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Domiziano(81-96 d.C.

)
A differenza di suo padre e di suo fratello, Domiziano non venne visto di buon occhio
dagli storici. Questo perché venne evidenziata la parte autoritaria e sanguinaria del suo
governo.Egli infatti si faceva chiamare dominus et deus , ciò si avvicinava più ad una
forma di governo orientale e per questo ripresero anche le lotte tra il princeps e il
Senato. Sempre sulla stessa linea fece proclamare sua moglie Domizia Longina, augusta.
Scoppiò una ribellione in Dacia. I ribelli organizzarono un incursione a Roma; i romani
vinsero, ma ciò rese Domiziano paranoico, egli iniziò a vedere nemici ovunque. Ci furono
tantissimi processi per lesa maestà, rivolti sia ai membri del governo che a quelli
familiari. Di conseguenza scoppiò un'altra ribellione in Germania, assicuratosi l’appoggio
di alcune legioni, Antonio Saturnino si fece proclamare imperatore. Domiziano non
dovette neppure intervenire perchè poco dopo la rivolta fu sedata. Nonostante ciò, il
suo governo aveva creato malcontento, di conseguenza venne ucciso in una congiura ad
opera del senato, della moglie e dei prefetti del pretorio.

Nerva(96-98 d.C.)
Nerva, a differenza dei precedenti imperatori, non aveva nessun legame familiare, ma
bensì era stato eletto dal Senato. Sale al potere già vecchio e senza esperienza militare
(aveva ricoperto solo il consolato sotto Augusto). Nel 97 d.C. viene costretto dai
pretoriani ad uccidere i senatori che lo avevano messo al potere, in modo da fare
giustizia a Domiziano. Fa 2 importanti riforme: l'istituzione alimentare() e il rinnovo
dell'acquedotto.

Traiano(98-117 d.C.)
Con Traiano si apre il periodo del principato adottivo, che consisteva nell'adottare i
propri successori.
Traiano,inoltre, era il primo imperatore provinciale (Spagna) ma nonostante ciò era
molto amato dal Senato e dai soldati. Quando venne eletto si trovava in Germania per
stabilizzare il governo e perciò giunse a Roma solo l'anno seguente. Sotto questo impero
Roma raggiunse la massima estensione. Nel 101 riesce a sconfiggere Decebalo, re della
Dacia. In Asia conquista il regno di Nabatei e nel 114 avvia una campagna per conquistare
Mesopotamia e Armenia e per proteggere il confine con i Parti. Oltre che dal punto di
vista militare, Traiano fu un ottimo imperatore anche dal punto di vista amministrativo.
Fu molto importante il “potenziamento” del porto di Ostia. Egli infatti fece costruire un
canale che collegava il porto direttamente con il Tevere, ed inoltre fece costruire un
secondo ancoraggio per il porto. Inoltre decise di creare il concilio princeps, cioè una
riunione di tutti i collaboratori del principe, per risolvere le questioni penali. Inoltre
creò il ruolo di curator civitatis, cioè un uomo che favoriva la comunicazione fiscale tra
città e Roma. Gli scontri contro i Parti si conclusero temporaneamente e salì al potere
un re amico di Traiano.
Nel 115 scoppiò la seconda rivolta giudaica che venne sedata immediatamente, ma fermò
le campagne contro i Parti. Durante il viaggio di ritorno dalla Mesopotamia, Traiano morì
per malattia (117 d.C.). L’esercito decise quindi di proclamare Adriano come suo
successore.

Adriano(117-138 d.C.)
Adriano salì al trono per acclamazione dell’esercito. Era originario della Spagna ed era
anche amante della cultura ellenistica e della filosofia.
Adottò una politica di raccoglimento, cioè:
cercò di assicurare i confini dalle invasioni e di consolidare la compagine statale con una
corretta amministrazione della giustizia.
Quindi abbandono delle conquiste appena fatte dopo l'Eufrate perché indifendibili e
causa di possibili future guerre contro i Parti.
Inoltre passò ben 12 anni dei suoi 21 di governo, a visitare le province.
Sempre al fine di proteggere i confini, fece erigere delle muraglie in Britannia(Vallo di
Adriano) e in Germania.
Il Vallo segnò la separazione del mondo Romano da quello Barbaro.
Per quanto riguarda la politica interna:
-cercò di alleggerire la posizione degli schiavi
-aumentò il numero di funzionari e i loro stipendi, permettendogli di fare carriera
-fissa 4 prefetture affidate ai cavalieri→ pretorio, annona, prefetto d’Egitto e vigili
-crea 4 distretti giudiziari separati affidati a consolari→decadenza dell’Italia
-EDITTO PERPETUO→unione di tutti gli editti precedenti in modo da avere un
riferimento fisso→affidato a Salvo Giuliano
-creò un governo monarchico riunendo i poteri in un'assemblea di giuristi

