seconda fotografia zione d'una figura che ha la testa danneggiata. Nella compo-
(fig. 22) riuscì servibile, mercè un ricomponimento dei sizione troveremo delle novità. Cristo, del tipo giovanile,
pezzi su cartone e con le lacune completate; a base di questa insegna, facendo con la destra il gesto di parlare e strin-
e del mio disegno si eseguì la ricostruzione [tav. XLIII, 4). gendo nella sinistra la croce trionfale. Al disopra del suo
Cristo, con la croce monogrammatica sulla testa, è seduto capo è inciso il nome iesvs, cosa in sé superflua. Non cosi
su una seggiola a suppedaneo, ma senza spalliera, e in atti- per i due giovani uditori rappresentati agli angoli, che accla-
tudine di insegnare, mano il divin mae-
tenendoli libro aper- stro; essi non sono
to nella sinistra e la apostoli né loro di-
destra alzata nel ge- scepoli immediati,
sto oratorio. Egli l bensì celebri martiri
collocato in una cor- della Chiesa di Ro-
nice rotonda, soste- ma: svstvs a sinistra,
nuta da due angeli hyppolitvs a destra
volanti. Agli angoli, delio spettatore. « II
separati da due pila- l 21. primo è senza dub-
stri scanalati e bac- bio Sisto II ponte-
cellai, acclamano i due principi degli apostoli: a sinistra fice; l'altro, Ippolito, il famoso dottore », scrive a ragione i
Paolo, a destra, di contro, Pietro, con la croce monogram- de Rossi nella sua illustrazione dell'importante sarcofago2.
matica in ispalìa. Ambedue camminano in fretta verso Cristo. Altri quattro uditori si scorgono sulle testate, due su cia-
Gli angeli volanti, che adempiono l'ufficio affidato ad Amo- scuna, e questi sono i quattro evangelisti, come indicavano
rini (i Vittorie, quando si tratta di immagini di defunti, si una volta Ì nomi, oggi distrutti, salvo quello di iohannes e
presentano qui per la le prime lettere del
prima volta. L'artista nome di marc»j. Tre
li ha scelti per un sono giovani ed hanno
riguardo speciale alla capelli piuttosto corti:
figura di Cristo. La Luca, Giovanni e
scultura, d'un lavoro Marco; Matteo invece
rude, ma non poste- ha barba e capelli
riore al secolo v, è per lunghi.
noi preziosissima per- Questi tipi non
chè ci offre una immagine, nel senso proprio della parola, grande valore iconografico per le figure degli
di Nostro Signore dentro una cornice, come i cristiani antichi evangelisti. Difatti sul sarcofago di Concordio, Luca e
solevano tenerne attaccate alle pareti delle loro abitazioni. Marco sono barbati, Matteo e Giovanni imberbi, soltanto
Sulla copia {fig. 25) alcuni particolari sono cambiati: la cor- l'ultimo conservò nell'arte romana il volto giovanile. Gli
nice ha la forma d'una corona d'alloro, come quella del sar- evangelisti vanno perciò contraddistinti dai loro nomi. Al
cofago distrutto di Marsiglia (fig. 24, p. 57); la croce mono- contrario gli apostoli, riuniti attorno a Cristo docente, non
grammatica sulla testa del Cristo è omessa; Pietro porta hanno bisogno di tale qualifica. S'ingannò quindi E. Le Blant
una semplice croce, e gli apostoli sono imberbi. quando scrisse « que Ics personnages sans nom qui figurent
si souvent aux deux cótés du Christ sur ies bas-reliefs chré-
tiens peuvent ètre des saints et des martyrs, aussi bien que
23. - Il sarcofago della cattedrale di Apt.
des apòtres et des prophètes »3. I due sarcofagi di Concordio
Il sarcofago della cattedrale di Apt fu scoperto nel 1855 e della cattedrale di Apt provano che gli scultori apponevano
fra il materiale di scarico gettato nel cortile della chiesa i nomi soltanto a quelle figure che non dovevano rappresen-
(to'. XXXVII, 1-3). È costituito, come quelli menzionati tare apostoli.
di sopra (p. 21), di due parti eguali, essendo segato nel senso Non è poi da stupire se i due martiri furono equiparati
della lunghezza, e si deve allo stesso artista che eseguì quello dall'antico artista agli apostoli e agli evangelisti, e se furono
di Avignon e quello, da me ricostruito, di Arles. Lo pubbli- effigiati a lato di Cristo docente. Sisto venne appunto sorpreso
carono il de Rossi, con un disegno della fronte, delia testata dai soldati della polizia e « in continenti animadversus »,
destra in iscorcio e della faccia posteriore, il Garrueci con la mentre insegnava la * legge divina caelesiùi iussa docebat -
copia di tutte le figure, ed E. Le Blant con una be!!a tavola e Ippolito consacrò, come dottore e catechista, l'intiera vita ad
fotografica '. illustrare con la parola e cogli scritti la dottrina cristiana,

' Di: Rossi, Uniteti crisi., 1866, 34-36; 1868, 93; Garrucci, tav. 330,2-1, Buttett. crisi., 1866, 34. Più oltre illustreremo un (rammento della rap-
p. 53 seg. ; Le Blant, Gault, tav. XLIX, figg. 1-3, p. 140 seg. Cfr. Le Blant, presentazioni- tifila cattura di Sisto II.
Inscript. chrét., II, 484. ' Gante, p. 141.
§ f- . Cristo dottore degli apostoli

lavando alla fine col proprio sangue la macchia dello scisma. Ambedue stringono nella sinistra un rotolo, facendo colla
Ambedue meritarono dunque di figurare insieme con g i destra il gesto oratorio. Le teste sono terminate con grandis-
evangelisti in una scena dell'insegnamento di Cristo. L'età sima cura e d'una individualità sorprendente; abbiamo innanzi
del sarcofago, secolo iv, è qui convalidata dalle lettere che due veri ritratti: la moglie, con faccia piena e capelli ondulati
sono ancora belle r. che non coprono le orecchie, è, nei suoi lineamenti, simpa-
tica, bella; al contrario l'uomo ha qualche cosa di duro, di
24. - Frammento del Museo delle Terme. marziale; sembra un generale in riposo, anziché un filosofo.
D'un contenuto simile al sarcofago di Apt era la decora- La scena che ci interessa in modo speciale occupa il
zione d'una lastra, di cui esiste un pezzo nel Museo delle campo di mezzo, di larghezza doppia di quegli angolari. Ivi
Terme (tav. XXXI, 5). Il frammento è piccolo, ma tale da si vede un dottore barbato, con abbondante capigliatura ed
permetterci una ricostruzione quasi sicura. La lastra fungeva uno strano ciuffo diritto di capelli al di sopra della fronte;
da sarcofago finto a cinque scompartimenti e riunito col suo veste gli abiti sacri ed insegna, facendo il gesto di praelegere.
coperchio, il quale, in casi di vero sarcofago è, naturalmente, Davanti a lui sta un uomo, pure in abiti sacri, e un giovane
sempre separato. imberbe, ma adulto, malgrado la statura piccolissima a causa
Vediamo dunque sul coperchio due pecore uscite da una della ristrettezza dello spazio5. Egli rappresenta l'uditorio;
porta in forma di arco, rivolte verso il centro e separate stringendo colla sinistra un volume chiuso, fa colla destra il
da un albero di palma. Esse simboleggiano gli evangelisti gesto di parlare, chiede cioè informazioni su quello che sta
Marco e Giovanni, come indicano i nomi: [marc]vs e ioanis imparando. Finalmente nel fondo spiccano due erme, rivolte
EVMt(gelista), scritti nel listello inferiore; Ì nomi sono sepa- l'una verso l'altra: una femminile, giovanissima, con capelli
rati da un ramo di palma. SÌ vede inoltre la testa di s. Paolo lunghi e legati a nodo sulla nuca; di contro, una maschile,
nell'angolo destro della fronte con un po' di strigili del del pari giovane, appena con due peli sulla guancia.
campo vicino. Fin qui tutto va bene, se ci contentiamo di una spiega-
Ora è facile completare la decorazione della lastra: le due zione generica: abbiamo le figure dei due defunti che furono
pecore, sìmboli degli evangelisti Marco e Giovanni, suppon- deposti nel sarcofago, e quella d'un dottore che insegna in un
gono di contro i simboli e nomi degli evangelisti Matteo e ambiente ornato di erme, e davanti ad un uditore vestito di
Luca, coli'albero e ramo di palma, e nel centro ì'agnns Dei abiti sacri, che però non è il defunto. La relazione di quest'ul-
sul monte, coi quattro fiumi e fra due alberi di palma per il timo con la scena dell'insegnamento rimane perciò alquanto
coperchio, Cristo docente con s. Pietro ed il campo di strigili vaga. Dunque la spiegazione generica non è sufficiente; biso-
fra mezzo, per la fronte del sarcofago. gna scendere ai particolari, per portarvi un po' più di luce.
Tanto al Cristo che all'agnello divino abbiamo dato il Prima di tutto, la composizione è cristiana 0 pagana? E
nimbo, perché siamo già verso la fine incirca del IV secolo. se è cristiana, trattasi dell'insegnamento d'un dottore eccle-
Le pecore, scolpite grossolanamente, contrastano colla testa siastico o di quello di Nostro Signore?
di s. Paolo e colle strigili, eseguite con arte molto migliore. Non diamo nessun peso agli abiti sacri dell'uditore e del-
Forse vi avranno lavorato due artisti differenti. E interes- l'insegnante, né al fatto che il sarcofago provenga da un cimi-
sante il vedere adoperati albero e ramoscello di palma su tero cristiano. Di qualche aiuto sarebbe forse stata l'iscrizione
uno stesso monumento: l'albero, coi datteri, quale simbolo greca con l'ancora, dipinta con colore rosso sul fianco destro,
del paradiso, e il ramoscello, quale simbolo della vittoria rimasto grezzo; ma l'iscrizione sembra essere indecifrabile.
riportata nel martirio. I due archi, donde escono le pecore, Tuttavia l'ancora sarebbe piuttosto favorevole al carattere
simboleggiano le citià di Gerusalemme e Betlemme. Mai que- cristiano della scultura. Il dottore ha infatti qualche rasso-
ste sono così rudimentalmente espresse come qui. miglianza con Cristo; la scena ce Io mostrerebbe in tal guisa
nell'atto d'insegnare ad un rappresentante degli apostoli o
Ci rimane ancora un sarcofago intiero con sculture che dei discepoli in genere. Così sarebbe anche più precisata la
in parte sono comuni, in parte singolarissime. Onde non relazione della scena coi defunti.
sarà facile stabilirne con ogni certezza il carattere. Ma V'ha però una difficoltà: sui monumenti pre-costantiniani
appunto questa ambiguità ne forma una grande attrattiva. - e tale è il sarcofago - Cristo non ha barba; l'insegnante non
Il sarcofago, a cinque scompartimenti, fu trovato pochi potrebbe quindi essere Cristo.
mesi addietro, nel vasto cimitero cristiano di Tarragona, in L'obiezione si basa su un fatto indiscutibile nella scultura
uno stato meraviglioso: appena vi si scorge qualche piccola romana: soltanto dalla metà incirca del seolo iv in poi abbon-
lesione {tav. VII, 2). Agli angoli stanno Ì due defunti, collo- dano a Roma le sculture che vogliono offrirci un ritratto di
cati, come tante altre volte, a modo di statue sopra piedistalli: Cristo, effigiandolo con barba e capelli lunghi. Così lo mostra,
da una parte una donna a capo scoperto e vestita di stola, tranne una sola eccezione, tutta la serie della scena del Domi-
palla e scarpe; dall'altra un uomo nel pallio filosofico e scalzo, nus legem dal. Così lo vediamo anche sulle due sculture poli-
marito e moglie, come di solito, deposti nel sarcofago. crome del Museo delle Terme, che rivelano l'influsso di

1 E. Le Blant, Ini, identico sul sarcofago di La Gayolle


es inserì ptions ».
Capo V. - Cristo joule della dottrir.

un'arte non romana, forse orientale, e la scena più notevole della defunta. La vediamo ancora una terza volta, quando
ne è quella che rappresenta Cristo nell'atto di ammaestrare esce dalla porta della domits aetemalis.
le turbe. Cosi lo vediamo anche sulla pittura, quantunque II campo a destra della porta l'occupa con la sua ■ ombra »
gnostica, del sermone della montagna, appartenente all'età e l'erma maschile, il marito, nell'atteggiamento ordinario
Severiana; ivi pure si pretende di dare un ritratto. Il nostro dei defunti, strìngendo cioè con ambedue le mani il volume
a offrirebbe dunque il più antico esempio d'un Cristo arrotolato; da filosofo, veste il solo pallio, con la lacinia pen-
) in scultura, nota bene, provinciale, non romana. dente dall'avambraccio sinistro.
Come si spiega allora il ciuffo dei capelli? Come conci- Abbiamo dunque due monumenti adorni delle due erme
liarlo con la grave figura del Signore? Un ciuffo più o meno in parola, l'uno pagano, su cui la figura principale, la defunta,
identico ce l'offrono alcune immagini del Buon Pastore; ma è rappresentata in atto di recitare e come ombra, quando esce
ivi l'artista indica semplicemente l'effetto del camminare in dal sepolcro; l'altro, d'un carattere ambiguo, su cui il perso-
fretta: i capelli sono agitati dal vento. Un ciuffo simile ab- naggio principale non è né il marito né la moglie, bensì un
biamo incontrato altresì sopra il sarcofago d'un defunto che, dottore che insegna. A giudicare poi dalle rappresentazioni
secondo noi, ap- della catechesi,
parteneva ad una l'insegnante non
sètta gnostica. Es- dovrebbe essere
sendo ivi il ciuffo un dottore eccle-
una imitazione siastico, essendo
delle due penne l'uditore diverso
delle Muse, per dai due defunti.
alludere a! carat- Sembra dunque
tere soprannatu- da riconoscere in
rale dell'inse- lui o il capo di
gnante, nulla ci F,„ »3. qualche sètta filo-
vieta di applicare sofico-mìstica, se
questo significato pure alla nostra scultura. In tale ipotesi si il sarcofago è pagano, ovvero Cristo con un apostolo o disce-
acquisterebbe un secondo sarcofago di carattere cristiano non polo in genere, se si tratta di un'opera cristiana, anche non
ortodosso, forse gnostico. Allora si spiegherebbe anche ortodossa. Nella seconda ipotesi non si può negare che il dot-
meglio la presenza delle due erme, le quali, ad onta che tore non corrisponda in tutto al Cristo, come l'avrebbe effi-
fossero una decorazione ordinaria degli ambienti accademici, giato un artista romano ortodosso. D'altra parte non bisogna
dove si insegnava ', stonano alquanto sopra un monumento dimenticare che abbiamo dinanzi un'opera dell'arte pro-
cristiano ortodosso, mentre sopra uno gnostico sarebbero la vinciale.
cosa più ovvia del mondo. L'acconciatura dei capelli della defunta ricorda quello
Le due erme non farebbero poi difficoltà di sorta, se di Giulia Mammea e delle imperatrici seguenti, epoca colla
il sarcofago fosse pagano. Le troviamo tali quali, cioè una quale vanno d'accordo lo stile e l'accuratezza del lavoro. Il
maschile e una femminile, e quest'ultima con la stessa sarcofago sarà perciò della seconda metà incirca del secolo in,
acconciatura dei capelli ma vestita, sopra il noto sarcofago mentre quello di Capua può essere di qualche decennio più
pagano di Capua, la cui fronte col coperchio, probabilmente a antico.
forma di tetto sorretto dalle colonne angolari, offriva l'aspetto
IL Cristo dottore.
d'una casa con una porta monumentale nel centro (fig. 23) '.
Il sarcofago servì di sepolcro a marito e moglie, apparte- Al fine di concentrare l'attenzione dello spettatore sul
nenti forse a qualche sètta filosofico-mistica: l'erma femmi- Cristo, fonte di tutta la dottrina sacra, gli scultori finirono
■nile si trova accanto alla moglie effigiata a capo scoperto, per rappresentarlo solo e come dottore. Egli insegna col
ritta in piedi e in atto di recitare, stringendo nella sinistra gesto oratorio, come di solito. Su due monumenti soli, questa
un volume mezzo aperto, e facendo colla destra, un po'dan- volta sicuri, appare il gesto di praelegere, che gli artisti hanno
neggiata, il gesto oratorio. Essa recita rivolta al pubblico che adottato dai dottori ecclesiastici. Ne tratteremo in ultimo.
lo spettatore ha da supplire; veste la stola cinta, che le arriva
fino alle scarpe, e la palla che, in seguito ai gesti ed ai movi-
1. - Sarcofago del Museo di Arles.
menti della recitatrice, ha perduto la sua posizione abituale
e pende in due partì, dall'avambraccio sinistro e sul davanti Come unico soggetto della decorazione apparisce il Cristo
fra le gambe. Ai suoi piedi sta un uccello. Nel fondo, dirim- dottore nel campo centrale d'un sarcofago a cinque scom-
petto all'erma, ritorna la stessa moglie, ma, tranne il viso, partimenti, di ottima conservazione, nel Museo di Arles
interamente coperta dalla palla: evidentemente l'« ombra » (tav. XI.IV, 1) -'. Egli sta fra due alberi d'ulivo; colla destra

1 Forcei-unj-De Vit, Lexici, -, Dah^muiuc-Saguo, Dkii ' Esempi di tali cast ì libro t
dei iiiilùjuités, 8. v. herme, \ 1 Le iìLANT, Arles, ; GaBSUCCI, til
■ Cristo dottore

fa il gesto di parlare, colla sinistra stringe un volume arro- congiuntura delle strigili (tav. XLIV, 3). Vi si vede Cristo
tolato e legato con nastro. Un fascio di volumi ai suoi piedi. dottore seduto su una seggiola con suppedaneo e senza spal-
II volto è molto giovane, come sui sarcofagi riuniti nelle liera; la destra e alzata dinanzi al petto nel gesto oratorio, la
tavole XLI e XLll. I campi angolari sono occupati da due sinistra stringe un volume mezzo svolto. Da quel che rimane
pilastri scanalati e baccellati a mezzo e con capitelli corinzi. della sua testa si vede che era senza barba. Non aveva udi-
Gli uditori debbono essere suppliti. La scultura è molto tori, essendo Ì campi angolari occupati dal Buon Pastore e
accurata (tv secolo). da un pastore che guarda il gregge.
D'una replica di questo sarcofago (tav. XLIV, 2) non s'è
2. - Frammento nello scalone
salvato che il piccolo frammento della mandorla colla metà
della basilica di s. agnese.
superiore del Cristo, il quale anche qui era imberbe; la
Un frammento incastrato nello scalone della basilica di destra, danneggiata, faceva il gesto dì parlare, la sinistra
S. Agnese {tav. XXXVI, i) offre la metà d'una lastra fatta stringeva il pizzo del pallio, uno dei motivi caratteristici delle
ad imitazione della fronte d'un sarcofago a cinque scom- officine che lavoravano per i cimiteri delle vie Appia e
partimenti e congiunto, come di solito, col suo coperchio. Ardeatina (metà incirca del iv secolo).

Questo conteneva la tabella ansata dell'iscrizione, otto


5. - Sarcofago distrutto della cripta di S. Vittore
delfini nuotanti e, agli angoli, teste ornamentali. La fronte del
a Marsiglia
preteso sarcofago mostrava nei campi angolari colonne lisce
con capitelli ionici; quella sinistra ne è distrutta collo specchio Rarissime, e perciò d'una importanza eccezionale, sono le
di strigili attiguo. Nel centro si presenta Cristo dottore, con rappresentazioni d'un sarcofago, da molto tempo distrutto,
folta barba e capelli lunghi, che gli danno l'aspetto d'un della cripta di S. Vittore a Marsiglia, ma che si conosce da
vecchio, tutto al contrario di quello descritto poc'anzi; egli due copie: l'una, stampata nel libro del Rum, è riprodotta,
parla, tenendo un libro aperto. Lo scultore Io rappresentò con qualche correzione, dal Garrucci!; l'altra, del Peiresc,
fra due tende drappeggiate, come sul sarcofago tarraconense, più giusta, sebbene alquanto mancante all'angolo sinistro, fu
e accanto ad uno scrigno, il quale l'obbligò a dargli l'attitu- pubblicata dal Le Blant1; noi la diamo completata coll'aiuto
dine di uno che non è ne seduto né in piedi. Lo scrigno, della prima (fig. 24).
munito di serratura, è semi-aperto, per lasciare visibìli i « Au centre », scrìve E. Le Blant, « dans une couronne à
cinque volumi che vi sono deposti. lemnisques que soutenaient deux génies ailés rappelant le
A. Bosìo vide la lastra intiera, ma ne pubblicò il solo cen- type de la Victoìre, était le Christ, assìs sur un thrónc à sca-
tro '. L'iscrizione, già allora mutila, non menziona che il bellum, tenant le livre de la loi et étcndant la main droite << *.
giorno della sepoltura di due defunti: DePositio DlSCOLIA[E] L'immagine del Cristo dottore dentro la corona d'alloro
KL. APKiles DePositio VRSfl] ... MAIAS. La lastra dovrebbe ci conduce di nuovo alle immagini propriamente dette, che i
pertanto essere stata affissa davanti a un sepolcro, probabil- primi Cristiani avevano nelle loro abitazioni. I due angeli che
mente un arcosolìo, in cui riposavano Discolia e Ursus, moglie la sostengono furono dall'artista introdotti, come si disse, per
e marito, a quanto sembra. La forma delle lettere e il for- un riguardo speciale a Nostro Signore. La loro grave figura
mulario stesso dell'iscrizione convengono al secolo iv. non ha che fare coi « geni alati », molto meno colle « Vit-
torie interamente vestite», come le chiama addirittura il Gar-
3-4. - Sarcofago del cimitero di S. Damaso ruccir'. Le Vittorie si ripetevano nell'arte fin da tempi imme-
e frammento del Museo di S. Callisto.
morabili sempre nella medesima forma, cioè con una gamba
Un sarcofago col coperchio, trovato al suo posto primitivo fuori del chitone, e quasi mai del tutto coperte.
nei miei scavi ai Ss. Marco e Marcellìano e ancora inedito, Ricorrere ai Geni o alle Vittorie è qui anche più superfluo,
è a cinque scompartimenti, ma di quella forma, in cui il dove l'artista stesso mostra fino all'evidenza di aver voluto
campo medio si riduce alla piccola mandorla, prodotta dalla rappresentare angeli, perchè nella scena a sinistra, dove si

' R. S., 429; Garrucci, tav. 340, 4. 3 Gault, p. 35.


' Garruci, tav. 341. 4, p. 68; Rofki, Histoii de la ville de Marseille *
Capo V. - Cristo fonte della dottrina sarra

svolge la lotta di David col gigante Golia, il primo è assi- Quale sarà stato il resto della decorazione? Un grande aiuto
stito da un angelo, e questo ha ali, come i due altri. Di con- ci avrebbe prestato il frammento che diamo a tav. XLIII, 1,
tro, David porta la testa del gigante al re Saul seduto fra se non fosse d'un coperchio. Questo era murato sulla
due guardie. Per quanto si può giudicare dalla copia del « casa dei pupazzi -, donde lo feci staccare per salvarlo *.
Peiresc, le sculture non sono certamente posteriori al se- Aveva nel centro un busto del Cristo in un tondo sor-
colo v. retto da due personaggi sacri. Del busto non rimane che la
6. - Sarcofago Dr Tarragona. spalla e il braccio destro; il personaggio che lo regge, quasi
intiero, è identico a quello del frammento di Arles. A sinistra,
Fra i sarcofagi trovati ultimamente nell'antico cimitero di separato per mezzo d'un listello, un putto alato sorreggeva,
Tarragona, ve n'ha uno pregevole e di conservazione integra a giudicare dalla posizione bassa del braccio sinistro, il clipeo
(tav. XXXVI, 3), che per lo stile è un compagno perfetto col ritratto del defunto (o defunta), al quale corrispondeva
di quello illustrato di sopra (p. 41). Nel campo di mezzo sta uno simile dall'altra parte del busto di Nostro Signore.
Cristo dottore, ed agli angoli due donne, l'una velata, a La decorazione del coperchio è in tal modo quasi com-
sinistra, l'altra col capo scoperto, a destra, madre e figlia, pleta: esso mostrava in origine, nel centro, l'immagine del
secondo ogni apparenza. Ambedue hanno le mani alzate in Cristo ed ai lati i ritratti dei due defunti, marito e moglie,
atto di preghiera: sono quindi già in possesso della felicità secondo ogni verosimiglianza, come su tanti altri coperchi.
eterna. Agli angoli aveva probabilmente teste, forse di apostoli, vista
Questa riunione delle due defunte col Cristo dottore ram- la tarda età (secolo iv), alla quale appartiene il coperchio.
menta l'iscrizione d'un monumento già allegato (p. 47), Nella nostra ricostruzione ci siamo limitati allo stretto neces-
cioè della celebre lucerna di bronzo, strenna di battesimo, sario.
nella quale il Signore dà la legge, non a Pietro né agli apo- È molto importante di vedere come l'artista abbia saputo
stoli in genere, bensì al neofito, un nobile Valerio Severo, distinguere il busto del Signore da quello d'un semplice
che nel battesimo assunse il nome di Eutropio e a « cui sono defunto, facendolo sorreggere da personaggi sacri, eviden-
fatte congratulazioni ed auguri perchè ha accettato il giogo temente angeli, come provano i due monumenti gallici
della legge evangelica » ': EVTR.OPI VIVAS. Molto a propo- (tav. XLIII, 4 efig. 24), mentre per defunti si è servito di
sito viene inoltre la rappresentazione di Tnrtura dipìnta sul putti, o, in altri casi, di Vittorie.
suo sepolcro: ivi la defunta si avvicina all'infante Gesù, Per indovinare i soggetti che insieme al busto del Cristo
seduto in grembo alla madre, portando sulle mani coperte ornavano il sarcofago, non possiamo ricorrere al coperchio,
d'un drappo, il volume spiegato della legge da lei santamente essendo, generalmente, le leggi per la decorazione del sar-
osservata in vita, come attesta il figlio nella iscrizione cofago, diverse da quelle per la decorazione del coperchio.
dipinta 2. Ciò che sulla lucerna si augura al neofito Eutropio, D'altra parte il frammento stesso non offre nessun appoggio;
e di che sarà partecipe Tintura, le due defunte del sarco- non si possono, p. e., supporre delle strigili, non veden-
fago hanno già raggiunto; esse sono nel paradiso e pregano dosene neppure la minima traccia. Sarà quindi più pru-
per i superstiti. dente astenersi dal fare ipotesi.

7. - Frammento di sarcofago
nell'ex-convento dei Minimi a Arles. 8-9. - Frammento del Museo del Camposanto Teutonico.
Frammento del Museo di Aix.
Aggiungiamo ancora un frammento di grande importanza
per la questione delle immagini propriamente dette, e per Il gesto di insegnare tenendo con entrambe le mani il
le iconi di Nostro Signore, come si dirà fin dall'inizio del volume aperto, è nell'arte cimiteriale raramente applicato a
medio evo. Si trova fra quelli che sono murati nell'ex-con- Nostro Signore. Nella pittura se ne conoscono, fino ad oggi,
vento dei Minimi a Arles (tav. XLIII, 2). E. Le Blant non tre esempi5: 1) la scena in cui Cristo istruisce la Samaritana
l'ha menzionato^. Eppure è un pezzo considerevole della sulla vera adorazione di Dio, pittura della seconda metà del
parte centrale d'un sarcofago, rappresentante il busto del secolo 11; 2) Cristo docente, dipinto nel sottarco d'un arcoso-
Cristo in una cornice rotonda, che era sostenuta da due per- lio, la cui lunetta con qualche rappresentante dell'uditorio è
sonaggi sacri; ma uno solo, quello a sinistra, s'è salvato. La distrutta; 3) il sermone della montagna dipinto nell'ipogeo
testa del Signore è abbastanza bene conservata, il volto bello, gnostico; i due ultimi affreschi sono del principio del
con barba di lunghezza media e con ricchi capelli inanellati. secolo ili. Dunque il gesto di praelegere è una eccezione,
Delle braccia e delle mani nulla rimane, essendosi in quella quello della destra parlante, la regola.
parte scrostato il marmo; era, senza dubbio, docente, con Lo stesso vale dell'arte scultoria. Ivi pure fanno eccezione
rotolo o libro aperto nella sinistra. i monumenti che mostrano Nostro Signore docente col gesto

1 De Rossi. Biilletl. crisi., 1867, p. 38. * Si trova attualmente nella vicina e:isa ilei SÌl'il'tì lìarbctta, proprietari
* Wilpert. Malereien u. Mosaiken, tav. 136. errcno soprastante al cintitelo di Pretestato.
■' Abbiamo giù osservalo (p. 23) che 1 fauna "' Wii.i'1-.kt. l'il/ure trimileritilr, tuvv. 21), .:; +t;, •; L'i/mgeii d'Aurelio Felici!-
altezza troppo grande per poterli esaminare comi ecc., tav. XII seg.
Cristo dottore

di praelegere. A parte il sarcofago illustrato sopra (p. 55 seg.) Abbiamo dunque due o tre monumenti della scultura
sono due frammenti, l'uno del Museo di Aìx, l'altro del Museo funeraria che mostrano Cristo col volume spiegato e tenuto
del Camposanto teutonico. Quest'ultimo è pregevolissimo con ambedue le mani. In tale attitudine ce Io presenta il
(tav. XXVII, .?); rappresenta un giovane in abiti sacri, seduto vangelo una sola volta.
su uno scoglio e con un volume spiegato nelle mani. Il gio- Il fatto accadde a Nazaret, nella sinagoga, dove, secondo
vane ha pertanto grande somiglianza col dottore sul sarcofago l'abitudine, egli entrò il giorno di sabato e chiese il libro,
di Velletri (tav. IV, 3). Però' sul frammento non si tratta ossia il volume, per leggere in pubblico. « Et traditus est
d'un dottore ecclesiastico, bensì di Nostro Signore, come 1II1 liber Isaiae prophetae. Et ubi revolvit librum, invenit
dichiara il monogramma costantiniano inciso al di sopra locum ubi scriptum erat; Spiritus Domini super me: propter
delia testa del giovane docente '. quod unxit me, evangelizarc pauperibus misit me, sanare
A destra del Cristo si scorgono i torsi di due donne e contritos corde. Et quum plicuisset librum, reddidit ministro
d'un togato. Questo stringeva nella mano sinistra un volume et sedit, et omnium in synagoga oculi erant intendentes in
chiuso, e colla destra sollevava la toga che nell'ultimo giro, eum "3.
venendo dal dorso, sale, in una curva elegante, sull'avam- Le nostre sculture illustrano molto bene il passo, presen-
braccio sinistro. Nelle donne nulla appare delle braccia, tando Nostro Signore nell'atto di leggere: egli prese dunque
segno che avevano le mani alzate nel gesto di preghiera. nella destra il volume offertogli, s'intende, chiuso; con la
L'ima era a capo scoperto, l'altra velata, come appare dal velo sinistra lo aprì, « revolvit librum ", facendo un convoluto,
visibile nel fondo. Il torso di un paenulatus a sinistra del e dopo aver letto il passo, ripiegò con la destra il volume allo
Signore ha pure la mano destra abbassata, ma inerte, e nella stato pristino, « plicuit librum », lo chiuse, e lo restituì al
sinistra, portata sul davanti, un volume arrotolato. Nella ministro della sinagoga. Gli artisti evitarono di rappresen-
parte mancante, a sinistra, stavano forse altri due personaggi, tarlo con questo gesto, forse perchè era, per così dire,
essendo probabile che l'immagine del Cristo stesse nel mezzo troppo accademico.
della fronte del sarcofago. Quelli che sono rimasti rappre-
sentano dunque due defunte accolte nella felicità eterna e Chiudiamo questo capitolo con alcune osservazioni rias-
due uomini che erano ancora in vita, tutti imbevuti della suntive sulle sculture rappresentanti Nostro Signore ed
legge cristiana, tutti fideles, come indica la figura di Nostro eseguite ad imitazione delle immagini propriamente dette,
Signore docente. che i fedeli avevano nelle loro abitazioni. Sono cinque, due
In tal guisa Cristo sta soltanto in relazione indiretta, per romane, tre galliche. Una sola volta Cristo è certamente
mezzo della sua dottrina, coi personaggi che lo circondano. barbato, una imberbe. Qualunque sia ia forma, busto o figura
Questa è la ragione per cui l'artista l'ha incorniciato; sembra intiera, egli è sempre effigiato come dottore, nei casi in cui
anzi addirittura un quadro staccato dalla parete e posto in è possibile il controllo. Dominus legem dal potrebbe dunque
mezzo ai suoi fedeli, ai cultores Verbi, per dirla colle parole scriversi sotto queste immagini. La cornice ha una volta
della famosa iscrizione di Cherchel. la forma d'una corona d'alloro, tre quella d'un tondo; una
E la terza volta che si presenta ai nostri occhi un quadro volta è quadrangolare. Tranne l'ultima, le altre sono sorrette
del Cristo nel senso proprio della paroia, un quadro come da angeli, alati o senz'ali. Così esse si distinguevano da
ne possedevano i primi cristiani nelle loro case. L'artista quelle di semplici fedeli, sorrette da Vittorie od Amo-
dette al Signore la roccia come sedia, per indicare la fer- rini. Sulla scultura da noi ricostruita (tav. XLIII, 4) gli
mezza, la stabilità e la perennità della Legge cristiana: angeli fanno uso delle loro ali e volano. Questa rappresen-
«verba mea non praeterìbunt '". tazione è d'una importanza particolare, perchè ci fa vedere
Il frammento del Museo di Aix, ancora inedito, proviene come si è formata, nell'arte medievale, la scena dell'Ascen-
da un sarcofago a cinque scompartimenti. Nel campo ango- sione di Cristo, tanto frequente e quasi sempre uguale
lare destro siede Nostro Signore su di una seggiola pieghe- dappertutto.
vole a spalliera in forma di delfino; egli è barbato, ha capelli Le immagini copiate dagli scultori saranno state di prefe-
lunghi e tiene con ambedue le mani il volume spiegato. Que- renza dipinte su tela a fondo preparato ed applicata sopra
sto si riconosce soltanto dai contorni, essendo la scultura in una tavola di legno, come il più antico esempio di tale imma-
gran parte consunta (tav. XXVII, 4). gine che ci sia conservata, .quella del Sancta Sanctorum, ese-
Nel campo di mezzo si vede un'ala e lo svolazzo della guita a Roma circa il 500 {su tela ed una tavola di legno di
clamide d'un putto che sorreggeva la cartella dell'iscrizione noce). Nostro Signore aveva ivi il nome [emma]-nvel, scritto
o la tenda del ritratto d'un defunto. Il resto della fronte è ai due Iati della testa; egli era, sì noti bene, rappresentato in
distrutto. Ciò che vi fosse stato nel campo angolare a sinistra attitudine di insegnare, come sulle nostre immagini. Avendo
non si può indovinare con qualche probabilità; potrebbe servito da tempi immemorabili per processioni, dovette
esservi stato, p. e., un apostolo, ovvero una figura d'orante. subire parecchi restauri, anche radicali. Oggi ne rimane

1 Abbiamo un caso simile sulla lastra scoperta nei miei scavi ai Ss. Marco limati, p. 434;
e Marcelliano e rappresentante il defunto Ttodulo dinanzi al tribunale de] Mosailien unii Maltratti, p. 1
divin giudice, riconoscibile, questo, dal monogramma del suo nome (j-) inciso ' Matto., 24, 35.
al disopra della testa, e dalle parole AeCFlOTHC HM(l)N, Nostro Signore, 5 Lue, 4, 18 segg.
60 Capo V. - Cristo fonte detta dottrina sacra

ben poco, ma tanto quanto basta a procurarci un'idea più laam". Il santo parla ivi deH'immmagine, ebc&v, in genere; egli
o meno chiara del come dovette essere in origine1. pensa però a quelle sacre. Difatti poco più oltre menziona
Le immagini che i fedeli tenevano nelle loro case e che l'immagine di s. Barlaam, raccomandandone la contempla-
si solevano trasmettere da padre a figlio, erano anch'esse zione ai suoi uditori, come fonte inesauribile di belli e salu-
spesso soggette a ripuliture, specialmente quando i colori tari pensieri, per rendere migliore la vita. Questo vale, natu-
erano « oscurati dal fumo, dalla fuligine e dal tempo », come ralmente, avanti tutto dell'immagine sacra per eccellenza,
dice s. Giovanni Crisostomo nella omelia sul martire Bar- l'immagine di "Nostro Signore.

nuel in der KapelU « Saneta Sanctorum » in Rómische Quartalschrift, 1907,


1 Wilpert, L'Acheropita ossia V immagine del Salvatore nella cappella del p. 39-54.
« Saneta Sanctorum » ncU'Arte di Adolfo Venturi, 1907; Mosaiken u. Male- - Ilomìl. in $. Barlaam, 4: Migne, P. G., 50, 682. Il testo mi venne sugge-
reien, tav. 139, 1, p. noi segg.; Die Acheropita oder das Bild des Emma- rito dal mio amico Pio Franchi de' Cavalieri.

Fig. 25.
LIBRO SECONDO

IL BUON PASTORE

io
CAPO I.
ACCERTAMENTI PRELIMINARI
SULLE RAPPRESENTAZIONI DEL BUON PASTORE.

