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31 gennaio 2006 Numero 06-1

NOTA DAL C.S.C.

QUALIT, PROVENIENZA E PREZZI DEL PETROLIO GREGGIO E PREZZI DEI RAFFINATI


Ciro Rapacciuolo

Per le economie importatrici di petrolio non conta solo la quantit ma anche la qualit del greggio disponibile. LItalia importa per lo pi greggio di qualit elevata dal Nord Africa e di qualit media da ex-Unione Sovietica e Medio-Oriente. La quantit di Brent - greggio pregiato e riferimento per le quotazioni in Europa - utilizzata nel nostro Paese invece marginale. Diverse qualit di greggio hanno diversi prezzi e diversi costi di raffinazione. Negli ultimi anni si assiste a livello mondiale a un peggioramento della qualit media del greggio, con scarsit proprio dei greggi occidentali (Brent e Wti). E a un aumento del peso produttivo di nuove aree, potenzialmente a rischio geopolitico. Inoltre, i differenziali di prezzo tra i vari tipi di greggio, normalmente stabili, si ampliano quando in fasi di forte crescita internazionale come quella attuale c maggiore domanda di greggi leggeri. Di conseguenza e anche per lintensificarsi delle attivit speculative, il prezzo di benzina e altri raffinati leggeri in Europa sotto pressione.

La qualit del petrolio greggio


La qualit del petrolio greggio individuata principalmente da due caratteristiche: il contenuto di zolfo (in base al quale si distingue in sour, medium sour e sweet) e la densit (in base al quale si distingue in heavy, medium e light)1. La migliore qualit la ultra light & sweet, la pi leggera
1 Misurata dallAPI degree, che una funzione inversa della densit secondo la formula: API = (141,5/densit) 131,5. Ad una estensione della scala API da 1 a 100 gradi corrispondono i valori di densit da 1,076 a

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e con il minor contenuto di zolfo, seguita dal light & sweet. In tutto dallintersezione tra tali due caratteristiche vengono individuate dieci differenti qualit di greggio2. Nel corso dellultimo decennio, con una produzione complessiva in forte crescita (da 61,5 mbg3 nel 1994 a 72,7 mbg nel 2004), si stanno determinando significativi cambiamenti nellimportanza relativa dei diversi tipi di greggio (fig.1). In particolare, a fronte di un deciso aumento della produzione di medium & sour (da 24,6 a 29,0 mbg) e, in misura minore, di medium & sweet, si sta registrando una lenta ma costante riduzione per il light & sweet, la seconda miglior qualit di greggio (da 12,7 a 12,0 mbg). In termini percentuali il light & sweet pesa nel 2004 solo per il 16,5%, rispetto al 39,8% del medium & sour (e all11,2% del medium & sweet). Queste tre qualit di greggio insieme contano per ben il 67,5% della produzione totale nel 2004. La peggiore qualit (heavy & sour), anchessa in crescita, conta per il 7,7%.

Qualit e provenienza
Guardando alla provenienza geografica dei diversi greggi, va notato in Europa il brusco calo del Brent e di altri simili light & sweet provenienti dal Regno Unito e dalla Norvegia (fig.2). La produzione nel continente per sostenuta dalla crescente offerta dalla Russia di greggio Ural, di qualit medium & sour. La Russia (8,9 mbg nel 2004) ha superato lArabia Saudita (8,7 mbg) come primo produttore mondiale di greggio e lha quasi raggiunta come esportatore (6,3 contro 6,7 mbg)4. Quanto alla produzione Usa, il greggio dellAlaska - per qualit molto vicino allUral - dopo il rapido declino nella seconda met degli anni 90 di nuovo in lieve calo negli ultimi due anni5. Il greggio medium & sweet proviene per lo pi da Asia-Pacifico e dallAfrica (2,7 mbg in ciascuna area nel 2004) 6. Il maggiore produttore di gran lunga la Cina (2,3 mbg), seguito da Nigeria, Angola7, Canada e Norvegia.
0,6112. Si definiscono oli pesanti quelli che hanno API degree minore di 25ed oli leggeri quelli che hanno API degree maggiore di 40. LAPI degree dellacqua 10. 2 Cfr. Aversa M., Analisi della produzione mondiale di greggio, Nota n.18/2003, Eni, Ufficio studi economici e energetici. 3 Milioni di barili al giorno. 4 Si noti che il consumo interno russo resta pi elevato che in Arabia ma la differenza si notevolmente ridotta: nellultimo decennio: 2,6 mbg in Russia contro 2,1 mbg in Arabia Saudita nel 2004 (i corrispondenti livelli nel 1993 erano 3,9 e 1,4 mbg). 5 Un limite dellanalisi dato dal fatto che non sono disponibili dati disaggregati sugli Stati Uniti. 6 Nel Medio-Oriente non si produce medium & sweet. 7 Due produttori emergenti ma ancora minori sono, in Africa, la Guinea e il Sudan.