Sotto di lui ci fu anche la repressione degli Ebrei→ Terza guerra Giudaica (132-135
d.C.) → Rivolta ebraica contro l'occupazione romana perchè c’era il progetto di
costruire una nuova città sulle rovine di Gerusalemme e insediarvi il culto di Giove.→la
rivolta viene repressa molto duramente, tanto da causare la morte di circa 600.000
ebrei.
Adriano teneva molto anche alla città dal punto di vista edile; infatti sotto il suo
governo venne rinnovato il Pantheon e vennero edificate numerose costruzioni,tra le
quali Villa Adriana a Tivoli.
Adriano, poco prima di morire, organizzò la sua successione per ben 2 generazioni;
adotta Antonino Pio, che a sua volta dovrà adottare Lucio Vero e Marco Aurelio.
Antonino Pio(138-161 d.C.)
Antonino Pio non fu la prima scelta di Adriano. Prima di lui c’erano,infatti, altri 10 nomi.
Adriano cominciò a cercare un suo successore con molto anticipo perché aveva una
salute piuttosto cagionevole e anche perché non aveva figli maschi.
Nel 136 d.C., due anni prima della morte di Adriano, egli sembrò scegliere come suo
ipotetico successore Lucio Elio Vero, che sembrava perfetto ai suoi occhi come
imperatore.
Lucio Elio Vero ebbe quindi la nomina, ma la sera prima del giorno in cui si sarebbe
dovuto recare in senato per accettare ufficialmente i poteri che gli avrebbero
assicurato la successione morì.. Si pensa ad una emorragia cerebrale. Quindi
Adriano puntò tutto su Antonino.
Il fatto che forse non fosse così convinto di lui per la successione
lo si nota dal fatto che quando indicò Antonino come suo “erede” gli impose che a sua
volta egli avrebbe dovuto adottare 2 ragazzi: Marco Aurelio e Lucio Vero.
Prima di diventare principe ricoprì una carriera unicamente civile, non militare. Fu uno
dei consolari preposti ai distretti giudiziari (creati da Adriano) dell'Italia, già membro
del consilium principis.
Nel 138 d.C Antonino sale ufficialmente al potere. In un primo momento non è ben visto
dal Senato perché successore di Adriano. A differenza del predecessore, però,
Antonino ridiede una parte del potere al Senato.
Il regno di Antonino Pio fu un regno diverso, non viaggiò mai perché temeva
di gravare troppo sulle province a livello economico, infatti alla sua morte lascerà un
regno ricchissimo.
Allo stesso tempo però spese anche molti soldi per il restauro e per la costruzione di
diversi monumenti, porti, strade, acquedotti. Ciò non solo a Roma, ma in tutte le province
dell’impero.
La sua politica fu di sostanziale continuità rispetto ad Adriano, fatta eccezione per i
distretti giudiziari d'Italia, che vennero aboliti a causa della contrarietà suscitata da
questa misura (si temeva che Roma e poi l'Italia intera perdesse troppa importanza
rispetto alle province).
Antonino non rispettò la strategia dinastica voluta da Adriano: fece infatti sposare sua
figlia con Marco Aurelio e non con Lucio Elio Aurelio Commodo.
Già Adriano si era recato in Britannia nel 122, accompagnato dal governatore Aulo
Platorio Nepote; con lui inizia la costruzione del celebre Vallo a difesa della zona
meridionale ormai pacificata.
Antonino non si recò personalmente in Britannia (le operazioni militari durante questo
principato furono sempre condotte da luogotenenti), ma il legato Quinto Lollio Urbico si
espanse in Scozia Meridionale e iniziò la costruzione di un nuovo vallo, il Vallo Antonino.
Questo nuovo vallo fu abbandonato già dopo una ventina d'anni: il confine fu riportato al
vallo Adriano.
Politiche espansionistiche vennero portate avanti anche in Germania Superiore.
Antonino fu un amministratore coscienzioso e parsimonioso: ricordiamo ad esempio la
distribuzione di sussidi alle giovani orfane italiche. Questa politica di sussidi alimentari
è di fatto in piena continuità con quella ideata da Nerva e Traiano.
Sappiamo in modo piuttosto vago di due congiure, entrambe sventate: una nel 145 ad
opera di tale Cornelio Prisciano.
Al tempo di Antonino ormai l'impero era caratterizzato da un grande grado di
integrazione: i ceti dirigenti provinciali, grazie al conferimento della cittadinanza
romana, assumono ormai sempre più peso. Ciò portò ad un alto grado di consenso verso la
dominatrice Roma, e anche ad un grande sviluppo in tutte le regioni dell'impero.
Lo statuto delle città dell'impero
Le città erano suddivise principalmente in tre tipologie, con una scala gerarchica.
Le città peregrine sono quelle che già esistevano prima della conquista romana e vengono
poi riorganizzate all'interno dell'impero. Sono a loro volta suddivise in stipendiarie (la
tipologia più diffusa, che sottomessa a Roma deve pagare regolarmente un tributo),
libere (con diritti speciali concessi da Roma), libere e immuni (sia libere che esentate
dal pagamento di tributi) e le città federate (città autonome, non conquistate, che però
hanno concluso con Roma un trattato alla pari).
I Municipi erano di solite vecchie città peregrine a cui è stato accordato il diritto
romano, elevando di status.
Le Colonie sono invece città di nuova fondazione romana, i cui coloni godono della
cittadinanza romana su terre sottratte ai popoli vinti. La colonia è organizzata in tutto e
per tutto sul modello di Roma, e adotta il diritto romano. A partire da Claudio le città
potevano ricevere il titolo di colonie anche come forma di onorificenza, seppur non
erano state fondate da Roma.
Persistevano comunque differenze di tradizioni, attività economiche, istituzioni, lingue e
religioni. Le città erano perciò proprio un punto di contatto tra Roma e le varie realtà
disperse nell'impero.