3l battesimo cui tendeva la catechesi, è la porta ricorre anche quella del Troipìiv àpvSv &atn\uc<òv, « pastore
', per la quale si entra nella Chiesa che, da madre del regio gregge»4. S. Abercio finalmente è fiero d'essere
' affettuosa, conduce i suoi figli alla felicità eterna. padi/T'ls KOtpévos ayrov. Ss 0óaKet wpo^driav àjéAas opeertv
! Perciò gli artisti che hanno rappresentato la neèiois re órj>Ba\povs Ss éyei peydXovs iravrii KaBopàvTas5,
scena della catechesi non mancarono mai di esprimere in e sopra una lapide cimiteriale del Museo delle Terme
qualche modo lo scopo finale del battesimo. L'immagine vediamo accanto al Buon Pastore colla pecora sulle spalle
prelibata fu quella del Buon Pastore il quale inizia, per cosi la lettera A dentro una fi più grande, cioè ìloiptiv àyvós.
dire, la vita beata del fedele defunto. Di questa immagine Pastore immacolato ''.
oltremodo cara ai primi cristiani tratteremo nel presente libro. Ma la più grande importanza ha il Buon Pastore nel-
l'arte. Le pitture e le sculture che lo ritraggono sono molto
Un popolo di pastori, come quello degli Ebrei, era di numerose e molto antiche. Quelle cominciano col secolo I,
natura sua portato a paragonare con pastori e gregge pre- queste col II. Noi dobbiamo occuparci ora soltanto delle
positi e sudditi. Questo linguaggio simbolico è difatti ovvio sculture. Prima di intraprendere le ricerche, bisogna pre-
negli scritti del Vecchio Testamento e s'incontra specialmente mettere una Nota preliminare sulla differenza fra « pastori
nei testi messianici. Anche nel Nuovo Testamento è assai barbati » e «pastori imberbi ».
familiare. Il Signore stesso dette pure qui l'impulso, chia- Una sessantina d'anni fa, il domenicano P. Mulooly,
mandosi di preferenza « pastore » ed illustrando, con tale tanto benemerito per gli scavi nella basilica sotterranea di
immagine, il suo amore verso Ì piccoli, verso i peccatori S. Clemente, trovò un notevole torso della statua d'un
penitenti e verso tutto il genere umano'. Egli è il pastore pastore barbato, con avanzi d'una pecora sulle spalle. Ne fece
che pasce le sue pecore sui monti e nelle pianure; egli cerca eseguire una ricostruzione in gesso, che insignì delle parole
la pecora smarrita e non si dà pace finché non l'ha trovata e esplicative: petrvs pastor bonvs. Questa iscrizione sem-
riportata sulle spalle all'ovile ; egli è sopratutto il « Buon brò agli archeologi di professione una tale stranezza, che
Pastore « che ama le sue pecore, le difende dal nemico e nessuno ne tenne conto. Si continuò a prendere la statua
dà la vita per esse. per quella di un < Buon Pastore barbato ». Debbo confessare
Questo simbolismo assunse presto proporzioni vastissime, che anch'io fui del numero; anche a me pareva un fatto
non rimanendo, come vedremo, limitato soltanto al Cristo. stabilito che gli artisti antichi vollero rappresentare il solo
Esso entrò di buon'ora nella letteratura ecclesiastica. Già Pastor Bonus, dandogli, per puro gusto di variare, ora la
il principe degli apostoli chiama Cristo « princeps pasto- barba, ora un volto giovanile. Soltanto l'interpretazione dei
rum », àpxnroiftriv * ; l'autore del Martyrium s. Polycarpi, due tipi riuniti e contrapposti l'uno all'altro su un mede-
itoiph" i"i}s «arò rhy oiVouueVijv KaBoXiKtjs ÌKK?ijj<rlas , e Clemente simo monumento, specie sui sarcofagi a cinque scomparti-
Alessandrino compose un inno in onore del Salvatore, menti, non mi soddisfaceva del tutto e mi lasciava nel
ùpvos to5 aaTÌipos Xpitnov. in cui fra le numerose immagini dubbio '.

i Min., 18, 12-14; Lue, 15, 3-7; Giov., io, 1-16. e ne! famoso mosaico del Mausoleo di Galla Placidia. Vedi WlLPERT,
: Pelr,, 5, 4; cfr. 2, 25; Htbr., 13, 20. Malereien urid Mosuìken, tav. 48.
1 C. 19: Funi;, Opera patrum «post., I, 304, ■■ WlLPERT, Fraetio pariti, 109, fig. 18.
1 ClEM. Alkk- in fine »' paeitug.: MlCNE, P. C, S, 681; Stiihlin I, agi, 1 Interpretando l'opinione di molli dotti d'allora, R. Grousset (Inc. cit.,
■■ De Rossi, laser, chrtit., Il, 1, p. xvil. Questo passo trova una bella illu- p. 23) vide nella immagine del pastore barbalo una degenerazione » dovuta
Capo I. - Accertamenti preliminari sitile rappresentazioni del Buon Pastore

Questo stato d'animo durò fino al principio dell'anno dino della Forma Urbis {tav. XLVI, 1). È di arte eccellente
1921. Nel mese di gennaio m'imbattei in un frammento dì forse ancora del tempo dei Flavii, e per noi molto importante
sarcofago, che giaceva in un loculo nelle vicinanze della perchè ci mostra il pastore in tre attitudini diverse, che incon-
cripta di S. Eusebio nel cimitero di Callisto. Era coperto di treremo anche sopra monumenti cristiani: 1) a destra, in piedi,
terra umida, perciò informe e non osservato da nessuno. con le gambe incrociate, appoggiato sul bastone ed accanto al
Portato fuori e lavato alla fontana, esso mostrò un busto con cane che lo guarda, seduto sulle zampe posteriori e col muso
una bella testa di Pietro, integra, salvo i capelli della fronte, rivolto in su; 2) nel mezzo, seduto su un sasso ed appoggiato
distrutti da un colpo di piccone (fig. 27). L'apostolo era sul gomito sinistro; 3) a sinistra comodamente disteso in
vestito da pastore e s'appog- terra, col braccio sinistro abbandonato sulla testa nella
giava colla sinistra sul pedum mossa convenzionale di dormente, impugnando colla destra
ricurvo dei pastori, proprio il bastone ricurvo {pedum).
della forma adottata più tardi La prima attitudine è quella, per così dire consecrata
dai vescovi occidentali. del pastore che sorveglia il gregge, perciò frequentissima sui
In seguito a questa sco- monumenti cristiani; la seconda è meno frequente, la terza
perta dovetti sottomettere ad molto rara. Quest'ultima ritorna, p. e., su due piccoli fram-
Jk WÌ^^m\ ' I^HtK una rev's'onc '1 capitolo dedi- menti scavati nel cimitero di Priscilla {taw. XLVI, 3;
■B cato al Buon Pastore e sepa- XLIX, 2) e sopra uno più grande, veduto dal Garrucci nel
rarne i pastori con barba, in « palazzetto Poli » ', ma che ora non si trova più.
parte antichissimi, per riser- II primo pastore veste la tunica a mezze maniche, un
varli al Libro terzo dedicato manto leggero affibbiato sull'omero destro, e scarpe; Ì due
al principe degli apostoli. A altri hanno soltanto l'esomide e le scarpe. L'artista volle così
questo il Signore, prima di marcare due differenti stagioni: l'inverno e l'estate. I due
Fig. 27. salire al cielo, affidò appunto ultimi pastori si sono invero rifugiati all'ombra di alberi che
il suo gregge. Ecco perchè mancano al primo. Gli stessi abiti, specie l'esomide dei lavo-
gli artisti romani introdussero quasi contemporaneamente ratori, li troveremo anche nei pastori cristiani.
alla immagine del Buon Pastore anche quella di Pietro Il gregge sorvegliato dal pastore in piedi, consiste di
Pastore e perchè in seguito, per rilevare gli immensi privi- pecore e capre,sparse su due piani sovrapposti, che debbono
legi dell'apostolo, riunirono così spesso le figure di ambedue intendersi in prospettiva. I due altri pastori non hanno che
come pcndants in un medesimo sarcofago. bestiame grosso: tre cavalli e tre buoi, posti l'uno dietro
l'altro, di guisa che l'ultimo cavallo, o bue, emerge dal fondo
§ I. - Scene pastorizie prese dall'arte classica. solo col collo e la testa. Abbiamo qui il gregge completo della
campagna romana, che l'artista ha voluto farci vedere, divi-
Il Buon Pastore apparisce a volte solo, a volte accompa- dendolo in tre gruppi, secondo il genere degli animali rappre-
gnato da rappresentazioni prese dalla vita reale pastorizia, sentati. Tutto ciò si distingue abbastanza bene, malgrado lo
ovvero campestre in genere, che si trovano anche nell'arte stato pessimo delle sculture, le cui parti più sporgenti sono
classica. Volendo stabilire la giusta relazione fra queste scene dappertutto danneggiate o distrutte. Degli alberi in partico-
di ambedue le arti, bisogna far parlare Ì monumenti stessi lare non esistono che le chiome e la base del tronco del
e contrapporre a sculture cristiane con soggetti pastorizi, primo; essi indicano qui l'aperta campagna.
simili sculture classiche, più antiche, s'intende, 0 almeno con- Ai due angoli finalmente si scorgono maschere di satiri,
temporanee. Per dare una base sicura alle illustrazioni che esse pure molto danneggiate. Teste inquadrano cosi spesso
seguiranno, abbiamo riunito su tavole speciali (XLVI, segg.) i coperchi, da poter supporle, con grande probabilità, anche
coperchi intieri o frammentari e sarcofagi pagani, l'uno ancora per il frammento che riproduciamo nella tav. XLVII, 1.
al posto primitivo. Vi si è inoltre aggiunto (tav. XLVllI, 2-4)
un sarcofago, anch'esso proveniente da un'officina pagana, ma
2. - Sarcofago col suo coperchio
che fu adoperato per sepoltura cristiana in una delle cripte nella Tomba dei Pancrazi.
sotto la scala dell'ingresso attuale del cimitero di S. Callisto.
Essendo tutti questi monumenti di grande importanza per Il secondo coperchio è quasi intiero e si trova ancora sul
noi, ne daremo una illustrazione alquanto più ampia, con- suo sarcofago nella Tomba dei Pancrazi sulla via Latina,
forme allo scopo del presente argomento. l'uno e l'altro per quanto io sappia, inediti {tav. XLVI, 4).
Il coperchio è d'un rilievo bassissimo ed offre il gregge com-
1. -Coperchio di sarcofago nel Museo capitolino. pleto, composto di tre pecore cornute, una capra e un bue,
Il più antico coperchio, intiero e ancora inedito, si trova e distribuito fra alberi d'una forma barocca. Il gregge è
nel Museo del Campidoglio, dove venne trasportato dal giar- sorvegliato da due pastori, effigiati, l'uno nella prima, l'altro

agli scultori, artisti, secondo luì, assai inferiori dei pittori: <• ... le Bon Pasteur parfois sous ic cistau des ou\ rs, alors mÉmc qu'ils ti
vieillit, et son visage devicnt barbu. C'cst la encore unexcmplc de tette tyranic tvpL- <lq;i li\ó par l'art chrétìen, e Ics en ont alterò le caractèrc »,
qu'exercaient Ics traditions d'atelier. Les figures... de pasteurs Spés, sont 1 Gajucucci, tav. 394, 6, p. 137.
§ I. — Scene pastorizie prese dall'arte classica

nella terza attitudine. Tutti e due vestono l'esomide e scarpe. a questo strumento musicale. Esso fu infatti il
Il pastore, sdraiato, s'appoggia sul braccio destro e sul petti/m meteo più poetico di parlare a pecore. Perciò lo troveremo
impugnato con la sinistra; egli è barbato, ma calvo, e rivolge spesso, quale attributo, in mano a pastori. Non fu però
la testa per guardare il cane che esce dalla capanna. E la prima l'unico mezzo. Qualche volta vedremo anche pastori carez-
volta che ci si affaccia il pastore barbato e calvo; lo vediamo zare pecore, più di rado parlare loro col gesto oratorio;
anche sul frammento proveniente dal cimitero di Priscilla raramente s'incontrerà pure il gesto d'invito per indurre
(tav.XLVI,3). L'altro pastore, ancora giovane, sta all'angolo la pecora a seguire il pastore, una sola volta, nell'arte monu-
opposto; con gambe incrociate ed appoggiato sul bastone, mentale, quello di praeleqere, cioè di istruire il gregge.
egli suona la siringa che tiene nella destra; una pecora gli si Ma torniamo al sarcofago della Tomba dei Pancrazi. È
è avvicinata e lo sta ascoltando. Particolare raro e di grande noto che gli splendidi stucchi colorati la fanno rimontare alla
interesse, perchè ci rammenta il passo in cui il poeta parla metà incirca del secolo li. Il suo sarcofago che ci ha conser-
del pastore che col dolce suono della siringa diletta le pecore: vato l'interessante coperchio, è d'un secolo posteriore; esso
Fessus uh' incubtdt bacillo saxove resedil offre agli angoli pilastri lisci con capitelli corinzi, e nel centro
Postar arundhieo cannine mulcet oves '. l'immagine clipeata coi busti soltanto abbozzati dei due
Ognuno vede che il poeta ha in mira le due prime attitu- defunti, marito e moglie. Sotto ì busti si legge l'iscrizione
dini del pastore. Sopra uno dei due frammenti priscilliani incisa in bei caratteri che potrebbero datarsi ancora dalla
(tav. XLIX, 2) il pastore suona la siringa coricato in terra; fine del 11 secolo; essa è de! tenore seguente:
era appoggiato sulla sinistra, distrutta, che stringeva il C ■ SERVIENIVS ■ DEMETRIVS ■ | MAR ■ F ■ VIV1AE ■ SEVE-
pedani, come prova la punta rimasta in alto. Così ce lo mostra RAE ■ j VXORI • SANCT1SS1MAE ■ ET ■ | MIHI ■ Q_- BIXIT
pure un coperchio pagano del Museo delle Terme (tavola MECVM ■ ANINIS • XXII ■ MENS • Villi ■ D1ES • V ■ | 1N-
LXXXV, i) . Il pastore che suona la siringa su un sarco- QVIBVS ■ SEMPER ■ MIHI • ' ; BENE ■ FVIT ■ CVM ILLA |
fago del Museo capitolino (tav. LXXXI, i), rassomiglia a PANCRAT1 HIC

quello del sarcofago che stiamo illustrando. In tutti e quattro Demetrio porta la toga contabulata, Severa stola e palla,
i casi v'ha una pecora che ascolta. Il coperchio or ora menzio- che lasciano visibile tutta la spaila destra, motivo artistico,
nato ha qualche importanza in quanto ci fa conoscere, oltre questo, che incontreremo anche su altri sarcofagi. Lo stile
il pastore, anche il proprietario del gregge, come vedremo. alquanto mediocre delle sculture ci permette di datare il
A proposito della siringa, notiamo ancora i frammenti di coperchio e il sarcofago stesso dalla metà incirca del secolo IH.
due coperchi, l'uno di Porto, ora nel Museo iateranense Ahbiamo pertanto uno dei casi in cui i caratteri dell'iscri-
{tav. XLIX, 5), l'altro del Museo dì Ostia (tav. XLIX, 8). Sul zione sono più perfetti delle sculture.
primo un pastore, stringendo con la destra la siringa, in gran
parte distrutta, sorveglia, nel solito atteggiamento, il gregge 3-4. - Due coperchi di sarcofago
composto dì due capre e tre pecore. Un altro pastore asporta, nella Galleria lapidaria vaticana.
attaccate ad una stanga, due ceste coi prodotti dell'azienda II coperchio coi due carri carichi di grano è anch'esso
pastorizia; ma prima di andarsene, si volge al suo compagno, quasi intiero; mancano soltanto le teste angolari e parte del
stendendogli la destra in cui tiene la siringa, non per conse- carro a destra. È murato nella Galleria lapidaria ' fra monu-
gnargliela (l'altro non fa nessun atto di ricevere), ma per menti pagani ''. Ma l'iscrizione, sostenuta da putti alati,
raccomandargli qualche cosa che ha relazione con questo stru- può convenire benissimo anche per una tomba cristiana:
mento: « Nella mia assenza pensaci tu a suonare ! » - sembra AVRELIAE j CASSIAE FIRMl'NAE CONIVGI | IVLIVS MA-
egli dire al compagno. Sul coperchio ostiense era rappre- R1NVS ■ 1 CENTVRIO ■ B(e) ■ N(<?) ■ Inerenti) - FEC1T. Dunque
sentata manifestamente una scena simile, colla sola diffe- è possibile che Giulio Marino sìa stato cristiano e che abbia
renza che il gregge è composto di pecore e del cane. Ambedue acquistato il coperchio in una officina pagana. Lo stile delle
i frammenti sono del secolo in e, con probabilità, cristiani. sculture e l'iscrizione convengono alla fine del secolo 11 o
A sinistra si vede un residuo della tabella ansata. Merita principio del m (tav. XLVÌ1, 1).
altresì di essere riprodotto il frammento dell'angolo destro Pagana, al contrario, è l'iscrizione del quarto coperchio,
d'un sarcofago scanalato e a cinque scompartimenti, che oggi murato nella Galleria lapidaria e dì cui rimangono due terzi8.
fa parte del Museo di S. Callisto (tav. XLIX, 9); esso ci fa L'iscrizione suona: D(«) ■ tA(anibus) | CREPERE1AE PETRO|
vedere la siringa appesa ad un ramo troncato d'un albero, NIAE MARCIA NAE CONIVGI | RARI EXEM[PLI FEMINAE |
come in un sarcofago di Pisa e in uno di S. Sebastiano, EP1TYCHES | AVG(usti) UR(erttis). S'intende che anche le
scoperto poco fa e da me ricomposto. sculture sono d'un artista pagano. Esse rappresentano due
I due frammenti di Ostia e di Porto ci hanno mostrato in pastori barbati col gregge. Quello a destra mungeva una
un modo del tutto originale quanta importanza annettevano pecora o una capra, seduto su un cesto rovesciato; l'altro sta

1 Ovir.., Trist., 4, 1, 11. che il marito non le dette mai motivo di lagnarsi: e
' R. Pahibe-M, Scoperte nel suburbio in seguilo a . h(«)bvi. Cfr. Rom. Quarlalschr., 190S, tav. II.
degli scavi, 1926, tav. Vili, z, p. 297 seg. Parete di contro alle finestre, XV, 41.
1 Similmente, in un epitafio scoperto nei mie W. Amelunc, Die Skulpt. d. vatik. Museums, Berlin
Ss. Marco e Marcclliano, la moglie superstite d'ili le/Iure della l'ulhnv.a Parete di contro alle finestre, XIII, 93.
Citpo I. - Accertamenti preliminari sulle rappre.<t'iitu..ioiii del Buon Pastore

in piedi, appoggiato sul bastone, e carezza una pecora. Una Il frammento appartenente al Museo del Camposanto
seconda pecora cerca il pascolo presso una capanna. Nel teutonico (tav. XLVII, 5) è pure sopralavorato, e in maniera
fondo, un albero (tav. XLVI, 2). da non poter più distinguere che cosa abbia nelle mani il
Iscrizione e sculture sono del secolo ni. pastore seduto.
Ambedue i frammenti sono del secolo in.
5. - Frammento di coperchio dei. Museo Chiaramonti.
6-7. -Due frammenti di coperchi nella Villa Albani.
Un gruppo alquanto singolare di pastori e di particolari
presi dalla vita campestre si presenta sulla metà destra d'un D'una bellezza non comune sono due frammenti murati
coperchio murato nel Museo Chiaramonti {tav. XLVII, 4), nel giardino della Villa Albani (tav. XLVII, 2 e 6). Sul primo
che contiene ancora molte tracce di colori, specialmente si vede un giovane pastore che, sdraiato in terra, dorme pro-
nella chioma dell'albero, nella casa e negli abiti e capelli dei fondamente, facendosi colle mani ripiegate cuscino alla testa;
due pastori. I colori furono con grande diligenza rilevati la posizione non potrebbe essere più naturale. Veste sol-
dail'Amelung '. tanto una csomide dalle pieghe molto artistiche. Un albero
Si tratta d'una composizione rattoppata con poco criterio. nodoso con fiori a forma di calice gli fa ombra; una capra
A sinistra, nell'ombra d'una quercia e davanti ad una capanna sta mangiando i fiori. L'ala al disopra della testa del
di vimini, un pastore calvo, ma senza barba e seduto su di dormente apparteneva ad un putto che avrà forse sorretto
un canestro rovesciato, impugna colla sinistra il pedo e colla la tabella dell'iscrizione o la tenda del ritratto. La scultura
destra carezza il cane; veste l'esomide e scarpe e porta la può ascriversi con ogni certezza al 11 secolo.
pera, visibile sul dorso. Dietro il cane, rappresentato, come Non molto posteriore ci sembra il secondo frammento, sul
sempre in scene simili, con una delle zampe anteriori alzata, quale è effigiato un pastore parimente giovane, ritto in piedi
sta un ariete col muso in aria, perchè lo spettatore se lo e con gambe incrociate, che si appoggia sopra un rialzo im-
immagini ad una certa distanza dal gruppo; esso rappresenta provvisato, sostenendo con la destra il capo (tav. XLVII, 6).
infatti il gregge appartenente al pastore giovane seduto su di Veste una tunica con mezze maniche e una pellegrina di
uno scoglio di contro. Il giovane ha ricca capigliatura, per far pelle legata sul petto. Accanto a lui un cane che lo guarda,
contrasto al calvo, e veste tunica a mezze maniche, pellegrina e un albero. Del gregge che sorvegliava in questa attitudine
di pelle e scarpe alte; appoggiandosi sopra un bastone, anche insolita non s'è conservato nulla. ,
egli guarda, per la stessa ragione, in aria, per indicare cioè che
non ha nulla a fare col carro carico di grano e condotto da due 8.- Sarcofago d'una cripta del cimitero di S. Callisto.
buoi che si sono fermati davanti a lui. Il carro è senza guida,
perchè lo spazio del fondo è occupato dalla casa rustica con
In una delle cripte situate sotto l'ingresso attuale del
cimitero di S. Callisto si rinvenne un grande sarcofago in
tetto coperto di tegole e a due spioventi, con sette finestre
forma di vasca, ridotto ìn pezzi. I frammenti rimasero in gran
quadrate e sorretta da quattro pilastri con alti archi che le
parte nella cripta. Quelli del fianco destro non furono retta-
danno un aspetto monumentale (secolo m).
mente ricomposti. Li feci perciò staccare, per poterli fissar
6. -Frammento di coperchio del Museo delle Terme. meglio; mancano però alcuni pezzi. Molto più grandi sono
le lacune sulla fronte, mentre il fianco sinistro è completo
Il pastore calvo e sbarbato, col cane, si vede in senso (tav. XLVI1I, 2-4).
inverso sul frammento della metà destra d'un coperchio del La fronte è rettilinea e a cinque scompartimenti. Agli
Museo delle Terme {tav. XLVII, 3); egli siede su una roccia angoli, marito e moglie avanti la tenda assai danneggiati ;
ed offre al cane un boccone da mangiare. Il gregge è com- quello in toga contabulata e con un rotolo chiuso nella sinistra,
pleto e si compone di due pecore, due capre e d'un bue questa in abito di matrona, a quanto pare. Nel mezzo, sopra
maestoso. Le capre mangiano le foglie di alberi; delle pecore una colonna strigliata, con capitello corìnzio, sta la Vittoria,
l'una riposa sopra una striscia di terra più alta e isolata; l'altra col piede sinistro posto sopra un elmo e nella nota attitu-
sta entrando in una capanna, di guisa che se ne vede solo dine di scrivere su uno scudo; ne manca la metà superiore.
la parte posteriore. Le scene pastorizie occupano i due fianchi. Esse sono d'un
Le sculture furono ritoccate da un restauratore che spianò rilievo molto basso, come quelle del coperchio dei Pancrazi
il fondo, contornando più o meno grossolanamente alberi e (tav. XLVI, 5), cui rassomigliano anche per lo stile; sono
figure. Volendo precisare troppo i particolari, guastò le zampe forse uscite dalla medesima officina. Sul fianco sinistro un
del cane e gli zoccoli del bue e delle pecore e capre; guastata pastore giovane, seduto su un cesto rovesciato, impugna colla
è pure la lana della pecora in riposo, e la coda di quella sinistra il pedo e carezza colla destra una capra che familiar-
che sta nella capanna ha perduto la sua lunghezza. Sembra mente gli ha posato una zampa sul ginocchio; il cane, a metà
inoltre che il restauratore abbia visto qualche rilievo dell'arte visibile dietro la capra, abbaia, ingelosito, verso il padrone.
assira, come mostrano il piede destro del Ime e la zampa L'artista aveva l'horror vacui; egli sparse dappertutto
destra del cane, dai muscoli fortemente accentuati. animali, piante ed alberi, posti sopra livelli differenti che sono
indicati, come sempre, da una striscia di terra. A sinistra,
W. Amelunc, loc. eie, I, tav, .1;, n. 1^7, p. y)2 scg. dietro il cesto, una pecora in riposo appena abbozzata; a
§ I. - Scene pastorizie prese dall'arie class

destra, sopra il cane, una capra sdraiata nell'ombra d'un epoca abbiamo ascritto anche il sarcofago della Tomba dei
albero e col muso rivolto al pastore; più in alto una giovenca, Pancrazi. Avendo poi riguardo al frammento di coperchio pro-
ritta fra due alberi, uno dei quali pare piantato sulla testa del veniente dal cimitero di Pretestato ed insignito dell'anno 273,
pastore; a sinistra un terzo albero e una pecora sdraiata, poco dobbiamo avvicinare il nostro sarcofago piuttosto alla metà
discernibile. che alla fine del ni secolo, essendo le loro sculture stilistica-
Le sculture del fianco destro offrono più varietà, ma sono mente migliori di quelle del frammento datato (tav. LI, S).
molto rovinate nella meta inferiore. Malgrado la maggiore Su questo si vede, fiancheggiata da due pecore e da una capra,
complicazione delle figure, si possono distinguere i singoli la tabella coll'iscrizione, il cui carattere cristiano ci sembra
gruppi. In alto, a sinistra d'un albero, un giovane pastore fuor di dubbio: MARIVS ■ [ DEC(«b?) ■ XIII ■ | KAL(endas) ■
vestito di tunica, clamide, gambali e scarpe e colla pera pen- FEB(nwn<K) ■ | TACITO ■ COS(coruule) '.
dente sul fianco destro, sta in atto di riposo, colle gambe incro- Ma veniamo alla fine per concludere. Ad eccezione di questo
ciate ed appoggiato ad un bastone. Guardando il cane, fa ultimo pezzo e, forse, di quelli riprodotti a tav. XLIX, Se1/
l'atto di scagliare un sasso colla destra alzata. Il cane, seduto tutte le altre sculture da noi illustrate sono, come si disse,
sulle zampe di dietro, ha il muso rivolto verso il padrone. opera di artisti pagani. Eppure, salvo il coperchio più antico
Più in basso una pecora in riposo, che parimente guarda il (tav. XLVI, 1) e, forse, i due frammenti Albani (tuv. XLVI1,
padrone. 2 e 6), tutti potrebbero essere stati lavorati in officine cristiane.
Di contro è seduto un pastore ancora più giovane. Strin- Difatti tanto per lo stile che per il contenuto essi rassomi-
gendo colla sinistra il pedo, egli minaccia con un sasso una gliano in sommo grado a sculture con scene pastorizie o
pecora che ha troppo avvicinato il muso alla siringa, collo- campestri che con ogni certezza furono lavorate da artisti
cata sopra un fusto improvvisato. Più sotto, una capra e una cristiani, essendo accompagnate da figure o scene del reper-
pecora, ritte sulle zampe posteriori, si arrampicano con le torio cristiano (tavv. LIV, 3; LVII, j; LVIII, ecc.). La cer-
anteriori sopra un albero, per brucarne le foglie. Al di tezza è, al contrario, minore, o scomparisce del tutto, quando
sotto di questi due animali, una capra sdraiata si pulisce si ha da fare con frammenti, come, p. e., quelli murati nel
lo zoccolo della zampa posteriore destra; al disopra, una Museo lateranense sotto i numeri 139-143, che diamo nella
pecora in riposo, non del tutto, terminata, mangia le foglie tav. L, 5, 7-.r0. Le sculture di questi frammenti non sì dif-
dell'albero che la separa dal pastore accanto. ferenziano punto dalle sculture pagane da noi illustrate;
La parte inferiore è divisa da un albero in due campi potrebbero quindi provenire anche esse da officine pagane.
uguali. Nella metà sinistra spicca un toro col muso alzato, Del resto, tale rassomiglianza non può avere nulla di
dietro cui spunta un ariete, del quale è visibile soltanto la strano, trattandosi di scene prese dalla vita reale. Invero,
parte anteriore. Nella metà destra sono rimaste le zampe sorvegliare il gregge, mungere una capra o una pecora, carez-
anteriori d'un quadrupede distrutto, e parte d'una capanna zare una pecora o il cane pecoraro ed offrirgli un boccone a
donde esce una pecora. mangiare, suonare la siringa, sono azioni la cui espressione
Le sculture sono eseguite con grande franchezza, però artistica dovette essere eguale e nell'arte pagana e in quella
con pochissima cura nei dettagli, spesso soltanto accennati. cristiana. E siccome di tutte queste scene esìstevano già
Addirittura eccessivo è l'uso del trapano per indicare occhi, nell'arte pagana delle rappresentazioni, quando nacque l'arte
naso, bocca, ecc. I capelli del pastore principale, p. e., sem- cristiana, nulla impediva agli scultori cristiani di servirsene
brano mangiati dal verme che vi ha lasciato Ì solchi. Ma i mo- come modelli per la decorazione dei loro sarcofagi o di com-
tivi presi dalla vita pastorizia sono d'una grande attrattiva prarli belli e fatti nelle officine pagane.
e del tutto nuovi, che non abbiamo incontrati altrove: unico In un caso, rimasto finora unico, l'influsso dell'arte classica
è invero il pastore che con un sasso minaccia1 la pecora, per nel riprodurre scene pastorizie si fa sentire in un modo par-
allontanarla dalla siringa, il che ci fa vieppiù conoscere l'im- ticolare. Sul coperchio Doria, poco fa menzionato (tav. X, 1),
portanza di questo strumento musicale presso i pastori; unico v'ha un pastore del tutto nudo, il quale, coricato sopra un
anche il pastore nell'atto di gettare un sasso per farlo rialzo all'ombra d'un albero, sorveglia il gregge composto
riprendere dal cane. Un artista capace di esprimere in scul- da quattro pecore ed un cane. Le pecore, tutte con corna,
tura tali motivi merita il nostro plauso. Rileviamo in ultimo mangiano erba o le foglie degli alberi, mentre il cane, scher-
la grande differenza stilistica tra le figure dei pastori e del zando in un'attitudine naturalissima, abbaia verso il suo
togato, molto inferiore a quelle, mancando ancora all'artista padrone. Questo poi ha una posa molto artistica: si direbbe
un buon modello d'un uomo vestito della toga contabulata. un Endimione. Per spiegare la sua nudità, potrebbe citarsi
Il tempo del sarcofago fu bene stabilito dal de Rossi. il seguente passo della Vita Malchi di s. Girolamo, dedicata
« Tutto questo gruppo », scrive egli, « per la ragione compo- ad un sant'uomo costretto a fare il pastore nel deserto della
sta del luogo e dello stile ed Ìndole delle sculture sembra da Siria: « Nudus ambulare disco, nam aeris quoque intemperies
attribuire alla seconda metà incirca del secolo m »a. A questa nìhil aliud praeter pudenda velare patiebatur. Traduntur

:a nel libro di Carlo Scttl {Die Gebàr- : R. S., Ili, 444. Il de Rossi parla dei
1 der Griechen und Romer, p, 33<j). Noi l'abbinimi già incontrato nella rap- ,1 taw. LVII, 2C4; LXX1.2.
esentazione della catechesi sul sarcofago capitolino (tav. Ili, 4, p. 9), e ' De Rossi, Inscript. christ,, I, Il frammento fa parte del
)è nella scena secondaria re-legata nel fondo. Museo lateranense {pi!. IV, 3).
Capo I. - Accertamenti preliminari suite rappresentazioni del Buon Pastore

mihi pascendae oves ... » '. Sul coperchio del Museo delle lato come sarcofago delle tre Grazie e d'un Buon Pastore
Terme (tav. LXXXV, i) il proprietario d'una masseria con- colla pecora sulle spalle e un pollo in mano, s Troppa grazia! »
tinuando, nell'altro mondo, sotto le sembianze del dio Sil- pensai fra me; e « che strano accoppiamento: il Buon Pastore
vano ' la vita di prima, si presenta due volte vestito del con pecora e pollo, e le tre Grazie! » Sospettai, naturalmente,
solo ventrale: quando, seduto, riceve frutta dal suo colono, e qualche malinteso. Ma !a notizia stessa fu per me una gra-
quando riposa presso un suo bimbo trastullato dalla nutrice1. ditissima sorpresa. Mi recai sul posto per esaminare e foto-
La colonna col vaso è il solito ornamento della campagna. grafare il sarcòfago. Lo vidi già da lontano, in pieno sole,
Per René Grousset la completa nudità del pastore fu una e riconobbi subito il « Buon Pastore » perchè unica figura
buona ragione per dubitare del carattere cristiano della scul- discretamente conservata. Le altre figure sono più o meno
tura che, come si disse, era allora separata dalla parte destra danneggiate, specie le tre Grazie (tav. XLVIII, 1).
del coperchio. « Je donne », scrive egli, « moins ce fragment Il sarcofago è a cinque nicchie. Le tre interne sono for-
comme chrétien, - la nudité du berger suffirait a rendre la mate da colonne lisce con plinti di straordinaria grandezza e
chose plus que douteuse, - que comme un de ces modèles capitelli corinzi sorreggenti, nel centro, un timpano e, ai
pai'ens que les chrétiens ont mis à profit pour composer Iati, archi; le due estreme, la prima e la quinta, hanno all'an-
leurs scènes pastorales ». ' Giona dormente assicura al coper- golo un pilastro del pari liscio. Negli interstizi sono foglie
chio il carattere cristiano, e la sua nudità cagionò, mercè d'acanto per lo più talmente consunte, che si vedono sol-
una osservazione esagerata delle leggi dì simmetrìa, la nudità tanto ì buchi del trapano rimasti nel fondo. Il sarcofago avrà
de! pastore. Ma vi si sente sopra tutto un influsso eccessivo servito di vasca per abbeverare il bestiame della tenuta.
dell'arte classica. Questo esempio è istruttivo: esso ci mostra Le tre Grazie occupano la nicchia centrale, di larghezza
dove sarebbe arrivata l'arte cristiana, se gli scultori non fos- doppia delle altre. Esse stavano nel solito atteggiamento;
sero stati sorvegliati da chi ordinò o acquistò il sarcofago. accanto alla prima posa in terra un enorme àXà^aurpov. Nelle
Infine non vogliamo passare sotto silenzio i cristiani «à gros due nicchie a sinistra stanno due giovani nudi. Il primo sor-
grain », che non si scandalizzavano di un soggetto più o regge colla sinistra un cesto pieno di fiori, come la personi-
meno pagano. Ma costoro fanno eccezione. ficazione della primavera; il braccio destro è distrutto. Il
secondo ha perduto il braccio destro e l'avambraccio sini-
§11.-Origine cristiana della figura del Buon Pastore stro, di guisa che non si sa che attributi portasse. II terzo,
con la pecora sulle spalle. nella nicchia di contro, veste la clamide che gli copre il dorso
Ben diversa è la questione quando si tratta della figura e, sollevata sul davanti dalla sinistra, conteneva grappoli
principale, del Buon Pastore che porta adagiata sugli omeri d'uva, a quanto pare; il braccio destro è perito. Nell'ultima
la pecora. « Du moment », scrive Charles Bayet, « où l'esprit nìcchia sta il « Buon Pastore », chiamato cosi kut' àrrkftpatrtv,
du fidèle était pénctré de la parabole évangélique, le premier perchè porta sulle spalle una lepre (o un coniglio), strin-
paysan verni pouvait lui cn offrir le modèle; il n'était pas gendone le quattro zampe colla destra, mentre nella sinistra
nécessaire d'avoir vu des Hermes criophorcs. Pourquoi cher- abbassata tiene un piccione. Questi due attributi Io qualifi-
cher des cxplicatìons si érudites quand on en peut trouver cano dunque per la personificazione dell'inverno.
de si naturelles? »'"'. Charles Bayet ha perfettamente ragione. Ora è chiaro che le sculture del sarcofago rappresentano
Se il Buon Pastore sia derivato dall'arte pagana o no, è una le tre Grazie fiancheggiate dai geni delle quattro stagioni.
di quelle questioni oziose, che sotto l'apparenza scientifica Più oltre illustreremo la fronte d'un sarcofago rappresen-
nasconde poca familiarità coi monumenti cristiani antichi. tante Pietro Pastore in mezzo ai geni delle quattro stagioni,
Nonostante che la figura sia presa dalla vita reale campestre, tutti e quattro coi loro attributi, e vestiti di tunica cinta,
io non conosco finora nessun personaggio erioforo, che possa clamide e scarpe. L'artista pagano effigiò nudi i genii della
essere messo accanto al Buon Pastore. Portare la pecora sulle primavera e dell'estate; a quello dell'autunno dette una cla-
spalle, diventò nell'arte un motivo specificamente cristiano, mide per difenderlo contro la pioggia o il soffio della tramon-
da quando Nostro Signore propose la parabola. tana; il genio dell'inverno Io vestì della tunica cinta e di
Anzi possiamo dire che in un caso lo scultore pagano d'un scarpe alte. Ma ciò che a noi importa specialmente, è che
sarcofago ha copiato la figura d'un Buon Pastore. Questa l'artista copiò la figura d'un Buon Pastore. La forma della
affermazione sembrerà a qualcuno poco verosimile. Tuttavia tunica è difatti identica con quella delle rappresentazioni
non può mettersi in dubbio. E un sarcofago inedito, esi- statuarie; di lì prese anche il bastone quale semplice attri-
stente nel cortile del casale di Marco Simone, la cui cono- buto, mentre la forma delle pieghe, meno stilizzate, indica
scenza debbo alla cortesìa del prof. Hermanin. Mi fu segna- ancora il tempo precostantiniano. Avendo il genio dell'inverno

1 Vita Makhi monachi captivi, 5: _\ir-;N!:, /'. /,., 23, 56. (d'oltre tomba), preceduto dal cursor ed accompagnato dal suo fido cane.
* Posto e atteggi amento parlano per Silvano, il saiu-tissimiis postar (C. Nel fondo la colonna miliaria colla cifra V segna la strada già percorsa. Il
I.L., IX, 3375), « arvorum pccorisque deus » (Vercil., dm., 8, 601); carro Con un enorme otre ripieno d'olili allude, come il gregge e le frutta,
['offerta poi di frutta ricorda il distai hartuli ((.'. I. L., XII, 103); e la alle ricchezze lasciate dal proprietario.
nudità, supplendo la mancanza degli attributi, giustifica l'identificazione col ' Loc. cit., p. 69.
proprietario. :' Rechtrehei, 36. » Die Abieitung aus einem heidnischen Typus kann als
1 Nella metà destra del coperchio il padrone ritorna ancora, questa volta Iteri ■■. dichiarò categoricamente, e a ragione, A. Co.vze (Rom.
sotto la sua forma reale, quando intraprende, a cavalli, I'ilIiìihi vii^in Bildwrke einheim. Fundurls hi Otstern-ielt, fase. 1, Vienna, 1S72, p. 12, nota 2).
Il, - Origine cristiana della figura del Buon Pastore con la pecora sulle spalle

ambedue le mani occupate, l'artista relegò il pedum nel fondo, s'incontra l'alicula, ossia pellegrina, che ordinariamente è
manifestando così anche più chiaramente l'orìgine della sua pur.e di pelle ovina o caprina.
figura. La buona conservazione, che contrasta con lo stato Il gregge è sui monumenti più antichi molto numeroso e
deplorevole delle sei altre figure, si deve del resto al fatto comprende soltanto pecore; più tardi esso è composto anche
che anche ì contadini della tenuta la presero per un « Buon di capre e capri e perfino, sebbene rare volte, di buoi e
Pastore » (m secolo). cavalli, come abbiamo veduto sui monumenti pagani illustrati
sopra {p. 64 segg.). Vi sono di più quelle stesse scene rea-
§ III. - Come è rappresentato listiche ed altre, prese dalla vita pastorizia o campestre in
il Buon Pastore. genere : arieti che si danno scornate, pastori che mungono
11 Buon Pastore ha su tutte le sculture un volto imberbe capre o pecore, che carezzano il fido cane, o gli porgono un
e spesso assai giovanile, con capelli lunghi ed inanellati, (ili boccone, lavoratori che zappano la terra o conducono carri
artisti furono in ciò cosi conseguenti da negargli la barba carichi di legname, grano, ecc. Quasi tutte queste scene
anche dove funge da giudice, separando e oves ab hoedis » ' l'abbiamo giàincontratc nell'arte pagana.
(tav. LXXXIII, i). Lo fecero per evitare una confusione della Bisogna perciò andare piano nell'attribuire a tali scene
sua immagine con quella del principe degli apostoli, che ha una significazione simbolica. Prendiamo un esempio. Il
sempre i suoi tratti caratteristici. Questi sono l'unico distin- gruppo del pastore che munge una pecora è di solito
tivo. Il resto è identico in ambedue le figure: identico l'abito, messo in rapporto con la celebre visione di s. Perpetua
identici gli attributi, cioè il pedum, la pera, la siringa, la e, conseguentemente, coll'eucaristia. Tale simbolismo non
brocca e la tmdctra, ossia vaso da latte. trova nessuno appoggio sicuro sulle sculture che tanto
L'abito pastorizio, (ryiì/ia iroipevueóv, consiste di prefe- spesso ritraggono la scena in parola. Come le altre imma-
renza, come presso gli artisti pagani, nella veste dei lavoratori, gini menzionate, essa ha una parte secondaria e non serve
la tunica csomide, alla quale presto si aggiunge come manto che a completare il quadro e ad abbellire e rendere più
una leggera clamide fissata sull'omero destro, ovvero pen- artistica la figura principale, cioè il pastore che porta la
dente comunque dalle spalle; molto più spesso, e fin dal pecora sulle spalle. Il significato simbolico aderisce, come
secolo in, s'incontra la pellegrina (aiicula) che predomina fu già rilevato da altri, al gregge in genere e al Buon Pastore,
nel perìodo della pace; ordinariamente, e fin dalla seconda né si deve estendere ai particolari1'. Un caso alquanto simile
metà del secolo II, si vedono anche le fasce crurali o calze l'abbiamo, come si mostrerà a suo luogo, nelle quattro sta-
alte e stivali legati con lacci, non di rado con la pelle rivol- gioni, rappresentate sulle sculture con una ricchezza e varietà
tata in alto (èvSpopl&es, cothurni), calzatura propria delle di forme, che non sta in relazione con la semplicità del
persone addette alle occupazioni nella campagna o nei monti, significato simbolico.
perciò portata da cacciatori e da divinità campestri nell'arte Quanto all'aspetto generale che offrono le sculture col
classica; raramente, e solo su monumenti precostantiniani, Buon Pastore, si può dire che ì suoi abiti e attributi vanno
i piedi sono nudi. sempre aumentando. Al contrario il gregge va sempre sce-
Nel modo di stringere le zampe della pecora sulle spalle, mando, e si riduce qualche volta ad una sola pecora, oppure
s'introdusse pure un cambiamento: sulle sculture più antiche al solo cane; più di rado esso manca del tutto e deve supplirsi
il pastore tiene con una mano le zampe anteriori, con l'altra dallo spettatore. Il cane, finalmente, si trova quasi sempre
quelle posteriori, il che è più conforme alla realtà \ Al fine di seduto ai piedi del suo padrone e lo guarda, come attento
avere una mano libera per qualche attributo, specialmente agli ordini; esso ha di solito una collana munita di chiodi
il pedo, gli artisti riuniscono in una sola mano tutte e quat- per difendersi contro i morsi dei lupi.
tro le zampe. Questo motivo, meno artistico, si mostra già Tutto ciò vale anche per le sculture di Pietro Pastore e
nel secolo in, e prevale nell'epoca della pace. La pera pende dei suoi successori.
di solito da un fianco, attaccata alla tracolla. La siringa e
qualche volta appesa ad un albero. Ordinariamente essa si § IV. - Significato della pecora
vede in una mano del pastore, più o meno vicino alla bocca; portata dal Buon Pastore.
più di rado lo scultore la mostra in esercizio3. Avendo noi da fare con rappresentazioni sepolcrali, la
Il pastore apparso ad Erma era di volto nobile, évèogos pecora, portata dal Buon Pastore nel modo descritto, simbo-
ti} ò\I/€i, e portava sopra « l'abito pastorizio », come manto, leggia l'anima del defunto o defunta, la quale, nell'intenzione
una " pelle bianca di capra , Tr^io.n'nn'ds <Vp/i« <tìy*ioi> KgvkÓv, dei superstiti, non può essere portata se non fra gli eletti del
come attributi aveva « la pera pendente dalle spalle e il paradiso, dove, secondo le belle parole di Sedulio, «servat
bastone nella mano*. Due sole volte troveremo un tale amoenurn Pastor ovile Bonus, qua veliere praevius albo Vir-
manto sulle spalle dei pastori; altrettante volte l'apostolo ginis agnus ovis grcxque omnis candidus intrat»6. A tale
se ne serve per involgervi l'ovis perdita; spessissimo poi proposito ricordiamo in primo luogo l'importante iscrizione

1 Matto., 25, 32. ' Pastor, vis. 5: Funk, loc. ci!., I, 384.
[■"a eccezione il sarcofago ili Livia Primitiva, sul quale il Buon Pa: Vedi René Groussbt, Un sarcophage inéàit in Mifanges d'arehéol.tt
tl'hisl-iirr, 111 ( iSSì), p. 37fi; Wji.pkut, Musnikeii unii Mahrciai, p, 260.
1 Vedi p. 65. S; ■ti.., Carm.pascli., 1,82-84: Huemeb in C. SS. E. L„ voi. X, 21 scg.
Capo I. - Accertamenti preliminari aitile ra/)/>rt'*eii/a:io)it' del Buon Pastore

d'un poliandrio (fìg. 28) ' che, secondo G. B. de Rossi, risale Pastore. Tutti questi monumenti esprimono in sostanza la
al in secolo! e in cui erano seppelliti Verazio Nieatora, preghiera che si legge nel Sacramentariwn Gallicamm: « Non
Lazzarìa, Giulia ed (hiesima eoi filili benemerenti; dopo, la se eì », cioè all'anima del defunto, « opponat leo rugiens*
nota forinola di rassegnazione: Ecco cosa è la vita! sono incisi et draco devorans, miserorum animas rapere consuetus )> \
due monogrammi cruciformi di Cristo, il Buon Pastore fra Riportiamo ancora la nota preghiera del Saeramcnhtrium
Gelasianum, perchè in essa si menziona proprio il Buon
Pastore: « Quéhique », cioè il defunto, « boni Pastoris humeris
reportatum in comitati! aeterni Rcgis perenni gaudio et
:-|)V\1KTì/(.N!!/ Sanctorum consortìo perfrui (Deus) concedati'. Così viene
accertata l'interpretazione da noi poco innanzi espressa,
:/\A/A)1NKAil(.)Y; secondo cui la pecora sulle spalle de! Buon Pastore è simbolo

I^AKJNi-fCJMMKONtìAJO'ìC! dell'anima da lui portata al paradiso. Questo vale, general-


mente parlando, anche della pecora portata sulle spalle da
: NJ£C Pietro, al quale il Buon Pastore affidò il suo gregge, dan-
dogli inoltre 0 claves regni coelorum ». Vi sono però, come
vedremo, casi speciali in cui la pecora di Pietro ha un altro
significato.
'.) Per essere possibilmente esatti anche nei particolari,
bisogna notare che la pecora portata sulle spalle dei due
pastori è di solito un ariete. Gli scultori lo preferirono, a
quanto sembra, per ragione artìstica, come, per la stessa
ragione, preferirono l'orante femminile all'orante maschile.
Qui sorge una domanda: le pecore che circondano il Buon
Pastore recandone una sulle spalle, rappresentano esse il
gregge degli eletti ai quali la pecorella è portata, ovvero il
gregge terrestre, simbolo della comunità dei fedeli? A prima
vista gli eletti sembrerebbero più conformi al significato della
pecorella, specialmente quando si pensa alla figura dell'orante
fra pecore. Osta però il fatto che l'interpretazione non è appli-
cabile a tutti i monumenti. Contraddicono sopratutto le rap-
Fig. 28. presentazioni del gregge composto di pecore e capretti: tale
gregge non può simboleggiare gli eletti, essendo gli " hoedi »
un leone ruggente e il pistrice rigettante il profeta Giona e, figura dei k maledicti »6, ma tutto quanto richiama la vita
al disotto, l'ancora, l'antico simbolo della speranza. terrestre; esso è insomma il gregge, dal quale la pecorella
Questo gruppo di simboli equivale alla preghiera che viene tolta per essere trasportata al paradiso. Per cui sarà
Iddio liberi l'anima del defunto dagli attacchi di satana, raffi- ragionevole di generalizzare questa interpretazione, di guisa
gurato sotto la forma del leone e dei mostro di Giona, e che che l'applicazione del significato contrario dovrà, volta per
il Buon Pastore la porti al paradiso. In tale cerchia di idee volta, essere provata. Essa avrà più spesso luogo nelle imma-
entrano, come proveremo, anzitutto le sculture col Buon gini di Pietro Pastore.
Pastore fra due leoni ruggenti e fra due leoni divoranti una Il Buon Pastore è pertanto la figura più adatta per un
cerva o gazzella, come anche accanto a scene di Giona col sepolcro: egli è la figura sepolcrale per eccellenza ! Questa
pistrice che rigetta il profeta sulla riva, ai piedi del Buon è la causa della sua grande diffusione.