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Quanto al Medio-Oriente, in Iraq, Iran e Kuwait si estrae esclusivamente medium & sour, mentre Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti producono anche qualit migliori, come lArabian light8 (fig.3). Nel complesso, comunque, la qualit della produzione Opec9 in prevalenza medium & sour. In Messico, importante partner del cartello Opec, pur senza esserne membro, si ha la produzione della peggiore qualit (Maya, un greggio heavy & sour). LAfrica ha un ruolo crescente anche per le qualit elevate come il light & sweet10: dai 3,6 mbg nel 1994, il continente salito a 4,6 mbg nel 2004. Il passaggio dal greggio leggero dellEuropa occidentale a quello africano potrebbe per porre delle ulteriori questioni geopolitiche rispetto a quelle che gi caratterizzano larea medio-orientale. Nel complesso, quindi, negli ultimi dieci anni si sta determinando un significativo peggioramento della qualit insieme a maggiori possibili rischi per le economie sviluppate occidentali dal punto di vista della provenienza geografica del greggio11.

Il greggio importato in Europa e in Italia


Ma quali greggi sono effettivamente utilizzati nel continente europeo? Quanto alla produzione interna, come gi detto, si produce sempre meno Brent (attualmente circa 450.000 bg)12 per lesaurimento delle riserve, nel Mar del Nord13. Nonostante ci, questo greggio ad oggi ancora largamente considerato come riferimento per le quotazioni, anche nella formulazione di previsioni economiche. I dati relativi al 2003 mostrano che lEuropa importa prevalentemente dalla ex-Unione sovietica (4,9 mbg). Il Medio-Oriente il secondo maggior fornitore (3,1 mbg, tab.1). Una quota importante di greggio proviene
Un greggio light & sour. In ordine decrescente di produzione: Arabia Saudita, Iran, Venezuela, Kuwait, EAU, Nigeria, Iraq, Libia, Algeria, Indonesia, Qatar. 10 La cui produzione tra il 2002 e il 2004 notevolmente cresciuta soprattutto in Nigeria, Libia e Algeria (tutti membri Opec). 11 La considerazione del solo fattore geografico non basta per identificare possibili problemi di approvvigionamento. Non va dimenticato il ruolo delle compagnie petrolifere, che realizzano buona parte delle attivit di esplorazione, produzione, trasporto e raffinazione del greggio. Le principali compagnie sono basate nei paesi importatori occidentali ed estraggono la gran parte del greggio africano e medio-orientale. Avere compagnie petrolifere che operano nei paesi di produzione un vantaggio per i paesi consumatori perch riduce i rischi-paese nella fornitura di petrolio e perci le concessioni di produzione, il possesso delle tecnologie e i contratti bilaterali pluriennali di fornitura sono di grande importanza. Due grandi produttori non occidentali, Russia e Cina (che non esporta quantit significative dato il notevole fabbisogno interno), hanno le proprie compagnie (Yukos e Lukoil in Russia, Sinopec e Petrochina in Cina), di dimensioni sempre pi vicine a quelle occidentali. 12 Si ricorsi perci ad una miscela del Brent con il Ninian, un greggio di analoghe caratteristiche, che ha dato origine al Brent Blend, con una produzione di 650.000 bg. 13 Secondo le ultime stime Eni, le riserve del Regno Unito dovrebbero esaurirsi in sei anni, agli attuali ritmi di produzione.
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anche dal Nord Africa (1,8 mbg) e una quantit comunque significativa dallAfrica occidentale (0,7 mbg). E utile notare che il continente europeo assorbe ben l82,3% delle esportazioni dallex-Unione sovietica e il 67,5% di quelle dal Nord Africa. La maggior parte del greggio importato in Europa quindi di qualit medium & sour. E interessante anche notare che leconomia maggiormente dipendente dal petrolio mediorientale il Giappone (79,1% dellimport). E che la frazione pi grande dellexport mediorientale quella che si dirige verso le tigri asiatiche del Pacifico (6,7 mbg)14. Gli Usa, invece, oltre che una elevata produzione interna (37,1% del consumo nel 2003), hanno importazioni molto diversificate, potendo contare sulla gran parte dellexport canadese (98,7%), dellAmerica centro-meridionale (83,6%) e messicano (77,5%). Ci, insieme ai dati relativi allEuropa, evidenzia una specializzazione geografica delle due principali aree di consumo basata sulla prossimit geografica15. Quanto al greggio utilizzato dallItalia, si tratta per la gran parte di variet di provenienza estera16. Questo flusso di importazione abbastanza bilanciato per provenienza, ma non quanto quello statunitense. I dati Istat evidenziano, infatti, come nel 2004 due pari quote del 37,5% circa provengano dallAfrica e dallAsia, con lEuropa che genera il restante 24,7%; limportazione dallintero continente americano residuale (0,1%) e nulla quella dallOceania (tab.2). Guardando al grado di sviluppo dei paesi di provenienza del greggio, solo il 3,8% dellimport italiano giunge da economie avanzate, contro il 26,9% da economie in transizione e ben il 69,2% da paesi in via di sviluppo (tab.3). Relativamente invece al peso dei singoli paesi, la Libia il principale esportatore verso lItalia, seguita dalla Russia; questi due paesi insieme coprono ben il 46,3% dellimport (tab.4). Arabia Saudita e Iran sono sopra il 10% ciascuno; nel complesso, da sei paesi dellOpec17 proviene ben il 60% dellimport italiano. Si ha un crescente import dal Kazakistan, giunto al 3,6%. Limportanza della Norvegia e pi ancora del Regno Unito, da cui proviene il Brent, molto limitata (3,4% e 0,4% rispettivamente).

