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LE REGOLE· LE PARTITE ·l SEGRETI

GARRY
KASPAROV
Campione del mondo
- - corso completo di- - - Redazione: Milano (20156), via Montefeltro 6/a- tel. (02) 38086.1
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costretto da mutate condizioni di mercato.
De Agostini
Caporedattore: Michele Fiorillo Titolo originale dell'opera: 'Ajedrez curso completo'
Redazione: Raoul Radice ; Maria Teresa Cristiani (segretaria) © 1990 Editoria! Pianeta- De Agostini S.A., Barcelona
© 1993 Istituto Geografico De Agostini S.p.A. , Novara
Realizzazione editoriale: New Logic s.r.l. © 1993 Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara - De Agostini Mailing S.r.l.
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Realizzazione grafica: Giorgio Alessandri , Paola Vanotti Direttore responsabile: Pietro Baroli
Testi: Uncoln Maiztegui , Ram6n Castello, José Manuel Gil, Francisco Rodriguez, Distribuzione: DEAMAR S.r.l. -Sede Legale: via Giovanni da Verrazano 15, 28100 Novara-
Miguel Fernandez-Dìaz Sede di Milano: via Montefeltro 6/a- tel. (02) 38086.1
Disegni: Batlle Marti Pubblicazione settimanale. Esce il giovedì
Diagrammi: Joan Or6 Stampa Officine Grafiche De Agostini, Novara - 4936
Traduzione: Tito Manlio Stagni Spedizione in abbonamento postale Gruppo 11{70 (Autorizzazione della Direzione Provinciale
Consulenza e revisione: Emilio Castelli delle PPTI di Novara)

La musica, la matematica e gli scacchi possono essere considerati


espressione di un naturale impiego di un 'area specifica della nostra cor-
teccia cerebrale. Senza dubbio, quest'area può essere stimolata già nei
primi anni di vita. Gli scacchi rappresentano quindi un mezzo per lo
sviluppo delle capacità intellettive, utilizzabile in modo efficace fin dal-
la prima infanz ia: il bambino non si annoia e sfrutta con entusiasmo tutta la sua
abilità, la sua esperienza e il suo spirito competitivo. Per giocare a
scacchi non è comunque indispensabile cominciare da piccoli: qualsiasi
età è adatta per apprendere questo gioco , migliorare le noz ioni che si
possiedono e sfruttar/e giocando.

Queste sono alcune delle ragioni per le quali sono orgoglioso di divulga-
re al pubblico la mia scienza scacchistica. In questo corso è mia inten-
zione diffondere l'esperienza che ho acquisito nelle scuole di scacchi del-
l'Unione So vietica (oggi CSI) , affinché l'apprendimento di questo gio-
co da parte dei lettori possa avvenire gradualmente. Credo che questa sia la for-
ma più idonea , p er un principiante, di assimilare gli insegnamenti ricevuti e tra-
sformarsi in giocatore esp erto.
GARRY KASPAROV
Campione del Mondo
UNITÀ 1
UNITÀ 4
 La scacchiera
 I pezzi degli scacchi  L'apertura
 Disposizione e mosse dei pezzi  Lo sviluppo
 Altre mosse  Il mancato sviluppo e la sua punizione
 La cattura negli scacchi  L'occupazione del centro
 La cattura en passant  La sicurezza del re
 Il valore dei pezzi  Partite famose
 L'arrocco  La regina vagante
 Sistemi di not Parigi, 1863
azione  Esercizi
 Il sistema algebrico  Esempi e problemi
 Soluzioni
 Il sistema descrittivo
 Altre chiavi comuni ai due sistemi
 Esercizi
UNITÀ 5
 Esempi e problemi
 Soluzioni
 L'apertura (II)
 La posizione dei pezzi nell'apertura
 Sviluppare per primi i cavalli
UNITÀ 2
 Le perdite di tempo
 Mosse senza scopo
 Lo scaccomatto  Scambio di pezzi attivi
 Il vantaggio della mossa  Lo sviluppo prematuro della regina
 Lo scacco e come difendersi  Partite famose
 I principi basilari del gioco degli scacchi. Il  L'arte combinatoria: la "Sempreviva"
piano di gioco (Breslavia, 1852)
 La patta  Esercizi
 Quando si verifica la patta?  Esempi e problemi
 Dallo scaccomatto allo stallo  Soluzioni
 Altri casi di stallo
 Partite famose
 Presentazione del matto di Légal UNITÀ 6
 I matti fondamentali
 Il matto con le due torri  L'apertura (III)
 Il matto con la regina  Il ruolo dei pedoni nella lotta per il centro
 Esercizi  L'arrocco e la sicurezza del re
 Esempi e problemi  Partite famose
 Soluzioni  Gli scacchi nella Russia zarista
(San Pietroburgo, 1874)
 Esercizi
UNITÀ 3  Esempi e problemi
 Soluzioni
 I matti fondamentali (seguito)
 Il matto con la torre
 Il matto con gli alfieri
 Il matto con alfiere e cavallo
 Due cavalli non danno il matto
 Partite famose
 Il sacrificio (Norimberga, 1912)
 Riassunto
 Unità 2 e 3
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 7 UNITÀ 10

 Re e pedone contro re
 La corsa  Corso di tattica (I)
 La legge del quadrato  L'inchiodatura assoluta e l'inchiodatura
 Il re come sostegno del pedone relativa
 L'opposizione  La risorsa dell'inchiodatura come tema
 La particolarità delle colonne di torre d'attacco
 Partite famose  Le inchiodature non riguardano solo i pezzi
 Battere un campione del mondo  Una partita modello
(Margate 1937)  Partite famose
 Esercizi  "La forza bruta"
 Esempi e problemi (California, 1964)
 Soluzioni  Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 8

 Dopo l'apertura UNITÀ 11


 Mosse mirate
 Pedoni deboli  Corso di tattica (II)
 Debolezza di pedone e attacco al re  In che cosa consiste l'attacco di scoperta?
 Piani difensivi  Esempi di combinazioni basate sul doppio
 Partite famose attacco
 Il "fuoco siciliano"  Il doppio scacco
(Zurigo, 1953)  Partite famose
 Esercizi  "Viaggio infernale"
 Esempi e problemi Londra, 1912
 Soluzioni  Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 9

 Il bilancio del materiale UNITÀ 12


 I cambi di materiale: convenienti e non
convenienti  Corso di tattica (III)
 I cambi eterogenei  Il doppio attacco come arma nella partita
 I sacrifici  Il doppio attacco come tema di
 Riassunto combinazione
 Unità 8 e 9  Doppi attacchi con alfieri, torri e re
 Partite famose  Partite famose
 "Castigo rapidissimo"  L’attacco virtuoso.
(Londra, 1870) (Mahr-Ostrau, 1923)
 Esercizi  Esercizi
 Esempi e problemi  Esempi e problemi
 Soluzioni  Soluzioni
UNITÀ 13 UNITÀ 16

 Corso di tattica (IV)  Corso di tattica (VII)


 Il cavallo, padre del doppio attacco  Combinazioni in rapporto all’inchiodatura
 Esempi di doppi di cavallo  L’inchiodatura in relazione allo sgombero di
 I doppi attacchi falliti linee
 I doppi attacchi con il pedone  Partite famose
 La “forchetta”  Esecuzione metodica
 Doppio attacco e promozione (Ostenda, 1907)
 Anche la “forchetta” può fallire  Esercizi
 Partite famose  Esempi e problemi
 L’armonia dell’attacco.  Soluzioni
(Vienna, 1929)
 Esercizi
 Esempi e problemi UNITÀ 17
 Soluzioni
 Corso di tattica (VIII)
 L’ostruzione e il blocco
UNITÀ 14  Combinazioni di adescamento o
indirizzamento
 Corso di tattica (V)  Sacrifici e combinazioni in attacchi “a raggi
 Importanza della deviazione di un pezzo X”
 La deviazione negli attacchi al re  Partite famose
 Modi tipici di deviazione: scacco,  Lo sboccio di un giovane artista.
inchiodatura e minaccia (Amsterdam, 1889)
 Il pezzo sovraccaricato  Esercizi
 Partite famose  Esempi e problemi
 La suprema eleganza  Soluzioni
(New York, 1910)
 Esercizi
 Esempi e problemi UNITÀ 18
 Soluzioni
 Corso di tattica (IX)
 Combinazioni per promuovere un pedone
UNITÀ 15  Combinazioni di stallo
 Combinazioni difensive
 Corso di tattica (VI)  Partite famose
 Combinazioni di doppio attacco nel corso  Perdere lo scalpo
della partita (Berlino, 1881)
 Il doppio scacco  Esercizi
 L’attacco di scoperta  Esempi e problemi
 Partite famose  Soluzioni
 Sinfonia di maturità.
(Odessa, 1949)
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 19 UNITÀ 22

 Valore relativo dei pezzi (I)  Valore relativo dei pezzi (IV)
 Il materiale: un vantaggio decisivo?  La potenza della regina
 Quando il materiale non basta  Il lungo braccio della regina
 Lo spirito prevale  Non sviluppare la regina anzitempo
 Sacrificare per guadagnare materiale  La regina centralizzata
 Tempo o materiale?  Sacrifici di regina
 Partite famose  Partite famose
 Audacia e precisione  Le comari iraconde
(Parigi, 1900) (Zurigo, 1953)
 Esercizi  Esercizi
 Esempi e problemi  Esempi e problemi
 Soluzioni  Soluzioni

UNITÀ 20 UNITÀ 23

 Valore relativo dei pezzi (II)  Valore relativo dei pezzi (V)
 Il cambio di pezzi  Perché sono importanti le colonne aperte?
 La lotta aperta dell’alfiere  Creazione di colonne aperte
 L’apertura del gioco per favorire la mobilità  Utilizzazione delle colonne aperte
degli alfieri  Colonne aperte al centro e sull’ala di regina
 L’alfiere “buono” e l’alfiere “cattivo”  Partite famose
 La forza del cavallo nelle situazioni di  Decise l’artiglieria leggera
blocco (Atene, 1985)
 Partite famose  Esercizi
 Il buffone in gabbia  Esempi e problemi
(Parigi, 1933)  Soluzioni
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni UNITÀ 24

 Valore relativo dei pezzi (VI)


UNITÀ 21  La torre in settima
 Settima “assoluta”
 Valore relativo dei pezzi (III)  Settima “relativa”
 Gli alfieri nelle posizioni di semiblocco  Due torri in settima
 La coppia di alfieri  Le torri in ottava
 Gli alfieri come arma d’attacco  Partite famose
 Il matto di alfieri nel medio gioco  Duro e cristallino come il diamante.
 Partite famose (Hastings, 1971)
 La coppia di missili  Esercizi
(Las Palmas, 1971)  Esempi e problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 25 UNITÀ 29

 Valore relativo dei pezzi (VII)  Gli attacchi all’arrocco (III)


 Le coppie di pezzi  Sacrifici di torre nel punto g7
 La combinazione di regina e torre  Sacrifici di altri pezzi nel punto g7
 Il treno di regina e alfiere  Sacrifici nel punto h6
 Il tandem di regina e cavallo  Partite famose
 Partite famose  Esplosione attivata (Baden-Baden, 1925)
 Bombardamento DC-7.  Esercizi
(Hollywood, 1945)  Esempi e problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 30
UNITÀ 26  Gli attacchi all’arrocco (IV)
 Sacrifici per attirare il re
 Torre in unione a pezzo minore  L’attacco al punto f7 (o f2)
 Torre e alfiere negli attacchi di matto  Connessione fra temi tattici
 La torre dà matto appoggiata dall’alfiere  Attacchi alla posizione dell’arrocco lungo
 La combinazione del “mulino”  Considerazioni sull’arrocco lungo
 I matti tipici di torre e cavallo  Partite famose
 L’intrappolamento di pezzi  Il cannone più potente (Tblisi, 1970)
 Partite famose  Esercizi
 Dopo la resistenza, il contrattacco  Esempi e problemi
(Manila, 1976)  Soluzioni
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni UNITÀ 31

 I sacrifici autentici
UNITÀ 27  La lotta del materiale contro il tempo
 Il cambio eterogeneo
 Gli attacchi all’arrocco (I)  Come nascono gli attacchi al re
 Gli attacchi di pedone all’arrocco  Partite famose
 Il “cantone” Il buon selvaggio (Tyre-le-Château, 1769)
 Ad attacco nel fianco, contrattacco centrale  Esercizi
 La torre davanti alla catena dei pedoni  Esempi e problemi
 Partite famose  Soluzioni
 La fedele fanteria (Sczawno Sdroj, 1968)
 Esercizi
 Esempi e problemi UNITÀ 32
 Soluzioni
 Strategia dei pedoni centrali
 Il centro classico
UNITÀ 28  La lotta per il centro
 Il piccolo centro
 Gli attacchi all’arrocco (II)  Altre formazioni centrali di pedoni
 Attacchi al pedone della torre di re  Partite famose
 Attacchi al punto g7  La promozione di un candidato (Mosca,
 Partite famose 1939)
 Cuneo d’acciaio (Skara, 1980)  Esercizi
 Esercizi  Esempi e problemi
 Esempi e problemi  Soluzioni
 Soluzioni
UNITÀ 33 UNITÀ 36

 Valore strategico dei pedoni  Alfiere o cavallo contro pedoni


 L’anima degli scacchi  Pezzo minore contro un pedone
 I pedoni e lo spazio  Cavallo contro due pedoni
 La rottura di linee  Cavallo contro tre pedoni
 Rotture per aprire colonne  Alfiere contro due o tre pedoni
 Rotture per aprire diagonali  Partite famose
 Partite famose  Il figlio dell’occidente (Reykjavík, 1972)
 Una questione di spazio  Esercizi
(L’Avana, 1890)  Esempi e problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 37

UNITÀ 34  Finali di torre con pochi pedoni


 Il pedone di torre nella settima traversa
 Il pedone passato  Con il re rinchiuso
 Ottenimento di un pedone passato  Il pedone di torre nella sesta traversa
 Pedoni passati nel mediogioco  Altri pedoni
 Il pedone passato come inconveniente  La posizione difensiva di Philidor
 Partite famose  Il re non blocca l’avanzata dei pedoni
 Vittoria per maggioranza assoluta sul fianco  La costruzione del ponte o metodo di
di regina Lucena
(Amsterdam, 1938)  Partite famose
 Esercizi  Differenza teorica (Linares, 1990)
 Esempi e problemi  Esercizi
 Soluzioni  Esempi e problemi
 Soluzioni

UNITÀ 35
UNITÀ 38
 I finali di re e pedoni
 Considerazioni sui finali di partita  Finali di torre con pochi pedoni (II)
 Due pedoni e re contro re  Torre e due pedoni contro torre
 Pedoni raddoppiati  Torre e due pedoni contro torre e pedone
 Re e pedone contro re e pedone  Partite famose
 I pedoni liberi  È nata una stella (Banja Luka, 1979)
 Re e due pedoni contro re e pedone
 Esercizi
 Partite famose
 Esempi e problemi
 Un’anima audace  Soluzioni
(Belgrado, 1970)
 Esercizi
 Esempi e problemi UNITÀ 39
 Soluzioni
 Finali di torre con pochi pedoni (III)
 Con vari pedoni e un pedone di vantaggio
 Finali con vari pedoni
 Torre e pedone contro torre e pedone
 Partite famose
 Un bel finale (Biel, 1990)
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 40 UNITÀ 43

 Tecniche di manovra nei finali  Finali di alfiere contro cavallo, con


 Scelta della mossa e “perdita di tempo” pedoni
 Le manovre avvolgenti  Finali con vari pedoni
 La triangolazione  Alfiere contro cavallo con un solo pedone
 Le caselle coniugate  Vantaggio materiale
 Le manovre tipiche per passare pedoni  Partite famose
 Partite famose  Aggressività con sorprese (Parigi, 1900)
 Profonda concezione (San Pietroburgo,  Esercizi
1914)  Esempi e problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 44
UNITÀ 41  Finali di alfieri di colore diverso
 Solo una delle parti possiede pedoni
 Il ruolo della regina nei finali  Entrambe le parti posseggono pedoni
 Regina contro pedone in settima traversa  Partite famose
 Due eccezioni al metodo generale  Valentia attaccante
 Il re vicino al pedone avversario Campionato URSS, 1976
 Il pedone di torre o di alfiere in sesta  Esercizi
traversa
 Esempi e problemi
 La regina appoggia un pedone libero in
 Soluzioni
settima traversa
 Considerazioni sui finali di regina
 Partite famose
UNITÀ 45
 Castigo magistrale (New York, 1927)
 Esercizi
 I finali con alfieri dello stesso colore
 Esempi e problemi
 Alfiere e pedone contro alfiere
 Soluzioni
 I pedoni in colonne laterali
 Due pedoni uniti accompagnano l'alfiere
 I pedoni separati
UNITÀ 42  Alfiere e pedone contro alfiere e pedone
 Finali di alfieri con vari pedoni per parte
 Il cavallo nei finali  Partite famose
 Come il cavallo deve appoggiare l'avanzata  L'"Immortale"
di un pedone (Londra, 1851)
 Il cavallo non può perdere tempi  Esercizi
 Re, cavallo e pedone contro re e pedone
 Esempi e problemi
 Cavallo e pedone contro cavallo
 Soluzioni
 Il pedone in settima traversa
 Finali con maggior numero di pedoni
 Partite famose
 L'armonia in attacco (Germania, 1929)
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 46 UNITÀ 49

 Finali con materiale eterogeneo  Strategia: il blocco


 Il matto di alfiere e cavallo contro re  Il blocco come risorsa tattica
 Torre contro cavallo  Il blocco di un pedone passato
 Torre contro alfiere  Il blocco di un pedone avanzato
 Torre e alfiere contro torre  Il cavallo è il migliore "bloccatore"
 Regina contro torre  Il blocco con pedoni
 Partite famose  Partite famose
 Esercito disarmato  La rivoluzione del blocco
(Mosca, 1948) (Carlsbad, 1911)
 Esercizi  Esercizi
 Esempi e problemi  Esempi e problemi
 Soluzioni  Soluzioni

UNITÀ 47 UNITÀ 50

 Gioco d'attacco: gambetti  Debolezza nella struttura della


 La combinazione come fatto estetico posizione
 I gambetti  Quali sono i pedoni deboli?
 Il gambetto Greco ("gioco piano") e altri  Il pedone arretrato: natura e impiego
gambetti celebri  L'atteggiamento difensivo conveniente
 Partite famose  Alcune strutture tipiche con il pedone
 Cambio di fronte arretrato
(Londra, 1858)  Partite famose
 Esercizi  Esplosione di gioco
 Esempi e problemi (Torneo Internazionale, 1952)
 Soluzioni  Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 48

 Il gioco posizionale e la partita chiusa UNITÀ 51


 Strategia e tattica
 Un esempio del XX secolo  L'impedonatura
 La valutazione della posizione e  L'impedonatura nel finale di partita
l'elaborazione di piani  L'impedonatura nel mediogioco
 Posizioni semibloccate: la forza della  Strutture tipiche con impedonature
rottura  Sfruttamento della colonna aperta
 Partite famose  Pedone non doppiato più avanzato. Il
 Quel meraviglioso errore blocco
(Santa Monica, 1966)  Partite famose
 Esercizi  Prova di virtuosismo
 Esempi e problemi (New York, 1886)
 Soluzioni  Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 52 UNITÀ 55

 Valore strategico dei pedoni: il pedone  L'attacco di minoranza


isolato  Spiegazione e giustificazione dell'attacco di
 Quando il pedone isolato è al centro minoranza
 Quando il pedone isolato non è al centro  Esempi classici dell'attacco di minoranza
 Partite famose  Piani difensivi più comuni
 Una lezione con il pedone isolato  Piani difensivi basati sul contrattacco
(Leningrado, 1941)  Partite famose
 Esercizi  La regina ha perduto la corona
 Esempi e problemi (Lugano, 1968)
 Soluzioni  Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 53

 I pedoni sospesi UNITÀ 56


 Vantaggi e svantaggi
 Posizioni tipiche  Il "piccolo centro" e il controllo del
 Forza potenziale dei pedoni sospesi centro mediante il fianchetto
 Pedoni quasi sospesi  Il centro mobile di pedoni
 Partite famose  Il "piccolo centro"
 Tromba d'attacco  Controllo del centro mediante pezzi: il
Campionato dell'URSS, 1951 fianchetto
 Esercizi  Diagonali aperte o chiuse
 Valore difensivo dell'alfiere del fianchetto
 Esempi e problemi
 Fianchetto di re contro fianchetto di regina
 Soluzioni
 Partite famose
 Il cuneo (Olimpiadi di Mosca, 1956)
UNITÀ 54  Esercizi
 Esempi e problemi
 Superiorità di pedoni su un fianco  Soluzioni
 Maggioranza di pedoni sul fianco lontano
dal re
 Maggioranza di pedoni sul fianco in cui sta UNITÀ 57
il re
 Maggioranza di pedoni su un fianco, come  Le aperture
arma d'attacco  La teoria delle aperture
 Partite famose  Come si debbono studiare le aperture
 Centro velenoso  Da quante mosse è formata l'apertura?
(L'Avana, 1892)  Le aperture di carattere aperto
 Esercizi  Le aperture semiaperte
 Esempi e problemi  Le aperture chiuse
 Soluzioni  Partite famose
 Una grande minipartita
(Londra, 1959)
 Esercizi
 Esempi e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 58 UNITÀ 61

 La difesa Ungherese e la difesa dei Due  La difesa Petrov e l'apertura dei Tre
Cavalli Cavalli
 La difesa Ungherese  La difesa Petrov
 Varianti  Classificazione
 La difesa dei Due Cavalli  Varianti
 Varianti  L'apertura dei Tre Cavalli
 Partite famose  Classificazione
 Esordio glorioso  Varianti
(Bucarest, 1954)  Partite famose
 Esercizi  Filigrana (Partita giocata nel 1912)
 Esempi e problemi  Esercizi
 Soluzioni  Partite illustrative

UNITÀ 59 UNITÀ 62

 Il gambetto di re  L'apertura Italiana o "Gioco Piano"


 Idee fondamentali  Schema fondamentale
 Il gambetto di Re accettato  Varianti
 Il gambetto di Re rifiutato  Riassunti
 Partite famose  La difesa di Alekhine
 Una torre magica  Il "Gioco Pianissimo"
(Breslavia, 1862)  Il gambetto Evans e la difesa Lasker
 Esercizi  Bordata (L'Avana, 1892)
 Partite illustrative  Esercizi
 Partite illustrative
UNITÀ 60
UNITÀ 63
 Apertura Ponziani e apertura Viennese
 Apertura Ponziani  L'apertura Spagnola.
 Varianti Sistemi senza 3. ...a6
 Apertura Viennese  Idee strategiche fondamentali
 Varianti  La difesa Bird:
 Partite famose 3. ..., Cd4
 Con la forza di un rullo compressore  Il sistema più antico:
(Mosca, 1957) 3. ..., Ac5
 Esercizi  La variante Janisč:
 Esempi e problemi 3. ..., f5
 Soluzioni  La difesa Brasiliana
 La variante 4. ..., Ac5
 La difesa Steinitz:
3. ..., d6
 Partite famose
 Nuova linfa
(Klaipeda, 1988)
 Esercizi
 Partite illustrative e problemi
 Soluzioni
UNITÀ 64 UNITÀ 67

 L'apertura Spagnola  La difesa Caro-Kann


Varianti con 3. ..., a6  Idee strategiche
 La variante del cambio  Classificazione
Idee strategiche generali  Variante A: 2. d4
 Variante con la ritirata dell'alfiere  Variante B: 2. Cc3
Il sistema Moeller  Variante C: 2. c4
 La difesa Steinitz differita  Variante D: 2. d3
 Partite famose  Partite famose
 L'esperienza è un titolo (San Pietroburgo,  Tattici
1914) (Southampton, 1986)
 Esercizi  Esercizi
 Esempi e problemi  Partite illustrative
 Soluzioni

UNITÀ 68
UNITÀ 65
 La difesa francese
 L'apertura Spagnola: difese Morphy  Idea strategica generale
aperta e chiusa  La variante di cambio
 Considerazioni generali  La variante di Nimzowitsch:
 Variante A: Morphy aperta Morphy chiusa 3. e5
L'attacco Marshall  La variante Tarrasch:
 Variante B 3. Cd2
 Variante C  La variante 3. Cc3
 Partite famose  Partite famose
 La regina ubiquitaria  Uragano sulle terre francesi
(Portorose, 1958) (Mosca, 1936)
 Esercizi  Esercizi
 Partite illustrative  Esempio
 Partite illustrative

UNITÀ 66
UNITÀ 69
 La difesa Alekhine e la difesa Pirc
 La difesa Alekhine  La difesa Siciliana (1)
 Introduzione e idee generali  Idea strategica generale
 L'attacco dei quattro pedoni  Classificazione
 Il cambio al centro  Linee e varianti principali
 La variante moderna (3. d4, d6 4. Cf3)  Partite famose
 La difesa Pirc  Fiuto tattico
 Concetti strategici fondamentali (Bled, 1961)
 L'attacco Austriaco  Esercizi
 La variante classica  Partite illustrative
 Partite famose
 Scaccomatto in altro mare
(Campionato via radio della flotta
dell'URSS, 1960)
 Esercizi
 Esempi
 Partite illustrative
UNITÀ 70 UNITÀ 73

 La difesa Siciliana (2)  Sistemi con il pedone di regina (2).


 La variante Scheveningen (continuazione) Il gambetto di regina (prima parte)
 L’attacco Leonhart-Sozin  La difesa Cambridge Springs
 L’attacco Velimirovič  La difesa Merano
 La variante dei Quattro Cavalli  L’Antimerano, o variante Botvinnik
 La variante Morphy  La difesa Slava
 La variante Taimanov  Partite famose
 La variante Pelikán  Rischio fatale
 Partite famose (Londra, 1951)
 Minacce a ventaglio  Esercizi
(Nikšić, 1983)  Partite illustrative
 Esercizi
 Partite illustrative
UNITÀ 74

UNITÀ 71  Sistemi con il pedone di regina.


Il gambetto di regina (seconda parte)
 La difesa Siciliana (3)  La variante Tartakower
 Varianti in cui il Nero gioca con i suoi  Il sistema Classico:
pedoni in d6 e in e5 variante Capablanca
 La variante Boleslavskij  Fianchetto ampliato
 La variante Lowenthal  La variante del Cambio
 La variante Najdorf  La difesa Tarrasch
 La variante del pedone “avvelenato”  Il controgambetto Albin
 La variante Kann  Partite famose
 La cattura centrale in d4 con la regina  Il cacciatore cacciato
 Linee in cui il Bianco non gioca 3. d4 (Amburgo, 1910)
 Il gambetto dell’ala  Esercizi
 Il gambetto Morra  Partite illustrative
 La variante Nimzowitsch
 La variante chiusa
 L’attacco Grand Prix UNITÀ 75
 Partite famose
 Demolizione  Sistemi con il pedone di regina (4)
(Banja Luka, 1976)  La difesa Indiana di Regina
 Esercizi  La difesa Bogoljubov o Bogoindiana
 Partite illustrative  Partite famose
 Combinazione machiavellica
(Amsterdam, 1991)
UNITÀ 72  Esercizi
 Partite illustrative
 Sistemi con il pedone di regina
 Il sistema Colle
 Il sistema Colle con Af4 UNITÀ 76
 L’attacco Torre
 L’apertura Trompowsky  Sistemi con il pedone di regina (5)
 Partite famose  La difesa Nimzoindiana
 Visione combinatoria  La difesa Grünfeld
(Dresda, 1926)  Partite famose
 Esercizi
 Colpo spettacolare
 Partite illustrative (Hastings, 1930-1931)
 Esercizi
 Partite illustrative
UNITÀ 77 UNITÀ 80

 Sistemi con il pedone di regina (6)  Origini degli scacchi


 La difesa Indo-Benoni  Gli scacchi antichi
 Il controgambetto Blumenfeld  Inizi degli scacchi moderni
 Il controgambetto Volga o Benko  Partite famose
 Partite famose  Il suggerimento di Ruy López
 Una mossa inopportuna (New York, 1990)
(Stati Uniti, 1985)  Esercizi
 Esercizi  Partite illustrative
 Partite illustrative

UNITÀ 81
UNITÀ 78
 Il secolo dei Lumi e i primi maestri del
 La difesa Indiana di Re XIX secolo
 Il sistema Saemisch  François-André Danican Philidor
 Il sistema Classico e l’attacco Iugoslavo  I pedoni: “l’anima degli scacchi”
 Una variante della lotta al centro  Una miniatura
 La variante Averbach  Il match fra La Bourdonnais e Mac Donnell
 La difesa Olandese  Il primo sacrificio posizionale di regina della
 Il gambetto Staunton storia
 Il sistema Stonewall o Muro di pietra  Partite famose
 Lo schema con 6. …, d6  Nulla di nuovo sotto il sole
 Il sistema Leningrado (Londra, 1796)
 Partite famose  Esercizi
 Gioventù e fantasia  Partita illustrativa
(Internazionale di Manila, 1990)  Problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Partite illustrative

UNITÀ 82
UNITÀ 79
 La scuola Romantica e l’avvento di Paul
 Aperture varie Morphy
 L’apertura Inglese  I fondamenti della Scuola Romantica
 Altre difese contro 1. c4  Howard Staunton
 L’apertura Zukertort-Reti  Joseph Henry Blackburne
 L’apertura Bird  Paul Morphy
 L’apertura Sokolskij  Partite famose
 La difesa Nimzowitsch  La vendetta di un illustre perdente
 Partite famose (Parigi, 1848)
 Sacrifici redditizi  Esercizi
(Portsmouth, 1924)  Problemi
 Esercizi  Soluzioni
 Partite illustrative
UNITÀ 83 UNITÀ 86

 Wilhelm Steinitz, il primo campione del  Gli scacchi nel primo quarto del XX
mondo secolo
 I primi anni di Steinitz  David Janowsky
 Gli incontri con Anderssen e Blackburne  Geza Maróczy
 Verso il primo titolo mondiale  Harry Nelson Pillsbury
 La conferma del titolo: il match con Čigorin  Karl Schlechter
 L’ultima tappa della carriera di Steinitz  Akiba Rubinstein
 Partite famose  Rudolf Spielmann
 Gioielli al tramonto  Efim Bogoljubov
(Hastings, 1895)  Savelij Tartakower
 Esercizi  Partite famose
 Problemi  Solo per valenti
 Soluzioni (Teplice, 1922)
 Esercizi
 Partita illustrativa
UNITÀ 84

 Emanuel Lasker, un uomo straordinario UNITÀ 87


 Lo stile psicologico di Lasker
 Lasker campione del mondo  José Raúl Capablanca
 Non tutto è scacchi  Un'infanzia prodigiosa
 Un lungo regno  Ingegnere chimico o scacchista?
 San Pietroburgo, 1914  "Questo giovane non ha credenziali"
 New York, 1924  In vetta
 L’elisir dell’eterna giovinezza  Campione mondiale
(Mosca, 1935)  Sconfitta e caduta
 Partite famose  Gli ultimi bagliori
 Entrambi meritavano di vincere  Partite famose
(Cambridge-Springs, 1904)  Creando miraggi
 Esercizi (San Pietroburgo, 1914)
 Partita illustrativa  Esercizi
 Problemi
 Soluzioni
UNITÀ 85

 La Scuola Classica UNITÀ 88


 Introduzione
 Siegbert Tarrasch, l’antidogmatico  La Scuola Ipermoderna
 Michail Čigorin, moderno suo malgrado  Introduzione
 Altri maestri della scuola classica:  Gyula Breyer
Gunsberg, Charousek, Mieses, Marshall  Richard Reti, il poliedrico
 Partite famose  Aron Nimzowitsch, il rivoluzionario
 Un esercito contro il monarca  Partite famose
(Montecarlo, 1902)  Un illustre dimenticato
 Esercizi (Berlino, 1918)
 Problemi  Esercizi
 Soluzioni  Esempi
 Problemi
 Soluzioni
UNITÀ 89 UNITÀ 92

 Alexander Alekhine, campione del  Presso la vetta


mondo  Paul Keres, il campione senza corona
 Le condizioni del match. “Il protocollo  Samuel Reshevsky, il bambino prodigio
Londra”  David Bronstejn, l’intellettuale scacchista
 Il campione  Partite famose
 Lo sfidante  Lotta di colossi
 L’ambiente prima del match (Mosca, 1951)
 Le partite  Esercizi
 Partite famose  Partita illustrativa
 Sacrificio intuitivo
(Margate, 1938)
 Esercizi UNITÀ 93
 Partite illustrative
 Petrosjan e Spasskij: la nuova
generazione giunge al vertice
UNITÀ 90  La formazione scacchistica di Tigran
Petrosjan
 Il particolare stile di Petrosjan
 Michail Botvinnik e lo sviluppo degli  La difesa del titolo
scacchi sovietici  Lo straordinario gioco di Boris Spasskij
 I primi anni di Botvinnik e il fenomeno degli  Tre anni di regno
scacchi nell’URSS  Partite famose
 Il match-torneo L’Aia-Mosca  La partita dei dieci campioni
 La prima difesa del titolo (Unione sovietica, 1952)
 Gli incontri con Smyslov
 Il genio di Riga entra in scena
 Gli ultimi anni UNITÀ 94
 Partite famose
 La kosovorotka magica  Bobby Fischer, leggenda vivente degli
(Leningrado, 1925) scacchi
 Tabelle dei risultati  Il prodigio Fischer
 L’eterno campione americano
 Il cammino verso la corona mondiale
UNITÀ 91  L’impressionante dirittura finale
 Il match del secolo
 Vasilij Smyslov e Michail Tal’  Partite famose
 Vasilij Smyslov, armonia ed equilibrio  Attacco e difesa
 Michail Tal’, il “Mago di Riga” (Buenos Aires, 1960)
 Partite famose
 All’attacco!
(Partita del torneo dei Candidati, 1969) UNITÀ 95
 Esercizi
 Partite illustrative  Anatolij Karpov, dieci anni di continue
vittorie
 La formazione di uno stile
 La consacrazione di una figura
 L’idolo protetto
 Verso la vetta
 Dieci anni di successi
 La rivalità con Korcnoj
 Partite famose
 Svegliare la tigre
(Amsterdam, 1982)
UNITÀ 96
UNITÀ 100
 Kasparov, il campione del mondo più
giovane della storia  Le regole dell’A.S.I.G.C. (Associazione
 È nata una stella Scacchistica Italiana Giocatori per
 Il salto alla fama Corrispondenza)
 Componente della squadra sovietica  Partite Famose
 La corsa verso il titolo  Indici
 Un incontro polemico
 L’ultimo ostacolo
 Campione del mondo
 Partite famose
 Interludio brillante.
Nikšić (Iugoslavia, 1983)
 Tabella di risultati

UNITÀ 97

 Karpov-Kasparov: il duello senza fine (1)


 Il match che cambiò la storia
 La partita che modificò un match cruciale
 La grande reazione
 La scandalosa interruzione
 Garry Kasparov, campione del mondo
 Partite famose
 Tanta fatica per nulla
(Mosca, 1985)
 Esercizi
 Partite illustrative

UNITÀ 98

 Karpov-Kasparov: il duello senza fine (2)


 Londra-Leningrado: conferma
 Siviglia: il finale da infarto
 New York-Lione
: ultima tappa?
 Partite famose
 Dall’errore all’abbandono
(Siviglia, 1987)
 Esercizi
 Partita illustrativa

UNITÀ 99

 I maestri del prossimo XXI secolo


 Vasilij Ivančuk, o la lotta contro se stesso
 Boris Gelfand, o il problema della
motivazione
 Viswanathan Anand, il rapido
 Il fenomeno Polgar
 Partite famose
 Attenzione ai cuccioli
(Linares, 1991)
-
l
Vengono presentati in questa unità tutte le nozioni e tutti gli
elementi necessari per cominciare a giocare a scacchi: la
scacchiera, i pezzi e i loro movimenti, le catture, l'arrocco La scacchiera
ecc. Sono quindi presi in considerazione i sistemi di l pezzi degli scacchi
notazione usati per riprodurre le mosse e le posizioni, con • Disposizione e mosse
particolare riguardo al sistema algebrico. dei pezzi
Altre mosse
• La cattura negli
scacchi
• La cattura en passant
• Il valore dei pezzi
• L'arrocco
Sistemi di notazione
• Il sistema algebrico
• Il sistema descrittivo
• Altre chiavi comuni ai
due sistemi
J Esercizi
• Esempi e problemi
,----, Soluzioni
La scacchiera
La scacchiera è, per definizione, il campo di battaglia. Si svolge en- giocatore
tro i suoi confini un combattimento sottoposto a determinate regole.
È composta da 64 caselle, 32 bianche e 32 nere o di altro colore di-
sposte in modo alternato. Si tratta dunque di un quadrato (con
larghezza uguale all 'altezza) nel quale ogni lato contiene 8 caselle,
quattro bianche e quattro nere o di diverso colore.
La posizione della scacchiera rispetto ai giocatori non è però lascia-
ta al caso o arbitraria; deve essere sempre la stessa, secondo la re-
gola che dice «la casella bianca a destra».

La scacchiera deve essere disposta in modo che la casella situata


giocatore
nell'angolo a destra di ogni giocatore sia di colore bianco (casella
bianca a destra).

Nella scacchiera, le caselle possono raggrupparsi in colonne (linee


verticali), in righe (o traverse, orizzontali), e in diagonali . Questa
classificazione si rivela particolarmente utile per descrivere le mos-
se dei pezzi, informarci dei rapporti che intercorrono tra le singole
caselle, apparentemente uguali, della scacchiera e preparare i piani
strategici e tattici che devono portarci alla vittoria.

Colonne Righe Diagonali

La colonna è la serie di caselle La riga è la serie di caselle Una diagonale è una serie di
disposte verticalmente rispetto parallela ai bordi della caselle dello stesso colore unite
alla posizione dei giocatori. In scacchiera dove si mettono i ai vertici. In ogni scacchiera vi
ogni scacchiera vi sono otto giocatori. In ogni scacchiera vi sono due diagonali maggiori,
colonne di otto caselle sono otto righe di otto caselle una di caselle bianche e l'altra
ciascuna. ciascuna. di caselle nere.

2
I pezzi degli scacchi
Negli scacchi non si parla di pedine, bensì di pezzi. I pezzi non so-
no tutti uguali: ognuno di essi ha una forma e una mobilità diver-
se. In rapporto a queste diversità si determina anche il differente
valore dei vari pezzi e il loro modo di giocarli.
Benché il termine "pezzi" venga usato in senso generico per indica-
re anche i pedoni, si fa di solito una distinzione tra questi ultimi e i
pezzi propriamente detti, che sono tutti gli altri. All'inizio della
partita ogni giocatore dispone di 16 pezzi: due torri, due cavalli,
due alfieri, una regina o donna, un re e otto pedoni.
A ciascun giocatore spettano pezzi di colore diverso: bianco o nero.
"Bianco" e "nero" sono definizioni convenzionali, dato che, secon-
do il materiale impiegato o la fantasia dell'artigiano, i pezzi posso-
no essere di molti colori, per esempio marrone chiaro o giallo per i
pezzi bianchi, rosso o marrone scuro per i neri.

Sulla carta, i pezzi vengono rappresentati con l'iniziale maiu-


scola o con simboli grafici come quelli indicati sotto: essi ver-
ranno impiegati durante l' intero corso.

Pezzi bianchi

V Re (R) t1" Donna (D) lJ Torre (T) Jl Alfiere (A)


~ Cavallo (C) ft Pedone (P)

Pezzi neri

t Re (R) 1lf Donna (D) • Torre (T) ..l Alfiere (A)


~ Cavallo (C) i Pedone (P)

Disposizione dei pezzi


Prima di collocare i pezzi sulla scacchiera, ricordiamo che la sua
posizione deve essere tale che nella prima riga l'ultima casella alla
destra del giocatore sia sempre bianca (quella alla sinistra sarà, di
conseguenza, nera).
Una volta disposta la scacchiera nella corretta posizione, i giocatori
collocano i loro pezzi, uno i bianchi e l'altro i neri, nelle due righe
a loro più vicine, come è indicato alla pagina seguente.

- -- - - - - -- - - ~ -~ - -- -
l PEZZI DEGLI SCACCHI

All'inizio della partita i pezzi sulla riga più vicina al giocatore che
manovra i bianchi sono, da sinistra a destra: torre, cavallo, alfiere,
donna o regina, re, alfiere, cavallo, torre . Nella seconda riga, le ca-
selle sono occupate dagli otto pedoni. Rispetto al giocatore che ma-
novra i neri, la serie è: torre, cavallo, alfiere, re, donna, alfiere, ca-
vallo, torre.

La torre, il cavallo e l'alfiere vicini alla donna o regina sono detti


torre, cavallo e alfiere di donna; quelli vicini al re sono detti torre,
cavallo e alfiere di re.

Si può osservare in questa disposizione che all'inizio del gioco la re-


gina si trova in una casella del suo stesso colore (la regina bianca
in una casella bianca e la regina nera in una casella nera) , per cui si
dice che «la regina segna il colore».
Il re deve trovarsi nella casella di colore contrario al proprio (il re
nero in una casella bianca e il re bianco in una casella nera).
Una volta posti convenientemente i pezzi , la partita può avere ini-
zio, tenendo presente che la prima mossa è sempre di pertinenza
del Bianco. Convenzione, questa , adottata nel XIX secolo e che ri-
mane in vigore: per sapere chi deve iniziare la partita si estrae quin-
di a sorte il colore dei pezzi. Il giocatore che manovra i bianchi
compie la prima mossa , il che rappresenta un piccolo vantaggio.

Il re
Il re è il pezzo per antonomasia, la chiave di volta degli scacchi, da-
to che lo scopo del gioco è quello di minacciare di cattura il re av-
versario. Quando il re non può evitare la cattura, si ha lo scacco-
matto, col quale la partita finisce.

Mobilità del re

Mobilità del re posto al centro Mobilità del re bianco limitata Mobilità del re bianco limitata
della scacchiera vuota. dai pezzi neri. dai propri pezzi.

4
l PEZZI DEGLI SCACCHI

Il re si muove partendo dalla casella in cui si trova verso una qual-


siasi delle contigue, a meno che non glielo impedisca un pezzo suo
o uno avversario. Ne risulta che, eccetto il caso dell'arrocco, di cui
si parlerà più avanti, il re si muove soltanto di casella in casella.
La forza del re è anche la sua debolezza. Il giocatore è costretto a
proteggere e sorvegliare il suo re, dato che dalla sorte del re dipen-
de l'esito della partita. Pertanto all'inizio del gioco, quando la mag-
gior parte dei pezzi è ancora in azione, il re deve ripararsi e proteg-
gersi dalla minaccia dei pezzi nemici. Soltanto in fine di partita,
quando la maggior parte dei pezzi dell'uno o dell'altro campo e
sparita, il re può rischiare di partecipare attivamente alla lotta. Ot Re

La donna o regina
La donna o regina (in sigla si scrive sempre D per evitare la coinci-
denza di iniziali con il re R suo consorte) è il pezzo più potente e
mobile della scacchiera e in linea di massima non conviene scam-
biarla con nessun altro pezzo che non sia la regina dell'avversario.

Al centro della scacchiera avendo lo spazio per muoversi e l'appog-


gio degli altri pezzi, la donna possiede una forza enorme essendo in
grado di svolgere un'azione di attacco o di difesa anche a lunghissi-
ma distanza . Se si trova invece in un angolo della scacchiera e cir-
condata da pezzi, tanto suoi quanto dell'avversario, che ne intral-
ciano la mobilità, la sua forza si affievolisce. tr 'it Donna

Mosse della donna


La donna può muoversi verso tutte le caselle che sono altri pezzi , sia suoi sia dell 'avversario. Le linee
alla sua portata in linea retta , sia verticalmente sia tratteggiate indicano, in questo come nei
orizzontalmente, e in diagonale, sia in avanti sia successivi diagrammi, gli spostamenti solo
indietro. La mobilità della donna viene limitata dagli teoricamente possibili.

Mobilità della donna in una Limitazioni della mobilità della Limitazioni della mobilità della
scacchiera vuota . donna dovute alla posizione dei donna dovute alla posizione dei
pezzi dello stesso giocatore. pezzi avversari.

5
l PEZZI DEGLI SCACCHI

Le torri

Le torri sono i pezzi più preziosi dopo la donna, se non si conside-


ra il re in quanto pezzo speciale.
Si tratta di pezzi agili, che possono spostarsi rapidamente da una
parte all'altra della scacchiera.
Come regola generale, si può affermare che una torre vale tanto
più quanto maggiore è il numero di pedoni scomparsi dalla scac-
chiera, perché allora aumenta la sua mobilità.
Vedremo più avanti la partecipazione della torre all'arrocco, uno
dei movimenti più caratteristici della difesa del re.
IJ. Torre

Mosse delle torri


Ogni torre si muove in linea retta in direzione La loro ubicazione iniziale alle estremità della
perpendicolare ai bordi della scacchiera. Le torri , cioè, scacchiera fa sì che esse spesso entrino in gioco più
non si muovono in diagonale e la loro azione si tardi, per cui di norma sopravvivono fino al termine
compie lungo le righe e le verticali. della partita.

Mobilità della torre in una Limitazione dei movimenti della Limitazione dei movimenti della
scacchiera vuota. torre dovuta ai suoi pezzi. torre dovuta ai pezzi avversari.

Gli alfieri

Gli alfieri si muovono solo lungo le diagonali. Uno di essi si muo-


ve esclusivamente sulle caselle bianche, l'altro solo su quelle nere.
Quindi, fin dall'inizio, sono interdette a ogni alfiere 32 caselle
(quelle di colore contrario alle caselle che percorre). Per questo mo-
tivo, in linea di principio il suo valore è inferiore a quello delle tor-
ri ed è all'incirca pari a quello dei cavalli.
Un principio di alta strategia con il quale conviene che il giocatore
principiante si familiarizzi subito è il seguente:
la coppia di alfieri (i due pezzi insieme) ha un valore supenore a
quello della semplice somma dei valori di entrambi.
il. J. Alfiere

6
l PEZZI DEGLI SCACCHI

Mosse degli alfieri


La massima formulata per le torri trova un'applicazione arrivare a diminuire seriamente e addirittura annullare
ancora maggiore con gli alfieri: il loro valore aumenta a la loro azione; nelle posizioni "aperte", invece, l'alfiere
mano a mano che spariscono i pedoni. Il grande accresce la sua potenza. l diagrammi mettono in
nemico degli alfieri è la catena di pedoni, che può evidenza questi principi.

Azione massima degli alfieri in l pedoni diminuiscono l'efficacia Se i pedoni restano fermi nelle
una scacchiera vuota. dell'azione dell'alfiere. caselle dello stesso suo colore,
l'alfiere vede annullata la sua
attività. Verificatelo.

L'aumento di valore della coppia di alfieri si fonda sul fatto che


ogni alfiere è in grado di attaccare e difendere metà delle caselle
della scacchiera (quelle del suo colore). Invece, con entrambi gli al-
fieri, il giocatore può controllare tutte le caselle della scacchiera; se
poi gli alfieri hanno una buona libertà di movimento la loro azione
in coppia può raggiungere un'efficacia formidabile.

I cavalli
Sono i pezzi dal movimento più complicato. Il cavallo ha la facoltà
di saltare sopra i pezzi propri o dell'avversario, il che lo distingue
da tutti gli altri pezzi del gioco; questo però non è tutto, visto che
inoltre il suo movimento rompe l'armonia delle linee rette.
Il cavallo muove (o, meglio, salta) per due caselle in avanti o indie-
tro e per una a destra o a sinistra; oppure per due caselle a destra
o a sinistra, e per una in avanti o indietro. È un movimento etero-
geneo, quasi estroso e difficilmente prevedibile, che conferisce a
questo pezzo una straordinaria personalità.
Il cavallo è un pezzo ad azione lenta, che ha bisogno di vari movi-
menti per spostarsi da un lato all'altro della scacchiera. In compen-
so, il suo movimento non può essere ostacolato dagli altri pezzi,
perché può saltare sopra gli ostacoli. Nelle posizioni "chiuse", con
~. Cavallo
molti pedoni fissi sulla scacchiera, risulta superiore all'alfiere.

7
l PEZZI DEGLI SCACCHI

Mosse dei cavalli


Il lettore deve esercitarsi ripetutamente con le regole Come si può vedere nei diagrammi, quanto più il
delle mosse dei cavalli. Un esercizio che viene cavallo si avvicina al centro della scacchiera tanto più
consigliato consiste nel porre un cavallo in una casella ampio è il suo raggio d'azione; collocato in un angolo
qualsiasi della scacchiera e segnare con un pezzetto della scacchiera, disporrà invece soltanto di due
di carta o una moneta le caselle a lui accessibili. caselle per muoversi.

Azione massima del cavallo in La mobilità del cavallo è tanto Lungo i bordi, il cavallo può
una scacchiera vuota. più grande quanto più vicino si accedere a un numero limitato
trova al centro della scacchiera. di caselle.

Esaminiamo la poslZlone illustrata dal diagramma di destra. L'al-


fiere bianco vede la sua azione limitata dai pedoni del suo stesso
colore, che inoltre stanno immobili (non possono avanzare, sia per-
ché la casella attigua è occupata da un pezzo nemico sia perché fa-
cendolo sarebbero catturati).

Il cavallo nero invece dispone di molte caselle e può, con salti


adatti, trasferirsi in qualsiasi punto della scacchiera.

Osserviamo che tutti i pedoni bianchi occupano caselle dello stesso


colore dell'alfiere e di conseguenza disturbano la sua mobilità, men-
tre i pedoni neri sono situati in caselle bianche e non possono esse-
re minacciati né catturati dall'alfiere che percorre solamente diago-
nali nere.
I pedoni collegati, che formano una struttura fissa e immobile sulla
scacchiera, conferiscono al cavallo nero una grande superiorità sul-
l'alfiere bianco in questo tipo di posizioni che vengono denominate
"chiuse".

8
l PEZZI DEGLI SCACCHI

I pedoni
Come regola generale il pedone è il pezzo di minor valore del gio-
co; possiede tuttavia una facoltà che lo rende potenzialmente terri-
bile: se raggiunge l'ultima riga della scacchiera partendo dal suo
punto di avvio, può trasformarsi in qualsivoglia pezzo, escluso il
re. I pedoni avanzano di una sola casella per volta in direzione ver-
ticale (cioè lungo una colonna) e non possono mai retrocedere.
Possono quindi accedere a tutte le caselle della propria colonna me-
no quella della prima linea, che si trova alle loro spalle quando ha
inizio il gioco. Nella sua prima mossa il pedone può avanzare di
fl i Pedone
due caselle per una sola volta . Questa facoltà è limitata dal ricorso
alla "cattura en passant", che vedremo in seguito.
E questo non è tutto . Per catturare un pezzo dell'avversario , il pe-
done si muove in diagonale e si pone nella casa occupata dal pezzo
preso. Movimento verticale in avanti e cattura in diagonale; è que-
sta la regola di base del movimento del pedone.

Mosse dei pedoni

Due mosse iniziali possibili. Pedoni che non possono Cattura in diagonale.
muoversi.

Tre mosse possibili al pedone Quattro mosse possibili: Pedone che si "promuove"; si
bianco: due catture laterali e avanzamento verticale di una può trasformare in qualsiasi
un avanzamento verticale. o due caselle, e due catture pezzo maggiore (di norma la
laterali. regina), eccetto che nel re.

9
Altre mosse
Dopo aver analizzato la maniera particolare in cui si sposta ogni
pezzo, è necessario esaminare alcune regole speciali relative alle
mosse dei pezzi, alla loro interazione e al loro valore relativo.

La cattura negli scacchi


Un evento fondamentale negli scacchi è il catturare (o "mangiare",
come si suole dire nel gergo degli scacchisti) i pezzi del rivale. Cat-
turare molti pezzi non garantisce la vittoria: essa si verifica soltan-
to quando perisce il re nemico. Ciò non vuol dire, però, che il van-
taggio di materiale non abbia importanza, anzi, di solito è fonda-
mentale. La regina, un pezzo o semplicemente un pedone in più co-
stituiscono di solito un vantaggio decisivo.
Si procede alla cattura collocando il proprio pezzo nella casella oc-
cupata dal pezzo dell'avversario e togliendo questo dalla scacchie-
ra. I diagrammi mostrano diversi casi di cattura nel gioco.

Alcune catture

Il cavallo bianco può catturare l pezzi bianchi e quelli neri Ogni pezzo, bianco o nero, ha
quattro pezzi, e può essere hanno diverse possibilità di una possibilità di cattura.
catturato soltanto da uno. cattura.

La cattura en passant
La cattura en passant avviene quando una delle due parti avanza
un pedone di due caselle partendo dalla posizione iniziale, così co-
me è permesso.

10
ALTRE MOSSE

Cattura di pedone en passant

Muove il Nero. Muove il Bianco e cattura il Il Bianco ha preso il pedone


pedone nero nella casella nero "e n passant".
intermedia.

Nel caso illustrato, l'avversario che possiede un pedone nella sua


quinta riga, attiguo al pedone che si è mosso, può catturarlo come
se fosse avanzato di una sola casella.
Soltanto il pedone ha questo diritto di catturare en passant un al-
tro pedone.

Il valore dei pezzi


Abbiamo studiato le caratteristiche dei pezzi e il lettore, osservando
le loro capacità di movimento, potrà dedurne facilmente che alcuni
hanno più yalore di altri. Non è infatti difficile giungere alla con-
clusione che il modesto pedone, così limitato nei suoi spostamenti,
non può essere confrontato con la veloce regina, che attraversa la
scacchiera senza difficoltà.
Possiamo con questo criterio stabilire il seguente ordine di forza:
donna, torre, alfiere e cavallo, pedone. Il re, come è già stato detto,
è una figura speciale e non può essere catturato, ragion per cui non
viene incluso in questa classifica.

Quantificazione orientativa della gerarchia dei pezzi:


Pedone .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . 1 punto
Cavallo ......................... 3 punti
Alfiere ........................... 3 punti
Torre ............................. 5 punti
Donna .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. 1O punti

Questa scala serve ad avere un'idea approssimativa del valore ini-


ziale di ogni pezzo, però la concreta situazione sulla scacchiera può

11
ALTRE MOSSE

modificare notevo lmente q ues to punteggio. È già stata commentata


la va ri a bil ità dei va lori delr alfierc c del cavallo a seconda della loro
posizio ne ··a perta" o '"chiusa ... E ov,·io. egualmente, che un pedone
in settim a fib (c q uindi sul punt :) di promuoversi) non ha lo stesso
valo re che pos :-: icde nella po sizi \' 11 ~ ini?iale.

L'arrocco
Come è no to . ~ c l gioco degli scacchi i giocato ri muovono a turno
un so lo pcZ?o per volta : esi ste però un·cccezi onc a questa regola : il
cosiddett o ··arrocco".
N ell'a rrocco il giocatore muove in una stessa Yolta il re c una delle
torri . Inoltre il re percorre due caselle a destra o a sini stra, contro
la rego la per la quale può avanzare soltanto di una alla volta, e la
torre sca valca il re (il che sem bra va un privilegio esclusivo del ca-
vall o) e va a porsi vicino a esso , verso !"interno della prima riga. Le
mosse sono illustrate in questi diagrammi.

Posizione e movimento dell'arrocco

Arrocco corto Arrocco lungo

Si defini sce arrocco corto quel lo compiuto con la torre di re, e ar-
rocco lungo quell o attuato con la torre di regina . Per poter realiz-
zare uno qualsiasi dci due arrocchi, debbono essere soddisfatte le
seguenti condi zioni :
l ) Il re e la torre non devono esser"i mossi in precedenza. Qualsiasi
movimen to di uno dci due pezzi fa perdere il diritto di arroccare .
2) 11 re che arrocca non deve trovarsi sotto scacco, cioè offeso da
un pezzo nem1co .
3) Le caselle per le quali il re deve passare per arroccare non de-
vo no trova rs i sotto l'azione d i alcun pezzo avversario . Per la tor-
re q uesta cond izione non è richiesta .
4) Non deve esservi alcun pezzo proprio - né, per ipotesi, avver-
sa ri o - tra il re e la torre che arroccano.

12
ALTRE MOSSE

Le regole dell'arrocco

Il re bianco è sotto scacco; il Vi è un pezzo tra il re e la torre: Vi è un pezzo tra il re e la torre:


Bianco non può arroccare. il Bianco non può arroccare. il Bianco non può arroccare.

L'alfiere nero attacca una delle In questa posizione il Bianco In questa posizione il Bianco
caselle per le quali il re deve può arroccare se il re o la torre può arroccare se il re o la
passare: il Bianco non può non sono stati mossi in torre non sono stati mossi in
arroccare. precedenza. precedenza.

L'arrocco è, di solito, una mossa molto conveniente: il re risulta


più protetto in un fianco che al centro della scacchiera e la torre
può entrare rapidamente in gioco.
Secondo la disposizione dei pezzi, sarà preferibile scegliere uno dei
due tipi di arrocco e cioè: l'arrocco corto o l'arrocco lungo. In ge-
nere conviene arroccare sul fianco in cui i pedoni non sono stati
ancora mossi; essi avranno così la funzione di barriera protettrice
del loro sovrano.
È opportuno tener presenti due leggi ulteriori: l'arrocco lungo è di
solito più vulnerabile del corto (c'è una casella di più da protegge-
re) ; non è inutile osservare il lato sul quale arrocca il re avversario:
se lo fa sul lato opposto potrà attaccare il nostro arrocco facendo
avanzare i suoi pedoni.

13
Sistemi di notazione
Sin dai tempi più remoti le partite dei migliori giocatori del mondo
sono state registrate mediante sistemi diversi di notazione. Grazie a
ciò possiamo sapere come giocavano Ruy L6pez de Segura, Phili-
dor, Staunton, Morphy, Steinitz, Capablanca o Alekhine.
La base è stata rappresentata sempre nella numerazione delle casel-
le della scacchiera, secondo un asse di ordinate (colonne) e uno di
ascisse (righe). I due sistemi più usati, essendo i più chiari e sempli-
ci, sono il cosiddetto "descrittivo" e quello "algebrico". In questi
ultimi anni, le autorità internazionali di scacchi hanno imposto co-
me obbligatorio, nei tornei internazionali, il sistema algebrico, ra-
gione per cui lo useremo in questo corso.

Il sistema algebrico
In questo sistema di notazione le righe si numerano da l a 8 a par- ,......, ,......, ,......,
...j
tire dalla posizione del giocatore che manovra i bianchi. La casella
all'estremità opposta di una colonna sarà di conseguenza la 8, sia
8

7
aa b8 ca di es fl g8
[ a7 b7 c7 d7 .., f7 ., h7
per i bianchi sia per i neri. 6

5
a6 b8 c6 di e6

1ra5 b5 cl d5 d
• Il ...]
f5
g6
h5
4 a4 b4 c4 cl4 e4 f4 g4 114]
Quanto alle colonne, esse vengono designate con lettere dalla "a"
3 l[aa b3 c3 d3 el f3 LI! h3

alla "h", disposte in ordine alfabetico rispetto alla posizione del 2 a2 b2 c2 d2 e2 t2 g2 bt]
Bianco. Ogni casella della scacchiera ha in tal modo una precisa [G b1 C1
............
d1 e1
............
f1 11 h1
o.=....!

identificazione, come illustrato nel diagramma. a b c d e 9 h

La mossa viene annotata indicando in primo luogo il pezzo che si


muove, e successivamente la casella di arrivo. Se, per esempio, vo-
gliamo spostare la donna dalla casella iniziale fino alla quinta oriz-
zontale, scriveremo la mossa così:

Dd5
donna nella casella 5
della colonna d

Le catture vengono indicate con il segno "x" posto fra l'iniziale del
pezzo che si muove e le coordinate della casella di arrivo. Nella no-
tazione non viene specificato qual è stato il pezzo catturato. Nella
posizione del diagramma precedente, l'annotazione sarebbe stata
Dxd5, tanto se la donna avesse catturato la donna avversana,
quanto un semplice pedone.