1 1'uhblicata in facsimile dal PERRET, Catacomba:, V, tav. l.XXYII. i 1 I Peth., 5, 8.


Vedi anche Le BlaNT, Aria, p. xxxm scgu. l.a lapide: originale si trov; ' Mabillon, Iter italicum, I, 385
nel Musco lateranensc (MARUCCHI, O.V. 1.V1I, 8). 1 MOHAT., Liturg. rum., 1, 751.
' Bullett. crist., 1886 p. 16.
§ I. - Staine 'olmate del Buon Pastore

CAPO II.
RAPPRESENTAZIONI STATUARIE DEL BUON PASTORE.

Nell'orto della basilica di S. Crìsogono in Trastevere da un santuario sotterraneo, dove s'è potuto salvare, e proba-
esisteva ancora nel secolo decimosettimo una piccola base bilmente dalle catacombe, essendo il carattere simbolico
rotonda, oggi scomparsa, la cui iscrizione ci insegna che della figura anzitutto funerario. Nella « spelunca magna »,
uno scultore romano, Fl(avius). Tertullus, eie arte sua aecle- le cui origini risalgono alla metà del secolo 11, esiste difatti
siae domali posuìt. La statua posta su di essa era quindi di una nicchia dell'altezza proporzionata ad una statua come
soggetto sacro, e molto probabilmente d'un Buon Pastore, la nostra, e una simile si trova nel monumento sotterraneo
perchè la base era foggiata « a colinelle », per indicare monti del tempo di Costantino, che io ritengo per un battistero1'.
e pianure '. Se la ricostruzione della statua dovesse^eseguirsi oggi,
Le statue del Buon Pastore sono relativamente rare. Ben- sarebbe necessario mettere due pecore ai suoi piedi, ovvero,
ché non entrino in un corpus sarcophagorum, riprodurremo il che è meno probabile, una
almeno le principali, tanto più che pur esse ci daranno occa- pecora e un albero, per dare
sione di constatare un influsso palpabile dell'arte romana sul- ìn tal modo alla statua mag-
l'arte greca. Perciò le abbiamo riunite in una tavola (LII), giore solidità e un giusto com-
dandole nello stato in cui ci sono pervenute. Faremo pre- plemento. Fra due pecore
cedere le statue che si sono conservate a Roma. mostravano il Buon Pastore le
statue di bronzo dorato, che
§ I. - Statue romane del Buon Pastore. Costantino fece collocare in-
sieme con quelle di Daniele fra
1-2.- Statue del Museo lateranense. i leoni, nelle piazze pubbliche
La più antica statua del Buon Pastore è quella notissima di Costantinopoli quale deco-
del Museo lateranense, che è anche la più bella dì tutte razione delle fontane: « Si ve-
(tav. LII, i). Nello stato attuale ha un'altezza quasi d'un dono », scrìve Fusebio, « sulle
metro (0,92). La conservazione lascia a desiderare. Sono fontane erette nel mezzo delle
di restauro: le gambe fin sopra le ginocchia con la parte piazze le immagini simboliche
inferiore della tunica, le braccia colle mani che reggevano del Buon Pastore, notissime
le zampe della pecora, particelle nel mento, nelle labbra, aì conoscitori delle divine pa-
nell'occhio sinistro con un po' della fronte accanto, la testa role, e quelle di Daniele fra i
e la coda della pecora (fig. 29). II restauro, molto simpatico leoni, fuse in bronzo e splen-
dal punto di vista artistico, si deve ad un abile scultore che denti di lamined'oro •■'. Per la
seppe conservare all'opera il carattere antico, limitandosi statua del Buon Pastore posto Fig. 29.
nella sopralavorazione al volto, dunque allo stretto necessario. fra una pecora e un albero
Con tutto ciò bisogna rimproverargli che per i calzari si merita di essere riprodotta la base inedita d'un Ermete erio-
servì della figura d'un pastore del iv secolo inoltrato, cioè foro del secolo 11, che trovai nel cortile dell'Emma (fig. 30).
di quello tre volte ripetuto sul sarcofago di Pretestato, La stessa disposizione offre pure l'immagine del Buon
mentre la statua è al più tardi della fine del secolo 11. A Pastore graffita su una lastra di marmo aderente ancora al suo
tale datazione non contraddicono le tracce del trapano, loculo nel secondo piano del cimitero di Priscilla'1. Fra le
visibile specialmente nella capigliatura e nella lana, essendo sculture nessuna ci mostra il gruppo chiaramente espresso;
noto che l'uso del trapano cominciò sotto Marco Aurelio. le rappresentazioni del Buon Pastore fra due pecore sono
II tipo del Buon Pastore corrisponde in tutto a questa invece così numerose, che ci sembra inutile citarne esempi.
età remota. « Veste tunica esomide; porta lo zaino pendente a Oltre la statua descritta, il Museo lateranense ne possiede
tracolla...; stringe con le mani d'ambe le braccia ripiegate ìn una un po' più bassa (0,82; fig. 31 e tav, LII, 5). Sul
alt') le zampe dell'agnello...; ha capelli inanellati in lunghe principio del secolo scorso ambedue appartenevano alla
ciocche e fattezze giovanili, (piasi apollinee, d'espressione e collezione di Agostino Mariotti, nel cui catalogo manoscritto
sguardo dolcissimi ». Così G. B. de Rossis. Proviene forse la seconda statua è registrata colle parole seguenti: « Pastor

' Ili: Rossi, S'urii.t drì Buon Pus/ore, in lìttUctt. i 1RS9, p. 139. ' Vita Constant., NI. 49: Ni'.lKl-L, p. 98.
1 WlLPEKT, Fruitili punii. Ila: oliati- Dur.ilit/iiii- i/o- c.tihtiristklien Opfers
' Vedi Wilpebt, '';i battistero ■ ad Nymphas b. Petri» 1 Rendiconti della in der 1 Cappella ■jn.vj . l-'iriluirs:, iS.,5, p^ina JcSIli dedica. I! t-razioso
Pomi). Accad,, 1924, taw, I e il. gruppo è riprodotto secondo una fotografìa presa dal vero.
Capo II, - Rappresentazioni statuarie del Buon Pastore

bonus di marmo con la pecora in collo, tutto sano, rarissimo: destra un tronco d'albero per dare maggior solidità alla sta-
è innegabile, che sia antico del III al IV secolo » '. Apprezza- tuetta. Sui rilievi il tronco è sempre un vero albero, sebbene
mento scusabile nella bocca d'un collezionista, innamorato spesso molto rudimentale (in secolo).
degli oggetti del suo Museo. La verità è che, oltre il naso,
le gambe fino alla tunica, il braccio sinistro e il bastone del
4. - Frammento d'una statua nel Museo capitolino.

Lo stato delle due statue lateranensi, al momento della loro


scoperta, ce Io mostra il frammento notevole d'una quarta
statua del Buon Pastore, rinvenuta «mutila nelle gambe e
nelle braccia», demolendosi nell'anno 1886 «una piccola
casa addossata alle mura di Roma presso la porta Ostiense »2.
Siccome nelle vicinanze immediate della porta era Vecclesia
S. Salvatoris, presso la quale «furono trovati ai nostri giorni
un sarcofago cristiano ed un frammento di iscrizione sepol-
crale del secolo quarto o quinto»,' non è assolutamente
impossibile che il frammento della statua, ora deposto nel
Museo capitolino, provenga da quel santuario {fig. 32 e
Fig. 30.
tav. LII, 2). Comunque, esso è per noi molto importante,
perchè, essendo immune da ogni ritocco, ci fa conoscere
Buon Pastore, la testa e la coda della pecora sono di restauro, quanto sia deformata la seconda statua lateranense, la quale
e il resto è sopralavorato con quelle modificazioni che carat- aveva grande rassomi-
terizzano in genere i restauri delle sculture antiche. La testa glianza con quella della
della pecora, che sembra di tartaruga, aveva certamente le vìa Ostiense: in ambedue
corna; la coda, pendente, era per mezzo d'un puntello attac- il Buon Pastore stringe
cata alla mezza manica del braccio destro, e le zampe di con la destra le quattro
dietro erano divise, come quelle dì davanti. Alterate sono zampe della pecora ed
anche le pieghe approfondite ed aumentate della tunica, impugna con la sinistra
specie sotto il cingolo, troppo allisciato in fine il volto del il bastone ricurvo di cui
Buon Pastore. è rimasto l'attacco nel
Per datare la statua non ci resta, conseguentemente, che frammento capitolino; in
la forma della tunica a mezze maniche e la maniera di strin- ambedue la tunica aveva
gere con una mano le quattro zampe: quella un segno piut- le stesse pieghe, lo stesso
tosto di antichità, questa un motivo tardo, col quale va d'ac- cingolo, ed era a mezza
cordo il cingolo interamente visibile e con un fiocco davanti. manica per il braccio
L'epoca «dal in al iv secolo«, assegnata alla statua nel destro, priva di manica
Catalogo, parrebbe quindi indovinata. per il sinistro, ma cosi
larga da coprirlo quasi
per intero. Questa forma
3. - Statua del Museo delle Terme.
strana è decisiva per l'in-
La statuetta del Museo delle Terme (0,42 %), alquanto flusso dell'arte romana
mutila, fu ricostruita da un restauratore di poca cultura su quella delle provincie, i:ìr 31.
archeologica (tav. LII, S). Notiamo gli errori più gravi: il perchè la troveremo tale
Buon Pastore tiene con ciascuna mano soltanto una zampa; e quale in Grecia e a Costantinopoli. Col grande numero
la cinghia dello zaino si è immedesimata con l'orlo della delle pieghe, l'artista volle indicare l'effetto del lesto cam-
tunica, e i gambali hanno una forma grossolana, moderna. minare ed allo stesso tempo esprimere la premura con cui
Il volto del Buon Pastore è giovanissimo ed ha la solita ÌI Buon Pastore porta in salvo il prezioso fardello.
ricca capigliatura. Antico è pure l'abito e il modo di strin- La fig. 33 riproduce la statua dalla parte opposta. Ivi
gere con ambedue le mani le quattro zampe della pecora. appare «sculto nel mezzo tra le spalle lo zaino pastorizio a
L'esomide lascia però, erroneamente, scoperta la spalla foggia di borsa, attaccato ad una correggia pendente dal
sinistra invece della destra. Ciò si verifica anche in altri collo » '. Inoltre vi sì vedono al cingolo e sulla pecora, sin
casi e qualche volta, come vedemmo, per ragione di sim- qui da nessuno osservati, due attacchi, il secondo ancora
metria. con un foro che in seguito alla rottura manca al primo. La
La statuetta ha ancora la base antica. Da una parte del statua venne dunque fissata con perni nel muro davanti al
Buon Pastore sta una pecora, dall'altra e dietro la gamba quale fu collocata.
' Cod. vai., 9189, f.
' De Rossi, Baiteli. < . XI, p. >j6.
§ I. ■ del Buon Pastore

In paragone con ta seconda statua lateranensc, iì fram- vestito come sui due frammenti in parola e sul sarcofago
mento capitolino mostra ancora più movimento, più vita; di Pie testato, stringeva con la destra le quattro zampe della
possiamo perciò datarlo dalla seconda metà del secolo ili. pecora, portava nella sinistra il pedo come semplice attri-
buto, non per servirsene nel cammino, ed aveva due pecore
§ II. - Statue greche. ai piedi. In questa rassomiglianza perfetta vediamo pure una
i-o. - Frammenti e statue intiere conferma della tradizione a tenore delia quale l'imperatore
dei Musei di Costantinopoli e di Atene. Costantino, nel costruire la sua nuova
Le statue del Buon Pastore, frammentarie o quasi intiere capitale, si servì non solo di architetti, ma
dei Musei di Costantinopoli e di Atene (tav. LII, 4, 6, anche di pittori e scultori romani, i quali,
7 e o) ', hanno col naturalmente, continuavano a riprodurre
frammento capitolino modelli che erano in uso nelle officine
e più ancora con la di Roma.
seconda statua Iatera- Una delle statue, quella quasi completa
nense, una rassomi- di Costantinopoli {tav. LII, g), offre tracce
glianza sorprendente: dell'odio mussulmano contro le rappresen-
la strana forma della tazioni della figura umana: il volto del
tunica colle sue pieghe Buon Pastore è reso irriconoscibile. Nel
e col cingolo per in- frammento d'Atene (tav. LII, 6) fu, con
tiero visibile è iden- un colpo di mazza, portato via l'intiero
tica; il Buon Pastore volto, il braccio e la mano destra, forse per
stringe con la sinistra servirsene come materiale. Le altre mutila-
Fig. 34.
il pedo e con la destra zioni paiono dovute alle ingiurie del tempo.
le quattro zampe della Nella seconda statua, quasi intiera, di Costantinopoli
pecora la quale per di (tav. LII, 7), la testa del Buon Pastore è, al contrario, assai
più ha anche le corna, bene conservata, come tutta la figura, tranne la mano sinistra
dove il controllo è che impugnava il pedo; mancano inoltre le due pecore ai
possibile. Quindi è piedi del Buon Pastore e la coda a quella portata da lui sulle
chiaro che le statue spalle. La statua mostra anzi, caso unico, tracce, non dico
riproducono molto Fig. 32. dì restauro, ma d'una ripulita molto discreta, che perciò
fedelmente quel tipo potrebbe servire d'esempio. I luoghi della ripulitura si distin-
che si era formato a Roma verso la seconda metà del secolo hi. guono per il colore più chiaro del marmo.
Importante è anzitutto la statua pressoché intiera di
Costantinopoli col suo piedistallo a forma di capitello rudi- io-ii. - Erme dei, cimitero "Ad duas lauros ».
mentale; manca soltanto la Una statua del Buon Pastore in forma di erma, henmrta,
f* X pecora a sinistra (tav. cit.,q).
Dalla maniera onde è por-
era murata nel grandioso rudero del mausoleo di S. Elena,
chiamato volgarmente Tor Pi-
tato il pedo, si vede che gnattai (fig. 34): è un pilastrino
questo serve unicamente di terminante in busto del Buon
attributo, come in altre rap- Pastore e provvisto nella faccia
presentazioni romane. Per anteriore d'un canale per l'inca-
conseguenza la ricostru- stro della transenna marmorea3.
zione della seconda statua Esso serviva dunque per il re-
lateranense è falsa; questa cinto di qualche sepolcro cospi-
era in origine identica alla cuo, probabilmente d'un sarco-
statua di Costantinopoli, fago, collocato in una cripta sot-
secondo la quale abbiamo terranea, essendo per la parte
perciò ricostruito il fram- non scolpita di un lavoro troppo
2» " *™^ mento capitolino {fig. 32). rozzo per figurare in una basilì-
Così possiamo anche figu-
fcJ? chetta o mausoleo sopra terra 4.
rarci a un dipresso le statue Il busto del Buon Pastore è
di bronzo dorato che Costantino fece erigere". Queste erano, invece finito e in tutto del tipo antico: volto giovane, capelli
in altri termini, prettamente romane: il Buon Pastore era lunghi e inanellati, tunica csomide e il modo di stringere con

1 Le fotografie riprodotte a tav. LII, 4. 6, 7 e 9, mi furono gentili™ * Di un recinto fatto di pietra di diverso colore, che chiudeva un
procurate dall'Istituto archeologico germanico. Sarcofago di porfido con un aliare di marmo bianco, parla SVETONIO, .Vii..
: Vedi sopra p. 71. 50: u In eo (se. Domitiorum) monimento solium porphyrctici i
1 Armellini, Stelo sepolcrale in N. Butltti., 1895, tav. I, 2, p. 13. superstante Lunenai aia, cucumseptum est lapide Thasio »,
Capo II. - Rappresentazioni statuarie del Buon Pastore

ambedue le mani le zampe della pecora. Tutto ciò indica il ACKAHniAKH, seppellita nel cimitero sopra terra, che occu-
tempo p re costantiniano. pava l'area soprastante al cimitero di S. Ermete. Il nome
D'una seconda hermula, forse compagna della prima, gli è inciso nella parte inferiore della stele in lettere regolari,
scavi eseguiti nel cimitero attiguo dei Ss. Pietro e Marcellino che convengono al secolo in. Il
dopo la morte del de Rossi hanno gruppo è scolpito a mezzo rilievo
ridato due frammenti (fig- 3$). E (relief en creux) in uno stile sempli-
molto mal ridotta. Il Buon Pa- cissimo, leggero, sebbene non molto
store aveva, caso rarissimo, coperta curato, ma certamente non posteriore
la testa del cappuccio e portava la al secolo indicato. Il Buon Pastore
pecora nel modo più antico; solo indossa la tunica manicata, la pel-
ì mano sinistra colle zampe ante- legrina e scarpe alte con la pelle
riori della pecora s'è salvata; del rivolta ìn su; egli sta fra due pecore
volto non rimane che l'occhio che lo guardano. La maniera di por-
sinistro con il contorno della tare la pecora è quella antica. Il volto
rispettiva guancia (in secolo). è giovane, i capelli ondulati, ma corti.

12. - Stele del cimitero 13. -Tronco di colonna


di S. Ermete. nel Museo di Ostia.
Negli scavi dell'anno 180? Per dare ad un bassorilievo l'appa-
Fig. 36. ....
praticati al cimitero di S. Er- renza d'una statua, il Buon Pastore fu Fig. 37.
mete, sì rinvenne una stele col gruppo del Buon Pastore, scolpito in un tronco di colonna che
adoperata nella sua lunghezza come materiale per chiudere si conserva nel Museo di Ostia (fig. 37) '. Egli è in tutto del
un semplice loculo (fig. 36). Questo è un indizio cronolo- tipo antico e cammina fra due pecore con le teste rivoltate,
gico trattarsi d'un monumento precostantiniano, giacché ìn per guardarlo; la tasca gli pende sul fianco destro. La pecora
origine apparteneva al sepolcro d'una fedele di nome TOAAIA \ è appena accennata (secolo ni).

CAPO III.
RAPPRESENTAZIONI DEL BUON PASTORE SUI RILIEVI.

Senza paragone più numerose sono le sculture rappresen- sua è portata dal Buon Pastore al paradiso, dove prega per
tanti il Buon Pastore. Per evitare ripetizioni, le riuniremo ìn i superstiti, affinché vengano a raggiungerla. Questo è il
gruppi, seguendo, possibilmente, l'ordine cronologico. significato simbolico della figura orante, tanto familiare agli
artisti che decorarono in pittura 0 scultura i sepolcri. Io
l'esposi, trentasette anni fa, in uno studio speciales, che
§1.-11 Buon Pastore con la pecora sulle spalle
le ulteriori ricerche hanno confermato. La spiegazione vale
e l'orante.
per tutte le figure di oranti che rappresentano defunti o
Il più antico gruppo dei Buon Pastore accompagnato dalla defunte. E siccome le oranti femminili sono incomparabil-
figura orante ci viene offerto dalla catechesi ecclesiastica. mente più numerose e si trovano anche su tombe di defunti,
Ivi codeste due figure coronano l'insegnamento della dot- non v'ha dubbio che gli artisti vollero rappresentare nella
trina cristiana, il cui scopo è la conversione del catecumeno o orante l'anima beata in genere. Il gesto poi non è né cristiano
piuttosto catecumena, poiché é quasi sempre una donna né pagano, bensì umano. Perciò lo troviamo anche su monu-
che assiste alla catechesi. Come si disse, l'artista ne suppone menti pagani, specie su quelli della pietas- avgusIì; la fig. 38
raggiunto lo scopo: la catecumena abbraccia la fede e si fa riproduce il rovescio d'una moneta di bronzo di Adriano3.
battezzare, diventando fidelis; essa muore dufidetis e l'anima Nell'arte cristiana esso si dà a defunti. Una sola volta sem-

' G. Calza in Notizie degli scavi, 1916, fig. 3, p. 143 seg. ' È collii colkvi. . Vedi anche S. Rbinach, Rèpertoirc à
Km Cyklui i-lirisloiti!!Ùi-/irr (nmiddc, l-'ruburg i. li-, iS(_ Relitjs, p. 372, 3-5.
§].-// Buon Pastore con la pecora sulle spalle e l'orante

bra essere applicato ad un superstite, a meno che non si Il gregge poi contiene, oltre le pecore, anche un bue ed una
tratti d'un monumento acquistato bello e fatto: è la metà capra, come sui monumenti pagani illustrati dianzi (p.64 segg.),
sinistra del coperchio lateranense 230, con l'iscrizione in per dare l'idea d'un gregge completo della campagna. Un
cui il marito prega per la sua moglie defunta, Eugenia, giovane pastore, appoggiato a un bastone e con le gambe incro-
la quale morì il giorno due del mese AtnVtos ', in età di ciate, lo sorveglia, mentre un vecchio, seduto - il padrone -
anni 57, e visse col marito Virginio anni 41, lasciando col pedo nella sinistra, dà un boccone al cane, che, per
quattro figli e nove nipoti.'A sinistra si vede, non «un mostrar contentezza, alza una delle zampe di davanti.
fanciullo in tunica », come dice il Garruccì2, ma un adulto Quattro alberi comple-
in tunica manicata e penula, e, accanto, una matrona col tano la graziosa decora-
rotolo nella sinistra e facente il gesto oratorio; nel caso zione che anche oggi,
nostro marito e moglie (tav. LX, 3). malgrado il cattivo stato,
Su sette sculture con la catechesi, che, essendo intiero, colpisce gradevolmente
ammettono il controlio, quattro volte la pecora è portata l'occhio, per la sua
dal Buon Pastore, e tre da Pietro pastore. Essa significa, disposizione simmetrica.
ripetiamolo, ÌI pagano convertito dal catechista e battezzato, Il sarcofago appartiene
l'«ovis primae paenitentiae », per usare le parole di Ter- senza dubbio al secolo ili.
tulliano !. Questo significato prevale in maniera da poter Le sue sculture, logore
applicarsi di regola, mentre l'altro, quello della « ovis e corrose, vennero sotto-
Fig. 38.
secundae paenitentiae », forma quasi una eccezione, ed è poste al solito restauro,
sempre chiaramente espresso. prima che fosse messo in vendita. La sopralavorazione
Conforme all'epoca — seconda metà del secolo 11 e prima toccò anzitutto il fondo ed ì contorni delle figure spesso
metà del in — il pastore è sempre del tipo antico, quanto mal rilevati.
all'abito e attitudine; le braccae sul sarcofago di S. Maria La ricca decorazione del sarcofago di Berlino ci obbliga
antica sono un unicum in tutta la serie. Altra particolarità a scendere ai particolari. Essa consiste di elementi che ritor-
di queste prime rappresentazioni consiste nel numero rela- nano anche in altre composizioni. Giona proviene da quelle
tivamente grande delle pecore, per dare allo spettatore l'idea che, invece di rappresentarlo quando è gettato in mare, lo
del gregge; sul sarcofago della Salaria appariscono perfino mostrano in atto di pregare nella nave condotta dal timoniere.
due capanne pastorizie. E il gregge si compone sul principio Questa famiglia di rappresentazioni non sembra essere stata
di sole pecore; è di nuovo il sarcofago di S. Maria antica su esportata. Non ne conosco fuori di Roma nessun monu-
cui apparisce per la prima volta una capra. Per motivo pura- mento, eccettuato il sarcofago di Pisa, che è di provenienza
mente artistico le pecore, come si notò, hanno di prefe- romana. Alcuni esempi se ne trovano nelle nostre tavole; tutti
renza le corna, specie quella portata dal Buon Pastore, la saranno riprodotti, quando tratteremo le immagini prese
quale è quasi sempre un ariete. Spesso si vedono alberi, dal Vecchio Testamento.
di solito indizio dell'aperta campagna. Sul coperchio del sarcofago di Baebia Hermofile (ta-
Introdotto nella scultura dalla catechesi, il gruppo del vola LUI, 3) "' trovato sulla via Tiburtina, ora nel Museo
Buon Pastore accompagnato dalla figura orante divenne delle Terme, alle due scene di Giona risponde un ban-
presto, per cosi dire, autonomo ed acquistò una grande diffu- chetto; ambedue le scene sono separate dalla tabula inscri-
sione. Non contando le rappresentazioni di Pietro pastore, ptionis e incorniciate da grandi teste ornamentali. D'un
il Garruccì ne dà sei esempi, tutti di provenienza diversa '; coperchio identico il Bosio pubblicò la metà col banchetto",
noi ne aggiungiamo altri tredici sicuri e due quasi sicuri, scavata nel cimitero dei Giordani, che noi riproduciamo
anch'essi di luoghi diversissimib, salvo tre del cimitero di secondo l'originale, completato, del Museo lateranense,
S. Callisto. Uno di Gerona è identico ad uno dì Pisa. come pendant di un'altra metà, con le scene frammentarie
di Giona, tratta dal cimitero di Priscilla (tav. LUI, 1 e z)9.
Il sarcofago di Baebia Hermofile, di forma alquanto
1. - Sarcofago del Kaiser-Friedrich-Museum
storta e d'una conservazione integra, è del numero di quelli
di Berlino.
che, terminati fino alle teste della imago clypeata, aspettavano
Sul sarcofago dì Berlino {tav. LIV, 3), uno dei più inte- nella officina il compratore. Questi fu un beneficiaria di
ressanti h, il Buon Pastore e l'orante inquadrano il gregge, un praefectus praetorio, che, non essendosi forse curato
e questo, a sua volta, Giona che dorme sotto la cucurbita. di far eseguire i ritratti, lasciò le teste allo stato di abbozzo.

1 DAREMBEftC-S aglio, s. v. CuìenàaTÌum, p. 829 segg. cimitero di Pretestato, palazzctto Corsetti, cattedrale di Salerno, Museo
* Garruccì, loc. cit., p. 161, n. 44, civico di Viterbo, basilica di S. Prassede, Museo delle Terme (due), e chiesa
■ Ne tratteremo nei libro terzo. di S. Felice a Gerona.
' Taw. 297,3 (cattedrale di Salerno); 30l,a (Museo lateranense); 373,5 * Pubblicato dal WuLFF nel Calalii",! ullìtiak- del Museo (Merlino, 1909,
(Palazzo Sciarra); 375,3 (Camposanto di Pisa); 400,3 (Museo d'Arles); 401, 14 p. 4, fig. 5).
(Museo delle Terme). ' Il lapicida scrisse erroneamente ilerlofile.
1 I monumenti dei numeri che seguono sono nel Museo di Berlino, s Roma soli., p. 513.
cortile del Museo Torlonia, chiesa di S. Saba, Museo di S. Callisto (tre), * L'originale £ nel Louvre, meno un piccolo pezzo, rimasto nel cimitero.
Capo IH. - Rappresentazioni del Buon Pus/ore $i<ì rilievi

La moglie, honestae memoriae /emina, offre il tipo artistico alla quale abbiamo opposto nell'angolo sinistro il pastore
consueto, con la tunica sbottonata e le spalle scoperte. che col suo cane guarda il gregge, rappresentato, come di
Tale figura stona alquanto coll'iscrizione, la quale ■■■ lascia contro, da una pecora. A Giona dormente corrisponde la
credere che i due coniugi abbiano condotto la vita in prima scena del profeta e nel mezzo vi è il gregge com-
perfetta castità », come osserva giustamente Roberto Pari- pleto. Alberi, piantati a una certa distanza, servono per
beni '. L'iscrizione è del tenore seguente: dividere i singoli soggetti.
Il poco che rimane della scultura permette un giudizio
MARCIE BAEBIAE HERTO
FILE H M ■ F - VN1CE CASTI approssimativo sull'epoca, essendo d'un disegno abbastanza
TATIS ■ SOROR1 ET COMITI buono. Ma più che lo stile, il contenuto della composizione
SVPER F1NEM AMOR1S ■ assicura alla lastra un posto nel secolo ih.
DIL1GENS . MARITVM Per conoscere meglio lo sviluppo che prese il gruppo del
CONIVG1 ■ BENIGNISS ET IN pastore col cane e col gregge completo, aggiungiamo ancora
CONPARAB ■ MATRONE ■ VALERI alcuni coperchi, sebbene privi della figura orante, che in
VS ■ VALENT1NIANVS ■ B ■ F PREFE
qualche caso potrà essere stata effigiata sul sarcofago stesso,
CVM COHERED1BVS ■ SVIS
come suggerisce il finto sarcofago.
Nel piccolo spazio sotto l'immagine clipeata dei due Il gruppo in parola fu assai modificato sul coperchio in-
defunti si vede il pastore vecchio col cane e il gregge com- tiero, murato nel cortile del palazzetto Corsetti (tav, LIV, i):
posto di pecora, capra e bue. ivi il vecchio calvo e barbato munge, seduto sopra un cesto
Nel descrivere il sarcofago, Roberto Paribeni nota che rovesciato, una pecora, mentre un pastore giovane, seduto
« il pastore ha i tratti iconografici di s. Pietro »2. Il tipo con su dì uno scoglio, carezza colla mano sinistra il cane,
la testa calva è, come si sa, meno frequente. Può essere che appoggiandosi colla destra alzata sul bastone. Il gregge
l'identificazione col principe degli apostoli sia giusta. Qui non consta che di pecore.
farebbe ad ogni modo eccezione, essendo gli altri esempi, Dall'iscrizione incisa scorrettamente e anche fuor di
che illustreremo ancora, in gran parte senza barba. posto in una cartella sostenuta da due putti senz'ali, si
Il gruppo del pastore col cane e col gregge completo lo deduce che nel sarcofago preparato dai genitori fu deposta
trovammo già nell'arte classica (taw. XLVI segg.)3. Gli « pridie idus Maìas » una Amelia Maenia di anni XXXI e
scultori cristiani l'hanno più o meno modificato. Esso si mesi Vili '.
vedeva inoltre, con grande probabilità, sul frammento della Nella metà sinistra il busto abbozzato della defunta si
metà sinistra d'un coperchio di sarcofago di Ostia {tav, LI,5), stacca da una artistica tenda sorretta da due putti che con
il quale, per mezzo della casa rustica arcuata, si avvicina più la mano libera tengono un cestino, ricolmo dì fiori; accanto
all'esempio dell'arte classica, ma sembra cristiano. Essendo al primo sta un genio della morte appoggiato sulla fiaccola
gli elementi principali del gregge la pecora, la capra e il rovesciata. Agli angoli, finalmente, sono due teste ornamen-
bue, spesso gli stessi nelle scene intiere, li abbiamo inseriti tali, senza barba e coperte da pelle di leone.
anche in questo frammento, s'intende, con la dovuta riserva. Non sappiamo a quale sarcofago abbia appartenuto il
coperchio.
Le teste ornamentali formano una caratteristica di questo
2. - Frammento d'un sarcofago finto
nel cortile del museo torlonia. genere di coperchi, come provano i tre già illustrati di
sopra. Si vedevano inoltre sopra uno di essi, assai fram-
Basandoci sui monumenti di Giona e del Buon Pastore mentario, che dal cimitero di Pretestato venne ad arric-
allegati in ultimo, possiamo, con qualche probabilità, com- chire il Museo lateranense (tav. LV, 5)6. Nella metà sinistra
pletare un frammento d'un finto sarcofago col coperchio, stava un pastore in atto dì custodire il gregge, composto
murato nel cortile del Museo Torlonia alla Lungara eccezionalmente di buoi e cavalli; nella destra un pastore
(tav. LIV, 2)'; nel campo centrale della fronte a cinque barbato mungeva una capra circondata da sei pecore. Accanto
scompartimenti abbiamo collocato il Buon Pastore e in quelli all'ultima rimane la base d'una colonna, completata nella
angolari l'orante con la palla tirata sul capo, conforme al ricostruzione nostra come orologio da sole7. Nel centro è
residuo visibile all'angolo destro. Il coperchio, lavorato come la tabella d'iscrizione della forma artistica, indizio del in se-
« relief en creux », rammenta in modo particolare il sarcofago colo, al più tardi. L'iscrizione manca, forse perchè era
di Berlino. Ma il pastore seduto carezza colla sinistra una dipinta. Nel fondo, tre alberi, due, a quanto sembra, con
pecora, invece del cane; nella destra alzata doveva tenere, uccelli; se n'è conservato uno solo.
come negli altri casi, il pedo, che l'artista omise forse per la Le teste sono di giovani, con capelli lunghi e inanellati.
ristrettezza dello spazio. Dietro il pastore è ripetuta l'orante, Esse ornavano pure il coperchio frammentario, forse della

' La collezione cristiana del Museo nazionale romano in Nuovo Rullclt., ' Menzionato, in base ad incompleta, dal Mitius,
1915, p. 97; Le Terme di Diocleziano e il Museo nazionale romano, p. 167, nas, p. 6l.
il. 382. Roma, 1922. 1 Garrvcci, taw, 394, 7, p. 137.
* R. Paribeni, loc. cit. ■ Fu ricomposto dal cav. Frengueili.
' Codesto gruppo oiancs raramente sui sarcofagi cu Kiuliniiiuiu t- Selene. ' Vedi le nostre taw. I, 1; II, 3; III, 2; V, 7; XXI
■ \. - li Buon Pastore con la pecora sulle spalle <• l'orante

medesima provenienza, ora murato nel cortile dell'ospizio effigiarne la defunta, il cui nome, ivliane (tav. LVII, 5),
dell'Anima '. Su questo coperchio il gregge- non ha pastore è, cpn rara eccezione, inciso nel listello al disopra della testa.
e si compone unicamente di pecore (lav. LV, 4). La defunta ritorna ivi, orante, ancora nell'arca di Noè, par-
Nell'età della pace le teste ornamentali furono spesso ticolare importantissimo per la significazione simbolica del
sostituite da quelle dei princìpi degli apostoli ; ma non sì patriarca nell'arte funeraria. Altra rarità è l'epitafio pri-
conosce, a Roma, quasi nessun coperchio con scene pasto- mitivo, scritto nella cartella quadrangolare che occupa il
rizie e teste d'apostoli, tali scene essendo, ìn genere, preco- centro della fronte: IVN(iae) IVLIAE [ IVLIANETI j CON1VGI |
stantiniane. Gli scultori gallici mettevano di preferenza agli DVLCISSiME j MELIB1VS | Vili 1DVS MAIAS. La lastra, rotta
angoli la testa d'un santo sbarbato, in cui il de Rossi rico- in sei pezzi, ebbe il solito restauro. Però vere alterazioni
nobbe san Genesio, patrono di Arles ". Tale coperchio, subirono solamente gli alberi accanto al Buon Pastore e il
privo dell'angolo sinistro, da noi aggiunto, si conserva nel vestito di Iulìane, la cui dalmatica sembra di ferro bianco.
Museo di quella città (tav. LV, 3) \ Malgrado che sia della ■ Il resto della sopralavorazione è discreto.
fine incirca del secolo tv, vi si trovano ancora alcuni elementi La lastra appartiene alle tante fronti staccate dal sarco-
del gruppo antico: il vecchio calvo munge una pecora, e il fago vero, non finto, come lo è il grande frammento calli-
cane la carezza, per farla stare ferma; vi è anche il pastore stiano col Buon Pastore nel mezzo e l'orante all'angolo
giovane, e questo carezza una delle tre pecore che formano (tav. LVII, 4)b: se n'è trovata l'impronta nel muro di rin-
il gregge. Nel fondo cinque alberi, quattro colla zampogna forzo, eretto quando Damaso fece costruire la scala che
e con la mulctra attaccate ai rami. La tabella nel centro, ancora oggi serve d'ingresso al cimitero di S. Callisto. La
sorretta da putti alati, è vuota perchè l'iscrizione era proba- lastra aveva il suo coperchio che chiudeva l'arcosolio. Dal-
bilmente dipinta. l'impronta si vede che era ornato delie scene di Giona.
All'orante probabilmente ne corrispondeva un'altra all'angolo
sinistro, ma questo è distrutto ovvero nascosto nella terra
3.-Sarcofago della chiesa di S. Saba.
di qualche galleria vicina.
Sopra uno dei sarcofagi della chiesa di S. Saba, le due Una grande abbondanza di motivi classici offre la lastra
figure principali occupano i campi agli angoli, l'orante il trovata nel pavimento della cripta B e 7 al secondo piano del
sinistro, il Buon Pastore il destro (tav. LVI, 1). Ambedue medesimo cimitero (tav. LVII, 2) ''. Al momento della sco-
hanno una tale rassomiglianza con quelle del sarcofago di perta, era piena di calce dura, il che si capisce, essendo stata
Berlino, da poter essere attribuite ad un medesimo artista. adoperata per una forma, cioè sepolcro nel pavimento. È
Il Buon Pastore aveva ai piedi una pecora che lo guardava, rotta in tre pezzi, e presenta più della metà della fronte
la orante una colomba, particolari ora molto danneggiati. (0,84 X 0,39). Il centro contiene l'immagine clipeata d'un
Nel centro l'immagine clipeata della defunta, col volto ragazzo di circa quattro anni, sorretta da due putti alati.
oggi distrutto. Sotto l'immagine la tabella anepigrafa, ornata Accanto a quello di destra, Amore e Psiche che si abbrac-
di antefisse in forma di maschere (metà incirca del secolo m). ciano, e, all'angolo, fra due alberi, il Buon Pastore colla
pecora sulle spalle ed un'altra vicino alla gamba sinistra.
Vi sono anche quattro cesti ricolmi di frutta, uno rovesciato
4-5. - Due lastre d'una officina
fra le gambe del Buon Pastore, e uno tenuto da un putto
presso il cimitero di san callisto.
seduto per terra; dì più, un coniglio, o una lepre, che
Su due lastre scavate nel cimitero di S. Callisto (ta- mangia un grappolo d'uva, e la faretra coll'arco legati insieme
vola LVII, 2 e 4) il Buon Pastore porta sopra la tunica mani- e posti accanto a Psiche. Il putto a sinistra dell'immagine
cata il manto affibbiato sull'omero destro. Essendo ambedue clipeata è in gran parte rotto. Dell'oggetto posto fra le sue
di un medesimo artista, possiamo vedervi un forte indizio gambe si è conservato quanto basta per ravvisarvi un cesto di
che una terza lastra di fattura identica, di cui s'ignorava la fiori o frutta. Avendo il medesimo artista su due altri monu-
provenienza \ sia dello stesso cimitero e della stessa officina menti rappresentato soggetti del tutto diversi nelle due metà
(tav. LVII, 5). Questa era senza dubbio situata nelle vici- della fronte, è impossibile indovinare quali fossero quelli
nanze del cimitero di S. Callisto, che tanto dava a lavorare della metà mancante del nostro frammento; possiamo soltanto
agli artisti. Essa serviva anche altre catacombe, e la prova ne affermare che all'angolo stava, secondo ogni probabilità, una
è un sarcofago con Pietro Pastore, scavato sulla via Prene- figura orante.
stina e ora nel Museo lateranense (tav. LVIII), di cui par- È noto che a causa de! gruppo di Amore e Psiche, la
leremo quando s'illustreranno i monumenti che riguardano scultura fu da molti ritenuta opera d'un artista pagano. Per
il principe degli apostoli. Qui rileviamo la rassomiglianza noi la questione sulla origine pagana o cristiana della lastra
del gregge sul sarcofago prenestinense con quello della lastra è diventata superflua, dacché abbiamo potuto stabilirne