Hong Kong, Taiwan, Singapore e Corea del Sud. Per lo pi, nellintento di massimizzare la rapidit e la sicurezza del trasporto di greggio, via oleodotti o brevi tratte marine a mezzo petroliere ed evitando invece di ricorrere a lunghe tratte oceaniche. 16 La quota del consumo di greggio coperta dalla produzione interna stata pari, nel 2003, al 5,6%. Cfr. Rapacciuolo C. e A. Zazzarelli (2005), Intensit, dipendenza e bolletta petrolifera, Nota dal CSC, n.5/05. 17 Il nostro Paese non importa greggio da cinque membri dellOpec su undici, compreso il Kuwait che pure opera in Italia nel settore della distribuzione al dettaglio di raffinati (come la benzina).
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I differenziali di prezzo dei diversi greggi


Il cosiddetto greggio di riferimento (marker) un greggio rappresentativo del mercato in una particolare area, che viene preso come riferimento nella determinazione del prezzo di un altro qualsiasi greggio venduto in quellarea18. Le condizioni che ne fanno un greggio di riferimento sono19: una notevole quantit di greggio disponibile per il mercato fisico spot20; lesistenza di molti venditori21; una larga accettazione da parte dei raffinatori22; la sicurezza nella fornitura. Lo scarto tra il prezzo di mercato di un qualsiasi greggio e quello di un greggio di riferimento dipende dalla diversa qualit e dalle distanze tra i luoghi di produzione ed il luogo di consegna. Il "differenziale di qualit" tiene conto della densit e del tenore di zolfo dei due greggi. Il "differenziale di trasporto" dato dalla differenza tra il costo di trasporto del greggio considerato e del greggio di riferimento allo stesso punto di consegna; date le particolari caratteristiche del mercato petrolifero internazionale23, un greggio pi lontano di quello di riferimento deve essere venduto ad un prezzo pi basso e viceversa24. I dati mostrano due regolarit empiriche su cui importante riflettere. Primo, che i prezzi dei quattro greggi di riferimento - che presentano tra loro differenze qualitative non trascurabili, eccetto Brent e Wti che sono molto simili - seguono le stesse oscillazioni di breve termine e sono di solito molto vicini. In alcuni particolari periodi, tuttavia, si allontanano, come sta ora avvenendo (fig.4)25. Secondo, che il prezzo del Brent e dei principali greggi importati in Italia quotati a partire dal Brent - seguono un andamento del tutto simile (fig.5),
I quattro principali greggi di riferimento sono il Brent per il mercato europeo, il Wti per il mercato americano, il Dubai per il Medio Oriente ed il Tapis per lEstremo Oriente. 19 LArabian light stato il greggio di riferimento per il mercato del Medio Oriente fino alla met degli anni '80, quando lArabia Saudita decise di non utilizzarlo pi per operazioni sullo spot market. Attualmente viene venduto direttamente alle compagnie petrolifere. 20 E precisamente relativamente a questo punto che da tempo in corso un dibattito sul superamento del Brent come greggio di riferimento per i prezzi. 21 Per prevenire la possibilit che un solo produttore abbia troppo potere di mercato. 22 Per assicurare la "liquidit" del mercato. 23 I diversi greggi vengono quotati f.o.b. per cui il costo di trasporto (e di assicurazione) dal paese produttore a quello di raffinazione sostenuto dallacquirente, cio dal raffinatore. Questi fa grande attenzione al prezzo del greggio che acquista e la sua domanda , in generale, molto elastica (nei limiti degli eventuali contratti annuali o pluriennali di fornitura). Perci un produttore di greggio geograficamente pi lontano dal raffinatore deve scontare (a parit di qualit) il suo prodotto in misura uguale al maggior costo di trasporto se vuole competere con un produttore pi vicino alla domanda. Si noti, peraltro, che lelasticit della domanda differisce tra i vari segmenti di mercato corrispondenti alle diverse qualit di greggio e varia nel tempo a seconda della disponibilit dei vari greggi. Negli ultimi due anni la domanda stata relativamente meno elastica sulle qualit elevate, ma decisamente elastica sulle qualit inferiori. 24 Ad es. il prezzo dellArabian light esportato in Europa viene calcolato partendo dal prezzo del Brent, deducendone il costo di trasporto al porto di destinazione e il differenziale di qualit. Ne risulta un differenziale negativo di prezzo che, normalmente, oscilla intorno a 1-2 dollari. 25 Cfr. Marcello G. e Liberati A. (2004), Efficiency of the pricing mechanism in the world crude oil market, 19th World energy congress, Sydney, Australia.
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come per definizione di greggio di riferimento. Tuttavia, se il mercato in una determinata fase richiede soprattutto greggi leggeri e a basso tenore di zolfo, i greggi medi e pesanti con pi alto contenuto di zolfo tenderanno a essere trattati con uno sconto maggiore26. I differenziali tra i prezzi dei greggi rilevanti per lItalia e il Brent evidenziano una significativa crescita delle distanze a partire da inizio 2004 (fig.6)27; una circostanza che sembrerebbe in effetti dovuta a una maggiore richiesta di greggi leggeri.