14
SISTEMI DI NOTAZIONE

Nelle mosse di pedone, si omette l'iniziale del pezzo e si segnala


unicamente la casella alla quale va. Così, se vediamo in una partita
il tratto g6, sappiamo che un pedone è avanzato fino a questa ca-
sella. Le catture di pedone si indicano annotando la colonna in cui
inizialmente era situato il pedone che si muove, il segno della cattu-
ra (''x") e la casella di destinazione; per esempio, fxg6 indica che
un pedone situato nella colonna "f' ha catturato un pezzo avversa-
rio collocato in "g6".

Nella posizione del diagramma, i due cavalli bianchi attaccano di-


versi pedoni neri; se vogliamo catturare con il cavallo di donna il
pedone situato in c5 dando scacco, per non dar luogo a equivoci
dovremo precisarlo così:

Cbxc5+

La lettera "b" indica la colonna in cui era situato il cavallo che si


muove. In questo modo non vi è confusione possibile (il segno +
indica, come vedremo fra breve, che il pezzo in quella posizione dà
scacco al re).

Il sistema descrittivo
Nel sistema descrittivo, le caselle hanno una diversa numerazione a
seconda che giochino i bianchi o i neri. Le righe orizzontali sono 8
numerate dall'l all'8 nel senso duplice (vale a dire, la casella l dei 7 2
bianchi è la 8 dei neri, e viceversa).
6 3
Le colonne verticali ricevono il nome del pezzo che si colloca in
ognuna di esse all'inizio della partita. Per distinguere le colonne 5 4

corrispondenti a ognuno dei fianchi della scacchiera (fianco di re e 4 5


fianco di donna), si parla, come abbiamo già detto, di torre di don- 6
na, cavallo di re ecc. Così, mediante il numero della riga corrispon-
7
dente e le iniziali dei vari pezzi delle colonne, le caselle vengono de-
signate come mostra il diagramma qui a lato: 8
TD CD AD D A AA CA TA
Ogni casella riceve la denominazione della riga e della colonna che
l'attraversano, come nel sistema algebrico: per esempio, la casella
"b4" nel sistema algebrico, si chiamerà 4CD nel descrittivo (quarta
riga della colonna del cavallo di donna) dal punto di vista del Bian-
co, e 5CD (quinta riga ecc.) dal Nero. Perciò secondo il colore del
pezzo che muove, la casella riceve una diversa denominazione. Ve-
dremo in seguito lo sviluppo di questo sistema che soltanto appa-
rentemente può sembrare più complesso di quello algebrico.
Nello stesso esempio della donna che abbiamo visto nel sistema al-
gebrico, la mossa della donna che si trasferisce dalla casella iniziale
fino alla quinta riga sarà annotata: D5D.
Le catture vengono indicate con il segno "x" seguito dall'iniziale
del pezzo catturato.

15
SISTEMI DI NOTAZIONE

Nell'esempio del diagramma , il cavallo cattura il pedone nero situato


nella quarta casella di donna del Nero (quinta di donna per il Bian-
co). Il tratto dovrebbe essere annotato CxP; però, dato che esistono
2
due pedoni che possono essere catturati, bisogna indicare a quale ci
riferiamo. Per questo la corretta annotazione della mossa sarà: 3

4
CxPD 5

Se fosse catturato l'altro pedone, la mossa s1 dovrebbe annotare 8


CxPC. TD CD AD D A AA CA TA

Nel sistema descrittivo esiste l'inconveniente che alcune mosse esi-


gono una annotazione molto lunga onde evitare equivoci. Nell'e-
sempio visto in precedenza con il sistema algebrico, la mossa del
cavallo che catturava un pedone con scacco (Cbxc5 +) dovrebbe es-
sere annotata nel descrittivo nel seguente modo:

C3CDxPA+

Altre chiavi comuni ai due sistemi


Presentiamo ora vari simboli importanti che il lettore incontrerà
spesso nelle analisi e nei commenti delle partite. Sottolineiamo che
la prima cifra indica il numero progressivo delle mosse di una par-
tita. 'A questa cifra segue l'indicazione della mossa del Bianco, pri-
ma, e poi di quella del Nero . Quando una delle due non è indicata
esplicitamente, la notazione viene sostituita dai puntini.
- Il punto esclamativo (!) dopo una mossa significa che il giocatore
corrispondente ha compiuto una buona mossa. Per esempio 16.
AcS!... vuol dire che la mossa dell'alfiere alla casella eS è considera-
ta una buona mossa del Bianco.
- Il punto interrogativo (?) dopo una mossa indica che il giocatore
corrispondente ha fatto un errore. Per esempio, 6.... , Dc2?, signifi-
ca che il Nero ha commesso un errore.
- La lettera "s" o una crocetta ( +) dopo una mossa indicano che
si dà scacco al re avversario. Per esempio, 12.Ah5s... o 12.Ah5 + ...
indicano che l'alfiere bianco dà scacco al re nero.
- Due crocette ( + + ) o la parola scaccomatto indicano la fine del-
la partita per matto. Per esempio, 21..., Tal + + o 21. ... , Tal
scaccomatto indicano che la torre nera dà scaccomatto al re bianco.
- Il simbolo 0-0 rappresenta l'arrocco corto, e il simbolo 0-0-0 l'ar-
rocco lungo (sul fianco della regina). Per esempio, 15. 0-0-0, ... SI-
gnifica che il re bianco ha arroccato sul fianco di donna.
- Le iniziali e.p. segnalano la presa en passant.
- La promozione del pedone è indicata con la mossa corrisponden-
te, in algebrico o descrittivo, seguita dal segno ( =) e dall'iniziale
del pezzo in cui il pedone viene trasformato. Per esempio, f8 =D.

16
ESERCIZI 1

Esempio 1 Tocca al Nero giocare. Esiste


qualche "impedimento legale"
Studiate i pezzi bianchi nella ad arrocca re il re?
posizione del diagramma e Ripassiamo le regole
determinate quali di essi dell 'arrocco; nessuna delle
hanno più caselle verso le torri né il re devono aver
quali muoversi. giocato in precedenza e non
può esserci alcun pezzo
proprio né contrario tra il re e
la torre . Inoltre il re non deve
essere sotto scacco. La
abcde 9h
6 manovra dell 'arrocco non può
5 esse re effettuata se un pezzo
Se marchiamo con un segno avversario domina una delle
4
tutte le mosse possibili di ogni ca selle per le quali deve
3 pezzo , il grafico dimostrerà passare :1 re. A questo punto
2 che il pezzo più mobile è il rileviamo un ostacolo
cavallo , perché può trasferirsi all 'arrocco corto, dato che la
a b c d e 9 h
in otto caselle. torre bianca controlla la
casella f8 . Non per questo il
Questo è un eccellente Nero deve rinunciare
esercizio per ripassare le all'arrocco, visto che nulla
mosse dei pezzi. Secondo impedisce di compierlo
quanto studiato, di tutti questi dall 'altro lato .
pezzi la torre è quello che in Esempio 2
teoria dispone di maggior
mobilità; però nella attuale
posizione il re e il pedone
bianchi bloccano il suo
accesso a molte caselle .
Anche il re vede limitata la
sua mobilità dal sovrano
nemico.

a b c d e 9 h

Nessuna delle torri nere si è


ancora mossa . Neppure il re
lo ha fatto.

17
ESERCIZI 1

Problema 1 Problema 2

Abbiamo appreso che i pezzi La donna bianca è attaccata e


degli scacchi sviluppano una corre il pericolo di essere
maggior forza al centro della catturata dalla torre nera.
scacchiera, dove si trova il
cavallo bianco del
diagramma . Il cavallo nero, da
parte sua, ha meno caselle a
disposizione. Segnate tutte le
caselle verso le quali può a b c d e g h
spostarsi ognuno di questi
pezzi .
Problema 4

Né il re, né alcuna delle torri


a b c e g del Bianco si è ancora mossa.
Può il re arroccare corto? E
Lo scambio sarebbe lungo? Date una risposta
sfavorevole, data la differenza ragionata per ogni caso e, se
di valore tra i due pezzi. la risposta è negativa,
Determinate in che casella indicate le cause e la regola
può trasferirsi senza essere specifica dell'arrocco che non
catturata. verrebbe rispettata in questa
posizione.
a b c d e

Problema 3

Con la sua ultima mossa, il


Nero ha spinto di due passi il
pedone di re, invitando il
Bianco a decidersi per una
delle diverse catture possibili
in questa posizione.
Segnalate, senza emetterne
alcuna, le 7 catture che il
Bianco può effettuare.
a b c d e g h

18
ESERCIZI 1

Problema 5 Problema 7 1. e4, c6 2. d4, d5


3. Cc3,dxe4 4.Cxe4,Cd7
Nella posizione del Presentiamo le mosse di una 5. De2, Cgf6 6. Cd6 matto.
diagramma, di quali mosse breve partita, annotate col
dispone il Nero per evitare sistema descrittivo.
che il re bianco arrocchi, nella Riproducetele sulla
mossa successiva, dal lato scacchiera e dimostrate che
corto? E dal lato lungo? la posizione finale coincide
con quella del diagramma.

1. P4R, P4R 2. C3AR, C3AD


3.A4A,P3D 4.C3A,A5C
5. P3D,C50 6.CxPR,AxD
7. AxP+, R2R 8. C50 matto.

Problema 9

5 Il pedone di donna del Nero è


Problema 6 4 stato appena spinto di due
passi: ... , P4D (d5). Annotate
3
Il Bianco ha appena spinto il su un foglio, e con i due
suo alfiere alla casella che sistemi di notazione studiati,
occupa nel diagramma e ha tutte le mosse legali che
catturato un cavallo nero. a b c d e g h possono essere fatte dal
Come annotereste questa Bianco.
mossa, sia col sistema Scrivete le mosse col sistema
algebrico sia con quello algebrico. 8
descrittivo?
7

6
Problema 8 5
4
Sviluppate ora quest'altra
partita e, dopo aver verificato 3

che la vostra scacchiera 2


riproduca la stessa posizione
del diagramma, annotate le a b c d e
mosse indicate col sistema
descrittivo.

19
SOLUZIONI 1

Soluzione 1 Soluzione 4 Soluzione 7

Una delle regole dell'arrocco 1. e4, eS 2. Cf3, Cc6


prescrive che il re non può 3.Ac4,d6 4.Cc3,Ag4
arroccare se un pezzo 5.d3,Cd4 6.Cxe5,Axd1
avversario controlla una delle 7. Axf7+, Re 7 8. Cd5 matto.
caselle che debbono essere
attraversate dal monarca. Ciò
impedisce , nella posizione del Soluzione 8
diagramma , l'arrocco corto ,
dato che il cavallo nero 1.P4R,P3AD 2.P4D,P4D
domina la casella f1 . Non 3. C3AD, PxP 4. CxP, C2D
esistono tuttavia impedimenti 5. D2R, CR3A 6. C6D matto.
all'arrocco lungo.

Soluzione 2 Soluzione 9
Soluzione 5
L'unica mossa a disposizione Il Bianco può eseguire le
del Bianco per salvare la Per evitare l'arrocco corto seguenti mosse:
regina è Dg5. immediato, il Nero dispone di 1) AxP (Axe6) 2) A8C (Ag8)
tre mosse: 1 .... , Aa6; 1 .... , 3) A8R (Ae8) 4) A6C (Ag6)
De7+, e 1 .... , Df6. L'arrocco 5) AST (Ah5) 6) R3A (Rf3)
8
lungo può essere impedito 7) R3D (Rd3) 8) R4D (Rd4)
7
con 1 .... , De7+ e 1 .... , Ag4. 9. PxP e.p. (exd6 e.p.).
6 La cattura en passant è una
5 regola che molti principianti
Soluzione 6 ignorano. È quindi necessario
4

2 n • L'ultima mossa del Bianco è


stata Axb3 (notazione
algebrica) o AxC (notazione
familiarizzarsi con le posizioni
in cui può verificarsi.

'---
a b c d e g h descrittiva).

Soluzione 3

Il Bianco può effettua re le


seguenti catture: 1) Rxa3 ;
2) Rxc2 ; 3) Dxc2+; 4) fxe5 ;
5)dxe5 ; 6)dxc5;7) dxe6
e.p.

20


Il primo quarto del XX secolo ebbe come indiscusso re degli
scacchi il campione del mondo Emanuel Lasker. Ma chi
furono i principi alla corte di re Lasker che seppero Gli scacchi nel
mantenere il gioco degli scacchi ad alto livello? primo quarto
Questa unità risponde al la domanda. Conosceremo la del XX secolo
• David Janowsky
biografia, accompagnata da una partita particolarmente • Geza Mar6czy
significativa, di alcuni dei grandi maestri che lottarono per • Harry Nelson Pillsbury
la supremazia nel primo quarto del XX secolo. • Karl Schlechter
Questi giocatori sono: David Janowsky, Geza Mar6czy, • Akiba Rubinstein
Harry Nelson Pillsbury, Karl Schlechter, Akiba Rubinstein, • Rudolf Spielmann
Rudolf Spielmann, Savelij Tartakower ed Efim Bogoljubov. • Efim Bogoljubov
• Savelij Tartakower
Partite famose
• Solo per valenti
(T e p lice, 1922)
Esercizi
• Partita illustrativa


scac

All'inizio del XX secolo, in conseguenza della maggiore diffusione


degli scacchi in Europa e io America, si verificò un considerevole
aumento del numero dei tornei disputati; questa tendenza favorì la
comparsa di nuovi giocatori disposti a esibire il loro talento e la lo-
ro creatività. Tn questa unità conosceremo alcuni dei giocatori che
si batterono senza successo, ma non senza talento, contro Emanuel
Lasker per contendergli la supremazia mondiale. E anche altri che,
senza avere l'occasione di disputare lo scettro al campione, dimo-
strarono la loro forza nei tornei di questo periodo.

David Janowsky (25 maggio 1869 - 15 gennaio 1927)


Questo gran maestro franco-polacco, fu il solo, a parte Tarrasch,
che sconfisse Steinitz, Lasker, Capablanca e Alekhine, quattro cam-
pioni del mondo.
Nato a Volkovbysk (Polonia), si trasferì presto in Francia e si sta-
bilì a Parigi, dove prese la cittadinanza francese. Il primo torneo in-
ternazionale cui prese parte fu quello di Lipsia del 1894: si classifi-
cò sesto. L'anno dopo condivise il dodicesimo posto nel torneo di
Hastings e pareggiò con Mieses in un incontro disputato a Parigi.

In altri incontri sconfisse Winawer (cinque vittorie, due sconfitte,


nessuna patta) nel 1896 a Vienna, e ancora a Vienna nel 1898, e ri-
sultò nono nel torneo di Colonia dello stesso anno.

Fra il 1901 e il 1905 ottenne i suoi maggiori successi in tornei. Nel


190 l fu primo a Montecarlo e terzo a Mosca.

Nel 1902 fu terzo a Montecarlo e primo ad Hannover; nel 1904


condivise il secondo posto a Cambridge-Springs e nel 1905 fu se-
condo a Ostenda e primo a Barmen (Wuppertal).

282
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEl SECOlO XX

In seguito entrò in un periodo di declino per quanto riguarda i


suoi risultati in torneo; ottenne buoni successi, ma mai in competi-
zioni importanti.

Negli incontri individuali ottenne risultati di buon rilievo. Perse


contro M arsh a ll nel 1905, ma lo sconfisse nel 1908.

Questa vittoria lo portò, con l'appoggio del mecenate M. Nardu , a


sfidare per il titolo il campione del mondo Ema nuel Lasker.

L'incontro si disputò nel 1909 e Lasker lo battè facilmen te (7 vinte,


l persa , 2 pari). In un altro confronto che ebbe luogo nel 1910, la
' vittoria di Lasker fu ancor più schiacciante (8 vinte, 3 pari, nessuna
sconfitta). Durante la Prima Guerra Mondiale si trasferì in Ameri-
ca e nel 1916 perse un altro incontro con M arshall, benché fosse
tiuscito ancora a batterlo nel 1912. In quello stesso anno fu secon-
do, dietro Capablanca, in un torneo svoltosi a New York.
l suoi risultati andarono peggiorando di pari passo con il deterio-
rarsi della sua salute, ma ciò malgrado continuò a giocare fino al-
l'ultimo; morì mentre si stava dirigendo a H yéres (Costa Azzurra)
per partecipare a un torneo.

Fu un gran maestro dell'attacco. Giocò sempre per vincere, non


adattandosi mai alle patte. Vinse numerosi premi di bellezza e i
suoi pezzi preferiti erano gli alfieri, che utilizzava con tale perizia
che gli americani presero a chiamarli " i due Jan" oel periodo in cui
rimase nel loro Paese. A volte concentrava tutti i suoi sforzi d'at-
tacco su un'unica casella del campo avversario.

Bianco: Janowsky Nero: Lasker


Parigi , 1909

6a partita per il Campionato del Mondo

Apertura dei Quattro Ca valli


8
7
• .. .
l. e4, eS 10. Cg3, AxbS
2. Cf3, Cc6 11. Cxb5, Te8 6
3. Cc3, Cf6 12. b3, Af8 5
4. AbS, d6 13. Ab2, g6 4
5. d4, Ad7
3
6. 0-0, Ae7
7. Tel, exd4 2 ft
8. Cxd4, 0-0
9. Ce2, Ce5
1
mi
a b c d e f g h

Il Bianco ha il vantaggio di spazio caratteristico di questa variante,


ma la posizione del Nero non presenta debolezze.

283
Gli SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Il Bianco sviluppa il piano tipico di questa posizione: mantenere il


controllo centrale e portare i pezzi minori sull'ala di re.
8. • •
7 t t ~ • t ~ t
14. f4, Cd7 6 t i 6 t
15. Df3, a6 5
16. Cd4, Ag7
17. Tad1, De7?
4 ~ ft tJ
3 ~ ~
ft ii
La regina si trova in una situazione sfavorevole. Era interessante la
manovra 17.... , Db8 l 8. c4, D a7 .
-:--=;:
n~n
~ éJ
----:"__.
a b c d e t 9 h

Janowsky non esita a sacrificare per avere attacco. La poderosa 8


azione dell'alfiere del Bianco, combinata con la rottura in e5, pone
difficili problemi difensivi al Nero. 18. Cdf5, gxf5 19. Cxf5, De6. In
7 t
caso di l 9 .... , D f8 20. Cxg7, D xg7 21. e5, ... con vantaggio. 6 t
5
20. Cxg7, Rxg7 22. exf6, Dxel + 24. Rf2, Te8 4
21. e5, Rf8 23. Txel, Txel +
3 ft
ft .n, ft
Il bilancio materiale è in favore del Bianco: le due torri non com-
pensa no la regina e il pedone.
2
,
a b
~-'1---1

c d

e f 9 h

Il va ntaggio del Bianco consiste nella mobilità della regina; per con-
tro al Nero è difficile coordinare i suoi pezzi per creare minacce al re
del Bianco. 25. Dxb7, Tle2 + 26. Rf3, Txc2 27. Ad4, a5 28. Db5,
8
7
••i t
Cc5 29. Dxa5, Cd3 30. Ae3, d5 31. Ad2, ... Sarebbe un errore 31. 6 ~
Dxd5 per 31.... , Ce l +, e il Nero migliorerebbe la sua pos izione. 5 e
3 1. ... , c5
4 it
32. Rg3, Cci
3 ft ~
33. Axcl 2 ft ft fi
1
Il Nero abbandona. a b c d e t 9 h

Geza M ar6czy (3 marzo 1870 - 29 maggio 1951)


Questo gran maestro ungherese che al principio del secolo, quan-
do si trovava a ll 'apice della forma, avrebbe potuto giungere al
campionato del mondo, nacque a Szeged e imparò a giocare a
scacchi all'età di quindici anni.

Molto interessato alla matematica, studiò ingegneria al Politecnico


di Zurigo e poi completò gli studi a Budapest, dove fu professore
di matematica ed esperto in varie branche delle scienze sociali.

284
GLI SCACCHI NEl PRIMO QUARTO DEl SECOLO XX

Esercitò sempre con grande in t eresse la sua professione e ciò, assie-


me alla coincidenza cronologica della sua carriera con quella del
grande Emanuel Lasker, fu la causa per cui non sarebbe mai dive-
nuto campione del mondo.

11 suo primo successo internazionale fu la vittoria nel torneo delle


riserve di Hastings, 1895. Tornato a Budapest sconfisse Charousek
in un match riportando 6 vittorie, 2 sconfitte e 6 patte.

Nel grande torneo di Norimberga del 1896 ottenne il secondo po-


sto dietro Lasker, ma riuscendo a precedere Pillsbury, Steinitz e al-
tri grandi giocatori.

Negli anni successivi si dedicò esclusivamente all'esercizio della sua


professione, cosicché nel torneo internazionale di Vienna del 1898
condivise solo l'ottava posizione. In seguito, nel 1899, ottenne una
serie di successi che lo trasformarono nei nove anni succesSIVi in
uno dei migliori giocatori di torneo.

Nel torneo di Londra si classificò a lla pari con Janowsky e Pillsbu-


ry in seconda posizione, dietro Lasker, e nel lo stesso anno vinse a
Vienna dimostrando così di essere tra i migliori giocatori del mo-
mento. Nel 1900 cond ivise il primo posto a Monaco con Pillsbury
e Scblechter, e nello stesso anno spartì a Parigi il terzo posto con
lo statunitense Marshall.

In segtùto si manifestò chiaramente la sua grande padronanza del


gioco classico, propiziato dal la scuola di Tarrasch, e ottenne risul-
tati straordinari in una lunga serie di tornei.

Ecco una parte dell 'elenco: primo a Montecarlo, 1902 e 1904; se-
condo a Montecarlo, 1903; primo a Ostenda, 1905; primo con Ja-
nowsky a Barmen (Wuppertal), 1905; secondo a Ostenda, 1906; ter-
zo a Vienna, 1907; secondo a Carlsbad, 1907 e primo con Duras e
Schlechter a Vienna, 1908.

A partire da quest'anno e fino all'inizio della Prima Guerra Mon-


dia.le cessò quasi di partecipare a tornei internazionali.

Durante la guerra soffrì di notevoli privazioni per il blocco alleato;


al termine del conflitto si trasferì in Olanda e po i in Inghilterra. Fu
professore nel club di scacchi di Hastings, avendo come migliore al-
lieva la futura campionessa mond ia le Vera Menchick.

A partire dal 1920 riprese la carriera di giocatore in ternazionale, e


partecipò anche a tre tornei importanti nel corso di un anno. l ri-
sultati furono inferiori a quelli ottenuti nel period o 1899-1 908, ma
fu chiaro che era ancora uno dei migliori giocatori mondiali, come
lo prova, per esempio, la vittoria condivisa con Alekhine e Bogolju-
bov a Carlsbad nel J 923.

285
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Fu un giocatore completo. In campo teorico introdusse innovazioni


nella difesa Francese, nella difesa Siciliana, nel gambetto di Donna
e in altre linee.

Nel mediogioco fu estremamente rapido nella valutazione dei pic-


coli vantaggi e otten ne vari premi di brillantezza. Divenne anche
famosa la sua maniera di svil uppare i finali di regina e pedone. Nel
mondo degli scacchi tutti conoscevano la sua modestia, la calma e
l'energia, così come il suo carattere gradevole e cortese.

Bianco: Maroczy Nero: Euwe 8 •


Scheveningen, 1923 7
Difesa Siciliana

l. e4, eS 2. Cf3, Cc6 3. d4, cxd4 4. Cxd4, Cf6 S. Cc3, d6. Questo 5
ordine di mosse, noto come variante Scheveningen, fu giocato per 4 il il il
la prima volta in questa partita. 3 ~
6. Ae2, e6 9. f4, Dc7 2 ft il .n. il fi
7. 0-0, Ae7 10. Cb3, a6 1 Jl tl' 1] ~
8. Rhl , 0-0 11. a4, ... a b c d e f 9 h

In questo modo si impedisce l'espansione del Nero sul fianco di regina.

Il secondo giocatore non ha altro rimedio che adattarsi a un gioco


ristretto. 7 ... •t t t
11 . .•. , b6 17. Df2, bS 6 J.. t
12. Af3, Ab7 18. axbS, axbS 5
13. Ae3, Cb4 19. Cd4, ... 4 t i1
14. De2, dS (se si cattura
lS. eS, Ce4 il pedone h, il
3 Jl
(forse era migliore Nero cal/ura il c) 2 'é' il
15 . ... , Cd7) 19.... , Ac6 1 o 1] ~
16. Axe4, dxe4 a b c d e f 9 h

Ora il Bianco concentra i suoi sforzi sul fianco di re, dove dispone
della rottura f5.

20. Dg3, Txal


21. Txal , Tb8 5
22. fS, exfS 4
23. CxfS, Af8 3
24. Af4, Ta8
2

Il Nero cerca di alleggerire la propria posizione mediante cambi. Do- 1


po 25. Txa8, Axa8 26. e6, ... il Nero dispone anche di 26 .... , Da7. a b c d e f 9 h

286
Gli SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Il Bia nco risolve il problema imposta ndo una mossa tranquilla e


profonda: 25. Tcl!, ... Ora il Nero si trova indifeso contro la sp int~
e6-e7. Se la regina nera abbandona la sua attuale posizione, seguo- 7 1
no Cxg7 e Ah6. 6 1 ~
5
23.... , g6 28. Cxg7, Rxg7 4
26. e6, Db7 29. Dh4, f6
3
27. e7, Ag7 30. Dh6 + , Rg8
(se 27 . .... Axe7 28. Cxe7 +, Dxe7 29. Ad6 31. Ad6 2
con guadagno di un pezzo) . 1

a b c d e f g h
Il Nero abband ona.

Harry Nelson Pillsbury (3 dicembre 1872 -17 giugno 1906)


Nella sua carriera internazionale, Pillsbury ottenne un 'unica vitto-
ria individuale; essa si verificò in uno dei tornei più difficili di tutti
i tempi: quello di Hastings del 1895.
Imparò a giocare a scacchi a sedici anni e praticò il gioco per altri
sedici. La sua carriera, quindi, fu molto breve, ma fra gli anni 1895
e 1900 fu considerato come uno degli aspiranti più autorevoli al
tron o di Lasker.

Il suo frequente uso del gambetto di Regina rifiutato e dell'apertu-


ra Spagnola contribuì enormemente a rendere popolare questo tipo
di gioco.

Pillsbury nacque a Somerville, Massachusetts, e svolse ta prima


parte della sua carriera scacchistica giocando nei diversi club di Bo-
ston. Prima di partecipare al to rneo di Hastings del 1895, si guada-
gnò da vivere con una serie di attività collegate al mondo degli
scacchi: stese alcuni reportage del primo incontro Lasker-Steinitz
per diversi giornali nordamericani e si occupò della manipolazione
dell'automa Ajeeb.

Con l'aiuto dei club di scacchi, Pillsbury si trasferì nel 1895 inv In-
ghilterra per partecipare al torneo di Hastings e fu battuto da Cigo-
rin al primo turno. Ma vincendo poi nove partite consecutive, con-
tese a Lasker e al campione russo il primo posto. Alla fine Pillsbu-
v

ry fu il vincitore con 16 punti su 21, seguito da Cigorin con 16 e


Lasker con 15.

Questo successo gli valse continui inviti negli anni seguenti, il pri-
mo dei quali lo portò a San Pietroburgo alla fine del 1895, dove si
classificò terzo dopo Lasker e Steinitz. In seguito fu terzo a Norim-
berga nel 1896; primo a Vienna, 1897; secondo a Londra, 1899; se-
condo a Parigi, 1900 e primo a Monaco, 1900.

287
-
GU SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOlO XX

Durante questo periodo, le sue sole attività in America furono i


due incontri con Showalter, con il titolo nordamericano in palio;
vinse entrambe le volte. Detenne il titolo fino alla morte e rifiutò di
metterlo in gioco contro Marshall, che si trovava in piena fase
ascendente. Ad Hannover, nel 1902, affrontò alla cieca 21 giocato-
ri, prodezza ripetuta a Mosca, nello stesso anno, contro 22 avversa-
ri. Negli ultimi anni, il suo livello di gioco declinò per la tubercolo-
si polmonare di cui soffriva e che lo condusse a morte a soli trenta-
quattro ann i. Morì a Filadelfia nel 1906.

Bianco: Pillsbury Nero: Marco

Parigi , 1900

Gambetto di Donna
7

l. d4, d5 4. Ag5, Ae7 8. cxdS, exd5 6

2. c4, e6 5. e3, 0-0 9. Ce5, Cbd7 5


3. Cc3, Cf6 6. Cf3, b6 10. f4, c5 4
7. Ad3, Ab7
3

Questa disposizione con Ce5 e f4, e il pedone e tenuto in posizione


arretrala, fu introdotta nella pratica da Pillsbury e gli consentì di
ottenere brillanti successi in numerosi incontri.

Il Nero gioca per riuscire a ottenere una superiorità di pedoni sul- 8 •


l'ala di regina con la spinta e4. Tuttavia, mentre il Nero cerca un
7
vantaggio su questo fianco, il Bianco reagisce portando un forte at-
tacco sul fianco di re. 6 i
5
11. 0-0, e4 13. Df3, b5 4
12. Ac2, a6 14. Dh3, g6

Dopo questa spinta forzata, l'arrocco si è indebolito, specialmente


nella casella f6. a b c d e f g h

Ora interviene una rottura caratteristica del gioco di Pillsbury. L'a- 8


pertura della colonna f e quella della diagonale b l -h 7 permetteran-
7
no una rapida distruzione della posizione avversaria.

15. fS, b4 18. Cxd7, Dxd7


16. fxg6, hxg6 19. Txf6, a5 4
17. Dh4, bxc3 20. Tafl, Ta6

1
Marco porta i suoi pezzi in difesa, ma arriva tardi .

288
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Ora segue un'energica combinazione che mette fine a questa bella


partita d'attacco.
\
21. Axg6, fxg6
22. Txf8 + , Axf8
23. Txf8 + , Rxf8
24. Dh8 +, Rfi
25. Dh7 +

Il Nero abbandona. •'

Karl Schlech ter (2 marzo 1874 - 27 dicembre 1918)


Schlechter, nato a Vienna, jmparò a giocare a scacchi nel 1880. Nel
1882 faceva parte dell'élite scacchistica della sua città natale. Dal
1884 al 1914 partecipò a quasi tutti i grandi tornei e raramente si
classificò al di sotto del quinto posto. Vinse a Ostenda (1906) e
Amburgo (19 1O) e condivise il primo posto nei tornei di Stoccolma
( 1906), Vienna (1908) e Praga (1908).

Negli incontri individuali battè Janowsky nel 1902 e pareggiò con


Lasker nel 1910 e con Tarrasch nel 1911; fu battuto da Rubinstein
nel I 918.

Schlechter padroneggiò completamente le teorie di Steinitz conse-


guendo in questo modo molte vittorie. Si è detto che pareggiava
spesso con altri esperti di quella teoria, mentre otteneva le sue vitto-
rie con giocatori meno preparati. Ed effettivamente le patte furono
numerose nella sua carriera (per esempio, delle sue trentadue partite
contro Maroczy, ventinove finirono con la patta). Ma in gran parte
ciò era da attribuire alla staordinaria amabilità di carattere di
Schlechter. Era basso di statura, aveva uno sguardo intelligente, era
timido, modesto e straordinariamente pacifico . La sua tranquillità si
manifestava nel modo di parlare e anche nei suo incedere rilassato.

Tutti volevano bene a Schlechter. Non aveva l'aggressività di un


Alekhine e nemmeno lo spirito combattivo e rigorosamente con-
trollato di un Pillsbury.

Schlechter fu un esperto della teoria delle aperture, specialmente


dell 'apertura Spagnola.

Nel 1916 si occupò dell 'ottava edizione dello Handbuch di Bilguer,


trattato fondamentale sulle aperture. Fu il responsabile· della sezio-
ne scacchi dell'A llgemeine Sport-Zétung e un eccellente composito-
re di problemi.

289
Savelij
Tartakower
Solo per valenti
La vita di questo giocatore (9
febbraio 1887 - 5 febbraio 1956) Partita giocata a Teplice, 1922
fu un continuo paradosso. Nac-
que a Rostov (Russia) da geni-
tori ebrei di nazionalità austro- Bianco: Maròczy
polacca, ma aderì alla religione Nero: Tartakower
cattolica. Quando i nazisti giun-
sero al potere, fece sua la cau- 1. d4, e6 mobili tazione della torre.
sa del popolo ebreo e lottò con- 2. c4, f5 Ora si minaccia Axh2 + .
• tro i suoi oppressori durante la 3. Cc3, Cf6
Seconda Guerra Mondiale, 4. a3, ... 13. g3, Df6
malgrado nella Prima avesse 14. Afl, g5
combattuto nelle file dell'impero Questa mossa ha per obietti- 15. Tadl, g4
austroungarico. Senza cono- vo di evitare l' inchiodatura 16. Cxe4, ...
scere la lingua polacca, rappre- del Cc3, così da poterlo usa-

sentò la Polonia nelle sei Olim- re nella lotta per la casella Forzata. Se 16. Cd2, ... il sa-
piadi scacchistiche celebrate e4. M a sembra troppo passi- crificio del cavallo del Nero
fra i11930 e il1939.
.
va per aspirare a conservare sarebbe vincente: 16. ...,
Nel 1904 lasciò la Russia per l'iniziativa. Cxf2 17. Rxf2, Txh2 + 18.
studiare a Ginevra. Da qui pas- Ag2, Axg3+
sò a Vienna, dove si laureò in 4. ... , Ae7
legge, e prese questa città co- 5. e3, 0-0 16. ... , fxe4
me base operativa della sua 6. Ad3, d5 17. Cd2, ...
carriera scacchistica. 7. Cf3, c6
Si cominciò a considerarlo gio- 8. 0-0, Ce4
catore di categoria elevata 9. Dc2, Ad6
quando vinse il torneo principa- 10. b3, Cbd7
le del Congresso di Norimberga 11. Ab2, Tf6
del 1906. In seguito, e fino all'i- 12. Tfel , Th6
nizio della Prima Guerra Mon-
diale, ottenne risultati notevoli,

•t
fra i quali vanno soprattutto ri-
8
cordati i seguenti: terzo a Vien-
na, 1907, secondo a Monaco, 7 t i
1909, secondo a Vienna, 1909-
1910, ottavo a Carlsbad, 1911;
secondo a Vienna, 1913, se-
6
5
• 1

4
condo a Budapest, 1913, e se-
condo a Baden-bei-Wien, 1914. 3
La poSIZIOne del re bianco
Dopo la parentesi bellica rap- 2 appare delicata, ma poiché il
presentata dalla Prima Guerra 1 Nero non ha sviluppato l'a-
Mondiale, nella quale venne de- a b c d e f g h la di regina, il Bianco spera
corato al valore sul campo di di avere il tempo di consoli-
battaglia, Tartakower riprese la darsi con Ag2, Cfl e T e2.
carriera scacchistica nel 1920; Il Nero dà la priorità alla Tuttavia, Tartakower dimo-
~qu~~nnooon&~eUp~o
.._-.-1 posto ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
a Vienna e ottenne il quar- 111

290
FAMOSE ~~=.;~~==~~~~;;;~=d to a Goteborg e il secondo a ........-
Berlino. Vinse nel torneo com-
memorativo di Schlechter a
stra la sua fertile immagina- Bianco è perduta. La scelta Vienna nel 1923. A quel tempo
zione decidendo di ricorrere migliore era 25. Th2. si era già stabilito a Parigi, dove
a un insolito sacrificio. 25 . ..., Axf2+ rimase per il resto della vita, sal-
Il Nero distrugge dapprima le 26. Dxf2, g3 vo il tempo trascorso, durante la
difese del re bianco e poi con- 27. Dg2, Tf8 Seconda Guerra Mondiale, lot-
tinua tranquillamente il suo 28. Ael , ... tando nell'esercito della Francia
sviluppo. libera. In seguito acquisì la dtta-
Il Nero rinuncia a 28. ... , dinanza francese e rappresentò
17.... , Txh2 Dh2 + 29. Dxh2, gxh2 + 30. il Paese d'adozione alle Olimpia-
18. Rxh2, Dxf2 + Rxh2, Txfl che permettereb- di di Dubrovnik del1950. A parti-
19. Rhl, Cf6 be al Bianco di resistere, e re dal 1924 non partecipò con
conclude la partita con ele- frequenza a tornei, ma ottenne
'
Minacciando Ch5-g3. E im- ganza. comunque eccellenti risultati: il
portante l'inchiodatura del primo premio a Bartfeld, 1926,
Cd2, che impedisce il passag- Gent, 1926, Hastings, 1925-
gio della regina alla difesa. 1926, Niendorf, 1927, Londra,
1927, Hastings, 1927-1928, Niz-
8
20. Te2, Dxg3 za, 1930, Liegi, 1930, Varsavia,
21. Cbl , Ch5 1935 e Lodi, 1935.
22. Dd2, Ad7 6 Il periodo di inattività scacchisti-
23. Tf2, Dh4 + 5 ca durante la Seconda Guerra
24. Rgl , Ag3 Mondiale non sembrò compro-
4 t mettere la sua forma quando le
3 fi ft fi i competizioni ripresero dopo la
tr
•t
2 conclusione delle ostilità.
8 •
1 l f) n A ..a. Occupò il primo posto ad Ha-
7
6 * t
a b c d e f 9 h stings, 1945-1946, e Venezia,
1947, condivise il quarto posto
5
*
fr fJ.
• 28 . ... ~ Txfl +
29. Rxfl, eS
a Budapest, 1948, e vinse a Be-
verwijk, 1949.
4