' Lo supponiamo, perchè un altro coperchio, murato vicino al primo, * « E suburbano, loco incerto t era scritto sotto la lastra, quando s
proviene certamente dal cimitero di Pretestato. murata nella parete XV del Museo epigrafico lateranense. Vedi DE R
' Buìlelt, crisi., 1864^.46-48. L'identificazione fu accettata dal Le BLANT, in Triplice omaggio, ecc., Roma, 1877, tav. XV.
Gaule, taw. Vili, 3; XLVI, 3; p. 140 e LUI, 1, p. 150; LVI, 1. s De Rossi, Roma io»., Ili, tav. XI., 1.
* Le Blant, Arles, tav. XIX, p. 32 sg.; Garrucci, tav. 394, 9. 0 De Rossi, loc. cit., Il, taw. L1X-LXIL
Capo IH. - Rappresentazioni del Buon Pastore :

perfino Io scultore, cristiano, s'intende. Il gruppo di Amore " il pastore è appoggiato al suo pedo ed ha soltanto la pecora ai
e Psiche ci sembra una espressione classica della felicità piedi; figura appena riconoscibile, tanto è mutilata. Nell'altra
eterna del ragazzo di cui orna la tomba. Simile allusione porta la pecora sulle spalle, e con la sinistra ne strìnge le
possono avere anche i cesti pieni di frutta, malgrado il loro zampe, con la destra avvicina alla bocca la zampogna; ai piedi
lato decorativo.
gli sta accosciata una pecora che lo guarda ». Il maestro ne
rileva il pregio artistico e trova le sculture « assai diverse e
6. - Sarcofago frammentario del cimitero di Pretestato. migliori del massimo numero dei simili sarcofagi attribuiti
I frammenti scavati nel cimitero di Pretestato, che diamo comunemente alla fine del ni secolo ed agli inizii del iv »*.
ricostruiti a tav. LIX, i, sono ancora inediti. Essi pro- Anche noi le crediamo precostantiniane, come quelle del
vengono da un grande sarcofago a cinque scompartimenti. Buon Pastore col manto.
Dell'angolo sinistro s'è salvata quasi tutta la figura del Buon Ci dispiace che il frammento del cimitero dì S. Callisto
Pastore, di tipo antico quanto all'attitudine di portare la sia scomparso. La copia che ne diamo, è una riproduzione
pecora. Nel campo dì mezzo stava la defunta, orante. Se presa dalla fotografia di Parker. Della immagine centrale
ne vede ancora una mano e un piede. Ambedue le figure il maestro non dice nulla; ma secondo gli esempi da noi
erano collocate sopra basi, come se fossero statue. Il Buon addotti non v'ha dubbio che vi sia stata la defunta, e molto
Pastore aveva ai suoi piedi il cane; la defunta, una colomba. probabilmente in atto di preghiera. Il rilievo, abbastanza
Quello, figura molto espressiva con faccia piena, grandi alto, sembrerebbe indicare un sarcofago, anziché una sem-
occhi e una fossetta nel mento, camminava a passo svetto plice lastra, ma un sarcofago rappezzato.
nella direzione opposta allo sguardo. Il cane accanto, che I due campi intermedi sono decorati di scanalature verti-
guarda il padrone, fa supporre nell'angolo destro una figura cali riempite fino ad un terzo. Di questo genere dì orna-
simile di Buon Pastore o di Pietro pastore. La tunica mani- mentazione abbiamo trattato di sopra (p. 13).
cata e l'uso pronunciato del trapano, specialmente nel fare
Ì capelli, ci obbligano ad ascrivere le sculture piuttosto alla 9. - Frammento di un coperchio di sarcofago
seconda metà del secolo ili. C'è speranza che si trovino del palazzetto Corsetti.
ancora altri pezzi di questo sarcofago. Sopra un coperchio di sarcofago murato nel palazzetto
Corsetti l'artista effigiò l'orante in forma di busto, per poter
7-8. - Fronte di sarcofago del Museo lateranensk. darne il ritratto. Di questo non rimane che l'avambraccio
Frammento scomparso del cimitero di S. Callisto. destro e un pezzo della tenda appesa nel fondo (tav. LX, 1).
La fronte quasi completa d'un sarcofago del Museo latera- Il grappo del Buon Pastore colla pecora sulle spalle e fra
nense sembra provenire anch'essa dall'officina di S. Callisto,
due altre che lo guardano, è quasi intiero, sebbene soprala-
vorato. II Buon Pastore è in tutto del tipo antico, come Io è
offrendoci nel campo centrale un Buon Pastore amman-
tato. Nel resto della figura scopriamo due varianti : il modo anche il trattamento della lana. Possiamo perciò attribuire
il frammento alla metà incirca del secolo III.
insolito di stringere colla sinistra solo le zampe anteriori della
pecora e di tenere colla destra abbassata il bastone, come
se volesse operare il miracolo di Cana o della moltiplicazione io. - Sarcofago nell'atrio della cattedrale di Salerno.
dei pani. La prima delle due varianti ci conferma nella opi- II sarcofago è di conservazione pessima (tav. LX, 4). Onde
nione sulla origine callistiana del frammento, perchè la tro- la copia del Garrucci3 non serve che a dare un'idea del con-
veremo presto ancora sopra una scultura del cimitero dì tenuto; per i particolari è inservibile: il disegnatore tolse
S. Callisto. Il Buon Pastore è molto giovane, ma un po' alli- perfino le scarpe alla orante e raddrizzò troppo le strigili.
sciato dal restauratore, le cui aggiunte deformatrici vennero Il Buon Pastore, in tutto e per tutto del tipo antico, occupa
ultimamente tolte (tav. LXI, 2); ai piedi aveva una pecora il campo centrale; egli sta fra una pecora e un cane: quella
che lo guardava; nel fondo sta l'orologio solare, come su sembra sdraiata, questo è seduto sulle zampe di dietro;
altre sculture citate di sopra. ambedue hanno il muso e gli occhi rivolti al padrone. Nel
All'angolo sinistro v'ha una orante velata, con una fondo due alberi. La defunta orante, eolia palla tirata sul
colomba ai piedi, e nell'angolo destro si vedono solamente capo, sta nel campo a sinistra, parimente fra due alberi. Il
le scarpe e la punta del bastone d'un pastore in atto di sor- suo viso è distratto, come anche quello del Buon Pastore.
vegliare il gregge '. Nel campo di contro vedesi un uomo con barba e vestito
II modo strano di portare la pecora ritorna, come si disse, del pallio filosofico, il marito, come sembra. Egli sta in una
sul frammento, oggi scomparso, d'una fronte a cinque nicchia absidata e tiene con entrambe le mani un volume
scompartimenti che fu scavata nel cimitero di S. Callisto e chiuso. Accanto a lui vi è un orologio solare.
che nel momento della scoperta era intiera, come attesta il Il lavoro è molto negletto, come sogliono essere le scul-
de Rossi (tav. LXXI, 2). « In una estremità », scrive egli. ture del secolo ih inoltrato.

' Sui restauri della lastra vedi H'ilpert, Neue Moltamente sur Symbolik ' Roma soli., II, 169.
dei heiligen Paliiums. in Ròm. Quarlahchr., 1926, p. 107 seg. 1 Tav. 297, 3, p. 7.
§ I, - // Buon Pus/ori' con la pecora sulle spalle e l'orante 79

11. - Sarcofago del Museo di .Viterbo. nel campo di mezzo (tav. LXXI, 3). Manca soltanto la
figura dell'angolo sinistro, dove ragionevolmente può sup-
Dopo tanti esempi di figure oranti femminili, ecco final- porsi una ripetizione del Buon Pastore, ovvero Pietro pastore
mente un uomo in attitudine d'orante! Eg!i sta nella nìcchia colla pecora sulle spalle o in atteggiamento di sorvegliare il
centrale d'un sarcofago a cinque scompartimenti, del Museo gregge. Nei campi intermedi vediamo per la terza volta
di Viterbo, collocato, come una statua, sopra un piedi- scanalature verticali, ma che qui sono quasi per metà bac-
stallo (tav. XIX, 2). Ciò vale anche per le figure angolari, il cellate, genere di decorazione piuttosto raro, come si notò
Buon Pastore a destra e un uomo senza barba, in abito filo- di sopra (/>. 13).
sofico, a sinistra; quello porta la pecora nel modo antico ed Il Buon Pastore presenta nell'abito completo un altro
aveva una pecora ai piedi, questo un fascio di volumi e nel indizio tardo. Ma la maniera di portare la pecora è quella
fondo la solita tenda sospesa, per far risaltare meglio la sua antica; e siccome anche l'arte è relativamente buona, pos-
figura. siamo ascrivere la lastra ancora al secolo in.
Il defunto orante è pure senza barba e veste il solo
pallio filosofico, che lascia scoperta gran parte del corpo. Esso
13-14. - Sarcofago di Optata e frammento di coperchio
ha sofferto più degli altri dalle ingiurie del tempo: mancano nel Museo delle Terme.
le mani, e l'albero colle due colombe è diventato un tronco.
Con tutto ciò le sculture sono lisce, come se non mancasse Il sarcofago di Optata, proveniente dal cimitero di S. Ci-
niente. Conosciamo già la ragione di questo fenomeno: la riaco sulla via Ostiense e trasportato al Museo delle Terme
mano del restauratore vi è passata sopra. Lo stato primitivo (1,25 X35, tav. LIX.4), conserva ancora il suo coperchio
del soggetto di mezzo ci è rivelato dal sarcofago integro della colla seguente iscrizione: HIC OPTATA SITA EST QVAM j
Lungara, fatto dallo stesso artista {tao. XIX, 6). La somi- TIRT1A (lertia) RAPVIT ■ AESTAS ■ | LINGVA ■ MANV ■ NVN-
glianza dei visi delle due figure oranti è sorprendente; sem- QVAM | DVLCIOR • VLLA ■ FVIT ; IN PACE ■ La piccola
brano fratello e sorella. Ambedue i sarcofagi sono, natu- defunta, appena treenne, è rappresentata orante a nel centro,
ralmente, dello stesso tempo, cioè del princìpio incirca del davanti ad una tenda sostenuta da due putti volanti. Essa
secolo in. sta accanto ad uno scrigno e fra due cesti, le cui frutta
I due sarcofagi servono per farci completare un fram- vengono beccate da pavoni. Agli angoli il Buon Pastore,
mento già murato nel Museo Chiaramonti fra le sculture vestito di tunica e pellegrina e colla pecora sulle spalle;
pagane ', che ci ha conservato una superba figura d'orante con quello a sinistra ha una pecora ai piedi, l'altro un cane
una testa quasi integra, alla quale manca solamente un poco che Io guarda, ed un coniglio che mangia frutta. Il viso è
della punta del naso (tav. LXII, a). La defunta, ancora gio- ambedue le volte quasi puerile. Optata veste la tunica talare
vane, veste una tunica a mezze maniche e una palla che le discinta ed una specie di sciarpa che traversa il petto. La
copre il capo e sul davanti fa quel rivolto triangolare del sua attitudine d'orante ricorda l'iscrizione d'un bambino
tipo della Fortuna nel Braccio Nuovo !, che ci ha aiutato di nome Anatolio, che era il primogenito e rimase poco tempo
nella ricostruzione della parte inferiore della figura. Le altre ai genitori, i quali si raccomandano alle sue sante preghiere:
lacune le abbiamo completate coll'aiuto del sarcofago della erXOY Yil€P HM0)N, prega per noi!* Ciò che l'iscrizione
Lungara (tavv. XIX, 6 e LXII, i). esprime in parole, lo scultore lo espresse sul sarcofago in
La defunta pregava davanti alla tenda sospesa, fissando, immagine.
secondo ogni verosimiglianza, il Buon Pastore colla pecora Le sculture sono alquanto neglette, specie i delfini sul
sulle spalle, il quale doveva perciò trovarsi alla sua destra, coperchio (fine del secolo in o principio del iv).
ma, a causa della tenda, non immediatamente accanto, come Sul frammento del coperchio, conservato nello stesso
sul sarcofago della Salaria (tav. I, i), bensì nel campo di Museo, il Buon Pastore è del tipo antico e di età giova-
mezzo, o, come riscontro, in quello dell'angolo sinistro. nissimo. La pecora a destra di lui è rivolta interamente
Il frammento potrebbe dunque provenire da un sarcofago verso la defunta e richiede una simile di contro. Ma ivi il
a cinque scompartimenti. L'eccellente lavoro permette di marmo è rotto, e nel piccolo spazio rimasto non ne apparisce
ascriverlo ancora alla fine de! secolo n. traccia, forse perchè scrostata da! marmo o fatta togliere a
bella posta dall'antiquario mercante. Essa simboleggia qui gli
i2. - Lastra della basilica di S. Prassede.
eletti, tra i quali la defunta venne accolta. Della iscrizione non
Nel restaurare il pavimento della basilica di S. Prassede s'è salvato che l'aggettivo sanctissimae, che non ci rivela
sì rinvenne la fronte quasi intiera d'un sarcofago a cinque gran che sullo stato della defunta, potendo riferirsi ad una
scompartimenti, col Buon Pastore all'angolo destro e l'orante donna maritata o ad una nubile: coniugi e vìrgini sanctissimae.

' Walther Amelunc, Die Skulpturen des vatìk. Museums, I, tav. 51, 272, ' La più giovane orante che io conosca è incisa nella lastra che chiudeva
p. 491 scg., ptihlili!.■('> il frammento nmu' cristiano, ma con un punto interro- il sepolcro di una Felicitai innocentissima, che visse un anno, dieci mesi e dician-
gìitivu. essendo il suo carattere cristiano oramai al disopra ili ogni duHiio. nove gionii. È rappresentata in tunica discinta e ornata del davo. L'avam-
esso venne trasportato al Museo laterancnse dove aspetta ancora. la sìstema- braccio destro è distrutto. La lastra si trova nella Galleria lapidaria del Vati-
cano (XXX, 19).
'3. ' Perret, Catacombe!, v. tav. LXVI, ti (in facsimile).
Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pus/ori- sui rilievi

Più caratteristico è l'abito, tunica talare cinta e un lungo velo vestita di stola e palla tirata sul capo, occupa il centro e sta
che copre testa e spalle; esso s'adatterebbe benissimo ad una fra due ulivi. Il Buon Pastore accanto, con un grande ariete
vergine sacra. L'iscrizione e i soggetti del coperchio periti sulle spalle, la guarda; ai suoi piedi una pecora con la
avrebbero potuto risolvere la questione. Dietro la pecora testa abbassata al suolo, e assai danneggiata.
vi è un ulivo (tav. LX, 2). Di un interesse particolare sono le due colombe posate
Le sculture sono d'uno scalpello rude; ma il simbolismo sopra gli alberi; esse portano un ramoscello nel becco, noto
espressovi ci permette di ascriverle ancora alla fine del simbolo della pace eterna, e, battendo le ali, s'inchinano
secolo in o al principio del IV. davanti alla defunta. In tal guisa le esprimono la loro venera-
zione. Dunque le colombe non sono qui un semplice attri-
buto di alberi, ma simboleggiano le anime beate in atto di
- Sarcofago della chiesa di S. Felici-: a Gkrona.
dare il benvenuto alla defunta. Cosi appunto, battendo le
Un sarcofago murato nella chiesa di S. Felice a Gerona ali, la fenice salutava il sole:
mostra la orante nella piccola mandorla nel centro dì due « Illa ter alarum reperito verbere pianili t
ordini di strigili ondulate; essa veste la stola scendente fino igniferumque caput ter venerata sìlet » '.

a terra e la palla che copre il capo. In ciascuno dei due Lo stile duro non permette di attribuire le sculture
angoli è rappresentato in modo identico il Buon Pastore. all'epoca precostantiniana. Se consideriamo poi la maniera
Egli è del tipo più tardo: veste tunica manicata, pellegrina, schematica che si scorge nei capelli del Buon Pastore e di
fasce crurali e scarpe; con una mano tiene le quattro zampe Cristo, come anche nella lana dell'ariete, saremo indotti ad
della pecora e con l'altra una brocca, allusione al refrigertum ascriverle alla fine incirca del secolo iv.
dell'anima da lui portata nel paradiso. Ai piedi di ciascun La riunione del Buon Pastore coll'orante, cosi spesso
pastore vi è un cane che guarda il padrone (iv secolo). ripetuta sui sarcofagi, specie su quelli a cinque scomparti-
menti, ci consiglia di riconoscere avanzi di tale riunione,
16. - Sarcofago nel Camposanto di Pisa. probabili, s'intende, in quei frammenti che conservano
l'orante o il Buon Pastore con un po' di strigili. Dico « pro-
Una replica della decorazione del sarcofago precedente,
babili », perchè l'orante, se non è molto antica, può essere
in tutto identica, ce l'offre uno del Camposanto di Pisa, molto
ugualmente bene accompagnata da figure di santi, e il Buon
mal conservato; perciò ne riproduciamo la copia del Garrucci '
Pastore da defunti in attitudine diversa da quella di oranti,
che lo vide in uno stato migliore. La rassomiglianza è per-
ovvero essere l'unico soggetto della decorazione.
fetta; basta una occhiata sulla tav. LXI, 1 e sullafig. 39. S'in-
Nella tav. LXIV abbiamo riunito alcuni di questi fram-
tende che gli artisti dì Tarragona presero i loro modelli da menti, due con l'orante e sette col Buon Pastore, in parte
Roma, non da Pisa, che non ne aveva, il che è importante da noi completati come tali perchè più owìi. Il più antico di
anche per gli altri sarcofagi accumulati dai Pisani nel loro quelli è del Museo di S. Callisto e rappresenta una bambina
Camposanto, specialmente per quello coi tre pastori, uno in semplice tunica e con capelli tirati sulle orecchie, indizio
dei più insigni di tutta l'antichità cristiana e prettamente dei primi decenni del secolo in (tav. cit., 2).
romano (iv secolo). Alla seconda metà dello stesso secolo appartiene i! fram-
mento murato nel cortile del Museo Torlonia, con una orante
17. - Frammento di sarcofago del Museo di Arles. vestita di stola e di palla che lascia la testa scoperta; i capelli,
L'ultimo esempio, quello del Museo di Arles, è un grande ripiegati sulla nuca, formano una larga treccia portata sul-
frammento della fronte d'un sarcofago per adulto (tav. LXI, 3), l'occipite e ivi fermata con spille (tav. cit., 1). Una terza
di cui mancano le due ultime scene, parte della prima e la orante, la meno antica, proviene dal cimitero Ad duas lattros
base con i piedi di tutti t personaggi8. L'orante, una donna (tav. L1X, 2). Essa è intiera, e stava nel campo centrale

, voi. II,

1 Le Iìlant, Arles, 1
■ Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle <■ l'orante

d'un sarcofago a cinque scompartimenti, tra un fascio di semplicissima, conforme al tempo, cioè alla seconda metà
volumi e uno scrigno di cui rimane un solo angolo. Il suo incirca del secolo 11 : SATVRN1NVS | ET MVSA FILIO |
abito è una lunga dalmatica e una piccola palla che involge DVLCISSIMO FECERVNT.
il petto, le spalle e il capo, ma non basta per fare la lacinia Nel campo a destra il Buon Pastore, in tutto del tipo
scendente dall'avambraccio sinistro. Per la dalmatica l'orante antico, camminava fra due alberi e quattro pecore rappre-
somiglia alla figura della defunta Veneranda sulla nota pittura sentanti il gregge degli eletti, tra Ì quali portava l'anima del
eseguita dopo il 356', epoca che conviene benissimo alla defunto. Di contro stava una maestosa donna velata, rivolta
scultura sia per la foggia dell'abito sia per quella delle sca- al Buon Pastore, cui tendeva le mani in atto di supplica,
nalature, interamente vuote, il che è un indizio tardo, di senza dubbio la madre che intercedeva per il figlio dolcis-
decadenza. simo. Questo gesto ha una grande importanza, perchè è il
Dei frammenti col Buon Pastore tre sono residui di precursore di quello della Vergine e di s. Giovanni Battista
campi angolari a destra (tav. cit., j, 6 e tav. LXX, 1), tre a
sinistra (un. 4, 7 e 9), due del centro (5, e tav. LXXI, $),
e uno incerto (8). Questo e tav. LXXI, 5, provengono da
S. Callisto; tav. LXX, 1, da Porto; ». 9 da Ponziano; n. 5
da S. Ciriaca; 4 e 7 appartengono al Museo del Camposanto
teutonico e sono di provenienza ignota. Il più antico, uno
dì S. Callisto (n. 3), è certamente del m secolo, come prova
la maniera di trattare la lana, con quelle pieghe parallele al Fig. 40.
collo; precostantiniani sembrano pure 4, 6 e 9, mentre gli
altri saranno del secolo iv, essendo del tipo più tardo. Uno nella scena dc\V Intercessione, denominata comunemente Deesis
solo mostra scanalature bacccllatc (tav. LXXI, 5); esso è il (Sétjtrts), il cui esempio più antico era sul mosaico absidale,
residuo d'una lastra e ricevette più tardi una iscrizione, per tanto deformato, della basìlica costantiniana del Salvatore3.
chiudere forse una forma. Gli altri sono pezzi di sarcofagi. Un frammento inedito d'una donna velata col gesto
Quello di Ponziano ha un carattere statuario. Molto interes- dell'intercessione è murato al dì fuori dello Studio Canova
sante è anche quello di Porto: il Buon Pastore stava sotto (tav. LXV, 1). Dovrebbe provenire, come fanno credere altre
due alberi che gli formavano una specie di nicchia; quello sculture, dall'angolo destro d'un sarcofago a cinque scom-
a sinistra è quasi intiero; all'altro manca il tronco. Due partimenti. L'interceditrice stava avanti una tenda e, rivolta
uccelli, in parte nascosti da foglie, posano su rami, rivolti a sinistra, stendeva le mani, probabilmente verso il Buon
verso il Buon Pastore colla pecora, per dare, come sembra, Pastore, che bisogna perciò supporre nel centro o, se questo
il benvenuto all'anima portata al paradiso. era occupato dal busto o dalla iscrizione, nell'angolo sinistro.
Possiamo difatti appellarci ad un sarcofago, le cui sculture
§ II. - Intercessiti rivolta al Buon Pastore. della fronte avevano una disposizione simile: è un sarcofago
trovato a Porto e acquistato dai Castellani per il loro « palaz-
1. - Sarcofago del cimitero vaticano. zetto presso la piazza Poli », dove, secondo il de Rossi, era
Sopra, a p. 70, abbiamo riprodotto la preghiera, che Iddio « affisso a pie delia scala » *. Il palazzetto non esìste più e
accolga il defunto « boni Pastoris humeris reportatum », del sarcofago non si sa che fine abbia fatto. Lo riproduciamo
nella felicità eterna. Questa preghiera, che si legge nel Sacra- secondo la copia del Garrucci (fig. 41)5. Vi fu deposto un
mentarium Gelasiamtm, rimonta ai primordi della Chiesa, defunto di nome Gennaro, l'iscrizione del quale è incisa nel
come in genere le preghiere per i morti. Una prova ne sono clipeo, posto ordinario del busto: IANVjARI IN PACE
le sculture, finora non del tutto rettamente intese, d'un sar- DOM(i«i). Una novità sono i due arieti accovacciati sotto il
cofago che da molto tempo è scomparso, ma di cui esiste clipeo e rivolti colle teste l'uno verso l'altro. Il gruppo ricorda
una copia. Esso fu scoperto sul Vaticano, nel cimitero che si quello simile d'un sarcofago di Pisa (tav. LXXXIII, 3),
svolse attorno alla tomba del principe degli apostoli. Era un più ancora uno identico sul sarcofago scoperto nella basìlica
sarcofago per bambino, avendo appena un metro di lunghezza. di S. Crisogono (tav. LXXXVI, 5) e, secondo ogni verosimi-
Il Bosio lo vide « nel cortile d'una casa privata, posta nel glianza, lavorato dallo stesso artista. Gli arieti rappresentano
vicolo dove sono le colonne, di rincontro al Collegio Capra- il «candidus grex » del paradiso in cui verrà portata l'anima
nica » . A giudicare dalla copia sostanzialmente fedele, da del fanciullo defunto. A ciò corrispondono le figure dei due
lui pubblicata (fig. 40), la decorazione dovette essere molto campi angolari.
graziosa. Siamo ancora lontani da ogni divisione tipica. La Nell'angolo sinistro sta un pastore, molto giovane, nel-
fronte era tripartita. Il campo di mezzo aveva un'iscrizione l'atteggiamento di sorvegliare il gregge, che si deve sup-

1 Wilpert, Pitture cimiteriali, tav. 213. . 1 WÌLPEBT, /; trionfo delta Croce nei mosaici Interammi, in Nei XVI Cen-
' Roma sali,, 95. L'inesattezza del copista sembra tradirsi soltanto arlo della dedicazione della aràbasilica tatcranense, p. 37, fig. 17.
1 sciocca aggiunta di due tronchi d'alberi, che in genere non si trovano ' Bullett. crii!., 1866, p. 47.
lini dell'arte antica e che deformano le sculture, perciò ' Gakkucci, tav. 296, z, p. 6.
' R. Grousset, Catalogne, p. 55. n. 19.
31
Capo III. - Rappresentazioni tic! Buon Pastori- sui rilievi

porre. Come riscontro vedesi nell'altro angolo una matrona P1ATVR 3. Il marito, si capisce, era persuaso che i fratres
rivolta verso il centro e colla destra alzata in atto di pre- leggessero l'epitafio, giusto come essi guardavano le pitture
ghiera, senza dubbio la madre superstite, che prega per il che decoravano Ì sepolcri e che offrivano loro la materia
suo figliuolo Gennaro. delle preghiere. L'iscrizione di Lucifera può essere preco-
Poco esattamente il gesto fu spiegato per quello della stantiniana; quella di Agape è, al più tardi, della prima metà
"pietas dei Romani >-, che sui monumenti prega con ambe- del secolo ni. « Le lettere e la scultura mi sembrano del
due le mani alzate ed espanse {fig. 38). Esso è invece deri- secolo terzo », 'scrive il de Rossi a proposito del sarcofago
vato da quello della « dextra precans », come il gesto dì Musa di Gennaro *. I! sarcofago scoperto nella basilica di S. Cri-
è derivato da quello della orante nel senso proprio delia sogono (tav. LXXXVI, 5), che dovrebbe essere opera dello
parola, cioè della immagine dell'anima nella felicità eterna, stesso artista, ci autorizza a scegliere piuttosto la prima
dove essa prega per i superstiti. Grazie a questo suo signi- metà di questo secolo. A tal'epoca possiamo assegnare anche
ficato, in sé completo e perfetto, l'orante può essere l'unico il frammento dello Studio Canova.
soggetto d'una decorazione e mostrarsi sola su un sarcofago, Come abbiamo visto, il sarcofaghetto vaticano ci mostra
come sui tre che diamo a tav. LXIH, il più bello dei quali, la madre stessa, che fa il memento, e intercede per il figlio

Fig. '

proveniente, con grande probabilità, da S. Sebastiano, serve defunto, rivolgendosi al Buon Pastore. L'artista era visibil-
tutt'ora di fontana nella Villa Albani (n. 3). mente preoccupato di osservare le leggi della simmetria: egli
L'artista del sarcofago dì Gennaro sostituì l'iscrizione ripetè gli alberi presso il Buon Pastore, anche accanto alla
al busto del defunto. Così fece pure quello del sarcofago matrona, e negli uccelli posati in terra creò un equivalente
preparato da Saturnino e Musa. La stessa disposizione pos- per le pecore. Perciò riuscì a creare una decorazione di non
siamo supporre anche per la fronte di cui faceva parte il comune pregio artìstico. Egli seppe anche esprimersi con
frammento dello Studio Canova. E se la donna ivi effigiata chiarezza, avendo dato alla madre del defunto, invece del
era la moglie del defunto deposto nel sarcofago, è il caso di frontale, l'atteggiamento laterale, per distìnguerla dalla
ripetere le parole di Tertuliiano, per spiegarne il gesto: « prò orante, immagine dell'anima nella felicità eterna.
anima eius orat et refrigerium interim adpostulat ei... » \
2. - Sarcofago del Museo di Arles.
Oggetto della intercessione non sono, naturalmente, i
soli parenti e congiunti, ma qualsiasi fedele defunto. A tale Nelle Gallie sono rare le immagini del Buon Pastore,
proposito merita di essere specialmente ricordata l'iscri- perchè ivi sono rare anche le sculture precostantiniane.
zione insigne di Agape, rinvenuta nel cimitero di Priscilla e Abbiamo però un sarcofago del tempo di Costantino nel
appartenente, con grande probabilità, al criptoportico dove Museo dì Arles, col Buon Pastore all'angolo destro, una
si adunavano ì fedeli per la celebrazione eucaristica; a questi matrona con la dextra precans all'angolo sinistro, e col busto
si rivolge la defunta, pregandoli di fare per lei un memento, clipeato d'un giovane in tunica e pallio, nel centro. Sotto il
affinchè Iddio le dia vita eterna *: clipeo v'ha la tabella ansata dell'iscrizione, sparita. Le figure
VOS FRECOR O FRATRES ■ ORARE ■ HVC ■ QVANDO ■ angolari sono trattate da statue. Il Buon Pastore è del tipo
VEN1TIS | ET PRECIBVS ■ TOTIS ■ PATREM ■ NATVMQVE • antico, ma d'un lavoro un po' pesante (tav. LXV, 4).
ROGATIS | S1T ■ VESTRAE • MENTIS ■ AGAPES ■ CARAE • Prendendo il gesto della « dextra precans « per « signe
MEMINiSSE | VT DEVS ■ OMNIPOTENS ■ AGAPEN IN SAE- d'acclamation », E. Le Blant scrive: « Peut-ètre s'agit-il
CVLA ■ SERVET ■ icì d'une image de PHglise triomphante accueìllant le dé-
Perciò nelFepitafio lateranense d'una Lucifera il marito, funt »5. Il Garrucci spiegò bene il gesto come « atteggia-
superstite dichiara di aver posta l'iscrizione per assicurare alla mento di orante », ma la figura stessa è anche per lui «pro-
defunta i suffragi dei fratelli: MERVIT T1TVLVM | 1NSCRIBI babilmente la sposa del Verbo, la Chiesa »6. In realtà si
VT QVISQVE DE FRATRIBVS LEGERIT ROGET DEV(m) | tratta della madre del giovane defunto, che prega per il suo
VT SANCTO ET INNOCENTE SPIRITO AD DEVM SVSCI- figlio.

1 De mrint/gtim., io: OlillLEN, I, p. 776. * Loc. eie, p. 47.


1 WlLPBRT, Fractio pana, \>. 59 segg. ArJes, tav. XVI, p. 28.
1 Pit., IX, io. * Garrucci. tav. 35S, z, p. 85.
■ // Buon Pastore e i pecora sulle spalle incontro al ■ Ivo rugiens * e al ■ draco devoran 83

sono raccomandati da superstiti a Cristo, dottore degli apo-


§ III. - Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle stoli {tav. XXXIV, j).
incontro al leo rugiens e al draco devorans. Il sarcofago di Mas-d'Aire sarà forse ancora del iv se-
colo. Incomparabilmente più antico è quello del Louvre,
i.-Sarcofago del Museo del Louvre.
la cui bellezza trasparisce attraverso ìl lavoro funesto del
Il più antico monumento colla rappresentazione del Buon restauratore. Certo, le sculture dovrebbero aver assai sofferto
Pastore e del « leo rugiens » è il sarcofago in forma di vasca, durante il viaggio da Roma a Parigi, onde una sopralavo-
che da Roma fu trasportato al Louvre (tav. LXVI,3). Nel razione completa: al restauro si debbono le gambe gracili,
centro, fra due olivi, il Buon Pastore con un ariete sulle le pieghe aiterate e inverosimili, le braccia stecchite e l'atti-
spalle, cammina a destra, guardando dalla parte opposta; tudine sbagliata della destra. Tutto ciò va, naturalmente, a
ai suoi piedi un ariete con la testa alzata e rivolta verso di danno dell'opera primitiva, specie della figura del Buon
lui. Il gruppo è collocato sopra una base, a modo d'una Pastore, il quale nelle fattezze apollinee e nella ricca capi-
statua, il che abbiamo già incontrato altre volte e qui è di gliatura ricorda quello della prima statua lateranense. È da
qualche momento per la forma delle statue del Buon Pastore, notarsi inoltre la giusta proporzione tra la figura umana, e
in origine con pecore ai piedi. l'ariete, che di rado si verifica altrove. In fine anche le teste
Il Buon Pastore affretta il passo fra due feroci leoni che dei due leoni sono così naturali e la forma del sarcofago
sporgono con le sole teste dalle strigili ondulate. Le teste di stesso così elegante, da autorizzarci ad ascriverlo alla seconda
leoni sono un motivo frequentissimo nella scultura classica. metà del secolo n.
Ciò nondimeno esso ha qui un profondo significato simbo-
lico e di facile intelligenza. Invero, chi non pensa subito alle
2-3. - Sarcofago nella chiesa della Trinità di Firenze.
parole colle quali il principe degli apostoli mette i fedeli in Sarcofago della chiesa di S. Saba.
guardia dal nemico infernale, paragonandolo al leone rug-
gente e rapace: « Sobrii estote et vigilate, quia adversarius La significazione simbolica data ai leoni ruggenti la riven-
vester dìabolus tanquam leo rugiens circuit, quaerens quem dichiamo pure quando il Buon Pastore porta la pecora
devoret. Cui resistite fortes in fide » '. Questa interpreta- fra due leoni condannati a mordere un anello, motivo fre-
zione, così spontanea e semplice, non ammette, a parer quente nella decorazione di porte più o meno grandiose.
mio, alcun dubbio; essa fu già proposta da altri2. Tali leoni si vedono su due sarcofagi intieri, riprodotti a
L'apostolo si ispirò alle preghiere di David, il quale para- tav. LXVI, 1-2. Il primo serve tuttora di sepolcro nella
gona anch'eglì i suoi nemici a furibondi leoni: « Domine chiesa della Ssma Trinità a Firenze ''. Al gruppo principale è
Deus meus, in te speravi: salvum me fac ex omnibus perse- riservato il campo di mezzo, lasciato libero dalle strigili ondu-
quentibus me, et libera me. Nequando rapiat ut leo animam late, che agli angoli diventano scanalature. Il Buon Pastore
meam ». « Salva me ex ore leonis »3. Le preghiere addotte di è del tipo più antico; egli sta fra due alberi e due pecore.
di sopra (p. jo) mostrano quanto presto queste parole L'altro sarcofago proviene dalla chiesa di S. Saba, dove
siano entrate nella liturgia funeraria. Come fu notato, esse venne adoperato per la seconda volta e dove si conserva
si riflettono pure nell'iscrizione del poliandrio (fig. 28) tuttora. Il Buon Pastore è del tipo antico, però è piccolissimo
colla figura del Buon Pastore posta fra il « leo rugiens » e il e riempie da sé solo il minuscolo spazio fra le due serie di
« draco devorans ». strigili, la così detta mandorla7. Ambedue ì sarcofagi hanno
Simile nesso d'idee ci sembra altresì espresso sulla la forma di vasca, ma sono molto più bassi; quello fiorentino
fronte del sarcofago « attribué à Sainte Quiterie » e conser- in particolare ricorda il tipo a cinque scompartimenti,
vato nella cripta della chiesa di Mas-d'Aire (tav. LXV, 5)4: venuto in uso fin dal secolo in. Allo stesso secolo, e piut-
nel centro il Buon Pastore, colla pecora sulle spalle, sta fra tosto alla prima che alla seconda metà, sono da ascrivere i
due donne, una delle quali gli raccomanda una giovinetta nostri due sarcofagi.
che egli guarda amorosamente; a sinistra Daniele orante
fra due leoni, a destra Adamo ed Eva col serpente attorti-
4. - Sarcofago di Tipasa.
gliato all'albero, il «draco» per eccellenza. La maniera di
rappresentare Daniele vestito ;' tradisce qualche influsso Secondo l'apostolo, ri leone non ruggisce soltanto, esso
orientale, ma il contenuto delle scene non differisce punto cerca delle vittime per divorarle: « quaerens quem devo-
da quello romano. La scena della raccomandazione in ispecie ret ». Anche questa parte del simbolismo trovò una espres-
rammenta quella del sarcofago del Museo di Arles, sul quale sione assai semplice e chiara. Un sarcofago quasi intiero,
due defunti, un paenulalus e una donna in abito matronale, scavato e conservato « dans le jardin de M. Trémaux à Ti-

' I Pelr., 5, 8 seg. % Cristo, nella guarigione dell'osa di Lazzaro


' H. USBNER, De Ilìttdis cannine ijuudam Shucaka (k Programma della rta i perones, invece dei sandali. 1
Università di Bonn », 1875), 38 seg.; V. Schultze, Archaeologie d. christl. >. 21.
Kunsl, 253. * Fotografìa Al [nari 2413.
3 Ps, 7, z seg. e Ps. 21, zz, 1 Un simile sarcofago a forma di
' Le Blant, Gautt, tav. XXVi, 1, p. 98 seg. 0 dal GABRUCCI, lue. cil.,
Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pastore Sui rilievi

pasa (département d'Alger) » ', mostra in ciascun angolo un


6. - Frammenti d'un sarcofago del cimitero di Ponziano.
leone, visibile in tutta la lunghezza, avente fra le zampe uno
stambecco in cui affonda i denti, dandogli il morso letale alla L'idea della impotenza del diavolo di fronte all'anima del
testa munita di due corna lunghe e torte (lav. LXVII, 5). defunto o defunta, in salvo sulle spalle del Buon Pastore,
Il gruppo a destra è inferissimo, quello a sinistra un po' trovò finalmente una espressione molto artistica e ingegnosa
danneggiato da coloro che a colpi di mazza aprirono il sulla faccia spezzata d'un piccolo sarcofago (0,48x1,55),
sarcofago, supponendovi tesori. I leoni sono legati con cigne, proveniente dal cimitero di Ponziano e acquistato dal Museo
riunite sul dorso dietro la chioma, particolare curioso desunto delle Terme. La diamo a tav. LXVII, 4, coi nostri supple-
da! circo, e che qui, se non è puramente decorativo, potrebbe menti, che sono sicuri mercè le leggi della simmetria.
forse alludere all'impotenza dei leoni di nuocere all'anima Nel centro la figura della defunta, una giovinetta di circa
del defunto portata sulle spalle dal Buon Pastore. L'aggiu- dodici anni, vestita di tunica e palla e col capo scoperto,
stamento delle cigne si distingue bene sul sarcofago de! stringe nella sinistra un rotolo chiuso, facendo con la destra
chiostro di S. Paolo (tav. Ili, 2). il solito gesto di parlare. L'attitudine ne è tranquillissima,
Il Buon Pastore cammina nel centro, dove convergono le perchè l'anima sua è portata al paradiso dal Buon Pastore,
stogili, fra due pecore che lo guardano; egli è un bel cam- il quale per ragione di simmetria è rappresentato a ciascun
pione del tipo antico. A causa delle strigili, mancano gli angolo. Essendo già in salvo, non tiene conto affatto dei leoni
alberi (prima metà del secolo in). feroci, che da ambedue i lati si slancerebbero ruggendo,
su di lei, se non venissero legati con festoni e cigne e in tal
- Frammento d'un sarcofago di Porto. guisa ridotti all'impotenza. Codesto ufficio non è affidato
5-
a uomini del circo, ai bestiarii, bensì a putti alati, conforme
Del sarcofago a cinque scompartimenti, di Porto, ora al genio dell'arte classica. Ciò fa venire in mente la famosa
nel cortile dell'Episcopio, non rimane che la metà inferiore, immagine musiva del Museo dei Conservatori, di conte-
da me completata secondo originali intieri {tav. LXVII, 3). nuto piuttosto umoristicos ; nel primo piano è un im-
Il campo centrale, inquadrato da due pilastri, contiene il menso boccale, anzi un cratere rovesciato, poi un leone con
Buon Pastore, fra un albero e due pecore, l'una delle quali la coda fra le gambe e tutto impaurito, perchè avvinto da tre
lo guarda, l'altra mangia l'erba. I leoni, rappresentati di putti alati (amorini); nel fondo si vede Ercole, vestito da
faccia, tenevano fra le zampe davanti stambecchi; accanto a donna e intento a filare, dunque in un'attitudine poco eroica;
ciascuno una pianta, simile ad una canna (in secolo). egli si riconosce soltanto alla mazza accanto e al cratere,
Pare che il simbolismo dei leoni ruggenti o divoranti sia allusione, questa, alle prodezze bacchiche dell'eroe3. II
stato molto diffuso, come provano i numerosi frammenti, mosaico è importante per il nostro scopo, inquantochè
sparsi un po' dappertutto. Ne ho notati nei cimiteri di Domi- prova essere anche ivi il leone d'un significato simbolico,
tilla, Callisto e Priscilla, a S. Sebastiano, S. Paolo, S. Lorenzo, sebbene del tutto differente.
S. Agnese, nelle ville e nei cortili ornati di avanzi di sculture Abbiamo dinanzi una delle sculture più graziose che ci
antiche. È vero che i più antichi sarcofagi, cioè quelli della siano pervenute. La composizione è motto animata. I putti
fine del 1 e del principio del n secolo, provengono da offi- disimpegnano il loro ufficio con grande naturalezza. Se le
cine pagane. E se i frammenti sono cristiani, il supplemento tre figure principali sono un po' tozze, il disegno è dap-
non ne è sempre sicuro. Così, p. e., il sarcofago conser- pertutto molto corretto. Siccome anche il tipo del Buon
vato nell'atrio della basilica di S. Petronilla ha agli angoli Pastore è quello antico, possiamo ascrivere la scultura alla
leoni che divorano cerve, e nella mandorla l'immagine d'una metà incirca del secolo ni, epoca alla quale s'addice pure
orante velata, nel noto significato; similmente su! sarcofago l'acconciatura dei capelli della defunta.
di S. Paolo, ai leoni che divorano cervi corrisponde il busto I due leoni legati con ghirlande di fiori ricordano le due
del defunto con la catechesi effigiata nello spazio sotto il teste di leoni ruggenti del grande sarcofago che era collocato
clipem. nella cripta dei Ss. Quattro Coronati. Rotto in pezzi pro-
E al Buon Pastore della mandorla sul sarcofago Corsini babilmente da coloro che levarono le reliquie dei santi, esso
(tav. LXIX, 3) non corrispondono agli angoli leoni, bensì venne ricomposto col suo coperchio e rimesso nella sua nic-
scene della vita reale dei due defunti che erano deposti nel chia primitiva, dove nella lunetta è dipinto il paralitico col
sarcofago. Ma un frammento del chiostro di S. Lorenzo con grabatum sulle spalle *. I due leoni hanno ciascuno davanti
la figura del Buon Pastore in un campo così caratteristico di un vaso ripieno di fiori, pasto insolito per tali fiere, ma che
strigili come quello del sarcofago di Tipasa, domanda, direi, basta a tenerle occupate, nel mentre il Buon Pastore, rappre-
quasi necessariamente una ricostruzione identica, cioè leoni sentato nella mandorla fra le strigili, porta in salvo la pecora
ruggenti o divoranti ai due angoli {tav. LXVIII, 7). sulle spalle, oggi appena riconoscibile, come anche il resto.