Marco Aurelio e Lucio Vero

Lucio Vero (130-169 d.C.)


Governò in una DIARCHIA con Marco Aurelio.
Lucio Vero durante il suo governo si dedicò perlopiù ai divertimenti, rispetto che alla
politica. Per questo Marco Aurelio decise che il suo compito sarebbe stato quello di
sedare le ribellioni. Venne mandato in Armenia per sedare i Parti che erano riusciti a
cacciare il re e volevano espandersi. Anche il governatore della Cambogia voleva
espandersi in Armenia, ma fu tempestivamente fermato dalle legioni Romane.
Per risolvere il problema dei Parti furono inviate in Siria delle truppe. Così facendo,
però, i confini del Danubio furono lasciati scoperti e permisero l'avanzata delle tribù
germaniche. Come già detto fu inviato Lucio Vero a sedare questa rivolta, e ne uscì
vittorioso. Riuscì anche a riconquistare i territori della Mesopotamia.
Durante questa campagna Marco Antonio rimase sempre in contatto con Lucio Vero.
Dopo l’importante vittoria, però scoppiò la PESTE ANTONINA che probabilmente fu
un’epidemia di vaiolo. Sta di fatto che questo influirà molto sul declino di Roma, perché
indebolirà la popolazione e dimezzerà l’esercito. Questa malattia durerà per circa 30
anni. Nel 169 Lucio Vero muore, probabilmente di malattia . Rimane senza eredi, poiché i
3 figli avuti con la sorella di Marco Antonio morirono giovanissimi.

Marco Aurelio (121-180 d.C.)


Marco Aurelio venne indicato come l’ultimo dei 5 buoni imperatori. Prima di divenire
imperatore aveva ricoperto tutti i ruoli del cursus honorum e aveva avuto la possibilità
di accompagnare Antonino Pio in tutti i viaggi. Nel 121 salì al potere insieme a Lucio
Vero. I due si divisero equamente le cariche e l'unica carica in più che ebbe Marco
Aurelio fu quella di Pontefice Massimo.
A differenza del fratello adottivo, lui, probabilmente non aveva esperienza militare, ma
si dedicava attivamente alla vita politica. Attuò alcune riforme nell’impero:
-gli schiavi non potevano più essere venduti per i giochi
-stabilizza l’apparato burocratico e istituisce l’anagrafe
-venne stabilito che se uno schiavo riusciva a scappare e a rifugiarsi in un tempio,
diventava protetto dell’imperatore
Come già detto, Marco Antonio attuò anche campagne militari:
-Guerra contro i Parti (Lucio Vero)
-166-167 i germani si coalizzano contro l’impero perché:
-I Goti avanzano diminuendo il territorio delle popolazioni Germaniche
-Volevano formare un loro regno
Dopo un primo attacco respinto, Marco Aurelio volle andare a controllare
personalmente.
-Attacco in Dacia➡truppe del reno ricollocate lì➡Altro confine indebolito
-I Marcomanni avanzano fino al Friuli Venezia-Giulia ➡ vennero spostate altre truppe
che respinsero i Marcomanni
Prima della fine della campagna contro i Marcomanni Marco Aurelio morì, ma aveva già
scelto il suo successore.
Commodo (180-193 d.C.)
Sale al potere a soli 19 anni e si rivela da subito inadatto per il ruolo assegnatogli.Si
disinteressa del governo ed amministrazione di province e soldati. Al contrario,
preferiva dedicarsi ai divertimenti per ottenere il consenso della plebe e dei pretoriani.
Diede un’impronta orientale al governo( imperatore=divinità). Stilò moltissime liste di
proscrizione per condannare tantissimi senatori e con i beni che venivano confiscati a
loro cercava di risanare le casse dello stato. Sopravvisse a numerosi complotti, ma alla
fine morì in una congiura organizzata da senatori e pretoriani, per mano di Narcisso.
Questo im peratore pose fine al principato adottivo