3 fi fr *
~
t •
.1
30. Rgl , Ag4
31. Axg3, ...
Come giocatore, Tartakower fu
molto irregolare. In numerose
2 e Q occasioni sprecò le sue possibi-
1 C) [1 Jl Dopo 31. Td2, ... il Nero lità per la sua passione per gli
c d e f 9 h giocherebbe 31. ... , exd4 32. esperimenti e per le mosse origi-
a b
exd4, Af3 33. Axg3, Cxg3 nali ma scarsamente produttive.
Questo obbliga a sacrificare 34. Dh2, Dxh2 + 35. Txh2, Un altro aspetto per cui Tartako-
qualità. Se 25. Tg2, Tf8 26. Cel + e 36 .... , Cxd4. wer è ricordato è costituito dai
De2, Tf3 27. Ac3, Ad6 28. suoi geniali scritti scacchisfici. In
Ae l, g3 29. Cd2, Dg5, il 31 . ... , Cxg3 essi troviamo divertenti aforismi:
Bianco non ha difesa contro 32. Tel, Cf5 «Gli errori sono già qui e aspetta-
Cg7-f5. 33. Df2, D g5 no soltanto che li si commetta»,
34. dxe5, Af3 + «So/o un giocatore forte si rende
25. Ac3, ... 35. Rfl , Cg3 + conto di quanto sia debole il suo
gioco», «Il vincitore di una partita
A questo punto, la causa del Il Bianco abbandona. è quello che commette il penulti-

~~~==~~~~~~~~==~~~~~~~=.;;;~~===~~=.;;;~ moe~rn»,«~ss~oha~0
._ una partita abbandonando». ..,...,._.

291
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

La carriera di Schlechter raggiunse il culmine nel drammatico in-


contro in dieci partite che nel 1910 lo contrappose a Lasker, con il
titolo mondiale in palio. Schlechter aveva vinto la quinta partita e
si erano verificate otto pa tte. Le condizioni del match specificavano
che Schlechter avre bbe dovuto vincere con due punti di vantaggio
per conseguire il tito lo. Questo fu il motivo per cui Schlechter cer-
cò di vincere la partita che alla fine fu vinta da Lasker.

Schlechter interruppe le sue attività scacchistiche durante la Prima


Guerra Mondiale.

In seguito, dopo aver dispu k'lto nel gennaio 1918 un incontro con
Rubinstein, partecipò nell'aprile del 1918 a un torneo quadrangola-
re assieme a Mieses, Vidmar e Rubinstei n. Morì a Budapest, vitti-
ma delle privazioni postbelliche.

Gli incontri tra Schlechter e i principali scacchisti del tempo diedero


i seguenti risultati (incontri vittoriosi +, persi -, pari = ): + 3, -2,
v

= 2 contro Steinitz; +9, -6, = 10 contro Cigorin; + 6, -7, = 27 con-


tro Tarrasch; + 2, -5, = 12 contro Lasker; + 2, -8, = 9 contro Pill-
sbury; + 2, -6, = 14 contro Rubinstein; + 2, -0, = O contro Alekhine;
+ O, -0, = 1 contro Capa blanca; + 2, -1 , = 29 contro Mar6czy.

Bianco: Schlechter Nero: John

Barmen (Wuppertal), 1905

Gambetto di Donna
7

l. d4, dS S. Af4; Ad6 9. 0-0, Ce4 6


2. c4, e6 6. e3!, Cf6 10. Db3, Rh8 5
3. Cc3, fS 7. Ad3, Dc7 11. Tacl, Axf4
4. Cf3, c6 8. g3!, 0-0 12. exf4, Df7

Il Nero, di fronte alla minaccia cxd5 seguita da Cb5 perde la pa-


zienza e cambia gli alfieri, aprendo così la colonna e, a favore del 1
Bianco. a b c d e f g h

Il Bianco dispone in eS di una casella invulnerabile per il cavallo.


Per contro, il Ce4 può essere scacciato più avanti mediante f3. 13.
CeS, De7 14. Axe4, fxe4 lS. 13, exf3 16. Tcel , ... Con le mosse pre-
cedenti il Bianco ha aperto e occupato la colonna e, in cui inoltre il
Nero ha un debole pedone arretrato.
4

3
16.... , Dc7 20. eS, Cc7
17. Da3, Rg8 21. Db2, Ad7
18. Txf3, Ca6 22. Dc2, De7
19.. b3, Dd8 23. Tefl, Tae8 a b c d e f g h

292
GLI SCACCHI NEl PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Akiba Rubinstein (12 ottobre 1882 - 14 1narzo 1961)


Rubinstein, nato a Stawiski, Polonia (allora sotto il dominio rus-
so), era il più giova ne di dodici fra te lli. Suo padre morì poco prima
della nascita di Akiba, il quale fu allevato dai nonni che gli diedero
una formazione ebraica ortodossa.

Entrò in contatto con gli scacchi solo a sedici anni, ma presto vi


si consacrò completamente. Lasciò gli sttldi e si stabili a L6dz, do-
ve esisteva un potente club cui apparteneva il maestro Salwe, con
il quale pareggiò in un incontro e lo sconfisse in un altro.

Nel 1904 occupò il quinto posto nel torneo nazionale russo dispu-
tato a Kiev ed esordì in campo internazionale condividendo la vit-
toria con Duras a Barmen (Wuppertal), 1905.

In seguito ottenne una lunga serie di successi, fra cui sono da se-
gnalare le sue vittorie a Ostenda (assieme a Bernstein), Carlsbad,
1907 e L6dz, 1907. Nel 1908 battè in incontri Teichmann, Marshall
e Mieses.

Nel 1908 condivise con Lasker la vittoria a San Pietroburgor bat-


tendo il campione mondiale nell'incontro diretto.

Questi risultati fecero di Rubinstein il candidato più qualificato al


titolo mondiale, ma i tentativi effettuati nel 191 O per organizzare
un incontro con Lasker naufragarono per mancanza di un sostegno
finanziario. Rubinstein continuò a conseguire straordinari risultati
nei tornei.

Nel 1912 ottenne il primo premio in cinque fra le competizioni più


importanti: quelle di San Sebastiano, Piest'any, Breslavia (dove
condivise la vittoria con Duras), Varsavia e Vi lnius.

Nuovi tentativi di organizzare un incontro con Lasker culminarono


in un accordo per disputare il match nel 1914, ma lo scoppio della
guerra impedì che il match avesse luogo.

Le privazioni cui fu sottoposto durante il conflitto influirono sensi-


bilmente sull'equilibrio psichico di Rubinstein, già di per sè delica-
to, che non riuscì più a recuperare l'antica forma. Così, nonostante
giocasse alcune eccellenti partite, i suoi risultati complessivi furono
irregolari e imprevedibili.

Come disse Tartakower, il suo gioco guadagnò di profondità, ma il


. st. oscuro.'
suo penstero

A poco a poco sviluppò manie di persecuzione, sentendosi circon-


dato da pericoli e minacce immaginarie.

294
Gli SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Comunque, malgrado le sempre più precarie condizioni di salute,


ottenne ancora eccellenti risultati: fu secondo (imbattuto e a mezzo
punto da Lasker) nel torneo dei Quattro Maestri di Berlino, 1918,
secondo (dietro Reti) anche a Goteborg, 1920, primo a Vienna,
1922, primo (con Nimzowitsch) a Marianské Lazne (Marienbad),
1925, secondo (dietro Capablanca) a Budapest, 1929, e terzo (dietro
Alekhine e Nimzowitsch) a San Remo, 1930. Batté in un incontro
Schlechter nel 1918 e Bogoljubov nel 1920. Abbandonò le competi-
zioni nel 1932 e dopo un soggiorno in un sanatorio, passò il resto
della vita in Belgio, dove fu costretto a vivere in condizioni mode-
ste. Morì nel 1961 in un ricovero.

Meno aggressivo di molti suoi contemporanei, lo stile di Rubin-


stein fu caratterizzato dalla profondità strategica e posizionale. Ri-
sultò particolarmente efficace nei finali, a proposito dei quali ci ha
lasciato sorprendenti analisi.

In Moden1 Ideas and Chess Reti scrisse:

«In Rubinstein tutto è tranquillità; nell 'elaborazione del suo gioco,


ogni pezzo è collocato al posto necessario. Non affronta gli scacchi
come una lotta, ma come l'elaborazione di una vittoria, e perciò le
sue partite ci appaiono come strutture perfette di cui non è possibi-
le spostare una sola pietra».

Bianco: Rotlevi Nero: Rubinstein 8


•i i ..
t
•• t
Lodz, 1907

Apertura del pedone di regina


7

5
t t 6 *
4
l. d4, dS 6. dxcS, AxcS
... 2. Cf3, e6 7. a3, a6
3 t!
3. e3, eS 8. b4, Ad6 2
4. c4, Cc6 9. Ab2, 0-0 11Q ~ . il. [!
5. Cc3, Cf6 IO. Dd2, ... a b c d e f 9 h

Qui la regina è mal situata. Era meglio continuare lo sviluppo con


JO.Ad3, ...
7 i
•t
10.... , De7
11. Ad3, dxc4
13. Ad3, Td8
14. De2, Ab7
6

5
i
t
t

12. Axc4, bS 15. 0-0, ... 4

3
2
E' evidente che il Bianco non ha giocato bene l'apertura. In questa 1 n
posizione simmetrica il Nero ha due tempi di van taggio. a b c d e f g h

295
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Rubìnstein cerca di dare il massimo di attività ai suoi pezzi. 15....,


8
Ce5 16. Cxe5, Axe5 17. f4, ... 11 Bianco decide di occupare il centro
7
con i pedoni, senza accorgersi che questo centro sta per essere sot-
toposto a una forte pressione da parte dei pezzi neri.

17.... , Ac7 21. Ae4, ... 21. ... , Dh4 4


18. e4, Tac8 (se 21. Dxg4. TYd3 . il 22. g3, ...
19. e5, Ab6+ domin io del Nero su (forza ta. Con 22.
20. Rh l, Cg4 colonne e diagonali hJ si perderebbe
sarebbe schiacciante) la qualitcì)

Con le due diagonal i che convergono sul re bianco completamente


sgombre, non deve sorprendere che sia fattibile una combinazione.

22 . ... , Txc3!
23. gxh4, Td2!
24. Dxd2, Axe4 +
25. Dg2, Th3

TI Bianco abbandona.

Rudolf Spielmann (5 maggio 1883 - 2 agosto 1942)


Questo gran maestro austriaco è stato uno degli scacchisti che han-
no meglio padroneggiato il gioco d'attacco.

Fu un professionista interamente dedicato al gioco, per il quale


partecipò a più di centoventi tornei e disputò cinquanta incontri in-
dividuali, per un totale complessivo di circa milleottoce nto partite
giocate. I grand i successi della sua carriera furono la vittoria di
Semmering ( 1926) e il secondo posto condiviso con Capablanca a
Carlsbad, l929 (dietro Nimzowitsch e davanti a Rubinstein, Euwe,
Vidmar, Becker e Bogolj ubov) .

Altri risultati importanti furono il primo posto nei " tornei del gam-
betto" di Abbazia, l 912 e Baden, 191.3, il primo posto nel torneo
quadrangolare di Stoccolma, 1919, il primo posto condiviso con
Reti a Teplice, 1922, il terzo posto condiviso a San Sebastiano,
1912, l'analoga posizione conseguita a Piest'any, nel 1922, e il quin-
to posto a Mosca nel 1935.

In i11contri individuali vinse contro Nimzowitsch, Mieses, Reti, Tar-


takower, Alapin, Stolz, Stahlberg, Pirc, Bogoljubov, Petrov e Mike-
nas, così come con altri giocat01i di categoria inferiore.

296
GLI SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEl SECOLO XX

Spielmann fu un giocatore sul cui rendimento influiva molto lo sta-


to d'animo; questa dipendenza lo induceva a eseguire mosse disa-
strose quando le cose cominciavano ad andargli male; tuttavia,
ogni volta che si riduceva a un intollerabile livello di mediocrità,
riusciva a fare un rapido e sorprendente ricupero. Alla fine fu il
peggioramento della sua salute ciò che determinò il suo declino. Ri-
fugiatos.i in Svezia per la persecuzione dei nazisti, si alzò vincitore
in una mezza dozzina di tornei locali nei tre ultimi anni di vita.

Nella sua scarsa produzione letteraria si distingue soprattutto Rich-


tig Opfern! , che si può tradurre come L'arte del sacrificio.

Bianco: Spielmann Nero: Flamberg


8 • ~-=·
::.J,.........
Mannheim, 1914. Apertura Yiennese 7 i t i

l. e4, eS 5. Cf3, Ag4 7. d4!, Axf3?


2. Cc3, Cf6 ( è migliore 5. .. ., Ae7) (ora era preferì-
3. f4, d5 6. De2!, Cc5 bile 7. ... , Ce6)
4. fxe5, Cxe4 ( con·etro è 6 . ... , Cxc3) 8. Dxf3, Dh4 + ?

Il Nero si aspettava 9. Df2, ... e dopo il cambio delle regine avreb- 1


be avuto un gioco molto agevole.

Tuttavia, Spielmann imposta un sacrificio di materiale co n l'obietti-


vo di aprire le colonne centrali.
8

7
•i •t i
•t
9. g3!, Dxd4 6

10. Ae3!, Dxe5 5


11. 0-0-0, c6 4

3 ~
2 ft ~ ft n
Il Nero vuole co nservare il vantaggio materiale come compenso per 1 n
il cattivo sviluppo dei suoi pezzi. a b c d e f 9 h

Il vantaggio di sviluppo del Bianco produce effetti fulm inanti .


Spielmann, nel più puro stile Morphy, si apre il passo verso il mo-
narca avversario ricorrendo a sacrifici.

12. Cxd5, cxd5 14. Ac4, De4


13. Txd5, De6 15. Axc5
(se /3 . .... De4 il Bianco I'Ùlcerebbe
con 14. Ah5 + , Cc6 15. Axc5. Dx./3 16. Te! + )

Il Nero abbandona.

297
Gli SCACCHI NEL PRIMO QUARTO DEL SECOLO XX

Efim Bogoljubov (14 aprile 1889 - 18 giugno 1952)

Questo gran maestro internazionale, nato a Stanislav (Kiev), in


Ucraina e naturalizzato tedesco nel 1927, fu uno dei migliori gioca-
tori del nostro secolo.
Dopo un modesto esordio nel Campionato di Tutte le Russie del
1913 e a Mannheim l'anno dopo (si classificò all'ottavo posto in
entrambe le occasioni), fu trattenuto in questa città, assieme ad al-
tri giocatori russi, all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Durante
il periodo di internamento vinse cinque dei sette tornei organizzati
da lui e dai suoi compagni e fu secondo neg1i altri due.

Negli anni Venti la sua carriera fu straordinaria, con la vittoria nel


torneo eli Mosca del 1925, in cui i giovani maestri russi si confron-
tarono con il fior fiore degli scacchisti internazionali (Lasker, Ca-
pablanca, Marshall, Torre, Tartakower, Reti, Grtinfeld, Rubinstein
e Spielmann). Giunse al primo posto anche a Pie8t'any, 1922, Carl-
sbad, 1923, e Baci Kissingen, 1928.

Questi successi furono integrati dalle vittorie in diversi tornei di mi-


nore importanza: il torneo dei Quattro Maestri di Berlino, 1919,
quelli di Stoccolma. 1919 e 1920, i campionati di Russia, 1924 e
1925, i· tornei eli Breslavia, 1925, Berlino, 1926, Bad Homburg,
1927, e Berlino 1928.

Questi risultati lo portarono a contendere il titolo mondiale ad Ale-


khine nel 1929.

Fu un incontro disputato in modo quasi selvaggio, ma Bogoljubov


perse per + 5, -11, = 9.

L'incontro eli rivincita disputatosi nel 1934 differì ben poco nei ri-
sultati: + 3, -8, = 15 ma rivelò un evidente calo nel gioco di Bogol-
jubov. Sembrò che questi due incontri minassero la fiducia che Bo-
goljubov aveva in se stesso, caratteristica che in precedenza era sta-
ta la sua dote più solida.

Dopo il secondo incontro con Alekhine, alternò alcuni primi posti


(Baci Nauheim, 1935, Stoccarda, 1939) con risultati mediocri. Dopo
la Seconda Guerra Mondiale cessò di far parte dell'élite mondiale
degli scacchi.
Per quello che concerne gli incontri individuali, riuscì a battere, fra
gli altri, Nimzowitsch, Euwe (due volte), Stahlberg, Rom anovsky,
Rodo, Kieninger e Grob, ma perse - oltre che con Alekhine - con
Rubinstein, Spielmann, Euwe, Eliskases e Ahues.

Nella partita che segue si può apprezzare la grande abilità di Bo-


golj ubov nello sviluppare il suo gioco su entrambe le ali.

298
ESERCIZI 86

Partita 11. f4, Ae7 21. Dc4, CdS


illustrativa 12. Cf3, Af6 22. Ac1 , Dc6
13. e4, Ae6 23. fS , Cc7
l
14.Axe6, dxe6 24.AgS,bS
Bianco: Rubinstein 1S. Db3, Dc8 2S. De2,Tae8
Nero: Levenfish 16. Ae3, 0-0 26. f6, gxf6
Vilnius, 1912 17. 0-0, Rh8 27. exf6, Ad6
18. Tad1 , Cc6 28. CeS, AxeS
1. d4, e6 19. eS, Ae7 29. DxeS, Tf7
2. c4, fS 20. g4, Cb4 30. Td6, Db7
3. e3, Cf6 31. Td7, Tef8
4. Ad3, b6 32. Ah6, Dc8
S. Cc3, Ab7 33. Txc7
7
6. f3 , eS
7.dS,exdS
8. cxdS, CxdS 8
9. CxdS, AxdS
1O. AxfS, Af7 6
5
4
8 • •
7 i -,....__,..... a b c d e l g h

a b c d e t g h

(Il Nero abbandona.)

a b c d e l g h

300
Nella storia degli scacchi esistono quattro o cinque
personalità che segnano un'intera epoca; una di esse fu
Philid or, un uomo che ha preceduto di secoli i suoi 1 José Raul
contemporanei nella comprensione strategica del gioco; Capa bianca
un'altra fu Morphy, stella fugace nel firmamento della • Un'infanzia prodigiosa
• Ingegnere chimico o
scacchiera; un'altra ancora Wilhelm Steinitz, primo scacchista?
campione del mondo e creatore degli scacchi posizionati • "Questo giovane non
moderni; Emanuel Lasker, lo scacchista psicologo, poi, fu, ha credenziali"
senza dubbio, l'uomo che conservò il titolo mondiale per • In vetta
più anni di chiunque altro. Alekhine e Botvinnik sono altre • Campione mondiale
personalità che hanno esercitato un'influenza decisiva. Ma • Sconfitta e caduta
• Gli ultimi bagliori
forse nessuno di essi lasciò un'impronta così profonda come Partite famose
José Raùl Capablanca. • Creando miraggi
(San Pietroburgo,
1914)
1 Esercizi
• Problemi
• Soluzioni
"
o se

Molti ritengono Capablanca lo scacchista più profondo che sia mai


esistito, e malgrado nel suo gioco non siano numerose le belle com-
binazioni, la sua popolarità fu enorme ai suoi tempi, e continua a
esserlo tuttora malgrado il trascorrere degli anni.

Quando si parla di suprema facilità nel giocare, di perfezione tecni-


ca, di equilibrio ideale in tutti gli aspetti del gioco, si ripresenta co-
stantemente il nome di Capablanca, trasformato in un'autentica
esemplificazione.

Lo si considera il genio allo stato puro, l'uomo che ottenne il mas-


simo con il minimo sforzo. Se Anderssen è la precisione combinato-
ria, Steinitz la profondità strategica, Lasker la penetrazione psicolo-
gica, Alekhine la volontà di vittoria e Botvionik la preparazione
scientifica, Capablanca è la facilità, il talento fluente, il più somi-
gliante alla perfezione.

E' chiaro che in questi giudizi vi è molto romanticismo e molta sem-


plificazione; nel caso concreto dell'unico campione mondiale ispa-
no-americano, si esagera la precisione tecnica, si sopra valuta la fa-
cilità di gioco e si sottovalutano il lavoro e la volontà di vittoria,
che furono importantissimi nella sua carriera.

Malgrado ciò, l'immagine storica che abbiamo ricordato, benché


esagerata, è sostanzialmente corretta; nessuno, con la possibile ec-
cezione di Bobby Fischer, ha giocato a scacchi in modo tanto sem-
plice, profondo, elegante ed efficace allo stesso tempo.

Il confronto con Mozart è diventato quasi un luogo comune, spe-


cialmente fra i melomani amanti degli scacchi.

Come Mozart, il grande cubano sembrava porsi al di là di ogni


problema tecnico, portando al virtuosismo la padronanza del lin-
guaggio specifico. Entrambi, forse il più grande dei musicisti e il
più grande degli scacchisti, sembravano dotati di una magica intui-
zione che permetteva loro di dare un'apparenza di facilità a ciò che
era più difficile; come le opere di Mozart, le partite di Capablanca
hanno un'armonia interiore, una sorta di grazia alata che le rende
deliziose e assolutamente uniche.

2
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Migliaia di aneddoti parlano dell'estrema facilità con cui entrambi


risolvevano i problemi che ad altri costavano lunghi e penosi sforzi.

Poche personalità furono tanto diverse quanto il musicista di Sali-


sburgo e lo scacchista cubano; ma le corrispondenze fra le rispettive
opere creative, soggettive quanto si voglia, appaiono evidenti ai
molti cne amano contemporaneamente la più astratta delle arti e il
più profondo dei giochi. Capablanca fu campione del mondo per
soli sei anni e non giunse a difendere con successo il suo titolo nep-
pure una sola volta.

Ciò malgrado, la storia lo ricorda come l'invincibile, la macchina


perfetta, il ge nio allo stato puro. L'aureola di uomo di mondo, di
amante delle buone cose della vita, di incorreggibile seduttore au-
menta, semmai, il fascino della sua complessa personalità.

Perfino i suoi difetti - la supposta pigrizia, il rifiuto di impegnarsi


in una preparazione sistematica, la mancanza di puntualità e il non
conformismo - accrescono il suo potere di seduzione sto rico. Capa-
bianca, come Mozart, indigna quelli che, carenti di genialità, esalta-
no il valore - peral tro indubitabile - del lavoro metodico e del co-
stante sacrificio; ma continua a deliziare quelli che apprezzano la
spontaneità, l'incanto c la grazia.

Un'infanzia prodigiosa

José Raul Capablanca y Graupera nacque all'Avana, Cuba, il 19


novembre 1888 e morì a New York 1'8 marzo 1942 all'età di 53 an-
ni. Venne quindi al mondo quando l'isola caraibica faceva ancora
parte della nazione spagnola e questa fu la sua nazionalità origina-
ria. Suo padre era ufficiale dell'esercito spagnolo e la famiglia gode-
va di una situazione economica agiata. Il colonnello José Maria
Capablanca, come avviene spesso fra i militari, apprezzava gli scac-
chi e gli piaceva giocare nei momenti di riposo.

Il suo secondogenilo, José Raul, durante l'infanzia ebbe così la pos-


sibilità di ascoltare conversazioni su strategia e ta ttica, il che, se-
condo la sua opinione, ne favorì la precoce passione per gli scacchi,
una microguerra combattuta utilizzando la scacchiera come campo
di battaglia. Il modo in cui apprese le regole del gioco, a quattro
anni, costituisce un famoso aneddoto, indubbiamente colorito di
leggenda, come lo narra lo stesso Capablanca.

"Entrato nelle stanze di mio padre, vidi una scena che subito attirò
la mia attenzione. Al centro stava seduto mio padre, il capo appog-
giato fra le mani (... ). Di fron te a lui stava un al.tro ufficiale, in
identica positura; entrambi parevano assorti e nessuno pronunciava
una parol a.
-
3
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Avvicinatomi, vidi allora per la prima volta una scacchiera. Senza


turbare il silenzio che regnava, mi posi davanti al tavolo in modo
da poter èomodamente vedere cosa avvenisse. La mia curiosità in-
fantile cominciò subito ad aumentare, fino a trasformarsi in un me-
raviglioso incantamento; vedendo come mio padre spostava quei
pezzi intagliati da una casella all'altra della scacchiera, mi sentii
stranamente affascinato. Ebbi l'impressione che ciò avesse un qual-
che significato militare, visto l'interesse manifestato da entrambi i
giocatori, militari di carriera.

Cominciai allora a concentrare la mia attenzione per scoprire come


dovevano muoveJsi quei pezzi. Al termine della partita ero sicuro
di aver imparato le regole del gioco.

Iniziò una seconda partita; a quel punto, neppure la magia di una


novella delle Mille e una notte mi avrebbe tanto affascinato. Seguii
ogni mossa con appassionata attenzione; avendo risolto il primo
mistero degli scacchi - i movimenti dei pezzi - cominciai a osservare
i principi che regolavano il gioco.

Benché a quell'epoca avessi solamente quattro anni, compresi molto


presto che una partita a scacchi doveva paragonarsi, in un certo sen-
so, a una manovra militare; qualcosa che implicava un attacco da
parte di uno dei giocatori e la corrispondente difesa da parte dell'al-
tro ( ... ). Credo che la mia precoce, ma potente, attrazione per gli
scacchi abbia uno stretto rapporto con la mentalità che avevo svi-
luppato, grazie all'ambiente militare che mi circondava, come anche
con una peculiare intuizione.

Quella sera avvenne un fatto che avrebbe segnato tutta la mia car-
riera di scacchista. Durante la seconda partita, notai che mio padre
aveva mosso un cavallo non in accordo con le regole, senza che il
rivale se ne avvedesse. Mantenni un rigoroso silenzio fino al termi-
ne del gioco, e allora feci notare a mio padre l'errore. In principio
mi trattò con la caratteristica tolleranza del padre che ascolta una
sciocchezza dalla bocca del suo figlio piccino; le mie crescenti pro-
teste, prodotte dalla convinzione di aver acquisito una nuova e im-
portante nozione, così come i dubbi sorti nel suo rivale, lo indusse-
ro presto a verificare se realmente non avesse commesso un errore
durante La partita.

Sapeva, tuttavia, che io non avevo mai visto prima giocare una
partita a scacchi, e mi disse che dubitava molto che io realmente
sapessi di che cosa stessi parlando.

La mia risposta fu sfidarlo a giocare una partita; non so se credesse


che io fossi diventato matto, o se volesse darmi una lezione ed evi-
tare nuovi momenti imbarazzanti davanti al suo amico, ma quello
che è sicuro è che accettò la sfida, aspettandosi senza dubbio una
rapida capitolazione da parte mia.
-
4
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Quando si rese conto che conoscevo le mosse dei pezzi, evidente-


mente rimase sconcertato. Allorché la partita si avvicinò al finale,
non saprei dire se fosse più meravigliato, o mortificato, o compia-
ciuto perché gli avevo vinto la mia prima partita a scacchi."

La citazione è molto lunga. ma fornisce numerosi indizi sul caratte-


re di Capablanca, segnato da un narcisismo tanto evidente quanto
'
controllato e razionalizzato. E inevitabile rievocare l'aneddoto di
Mozart a quattro anni che chiede di avere la parte del secondo vio-
lino in un quartetto famigliare, con l'irritazione iniziale del padre
davanti alla sfacciataggine del bambino e la successiva emozione
vedendolo eseguire la parte in modo completamente corretto.
'
E possibile che Capablanca idealizzasse un aneddoto avvenuto in
modo molto più semplice; ma non c'è dubbio che la sua straordina-
ria intuizione nello scoprire i segreti degli scacchi causò una gran-
dissima emozione nella comunità scacchistica del! ' Avana, che allora
era folta e di buon livello.

II colonnello Capablanca cominciò a portare suo tiglio al Club de-


gli Scacchi, e quando il bambino raggiunse i cinque anni le sue par-
tite cominciarono a essere registrate, il che è molto significativo; la
prima che si conserva è del 17 settembre 1893, e il rivale di Capa-
bianca fu Iglesias, che gli diede la regina di vantaggio e fu battuto
facilmente.

Le leggende sulla straordinaria abilità del piccino e i suoi rapidi


progressi si contano a centi naia, e alcune sono palesemente false,
come quella secondo cui Capablanca avrebbe segnalato un errore a
v

Steinitz dopo un a partita di questi con Cigorin nel match del 1892;
ma, come in casi simili (ricordare Mozart di cui si suppone abbia
composto una si nfonia a 4 an ni), sono veritiere nello spirito che le
informa: un bambino dotato di una straordinaria capacità per una
determinata disciplina intellettuale e che successivamente rivela pie-
namente la sua genialità.

Sicuramente il piccolo José Raul realizzò rapidi e spettacolari pro-


gressi, tanto che a Il anni si batteva da pari a pari con i migliori
'
scacchisti cubani. E necessario qui segnalare l'estrema prudenza e
l'intelligenza con cui don José Maria Capablanca guidò il meravi-
glioso e precoce ta lento del figlio , impedendo che fosse esibito co-
me fenomeno da baraccone e dosando i suoi contatti con gli scac-
chi. Il futuro campione del mondo ebbe un'infanzia normale e feli-
ce, il che senza dubbio fu la base del suo carattere stabile e della si-
curezza in se stesso.

A 13 a nni Capablanca giocò un match per il Campionato di Cuba


contro Juan Corzo y Principe, allora campione del Paese. L'adole-
scente, malgrad o avesse perduto le due prime partite, vinse l'incon-
tro per 4 vittorie a 3 e 5 patte.
-5
JOSÉ RAÙL CAPABLANCA

Benché l'anno successivo si classificasse soltanto quarto nel Cam-


pionato di Cuba, era già riconosciuto come il miglior giocatore del-
8 i •
l'isola; in quello stesso torneo, un relativo disastro, il ragazzo di 14
anni concluse così la sua partita con Enrique Corzo y Principe, il
7
6
i
i i .t a •
fratello di Juan, anch'egli forte giocatore. 5 ~

Posizione di partenza
4 lt ft i!
3 ft f)
2 ft ft fi
1 [! l] {]
Capablanca giocava con il Nero. a b c d e f g h

8~
Vediamo come risolve la partita.

l .... , T8-g8 7 i

2. AxcS, Txg2 6 i
(una bellissima combina::ione, 5
la cui chiave è ben nascosta )
3. Ae3, ...
4 ft
3 ft

~lL
• fi
IJ l] {]
a b c d e f g h

L'alfiere non può abbandonare la diagonale gl -a7 perché il Nero


darebbe malto con 3.... , Tg l + e 4.... , Axf3 + .
8 i

3. ... , Ah4
7
6
i
i i

4. TdJ, Af2! 5
4 ft fi
3 ft .il. f)
2 ft .t• ft
1 n n {]
Qui è il nucleo di tutta la manovra! a b c d e f g h

Questa elegante ostruzione decide il combattimento.


8

5. Td7+, Rh6 7. CgS, Tg2xg5!


6. TdS, ... 8. fxgS + , TxgS 6
(tentativo disperato, 9. Tf6+, RhS 5
ma 11011 ci sono l'alide 1O. Txe6, AxdS + 4
altematil'e)
3
6 .... , Axe3

E matto alla successiva. Era matto diretto Txgl + +.

6
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Ingegnere chimico o giocatore di scacchi?

Capablanca terminò la scuola media nell'istitu to di Mayanzas e,


benché suo padre non disponesse dei mezzi necessari per pagargli
gli studi all'estero, il suo talento per le scienze colpì il ricco possi-
dente Ramòn San Pelayo. amico di famiglia, che decise di provve-
dere alle spese dclh-1 preparazione professionale del giovane negli
Stati Un iti ; c così José Raùl poté recarsi a soli 16 anni in questa
nazione per completare la sua ca rriera scolastica.

Seguì i corsi nella Woodycliff School di New Jersey, preparandosi


a entrare alla Columbia U niversity, dove pensava di seguire il corso
di ingegneri a chimica.

Benché i suoi risultati accademici non sembra siano stati cattivi, il


giovane, tuttavia, trascorreva gran parte del tempo nel Manhattan
Chess Club, dove ben presto fu riconosciuto come uno dei giocato-
ri più fo rti. In quel periodo, di sicuro, assunse quelle abitudini di
vita notturna che avrebbero poi fatto parte essenziale della sua
straordinaria leggenda.

Nel 1906, a 18 anni. partecipò a un campionato di partite rapide


disputato a Manhattan, assieme a 32 giocatori d'élite, fra i quali si
contava l'allora campione mondiale Emanuel Lasker. Capablanca
risultò primo, battendo nel primo incontro personale colui che sa-
rebbe sta to il suo rivale storico.

Lasker restò gradevolmente sorpreso per la bravura del giovane cd


elogiò l'esa ttezza e la Ouidità del suo gioco.

Capablanca entrò alla Columbia University e seguì per due anni i


corsi di ingegneria chimica; ma senza dubbio dedicò più tempo agli
scacchi che ai suoi studi. Gli piaceva, e gli piacque tutta la vita, fin-
gersi pigro, ma senza dubbio esagerava; quegli anni furono densi di
sforzi e di volontà di perfezionamento.

Nel 1908, a 20 anni, effettuò la sua prima tournée negli Stati Uniti,
giocando simultanee e partite di esibizione.

Il giovane cubano cominciava a farsi conoscere e ammirare in tutto


il grande Paese americano. Ma la sua consacrazione, il vero inizio
della sua carriera internazionale, avvenne nel 1909; fu allora orga-
nizzato un match amichevole fra Capablanca e il campione ameri-
cano Frank Marshall, all'apogeo del suo prestigio. Marshall partiva
decisamente favorito, benché Lasker prevedesse la vittoria del cuba-
no; ma persino ii campione mondiale rimase sorpreso davanti alla
catastrofe di Marshall. Capablanca vinse infatti l'incontro, iniziato
nell 'aprile e terminato nel giugno del 1909, con 8 vittorie a l e 14
patte.
-
7
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

"Sono certo che nessun giocatore di scacchi ha mai ottenuto un ri-


sultato come questo, a questo punto della sua carriera sportiva",
scrisse anni dopo Capablanca, dimostrando anc0ra una volta che
la modestia non era uno dci suoi punti fo rti. Era ora di decidere;
l'alternativa fra l'ingegnere chimico e il giocatore di scacchi si risol-
se in favore del secondo, e gli studi rimasero definitivamente trascu-
rati. Secondo una versione, a questo punto i famigliari di Capa-
bianca scrissero a Lasker interrogandolo sulle possibilità reali del
figlio di realizzare una grande carriera scacchistica ed esp rimendo il
timore che gli scacchi lo conducessero ad abbandonare gli studi di
ingegneria chimica. Lasker, sempre secondo questa versione, rispo-
se che senza dubbi o José Ratll sarebbe stato un notevole ingegnere
chimico, ma che come giocatore di scacchi sarebbe stato il migliore
del mondo. Tutto era ormai perfettamente chiaro.

Questo giovane non ha credenziali


La schiacciante vittoria di Capablanca su Marshall scosse tutto l'u-
niverso della scacchiera; in ogni angolo del mondo cominciarono a
chiedersi chi fosse questo giovane spagnolo, con un cognome da
Commedia dell'Arte, che era stato capace di battere con insolente
facilità uno dei migliori giocatori esistenti a livello asso luto c che
minacciava di sconvolgere gerarchie consolidate.

Lasker si dichiarò stufo di essere interrogato sulla nuova stella, e


raccontava un aneddoto assai chiarificatore: diceva che, durante
una visita a un a sc uola tedesca, come ospite d'onore, i bambini co-
minciarono a recitare in coro l'alfabeto greco, e che al giungere del-
la lettera '' kappa" non potè evitare un sobbalzo e dovette frenare
l'impulso a uscirsene di corsa.

Questi echi, c i buoni uffici dello stesso Marshall (buon amico di


Capablanca e uomo nobile, incapace di meschinità o invidia) per-
misero che il giovane fosse invitato a partecipare al grande torneo
di San Sebastiano del 1911, in cui giocavano alcuni dei migliori
scacchisti del mondo dell'epoca.

S'imbarcò per l'Europa sul transatlantico "Lusitania", e prima di


giungere nella capitale basca passò qualche giorno a Londra. Qui
rilasciò al periodico The Evening News un'intervista molto interes-
sante, poiché dimostra chiaramente il consolidamento del suo nar-
cisismo e il culto del proprio mito: " Imparai a giocare a scacchi
prima che a leggere", dichiarò, ''ma non li bo mai studiati. Studio
gli scacchi solo mentre gioco una partita". "Ma Lei non ha studia-
to i grandi maestri ora che sta per confrontarsi con loro?" - do-
mandò il giornalista - "No'· - fu la risposta - "Gioco a scacchi per
divertirmi, e le mosse mi vengono in mente in un modo subconscio,
suppongo, mentre sto giocando."
-
8
JOSÉ RAÙl CAPABlANCA

Giunto a San Sebastiano, Capablanca passò momenti amari, che


probabilmente rafforzarono in lui, per reazione, la tendenza alla su-
perbia; i maestri Bernstein e Nimzowi tsch protestarono per la presen-
za del giovane cubano e si domandarono, con pungente retorica, chi
conoscesse quel tal Capablanca. In particolare, il primo dei due mae-
stri sembra si fosse pronunciato in modo piuttosto scortese, affer-
mando che <<questo giovane non ha credenziali per giocare in un tor-
neo di questa categoria». Quarant'anni dopo, nel 1951 , il giorn al ista
e studi oso spagnolo Pablo Moran chiese all'anziano Bernstein, a quel
tempo un a reliquia della scacchiera (aveva 69 anni e Capablanca era
morto nove anni prima), se davvero si fosse espresso con quella
asprezza.

Bernstei n ri spose che «in tutto questo c'era molta leggenda>>, ma


8
non negò la sua ferma opposizione alla partecipazione di quel gio-
vane sconosciuto a quel torneo. Fu la prima leggendaria vittoria di
Capablanca in un torneo internazionale; vinse sei partite, ne pareg- 6
t i
•i
giò sette e ne perse solo una, precedendo Rubinstein, che risultò se-
condo. La sua vendetta fu totale, poiché al primo turno sconfisse
Bernstein in una fo rmidabile partita che ricevette il premio di bel-
5

4
• fJ
ft fi ft
fJ

lezza. Vediamo la conclusione. 3 e


2 !] f!
Posizione di partenza 1 []
a b c d e f 9 h
Il gioca tore ispano-cu bano gioca con il Bianco.

Capablanca concluse in modo schiacciante. 8

t ~ t

l. Cf5xg7!, CcS 6 i
5 fJ
4 ft n ft
3 ti'
2 !] ft
Catturare il cavallo non era soddisfacente, per lo scacco in f6, cui
1 n .Sì.
a b c d e f 9 h
sarebbe seguito Cxd7.

2. Cxe8, Axe8
3. Dc3, f6
4. Cxf6 +, Rg6
8
7 i
J. •
5. ChS, Tg8 6 t i
6. fS +, RgS
7. De3 +, Rh4
8. Og3+, RgS
5
4
•• ft
ft t fJ
ft
9. h4 + + 3 tt
2 !]
1 n ~
a b c d e f 9 h

-9
~ La difficile PARTITE
semplicità
Capablanca non si propose di
Creando 111iraggi
essere, come Steinitz, Nimzo- Partita giocata a San Pietroburgo, 1914
witsch o Reti, un investigatore
di possibilità, un innovatore ri-
voluzionario, o un profondo Bianco: Nimzowitsch
pensatore sull'essenza filosofi- Nero: Capablanca
ca del gioco; si limitò ad appli-
care quello che si conosceva
con insuperabile perfezione e
l. e4, eS diagonale per il suo alfiere,
straordinaria spontaneità.
2. Cf3, Cc6 la solida posizione centrale e
Malgrado ciò, nella stessa ap-
3. AbS, d6 la pressione che le torri pos-
plicazione dei principi ricono-
sono esercita re sulle colonne
sciuti, giunse a conclusioni per-
La vecchia difesa Steinitz, aperte. Da questo momento
sonalissime e lasciò importanti
oggi in disuso ma senza ar- comincia una delle esibizioni
riflessioni sulla strategia del gio-
gomentazioni convincenti. più straordinarie di alta
co. La sua abilità nel semplifica-
scacchistica
.
di cui si abbia
re le posizioni e lasciare, scarni-
4. Cc3, Cf6 memona.
ti, solamente gli elementi che
S. d4, Ad7
costituivano il suo vantaggio, di-
6. Axc6, Axc6 12.... , Ag7
mostrava l'esistenza di una vi-
7. Dd3, exd4 13. 0-0, 0-0
sione non meno innovativa,
8. Cxd4, g6 14. Da6, ...
benché apparentemente sem-
9. Cxc6, ...
plice, del come sviluppare una
partita a scacchi. Il geniale cu-
bano lo esprimeva con una feli-
ce metafora: "Si devono elimi-
Nimzowitsch si lancia alla cat-
tura di un pedone, il che non
' . .
puo essere cnt1cato; se avesse
8
7
•i 'i'
nare dalla scacchiera le foglie 6 ~
avuto un leggero sospetto di i i
morte". Capablanca diede
quello che stava per capitargli 5
un'eccezionale importanza agli
avrebbe giocato 9. Ag5, Ag7
elementi dinamici della partita, 4
1.0. 0-0-0, ... con vantaggio.
il che lo differenziò dai maestri 3 ~
classici del suo tempo e costitul
9.... , bxc6 2 fr ft fr fi fr ft
la chiave del suo successo. L 'a-
nalisi statica derivata dai princi-
10. Da6, Dd7
11. Db7, Tc8
1 [1 ..il_ nlìJ
pi di Steinitz fu superata dal vin-
a b c d e f g h
12. Dxa7, ...
citore di Lasker (avvicinandosi Nimzowitsch, con un pedone 1
in questo agli ipermoderni) gra-
zie a una visione dinamica del
Il Bianco non solo ha gua-
dagnato un pedone, ma ha
in più, sottovaluta le possibi-
li tà dell 'avversario e perde
l
gioco, che dava un'eccezionale due tempi per rientrare con
una posizione apparente-
importanza all'attività dei pezzi la regina, il che gli risulterà
mente solida e senza debo-
e alla coordinazione interna del- fatale. Sembra meglio 14. f3,
lezze. Ma la geniale intuizio-
la posizione. ... seguito da Df2 e Ae3.
ne di Capablanca gli ha per-
Questa era la causa delle
messo di valutare una serie
straordinarie vittorie; i suoi 14.... , Tfe8
di punti forti della sua posi-
scacchi erano molto più moder- lS. Dd3, De6!
zione: la forza della grande
ni di quelli giocati dalla maggior
........ parte dei suoi contemporanei,
a.:.-.-4 con una impostazione che con-
IO
FAMOSE =.;;;:~;;;;!~~~~~~~~~~ cedeva una grande importanza
all'iniziativa. A volte forzava un
attacco che si delineava vincen-
16. f3, Cd7 minaccia Axc3, non sa rebbe te, e altre volte "eliminava dalla
17. Ad2, ... stato possibile contro 24 ... ., scacchiera le foglie morte" (co-
Tab8; a ogni modo , la parti- sa impossibile se non si dispo-
11 Bianco continua a giocare ta è completamente vinta per ne di una forte iniziativa) e giun-
in modo molto conservatore, il Nero. geva a un finale favorevole.
Apportò anche importanti ele-
credendo forse di aver vinto
menti ai concetti di attacco e di-
la par tita. Occorreva 17. 26.... , Dxd4
fesa, che considerò soprattutto
Af4, ... per cambiare il caval- 27. T dl , Dc4
28. h4, Txb2 da un punto di vista dinamico.
lo in eS.
Accusato tante volte di giocare
29. Dd2, Dc5
in modo cerebrale e freddo, ri-
17. ... , Ce5 30. Tel, DhS!
vendicò l'importanza dell'attac-
18. De2, Cc4! 31. Tal, Dxh4 +
co (che costituisce un importan-
19. Tabl, Ta8 32. Rgl, DhS
te aspetto dell'iniziativa) e affer-
20. a4, ... 33. aS, Ta8
mò, con scandalo di molti scac-
34. a6, Dc5 +
chisti, che la difesa doveva es-
=n 35. Rhl, Dc4!
6

7
• i
• .t•t t
36. a7, Dc5
37. eS, ...
sere eseguita senza timori e uti-
lizzando il minimo possibile di
materiale: ''Alcuni giocatori"- di-
t i t
6
5 '* Ultimo trabocchetto; si minac- chiarò in un 'occasione- "si spa-
ventano per un qualsiasi attacco
4

3
fr

f)
fr
fr
cia Ce4, seguita da Dh6 e Cg5.

37. ..., Dxe5


tanto contro un pedone, quanto
contro un pezzo o addirittura
contro il re e per contrastare
2 fi fr 1!. ~ fr 38. Ta4, Dh5 +
questo attacco mobilitano tutti i
1 n n 39. Rgl , Dc5 +
foro pezzi. Questo è un errore,
a b c d e f g h 40. Rh2, dS!
poiché il re deve essere difeso
41. Th4, T xa7
Con l' idea di scacciare il ca- con il minimo dei pezzi necessa-
42. Cdl
vallo mediante b3 e pensan- ri; questi debbono invece essere
do , con ragione, che dopo impiegati in massa quando si at-
20 .... , Axc3 e Txa4 il Nero
ricupererebbe il pedone, ma
6

7 i
•t tacca il re avversario."
Questi concetti, senza dubbio
innovatori, non contraddiceva-
resterebbe molto debole nelle 6 t no, anzi sviluppavano i presup-
caselle nere. Ma Capablanca
ha altre intenzioni.
5 ... t posti fino allora accettati di Stei-
4 [] nitz e Tarrasch. Per questo il
gioco di Capablanca sembra
20.... , Cxd2! 3
tanto semplice, mentre in realtà
21. Dxd2, Dc4 2
sottende un disegno straordina-
22. Tfdl, Teb8 1 riamente profondo.
23. De3, Tb4!
a b c d e g h Il gioco di Capabtanca, le sue
24. DgS, Ad4 +
manovre e combinazioni, sem-
25. Rhl , Tab8 Nimzowitsch, comprendendo
brano semplici perché obbedi-
26. Txd4, ... alla fine che stava diventan-
scono a idee chiare e puntano
do ridicolo, abba ndonò sen-
alla sostanza; in realtà, questo
Questo espediente difensivo. za attendere la risposta del-
significa plasmare ciò che di più
perallro il solo dava nti alla l'avversario.
difficile può creare lo spirito
~~~~=.;~~=:;;~~=~=;;!=:;~=.;~~~~~~;.-=:~=;.-=~~ umano, la difficile semplicità di
tutto quello ciò che è geniale.

11


JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Ingiustamente sottovalutato, Capablanca aveva dato la più bella e


creativa delle risposte. Nimzowitsch, sempre fatuo e. scortese, ebbe
uno scambio di parole acide quando Capablanca tentò di interveni-
re nell'analisi di una partita che l'autore di Il mio sistema aveva ap-
pena giocato; lo invitò a "non immischiarsi in cose che non lo ri-
guardavano"; senza dubbio non è per caso che tanto Bernstein
quanto Nimzowitsch diventassero, da quel momento, vittime favo-
rite del cubano, che li batteva con insolita facilità. Vinse due volte
contro Bernstein nel 1914, a Mosca e a San Pietroburgo. Quest'ulti-
ma paxtita ottenne un altro premio di bellezza, e quella di Mosca
ha una conclusione giustamente celebre.

Vediamo questo geniale finale.


8

Posizione di partenza 7 i t i
6
5
4

3 t
Muove Bernsteìn, con il Bianco; il suo rivale minaccia di catturare 2 ft n
il cavallo b5, e di appoggiare il suo pedone passato mediante Td8- 1
c8; dopo, la vittoria sarebbe solo questione di tecnica. a b c d e f g h

Bernstein aveva calcolato di poter catturare questo pedone, ma gli


era sfuggita una combinazione di grande eleganza, nello stile del
grande Capablanca:
8

7 t
• i
•t t
6
l. Cxc3, Cxc3 5
2. Txc3, Txc3 4
3. Txc3, Db2!!
3 D ii
~ Ul ft LtJ
Guadagnando almeno una torre.
1
lft
a b c d e t g h

In vetta
L'irruzione di Capablanca nell'élite degli scacchi internazionali fece
sensazione; dai tempi di Pillsbury non accadeva nulla di simile. Un
solo torneo era bastato perché il giovane ·cubano fosse riconosciuto
come il più serio rivale dell'imbattibile Emanuel Lasker. Difatti,
Capablanca sfidò immediatamente il campione del mondo a un in-
contro con la corona in palio.

Ma il grande vecchio (che allora non lo era tanto: aveva 43 anni)


tirò in lungo la faccenda, poi scoppiò la Prima Guerra Mondiale e,
in definitiva, il match non fu disputato fino al 1921.

l2
JOSÉ RAÙL CAPABLANCA

Dopo Sao Sebastiano Capablanca, che si sentiva abbastanza stan-


co, tornò a Cuba e si riposò per quasi un anno; in questo periodo
tornò una volta in Europa, ma si limitò a esibizioni e simultanee; si
trovava impegna to nell'ottenere un match con Lasker, e di fronte
alla reticenza di questi adottò un atteggiamento di sufficienza e di
aggressività, dando a intendere che il campione del mondo lo teme-
va, il che infastidì parecchio Lasker.

Infine, in una delle lettere che si scambiavano, redatte in inglese, il


cubano usò l'espressione ''unfair" (sleale, disonesto) per qualificare
l'atteggiamento di Lasker, il che provocò un'immediata rottura del-
le relazioni e un'ostilità che durò diversi anni.

Nel 1913 Capablanca giocò un torneo a New York, vincendolo con


faci lità (IO v1ttorie, una sconfitta e due patte); nel torneo interna-
zionale dell'Avana, organizzato per fargli fare bella figura, dovette,
tuttavia, adattarsi al secondo posto dietro Marshall, che gli vinse
una partita in cui era ormai completamente sconfitto.

Lo stesso anno vinse in modo spettacolare un altro torneo a New


York, con un risultato senza appello (13 vittorie in 13 partite), la-
sciandosi dietro maestri del valore eli Duras; nel settembre dello
stesso anno tornò a sbalordire tutti ottenendo un altro risultato
schiacciante in un forte esagonale. Vinse le cinque partite, lasciando
per strada Marshall e Duras.

Nel frattempo, il governo cubano gli aveva conferito un incarico


diplomatico moderatamente retribuito, ma che gli permetteva di
viaggiare con tranquillità, evitandogli le solite fastidiose pratiche di
frontiera.

Nonostante Capablanca fosse in quel periodo assorbito dagli scac-


chi, prese la designazione assai più seriamente di quello che suppo-
nevano coloro che gliela avevano assegnata, poiché fu sempre inte-
ressato alla politica.

In quella situazione gli giunse l'invito a partecipare al gran torneo


di San Pietroburgo del 1914, che avrebbe comportato la presenza
di Lasker e dei migliori giocatori del mondo.

Capablanca giocò magnificamente e tuttavia la storica prova (dalla


quale uscì il titolo di Gran Maestro di scacchi, concesso in modo
onorifico dallo zar Nicola Il a Lasker, Capablanca, Tarrasch, Ale-
khine e Marshall) è ricordata come uno dei suoi grandi insuccessi.
Il torneo si giocava in due riprese: una prima fase eliminatoria e
una finale a doppio turno fra i primi cinque classificati, che furono
precisamente i cinque Grandi Maestri "originali" (Lasker, Capa-
bianca, Tarrasch, Alekhine c Marshall). Rubinstein, uno dei favori-
ti, era rimasto per strada, così come Nimzowitsch, Bernstei n, Ja-
nowsky, Blackburne e Gunsberg.

13
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Nella fase finale, qua ndo mancavano quattro partite, Capablanca


aveva praticamente vinto il torneo, poiché aveva un punto e mez-
zo di vantaggio su Lasker; stava giocando in modo spettacolare
ed era chiaramente il favorito . Ma Lasker era più che mai Lasker,
e fece valere la sua forza sportiva e psicologica; nella partita deci-
siva (la cui tensione fu aumentata da una dichiarazione leggermen-
te sprezzante del campione mondiale nei confronti del suo rivale,
del quale disse che "forse si aspettava troppo" e che "era facile da
battere''), Lasker doveva vincere assolutamente se voleva aspirare
al primo posto; scelse allora, sorprendentemente, la variante di
cambio della Spagnola, che offre al Nero eccellenti prospettive di
patta, ma richiede di giocare in modo attivo. Capablanca, influen-
zato dalla sua posizione privilegiata, non lo fece, limitandosi a
praticare un gioco rigidamente conservatore, e Lasker lo mise al
tappeto in una memorabile partita.

Profondamente ferito nell'amor proprio e temporaneamente demo-


ralizzato, Capablanca commise un grave errore contro Tarrasch
nella partita successiva e perse; Lasker vinse il torneo con 13,5 pun-
ti contro 13 del rivale.

Trattandosi di due uomini di grande animo e che si ammiravano


reciprocamente, non sorprende che nella cena di chiusura facessero
formalmente pace, ricominciando i negoziati per la disputa del tito-
lo mondiale.

Gli anni seguenti furono quelli della Prima Guerra Mondiale e per-
ciò l'attività scacchistica internazionale diminuì notevolmente; Ca-
pablanca passò lunghi periodi nella sua patria e a New York, dedi-
cò abbastanza tempo alle sue mansioni diplomatiche e disputò
qualche torneo, vincendo sempre.

Terminata la guerra, iniziò la celebre fase di invincibilità dello scac-


chista cubano: fra il .191 8 e il 1924 non perse alcuna partita, record
fino a oggi ineguagliato. A quel tempo era il campione mondiale
"in pectore", e lo stesso Lasker manifestò la volontà di rinunci are
al titolo per trasferirlo a Capablanca, che riconosceva come il mi-
gliore giocatore del mondo.

Naturalmente questi non accettò una tal rinuncia, e continuò le


trattative per un incontro che gli permettesse di sfoggiare la corona
senza alcuna ombra. Nel 1919 vinse in modo spettacolare il gran
torneo di Hastings, con 10 vittorie e una sola patta, senza sconfitte,
e cominciò a prepara rsi per l'incontro con Lasker; il match si di-
sputò finalmente nel 192 1 all'Avana, in condizioni molto favorevoli
allo sfidante. Lasker non era finito, nemmeno un po', come avreb-
bero dimostrato risultati successivi; ma senza dubbio, attratto da
altri aspetti della sua intensa vita intellettuale, aveva perduto inte-
resse alla conservazione del titolo che deteneva ormai da più di 25
anni, e non offrì una resistenza quale si sperava.

14
JOSÉ RAÙL CAPABLANCA

L'incontro, iniziato nel marzo 1921, fu una passeggiata per Capa-


bianca: quattro vittorie e dieci patte, senza sconfitte. Benché man-
cassero dieci partite (il match era stato stabilito in 24 partite), La-
sker abbandonò l'incontro e il titolo; Cuba festeggiò, quella notte
di maggio del 1921, la conquista del Campionato del Mondo di
Scacchi da parte di un compatriota, che gran parte del mondo in-
ternazionale degli scacchi considerava il miglior giocatore del mon-
do sin dal 1911.

Campione mondiale
Fra il 1921 e il 1927, Capablanca conservò il titolo senza difenderlo
nemmeno una volta. Furono gli anni in cui cresceva e si sviluppava il
mito, il periodo in cui il giocatore raggiunse l'apogeo e cominciò, senza
che nessuno- salvo Alekhine- se ne rendesse conto, un lento declino.

Era la "macchina perfetta", il giocatore senza errori, l'invincibile; e,


allo stesso tempo, l'uomo di mondo, il donnaiolo incallito, l'amante
dei buoni vini e della buona tavola, quello che andava a divertirsi
la notte prima della partita, mentre il suo rivale, rimasto a casa per
prepararsi coscienziosamente, usciva poi sconfitto, se non addirittu-
ra umiliato.
Capablanca non creava queste dicerie, ma senza dubbio esse lo lu-
singavano e contribuiva a diffonderle; al di là delle esagerazioni,
comunque, esse rispecchiavano abbastanza la realtà.

Non eccedeva nel bere e non fumava, ma amava far le ore piccole e
godere di buona compagnia. In effetti, aveva comportamenti poco
responsabili nei confronti della sua professione, e si può supporre
con fondamento che fosse giunto a convincersi di essere invincibile.

Durante i sei anni in cui fu cam pione del mondo, nessuno avrebbe
osato afferinare che nel mondo vi fosse qualcuno capace di batter-
lo. Vinse quasi tutti i tornei cui partecipò (che furono pochi), con
le notevoli eccezioni del torneo di New Y ork del 1924 (in cui si re-
gistrò l'ultimo grande successo di Lasker e Capablanca perdette
l'invincibilità che durava da otto anni, sconfitto da Reti) e del tor-
neo di Mosca del 1925, concluso con un modesto terzo posto.
In quegli anni si sposò (con Gloria Beautucourt, nel 1.921) e scrisse
il suo famoso trattato pedagogico Fondamenti degli scacchi (1921),
un libro eccellente che continua a essere di grande utilità per chi
studia, per la chiarezza dei concetti e dell'esposizione. Una severa
autocritica (comprende sei delle dieci partite ufficiali perdute fino
ad allora in tornei internazionali) si associa a un'arroganza a volte
quasi infantile:

" 11 mio avversario avrebbe dovuto considerare" - dice nel commen-


to a una mossa - "che un giocatore della mia categoria ed esperien-
za non avrebbe permesso una mossa così se fosse stata buona''.

15
JOSÉ RAÙL CAPABLANCA

D'altra parte, nonostante i suoi risultati continuassero a essere ec-


cellenti, il suo gioco aveva perduto freschezza ed era diventato più
secco, basato fondamentalmente sulle risorse di una tecnica prodi-
giosa. Naturalmente, in quegli anni nessuno avrebbe osato dire una
cosa simile. fuorché Alekhine, che analizzò in un celebre articolo
del 1927 le debolezze del gioco del suo grande avversario mettendo-
ne in rilievo la vulnerabilità. Nel 1927 il mondo riteneva scandaloso
che Capablanca non avesse ancora posto in pal io il suo titolo, no-
nostante ben pochi credessero seriamente che potesse perderlo; in
queUo stesso anno fu allora organizzato il gran torneo di New
York, il cui vincitore avrebbe acquisito ufficialmente il titolo di sfi-
dante, con il consenso dello stesso Capablanca.

Se il vincitore fosse stato Capablanca, il diritto sarebbe passato al


secondo classificato. Fu uno dei più impressionanti successi di Ca-
pablanca, che virtualmente passeggiò sulle scacchiere: 8 vittorie e
12 patte, senza alcuna sconfitta, superando Alekhine, Marshall,
Spielmann, Vidmark e Nimzowitsch. Benché fra i nomi degli invita-
ti vi fossero importanti assenze (Lasker e Rubinstein, le più impor-
tanti), la superiorità di Capablanca fu tanto grande che solo Ale-
khine non perse la lìducia di poter vincere nel match che il suo se-
condo posto gli dava il diritto di disputare. Spielmann, entusiasta,
affermò che "Capablanca è invincibile quando è nella forma mo-
strata nel torneo di New York. Alekhine non vincerà una sola par-
tita nel match per il titolo".

Fare pronostici così drastici è sempre pericoloso, e in quell'occasio-


ne non si verificò l'eccezione.

Sconfitta e caduta
Alekhine e Capablanca si erano conosciuti nel torneo di San Pie-
troburgo del 1914 e avevano stabilito una stretta amicizia; le eccel-
lenti relazioni cominciarono a guastarsi quando Alekhine divenne
aspirante al titolo mondiale e criticò, duramente ma giustamente,
l'evoluzione del gioco del campione. Il match di Buenos Aires li
trasformò in nemici.

L'incontro per il titolo fu disputato nella esuberante Argentina del-


la fine degli anni Venti, e precisamente nella capitale, fra il 16 set-
tembre e il 30 novembre 1927. Esiste tutta una leggenda su questo
confronto, uno dei più appassionanti di tutta la storia degli scacchi.
Alekhine si preparò con ogni cura, giunse a Buenos Aires in antici-
po, scelse come aiutante il maestro argentino Roberto Grau e con-
dusse una vita personale incensurabile, che comprendeva una dieta
adatta ed e ercizi fisici; Capablanca si comportò come sempre, fu
frequentatore assiduo dei locali notturni, e si dice anche che abbia
partecipato a una festa in abbigliamento da tennis e racchetta in
mano.

16
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Il match fu monotono (quasi tutte le partite furono ortodosse) e


tecnicamente discutibile, ma caratterizzato da un 'estrema tensione.

Alekhine vinse la prima partita, ma subito il campione creò il mi-


raggio di una facile vittoria vincendo due partite (la 3a e la 7a); lo
sfidante vi nse però la 9a e il risultato dell'incontro tornò in questo
modo a essere incerto.

Di pari passo con l'avanzare della lotta, l'incrollabile forza di vo-


lontà di Alekhine fece la differenza, e lo portò a un chi aro successo
con 6 vittorie a 3 in 34 partite. Capablanca non si arrese davanti
alla scacchiera, ma lo fece mediante un breve e cortese telegramma,
con il quale si felicitava con il nuovo campione.

Era la fine di una leggenda e l'inizio di un'altra; se Capablanca era


gi unto a essere co nsiderato invincibile, qualcuno all'inizio degli an-
ni Trenta gi unse a proporre la creazione di una categoria speciale
per Alekh.ine, come se fosse giocatore di un'altra galassia.

Capablanca rimpianse molto il "suo" titolo (lo chiamava sempre


così), e fece grandi sforzi per ottenere una rivincita che Alekhine
eluse in un modo molto vicino al cinismo; malgrado continuasse a
giocare a un al to livello e a vincere molti tornei, il suo gioco comin-
ciò ad apparire freddo, poco ispirato e trascurato a quegli stessi
che prima lo avevano elogiato fino al ridicolo.

Fra il 1927 e il 1936, anno del suo grande ritorno nelle posizioni di
primo piano, Capablanca giocò 14 tornei, vincendone sette e giun-
gendo secondo in cinque, un risultato complessivo di tutto rispetto;
ma il mito era crollato, e lo si considerava ormai un forte maestro,
come molti altri. Alekhine, divinizzato a sua volta e molto ostile al
suo antico amico, giunse a dichiarare che Bogoljubov era per lui
un avversario molto più pericoloso deWex campione. Spielm ann di-
chi arava, come se avesse scoperto l'acqua calda, che "Capablanca è
un giocatore di scacchi con tutti i difetti e le debolezze umane", e
Nimzowitsch, con deplorevole meschinità, osava criticare dUt·amen-
te il suo gioco e offrire consigli, malgrado i propri risultati contro
Capablanca fossero stati decisamente catastrofici.

Capablanca sembrava persino aver perduto interesse al gioco, e la


sua unica aspirazione era l'anelata e impossibile rivincita.

Dopo i 40 anni cominciò a soffrire d'ipertensione e a decadere fisi-


camente. Nel l 934 si sposò per la seconda volta, con Olga Clark, e
visse tra Cuba e New York.

Quando ormai lo si considerava praticamente finito, ricomparve il


grande Capablanca, in pieno splendore, per conseguire gli ultimi, e
forse più importanti, successi della sua vita.

17
JOSÉ RAUL CAPABLANCA

Gli ultiini bagliori


Il torneo di Mosca del 1936 rappresentò l'occasione per la presen-
tazione in società della nuova generazione di scacchisti sovietici,
con Botvinnik .e Flohr in testa; impersonavano un modo più scien-
tifico e moderno di intendere gli scacchi, ed erano gli innegabili fa-
voriti. I .vecchi Lasker e Capablanca erano considerati poco più di
un ornamento di altre epoche, e si riteneva che poco potessero fare
contro i più reputati Lowenfisch, Riumin, Kan, Lilienthal, Ragozin
ed Eliskases.

Ma, con stupore di tutti, José Raul Capablanca si aggiudicò il tor-


neo in modo impeccabile, con 8 vittorie, 10 patte e senza alcuna
sconfitta.

Vinse, inoltre, le due partite più impmtanti, contro il passato e il


futuro: Lasker e Botvinnik.

Fu una rondine a primavera, un miraggio? Lo stesso anno si dispu-


tò il torneo di Nottingham, uno dei più forti della storia: vi parteci-
parono il nuovo campione mondiale Max Euwe, gli ex campioni
Lasker, Alekhine e Capablanca, il futuro campione Botvinnik, Sa-
muel Reshevsky, Vidmar e Tartakower e i britannici Thomas, Win-
ter e Alexander. Capab1anca si aggiudicò questa importante prova,
pareggiando con Botvinnik, con un gioco fresco e pieno di idee,
che ricorda va quello della sua giovinezza.

Vinse 7 partite, ne pareggiò 6 e ne perse solo una (contro Flohr);


inoltre, si tolse la soddisfazione di vincere l'incontro personale con
Alekhine. Ancora una volta era al vertice e costringeva a conside-
rarlo come uno dei più validi aspiranti al titolo mondiale. Tuttavia,
furono le sue due ultime vittorie importanti. Nel 1938 ottenne il
peggior risultato della sua storia nel torneo A VR O, vinto alla pari
da Fine e Keres; Capablanca finì penultimo. Da questo momento,
e già molto afflitto dai crescenti problemi di pressione, giocò po-
chissimo; alle Olimpiadi di Buenos Aires del 1939, dove difendeva
la prima scacchiera di Cuba, si comportò in modo eccel1ente e con-
seguì la medaglia d'oro per la prima scacchiera.

Lo scoppio deiJa guerra tornò a interrompere il ciclo degli scacchi


internazionali e Capablanca non riprese a giocare tornei. Il 7 marzo
1942, come d 'abitudine, si recò al Manhattan Chess Club, e mentre
analizzava una posizione assieme ad alcuni amici subì. un attacco e
dovette essere immediatamente ricoverato. Morì il mattino seguen-
te, a 53 anni , nell'ospedale Mount Sinai, dove un anno prima era
morto Emanuel Lasker.

"Fu il genio più grande che gli scacchi abbiano avuto e avranno
ma.i." L'epitaffio è nientemeno che di Alekhine.

18
ESERCIZI 87

Problema 1 (Capablanca) è evidente, ma Problema 4


Muove il Bianco la posizione del Nero sembra Muove il Nero
solida. Come ha giocato
Capa?
8

7
•i i •
s
7. ti' i
•i i
6 ft Problema 3 6

5 .t ... i i Muove il Bianco 5

4 ft 4

3 ..
ft '& ft
{7
8

7 ...._ :t
• • J.
i
••
i
- 3 ft
2 Jl ~
2 ft ft D ft ~
1 lL:L n 6. r-i ~ i_ 1 6
i ft
a b c d e t 9 h 5 fJ
- a b c d e f 9 h

Posizione di una partita


4

3 l1l
ft
• '~
ft
ti' La prima partita del
Capablanca-Corzo giocata 2
- .,__ .l t - ,.-
ft ft leggendario scontro storico
all'Avana nel 1902, quando il
futuro campione mondiale
1
a b
n'
c d e
1J l ~
t 9 h
Alekhine-Capablanca; Capa,
con il Nero, prevale in modo
aveva 14 anni. Una manovra schiacciante.
combinatoria gli permette di
forzare un finale vincente. Capablanca, con il Bianco,
Capa giocava con il Bianco. giunse a questa posizione Problema 5
contro Chyse nel torneo di Muove il Nero
New York, 1913 ; l'attacco
Problema 2 all'alfiere e3 sembra
Muove il Bianco costringere a rimandare 8 • J. t
qualsiasi combinazione 7 i i t i
8 .. • •i contro il re, ma il grande
cubano trova una beli la
6 ~ i

6
• i . i ti' . manovra vincente. 5

4 ft
5 i i i ft 3 ft ...
4

3
ft
..rb ft ft iL
ft n 2

1

2 ft n~ a b c d e f 9 h

1 n Nimzowitsch-Capablanca,
a b c d e f 9 h
New York, 1927; Capa , con il
Nero, aveva un vantaggio e lo
Da una partita Capablanca- sfruttò nel modo più energico,
Marshall del match del1909; mediante un sacrificio
il vantaggio del Bianco posizionale di pedone.

19
SOLUZIONI 87

Soluzione 1 Soluzione 3 Soluzione 4

1. Dxb51, Dxb52.d5+, Tg7 1. Cxf7!, Rxf7 2. Df5+, Rg8 1 . ... , Cxg2! 2. Rxg2, Dg4+ 3.
3. exf7, h6 4. Cd4, Dxf1 3. Dxg6, Cxe3 4. Dh7+, Rf7 Rf1 (3 . Rh1 , Tg5!) 3.... , Dh3+
(unica ; se 4 . ... , Dd? 5. Cxf5 5. Ab3+, Cc4 (se 5 .... , Re? 6. 4. Re2, Txe3+ 5. fxe3, Dxe3+
sarebbe stata fulminante) 5. Dg6! , Cc4 7. Tfd1 , Db8 8. e6, 6. Rd1, Dxe1+ 7. Rc2, De4+
Txf1, Txf7 6. Txf5, Txf5 7. .. . con c;~ttacco vincente) 6.
Cxf5+, Rh7 8. Ce7! Tfd1, Db8 7. Txc4!, bxc4 8.
Axc4+, Re7 9. Df5!

8 .... i 6 i
6
7 i 5 i
5 i i 4 1lt
4
5 ft -e- 3 ft
ft
4 ft .IL ft
ft ft 6 IJ
3 il ft 2
2 {)
3 ft 1

1
2 ft ft a b c d e f g h

a b c d e f g h
1 [1
(/1 Nero vince.)
a b c d e t g h

(Il Bianco vince.)


(Il Bianco vince.) Soluzione 5

Soluzione 2 1 .... , eS! 2. Axe5, Td8d2 3.


Db7 (3 . Tf1 , Dxe3!) 3 .... , Txf2
1. Txh6!, gxh6 2. Axh6+, 4. g4, De6 5. Ag3, Txh2!! 6.
Re7 3. Dg7+, Re8 4. Dxg8+, Df3 (6. Axh2, Dxg4+ 7. Rh1,
Rd7 5. Dh7+, De7 6. Af8! Dh3 e matto) 6.... , Th2g2+ 7.
Dxg2,Txg2+8.Rxg2,Dxg4

8 A
7

6
....
• i i. i 8

5 i i i ft
7 i
4 ft ft
6 i
5
3 .IL 1! ft
2 fi ft 6
4 ft 1lt
1 [1 3 ft ~
a b c e g 2 6
1 n
(Il Bianco vince.) a b c d e g h

(/1 Nero vince.)

20
•• •

• •
Parlando della Scuola Classica, abbiamo ricordato che
l'espressione non pretende di essere una precisa indicazione
storica, forse impossibile, e che l'aggettivo è stato usato La Scuola
convenzionalmente per designare un certo periodo lpermoderna
dell'evoluzione degli scacchi. • Introduzione
L'indicazione è più valida quando si parla di "Scuola • Gyula Breyer
• Richard Reti, il
Ipermoderna"; essa si riferisce a un gruppo di innovatori poliedrico
che agì più di 70 anni fa: in quel periodo si usò questa • Aron Nimzowitsch,
denominazione, a volte ironicamente, per designare i il rivoluzionario
gioca tori che vi aderirono e la storia l'ha perpetuata. Alla Partite famose
Scuola Ipermoderna viene dedicata questa unità. • Un illustre dimenticato
(Berlino, 1918)
Esercizi
• Esempi
• Problemi
• Soluzioni
cuo

Introduzione
La "Scuola lpermoderna", o "lpermodernismo", è una co rren te
che si presentò con grande fo rza nel mondo degli scacchi nella se-
conda decade del XX secolo e che lasciò un 'impronta profonda nel-
l'evoluzione del gioco.

Non si può parlare esattamente di una "scuola", poiché i suoi prin-


cipali rappresentanti differirono in modo a volte notevole fra di lo-
ro nel modo di comprendere e praticare gli scacchi.

Avevano in comune l'insoddisfazione nei confronti dei principi fin


allora accettali (che risalivano alle teorie di Steinitz e il cui massi-
mo rappresentante era Tarrasch) e l'intento di giungere alla formu-
lazione di nuovi principi, allo scopo di modificare in modo signifi-
cativo il gioco di posizione.

Il nome adottato indica va un 'opposizione, proiettata nel futuro,


verso Tarrasch il quale aveva intitolato una delle sue principali
opere scacchistiche Dìe moderne Schachpartie (La partita di scacchi
moderna); "ipermoderno" significava, quindi, qualcosa di più mo-
dern o delle vedute di Tarrasch.

In effetti, il bellicoso e mordace medico di Norimberga condusse


aspre polemiche con i principali esponenti di questa corrente, in
particolare con il non meno tagliente e ironico Nimzowitsch.

I nomi fondamentali di questa corrente sono soltanto tre: Breyer,


Reti c Nimzowitsch.

Essi crearono e propugnarono la cosiddetta "Scuola Jpermoderna"


e, come tutti gli innovatori, furono dapprima incompresi e conside-

22
LA SCUOLA IPERMODERNA

rati barocchi e stra vaganti. Altri grandi giocatori dell'epoca, come


Bogoljubov, Grlinfeld e lo stesso Alekhine, parteciparono periferi-
camente al movimento e adottaro no alcuni dei suoi principi, criti-
candone però altri - specialmente Alekhine - e non possono consi-
derarsi come appartenenti alla scuola.

Come abbiamo detto, è impossibile riassumere i caratteri comuni dì


questa corrente, date le gra ndi differenze esistenti fra i suoi princì-
pa li esponenti.

Reti insistette sul dominio del centro mediante pezzi situati in posi-
zioni laterali c criticò i centri fissi che piacevano tanto a Steinitz,
mentre Nimzowìtsch sviluppò il concetto di blocco e approfondì al-
cuni argomenti già noti, e generalmente accettati, ai quali diede de-
nominazioni curiose. di alto va lore didattico ("sentinella'', '·posto
avanzato", ecc.)

Le distanze fra questi gioca tori erano notevoli, tanto sul piano teo-
rico quanto su quello pratico, tenendo prese n te che Reti, una delle
perso nalità più interessanti e ricche della storia del gioco, amava
contraddire, a volte in modo flagrante, i principi da lui propugnati
nel corso delle sue partite.

Ebbero invece in comune un forte impegno nello scoprire nu ove ve-


rità. nuove strade che li avvicinassero alla veritc\ ultima del gioco e
un sano anticonformismo nei confronti dei principi ormai consoli-
dati e universalmente accettati.

Questo spirito innovatore, c gli elementi concreti scoperti e svilup-


pati, giustificano la posizione particolare che occupano nell'evolu-
zione del gioco delle 64 caselle.

Gyula Breyer
11 nome della "Scuola lpermoderna" è indissolubilmente legato a
quello di questo sventurato pensatore e maestro ungherese, decedu-
to all'età di soli 27 anni.

Breyer, come tanti altri maestri, imparò il gioco nella sua prima in-
fanzia e fu campione del suo Paese a 18 anni.

Nel torneo disputato a Berlino nel 1920 ottenne il suo primo e ulti-
mo grande successo, classifica ndosi al primo posto davanti a Bo-
goljubov, Tartakower, Reti, Mar6czy e Tarrasch. Si distinse anche,
come Pillsb ury, nella specialità del gioco alla cieca, e nel 1921 stabi-
lì un nuovo record giocando 25 partite simultanee.

Quando stava raggiungendo il vertice dei valori, un mortale attacco


cardiaco pose termine alla sua vita.

23
LA SCUOLA IPERMODERNA

Breyer fu intimo amico di Reti ed è difficile sta bili re quali delle


nuove idee che propugnarono appartengano all'uno o all'altro; ma
Breyer era più radicale e provocatore nella loro formulazione. So-
steneva che la mossa l. e4 era un grave errore (''dopo l. e4 il Bian-
co è in agonia''), e di conseguenza afferma va che il dominio del
centro doveva essere realizza to mediante pezzi, e con questo diede
grande impulso al gioco di fianchetto . Reti sosteneva priocipi iden-
tici, ma li esprimeva in modo più prudente e in termini di maggior
rigore scientifico. Non si deve dimentica re che Reti, per quanto de-
ceduto molto giovane, visse più a lungo e potè mat urare e valutare
meglio i suoi propri contributi.

Ad ogni modo, né la Scuola I permoderna, né la sto ria stessa degli


scacchi sarebbero quello che so no senza l'apporto di questo uomo
dalla mente acuta, deceduto in piena gioventù.
6
Bianco: G. Breyer 5
Nero: H. Havasi 4
Budapest, 1918
3
Apertura d4 - Irregolare

t. d4, Cf6
2. Cd2, ... a b c d e t 9 h

Breyer scandalizza i suoi contemporanei con questo genere di mos-


se. Oggi sarebbero considerate più o meno norm ali, benché senza
dubbio sia preferibilc la classica 2. c4.
8
7
•i •i i • •i .ti i •i
2. ..., d5
6
5 i

i
3. e3, Af5
4. c4, ...
4 ft
3
2 ft ft
1 ~ Jl, [1
Risposta corretta alla mossa precedente del Nero. a b c d e l 9 h

Ora si profila la minaccia Db3, facendo sentire la mancanza dell'al-


fiere di regina nella sua posizione originaria. ... .
4 . ... , c6 6
S. Cgf3, e6 5
6. Ae2, Ad6 4
7. eS, ...
3
2 ft
10
Breyer continua a sfidare le norme consolidate. a b c d e t 9 h

24
LA SCUOLA IPERMODERNA

Ora. chiude il gioco e prepara un'offensiva di pedoni sul fianco di


regma.
8
7
...
•t t .l • • t t •t
7.... , Ac7 6 t t
8. b4, Cbd7 5 ft t
(preparando la ro11w·a 9 . ... , e5)
9. Ab2, ...
4 it ft •
( Breyer toglie questa possibilità 3 1l fJ
e manliene il controllo centrale) 2 ft Jl l&. o ft ft
9...., Ce4 1
lll
a b c
~
d e t g
[l
h

Sarebbe sLato forse più corretto giocare 9... ., 0-0 e seguire con 10.
... , Te8.
8
7
-
...
•t t J. t i •t
!

10. Cxe4, dxe4


11. Cd2, Cf6
6
5
t
fs
t

i
12. g4!, ... 4

3
ft at
ft
ft l
- '-

Quando il Nero credeva di aver ottenuto un buon gioco e si appre- 2 ft .n._ ...- f) il. n it
stava a collocare un forte cavallo in d5, si vede improvvisamente
aggredito in modo violento sul fianco di re.
1 n tt12J [l
a b c d e t g h

E' naturale che questo stile barocco disorientasse i giocatori orto-


dossi del tempo.
8
7
•t t J. ... t j •
·-

12.... , Ag6 6 t J .1.


13. h4, h5
14. gxh5!, ...
5 li! 6
(deviando a tempo il cawlflo dalla casella
4 n il t 11
d5 e aprendo linee per le 1orri) 3 ft
14.... , Cxh5 2 ft rnJ _fì il. fi
1 n ~ '} n
a b c d e t g h

Non serviva 14.... , Axh5 15. Axh5, Txh5 16. Cxe4, ... 8
•t t J. ..
15. Dc2, Cf6 7 t
16. 0-0-0, ... 6 t t ti
(malgrado il gioco barocco, Breyer non ha 5 ft .1.
perso di rìsfa i principi essemiali, ed
esce dall 'apenura con Wl rhiaro
4 il ft t
vanraggio di s11iluppo)
3 lì
16.... , Af5 2 ft Jl ~ il. a
1 n
a b c d e t g h

25
LA SCUOLA IPERMODERNA

Havasi sembra disorientato dal gioco dell'avversario .


17. Tdgl, Rf'8
8
7
• i ..t •
18. hS, a5 6
(alla ricerca di qualche controgioco;
il Neto è stato superato strategicamente)
5 i il. ft fr
19. bS, cxb5 4 i
20. AxbS, Txh5 3 1!
21. dS!, ...
ft
Questo fortissimo tratto era prevedibile e viene eseguito al momen- 1 n
to opportuno. a b c d e f g h

Come Nimzowitsch e Reti , Breyer era un grande tattico.

21. ... , Txh1 7


• i

22.
23.
Txhl, Rg8
d6, Ab8
6

5 i Jb n
ft i
•.t
24. Cc4, ... 4 ~ i
3 ft
2 ft il. ~ ft
1 [1
Distruzione totale della posizione avversaria. a b c d e f g h

La strategia originale di Breyer ha ottenuto il successo più completo.


8 •• •
i fr t t
24 . ... , Aa7
25. Ad4, Tc8
26. f4!, ...
7
6 t..t _
5 i il.
(e ora, si prepara il matto; la minaccia 27. Dh2 è
realmente temibi/e)
4 ~ .n. t ft
26 . ... , Axc5 3 ft
27. d7!, ... 2 fr ~
1 _cl" [1
a b c d e f g h

Più precisa di 27. Dh2, ... contro la quale si poteva ancora giocare
27 .... , Ch7.
8 tt
7 i • t
27 . ... , Cxd7 6 t t
28. Dh2, f6
29. AxcS, Cxc5
30. Dh8 +, Rf7
5
4

.fJ t ft
J.

31. Ae8+!
3 ft
2 ft
1
Il Nero abbandona. a b c d e f g h

26
LA SCUOLA IPERMODERNA

Si chiama "Scuola lpermoderna" una corrente innovatrice che com-


pare nel mondo degli scacchi nella seconda decade del XX secolo .
l suoi promotori si caratterizzarono contestando alcuni dei principi
consolidati e accettati e proponendo nuove idee strategiche , ben-
ché non giungessero a costituire una vera e propria scuola, per le
notevoli differenze esistenti fra di essi. l tre rappresentanti emble-
matici .dell'lpermodernismo furono Gyula Breyer, morto in età anco-
ra giovanile, Richard Reti e Aron Nimzowitsch; giocatori del livello
di Bogoljubov, Grunfeld, Colle, Tartakower e lo stesso Alekhine
condivisero parzialmente i punti di vista della corrente, senza giun-
gere a integrarsi compiutamente in essa.

Richard Reti, il poliedrico


Poche personalità, per non dire nessuna, rivest.irono nell 'universo
scacchistico l' importanza di Richard Reti ; fortissimo giocatore, teo-
rico, incomparabile problemista, straordinario didatta e profondo
pensa t ore, la sua figura caratterizza un 'intera epoca e lascia la sua
indelebile impronta in tutta la storia del gioco.

Reti nacque a Pezinok, allora Ungheria (in seguito Cecoslovacchia)


nel 1889 e morì a Praga imprevedibilmente nel 1929, a 40 anni, vit-
tima di una scad a ttina.