' A. Papier, Elude retrospettive des detix sarcophages romains in Bulletta 1 1 Herculem fictores vetcres e 1 poetilo fecerunt, quia bibas <
de l'Acadèmie d'Hipfone, Bone, 1S96, lav. I!l (a rovescio!). La nostra foto- ; Macromo (5 Sai.,
grafìa la dobbiamo a Enrico Josi. Vedi R. Kanzler, Relazione degli scavi eseguiti nel cimitero dei Santi
1 Alinari, 27.187. Il mosaico è molto restauralo, ma in sostanza antico. Mara-limo e Pietro, in N. Bullett., 1914, tav. XII, p. 71 seg.
■ // Buon Pastore con la pecora sulle spalle incontro al ■■ leo rugtetts - e al di-aro devo

Simile nesso d'idee sembra rivelarsi in un frammento di scene col principe degli apostoli. Vagliata però dal punto di
sarcofago rinvenuto nel cimitero di Callisto, sul quale un vista artistico, la replica non è inferiore al suo modello; anzi
leone adorno di cigne è condannato a mangiare erba in un lo vince per la semplice e simmetrica disposizione dei sog-
vaso ansato, come quello di cui parla il profeta (Is., 65, 25) ', getti: è un paesaggio marittimo, rappresentante un piccolo
tratto di mare, sulla riva del quale riposa Giona, siede il
pescatore e camminano i due pastori con il loro prezioso
7. - Sarcofago del Museo di Ny Carlsberg.
fardello sulle spalle. Una tale opera può datarsi incirca dalla
Nell'iscrizione del poliandro riprodotta disopra (fig. 28) metà del secolo m. È perciò una delle prime volte che si
il pistrice rigetta Giona ai piedi del Buon Pastore. Lo stesso mostri il Buon Pastore con le quattro zampe riunite in una
vediamo sopra un grazioso sarcofago di bambino, trovato a mano e col pedum come semplice attributo nell'altra.
Roma e di conservazione ottima, il quale venne acquistato
per il Museo di Ny Carlsberg (lav. LIX, 2). La fronte
§ IV, - Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle
mostra una copia, in parte molto ridotta e semplificata, di
e immagini di defunti.
quella del sarcofago lateranensc 119: agli angoli il Buon
Pastore, per ragione di simmetria raddoppiato, le tre scene Il sarcofago di Ponziano con l'immagine della defunta
di Giona e il pescatore in atto di trarre fuori dall'acqua il ci serve di passaggio al gruppo comprendente le rappresen-
pesce preso all'amo, però non in piedi, bensì seduto accanto tazioni del Buon Pastore con la pecora sulle spalle e dei
alla casa rustica, che sulla fronte 119 serve di stalla alle defunti che, invece di pregare, stringono di solito con la
pecore custodite da un pastore. sinistra il rotolo e con la destra fanno il gesto oratorio.
Nelle tre scene di Giona, fedelmente copiate dal modello, I defunti sono di ogni sesso ed età: si vedono uomini,
sorprende il posto dominante del pistrice. L'artista volle, donne velate e con capo scoperto, giovanetti e giovinette.
così sembra, mettere in rilievo il « draco devorans » della Come mai possono avere tutti un rotolo per attributo?
preghiera. Per ragione di simmetria egli raddoppiò anche Il rotolo si trova, non occorre dirlo, anche nell'arte
la personificazione del vento, che soffia in una conca marina, classica; ne abbiamo già incontrato qualche esempio. È questa
tenendosi con una mano l'occipite, per avere più forza una ragione di presumere che gli artisti cristiani Io copias-
nel suonare. sero sulle sculture funerarie servilmente, senza annettervi
Il Buon Pastore, vestito della tunica manicata e di scarpe idea di sorta? La risposta, secondo noi, non può essere
alte, è assai giovane, specie quello a sinistra; con una mano che negativa. Il rotolo nelle mani di defunti deve avere, se
stringe le quattro zampe dell'ariete, con l'altra impugna il non sempre, almeno di regola, qualche significato, e questo
bastone ricurvo. Ai suoi piedi sta un ariete accovacciato, ci sembra rivelarsi quando riflettiamo che ì defunti sono
con il muso rivolto in su. stati battezzati, che per conseguenza tutti furono istruiti
Avendo l'artista copiato le scene dì Giona, il pescatore netta dottrina cristiana, che tutti hanno ricevuto dal Signore
e la casa rustica, possiamo ragionevolmente supporre che la legge, per dirla con le parole dell'iscrizione di Valerio
abbia tratto dal medesimo modello anche la figura del Buon Severo sulla celebre lucerna di bronzo. Ora i numerosi esempi
Pastore. E vero che questo non esiste sulla fronte 119; ivi della traditio legis al principe degli apostoli ci fanno vedere
si vede invece il pastore che guarda il gregge. Lungi dal con- che il segno della lex è il rotolo. Perciò inclinerei a prenderlo,
traddire la nostra supposizione, questo pastore la favorisce, sui monumenti accennati, per l'attributo della lex, della
inquantochè pur egli richiede i! Buon Pastore, a giudicare dottrina cristiana professata dal defunto.
dai numerosi esempi che offrono ambedue le figure. Il A questo proposito non sarà inutile richiamare l'atten-
Buon Pastore stava, a mio avviso, sopra uno dei lati zione degli archeologi su una pittura di Doura-Oropos in
piccoli, barbaramente tagliati per poter servirsi, con più Sìria, sulla quale gli ufficiali assistono al sacrificio tutti con
comodo, della parte principale della fronte. Ora, sulla un rotolo chiuso nella sinistra. Questo conteneva la forinola
testata sinistra sono rimasti alcuni rami d'un ulivo, i quali che accompagnava il sacrificio ; essendo però semplice
convengono tanto bene all'immagine d'un Buon Pastore attributo, gli ufficiali Io tengono arrotolato !.
quanto a quella di un'orante. Siccome ambedue le figure com- Nelle nostre tavole riproduciamo sette esempi, cinque
pletano benissimo il ciclo, è probabile che fossero rappre- sarcofagi e due coperchi, tutti con qualche particolare
sentati sui due fianchi. degno di essere rilevato.
Il bambino {o bambina) deposto nel sarcofaghetto era,
nell'intenzione dell'artista, un battezzato, perciò il ■ draco
1. - Frammenti di coperchio nel cimitero di Pretestato.
devorans » non gli ha potuto nuocere, il Buon Pastore por-
tandone l'anima al paradiso: questo il contenuto delle scul- Con i frammenti scavati di recente nel cimitero di Prete-
ture della replica. Quelle del modello sono, come vedremo, stato, potei ricomporre gran parte d'un coperchio riprodotto
molto più ricche e pregevoli, sopra tutto a causa delle due a tav. LXVIII, 3.

1 11 frammento e riprodotto ;illa fine di questo libro. la République franfaiie en Syrie et au Libai, ecc., voi. IX,
* Franz Cumont, Fouille; de Doura-Buropos (1922-11123) in Haut-Com- XLIX e L, p. 93.
- Rappresentazioni del Buon Pastore sui rilievi

II Buon Pastore, del tipo antico, porta un ariete e ne ha Per l'età siamo ancora lontani dal tempo in cui si darà il
un altro ai piedi. Accanto, il busto d'un uomo vestito di nimbo a Cristo. L'iscrizione è incisa in lettere, se non ele-
tunica e pallio. La sua testa rivolta quasi di profilo ricorda ganti, di certo regolari, del « tipo priscilliano », che accen-
un po' quella dell'imperatore Valeriano sulle monete: con nano la prima metà del secolo ni. II nimbo dato a Valeria
faccia piena e senza barba, con capelli corti e tirati sul Domestica rimase unico in tutta la scultura funeraria.
davanti, manifestamente un ritratto. Il busto ha come fondo Essendo in un rilievo molto piatto, nella penombra del sot-
una tenda sostenuta da due genii della morte con face terraneo non si distingue tanto chiaramente, come sulla
accesa. Segue un giovane in tunica altocinta, penula riget- nostra tav. LVII, i. Questa dev'essere la ragione perchè un
tata in gran parte sul dorso, e scarpe; egli tiene un cesto monumento così eccezionale ha potuto sfuggire alle ricerche
pieno di frutta, e ne ha un altro simile fra le gambe. Sotto dei dotti. Io me ne accorsi solo quando cominciai a dedicarmi
il cesto alzato apparisce Io svolazzo del giovane precedente: allo studio delle sculture.
come prova un sarcofago della stessa officina, che dalla cripta L'immagine clipeata è in una cornice quadrangolare.
della Passione venne trasportato al Museo lateranense ', Nei quattro piccoli interstizi sono fiori: rose selvatiche
questi giovani sono geni delle stagioni, geni un po' strani nei superiori, gigli negli inferiori. Il campo dell'iscrizione,
a causa delle ali che portano, malgrado il loro vestito. Più che serve di base alla immagine, sta con essa in giusta pro-
tardi troveremo geni delle quattro stagioni similmente vestiti porzione, mentre le scanalature bacccllate dei due campi
attorno a Pietro pastore, ma senz'ali. vicini sono troppo larghe.
Il lavoro ottimo e molto accurato conviene alla prima Quanto ai soggetti dei due campi angolari, è difficile
metà del secolo III. pronunciarsi con qualche sicurezza; ma il sarcofaghetto
della piccola Optata (tav. L1X, 4) ci fa supporre che in un
2. - Frammento di coperchio nei magazzini vaticani.
angolo fosse la figura orante della defunta, nell'altro il Buon
Immagine clipeata d'un giovinetto, da me trovata in Pastore.
uno dei magazzini vaticani, e ancora inedita (tav. LVII, 3).
Il defunto veste semplice tunica; la sua veste offre tratti 3. - Frammento di sarcofago nella basilica di S. Cecilia.
individuali, non belli; i capelli sono corti e tirati sulla fronte.
Il frammento proviene da un sarcofago a cinque scompar-
Il tondo della immagine sta in una cornice quadrangolare,
timenti, per adulto, e fu pubblicato con una riproduzione foto-
come in altri casi. Nei quattro interstìzi erano colombe - due
grafica quale avanzo del sarcofago « che si ritiene abbia per
volanti in alto, - le quali, non potendosi ripetere in basso,
primo contenuto il corpo di s. Cecilia « '''. È molto bello,
saranno state ivi cambiate in colombe col ramoscello d'ulivo
ma non anteriore alla prima metà del secolo III. Il Buon
negli artigli. Il Buon Pastore camminava fra due pecore,
Pastore, del tipo antico, camminava fra due pecore e due
come prova la testa di quella a destra, sola conservata (prima
alberi; la parte superiore ne è distrutta. Nei campi angolari
metà del secolo ni).
stavano due figure femminili, probabilmente matrone, come
A proposito del frammento vaticano, sarà di qualche uti-
mostra il poco che è rimasto a sinistra. I due campi inter-
lità far conoscere la scultura del centro d'un piccolo sarco-
medi sono scanalati e baccellati e danno una bella cornice
fago a cinque scompartimenti, scoperto già al tempo del
alla immagine del Buon Pastore (tav. LXXI, 1).
de Rossi nel primo piano del cimitero di Priscilla: vi è l'im-
magine clipeata apparentemente d'una giovanetta, con fac-
4. - Sarcofago nel Commercio.
cia piena e con capelli corti e tirati sulla fronte. Il suo abito
troppo vasto e, per alcune pieghe, un po' ambiguo non è che Quando lo feci fotografare, il sarcofago stava nel cortile
una semplice tunica manicata {tav. LVII, 1). del palazzo Lante ed era proprietà dell'antiquario Giomini.
Nel campo che serve di base alla immagine è incisa Come i tre che seguiranno, è a cinque scompartimenti, ma
l'iscrizione, la quale c'insegna che il sarcofaghetto fu posto se ne distingue per i due campi decorativi, i quali offrendo,
dalla madre ad una figliola, Valeria Domestica di anni 2, mesi ìn luogo di strigili o scanalature, un incavo grezzo, dovettero
5 e giorni 19. II busto rappresenta quindi una bambina, essere riempiti di qualche massa, probabilmente di stucco,
malgrado i capelli corti '. Ma la sua importanza consiste e dipinti {tav. LVI, 3) \
nel nimbo che l'artista aggiunse in rilievo, dunque con inten- I tre campi con figure sono ultimati, tranne il viso della
zione manifesta di distinguere la bambina dai semplici defunti, defunta, che è soltanto abbozzato. Agli angoli il Buon Pa-
che non hanno mai il nimbo. Il motivo che a ciò lo spinse store giovane e del tipo antico, quanto all'attitudine di por-
non si può indovinare con qualche probabilità, trattandosi tare la pecora; quello a sinistra ha una tunica manicata e la
d'un caso isolato; forse pensò alla beatitudine raggiunta pera, l'altro l'esomide. Ambedue camminano fra due pecore e
dalla piccola, morta fidelis, come sembra indicare il volume due alberi. Nel campo di mezzo sta la defunta, davanti a una
nella sinistra. tenda disposta con arte. È una non maritata, vestita di stola

1 Marucciii, l.atcriiiiv, tav. IV, 4. ■roftigi </i-i SS. Martiri, in Cosmos Ciilhnlici
* Capelli cosi cotti ha anche la piccola Asia Aeìimiti sopra un coperchio Roma, 1902, p. 667. il mi :iri ■■ sarebbero: Cetili;!, Valeriano, Tibuivi
di sarcofago ilei Mosco di Arlcs. Vedi Wiii'fcKI, l)t:r S<itlu>plingiJi-fì:rl <ler Massimo, Lucio ed Urbano.
Hydria Terlulla, in Mm. Quarlahdir., 1924, tav. I, p. 5-9. ' Ornali simili eseguiti in :
§ IV. - 11 Buon Pastore con la pecora sulle spalle e immagini di defunti

scendente fino a terra e di palla che involge la persona, d'un sarcofago pagano, deposto nella cripta del duomo
lasciando scoperta la testa. L'acconciatura dei capelli accenna di*Porto Torres in Sardegna2. Il suo volto, l'unico ben
alla metà incirca del secolo III. Con la sinistra stringe, ecce- conservato, offre tratti individuali d'un ritratto. Essa è
zionalmente, un volume mezzo aperto, come se recitasse; senza dubbio la moglie dell'uomo seduto incontro. L'ag-
con la destra fa il gesto oratorio. Ai piedi, una colomba ed giustamento dei capelli conviene alla seconda metà del
un fascio di volumi. secolo III.
Le tre donzelle in piedi, che circondano la donna se-
duta, non rappresentano persone reali, come finora si è cre-
5. - Sarcofago Corsini.
duto, bensì Muse3, le quali, tanto per l'acconciatura che
II sarcofago Corsini fu scavato l'anno 1732 nel « cimitero per gli abiti, rassomigliano assai a quelle dei "sarcofagi di
di S. Urbano ». Aveva ancora il suo coperchio ed era d'una Muse » riuniti nell'articolo Musen del dizionario del Roscher*.
conservazione perfetta, con molte tracce di colori e d'oro. La prima, con quell'ornato convenzionale al cingolo, ha
Venne trasportato alla Villa Corsini fuori porta S. Pan- posta la mano sulla spalla della donna seduta, quasi per
crazio e poi al palazzo Corsini, dove ora si conserva, però comunicarle la sua virtù ;', cioè di suonar bene sulla lira.
in uno stato deplorevole e senza il coperchio, che non si Per la stessa ragione la terza Musa tiene la sinistra appog-
trova più. È un giata alla cassa della
sarcofago a cinque lira, facendo con, la
scompartimenti, ma destra alzata il gesto
con una variante di parlare, eviden-
notevole, che ritorna temente per inse-
anche su altri sar- gnarle la musica.
cofagi {tao. I.XIX, Della Musa inter-
3); il campo di mezzo Fig 42 media si vedono sol-
si riduce alla piccola tanto poche pieghe
mandorla formata dall'avvicinamento delle strigili. In tal dell'abito, il colto e Ì contorni della testa. Essa non ser-
modo si potè dare una maggiore estensione ai due campi viva, del resto, che a riempire il vuoto. Accanto al sussellio
angolari. due fanciulli nudi si abbracciano, invasi forse dalla gioia
Nella mandorla si scorge la figura del Buon Pastore, di sentir suonare la lira.
con una pecora sulle spalle e due ai piedi, delle quali l'una Lo scopo dei due gruppi dei defunti, deposti nel sarco-
pascola, l'altra sta col muso rivolto in su. Il gruppo è fago, Io ha bene definito il Garrucci: «... la composizione
collocato sopra un capitello, idea barocca, che trovò un principale... è presa dalla vita civile ed esprime una coppia
imitatore incosciente ancora ai nostri giorni. di sposi nell'esercizio degli studi propri delle nobili case di
All'angolo destro un uomo, seduto su una sella castrense allora, la filosofia, l'oratoria, la poesia e la musica »'".
a zampe dì leone, teneva la destra alzata nel gesto oratorio, Del coperchio non sì sa che fine abbia fatto; Io riprodu-
stringendo con la sinistra un volume mezzo aperto. Egli veste ciamo secondo la copia del Garrucci (fig. 42). Nel centro è
l'abito senatoriale, di cui la toga mostra la contabulatio sol- la tabella dell'iscrizione, vuota, perchè una volta dipinta e
tanto nella parte che traversa il petto; indizio questo, che oggi scomparsa: era in lettere d'oro, come nota il Lupi, teste
il sarcofago è precostantiniano. A tale epoca accennava anche oculare'. Nelle scene dì circo che si scorgono nel piccolo
la sua barba ', come pure quella dei tre compagni, ugualmente spazio sotto la tabella, ìl medesimo dotto vede un indizio
vestiti, che Io ascoltano in piedi. Tutti i visi sono distrutti della dignità consolare del defunto deposto nel sarcofago:
o danneggiati. ■■Ad Consules namque pertinuit, cursus equorum et quadri-
Ciò vale anche per la testa del Buon Pastore e di due garum, atque alia huiusmodi spectacula Circensia dare ».
delle quattro figure femminili rappresentate nel campo del- Una conferma della sua opinione gli è l'oro trovato nel
l'angolo sinistro. Ivi sì presenta una donna di circa trenta sarcofago: « Consule item dignae sunt aureae illae antiquis-
anni, vestita di tunica senza maniche, che lascia visibile la simi indumenti reliqtiiae, ossibus superiniectae, quas in sar-
spalla destra, e della palla che involge le gambe, la vita e la cophago inventas narrave-re Fossores »s. La più gran parte
spalla sinistra. Siede su un sussellio e con una mano tiene del coperchio è occupata da scene di vendemmia, che si
la lyra posata sulla gamba, con l'altra il plettro. È una presenteranno meglio su sculture originali. Agli angoli le
figura tipica, che ritorna, p. e., tal quale nell'angolo sinistro teste del Sole coi raggi e della Luna col crescente.

1 La copia del Garrucci, tav. 296, 4, è in ciò inesatta; essa dipende dalla ' W. H. Roscher, Ausfiihrikhes Lexikon der grìecliischen und rSm
copia che ne pubblicò il Bottari (Roma soli., I, p. 122). Mytfiologie, Leipzig. 1912, II, 3269 segg-
: Vedi anche Amelunc, Die Skulptwtn des yatik. Museums, I, tav. 50, * Un gesto simile incontreremo in alcune rappresentazioni del bau
248, p. 478. del centurione Cornelio.
1 Sul sarcofago di Porto Torres la defunta siede fra due Muse in piedi * Garrucci, tav. 296, 4, p. 7.
ambedue con un rotolo chiuso nella sinistra; l'una le parla, facendo colla 7 Epitaph. Severae m., 58.
destra alzata il gesto oratorio.
Capo III. - Rappresentazioni del lìuaii Pattare sai rilievi

Il busto del defunto è fiancheggiato da due genii alati


6. - Sarcofago di Castellammare di Stabia.
col diadema nei capelli lunghi e ricciuti, e vestiti d'una
Il sarcofago offre la stessa disposizione di quello descritto clamide ridotta a striscia, la quale, fermata con una fibbia
sotto ìt n. 4 (tav. LXIX, i). La defunta, effigiata nel campo rotonda sul petto, fa uno svolazzo sul davanti, coprendo la
centrale, è anche qui una non maritata, la quale però s'è vita. Le mani sono distrutte; perciò non si sa cosa abbiano
fatta rappresentare, accanto, la sua ancella con un cofa- tenuto. Vengono appresso, da ambedue i lati, le personifi-
netto nelle mani, contenente forse i gioielli. Conforme al cazioni delle Stagioni, che accompagnano il Buon Pastore
suo stato, l'ancella veste la sola tunica talare e guarda la collocato fra due pecore ed accanto alla figura dell'inverno,
padrona, attenta agli ordini. Il Buon Pastore è rappresentato l'unica riconoscìbile al noto abito bizzarro ed alle anitre
nei due angoli. A parte l'età differente dei visi, ambedue le che porta nella sinistra. Gli attributi delle altre figure sono
figure sono del tipo tardo e identiche: con una mano stringono distrutti colle mani o colle braccia. Per ragione di simme-
le quattro zampe della pecora, con l'altra la brocca, alludente tria l'artista aggiunse una quinta figura, dandole il diadema
al rejrigerium. Ai piedi sta un cane seduto sulle zampe di per distinguerla dalle altre quattro. Ad eccezione dell'in-
dietro e col muso rivolto ih su verso il padrone. Questo verno, tutte portano la clamide, ora affibbiata sulla spalla
gruppo l'abbiamo già incontrato sul sarcofago di S. Felice destra, ora tirata colla fibbia sul petto. Delle figurine messe
di Gerona e sopra uno di Pisa, segno manifesto che tutti nel fondo si riconosce ancora un putto che cavalca un cane,
furono eseguiti secondo gli stessi modelli. II nostro sarcofago a sinistra del genio alato, un coniglio che mangia uva, a
tradisce uno scultore provinciale, forse della fine del secolo in. destra del secondo genio alato, un putto salito su un albero
per potarlo e un secondo cane fra le due ultime figure.
Il Buon Pastore è in tutto del tipo tardo. Con la sini-
7. - Sarcofago di Ampurias.
stra stringe le quattro zampe della pecora; la destra è
Come notammo, il Buon Pastore prende la pecora dal distrutta. L'artista gli oppose Endimione, il pastore pagano
gregge che pasce per i campi. S'imponeva pertanto l'idea kot " è£ùxì\v \ il quale riceve, comodamente dormendo, la
di riunire la sua immagine con quelle affini delle quattro sta- visita di Selene. Così la presenza dell'uno spiega quella
gioni, composta di elementi della vita agricola. Ciò non ostante degli altri. Selene l'abbiamo già incontrata e l'incontreremo
sono rari i rilievi che mostrano tale riunione. Uno appar- ancora, ma come personificazione della Luna, insieme con
tenente al secolo in fu illustrato di sopra (tav. LXVIII, 2). quella del Sole. La sua visita è un'eccezione unica; eviden-
Un altro venne scoperto l'anno 1846 in Ampurias, frantu- temente non può averla ordinata che un cristiano « à gros
mato e ricomposto; ora si conserva nel Museo di Gerona grain ».
(tav. LXIX, «)'. Sul coperchio vediamo, nel centro la tabella dell'iscri-
Il suo stato è in parte buono, in parte pessimo, a causa zione sostenuta da due putti alati e vuota, nella metà sini-
delle numerose rotture; mancano teste, braccia ed altri par- stra la vendemmia, nella destra la raccolta delle olive, dun-
ticolari, specialmente delle figure piccole, sparse fra quelle que l'autunno e l'inverno. La vendemmia è fatta da giovani
piò grandi. Meglio conservate sono le sculture del coper- nudi, che colgono i grappoli dentro cestì e li versano nella
chio, che per il contenuto s'accordano con le sculture del- tinozza in cui due giovani pigiano l'uva, tenendosi per una
l'arca. mano e stringendo nell'altra il bastone ricurvo. I giovani
Sulla fronte primeggia il busto del defunto, dentro una che fanno la raccolta delle olive vestono invece la tunica
conchiglia, che occupa più della metà dello spazio centrale. cinta, una pellegrina col cappuccio e scarpe; due hanno il
La testa è rifinita, ma danneggiata al naso, bocca e mento. cappuccio tirato sulla testa. Nell'angolo destro due girano
Rappresenta un giovane imberbe, in tunica e pallio e col il molino, per fare l'olio.
gesto consecrato. La scena che riempie il piccolo spazio, Secondo lo stile delle sculture ancora buono, l'epoca del
fino ad oggi non spiegata dagli archeologi, è unica in tutta sarcofago può fissarsi « en los ùltimos anos del siglo ni ó
l'arte cristiana antica: Selene, scesa dalla biga, fa una visita comìenzos del iv»3.
a Endimione dormente, sdraiato sulla terra e col bastone
ricurvo nella destra; fra ambedue un putto molto dan-
8.-Sarcofago lateranense 163.
neggiato, che porta sulle spalle una pecora, distrutta nella
parte anteriore, probabilmente un agnello, per mostrarlo a Il Bosio pubblicò un sarcofago a cinque scompartimenti,
Endimione. Questi ha il solo manto che gli copre le spalle, «trovato nella Via Appia, vicino alla chiesa di S. Seba-
lasciando nudo tutto il resto del corpo; solo il pedum lo qua- stiano » ', cioè presso la basilica apostolorum, i due campi
lifica come pastore. Dietro la sua testa un vaso col fuoco, angolari del quale dovettero essere meno ben conservati
come su un affresco del cimitero di Domitilla, rappresen- di quello centrale, a giudicare dalla sua copia (fig. 43)'
tante il Buon Pastore fra le personificazioni delle quattro ivi il Buon Pastore, identico nei due campi, cammina fra
stagioni, presso la figura dell'inverno. pecore sedute, come i cani, sulle zampe posteriori, e un'altra

1 D. JoAQUiN Uotet v Sisó, Sarcofago! romano-trislianos, Barcelona, ' Su Silvano pastore vedi aopra
1895, tav. I, p. 32-38; José Ramon MÈLICA, La (scultura hispann-crisliana de ' José Ramon Méuda, loc. cit.
loi prìmeros siglo; de la era in Arie espaiiot anliguo, Madrid, 10,08, fig. I. ' Roma soli.. 291, 2.
// Buon Pastore con In pecora sulle spalle e immagini dì defunti

salita su una collina. II gruppo centrale, al contrario, non ha due indizi d'età differenti: il gruppo come tale accenna
mostra niente dì strano: la defunta, in abito matronale e col h> massima all'epoca della pace, mentre l'acconciatura dei
rotolo chiuso in entrambe le mani, è fiancheggiata da due capelli della defunta apparisce verso la metà del secolo in.
apostoli barbati, che parimente stringono un rotolo chiuso; Questo e del resto una prova della giustezza della copia.
essa i quindi già accolta nel consorzio dei santi.
Di questo sarcofago esiste nel Museo laterancnse (n. 163), Alcuni monumenti mostrano il Buon Pastore con la cop-
un rudero incredibilmente 'deformato (fig. 44). Mancano i pia coniugale dei due durissimi ord: in atto di darsi
due campi eolie la destra, con
■ Iuno pronuba »
nel fondo. A-
vendo la sposa
la mano sinistra
occupata coll'a-
piire il velo,sol-
tanto il marito
stringe nella si-
nistra il volume
chiuso.
hanno cambiato non solo la forma, ma finanche il posto.
Non stringono più con ambedue le mani le zampe delia 10. -Frammento d'un sarcofago
pecora, ma con una sola, e con l'altra portano, quello a nel Museo del Camposanto teutonico.
destra una secchia, quello a sinistra un bastone. Un cam-
biamento così radicale farebbe supporre che le due figure Il gruppo della dextraruni iunciio occupa il campo di
fossero prese da altri sarcofagi mutilati. mezzo; in quello a destra si è conservata la metà superiore
Il restauratore arricchì i due pastori cosi aggiustati di di un Buon Pastore del tipo tardo; con una mano tiene, in
due gruppi d'alberi intrecciati, dì sua invenzione ', che un modo impossibile, le quattro zampe dell'ariete, con l'altra
applicò anche ad al- ^^^^^^^^^^ la siringa {tav.LXX,
tre sculture, specie 3). Simile era il grup-
quando si trattava di po dell'angolo sini-
allungarle per esi- stro , come indica
genze museali1'. Su- quel poco che ne è
perfluo rilevare che rimasto; vi stava for-
nessuno degli ar- se Pietro pastore col-
cheologi si è accorto l'ariete sulle spalle.
della identità del sar- Il viso del Buon Pa-
cofago pubblicato dal store non offre niente
Bosio coli' informe di ideale; è invece
rudero lateranensc. Dalla forma della scena centrale pos- ordinario, come quello d'un contadino qualunque. Se ne
siamo datare il sarcofago dalla metà incirca del tv secolo. incontreranno altri esempi {prima metà del secolo iv).

9- - Frammento d'un sarcofago del cimitero vaticano. 11.- Frammento di sarcofago


nella chiesa di s. salvatore in vescovio.
D'un sarcofago parimente a cinque scompartimenti,
trovato nel cimitero vaticano, esistevano al tempo del Bosio Debbo la conoscenza e la fotografia di questo frammento
due terzi « nel cortile del Palazzo vecchio de' signori Mat- a Pompeo Sansaini, il quale me ne fece, tre anni addietro,
tei »3: il Buon Pastore accanto ad un albero nel campo a una gradita sorpresa. A giudicare dal taglio netto all'angolo
sinistra, e la defunta fra due santi in quello centrale. Il sinistro, il sarcofago constava di due pezzi. Essendo di un'al-
riscontro del Buon Pastore non esisteva più; era forse tezza non comune, Ì due sposi, nel campo centrale, sono molto
un'altra figura uguale, ovvero Pietro pastore. La defunta alti; il marito, s'intende, col rotolo. Fra ambedue le figure
stringe con la sinistra il rotolo, facendo con la destra il gesto emerge dal fondo " Giunone pronuba », che le riunisce,
parlatorio. Dei santi l'uno è barbato, l'altro imberbe; il mettendo loro, familiarmente come in altri casi, le mani
Buon Pastore porta l'alicula al disopra della tunica manicata, sulle spalle. In basso Imeneo, acefalo, s'appoggia sulla
ma l'attitudine è quella antica. Anche la scena del centro face rovesciata, come un genio della morte (tav. LXX, -■).

Nella edizione ufficiate il prof. MARCCCHI (tav. XXV!. ;. p. 20) dà per


h ì due alberi presso il pastore ;i destra e l'albero presso il pastore Rendiconti della Poni. Accad. 1 ,. di arduo!., 1924,170 segg., figg. i
e le patti di ricongiungimento dui tre pezzi». 1 Bosio, Roma soir., S3,
90 Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pastore sui rilievi

Nel campo a destra il Buon Pastore porta la pecora sulle una vite con grappoli d'uva e un olivo carico di frutta. La testa
spalle, stringendone con una mano le quattro zampe, con del Buon Pastore ha il volto giovanile, ma capelli molto
l'altra la siringa; veste la tunica manicata, le fasce crurali e corti. Degli apostoli, Pietro si trova a sinistra, Paolo a destra.
scarpe alte. Per dargli una giusta altezza, l'artista separò I loro tipi sono ì soliti. Paolo ha il naso rotto. Ambedue
in basso una piccola parte del campo stretto, e vi mise un stanno davanti ad acclamano l'anima beata di
pastore che munge una pecora accanto ad un albero. Di 0 deposto per primo nel sarcofago; ai piedi di cia-
contro era forse ripetuto un simile pastore e, in basso, scuno sta un fascio di volumi.
un altro accarezzante il cane. I campi delle strigili sono Una particolare attrattiva hanno le immagini che Settimia
divisi in due piani (fine del secolo iv). fece fare di se e del marito, e che sono ripetute due volte:
come semplici busti nelle due antefisse della faccia ante-
riore del coperchio, e sulla faccia posteriore del sarcofago
12. - Sarcofago di Flavio Giulio Catervio
stesso, come busti dentro un clipeo, nella scena matrimoniale
nella cattedrale di tolentino.
della « dextrarum iunctjo ». Questi ultimi ritratti sono più
Nel sarcofago di Tolentino possediamo, sotto ogni realìstici, con espressione dura; nel marito, quasi volgare,
riguardo, un cimelio di sommo pregio. Esso fu fatto per energica nella moglie; quelli delle antefisse sono un po'
commissione; è lavorato su tutti e quattro Ì lati, ha ancora ingentiliti. Evidentemente vi lavorarono diversi artisti. Si
il suo coperchio primitivo con niente meno che tre iscrizioni capisce che nella dextrarum iunctio » solo lo sposo ha il
importanti, e le sue sculture sono in gran parte integre. Lo rotolo, mentre nelle antefisse, dove figurano separatamente,
ordinò Settimla Severino, di stirpe senatoria, per sé e per il lo stringe anche la sposa.
marito dolcissimo Flavio Giulio Catervio, parimente di stirpe Catervio morì in età di anni cinquantasei e giorni dìe-
senatoria, e che fu prefetto del pretorio. Unitamente ad un ciotto, e si era ammogliato a trenta anni. A ciò corrispon-
mausoleo a tre absidi, esso fu eseguito in quarantatre giorni: dono i due ritratti: nelPantefissa, che lo mostra già morto,
SEPT1MIA ■ SEVERINA C ■ F * MARITO DVLCISSIMO AC ■ egli ha la barba, sebbene corta, e i tratti d'un uomo anziano,
SIBI SARCOFAGVM [ ET PANTEVM CVM TRICORO DISPO- ma non vecchio; nel momento di contrarre il matrimonio egli
SVIT | ET PERFECIT '. Una tale opera compiuta dentro è molto più giovane, ma di un'età che lo obbligava già a farsi
così breve spazio, suppone in Setiimìa una donna assai la barba, indicata dall'artista con un verismo sorprendente.
facoltosa ed energica. Di Settimia non sappiamo l'età, ne quando prese marito,
Sulle tavv. LXXII e XCIV, r, riproduciamo la fronte e la né quando morì. Nella scena dello sposalizio sembra avere
scultura centrale della faccia posteriore secondo le fotografie circa 25 anni, sull'altro ritratto, cioè quando mori Catervio
recentemente eseguite, con la solita maestria, dalla Ditta Ali- dopo 26 anni di matrimonio, una cinquantina, il che
nari. La tav. LXXIII contiene le sculture dei due fianchi che corrisponderebbe più o meno alla realtà.
per la ristrettezza dello spazio si rifiutarono finora a qua- L'abito di ambedue è quello dei personaggi chiarissimi.
lunque tentativo di fotografarli. Vista l'importanza eccezio- Catervio veste la tunica con maniche, la dalmatica e la toga
nale dei soggetti per il significato simbolico dei tre fanciulli contabulata; lei, la stola e la palla tirata sul capo; come orna-
diventati precursori dei Magi, non poteva io rinunciare alla mento essa porta una collana di due file di perle e pietre
riproduzione fotografica di essi. Che questa sia finalmente preziose.
riuscita, lo si deve al direttore del Gabinetto fotografico E interessante il vedere che Settimia, quando ordinò il
del Ministero delle Antichità e Belle Arti, comm. Carboni, sarcofago, escluse a bella posta « Giunone pronuba » dal suo
il quale vi si recò a bella posta, ed eseguì le fotografie col pri- sposalizio, introducendovi Nostro Signore: QVOS PAR1BVS
sma, ciascun lato in due pezzi, che furono riuniti dal mio MERlTiS 1VNXIT MATRIMONIO DVLCI | OMN1POTENS
pittore, prof. Bravi. Questi vi aggiunse, secondo un disegno DOMINVS, dice nella seconda iscrizione. Perciò al disopra
accurato, le partì del coperchio. Così le mìe tavole danno la dello sposalizio ha fatto effigiare la mano divina con la
prima riproduzione completa ed esatta di questo stupendo «corona vìtae, quam repromisit Deus diligentibus se»8, e,
monumento. accanto, due volte il monogramma costantiniano di Cristo
Sulla fronte del sarcofago, il Buon Pastore porta dal gregge, con le lettere apocalìttiche A e (0, per dirci di chi è la
ricordato nel cane, la pecora fra gli eletti, che qui sono i due mano che tiene la corona. Questa è d'alloro, con pietra
principi degli apostoli; egli veste l'esomide, fasce crurali e preziosa nel mezzo 3.
scarpe con la pelle rivoltata, come su altre sculture dei se- Tale concetto era espresso in maniera più esplicita nella
coli in e iv; con la destra stringe le zampe della pecora, nella scena di cui il celebre frammento di sarcofago della Villa Al-
sinistra, oggi distrutta, teneva il pedo di cui è rimasta la punta bani ci ha conservato un po' più della metà (tav. LXXIV, 3):
ricurva attaccata alla coda della pecora, omessa sulla copia ivi il Signore, vestito di tunica e pallio e sporgente da nu-
del Garrucci. Lo stesso modo d'impugnare il pedo ritorna vola un po' massicce, teneva pronte due corone al disopra
sulle tavv. LU, LIX, 3, CXVII, 4 e CXVIII ./. Nel fondo di due sposi in atto di darsi la destra sopra un libro aperto,

1 Garrucci, : ' Le parti in; Ì della fotografia completate dal r


* Iac, t, 12. 1 discernibili n iw. LXXIII; XL'lV, 1.
§ IV. - // Buon Pastore con la pecora su/le spalle e immagini di defunti

manifestamente Scritture sacre, portato.da un feggjo. Se la rizzarono un mandato i tre Augusti: Graziano, Valcntiniano
"scena non fosse alquanto più antica, si direbbe influenzata e Teodosio, l'anno 379 » '. Ad ogni modo le sculture, di stile
da s. Paolino dì Nola, il quale chiede espressamente agli duro, convengono alla fine del secolo IV, mentre il frammento
sposi di bandire dal loro sposalizio Giunone, Cupidinc e Albani pare di qualche decennio più antico.
Venere e di farsi unire dal sacerdote; invece della « Giunone
pronuba » deve assistere » Gesù pronubo >:
13. - Fronte di sarcofago lateranense 66.
. Absit ab liii thalamis vanì lascivia valgi.
Inno Cii/iido Vemis, nomimi tuxuriae. Le sculture della fronte di sarcofago lateranense 66, prese
Sancta sacerdoti! venerando pignora parto di solito per genuine dagli archeologi, sono in massima parte
Itmguntur: caeant pax pudor et pietas... nuove, offrendo una strana deformazione che il restauratore
Tali lege suis nubentibus adttat Ictus
fece nella fronte d'un sarcofago a cinque scompartimenti:
['minibus... » '
questo mostrava nel campo centrale, incorniciato dalle solite
11 frammento Albani soddisfa ai postulati del santo: vi è
strigili, i ritratti in una conchiglia, con una pìccola immagine
« Gesù pronubo », e nel leggìo col libro delle Sacre Scrit- pastorìzia di sotto, ed agli angoli il Buon Pastore con la
ture, cosi solennemente esposto, si dovrà vedere un mobile
pecora sulle spalle e un Pastore che pasce il gregge. Per
liturgico, per conseguenza un'allusione a quella chiesa dove stabilire, con ogni certezza, quale sia la parte antica, biso-
fu contratto il matrimonio. Citiamo ancora lo sposalizio nel
gnerebbe staccare la lastra dal muro. Ma fin da oggi pos-
sarcofago di Mantova, al quale assiste il notaio, effigiato nel siamo dire che dell'antico v'è ben poco. Così si spiegano
momento di registrare l'atto matrimoniale sui dittici. Come gli errori e le stranezze di cui rigurgita la scultura;'.
figura secondaria, il notaio è di statura molto piccola; perciò
non fu finora rettamente compreso s. La sposa veste tunica
talare con maniche strette e il velo nuziale, lo sposo una 14. -Tre frammenti della fronte di sarcofago a Dìjon.
lunga tunica manicata e, come manto, la penula. Nella nic-
chia a sinistra vedesi uno dei santi protettori; l'altra nicchia Di tre pezzi dì sarcofago con la figura, nelle Gallie estre-
è occupata da Mosc che riceve la legge {tav. LXXIV, 5). mamente rara, del Buon Pastore, E. Le Blant dà la seguente
Il frammento fu portato alla Villa Albani non « da Ostia », descrizione: 0 Trois fragments, de provenance inconnue,
ma da S. Sebastiano, dove gli scavi di cinque o sei anni ad- achetés par M. Baudot de Dijon chez un marbrier de Bourg.
dietro hanno ridato un meschino avanzo di una replica dello Ils faisaient sans doute partie d'un mème sarcophage, dont
sposalizio con « Gesù pronubo »: il frammentino conserva le centre était occupé par une imago cfypeata placée entre
una mano che stringe una corona! E non si può dire che deux rangées de strigìles, l'extrémité droite par une figure
completi in parte il nostro frammento, come invece uno du Bon Pasteur, et la gauche par un berger tenant lepedum h".
trovato l'anno passato (1927) ne completa un altro uscito di Noi riproduciamo soltanto le figure dei due campi angolari
11 circa tre secoli fa (tav. XVIII, 5); non gli appartiene, (tav. LXV, 2 e 3), essendo il busto mal ridotto. Sembra che
perche la mano è la sinistra, non la destra che manca. Il sia d'una giovanetta, la quale tiene la destra inerte nel seno
frammentino è di nuovo scomparso, essendo cosi minuscolo. della palla. Il Buon Pastore a sinistra è del tipo antico e
Per fortuna ne feci fare a tempo una fotografia che qui pub- cammina solo con la pecora sulle spalle. Solo è anche il
blico con la ricostruzione necessaria (tav. LXXIV, 2). « pastore a dì contro. Questa figura è per un pastore insolita,
Si vede dunque, quanta è l'importanza del frammento strana; non si sa che cosa stia facendo. D'altra parte non è
Albani . Sarebbe perciò desiderabile che dal luogo dove facile proporne un'interpretazione soddisfacente. Pensando
fin dal tempo di Clemente XI Albani (1700-1721) è esposto però a David, il quale nella lotta con Golia porta sempre il
alle intemperie, fosse tolto e riportato a S. Sebastiano, o bastone, gli ho aggiunto la fionda. Così era rappresentato,
messo in salvo in qualche museo. Nei due campi angolari, ma senza il pedo, sull'unico affresco, quello del cimitero
che non si sono conservati, stavano probabilmente due santi di Domitilla. David, vincitore di Golia, starebbe bene invero
protettori, come sui sarcofagi di Probo e dì Gorgonìo col Buon Pastore, in quanto che illustrerebbe il passo rela-
(tavv. XIV, 4, e XXXV, 4); o il Buon Pastore, come sui tivo della Commendatio anìmae, essendo il gigante figura del
due frammenti anonimi del Camposanto teutonico e di nemico infernale: « Libera, Domine, ammam eius, sicut
S. Salvatore in Vescovio (tav. LXX, 2 e 3). liberasti David de manu Goiiath ». Tuttavia la ricostru-
Essendo rarissimo il nome Catervius, è molto probabile zione non pretende che di far vedere come poteva essere la
che FI. Giul. Catervio sia « la medesima persona a cui indi- figura in origine (iv secolo).