Pertinace( gennaio-marzo 193)


Venne eletto dal senato mentre si cercava qualcuno di effettivamente adatto al potere.
Tentò di estinguere i debiti del suo predecessore. Anche se il governo durò poco, attuò
nuove riforme:
-riforma agraria
-punizione per i delatori che avevano sfruttato la pazzia di Commodo
Iniziò ad essere mal visto dai pretoriani perché aveva promesso loro del denaro che in
realtà venne devoluto alla popolazione. Fu anche il primo imperatore senza origini nobili,
infatti il padre era un liberto. Venne ucciso nel 193 in una congiura organizzata dai
pretoriani.

Didio Giuliano(193)
Questo imperatore era stato scelto dai pretoriani,tra quelli che pagavano per diventare
imperatori. Infatti per salire al potere, fece un’asta con lo zio di Pertinace. Egli governò
molto poco,circa 2 mesi e il suo percorso politico fu aperto da Lucilla. Egli tentò di
graziarsi il senato e simpatizzare con il popolo, non piacque però a 3 generali:
-Settimio Severo
-Clodio Albinio
-Pescennio Nigro
perché tutti e 3 volevano essere imperatori.
Settimio e Clodio marciano verso roma, sono più forti e Didio è costretto a cercare
aiuto dai pretoriani.

Settimio Severo(193-211 d. C.)


Settimio fu il primo imperatore con origini africane. Era un ex generale e governatore
della Pannonia, per questo le sue preoccupazioni furono principalmente per le legioni.
Attuò quindi alcune riforme dell'esercito:
-aumentò le paghe dei soldati
-agevolò la possibilità di carriera nell'esercito
-permise ai soldati di crearsi una famiglia durante gli anni di servizio
-migliorò le condizioni dei veterani.
-per far fronte alle nuove minacce aumentò il numero delle legioni e alcune di queste
furono guidate per la prima volta da generali di rango equestre
Fece anche alcune campagne militari contro i Parti e contro i Germani.
Morì nel 211 durante una spedizione in Britannia.

Caracalla(211-217 d.C.)
Caracalla fu, quindi, il successore,poiché figlio di Settimio Severo. Inizialmente avrebbe
dovuto governare con il fratello Geta, ma nonostante i tentativi, egli decise di
assassinarlo e iniziare a governare in modo assolutistico. Durante questo regno ci fu un
grande passo avanti dal punto di vista governativo, anche se in quel momento ero solo
per fini fiscali. L'imperatore, infatti, con l'editto di Caracalla concedeva la cittadinanza
romana a tutti i cittadini liberi delle province. Il fine era come già detto fiscale, perché
in questo modo i provinciali dovevano pagare le tasse, dalle quali fino a quel momento
erano stati esenti. Il suo governo non venne apprezzato dal Senato, ed egli venne
assassinato nel 217.

Macrino(217-218 d. C.)
Il primo ad approfittare del caos successivo all'omicidio di Caracalla fu Macrino (che
regnò per soli
14 mesi): un cavaliere che era arrivato sino alla carica di prefetto del pretorio. Le fonti
non sono
chiare sulle modalità, ma ci informano che l'11 aprile 218 Macrino si autoproclamò
imperatore (fu il
primo imperatore a ricoprire il ruolo senza aver fatto parte del senato). Sappiamo che
durante il suo
regno tentò di attuare un programma di austerità economica (per provare a ripristinare
le casse
dello stato, svuotate dai provvedimenti di Severo e Caracalla): forse proprio questa
politica di
Macrino lo rese inviso ai soldati, che in breve sostennero Eliogabalo (si sparse una voce,
forse
creata ad hoc, che fosse il figlio naturale di Caracalla) e iniziarono una ribellione che
porterà alla
morte di Macrino e all'ascesa di Eliogabalo.
Eliogabalo(218-222 d.C.)
Eliogabalo (218-222) salì al trono ad appena quattordici anni. Come uomo è ricordato
principalmente per il suo misticismo e per aver tentato di imporre a Roma come religione
di stato
un culto orientale del dio Sole. Il suo breve principato fu perlopiù caratterizzato da
sperperi e
stranezze, e si concluse con una congiura di pretoriani che portò sul trono Severo
Alessandro.