Nella sua affascinante personali tà univa il rigore di una mente


scientifica al temperamento artistico e all'anticonformismo tipico di
un modo di vita da artista scapigliato; questa curiosa simbiosi diso-
• ~ • • o

nento non poco 1 suo1 contemporanei.

Eccezionalmente dotato, studiò fisica e matematica a Vienna, nel-


l'adolescenza e nella prima giovinezza, e contemporaneamente, sen-
za compromettere i suoi risultati accadem ici, freq uentava i caffè,
luoghi di ritrovo di artisti, avvicinando scrittori, musicisti - come
tanti scacchisti era un appassionato musicofil o -e pittori.

Qui sviluppò la sua forza scacchistica e strinse legami d'amicizia


con Gyula Breyer; la loro intelligenza e l'insofferenza verso gli
schemi tradizionali li portarono rapidamente a contestare i principi
consolidati e a cercare nuove idee strategiche.

La passione per gli scacchi prevalse su tu tti gli altri interessi intel-
lettuali, e al termine della Prima Guerra Mondiale Reti decise di
dedicarsi professionalmente al gioco.

Mentre partecipava ai vari tornei, scriveva diversi articol i di scacchi


su giornali e si dedicava alla composizione di problemi e studi scac-
chistici, divenuti celebri.

27
LA SCUOLA IPERMODERNA

Così come Breyer, sviluppò ampiamente la capacità di giocare alla


cieca, e nel 1925, a San Paolo, batté il record del suo defunto ami-
co giocando con tale limitazione 29 partite simultanee.

l suoi risultati in torneo furono notevoli: primo a Kaschau, 1918,


davanti a Vidmar e Schlechter; primo a Goteborg, 1920, davanti a
Ruhinsteìn e Bogoljubov; primo a Teplice, 1922, superando Grun-
fcld e Rubinstein e pareggiando con Spielmann; secondo a Morav-
sk~t Ostrava, 1923, dietro a Lasker e davanti a Grunfeld, Bogolju-
bov c Rubinstein; quinto a New York, 1924, dietro a Lasker, Ca-
pablanca, Alekhine e Marshall e superando, fra gli altri, Bogolju-
bov, Tartakower, Maròczy e Janowsky (in questo torneo interrup-
pe l'invincibilità di Capablanca, superandolo in una bella partita
quando il cubano da otto anni non conosceva sconfilte); primo a
Brno, 1928 facendo patta con Saemisch.

Fu campione di Cecoslovacchia nel 1925 e difese la prima scacchie-


ra del suo Paese nelle Olimpiadi del 1927, ottenendo il premio per
il miglior risultato in questa posizione.

Questa intensa attività non gli impediva di scrivere, dare esibizioni


e proseguire nella ricerca teorica. Nel 1922 pubblicò il libro Nuove
idee negli scacchi che produsse una forte impressione per l'eterodos-
sia di alcune sue tesi, e che fu rapidamente tradotto in varie lingue.
Ma la sua opera più importante fu l grandi maestri della scacchiera,
una storia didattica degli scacchi, opera classica e sempre attuale,
sulla quale hanno imparato a giocare generazioni di scacchisti. La
profondità con la quale Reti dimostra di comprendere gli aspetti
più complessi della strategia scacchistica, assieme all'incomparabile
chiarezza didattica delle spiegazioni, fanno di questo libro un ele-
mento fondamentale nell'insegnamento del gioco.

Esiste in lingua spagnola un'altra notevole opera di Reti , edita con


il titolo Curso cientifìco de c~jedre::. (Corso scientifico di scacchi); si
tratta della compilazione di una serie di conferenze tenute dall'auto-
re a Buenos Aires, poco tempo prima della sua morte. Benché non
sia stato scritto direttamente da Reti , tutto il testo è animato dalla
sua inconfondibile capacità dì spiegare in modo chiaro e semplice le
cose più difficili. Come pensatore, Reti, il quale comprese come nes-
sun altro i principi che erano alla base della teoria classica degli
scacchi, contestò la validità - o talora la validità assoluta - di alcuni
di questi principi, apportando idee nuove e innovative, che furono
di stimolo anche a quelli che non si sentivano di condividerle.

Di tutti i suoi contributi, il più importante fu senza dubbio l'idea


che i centri classici, occupati da pedoni fissi, presentavano tanti
vantaggi quanti inconvenienti, e che il dominio delle caselle centrali
mediante pezzi che agiscono da lontano poteva essere un fattore
strategico della massima importanza.

28
LA SCUOLA IPERMODERNA

Il suo famoso sistema di apertura, ancora in vigore, che si basa sul-


lo sviluppo di entrambi gli alfieri in "fianchetto", è fondato su que-
sta idea strategica, e con essa Reti ottenne alcuni straordinari suc-
cessi (le sue partite contro R ubinstein a Carlsbad, 1923 e contro Bo-
goljubov a New York nel 1924 - quest'ultima premio di bellezza -
sono due esempi notevoli).

Uno degli aspetti più curiosi della ricca personalità di questo insi-
gne maestro fu la sua tendenza, di stampo romantico, a contraddire
in alcune partite i suoi stessi principi.

Dopo avere sostenuto che la mossa l. e4 non è del tutto soddisfa-


cente (giunse persino ad affermare che tuttavia ogni mossa di pedo-
ne comportava una debolezza), adottò con frequenza questa stessa
apertura, con cui ottenne alcuni notevoli successi (come nel caso
della partita contro Max Euwe, che cominciò con l. e4, e5 con Reti
che giocava con il Nero, o del gambetto di Re, che gli diede la vit-
toria contro Flamberg, ad Abbazia nel 1912).

Il fatto è che in fondo, malgrado il rigore scientifico del suo pensie-


ro, Reti ebbe sempre una visione artistica del gioco. E il suo scopo
ultimo era creare bellezza.

Reti fu un uomo incantevole, colto e capace di destare una straor-


dinaria simpatia; il prototipo dell'ebreo raffinato e spirituale. Non
parlò mai di sé e lasciò il più gradevole dei ricordi. La sua morte
fu considerata una tragedia nel mondo degli scacchi, che perdeva
con lui una delle menti più originali e creative.

Nei suoi diversi aspetti di giocatore, pensatore, teorico, problemista


e didatta diede, nella sua breve vita, un contributo al progresso de-
gli scacchi così fecondo come forse nessun altro personaggio è riu-
scito a realizzare.

Bianco: Reti
Nero: Belgrano Rawson
8
7
• • J. •
i i

Buenos Aires, 1927 6 i
Caro-Kann 5
4
l. e4, ...
3
( Reti tl}fem/Gl'a e/te quesw mossa non è soddi.~{acente;
l/Ili 11011 si deve mai chiedere coerenza a un poela) 2 ft tl ft ft
1...., c6 1 )]
2. d4, d5 a b c d e f g h
3. Cc3, dxe4
4. Cxe4, Cf6

29
...... Milan Vidmar PARTITE
(1885- 1962)
Un illustre dimenticato
Partita giocata a Berlino, 1918

Bia11co: Rubinstein
Nero: Vidmar

Milan Vidmar ru contempo- 3. dxe5, Cg4


Forse ciò che impedì a questo raneo di grandi geni della 4. Af4, Cc6
Gran Maestro sloveno di essere scacchiera oggi da tutti rico- 5. Cf3, Ab4 +
uno dei più seri candidati a un ti- nosciuti: Alekh ine, Capa- 6. Cc3, ...
tolo mondiale fu che, a differen- bianca, Nimzowitsch, Reti,
za della grande maggioranza Ru binstein, Tartakower e Contro 6. Cbd2, ... segue 6.
dei suoi contemporanei, non fe- molli altri. Invece, questo ... , De7 e il Nero ricupera
ce degli scacchi la sua unica at- eccellen te maestro iugoslavo subito il pedone. Ma il
tività. Vidmar era ingegnere è molto meno noto dei suoi Bianco s'impegna nella sua
elettrotecnico e decano dell'U- coetanei, malgrado abbia ot- difesa.
niversità di Lubiana e in queste tenuto significative vittorie
attività profuse le sue energie contro quasi tutti loro, e 6. ... , De7
considerando gli scacchi un'at- qualche volta li abbia prece- 7. Dd5, Axc3 +
tività sostanzialmente seconda- duti nel tabellone dei tornei. 8. bxc3, Da3
ria. Malgrado ciò, durante una E' giusto ricordare in questo
ventina d 'anni fu considerato
fra i sei migliori scacchisti del
mondo.
ambito il suo nome, che si
era guadagnato tanto rispet-
to fra i suoi colleghi.
8
7
•i t J..i t t i
•t
Nato a Lubiana, ancora molto
giovane si trasferì a studiare
Qui viene ripo rtato un esem-
pio della sua geniali tà. Un
6

5
• ti' ft,
nella capitale austriaca. Ven -
tenne, ebbe l'occasione di pren-
der parte a una grande compe-
successo me.morabile con tro
uno dei migliori scacchisti
della prima metà del secolo.
4

3
ft
...ft il .n.
~

tizione a Barmen (Wuppertal)
2 ft i! ft i!
nel 1905, cui seguirono i tornei l. d4, Cf6
2. c4, eS
1 n ,Q. n
di Vienna (1907) e Carlsbad a b c d e l 9 h
(1907).
Di Vidmar si può dire che non Un anno prima di questa
conseguì tanti successi come partita, i maestri ungheresi Attualmente si preferisce la
gli altri grandi maestri del tem- Abonyi, Baratz e Breyer in- mossa 8. ... , f6. Ad ogni mo-
po. Poche volte vinse un primo ventarono questo sistema do, è dubbio che l'attacco
premio nei tornei di massimo li- che ha come obiettivo l'at- iniziato da Vidmar avrebbe
vello, ma tuttavia si mantenne tacco alle caselle nere del avuto successo se il Bianco
invariabilmente nei primi posti, centro, indebolite dalla spin- si fosse difeso con maggiore
quasi sempre classificandosi al ta c4, sistema che ricevette il a tlenzione.
terzo posto, nelle competizioni nome di gambetto Budapest.
contro i giocatori più forti. Que- Vidmar collaborò allo svi- 9. Tcl, f6
sta regolarità è indicativa della luppo della variante. l O. exf6, ...
~~~~ momento
l,;
0~a~eme~~~qua~~~ ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~d
nelle partite, e della r

30
,

FAMOSE
Non è preoccupante per il Ne- 16.... , Txf4!!
ro l O. e6, dxe6! 11. Dh5 + , g6 17. exf4, Af5!
12. Dxg4, e5, ricuperando il 18. Db2, Te8
.
pezzo con vantaggw.
I l continuo gioco di scoper-
10.... , Cx f6 ta obbliga il re bianco a met-
11. Dd2, d6 tersi in una posizione ogni
12. Cd4, 0-0 volta più sgradevole. Ora se
13. e3, ... 19. Rdl , Cg3! 20. hxg3 ,
Te l + + . Veduta di San Sebastiano; in
8 • .t 19. Rf3, Cd2 +
questa bella città basca Vidmar
conseguì il miglior risultato della
7 t t t 20. Rg3, Ce4 + sua carriera (secondo, a solo
6 ~ t • mezzo punto da Capablanca e a
I l Nero esegue una ripetizio- pari punti con Rubinstein, nel
5 torneo del 1911).
ne di mosse allo scopo di
4 ft fJ
3 ... fi ft
guadagnare tempo al suo
orologio. Dopo 21. RfJ , ...
calma scientifica con cui gioca-
va i suoi incontri.
2 ft -e ft ft segue 2l. ... , h5 22. h3, h4! Queste caratteristiche lo rende-
1 ..fz.J Jl n con vittoria immediata (23 . vano un avversario temibile an-
a b c d e f 9 h g3, Cd2 + 24. Rg2, Ac4 + ). che per i giocatori considerati
Ma R ubinstein sceglie per il più qualificati.
suo re una casella ancor più Probabilmente, il suo maggior
Ecco l'errore decisivo della infelice: successo fu condividere il se-
partita. E' possibile che con condo posto, alla pari con Ru-
13. f3 e poi e4 il Bianco rag- 21. Rh4, Te6! binstein e solo mezzo punto
giunga una partita più che 22. Ae2, Th6 + dietro a Capablanca, nel torneo
gioca bile. Il lettore non si 23. Ah5, Txh5 + di San Sebastiano del 1911.
perda la maestria con la 24. Rxh5, Ag6 + Notevoli risultati ottenne anche
quale Yidmar giustizia il suo a Londra, 1922, dove giunse
illustre avversario, che in
•t
terzo dietro Alekhine e Capa-
ogni momento manca di va- 8
bianca e davanti a Rubinstein e
lide vie d' uscita. 7 i t i t Bogoljubov, e ad Hastings,
6 i .t 1926, primo posto condiviso
13. ... , Cxd4
14. cxd4, Ce4!
5 ... ft il
<[; con Alekhine. A Semmering,
1926 tornò a superare Rubin-
15. Dc2, ... 4 ~ fi stein e Nimzowitsch e risultò
( !l Bianco si 1•ede costreflo ad abbaii- 3 battuto solo da Spielmann e
donare la diagonale) 2 ft ~ i! il i! Alekhine.
15.... , Da5 +
16. Re2, ...
1 n n Dopo la Seconda Guerra Mon-
diale ridusse molto la sua parte-
'

a b c d e f 9 h
cipazione ai tornei, e a partire
Contro 16. Rdl, ... il Nero dal 1950 cessò praticamente di
prosegue l'attacco nel se- E contro qualsiasi ritirata giocare. Rimangono talune
guente modo: 16.... , Af5 17. del re seguirà inappellabil- autobiografie in cui si possono
Ad3, Cxf2 +! mente Dh5 + + . ammirare alcune delle sue mi-

~~~~~~~~=~~~~~~~~~~=~~~~~~=~~ di
u g~ripa~emo~pro~ni
suoi contemporanei.
~~

31
LA SCUOLA IPERMODERNA

Una delle linee più interessanti della Caro-Kann. Le alternative so-


no 4 .... , Af5 e 4 .... , Cbd7. s i6..l•t.t.
7 t t t i t
5. Cg3, ... 6 t •
5

In una celebre partita contro Tartakower, Reti giocò qui 5. Dd3, ...
e vinse in modo spettacolare grazie al gioco temerario del suo gran-
de rivale: a b c d e f g h

5.... , eS 6. dxe5, Da5 + 7. Ad2, Dxe5 8. 0-0-0!, Cxe4? 9. Dd8 + !!,


Rxd8 lO. Ag5 + , Rc7 11. Ad8 matto!
8
7
I6i
i t
•t i •
J.
t
5. ... , eS 6 6
5

3 ~
2

1
ft ft ft
[ll ~
fi
Jì.
_&3 [l
Il Nero ottiene così un gioco libero. a b c d e f g h

Ma l'apertura prematura del gioco non giova alla sua causa.

6. Cf3, exd4
8

7
•t t 6..l
•t i • i
7. Dxd4, Dxd4
8. Cxd4, AcS
6

5
i
J.

4

2 ft il. ft JLft
Apparentemente il Bianco non ha ottenuto nulla dall'apertura; ma 1 Jì. [l
Reti ha mirato lontano, alla casella d6 . a b c d e t g h

Il Nero avrebbe dovuto giocare, più cautamente, 8 .... , Ae7.

9. Ae3, CdS
8
7
•i 6 ..l
i
• i
10. Ce4, Cxe3 6 i
11. CxcS, Cxfl 5
12. Txfl, ... 4

3
Questa scaramucòa semplificatrice ha lasciato il Nero con una po-
sizione leggermente inferiore per il ritardo di sviluppo e, fondamen- 2 ft ti ft
talmente, per la mancanza dell 'alfiere camposcuro, che lascia la ca- 1 [l
sella d6 in mano al Bianco. a b c d e f g h

32
LA SCUOLA IPERMODERNA

Per sfruttare questo vantaggio tecnico occorreva il gioco di un vir-


tuoso , e Reti lo era.
8 • 6 J..
7 t
12. ... , b6 6
13. Ce4, 0-0 5
14. 0-0-0, eS 4
1S. CbS, ...
3

'
Entrambi i cavalli bianchi puntano su d6. E così grave? a b c d e f g h

La continuaz·ione lo dimostra eloquentemente.

1S . ... , Ca6
••
t *t
16. Ced6, Ae6
17, f4!, ...

1
E si mettono in luce, subito , le debolezze della posizione nera. a b c d e f g h

La minaccia fS non lascia molte scelte.

17 . ... , g6 7
•t .
18. h3, hS
(con !'oHia inten; ione di prevenire
6
• i
~
rfJ J..
11
t
i
19. g4 e 20. /5 )
19. Tf2, Rg7
5

4 *
20. fS!, ... 3 11
2 ft il
In questo modo si decide strategicamente la partita, senza che sia 1
intervenuto alcun notevole errore da parte del Nero. a b c d e f g h

Ora la posizione dei pedoni del Nero è distrutta.


8 •

20 . ... , gxfS 7 t
21. CxfS +, Rg6
{se 21 . .... Ax/5 22. Txf5, Rg6 5
23. Tdf'J. Tad8 24. Tj6+ . Rg7 25. Cd6 . ... 4
w n posi:ione dominante )
3
22. Cbd6

1
La casel la-trampolino continua a produrre effetti. a b c d e f g h

33
LA SCUOLA IPERMODERNA

Ora si realizza un attacco diretto sul re.

22. ... , Tad8


8

7 t
• • •
t ~
23. Ce7 + , Rg7 o" t ~ i. _t
24. g4!, ... 5
(effe/l ivi conii·o il re) 4
24.... , hxg4
3
25. hxg4, Cc7
(ovviamente non 25 . .. ., Axg4 26. Tg/, ...
con vantaggio)
26. Tfd2, Rf6 a b c d e

Si minacciava 27 . Cf5 + , ... con possibile vittoria.

27. Cc6, Ta8


8

7
• • t a
28. Tfl +, ... 6 fJ i.
( ttssaftojìnale: il Nero è perduto) 5
28.... , Rg7 4
29. Cf5 + , Rg6
3
(se 29 . ..., Axf5 30. gx/5 , ... e il re
non ha un punto do1'e rifitgiarsi) 2 ft n ft n
30. Ce5 +, Rg5 1
.fiJ n
31. Cd6!, ... a b c d e f g h

Sempre la casella fatale; ora cade il pedone fl.

31. ... , f6
8

7
•t ••
32. Ce4 +, Rh6 6 t i.
33. Cxf6, ...
(guadagnando materiale e minacciando 34. Th2 +
e matto)
5

4
t
• ~ ft fj

3
33.... , Rg7
34. g5, Cd5 2 ft ft ft n
35. Th2, Th8 1 lfr_ n
36. Ch5 + , Rg8 a b c d e f g h
37. Tfhl!

Il N ero abbandona. Una partita di straordinaria ricchezza.

Richard Reti fu uno degli scacchisti più importanti della storia nelle
sue molteplici dimensioni di giocatore, teorico, compositore e didat-
ta. Dei suoi altissimi contributi all'evoluzione e diffusione del gioco
restano validi i bellissimi studi , alcune originali idee strategiche
(specialmente il dominio del centro mediante pezzi e da lontano) e
un libro ancora oggi perfettamente valido per l'incomparabile chia-
rezza, l grandi maestri della scacchiera.

34
LA SCUOLA IPERMODERNA

Aron N imzowitsch, il rivoluzionario

Aron Jsayevitc Niemzowicz (o Nimzowitsch) fu l'autentico paladi-


no della Scuola Ipermoderna, quello che ha lasciato l'impronta più
profonda nella successiva evoluzione degli scacchi.

Nato a Riga, Lettonia, nel 1886, trascorse la maggior parte della


sua esistenza in Danimarca, dove morì nel 1935. Come molti bam-
bini ebrei, apprese il gioco dal padre nella prima infanzia, e gli de-
dicò tutta la vita. La sua importanza come giocatore, che fu note-
vole, è tuttavia superata dall'importanza della sua opera rinnovatri-
ce consacrata in un libro fondamentale: lf mio sistema.

Scapolo, nevrotico e misantropo, il suo cattivo carattere era prover-


biale e gli procurò molte antipatie. La sua estrema tensione nervosa
influì frequentemente sui suoi risultati, ma anche così questi furono
notevoli: terzo a Ostenda, 1907, dietro a Bernstein e Rubinstein;
terzo ad Amburgo, 1910, dietro a Schlechter e Duras; secondo, fa-
cendo patta con Spielmann, a San Sebastiano, 1912, dietro, Rubin-
stein; primo a Marienbad (Mariimské Lazne), 1925, facendo patta
con Rubinstein; primo a Dresda, 1926, davanti ad Alekhine; primo
a Londra e a Bad Niendorf, 1927; primo a Berlino, 1928; primo a
Carlsbad, 1929 davanti a Capablanca; primo a Francoforte, 1930.
Si classificò molto bene in altri forti tornei, come il Berlino 1928
(un torneo diverso da quello vinto nello stesso anno e nella stessa
città), dove risultò secondo dietro Capablanca.

Solo il cubano e Alekhine, in quell'epoca, potevano vantare una


migliore performance globale.

Il gioco di Nimzowitsch produsse a quel tempo molta impressione;


apparentemente giocava contraddicendo principi che si ritenevano
essenziali, e tuttavia vinceva, e non solo per la sua grande abilità
tattica, ma anche per la correttezza con cui impostava i suoi bizzar-
ri concetti strategici.

Personalità polemica e narcisistica, si considerava un rivoluzionario


su tutta la linea, e sostenne aspre polemiche, non prive di insulti,
con alcuni illustri difensori della scuola classica, in particolare con
Alapin e Tarrasch. Nimzowitsch sistematizzò e spiegò i suoi nuovi
principi in tre opere decisive: Il blocco, del 1925, !l mio sistema, del-
lo stesso anno, e La pratica del mio sistema, del 1929.

In queste opere l'autore, con una prosa ricca e mordace, espone i


suoi punti di vista innovatori circa la strategia scacchistica e impie-
ga una serie di espressioni di alto valore didattico, che contribuiro-
no non poco a diffondere le sue idee. Il narcisismo di Nimzowitsch,
a volte insopportabile, può indurre in chi legge i suoi libri la con-
vinzione che il gioco degli scacchi sia nato con lui, e che tutto quel-

35
LA SCUOLA IPERMODERNA

lo che si sapeva fino allora fosse sbagliato. In realtél, molte delle


idee che presentava come proprie si incontravano già in partite di

Stcinitz o Cigorin (ricordare la celebre partita di blocco che questi
vinse co ntro Lasker).

Ma al di là dei suoi eccessi, Nimzowitsch aveva ragione di conside-


rarsi un rivoluzionario. Anche le idee che non erano di sua inven-
zione furono sviluppate c applicate da lui con estrema audacia, e
misero in discussione molti concetti consolidati.

Studiò a fondo il tema del blocco, che fino allora nessuno aveva
applicato come lui: diede estrema importanza al gioco centralizza-
lo, crea ndo espressioni come "sentinella'' o "posto avanzato", che
oggi sono di uso generale; partendo da questi principi, studiò le
aperture da un'ottica totalmente originale, e la sua opera si è tra-
dotta in una quantità
.
di lince che portano il suo nome e che si gio-
cano ancor ogg1.

Alcuni suoi concetti risultavano quasi incomprensibilì ai suoi con-


temporanei tenacemente ancorati agli schemi allora in auge; diceva.
ad esempio, che nella Francese (l . e4, e6 2. d4, dS), giocando 3. eS,
l'attacco del pedone c4 al pedone dS veniva trasferito al pedone e6,
il che provocò, commenti burleschi di Alapin. [n rea ltà, Nimzo-
witsch aveva ragione, poiché partiva dal principio che per attaccare
un punto bisogna prima bloccarlo ("frenare, bloccare e poi distrug-
gere"); in questa ottica, la mossa 3. eS blocca il pedone e6 e minac-
cia di distruggerlo mediante f4-fS.

Il pensiero di Nimzowitsch era, in questo come in altri punti, trop-


po avanzato per molti scacchisti del suo tempo.

Il gioco attua lmente praticato ha risentito in modo considerevole


delle idee e dei contributi di Nimzowitsch, forse in misura maggiore
che non per ogni altro maestro. eccetto Steinitz.

Come si verifica spesso per i grandi innovatori, l'iconoclasta finì


con il trasformarsi in dogmatico delle sue proprie innovazioni, che
talora portò a estremi eccessivi, una condotta che gli procurò non
pochi dispiaceri e inimicizie.

Naturalizzato danese dopo la Prima Guerra Mondiale, visse in soli-


tudine a Copenhagen, considerandosi incompreso e ingiustamente
attaccato; morì dì polmonite dopo tre mesi di agonia.

Le sue espressioni, potentemente descrittive, hanno arricchito il les-


sico del gioco tanto quanto le sue idee: così si parla ormai
abitua lmente di "pedoni sospesi", "mossa misteriosa di torre" (la
torre si colloca in una colonna chiusa), o "profilassi", senza che si
ricordi, in generale, il loro autore.

36
LA SCUOLA IPERMODERNA

Altri suoi delli celebri, "vale più la minaccia che l'esecuzione" die-
dero luogo a un aneddoto di dubbi a autenticità, ma in ogni caso
molto gustoso.

Erano proverbiali i sigari che fumava Lasker, tanto quanto l'odio


di Nimzowitsch per il tabacco~ si dice che una volta, prima di ini-
ziare una partita fra di loro, Nimzowitsch chiese cortesemente a
Lasker di astenersi dal fumare durante il gioco. Questi accettò gen-
tilmente, ma a metà del gioco tirò fuori uno dei suoi celebri siga ri
e, senza accenderlo, cominciò a giocherellare con esso. " Maestro'',
disse Nimzowitsch nervoso, "mi aveva promesso che non avrebbe
fumato". "Non sto fumando. maestro" rispose Lasker con un sorri-
so. ''Ma lei tiene in mano il sigaro e ciò mi rende nervoso" protestò
Nimzowitsch; "infatti, maestro" sentenziò Lasker sornione "come
vede, la minaccia vale più dell'esecuzione".

l/mio sistema è un o dei cont ributi fondamentali all'evoluzione degli


scacchi; la sua lettura è indispensa bile per chi vuole realizza re pro-
gressi nel gioco. Ma conviene non cadere nell'errore di molti dilet-
tanti c non leggerlo estemporaneamente.

Questa grande opera di Nimzowitsch deve essere letta dopo i gran-


di testi degli scacchi classici. poiché se non si sono compresi i prin-
cipi di Steinitz c Tarrasch. non si può capire completamente l'im-
portanza delle innovazioni del grande pensatore lettone.

Un precursore degli scacchi odierni


Aron Nimzowitsch fu uno dei grandi innovatori degli scacchi del XX
secolo; svilu ppò e modificò molti dei grandi principi consolidati ed
espose in modo magnifico le sue idee nella grande opera Il mio si-
stema, indispensabile per chi aspiri a divenire un maestro negli
scacchi.

37
ESERCIZI 88

Esempio 1 3 .... , Axg2+! forte contrattacco. L'ultima


4 . Rxg2, Df2+ mossa del Nero era stata
5. Rh3, ... Cxd5, catturando un pedone
8 •
.....
......,
ti' (5. Rh1, Df3 matto) in quella casella; se 1. Txb2,
7 • t i 5 .... , Df3+ ... il Nero risponderebbe 1 .... ,
6. Rh4, Af2+ Axc3, con vantaggio decisivo.
5 7. Rg5, h6+ Ma il difetto di sviluppo del
8. Rf5, Dh5 Nero permise al gran maestro
4
cecoslovacco di introdurre
3 una delle sue famose
2 ft fr fr combinazioni . Il sacrificio
1
8 tt "immortale" delle due torri dà
a b c d e f 9 h
7 t i t • t la vittoria al Bianco.
6
Muove il Nero 1. Cxd5! , Dxb1+
5
2. Rf2, Dxh1
4
La posizione del diagramma 3. Axe7, ...
si è verificata in una partita fra 3 l (Chiuso nel mezzo della
l
Max Euwe e Richard Reti. 2 fr fi fr scacchiera, il re nero è alla
Questi, che giocava con il 1 l] mercé delle forze bianche; è
Nero, fronteggiava gravi ~~==~~~~~ minacciata 4. Oe3)
a b c d e f 9 h
problemi per la minaccia del 3 .... , d6

Bianco 1. De8+. Tuttavia , E matto. 4. Axd6, Cc6
un'inattesa manovra tattica gli 5. Ab5, Ad7
permise di ottenere la vittoria. 6. Axc6
Vediamo come Reti continuò Esempio 2
la partita. La cattiva posizione
della regina bianca permette
al Nero di introdurre una
8 •
7 t i • J. ~,
t
combinazione vincente. 6 i
6 5
1. ... , Ah3!
5 4
2. Dxa8, Ac5+
3. Rh1 , ... 4 3
(3. Ted4, Axd4 e matto alla 2 fr
3 t!J JL ~
seguente)
2 ft • fr ~ ft n 1
a b c d e 9 h
1 l] jJ_ IJ f

a b c d e f g h (Il Bianco vince.)

Muove il Bianco

Altro splendido esempio


dell'immaginazione di Reti, e
ancora contro Euwe. Reti
aveva giocato debolmente
l'apertura, ed Euwe trovò
l'occasione di sviluppare un

38
ESERCIZI . 88

Problema 1 Problema 3 Problema 5

8
7
8
7 7 i
•i
5
i i
{7
6
5 i f:J
6
5
i
• '*'
4 4 4

3 3 [1 ~ 3 il
2 2 i ft 2 ft fi ft ~ ft ft
1

a b c d e t g h
1
a b

c d e f g h
1
a b
lij n
c d e t g
n
h

Muove il Bianco Muove il Bianco Muove il Bianco

Uno dei geniali studi di Reti , Sempre Reti; il Bianco muove Un celebre finale di
variazione di uno precedente e vince. li lettore non deve Nimzowitsch, che giocava con
(e ancora più bello) , che il lasciarsi ingannare il Bianco contro Alapin, in una
lettore già ha conosciuto in dall'apparente semplicità dello partita con molta tensione per
questo Corso. Il Bianco studio; come aiuto diciamo la polemica teorica che i due
muove e fa patta. che Reti, nel comporre questo maestri avevano intavolato
studio, intese rinchiudere una sulla difesa Francese . Esiste
regina nel centro matematico. un elegantissimo tratto.
Problema 2

Problema 4 Problema 6
8

• 8
7
8
7
• •ft
4
6 6 i t • i
i i fJ
3
2
5
4 . fJ
5
4 J. ft ft '*'
1
3 i 3 ft e-
a b c d e t g h
2

1
• '*'
2

1
ft
n
a b c d e f g h a b c d e t g h
Muove il Bianco .
Muove il Bianco Muove il Bianco
Un'altra delle grandi creazioni
di Reti nel campo degli studi ; Altro studio di Reti; il Bianco Altra dimostrazione del genio
il Bianco ha due pezzi di
.
muove e vmce. tattico di Nimzowitsch, che
vantaggio , ma i pedoni del Apparentemente è molto giocava con il Bianco contro
Nero minacciano la semplice, poiché 1. Cc3 Anton Olson. Con poche
promozione. Il Bianco muove guadagna la regina del Nero; mosse energiche forza il
.
e v1nce . ma le apparenze ingannano. matto.

39
SOLUZIONI 88

Soluzione 1 promozione e creare una rete Dd4+, Rf3 10. Dd5+) 9.


di matti: 1. AfS+, Rd6 2. Db2+!, Rd3! (e tornano gli
1. Rg6! , Rb6 Td4+ , Re7 3. Te4+ , Rd8 4. stalli) 10. Da3+ , Rd2 (o e2)
2. Rxg7, fS Ad7!! , ... (uno splendido 11.Da2+, Rd312. Cb2+, Re3
3. Rf6, f4 tratto; se ora 4 ... ., Rxd7 5. 13. Cc 4+, Rf3 14. C eS+ e si
4. ReS, f 3 Txe3 e non c'è stalle) 4 .... , guadagna la regina.
5. Rd6 e1=D 5. AbS e 6. Te8 matto.

E patta perché il pedone di Soluzione 5


torre non riesce a vincere. Soluzione 3
1. Af6!!, Dxf6 2. The1+, Ae7
La prima impressione è che 3. Axc6+, Rf8 4. Dd8+!,
con 1. Txc1, dxc1 =D 2. Cb3+ Axd8 5. Te8 matto.
il Bianco vinca facilmente, ma

* è un miraggio. 1. Txc1,

•t
dxc1 =C! e patta . Questo
primo bel particolare
8

7
J..1 IJ t
t

*t
contiene, tuttavia , la chiave
della soluzione: 1. Tc21, d1=D
6

5
t ~ ..
2. Txc1! (ora sì ; la regina si
ritira nell'unica casella in cui 4
1
non è catturata 3
immediatamente) 2 .... , DdS+
3. e4, DeS (ancora una volta
2 ft n ft
1 [1
Se 1.... , h5 2. Rxg7! , h4 3. unica) 4. Ta1+! E che il Nero
a b c d e l g h
Rxf6 , h3 4. Re6 e patta , come catturi, o meno, la torre, la
nell'altro famoso studio del regina è perduta.
compositore. Se 1. Rg6, Rb6 Soluzione 6
2. Rxg?, h5 3. Rxf6 h4 4 . Re5!
o

e patta. E notevole che con Soluzione 4 1. Df41 1 Rh6 2. Ce6+ l exf4 3.


due pedoni netti di vantaggio Ag7 matto.
il Nero non possa vincere . Dopo 1. Cc3+, Ra1! la regina

Soluzione 2
del Nero non può essere
catturata per i problemi di
stalle. La soluzione sta
8
7
• • .n.
~ t
appunto nell'evitare questi 6 t •
*t fJ t •
La semplicità della posizione è
solo apparente ; se 1. Ac6+,
problemi , che si ripetono
notevolmente come mezzo di
difesa: 1. Cc3+, Ra1! 2.
5
4 .!. ~ ~ t

Rd62 . Td4+, Re53 . Te4+ , Rd6
4. Txe6, e1 =D e patta per Da4+, Rb2 3. Da2+, Rc1
3 ~
stalle. Se1 . Af5+ , Rd6 2. Td4+, (torna il problema dello stalle; 2 ~ Ab
Re?! 3 . Te4+, Rd8 4. Txe3 , la regina è tabù) 4 . Db1+, [1 [1
e 1=D e patta un'altra volta. La Rd2 5. Db2+ , Re1 (sinfonia di a b c d e f g h
soluzione sta nel permettere la stalli) 6. Dc1+, Rf2 7. Cd1+,
Rf3 (chiaramente l'unica;
qualunque altra mossa perde
la regina e non c'è sta Ilo) 8.
Dc3+, Re2 (8 .... , Re4 9.

40
La biografia di Alexandr Alekhine, quarto campione del
mondo, è già stata tracciata nel corso di questa opera; nella
presente unità commenteremo per esteso uno dei grandi Alexandr Alekhine,
avvenimenti della storia degli scacchi: la disputa del campione del
Campionato del Mondo, svoltasi a Buenos Aires nel 1927, mondo
• Le condizioni del
fra l'allora campione José Raul Capablanca e lo sfidante
match. "Il protocollo
Alexandr Alekhine. di Londra"
• Il campione
• Lo sfidante
• L'ambiente prima
del match
• Le partite
Partite famose
• Sacrificio intuitivo
(Margate, 1938)
Esercizi
• Partite illustrative
,
Ione

Jl match per il Campionato del Mondo disputato con José Raùl


Capablanca costituisce l'acme della carriera scacchistica di Ale-
xandr Alekhine e uno degli eventi della storia degli scacchi per la
fama di imbattibile che si era conquistata il giocatore cubano.

L'incontro ebbe luogo, dopo difficili negoziati, a Buenos Aires dal


16settembreal28 novembre 1927.

Le condizioni del match. " Il protocollo di Londra"


Quando Capablanca conquistò il titolo, sembrava che non esistesse
nessuno al mondo capace di batterlo. Questa impressione fu confer-
mata, durante l'anno seguente, dalla impressionante vittoria nel
torneo di Londra del 1922, in cui non perse neppure una partita.

Fu in quel torneo che iniziò la rivalità con Alekhine, che si classifi-


cò secondo, anch'egli imbattuto, ma con un punto e mezzo in me-
no. Fino a quel momento fra i due si erano avute relazioni amiche-
voli; durante il torneo di San Pietroburgo del 1914, entrambi ave-
vano congiuntamente ana lizzato varianti da impiegare nel torneo
stesso. La rivahtà, tuttavia, non fu dovuta al risultato del torneo di
Londra, ma alle clausole praticamente dettate da Capablanca per
la disputa del Campionato del Mondo, clausole che dovettero esse-
re accettate da Alekhine, Bogoljubov e Vidmar.

Fu durante il torneo di Londra del 1922 che Capablanca fece cono-


scere le condizioni che avrebbe ro regolato le future competizioni in
cui avrebbe messo il titolo mondiale in palio.

42
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

11 ''protocollo di Londra'' stabili va i seguenti punti:

l) Il match per il Campionato del Mondo sarebbe sta to giocato fi-


no a raggiungere sei vittorie; le patte non avrebbero contato.

2) Si sa rebbe giocato cinque ore al giorno per sei giorni alla setti-
mana.

3) Sarebbero state giocate fino a quaranta mosse in due ore e mezza.

4) l gi udi ci e gli arbitri sa rebbero stati nominati dai contendenti.

5) Il campione del mondo sarebbe stato obbligato a difendere il ti-


tolo nel termine di un anno, a partire dal momento in cui fosse
sta t o sfida l o.

6) Il campione non sa rebbe stato obbligato a mettere il titol o in pa-


lio se la ''borsa" non avesse raggiunto i diecimila dollari , spese
di viaggio e di soggiorno a parte.

7) 11venti per cento della borsa sa rebbe stato assegnato in anticipo al


campione; del rimanente. il sessanta per cento sa rebbe spettato al
vincitore delrincontro e il quaranta per cento al perdente.

8) Se il campione avesse accettato la sfida, lo sfidante avrebbe do-


vuto depositare una cauzione di cinquecento dollari .

Il campione
Dopo aver conquistato il titolo mondiale, Capablanca aveva ottenu-
to soltanto il successo di Londra nel 1922, che abbiamo già ricorda-
to , c le delusioni di New York, 1924 e Mosca, 1925, mentre il torneo
vinto a Lake Hopatcong nel 1926 non fu di grande importanza.

Ma nel grande torneo di New York del 1927 Capablanca ottenne


uno dei gra ndi successi della sua carriera. Vinse il torneo preceden-
do di due punti e mezzo Alekhine, e risultando primo in tutti i pic-
coli match, dato che si giocava a quattro turni.

Tuttavia, questa impressionante vittoria, ottenuta senza perdere


una partita c avendone vinta una deJle quattro disputate contro
Alekhine, fu quella che praticamente lo danneggiò, poiché si consi-
derò invincibile c non si preoccupò per nulla di prepararsi allo scon-
tro con Alek hine, che si sarebbe verificato alcuni mesi più tardi.

Un' altra circostanza che l'avoriva la sua presunzione era che non
aveva mai perduto contro questo avversario.

Il bilancio degli inco ntri precedenti era di cinque vittorie e otto patte.

43
AlEKHINE, CAMPIONE DEl MONDO

Lo sfidante
Dopo aver abbandonato la Russia nel 1921 e aver iniziato la sua
impressionante carriera, Alekhine era stato preso dall'ossessione di
togliere il titolo a Capablanca, che ammirava profondamente e del
quale conosceva alla perfezione le partite.

Nel torneo di New York del 1924. Alekhine si rese conto di non es-
sere ancora maturo per battere Capablanca, che aveva superato sia
lui sia il vecchio Laskcr. Alekhine non si scoraggiò per questo, e
continuò a studiare con speranza e con tenacia. Nel 1925 vinse il
formidabile torneo di Baclen- Baden, in competizione con i migliori
giocatori, a eccezione eli Cupablanca e Lasker. A Natale del 1925
ottenne un'altra importante vittoria ad Hastings. Nel 1926 vinse i
tornei di Scarborough, Buenos Aires e Birmingham .

Dopo il suo secondo posto nel gran torneo di New York del 1927,
superato da Capablanca. Alekhine continuò la sua preparazione
con piena fiducia nei propri mezzi. Si trasferì in Europa e vinse,
imbattuto, il torneo di Kecskemét.

Questi anni di competizioni al più alto livello, e la sua preparazione


costante e tenace, avevano portato al massimo grado le capacità
scacchistiche di Alekhine. Ciò, assieme alla sua ferrea volontà di
vittoria, alimentava la sua speranza di convertire il sogno in realtà:
battere Capablanca e diventare campione del mondo.

L'ambiente prin1a del match


L'incontro destò un'attesa insolita in tutto il mondo scacchistico
prevalentemente orientato in favore eli Capablanca.

Capablanca era un eroe per gli appassionati deii'Ame1ica Latina e


degli Stati Uniti. dove risiedeva. Pochi scacchisti pensavano che
Alekhine potesse avere la meglio sul geniale cubano. che i seguaci
consideravano praticamente invincibile.

Vediamo che cosa pensavano i maestri riguardo a questo match.


Spielmann: "A iekhine non vincerà nemmeno una partita". Bogolju-
bov: " Jl risultato nnale sarà di 6-3 in favore di Capablanca", opi-
nione condivisa da Nimzowitsch e Mar6czy.

Tuttavia, tre anni prima Laskcr aveva eletto: "Aiekhine può ottene-
re un buon risultato contro Capablanca se l'incontro non si gioca
all'Avana".

Tartakower aveva scritto: "Capablanca ha vinto il torneo di Lon-


dra del 1922 perché è il campione del mond o; Lasker quello di
Ncw York del 1924, come se fosse ancora il campione del mondo;

44
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

ma Alekhine ha vinto il torneo di Baden- Baden come un vero cam-


pione del mondo". Reti nutriva una certa fiducia nello sfidante e
affermò: "Alckhine può vincere se gioca come a Baden-Baden nel
1925 e se riesce a controllare i suoi nervi".

Da parte sua, Alckhine si era perfettamente preparato e aveva una


completa fiducia in se stesso, come si deduce dalle dichiarazioni ri-
lasciate alla stampa prima di imbarcarsi per Buenos Aires: "Non so
come potrò vincere sei partite a Capablanca, ma non so nemmeno
come lui potrà vincerle a me".

Le pa rtite 8
• i l .. • i i •i
* •
7

Bianco: Capablanca Nero: Alekhine 6


la parti la 5 i
Difesa Francese
l. e4, e6 6. Cge2, Cge7
4 __ J. n
2. d4, dS 7. 0-0, AfS 3 t't
3. Cc3, Ab4 8. AxfS, CxfS 2 ft ft ~ n ft
4. exdS, exdS 9. Dd3, Dd7 1 ~ [!
5. Ad3, Cc6 10. Cdl , ... a b c d e t g h

Il Bianco vuole eliminare il cavallo nero f5, ma ciò gli costa troppi
tempi. Era più appropriata l O. Af4, .. .

10.... , 0-0
Il. Ce3, Cxe3 5
12. Axe3, Tfe8
13. Cf4, ...
4 J.
3

2ft i1 ft
Questa è una seria imprecisione. Capablanca avrebbe potuto man- 1
tenere la partita in paritù mediante 13 . Af4 e I4. c3. a b c d e t g h

Con la prossima mossa, Alekhine introduce elementi tattici nella


partita.
8
7
•* i • •
* J. i i i
13.... , Ad6! Invitando il Bianco a entrare in una lotta aspra con 6
I4. Cxd5, Axh2 + I5. Rxh2, Dxd5. 14. Tfel, ... 5 i ..
Altra imprecisione. Si doveva impedi re al cavallo nero l'accesso in
b4 mediante I4 c3. 14.... , Cb4 15. Db3, DfS 16. T acl'! , ... Era p re-
4

3
•-a- n
A
~

feribi le 16. Tec l, ... 2 ft n ft l! ft ft


1
1.:1 n _!}_
a b c d e t g h

45
ALEKHINE, CAMPIONE DEl MONDO

La posizione del Bianco è delicata e con le due ultime mosse Capa-


bianca permette all'avversario una combinazione. 16.... , Cxc2! 17.
8 n
Txc2, Dxf4. Forse Capablanca non ha pensato a questa mossa.
Dopo 17. ... , Axf4 18. Tc5, ... il Bianco avrebbe ricuperato facil- 6 *• t *•
'W'
mente il pedone. 18. g3, DfS 19. Tce2, b6 20. DbS, hS 21. h4, Te4. 5 t
Minacciand o di catturare il pedo ne h e dare il ma tto. Capablanca
gioca la .carta del contrattacco. 22. Ad2, Txd4 23. Ac3, Td3 24.
4 ft
AeS, Td8 2S. Axd6, Txd6 26. T eS, Df3 27. TxhS, DxhS 28. Te8 +, 3 ft
Rh7 29. Dxd3 + , Dg6 30. Dd l , ... Il Bianco ha dispiega to un a note- !!
vole attività, impedendo al Nero di concretare il vantaggio. 1 ti'
a b c d e f 9 h

Tuttavia>Alekhine trova il procedimento adatto: restituisce il pedo-


ne di va ntaggio c ricupera l'iniziativa.
8 n
30...., Te6 37. Rg2, Dc6 +
7

6

31. Ta8, TeS 38. f3, Te3 5 ft
32. Txa7, eS 39. Ddl, De6
ft • ft
33. Td7, Oe6
34. Dd3 +, g6
40. g4, Te2 +
41. Rh3, De3
4

3 * ft {;
3S. Td8, d4
36. a4, Te l +
42. Dhl, Df4
43. hS, Tf2
2
1
• -et
a b c d e f 9 h

Il Bianco abbandona. La debole apertura giocata da Capab lanca


non toglie valore al brillante gioco di Alekhinc.

Il rnatch era cominciato con la soprendente sconfitta del favorito.


Tuttavia, Capablanca ricuperò bene da ques to rovescio. Registrò il
suo gioco e riuscì rapida mente a prendere il co mando dell 'incontro
vincendo la 3" e la 7a partita.

In quelle partite iniziò il gioco con l . d4, apertura che mantenne


duran te il resto del match. Solo nella prima partita aveva iniziato il •
gioco con l. e4.

Bianco: Capablanca Nero: Alekhine


3" partita
Difesa Indiana di Donna
••.tt i •t
t6
l. d4, Cf6 4. Ag2, eS 7. Rxg2, dS 5
2. Cf3, b6 S. 0-0, cxd4 8. c4, e6? 4
3. g3, Ab7 6. Cxd4, Axg2
3

Come vedremo, questo è un errore. Si doveva gioca re 8 . ..., dxc4 9. 2 ft g ft


Da4+, Dd7 e se IO. Cb5, ... ri spondere con IO...., Dc6 + e Il. ... , 1 In f) lJl. ~
Cbcl7. a b c d e f 9 h

46
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

A 10. Dxc4, ... il Nero potrebbe rispondere 10 .... , Dd 5 + cambian-


do le regine; in entrambi i casi le possibilità sono equivalenti.

9. Da4 +, Dd7 12. Af4, Tc8 6 :l •


10. Cb5, Cc6 13. Tcl, Ac5? 5 ~ J.t
11. cxd5, exd5
4 tt
" In questa partita, per la prima volta mj sono fatto dominare dai 3
nervi" disse in seguito Alekhine, e affermò che dopo questa mossa 2 ft i}
aveva considerato persa la partita. Avrebbe dovuto co ntinu are con 1 [1 ~ 1]
13 . .. ., Ce4. a b c d e

Con la mossa successiva Capablanca costri nge l'avversario a sacri -


ficare due pezzi minori per una torre. 8
7 :l 'i'
• i •:l i
14. b4!, Axb4 17. Cd2, Cxd2 20. Cd4, Te8 6 :l
15. Txc6, Txc6 18. Dxd2, 0-0 21 . Cb3, Tcc8 5 i
16. Dxb4, Ce4 19. Tdl , Tc5
4 A
In seguito Capablanca commentò così questa fase del gioco: " Le 3 ~ 1}
operazioni iniziate con la mossa 21 . Cb3, ... meri tano attenzione. 2 ft ~ ft 1! {!; Jj
Decisi di attacca re il re del Nero, malgrado il Nero avesse due pe-
doni liberi sul fianco di regina''.
1 n
a b c d e f 9 h

Alekhine stabilisce di cambiare il suo pedone centrale con il pedone


8
a del Bianco.
22. e3, Da4 26. Dc6, Tf8 6
23. Dxd5, T c2 27. Cd4, Rh8
5
( 11011 è possibile 23. .. ., 28. Ae5, f6
D:w2 per 24. Tal . ... ) 29. Ce6, Tg8 4
24. Td2, Txa2 30. Ad4, h6 3 ...._
25. Txa2, Dxa2
2 'i'
. .
Con un gioco molto preciso Capablanca ha disposto i SUOI pezzi 1
nelle caselle ideali per attaccare il re nero. a b c d e 9 h

Il tema dell'attacco del Bianco è il sacrificio del cavallo in g7, che il


Nero non può evitare.
8 'i'
7 :l
31. h4, Dbl 37. Cd6, Te7 6 :l
32. Cxg7, Dg6 38. Axf6, Da8 + 5 ~
33. h5, Dfi 39. e4, Tg7
34. Cf5, Rh7 40. Axg7, Rxg7
4 ft
35. De4, Te8 41. Cf5 +, Rfi 3 ft
36. Df4, Df8 42. Dc7 + 2 il {!;
1
li Nero a bbandona. a b c d e t g h

47
AlEKHINE, CAMPIONE DEl M O NDO

Bianco: Capablanca Nero: Alekhine


73 partita
8
•i ..t
6
tJ.
i

*i
Gambetto di Donna. Difesa Cambridge-Springs 7

6 * i i 6
l. d4, d5
2. c4, e6
4. Cf3, Cbd7
5. Ag5, c6
5
4
.. ft
i
fj
3. Cc3, Cf6 6. e3, Da5
3 fl il ~
2 ft fi n ft ~
Nel corso del match Alekhine utilizzò diverse volte la difesa Cam-
bridge-Springs con alterna fortuna.
1 n A n
a b c d e t g h

L'aspetto curioso è che non la utilizzò mai nei tornei.


8
•i ..t •i •*
7. Cd2, Ab4
8. Dc2, 0-0
11. Axf6, Cxf6
12. dxc5, Ce4?
7

6 * i
i
9. Ah4, ... 5 ni
(questa mos.w, e/te ha lo scopo di preparare AdJ.
è un comriblllo di Capablanca. che infatti la giocò
per la prima rolta in questa partita )
4

3
• J. ft
~

9. ... , eS 2 ft 1) ~ n ft n
10. Cb3, Da4 1 .fr, n
( Wl rischioso sacrifìcio di pedone) a b c d e f g h

Capablanca rifiuterà questa idea, interessante ma erronea. Il peggio


è che Alekhine impiegò più di un'ora per analizzarla, e per il resto
8
• i ..t • i •* i
della partita fu afflitto dalla mancanza di tempo.

13. cxd5, Axc3 + 16. Txd5, Cxb3


7

6
5
* ..
14. bxc3, Cxc5 17. axb3, Dc6
15. Tdl , exd5 18. Td4, Te8
4 o
3 ft
2 tt ft fi
Le difficoltà del Bianco nel completare l'arrocco sembrano in grado 1 ft [1 •
di compensare il pedone di svantaggio del Nero. a b c d e f g h

Capablanca risolve le difficoltà rinunciando all 'arrocco, per aprire


8
invece linee sul fianco di re.
7

19. Ad3, Dxg2 24. Tg1, Dxh2 26. ... , Dc5


20. Axh7 + , Rf8 25. Thl, Dc7 27. Ad5!, Ta6?
21. Ae4, Dh3 26. Db2, ... 4
22. Dd2, Ae6 (si minaccia 27. Da3 + , Rg8 28. Ah7+, Rlt8
3
23. c4, a5 29. T4M )
2
La posizione inferiore e la scarsità di tempo sono la causa di questo
errore. Provocava maggiori difficoltà 27 .... , Tad 1.

48
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Ora Capablanca forza la vittoria con mosse energiche.


8

28. Tc4, T d6 32. Dxb7, Db4 + 7

(~ e 28. .... R~8 29. Tgl ) 33. Dxb4, ax b4 6


29. T h7, Re7 34. eS, T c6 5
30. Dxg7, Rd8 35. Txb4, T xcS
4
3 J. Axe6, fxe6 36. T a7
3
2
Il Nero abbandona. Questa è la miglior partita di Capablanca nel 1
suo confronto con Alekhinc.

Dopo le prime dieci partite del match, il risul tato era in favore di
Capablanca per 5,5 a 4,5.

Tutto sembrava indicare che Capablanca. ripresosi dal rovescio sof-


ferto nella prima partita, controllasse l'incontro e fosse in grado di
riconfermare il suo titolo di campione. Tuttavia, nell'undicesima
partita Capablanca commise nel finale vari errori e finì per perdere
una partita che avrebbe potuto impattare.

Questo fatto si ripetè nella partita successiva, che fu vinta da Ale-


khine con un gioco improntato a grande decisione.

Bianco: Alekbine
12a partita
Nero: Capablanca
8
• J.. W' •
•*
Difesa ortodossa del gambetto di Donna 7

6 i
• t
l. d4, Cf6 5. e3, Ae7 9. a3, h6 5 l i
2. c4, c6 6. Cf3, 0-0 10. Ah4, Te8
3. Cc3, dS 7. Tcl, c6 11. Tdl , bS
4 ~
4. AgS, Cbd7 8. Dc2, a6 12. cxbS, cxb5 3 ~ n ~
2 tt ft
Una delle costanti di questo incontro fu il quasi esclusivo impiego 1 n lì n
del gambetto di Donna da parte di entrambi i maestri. a b c d e t 9 h

rl tema strategico di questa posizione consiste nella lotta per la co-


8
lonna c e nell'occupazione mediante i cavalli delle caselle c4 e c5.
7 t
13. Ad3, Ab7 16. Ce2, Cb6 t
14. 0-0, Tc8
15. DbJ , DaS
17. CeS, Cc4
18. Axf6, Axf6
5.
6

4
i

3
2
Jn cambio dell'occupa zione di c4, il Nero permette che il suo re 1 tt n n
venga spinto al centro della scacchiera. a b c d e f 9 h

49

PARTITE
Sacrificio intuitivo
Partita disputata a Margate, 1938

Biallco: Alekhine
Nero: Book

Gambetto di Donna accettato una torre per provocare reggiarc la posizione.


un 'inchiodatura che paraliz-
l. d4, d5 za lo sviluppo avversario. 14.... , Cxd7
2. c4, dxc4 15. Ce5, Ta7
3. Cf3, Cf6 IO .... , Ca5 16. bxc3, Re7?
4. e3, e6 11. Aa4 + , Ad7
5. Axc4, eS 12. dxe6, fxe6 Errore dovuto al comprensi-
6. 0-0, Cc6 13. Tdl!, ... bile desiderio di liberarsi dal-
7. De2, a6 l'inchiodatura. Era migliore
8. Cc3, b5 16 ..... Ad6 o 16 .... , Db8, con
9. Ab3, b4
10. dS!, ... 7 i t
• una posizione molto difficile,
ma difendibile.
6 i
17. e4, Cf6
5 ~ i
--4:'-__..,_.......o.f---'.---i'-- 18. Ag5, ...
A =....-----J-
t
• • 4
8 J..• t .t f:l fi f)
3
.l •
t i t
7.t •t . i
7 8 ..
~ fi ft ft
6 i ~ t
• 21 ft ft
1. n IAIn J2
i
5
4 i
i ft a b c d e l g h
5.A
6

4
i ~
ft
Jb
3 AL. f:l fi f) Dopo 13. Axd7 + , Dxd7 14.
2 ft ft ~ ft ft ft T d l, Dc8 il gioco rimarreb- 3 ft
1 n .Il. lJ Q be completamente livellato. 2ft tt fi ft ft
a b c d e l 9 h 1 ~
13.... , bxc3 a b c d e l 9 h
14. Txd7, ...
Il Nero ha ancora una torre
Inizio di una manovra in L· inchioda tura da parziale è di vantaggio, ma non riesce
grande stile, nel corso della diventata totale e il Nero a trovare una difesa adatta
quale il Bianco sacrificherà avrà molte difficoltà a pa- a respingere l'attacco del

50
FAMOSE L'organizza-
zione del
Campionato
del Mondo

Bianco. Si minaccia 19. Dh5,


...
18. ... , Dc7
Alekhine è stato l 'unico campione deceduto in possesso del titolo.
19. Af4, Db6
Alla sua morle, avvenuta aii'Estoril nel1946, la Federazione
20. Tdl, g6
Internazionale degli Scacchi (FIDE) prese sotto tutela
l'organizzazione delle competizioni per il titolo mondiale.
Questa è l'unica possibilitù
Nel19481a FIDE organizzò un torneo con lo scopo di proclamare
di mobilitare il fianco di re
' un nuovo campione del mondo. Al torneo, che si svolse all'Aia e a
ma fallisce per la nuova in-
Mosca, furono invitati Botvinnik, Smyslov, Keres, Reshevsky,
chiodatura del cavallo.
Euwe e Fine, ma quest'ultimo rinunciò. Da allora e fino ai nostri
giorni, il Campionato del Mondo è stato giocato in cicli di tre anni.
21. AgS, Ag7
22. Cd7, Txd7 Durante questi tre anni si svolgono i tornei zona/i, interzonali e alla
fine il Torneo dei Candidati, il cui vincitore ha il diritto di disputare il
(in caso comrario segue 23. e5 . ... )
match con il campione del mondo in carica.
23. Txd7 + , Rf8
24. Axf6, Axf6 In questo modo, l 'organizzazione del Campionato del Mondo
cessò di essere sottoposta agli interessi e ai capricci dei detentori
25. eS
del titolo, e si garantì a tutti i giocatori la possibilità di avere
l'occasione di disputarlo.

t PII

2 ft
1

a b c d e t g h

Il Nero abbandona.

51
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Dato il carattere chiuso della partita, la posizione del re nero può


8
essere difficilmente sfruttata.

19. Ah7 +, Rf8 23. Ad3, Tc7 26. Od2, Db6


7
6 1 ...
• •
• 1 i
20. Cd7 +, Re7 24. Da2, Tec8 27. Tcl, Rd7 5 1 1
21. Cc5, Ob6 25. b3, Cd6 28. Txc7 +, Txc7
22. Cxb7, Dxb7
4
A
(le mosse successive di Alekhine lumno lo 3 ..Q. ft
scopo di scacciare il cava/lo del Nero ) 2 f) ft ft n
1 n
Il Bianco ha solo un leggero vantaggio. a b c d e f g h

Ora Alekh ine manovra per collocare il suo cavallo in c5.


8

29. Abl, Ae7 34. Db2, Oc7? 35. Cc5!, Axc5 7 t


30. Cf4, Rc8 ( Capablanca Cfl!l'ebbe do- 36. dxc5, Oe5 6 1 1 '1'
31. De2, g6 vwo rei ri{icare e 37. f4, Dg7 5 t ft
32. Cd3, Ce4 raggruppare la torre 38. Axe4, dxe4 4
33. b4, Tc3? con 35 . ... , Te? . Ora 39. Rf2, Of6
i pe:::i ciel Nero re- 40. g3, g5 3 ~
steranno compr01nessi) 41. Tcl 2

1
ll Nero abbandona. a b c d e f g h

Dopo questa partita il match entrò in una fase che potremmo chia-
mare guerra di logoramento. Entrambi gli avversari co ndussero le
partite con estrema prudenza, che si tradusse in otto patte consecu-
tive. Alekhine, che prediligeva il gioco incisivo, tenne a freno i suoi
impulsi in attesa di un'occasione.

Questa si presentò nella 21 a partita. Alekhine approfittò del gioco


passivo di Capablanca per ottenere la quarta vittoria.

Due sole vittorie lo separavano dalla realizzazione del sogno: di-


ventare campione del mondo.