e 151 seg.: Haktel, II, 238-243. mento: «Io ne riconobbi l'importanza ne! gennaio del 1882 e vi richiamai
' Gakkucci, ■ 3*». : 321. > 1 P- 39 wgg. l'attenzione del mio maestro Ci. lì. de Rossi ■■ (Lti scultura nuziale in Nuovo
* Il n d'aver riconosciuto l'importanza del frammento spetta al Bullett., 1902, p. 184).
fista Gius. Gatti, dì cara memoria.* Ku notata la sua impor- * Gàrrucci, loc. cit., p. 14.
tanza in una visita che feci alla villa suddetta insieme al comm. G. B. de 1 Su ciò si veda il mio articolo, AVA' Christian Stufature, ecc., in The
Rossi ed al prof. Giuseppe Gatti, il quale richiamò su quel marmo la nostra Art Bulletiu, New York. 1926, p. 97; Restauro di sculture antiche e antichità
:conta il prof. MardccHJ, // matrimonio, p. 9, nota 5. moderne in Rilista ili archeul. crisi., 1927, p. I7SCg.
11 più tardi Io stesso prof. Mantechi scrisse a proposito del frani- '' Caule, tav. I, 2, 3, 4, p, 4.
Capn III. - i\tippresenla:ioi/i del Buon l'astore sui rilievi

spazio al Buon Pastore. Questi è del tipo antico e porta


15. - Sarcofago dei. Museo capitolino. la pecora fra due altre che lo guardano e due alberi. I
Viene in ultimo un sarcofago alquanto enigmatico, che due campi ornamentali offrono scanalature bacccllate fino ad
dall'Orto Botanico, dove stava all'aperto, feci trasportare un terzo, il che mitiga un po' la disproporzione fra i due
al Museo capitolino (tav. X, 5). È molto mal ridotto. II geni colossali e il resto delie figure. « Le style, assez lourd,
primo guasto lo ebbe dai violatori di sepolcri, che distrus- indique le commenccment du quatrième siede p, scrive
sero gran parte della fronte. Quando oi venne adoperato René Grousset \ Sarà forse più prudente di non escludere
come truogolo per le bestie, la sua altezza fu diminuita di la fine incirca del secolo in.
circa venti centimetri. In seguito a questi atti barbarici le Il genio della morte esprime la rassegnazione alla neces-
figure dei due fianchi e quelle agli angoli della fronte, che sità di morire, cui è soggetta ogni creatura. È, in fondo,
erano rimaste più o meno intiere, perdettero la parte supe- quello stesso concetto che, in modo esclusivamente cristiano,
riore dalle spalle in su: a sinistra il Buon Pastore con la senza reminiscenze classiche, esprimono le immagini della
pecora sulle spalle, a destra il pescatore all'amo col pesce caduta dei protoparenti, una delle conseguenze principali
tratto dall'acqua; quello era in corrispondenza col pastore che della quale e appunto la morte. A tale proposito ci piace
guarda il gregge; questo col personaggio sacro, menzionato riprodurre il passo relativo d'una celebre iscrizione già una
di sopra (p. 17), al quale ha consegnato il pesce. volta (p. 82) da noi ricordata:
Della defunta, che nel centro della fronte stava fra due Dixil et hoc Pater omnipolens cimi pelkret Adam:
alberi, sì vedono soltanto le scarpe e parte della stola matro- De terra sianptus terrae traderis kumandus.
nale scendente fino a terra. Era fiancheggiata da due scene Sic nobis sita filìa est Agape Cìiristoque volente...
di banchetto e da due figure con scarpe che nell'arte clas- Così parlano i genitori dinanzi alla tomba della loro
sica portano per lo più Lari, personificazioni e divinità cam- figlia Agape, morta in età di ventisette anni.
pestri e in genere personaggi addetti alle occupazioni della Il genio della morte, preso tal quale dall'arte classica,
vita campestre, come, p. e., pastori. Mancandoci però, nel- appartiene a quelle figure che erano belle e pronte nelle
l'arte cristiana, rappresentazioni dì confronto, abbiamo rinun- officine, ed i cui modelli si ereditavano da padre a figlio;
ciato alla ricostruzione di queste due figure. Notiamo ancora esse si ripetevano per tutti i secoli e si ripetono ancora oggi.
che un sarcofago frammentario, trovato in Tunisia, offriva
un banchetto fra due figure di Buoni Pastori. Accanto al
§ VI. - Il Buon Pastore isolato.
primo sta una donna acefala, vestita di tunica talare cinta,
con un dittico nella sinistra e collo stilus (distrutto) nella Fu detto che il Buon Pastore « è la figura sepolcrale
destra portata al mento. Sulla tavola pubblicata ' manca il per eccellenza ». Perciò lo vediamo alle volte quale unico
Buon Pastore a destra (ni secolo). ornamento del sarcofago. Ai quattro esempi riprodotti
dal Garrucci", ne aggiungiamo quattro ancora inediti. Anche
in questa serie predomina il sistema a cinque scomparti-
§ V. - Sarcofagi col Buon Pastore
menti. Quello di mezzo è, naturalmente, riservato al Buon
e i genìi della morte.
Pastore. In tre casi sono pilastri o colonne nei campi ango-
Il Museo capitolino possiede un sarcofago d'una conser- lari. Quasi tutti appartengono al tempo precostantiniano; il
vazione perfetta, su cui il Buon Pastore, in tutto del tempo Buon Pastore 6 perciò sempre del tipo antico, quanto al
antico, è d'una grande bellezza (tav. LXXVI, 2)'. Egli porta modo di portare la pecora. Uno conserva ancora il suo
via un ariete da un gregge rappresentato da due pecore, coperchio primitivo, con decorazione semplice.
l'una delle quali io guarda, l'altra ha il muso abbassato verso
terra, cercando l'erba. Nel fondo due alberi. Agli angoli il 1. -Sarcofago di Livia Primitiva.
genio della morte con ghirlanda e face nella consueta atti- Nel Buon Pastore si concentrano tutte le speranze dei
tudine e collocato a modo di statua sopra un piedistallo. trapassati, tutte le preghiere dei superstiti. Questi concetti
Salvo piccole varianti, il genio della morte accompagna ha voluto esprimere l'artista del sarcofago dì Livia Primi-
così il Buon Pastore anche su due sarcofagi del camposanto lini, parte scolpito, parte inciso: egli fiancheggiò il Buon
di Pisa, uno dei quali, il meglio conservato, è riprodotto a Pastore con l'ancora, simbolo antichissimo della speranza,
tav. LXVIII, 6 3. Sopra il sarcofago che da molto tempo e col pesce, simbolo parimente antico del Cristo. La riunione
adorna il cortile del palazzo Farnese (tav. LXXl, 4) *, il dei due simboli con la figura del Buon Pastore equivale per-
Buon Pastore condivide il campo centrale con l'imagine tanto alle vetuste forinole SPES IN DEO, SPES IN CHRISTO,
clipeata contenente i busti dei due defunti, marito e moglie, SPES IN DEO CHRISTO (tav. LXXVI, i)\
nella consueta attitudine e con la testa soltanto abbozzata. Il Buon Pastore cammina a passo svelto, e porta la pecora
Il clipeo è eccezionalmente pìccolo per dare abbastanza in un'attitudine molto naturale, ma diversa dal solito tipo,

' Catalogne du Musi? Alaoui, Paris, 191:0, tav. XLVII, 1 Garrucci, tav, 403, I.
' Stuart Jones, A Catalogur oj the ancient sculpturcs p, 1 Loc. cit., p. 61, 43.
in/mi 1-olhvlhm "I Home, I, tav. tot, 3. ' Garrucci, tav. 295, 1; :
3 Garrucci, tav. 297, 1. ' Garrucci, tav. 296, 3.
■ VI. - // Buon l'astore /solalo

facendoci in tal modo presentire la grande antichità del sar- in una nicchia formata da colonne strigliate con capitelli
cofago, con la quale va d'accordo l'iscrizione incisa in belle corinzi, sui quali posano abachi che sorreggono un arco
lettere e d'un formulario semplice, classico: LIVIA NICA- basso. Negli interstizi siedono geni della morte in una
RVS 1 L1VIAE PRIMITIVAE | SORORI FEC1T ! Q_- V ■ AN ■ attitudine di tristezza. Il Buon Pastore, del tipo antico, porta
XXIII ■ M ■ Villi ■ Il sarcofago può essere datato dalla metà un ariete. Peccato che —-- ------ ~~
incirca del secolo il. Proviene dal cimitero vaticano e si trova il volto sia distrutto,
nel Museo del Louvre. Il gregge, donde il Buon Pastore perchè dovette essere
■/:■■
ha preso la pecora, è indicato da due arieti; ed è pure un bello, a giudicare dal
ariete quello che egli porta. lavoro eccellente e di
rilievo molto alto. A
sinistra stava un al-
2. - Sarcofago nel Museo capitolino.
bero (prima metà del
Sculture semplici e d'aspetto simpatico. Agli angoli, secolo ni).
pilastri ornati di scanalature quasi a metà baccellate e con L'altro frammento
capitelli corinzi {tav. LXXV, i). Nel centro, il Buon era murato nella Gal-
Pastore, in tutto del tipo antico, porta un ariete; a destra leria lapidaria del Va- ■

un ariete che lo guarda, a sinistra la pera attaccata ad un ticano, donde- fu tra-


Fig. 45.
albero, particolare finora unico. Il lavoro è accurato, ma la sportato al Museo
conservazione lascia a desiderare. La figura del Buon Pastore lateranense. Proviene da un sarcofago finto col suo coper-
è assai logora e consunta, avendo il sarcofago per molto chio che conserva ancora l'iscrizione quasi completa e
tempo servito di fontana; i capelli boccola» ricordano la incisa fra due mostri marini:
più antica statua del Buon Pastore al Museo lateranense GAB1NVS ONES1MVS
(prima metà del secolo in). MARC1ANAE COIVX
E1VS S1BI ET FILIIS
B(enc) • D(ìrtw)
3. - Sarcofago nel camposanto di Pisa '.
Le due colonne della nicchia centrale erano lisce, con
Il sarcofago possiede ancora il suo coperchio a forma di capitelli corinzi, che sorreggevano un arco fantastico, con-
tetto, che sul davanti aveva la tabella dell'iscrizione vuota e sistente in una corda ed ornato di palmette e graziose
a metà distrutta, ed agli angoli una minuscola casa rustica, volute, il tutto eseguito con cura ed eleganza. Il Buon Pastore,
con due finestre e con tetto ad un solo spiovente, coperto di vestito d'una tunica senza maniche, porta la pecora nel
tegole (tav, LXXV, 4). Solo quella a destra è conservata. Fu modo antico (secolo ni).
idea insolita di piantare una casa sul tetto, essendo i! sarco- La nicchia del terzo frammento («. 4) è formata dai due
fago stesso considerato come una casa, la doinus aelemalis, listelli delle strigili, che nel mezzo si uniscono in un arco
e perciò munita di pilastri per sorreggerne il tetto. molto basso. Il Buon Pastore, con volto giovanissimo, è pari-
Nel centro una nicchia formata da due pilastri scanalati e mente del tipo antico e porta un ariete: due altri stanno
baccellati con capitelli corinzi che sorreggono un arco molto ai suoi piedi. Di alberi nessuna traccia, forse in seguito al
basso, portando inoltre tritoni che soffiano in conche ma- ritocco del restauratore che allisciò il fondo. Il frammento
rine per aumentare il vento. Il Buon Pastore ha difatti Ì è murato nell'ingresso del palazzo in via del Tritone
capelli molto agitati; egli cammina a passo svelto fra tre numero 46 ''.
arieti e con uno sulle spalle. Conforme all'età {prima metà Dunque può essere che il Buon Pastore effigiato nei tre
del secolo in), le pecore, ad onta che siano molto logore, frammenti fosse l'unica decorazione del sarcofago. Ma è
conservano ancora al collo le pieghe parallele. altresì possibile che Ì campi angolari offrissero figure simbo-
Il sarcofago dovrebbe essere stato trasportato a Pisa da liche, invece di semplici colonne o pilastri.
Roma. Un gruppo similissimo del Buon Pastore, con capelli
agitati dal vento, si vedeva anche su un « fragmentum sar-
4. - Lastra d'un loculo del cimitero di Pretestato.
cophagi in Hortulis Colotii 1591 », di cui si trova un disegno
a penna nel codice di Mcnestricr (fig. 45)s. Il frammento Negli scavi fatti l'anno scorso (1927) nel cimitero di
non esiste più per quanto io sappia. Pretestato si scoprirono due pezzi d'una lastra che chiudeva
Sulla tav. LXXVIII sono riuniti alcuni frammenti note- un loculo, offrendo cosi l'aspetto della fronte d'un sarcofago
voli di campi centrali di sarcofagi a cinque scompartimenti. scanalato e per un terzo baccellato, col Buon Pastore nel
I due primi possono essere residui di sarcofagi, come quello centro, che porta un ariete, camminando fra due arieti che
di Pisa. Ambedue sono del secolo III. Il più antico proviene lo guardano. Il gruppo è più graffito che scolpito, un « re-
dal cimitero di S. Pancrazio. Esso rn,ostra il Buon Pastore lief en creux ». L'aspetto ne è bello, ad onta del falso collo-

1 Gabrucci, tav. 205, 1. 3 Mi fu segnalato ibi dottore Hoogewcrff, direttore dell'Istituto storico
' Cod. Val. lai. 10545, f°'- l84-
Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pastore sui rilievi

camcnto dei piedi del Pastore. II tipo di questo corrisponde fronte, offre il tipo adottato per le rappresentazioni statuarie,
in tutto a quello antico. Siccome anche la galleria è certa- stringendo con una mano le quattro zampe della pecora e
mente precostantiniana, possiamo ascrivere la lastra alla con l'altra il pedo; egli porta al paradiso l'anima del defunto
metà incirca del secolo ni (tav. LXXVI, 3). fedele imbevuto della dottrina di Cristo, la cui figura docente
occupa il campo angolare sinistro, come riscontro di Pietro,
5. -Sarcofago 224 del Museo lateranense. rappresentante del Collegio apostolico. Un avvicinamento
simile del Buon Pastore al Cristo docente lo vedremo su un
Sarcofago per bambino (0,28 x 0,88) e ben conservato. sarcofago del cimitero dì S. Damaso, che è qualche decen-
Agli angoli, pilastri lisci con capitelli corinti. Nel emiro, nio più antico (tav. XLIV, 3).
il Buon Pastore, di età giovanissimo, porta una pecora
senza corna; egli veste una tunica semplice, l'asce crurali
9. - Fronti; di sarcofago del Museo lateranense 118.
e scarpe; ai suoi piedi una pecora accovacciata, che lo
guarda; di contro, un albero (tav. LXXV, 5). Le strigili II Buon Pastore, del tipo antico e con ariete sulle spalle,
non hanno più la forma stretta, elegante, come sui due sta fra dieci pecore disposte in diverse attitudini, all'ombra
sarcofagi precedenti; esse sono molto più larghe. Ma il di sette alberi; nel fondo una capanna di forma rotonda, con
lavoro è ancora accurato, la figura del Buon Pastore, bella tetto di vimini e porta a due battenti. È la fronte d'un sar-
(seconda metà del secolo in). cofago, ma talmente restaurata, che non si possono più distin-
guere le parti nuove e le parti antiche. Il restauratore aveva
la manìa degli alberi raddoppiati, e ne beneficò anche altre
6. - Fianco d'un coperchio a torma di tetto con acroteri.
sculture del Museo, come abbiamo già visto.
Fino a poco tempo fa, nel giardino della Pigna al Vati- Secondo il Garrucci ■■ si vede il Buon Pastore che arriva
cano vi era, nascosto da altri, monumenti ', il fianco sinistro all'ovile con la pecora sulle spalle, intorno al quale trova le
d'un coperchio a forma di tetto, con la rappresentazione del pecore della mandra che aveva lasciate andando in traccia
Buon Pastore; ora fa parte del Museo lateranense. E ancora di quella che si era smarrita »~. Ma ci accosteremo forse
inedito (tav. LXVII, 2). Il Buon Pastore cammina a grandi più alla verità, prendendo le pecore per simbolo degli eletti,
passi fra due alberi e due pecore; quella a sinistra ha la coda fra i quali l'anima del defunto è portata dal Buon Pastore.
fra le gambe, come se avesse paura, motivo straordinario, Il tipo antico di questo permetterebbe di ascrivere la scultura
unico. Il Buon Pastore, de! tipo antico, è giovanissimo, con al ni secolo, se non fosse il cattivo stato; sarà perciò più
volto da bambino; la pera gli pende sul costato destro. prudente lasciarne incerta la datazione.
In uno degli acroteri è scolpito un albero, le cui foglie
fanno gola ad una pecora che sì arrampica, come una capra, io. - Sarcofago della chiesa di S. Paolino a Lucca.
per mangiarle. Nell'altro acroterio ve n'era una simile; oggi
non esìste che l'albero, la pecora essendo stata scalpellata
Un sarcofago a cinque scompartimenti, lavoro d'uno
scultore provinciale, è adibito per altare nella chiesa di S. Pao-
dal restauratore il quale si contentò, per il resto, di spianare
il fondo. Lavoro ordinario della fine del secolo Hi. lino a Lucca. L'artista non seppe imitare le strigili, che sono
appena ondulate, almeno secondo la copia del Garrucci
(tav. 400, 1), alla quale dobbiamo rinviare. Il Buon Pastore
7. - Frammento di coperchio del Museo di S. Sebastiano.
è troppo piccolo per l'ariete che porta e per i due che sono
Da molto tempo esiste nel Museo di S. Sebastiano un accovacciati ai suoi piedi. Due altri camminano accanto ad
frammento di coperchio, su cui era ripetuto i! Buon Pastore un albero nei campi angolari. Tutti e cinque hanno la testa
accanto alla tabella dell'iscrizione (tav. LXXVIII, 7). Non se rivolta indietro. Il Buon Pastore veste una tunica manicata,
n'è salvata che la pai-te superiore coile teste delle due figure, ( il 'a da una larga sciarpa (iv secolo).
■un po' delle pecore e la prima riga dell'iscrizione: DEME- Fra le figure del Buon Pastore della tav. LXXIX le sei
TRIANI ■ CU'irissimae) ■ N[{emorìae) • Vf/>/). Il frammento fu prime appartengono al Museo del Camposanto teutonico, Ìl
adoperato come materiale, forse per chiudere una fonila; le //. 7 a quello delle Terme, il n. 8 a quello del Kaiser
sculture sono perciò molto consunte. Il Buon Pastore a Friedrich. Il più interessante frammento è il sesto: il bastone
sinistra, il mino danneggiato, ha un volto giovane e ricca puntato nell'ascella destra indica il pastore in riposo, s'in-
capigliatura (iv secolo). tende per la fatica che gli ha costato per riprendere la
pecora smarrita, ricordando ìl « quaerens me sedisti lassus »
8. - Fronte- frammentaria d'un sarcofago a S. Sebastiano. del Dies trae. Onde è chiaro che la pecora è portata al
gregge, non al paradiso'.
Tre frammenti della fronte d'un sarcofago (tav. XLII, 1) Nel ti. 2 la « figura palliata » non appartiene alle due
trovati a S. Sebastiano, ci riportano al secolo iv inol- pecore, come suppose qualcuno, ma alla scena che era rap-
trato. 11 Buon Pastore, fra due alberi bassi, nel centro della presentata presso il Buon Pastore, probabilmente qualche

1 Amelunc, [oc. cit., t a luti]}■ rafia del gruppo 1 Garrucci, t


ro, sulla qu;ilu appari:- ; della scultura. : Ne parlerai
■ // Buon Pastore isoiato

miracolo di Cristo. Il Buon Pastore del frammento 7, figura La copia stampata nella Roma sotterranea del Bosio dà
molto graziosa, sembra provenire dal cimitero di l'onziano. il sarcofago in ìstato perfetto, con i restauri, s'intende. Questi
L'ultimo è affisso sul muro esterno d'un colombario della non dovettero essere molto numerosi, giacché le sculture si
Villa Doria Pamphilj; il Buon Pastori si distingue per la presentano ancora oggi in uno stato più o meno normale.
lunga pellegrina che indossa sopra la tunica manicata. Nella Il sarcofago fa parte ora del Museo latcranense, ridotto
destra distrutta stringeva forse la siringa, non vedendosi ad una semplice lastra infissa al unirò, registrata sotto il
nessuna traccia d'una brocca che, invece, si scorge nella n. 177. È, naturalmente, sopralavorata, ma da un restaura-
destra del Buon Pastore sul frammento 8, avanzo dell'angolo tore meno indiscreto del solito, il quale aggiunse tutte le
destro d'un sarcofago a cinque scompartimenti. Anche i parti mancanti in marmo (non in stucco), spianò il fondo,
numeri I, 3, 4, 6, 7, e 0 possono essere avanzi di campi levò le scrostature, adattò meglio alla forma del corpo le
angolari, men- tre pellegrine,
tre il n.5 ri-
viene d;il cen-
tro. I numeri
1-5 e 7 sono
precostantinia-
ni, gli altri, del
tempo della pa-
ce. Il ti. 2 final-
mente faceva parte di una fronte piuttosto rara, sulla quale Pastore dette un enorme pfdum. Il bastone era in origine
il Buon Pastore stava fra le solite scene del repertorio dritto, come quello dei due pastori agli angoli e quello della
cristiano, come quella della tav. LXI, 3. maestosa figura del Buon Pastore, immune da ogni ritocco e
incirca contemporanea, che illustreremo fra poco. Perciò
non abbiamo esitato a ridare la forma originaria al braccio
§ VII. - Cristo principe dei pastori. sinistro e alla mano col bastone. Lo stesso sì fece per il
cappuccio scalpellato della pellegrina a destra. Abbiamo
L'espressione àpxm0iWv< " principe dei pastori », come invece tralasciato i ritocchi e le aggiunte di minore entità,
Pietro chiama il suo divino Maestro, diede ad un artista, che non disturbano l'occhio, come i nasi rifatti degli apo-
o piuttosto a un dottore ecclesiastico, l'occasione di creare stoli, qualche muso e le zampe della più gran parte delle
una composizione fino ad ora unica nell'arte antica, quella pecore: l'indicazione di tutto ciò avrebbe troppo deformato
che abbiamo messa a capo de! libro secondo (fig. 26): la copia.
Cristo appare in mezzo a dodici apostoli, ad altrettante La composizione è semplice, come d'abitudine. Nel
pecore e a due pastori che sorvegliano il loro gregge. mezzo sta Cristo, giovane e nimbato, con ricca capigliatura e
La composizione occupa la fronte d'un sarcofago che in abito completo di pastore; colla destra abbassata carezza la
fu « trovato vicino alla chiesa dì San Lorenzo fuori le mura ». pecora davanti a Pietro. Sono presenti tutti gli apostoli, sei
Così attesta il Bosìo, al cui tempo esso stava già «nel giardino da ciascun lato; cinque portano il rotolo chiuso, tre fanno il
de' Padri di Santa Maria Nuova in Campo Vaccino"1, gesto oratorio, alcuni acclamano, altri hanno atteggiamenti
quindi esposto alle intemperie. Ivi lo pone anche la sopra- che conosciamo già dalle rappresentazioni delia missio. La
scritta del disegno di Claude Mcnestrier: « sarcophagus in composizione è difatti una scena parallela a questa, ma più
horto sce Mariae novae » (fig. 46) -, disegno che avrebbe un specificata, in quanto che il Buon Pastore affida agli apostoli
gran valore mostrandoci le sculture prima del restauro. Ma l'ufficio di pascere il gregge e questi, ciascuno col proprio,
non è che uno schizzo rapido, capace di darne un'idea stanno presso di lui.
generale: non vi sono mantenute le distanze, mancano gli Importantissime sono le due scene aggiunte agli angoli:
alberi a sinistra, che esistono ancora oggi; di più mancano due pastori in abito completo e giovani, ma con capelli
tre pecore (a sinistra, avanti all'ultimo apostolo e a destra), corti, sorvegliano il gregge, composto, a sinistra di tre
e i visi degli apostoli sono sgorbi. Due sole cose sono indovi- pecore che pascolano m un terreno boscoso, a destra di
nate: il cappuccio delia pellegrina del pastore a destra, effi- due, l'una delle quali in riposo sul terreno in basso, l'altra
giato quasi di profilo, e il nimbo attorno al capo del Buon collocata in alto. Ambedue i pastori s'appoggiano sul
Pastore. Il cappuccio è appena indicato, e il nimbo manca bastone; quello a sinistra carezza una pecora, l'altro fa il
sul disegno del Bosio, nel resto incomparabilmente migliore, gesto oratorio: le pecore lo ascoltano, rivolgendo il muso
malgrado l'impronta inevitabile del tempo, espressa nel ma- verso dì lui.
nierismo dì tutte le figure. Lo schizzo del Menestrier serve Sì capisce che ì due pastori non sono apostoli, già rap-
inoltre per assicurarci che le sculture erano in quel tempo presentati in persona; essi prefigurano i loro successori, cioè
ancora abbastanza bene conservate. i vescovi, intenti all'ufficio di pascere il gregge. Di ciò a

' Bosio, Roma ioli., y. 3545, fol. 184».


Capo IH. - Rappresentazioni del lì/toit Pastore sui rilievi

presto una conferma dalle luminose sculture del sarcofago posset ite laedere quemquam. Così fu decapitato il pastore
di Pisa (tav. LXXXVIII). L' interpretazione è di capitale con quattro diaconi, e il numero del gregge rimase intatto:
importanza per il numero considerevole di pastori sorve- Ostendit Ckristus, reddit qui proemia vitae, Pastoris meritum
glianti il gregge, che illustreremo appresso. numerum gregis ipse tuelur'.
Un passo d'un sermone di s. Agostino1, allegato già Il passo di Venanzio Fortunato sembra ispirato dal poeta
dal Garrucci -, riassume in poche parole l'interpretazione Prudenzio, il quale prega il Signore di esaudire le preci che
delle sculture della fronte: « Ergo et Pastor pastorum et il suo vescovo fa per il gregge affidatogli:
pastores Pastoris et oves cum pastoribus sub Pastore ». e Sic te prò populo, cniits libi eredita vita est.
Sembra che il santo avesse avuto avanti agli occhi un'iden- Orante»! Ckristus audiat onmipotens:
tica immagine. Sic libi de pieno lupus exchidatur ovili,
Un sarcofago con tale rappresentazione si direbbe non Agno nec itila tuum capta gregem minila! » ''.

poter essere stato ordinato che da un vescovo. Ora è noto che L'ufficio di custodire il gregge e metterlo al sicuro con-
nella basilica dì S. Lorenzo, nelle cui vicinanze esso venne tro i ladri e Ì lupi venne dagli artisti espresso per mezzo del-
scoperto, erano venerate le* tombe di tre papi: Zosimo l'atteggiamento indicato: il pastore si appoggia sul bastone
(417-418), Sisto III (432-440) e Ilaro (461-468). Tutti e tre tenendo gli occhi aperti su quanto si passa attorno a luiT,
sono da escludere, essendo il sarcofago ancora del iv secolo. con la testa per lo più rivolta e con il cane o una pecora o
Piuttosto si potrebbe pensare al santo vescovo Leone, che con tutti e due ai piedi. Codesti animali mancano raramente,
era sepolto nella basilica di S. Stefano, situata presso quella di guisa che dove il pastore è solo, è a priori possibile che
di S. Lorenzo:!. Di lui sappiamo che morì al tempo di la scultura sia sopralavorata e che il restauratore abbia
Damaso, il quale gli compose l'epitafio, inciso in una specie scalpellato ogni traccia di quegli animali.
di cancello, in gran parte conservato, che serviva per chiu-
dere l'ambiente in cui era collocato il sarcofago. Ma l'identi-
1-3.- Sarcofago composto di sei lastre.
ficazione di questo con la tomba di s. Leone non è che una
Frammenti d'un sarcofago e d'un coperchio.
semplice congettura.
Un sarcofago per bambino, rinvenuto nel cimitero di
S. Ciriaco, venne deposto nel monastero della basilica di
§ Vili - I! Buon Pastore
S. Paolo, donde non è più uscito. È ancora inedito e forma
e pastori sorveglianti il gregge.
un unicum in tutta la serie, essendo composto di sei lastre,
Abbiamo già incontrato e incontreremo ancora immagini compreso il coperchio {tav. LXXVII, 4), Non vedendosi
di pastori che custodiscono il gregge. I due monumenti più nessuna traccia che le lastre fossero state congiunte fra loro,
insigni con tali figure sono la fronte lateranense 177, or ora non v'ha dubbio che abbiano servito per rivestire un sepol-
illustrata e il sarcofago di Pisa, di cui tratteremo nel terzo cro ne! pavimento (forma).
libro. Le sculture di quella ci fecero conoscere che i due La lastra della fronte, a cinque scompartimenti, mostra
pastori aggiunti al sacro collegio apostolico rappresentano due volte il Buon Pastore del tipo antico. Invece di supporre
vescovi col loro gregge terrestre, colla loro comunità di fedeli. una semplice ripetizione, che in questo caso non sarebbe giu-
Essi stanno nel noto atteggiamento di sorvegliare le pecore stificata dalle leggi della simmetrìa, possiamo dire che nel
pascenti, per impedire che si perdano e vengano divorate campo principale, nel centro, egli porta la pecora al paradiso,
dai lupi: nel campo angolare (destro) al gregge. Il ciuffo dritto dei
« Te custode pio mtnquam lupus abstitlìt agnuni capelli di questa seconda figura ricorda lo stesso particolare
Nec de fare iimens posata carpsit ovis », nel dottore del sarcofago di Tarragona (tav. VII, 2). Nel suo
riscontro all'angolo sinistro l'artista espresse l'attitudine di
afferma Venanzio Fortunato nell'epitafio composto per un
uno che riposa. Per la ristrettezza dello spazio, nessun ani-
vescovo di nome Tetricus che per trentatre anni governò
male sta ai piedi di questo pastore.
il gregge spirituale:
Le figure sono un po' tozze; ma la maniera di trattare
u Sex qui lustra gerens et per tres insuper annoi la lana e il tipo antico del Buon Pastore assicurano al sarco-
Rexisti placido pastor amore gregem « '.
fago un posto nella prima metà del secolo ili.
Questo amore era tutt'altro che platonico. Quando Due frammenti scoperti nel cimitero di Priscilla hanno una
Sisto II venne catturato dai soldati, i fedeli, - cosi dice rassomiglianza sorprendente col sarcofaghetto ostiense. Questo
s. Damaso - s'offrirono per salvare il loro pastore: Militibus m'ha perciò servito a completare la lacuna (tav. LXXVII, 3Ì-
inissis pupilli tutu colla (ledere; ma il papa, vedendo che altri La forma delle larghe strìgili è un indizio che ia replica sia
volevano sibi tollere palntam, offrì se stesso, impatiem feritas piuttosto della seconda metà del secolo III.

' S. AugustiN-, Serm, 138, 5: Mignh, P. L., 38, 7(15. 1 PsUDBNT., PeHstcp/t., XI, 239 secg.: Dkessel, p. 452.
Cium rei, tav. 304, 4, p. 15. '■ Similmente il Buon Pastore ha, nelTiscrizioifc del rescov o A bercio,
Liber ponti/., vita SimpHcii: Duchesne, I, 250,11. 3; Mommsen, 11?. occhi granii! clic diilì'ultu tingimi, ugni comi, i'nliO<i\fuiìii i'a 'X" l'iy''^°''s lr("'Ti'
' Le Blakt, liner, chrét., I, n. 3, p. 6 seg. KoBopàvras. Vedi db Rossi, ìmtripliunes christìmat, II, I. P- XVIIseg.:
Iitu, Dama» epigrammattì, p. 20, n. 13. W ut, Fractio ponti, p. 126 segg.
§ Vili. - // llitoii Pastore e pastori sorvegUaH/ì il gregge

Del principio dei secolo in al più tardi sembrano le due artistica della tabella l'abbiamo incontrata già in un mo-
altre sculture che diamo nella stessa tavola (/ e 2). Proven- numento del hi secolo. Tale è anche la data del nostro
gono dalla Villa Carpegna e furono acquistate dal Kaìser- frammento.
Friedrich-Museum. Non sono ■ lastre della fronte d'un sar-
cofago », come si è detto ', bensì frammenti d'un coperchio, 5. - Sarcofago del cimitero di Damaso.
dal quale venne tolta la tabella dell'iscrizione, probabil- Alla prima metà del secolo iv ci rinvia il sarcofago
mente vuota. Tanto gli animali, quanto gli alberi e le due (<< XLIV, 3)- Nel campo a sinistra
figure di pastori rive- il pastore guarda ìl
lano un vaiente artista. gregge composto di
È vero che le sculture due pecore che pasco-
non sono immuni da lano su una collina, e
ritocchi, ma ìt restau- \" HNKH3CK>€iTg«qA un ariete accovacciato
ratore fu discreto: egli in basso di contro al
levigò principalmente +A cane; veste l'esomide,
.£?-£.—--'-
Ì fondi senza guastare fasce crurali e scarpe.
i contorni. All'angolo opposto il
Il Pastore sorveglia Buon Pastore, in tutto
un gregge composto, del tipo tardo, porta
nella prima parte, di fìj 47. un ariete, stringendo
due capre e tre pecore, con la sinistra le
nella seconda, di una capra e tre pecore, due delle quali quattro zampe e con la destra la brocca. Ai suoi piedi
coi loro piccoli, particolare rarissimo. Il Buon Pastore, con il cane accovacciato, nel fondo un albero.
abbondante capigliatura, cammina fra due pecore, scalzo, La figura di Cristo dottore rappresentato nella mandorla
il che s'incontra pure di rado e soltanto su monumenti ricorda la /';;'.;'<' del Signore comunicata a chi fu deposto nel
precostantiniani. sarcofago e da lui osservata durante la vita terrestre. Sog-
getti d'un contenuto simile vedemmo espressi su un sarco-
4. -Frammento di coperchio del cimitero dei Giordani. fago del Museo di S. Sebastiano {tav. LX1Ì, 1). La data-
A tutti i cultori di archeologia sacra è gradevolmente zione «alla prima metà del secolo IV» è assicurata da una
noto il grande frammento d'un coperchio trovato nel iscrizione dell'anno 348 ancora aderente alla sua forma
cimitero dei Giordani del medesimo cnbicu-
prima del tempo del lum triplex, in cui è
Bosio, il quale ne ebbe collocato il sarcofago.
due copie " da Filippo L'iscrizione fu dame
Vìnghio Fiammengo e pubblicata nell'arti-
dal Ciaccone »s, ma colo: Scavi nel cimi-
riprodusse solo la pri- tero dei Ss. Marco e
ma (fig. 48), essendo Marceìliano {N. Bal-
l'altra troppo fanta- lettino, 1903, p. 319).
stica: il copista del Ciacconio vi introdusse perfino un
6. - Sarcofago frammentario
fondo paesistico con delle vedute su rovine (fig. 47).
della " Basilica Apostolorum ».
Le sculture rappresentano un pastore che munge una
pecora davanti alla capanna e all'ombra d'un albero, poi il Mentre sul sarcofaghetto ostiense e la replica priscilliana
Buon Pastore con un ariete sulle spalle e uno ai piedi, e il il Pastore sorvegliante il gregge si trova con due figure di
pastore che pasce il gregge, cioè quattro arieti, uno acco- Buon Pastore, su un sarcofago della Basilica Apostolorum
vacciato ai suoi piedi, e tre disposti su una collina che nel- ad un Buon Pastore corrispondono invece due pastori che
l'originale consisteva di strisce di terra separate e sovrap- guardano il gregge. È .un sarcofago del numerosissimo
poste l'ima all'altra. gruppo a cinque scompartimenti, molto frammentario, che
Il frammento aveva ancora la sua affettuosa iscrizione, ho potuto ricomporre all'ultima ora. Un pezzo, quello col
posta da una Pacata che seppellì, nel luogo dei beati, Paolina, pastore a sinistra, ma senza la secchia appesa all'albero, esi-
sua dolce e in Cristo santa nutrice: €NQAA€ PAYA&NA \ steva nel Museo di S. Sebastiano già da parecchio tempo;
KeiTAI MAKAPCON | GNI Xù)P(t) | HN KHAGYCG HAKATA \ il grande pezzo col Buon Pastore, col campo delle stogili
€HN QPBmeiPAN \ rAYKBPHN | AHAN €N XPUi. e l'altro pastore, come anche il piccolo pezzo colla secchia
Delle scene di contro non si4 è salvato che la vennero in luce soltanto al principio di quest'anno (1928).
testa dì un ariete ed un tronco d'albero. La forma I frammenti nuovi sono tali da rendere la ricostruzione facile

: Rama ioti., p. 513.


Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pastore sui rilievi

e sicura; basta ripetere il campo strigliato e completare te tre Pastore deve subire nel riportare all'ovile la pecora smarrita.
figure monche {tav. LXXXIX, i). Il ». 7 proviene dal cimitero dì Ponziano; il pastore indossa
Lo scultore, visibilmente preoccupato dalle leggi della sim- sopra la tunica manicata una pellegrina di pelle villosa, come
metria, inquadrò in due alberi Ì pastori agli angoli, e su un anche il ti. 9, del cimitero di Domitilla e il h. 5. Quanto
albero attaccò la siringa, sull'altro la secchia. Avendo egli all'età, sono precostantiniani i nn. 8, io e 11; i tm. 1 e 5
ripetuto lo strumento musicale nella mano del pastore a possono esserlo. Gli altri sono del iv secolo.
sinistra, credetti di dover ripetere anche la secchia e la diedi
al Buon Pastore, non potendo darla al pastore a destra, le § IX. - Pastori che sorvegliano il gregge.
cui mani sono tutte e due occupate. Cosi la ricostruzione mi
Sulle ultime sculture vedemmo il Buon Pastore portar
sembra, questa volta, sicura anche nei particolari.
via la pecora da un gregge sorvegliato da uno o due pastori.
Benché tutti e tre i pastori vestano ì'esomide, lo stile Ora abbiamo da trattare di quelle in cui manca il Buon Pa-
duro accenna al tempo della pace. Un indizio di tarda età
store colla pecora sulle spalle e non si vedono che pastori
sono pure le perle aggiunte alle strigili; ma quello definitivo
nell'esercizio del loro ufficio di pascere il gregge. DÌ solito
è il nimbo inciso attorno al' capo del Buon Pastore, parti-
sono due, più dì rado uno solo.
colare rarissimo in scultura. Siamo quindi nella seconda
metà del secolo iv.
1-3. -Sarcofagi del palazzo Borghese,
Il sarcofago descritto ci autorizza a credere avanzo d'un
della facciata della chiesa di s. giovanni a tarquinia
simile sarcofago l'uno o l'altro dei frammenti che ripro-
e del Museo del Camposanto teutonico.
duciamo a tav. LXXX, specialmente uno del Museo del
Camposanto teutonico (ri. 2), su cui il pastore si presenta A tav. LXXXI, 2-4 abbiamo riunito tre fronti di sarco-
pure fra simili due alberi. Gli altri possono provenire anche fagi, due dei quali ancora inediti. Tutti sono a cinque scom-
da sarcofagi come quelli che seguiranno appresso. Il w. /, partimenti e si rassomigliano. Ne] centro vediamo la defunta
che trovai in uno dei magazzini vaticani, è residuo di un come orante, dunque già in possesso della felicità eterna; due
campo centrale il che è una eccezione per tutta la serie. Non sono matrone colla palla tirata sul capo; la terza è una
sarebbe pertanto impossibile che l'artista avesse rappresen- nubile. Agli angoli stanno pastori nell'attitudine di sorve-
tato piuttosto il Buon Pastore colla pecora sulle spalle, come gliare il gregge. Essendo ambedue in tutto uguali, dunque
quello della tav. LXXIX, 6, ovvero Pietro colla ovis perdita riscontri perfetti, non v'ha dubbio che siano ripetuti per
inviluppata nella fujKttrrij, come quelli della tav. LXXXVIII, 1, ragione di simmetria. Il gregge è due volte indicato da
2, 4, e 5, Essendo però anche queste figure rarissime, ho una pecora accovacciata ai piedi del pastore; una volta
preferito quella più ovvia. Ciò vale anche per la ricostru- manca, perchè probabilmente tolto dal restauratore.
zione in genere dei frammenti che offrono soltanto la parte Tutte queste sculture sono dì conservazione cattiva. Il
inferiore della figura del pastore, come nel n. 3 del Museo sarcofago del palazzo Borghese (ri. 2) serve di fontana; per-
di S. Callisto. Il n. 5 del medesimo Museo, mostra il ciò è consunto e coperto di depositi calcarei prodotti dall'ac-
pastore nella piccola mandorla, n. 4, del Museo del Campo- qua Marcia. La fronte Tarquìniana ' è incastrata al di sopra
santo, sopra un piedistallo. La nostra tavola contiene ancora della porta laterale della chiesa di S. Giovanni Battista
quattro figure del Buon Pastore, due frammentarie e due dei Cavalieri di Malta (n. 3), quindi esposta alle intemperie.
intiere. Quella del ti. 6 è scolpita in un grosso blocco di Il terzo sarcofago (b. 4) ha servito di fontana, e chi sa per
marmo e proviene forse dal mausoleo degli Uranii a S. Seba- quanto tempo. Acquistato da un antiquario, subì, natural-
stiano; essa è conosciuta fin dai tempi del de Rossi. Il Buon mente, l'inevitabile restauro, prima di essere venduto al
Pastore stringe colla sinistra le quattro zampe della pecora Museo del Camposanto teutonico. Difatti è scomparso ogni
e colla destra il bastone, servendosene come baculo viatorio, vestigio delle braccia e delle mani espanse della defunta
particolare raro in scultura dove il pedo funge ordinariamente accolta nel consorzio dei Santi. Perciò anche le lacune ai
da semplice attributo. Così lo vediamo sul frammento 8, piedi dei due pastori possono attribuirsi al restauro.
scavato l'anno (1928) nel cimitero di Pretestato e parte d'un Tutte e tre le fronti appartengono allo stesso tempo,
coperchio, vedendosi a destra il principio della tabella. cioè al secolo iv.
Di buona conservazione e riccamente decorato è il grande
frammento n. io del Museo del Camposanto. Il Buon Pastore, 4. - Sarcofago del Museo capitolino.
in tutto antico, sta sopra un peduccio dì foglie d'acanto, Sopralavorato è anche il sarcofago che dal Pincio, dove
riempendo da solo la mandorla. Mancano i campi angolari. serviva come vasca da fiori, feci trasportare al Museo capito-
L'ultimo frammento (n. 11), dello stesso Museo ma di con- lino (tav. LXXXIX, 3): il pastore, ripetuto ai due angoli, si
servazione pessima, offre il Buon Pastore quasi di profilo. aPP°gg'a ora su un bastone che non esiste più, e la grande
Un restauratore materiale, unicamente intento a levare le lacuna del fondo levigato richiede per forza un cane o una
scrostature, ne guastò la figura, creandovi delle lacune. Con pecora per riempirla. Le due corna sotto l'immagine clipeata,
tutto ciò è ancora bene riconoscibile la fatica che il Buon che in origine erano legate con un nastro -, hanno pure per-

' Vedi
§ IX. - Pastori che sorvegliano il gregge

duto la loro forma primitiva. Qui è però possibile che le pastori su altri monumenti {tavv. LIV, 2 e LV, 3). Nel
mancanze fossero state supplite in pittura oggi sparita. Sol- libro seguente vedremo, su due o tre sculture, anche Pietro
tanto lisciato è il busto delia defunta, una nobile fanciulla di carezzare la pecora. In tutti questi casi la pecora simbo-
anni dieci incirca, nella consueta attitudine, vestita di tunica leggia il fedele nella vita terrestre.
e palla contabulata, e adorna d'una triplice- collana di perle e Ma il gesto di carezzare può essere applicato anche alla
pietre preziose. L'acconciatura dei capelli che coprono le pecora, come simbolo dell'anima beata nel paradiso. Questo
orecchie è un indizio che il sarcofago appartiene alia prima significato richiede una scultura, con l'illustrazione della
metà del ni secolo, data con la quale vanno d'accordo le quale chiuderemo il presente libro.
figure dei due pastori vestiti della sola esomide e scarpe. Il gruppo del Buon Pastore e della pecora da lui carez-
zata occupava il centro della faccia posteriore d'un sarco-
5. - Sarcofago della cattedrali di Osimo. fago con sculture su tutti e quattro i lati, che dalla basilica
di S. Pietro fu trasportato alla Villa Borghese. Mentre la
Della rappresentazione d'un solo pastore col suo gregge
fronte e i due lati piccoli finirono, con la Coltection Borghése,
abbiamo un superbo esemplare nel sarcofago della catte- nel Museo del Louvre, della faccia posteriore non si sapeva
drale di Osimo '. E la prima volta che se ne pubblica una più dove fosse. Il Garrucci riprodusse pertanto la copia stam-
riproduzione fotografica, eseguita per la nostra opera dal pata . Dopo aver fatto cercare la lastra inutilmente nei ma-
comm. Carboni (tav. LXXX1X, 2). Lo stato di conserva- gazzini del Louvre, credetti dovere ritenerla perduta, quando
zione lascia a desiderare. Le sculture, molto logore, furono un giorno dell'aprile 1923 il prof. Mingazzini, che stava inven-
ritoccate quando il sarcofago ricevette la salma di « s. Ben- tariando per il Ministero tutti gli oggetti antichi della Villa,
venuto vescovo ». Il restauratore guastò sopra tutto la forma mi disse aver veduto alcuni frammenti che forse avrebbero
delle pecore e le pieghe degli abiti del pastore, cioè la tunica potuto interessarmi. Andai subito con lui sul posto e vidi la
e ìl manto di pelle gettato sugli omeri e legato al collo; faccia ricercata, però non più ìntegra, ma segata in sette
anche il braccio stecchito è di restauro. Con tutto ciò l'aspetto pezzi che barbaramente erano adoperati come materiale
generale è ancora bello e rivela un discreto artista. Molto decorativo del così detto Teatro! * I pezzi furono fotografati,
naturale la vite che esce da due eleganti vasi, diffondendosi ricomposti sopra un cartone, fotografati di nuovo e riaggiu-
su tutta la fronte e lasciando solo un piccolo spazio per il stati per la tavola di quest'opera (tav. LXXXII, 4). In seguito
pastore col gregge. È quindi chiaro che, secondo l'intenzione alla mia constatazione, il comm. Bocconi li fece staccare
dell'artista, la vigna deve avere un significato simbolico: essa dal muro e mettere al sicuro nel Museo del Campidoglio.
è, secondo ogni verosimiglianza, il noto simbolo della Chiesa, Le sculture sono, in sostanza, ben conservate, malgrado
parte della quale è affidata al pastore rappresentato in mezzo che sieno state esposte per secoli alle intemperie. Hanno
al gregge. Lo stesso significato simbolico ha la vite ricca di poi un grande pregio, essendo sfuggite alle mani dei restau-
grappoli e pampini e germogliarne anch'essa da un vaso arti- ratore, tranne l'aggiunta delle piccole parti mancanti del
stico; è rappresentata nel mosaico obsidale d'un mausoleo mento e del naso, attualmente di nuovo sparite. Il marmo è
di Ancona, di cui si conosce il fondatore, mercè la seguente bianco, levigato e di ottima qualità; perciò mantiene ancora
iscrizione rinvenuta sul luogo: Fl(avius) Evintìus veteranus in gran parte la politura primitiva. Gli abiti del Buon Pastore
feci sepulcrum in re mea, ubi requiescam. La significazione sono di una conservazione perfetta: le scarpe con la pelle rivol-
poi della vite è dichiarata dall'epigrafe sottoposta dallo stesso tata, i calzettoni a fasce ingraticolate, la tunica manicata scen-
artista al mosaico: vinea Jacta est dilecta in comuni in loco dente in pieghe naturalissime fino alle ginocchia e la pelle-
uberi, parole tratte dal cantico di Isaia (5, 1)s. grina orlata coi nastri legati a fiocco nell'apertura per il collo.
Il volto del pastore è tutto consunto, perciò affatto irrico- Il volto è di fattezze nobili, èvbo^os tjJ rtyei 5, con fronte
noscìbile; si vede soltanto che è imberbe. Due pilastri scana- bassa, occhi a mandorla, con bocca piccola, capelli lunghi
lati, con capitelli corinzi, inquadrano la fronte che, a propor- e inanellati e d'una fattura ammirabile, senza la minima trac-
zione della lunghezza avrebbe dovuto essere un po' più alta. cia del trapano; uno scultore di oggi non potrebbe farli
Il sarcofago sembra lavorato da artisti non romani e de- meglio. Se non mancassero il naso e il mento, il Buon Pa-
stinato fin dall'origine ad un vescovo (iv secolo). store sarebbe il più bello di tutta la serie, non eccettuata
neppure la statua lateranense più antica, deformata un po'
§ X. - Il Buon Pastore carezza la pecora dal grande uso del trapano. Stringendo nella sinistra un
nel paradiso. bastone dritto con decorazione intagliata a forma di nodi,
egli carezza con la destra abbassata una delle due pecore
Si è visto {p. 95) che sulla preziosa fronte del sarcofago
che stanno ai suoi piedi e lo guardano. Nel fondo, due
lateranense 177 il pastore a sinistra carezza una pecora, alberi. Quando la lastra fu segata in sette pezzi, la parte
giusto come fa ivi il Buon Pastore stesso, e come fanno
1 Tav. 324, 4, p. 48: « Io cavo questo riverso del sarcofago dalle stampe
1 Garrucci, tav. 300, 2, p. 3. del Bosio che son quelle del Bonari ».
* De Rossi, Cubiculo sepolcrale cristiano di diritto privato e mosaico del 1 Vedi fìg. 4 del mio articolo : Appunti su alcuni sarcofagi cristiani in
suo pavimento in Bulktt. crist., 1879, tav. IX-X, p. 128 segg. L' Rendiconti della Ponti/. Accad. rom., 1924, p. 173.
del veterano Flavio Evenzio e incisa in una colonnetta di
5 Vedi sopra p. 69.
n posteriore al secolo Vi.
Capo III. - Rappresentazioni del Buon Pastore Sui rilievi

posteriore della pecora carezzata rimase al campo vicino, grande faceva il gesto d'acclamazione, diretto al Buon
con le strigili. Pastore, l'altro il gesto d'invito, diretto alla pecora carezzata
A causa dell'altezza delle figure rappresentate nel centro come indicano la destra abbassata e l'atteggiamento della
e nei due campi angolari, gli specchi strigliati, che le sepa- figura intiera con la testa un po' inchinata in avanti. Ecco la
rano, sono divisi in due registri, il che aggiunge bellezza ragione perchè questo apostolo è più piccolo del suo riscon-
all'aspetto generale delle sculture. Agli angoli due apostoli tro. Esso dà insomma il benvenuto all'anima del defunto
imberbi e di altezza notevolmente ineguale, stanno davanti {o della defunta) arrivata or ora alla città celeste, al paradiso
alle porte merlate della città celeste, ambedue rivolti al centro, I pregi artistici delle sculture sono tali da poter ascri-
verso cui erano stese le destre distrutte. L'apostolo più verle con ogni certezza alla metà incirca del secolo iv.

APPENDICE I.
OSSERVAZIONI GENERALI SUI RITRATTI DEI DEFUNTI
NELL'ARTE FUNERARIA.

Gettando in ultimo uno sguardo sui ritratti di semplici ivi i busti di marito e moglie sono sorretti dalle proboscidi
fedeli, che abbiamo incontrati e su quelli in genere, troviamo di quattro elefanti. Il giusto disegno di questi quadrupedi
che sulle pitture essi sono relativamente rari. Citiamo, p. e., prova che l'artista li ha copiati secondo natura. Senza dub-
il busto notissimo della proprietaria del cubicolo detto di bio ne avrà veduto scaricare dalle navi per i giuochi nel
Oceano, nel cimitero di S. Callisto: il suo ritratto fu ese- circo. Rari sono infine anche i busti dentro cornici tempe-
guito a parte su tela e poi applicato al torso dipinto a fresco state di perle e pietre preziose, come quelle d'un sarcofago
sulla vòlta del cubicolo stesso e fissato con chiodi ancora del Museo di Arles (tav. XI, 4).
visibili, mentre la tela è distrutta. II busto ha una cornice Essendo inseriti nel corpo del sarcofago, i clipei non
quadrangolare, ma semplice. hanno bisogno di essere sorretti; ma tanta era l'abitudine di
Più ricco è il busto dell'orante in un affresco che scoprii impiegare putti e Vittorie, che questi graziosi facchini si
nel cimitero di S. Domitilla ' : è dipinto in un trittico con vedono anche, sebbene di rado, come portatori di clipei".
sportelli aperti, simile a quello d'uno dei bellissimi stucchi Le conchiglie non sono mai sorrette.
della « Farnesina », dove una donna mostra un trittico aperto Le teste furono ordinariamente soltanto abbozzate, per
a due altre che lo guardano con grande attenzione %. essere poi terminate secondo i ritratti dei compratori. I
Nella scultura i ritratti di defunti sono invece cosa ovvia. numerosi busti non finiti ci obbligano a supporre che fos-
Spesso sono rappresentati a forma di busti, e questi si tro- sero spesso, se non sempre, terminati in pittura su un fondo
vano: i° davanti ad una tenda sorretta da putti alati o da Vit- leggero di stucco oggi scomparso, altrimenti sarebbe stato
torie 3, una volta da personaggi in abiti sacri 4, altra volta inutile scolpirli1!. L'esecuzione di questi ritratti fu resa più
semplicemente appesa0; 2° dentro un clipeo di solito inca- facile dal fatto, che in molti casi essi già si trovavano pronti
stonato nell'urna del sarcofago0, più di rado sul coperchio7; nelle «imagines clypeatae » appese nell'atrio delle case dei
30 dentro una conchiglia, parimente inserita nell'urna3, una nobili e ricchi: bastava staccare quella che si voleva scolpire
volta nel coperchio '•'; 40 dentro un clìpeo imitante alquanto sul sarcofago e copiarla.
la conchiglia ,0. Una menzione speciale merita il ritratto d'una vergine,
I busti sono isolati, ovvero accoppiati, nel quale caso che occupa il centro della fronte d'un sarcofago del Campo-
rappresentano quasi sempre marito e moglie deposti nel sar- santo di Pisa (tav. LXXXIII, 3): è uno di quelli che furono
cofago. Raramente i busti sono dentro corone d'alloro. Un terminati in pittura. Il busto possiede ancora il piedistallo
esempio straordinario ci è offerto da un coperchio rotto, aluiini che lo rendeva trasportabile; poteva quindi essere collocato
pezzi del quale sono murati nell'atrio dell'Episcopio di Ostia, dovunque. La scultura è, al più tardi, del principio del
che io ho ricomposti, colmando le lacune {tav. LXXXIV, 1): secolo in ".

1 WilpEht,/)i> KatttkiimbenQemiihl, imi/' iltri' alita K„pìca, l'rciburg, 1891, 7 Ibid., tav. 351, 4.
tav. XXIV, 1. • Ibid., taw. 357,4; 358,3; 359,2:363, 11365,11366,3; 367. '"3-
' Fotografa [667 del Muko delle Terme. " Ibid., tav. 384, 3.
J Garhucci, tavv. 398, 31331, t; 338,4; 384, 1; 385, 2; 394, 7 e 81398, 2. 10 Ibid., tavv. 329, 1; 358, 1; 364, a; 365, 2; 402, 3 e V. 4°3> 3-
• lhid.. tav. 3t6, 4. " Ibid,, taw. 365, 2; 402, 3.
:- Ibid,, tav. 385, 3. " Lo stesso deve dirsi delle tabelle delle iscrizioni, che spessissimo
'■ Ibid., tavv. 304, 1; 3S7j 1-3; 358, 1-2; 359, 1; 360, 1-2; 363, 2 e 3;
364, 1-3; 366, t-a; 395, 3; 403, 1. " Il 8 > .f,,. iti libro
Appendice I. - Osservazioni generali sui ritratti dei defunti nell'arte f\ 101

Un ritratto dal piedistallo decorato stranamente di una sarcofago a cinque scompartimenti, la cui fronte era ado-
palla, lo mostra un sarcofago che dalla cripta della Pas- perata come materiale nel pavimento del battistero latera-
sione del cimitero di Pretestato fu trasportato nel Museo nense. Queste osservazioni basteranno per i busti d'una forma
lateranense'. Il carattere delle sculture è, di natura sua, cosi straordinaria, tanto più che, tranne l'ultimo e n. 5, tutti
indifferente: nel centro il busto abbozzato della defunta, hanno perduto l'attributo principale, il ritratto.
fiancheggiata da due geni alati e vestiti, che sorreggono la Ora ci rivolgiamo ai busti che lo conservano ancora. Per
solita tenda; li conosciamo già dai frammenti da me ricom- darne un'idea giusta, abbiamo riunito su tre tavole ì ritratti
posti (tav. LXVIJI, 2), che si debbono agli stessi artisti; particolarmente celebri, che ci sono pervenuti in uno stato
appresso vengono, da ambedue i Iati, due altri genii, cogli più o meno integro.

attributi delle quattro stagioni. Pel momento ci interessa sola-


1. -Sarcofago nel cimitero di Domitilla.
mente il busto della defunta vestita di tunica e palla, che
lascia scoperti ì capelli; con la sinistra strìnge il rotolo, met- I ritratti più impressionanti sono quelli di padre, madre e
tendovi sopra le due dita stese della destra parlante, giusto figlio {tav. LXXXX, 1,2 e 3), che compaiono in un sarefaogo
come quello dei frammenti da me ricomposti. II busto è di conservazione ottima, rimasto al suo posto in una delle
munito del suo piedistallo che per la forma Io avvicina a gallerie primitive invase più tardi dalla basilica di S. Petro-
quelli di cui rigurgitano i nostri Musei. Uno identico e della nilla {fig. 4<j). Il sarcofago, a cinque scompartimenti, è mu-
medesima officina lo vediamo su un frammento del Museo nito del suo coperchio, conserva quindi ancora la salma del
di S. Callisto (/tre. LXXXVII, j), che m'ha servito a com- figlio in essa deposto, un giovane di una trentina d'annì
pletarne uno proveniente da Porto, ora nel Museo latera- incirca. Tale età gli si può attribuire secondo l'immagine cli-
nense (tav. eh., 1). Affatto singolare poi è il busto su un peata posta in mezzo alle strigili e al disopra di due cornuco-
frammento dello stesso Museo e detla stessa provenienza pie legate con un nastro. La famiglia è di rango senato-
(«. 3): il busto acefalo sta in un clipeo posto sopra una base riale. Il figlio veste tunica e pallio con la lacinia rigettata
ornata alle estremità di due palle e sostenuta da una pertica, sul dorso; il volto è mal rasato, i capelli ad cutem coesi. La
che fiancheggiano due uccelli con le teste rivolte in su verso rassomiglianza col padre è manifesta. Questi sta nel campo
il busto. Strana è pure l'immagine clipeata posta in una angolare a sinistra (fig. $0), vestito da senatore, di tunica,
tabula ansata e decorata di due alberi e di due arieti acco- toga contabulata e scarpe: con la sinistra stringe un volume
vacciati; sotto la tabella Giona, rigettato dal mostro, dorme arrotolato, la destra abbassata all'orlo della toga; ai piedi
all'ombra della cucurbita, fra due vasi di frutta e due uccelli uno scrigno di forma rotonda, nel fondo la tenda. È un uomo
che le beccano («. 6). Tutto questo si trova nel centro d'un di una sessantina d'anni, con fronte alta e volto ben rasato,
dunque il contrario del figlio. Con ciò l'artista volle forse
1 Marucchi, t ■ IV, 4. mostrare la sua capacità dì eseguire ritratti di qualunque età.
102 Appendice I. - Osservazioni generali sui ritraiti dei defunti nell'arte funeraria

Nella madre, che occupa il campo angolare a destra, esagerò delle sculture era terminato. Cosi il sarcofago aspettava nella
la giovinezza, come di solito; essa sembra una donna di officina il compratore, quando venne acquistato da due fra-
venticinque anni al più; nessuna ruga le solca la faccia, telli. Convenne allora trasformare il busto della donna in
mentre quella del marito ne è piena- Padre e madre sono un uomo barbato ed introdurre alcuni altri cambiamenti
rivolti verso l'immagine del loro figlio, al quale dovettero anche disgraziatissimi, come quello del braccio sinistro del
rendere gli estremi uffici che si aspettavano da lui. Cosi personaggio principale, che è storpiato e deturpa l'aspetto
in un epitafìo d'un giovane non ancora ventenne, immatu- dell'opera, in complesso assai bella. Solo il petto femminile
ramente rapito ai genitori, si dice che maerentes parentes rimase tal quale era preparato (tav. LXXXXIll, 2).
jecerunt quod ipse (filiiis) facere debuti ', L'elegante figura Chi siano stati i due fratelli non sappiamo, perchè
della madre, tutta involta nella palla, ha parimente una manca il coperchio con l'iscrizione. Il loro abito, tunica e
pallio, sembra indicare che non fossero di stirpe senatoria
né alti impiegati imperiali. Ad ogni modo si deve credere
che erano persone assai doviziose, avendo potuto acquistare
un tale sarcofago.

3. - Sarcofago di « Adelfia ».

Di fattura romana sembra essere anche il sarcofago di


Siracusa, che non è un monolito, ma consta di due pezzi.
In esso fu deposta Adelfia, donna chiarissima, moglie del comes
Balerius [tav. LXXXXJI, 2). Proviene probabilmente da
una officina situata nelle vicinanze del cimitero di S. Callisto,
cui dobbiamo il sarcofago riprodotto insieme con esso a
tav. LXXXXII, 1. Adelfia e Valerio vestono abiti conformi
al loro alto rango; essa porta inoltre un ricco bracciale ed
ha la testa scoperta per mostrare l'abbondante capigliatura
con quella larga treccia che serve quasi di corona, venuta
in uso fin dal tempo di s. Elena, madre di Costantino
{tav. LXXXXIll, 1). L'atteggiamento tipico di questi due
busti fa vedere quanti cambiamenti dovettero subire quelli
dei due fratelli. Il sarcofago è della seconda metà del
secolo iv.

Fig. 50.
4. - Coperchio del sarcofago
della basilica di s. ambrogio.
tenda per fondo; ai piedi, un uccello sopra un cesto di
fiori rovesciato. L'acconciatura dei capelli ondulati che Sui ritratti di Settimia e Catervio (tav. LXXXXIV, 1)
coprono le orecchie sono un indizio dell'età Severiana. abbiamo detto il necessario. Restano i due anonimi di S. Am-
Quando si costruì la basilica, furono distrutte le sculture brogio dentro un tondo imitante una conchiglia (tav. cit., 2).
del coperchio. Solo nell'angolo sinistro se ne vedono pochi L'abito è differente. Il marito veste da ufficiale superiore,
avanzi: cesti ripieni di olive, giovani tunicati, uno dei quali tunica con maniche strette, corazza e paludamento fermato
in atto di salire su un albero per cogliere le frutta. Vi erano con una semplice fibbia rotonda. L'assenza del diadema basta
evidentemente rappresentazioni delle stagioni. per allontanare l'idea che si tratti d'un imperatore. La moglie
ha tunica e dalmatica e porta un bracciale e una collana di
tre file di perle e pietre preziose. La scultura è molto elegante
2. - Sarcofago dei due fratelli.
e piena di vita; i due sposi sembrano conversare fra loro.
Fra le coppie la più antica è quella dei due fratelli ano- Trovandosi Ì ritratti sul coperchio, non sul sarcofago, come
nimi, rappresentati sul celebre sarcofago proveniente da gli altri tre, il rilievo è bassissimo, le pieghe sono indicate
S. Paolo (tav. LXXXXI): la scultura appartiene ai primi da solchi, i capelli di lui, sul davanti da alcuni fiocchi e
anni dell'era della pace. I ritratti sono eseguiti eon rara sull'occipite da semplici picchiettature. L'influsso dell'arte
mastria e, a quanto pare, con somiglianza perfetta; essi sono musiva è manifesto.
insomma veri ritratti. Bisogna però sapere che nella con- Marito e moglie ritornano ancora due volte, ma come
chiglia i due busti rappresentavano in origine come si disse, figure tipiche ed in statura piccolissima, sulla fronte e sulla
marito e moglie, ed erano soltanto abbozzati, mentre il resto faccia posteriore, inginocchiati o profondamente inchinati
davanti a Nostro Signore, per raccomandarsi alla sua miseri-
■ De Rossi, Bulini, frisi., 1891, p. 40. cordia (fine del secolo iv).
Appendice I. - Osservasioni generali sui ritratti dei defunti nell'arte funeraria

sua copia, dove il timpano si presenta quale continuazione


5. - Frammento di coperchio uhi, Mi^eo delle Terme.
della tenda del banchetto, il Garrucci prese la cornice del-
La forma rotonda deila cornice per i busti prevalse in l'orante per una « edicola », senza curarsi del significato di
maniera da essere quasi esclusiva. Di immagini in cornice un tale dettaglio. Di più, egli non seppe spiegare il giovane
quadrangolare si trova appena qualche raro esempio '. Una pastore accanto, col bastone nella sinistra e colla zampogna
menzione speciale merita un meschino avanzo d'una orante nella destra. E pure questi è per noi d'un grande interesse.
velata dentro una cornice quadrangolare, simile alla effigie Per spiegarlo, basta un'occhiata sulle sculture dell'insigne
dì Cristo sul frammento del Museo del Camposanto teuto- sarcofago di Pisa: egli è il pastore del gregge terrestre che lo
nico (tav. XXVII, 1). Essa è rappresentata su un coperchio spettatore deve supplire, e non ha nessuna relazione diretta
in cui ciascuno riconoscerà l'opera di quegli artisti che ave- né col banchetto né con l'orante accanto, immagine del-
vano l'abitudine di contrapporre nei lati della tabula inscri- l'anima beata nella felicità eterna. Come suppongono molte
ptionis, le due scene di Giona a quella del banchetto e di sculture, egli richiede, quale riscontro, dall'altra parte del-
ornare di teste ornamentali i due angoli. l'orante un Buon Pastore con la pecora sulle spalle. In tal
Il frammento si conserva nel Musco delle Terme e fu modo l'orante stava fra due pastori: fra quello, al cui gregge
pubblicato dal Garrucci;, ma con una copia inservibile per essa apparteneva durante la vita, e il Buon Pastore il quale
i particolari, che dell'orante riproduce soltanto la mano porta l'anima in paradiso.
destra col braccio. Ora l'importanza di questa orante con- Vista l'estensione dello spazio che l'orante fra i .due
siste appunto nell'essere stata scolpita in una cornice qua- pastori occupava sul coperchio, s'intende che la tabella del-
drangolare, che nella parte superiore è decorata d'un tim- l'iscrizione non vi trovò posto: il Buon Pastore stava accanto
pano, come l'effigie menzionata di Cristo sul frammento alle due scene di Giona, e l'altro pastore' è cosi vicino al
del Museo del Camposanto teutonico {tav. XXVII, 3), su banchetto, che l'artista dovette diminuire il numero dei con-
cui questo particolare andò distrutto. Contrariamente alla vitati per collocarlo (ut secolo).

' Garrucci, i ■ 359. 3-

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LIBRO TERZO

SAN PIETRO

•-•7
INTRODUZIONE

Nel valutare i meriti dei due Principi degli apostoli, Di Pietro ho potuto constatare niente meno che venti-
molti dotti, specie quelli insigniti dei gradì accademici, sono sette scene 4; e di una di queste, del battesimo di Cornelio,
troppo facili ad esaltare Paolo, uomo versato nelle scienze, esistono più che centoventi esempi, circa sessanta della
e a deprimere Pietro, semplice pescatore, privo dì cultura prima cattura, una settantina dell'annunzio della negazione
letteraria. È vero che già presso gli scrittori antichi Paolo e altrettanti delle scene pastorizie. Tutte queste rappresen-
è il doctor geiitì'um; ma è vero altresì che già presso di loro tazionì appartengono al secolo li quando non vi era ancora
Pietro occupa il primo posto. Prudenzio, per citarne qui nessuna traccia di Paolo. Cosi questi apparisce appena
uno, mentre a Paolo dà il titolo di « vocator gentium », nella scultura precostantiniana; le scene di Pietro, al con-
riserva per Pietro la « prima cattedra » e le « chiavi ■; trario, vanno sempre aumentando. Di più, vedremo su
molti sarcofagi un vero parallelismo fra le scene di Pietro
llic nempe iam regnarli duo
e di Cristo.
Apostatar arti principes.
Alter vocator gentium,
Questa sproporzione fra i due Principi degli apostoli
Alter calhedram possidens espressa nei monumenti antichi sorprende a prima vista,
l'rìmam, recludit creditas ma si spiega facilmente, quando si pensa alla relazione che
Aetermtatis ianuas. correva fra il divin Maestro e Pietro, suo vicario ".
Con tutto ciò, non occorre dirlo, era lontana dagli artisti
Quanto poi al linguaggio dei monumenti, o per lo meno romani l'idea di abbassare come che sia la grande figura di
delle sculture, oggetto del presente studio, esso non am- Paolo. L'intenzione loro fu di porre in piena luce, quasi
mette nessun dubbio sulla priorità di Pietro. Se si eccettua in segno di gratitudine, le benemerenze del Principe degli
un interessante coperchio di sarcofago 2, Paolo è nel periodo apostoli verso i Romani: per fondatore, per primo vescovo
precostantiniano figura ignota; soltanto nel iv secolo diviene, della Chiesa di Roma essi non conoscono che Pietro; que-
nella scultura romana, soggetto principale, s'intende, di due sto solo porta, al pari del Buon Pastore, la pecorella smarrita
scene: la decottatio e la cattura, composta, questa, ad imita- sulle spalle; a Pietro, prima di salire al cielo, il Signore dà
zione della (prima) cattura di Pietro allora già da oltre un la legge e lo istituisce suo successore; Pietro solo insegna la
secolo solita ad essere rappresentata; e della decollatili si legge, e, mentre la insegna, viene catturato da due guardie
conoscono fino ad oggi sette esempi, due della cattura, l'uno e suggella la sua dottrina col suo sangue, sparso sulla croce.
dei quali da me supposto. In Gallia poi si aggiungono ancora Il successore di Cristo diventa cosi anche il suo imitatore
tre altre scene, forse d'importazione romana, ciascuna effi- perfetto, salendo come lui sul legno infame del patibolo.
giata una volta: l'arresto fatto da un ebreo in presenza di Ecco perchè Pietro fu tutto per gli artisti romani; ecco
Tecla, l'apparizione di Cristo all'apostolo e la lapidazione perchè Paolo e gli altri apostoli passarono necessariamente
{taw. XVI, 3 e XXXIII, 3) *■ in seconda linea.

1 Perhteph., 2, 459 segg: Migne, P. £., 60, 324.. Vedi anche Vn ' Le Blant, Gante, taw. XI, 3; XIV, 1; Garrucci, i
Fortunato, Misceli., 3, 7: Migne, P. L., 88, 126. ' Le scene apocrife som- escluse da questo numero.
' Riprodotto a tav. X, 3. :' La parola è antica, come si vedrà più oltre.
Capo I. - La fonte miracolosa e il battesimo di Cornelio

CAPO I.
LA FONTE MIRACOLOSA E IL BATTESIMO DI CORNELIO.

Una delle scene più antiche e la più frequente di tutto A qualche scienziato è sembrato strano dì vedere il bat-
il repertorio, è quella che rappresenta il miracolo della fonte tesimo simboleggiato dal bere dell'acqua della fonte. Ma la
nel deserto, in cui ci si rivelerà il battesimo del centurione stranezza è piuttosto dalla parte di tale scienziato, perchè
Cornelio. è un fatto che la fonte miracolosa fu nell'arte funeraria, come
I pittori delle catacombe composero questa rappresen- anche nella letteratura fin da principio collegata col batte-
tazione sul principio del n secolo e la riunirono così stretta- simo, e l'acqua della fonte è di natura sua destinata ad
mente con scene battesimali, che G. B. de Rossi riconobbe essere bevuta. Difatti i cristiani dei primi tempi erano tal-
in essa, ed a ragione, il simbolo più solenne del battesimo. mente penetrati da questo simbolismo battesimale, che
Rimandiamo sopra tutto alle pitture d'una delle così dette l'espressione: « bere l'acqua della fonte » significava nel lin-
cappelle dei sacramenti, A 2, dove il pescatore prende il guaggio ecclesiastico farsi battezzare. « Item denuo praeca-
pesce nell'acqua scaturita dalla rupe percossa da Mosè. La nitur », scrive s. Cipriano, « et ante praedicitur Iudaeos, si
fonte miracolosa fornisce quindi l'acqua per il battesimo, sitierint et Christum quaesìerint, apud nos esse potaturos,
essendo, come sì vide, la pesca un altro simbolo battesimale. id est, baptismi gratìam consecuturos » \ Questo linguaggio
E che non si tratti d'un capriccio d'artista, lo prova Tertul- si mantenne per molto tempo. Ancora nella leggenda, forse
liano, chiamando « aquas baptismi » l'acqua, « quae de comite del v secolo, ì martiri Processo e Martiniano domandano il
petra populo defluebat » '. Sì direbbe che avesse dinanzi agli battesimo ai Princìpi degli apostoli colle parole: « Donate
occhi pitture simili a quelle da noi citate. Del personaggio nobis aquam, quia siti periclitamur >■ °.
percuotente la pietra egli non si occupa; le cose principali Autore di questo simbolismo fu Nostro Signore stesso,
sono per lui la pietra, simbolo di Cristoa, e le acque della quando nell'ultima festa dei tabernacoli a Gerusalemme, allu-
fonte da essa scaturite, nelle quali, secondo l'esempio dato dendo forse alle parole profetiche di Isaia 7, esclamava: « Si
da Nostro Signore, si amministra il battesimo, o, per dirlo quis sitit, veniat ad me et bibat »s. E affinchè ognuno intenda
colle note parole dello stesso dottore ì « pisciculi secundum il senso di queste parole profetiche, l'evangelista ne dà
IXQYN nostrum Iesum Christum in aqua nascuntur »3. subito la spiegazione: « Hoc autem dixit (Iesus) de Spiritu,
Difatti nella cappella A 3 alla pesca segue il battesimo di quem accepturi erant credentes in eum »:I. « Per baptismum
Cristo, e sui monumenti posteriori il battesimo fa delle volte autem Spiritus sanctus accipitur », aggiunge s. Cipriano,
riscontro alla fonte miracolosa. Questa è infine, anche nelle completando da parte sua il commento del testo evangelico '".
epigrafi, oggetto di ammirazione e dì stupore. Abercio la Egli era quindi persuaso che già l'evangelista Giovanni
menziona insieme A battesimo di Gesù, e l'iscrizione dì Pet- vedesse nella fonte miracolosa un simbolo del battesimo.
torio la encomia con entusiasmo, invitando a berne l'acqua, Non meno chiaro è il linguaggio di s. Paolo, il quale,
cioè a farsi battezzare: Pisa's cae/esfis divinimi genus corde puro dopo aver menzionato il passaggio del Mar Rosso, altro tipo
utere, hausto inter mortales immortali fonie aquarum dk-irii- del battesimo, aggiunge: « et omnes in Moyse baptizatì
tns manantium. Titani, amìce, foveto animarti aqtris perennibus sunt in nube et mari, Et omnes eandem escam spiritalem
sapientiae largientis dwitias '. manducaverunt, Et omnes eundem potimi spiritalem biberunt
I pittori delle « cappelle dei sacramenti » e della « cap- (bibebant autem de spiritali conscguente eos petra: petra
pella greca » rappresentarono l'autore della fonte con volto autem erat Christus)» ", L'apostolo allude qui evidentemente
giovanile e imberbe, pensando evidentemente a Mosè, la all'eucaristia e al battesimo, non soltanto alla grazia in
cui faccia è quasi sempre senza barba nell'arte romana genere. Perciò la fonte scaturita nel deserto, nella « terra
antica e medievale. Quello che anche a loro importava più inaquosa », è da s. Ireneo chiamata » flumina Spiritus Sancti,
d'ogni altra cosa, era la simbolica fonte dell'acqua battesi- adaquare genus electum »,;. La verità di questo simbolismo
male. Lo stesso deve dirsi delle rare sculture (non soprala- sarà dimostrata appunto dai monumenti ritraenti il miracolo
vorate) sulle quali un personaggio imberbe percuote la pietra. della fonte, i più antichi dei quali ci porteranno al secolo II.

1 De bapt., ly. Kal'si'HKS, Fiorii, patr., XI, 2.S. ' Io., 7, 37. Queste parole furono ripetute da s. Damaso nel suo epi-
1 / Cor., io, 4: « bilie rum mitrili de spiritali conscqueritc cos petra: pctrsi gramma composto per un battistero, come giustamente avverti l'IllM (Damasi
autem erat Christus ». appratitili-, i, i): Qiiisuuk sitit, tniiul iiipietn liaiirirr fkiciitii. Iwmitet latice!
16. serrani ijtit iliikin tarila, ecc.
' De Rossi, Insrìpt. ehriit,, II, pag. xx. I"- 7- 37 e 39.
1 Ep. 63, 8: IIahtel, I, 706. 10 Ep. 63, 8: Hastel, I, 706.
' Passio ss. Proemi et Martmam; MOMSRmus, 2, 403 (ed. Solesm.). " / Cor,, IO, 23Cgg.
' Is., 12, 3: ■■ Haurietis aijiiiis in gnidio de fiiiuitms S;i!v:i[rjris . " Adven. Iiaeres., 4, 33, 19: MlONH, P. C, 7, 10S2,
■ della più aulica rappresentasi ■altura del battesm

II simbolismo battesimale venne ulteriormente approfon-


§ I. - Esame della più antica rappresentazione in
dito, come risulta dalla controversia sulla validità del batte-
scultura del battesimo di Cornelio.
simo amministrato da eretici: « La fonte dell'acqua battesi-
male e la sua origine dalla pietra furono allora e in seguito Cominciamo l'esame delle sculture col più antico esempio
considerate come tipo dell'origine e dell'unità della fede, dei della fonte simbolica. Questo ci è offerto dal ben noto sar-
sacramenti e della Chiesa » '. •■ Quo », domanda s. Cipriano, cofago lateranense 119, proveniente dall'antico cimitero vati-
■ quo venturus est qui sititi utrumne ad haereticos, ubi fons cano, per la disposizione non comune delle rappresentazioni
et fluvius aquae vitalis omnino non est, an ad ecclesiam quac chiamato dal Bottari « il più bizzarro n (tav. IX, 3)B. La
una est et super unum qui et claves etus accepit Domini scena della fonte è già pienamente sviluppata e corrisponde
voce fundata est? »3 II santo dichiara esplicitamente che in sostanza al racconto biblico 9: « Cumque clevasset Moyses
la fonte si trova soltanto nella Chiesa, e non presso gli ere- manum, percutiens virga bis silicem, egressae sunt aquae
tici, e lascia trasparire essere Pietro il primo e precipuo am- largissimae, ita ut populus biberet et rumenta ». Il perso-
ministratore della fonte e dell'acqua battesimale. Le parole: naggio principale, vestito degli abiti sacri (la testa e l'avam-
o Et omnes in Moyse baptizati sunt », citate poc'anzi, sono braccio destro sono di restauro), impugna nella destra
pertanto da applicare a Pietro di cui Mosè fu la figura. Con alzata la «virga Dei"'", percuotendo con essa una roccia iso-
tutta la chiarezza desiderabile il simbolismo in parola è lata e tenendo la sinistra sotto il pallio, puntata sul fianco.
espresso nell'arte minuta: su due fondi d'oro e sul piatto Egli ha quindi un'attitudine molto artistica. Per l'età della
di Podgoritza, accanto al personaggio che percuote la pietra, scultura è di qualche importanza che il gruppo rassomiglia
non è scritto MOSES, bensì petrvs3. I due vetri sono del ai più antichi affreschi, cioè a quelli della •> cappella greca »
iv secolo, il piatto forse non posteriore al v. della prima metà del secolo ti, e a quelli della « cripta di
In seguito ad uno dei vetri, quello pubblicato dal Boldetti ', S. Gennaro » e dei 0 cubicoli dei sacramenti 1 della seconda
già il Bottari, a proposito della fonte miracolosa effigiata sul metà, di quel secolo, dunque più o meno contemporanei.
sarcofago lateranense 180', si domanda: «Ora chi sa... che Sotto la verga scaturisce una ricca sorgente d'acqua che
parimente il Mosè scolpito in quest'arca non rappresenti inonda la roccia. Nessun accenno al « bestiame »; invece
ancor qui s. Pietro, il quale fondò la Chiesa Romana, e che « il popolo » è rappresentato da tre giovani che, ginocchioni,
fu il primo, che ai Romani mostrò l'efficacia dell'acqua del prendono colte mani l'acqua per dissetarsi. Seguendo cosi
santo battesimo? »8 Fu questo un lampo che non tornò più l'invito espresso nell'epitafio di Pettorio, essi fruiscono del-
a rischiarare la mente del Bottari. In tutti gli altri casi egli Yimmortalis fons aquarum divinìttis manantmm: si fanno bat-
non vede che il semplice miracolo nel deserto. È anzi tanto tezzare.
persuaso della giustezza della sua interpretazione, da pren- I tre giovani vestono, oltre le scarpe, una tunica con
dere per segno distintivo degli Ebrei il berretto rotondo por- alta cintura, senza maniche, e una corta penula raccolta
tato spesso da coloro che avidamente bevono l'acqua della sulle spalle, per lasciare libere le mani. Questo abito li carat-
fonte. Errore madornale: il copricapo militare, il pileus pan- terizza per soldati romani, il che è di importanza decisiva
nonicus, sulla testa d'un Giudeo che, sì noti bene, aveva il per la spiegazione della scena. Invero, avendo rappresentato
suo costume proprio, come lo aveva pure il soldato, ambe- alla fonte soldati romani, l'artista volle escludere il popolo
due perciò riconoscibili anche da lontano! Eppure l'opinione ebreo, che sulle sculture cristiane porta sempre gli stessi
sbagliata del Bottari fu accettata da tutti gli archeologi e abiti, e cioè tunica lunga e discinta e, come manto (per adulti)
fece legge fino ai nostri giorni. un'ampia penula, o (per ragazzi) la pellegrina, alicula. Cosi
Ognuno sa quanto fu fatale la confusione prodotta da vediamo gli ebrei sopra tutto nel passaggio del Mar Rosso
questo errore nelle rappresentazioni del principe degli apo- e nell'ingresso di Gesù in Gerusalemme. Così si presenta
stoli. Infatti i personaggi col berretto ritornano in tre diffe- un ebreo anche sul nostro sarcofago 119, nella risurrezione
renti scene che l'errore del Bottari obbligava ad applicare di Lazzaro: è l'uomo a destra dell'apostolo, dal restauratore
a Mosè o a qualche altro personaggio del Vecchio Testa- ignaro cambiato in una donna. Restando dunque dalla
mento. Rimandando alle nostre pubblicazioni su tale argo- nostra scena esclusi gli ebrei, essa non può rappresentare il
mento", qui basterà accennare che l'incertezza nello spiegare semplice miracolo della fonte nel deserto, e il personaggio
i rispettivi monumenti si deve unicamente al falso metodo che percuote la roccia non è, per conseguenza, Mosè, bensì
degli interpreti. Gli scultori antichi non avrebbero potuto Pietro, come attestano, oltre Ì tre vetri che ne portano il
esprimersi con chiarezza maggiore; essi ci fornirono un mezzo nome tutti i numerosi monumenti che gli danno i tratti
che esclude ogni dubbio, ogni equivoco. caratteristici del principe degli apostoli.