Severo Alessandro(223-235 d.C)


Severo Alessandro (222-235) era anch'egli giovanissimo e appartenente alla famiglia dei
Severi. Nel suo governo fu affiancato e probabilmente manipolato dalla madre Giulia
Mamea (la
figlia di Giulia Mesa, a sua volta sorella della moglie di Settimio Severo).
Sappiamo che i primi anni di governo di questo imperatore trassero vantaggio dalla
presenza a corte
di Ulpiano, un grande giurista che favorì un nuovo clima di collaborazione tra senato e
princeps.
Il principato di Alessandro Severo è però soprattutto ricordato per l'insorgere di una
nuova
minaccia persiana. Alla dinastia partica degli Arsacidi si sostituì la famiglia persiana dei
Sasanidi, molto più dinamici e intraprendenti. Fu Ardashir I che nel 226, dopo una
grande
ribellione, salì al potere e si fece nominare Re dei Re a Persepoli.
Ardashir si mosse subito per organizzare una campagna mirata a riconquistare i
territori persi a
favore di Roma (furono riconquistate dai persiani la Mesopotamia, l'Osroene,
l'Armenia). Severo

Alessandro provò a fronteggiarlo con ben tre eserciti, ma senza successo.


Alessandro dovette poi recarsi sul confine germanico per fronteggiare un'invasione:
proprio in
questo contesto un soldato di modeste origini, che le fonti ritraggono come un uomo
terrificante,
venne proclamato imperatore dalle reclute che gli erano state affidate e fece poi
strangolare sia
Alessandro che la madre nelle loro tende a Magonza.
Massimino il Trace (235-238 d.C.)
Con il suo principato inizia quella fase della storia imperiale comunemente chiamata
Anarchia
militare: un periodo caotico di circa cinquant'anni, che si concluderà con la salita al
trono di
Diocleziano.
Durante questo periodo sia la frontiera orientale che quella sul Reno erano
continuamente
minacciate, e richiedevano dunque costanti attenzioni da parte delle legioni e degli
imperatori.
Non appena un imperatore si concentrava su un fronte a rischio era frequentissimo che
altri generali
e usurpatori ambiziosi salissero alla ribalta e insorgessero per prendere il potere.
Per questo motivi in circa cinquant'anni si succedettero oltre venti imperatori in un
continuo di
proclamazioni da parte delle truppe.
In questo contesto caotico nacque anche il cosiddetto Impero gallico: dal 259 e per
circa trent'anni
nei territori gallici si formò un'entità politica autonoma (ma non separatista) guidata da
ufficiali di
stanza sulla frontiera del Reno.
Massimino si dimostrò però un ottimo militare: combatté a lungo e ottenne successi
contro
popolazioni germaniche, in particolare quelle degli Alamanni.
Egli però, nonostante fosse molto legato agli eserciti, si rese conto della grave
situazione economica
in cui versava l'impero, e dunque impose una grave pressione fiscale, che in breve lo rese
inviso al
Senato, che arrivò a dichiararlo ufficialmente hostis publicus.
Dopo questa decisione il Senato nominò un suo imperatore che si opponesse a Massimino:
il
proconsole d'Africa Gordiano (poco si sa della sua storia, se non che era un equites
molto ricco), a
cui venne associato il figlio Gordiano II.
I soldati fedeli a Massimino però repressero questo tentativo di colpo di stato e i due
Gordiani
furono uccisi. Mentre Massimino si stava recando in Italia per riportare ordine (egli
infatti non
aveva e non metterà mai piede a Roma: fu il primo imperatore a non mettere mai piede
nella capitale) venne ucciso dai suoi stessi soldati presso Aquileia.
In breve si succedettero al trono Gordiano III (nipote di Gordiano I) e Filippo l'Arabo
(che è ricordato per aver stretto un accordo di pace con il re persiano Sapore I nel 244
d.c.).

Decio (249-251 d.C.)