Bianco: Capablanca Nero: A1ekhine


2 l" parti t a
Difesa ortodossa del gambetto di Donna
8
7
• .t •
l

6 1
l. d4, d5 5. e3, Ae7 9. Ah4, dxc4 5 1
2. c4, e6 6. Cf3, 0-0 10. Axc4, b5 4
3. Cc3, Cf6 7. Tcl , a6 11. Ae2, ...
3
4. Ag5, Cbd7 8. a3, h6
2

II Bianco avrebbe potuto continuare più attivamente con 11. Aa2 1


per poi, con Ab l e Dc2, creare minacce contro l'arrocco del Nero. a b c d e f g h

52
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Questa passività nel gioco dà ad Alekhine l'iniziativa.


8
• .. • •
7 ..t • t t
11 . ... , Ab7 14. Cd4, Tc8 6 t t 4l t
12. 0-0, c5 15. b4, Ccd7! 5
13. dxc5, Cxc5 4

3
Come si è detto nel commento alla partita precedente, quando i pe-
doni del fianco di regina sono fissi e il gioco si porta sulla colonna 2
c, prende l'iniziativa il primo che riesce a occupare con il cavano 1
un posto avanzato in tale colonna.

Per questo Alekhine evita 15 .... , Cce4 e si propone di dirigere il ca-


vallo in c4 attraverso d7 e b6.
8
7
• •
t l
16. Ag3, Cb6 20. ... , Cxc4 6 t t i
17. Db3, Cfd5 21. Tcl, Da8 5 t 'W'
18.
19.
20.
Af3, Tc4
Ce4, Dc8
Txc4, ...
22. Cc3, Tc8
23. Cxd5, Axd5
24. Axd5, Dxd5
4

3
it ft
t:t

(errore posiziona/e. Continuando con 20. 25. a4, Af6 2
Dbl. il Bianco avrebbe potuto lottare per 26. Cf3, ... 1 n
la casella c4 e per la colonna c) a b c d e f g h

Con la prossima mossa, Alekhine si avvantaggerà dell 'attiva posi- 8


zione dei suoi pezzi, impostando minacce tattiche.
7

26. ... , Ab2 6


27. Te1, Td8 5 t
28.
29.
30.
axb5, axb5
h3, eS
Tbl, ...
4

3 ~

2 J.
Questo accelera la sconfitta del Bianco. La continuazione 30. e4 1 n
avrebbe offerto molte possibilità difensive. a b g

Capablanca non si accorge del1a mossa tattica che Alekhine sta per 8
fare.
7

30. ... , e4 6
31. Cd4, Axd4 5
32. Tdl, Cxe3 4

2
,
Il Bianco abbandona. a b c d e t g h

53
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Dopo questa partita si verificarono sette patte consecutive, finché


Capablanca, che aveva sp recato una posizione vincente nella 27a
partita, riuscì a vincere la 29a. rn essa Alekhine rimase in inferiorità
nell'apertura, e benché si difendesse tenacemente, ternti nò perden-
do. Tuttavia, le riserve fisiche di Capablanca stavano chiaramente
esa urendosi.

Infatti, nella 32a e 34a un Alekhine, che dimostrò di essere in una


forma veramente smagliante in ogni fase del gioco. ottenne due
splendide vittorie, che gli permisero di vincere il match e lo resero
il quarto campione mondiale di scacchi.

Bianco: Capablanca
29a partita
Nero: Alekhine 8
7

Posizione dopo la mossa 19 6 i i
del Nero 5
4 fi fi
3 ~ 1! fi
Le sottili ma novre avviate da Capa blanca ha nno lo scopo di isolare ~
ft ~ ft
2

un pedone del fianco di regina dell'avversario e guadagnarlo con


vanta ggio posizionale.
1 n
a b c d e f 9 h

Così si concreterà la superiorità di materiale nel finale.

20. Ca4!, Dd8 28. Cxb6, Td6


8
7 '* i

21. Db3!, Cd5 29. Db7, h5 6 J. t
22. b5, cxb5 30. Cc4, Td7 5
23. Dxb5, Ta8 31. De4, Tc7 4 [J. ~
24. Tcl, Ta5 32. Ce5, Dc8
25. Dc6, Aa3 33. Rg2, Ad6 3 fJ ft ft
26. Tbl , Af8 34. Tal , Tb7 2 ft 6 ft
27. Axd5, Txd5 35. Cd3, ... _j
a b c d e f 9 h

Malgrado il pedone di svantaggio, il Nero ha la possibili tà di otte-


8
nere la patta se cambia l'alfie re per il cavallo e se passa a un fi nale
7
di pezzi maggiori.
6
35 .... , g6 39. Ce5, Ag7 44. e4, Dc6 5 t
36. Ta6, Af8 40. Da8 + , Rh7 45. h3, Dc7 4
37. Tc6, Tc7 41. Cf3, Af6 46. d5, exd5
38. Txc7, Dxc7 42. Da6, Rg7 47. exd5, Dc3! 3 ... ti' fJ fi ft
43. Dd3, Db7 2 i! 6
1
Alekhine cerca un finale di pezzi minori. a b c d e f h
9

54
ALEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Capablanca non rifiuta il cambio delle regine, confidando di poter


a
aumentare, un poco alla volta, il suo vantaggio.
7

48. Dxc3, Axc3 52. Cc6, RfS 6 f) t


49. Rfl , Rf6 53. Rf3, Rf6
50. Re2, Ab4 54. g4, hxg4 +
5 J. ft t
51. Cd4, AcS 55. hxg4, Rg5?
4 ft
3 6
Stanco per l'estenuante difesa, Alekhine commette due erro ri che 2 ft
gli faranno perdere una partita che era riuscito a portare su una 1
posizione di equilibrio. a b c d e f g

Infatti, il Nero avrebbe potuto fare patta dopo 55 .... , Ad6 56.
8
Cd8, Ac7 o 56. Re4, Rg5 seguita da 57 .... , f5 +.
7 ft
56. CeS, Ad4? 58. Cd8, Ab6 64. Re4, Ag3
6
(sì p01eva ancora 59. Cc6, AcS 65. Cf4, Re7
5
ottenere la patta 60. Rf4!, Axf2 66. ReS, Ael
con 56 . .... Aa3.' 61. g5 +, Rf7 67. d6 +, Rd7 4
e 57. Cx.f7 t . R.f6 62. CeS +, Re7 68. g6, Ab4 3
seguita da 58 . .... Re5 ) 63. Cxg6 +, Rd6 69. RdS, Re8 2
57. Cxt7 +, Rf6 70. d7 +!
1
Il Nero abbandona. a b c d e f g h

Bianco: Alekhinc
34a partita
Difesa Ortodossa
Nero: Capablanca 8

7
•i t ••t••i t
J.

l. d4, dS 7. Cf3, 0-0


6

5 i
t•
2. c4, e6 8. Ad3, dxc4
3. Cc3, Cf6 9. Axc4, CdS
4 il 1J
4. AgS, Cbd7 10. Axe7, Dxe7 3 fi g f) <éj
5. e3, c6 11. Ce4, C5f6 2 il 11 ft f!
6. a3, Ae7 12. Cg3, eS 1 ~ JL l]
a b c d e f g h

Questa mossa è un errore poiché ritarda la sviluppo dell'alfiere. Il


Nero avrebbe dovuto continuare con b6 seguita da Ab7.
8
7 i t
• •
.t•tt
13. 0-0, Cb6
14. Aa2, cxd4
16. Tc1, Ad7
17. De2, Tac8
6
5
• i • t i
15. Cxd4, g6 18. e4, eS 4 ft
( se il Nero ''uo/e f?ÌOtare e5, deve prima 19. Cf3, Rg7
impedire l'accesso del cavallo hianco 20. h3, h6 3 ft f) ~ ft
ti/la casella .f5) 21. Dd2!, ... 2 Jl ft ft ft
1 !J _fz_
a b c d e t g h

55
AlEKHINE, CAMPIONE DEL MONDO

Con questa mossa Alekhinc imposta una minaccia evidente: colloca-


re la regina in a5 attaccando due pedoni; ad essa, però, affianca una
7
minaccia inattesa: rifiutare la risposta 2 1. ... , Ac6 con 22. Ch4!!.
6
21. ... , Ae6'? 24. Dxa7, Cxb2 5 t
(cosi si perde un pedone. La d({e.w 25. Txc8, Txc8 4 e ~ ft
mi!(liore era 2 l . .... Ca4 ) 26. Dxb7, Cc4
22. Axc6, Dxe6 27. Db4, Ta8 3 ~ ft
23. DaS, Cc4 28. Tal, Dc6 2 ft
1
a b c d e f g h

Capablanca supponeva che la mossa successiva 29 .... , Ta4 sareb be 8


bastata a bloccare, e anche catturare, il pedone a3, ma non aveva
7
tenuto conto di tutte le circostanze.
6
29. a4!, Cxe4 31 . Dxc4, DxeS 34. Ce4, Cxe4 5
30. CxeS, Dd6 32. Tel, Cd6 35. Txe4, Tb8
33. Del!, Df6
3

Sembra difficile riuscire ad avanzare il pedone a4; tuttavia Alekhi- 2


nc, che stava vivendo il momento più importante della sua vita, 1
giocò questa posizione con un'inventiva e una tecnica insuperabili. a b c d e f g h

Alekhine commentò: "Il metodo per vincere consiste nell'alternare 8


l'avanzata del pedone passato con minacce al re del Nero. Per pri-
ma cosa. il Bianco deve dominare l'importante diagona le a l-h8". 7

6
t
• t
•*
36. Te2, Ta8 41. Td7, Dbt + 46. h4, Dh8 5
Rh2, Db8 +
37.
38.
Ta2, TaS
Dc7, Oa6
42.
43. g3, TfS
47. Db6, Dal
48. Rg2, Tf6
n
39. Oc3 + !, Rh7 44. Dd4, Df8 49. Dd4, Dxd4 3 fi
40. Td2, Db6 45. TdS, Tf3 50. Txd4 2 fJ
1
11 Bianco vi nce il finale. a b c d e f g h

Risultati dei match per il titolo mondiale

ANNO RIVALE GIOCATE VINTE PERSE PATTE

1927 Capablanca 34 6 3 25
1929 Bogoljubov 25 11 5 9
1934 Bogoljubov 26 8 3 15
1935 Euwe 30 8 9 13
1937 Euwe 25 10 4 11

56
ESERCIZI 89

Partita 26.axb5,Te3 34.... , Cg4+


illustrativa 1 35. Rh3, CeS+
36. Rh2, ...
8 •
Bianco: Reti
Nero: Alekhine
Baden-Baden, 1925
7
Fianchetto di Re
4
1. g3, eS
3
2. Cf3, e4
3. Cd4, d5 2

4.d3,exd3 1
5. Dxd3, Cf6 a b c d e f g h
6. Ag2, Ab4+ 1
7. Ad2, Axd2+ 27. Cf3, cxb5 a b c d e f g h
8. Cxd2, 0-0 28.Dxb5,Cc3
9.c4,Cc6 29.Dxb7,Dxb7 36 .... , Txf3
10. cxd5, Cb4 30.Cxb7,Cxe2+ 37. Txe2, Cg4+
11. Dc4, CbxdS 31. Rh2, ... 38. Rh3, Ce3+
12.C2b3,c6 39. Rh2, Cxc2
13. 0-0, Te8 40. Axf3, Cd4
14. Tfd1, Ag4
15. Td2,Dc8
16. CcS, Ah3
17. Af3, Ag4 7
5
18. Ag2, Ah3
4 6
19. Af3, Ag4
20. Ah1, hS 3 5
21.b4,a6 2 4
22. Tc1,h4 3
23.a4,hxg3
a b c d e f g h 2
24.hxg3,Dc7
25.b5,axb5 1
31 .... , Ce4 ~~==~~~~~
32. Tc4, Cxf2 a b c d e f g h

33. Ag2, Ae6 (Il Bianco abbandona.)


34. T4c2, ...

a b c d e f g h

57
Partita 27. Aa4, bS
8 •
illustrativa 2 28. AxbS, Re8
7 t 29.Aa4,Rd8
Bianco: Alekhine 6 ft t • 30.h4
Nero: Nimzowitsch 5 J1,.
San Remo, 1930
4 ft
Difesa Francese 8 • •
3
2
7 t • ~ . t
1.e4,e6
2.d4, d5 1ln. 6 ft • i t
3. Cc3, Ab4 a b c d e f g h 5 t ft t
4.e5,c5 4 J1,. ft ft ft
5. Ad2, Ce7
6. CbS, Axd2+ 19. 0·0, h6
3 n ~

7. Dxd2, 0·0 20. Tfc1, Tfc8


2 n
8.c3, b6 21.Tc2,De8 1 tt
-=~=:....._____!~__j
9. f4, Aa6 22.Tac1,Tab8 a b c d e f g h

10. Cf3, Dd7 23.De3,Tc7


11. a4, Cbc6 24.Tc3,Dd7 (//Nero abbandona.)
12. b4, ... 25. T1 c2, Rf8
26. Dc1, Tbc8
Partita
8.t • •t t illustrativa 3
7 ~ • i 8 • • Bianco: Alekhine
6 .tt• i 7 i · ~ · t Nero: Sterk
5 ~ t i ft 6lr t • i i Budapest, 1921
4ft fs ft Gambetto dì Donna
5 J1,. i ft t
Premio di bell ezza
3 ft ·~ 4 ft ft ft
2 tt ft ft 3 n ~ 1. d4, dS
1 ~L.___!:===!..__!o::!:
Jì ~~
===-.:::n::..J 2 n 11 ~ 2. Cf3, Cf6
a b c d e l g h
1 ~ 3.c4,e6
a b c d e f g h
4. Cc3, Cbd7
12.... , cxb4 5. e3, Ad6
13. cxb4, Ab7 6. CbS, Ae7
14. Cd6, fS 7.Dc2,c6
15. aS, Cc8 8. Cc3, 0·0
16. Cxb7, Dxb7 9. Ad3, dxc4
17. a6, Df7 10. Axc4, eS
18. AbS, C8e 7 11. dxcS, AxcS

58
ESERCIZI 89

12. 0-0, b6 23. Af6, Tfc8 10. Ab2, Tb8


13. e4, Ab7 24.De5, Tc5 11 . Tad1 , Ce4
14. Ag5 , Dc8 25.Dg3, g6
15. De2, Ab4 26. Txa4, Dd3
27. Tbf1 , Df5
• •* i
8
7i
• '*
J. •
28. Df4, Dc2
29. Dh6
t
5
6
4 ft [!, •
5
3 ft fJ ft
4 ft 2 ft ~ tt ft !! Jl. n
6
3 ~ 1.---~
5 1 lJ 1J lfiJ
2 ft ~ ~ fi a c e
1 [!
4 lJ b d f 9 h

t 3 ~ 12. De3, fS
a b c d e g h
2ft fi '* ft 13. d5,exd5
16. Ad3, Axc3 1 [! 14. cxd5, Cdf6
17. Tfc1 , Cxe4 15.Ch4, Dd7
a b c d e f 9 h
18. Axe4, Axe4 16. Ah3, g6
19. Dxe4, Cc5 (Il Nero abbandona.) 17. f3, Cc5
20. De2, Aa5 18.Dg5, Dg7
21. Tab1 , Da6 19. b4, Ccd7
22.Tc4, Ca4 Partita 20. e4, Cxe4
ill ustrativa 4 21. Dc1 , Cef6

8
• ••
t t
Bianco: Alekhine
Nero: Alexander 8
•.t i • • tt• i 'l

*'* * *
7
Nottingham, 1936
* *j * •
6 7
Difesa Indiana di Donna
5 J. Premio di bellezza
6
t -

l
4 [! 5 ft i
3 1. d4, Cf6 4 l] fj
2.c4,e6 3 ft i! ..Q.
2 ft ft
3. Cf3, Ab4+
1 [!
4. Cbd2, b6
2 ft 1. .n .;
Il
a b c d e t 9 h
5. g3, Ab7
1 lJ 1] _6
a b c d e f g h
6. Ag2, 0-0
7. 0-0, Axd2
8. Dxd2, d6
9. b3, Cbd7

59
ESERCIZI 89

22. Axf5, Rh8 4.Dc2, b6


8
23. Ae6, Aa6 5. e4, Ab7
24. Tfe1 , Ce5
25. f4, Cd 3
6. Ad3, Axc3
7.bxc3,d6
7
6
* J..* •*
26. Txd3 , Axd 3
27. g4
8. Ce2, Cbd7
9. 0-0, 0-0 5
4
*ft ft i
~ ...
10. f4, h6
11. Cg3, De7 3 il. ~
8 • • • 12.De2, Tae8 2 ft A ~ ft ft
7
6
*i *i A•
..i i 1
a b c d
n n.Q.
e f 9 h

5 ft 23. Txf7+, Txf7


4 24.Axg6+, Rxg6
J.. 5
25. Dd3+, Rg5
26. Ac 1+
4 ft fi ft i!""-1r-
3 fJ. Jb
a b c d e f 9 h
l 2 ft t'1' 8

(Il Nero abbandona.)


1n n 7 i ..l
a b c d e f 9 h
ft
* * ft *
6

l
Partita
illustrativa 5
13. Aa3, eS
14. Tae1 , Rh8
15. d5, Cg8
5
4 ft
•. ...
3 t'1' f)
16.e5, g6
Bianco: Alekhine 17.Dd2, exd5 2 ft ft ft
Nero: Zubare v 18.cxd5,dxe5 1 n .f2J
Mosca, 1916 19.c4,Rh7 a b c d e f 9 h
Difesa Nimzoindiana 20. Ab2, Cgf6 (//Nero abbandona.)
Premio di bellezza 21. fxe5, Cg4
22. e6, Dh4
1. d4, Cf6
2. c4,e6
3. Cc 3, Ab4

60
.

·l
Dopo l'improvvisa morte di Alekhine risultò evidente che gli
scacchi necessitavano di una struttura organizzati va più
solida della semplice volontà del campione in carica. Michail Botvinnik
Cominciò così l'era della FIDE (Fédération Internationale e lo sviluppo degli
'
Des Echecs), il cui primo obiettivo fu quello di trovare un scacchi sovietici
sostituto al trono vacante e regolare le competizioni. • l primi anni di Botvinnik
e il fenomeno degli
Il primo campione di questo nuovo periodo fu Michail scacchi neii'URSS
Botvinnik, che diede inizio a una pleiade eccezionale di • Il match-torneo
campioni mondiali e di personaggi di spicco sovietici che, L'Aia-Mosca
salvo un'illustre eccezione, non ha subito interruzioni fino ai • La prima difesa
nostri giorni . del titolo
• Gli incontri con
Smyslov
• Il genio di Riga entra
m scena
o

• Gli ultimi anni


Partite famose
• La kosovorotka magica
(Leningrado, 1925)
Tabelle dei risultati
e

Cl

A partire dal XX secolo il mondo degli scacchi subì una profonda


trasformazione. La grande fioritura degti scacchi sovietici non creò
soltanto una scuola sistematica e ben preparata, ma anche una va-
langa di talenti come nessun'altra nazione aveva prodotto nella sto-
ria delle sessantaq uattro caselle.
v

Durante vari decenni, I'URSS allevò gli eredi di Cigorin e Alekhine


in un ambiente di straordinario entusiasmo scacchistico. Questa au-
tentica passione nazionale per. lo sport della scacchiera cominciò a
dare frutti concreti nella seconda metà del secolo e fino ai nostri
giorni ha rispecchiato l'asso luto predominio dei maestri di scuola
sovietica nel tim1amento della scacchiera, al punto che, a partire dal -
1948, parlare di supercampioni e di aspiranti alla massima corona,
equivaleva praticamente riferirsi ai rappresentanti del Paese nato
dalla Rivoluzione d'Ottobre. Il primo esponente di questa evoluzio-
ne, e senza dubbio uno dei personaggi cruciali di tutta la scuola so-
vietica, fu Michail Moiseevic Botvinnik.

Fu il primo campione del Mondo dopo che la FIDE si fece carico


delle competizioni mondiali, e conquistò lo scettro in un torneo
multiplo che riunì i migliori giocatori del momento, quelli che con
maggior diritto avrebbero potuto reclamare un duello con Alekhi-
ne, se questi fosse stato vivo.

I primi anni di Botvinnik e il fenomeno degli scacchi in URSS


I primi tempi della parabola scacchistica di un giocatore sono so-
vente ignorati dai biogra.fi, ma a dire il vero contengono spesso epi-
sodi che aiutano a definire con suf.ficiente sicurezza le modalità di
maturazione della personalità del campione.

62
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Nel caso di Botvinnik, questa prima evoluzione va di pari passo


con il sorgere di una febbre per gli scacchi in tutti gli stratj della
società sovietica, comprese le istituzioni. Così spiega Io stesso Bot-
vinnik i suoi primi contatti con gli scacchi nella sua città natale,
Leningrado (oggi ritornata a chiamatsi San Pietroburgo):

"Nella scuola avvennero mutamenti importanti. Si organizzò la cel-


lula del Komsomol, s'incominciò a pubblicare un periodico murale
e si organizzarono riunioni serali. Se prima alla fine delle lezioni si
andava a casa, ora ci trattenevamo spesso e ci occupavamo di atti-
vità sociali, di studi politici, di sport e anche di scacchi.

A quel tempo, quasi tutte le scuole organizzavano tornei; una prati-


ca abituale erano gli incontri a sq uadre fra scolari. La nostra scuo-
la, la 157a, non fece eccezione: in quasi tutte le classi superiori si di-
spu tavano tornei. Nella nostra aula, dopo le lezioni, vari compagni
e io ci battevamo due o tre volte la settimana davanti a una scac-
chiera" (Michail Botvinnik, Partite· Scelte, 1923-1941 ).

Oggigiorno non c'è aJcun dubbio che gran parte del segreto del
"miracolo sovietico" manifestatosi negli anni successivi abbia avuto
le sue radici nel riuscito impianto degli scacchi nelle scuole, dappri-
ma come materia complementare e successivamente come materia
d'insegnamento.

Tutti i giovarli sovietici avevano l'occasione di sviluppare un livello


straordina rio senza bisogno di uscire dal loro ambiente più naturale
(possi bilità che perdura anche dopo il crollo del regime sovietico).

E, come vedremo più avanti, il livello raggiunto da questi scolari


nei loro primi anni non era certamente da sottovalutare.

La partita che segue fu giocata da Botvinnik quando aveva appena


quattordici
. .
anni, solamente due anni dopo aver appreso a muovere
l peZZI.

V. Rivlin - M. Botvinnik

Ma tch amichevole. Leningrado) 1925

l. d4, Cf6
2. c4, e6 6
3. Cc3, b6 5

3 fJ
+-,
Senza dubbio, questa non è la mossa più vicina allo spirito della di- 2 ft ft ft ft ft ft
fesa Nimzoindiana, dato che permette al Bianco di formare un for- 1 0 ..&_ e (; .D. f::l n
te centro di pedoni. a b c d e l g h

63
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Ma la teoria di questa variante d'apertura era nella sua fase iniziale


e il Nero poteva permettersi il lusso di qualche fantasia. 8 ......
7 iJ.ii i i
•t
4. e4, Ab4
5. Ad3, ...
6
5
i
---!--'.----J-~
i.
(per cercare 1111 vantaggio, la strada più appropriata
era 5. e5 .... )
4 .t ft ik ft
S. ... , Ab7 3 ~ A
6. De2, ... 2 ft ft ~ ft ft ft
1na~b~c.n.~-.d~
11 ~ n
e~f~g~~h~

Come vedremo in seguito, la regina è mal collocata su questa co-


8 . ....
lonna.
7 i J. t
6. ... , eS 6 i
7. dS, 0-0 5 i ft
8. Ae3, ... 4 .t ft ft
3 ~ A A
Allettava la spinta 8. e5 .... , ma sarebbe comunque fallita per una 2 ft ft ~ ft ft ft
semplice replica: 8.... , exd5 9. exf6, Te8 10. Ae3, d4 con gioco ec- 1 [1 6 ~ n
cellente per il Nero. a b c d e f g h

La scelta del Bianco sembra naturale, ma risulta imprecisa. Botvin-


nik la castiga con la precisione di un esperto giocatore.
8 •
i
• ....
7 i
8 . ... , exdS 6 i
9. cxdS, Te8 5 i ..l
10. f3, Axd5!!
4 .t ft
3 ~ ..O.. A ft
2 ft ft ~ ft ft
1 [( Q ~ [1
La mossa rappresenta l'inizio di una studiata combinazione. a b c d e l g h

Essa ha per oggetto lo sfrutté:lmento dell'accumulo di pezzi sulla co-


lonna e.
8.i 6 ....
7 t ......,_.....r
l l. exdS, CxdS 6 i
12. Axh7 +, Rh8! 5

Dopo la cattura dell'alfiere, il Bianco continuerebbe con 13.


Dd3+, Rg8 14. Dxd5, Txe3+ 15. Rf2, ... e risolverebbe gran parte
delle difficoltà. g h

64
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Ma la risposta di Botvinnik è più esatta e profonda.


8 ...
• • •
13. Ae4, Cxc3 17. Ae4, dS 7 i
14. bxc3, Axc3 + 18. Axd4, cxd4 6 i
15. Rf2, Axal 19. h4, fS 5 i t
16. Axa8, Ad4!
{insistendo nèl/'attacco lungo la colonna)
4 i 1L ft
3 ft
La situ azione comincia a chiarirsi, dando ragione al Nero nella sua 2 ft tt fr ft
valutazione del sacrificio. Ora Botvinnik ricupera il pezzo ottenen- 1 ~[l
do un vantaggio materiale e posizionale. a b c d e f g

Il Bianco cerca di salvarsi con delle complicazioni, ma i pedoni cen-


trali decidono la partita.

20. f4, dxe4 24. CgS, Cf6 6 t


21. DhS + , Rg8 25. Dfi + , Rh8 5
22. Ch3, e3+ 26. hS, De7 4
23. Rg3, Cd7 27. Dg6, e2
3
{il cavallo esce in tempo
per dijèndere l'arrocco) 2 ft
1

a b c d e l g h

La minaccia di promozione con scacco impedisce al Bianco di con-


cretare la minaccia h6. Ora è il N ero che ha assunto l'iniziativa e il
Bianco deve rassegnarsi a manovre difensive.
•t
28. Cfi + , Rg8
6

5
t
•t fJ ft
29. CeS, Cg4!
30. Cf3, De6
4 i il •
31. DgS, Df6 3 fj~
2 ft t ft
1 [l
a c e g

Determinando il destino della partita. Dopo il cambio delle regine, 8


l'avanzata dei pedoni del N ero sarà incontenibile.
7 t
32. Tel, d3 6 i
33. Dxf6, gxf6 5
4

2 ft
1
Il Bianco abbandona. a b c d e f g h

65
MICHAIL BOTYINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Malgrado questa lezione di buon gioco in un'età così giovanile,


Botvinnik non si segnalò mai come un giocatore geniale. Ciò che lo
fece distinguere fu la 'ferrea volontà di apprendere, il forte carattere
e la sua capacità di ragionare e di sistematizzare il gioco, così come
la tecnica nell'apprendistato.

Queste qualità non solo lo fecero diventare uno dei grandi campio-
ni del XX secolo, ma anche uno dei migliori didattici della storia,
un abile scopritore di futuri talenti e il creatore della più prestigiosa
scuola di scacchi dell'Unione Sovietica, scuola che contò discepoli
notevoli come il campione mondiale Garry Kasparov.

Il match-torneo L'Aia-Mosca
La ferma e sicura ascesa di Botvinnik verso la vetta dei valori scac-
chistici, negli anni che precedettero la morte di Alekhine, meritò al
maestro sovietico il diritto a una disputa del titolo.

Si intavolarono seri negoziati per un incontro fra i due, ma la guer-


ra interruppe le trattative.

Più tardi, con l'improvvisa scomparsa del russo-francese, le speran-


ze svanirono definitivamente.

Per trovare una soluzione al problema della successione, la Federa-


zione Sovietica lanciò una proposta alla FIDE per designare il nuo-
vo campione del mondo: un match-torneo fra Botvinnik, Keres e
Smyslov fra i sovietici e Reshevsky, Fine ed Euwe fra gli occidenta-
li, senza alcun dubbio i più forti giocatori de1l'epoca. La proposta
fu accettata, ma all'ultimo momento Fine rinundò alla partecipa-
zione. Con cinque giocatori, il torneo iniziò il primo di marzo del
1948 all'Aia. Dopo i due primi turni, e come era previsto, la scena
del gioco si trasferì a Mosca.

Tutti i giocatori dovevano disputare cinque partite contro ciascuno


degli avversari.

Dei quattro rivali, solo Euwe poteva vantare un favorevole consun-


tivo di risultati contro Botvinnik negli incontri precedenti.

Ma il torneo non poteva cominciare meglio per il sovietico, che lo


inaugurò con una vittoria in grande stile contro l'olandese, ciò che
gli diede una grande forza morale per affrontare con sicurezza il re-
sto della prova.

Riportiamo qui di seguito lo svolgimento di una partita relativa al-


la fase di gioco svoltasi all'Aia.

66
MICHAIL BONINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Botvinnik gioca con il Bianco e il suo avversario è il maestro estone


Pau! Keres.
l. d4, Cf6

t t t
2. e4, e6 t 6
3. Ce3, Ab4
4. e3, 0-0
S. a3, Axe3+
6. bxe3, Te8
2 ft ft ft
Una ·mossa che si dimostrerà inutile nel corso dello svolgimento 1 ~ Jì.,Q,. ~ l]
della partita. a b c d e f g h

La cosa migliore per il Nero sarebbe stata frenare il centro del


Bianco giocando 6.... , eS oppure d6 ed e5 direttamente.
8 . l .t ... • t •t t
7 t t
6 6 t 6
7. Ce2, eS 10. 0-0, eS 11 .... , exd4 5 l
8. Cg3, d6 11. f3, .,. 12. exd4, Cb6 4 ft t
l
r]
9. Ae2, C bd7 (nulla ormai 13. Ab2, exd4
(di nuovo era piti può impedire 3 fr - l-
fJ ft ~
logico giocare 9. ... , c5 la spinta e4 2 Jl iL ft ~-
epoiCc6 } del Bianco) 1 rlJ l~ l] ~
a b c d e t g· h

Improvvisamente il Bianco si è disfatto del suo pedone raddoppiato


e sta accreditando una poderosa coppia di alfieri. Il Nero contava
di frenare la sua azione dopo 14; exd4, d5!, ma s'imbatte in una
sorpresa che sconvolge i suoi piani. 6

5
14. e4!, Ae6
4 ft t ft
lS. Tel , Te7
3 ft ft -~
2 ,Q,. iL. ft tt
1 ~ 1J
Mossa troppo passiva. a b c d e t g h

Avrebbe dovuto occupare le caselle deboli: 15 . .. ., Tc8 16. Dxd4,


Ca4 17. Aal, Cc5 sarebbero state migliori.
8
7
•t t • .

t t i
16. Dxd4, De7? 6 6 .t•
17. eS!, dxeS 5
18. TxcS, Df4 4 '(:t ft ...ft
3 ft
Il Nero ha giocato questa fase della partita in modo trascurato, pri- 2 n iL. ft @
ma permettendo un'importante superiorità bianca al centro, e poi 1 1J
facilitando l'apertura della posizione. a b c d e t g h

67
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Ora il Bianco adotta una disposizione dei pezzi che prepara un at-
tacco imparabile.
•• t
19. Acl, Db8
20. Tg5, ...
20.... , Cbd7
21. Txg7 + !!, ...
6
5
.t • • 4)
(il Bianco comincia a creare minacce: ( egualmeme)
4 ft
21. Txg7+!!, Rxg7 22. Ah6 + l, &d16 21. ... , Rxg7
23. D.\ f6 + + ) 22. Ch5 + , Rg6 3 ft tt ft
23. D e3!!, ... 2 iL ft ft
1 fl n lll_
a b c d e f g h
Il Nero non è in grado d'impedire Dg5 + + o Dh6 + +. Natural-
mente, non sarebbe stato utile nemmeno 22 .... , Rg8 23. Cxf6+,
Cxf6 24. Dxf6, ... seguita da Ab2, causando un 'autentica strage
lungo la diagonale.

Risultati di Botvinnik contro i suoi quattro rivali nel


match-torneo L'Aia-Mosca

Rivale Patte Vittorie Sconfitte Punti


Smyslov 4 1 o 3
Keres o 4 1 4
Reshevsky 1 3 1 3 ,5
Euwe 3 2 o 3,5
8 10 2 14

Quando, dopo la conclusione della prima fase, il torneo si trasferì a


Mosca, Botvinnik si era già assicurato un chiaro vantaggio. Lo sce-
nario sovietico era rappresentato dal Salone delle Colonne della
Casa del Sindacato Operaio, dove anni addietro Lasker e Capa-
bianca avevano giocato le ultime partite di un torneo, e dove due
anni prima aveva avuto luogo l'incontro fra Stati Uniti e Unione
Sovietica. ]n una così illustre cornice, il 9 maggio 1948 Botvinnik si
impose come campione del mondo, dopo aver conseguito il mezzo
punto che lo separava dal titolo ancora contro Euwe, con tre punti
di vantaggio sul suo immediato inseguitore, Vasilij Smyslov.

La prima difesa del titolo


Botvinnik non era un giocatore professionista. Doveva destinare
molte ore al suo lavoro di elettrotecnico, impegno che lo assorbì
quasi completamente dopo la conquista del suo primo titolo. Nel
1951 riuscì a conseguire anche la laurea in ingegneria elettrotecnica.
Lo stesso anno, secondo regolamento, scadeva il termine per la di-
fesa del titolo. Il vincitore della fase eliminatoria fu il sovietico Da-
vid Bronstejn, un giovane dotato di molto talento, di cui si diceva
avesse conseguito il titolo di maestro quando non era che uno sco-
laro a Kiev.

68
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

L'incontro si annunciava molto difficile e Botvinnik risentì notevol-


mente del lungo periodo di inattività di fronte a un rivale così ben
preparato.

Le condizioni dell'incontro erano simili a quelle tuttora in vigore.


Era stabi lito un duello in 24 partite, e al detentore del titolo basta-
va un pareggio finale a I 2 per conservare la corona . Botvinnik ebbe
un inizio titubante nelle prime cinque partite, ma si riprese con due
vittorie nella sesta e settima, che lo posero un punto davanti a] ri-
vale. Anche così, si trovava lontano dalla sua forma migliore; spre-
cò occasioni eccellenti di aumentare il vantaggio. Bronstejn vinse la
decima e riuscì a pareggiare il punteggio. Come reagì il campione?

Bronstejn-Botvinnik 12a partita, Mosca, 1951

l. d4, e6 6. Ad2, Ad6


8
7
•i •..t.
i ... • •
i i
2.
3.
c4, f5
e3, Cf6
7. Dc2, 0-0
8. 0-0-0, De7
6
5
i .l i
i

i
4. Cc3, d5 9. f3, ...
5. Ch3, c6
4 ft ~
3 ~ fi ft fJ
Il piano del Bianco sembra coerente: arrocchi su fianchi opposti e 2 ft ~ t'f il ft ~
attacco al centro e sull'ala di re. Non è facile per iJ Nero trovare 1 lzj n .n. [1
un controgioco adeguato. a b c d e f g h

Ma Io sviluppo del cavallo via h3, benché abbia il pregio di permet-


tere la spinta f3-e4, lascia il cavallo in una cattiva posizione.
8
7
•i •i J. • •
... i i
9. ... , dxc4 6 1 ..l 1 .
(il Nero realiz::a questo cambio per poter 5 1
controbatlere al centro con e5) 4 1 g ft
10. e4?!, ...
3 fj ft f)
2 ft ~ ~ Jl ft 11
1 [b. n .n. [1
Se 10. Axc4, b5 Il. Ae2, e5; oppure 11. Ab3, a5 . a b c d e f g h

Ma questo è sicuramente quello che avrebbe dovuto giocare il


Bianco.
8

7
•i •..t. • ...i i
10. ..., fxe4
11. Cxe4, b5
6 1 ... 1 • •
5 _!
12. Cxd6, Dxd6 J[

13. f4?, ...


4
,... ... ,.1. ft ff -
3
... ~
r-
fJ
Catturando con il cavallo in e4, il Bianco ha convertito l'apertura 2 ft ft t'/ ~ ft ft,-
in un autentico gambetto, dato che ha permesso al Nero di difende-
re il pedone.
1 lfLln .n. [1
a b c d e f g h

69
PARTITE
La kosovorotka 111agica 13. c6, ...
Partita giocata a Leningrado. Guidato dall'intenzione di
Simultanee, 1925 chiudere la colonna d 'attac-
co, Capablanca esegue que-
sta spinta che risulta erro-
Bianco: Capablanca nea. Vediamo quale castigo

Nero: Botvinnik nceve.

13.... , Axc3
Secondo quanto racconta lo Non era necessario cambi are 14. Dxc3, ...
stesso Botvinnik in una delle un pedone centrale. Sempli- (se 14. bxc3, Ce4 il Bianco si trovereb-
sue biografie, quando il gio- cemente 8. CD, ... sembrava be ad t!Oi·ontare probleini insolubili)
vane Michail iniziava la sua
.'
pm .
convemente. 14. ..., Dxa2
avventura nel mondo della 15. Ad3, bxc6
scacchiera, suà madre era 8...., Da5 16. Rc2, c5!
contraria a questa sua ecces- 9. Axf6, ... (per opporsi al tenuaivo di intrappo-
siva passione per gli scacchi. (il Nero minaccia tanto Cxc5 quanto lare la regine( 17. Tal ; ... con la rispo-
"Vuoi essere un Capablan- Ce4, cosicché questo cambio appare sta Fincente 17. ... , cxd4 )
ca?" gli chiedeva ironicamen- forzato) 17. Cxe6, Da4 +
te. Ma ecco che un certo 9.... , Cxf6 (prevenzione necessaria per migliorare
giorno il ragazzo fu invitato 10. 0-0-0, ... la posizione della regina}
a giocare con il campione del 18. b3, Da2 +

• t i •t
mondo in una sessione di si- 19. Db2, Dxb2 +
multanee. Per la solennità 20. Rxb2, fxe6
dell'occasione la madre com-
prò al figlio una kosovorot-
ka marrone, una camicia ca-
6
5 ... ft t • Botvinnik ha dovuto calco-
lare con molta precisione
ratteristica della Russia, che tutta la serie di mosse prece-
si abbottona di lato e ha un
4 J. denti, per non trovarsi con
colletto a cinturino. 3 t1' f) una regina braccata . Le sue
Così abbigliato e pieno di il-
lusioni si diresse alla Filar-
2

1
ft ft ld n ft ft ft
Jl. n
analisi si sono dimostrate
molto giuste e come risulta-
monica di Leningrado la se- a b c d e f 9 h to della sua combinazione
ra del 20 novembre 1925. ha ottenuto un finale pulito
Michail Botvinnik aveva sol- Capablanca ritiene di aver con un pedone di vantaggio.
tanto quattordici anni. davanti un ragazzo in appa- Ma il compito che rimane
renza inoffensivo e decide di non è per nulla semplice: il
l. d4, d5 correre dei rischi. Ma un ar- suo avversario non è soltan-
2. c4, e6 rocco in questa fase dello to il campione del mondo,
3. Cc3, Cf6 sviluppo appare estrema- ma anche un consumato
4. Ag5, Cbd7 mente avventuroso. specialista di finali.
5. e3, Ab4
6. cxd5, exd5 10.... , 0-0 21. f3, Tc7
7. Db3, c5 11. Cf3, Ae6 22. Tal, c4!
8. dxc5, ... 12. Cd4, Tac8 23. bxc4, dxc4

70
FAMOSE Il contributo di Botvinnik
Dopo il suo secondo incontro con Tal ', Botvinnik cominciò a
24. Ac2, Tb8 + pensare seriamente a una sua volontaria abdicazione. Si dice che
durante la cerimonia di incoronazione del1961 affermasse, metà
Il primo passo: il Nero ha per scherzo, di non aver vinto nessuno dei suoi quattro match per il
crea to un pedone passato e titolo mondiale, e di aver potuto vincere solo gli incontri di ritorno. Si
ha compromesso la posizio- considerava "il primo fra eguali".
ne del re del Bianco. Tuttavia, passerà alla storia come uno dei campioni mondiali più
brillanti di tutto il XX secolo. Questo straordinario maestro
25. Rcl, Cd5 sovietico, che si mantenne alla testa degli scacchi mondiali per tre
26. Te l , c3! lustri con i due intervalli di un anno, può non aver mantenuto il titolo
27. Ta3, Cb4 con l 'energia di altri, ma ha dotato gli scacchi di un carattere
(un grave errore sarebbe stato 27. ... , scientifico e di una sobrietà di cui in pratica mancavano fino alla
Tb2 28. TxcJ, .. .) sua comparsa.
28. Te2, Td8 Botvinnik era un giocatore sistematico, minuzioso nell'allenamento
29. e4, Tc6! e capace di includere nel suo gioco le componenti psicologiche
che gli facevano scoprire nei suoi avversari le debolezze più
Una mossa tranquilla che nascoste.
decide la partita. Di nuovo Il suo stile era caratterizzato principalmente da un'eccellente
il Nero non può portare la capacità di giudizio, una tecnica raffinata nei finali, e tutti questi
to rre alla seconda traversa fattori erano poi completati da un metodo di preparazione
per la trappola 30. Txc3!, ... magistrale.
che attacca a sua vo lta la Queste qualità contribuirono in misura straordinaria al rapido
torre in c7. Ma ora questo sviluppo della scuola sovietica in cui ebbe, e ha tuttora, anche
pezzo è difeso e la minaccia dopo la fine del regime comunista, un ruolo da protagonista.
Td2 è decisiva. Dalle sue lezioni sono usciti alcuni tra i migliori scacchisti attuali,
fra i quali si deve segnalare Garry Kasparov. Nel campo delle
30. Te3, Td2 aperture, la teoria moderna si è considerevolmente giovata del suo
31. Texc3, Txc2 + contributo. Oltre ai sistemi che egli ha impiegato, e alle varianti che
32. Txc2, Txc2 + portano il suo nome, realizzò uno speciale studio della difesa
GrOnfeld e del gambetto An ti-Merano (nel gambetto di Donna).
A partire dagli anni Sessanta, e specialmente dopo essere stato
8
•i i deposto dal trono mondiale, trascorse molto del suo tempo
studiando e creando programmi in formatici per computer e tabelle
strutturate per consentire un allenamento sistematico ed
6 t estremamente efficace dei giovani giocatori.
5

4 l!
3 ft
2 ft fi
1

a b c d e l g h

Il Bianco non ha di meglio


che abba nd onare. Campionato del
Mondo del 1954.
Botvinnik, a sinistra,
mentre gioca con
Smyslov.

71
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Tuttavia la sua ultima mossa è stata un grave errore posizionale,


8 •
visto che ora entrambi gli alfieri del Bianco rimarranno inattivi. Sa-
rebbe stato meglio impedire eS mediante 13. Af4.

13.... , Ca6 5 i t
.. i

( cauurando il pedone d4, il Nero rimarrebbe
molLO arrelrato nello sviluppo)
4 i f!
14. Ae2, eS! 3 f)
2 Q ~ '& Jl. Q
1 n n
Liberandosi del pedone raddoppiato. a b c d e f g h

Allo stesso tempo elimina un punto centrale.

15. Af3, Tb8


8
7
• • i
16. Ac3?, Cb4!. 6 i •
17. dxc5, ... 5 i
4

3
• i ~
.fJ
L'errore alla mossa 16 ha costretto il Bianco a sacrificare un pedo- 2 Q n~ il fi
ne, allo scopo di mantenere l'iniziativa, in vista del fatto che 17.
Axb4, cxb4 gli avrebbe riservato un triste destino .
1 n n
a b c d e f g h

Ma la difesa del Nero è molto precisa.

17.... , Cxa2 + 21. Te5, Dc7


8

7
• ..
i .,O,.
18. Rbl, Cxc3 +
19. Dxc3, Dxc5
22. g4, Ab7
23. Axb7, ...
6

5 i
i
n •
20. Thel, h6
( il Nero in fende giocare Ab7, ma in questo momento
4 i 1l
si scontrerebbe con la sgradevole risposta 21. Cg5 ... .)
3 ~ f)
2

1 ~ n
a b c d e f g h

Non erano migliori 23. Txb5, Axf3 24. T xb8, Axdl; né 23. g5 , b4 8
24. De3, Axf3 e 25 .... , Cd5, minaeciando ... , Dxe5. In entrambi i
7
casi il Nero rimarrebbe in vantaggio. D ata la forza dell'avversario,
Bronstejn organizza un piano basato sul sacrificio di qualità, per 6
complicare la partita. Ma il campione sarà implacabile. 5 i
4 ~
23.... , Txb7 24.... , Cd5
24. g5, ... 25. Tdxd5, exd5
3 il
2
(se 24. Txe6, Cxg4 25. Tg6, Dj7! e non serve 26. Dd4, c3!
26. Txg4?, Df5 +) 27. b3, ... 1 ~
a b c d e f g h

72
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Il tema del Nero è cercare il cambio delle regine e il Bianco deve


evitarlo per non cadere in un finale senza speranza. Dopo 27.
Dxd5 + , Df7 il Bianco non avrebbe avuto niente di meglio che ac-
8
7 :l
• •
cettare il cambio. 6

5 t 1ft t lJ
27 .... , Dd7 29.... , hxgS 4 ~ fi
28. Cf2, c2 + 30. TxgS, De6
29. Rcl, ... 31. TeS, Dd6 3 ft
(se 29. R'(c2. Tcl+ e i pe::zi del Nero si 32. Rxc2, Tc7 + 2
it!/ìltrerebbero lungo la colonna) 33. Rd2, Dc5 1

a b c d e f 9 h

Obiettivo raggiunto. Questo cambio decide la partita. Il Bianco


co ntinua la lotta sperando nella ristrettezza di tempo dì Botvìnnìk.
8
7
•:l
34. DxcS, Txc5
35. Cd3, Tc6
36. Txd5, a6
37. h4, Th6
39. b4, TfS
40. Td6, T8f6
6

5
t
t
••
38. hS, Thf6 4 ft ft
3

Superato il controllo del tempo, il Bianco decide di abbandonare. Co- 2


sì Botvinnik si assicurava un nuovo vantaggio a metà dell'incontro. 1
a b c d e f 9 h

Risultati delle partite del Campionato del Mondo di Mosca, 1951


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Botvinnik 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1 1 1/2 1/2 1/2 o 1
Bronstejn 1/2 1/2 1/2 1/2 1 o o 1/2 1/2 1/2 1 o
13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Botvinnik 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1/2 1 1/2 o o 1 1/2
Bronstejn 1/2 1/2 1/2 1/2 1 1/2 o 1/2 1 1 o 1/2

Le partite successive furono emozionanti: si alternavano vittorie


dell'uno o dell'altro e si giunse all'ultima giornata con un pareggio
grazie alla vittoria di Botvi nnik nel penultimo gioco. Bronstejn ave-
va bisogno della vittoria e lanciò i suoi pezzi all'attacco. Ma Bot-
vinnik si difese con estrema ca utela e dopo varie scaramucce otten-
ne un vantaggio. Offrì allora la patta per ottenere il mezzo punto
che gli mancava per conservare il trono. Bronstejn, dopo venti mi-
nuti di meditazione, accettò.

Gli incontri con Smyslov


Dopo il duello con Bronstejn, Botvinnik non volle allontanarsi per
un tempo molto prolunga to dalla scacchiera, e prima dell'impegno
successivo partecipò a un paio di competizioni nel suo Paese.

73
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Sulle prime i suoi risultati non furono del tutto soddisfacenti e sicu-
ramente non all'altezza della fama che ormai si era conquistata, ma
senza dubbio a ciò aveva contribuito il fatto che la scuola sovietica
sempre più perfezionata, grazie in buona parte alla sua collabora-
zione, aveva creato una generazione di straordinari talenti, quali
Taimanov, Geller, Averbach e Petrosjan.

Ma a poco a poco Botvinnik andò riducendo gli errori e recuperò


in pieno la precisione del gioco.

Nel 1954 il rivale qualificato per sfidarlo in un match fu il suo


compatriota Vasilij Smyslov.

La caratteristica dell'incontro era radicalmente diversa dal prece-


den te. Bronstej n era un giocatore aggressivo e gLi piaceva avviare la
partita verso il mediogioco. Smyslov, dotato di una tecnica raffina-
ta, era uno studioso delle aperture e non evitava le varianti più cri-
tiche della teoria.

Botvinnik iniziò l'incontro giocando con molta sicurezza. Giunse


ad avere tre punti di vantaggio, ma come era avvenuto tre anni pri-
ma, verso la fi ne dell'incontro la forza del suo gioco declinò, il che
permise a Smyslov di pareggiare il punteggio quando mancava una
sola partita.

La storia si ripetè e Botvinnik conservò il titolo con la patta che gli


mancava. Questo incontro, come tutti quelli disputati da Botvinnik,
si svolse a Mosca.

Nel 1957 Smyslov superò tutti i rivali nelle fasi eliminatorie, risulta-
to che gli dava nuovamente il diritto di affrontare il campione.
L'intervall o trascorso era sta to molto ben sfruttato dallo sfidante,
che aveva consolidato il suo gioco e si era trasformato in un temi-
bile concorrente. La dimostrazione di questi progressi fu clamo ro-
sa. Smyslov si aggiudicò il match con tre punti di vantaggio e tolse
il titolo all'antico campione.

Secondo le regole della FIDE, Botvinnik aveva diritto a un incon-


tro di rivincita alle stesse condizioni del precedente, a distanza di
un anno. Il pubblico si chiedeva se avrebbe fatto uso di tale diritto,
poiché la vittoria del nuovo campione era stata schiacciante e Bot-
vinnik cominciava a essere considerato come parte della storia.

Ma quelli che pensavano così non conoscevano la capacità del re


detronizzato di analizzare i propri errori, di perfezionarsi con il
semplice esame cri tic o del suo gioco e di studiare gli avversari con
la massima minuziosità in modo di penetrarne i segreti del gioco e
prevederne le mosse.

Vediamo con quale forza Botv innik tornò alla carica.

74
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Botvinnik-Smyslov
8
7
•.t..•
i i
••
i i i i
~
Campionato Mondiale (match di rivincita) Mosca, 1958
6 i ~ i i
t. d4, Cf6 6. Ae3, a6 5
2. c4, g6 7. Ad3, Cc6
3. Cc3, Ag7 8. Cge2, T b8
4 ft ft ft
4. e4, d6 9. a3, Cd7 3 il ~ Jl ft
5. f3, 0-0 10. Abl, ... 2 il f) ft il
, n JL. ~o n
a b c d e f g h

Quella che Botvinnik adotta in questa partita è un'interpretazione


mollo originale del sistema Saemisch .

L'alfiere va a difendere il punto c4 lungo la diagonale a2-g8, sulla


quale svilupperà maggiore attività che nella sua linea abituale.
8
7
•.t..•
i
••
i i J. i
~
10. ... , CaS 6 i i
11. Aa2, bS 5
(se Il . ... , c5, avrebbe continuato con 12. b4'• ...
seguita da Tbl , con grande vantaggio del Bianco)
4 il i il il
12. cxbS, axbS 3 ft ~ Jlft
13. b4, Cc4 2 ~ ft fi
14. Axc4, bxc4 l [l 1:1' n
a b c d e f g h

La valutazione che lo stesso Botvinnik fa di questo punto deUa par-


tita risulta, oltre che altamente istruttiva per conoscere la profonda
dinamica delle mosse del sovietico, perfettamente idonea a com-
prendere le radici razionali del suo gioco che era sempre costruito
con estrema attenzione:

"Qui il Bianco ebbe l'occasione di studiare la posizione nei partico-


lari. Il suo vantaggio potrebbe essere chiaro: ha un pedone passato
sul fianco di regina, mentre il pedone c4 è bloccato. Ma i due alfieri
del Nero sono una forza latente che potrebbe uscire allo scoperto
se il Nero decidesse per la mossa e5 seguita da exd4 e poi Ce5-Cd3
e c5. Se si verificassero queste mosse, il vantaggio del Bianco non
sarebbe chiaro.

Se in risposta a e5 il Bianco gioca d5, allora la nuova linea di gioco


f5-f4, seguita da g5-g4 dà al Nero un pericoloso attacco. Finalmen-
te riuscii a trovare il piano corretto: rispondere a 15 .... , e5 con b5!;
la mossa finale del piano del Nero (c5) non ha allora più forza. Il
Bianco mantiene il suo pedone b dopo c6 rispondendo a4; la colon-
na b è chiusa e la partita del Nero è difficile" (Botvinnik, Le mie
migliori partite, 1947-1970.)

75
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Continuiamo con lo svolgimento della partita.


8
• .t• ••
t J. t
{"

* t
7
15. 0-0, c6!
16. Dd2, Cb6 • t
6

5 *
4 ft t ft ft
3 ft fJ J1. ft
2 ~ fJ ft ft
Una negligenza posizionale grave. La carta principale del Nero è la 1 n IJ
coppia di alfieri ed era necessario conservarla. a c e g

Era corretto giocare 16.... , Te8 per rispondere a 17. Ah6 con 17.
... , Ah8. Non sarebbe azzeccata neppure 17. .. ., e5 18. d5! uno
8 •.t•
scambio di pezzi, sicuramente, ma che lascerebbe il Bianco con due 7
•t * t
t
pedoni passati.
17. Ah6!, Axh6 20. Tfbl, f5 21. De3, fxe4
6

5 *
18. Dxh6, f6 ( il Nero cerca con/rogioco, 22. fxe4, CcT!! 4 ft il t ft ft
19. a4, Ca8 ma l'apertura della colonna 3 fJ ~
è in .fa l'ore del Bianco) 2 fJ
Altra imprecisione. Avrebbe dovuto evitare la successiva spinta con
22 . .. ., Db6. a b c d e f g h

Senza dubbio Smyslov non valutò correttamente la forza della


prossima mossa del Bianco, che restringe completamente il gioco
del Nero e lascia due pedoni passati sull'ala di regina.
8
7
•.t .. •• t

23. d5!, cxd5 25. Tfl!, Dd7 26. Dd4, e6


6
5 * • t

24. exd5, Ab7 (naturalmente, 25 . ... , 27. dxe6, Cxe6!


Cxd5?? 26. De6 +)
4 ft ft t ft
3 ~
Il campione non s'arrende e in1pegna tutte le sue risorse. Dopo 28. 2 fJ ft ft
Dxc4?!, d5 e d4, il Nero otterrebbe abbastanza controgioco, ma il 1 n n ~
Bianco trova una risposta migliore. a b c d e f g h

Sarebbe invece stato più facile per il Bianco 27 . ... , D xe6 28. Cf4,
De5 29. T ad l , ... con enorme vantaggio posizionale.
8
7
•.t• •... t
28. Dg4!, Tfe8 30 . ..., Cc7 6
fJ * t
29. Cd4, Dg7
30. Tadl, ...
(migliore di 30. Cxe6, Dxc3
31. Df4, Te5
32. Cc6!, ...
5
4 ft ~ t
• ~
3 f)
31 . D.f4, Rh8 32. Taci , De5)
2 ft ft
1 n n et
Il colpo di grazia. a b c d e g h

76
MICHAJL BOTYINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Ora sì che il vantaggio posizionale si trasforma in vantaggio mate-


riale, e senza remore di alcun tipo.
8

7
• • i
32 .... , Axc6 6
33. Dxc4 + , d5 5
34. Dxc6, Td8
( 34. ... , Txb4 sarebbe risultata perdente per 35. Cxd5.·
4 ft ~
il Nero, injèuti, non può catturare il cavallo per il mallo 3 fj
cm1 la regina in oliava traversa) 2 ft ft
35. Dh6, De7 1 n 6
36. Dd4, Dd6 a b c d e f 9 h
37. Tfel!, ...

Con una sola torre sulla scacchiera, il controgioco del Nero dovrà
ridursi.

La resistenza del Nero sta esaurendosi. 8


7 ~ i
37 .... , Tde8
38. Txe5, Txe5 6 ... • i
39. bS, Ce6
40. Da7, d4
5

4 ft
ft
t

3 fj
A questo punto la partita fu aggiornata, ma Smyslov comprese che
la ripresa non era necessaria. La mossa realizzata da Michail Bot- 2 ft ft
vinnik era la migliore: 41. Ce4, ... Il cavallo è tabù, per il doppio n ~
attacco di Da8 + . a c d e 9 h

Questa fu la seconda vittoria consecutiva di Botvinnik alFinizio del


match. La rivincita fu molto combattuta fino alla 18a partita. Da
questo momento, lo sfidante si pose al comando dell'incontro e di-
stanziò il rivale di due punti.

Smyslov dovette così abbandonare un'ìllusione che era durata ap-


pena un anno.

Il genio di Riga entra in scena


Botvinnik aveva raggiunto il culmine della sua carriera a un'età
considerata allora come ottimale per un giocatore di scacchi (37 an-
ni all'epoca del primo titolo). Ma erano passati diversi anni e le
nuove schiere di scacchisti sovietici si facevano avanti con estrema
decisione.

D geniale giocatore di Riga, Michail Tal', guadagnò il diritto a par-


tecipare a un incontro per il Campionato del Mondo alla precoce
età di 23 anni, senza aver giocato neppure una sola volta con il de-
tentore della corona. Qualcosa di inaudito fino ad allora.

77
MICHAil BOTVINNIK E lO SVIlUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

L'incontro iniziò molto male per il campione. Botvinnik affrontava


un rivale la cui età era meno della metà della sua, ma questa non
fu la difierenza che accusò maggiormente. La concezione di gioco
di Tal' era completamente diversa dalla mentalità scientifica di Bot-
vinnik, si sarebbe detta assolutamente rivoluzionaria. Alla minima
occasione, il giovane sfidante creava una spettacolare confusione di
pezzi, non sempre in suo favore. Obbligava i rivali a calcoli profon-
di e continui, ed essi si perdevano nel mare delle varianti, mentre
lui stava come un pesce nell'acqua. La mente di Botvinnik patì di-
versi collassi analitici e il campione firù per essere sconfitto con un
eloquente 12,5 a 8,5.

Ma di nuovo Botvinnik contava su un match di rivincita. Ved iamo


la sua ultima partita di questa serie.
8

7
•t t ..t'i'
_t~
••
t .t t
Botvhmik-Tal' (match di rivincita) 6 l t t
Campionato del Mondo 1961. 21a partita 5 l ft t - ~
l-

l. d4, Cf6 4. e4, d6 7. Cge2, 0-0


4
- L.. ft ft L
l
2. c4, g6 5. f3, Cbd7 8. dS, ChS 3 fJ Jl.ft
3. Cc3, Ag7 6. Ae3, eS 2 ft ft fJ ft ft
1 1J ~ iì_ Jl 1J
Tal' opta sempre per le varianti più complesse. a b c d e f g h

-
Se 9. g4, Cf4, il Nero sacrifica un pedone, ma apre l'importante
diagonale nera.
8
7
•t .t
t
. . . . !l
-r--
.t t
9. Dd2, fS
10. 0-0-0, a6
12. exfS, gxfS
13. Cg3, De8
6
5
t. ,_t_

ft t t .
(prepara b5 ed eviw il sa/10 di cm•allo nel caso 14. Ad3, Cxg3? l l

di un futuro De8)
4
- L..
ft -

11. Rb1 , Cdf6 3 f) ~ Jlft .


(con /'inlenzione di 12....Jxe4 13./\'(?4, b5) 2 ft ft t:t ft ft
1 6 1J 1J
Una cattiva decisione, poiché apre la colonna h al Bianco. a b c d e f g h

Il pedone fS era attaccato, ma meglio della mossa del testo era op-
tare per un sacrificio: 14. ..., e4 15. Cxh5, D xh5, con cui il Nero
avrebbe avuto un certo controgioco lungo la. diagonale nera aperta,
8

7
• ..t ••Jl. t
l

••

se ben combinato con una rottura sull'ala di regina . 6 t t -
5 ... t t ft t t -
lS. hxg3, eS 17. g4, bS
- 1- ft ft
4
16. Ah6, Dg6 18. Axg7, ... -
3 f)Jl ft -
2 ft ft ~ ft
Un leggero errore che permette al Nero di salvaguardare la sua po-
sizione, disponendo del controllo della casella h6.
1 6 1J n
a b c d e f g h

78
-
MICHAIL BOTVINNIK E LO SVILUPPO DEGLI SCACCHI SOVIETICI

Sarebbe stato meglio inziare il raddoppio delle torri direttamente


con 18. Th4.
8
• •
18.... , Rxg7
19. Th4, bxc4
21. Tdh1, Dg5
22. Dxg5, hxg5
7

6 t i

•i o
20. Ac2, h6! 23. T h6, fxg4? 5 i ft i
(Tal' approfitla
dell'occasione e prepara
4 t t
3 f) ft
il cambio delle regine)
2 ft il ft
Tal ' valuta male la risposta del Bianco, che apre la colonna f per 1 ~ n
l'attacco. a c 9

Prima di questo errore, la posizione del Nero era più accettabile.