1 De Rossi, Roma toturr,, II, 331. ~ M'olire itati (tthrltr .ìtislt-^iiìig tler altchristlichen Sarkophagskidplur
1 Ep. 73, li; Haktel, 78f>. Zeitsclir. /. kalh. Theologie, 1922, 1-19 e 177-211; S. Pietro sulle più co
1 Garbucci, III, wv. 179, 8 e 9; VI, t ciiiiìtrriiili tmùrhr. in Stinti romani, 1922, 14-34.
' Ossem., lav. 5, p. 200. ' Roma sollerr., I, tav. XLII, p. 186.
'" Gahhucci, tav. 372, 2. " Xam., 20, II.
■ Roma sollerr.. Ili, 27. " Ex., 4, 20.
110 Capo I. - La fonte miracolosa e il battesimo dì Cornelio

Ma perchè rappresentare proprio soldati alla fonte mira- in esame: essa rappresenta il battesimo di Cornelio e dei suoi
colosa? sotto forme reali e simboliche insieme.
Leggiamo negli Actus Apostolorwtt che, quando Pietro Eccoci davanti all'avvenimento decisivo nella attività mis-
era ancora in Giudea, viveva in Cesarea un ufficiale, « nomine sionaria di Pietro e degli apostoli in genere, che vi apportò un
Cornelius, centuno cohortis, quae dicitur Italica, religiosus cambiamento radicale: l'apostolato fra ì pagani. "Viri fratres »,
ac timens Deum cum omni domo sua, faciens eleemosynas disse più tardi Pietro nel concilio apostolico, "Viri fratres, vos
multas plebi et deprecans Deum semper ». Le sue preghiere scitis, quoniam ab antiquis diebus Deus in nobis elegit per
furono esaudite. Un « angelo di Dio •> gli ordinò di far venire os meum audire gentes verbum Evangelii et credere » *.
Pietro, allora dimorante a Joppe; questo gli direbbe cosa Quanta importanza fosse attribuita al battesimo di Cornelio,
dovesse fare. Cornelio mandò a chiamare l'apostolo, il quale appare dal modo come ne parla Tertulliano: « Ipse denique
si recò subito coi messaggeri in Cesarea, dove Cornelio Io (Petrus) primus in Cornelii baptismo 3 reseravit aditimi cue-
aspettava, « convocatis cognatis suis et necessariis amicis ». lestis regni, quo solvuntur alligata retro delieta et alligantur
Pietro trovò pertanto un'assemblea abbastanza numerosa: quae non fuerint soluta, secundum veram salutem, et Ana-
« invenit multos qui convenerant -, e, naturalmente, in pre- niam vìnxìt vinculo mortis et debìlem pedibus absolvit
valenza militari, essendo centurione il personaggio princi- vitio valetudinis. Sed et in illa disceptatione custodiendae
pale. Quando entrò, « obvius venit ei Cornelius, et procidens legis primus omnium Petrus spirita instinctus et de natio-
ad pedes eius adoravit ». Questo atto di venerazione verso num vocatione praefatus: Et nunc », ecc. ' Da queste parole
il principe degli apostoli è per noi preziosissimo, perchè gli trasparisce la contentezza, la soddisfazione che Tertulliano,
scultori lo misero a profitto, introducendo, come vedremo, d'orìgine pagana, prova pensando a quel fatto decisivo, al
in tre scene di battesimo un milite prostrato ai piedi del- battesimo di Cornelio, che aprì ai pagani la porta della
l'apostolo, per significare allo spettatore trattarsi appunto Chiesa e, per conseguenza, « reseravit aditum caelestis regni ».
del battesimo di Cornelio. Cornelio ed il suo seguito furono dunque i primi pagani
Fatto alzare il centurione, Pietro dichiarò anzitutto all'as- da Pietro convcrtiti e battezzati. Possiamo dire anche «bat-
semblea che, per parte sua, egli aveva smesso il vecchio tezzati », poiché fu egli il personaggio principale dell'avveni-
pregiudizio giudaico di disprezzarc i pagani, avendogli Dio mento. L'apostolo ruppe così le catene che fino allora tene-
mostrato, « neminem communem aut immundum dicere vano la predicazione del vangelo avvinta al solo popolo
hominem ». Alla sua domanda perchè l'avessero chiamato, eletto, agli ebrei; l'idea della salute fu ormai portata al di
Cornelio espose la ragione ed i unse le seguenti parole, là degli stretti confini d'Israele e comunicata anche ai gentili.
che ci mettono dinanzi la più anticica catechesi battesimale Gli effetti di tale cambiamento della prassi missionaria
diretta a pagani, di cui abbiamo noti; Nunc ergo », disse in prò dei pagani dovettero, naturalmente, risentirsi in modo
egli, « omnes nos in conspectu tuo adsumus, audire omnia, speciale a Roma, dove i cristiani venivano in massima parte
quaecumque tìbi praecepta suiti a Domino »; essi vogliono, dal paganesimo. Quindi nessuna meraviglia se it battesimo
in altri termini, essere istruiti dall'apostolo sulla via della di Cornelio divenne nell'arte cimiteriale la scena che per
salute prescritta dal Signore. numero supera di gran lunga tutte le altre scene. Solo nella
Pietro acconsentì e tenne, prima di battezzare gli adunati, scultura se ne conoscevano finora quasi cento esempi, riu-
una breve catechesi sulla verità ed assoluta necessità della niti da un archeologo tedesco5; noi ne aggiungeremo più
fede cristiana, insistendo specialmente sulla passione e resur- di venti ancora inediti. E la scena richiede sempre la stessa
rezione de! Signore e alludendo al giudizio in cui questi spiegazione, perchè i personaggi che bevono l'acqua, sono
fungerà da giudice, « constitutus a Deo iudex vivorum et dappertutto soldati romani, eccettuata una scultura d'Arie»,
mortuorum ». ■ Huic », così termina, « omnes prophetae {tao. LXXXXVII, 2), ora nel Museo di Aix, nella quale
testimonium perhibent, remissionem peccatorum accipere vediamo dissetarsi alla fonte quattro ebrei. Così » exceptio
■ per nomea eius omnes, qui credunt in eum ». Mentre par- firmai regulam ■<. Ma anche dove mancano i soldati, il signi-
lava, « ceeidit Spiritus sanctus super omnes qui audiebant ficato della scena rimane Io stesso, essendo autore del mira-
verbum. Et obstupuerunt ex circumeisione fideles, qui vene- colo Pietre), spessissimo riconoscibile dai tratti del volto.
rant cum Petro, quia et in nationes grada Spiritus sancti Secondo una usanza, familiare agli artisti romani, di
effusa est ». E come per giustificarsi dinanzi a questi, l'apo- esprimere cioè in diversi modi una verità importante, lo scul-
stolo domandò alla fine: « Numquid aquam quis prohibere tore del sarcofago 119 aggiunse alla fonte un secondo simbolo
potest, ut non baptizentur hi, qui Spiritum sanetum acce- battesimale, quello del pescatore, ripetendo, come abbiamo
perunt sicut et nos? » E dette ordine di battezzarli « in no- veduto0, nei pesci il numero ternario dei soldati disposti
mine Domini lesti Cbristi " '. Venendo ora alla conclusione, sulla roccia. Tale coincidenza fa l'effetto d'un lampo dì luce;
non può più cadere alcun dubbio sul significato della scena essa viene a confermare l'interpretazione dell'una e dell'ai'

1 Ad. apuli,, io, 24 segg. 1 Ut Pvdtatia, zi, n: Rauscheh, 0,4 seg,


* Ad. tipo». 15, 7. ' Erìuii IlficKlili, Dai Oucl/ieuiiiler in iler altchristl. Kunsl, Slr;issburg, 1909,
Veramente Cornelii è congettura del van der VIii p. 25-64.
hanno Christi baptismo die non sembra entrare i Vedi aopra, p. 17.
§ !. - Esame delia più /ut/ira rappresentazione in scultura de! battesimo di Come/io

tra scena. E che non sia una coincidenza fortuita, ma inten- sua testa sopra lavorata: tanto nell'originale quanto sulla
zionale, lo prova lo stesso numero ternario che presto vi si fotografia, si vede però che in origine egli era barbato, come
affaccerà ancora una terza volta. Io è ancora oggi nella scena principale della fronte. Tenendo
S'intende che Cornelio prefigura in genere il pagano colla sinistra il pallio, la cui lacinia pende dall'avambraccio,
romano battezzato. La scena del suo battesimo si prestava con la « virga percutiens silìcem » fa scaturire l'acqua che
pertanto assai bene a riflettere come in uno specchio l'atti- in linee ondulanti si spande sulla roccia. Cornelio, piegato
vità degli apostoli e degli altri missionari fra i pagani, perchè sul ginocchio sinistro e con Io sguardo rivolto in su, stende
il battesimo suppone in adulti la predicazione efficace del le mani, per attingere alla fonte immortale. Per essere più
vangelo, la catechesi, il coronamento della quale deve essere libero, egli ha rigettato il manto sul dorso in pieghe ricche
il battesimo. e quasi arcaiche. Conformemente al tempo a cui appartiene
il sarcofago — prima metà del iv secolo — il manto è la
§ II. - Rappresentazioni comuni clamide, non più la penula. Cornelio porta inoltre le brache
del battesimo di Cornelio. e la tunica con maniche lunghe e strette, altro segno di quel-
l'età. L'artista lo trattò con una cura speciale ed espresse
Le sculture offrono di regola il tipo consueto: Pietro, nel volto e nella figura intiera Io stato d'animo d'un neofito:
voltato a destra o a sinistra, percuote colla verga la roccia è senza dubbio la più bella rappresentazione di Cornelio,
dalla quale scaturisce la fonte battesimale. Più di rado egli che il restauratore non riuscì a guastare.
accenna al miracolo già fatto, invitando con la destra alzata In vetta alla roccia dove, naturalmente, non potrebbe
ed aperta a bere l'acqua, cioè a farsi battezzare. Uno o due, crescere un filo d'erba, vediamo un albero d'ulivo, carico
soldati, raramente tre, bevono dalla sorgente, prendendo di frutta. Tale fenomeno straordinario si spiega secondo
l'acqua colle mani, vaso naturale per attingerla. Salvo le ogni probabilità col significato simbolico della fonte: l'ulivo
sculture precostantiniane, essi hanno il berretto rotondo, ombreggiarne l'acqua, accenna all'olio, elemento necessario
indizio sicuro del secolo iv; sempre poi sono soldati romani: per chi amministra il battesimo, ma secondario, perciò ordi-
dunque Cornelio col suo seguito. nariamente negletto dagli artisti antichi; soltanto sulla scul-
Dal lato iconografico della composizione, è da notare che tura del giardino Colonna sono aggiunte alcune piante d'ulivo
nei monumenti posteriori la roccia è raramente un monte (tav. CU, 4). Se ne ricordò anche l'abbadessa Herrad nel
isoiato; di solito aderisce al listello del quadro, relegata nel- suo liortm deliciarum: sulta miniatura, ritraente il batte-
l'angolo. Un particolare poi che abbiamo già incontrato simo di Cristo, un grazioso alabastrum pende in aria, sotto
in alcune rappresentazioni del battesimo di Gesù, ritorna la colomba dello Spirito Santo, e versa il contenuto sulla
spesso anche in quelle del battesimo di Cornelio: la roccia testa del battezzato \ Una comparazione del rilievo colla
e l'acqua sono trattate come se fossero vedute dall'alto, miniatura riesce a favore del primo; lo scultore seppe espri-
mentre le figure umane ci si presentano nel punto di vista mersi con più ingegno, naturalezza ed arte.
ordinano. La scultura della fonte sta in perfetta corrispondenza
Data l'importanza eccezionale del battesimo di Cornelio, con la scena accanto, dove Gesù concede, con un gesto beni-
non di rado accade d'incontrarlo isolatamente, cioè senza gno della destra abbassata, la grazia che la Cananea implora
altre scene dell'apostolo, per alludere al battesimo del ginocchioni per sua figlia. Ma la simmetria non fu l'unico
defunto deposto nel sarcofago. Il Carnicci ne ha pubblicato motivo che indusse l'artista ad avvicinare le due scene l'una
dodici esempi ',- ai quali posso aggiungerne altri tre sicuri, all'altra. Vi fu anche una, ragione interna: come Cornelio è
uno inedito (LXXXXVIII, 2). Questo si trova sulla fronte il primo pagano convertito da Pietro, cosi la Cananea è la
d'un sarcofago che per molto tempo fu esposto in una vigna prima pagana convertita da Nostro Signore. Con ciò si spiega
vicino alle terme di Caracalla, perciò d'una conservazione perchè gli scultori amino accostare, potendo, la Cananea
pessima *. Una copia della fronte poco cambiata ce l'offre il a scene dell'apostolo, spessissimo all'annunzio della nega-
sarcofago che da pochi anni si trova a Montpellier, colà zione. Essi giunsero anzi a comporre una scena nuova che
trasportato da Bagnolo {tav. LXXXXIX, 5). non è ricordata esplicitamente nella Sacra Scrittura, mostran-
Ordinariamente però il battesimo di Cornelio si vede doci l'apostolo in atto di condurre la Cananea al bacio della
insieme con altre scene dell'apostolo. Il più bell'esempio mano di Cristo. Di questa scena tratteremo a suo tempo.
merita una illustrazione speciale.
2. - Frammenti di sculture
1. - Fianco destro del sarcofago lateranense 174. rappresentanti il battesimo di cornelio.

La più bella ed accurata rappresentazione del battesimo Dappertutto dove esistono sculture cristiane alquanto
di Cornelio si trova sul fianco destro del famoso sarcofago numerose abbiamo anche qualche avanzo del battesimo di
lateranense 174. Pietro vi appare senza barba, essendo la Cornelio. Sono per lo più frammenti meschini, non offrendo

1 Taw. 315. 3; 341, 3: 357, 2; 359, 2; 361, ; 374. z;375> 1; 376, 31378, ' Mi fu segnalato dal mio amico G. P. Kirsch.
4; 384. 7: 398, 9; 4°3. 4- * WlLPERT, Mosaikcn uiid Mulrreiin, 779, fig. 349.
Capo I. - La fonte miracolosa e il battesimo di Cornelio

che un po' d'acqua e parte della figura di Pietro o d'uno per pulirlo. Per lo stile molto buono ricorda i
o di due soldati che si dissetano. Le riproduzioni mostrano i frammenti simili della missione degli apostoli a Domitilla '.
frammenti più belli (figg. 53S7)- Uno dei più piccoli con- Appartiene incirca alla prima metà del secolo m. I fram-
tiene soltanto dell'acqua, due la roccia con l'attacco della menti del secondo esempio provengono da un sarcofago
verga; altri finalmente fanno supporre la scena dall'attitudine rappezzato, a cinque scompartimenti (tav. CU, 2). Il bat-
dell'apostolo. Quasi di tutti diamo la ricostruzione, che ci tesimo ne formava l'angolo destro. La composizione rivela
riuscì facile, mercè i numerosi esempi intieri. Essa è sicura ancora gusto artistico. I soldati non hanno copricapo e sono,
in sostanza, salvo qualche particolare che potrebbe comple- caso raro, sovrapposti l'uno all'altro. Specialmente quello
tarsi in maniera diversa, ma sempre come battesimo di Cor- del piano superiore, quasi intiero, è molto bene riuscito.
nelio. Riguardo a quello che contiene soltanto dell'acqua Egli beve in un'attitudine naturalissima, piegato sul ginocchio

Fig. 53. Fig. 55.

{tav. C, 2), è da notarsi che il battesimo era effigiato nel destro e tenendo la gamba sinistra penzolone. Anche il
centro, non ad uno degli angoli, come di solito. pallio dell'apostolo dalle larghe e semplici pieghe merita
I frammenti scavati nel cimitero dì S. Callisto sono tanto attenzione. Sicché non v'ha dubbio che la scultura sia pre-
numerosi da riempire una tavola (C) e parte dì due altre costantiniana.
(CIJI-CV). Il più antico è avanzo d'una scena simile a quella Della fine del in secolo sarà forse anche il frammento
descritta del sarcofago 174, sebbene in senso inverso, che rinvenuto nel cimitero di S. Ciriaca, su cui apparisce un
perciò servì per la ricostruzione (tav. C, 1). Esso non con- po' d'acqua e le teste deì due soldati, senza il berretto
tiene che il ginocchio destro e parte della tunica di Cor- (tav. CV, 5). Pietro è distrutto, egli stava a sinistra. Dal-
nelio e rivela un artista molto l'altra parte viene l'a-
accurato, che si dette la pena dorazione dei Magi coi
di levigare il marmo. Le pieghe due animali profetici,
sono ottime e punto schemati- dall'artista accalcati
che. Questo è certamente l'a- con le altre figure, il
vanzo di un sarcofago del se- che rese assai difficile
colo ih. Ed in ciò consiste il suo la ricostruzione '.
valore particolare, perchè non Precostantiniana
abbiamo molte sculture del bat- Fi 57 sembra infine anche
tesimo di Cornelio, che si pos- la scultura murata nel
sano ascrivere con tale sicurezza a quel secolo. Alla fine del giardino Colonna (tav. CU, 4). Pietro, figura molto movi-
medesimo sembra appartenere il frammento d'un coper- mentata, ha il tipo più antico, con barba lunga. Tre sol-
chio del cimitero di S. Sebastiano, che ci offre la scena dati, come sul sarcofago 119, bevono alla sorgente. Nel
quasi completa; manca soltanto la rupe con un po' d'acqua fondo, alberi d'ulivo. La scultura era o l'angolo destro della
(tav. CI, 1). Pietro, che batteva la rupe, e il centurione che, fronte o la testata sinistra di un sarcofago 3. Essa ha grande
coricato sulle ginocchia, attinge l'acqua, sono figure ben rassomiglianza con una scultura di Porto che da poco si
piantate; le pieghe dei loro abiti sono semplici, larghe; quasi trova nel Museo lateranense (tav. CU, 3). Mancano però
nessuna traccia del trapano, e Cornelio non porta copricapo. le figure di soldati.
A destra una Vittoria che rivolgendo la testa indietro sor- Al tempo del de Winghe si vedeva ancora « fragmentum
regge la tenda sospesa come fondo del busto del defunto. insertum muro in aedibus dominae Fulviae Columnae sub
Dei due frammenti col battesimo provenienti dal cimi- Quirinali », che non esiste più (fig. 58)4. Era, come sembra,
tero di Ponziano, l'uno offre un particolare interessante la metà destra d'un sarcofago a cinque nicchie, l'ultima
in quanto che la barba di Pietro era soltanto dipinta delle quali aveva pure una scena della fonte simbolica; i
(tav. CU, 6). Me ne accorsi quando feci inumidire con acqua soldati erano due e portavano il berretto cilindrico. Questo

' Vedi sopra p. 3+3egg. e tav. XXVIII, 2. Sarebbe desiderabile elle il frani ento fosse tollo dai giìirdin
' Ambedue le scene furono bene interpretale da E. Becker. Musi-sdar- ;uro in qualche Museo.
Itttlungen, a. 117, p. 41, e X. Hiilletl. crisi., iooy, p. 104. ' Cod. vai. lai. 10545, f°'- '95-
§ 11, - Rappresentaste uni del battesimo di Cornelio 113

particolare e decisivo per l'età defilerà della pace costanti- per il gesto delle due figure2. «Mosè», cioè Pietro, stava
niana, proprio 1 era della grande popolarità della scena del di contro, nell'altra metà delta testata sinistra; nella nostra
battesimo. ricostruzione l'abbiamo supplito (tav. CU, i). Il taglio netto
Il Museo di Arles possiede da tre anni un esempio ine- prova che il sarcofago era segato nella sua lunghezza, consi-
dito, che feci ivi trasportare; ne parlerò fra poco. Un altro steva dunque di due pezzi. Dal frammento superstite della
prima e dell'ultima scena della fronte risulta che questa era
una replica della fronte lateranense 125 con l'immagine
della guarigione del paralitico nella piscina probatica, rap-
presentata in due momenti. Nella testata destra era Daniele
fra i leoni, con due palme nel fondo '.

3. - Strana trasformazione del battesimo di Cornelio


SII UNA COPIA DI BeAUMÉNJ.

Su di un sarcofago a cinque scompartimenti, proveniente


dall'antico << cimitero del Paradiso " a Marsiglia, Pietro dinanzi
Fig. 58.
alla fonte battesimale di Cornelio, fa riscontro a Mosè che
esempio, su un frammento piccolissimo della scena, appar- riceve dalla mano divina la legge presso il roveto ardente
teneva all'angolo destro d'un sarcofago a sette nicchie e mo- dalla vaga forma d'un albero in fiamme, che si eleva dietro
strava dell'acqua, ma senza traccia dì soldati. Quando si una capsa per libri; nel centro, in un tondo, il busto del
volle inserirlo nel sarcofago, il frammento era di nuovo defunto vestito della toga contabulata, e sotto il tondo,
scomparso e non potei più rintracciarlo. Un terzo esempio Giona dormente, figura del defunto dormente in pace
sconosciuto è fissato al difuori del muro dell'antico convento (tav. LXXXXVUI, 3).
dei Minimi ed offre quasi intiera la figura dell'apostolo e Con questo busto, che come dì solito ha il naso rotto,
parte di quella del centurione accanto ad Eva e l'albero col si collega una pia storia fantastica, riferita dal Le Blant al
serpente (tav. CU, 5). Il frammento è menzionato ma non
compreso dal Le Blant: «... débris représentant Ève et le
serpent enroulé autour de l'arbre du paradis; près de la
femme, deux personnages barbus, dont l'un n'appartient
pas a cette scène » '.
Il frammento rassomiglia, per la disposizione delle figure,
a quello, pure inedito, del Museo di Vienna (tav. CV, 2).
Questo possiede inoltre un meschino residuo del battesimo
di Cornelio, che seguiva l'arresto di Pietro, come provano
i piedi muniti di sandali e di scarpe militari. Esso è quasi
identico con un frammento rinvenuto a S. Sebastiano
(tav. CIV, 3). Da tali scene dovrebbe provenire anche il
frammentino con una testa di fondo e una testa di soldato
col berretto cilindrico da poco acquistato dal Museo di Arles.
Fig. 59.
È altresì pressoché intiera la scena che scoprii nel Museo
di Nimes; ivi sì vede soltanto Pietro alla fonte (tav. CHI, 1). quale rimandiamo *. Forse più fantastica ancora è la copia
Al contrario su un frammento del Museo d'Algeri, prove- che delle tre sculture eseguì Beauméni; la diamo a fig. 59 '°,
niente da Dellys, manca la metà coll'apostolo che batteva per mostrare che l'antico commediante aveva, questa volta,
la roccia; è invece rimasta l'altra metà con un po' d'acqua e tutta la buona volontà di ingannare, e nel disegno e nella
con due soldati a testa scoperta, che attingono l'acqua. La nota scrittac', YAcadémie des Inseriptìons dì cui era stipen-
soprascritta: « Moi'se frappant le rocher. Sarcophage chré- diato: il roveto ardente gli fece venire l'idea di cambiare
tien de Dellys » mostra che fu preso per « Mosè » il soldato l'acqua cavata dalla verga dell'apostolo in « colonnes ou
più grande, errore incomprensibile tanto per gli abiti che pluyes de feux », che contempla un uomo calvo §

1 Arles, p. 57, n. LIV. * Della nota riproduciamo il solo necessario: « 2 bouts d'un Tombeau
1 Doublet, Le Musèe d'Alger in Musées ri CoIUctions archéalogiqucs de dans un coin du cloitre de St-llilaire, Icquel a été scie sur sa longueur... ce
l'Algerie, Paris, 1890, p. 47. Non meno grave è l'errore d'Héron de Villefosse Tombeau est de marbré blanc, quelques chanoines le font passer pour tire
che nella scultura riconobbe « la reprcscmation des trois jcuncs Htbreux celui de Saintc Abre, fille de St Hilaire... ce qui probablement est faux, ces
dans la fournaise » (Compie Rendu de la Saette de numism., I, p. 280). rayons et ces colonnes ou pluyes de feux, se trouvent souvent aux urnes des
3 Doublet, loc. cil. Paycns. 17691'. "Pierre grise... avec cette tele en bas-relief que l'on croit
' Caule, tav. XIV, 2, p. 40 seg. ótre un Druide. Mr. Bcrrier qui l'avoit en 1747. pensoit que c'étoit un Roi des
1 Manoscritto 384, f. 30, della Biblioteca comunale di Poitiers. La foto- Picts, on l'avoit trouvé dans un champ a 2 lieues de Chatcllcrault. Je le
grafia mi fu gentilmente procurata dal dotto prof. Abbé René Aigrain.
Capo I. - La fonte miracolosa e il battesimo di (ori/elio

con le mani in tasca, e di convertire il roveto in « rayons » si rammenterà l'assistenza promessa dal Signore agli apo-
piombanti dalle nubi sulla capsa diventata un'ara pagana; stoli, quando li mandò ad istruire e battezzare i popoli:
il busto, finalmente, lo separò e non ne conservò che la «... ecce ego vobìscum sum omnibus diebus usque ad con-
contahulatio, mutandola però in una larga cravatta con uno summationem saeculi » '. Molto opportunamente l'artista
strano fermaglio — tutto d'una espresse l'assistenza divina prestata al principe degli apo-
bruttezza ributtante! Per accre- stoli, che sta in alto di iniziare, col battesimo di Cornelio,
ditare la sua copia mostruosa, il suo apostolato fra i pagani. Da tale persuasione era anche
Beauméni finse che le sculture animata la defunta, deposta nel sarcofago. La vediamo nel
fossero « bouts d'un tombeau centro della fronte, in attitudine di orante, col capo velato,
dans un coìn du cloitre de fra due palme e con un fascio di volumi ai piedi; accolta nel
St-Hi!aire, lequel a été scie sur giardino celeste, prega per i superstiti, affinchè anche essi
sa longueur » ', mentre l'origi- vengano a raggiungerla.
nale è sano e proviene in ul- Eccettuato l'avambraccio destro colla verga di Pietro,
timo dalla cripta di S. Vittore le sculture sono, come si notò, di conservazione ottima. Per
Fig. 60. di Marsiglia, dove fu adoperato lo stile e la tecnica esse hanno una manifesta parentela con
una seconda volta, forse per ri- quelle del sarcofago di Adelfia di Siracusa. E siccome questo
cevere la salma d'una abbadessa, come sospetta E. Le Blant. proviene probabilmente da una officina dell'Appia, cosi
Il sarcofago si conserva ora nel Museo di Marsiglia. anche a quello dell'ospedale di S. Giovanni potrà assegnarsi
con somma probabilità la medesima provenienza. Il berretto
dei due soldati ci autorizza a datarlo incirca alla metà del
§ III. - Il battesimo di Cornelio
somministrato sotto l'assistenza divina. secolo iv. Sarebbe desiderabile che, tolto dal cortile del-
l'ospedale, dove è esposto alle intemperie, fosse degnamente
Abbiamo detto che col battesimo di Cornelio, Pietro collocato in qualche Museo di Roma.
» ruppe le catene che fino allora tenevano la predicazione
del vangelo avvinta al solo popolo eletto, agli Ebrei ». In 2. - Frammento del Museo di S. Callisto.
tal guisa l'apostolo « primus in Cornetti baptismo reseravit
aditum caelestis regni » ai pagani. Un atto di tale conseguenza D'un secondo esempio dell'assistenza divina il cimitero
egli lo fece ispirato e assistito da Dio. Così pensarono gli di Callisto cì ha ridato un considerevole frammento, prove-
artisti che introdussero nella composizione la figura di Cristo. niente da un sarcofago rappezzato, la cui giuntura separava
la scena in due parti, come in altri casi (fig. 60). Resta la
i. - Sarcofago dell'ospedale di S. Giovanni. metà superiore dì Cristo che era rivolto a destra, teneva
in una mano il rotolo chiuso e con l'altra, ora distrutta, faceva
Il monumento principale che ci mostra Cristo nel batte- il gesto oratorio. L'artista volle quindi rilevare anzitutto
simo di Cornelio si trova in uno dei cortili dell'ospedale di l'ispirazione divina. Accanto alla testa dì Cristo si vede la
S. Giovanni al Laterano, sfuggito ai dotti, malgrado che metà della roccia con acqua e l'estremità della verga di Pie-
ne esista una eccellente fotografia eseguita dall'Anderson8 tro che stava di contro a Gesù. Perciò aggiunsi nel mio
(tav, LXXXXII, i). E un sarcofago a cinque scomparti- restauro due soldati ugualmente contrapposti l'uno all'altro
menti e ottimamente conservato. A sinistra Nostro Signore (tav. C, y). Il mento, visibile a sinistra della spalla di
predice a Pietro la triplice negazione, indicata dal gallo che Cristo, appartiene ad un personaggio del fondo, e questo
sta in terra. It Cristo è, come sempre, di volto giovanile, prova che il sarcofago conteneva una serie continua di scene.
_ con capelli inanellati. L'apostolo ha la testa calva, è quindi E della seconda metà del secolo iv.
del tipo più tardo e meno frequente. Nell'angolo opposto
tornano gli stessi personaggi coi tipi identici. Pietro, volto
3. - Sarcofago di Campli.
a destra, opera il miracolo della fonte, mentre Cristo, stan-
dogli a tergo, gli pone la mano sulla spalla in atto di pro- L'assistenza divina è anche rappresentata sul sarcofago
tezione e quasi per comunicargli la sua virtù \ L'apostolo di Campli presso Teramo, a cinque scompartimenti, di cui
non si rivolge al suo protettore; egli guarda davanti a sé, si desidera soltanto l'angolo destro ''. La scena rassomiglia
come se non si accorgesse di niente. Così l'artista volle molto a quella del sarcofago di S. Giovanni; essa è però in
indicarci che l'assistenza divina consiste in atti invisibili. senso inverso, di guisa che Nostro Signore tocca con la
L'importanza di questa composizione è manifesta. Pie- sinistra il braccio dell'apostolo. La scultura è intiera, ma
tro battezza Cornelio sotto l'assistenza di Cristo; egli è assi- in uno stato pessimo, come sì vede dalla nostra riprodu-
stito dal Figlio di Dio nel suo ministero apostolico! Ognuno zione fotografica (tav. CVI, 2).

* Una spiegazione molto più particolareggiata e diffusa accompagna le ' Fotografia Anderson 20984.
copie che si conservano nella BibliiAhiquc Selioiialc. I.u lìhint si dette la pena ' Vedi sopra p. 87.
di riprodurla, credendo che Ì disegni » ont été pria sur deux bas-roliefs dispa- ' Matto., 28, 19 seg.
rus ■ (Caule, p. 84 scg.). Garhucci, tav. 399, 7.
§ I. - Come fu rappresentata la prima cattura dì Pietro

CAPO II.
PRIMA CATTURA DI PIETRO.

Volendo accattivarsi i Giudei, gente in tutti Ì tempi ver- braccia cerca di fuggire. Ma invano, perchè l'uno dei soldati
satissìma negli affari, Erode Agrippa, dopo aver sacrificato gli ha sbarrato la strada e l'altro gli mette la mano sulla
Giacomo, pensò di mettere fine anche all'attività missionaria spalla, cioè lo arresta. Tre altri soldati si sono gettati ai suoi
di Pietro, e lo fece arrestare. « Quem cum apprehendisset, piedi, per abbracciarglieli, quello di fondo, il destro, i due
misit in carcerem, tradens quattuor quaternionibus militum davanti, il sinistro'. Costoro sono evidentemente i tre della
custodiendum, volens post pascha producere cum populo ». fonte, Cornelio col suo seguito; essi prefigurano ì fedeli che
Fu questa la prima cattura ' dell'apostolo, seguita, si noti nel momento dell'arresto del personaggio in fuga — il quale
bene, poco dopo il battesimo di Cornelio. Con la cattura non è altri che Pietro — gli esprimono il loro affetto ed amore.
ordinata da Erode Agrippa ebbero principio le pene che l'apo- Il gesto della prostratìo rammenta quello del centurione,
stolo doveva soffrire menzionato dì sopra
per il suo divin Mae- (p. Ilo). Lo illustra a
stro. « Oratio autem meraviglia il seguente
fiebat sine intermis- passo relativo ai ser-
sione ab ecclesia apud vitori di s. Clemente,
Deum prò eo »*. Aven- vescovo di Ancira:
dolo riservato per i ■ Cum ab eo autem dìs-
noti destini, Dìo man- iungi non sustinerent,
dò l'angelo a liberarlo ìpsos se humi deicien-
dal carcere. La prima p. 6] tes et ambabus mani-
cattura, oltre a rilevar bus pedes illius ample-
maggiormente la personalità dell'apostolo, entra cosi anche ctentes, non prius dimisemnt, quam unusquisque eorum
nella serie delle rappresentazioni esprimenti l'aiuto divino, ense vitae finem acceperit >>5. Il numero ternano ritorna
tanto adatte a figurare su monumenti funebri. ancora, come si è detto, nella scena delia pesca, per il signi-
Di questi avvenimenti gli scultori scelsero, come soggetto ficato simbolico intimamente congiunto col battesimo di
più importante, il momento della cattura, lasciando alla Cornelio. L'artista si servì dì questo numero tre volte, affine,
immaginazione dello spettatore di supplire il resto. Raris- sembra, di rendere più chiara la sua intenzione, ma, se così
simamente aggiunsero l'angelo; due volte rappresentarono è, non raggiunse lo scopo. A parte gli errori del restauratore
l'apostolo quando viene condotto al carcere dai soldati, e e della copia del Garrucci, gli interpreti trascurarono o il
una volta quando ne è liberato dall'angelo. vestiario, o i gesti, o l'ultimo soldato che colla sola testa
emerge dal fondo.
§ I. - Come fu rappresentata La composizione non potrebbe essere meglio riuscita,
la prima cattura di Pietro. tanto per la chiarezza del contenuto quanto per l'aggruppa-
i. - Il più antico esempio della prima cattura. mento artistico delie numerose figure. I tre soldati, essendo
Come del battesimo dì Cornelio così anche della prima stesi per terra, non pregiudicano in nessun modo la scena,
cattura di Pietro la più antica rappresentazione in scultura colla quale sono collegati; spicca Pietro, come personaggio
si trova sul sarcofago 119. Le due scene si seguono l'una a principale, visibile quasi in tutta la sua figura; spicca anche
l'altra; le separa un piccolo albero. È noto che della seconda il carattere della scena quale prima cattura dell'apostolo
scena gli archeologi proposero non meno di tredici diffe- il quale si dibatte, perchè vorrebbe riprendere la sua attività
renti interpretazioni3, sicché uno degli ultimi non esitò missionaria così bruscamente interrotta.
a chiamarla « scena enigmatica ». Eppure si tratta d'una cosa La scultura era, con quella del battesimo di Cornelio,
molto semplice; basterà descrivere la scena, per avere al tra le prime ad offrirci il ritratto di Pietro. Il restauratore,
tempo stesso l'interpretazione. è vero, ha rinnovato in gran parte la testa; ma la copia a
SÌ vede dunque, fra due soldati, un personaggio identico matita 6, fatta in grandezza notevole, prova che in sostanza
a quello della fonte, il quale, allargando istintivamente le la restituzione è giusta (fig. 61).

1 Sulla seconda, o piuttosto * Sulla cupia JlI Carnicci ijucsii tcM' 1 tunica discima.
' Actus apost., 12, 3 segg. 1 Acta SS. Bolland., Ian., Ili, 22, test à da Antonio de W'aal
' Le tredici interpretazioni s :l mio articolo su S. Pie! a proposito della nostra scultura.
le sculture più cuspi Studi ri 5 Cod. lai. lai. Barber. 4423, f. 13.
116 Capo II. - Pvinin cattura di Pietro

Se si prescinde dalle tre figure prostrate, la nostra scul- fu sostituito un foro rotondo da cui esce acqua. Simile foro
tura contiene un eccellente campione della prima cattura. con indicazione dell'acqua fu ripetuto dì contro, là dove Ì due
La scena rimane sulle numerose opere posteriori in sostanza soldati sono scomparsi, salvo la scarpa di uno, che mi guidò
sempre !a stessa: l'apostolo, vivamente agitato, cerca libe- nella ricostruzione della scultura. Sulla mia tavola (CX, 2)
rarsi dai birri. Qualche varietà notabile presentano le sue anche i due santi, diventati scutiferi, hanno ripreso l'ufficio
mani, in quanto che la destra fa delle volte il gesto oratorio primitivo, ricevendo la defunta nel loro consorzio. Questo
e la sinistra tiene o il volume o la verga, o ambedue sono gruppo ha una grande rassomiglianza con quello del sarcofago
inerti. Altre varianti mostrano i due soldati dì polizia, come menzionato di sopra (tav. CXI, 4) che venne da Tivoli ad
vedremo. arricchire il Musco lateranense. Benché a forma di vasca, è a
cinque scompartimenti, ma al battesimo di Cornelio corri-
2. - Rappresentazioni frammentarie sponde la risurrezione di Lazzaro. Cristo poi tiene nella
della prima cattura.
sinistra l'estremità del pallio con quel pizzo tirato in su, mo-
Data la grande uniformità della scena su tutte le sculture, tivo piuttosto raro e che ritorna sopratutto nelle officine dei
quelle frammentarie han potuto completarsi con altrettanta cimiteri di Callisto e Damaso. Perciò non sembra improbabile
facilità che certezza. La prova ne è la tav. CVII che offre che i due sarcofagi provengano da quelle officine. Difatti le
nove ricostruzioni, sculture del sarcofa-
tutte più o meno 3» go di Tivoli possono,
uguali, benché di per lo stile duro,
provenienza diversa. ascriversi all'artista
Il frammento più che scolpì quello ri-
completo (n. o), ora masto ancora oggi nel
nel Kaiser Fried- suo posto primitivo,
rich-Museum di Ber- a poca distanza dalla
lino, era l'angolo de- cripta dì S. Euse-
stro d'un sarcofago bio (tav. CAVA", 1).
a cinque scompartimenti, mentre quelli di Callisto (n. i)
e dì Damaso (n. 4) sono avanzi di sculture dell'angolo sini-
§ II. - La giustapposizione della prima cattura
stro. Può darsi che le due scene mancanti fossero il bat-
al battesimo di Cornelio.
tesimo di Cornelio e la defunta nel consorzio dei santi,
come sul sarcofago della chiesa dei Cappuccini, che illu- L'avvicinamento della prima cattura di Pietro al batte-
streremo fra poco. Gli altri frammenti sono avanzi di fronti simo di Cornelio su di uno stesso sarcofago è conforme alla
ordinarie di sarcofagi. Il più piccolo (n. 8) l'ho trovato nel cronologia dei fatti nella vita del principe degli apostoli,
magazzino del Laterano; uno, proveniente dal cimitero di essendo, in sostanza, il battesimo dei pagani e la rapida diffu-
Callisto (n. 2), è ridotto alle teste dei due militi. Due sono sione del cristianesimo le vere cause della cattura. Le due
murati nei cortili del Museo Torlonia (tav. CV', 4 e CVII, 7). scene sono perciò spesso avvicinate l'uria all'altra; su undici
Il primo offre un aspetto orrendo, perchè le figure sono casi pubblicati dal Garrucci ', tre volte sole esse sono divise
appena abbozzate; è l'avanzo d'una fronte, in cui alla fonte da altre scene. Io ne aggiungo sette esempi, sei ancora ine-
(distrutta) accanto alla cattura corrispondeva la risurrezione diti: uno del cortile della casa parrocchiale dell'antica chiesa
di Lazzaro. Tutti questi frammenti risalgono al IV secolo. di S. Marcello in Capua (tav. IX, 2), uno dei Musei di
Vienne in Francia e del Camposanto teutonico, quest'ult