Anch'egli salì al trono acclamato dai suoi soldati mentre si trovava a combattere lungo il
Danubio.
Per tentare di ripristinare l'ordine in questo periodo di caos Decio puntò molto sui culti
tradizionali
e sulla figura dell'imperatore come strumento di coesione interna. Per questo motivo
egli è ricordato
per le violente e continue persecuzioni contro i cristiani, ricordateci in molte fonti: egli
infatti pretendeva che gli abitanti dell'imperatore proclamassero la loro fedeltà agli dei
in modo solenne, e chi si rifiutava di farlo veniva condannato a morte.
Morì nel 251 d.c. mentre combatteva contro i Goti nei Balcani.

Valeriano (253-260 d.C.)


Dopo una serie di imperatori militari acclamati e quasi immediatamente deposti, riuscì a
imporsi per un periodo relativamente lungo l'anziano senatore Valeriano, che subito
associò al governo suo figlio Gallieno e decentrò il governo dell'impero, così da poter
meglio difendere i fronti minacciati: Gallieno fu mandato ad occidente, dove Alamanni e
Franchi premevano sul confine gallico e germanico.
Valeriano invece si occupa della minaccia persiana ad oriente, ma fu tragicamente
sconfitto ad Edessa dal re Persiano Sapore: fu poi preso prigioniero, umiliato e portato
pubblicamente in catene.
Fu infine ucciso e scuoiato, così che la sua pelle diventasse un macabro trofeo per il re
Sapore.

Gallieno (260-268 d.C.)


Per gran parte del suo regno rimase ad occidente a gestire la minaccia dei Goti sul
Danubio e degli Alamanni sul Reno, anche se infine dovette arrendersi alla perdita della
Dacia.
Oltre al regno di Gallia (governato dal generale Postumo), dovette accettare (perché
non ebbe modo di contrastare la cosa) che si formasse il regno separatista di Palmira
(con al suo interno Siria, Palestina e Mesopotamia), governato da Odenato. Odenato fu
in realtà fondamentale per
gestire la minaccia persiana, al punto che Gallieno gli diede il titolo di correcteur totius
Orientis.
Con la morte di Odenato nel 271 salì però al potere la vedova Zenobia, che a differenza
del marito organizzò il regno in maniera ostile rispetto a Roma.
Per evitare le continue sollevazioni, Gallieno decise che il comando degli eserciti doveva
spettare a uomini di rango equestre e non senatorio: una novità assoluta per Roma. Egli
inoltre preferì non disporre le truppe solo lungo i confini, ma le dislocò in vari
contingenti all'interno del territorio imperiale, come delle unità mobili di difesa.
Egli pose fine alle persecuzioni contro i cristiani (che anche Valeriano aveva continuato,
dopo Decio). In questo periodo le comunità cristiane si riorganizzarono in province
ecclesiastiche rette da un vescovo. Alessandria, Antiochia, Cartagine e Roma cominciano
ben presto ad occupare una posizione preminente tra le sedi vescovili.
Gallieno muore in una congiura ordita dai suoi ufficiali. Dopo Gallieno sale al potere
Claudio II che regnò per soli due anni(268-270 d.C.). Egli riuscì a sconfiggere i Goti.
Morì di peste e al suo posto i legionari proclamano Aureliano.

Aureliano(270-275 d.C.)
Prima di essere proclamato imperatore,Aureliano era un valido generale che era riuscito
a sconfiggere i Germani nella Pianura Padana.
Aureliano riassunse anche il controllo della Gallia e delle province orientali. Costruì
nuove mura per Roma ,le mura Aureliane. L'imperatore dovette abbandonare la provincia
della Dacia ,che era ormai indifendibile dai barbari. Nel 275 morì vittima di una
Congiura. Si aprirono altri scontri per la successione che si conclude con la nomina di
Diocleziano nel 285.