24. fxg4!, Axg4 30. Txf8 + , Cxf8


8
7
• •n
25. Tg6 +, Rf7 31. Cxc4, Ad7? 6 t
26. Tfl !, Re7 (questo accelera l'epilogo , 5 i t i
27. Tg7 +, Re8 ma la posizione del Nero
4 f)
28. Ce4!, Cd7 era gicì cattiva)
3
(logicame/'1/e, se 28. ... , Cxe4? 29. Aa4 +) 32. Tf7, Rc7
29. Cxd6+, Rd8 33. d6 +' ... 2 ft .ft Jl.
1 ~
Il Nero abbandona davanti a ll 'irrimediabile perdita di materiale. a b c d e t 9 h

Durante l'anno che separò i due incontri, Botvinnik si preparò a


fondo e realizzò un minuzioso studio delle caratteristiche del rivale.
Si potrebbe quasi dire che gli rubò il segreto, visto che nell'incontro
di rivincita l'esito della lotta ruotò di 180 gradi. Tanto schiacciante
era stata la sua sconfitta contro Tal', altrettanto , e ancor più
schiacciante la rivincita contro il genio di Riga. Botvinnik fu inco-
ronato campione per la quinta volta vincendo per 13 a 8. Questa
volta non perdette la sua matematica calma.

Gli ultimi anni


Per il successivo ciclo mondiale, la FIDE decise di abolire il privile-
gio deii'incontro di rivincita. Nel 1963 Botvinnik si incontrò con un
altro rappresenta nte della vigorosa scuola sovietica: Tigran Petro-
sjan. IJ campione aveva già 52 anni e dovette cedere davanti alla
forza del suo giovane rivale. Ma questo è argomento di un'altra
unità. Dopo essere stato spodestato, Botvinnik continuò a giocare
ad alto livello, rappresentando il suo Paese con la prima scacchiera
olimpica e ottenendo grandi risultati in prove importanti.

Il primo segno certo di declino della sua carriera si presentò a Belgrado


nell969, dove non poté classificarsi meglio del settimo posto. Un anno
dopo annunciò formalmente il suo ritiro dalle grandi competizioni.

79
TABELLE DEl RISULTATI
Michail Botvinnik: Campione del mondo .1948-1957, 1958-1960 e
1961-1963 (I due primi incontri sono stati inclusi nelle pagine della
presente unità).

Mosca, 16 marzo-13 mag gio 1954 {12:12)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Botvinnik 1 1 1/2 1 1/2 1/2 o 1/2 o o o 1
Smyslov o o 1/2 o 1/2 1/2 1 1/2 1 1 1 o
Partita 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Botvinnik 1 o 1 1 1/2 1/2 1/2 o 1/2 1/2 o 1/2
Smyslov o 1 o o 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1/2 1 1/2

Mosca, 5 marzo-27 aprile 1957 (9,5 :12,5)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Botvinnik o 1/2 1/2 1 1 o 1/2 o 1/2 1/2 1/2
Smyslov 1 1/2 1/2 o o 1 1/2 1 1/2 1/2 1/2
Partita 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
Botvinnik o 1 1/2 1/2 1/2 o 1/2 1/2 o 1/2 1/2
Smyslov 1 o 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1/2 1 1/2 1/2

Mosca, 4 marzo-8 maggio 1958, rivincita (10 ,5:12,5)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Smyslov o o o 1/2 1 o 1/2 1/2 1/2 1/2 1 o
Botvinnik 1 1 1 1/2 o 1 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1
Partita 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23
Smyslov 1/2 o 1 1/2 1/2 o 1 1/2 1/2 1 1/2
Botvinnik 1/2 1 o 1/2 1/2 1 o 1/2 1/2 o 1/2

Mosca, 15 marzo-7 m aggio 1960 (8,5:12,5)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Botvinnik o 1/2 1/2 1/2 1/2 o o 1 1 1/2 o
Tal' 1 1/2 1/2 1/2 1/2 1 1 o o 1/2 1
Partita 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21
Botvinnik 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1/2 o 1/2 1/2
Tal' 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1 1/2 1/2

Mosca, 16 marzo-12 maggio 1954, rivincita (8 :13)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Tal' o 1 o 1/2 1/2 1/2 o 1 o o o
Botvinnik 1 o 1 1/2 1/2 1/2 1 o 1 1 1
Partita 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21
Tal' 1 o 1/2 o 1/2 1 o 1 1/2 o
Botvinnik o 1 1/2 1 1/2 o 1 o 1/2 1

80
Michail Botvinnik, il ''patriarca degli scacchi sovietici" ebbe
un lungo regno. Tuttavia, la sua egemonia non fu assoluta, Vasilij Smyslov
poiché giocatori come Bronstejn, Smyslov e Tal' ottennero, e Michail Tal'
sotto l'aspetto sportivo e quello creativo, altrettanti o più • Vasilij Smyslov,
armonia ed equilibrio
successi dello stesso Botvinnik. • Michail Tal',
fn questa unità verrà soprattutto analizzata la parabola il "Mago di Riga"
scacchistica di Vasilij Smyslov e di Michail Tal', due Partite famose
giocatori di stile opposto, che hanno in comune il fatto di • All'attacco!
aver vinto, e poi perso, il Campionato Mondiale battendosi (Partita del torneo dei
con Botvinnik. Candidati, 1969)
Esercizi
• Partite illustrative
e
,

Vasilij Smyslov, armonia e equilibrio


Gli scacchi di Botvinnik sono una rigorosa lotta intellettuale; Bron-
stejn desidera costantemente scoprire nuove idee; Keres si impegna
nell'attacco. Molti grandi giocatori di scacchi hanno cercato di gio-
care con un proprio stile, proiettando negli scacchi la propria per-
sonalità, con le sue virtù e i suoi difetti. In Smyslov, invece, tutto è
serenità ed equilibrio, senza soggettivismi o eccentricità. Smyslov è
l'artista in armonia con la sua arte.

Anche il suo talento crebbe in modo organico, senza esplosioni gio-


vanili. La sua carriera fu caratterizzata da un progresso solido e
graduale, senza successi spettacolari, ma con numerosi risultati di
tutto rispetto. Poi, al compire dei trent'anni, giunse al vertice, riu-
scendo a essere per due volte sfidante e, infine, nel 1957, campione
del mondo.

Smyslov ha espresso la sua filosofia di gioco in questo modo: una


partita a scacchi è un confronto fra due mentalità che tendono a
conciliare due obiettivi sovente antitetici: vincere e contemporanea-
mente produrre bellezza.

L'ascesa alla vetta


Nato a Mosca nel 1921 e campione di scacchi della sua città nel
1938, Vasilij Smyslov fece il suo ingresso nell 'élite mondiale degli
scacchi quando ottenne il secondo posto nel match-torneo dell 'Aia,
1948, giocato per designare il successore di Alekhine in cui Botvinnik
si laureò campione mondiale. Nello stesso anno condivise il primo
posto con Bronstejn, nel XVIII Campionato dell'Unione Sovietica.

Gli anni Cinquanta furono il periodo in cui realizzò i suoi maggiori


successi. La sua ascesa metodica e progressiva verso il titolo mon-
diale ebbe inizio con il Torneo dei Candidati di Zurigo, uno dei più
forti e duri di tutta la storia degli scacchi.

82
VASILU SMYSLOV E MICHAil TAL'

Bianco: Smyslov
Nero: Euwe 8
7
•i i • i i i
.... J.
Interzonale di Zurigo, 1953 (18° turno) 6 i 6
l . Cf3, Cf6 3. Ag2, Af5 6. Cbd2, h6 5 i .l
2. g3, d5 4. 0-0, Cbd7 7. e4!, ... 4 11
5. d3,c6 3 11
All a sua sesta mossa, il Nero avrebbe dovuto occupare il centro
con 6.... , e5. La mossa eseguita ritarda lo sviluppo dell 'alfiere di
re, rendendo impossibile l'arrocco corto. a b c d e t 9 h

Grazie al suo sacrificio, il Bianco consegue una superiorità nello


sviluppo dci pezzi. 8
7 i i ... • •
i .l
7. ... , dxe4 12. Df3, eS 6 6 i i
8. dxe4, Cxe4 13. Tfel , 0-0-0 5 .,Q. i
9. Cd4, Cxd2 14. Cb3, f6
10. Axd2, Ah7 15. Aa5!, Cb6
4 11
11. Ac3, Oc7
(se l l . ...• e6 12. Te/
16. c4, Td3 3

2
f)
11 fi
• tt l1
f!. ..Q.
con minaccia di 101 sacrijìcio
decisil•o in c>6 )
1 n
a b c d e t 9 h

•i i •
Smyslov comincia a sondare le debolezze della posizione avversaria,
senza darle tempo di consolidarsi.
8
7

J..t
17. DhS, De7 21. Tadl, Cc8'? 23. Txdl , fS 6 i ... i i
18. Afl, g6 ( il Nero doveva rinun- 24. Ab4, Df6 i i
19. De2, Td7 ciare al pedone e com- 25. Ac3, Ag7
5 €l
20. De3, Rb8 pletare lo sviluppo 26. CcS, Ra8
4 ft
COli 2/ . ... , Ag7)
3 .n. fl: fi ,Q.,
22. Ab3, Txdl 2 ft il - 11
Non risolve il problema neppure 26 .... , Cb6 27. Td7! , ...
1 IJ ~
a b c d e t 9 h

Il Bianco fruisce di grande attività; per contro, i pezzi neri del fian-
co di re partecipano scarsamente alla lotta. La posizione è matura si• j
i

.. l
per predisporre una combinazione. 7 .1
27. Cxb7!, Rxb7 30. Txg7, Dxg7
6

5
• i
i
i i
28. Td7 +, Ra8 31. Axe5, Dd7 4
29. DcS, Cb6 32. Axh8, ...
3 nA
Il Bianco ha ricuperato tutto il materiale sacrificato, con un pedone 2 1J i! i'! fi
di vantaggio. Questo, più la coppia di alfieri, gli assicura una facile 1
vittoria tecnica. Il Nero abbandonò alla mossa 68. a b c d e f g h

-83
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Questa posizione corrisponde alla partita K eres-Smyslov disputata


durante il ventiquattresimo t urno .
8 ... • • - ~

7 i J.. .li i t
P osizione di pa rtenza 6 i t
5 t [1
-,
4 ft ft
Keres aveva un imperioso bisogno di vincere per raggiungere nel 3 n 11 [1 ir l l

punteggio il leader Smyslov. Questi si difese serenamente dall'auda- 2 ..o.,l 1


ft ft Q
ce attacco di Keres e si aggiudicò una brillante vittoria, che gli assi-
curò il primo posto nel gran torneo di Zurigo.
1
- a
l

b c
~
d e

l
o
9 h

Le torri del Bianco sono pronte ad attaccare il fìa nco di re, ma


Smyslov non perde la calma.
8 ... ••
t t
7 ii
17...., Af6 19. Tch3, dxc4 6 i t J.. i
18. T hS, g6
(si minacci.ava 19. Txh7.
(se 20. bxc4, gxh5
21. Dxh5, Ae4)
5 n
Rxh7 20. Dh5 +. Rg8 21 T/13.
4 t ft
con wt al/acco irresistibile) 3 i! ft n
2 lì i! ft fi
Smyslov applicò qui il principio secondo cui la miglior risposta a 1 tr A~
un attacco sul fianco è un contrattacco a l centro. a b c d e l 9 h

L' ultima mossa di Smyslov ha sgombrato le linee centrali e inoltre


ha permesso di incorporare l'a lfiere di regina alla difesa.
8

7 t .l
••
t n
20. T xh7, c3 21. ... , Dxd4
21. Del, ... (catturare /'a(fiere
6 i t .t t
5
(se 21. Axc3?. T.xc3 ) sarebbe
un errore: 22. Dh6. 4 ..
Dxd4 23. Th8+ , Axh8 3 fi ft t n
24. Dh7 mollo) 2 .n. ft ft (!
La difesa serena e precisa di Smyslov ha ann ullato completamente 1 fi lì
l'attacco del Bianco. a b c d e l 9 h

[J Nero prosegue nella centralizzazione dei suoi pezzi e assume de-


8 •
cisamente l'inizia ti va.
7 i .l.
22. Dh6, Tfd8 26. Ae2, T d4 6 i t
23. Acl, Ag7 27. f4, T dl + 5
24. D gS, Df6 28. Axd1 , Dd4 +
25. Dg4, c2
4 ft tt
3 ft ft n
2 t ft fi

Il Bianco a bbandona.
1 .!l. Jl J2J
a b c d e t 9 h
-
84
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Rivalità con Botvinnik


Fra il 1954 e il 1958 Smyslov e Botvinnik disputarono tre incontri
con in palio il titolo mondiale. Nel primo si realizzò un pareggio a
12 punti e Botvinnik, detentore del titolo, lo conservò.

Nel 1956, ad Amsterdam, Smyslov compì la prodezza di vincere


per la seconda volta il Torneo dei Candidati.

Successivamente giocò a Mosca il torneo in memoria di Alekhine,


nel quale condivise il primo posto, naturalmente. con Michail Bot-
vinnik, l'eterno rivale.

Nel suo secondo confronto per il titolo mondiale con Botvinnik,


non sprecò l'occasione, sconfiggendolo con un distacco di tre punti
e venendo così proclamato campione del mondo. Il suo regno fu ef-
8
7
•t J.. ••
•i i
i .1 i
fimero; nel match di rivincita, svoltosi come i precedenti a Mosca,
Botvinnik ricuperò lo scettro.
6

5
• i
.n.
4 i ft f) ft ft
Posizione di partenza
3 ft
Nella 14ll partita dell'incontro del 1954, in cui giocava con il Nero, 2 ft ft ft ..(l
Smyslov sviluppò uno splendido attacco, infliggendo a Botvinnik
una severa sconfitta.
1 [1 ~ n
a b c d e f 9 h

11 Nero decide di sacrificare la qualità per ottenere un gioco di pez-


zi molto attivo.
8 .n.
7 i .t i
15. Cxc6, Dxc6! (il Bianco non vuole 19. a3, Dxb2 6 i i
16.
17.
18.
eS, Dxc4
Axa8, C xeS
Tcl, Db4
che la regina nemica
si m vicini al jlanco
di re: 18. Dxc/6, Ae6
20. Dxa4, Ab7
21. Tbl?, ...
5
4 -a- • .n.
ft
19. Ag2. Dxg4 seguita 3 ft ft
da 20. .... Cf3 + ) 2

1
•n ft
n
In una posizione n1olto tesa, Botvinnik commette un grave errore. a b c d e f 9 h

Smyslov castigherà la negligenza dell'avversario in modo schiac-


ciante ed elegante. La continuazione corretta, con un insignificante
8 J..
svantaggio per il Bianco, era: 21. Axb7, Dxb7 22. Tc3!, Cf3 + 23. 7

Txf3, Dxf3 24. Ae7, ... seguita da 24 .... , Axd6. 6 i i


5
21. ... , Cf3 + 24. Rh2, Cf3 +
22. Rhl, Axa8 25. Rh3, Axb2
23. Txb2, Cxg5 +
2
I pezzi leggeri del Nero sono chiaramente superiori alla regina del 1
Bianco. a b c d e f 9 h

85
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Il Nero può vincere mediante un attacco diretto o utilizzando il pe-


8
done passato.

26. Dxa7, Ae4 30. aS, Tc2


7

6
• * J.
~ i
•i t
27. a4, Rg7 31. Rg2, Cd4 +
28. Td1. AeS 32. Rfl, Af3
29. De7, Tc8 33. Tbl , Cc6
4 ft
3 ..t. !!
2

1 n • 6
ft
Il Bianco abbandona. a b c d e f 9 h

Questa posizione corrisponde alla 6ll partita dell'incontro del 1957.

Posizione di partenza 7
••J.i
6 t
5 i
4 ft ft
3 ll. ft
Smyslov, che giocava con il Bianco, introdusse nell'apertura una 2 ft ft f) n
novità teorica contro la difesa Gri.infeld, a cui Botvinnik non riuscì
di rispondere adeguatamente.
1 n A n
a b c d e f 9 h

Si è giunti alla posizione critica del progetto di Smyslov.

14. eS, DxcS + ? 16. ..., Tfd8


8
7
•* *• t
t
( antilisi successive scoprirono la risposta
gius(a.' 14. ... , Dd5!)
17. Ag2, ...
(il Bianco minac-
6
5
•fi ft t
15. dxcS, Cc4
16. f4, ...
(l'alfiere nero è rimasto escluso dal gioco)
cia Axc6 seguita
da Ad4)
4

3
• il. ft
J
l
ft
2 ft ft f) fi jl.
1 n n
La superiorità posizionate del Bianco è schiacciante. a b c d e f 9 h

Botvinnik cede un pedone cercando, invano, di ottenere un contro-


• 8
• * •

gJOCO.
7
t iL, J. i
17.... , Cxe3 19. Axb7, Tab8 6 fr i i
18. fxe3, Cb4 20. c6, Rfi 5 f) • fi i
(se 18. ... , e6 19. Axc6, bxc6 20. Cd4 21. Cd4, e6
con minacce decisive) 22. CbS, CdS
4 fi
3 !l
2 ft
1 n n
11 Nero difende il punto critico della sua posizione: il pedone c7. a b c d e f 9 h

86
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAl'

Smyslov concreta il suo vantaggio con un sacrificio di qualità, che


8
mira a facilitare l'azione del pedone c6.

23. TxdS!, exdS 6


(se 23. ... , Txd5 24. Cxcl, Tc5+ 25. Rbl 5 t
e la minaccia 26. Ca6 è decisiva) 4
24. Cxc7, Tdc8
3
25. Axc8, Txc8
26. CxdS, Txc6 + 2 ft fi
27. Rd2, Re6 1 n
28. Cc3 a b 9

n Nero non ha alcun compenso per i due pedoni perduti e quindi


abbandona.

U ltimi successi
Dopo la perdita del titolo, il gioco di Smyslov perdette di incisività,
diventò più pacifico e andò cedendo davanti alle nuove generazioni.
Tuttavia, con sorpresa di tutti gli appassionati del mondo degli
scacchi nel 1983 ebbe nuovamente accesso al T orneo dei Candidati.
Dopo aver superato nei singoli match Hubner e Ribli, giunse in fi-
nale, dove fu sconfitto da Kasparov.

A quel tempo Smyslov contava 62 anni, che non gli impedirono di


giungere alla soglia del titolo mondiale, venticinque anni dopo il
suo ultimo confronto con Botvinnik.

Michail Tal' , il "M ago di Riga"


Nella primavera del 1947, un bambino di 10 anni chiamato Michail
Tal' si ferma davanti al palazzo dei Pionieri della. città di Riga.
Una targa indica: "Sezione scacchi". Con passo deciso varca la so-
glia. Non lo sa ancora, ma ha compiuto il primo gesto che in pochi
anni lo condurrà al vertice degli scacchi mondiali.

È curioso come le prime partite dell'uomo che sarebbe diventato il


campione mondiale più giovane della st oria (primato che in seguito
gli sarebbe tolto da Kasparov) non lo indicassero come uno dei
grandi talenti di Caissa. La spiegazione è che non sembrava posse-
dere quella intuizione naturale per il gioco che aveva caratterizzato,
ad esempio, Morphy e Capablanca. Perdeva, infatti, molte partite
per errori strategici. Ma nel fertile ambiente degli scacchi sovietici
gli fu agevole apprendere gli aspetti più propriamente tecnici del
gioco. D'altro canto Tal' possedeva qualità che difficilmente si pos-
sono imparare: una straordinaria immaginazione combinatoria, che
metteva al servi.zio di un superbo spirito di lotta, e una grande pe-
netrazione psicologica.

87
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Dopo la sua prima vittoria nel Campionato sovtettco, all'età di


vent'anni, gli appassionati dicevano che " Misha" Tal' possedeva
l'astuzia psicologica di Lasker, il genio combinatorio di Alekhine e
l'animo d'attaccante di Keres.

Un'ascesa folgorante
Michail Tal' iniziò la sua rapida carriera di successi all'età di di-
ciassette anni, nel Campionato di Lettonia del 1953.

Due anni dopo, il suo nome era noto in tutto l' am biente scacchisti-
co sovietico per la vittoria ottenuta nella semifinale del Campiona-
to dell'U RSS, con cui aveva acquisito il diritto a disputare la finale,
dove si classificò settimo.

L'anno successivo sbalordì tutti vincendo il 24° Campionato del-


l'URSS. I suoi detrattori , che lo accusavano di gioco speculativo e
di sca rse fondamenta, furono ridicolizzati quando l'anno seguente
riconfermò il titolo.

In seguito , già incamminato verso il titolo mondiale, vinse il Tor-


neo Interzonale di Portorose nel 1958, e l'anno successivo il Torneo
dei Ca ndidati, svoltosi in Jugoslavia.

Aveva solo ventitré a nni e già aspirava al tito lo mondiale.

La postzwne illustrata qui a fia nco corrisponde alla partita che


Tal', con il Bianco, giocò contro Geller nel 25° Campionato del-
I'U RSS, svoltosi a Riga nel 1958.
8
7
• i. ••
i i i
Posizione di partenza
6

5
t
ft

Tal' doveva assolutamente vincere, non soltanto per riconfermare il
4 J.i tt
titolo, ma anche per otlenere la qualificazione al To rneo Interzona- 3 lfJ ft
le. Il modo con cui lo fece rivela perché sia stato rapidamente con- 2 ft o ft
siderato dal pubblico degli appassionati come il giocatore più affa-
scinante del mondo. a b c d e f 9 h

Tal', fedele al suo stile, sacrifica la qualità in cambio di un gioco più a t-


tivo e della possibilità di co lloca re un pedone nella ses ta traversa.
7
..
• n • i •i i
18. Tbl, Axel
19. Txb7, Te8
20. d6, Dc8
21. Ag5!!, ...
(questo secondo sacrificio non poteva es-
sere accellato; per esempio: 21 . ... , Dxbl
6
5
i

21. Axf6, gxf6? 23. DM!, ... e il Binn- 4
co ha 1111 al/arco l'incente malgrado il suo 3 lfJ ft
grande swmtaggio mmeriale)

Dopo Alekhine, soltanto nelle partite di Tal' vediamo ripetersi brii-


2

1
ft a ft
lanti sacrifici uno dopo l'altro. a b c d e f 9 h

88
VASILU SMYSLOV E MICHAILTAL'

Geller trova nuovamente la risposta più forte: un contrattacco.

21. ..., Te2 24. Rh2, Td8!


8

7

22. Tc7, De6 ( bloccando il pedone d e disponendosi a 6 i
23. Cxel , Txel + contrastare 25. Tel, ... co11 25. ..., Dxel) 5
25. Axf6, gxf6?? 4

2 ft
Geller, che fino a questo punto si era difeso con precisione, com- 1 •
mette un grave errore che gli costa la partita. a b c d e f g h

Questi "incidenti" dipendono da l fatto che il gioco di Tal' crea insi-


8
curezza negli avversari , i quali debbono continuamente evitare inge-
7
gnose trappole. Ciò, sommato alla pressione esercitata dall'orolo-
gio , favorisce gli errori. 6

5
26. Te7, Dxd6 + 30. Ae4, Txa2 4
27. Dxd6, Txd6 31. Txc4, aS
3
28. Txel, Td2 32. Tc8 +, Rg7
29. Tcl, Txf2 33. Tc7

11 Nero a bband ona. a b c d e f g

Il Torneo dei Ca ndidati del 1959, io Iugoslavia, fu disputato dagli


otto finalisti a turno quadruplo. Al torneo partecipava il bambino
prodigio nordamericano Bobby Fischer, futuro campione del mon-
8
7
• J..
i t••
••
do. Tuttavia, non era ancora giunta la sua ora. Tal' lo vinse nelle 6 i t t
quattro partite disputate. 5 ft ft i
Posizione di partenza
4 ft -et
3 f) f)
2 ft il ft 1!
1 n n
Nella partita che commentiamo , Tal' gioca con i pezzi bianchi. a b c d e f 9 h

Il giovane Fischer sceglie di guadagnare materiale, confidando di


poter contenere l'a ttacco di Tal' sul fianco di re.
8

7
• J..
i t.
••
i t
20. ... , dxcS
21. Ad3!, cxb4
22. Tael, Df6
6

5 ft *i
4 t ~
Sarebbe stata migliore 22.... , Dd6 con la seguente continuazione: 3 f) ~ Jl
23. Axf5 +, Rh8 24. Dd4 + , Df6! 25. Dxb4, D b6 + 26. Dd4 +, 2 ft ft ft
Dxd4 27. Cxd4, ... con grande superiorità posizionale del Bianco. 1 n n Jì.
Ora l'attacco è imparabile. a f 9 h

89
PARTITE
All'attacco!
Partita del torneo dei Candidati del1969
Match per il terzo posto

Biatlco: Bent Larsen


Nero: Michail Tal'

l. Cf3, Cf6 un errore: 24. . .. , fxe3 25.


2. c4, g6 Txf7, Rxf7 26. Ah5 +, ... La
3. Cc3, Ag7 posizione è molto ricca di
4. e4, d6 6 possibilità tattiche, come
s. d4, 0-0 5 mostra la seguente variante:
6. Ae2, e5 25. Cxf4, Dxe3 26. Cxb3,
4
7. 0-0, Cc6 Cg2 + 27. Rdl, Txfl 28.
8. d5, Ce7 Axfl, De l matto.
9. Cel, Cd7
10. Cd3, fS 1 25. At1, f3
11. Ad2, Cf6 a b c d e f g h 26. Axh4, Dxh4 +
12. f3, f4
13. eS, g5 La risposta a 26. ... , Axfl?
14. Tcl, Cg6 Larsen faceva assegnamento sarebbe 27. Cf2!, ... con van-
15. Cb5, Tf7 sulla variante 20 .... , Axfl 21. taggio per il Bianco.
16. cxd6, cxd6 Dc8, Tf8 22. Dxd8, T xd8 23.
17. Dc2, g4 Axfl , Txa8 24. Tc7, ... che gli
avrebbe concesso vantaggi 27. Cf2, fxe2
Larsen aveva già raggiunto posizionali. Ma Tal' gli aveva 28. Dxe2, e4!
questa posizione nella par- preparato una sorpresa.
tita giocata contro Najdorf
a Santa Monica, nel 1966.
7
In quell'occasione, il mae- 20.... , Cxe4
stro polacco-argentino optò 21. fxe4, Dg5 + 6
per la difesa e continuò con 22. Rf2, Dg2 + 5
17 .... , Ce8 e non poté attac-
4
care sul fianco di re. Ta l', La continuazione 22. . ..,
che era in svantaggio di 3-1 Dh4 + portava alla patta, 3

nel match , doveva vincere ma ciò non soddisfaceva il


ed era disposto a rischiare Nero. 1
tutto. a b c d e r g h
23. Rel, Ch4
18. Cc7, gxf3 24. Ae3?, Dxe4!
19. gxf3, Ah3 Larsen trascurò nei suoi cal-
20. Cxa8, ... Catturare il pezzo sarebbe coli questa mossa, malgrado

90
-

FAMOSE Michail Tal' , specialista in primati


Michail Tal', agli inizi della sua carriera, esibiva uno stile di gioco
disponesse ancora di un 'ora
assai personale, traboccante di combinazioni, di sacrifici a volte
e mezza al suo orologio,
"non corretti" e di mosse "dubbie", ma che obbligavano gli
contro i tre minuti di Tal',
awersari a prendere difficili decisioni in posizioni complesse;
per giungere al controllo
questo modo di giocare fu censurato da alcuni critici sostenitori di
della mossa 40.
un gioco fondato esclusivamente sulla logica e sulla tecnica
scacchistica.
Costoro si erano dimenticati che la partita a scacchi è un
29. Tg l, e3
combattimento tra essere umani, una lotta intellettuale non contro
30. Dxe3, Te7
un qualche ideale di perfezione (che è stato raggiunto solamente in
31. Txg7 +, Rxg7
poche partite dei migliori giocatori), ma contro un avversario in
32. Tc7, Ad7
carne e ossa, un uomo con emozioni, pregiudizi. Per questo gli
33. Txd7, Txd7 adoratori della tecnica restarono confusi dal tipo di gioco del
34. Dxa7'?, ...
"Mago di Riga". A questo riguardo, lo stesso Tal' ironizzava con
grande senso dell'humour: "Esistono due tipi di sacrifici: quelli
Le analisi hanno dimostrato corretti e i miei".
che il Bianco avrebbe conser-
Il passar del tempo ha tuttavia confutato questi pregiudizi e
vato la possibilità di fare pat-
attualmente Michail Tal' è amato e rispettato da tutti gli scacchisti
ta con 34. Dc3 +, Df6 35. de/mondo.
Dg3 + !, Rf8 36. Cd3, ... ben-
Sul piano sportivo, a parte l 'essere stato campione del mondo, è il
ché la sua posizione fosse
giocatore che ha vinto il maggior numero di volte il Campionato
straordinariamente difficile.
dell'Unione Sovietica: sei, e, data la scomparsa deii'URSS,
nessuno potrà mai superar/o. Ha ottenuto numerosi primi premi
34 .... , Te7 +
nella sua ampia carriera sportiva, durante la quale ha disputato più
35. Rdl , Dc4
di quattromila partite. Da segnalare la sua "seconda gioventù",
36. Db6, Dfl + negli anni 1972-74: in questo periodo, oltre a vincere dieci tornei
37. Rd2, Te2 +
consecutivi, fra i quali due Campionati dell'Unione Sovietica,
38. Rc3, Del +
rimase imbattuto per oltre ottanta partite, prodezza che nessuno è
39. Rd4, De3 + riuscito a superare e che dimostra anche la straordinaria capacità
40. Rc4, T c2 +
di adattamento del suo gioco alle varie circostanze.
Sul piano creativo ci ha lasciato una numerosa e bella collezione di
partite d'attacco, che sono una fonte di piacere scacchistico per
8 fJ tutti quelli che si addentrano nel mondo di Caissa.
7 t t Michail Tal' è morto a Mosca ne/1992.
6

5
4 6
3
2 ft
1
a b c e t g h

Per molti, il gioco di


Michail Tal' è
sconcertante. Tuttavia, lo
L1 Bianco abbandona. studio meticoloso delle sue
partite mostra che è uno
dei maggiori geni di tutta
la storia degli scacchi.

91
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Tar incorpora i pezzi pesanti nell'attacco sull'ala di re, mentre l'ala


di regina del Nero rimane inattiva.
8
7
•t .t
t
nn•
23. Te6, Dxc3 27. Te8, Cdf6 6 t
24. AxfS + , TxfS 28. Dxf6 +, Dxf6 5
25. Dxf5 + , Rh8 29. Txf6, Rg7
26. Tf3, Db2 30. Tff8, ...
4 t
(se 26 . .... Dgl 27. TgJ. Dh7 28. Te8! 3 f)
e il Bianco 11011 ha problemi) 2 fi
1
Sarebbe risultata efficace anche la semplice 29. Tf3. a b c d e l g h

Il Bianco preferì mettere l'avversario in Zugzwa ng.


8 a.t nn
30...., Ce7 31. ... , hS 33. Cc4, b5 7 • •
-'..--.--a
31. CaS, ... 32. h4, Tb8 34. CeS 6 t
(il re, il cm•allo e /'a/jìere del Nero 11011 dispongono di mosse; se 3/ . ... , Tal,
retrocedendo con la torre f8 si guadagna 1111 pe::::::o )
5 t 11 e t
4 t
3

2 fi

Il N ero abbandona. a b c d e l g h

Tal' campione del mondo


Con la sensazionale vittoria nel Torneo dei Candidati, Tal' acqu isì
il diritto di battersi contro il campione Botvinni k.

Gli esperti fecero le loro previsioni: da un la to stava il maturo Bot-


vinnik, lo splendido tecnico con un'ineguagliabile conoscenza degli
scacchi.

Dall'altro c'era Tar, con i suoi 23 anni, il giocatore più brillante di


tutta la storia degli scacchi.

I partigiani dell'ortodossia affermavano che le combinazioni di Tal'


non erano corrette e non avrebbero retto alla prova di un'analisi
obiettiva, che gli mancava la profondità strategica è la tecnica del
finale. Botvinnik, il grande scientifico, sarebbe riuscito di certo a
sconfiggere questo giovane.

Come sappiamo, il pronostico fu smentito. Tal' vinse in modo con-


vincente l'incontro per 12,5-8,5.

L'immaginazione e la mentalità attaccante erano state ricompensate


da ll a corona mondiale.
-
92
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAl'

•• •
La posizione che ora vedremo corrisponde alla l il partita del
match, in cui Tal' giocava con il Bianco.

Posizione di partenza 6 i
5 i fr. i
In questa nota posizione della difesa Francese, Tal' aveva appena
giocato 11. Rdl!? Trent'anni prima, qualunque commentatore di
4 i
scacchi sarebbe inorridito davanti a una simile mossa. Oggi nessu- 3 fr.

no se ne meraviglia: il Bianco conserva al suo cava llo la possibilità 2


di saltare in e2 o in f3, riuscendo a li berare nello stesso tempo la 1 1]
diagonale fl-a6. a b c d e f g h

Il Nero continua lo sviluppo e al tempo stesso mira. alla casella c2.

11. ..., Ad7 14. cxd3, Aa4 +


8
7
•i • i

12. Dh5 + , Cg6
13. Ce2, d3
(Tal' considerò che. dopo 14. .. ., Cc6 se-
guita da arrocco lungo , il Nero avrebbe avulo
6
5 t
i
i
• tt
un buon compenso per i due pedoni sacri(ic(l{i)
15. Rel, Dxe5
4 J.
3 ft ft fr
2 ~ ft fr ft
Il Nero ricupera parte del materiale sacrificato, ma la mossa gli fa
perdere molto tempo.
1
~ lf[Jl n
a b c d e t g h

Era nuovamente interessante 15 . ... , Cc6 lottando per l'iniziativa.

16. Ag5, Cc6 18. ... , e5 22. Tbl, b6


8
• •
17. d4, Dc7 19. Th3, Dfì 23. Cf4, T ae8 6 iJ..
18. h4, ... 20. dxe5, Ccxe5 24. Tb4, Ac6 5
(doppio obimivo: 21. Te3, Rd7 25. Ddl, ...
avanzare il pedone
4 D
passa/o e sviluppare la torre) 3
2
ft n
Una volta compiuta la sua missione sul fianco di re, la regina torna
al centro. a b c d e t g h

Il Bianco dispone di un pedone di vantaggio e inoltre i suoi pezzi 8


occupano posizioni attive, specialmente le torri che controllano il
centro. 7
6
i

iJ.. •
25. ..., Cxf4 29. c4, dxc4 30. Axc4, Dg7 5 t .it ft
26. Txf4, Cg6 (se 29. ... , Ce7 31. Axg8, Dxg8
27. Td4, Txe3 + 30. cxd5, Axd5 32. h5
4
ll
28. fxe3, Rc7 31 . Axe7. Dxe7
3 ft ft
32. Del + . ... ) 2

1
Il pedone si mette in marcia. li Nero abbandona. a b c d e f g h

93
VASILU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

Vediamo ora una posizione corrispondente alla sesta partita, in cui


Tal' giocava con i pezzi neri.
8

7 :l i •J.. i
Posizione di partenza 6 :l i
5 ft :l .t
Ques ta posizione fu raggiunta dopo la mossa 21. ... , Cf4. Secondo
Tal', la polemica suscitata da questa mossa manca di fondamento.
4

3
•• f) .,0,.
• ft
Dopo il sacrificio, tutti i pezzi neri sviluppano un'attività straordi- 2 ft fi ~ fi .n. ~
naria, specialmente il " passivo" Ag7, e il Bianco è costretto a esa-
minare una moltitudine di varianti.
1 n
a b c d e t 9 h

TI Bianco deve accettare il sacrificio.


8 • •

22. gxf4, exf4 7 t t J.. 1


23. Ad2, Dxb2 6 t i
( Tal' rimase ù1certo jrt1 la mossa de/testo 5 ft .t
e 23. ... , Ae5 . che era la pitì correi/a)
24. Tb l , ...
4 _..,. • :l
(la mossa 24. Cdi , ... avrebbe perso per 24. ..., De5!) 3 f) ft
2ft • .n. ~ ft ..a. e
1 nn
Il Bianco sacrifica la qu alità cercando di conquistare l'iniziativa. a b c d e f 9 h

Tal' ripone tutte le sue speranze nella prossima mossa.

24 .... , f3
8
• •J..i
25. Txb2?, ... 6 t i
5 ft .t
Giorni dopo, Flohr scoprì la seguente variante: 25. Axf3, Axbl 26.
Txbl , Dc2 27. Ae4, Txe4 28. Cxe4!!, ... e ora, tanto in quelle di 28.
... , Dxbl 29. Cxd6, ... quanto nel caso di 28 .... , Ae5+ 29. Rg2,
4

3

~ 1 ft
Oxbl 30. Cxd6!, .. . il Bianco ottiene un finale nettamente migliore. 2 ft o ~ A e>
Psicologicamente è co mprensibile che il Bianco desiderasse cambia-
re le regine.
1 o
a b c d e t 9 h

Botvinnik sottovaluta la mossa 26 del Nero.

25 .... , fxe2 27. Aet , Ae5 +


8
7 :l i
• t
26. Tb3, Td4 28. Rgl, Af4 6 i
(la torre situata nella colonna d, com- 5 .t
hinaw con il pedone passmo. assicura la 4
rittoria al Nero )
3 l] f) ft
2 ft
Il Nero si lascia sfuggire qui la possibilità di concludere rapidamen-
te la partita mediante 28 .... , Txc3! 29. Tbxc3, Td.l 30. Tc4, Ab2.
1 n
a b c d e f 9
-
94
VASilU SMYSLOV E MICHAIL TAL'

La causa di q uesta omissione fu la seguen te: il rumore della sala


8
obbli gò gli a rbi tri a trasferire la scacchiera in una sala vicina. Tal'
decise a llora di impiegare una variante meno forte ma più sicura, 7 n i
con la quale non era necessario fare grandi calcoli. 6 i .l i
5
29. Cxe2, Txcl 32. Ce2, Ae5 35. Tc7, Axa2
30. Cxd4, T xel + 33. f4, Af6 36. Txa7, Ac4
4 .l
3
31. Afl , Ae4 34. Txb7, AxdS
2 fJ
I pezzi bia nchi sono immobilizza ti e la spin ta del pedone d decide
la pa rtita .
1 a ..o..
a b c d e f g h

A pa rtire dalla mossa 28, il Nero gioca in modo impreciso e com-


8
plica non poco le cose.
7 i
37. Ta8 + , Rfì 40. Rf2, Ah4 + 44. Rxg3, RdS 6 i
38. Ta7 +, Re6 41. Rg2, Rd6 45. Ta7, c3 5
39. Ta3, d5 42. Cg3, Axg3 46. Tc7, Rd4
43. Axc4, dxc4
4 3
3 e> ft
Qui la partita fu aggiorna ta e il Bianco a nnotò la sua mossa segre- 2
ta . Il giorno seguente Ta l' ricevette la telefonata che gli comunicava 1
l'abba ndono di Botvinnik. a b c d e f g h

La par tita che segue era la 19!1, e T al' giocava con i pezzi bia nch i.

Posizione di partenza
8
7
• •
•i • •
dopo la mossa 14 6 i
5 i
4 ft ft ~
Questa fu la sesta vittoria di Tal' nel match; con essa il risultato
era pra ticamente deciso in suo favo re. In questa pa rtita non a bbon- 3 l! fJ n
dano le combinazioni. Al contra rio, il gi oco si basa su concetti p o- 2 il n .n.
sizionali generali . Tal' non aveva giocato molte pa rtite con questo 1 [1 n
sti le; fo rse per ciò la considerò il suo miglior risultato del ma tch. a b c d e f g h

Il Nero minacciava l'avanzata in e5 che. gli avrebbe permesso di pareg-


gia re il gioco. Inoltre, il Bianco deve considerare molto attentamente
la situazione della sua regina e della torre poste sulla stessa diagonale. 7

6
15. Ah3!, Df6 17. De2, dxc4
16. Ad2, d5 18. Af4, Cd6
(sarebbe stata migliore 16. ... , c6 con ww posi::ione 19. CgS, Te8
eq~tilibrata. Il Nero sceglie di g11adagnare un pedone, 20. Ag2, ...
ma la s11a posizione rimane piena di punti deboli)

L'alfiere ha ormai compiuto la sua missione su lla diagonale h3-c8. a b c d e t g h

95
VASILU SMYSLOV E MICHAILTAL'

Il Nero trova difficoltà a sviluppare il fianco di regina e ciò lo co-


stringe a muovere i suoi pezzi in modo poco ortodosso.
8
7 J. i
• .li

20 . ... , Ta6 23. b3, cxb3
t
21. Ce4, Cxe4
22. Axe4, b5
24. DxbS, Tf8
25. Dxb3, Tb6
6

5 t **
(non è migliore 22. .. ., Dj7 23. Dxc4. 26. De3, Txbl 4 ft
e5 24. Ad5!, Ae6 25. dxe5, ... e il 27. Axbl, Ab7 3 ft
Bianco ol/iene un pedone di vantaggio) 2

Consapevole di non poter evitare la perdita di un pedone, il Nero 1 il n


cerca di organizzare un controgioco. a b c d e f 9 h

Tal' si accinge a trasformare il vantaggio posizionate in materiale.


28. Aa2, ... 32. AeS, Ah6
8
7
• t
(se 28. Axc 7, ... sarebbe (se 32. ... . Te8. segue 33. De2 1, Axe5 34. 6 t J..
molto .forte 28 . ... , Ah6!) Te3 . ... e il vantaggio viene mantenuto)
28 . ..., Ad5 33. De2, Tc8
5 t Jl
29. AxdS, exdS 34. Tf3, Dh3 4 t ft
'
30. Axc7, a4 3 ft l
n ft 'i'
31. Td3, Df5
!l
Pensando che il Bianco sia obbligato a rispondere 35. Td3. Ma al
Nero giunge una sgradevole sorpresa.
2
,1
a b c d
"' e f g
ft

Tal' risolve i problemi della posizione con alcune mosse "specialità


della casa".
8

7 'i'

35. Ac7, Af'8 38. DaS, Ta8 6

36. DbS!, De6 (eludendo la trappolct: 38. .. ., Axa3? 39. Txa3, Del+ 5 t
(se si carlura l'aljìere 40. Rg2, Dxa3 41. Dxd5 + , R/8 42. Ad6 +, ... ) 4 t ft
39. Dd2, Tc8
si perde la torre)
37. AeS, Dc6 40. Rg2, Dd7
3 ft n ft
41. h4 2 ft e
1
Qui Botvinnik segnò la mossa segreta 41. ... , D g4, ma il giorno suc- a b c d e f g h
cessivo abbandonò senza riprendere la partita.

L'implacabile avversario
Quando nel 1961 Tal' si disponeva ad affron tare ancora Botvinnik
nel match di rivincita, la sua salute non era buona. Era affetto da
disturbi renali, ciò malgrado disputò il match, che terminò , come
sappiamo, con la vittoria di Botvinnik. La cattiva salute accompa-
gnò Tal' lungo tutta la vita e l'obbligò a rinunciare ad alcuni tor-
nei. Dopo varie operazioni chirurgiche, gli fu asportato un rene e
ciò probabilmente favorì il suo ricupero nel periodo 1972-74, con
un'impressionante serie di vittorie in tornei, fra i quali sono da se-
gnalare i Campionati dell' URSS del 1972 e 1974.

96
-
, ESERCIZI 91

Partita 15. CfS, AxfS 28. hS, Cdf6


illustrativa 1 16. Txf5, Cfd7 29.Dg6+,Rg8
17. Axe7, Dxe7 30. h6, Ta7
Bianco: Tal' 18.Cd5,Dd6 31 . Rh2, Te7
Nero: Pasman 19.Dg4,g6 32. Th3, Ch7
Campionato di Lettonia, 1953 20. Taf1, f6 33.Td3,Da8
21 . h4,Rh8 34. Dxe4,Dxe4
1.e4,cS 22. Tf5f3, fS 3S. Td8+, Rf7
2. Cf3, d6 36. g8=0+, Rf6
3.d4, cxd4 37. Td6+, RfS
4. Cxd4, Cf6 sa •• 38. Dg6+, Rf4
S. Cc3, a6 7 • t 39.g3+,Re3
6. f4, eS 6 t ... t 40. Td3+, Dxd3
7. Cf3, Cbd7
8. Ad3, Ae7 5
4
t • ~ *1! t 41 . Dxd3+

9. 0-0 , 0-0
ft Jl. s
10. Rh1 , b5 3
7
11 . a3, De'l 2 ft 1! ft
12. fxeS, dxe5 1 IJ {!; 6 t
13. Ch4, CcS
14. Ag5, Dd8
a b c d e f 9 h 5

4
t
*
23. exf5, Dxd5
24. fxg6, Txf3 3 ~ ·
sa .t• •• 2S. g7+,Rg8 2 1!
7
6 t
~ t

*t 26.Axh7+,Rxh7
27. Txf3, Ce4

5
4
t• il..
ifJ
(Il Nero abbandona.)

3 ft fi •
2 ft 1!
1 (1 ft

a b c e 9 h

97
Partita
illustrativa 2
14.Txc4,bxc4
15. Cc1, Tb8 • t t • t
Bianco: Bobotsov
Nero: 'Tal'
16. Axc4, Cb6
6
5
t. -----."'--'~-/--
......!

t .___.
8
Varna , 1958 ,........; 4
7
1. d4, Cf6 6
2.c4,g6
3. Cc3, Ag7
4
4.e4,d6
5. f3, 0-0
6. Cge2, eS 24. Ab3, Ca4
7. Ae3, Cbd7 25. Axa4, Axa4
8. Dd2, a6 26. Cb3, Tc3
9. 0-0-0, Da5 27. Dxa6,Axb3
10.Rb1,b5 17. Ab3, Axd4 28.axb3, Tbc8
11. Cd5, ... 18. Dd2, Ag7 29.Da3,Tc1+
19.Ce2,c4 30. Txc1,Txc1+
20. Ac2, c3
J.. t __, 21.Dd3,cxb2
8
~itJ.t 22. Cd4, Ad7
6 t i • t 23. Td1, Tfc8 t
5 ... t i f)
4 ft ~ ft 4

1 l]
a b c d e t 9 h
a b c d e t 9 h
11 .... ,Cxd5
12.Dxa5,Cxe3 (//Bianco abbandona.)
13. Tc1, Cxc4

98
ESERCIZI 91

Partita 15. ..., Txf3 29. g3, Axf2+


illustrativa 3 16. Axf3, cxd4 30. Rxf2, Df6+
17. 0-0, dxc3 31. Re1 , De5+
Bianco: Spasski 18.bxc3,Axc3 32. Rf1 , Aa6+
Nero:·Tal ' 19. Dd6, Txa6 33. Rg1 , Dd4+
Tallinn, 1973 20. Axc6, Ab4! 34. Rg2, De4+
35. Rg1 , Ab7
1. d4, Cf6 36. h4, Dh1+
8
2. c4, e6 37. Rf2, Tf7+
7 38. Re2, De4+
3. Cc3,.Ab4
4. Ag5, h6
5. Ah4, c5
6

5
•...
6. d5,b5
7. dxe6, fxe6
8.cxb5, d5
4

3
8

7 •
•t
9. e3, 0-0 2 ft ft ft
6 t
5
10. Cf3, Da5 1 )]
11 . Axf6, Txf6 a b c d e f 9 h
4 ft
12. Dd2, a6! 3 tt ft
13. bxa6, Cc6 21. Db8, Txc6
2 ft )]
14. Ae2, d4! 22. Tac1, Ac5
23.Tc2, Da4 1
15. exd4, ...
24. Db3, Df4 a b c d e f 9 h
25. Dg3, Df5
8

7
• J.
• 26. Tc1, Ab7
27. Df3, Dg5
(Il Bianco abbandona.)

6 ft
•t t 28.Db3,Tc7

* .t
5
4 Il 8
3 €! f) 7
2 ft 1l Jl. ft 6 i t
1

a b c d e 9
)]
h
5
4
..
3 tt
2 ft l]
1

a b c d e f 9

99
ESERCIZI 91

Partita 17. Dh7+, Rf8


illustrativa 4 18. Te1,Ab5
19. Axb5 , Dxb5
Bianco: Smyslov 20. Cg3, Cg6 6
Nero: Ribli 21. Ce5! , Cde7 5
Londra , 1983 22.Axh6, Cxe5
4
Semifinale del Torneo dei 23. Ch5!, Cf3+
Candidati

•t i
2
8
1. d4, Cf6
2. Cf3, e6 7

3.c4,d5 6
4. Cc3, eS 5 31. Cd5+, Txd5
5. cxd5,Cxd5 32. Dxb2, b6
4 fJ.
6. e3, Cc6 33. Db4+, Rf6
7. Ad3, Ae7 3 !! 34. Te1 , Th8
8. 0-0, 0-0 2 fr 35. h4, Thd8
9. a3, cxd4 1 l] 36. Te4, Cd6
10. exd4, Af6 a b c d e t h 37. Dc3+, e5
9
11. Dc2, h6 38. Txe5l , Txe5
12. Td1 , Db6 24. gxf3, Cf5 39. f4, Cf7
13. Ac4, Td8 25. Cxf6, Cxh6 40. fxe5+, Re6
14. Ce2, Ad7 26. d5!, Dxb2 41 . Dc4+
15. De4, Cce7 27.Dh8+,Re7
16. Ad3 , Aa4 28. Txe6+! , fxe6
29. Dxg7, Cf7
30. d6+!, Txd6
8

8
7
•t t • • i •t 6

6 .. t t
5
4
5
4 .t
• fi -et
3
2
l!
3 il ..Q. ~ 1
2 ~ 11 ft fi a b c d e t 9 h
1 D .n. n (Il Nero abbandona.)
a b c d e t 9 h

100
In questa unità ci occuperemo di alcuni straordinari
giocatori di scacchi del XX secolo che, per motivi vari, non
giunsero a fregiarsi del titolo mondiale, benché non fossero l Presso la vetta
in alcun modo inferiori ad altri che tale titolo • Paul Keres,
conquistarono. Abbiamo già preso in considerazione il caso il campione
senza corona
di Akiba Rubinstein, che nel suo periodo migliore superò • Samuel Reshevsky,
frequentemente i migliori contemporanei e che non ebbe mai il bambino prodigio
l'occasione di giocare un match con il campione del mondo • David Bronstejn,
in carica; qui ci occuperemo di tre campioni di statura l'intellettuale
storica: Paul Keres (per antonomasia il "campione senza scacchi sta
corona"), Samuel Reshevsky e David Bronstejn. Partite famose
• Lotta di colossi
(Mosca, 1951)
C Esercizi
• Partita illustrativa
esso

Come sappiamo, fino alla morte di AJekhine (1946) le regole che


consentivano la possibilità di disputare il titolo mondiale erano
estremamente vaghe; il campione disponeva totalmente della coro-
na e la metteva in palio come, quando e contro chi riteneva conve-
niente. Ciò causava abusi d'ogni genere; Lasker oppose a Rubin-
stcin condizioni finanziarie talmente onerose che il grande ebreo
polacco non fu in grado di affrontare; inoltre ritardò di almeno l O
anni l'incontro con Capablanca, nonostante tutti considerassero
quest'ultimo il vero campione del mondo dopo l'eccezionale vittoria
conseguita a San Sebastiano.

Il grande cubano tenne la corona per sei anni senza metterla in pa-
lio; Alekhine, addirittura, la mise in palio solo contro rivali chiara-
mente inferiori, quali Bogoljubov o Max Euwe, mentre negava la
rivincita a Capablanca c rifiutava di confrontarsi con Nimzovitsch,
Fine o lo stesso Keres.

Alla morte del gran maestro russo, che deteneva il titolo, la Federa-
zione Internazionale stabilì regole fisse per la disputa e il consegui-
mento del Campionato del Mondo, che sono rimaste in vigore fino
ai nostri giorni, malgrado abbiano subito diverse modificazioni.

Pertanto, dei tre casi che tratteremo qui, solo Keres, all'inizio della
carriera, soffrì degli abusi lega ti al sistema precedente; se Keres,
Rcshevsky e Bronstejn non giunsero a essere campioni del mondo
non fu quindi per mancanza di occasioni. Ciò non impedi loro, co-
munque, di diventare degli esponenti di spicco in campo scacchisti-
co e di consegnare alla posterità alcune fra le più belle partite che
si ricordino.

Paul Keres, il "campione senza corona"


Pa ul Petrovic Keres nacque nella città estone di Narva nel 1916 e si
spense a Helsinki,, dove era di passaggio, nel 1975, vittima di un at-
tacco cardiaco. E uno dei maggiori esempi di talento naturale che
gli scacchi abbiano avuto; membro di una famiglia in cui gli scacchi
erano una tradizione, il giovane Pau] praticò il gioco fin dai suoi
primi anni, ma ebbe poche occasioni di competere con giocatori
importanti, vivendo in un piccolo paese. Perciò suscita maggior
sorpresa la sua spettacolare irruzione ai livelli più alti degli scacchi
internazionali nella seconda metà degli anni Trenta.

102
PRESSO LA VETIA

Il suo gioco suscitò sempre una straordinaria impressione, che non


si attenuò completamente anche dopo la sua morte. Essenzialmen-
te, Keres era un giocatore aggressivo, dotato di una straordinaria
immaginazione competitiva, e ciò lo fece diventare fin dall'inizio
una figura molto popolare; questa aggressività era però fondata su
di una profonda padronanza deUe basi strategiche.

Fu uno dei giocatori più eclettici e completi che si conoscano; gio-


cava in modo perfetto tutte le fasi della partita e sembrava trovarsi
a suo agio in ogni tipo di posizione.

Se gli scacchi competitivi consistessero soltanto nella completa co-


noscenza del gioco, Keres sarebbe stato invincibile. Purtroppo per
lui, intervengono altri fattori, e uno dei più importanti è il control-
lo del proprio sistema nervoso, con la capacità di affrontare stoica-
mente situazioni di estrema tensione, e questo fu il tallone d'Achille
del geniale maestro estone.

li mondo seppe che in Estonia viveva un giovane che giocava mol-


to bene a scacchi nel 1934, quando, all'età di 18 anni, Pau! Keres
vinse il campionato nazionale del suo Paese.

Nel 1935 difese la prima scacchiera dell'Estonia nelle Olimpiadi di


Varsavia e ottenne brillanti risultati, che impressionarono meno
della insolita qualità del suo gioco. Nel torneo di Bad Nauheim del
1936 Keres ottenne la sua definitiva consacrazione condividendo il
primo posto nientemeno che con Alekhine.

Nel 1937, a Margate, superò il campione del mondo e risultò pri-


mo, a pari punti con Fine, mentre a Semmering Baden, lo stesso
anno, meravigliò tutti vincendo il torneo, nel quale precedette, fra
gli altri, Fine, Capablanca, Reshevsky e Flohr. Già a quel tempo lo
si considerava un serio candidato al titolo mondiale.

Nel 1938, dopo un'altra brillante prestazione nelle Olimpiadi di


Monaco, Keres fu invitato a partecipare al torneo AVRO, uno dei
più importanti di tutti i tempi; si riteneva che il vincitore, o il se-
condo classificato se avesse vinto Alekhine, avrebbe acquisito il di-
ritto di disputare la corona mondiale. Partecipavano Alekhine, Ca-
pablanca, Max Euwe, Botvin nik, Flohr, Fine, Reshevsky e Keres; i
più giovani, Fine e Keres finirono in testa alla classifica preceden-
do, nell'ordine, Botvinnik, Alekhine, Euwe e Reshevsky.

Fine non mostrò interesse a far va lere il suo teorico diritto a sfidare
Alekhine, ma Kcres lo fece; il campione tirò in lungo e lo scoppio
della Seconda guerra mondiale impedì definitivamente l'incontro.
La prima e più chiara occasione che Paul Keres avrebbe avuto di
disputa re il titolo mondiale era così perduta.

103
PRESSO LA VETIA

La guerra segnò naturalmente tutti gli europei dell'epoca; ma ebbe


effetti particolarmente decisivi per Pau! Keres. Come conseguenza
del patto Ribbentrop-Molotov, l'Estonia fu assorbita dall'URSS e
Keres, diventato cittadino sovietico, giocò nel campionato di que-
sto Paese del 1940 e partecipò al celebre matcb-torneo Leningrado-
Mosca del 1941. Poco prima aveva vinto di stretta misura un
match con Euwe per 6 a 5 e 3 patte.

Ma quando l'Estonia fu occupata dalle truppe naziste, Keres man-


tenne relazioni amichevoli con gli occupanti e giocò in vari tornei
nell'Europa occupata dai conquistatori.

Le accuse di collaborazionismo avrebbero pesato su tutta la sua vi -


ta, e avrebbero generato molte e ripetute, per quanto inverosimili,
versioni nei riguardi di una supposta opposizione delle autorità so-
vietiche a permettergli di diventare campione del mondo.

Al termine del conflitto, Paul fu costretto dallo stalinismo a firmare


una delle classiche e abiette "autocritiche'', grazie alla quale fu
"perdonato".

Dopo la morte di Alekhine cominciò il ripetuto e infruttuoso attacco


di Keres al titolo mondiale. Praticava un gioco sempre più bello ed ef-
ficace, ma giunto al momento culminante del ciclo cadeva, e non arri-
vò mai a disputare nemmeno un incontro con il titolo in palio.

Ma oltre alle considerazioni sopra ricordate, l'insuccesso di Keres


nei confronti del campionato del mondo è stato in genere attribuito
allo scarso controllo dei suoi nervi e al temperamento faci lmente
impressiona bile.

Alcune volte svenne, come conseguenza della tensione, dopo una


partita decisiva. Fra il 1948 e il 1965 il grande estone fu candidato
sette volte, quasi in ogni occasione era uno dei favoriti, ma sempre
fallì nelle fasi finali degli incontri.

Nel matcb-torneo L'Aia-Mosca del 1948, un campionato del mon-


do, Keres risultò terzo, alle spalle di Botvinnik e Smyslov; nel 1950
disputò il Torneo unico dei Candidati a Budapest risultando quar-
to; nel torneo di Neuhausen-Zurigo del 1953 giunse alla soglia del-
l'incontro con Botvinnik, poiché fu superato solo da Smyslov; tor-
nò a classificarsi secondo dopo Smyslov ad Amsterdam, 1956, e si
affiancò a Tal' a Belgrado, nel 1959. La sua impressionante raffica
di secondi posti nel ciclo dei Candidati culminò nel 1962, quando
occupò per la quarta volta consecutiva questa posizione a Curaçao
alle spalle di Petrosjan.

La sua ultima partecipazione alle lotte per il campionato del mon-


do avvenne nel 1965, quando giunse ai quarti di finale e fu elimina-
to da Spasskij.

104
PRESSO LA VETIA

Occorrerebbero interi trattati di psicologia per riuscire a capire co-


sa accadesse a Pau] Keres nei momenti decisivi. Quello che è fuor
di dubbio è che il gioco di Keres non aveva nulla da invidiare a
quello di alcuno dei grandi contemporanei, che sconfisse numerose
volte in torneo e in incontri individuali.
Il dato storico del mancato conseguimento della corona mondiale
ha un va lore soltanto incidentale nella carriera di uno degli artisti
più completi e profondi che il gioco degli scacchi abbia conosciuto.
Stanno a dimostrarlo le sue bellissime parti te, la sua elevata capaci-
tà di trovare risorse d'attacco in posizioni "tranquille", i suoi con-
tributi alle aperture, la profondità strategica del suo stile.