Costi di raffinazione e prezzi dei raffinati


Per il consumatore finale ci che conta sono i prezzi dei raffinati (o frazioni petrolifere) come benzina, gasolio e gpl28. Il peggioramento della qualit del greggio (con sempre meno light29& sweet30) e la pi problematica localizzazione geografica dei greggi migliori (con aggravio dei costi di trasporto) hanno un impatto sui costi di raffinazione31. Ma anche vero che un greggio pi lontano e di minore qualit ha un prezzo corrispondentemente pi basso. Ci sono perci due effetti opposti sul prezzo dei raffinati: questi potrebbero, in linea teorica, non subire aumenti di prezzo nonostante vengano ottenuti da greggi via via peggiori e pi lontani32. Tuttavia, esistono tre ordini di cause per le quali questa compensazione pu non valere. Primo, lampliamento, come quello in corso, dei differenziali di prezzo sui diversi greggi. Dato che il costo di raffinazione per ogni dato greggio resta
26 Nel recente passato ci accaduto nel secondo semestre del 2000, quando la richiesta di greggi di qualit elevata ha dato luogo ad un differenziale tra Brent e Iranian light di 5 dollari a barile, contro una media storica di 1,4 dollari. 27 Il peso della produzione non solo di Brent ma anche di Wti sul totale mondiale sproporzionata rispetto allinfluenza che esercitano nella formazione dei prezzi internazionali del greggio; di ci possono approfittare gli speculatori. 28 Questi prodotti sono miscele di idrocarburi ottenute per distillazione del greggio, destinati al mercato o a successive lavorazioni. Al crescere del punto di ebollizione (e passando dal pi leggero al pi pesante) i raffinati si distinguono in: gas di petrolio liquefatto (gpl); nafta leggera (benzina); nafta pesante (nafta); gasolio leggero (kerosene, gasolio per diesel, gasolio per riscaldamento domestico); gasolio pesante (oli lubrificanti e oli combustibili); residuo (olio combustibile pesante, bitume). 29 I vantaggi di un greggio light consistono nel fatto che dalla sua raffinazione si ottengono in maggiori percentuali prodotti pregiati come la benzina, mentre da un greggio heavy si ottiene pi residuo. Se il mercato richiede maggiori quantit di benzina occorre ricorrere a processi di raffinazione secondaria (cracking) che aumentano i costi. Quindi ottenere una determinata frazione di benzina da un greggio light costa meno. 30 I vantaggi di un greggio sweet sono dati dal fatto che contiene poco zolfo, una sostanza che corrode le strutture di raffineria. Per ridurre il contenuto di zolfo di greggi sour necessario usare processi di desolforazione, che aumentano i costi. Quindi, raffinare un greggio sweet costa meno. 31 Nelle aree pi sviluppate, come lUnione europea, a ci si sommano i crescenti requisiti di qualit su raffinati come la benzina - in buona misura legati ad obiettivi via via pi ambiziosi di salvaguardia ambientale - che sono sempre pi costosi da ottenere. 32 Unosservazione che vale del resto anche per la relazione, in un determinato momento, tra i prezzi dei raffinati ottenuti in aree diverse da greggi diversi. In formule, detti Pb il prezzo della benzina, CT+R il costo di