Diocleziano(284/285-305 d.C.)
Le esperienze precedenti avevano dimostrato che l'impero era troppo grande per
essere governato da un solo imperatore. Per questo Diocleziano istituisce la tetrarchia,
costituita da 2 Augusti e 2 Cesari. Diocleziano aveva riservato per sé le cariche
maggiori,ma decise di farsi affiancare da Massimiano. I due scelsero quindi i loro cesari
(successori): Galerio e Costanzo Cloro. Ognuno di loro scelse le proprie zone di
competenza. Avere 4 imperatori ognuno in zone diverse dell’impero sarebbe stato utile
in caso di conflitto. Roma non fu scelta da nessuno. Questo metodo si rivelò efficace;
infatti Massimiano sconfisse i germani che minacciavano la Gallia, Cloro intervenne in
Britannia, Diocleziano agì lungo il Danubio ed in Egitto ed infine Galerio sconfisse i Parti.
Attuò anche alcune riforme:
-ristruttura l’amministrazione delle province (riduce l’estensione, raddoppia il numero di
province, crea le diocesi governate da un vicario)
–divide le cariche civili da quelle militari (province=funzionari-legioni=duces)
-rende la leva obbligatoria
-editto per il prezzo massimo di merci e lavori
Inoltre Diocleziano affermò il suo potere come di origine divina. Ciò comportò a tutti i
sudditi di fare sacrifici agli dei e all’imperatore. Ben 4 editti proibirono ai cristiani di
riunirsi, professare la loro religione e ogni libro fu bruciato.
Queste trasformazioni sancirono la fine del principato.

Costantino(306-337 d.C.)
Nel 305, come previsto dalla riforma, Diocleziano e Massimiano abdicarono. Al loro
posto divennero imperatori Costanzo Cloro e Galerio. I due nuovi imperatori scelsero i
loro cesari: Massenzio e Costantino. I due però non volevano aspettare e per questo si
fecero proclamare imperatori dai loro eserciti. Nel 312 con la battaglia di Ponte Milvio
venne sancita la vittoria di Costantino su Massenzio. Allo stesso tempo Licinio(alleato di
Costantino) riuscì ad ottenere il controllo dell’oriente. Quando l’accordo tra i due venne
meno, scoppiò una battaglia che si concluse con la vittoria di Costantino.
Nel 324 viene fondata Costantinopoli; la città nasce un po’ come seconda capitale, tanto
che era dotata anche di un proprio senato. Costantino promulga anche l’editto di Milano,
che sanciva la fine delle persecuzioni, poiché grazie a quel editto c’era la libertà di
culto. Forse l’idea non era sua, ma di Licinio. La libertà di culto in occidente era
comunque presente da Gallieno e Costantino si limitò solo ad estenderla in occidente. La
conversione di Costantino avvenne solo in punto di morte, questo perché la sua
proclamazione della libertà di culto era principalmente dovuta a motivazioni politiche,
poiché il cristianesimo era in crescendo.
Le 4 aree delle Diocesi di Diocleziano, si formalizzano e diventano Prefetture,
governate dal prefetto del pretorio, che non aveva più nessun ruolo militare poiché le
legioni erano in mano al duces. Le prefetture erano:
-Italia e Africa
-Gallia
-Oriente Estremo
-Illiria
Inoltre, smantella il corpo pretoriano e crea il COMITATUS, comandato dall’imperatore
stesso.
La carenza di guerrieri fu colmata dall’integrazione delle truppe germaniche.
Nel 325 Costantino convocò il concilio a Nicea. Lì fu condannato l’arianesimo e la chiesa
si proclamò Cattolica. In seguito alla morte di Costantino salì al potere il figlio Costanzo
II che continuò sulla strada del padre, distrusse i templi pagani e proibì i sacrifici agli
dei.
Successivamente salì al potere Giuliano, soprannominato l’Apostata. Egli tentò di
riportare indietro il paganesimo. Egli perse la vita durante una battaglia contro i Parti.
Al suo posto divenne imperatore Valente.

Valente(364-378 d.C.)
L’avanzata degli Unni, una popolazione barbara e nomade, causa problemi nei territori
dei Visigoti e Ostrogoti. Di conseguenza questi popoli necessitavano di nuovi territori
dove stanziarsi. L’entrata di questi popoli nei territori di Roma in realtà diede beneficio,
questo perché i Germani non erano più effettivamente barbari, ma avevano assorbito la
cultura latina. I Germani lavoravano i campi, prendevano parte nell’esercito e vendevano
anche al mercato. In alcuni punti i Germani furono integrati, ma in altre non fu così. Le
popolazioni si attaccavano a vicenda. Questo sia per la credenza sui barbari sia per
attriti religiosi, infatti i Germani erano pagani o ariani e i Romani erano cattolici.
Nel 376 i Visigoti, minacciati dagli unni chiesero a Valente, l’imperatore, di poter
varcare i confini.Valente accettò a patto che venissero forniti uomini per difendersi. I
Visigoti erano, però, molti di più del previsto. Non era possibile sostenerli e furono
anche vittime di soprusi, per questo si ribellarono. Allora nel 378 Valente tentò di
fermarli con l’esercito ad Adrianopoli. L’esito fu disastroso, e anche Valente stesso morì
in battaglia. Poi salì al potere Teodosio.