Bianco: Keres
Nero : Smyslov
Leningrado-Mosca, 1939
8
7
• •J..i ... .t i i i
I. d4, Cf6
2. c4, e6
4. Ag5, Ae7
6

5
i
i
i
• ..Q.
5. e3, 0-0
3. Cc3, d5 6. Cf3, b6
4 ft ft
3 ~ fJ
2 ft ft ft ft ft
La difesa di Tartakower che ancora oggi suscita polemiche.
1 n tt Jk n
a b c d e t g h

Dopo l'impressionante vittoria di Fischer su Spasskij nella 6a partita


del match di Reykjavik, questa difesa è stata seriamente ridiscussa,
ma negli ultimi anni ha ripreso a essere impiegata con frequenza.
8
7
•i •J..i i .t '•t ti i t ~

6 i t.
7. cxd5, ... 5 ft Jl,
J
l
4
- ~
ft
3 fJ - ft fJ
2 ft ft j ! ft ft

La risposta più classica; si chiude la diagonale dell'alfiere.


1 n tt.flJJ1 n
a b c d e t g h

Allo stesso tempo si crea una debolezza nella casella fS.

7 .... , exd5
8. Ad3, Ab7
(qui è ritenuta migliore 8. ... , Ae6, seguita da c5)
9. Dc2, Cbd7
10. 0-0, h6
11. Af4, a6
12. Tfdl, Ce8

Per preparare il cambio degli alfieri in d6. a b c d e f g h

105
PRESSO LA VEITA

K.eres continua con una mossa logica.

13. T acl, Ad6


8
7
• J..i6 • ••
t i
14. Ce2, De7
15. Axd6, Dxd6
6

5
t i
•t i
(se 15. ... , Cxd6 16. Gf'4, ... con gioco eccellente} 4 ft
16. Cg3!, ...
3 iL ft 'ZJ
2 ft ft ~ ft ft
Ketes non perde di vista neppure per un istante le caratteristiche 1 )] )]
permanenti della posizione. a b c d e f g h

Questa mossa, che punta a f5, è il complemento logico di 7. cxd5.

16.... , g6
8
7
• J..i6 • • t
17. h4!, ... 6
5
t i •t i
4 ft ft
3 il. ft 'ZJ f)
2 ft ft ~ ft ft
1 n )]
Puro stile Keres. a b c d e t g h

Il vantaggio strategico, costruito su solide basi, si traduce in un at-


tacco al re. 8• J..i6 6at
7
17. ... , h5 6 t i • t
5 t t
4 ft ft
3 .,fr. ft f) f) •___,
2 ft ft ~ ft ft:.....---a
E' ovvio che se il Bianco giungesse a giocare h5 , la posizione deJFar- 1 )] )]
rocco del Nero crollerebbe. a b c d e t g h

Keres prosegue imperterrito sulla sua linea.

18. Cg5, eS 7
•• ••
i
(il giovanissimo Smyslov gioca bene le sue carte,
ma giunge in rir.ardo) 5 i i
19. Af5!?, ... 4 ft
3

Un colpo elegante; ma K.eres afferma che sarebbe stata migliore 19.


Cxh5!, .. . con attacco decisivo. a b c d e t g h

106
PRESSO LA VETIA

La mossa del testo darà origine a un brillante gioco tattico.

19. ... , cxd4


8 •
7 ..t •
• ••
t
(è evidente che se 19. .. ., gxf5 20. Cx/5 e l'attacco 6 t i .. 'i' J2.
-
del Bianco sarebbe imparabile) 5 t
20. Ae6!!, ...
4 i
3

La chiave della combinazione del Bianco. L'alfiere non può essere


catturato e si minaccia 21. Dxg6. a b c d e f g h

In questa difficile posizione Srnyslov, appena sedicenne, gioca ma-


gnificamente e giunge a compromettere la vittoria del Bianco. 8
7
• ..t •••
20. ... , d3! •t t
21. Dxd3, ... 5 t• ~
(unica; se 21. Txd3,f"Ke6, con vantaggio )
4
21 . ... , Ce5
22. Dbl, fxe6 3 ft fJ
2 ft fi 1l ft
ll cavallo eS difende il punto g6 e perciò adesso la cattura dell'alfie- ~
re è possibile.
1 lJ .fl.
a b c d e f 9 h

23. f4, Rg7


8 •
24. fxe5, Dxe5
25. Tfl, ... 7 ..t
6 t i t
5 f) t
4 ~
3 ~
2 ft {! ft
Keres rianima un attacco che sembrava illanguidire.
1 ~ n
a b c d e f 9 h

Sfrutta la disunione dei pezzi.

25 . ... , Txfl
8

7
• ..t
26. Txfl, Cd6 6 t t
5 t• t
4 i}
3 t(j

2 ft ft
1 t'1 n
Un errore decisivo. a b c d e f g h

-
107
PRESSO LA VETI A

Sarebbe stata migliore 26 .... , Cf6, contro la quale la superiorità del


Bianco si sa rebbe imposta molto difficilmente.
.l
27. Cxh5 +, Rh6 6 t i
( 27. ... . gxh5 28. Dh? mallo ) 5
28. Cf6, Dxe3 + 4
29. Rbl, Dd4
3

2ft ft ft
Cercando la salvezza nel contrattacco.
1 ~ n e
a b c d e l g h

Se 29 .... , Rg7 30. Cg4, De2 31. Tf6, ... con vantaggio vincente.
8 •

30. Cxe6, Dxb4 + 7 J. tt


31. Rgl, d4 6 t • f)
32. DcJ + !, ...
(assalto decisivo)
32 ...., g5
33. Dc7
2 ft n
1
Il Nero abbandona. a b c d e l g h

Samuel Reshews~y, il bambino prodigio


Samuel Herman Reshewsky nacque in Polonia, a Ororkòw, Lòdz,
da famiglia ebrea, nel 1911, e negli anni Novanta continua a batter-
si sulle scacchiere del mondo. Forse fu il caso più straordinario di
precocità registrato nella storia degli scacchi, superiore persino a
Morphy, Capablanca, Pomar o Fischer.

A sei anni giocava simultanee in tutta la Polonia ed era esibito co-


me fenomeno da fiera; alla fine della Prima guerra mondiale la fa-
miglia si trasferì negli Stati Uniti, dove Reshewsky sa rebbe vissuto
definitivamente. Nella nuova residenza continuò a dare esibizioni
di simul tanee e nel 1922, a Il anni, disputò il suo primo torneo im-
portante, con risultati non buoni, ma vincendo contro Janowsky.

Quasi subito il governo tolse ai genitori la patria potestà per lo


sfruttamento cui sottoponevano il ragazzo, e nominò un tutore che
doveva vigilare sulla sua educazione e sul suo sviluppo. A 12 anni
Sammy, ancora quasi analfabeta, frequentò per la prima volta un a
scuola.

Per alcuni anni, l'atti vità scacchistica di Reshewsky cessò quasi com-
pletamente, e ciò è stato considera to un fatto importante perché per-
mise di evitare che si deteriorasse il suo meraviglioso talento.

108
PRESSO LA VETIA

Nel 1934 terminò gli studi all'Università di Chicago e riprese l'atti-


vità competitiva. A Margate, nel 1935, ottenne la consacrazione in-
ternazionale classificandosi al primo posto davanti a Capablanca, e
nel leggendario torneo di Nottingham del 1936, dove avvenne l'ulti-
ma grande vittoria di Capablanca, si classificò terzo, dietro il cuba-
no e Botvinnik.

Tornò a vincere, questa volta alla pari con Flohr e Petrov, a Keme-
ri , nel 1937, superando fra gli altri Alekhine e Keres. Continuò la
serie di vittorie ad Hastings ( 1937-38) e si classificò quarto nell 'A-
YRO del 1938. In quegli anni. vinse quattro volte il campionato de-
gli Stati Uniti (1936, 1938, 1940 e 1942) e batté l'altra speranza
americana, Kashdan, in un match nel 1942, per 6 a 2 e 3 patte.

Dopo il matrimonio, Sammy ritenne di aver giocato abbastanza a


scacchi e rallentò sensibilmente il ritmo della sua carriera. Nel 1948
giocò nel torneo-match L'Aia-Mosca e condivise il terzo posto con
Keres; nel f950 uno sfortunato problema amministrativo gli impedì
di partecipare al Torneo dci Candidati di Budapest, cd egli decise
di aumentare la partecipazione a tornei per prepararsi al ciclo suc-
cessivo. Così si classificò secondo alle spalle di Najdorf ad Amster-
dam, 1950, vinse il torneo di New York, 1951 e batté, in singoli
match, Gligoric. e Najdorf (quest'ultimo incontro, disputato in due
fasi nel 1952 e 1953, negli Stati Uniti e in Argentina, fu epico e
denso di incidenti e aneddoti). Nel Torneo dei Candidati del 1953
giunse secondo, alla pari con Keres e Bronstejn e alle spallle di
Smyslov; la sua ultima partecipazione alle lotte per la corona mon-
diale ebbe luogo nel 1967, quando perdette di fronte a Korcnoj nei
quarti di finale. Reshewsky fu sei volte campione degli Stati Uniti e
giunse a disputare un match contro Bobby Fischcr, interrotto men-
tre il risultato era di due vittorie per parte con sette patte.

Al contrario di Keres, Reshewsky non si fece mai troppe illusioni


sulla possibilità di diventare campione del mondo. Molto religioso
e amante della famiglia , tornò agli scacchi nella maturità per affe-
zione, senza essere disposto a sopportare gli innumerevoli sacrifici e
sforzi che implica il tentativo di conquistare la corona mondiale.

Piccolo, nervoso, di temperamento aspro, fu accusato molte volte


di compo rtamenti antisportivi, proponendo ripetutamente la patta
in posizioni difficili, con il deliberato intento dì rompere la concen-
trazione dell'avversario, o muovendo continuamente le mani per di-
sturbare il tivale in momenti decisivi. I suoi richiami ai limiti di
tempo erano costanti e tali da incutere timore, ma era anche cele-
bre la sua abilità nell'oltrepassare sovente lui stesso tali limiti.

Nella sua carriera non sono molte le partite d'attacco e neppure le


belle combinaz.ioni, e ben pochi hanno pensato che potesse diventa-
re campione del mondo; nut senza dubbio fu uno dei grandi gioca-
tori della seconda metà del secolo.

109
.-... Creatività
Alla fine del XIX secolo e all'ini-
zio del XX, la scoperta e la si- Lotte di colossi
stematizzazione, ancora recen-
ti, delle regole formulate da Partita disputata a Mosca, 1951
Steinitz determinavano in gran
parte le differenze di forza esi- Campionato del Mondo
stenti fra i giocatori, cosicché
chi le conosceva e sapeva ap-
plicarle aveva fin dall'inizio un
notevole vantaggio. Ciò diede Bianco: Botvinnik
inizio a un periodo che oggi ci Nero : Bronstejn
appare caratterizzato dal mec-
canicismo e dalla routine; ma 1. d4, e6 dibile, non è soddisfatto del-
anche allora si trovavano men- 2. c4, fS la posizione e cerca ora di
talità originali, capaci di opera- 3. g3, ... giocare e4.
zioni creative non solo nel cam-
po tattico, ma anche in quello La continuazione suggerita 11 .... , bS!
strategico. Senza riferirei alla dalla logica; l'alfiere di Don-
grande figura di Emanuel La- na del Nero non ha uscite Mediante questa mossa, che
sker, inclassificabile e persona- verso il fianco di re, cosicché implica il proposito di sacri-
lissimo, o a figure del romantici- è prevedibile il suo sviluppo ficare un pedone, Bronstejn
smo tardivo, quali Mieses o in b7. Il Bianco si oppone si impossessa dell'iniziativa.
8/ackburne, alcuni grandi gio- sulla diagonale.
catori di quegli anni, come Pill- 12. Db3, AcS
sbury, Cigorin o lo stesso Tar- 3. ... , Cf6 13. cxbS, Ad7
rasch, si distinsero perché alla 4. A g2, Ae7 14. Ca4!, ...
completa padronanza dei prin- S. Cc3, 0-0
cipi di Steinitz sapevano ag- 6. dS, ... Botvinnik rifiuta il regalo,
giungere qualcosa di proprio e
che lascerebbe il Nero con
di originale, trascendendo la Mossa discutibi le; attual- una partita splendida, e cer-
meccanica applicazione delle mente si usa continuare con ca invece di forzare il cam-
regole posiziona/i e aprendo co- 6. Ch3 o 6. Cf3. bio dell'alfiere. camposcuro
sì nuove vie di ricerca e di rifles-
in base a un'ingegnosa com-
sione. 6. ..., Ab4! binazione.
Qualcosa di simile è avvenuto
alla fine degli anni Quaranta e Ottima; il Nero pensa di 14. ..., Aa7!?!
al principio degli anni Cinquan- giocare e5 e d6, e prima di
ta; assimilati i presupposti, a farlo porta l'alfiere fuori E' impossibile sapere con
suo tempo rivoluzionari, degli dalla catena di pedoni. precisione quale sia il reale
"lpermoderni", giocatori della valore di questa inattesa e
taglia di Fine, Botvinnik, Kotov 7. Ad2, eS audace mossa; Bronstejn ac-
o Smyslov vincevano la mag- 8. e3, d6 cetta di giocare con una tor-
gior parte delle loro partite gra- 9. Cge2, a6 re netta di meno, senza at-
zie a elementi che facevano già 10. Dc2, De8 tacco diretto né compenso
parte della tecnica. 11. f3, ... di materiale. Benché obietti-
Erano capaci anche di svolgere
vamente la mossa sia critica-
un'attività creativa, naturalmen- Botvinnik, come era preve- bile, il concetto è geniale.
te (Botvlnnik è stata una delle
....~::~ menti più spregiudicate e acute F=~~:=;~~~~~~~~~~~~~~~~~;:!~~~~~~~~
li o
FAMOSE o...~-.-1 nel campo degli scacchi), ma
solo in certe partite, quasi co-
stretti dalle difficoltà. In questo
15. b6, Axa4 possibìle 22. . .., Dxb2 in panorama, che produceva un
16. b7, Axb3 quanto il cavallo d5 restereb- gioco in gran parte basato sulla
17. bxa8 = D, Ab6 be indifeso. Con solo due pe- tecnica e alquanto di routine,
18. axb3, Db5 doni per un pezzo, la posi- due personalità soltanto si di-
zione del Nero sembra dispe- stinsero per meriti propri: Ke-
Torre netta di vantaggio per rata, ma Bronstejn riuscirà a res e Bronstejn.
il Bianco; iJ compenso è solo dimostrare di aver calcolato In tutta la storia, pochi giocatori
p osizionate ed è fo ndato sul- e valutato molto bene la si- hanno dominato così netta-
l'isolamento della regina. I tuazione quando aveva deci- mente il gioco come questi due
fattori dinamici acqu istano so di sacrificare una torre . illustri maestri; sulle basi di pro-
un'importa nza decisiva. fonde conoscenze si dedicaro-
22 . ... , Dxa4 no alla ricerca di nuove vie, a
19. Cc3, Dxb3 23. Cxa4, Axe3 esplorare nuove possibilità, in
20. Txa6, ... 24. Afl, Ta8 una parola: a creare. Keres, ri-
25. b3, Axd2 + cercatore insaziabile nel cam-
26. Rxd2, Rf8
8
7
~
• • •t i
27. Ad3, g6
28. Tcl, Tb8
po delle aperture (Bronstejn
giunse ad affermare che l'aper-
tura Spagnola non avrebbe do-

5
t
ft t
• i
29. Cc3, Cb4
30. Ae2, Ta8
31. Ca4, c6
vuto più chiamarsi Ruy L6pez,
bensì apertura Keres, per gli
straordinari contributi del mae-
4
32. Tc4, Tb8 stro estone), sempre originale
3 'W' 0. 11 ft fi 33. Adl, Re7 nelle idee, tattico insuperabile
2 ~ iL lL ft 34. Cb2, dS (la padronanza degli aspetti
1 ~ [l 35. Th4, h5
36. g4, ...
tattici, l'elevata capacità di cal-
a b c d e f 9 h colo sono fondamentali in am-
bito creativo), si mantenne
Botvinnik cerca di dare atti- sempre fedele ai principi clas-
Botvinnik, l'uomo dai nervi vità alla sua torre, e ci riesce; sici; Bronstejn, invece, infran-
d'acciaio, è un po' disorien- ma lasciando il Nero con un se tutti i tabù, contraddisse tut~
tato dall' insolita audacia del- altro pedone passato. te le volte che lo poteva le nor-
l'avversario e non gioca con me consolidate, scandalizzò -
la maggior precisione. Dopo 36 . ... , hxg4 e stupì - i contemporanei con il
20. 0-0, Dxb2 21. Ta2, Db3 37. fxg4, f4 gioco più originale e iconocla-
22. Tb l , Dc4 23 . Afl , Dc5 si sta che si fosse visto da molto
'
determina una posizione in E ora Botvinnik quello che tempo. Con ciò ottenne singo-
cui il Bianco dov rebbe im- deve lottare per una patta. lari vittorie contro i mostri del
porsi, benché non senza dif- L'audacia strategica di Bron- suo tempo e affrontò in modo
ficoltà. stejn ha avuto successo. brillante persino Botvinnik, il
campione del mondo, metten-
20 . ... , Cxa6 38. g5!, Tf8 do seriamente in discussione il
21. Dxa6, CxdS 39. Th7 + , Rd6 suo predominio: non lo batté,
22. Da4, ... 40. Tg7, e4 ma non fu neppure battuto.
41. Txg6 +, ReS David lonovié Bronstejn è l'ar-
La mossa forza il cambio chetipo dello scacchista creati-
delle regine, poiché non è Convenuta la patta. vo e nelle sue belle partite aprì
nuove prospettive di sviluppo
~~=:;~~;:~=~~~~~~~~=~=~~~:=;~~=~~~ peri/futuro.

111
PRESSO LA VETTA

Bianco: Botvinnik
Nero : Reshewsky
t i
•t
L'Aia-Mosca, 1948

l. d4, Cf6
6

5
,_ t.
2. c4, e6 4
3. Cc3, Ab4
3
4. e3, ...
2 Q
1 [1
La variante Rubinstein. a b c d e t 9 h

Disprezzata da Reti, si è dimostrata come uno dei modi più efficaci


8 •
di combattere la Nimzoindiana.
7 t
4 . ... , eS 6
.....--1
t •
5. a3, Axc3 5 l
6. bxc3, Cc6 4 Q Q
7. Ad3, 0-0
8. Ce2, b6 3 fr Q il. Q _
2 ~ ft Q ft

Il Nero mette in pratica il piano di blocco di Nimzowitsch.


1 ~~WJJ::=!
. !....:tt::..!::L\l.~-=-=n7=-.l
a b c d e f 9 h

Ora si minaccia la manovra Ca5 e Aa6, esercitando pressione sul


pedone bloccato c4.
8
7
•t J.. ....
t
••t t
t
9. e4, Ce8 6 i. t
IO. Ae3, ... 5 t
4 Q ~ ft
3 ft ~ il. il.
2 ~ jL ft Q

Sembra più attiva 10. 0-0, ...


1 t;- n
a b c d e f 9 h

Consentirebbe, infatti, di continuare immediatameJ1te con f4.

IO . ..., d6
8
7
•t ••t • t
11. 0-0, CaS 6 .L i t
12. Cg3, Aa6 5
4
• i
ft ~ Q
3 ft ft il. il. f)
2 ft ft ft
Il Nero ha sviluppato bene le sue forze, preme su c4 e ha un gioco 1 D ti' n~
eccellen te. a b c d e f 9 h

112
--
PRESSO LA VETIA

ll grande Botvinnik è stato superato nell'apertura, cosa che non


succedeva spesso.
8
•t •••t i
13. De2, Dd7
14. f4, fS!
7

6 J. t '*t t
5 6 t t
4 il ft ft ft
3 ft i! Jl. ~ f)
2 tr ft ft
1 [1 n ls2]
Rischiosa, ma frequente. a b c d e f g h

L'attacco del Bianco rimane ora neutralizzato e l'alfiere e3 è senza


prospettive.
8
• 6a
• i
15. Tael, g6
7

6 J. '*t t i
16. Tdl, ... 5 6 t i
4 il ft ft ft
3 ft A~
2 ~ il ft
1 n n~
Botvinnik sembra disorientato, senza un piano chiaro. a b c d e f g h

Qui sembrava migliore 16. exf5, seguita probabilmente da Acl. 8


•6 i
16.
17.
..., Df7
eS, Tc8
7

i '* t
18. Tfel, dxeS 5 [t i
19. dxeS, Cg7 4 ft
20. Cfl, Tfd8
3 ft
2 ft fj
Il vantaggio del Nero è evidente. Botvinnik non ha compenso alcu- 1
no per la sua debolezza in c4. a b c d e f g h

21. Af2, CbS


22. Ag3, De8
8
• ... i
i i

4
t
ft

3 ft A
2
1
Minacciando un?altra volta di irrompere in a4. a b c d e f g

113
PRESSO LA VETIA

Questa volta con maggior forza che nell'occasione precedente.


8

23. Ce3, Da4 7 t


24. Da2, Cxg3 6 ..t t t t
25. hxg3, h5! 5
• t
fl
i! t
fl
t
4

3 '*ft fl J&fj fl
2 ~ fl
Il gioco di Reshewsky, in questa partita, è chiaramente ispirato a 1 nn
Nimzowitsch. a b c d e f 9 h

Questa mossa blocca qualsiasi tenta ti vo di rompere con g4.

26. Ae2, Rf7


8

7 1
••
27. Rf2, Db3! 6 J.. t
28. Dxb3, Cxb3 5 t i t
29. Ad3, Re7
4 fr fl
3 ft . fl.Jl.~
2

1 [l [l
Reshewsky prepara metodicamente il finale. a b c d e f 9 h

Strategicamente lo ha vinto per la debolezza di c4.


8

• •
30. Re2, Ca5
31. Td2, Tc7
7

6 J.. l •t
32. g4, ... 5
4
• t
fl
il t
ft fl
3 fl ftil.f:l
Naturalmente Botvinnik comprende che un gioco tranquillo sareb- 2 lJ~
be suicida e cerca di penetrare nel campo avversario con metodi
violenti.
1 n
a b c d e f 9 h

Dopo 32 .... , hxg4 33. Thl il Nero dovrebbe affrontare alcuni pro-
blemi; Reshewsky ignora, invece olimpicamente il tentativo del suo
8

.
avversano. ••t
32.... ,Tcd7! 34. ... , h4! 5 fJ ft t
33. gxf5, gxf5 (sempre il blocco )
34. Tedl, ... 35. Rel, Cb3
4 fl fl
(ovviamente, se 34. Thl, Cxc4. con vantaggio) 36. Cd5 +, ... 3 ft • fl il.
2 )]

Altro tentativo disperato.


1 nlfL
a b c d e f 9 h

114
-

PRESSO lA VETIA

Questa volta Sammy accetta l'offerta.


8

36. ... , exd5


37. Axf5, Cxd2
38. Txd2, dxc4
7

6 *
J.i
39. Axd7, Txd7
5
4 *
1
40. Tf2, Re6
41. Tf3, Td3 3 ft ~ • ft
Il Bianco abbandona.
1
lfL.
a b c d e t g h

David Bronstejn, l'intellettuale scacchista


David Tonovic Bronstejn nacque a Kiev nel 1924, di famiglia ebrea
imparentata con Trotzkij, il leader rivoluzionario. A differenza di
Keres e Reshewsky, ebbe l'occasione di disputare il titolo mondiale:
nel 1951 si batté con Botvinnik in un epico match che terminò alla
pari. Molto presto perdette interesse alla disputa della massima co-
rona; si dedicò a giocare tornei quasi con animo di dilettante e pas-
sò lunghi periodi lontano dalla scacchiera. Appreso il gioco nella
sua infanzia, fece rapidi progressi e nel 1940, a 16 anni, era maestro
nazionale dell'URSS.

Lo sti le di Bronstejn è stato uno dei più personali di tutta la storia


degli scacchi; esistono delle mosse e delle manovre che potevano es-
sere state fatte solo da lui, ed è possibi le identificare alcune sue par-
tite anche senza sapere prima chi le abbia giocate. Tutto ciò si fon-
dava su una profondissima conoscenza degli scacchi da parte di
una mente senza pregiudizi, impegnata a dimostrare in ogni mo-
mento che l'eccezione è altrettanto valida della regola . In un certo
senso, fu l'ispiratore dei grandi giocatori tattici della fine degli anni
Cinquanta e degli anni Sessanta, come Geller, Tal' o il giovane
Spasskij; a questo riguardo, la sua influenza negli scacchi è stata
fondamentale.

La carriera di Bronstejn si sviluppò brillantemente nei primi anni


della sua attività; fu cinque volte campione di Mosca e nell'Interzo-
nale del 1948 ottenne una schiacciante vittoria. Due volte campione
dell'URSS (1948 e 1949), condivise con Boleslawskij il primo posto
nel Torneo dei Candidati del 1950, disputato a Budapest, e vinse lo
spareggio per 3 a 2 e 9 patte. L'incontro con Botvinnik fu uno dei
più belli ed emozionanti della storia dei campionati del mondo; nel-
la 17a partita i due giocatori erano a pari punti, con 3 vittorie cia-
scuno; Botvinnik vinse la 19a, ma Bronstejn sorprese tutti vincendo
la 21 a e la 22a, e si portò così alla soglia del titolo. Il campione del
mondo, tuttavia, dimostrò un'insuperabile classe vincendo in modo
bellissimo un finale di due alfieri contro due cavalli nella 23a parti-
ta, e gli bastò la patta nell'ultima partita per conservare la corona.

115
PRESSO LA VETTA

A partire da questo momento culminante, la carriera di Bronstejn


volse al declino. non tanto per una perdita di qualità del suo gioco
(anzi al contrario) ma perché Bronstejn sembrò perdere interesse al
gioco. Cominciò a dubitare delle sue qualità di giocatore pratico,
dubbio scarsamente fondato visto quanto aveva dimostrato• fino al-
lora, e cominciò a dar segni di scarsa fiducia in se stesso. E celebre
l'episodio verificatosi quando, avendo i pezzi bianchi, all'inizio del-
la partita meditò per un'ora, seduto immobile davanti alla scacchie-
ra, prima di giocare l. e4. Ottenne ancora risultati fuo ri di portata
per la maggior parte dci giocatori di tutto il mondo (secondo nel
Torneo dei Candidati del 1953, alla pari con Keres e Reshewsky;
primo a Belgrado 1954, primo nell'Interzonale del 1955, terzo nel
Torneo dei Ca ndidati di Amsterdam, 1956, vincitore di tornei im-
portantissimi, quali Gotha, 1957, Mosca, 1959 e 1968, Sarajevo,
1971, Hasti ngs, 1975, Budapest. 1977 e mo ltissimi altri), ma le sue
presenze nell'arena delle competizioni si sono fatte ogni vo lta più
rare. A partire dal 1980 si è praticamente ri tirato dai tornei, benché
di quando in quando torni a giocare; la sua presenza desta sempre
un grande interesse, poiché tutti sanno che quando Bronstejn gioca,
creatività e bellezza sono assicurate.

Uomo di vastissima cultura, amante della letteratura e studioso di


Shakespeare e di Cervantes, Bronstejn è un intellettuale aperto a
ogni ricerca e il suo interesse per gli scacchi è stato sempre collega-
to all'approfondimento della verità.

Bia11co: Bronstejn
Nero : Botvinnik

Match per il Campio nato del Mondo. Mosca, I 95 1


Olandese

t . d4, e6 4. Ag2, Ae7


2. c4, fS 5. Cc3, 0-0
3. g3, Cf6 6. e3, ...

Una continuazione atipica. a b c d e t g h

Di solito, infatti, si continua con 6. Cf3 o 6. Ch3.

6...., dS
8

7
•i •t .ti • .1. •
6 t •
5 t t
4 ft fi
3 ~ ft ft
2 ft ft ft .,Q ft
Visto che il Bianco ha rinchi uso il proprio alfiere di Donna, Bot- 1 ~ [!
vinnik imposta uno schema "Stonewall" (''m uro di pietra"). a b c d e t g h

l 16
PRESSO LA VETIA

In questa variante, Botvinnik era un virtuoso.

7. Cge2, c6
8

7
•....i t J..... .l -· •i Ili
8. b3, Ce4
9. 0-0, Cd7
6

5
t
t
t• t
-

l O. Ab2, Cdf6 4

3
ft
fJ ft
• ft
fJ, ft
~

2 ii il fJ ft il. iJ;
Il Nero approfitta della mancanza del cavallo bianco in D per pe-
netrare in e5 e consolida la posizione del proprio cavallo in e4.
1
Uia b c
~
d e
l] Jì_
f g h

Bronstejn ha altre idee.


8 •

11. Dd3, g5 7 i t
( un modo classico di continuare con la 6
Stonewa/1. Il Nero minaccia l 2. ... , g4, 5 ft
dopo di che la posizione del cavallo e4
sarebbe inespugnabile)
4 ft •
12. cxd5, ... 3 ft fJ tt ft ft
2 ft ~ ft ~ ft
A un attacco sul fianco si deve rispondere con un contrattacco cen-
trale, secondo un antico precetto.
1n n
a b c d e f g h

Bronstejn, l'iconoclasta , lo segue alla lettera.

12. ... , exd5


8
7
•i t
,..,.
J.. ...
J,.
• • t
13. f3, Cxc3
14. Axc3, g4
6
5
..
t
t

t ......,
4
JL
t .....
3 ft .f1 t1' ft ft ft
2 ft ~ il. ft_
1 n n tsì_
Qual è l'intento strategico di Botvinnik? a b c d e f g h

Quello di impossessarsi della casella e4 per il cavallo.

15. fxg4, Cxg4 16 . ... , Ch6


8

7
•i t
J.it
••
16. Ah3!, ... 17. Cf4, Ad6 6 t .l
(ma questa mossa van(fìca il progetto, 18. b4!, ... 5 t t
poiché il cm,a/lo non può tornare in f6
4 ft ft ~
senza perdere il pedone .f5)
3
~ ~ ft ft ~
2 ft ft
1 n lJ
L'ala di re rimane stabilizzata. a b c d e f g h

117
PRESSO LA VETTA

Bronstejn inizia una dimostrazione sull'altro fianco. -


18.... , a6 21. Ag2, Cg4
8
7
~ ... .t
l
••
... - t ~

19. a4, De7 6 t t J.


20. Tabl, b5 5 t t t -
{per impedire la colllinuazione dell'arracco
con b5, ma indebolendo considerevolmente
la colonna c )
4

3
il
.J
l
n ft
A tt fi
~ -
fi ...

2
l
l _j
-,
..0. 11
0::..

Mantiene la tensione sul fianco di re con la minaccia posizionale di 1 l] lJ Je;


situare il cavallo in e4 passando per f6. a b c d e t g h

Ma Bronstejn ha compreso, con una valutazione ra pida e profon-


da, che il suo vantaggio sul fianco di Donna è già sufficiente.
7

22. Ad2, Cf6 24. Tal, Ce4 6 t


23. Tb2, Ad7 25. Ael, Tfe8 5 t
(sembrava meglio 23. .... Ce4 direttallll!nte 26. Db3, Rh8
4 il fi
per cambiare l'alfiere d2, di valore 27. Tba2!, ...
poten:iale immenso, come si vedrcì nella 3 ~
continuazione) 2 n
1n
Cominciano le minacce dirette. a b c d e t g h

Ora il Nero deve aspettarsi 28. axb5.

27 .... , Df8
8
7 n • •t
28. Cd3, Tab8 6
29. axbS, axbS 5 t t
30. Ta7!, ... 4 ft
3 ~ lì
2 ..Q

Non era minacciata soltanto la casella a8, ma anche la a7.


1 o
a b c d
.n.
e f g h

La penetrazione della torre nella settima traversa rende evidente il


vanlaggio del Bianco.
8
• •t
30.... , Te7 6

31. CeS!, Ae8 5


32. g4!, ... 4

Il lavo ro di un virtuoso.

118
-
PRESSO LA VETIA

Ora salta il sostegno del cavallo e4, il che crea la minaccia di un


8
cambio in e4 e la riabilitazione dell'alfiere " cattivo" el con un op-
7
portuno d5.
6 iJ..
32.... , fxg4 5 ~
33. Axe4, dxe4
34. Ah4!, ...
4
il i
3 ~
2
Bronstejn aveva previsto questa posizione quando evitò il cambio 1
del suo alfiere giocando 25. Ael? a b c d e t g h

La éosa più probabile è che si sia comportato in base a considera-


8
zioni generali in rapporto alla sua conoscenza delle caratteristiche
7
posizionali.
6
34.... , Txe5 5 i
4 lì i
3 i)
2
Dopo 34 ... ., Txa7 35. Txa7, Df5 36. Ag3!, ... la minaccia 37. Tf7 1
sarebbe decisiva. a b c d e t g h

Botvinnik cerca la salvezza in un sacrificio di qua lità che gli con-


8
senta di conservare il fondamentale alfiere camposcuro.
7 i
35. dxe5, Axe5 6 i
36. Tfl, Dg8 5 i
37. Ag3!, ... 4 i\
3 ty
2

1
La mossa decisiva con l'a lfiere-chiave. a b c d e t g h

Il particolare della regina libera pone un tocco di bellezza caratteri- 8


stico di uno dei maggiori artisti di ogni tempo.
7 n
37 .... , Ag7 6 i
(se 37. .... Dxb3 38. Axe5 +, Rg8 39. Tg7 + 5
e nu/lfo; se 37. ... , Ax;;J 38. Dc3 + e matto) 4
38. Dxg8
3
2

fl Nero abbandona, poiché perde la torre b8 . Un 'autentica opera 1


d'arte contro uno dei maggiori scacchisti della storia.

ll9
ESERCIZI 92

Partita 13. Cf1 , Cc4 21 . ... , dxeS


illustrativa 14. Cg3, Tfc8 22. fxeS, AbS
1S. Ad3, Cb6 23. AgS .... (23. exf6, Dxg3)
Bianco: Bronstejn 16. Ch4, ... 23 .... , Ce8
Nero .' Keres 24. Tac1 , Da7
2S. e6, f6
•'tlt.t .t. t •t i
Mosca, 1949 l
Spagnola
8
~ .... 26. e 7, Dxe7
7 27. Axh7+!, ...
1. e4, eS 6 t • t • i
2. Cf3, Cc6 t t i
•i .il.
5
'--
3. AbS, a6 ~

f)
4. Aa4, Cf6
4 ft J. 7
S. 0-0, Ae7 3 ft A. ~ ft 6 t
6. Te1,bS 2 ft ft ft ft - 5 .t
7. Ab3, 0-0 o ~~ n ~
8. c3, d6
1
a b c d e t g h
4

3
i
• i
~ fj ft
2 ft fi t;' ft
16.... , Af8
1 )]
7 17. f4, cxd4
a b c d e f g h
18.cxd4,exd4
6 i 19. Cf3, Cc4
5
4
t
*ft 20. De2,b4
21. eS!, ...
27 . ..., Rh8 (27. ... , Rxh7 28.
Dd3+)
3 ..Q. ft f) 28. Dd1 , Ce3
2 ft ft
1
ft
fj ~ ~ JJ..
ft ft fi 8
7
• ..• .t 29. Axe3 , dxe3
30. AfS, e2
31. Dd4, Txc1
a b c d e t g h
t .
6 t 32.Dh4+, Rg8
5 ft 33. Dh7+, Rf7
9. h3, CaS
10. Ac2, eS
11.d4, Dc7
4

3

* * ..Q.
ft
fj ~ ft
34.DhS+,Rg8
3S. Ah7+

12. Cbd2, Ad7 2 ft ft '?!!! ft (Il Nero abbandona.)


1 n J1 n ls1J
a b c d e t g h

120
La fine del regno discontinuo di Michail Botvinnik si
identifica esattamente con un nome: Tigran Petrosjan.
Questo campione armeno rimase al vertice del mondo __] Petrosjan e
scacchistico per sei anni. Il suo successore al trono, Boris Spasskij: la nuova
Spasskij, è un altro degli illustri rappresentanti della generazione giunge
al vertice
consolidata scuola sovietica. Entrambi sono i massimi • La formazione
esponenti del nuovo gruppo di giocatori usciti dall'eccellente scacchistica di
lavoro di insegnamento formativo di Botvinnik e dei suoi Tigran Petrosjan
contemporanei. • Il particolare stile di
Petrosjan
• La difesa del titolo
• Lo straordinario gioco
di Boris Spasskij
• Tre anni di regno
L Partite famose
• La partita
. . dei dieci
camp1on1
(Unione Sovietica,
1952)
•• •


eneraztone

Poco dopo il Campionato del Mondo del 1963, la FIDE decise di


sopprimere il diritto a un incontro di rivincita. Questa circostanza
permise a Tigran Petrosjan, nato a Tbilisi in Georgia, allora una
delle repubbliche socialiste sovietiche, nel 1929, di fruire di un tran-
quillo regno per tre anni. Nel 1966 il candidato al suo titolo era un
giocatore di Leningrado, Boris Spasskij, di sei anni più giovane di
Petrosjan. Spasskij fallì l'obiettivo, ma dopo altri tre anni ebbe una
nuova occasione, e questa volta non se la lasciò sfuggire.

r due giocatori rappresentano un periodo aureo degli scacchi sovie-


tici. La loro parabola merita sicuramente un intero capitolo della
storia degli scacchi.

La formazione scacchistica di Tigran Petrosjan


Petrosjan crebbe a Tbilisi in seno a una famiglia operaia. Fu ed uca-
to in una scuola armena, e lo accompagnò per tutta la vita una
profonda identificazione con il sentimento nazionale della sua re-
pubblica. Molto presto cominciò a praticare giochi che richiedeva-
no una certa attività mentale, come la dama e il backgammon, ma
il suo ambiente famigliare e quello scolastico non sintonizzavano in
modo diretto con gli scacchi. Fu solo nel 1940 che gli amici del cir-
colo dei pionieri gli in egnarono le mosse dei pezzi.

L'infanzia di Petrosjan fu segnata da un evento doloroso: i geni tori


morirono durante la guerra e per sopravvivere dovette fare affida-
mento .solo sui suoi mezzi. Gli scacchi gli offrirono il rifugio psico-
logico di cui necessitava e, malgrado le avversità, cominciò a segna-
larsi come un giocato re di buon livello nella sua repubblica.

Viene qui di seguito proposta una delle sue partite precedenti il


conseguimento del tit olo mondiale.

122
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Dunaiev-Petros,jan
Campionato giovanile dell'URSS. Leningrado, 1946.
8• •..t••
i i t

i
i i.
7

l. e4, eS 3. d4, cxd4 6. Ae2, a6 6t


2. Cf3, d6 4. Cxd4, Cf6 7. a4, Ae7 5

5. Cc3, e6
Parallelamente a Botvinnik, si produsse un cambiamento nelle pre-
ferenze degli scacchisti nella scelta dei sistemi di apertura, abbando-
nando in parte le varianti aperte e l'itornando al gioco con le va-
rianti chiuse e i sistemi semiaperti. a b c d e f g h

Come molti suoi coetanei, Petrosjan manifestò un grande interesse


per le partite con difesa Siciliana.
8
7
• •
..l'i' i i
8. Ae3, Dc7
9. Cb3, b6
11. Af3, Cbd7
12. 0-0, Tc8
6

5
i

t i

10. f4, Ab7 13. g4, Cc5 4 ft ft 1l ft
3 <f) f.) 11 1L
2 ~ ft . n
Mossa molto caratteristica di questo sistema: prima di arroccare, il
Nero occupa posizioni sull'ala di donna.
1
lnJ
a b c
~
d e
IJ ~
f g h

La mossa è molto forte: la pressione su e4 costringe al cambio del


cavallo e con questo il Nero porta un pedone verso il centro.
8

7
• • •
.l'i' • i i i i
14. Cxc5, bxc5 6 .i t i
15. g5, Cd7
16. a5'?!, ...
5 n i
4 ft ft
3 JtjJL,
2 fi ft {;
E' evidente che il Bianco pone poche speranze nel suo attacco. Alla
continuazione 16. fS, ... sarebbe seguita 16.... , Ce5.
.1 n ~ IJ .f[
a b c d e t g h

Tuttavia 16. Ag4, ... per attaccare e6 dopo la spinta 17. fS, ... era
più promettente.
16.... , Tb8
8
7
• •
... • i t i
(la rorre prende una posizione più alti va)
6 t ..l i
17. Dd2, Ac6 5 ft i ft
18. Ca4, Tb4
(dopo 18. ... , Axa4 19. Txa4. Txb2
4

3
fJ
ft
•A iL,
~

20. Dc3 e poi Dxg7)


2 i1 ~
19. b3, Txe4!
1 lu_ IJ
Ecco un esempio della profonda concezione di Petrosjan. a b c d e t g h

123
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Il cambio di una torre per un alfiere e un pedone assicura al Nero


un forte centro e un alfiere senza opposizione sulla diagonale.
8
7
••.t • t t

20. c4, ... 20 . ... , b6 6 t .l t ft i
t
{il Bianco vuole cal/urare la forre, ma 21. g6?, ... 5 ~ i
imende far/d senza cedere l'alfiere f)
campoc·hiara)
4 ft • &'t
3 ft ~ ~
2 e ~
Un errore posizionale grave che lascia al Nero una posizione cen-
trale preponderante.
1
n
a b c d e
n.lfL
f g h

Sarebbe stato giusto giocare 21. Cc3, Txe3 22. Dxe3, hxg5 23. fxg5,
Ce5 24. Axc6 +, Dxc6 con la prospettiva di una lotta complessa.
8

7

... J. i •
21. ... , fS! 6 t .l • ft i
22. Cc3, Cf6! 5 ~ i t
23. Axe4, fxe4-
24. Tadl, dS
4 t ft
25. cxdS, exdS 3 ft ~ A
2 e il
Ora tutto si chiarisce. Il pòtente centro del Nero avanza e stermina 1 [l n _ili
tutto al suo passaggio. a b c d e f g h

l tentativi di resistenza del Bianco saranno vani.

26. fS, d4
8
7
•J. ... •
27.
28.
Af4, Dc8
Ce2, DxfS
6

5
t
ft
.l
t
• i
29. Ag3, Dxg6
30. Cf4, Dfi
4 t
31. Dc2, gS 3 ft t .!t
32. Ce2, d3 2 ~ f) .iJ
1 [l n
li Bianco si arrende. a b c d e f g h

Nel 1946 Petrosjan si trasferì a Jerevan, la capitale dell'Armenia,


dove rimase per tre anni. In seguito si rese conto che per perfezio-
narsi nel gioco era necessario vivere in un centro scacchistico im-
portante; così, approfittando della sua alta classifica nel campiona-
to sovietico, cambiò residenza portandosi a Mosca. Il trasloco ebbe
luogo nel 1951. In quell'anno vinse il campionato di Mosca; con
sorpresa generale, si aggiudicò una delle semifinali del campionato
sovietico e per poco non ripeté la prodezza nella finale. Seguirono
importanti successi in prove nazionali e internazionali. Petrosjan si
confermò come giocatore sicuro e molto difficile da battere, ma
questa caratteristica del suo gioco costituì un certo ostacolo, finché

124
-
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE Al VERTICE

acquisì la mentalità vincente e la necessaria fiducia in se stesso. Il


suo nome era sempre fra i primi, ma il campione armeno non giun-
geva a compiere il salto definitivo per inserirsi al vertice.

11 particolare stile di Petrosjan

Gli ultimi amù Cinquanta e i primi Sessanta furono testimoni della


fioritura del gioco di Tigran Petrosjan. In questo periodo ottenne i
risultati più notevoli : due vittorie nel campionato dell'U nione So-
vietica (1959 e 1961) e due secondi posti (1958 e 1960).

Venne poi il secondo posto nell'lnterzonale di Stoccolma (1962),


che gli dava per la quarta vol ta accesso alla fase dei Candidati. Do-
po aver superato gli altri concorrenti, venne dichiarato aspirante
ufficiale alla corona mondiale.

L'inizio dell'incontro con Botvinnik fu incerto. Dopo aver perduto


la prima partita con il Bianco, lo sfidante non poté evitare tre sec-
che patte. Ma a partire dalla quinta partita Petrosjan riacquistò la
lì d ucia nelle sue forze: vinceva quando gli si presentava la più pic-
cola occasione e bloccava alla radice qualunque tentativo d'attacco
nelle partite in cui il rivale aveva l'iniziativa.

'
Vediamo un piccolo esempio. E un momento importante della
quinta partita. Petrosjan ha il Bianco.

Posizione dopo la mossa 22 6 t


del Nero 5
4 i!
• fJ
3 ft n
2 Al 6
Il Bianco ha un piccolissimo vantaggio: l'isolamen to del pedone e, 1 []
e di conseguenza il dominio del punto e4. a b c d e f g h

Ma per vincere deve creare un nuovo centro d'attacco:

23. b4!, c4
8
•i
24. bS, ... 6 t
5
4 ft
ft
i
• fJ
3 o
2 ll 6 fi
Grazie a questa semplice spin ta di pedone, il Nero si trova con una 1
nuova debolezza in c4. a b c d e f g h

125
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE Al VERTICE

Ora tutti i pezzi bianchi manovrano per rendere insostenibile que-


8
sta pressione.
7 t
24.... , Rf7 6 t i
25. Ac3, Aa3 5 ft
26. T c2, Cxc3 +
27. Txc3, Ab4
4 ft
28. Tc2, Re7 3 t 11
29. Cd2!, c3 2 n ~ e
1
Anche dopo questa spinta il pedone sarà alla mercé del re. a b c d e t g h

Ma la cattura del cavallo non era una soluzione migliore: 29 .... , Axd2 8
30. Rxd2, Rd6 31. Rc3 , Rc5 32. Td2, ... seguita da Td4 e Txc4 +.

30. Ce4, Aa5


7

6 t

i i
i

31. Rd3, Td8 + 5 J. ft


32. Rc4, Tdl
(se 31. .. ., Tc8+ 32. Rb3, .. .)
4 ft e
33. Cxc3, Thl
3 ~
2 n
Obiettivo raggiunto. Il pedone è stato conquistato. Ma il lavoro
che rimane da fare è ancora molto difficile.
1

a b c d e t g

h

Uno dei punti ·essenziali della tecnica scacchistica consiste nel sa-
per scambiare certi vantaggi con altri. A volte, un determinato
aspetto posizionale può essere più importante di una superiorità
materiale, e l'attività dei pezzi può essere più conveniente di una di-
fesa passiva, anche con un pedone di vantaggio. Saper come agire
richiede una profonda conoscenza del gioco e una particolare capa-
cità di valutare le posizioni e mutare i piani quando la posizione lo
richieda. Queste caratteristiche erano molto presenti nel gioco di
Petrosjan, che si dimostrava implacabile quando era in vantaggio e
trovava i mezzi più adatti per non cadere in posizioni rischiose.

Petrosjan in questa partita capì che una situazione attiva dei pezzi,
abbinata alla cattiva situazione dell'alfiere del Nero, sarebbe stata
più vantaggiosa di una difesa passiva. i
6 n
34. Ce4!, Txh2 35. ... , Rd7 39. Rg7, eS 5 ft
35. Rd4, ... 36. g3, Ab4 40. Tc6, Thl
37. Re5, Th5 + 41. Rf7!, :..
4 ft
(per Tc7+)
3
38. Rf6, Ae7 +
2

Di nuovo, e in modo magistrale, Petrosjan fa un cambio di piani.


1
a b c d e t g

h

126
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

I pedoni dell'ala di re non sono il suo obiettivo. Ora la sua azione


è diretta contro l' alfiere mal ubicato del Nero. 8
7 t
•.t i
41 .... , Tal 6 t n i
42. Te6, Ad8 5 ft t
43. Td6 +, Rc8
4 ft f)
44. Re8, Ac7
45. Tc6, Tdl 3 fr Q
2 ft
Un astuto tranello.
1
a b c

d e f g h

Se 45 .... , Txa4? 46. Cc3!, ... e poi Cd5 guadagnando l'alfiere.

46. Cg5, Td8 +


8
7 i

47. Rf7, Td7 + 6 [l
48. Rg8, ... 5 ft
4 ft
3 ft
2 ft
1
II Nero decide di porre termine a ll 'agonia. a b c d e f g h

Se difende il pedone con h6, segue 49. Ce6, ... e dopo il cambio di tut-
ti i pezzi in c7 il finale è assolutamente disperato. Non mancano mai
coloro che, per invidia o per scarsa comprensione, diventano detrat-
tori del gioco dei grandi campioni. Così non mancarono quelli che
criticavano Tal' per la vivacità del suo gioco e Petrosjan per la carat-
teristica opposta, dimenticando che per diventare campione del mon-
do bisogna vincere molte partite e bisogna farlo contro i migliori.

Nessun .giudizio è più autorevole di q uello di Botvi nnik nel definire


il gioco dell 'astro armeno:

"Petrosjan possiede il talento più originale e genuino di tutti i nostri


grandi maestri. Un talento sorprendente: dispone i suoi pezzi con
tale chiaroveggenza , che tutti gli attacchi rivolti contro di essi incon-
trano grosse difficoltà. Ha uno stile raffinato e raro, cui è molto diffi-
cile adattarsi. lo non seppi farlo e persi il mio match nel 1963." (Il ri-
sultato finale fu di 9,5 a 12,5.)

In effetti, l'abilità nell'evitare di cadere in situazioni di rischio era una


delle principali caratteristiche del suo stile. Quello che è stato capace
di esprimere più efficacemente questo stile è stato il campione nord-
americano Bobby Fischer: "Petrosjan sapeva riconoscere e parare il
pericolo venti mosse prima che esso si presentasse."

127
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Campionato del Mondo. Mosca, 1963 (9,5-12,5)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Botvinnik 1 1/2 1/2 1/2 o 1/2 o 1/2 1/2 1/2 1/2
Petrosjan o 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1 1/2 1/2 1/2 1/2
Partita 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
Botvinnik 1/2 1/2 1 o 1/2 1/2 o o 1/2 1/2 1/2
Petrosjan 1/2 1/2 o 1 1/2 1/2 1 1 1/2 1/2 1/2

Non occorre insistere sul fatto che, malgrado il gioco dell 'armeno
possa a volte sembrare meramente difensivo, necessita di una gran-
de capacità e rapidità di calcolo delle varianti, e Petrosjan fu sem-
pre uno dei migliori giocatori di partite lampo della storia.

"Aveva la tecnica di un Capablanca e l'intuizione del rischio di uno


Schlechter" affermò una volta il suo compagno Michail Tal'. Effet-
tivamente, l'aggressività di Petrosjan si traduceva in sottili e cali-
bra ti assetti posiziona li.

La difesa del titolo


Elinlinato Botvinnik dalla lotta per lo scettro, era difficile prevede-
re chi sarebbe stato l'avversario di Petrosjan nel 1966 . Di tutti i
possibili rivali, Spasskij era quello con il calendario di incontri più
arduo: Keres, Geller e Tal' erano i suoi competitori. T uttavia, riu-
scì a eliminare tutti i suoi concorrenti, persino con un numero di
partite inferiore a quello che sarebbe stato logico attendersi. Lo
scontro fu di particolare durezza. Per la tensione accumu lata, en-
trambi i contendenti commisero errori insoliti per essi, ma l'espe-
rienza di Petrosjan, un po' più anziano dell'avversario, permise al
campione di conservare la corona, benché con un margine ristretto
(12,5-11 ,5) e dopo un finale emozionante in cui vinse quattro delle
ultime sei partite.

'

Petrosjan-S passk ~j

Campionato del Mondo. Mosca, 1966. Decima partita.


8
7
• t i • t •t •
6 t t 6t
l. Cf3, Cf6
2. g3, g6
4. Ag2, 0-0
5. 0-0, Cc6
7. d4, a6
8. d5, Ca5
5
4
• *ft ft
3. c4, Ag7 6. Cc3, d6 9. Cd2, c5 3
~ ~
·2 ft ft A 11
1
Per trasposizione si è in questo caso giunti a una nota variante del- a b c d e f 9 h
la difesa Indiana di Re.

128
PETROSJAN E SPASSKU: lA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Entrambi i rivali si muovono con disinvoltura in questo tipo di po-


sizioni, benché nel corso della partita commettano alcuni errori si- a i J. •
curamente imputabili alla tensione del duello. 7 t
t l
10. Dc2, eS
11. b3, Cg4
5.
6

4
l ft l ft
ft ..
12. e4, fS
13. exfS, ... 3 ft fi
2 ft ~ .f.l n .n. ft
Se il Bianco non avesse operato questo cambio, il Nero avrebbe
proseguito con 13 .... , f4 ottenendo un grande attacco.
1 ta. n
a b c d e t g h

Spasskij continua:
8
7


J. ...
13.... , gxfS
14. Cdl, bS 6 t i
5
4
• t l ft l t
ft ..
3 ft n
2 ft t'T ~ .n.
Logicamente ora 14.... , f4 lascerebbe alla mercé del Bianco l'im-
portante casella e4.
1 f) n
a b c d e f g h

Petrosjan commette ora una leggera imprecisione che dà l'iniziativa


al Nero. Sarebbe stato indicato giocare 15. Ab2, Ad7 16. f3, Cf6
17. Ac3, Ah6 18. Tel, ... con buon gioco.
8
7
• J. 'l'
•• t
6 t l
1S. f3?!, e4!
16. Ab2, exf3
17. Axf3, Axb2
18. Dxb2, CeS
(si noti la diff"erenza:
ora il Nero ha ottenuto
19. Ae2, f4
20. gxf4, ...
5
4
• t l ft
ft
• ft
il controllo di eS) 3 ft
2 ft tt ~ .n.
Spasskij si è impadronito dell'iniziativa, ma il Bianco è molto vivo. 1 ~ n
Presto si dimostrerà il genio del campione mondiale. a b c d e f g h

La mossa del testo era migliore di 20. Txf4, Txf4 21. gxf4, Cg6 22.
Ce4, Cxf4 23. Cdf2, Ta7!
8 •
7
• ••
20.... , Ah3? 6 t i
s • t t ft
4 ft
3 ft
2 ft ~
Un errore che cambia completamente il volto della partita. Era più 1
indicata 20 .... , Txf4! 21.. Txf4, Dg5 +, con pressione insistente. a b c d e f g h

129
PARTITE
La partita dei dieci ... e alla ritirata della torre
sarebbe seguita fxe6.
• •
catnp1on1 15. Rf2, Dxc3
Partita giocata nell'URSS, 1952 16. Cf3, Cxd5
17. Thcl, Db3
18. Rg3, Cxf4!
19. Rxf4, g5 +
Bianco: Y. Averbach, E. Gei- 8. Ag5, b6 20. Rg4, gxh4
Jer, T. Petrosjan, M. Taima- 9. Ah4, Dc8 21. Cd4, ...
no'', M. Botvinnik, V. Smyslov
Nero: P. Keres, A. Kotov, A. Senza dubbio una sorpresa. A quanto pare, i maestri del
Tolush, I. Boleslavskij Era attesa 9... ., e5, oppure Bianco avevano preso in
9 .... , Ca5. La regina inizia esame una continuazione
ora un curioso periplo per acuta: 21. T cb l , Da4 22.
partecipare a ll'attacco tema- Cd4, c5 23. Df3, d5 24.
La squadra dell'Unione So-
tico dei pedoni. Tb4!?, cxb4 25. cxd5, Axd3
vietica si stava preparando
26. dxe6, ... ma il tempo a
per la prossima Olimpiade
10. Ad3, Ca5 disposizione era scarso.
scacchistica, che si sarebbe
svolta a Helsinki. In una 11. De2, Db7
delle sessioni di allenamento 12. f4, Dc6
21 .... , Da4
si disputò una partita collet- 22. Df3, Cc6
tiva. In due abitazioni sepa- La regina p artecipa già al-
23. Cxc6, dxc6
rate, i giocatori del Bianco e l'assedio. M a il Bianco non
24. Df6, Rd7
del Nero discutevano le loro rinuncia all 'attacco.
25. Dxf'7 + , Rc8
mosse. Botvinnik e Smyslov
non iniziarono la partita, 13. d5, Da4
ma quando la situazione del 14. eS_, Db3! Il re cerca un rifugio sicuro
Bianco si fece difficile si uni- in b7 e sembra trovarlo.
rono a questa parte. Fu una
partita giocata da dieci su-
permaestri.
8
7
•i i t t i •
l
t i 26. De7, Da5
27. Dxe6 +, Rb7
6 i i ..... t •• i 28. Ag6, Thg8
l.
2.
3.
d4, Cf6
c4, e6
Cc3, Ab4
5

4
• ft ft l.n.
ft ft
,-
29. Rxh4, Dd2

ft ft Jì
4.
5.
a3, Axc3+
bxc3, Cc6
3
2 '* ~ tt ft ft
Esaminando la posizione dei
pezzi e prescindendo dal bi-
lancio del materiale, pare
La più consiglia bile è la
1 n l
le ~ JJ
evidente che il Bianco incon-
a b c d e t g h
mossa 5 . ... , eS , ed essi lo sa- tri numerose difficoltà. Il re
pevano, ma si trattava di bianco è in pericolo di ese-
una partita sperimentale. Il Nero rifiutò 14.... , Cg8 cuzione e non sembra possa
15. dxe6, dxe6 16. f5, Axc4 trovare un riparo, mentre
6. f3, b6 (16 .. .., exf5 17. e6, ... con continua a vagare in mezzo
7. e4, Aa6 attacco demolitore) 17. De4, alla scacchiera.

130
FAMOSE Petrosjan sulla breccia
Generalmente la storia di un ex campione del mondo, salvo illustri
30. Og4, Tad8
eccezioni, si chiude dopo la perdita della corona. Nel caso di
31. T cd l , Df2 +
Petrosjan invece sembrò che dovesse addirittura iniziare
32. Rh3, hS!
considerando il numero di incontri e le vittorie ottenute. Documenti
33. DfS, De3 +
alla mano, si potrebbe dire che è stato l'ex campione mondiale che
34. g3, Tdf8
ha mantenuto, dopo la fine del suo regno, il livello più alto di attività
35. De4, DgS
e di risultati in tutta la storia degli scacchi, livello persino superiore
36. Ah7, Tg7
a quello raggiunto durante il periodo in cui era campione.
37. Tacl , Tf2
Anche giocatori della statura di Tal' e Smyslov, ai quali pure si
38. Dxc6 + !, ...
potrebbe attribuire questo onore, hanno tuttavia presentato logici
periodi di appannamento.
Dopo essere stato sconfitto da Spasskij nel1969, Petrosjan
8
conquistò l'accesso ai quattro successivi cicli dei Candidati (1971-
7 i • i 74-77 e 80) e nei due primi raggiunse posizioni molto avanzate.
6 J.i '5' Nel periodo compreso fra il1969 e i/1980 partecipò a 23 tornei
internazionali di prima linea, vincendo o condividendo otto primi
5
posti e nove secondi. Vinse inoltre due altri campionati dell'Unione
4
Sovietica che si aggiunsero ai due vinti in precedenza.
3 n E si deve ricordare che il titolo di campione dell'Unione Sovietica,
2 secondo tutti i grandi maestri dell'Est, è il più importante dopo
1 n quello di campione mondiale.
Oltre a tutti questi successi individuali, contribuì notevolmente alla
a b c d e f 9 h
gloria dell'Unione Sovietica nelle Olimpiadi scacchistiche. Fece
parte, infatti, dieci volte della squadra sovietica, quasi
Sti·aordinario! li Bianco bru- ininterrottamente dal 1958 al1972, e vinse non meno di sei premi
cia la sua ultima cartuccia per il miglior risultato individuale. Delle 130 partite disputate con la
'
prima di firmare la resa. E sua squadra, l'invincibile Petrosjan ne perse solo una, ottenendo
un vero peccato che la sua ben 79 vittorie.
immaginazione non abbia
un premio. Il Nero non può
continuare con 38 .... , Rxc6 Tigran Petrosjan (nella foto) è stato, insieme a Boris Spasskij, il più
39. Ae4 + , Rc5 40. Td5 +, autorevole rappresentante della generazione che ha raccolto l'eredità
Rc6 41. Td6 + e patta. Tut- del grande Botvinnik.
ta via ...

