Sei sulla pagina 1di 1

421/92, 165/2001: FINALITÀ E AMBITI DI APPLICAZIONE

PRIMA E DOPO IL 1992, TUPI E FINALITÀ


La legge delega 421/92 segna lo spartiacque tra il regime di diritto amministrativo e il regime di diritto
privato circa il lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Prima del 1992, infatti, qualunque attività
riguardante il rapporto di lavoro di un dipendente pubblico era disciplinato dal diritto amministrativo,
attraverso leggi o atti amministrativi. Ciò vuol dire che in caso di controversia il lavoratore non si
rivolgeva al giudice ordinario, ma al TAR (tribunale amministrativo regionale). Con la legge delega
421/92 alcune materie rimangono disciplinate dal diritto amministrativo, quali: l'organizzazione degli
uffici e le modalità di accesso. Ricadono, invece, sotto la disciplina del diritto privato, tutte le norme
concernenti la gestione del personale e la contrattazione, sia individuale che collettiva. A proposito della
contrattazione collettiva, la legge delega 421/92 prevede l'istituzione di un organismo che rappresenti le
pubbliche amministrazioni in sede di contrattazione: tale organismo prende il nome di ARAN (Agenzia
per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), istituito nel 1993, anno successivo
all’emanazione della legge delega. Dal 1992 quindi, in caso di controversia, il dipendente pubblico si
rivolge al giudice ordinario, eccezion fatta per le controversie riguardanti la materia concorsuale che,
rimanendo in regime pubblicistico, ci si rivolge al TAR.
L’art.97 co.2 Cost. non pone solo in evidenza il principio di buon andamento e di imparzialità, ma anche
quello di legalità: con tale principio, la Costituzione stabilisce che il rapporto di lavoro pubblico deve
essere disciplinato da una legge ordinaria; tuttavia, non dice nulla sul fatto che la natura della disciplina
debba essere pubblicistica o privatistica. A questo riguardo anche il giurista Massimo Severo Giannini si
è espresso, secondo cui la riserva di legge prevista dall'articolo 97 non limita il fatto che il regime può
essere anche di tipo privatistico-negoziale. Si avvia, quindi, un processo di riforma del lavoro nelle
pubbliche amministrazioni, conosciuto col nome di “privatizzazione”, dove la l. 421/92 getta le
fondamenta.
Il decreto che si pone alla base del lavoro nelle pubbliche amministrazioni è il d.lgs. 165/2001, cd. TUPI
(Testo Unico sul Pubblico Impiego).
All’art.1 co.1 del decreto si stabiliscono le finalità della riforma:
 accrescere l'efficienza delle amministrazioni;
 razionalizzare il costo del lavoro pubblico;
 realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane.
La ratio legis del decreto è quindi l'ottimizzazione dell'uso delle risorse finanziarie e umane.

AMBITO OGGETTIVO E SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE


Al comma successivo (art.1 co.2) è enunciato l'ambito oggettivo di applicazione, ovvero i dipendenti
pubblici cui si applica tale norma. Sono disciplinati dal 165/01 i dipendenti della maggior parte delle
pubbliche amministrazioni: amministrazioni statali, scuole, aziende statali, Regioni, Province, Comuni,
Comunità montane, università, case popolari, Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura,
enti pubblici non economici, SSN, ARAN, Coni. Secondo lo stesso articolo, non sono disciplinati dal
decreto i rapporti di lavoro dei dipendenti degli organi in autodichia, ovvero quegli organi caratterizzati
da auto organizzazione quali: Presidenza della Repubblica, Senato della Repubblica, Camera dei
Deputati, Corte Costituzionale. Rientrano, però, sotto la disciplina di tale decreto i dipendenti degli
organi ausiliari quali il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, il Cnel.
L'ambito soggettivo è invece disciplinato dall'art.3 dello stesso decreto. Sono, esclusi dalla disciplina del
d.lgs. 165/01 i dipendenti in regime di diritto pubblico, che rimangono disciplinati dai rispettivi
ordinamenti quali: magistrati, avvocati, procuratori, personale militare e delle forze di polizia,
diplomatici e prefetti, docenti e ricercatori universitari. In aggiunta, lo stesso art.3 specifica che la
contrattualizzazione si applica a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, inclusi i dirigenti.

Potrebbero piacerti anche