Teodosio(379-395 d.C.)
Egli, nel 380 emanò l’editto di Tessalonica , con il quale il Cristianesimo diventa religione
di stato e dove tutte le altre religioni vengono proibite. Riuscì a fermare i Visigoti, e alla
sua morte, nel 395, divise il regno tra i suoi due figli: Arcadio(Oriente),
Onorio(Occidente). I due fratelli avrebbero dovuto governare insieme, ma alla fine
nacquero due imperi autonomi:
-Impero Romano d’Oriente—>Costantinopoli
-Impero Romano d’Occidente—>Milano e poi Ravenna
Questa divisione era in realtà preannunciata dalle numerose differenze tra i due luoghi.
Ad esempio ad oriente si parlava il greto e ad occidente il latino, oppure l’occidente si
era impoverito, mentre l’oriente no.

Dopo Teodosio…
Nel 395 i Visigoti, guidati da Alarico distrussero una parte del patrimonio greco , poi
risalirono in Italia e saccheggiarono Aquileia. Al momento Onorio aveva solamente undici
anni perciò il regno era temporaneamente guidato da Stilicone.
Nel 402 egli decise di scontrarsi con Alarico e vinse nella battaglia di Pollenzo. A questo
punto Alarico si offrì di fornire soldati all'esercito romano, in modo che permettesse
loro di tornare in Tracia. Stilicone voleva i Visigoti come alleati e per questo accettò.
Riuscì anche ad avere la meglio sugli Ostrogoti.
Tra il 406 e il 407 il Reno gelò. Non c’era più nessuna protezione naturale e per questo i
barbari si riversarono nell’impero. Onorio non si fidava di Stilicone, e per questo nel 408
lo fece decapitare per tradimento. Morto Stilicone, Alarico non sentiva più la necessità
di rispettare l'impegno preso e per questo riportò i Visigoti in Italia. Nel 410
accerchiarono Roma. Alarico chiese ad Onorio il pagamento di un tributo. Onorio
decise,invece, di inviare un piccolo esercito. A questo punto Alarico ordinò ai suoi uomini
di entrare a Roma. Proprio in quell'anno ci fu il sacco di Roma che durò per ben 3 giorni.
Alarico morì improvvisamente, allora i Visigoti se ne andarono dall’Italia e fondarono un
nuovo regno in Gallia Meridionale.
Dopo il sacco di Roma non c’era più un imperatore stabile e rilevante. Fortunatamente un
generale, Flavio Ezio, tentò di mantenere la situazione in ordine. Riuscì a respingere i
Franchi e a sottomettere i Burgundi.
I Vandali erano riusciti a prendere il controllo dell’Africa Settentrionale e riescono
quindi a conquistare l’Africa proconsolare(439). Ezio perse quindi tutte le risorse che
l’Africa poteva dargli.
L’ordine venne parzialmente ristabilito con il Trattato di Genserico, dove i Vandali si
impegnavano ad essere un regno vassallo di Roma.
Nel mentre, giunge per la prima volta nelle fonti, Attila. Egli avrebbe dovuto governare
con Bleda, suo fratello. Le cose poi non andarono così poiché attila lo uccise.
Questo uomo era a capo degli Unni. Riesce a sottomettere moltissime popolazioni
Germaniche e vorrebbe addirittura assediare Costantinopoli. Per evitare questo scontro
la città paga un tributo. A questo punto giunge in Gallia. Flavio Ezio riesce a fermare
l’avanzata nella battaglia di Campi Catalaunici (451).
La pace dura per poco perchè nella primavera del 452 arriva nel Nord Italia e assedia e
conquista Aquileia e Milano.
A questo punto si narra che Papa Leone I vada da Attila a chiedere di tornare in
Pannonia. In realtà è molto più probabile che una pestilenza stesse circolando o che
Attila non avesse i mezzi per intraprendere una campagna militare così duratura.
Nel 453 Attila muore e nessun re Unno riesce a fare ciò che aveva fatto.
Tra il 440 e il 450 l’impero perde il controllo della Britannia e di gran parte di Spagna e
Gallia. Questo perché lì nascono dei regni indipendenti. Flavio Ezio viene ucciso da
Valeriano III che sospetta di lui. Nel 455 i Vandali assediano Roma. Nel 476 Odoacre,
capo degli Sciri giunge a Roma e depone l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo (fine
simbolica) —>caduta silenziosa.
Invece di proclamarsi imperatore, Odoacre dona a Zenone(re d’oriente) le insegne
imperiali e chiede all’impero di poter essere nominato RE D’ITALIA.

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