38. ... , Rb8!

E il Bianco oltrepassa i limi-


ti di tempo. Comunque, l'u-
nica conclusione era la scon-
fitta. Se il Bianco difende il
matto in g4 mediante 39.
De4, la cosa più pratica è
dare il matto con 39 .
... ,Txh2 + (39. ..., Ac8 + ,
40. e6) 40. Rxh2, Dxg3 +
4l.Rhl,Dh3+ + .

131
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Ora, mediante uno straordinario sacrificio di qualità, il Bianco si


impadronisce dell 'iniziativa; si farà sentire la pressione dei pezzi
bianchi sulle diagonali dell 'arrocco.
8

7
• ••
6 i i
21. Ce3!!, Axfl
22. Txfl, Cg6
(non è il momento di 22 . ... , Tx(4? 23. T"/4.
23. Ag4!, Cxf4? 5

4
• i i il
ft • .A
Dg5 + 24. Tg4! guadagnando un pezzo) 3 ft
2 Q fr ~
Non era fattibi le nemmeno 23 .... , Txf4 24. Ae6 +, Rf8 25. Txf4, ...
seguita dall'irruzione della regina attraverso h8.
1 n.n.
a b c d e f g h

Tuttavia, si poteva rinunciare a l pedone giocando 23 .... , Df6! 24.


Ae6 +, Rh8 25 . Dxf6, T xf6 26. f5, Ce5 27. Ce4, ... con ampio ma
no11 decisivo vantaggio. 7
•• i
6 i
24. Txf4!!, ... 5 • t t
4 ft
3 ft f)
2 ft tf ~
E' come se Petrosjan ignorasse che le torri hanno un valore ben 1
maggiore dei pezzi minori. a b c d e f g h

Natunilmente Spasskij cattura la torre.

24. ... , Txf4 27. Cxd6, Dg5 +


8
7

• t
25. Ae6 + , Tfì 28. Rhl, Ta7 6 t l lll.
26. Ce4!, Dh4 5 • t i ft
(non offi'iva possibilild migliori 26 . ... , Ta7 4 ft
27. Cf5' - per Ch6 + - 27. ... , Dj8 28. D,(6!)
3 ft ~
Senza altre alternative, il Nero si dimostra disposto a restituire le 2 ft 'e' ft
due qualità di vantaggio per affronta re un tìnale inferiore, ma an- 1 {7
cora con una dura lotta. a b c d e f g h

Tuttavia, Petrosj an non è disposto a prolungare ancora molto la


battaglia.
8
·~
7 i
29. Axfì + , Txfì 6 i ~
30. Dh8 + !!, ... 5 • t i ft
4 ft
3 il
2 il {!
Il Nero abbandona. D opo 30 .... , Rxh8 31. Cxf7 + e 32. Cxg5 il 1 {7
Bianco rimane con un pezzo e un pedone di vantaggio. a b c d e f g h

132
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Campionato del Mondo. Mosca , 1966 (12,5-11,5)


Partita 1 2 .3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Petrosjan 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1/2 1 1/2 1/2
Spasskij 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 o
1/2 1/2 o 1/2 1/2

Partita 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Petrosjan o 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1 1/2 1 o 1/2
Spasskij 1 1/2 1/2 1/2 1/2 1/2 1' o 1/2 o 1 1/2

L'incontro del 1966 fu un'eccellente scuola per Spasskij. Tre anni


più tardi, l'esperienza accumulata nelle sue partite con il campione
si dimostrò utile per il giocatore di Len1ngrado nell'ingaggiare un
altro duello affrontando con maggior brio la lotta, dopo aver con-
quistato il diritto a un nuovo confronto.

Anche il secondo fu un incontro estremamente duro, ma questa


volta il più giovane seppe trarre miglior pa rtito dalla sua forza.

Dopo aver perduto la corona, Petrosjan accettò molto razional-


mente la sua nuova condizione.

Co ntinuò a mostrarsi molto attivo nei tornei rivelando uno straor-


dinario stato di forma.

Fino alla sua morte (1984), il "Tigre" Petrosjan si mantenne all'a-


vanguardia degli scacchi mondiali.

Lo straordinario gioco di Boris Spasskij


Boris Spasskij, malgrado la brevità del suo regno, è probabilmente
uno dei campioni mondiali più completi che ci siano stati.

L'importanza della sua figura non è stata completamen te apprezzata


per una sfortunata coincidenza temporale: Spasskij ebbe la cattiva
sorte di essere contemporaneo di uno dei più grandi geni che gli
scacchi abbiano dato in tutta la loro sto ria: il nordamericano Robert
J. Fischer, .il cui talento avrebbe eclissato qualunque a ltra carriera.

Quando Spasskij ebbe accesso per la prima volta a l duello per il ti-
tolo, fu una relativa sorpresa per tutti; relativa se non altro perché
solo un giocatore di classe superiore sarebbe stato capace di vincere
un campionato sovietico, ed egli lo aveva fatto nella sua città nata-
le. Leningrado, nello stesso anno in cui il suo compagno armeno
strappava la corona mondiale a Botvinnik.

Ciascuno dei suoi esperti avversari godeva, inizialmente, di prono-


stici più favorevoli.

133
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE Al VERTICE

Tuttavia, Spasskij li batté su tutta la linea. Poco importava che


avessero dimostrato di trovarsi in un momento dì forma eccellente:
quando affrontavano Spasskij il loro pungiglione velenoso appariva
spuntato.

La spiegazione del fenomeno si trovava nello stesso Spasskij, nella


sua enorme capacità di adattarsi con incredibile rapidità allo sti le
dell'avversario, chiunque fosse . Poteva giocare gambetti e imposta-
re partite aggressive con la stessa facilità con cui deviava il gioco
verso i più lenti ritmi posizionati o si difendeva con la più stupefa-
cente precisione.

Prima di ogni incontro si preparava a tutti i livelli, e durante la


partita faceva sfoggio di nervi d'acciaio.

La penetrazione psicologica di Spasskij era paragonabile a quella


dimostrata da Lasker o Alekhine.

Poco dopo il suo primo match con Petrosjan, Spasskij dimostrò


che la sconfitta non lo aveva influenzato moralmente.

Nell'estate del 1966 Spasskij partecipò al torneo internazionale dl


Santa Monica, al quale intervennero tutti i migliori giocatori in at-
tività in quel periodo.

Spasskij conseguì una piena vittoria, senza perdere una sola delle
diciotto partite, superando ampiamente il campione mondiale Pe-
trosjan e battendo di mezzo punto Fischer.

Vediamo la decisiva ultima partita di questa gara.

Spasski,j-Donner
Santa Monica, 1966. Ultimo turno.
sa .l1t ••
7 i i t i t
l. e4, eS 6 t • •
2. Cf3, Cc6 5 t i
3. AbS, a6
4. Aa4, Cf6
4 11
5. De2, bS
6. Ab3, Ae7
7. 0-0, 0-0
8. c3, dS a b c d e t g h

Spasskij mostrò sempre interesse per la variante chiusa della Spa-


gnola, e questo è un modo particolare di eseguirla.

134
PETROSJAN E SPASSKU : lA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE Al VERTICE

Come sappiamo, l'intenzione del Bianco è di mantenere bloccato il


centro per intraprendere poi azioni sul fianco. ... .
9. d3, d4
7 t .l i
10. Tdl, Ae6
11. Cbd2, ...
11 . ... , Te8
6
5
i
i
• i •
t
( Il . Axe6, f re6 raddoppia i pedoni. ma apre 4 t ft
la colonna f al Nero, che può attaccare 3 i'L fi ft f)
lungo di essa)
2 ft fi ~ ~ ft ft
Incoerente rispetto alla mossa precedente: la torre si allontana da dove 1 lJ
poLI·ebbe svolgere maggiore attività e si pone su una colonna chiusa. a b c d e t 9 h

Ora il Bianco si impadronisce dell'inizia tiva facendo valere la sua


superiorità centrale.
8
7
..
• t • • •t i
12. Axe6, fxe6 14. bxc3, Ad6 6 t .l i
13. Cb3!, dxc3 15. d4!, Cd7 5 i t
(la miti(Lccia principale 16. Ag5, Dc8
era 14. cxd4. exd4 17. c4!, Cxd4
4 ft • ft
15. e5 seguita da De4)
3 f) f)
2 ft tr ft ft
Il Nero non poteva permettere 18. eS, A.f8 19. dS, .. . perché si sa-
rebbe trovato in una posizione molto ristretta.
1 lJ lfz
a b c d e f 9 h

I successivi cambi al centro e l'apertura del gioco operano a favore


della parte che riesce a mantenere più attivo il proprio esercito, ed
8 • ..
è il Bianco a riuscirvi. 7

6 i t
• •
i t
18. Cbxd4, exd4 20. T xd4, c6 23. Cg5, h6 5 i ft
19. eS, Af8 21. Th4, Ae7 24. Ce4, ... f)
22. Ax.e7, Txe7
4 ft
3
'
E ammirevole l'abilità di Spasskij nel penetrare con sicurezza l'es- 2 ft
senza della posizione. Diverse volte ha cambiato i suoi piani adat- 1
tandoli alle nuove esigenze della partita. a b c d e f 9 h

Compren dendo che il Nero è sicuro sul l'ala di re, il Bianco si rivol-
ge verso la debolezza più importante: d6.
8
7
•• • •
t
24...., Dc7 25. Cd6, Td8 27 . ... , Tf8 6 i i ~ t t
(naturalmente 26. Tdl , Db6 28. Rhl , Dc5 5 i * fi
non 4. ... , Cxe5
per 25. Cd6 , .. .)
27. T hd4!, ... 29. f4, ...
( awnentando la pressione sulla colonna e minacciando
4 11 n fi
3
di ritirare il cavallo. In tal modo l'inchiodatura
del cavallo nero sarà demolitrice) 2 ft t}' ft il
All o scopo di conso lidare il suo p unto di fo rza.
1 lJ 6
a b c d e l g h

135
.
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

29. Ce4, D a7 non impedisce al Nero di parare le minacce.

29.... , Cb6 31. ..., bxc4


8
7
- .....

n •i •
t• i
l
-
30. Ce4, Da3 32. Cf6 + , Rh8 6 l t 0 i
31. Dg4, ...
(ora che la regina è stata aflonttmata, le azioni
33. Td8!, T c7 5

l
n
sul jìanto di re saranno pitì pericolose)
4 t ftt:t -
3
2
•ft - .... ...., ' - ft fi
Nemmeno 33 .... , Tt7 avrebbe salvato il Nero.
1 n 6
a b c d e f g h

La continuazione 34. Dg6, gxf6 35. Dxf7 sarebbe stata fulminante.

34. Dg6!, gxf6


D •
35. Dxf6 +, ...
5

_ t
3.ft
4

2
Il Nero abbandot)a . La continuazione forzata 35. ... , Rg8 36.
Txf8 + , Dxf8 37. Td8 era assolutamente convincente. a b c d e f g h

Tre anni di regno


Nel 1966 Spasskij era stato uno stìdante a sorpresa, ma tre anni
più tardi, dopo aver eliminato in modo altrettanto brillante i suoi
avversari nella corsa alla corona, era diventato il grande favorito
degli specialisti, malgrado fosse soltanto l'aspirante.

Petrosjan era stato un campione mondiale sommamente attivo e


aveva partecipato a mol te prove internazionali, incontrandosi an-
che con Spass,kij e venendo superato in quasi tutti i casi dal preten-
dente alla corona mondiale.

Ma Petrosjan aveva la ben meritata fama di giocatore coriaceo e


difficile. E Io dimostrò nella partita iniziale, nella quale si impose. e a •.t.•tJ.~·
Lo sfidante reagì riportandosi al comando, ma venendo in seguito 7 i i i i i i i i
raggiunto dall'armeno. 6
5
Spasskij-Petrosjan 4

3
Campionato del Mondo. Mosca , 1969. 5" partita.

l. c4, ...
a b c d e t g h

136
--
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

La flessibilità di Spasskij gli consentiva di aprire di re o di imposta-


re con eguale efficacia una partita chiusa. a a•..t•t
i t t

t t
l . ..., Cf6 5. cxdS, CxdS 6
2. Cc3, e6 6. e4, Cxc3 5
3. Cf3, dS 7. bxc3, cxd4
4. d4, eS 8. cxd4, Ab4 +
4 J.
3

Questa variante della difesa Tarrasch è una delle più difficili da 1


battere. c d e f g h

Campionato del Mondo. Mosca, 1969 (10,5-12,5)


Partita 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Petrosjan 1 1/2 1/2 o o 1/2 1/2 o 1/2 1 1 1/2
Spasskij o 1/2 1/2 1 1 1/2 1/2 1 1/2 o o 1/2
Partita 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23
Petrosjan 1/2 1/2 1/2 1/2 o 1/2 o 1 o 1/2 1/2
Spasskij 1/2 1/2 1/2 1/2 1 1/2 1 o 1 1/2 1/2

Era logico che Petrosjan scegliesse questa linea poco ambiziosa, da-
to che era stato. sconfitto nella partita precedente e necessitava di
una pausa per ncuperare.
6
9. Ad2, Axd2 + 5
10. Dxd2, 0-0 4
11. Ac4, Cc6
3
12. 0-0, b6
13. Tadl, Ab7 2 ft
14. Tfel, Tc8?! "
1

a b c d e f g h
Qui Petrosjan gioca meccanicamente e omette una mossa, dando
l'iniziativa al Bianco.

Avrebbe dovuto seguire con 14.... , Ca5 15. Ad3, Dd6 e continuare
portando le torri nelle colonne centrali.
8
7 i ..t
• •
15. dS!, exdS 6
5
t
•t
4 il ft
3 f)
C'era una linea di gioco molto più incisiva: 15 .... , Ca5!? 16. dxe6,
Dxd2 17. exf7 +, Rh8 18. Cxd2, Cxc4 19. Cxc4, Txc4 20. eS, Ac8! 2 Q f:t i1 ft
21. e6, Axe6 22. Txe6, g6 e il Nero avrebbe avuto molte possibilità
di ottenere la patta.
1 nn
a b c d e f g h

137
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Un'altra possibilità per il Bianco era 15 .... , Ca5 16. Ad3. exd5 17.
e5, ... Il Bianco dispone di un eccellente gioco dei pezzi, ma deve
ancora dimostrare di avere un compenso per il pedone.
8
7 j
• i
6 j
16. AxdS, CaS
17. Df4, Dc7
18. DfS, AxdS
19. exdS, Dc2
5
4

3 f)
E' logico che il Nero cerchi il cambio delle regine. Co n questo im- 2 ft 'i' fi ft
portante pezzo sull a scacchiera, il pedone passato del Bianco può 1 [l
causare importanti guai. a b c d e t 9 h

Sarebbe invece stato pericoloso proseguire con 19 .... , Cc4 20. Cg5,
g6 2 1. Dh3, b5 22. Ce4, ... con attacco molto forte.
8
7 j Jl ft
• t j

20. Df4!, ... 21. d6, Tcd8 24. Tcl, Da6 6 'i'
(il Bianco sacrifìca 22. d7, Dc4 25. Tc7, bS 5 • t
w1 pedone per 23. Df5, h6 26. Cd4, ... 4
ottimi:;are il
3
ped01u> passato)
20. ... , Dxa2 2

1
Spasskij getta tutti i suoi effettivi all'attacco. a b c d e l g h

Ora Pctrosjan avrebbe dovuto continuare con 26. ... , Dd6 27.
Cxb5, Dd2 28 . Tfl , Cb3! per ottenere un certo controgioco. Ma
nelle partite difficili è arduo trovare una buona continuazione.
8
7 j ..
n• ••
t ft
6 ..
26 . ... , Db6 5 i
27. Tc8!, Cb7 4

Naturalmente non 27 .... , Dxd4 28. Txd8, Txd8 29. Te8 + .

Un bel finale sarebbe stato assicurato dalla continuazione: 27 .....


b4 28. Te8!, Dxd4 29. Txf8 + , Txf8 30. Txf8 +, Rxf8 31. Dc5 + !! ,
Dxc5 32. d8 = D + + .
8
7 j
[1
ft
••
t
6 f)
28. Cc6, Cd6 5 i
29. Cxd8!!, Cxf5 4
30. Cc6, ...
3
2 fi ft l!
E il Nero si vede im possibilitato a evitare Txf8 + e la promozione 1
del pedone. a b c d e t 9 h

138
--
PETROSJAN E SPASSKU: LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Conclusa Ja sedicesima partita, la situazione era di parità come al-


l'inizio. Ma rimanevano solo otto partite e Spasskij, secondo il re-
golamento, doveva vincerne una più del campione. La diciassettesi-
ma fu vinta da Spasskij che si impose anche nella diciannovesima.
La reazione di Petrosjan nella ventesima fu solo un miraggio che si
dissolse con un'alt~a vittoria dello sfidante nell a successiva partita.
Il trono aveva cambiato sovrano. I sovietici avevano posto in Spas-
skij le speranze di battere il fenomeno occidentale Bobby F ischer,
ma giunta l'ora della verità, nel 1972, il nordamericano strappò la
corona a Spasskij e all 'Unione Sovietica per la prima e unica volta
dopo Alekhine.

Ma Spasskij fu autore di belle prestazioni.

7
Spasskij-Fischer L-...1,
Campionato del Mondo. Reykjiavik, 1972. 11 !l partita. 6 t t
5
l. e4, eS 4. Cxd4, Cf6 7. f4, Db6
2. Cf3, d6 5. Cc3, a6 8. Dd2, Dxb2
3. d4, cxd4 6. Ag5, e6
ft ft
Questa rischiosa linea della difesa Siciliana si chiama "variante del JJ
pedone avvelenato" . a b c d e t 9 h

Con una magistrale lezione, Spasskij dimostrerà perché.

9. Cb3, ...
8
7
! •..t
t

t
J. •
l
(minaccia eli inlrappolare la regina con 10. a3 e l l. Ta2 ) 6 t i t i
9.... , Da3 5 t
10. Axf6, gxf6
11. Ae2, h5
4 ft ft
3 'i' tfJ f.)
2 ft ft 'O' il ft Q
Fischer vuole evitare che il Bianco giochi Ah5 facendo pressione su
f7 e rendendo difficile un eventuale arrocco lungo.
1 n !de t JJ
a b c d 9 h

Ma osservando ben~ la posizione si scoprono deficienze: il Bianco


ha sviluppato tre pezzi e il Nero solo la regina.
7 J..
• i
•J.

12. 0-0, Cc6 6 t • i i i


(un erròre; la regina avrei bisogno 5 i
di questa èasella per la sua fuga )
13. Rhl, Ad7
14. Cbl!, Db4
4

3

~
ft Q

2 ft ft tr il ft ft
Naturalmente non era migliore 14. .. ., Db2 15. a3!, ... rinnovando 1 [! ~ JJ e;
la minaccia Cc3 e Ta2. a b c d e 9 h

139
PETROSJAN E SPASSKU : LA NUOVA GENERAZIONE GIUNGE AL VERTICE

Ma era invece accettabile 14.... , Da4 15. De3, Ce7 aprendo alla re-
gina una via di fuga per c6.
8
•i •
lS. De3, dS 17. c4, CfS 6 i
( esistel'a la minaccia /6. a3, Da4 18. Dd3, h4 5 ft
l 7. Cd con callura della regina) 19. Ag4!, ... 4 ... ft
16. exd5., Ce7
3 fJ t}'
2 ft ft
1 D fJ )] 0
Combinando idee di attacco e di difesa. a b c d e f g h

Si minacciava 20 .... , Cg3 + 21. hxg3 , hxg3 + 22. Rgl, Ac5 + che
ora si eviterebbe chiudendo la colonna con l'alfiere.
8
7
• i .l
• •
19...., Cd6
20. Cld2, fS
6
5
i
'i' ft
• i
fti
21. a3, Db6
22. eS, DbS
4 _l!. 1l. t.
23. Dc3, ...

Un'autentica mazzata. Si minacciano la torre, il cavallo e soprattut-


to a4, catturando la regin a. a b c d e f g h

La verità è che il Nero avrebbe potuto abbandonare a questo pun-


to senza rimorsi di coscienza.
8
7
•i
23.... , fxg4 27. Df6, CfS 6 i ft
24. a4, h3
(se 24. ... , Del 25. Tae!)
2S. axbS, hxg2
28. c6, Ac8
29. dxe6, fxe6
5
4
ft
•fi i
26. Rxg2, Th3
30. Tael, Ae7
31. Txe6, ...
3
2

0 11
1 )]
Fine. a b c d e f g h

La sconfitta nel match cambiò la vita di Spasskij, non tanto per un


suo atteggiamento personale, quanto per la posizione delle autorità
sportive sovietiche, che trasformarono questo insuccesso in una
questione d'onore. Fu sottoposto a un ostracismo sportivo, malgra-
do continuasse a conseguire successi in patria e all'estero, come la
sua seconda vittoria nel Campionato Sovietico (1973) e l'ingresso
alla semifinale dei Candidati nel ciclo mondiale successivo. La si-
tuazione divenne talmente insostenibile da indurlo a emigrare in
Francia; dopo qualche anno prese la nazionalità di quel Paese. Tut-
to ciò gli fece perdere l'interesse per gli scacchi, e nonostante si sia
mantenuto fino a oggi nella élite, la sua partecipazione ai tornei è
quella di un giocatore di talento ma privo di ambizioni.

140
Nell'estate del 1972, l'attenzione di tutto il mondo,
scacchistico o no, si rivolse a Reykjavik. Nella capitale
islandese un nordamericano, ribelle e geniale, riuscì a 1 Bobby Fischer,
raggiungere la vetta dello sport considerato fino ad allora, leggenda vivente
giustamente, di pertinenza quasi esclusivamente sovietica, degli scacchi
• Il prodigio Fischer
coronando con la sua prodezza la conquista del titolo più • L'eterno campione
straordinaria e facile di tutta la storia dei campionati •
amencano
mondiali. • Il cammino verso la
Il suo rivale era sicuramente il più qualificato di tutti i corona mondiale
possibili avversari, ma il gioco di Robert J. Fischer, così • L'impressionante
come il suo eccentrico temperamento, risultò superiore a dirittura finale
ogni limite prevedibile. • Il match del secolo
l Partite famose
• Attacco e difesa
(Buenos Aires, 1960)
scac

Se nella storia esiste un uomo che abbia raggiunto in vita la catego-


ria del mito, quello è senza dubbio Robert Fischer. Non solo il suo
straordinario talento nel gioco degli scacchi (per molti il nordame-
ricano continua a essere il più grande giocatore di tutti i tempi),
ma molti altri fattori hanno contribuito a creare la sua leggenda.
Per merito di Fischer gli scacchi sono diventati di moda: il suo
match contro Spasskij fu una pietra miliare nel mondo della scac-
chiera e destò in tutti i Paesi un interesse fino allora sconosciuto.
Per la prima volta, tutti i mezzi di comunicazione, anche i quotidia-
ni solitamente avari di informazioni scacchistiche, dovettero conce-
dere nuovi spazi per soddisfare la crescen te domanda dei lettori.
Da oltre cent'anni c'erano stati campioni m ondiali, ma nessuno di
essi è riuscito a destare con tanta in tensità l'interesse del grande
pubblico. Il suo ritiro al · vertice della carriera ha co ntribuito a
creargli un 'aureola di mistero, ma senza alcun dubbio ha privato
gli scacchi di autentici momenti di splendore.

Fischer è stato l'unico campione mondiale occidentale in più di


quarant'anni di ininterrotto dominio sovietico, ma oltre questo pri-
vilegio, può vantare quello di essere il migliore di tutti, onore che
solo l'attuale Garry Kasparov può contendergli. La sua figura me-
rita un capitolo a parte nella storia degli scacchi.

Il prodigio Fischer
Club degli scacchi di Manhattan, New York; un ragazzino che por-
ta ancora i calzoni corti si avvicina a un famoso maestro interna-
zionale nordamericano e gli chiede il permesso di partecipare a una
competizione sociale del club. Iscrivono il giovane sconosciuto in
un gruppo di terza categoria. Qui Fischer, perché è d i lu i che si
tratta, riesce a ottenere la sua prima vittoria .

142
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Bobby Fischer è nato a Chicago il 9 marzo 1943. Due anni dopo la


sua nascita i genitori si separarono e Bobby venne affidato alla ma-
dre, Regina Wender, di origine svizzera, insieme alla sorella Joan
di cinque anni maggiore di lui. I due fratelli impararono da soli a
giocare a scacchi, grazie alle istruziòni trova:te in un pacchetto di
dolci. Bobby aveva sei anni. Dopo il suo primo incontro con gli
scacchi di competizione, Fischer cominciò a giocare in diversi tor-
nei, con risultati diseguali , ma l'importante è che disputava innu-
merevoli partite e progrediva di giorno in giorno.

Nel 1956 si preparò a partecipare alla prova più difficile della sua
vita: il Trofeo Lessing J. Rosenwald riservato ai migliori giocatori
degli Stati Uniti e, in realtà, un autentico campionato ufficioso
nordamericano.

Il punteggio ottenuto gli pennise soltanto di condividere l'ottavo po-


sto, ma il gioco di Fischer, a quel tempo un ragazzo di 13 anni, im-
pressionò tutti gli specialisti. La sua partita contro l'esperto maestro
Donald Byrne fu da tutti considerata la più brillante del torneo e ve-
ramente è una partita incredibile per un ragazzo di quell'età.

D. Byrne - R. Fischer
Stati Uniti, 1956
8
7
•i i
.l1t
• i
••
i .l i
l. Cf3, Cf6 6 t • t
2. c4, g6 5
3. Cc3, Ag7
4. d4, 0-0
4 tt ft ft Jl.
5. Af4, d5 3 tfj ~
6. Db3, dxc4 2 ft ft ft ft ft
7. Dxc4, c6
8. e4, Cbd7
1 lJ lfL_.ll. n
a b c d e f g h

Allontanandosi dal cammino più conosciuto: 8.. .. , b5 9. Db3, Da5.


Tuttavia, contiene un'idea molto acuta.

Il Bianco non deve continuare con 9. e5, Cd5! 10. Cxd5, cxd5 11.
Dxd5, Cxe5!! 12. Dxd8, Cxf3 +, perché il Nero acquisirebbe un im-
portante vantaggio.
8
7

i i * i ••
i .l i

9. Tdl, Cb6
10. Dc5, Ag4
( Fischer castigherà questa imprecisione
6
5
i
ti'
• Jl t

11. Ag5?, ...


con una combinazione stile Capablanca)
11 . ... , Ca4!!
4

3
• ~
ft ft
~
.l

Una sorpresa difficile da prevedere. Contro 12. Cxa4, ... seguirebbe 2 ft fl ft ft ft


12.... , Cxe4 13. Db4, Cxg5 14. Cxg5, Axdl 15. Rxdl , Axd4 con un 1 lJ JìJ Jl. lJ
cospicuo vantaggio. a b c d e f g h

143
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Byrne comprese questa variante, ma non quella che si preparava.

12. Da3, Cxc3


8 •
7 t t
••
Jl tJ.t
13. bxc3, Cxe4! 6 • t_....~-1-- t
(secondo spavento) 5
14. Axe7, Db6!
15. Ac4, ...
4 A ft e .t
3 ft ft ~
Se 15. Axf8, Axf8 16. D b3, Cxc3!! 17. Dxb6, axb6 18. Tal , Te8+ 2ft ft ft ft
19. Rd2, Ce4 + 20. Rc2, Cxf2 21. Tgl, Af5 + e il Bianco è in pro-
cinto di abbandonare.
1 n.iì_ n
a b c d e f 9 h

M a le sorprese non finiscono qui.

15. ... , Cxc3!!


(dopo 16. Dxc3, Tae8 l 7. Da3, A/6
ricuperando il pe::::.o)
16. Ac5, Tfe8 +
17. Rfl , Ae6!!

Questa mossa è in se stessa un prodigio di bellezza, ma prevederla


nel labirinto di una combinazione e a soli tredici anni non può che
portare il sigillo del genio.

Non è mancato chi abbia paragonato questa partita alla famosa


8
"Immortale".
7
18. Axb6, Axc4 + 19. Rgl, Ce2 + 22. Dc3, Cx./3! 6
( 18. Axe6, Dh5 + 20. Rfl , Cxd4 + 23. Dxc4, Te/ ++)
5
19. Rgl, Ce2+ 21. Rg1 , Ce2 + 22. Rfl, Cc3 +
20. R./l , Cg3 + (1111'altra
combina:ione 23. Rgl, axb6
21. Rgl, Dj!+.'! sarebbe sorta con la 24. Db4, Ta4!
22. T\fl , Ce2 + + ) sequen:a 21. Td3, axb6

Grazie a questa splendida sequenza il Nero ha catturato una torre, 1 n


due alfieri e un pedone. a c e 9 h

'
Il Bianco non può nemmeno catturare il cavallo con 25. Dd6, 8
Cxd l 26. Dxd l, Txa2, e la minaccia Tal guadagna la regina.
7

25. Dxb6, Cxdl 30. Cxel, Ad5 6 t


26. h3, Txa2 31. Cf3, Ce4 5 t J.
27.
28.
29.
Rh2, Cxf2
Tel, Txel
Dd8 +, Af8
32. Db8, b5
33. h4, h5
4

3
• ~

Byrne avrebbe potuto abbandonare, ma era restio a farlo davanti a


2
1
• ft 6
un principiante. a b c d e f 9 h

144
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

La prosecuzione della partita non ottenne altro che di accentuare


8
l'umiliazione del Bianco.
7 i
34. Ce5, Rg7 6 i
35. Rgl, Ac5 + 5 i i
36. Rfl, Cg3 +
37. Re l, Ab4 +
4 J. ft
38. Rdl, Ab3 + 3 J.. 6
39.
40.
Rcl, Ce2 +
Rbl, Cc3 +
2
1

41. Rcl, Tc2 + + a c d e f g

Dopo questo torneo confermò il suo titolo di campione junior degli


Stati Uniti. Presto fu chiaro che la categoria giovanile gli stava di-
ventando stretta, benché fosse più giovane dei suoi competitori.

Nel 1957 cominciò a ottenere i risultati più importanti. Alle spalle


aveva alcuni anni di risultati irregolari. A partire dalla metà di que-
st'anno Fischer vinse tutte le competizioni cui prese parte all'inter-
no del suo Paese (eccezion fatta per la Coppa Piatigorsky, disputa-
ta a Santa Monica nel 1966, che, come abbiamo detto nella prece-
dente unità, fu vinta da Spasskij).

L'eterno campione americano


Nel dicembre 1957 Fischer affrontò iJ suo primo campionato asso-
luto degli Stati Uniti, che ormai era considerato un Torneo Zonale
della FIDE, valido quindi per l'accesso al Torneo Interzonale.

L'indiscutibile favorito fra i quattordici partecipanti era il celeberri-


mo gran maestro Samuel Reshewsky. Fischer era considerato come
una possibile sorpresa in vista di un'accettabile classifica, e questa
era la previsione degli ottimisti.

Bobby vinse con un punto di distacco sul secondo classificato e non


perdette una sola partita contro i migliori maestri. Non aveva ancora
compiuto i quindici anni ed era già campione degli Stati Uniti.

Sei mesi dopo Fischer andò a Portorose, in Slovenia, per difendere


le sue chances nel Torneo Interzonale. La prodezza di Bobby era
stata oggetto di commenti in Europa, ma in pratica fu considerata
come un'eccezione piuttosto che come una minaccia. Sembrava im-
possibile che un ragazzo di così scarsa esperienza potesse cavarsela
bene fra l'élite mondiale, e certamente nelle prime partite Fischer
pagò il suo pedaggio.

Il suo debole inizio lo relegò alla metà della classifica, ma tutto co-
minciò a cambiare dopo la partita dell'ottavo turno contro Larsen,
che anni dopo sarebbe stato il suo grande rivale.

145
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

R. Fischer - B. Larsen
Interzonale di Portorose, 1958
8
7
•i t ..t• i ••
t .t t
l. e4, eS 4. Cxd4, Cf6 7. f3, 0-0 6 • i • t
2. Cf3, d6 S. Cc3, g6 8. Dd2, Cc6 5
3. d4, cxd4 6. Ae3, Ag7 9. Ac4, ... 4 1t 0. ft
3 ~ .fl ft
2 ft ft ft f1' ft ft
La variante Rauzer, adottata da Fischer, è una delle linee di gioco 1 n ~ n
più acute contro il sistema del Dragone della difesa Siciliana. a b c e 9

La partita si decide quasi sempre in base al migliore degli attacchi


su fianchi opposti.
8
7
•i i
••
t ..l t
9.... , Cxd4 13. Rb1 , b4 6 i 6 t
10. Axd4, Ae6
11. Ab3, DaS
14. CdS, AxdS
1S. AxdS, ...
5
4
... i il
i};. ft
12. 0-0-0, bS
3 ft
2 ft ft ft tt ft ft
Fischer ritiene che il suo alfiere della diagonale bianca rimarrebbe 1 ~ n n
rinchiuso dopo 15. exdS. a b c e f 9 h

Tuttavia, questa possibilità era interessante, dato che avrebbe aper- 8


to la colonna e.
7

1S.... , Tac8? 17. h4, DbS 6 i


(un grave errore. Era necessaria l 5. ... , Cxd5, 18. hS, Tfc8 5 i ...
con gioco bilanciato, dato che ora f'aljìere 19. hxg6, hxg6 4 i il. ft
diventa un pezzo fondamenlale) 20. g4!, aS
21. gS, ChS
3 .,(l
16. Ab3!, Tc7
2ft ft ft tt
Comincia a diventare evidente che l'attacco del Bianco si sviluppa 1 ~ n n
con rapidità maggiore. a b c d e 9

Contro 21. ... , Ce8 sarebbe seguita 22. Axg7, Cxg7 23. Th6, ... per 8
raddoppiare le torri sulla colonna h.
7

22. TxhS!!, gxhS 6

.. *
23.
24.
g6, eS
gxfi + , Rf8
5
4
*i *
fr
2S. Ae3, ...
3 Jl. fr
2 f1 f1 ft O
1 {; D
Minaccia con la regina d6. a b c d e f 9 h

146
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Ma si prepara anche l'ingresso di Ah6.


8

25. ... , d5! 7 i.


26. exd5!, Txfì
27. d6, Tf6
6
5 i ..i il
i
• i
4

3 .Q,
2 fl l! ft t}'
Se la torre si ritirasse lungo la settima traversa, seguirebbero 28. 1 6 [1
d7, ... e 29. Dd6+ a b c d e f g h

La mossa del testo comporta una restituzione della qualità, ma era


uno dei mali minori.
8
7
•ft
28. Ag5!, Db7 6 tt
29. Axf6, Axf6 5 i i
30. d7, Td8
31. Dd6+, ...
4 i
3 .n.
2 ft ft ft
II Nero abbandona. Se 31. ... , Ae7 32. Dh6 + + , mentre risulta de- 1 6 [1
cisiva anche 31. ... , Rg7 32. Tgl + . a b c d e f g h

Dopo questo incontro, una serie di risultati positivi collocarono Fi-


scher nella zona alta della classifica.

Una patta ottenuta nel turno finale contro Gligoric, il secondo


classificato del Torneo, gli diede accesso al suo primo Torneo dei
Candidati alla corona mondiale e, automaticamente, gli valse il ti-
tolo di gran maestro a soli quindici anni d'età!

Di ritorno negli Stati Uniti, il vittorioso Fischer partecipò al cam-


pionato nazionale, difendendo con successo il suo titolo. Nel 1959
prese parte a quattro competizioni internazionali (senza dubbio un
errore, dato che affrontò l'impegno del Torneo dei Candidati dopo
essere uscito di forma), ma non g.iocò nel suo Paese fino al nuovo
torneo nazionale che, naturalmente, tornò a vincere, come lo fece
negli anni successivi fino al 1966. Questo ora non faceva più notizia.

Ogni volta che Fischer disputava il campionato degli Stati Uniti, il


problema era di prevedere i punti di vantaggio che avrebbe avuto
sul secondo classificato, e di verificare se qualcuno fosse capace di
• batterlo, sia pure in una sola partita. Specialmente memorabile fu il
risultato nel 1963: Bobby vinse una dopo l'altra 1e undici partite
giocate, lasciando a 3,5 punti Evans, secondo classificato. Il suo in-
contro con Byrne occupa un posto di rilievo in qualsiasi antologia
di partite.

147
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

R. Byrne-R. Fischer
Campionato degli Stati Uniti, L963 s•t •.t•t
7 t t t ~
a
t
l. d4, Cf6 5. cxd5,cxd5 6 • t
2. c4, g6 6. Cc3, Ag7 5 t
3. g3, c6 7. e3, ...
4. Ag2, d5
4 ft
3 €l ft ft
2ft {! ft ~ ft
-
La continuazione scelta da Byrne è una delle più solide contro la 1 .Jl. ~ L1ì. [1
difesa Gri.infeld, ma l'ultima mossa è già troppo passiva. a b c d e f g h

Più consono alla posizione era continuare con 7. Cf3, ... ed even-
tualmente Ce5.
8.t
7
....
7.... , 0-0 10. b3, Aa6 a J.. t6
8. Cge2, Cc6 11. Aa3, Te8! 5 t t'"---\------.1'--+---1
9. 0-0, b6 12. Dd2, eS!
4 ~-
Per impadronirsi dell'iniziativa con i pezzi neri, occorre assumere 3 ]. ft ~ ft ft
dei rischi; in questo senso a Fischer non importa restare con il pe- 2ft ~ ~ ft ..Q.. ft
done. isolato
.
se con ciò riesce a procurarsi ottime collocazioni per i 1 [1
suo1 pezzi. a b c d e f g h

La personalità di Fischer sulla scacchiera

Quando a soli 15 anni Fischer divenne uno dei candidati al titolo


mondiale (fatto unico nella storia degli scacchi), il gioco dello statu-
nitense, benché impressionante, non aveva ancora raggiunto la pie-
na maturità. La serie di tornei di alto livello disputati nel vecchio
continente consolidarono la sua forza. Sul piano tattico, la sua ca-
pacità di analizzare varianti non aveva nulla da invidiare a quella di
alcun gran maestro del mondo. Ma contemporaneamente andava
sviluppando un fine senso posizionale con la naturalezza che si at-
tribuisce a un veterano del gioco.

Ma, a parte queste doti necessarie per essere una figura di rilievo,
quello che distingueva Fischer era una travolgente volontà di vince-
re tutte le partite e ciascuna di esse, indipendentemente dall'impor-
tanza del punteggio in gioco. Era tale la fiducia nel proprio gioco,
che la parola "patta" sembrava cancellata dal suo vocabolario. Solo
così si spiegano i risultati come quello del campionato degli USA
del 1963 e, in seguito, degli incontri nel Torneo dei Candidati.
Quando un maestro ha ormai quasi vinto un torneo, un'opportuna
patta per non mettere in pericolo la vittoria finale suoi essere una
pratica abituale; ma per Fischer questo arrangiamento non esiste-
va: una patta significava perdere mezzo punto. Questo era l'aspetto
della personalità di Fischer che affascinava gli appassionati e lo
rendeva temibile per i suoi avversari.

148
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Questo è molto caratteristico dello stile del geniale statunitense.


... ••
13. dxe5, Cxe5 t ~ t
14. Tfdl, ... 6 t=--1--__,
{una mossa imprecisa che trascura il punto j?. 5 t
Ma la posizione del Nero era già migliore)
4
14 . ... , Cd3!
15. Dc2, ... 3 lt ft fJ 6 ft n.........
2 ft ~ .fJ :lì ~ .~
Nemmeno l'alternativa 15. Cf4, ... per scacciare il cavallo avrebbe 1 1] l]
raggiunto lo scopo. a b c d e f g h

La continuazione 15. Cf4, Ce4! 16. Cxe4, dxe4! 17. T ab l, Tc8 18.
Cxd3, Ac3!, seguita da exd3 avrebbe lasciato Byrne in una situazio-
... .
ne molto difficile.
6
15 . ... , Cxf2!! 5 t
16. Rxf2, Cg4 + 4
17. Rgl, Cxe3
18. Dd2, Cxg2!! 3 ft
2 ft <fJ
Una decisione che produsse grande sorpresa. Con 18 .... , Cxdl il 1 n l]
Nero avrebbe conseguito un'eccellente posizione. a b c d e f g h

Ma, invece di limitarsi a una lotta serrata, Fischer sceglie il cammi-


no creativo.
8
•t ... .
7 t
19. Rxg2, d4! 6 t
20. Cxd4, Ab7 + 5
21. Rfl, ...
4. 0
3 ft ~ ft
tt fi
Fischer aveva previsto una vittoria anche contro altre risposte: 21. 1 l] 6
Rg1, Axd4+ 22. Dxd4, Tel +! 23. Rf2, Dxd4+ 24. Txd4, Txal. a b c d e f g h

Oppure 21. Rf2, Dd7!! 22. Taci, Dh3 23. Cf3, Ah6 24. Dd3, Ae3 +
con vittoria immediata del Nero.
8
7
•t ~
• • t J.• t
22 . ... , Dd7 6 t t
5
4 ~
3 Il. ft f) 11
2 ft f'Y il
1 n l] 6
Una mossa apparentemente tranquilla. a b c d e f g h

149
Il legato
di Fischer
Attacco e difesa
Bobby Fischer si ritirò dal mon-
do degli scacchi quando aveva
Partita giocata a Buenos Aires, 1960
raggiunto il massimo al quale
si potesse aspirare in tale mon-
Bia11co: Osvaldo Bazan
do, e quando aveva dimostrato
Nero: Bobby Fischer
che, almeno in quel tempo, il
suo gioco non aveva rivali. An-
D opo il relativo insuccesso 9. Ae2, g5
che altri sportivi hanno preso
nel Torneo dei Candidati di- 10. Ag3, Ce4
un 'analoga decisione, e per
sputatosi in Iugoslavia nel
quanto possa sembrare del tut-
to logico andarsene dopo aver
ottenuto tutto, ciò non diminui-
1959, il gioco di Fischer non
declinò minimamente.
8
7
•i i .l 'l' t
i

sce la delusione delle migliaia
di appassionati, che gioivano
al pensiero di essere testimoni
Bobby era un ragazzo in
continua e vertiginosa ascesa
6

5
•i i i
i

e la forza del suo gioco si
del più grande genio del seco-
consolidava giorno per gior-
4 J.. il .
lo. Privare il mondo degli scac-
no. L a sua prima grande vit- 3 ~ fi .f:J .fi.
chi della bellezza di straordina-
rie partite è indubbiamente sta-
toria in un incontro interna- 2 ft fi 1L ft ft i!
to un gesto di cui tutti glì scac-
zionale si verificò nel Tor-
neo di Mar del Plata, 1960.
1 n ti' n
chisti ancora si lamentano. a b c d e t 9 h
Qui si classificò davanti al
Ma vi sono molte cose per cui
forte astro sovietico Boris
si deve essere grati all'origina-
Spasskij e a un brillante ex Fischer adotta una linea po-
le scacchista di Chicago. Anzi-
vicecampione del mondo, co frequente del gambetto di
tutto, il merito di essere riuscito
David Bronstejn. Donna, il cui obiettivo prin-
a elevare gli scacchi allivello di
cipale è ostacolare il nonna-
notizia di prima pagina e l'aver
La vittoria avvenne in piena le sviluppo del Bianco, an-
richiamato l'interesse di milioni
regola. Fu sco nfitto una sola che a costo di creare eviden-
di persone in tutto il mondo l
volta, e in tredici occasioni ti debolezze nel proprio
molte delle quali non sapevano
• piegò l'avversario. Quella campo. L'idea è abbastanza
nemmeno muovere i pezzi. E
che presentiamo è una delle confusa, ma nessuno può
stato statisticamente dimostra-
partite che meglio illustrano negare al nordamericano l'a-
to che dopo il "match del seco-
la capacità dello statunitense bilità nel trame il massimo
lo" il numero degli iscritti alle fe-
di combina re con efficacia vantaggio.
derazioni è aumentato in misu-
mortale l'attacco e la difesa.
ra spettacolare in tutti gli angoli
della Terra, e che gli scacchi
11. Tcl, Da5 1
l. Cf3, Cf6 12. 0-0!?, ...
hanno raggiunto un prestigio
2. c4, e6 (sacrificando un pedone per
r
che non avevano mai cono-
sciuto fino al1972.
3. Cc3, d5 lo sviluppo)
4. d4, Ab4 12.... , Axc3
La figura di Bobby Fischer va
5. cxd5,exd5 13. bxc3, Cxc3
altresì elogiata proprio per l'at-
teggiamento che indusse i suoi
6. Ag5, h6 14. Del, Cxe2+
contemporanei a criticarlo con
7. Ab4, eS 15. Dxe2, c4
tanta acredine: Bobby era ac-
8. e3, Cc6 16. e4!, ...
cusato di divismo quando uti-
lizzava la sua fama per esigere

150

FAMOSE
Troviamo così Fischer in 23 .... , Cxe6) con un pedone
una situazione poco abitua- di vantaggio e buona posi-
le, quella di doversi difende- zione del Nero.
re. Ma Bobby dimostrerà la
sua capacità anche in questo 21. Txc4, Dxe4
campo,· con una magistrale 22. Cxe4, Ce2 +
combinazione di difesa e at- 23. Rhl, Ad7
tacco.
L'unica casella per evitare il
16. ... , Ae6 doppio di cavall o. Ma il pe-
17. Ac7!'?, Dxc7!! ricolo non è ancora passato, più decorose condizioni di gio-
dato che il cavallo nero re- co, mutamenti nella struttura
Merita due punti esclamativi sta intrappolato. della Federazione e migliori
una mossa così ovvia? Senza compensi economici. Quello
alcun dubbio sì, perchè per 24. Tel, Rf8 che i critici ingiusti non ricorda-
realizza rla il Nero doveva 25. Cf6, ... no, è che molte delle cose che
aver previsto in tutti i parti- ( 25. Txe2, Ab5!) il nordamericano proclamava
colari la con ti nuazione della 25...., Ab5 furono più tardi riconosciute
partita. Se 17.... , b6 18. 26. Tb4, Aa6 giuste, e che alcuni mutamenti
Ce5, Cxe5 19. dxe5, .. . e il 27. Cd7 + !, ... da lui proposti sono stati adot-
Nero incontra di fficoltà in- tati dopo che se n 'era andato.
sormontabili. Il Bianco ha trovato un 'ec- Non si deve nemmeno ignorare
cellente mossa, dato che il re che le richieste di Fischer non
18. exd5, g4! nero è spinto verso la colon- erano dettate esclusivamente
19. Cd2, Cxd4 na centrale (27. .. ., Rg7?? dall'interesse personale, per-
20. De4, Df4!! 28. Txg4 +, Rh7 29. ché di esse poteva beneficiare
Cf6 + +) l'intera famiglia scacchistica.
Così si verificarono casi in cui

i
• 27 .... , Re7
28. Cc5, The8!!
Fischer reclamava più denaro
per Il montepremi e non per il
suo proprio onorario. Una chia-
6 J.. i
ra dimostrazione a questo pro-
5 ft Ignorando la presenza del
posito si ebbe con le sue richie-
monarca. La mossa di sco-
4 i· ~ ... i ste in occasione del Campiona-
perta lungo la colonna e de-
3 to Mondiale che si tradussero
cide della partita.
poi in vantaggi per tutti.
2 ft 11 ft Non c'è alcun dubbio che i
1 n 29. Cxa6, Rd6!! grandi maestri odierni abbiano
a b c d e l 9 h 30. Txb7, Cg3 + beneficiato di ciò che Fischer
31. hxg3, Txel + ha ottenuto, e dei suoi sforzi
Su questa splendida mossa 32. Rh2, Tc8 per fare del gioco degli scacchi
aggressiva Fischer basa tutta 33. Txt7, Tccl un 'attività decorosa. Dovranno
la sua difesa. Ricuperare il ringraziar/o, come i grandi pia-
pezzo lascerebbe il Bianco in Il Bianco abbandona. Una nisti ringraziano il divismo di
posizione difficile. Per esem- partita che dimostra il domi- Liszt, poichè prima del geniale
pio: 21. Dxf4, Ce2 + 22. nio di Fischer su tutti gli ungherese, i musicisti passa-
Rh l , Cxf4 23. dxe6, b5 (o aspetti del gioco. vano nelle sale da concerto
senza la grande considerazio-
ne di cui godono ora.

151
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Nello stesso momento vari maestri erano riuniti in una sala conti-
gua dove si analizzavano le partite. Per tutti il risultato era chiaro e
lo annunciarono così: "Il Bianco ha una buona difesa e deve vince-
re». La risposta di Byrne all'ultima mossa di Fischer causò un au-
tentico stupore.

Il Bianco abbandona!

Effettivamente, l'analisi dei giocatori confermava la sconfitta del


Bianco: se 23. Df2, Dh3 + 24. Rgl , T el + !! 25. Txel, Axd4 seguita
da D g2 + +; oppure 23. Ccb5, D h3 + 24. R gl, Ah6! seguita da
Ae3 +, vincendo.

Quello che un complesso di maestri non aveva potuto vedere sulla


scacchiera, Fischer lo aveva scoperto con molte mosse di anticipo.

In margine alle sue vittorie nei campionati nazionali, ebbe molta ri- •
sonanza negli Stati Uniti un match con il prodigio americano del
principio di secolo: il celebre Samuel Reshewsky. Malgrado Fischer
fosse riuscito a batterlo in tutti i campionati disputati negli USA,
erano molti quelli che parteggiavano per il veterano, appellandosi
alla sua invincibilità negli incontri individuali. Dall'Europa, i gran-
di campioni del momento propendevano per Reshewsky. Un 'im-
portante mecenate degli scacchi americani, la moglie del celebre
violoncellista Gregor Piatigorski, mise a disposizione nel 1961 una
borsa per la disputa del match. L'incontrò iniziò con una vittoria
di Reshewsky, ma subito Fischer ricuperò e si portò in vantaggio.
Una nuova vittoria di Reshewsky e quattro patte portarono al pa-
reggio dei punti dopo undici partite.

New York-Los Angeles, luglio-agosto 1981


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Fischer o 1 1/2 1/2 1 1/2 o
1/2 1/2 1/2 1/2 5,5
Reshewsky 1 o 1/2 1/2 o
1/2 1 1/2 1/2 1/2 1/2 5,5

A questo punto, un'arbitraria decisione dei giudici approvò un


cambiamento d'orario per la dodicesima partita. Fischer protestò
furibondo, ma non essendosi raggiunto un accordo l'incontro fu so-
speso. Ovviamente, il clim a fra i due giocatori, già prima dell' inizio
del match, non era p recisamente di cordialità .

Il cammino verso la corona


Torniamo indietro nel tempo. Dopo Portorose 1958 abbiamo un
ragazzo di 15 anni che aspira a essere lo sfidante per la corona
mondiale.

152
--
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Il tempo intercorso fra l'Interzonale e il Torneo dei Candidati Fi-


scher lo dedicò a giocare importanti tornei internazionali, in cui si
' . .
comporto come un autenttco campiOne.

Da segnalare il suo terzo posto a Zurigo, preceduto solo da Tal' e


Glìgoric.

Questi risultati crearono un'atmosfera di attesa per il comporta-


mento del giovane talento nel Torneo dei Candidati, ma la prepara-
zione per una prova così importante fu insufficiente.

Fischer giunse in Iugoslavia saturo di competizioni e ciò, assieme


alla sua inesperienza nell'affrontare solo avversari di alto livello, lo
lasciò al margine della lotta e dovette accontentarsi del quinto po-
sto fra glì otto concorrenti.

Tuttavia, il risultato non era da disprezzare. Secondo quanto affer-


mato dai suoi stessi avversari, il giovane americano aveva giocato •
ad alto livello. Solo le sue secche sconfitte contro Tal' (4-0) e Petro-
sjan (3- 1) gli fecero perdere posizioni nella classifica generale.

Vediamo una delle partite più spettacolari giocate in questo torneo.

R. Fischer - P. Benko
Torneo dei Candidati. Iugoslavia, 1959 8. • •
t t t t t
~
t t.
7
l. e4, c5 5. Cc3, d6 6 ....
2. Cf3, Cc6 6. Ac4, Db6 5
3. d4, cxd4 7. Cde2, e6
4. Cxd4, Cf6 , 8. 0-0, Ae7
4 Jl. ft
3 f)
2 ft ft ft ~ ft ft ft
Per combattere Fischer, Benko ha scelto una linea insolita e allo 1 lll_ .&J ~ n ill_
stesso tempo acuta. a b c d e f g h

Precisamente il tipo di gioco in cui Bobby si trova meglio.

9. Ab3, 0-0
8
7
•t ... J.
..1t t t
10. Rhl, Ca5 6 t t.
11. Ag5, Dc5!
(per consentire l'avanzata del pedone di
5
4
...
• t ft ft .Q.
cavallo, e premere cost' sul punto e4)
12. f4, b5 3 Jl. f) f)
13..Cg3, b4? 2 ft ft ft ft 11
Sembra difficile ammettere che una mossa così logica sia un grosso
1 ~ [1 e
a b c d e f g h
errore, che decide il 50 per cento della partita, ma è certo che a
partire da questa imprecisione Fischer si impossesserà completa-
mente del comando della partita.

153
BOBBY FISCHER, lEGGENDA VIVENTE DEGli SCACCHI

Giusto sarebbe stato tenere sotto controllo il punto e4 con la sem-


plice continuazione Ab7.
8
7
• ..t
••
.l t t
14. eS!, dxeS 6 t i
1S. Axf6!, gxf6 5 i ~
(questo sr' che probabilmente è decisivo.
Era meglio 15. .. . , bxc3)
4 i ... fj ft
16. Cce4, Dd4
17. DhS!, Cxb3
3

2 ft g ft
~
ft g
1 n IJ 6
Ignora la minaccia principale del Bianco, ma è già tardi. a b c d e f 9 h

Se 17.... , Rg7 18. Tad l, Db6 19. Td3, .. . l'attacco del Bianco è le-
tale. 8 • J. ----..----r•

18. Dh6!!, ... 7 i .l t t
( la minaccia Ch5 decide la lotra) 6 t e-
18. ... , exf4 5 t 'L'l •
( 18. ... , Rlz8 19. Cx.f6!!, Ax/6 20. Dxj8+ + )
4 i ... fJ i:....y.........~
19. ChS, fS
3 •
20. Tadl!, ...
2ft ft ft ft ft
Salvando la torre e guadagnando in questo modo un tempo prima 1 n n 6
di catturare la regina. a b c d e t g h

Logicamente, se 20 .... , Dxd l 21. Chf6 + e matto.

20 . ... , DeS 2S . ... , Aa6 7


•t
21. Cef6 + , Axf6 26. DxcS, Axfl 6 t
22. Cxf6 + , Dxf6
23. Dxf6, CcS
27. Txfl, ... 5 e
24. DgS + !, Rh8
4 i
3
2S. De7, ...
( il ricamo finale) 2 ft ~ ft ft fl
1 IJ 6
Il Nero abbandona. Una straordinaria partita d'attacco. a b c d e f 9 h

Il successivo assalto fu l'Interzonale di Stoccolma del 1962. Il mon-


do degli scacchi rimase impressionato dalla forza del gioco di Bob-
by Fischer.

Probabilmente questa prova costituisce il punto di svolta nella car-


riera di Fischer, e lo catapulta nella sfera più elevata dell'élite scac-
chistica.

Fischer vinse con due punti e mezzo di vantaggio, senza perdere


una sola partita di fronte ai migliori giocatori del mondo. La sua
tecnica era migliorata facendone uno degli scacchisti più completi.

154
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

Una cosi grande dimostrazione giustificava le migliori prevtswni


per il Torneo dei Candidati che sarebbe cominciato qualche mese
dopo a Curaçao, ma quelli che lo seguivano affermavano che il ri-
sultato di Stoccolma gli aveva fatto perdere il senso di obiettività, e
che aveva cominciato a sottovalutare gli avversari. Perse finali che
in condizioni normali non avrebbe mai perduto, e nel complesso il
suo risultato, ancorché migliore dei precedenti, non fu quello spera-
to. Si classificò quarto.

Sensibili controversie con la Federazione Internazionale (FIDE) nei


riguardi dell'organizzazione dei Campionati del Mondo lo indusse-
ro a prendere una decisione fatale per il mondo degli scacchi.

Per cinque anni si ritirò dagli scacchi internazionali. Continuò a ga-


reggiare negli Stati Uniti e rappresentò il suo Paese nelle Olimpiadi
(con risultati eccezionali).

Dopo questa lunga parentesi, il suo primo incontro impegnativo fu


Santa Monica, 1966, dove risultò secondo molto vicino a Spasskij,
il vincitore. Nel 1967, dopo aver conseguito clamorose vittorie a
Monaco e Skopje, decise di tornare nel giro mondiale con l'Interzo-
nale di Susa (Tunisia), 1967.

Il suo rientro, tuttavia, fu molto effimero. Le sue vittorie non gli


servirono a nulla, poiché dopo dieci partite, mentre era alla testa
del torneo con distacco, Bobby entrò in conflitto con l'organizza-
zione a proposito del suo credo religioso. Come risultato dello
scontro abbandonò il torneo.

La fine di questo periodo di oscuro ritiro fu l'Interzonale di Palma


di Maiorca del 1970. Fischer vi ottenne la vittoria più importante
fino a quel momento. Distaccò di tre punti e mezzo il secondo clas-
sificato, Larsen, che era stato il solo a batterlo.

L'in1pressionante dirittura finale


Il sistema di competizione del Torneo dei Candidati era stato modi-
ficato. Non si giocava più un torneo multiplo a quattro turni. Tutti
i partecipanti si affrontavano, a eliminazione, in match individuali
di dieci partite.

Per sorteggio, il primo rivale di Fischer fu Taimanov. Tutti davano


favorito lo statunitense, ma non erano da sottovalutare le possibilità
del sovietico, che in un incontro così breve avrebbe potuto procurare
qualche sorpresa. E ci fu proprio una sorpresa. Sei a zero in sei par-
tite per Fischer. La sua superiorità era qualcosa che non si poteva
mettere in discussione, ma un risultato di questa portata, unico nella
storia dei campionati mondiali, era qualcosa che nessuno riusciva a
spiegarsi. L'avversario successivo di Bobby era Larsen, che tutti con-

155
BOBBY FISCHER, LEGGENDA VIVENTE DEGLI SCACCHI

sideravano uno dei principali aspiranti all'ingresso in finale. Lo


straordinario giocatore danese aveva solide speranze di vittoria e
tutti prevedevano ùn incontro teso senza un pronostico chiaro. In
un' intervista alla stampa, Larsen aveva dichiarato in tono giocoso:
"Non so quale sarà il risultato, ma potete star sicuri che non si ripe-
terà un altro 6-0" . Quale fu il risultato? Incredibile, ma vero! Ancora
sei a zero in altrettante partite dello statunitense. Solo un genio può
vincere dodici partite a zero in competizioni mondiali.

R. Fischer - B. Larsen
Match di Candidati. Prima partita. Denver, 1971 aat •.t••
7 t

• t t t
l. e4, e6 6 t
2. d4,dS 5 t ft
3. Cc3, Ab4
(la variante Winawer, una delle linee più 4 ft ft
acute della difesa Francese) 3 ft
4. eS, Ce7 2 ft ft ft ft
S. a3, Axc3+
6. bxc3, eS
1 tr ]}JJ.. n
e 9
7. a4, ...

L'alfiere del Bianco si apre il cammino lungo la diagonale a3-f8,


sfruttando l'assenza del suo omonimo del Nero.

In compenso, il Nero dispone di una migliore struttura di pedoni.

7 . ... , Cbc6