trasporto e raffinazione e Pg il prezzo del greggio, si ha: P b

= CT + R + Pg .

Al crescere della prima

componente si ha una riduzione della seconda, sia nel tempo che nello spazio.

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invariato, questo fa s che i raffinati da greggi migliori possano costare di pi in certi lassi di tempo. Aggravi che colpiscono maggiormente quei paesi che utilizzano qualit pregiate, come il Lybian (greggio light & sweet) in Italia. Secondo, il vincolo dato da un limite fisico di disponibilit sempre pi stringente su specifici greggi light & sweet quali Brent e Wti33. Questo fa s che si debbano, in mancanza di altri greggi simili, utilizzare materie prime di minor valore in raffinerie studiate, soprattutto in Europa e Usa, per utilizzare le migliori qualit. Pur pagando un prezzo pi basso per il greggio - il che compensa il maggior costo di raffinazione - la benzina raffinata in tali condizioni (sempre pi frequenti in diversi paesi occidentali) pu costare di pi per problematiche di tipo tecnologico34. Terzo, il prezzo internazionalmente quotato della benzina varia anche indipendentemente dal greggio per attivit di speculazione finanziaria. Un fenomeno notevolmente cresciuto negli ultimi anni (in particolare in coincidenza dellimpatto dei due uragani sul Golfo del Messico nel 2004 e nel 2005) sfruttando proprio i diffusi timori circa scarsit a monte e soprattutto a valle della filiera petrolifera35. Per quanto riguarda lEuropa e in particolare lItalia, la relazione del prezzo della benzina quotato internazionalmente (per il mercato del Mediterraneo) con il prezzo del Brent molto eloquente riguardo al verificarsi o meno della teorica compensazione tra costi di raffinazione e di trasporto e prezzi dei greggi (fig.7). I dati mostrano che la quotazione della benzina ha, nel medio termine, un andamento simile a quello del prezzo del Brent, seguendone tutte le principali oscillazioni. Tuttavia, in alcune fasi, come nel 2000 e nel 2005, la benzina subisce dei rialzi maggiori di quelli registrati dal greggio. In altri termini, il prezzo della benzina aumenta pi di quanto sarebbe giustificato dallaumento in corso del prezzo del greggio di riferimento, che una delle sue due componenti principali. Circostanza che mostra come i prezzi di benzina e in genere dei raffinati leggeri siano sotto pressione. Una pressione dovuta proprio alla scarsit dei greggi leggeri, al peggioramento della provenienza, allampliarsi dei differenziali di prezzo

Come il Brent blend, che ideale per ottenere benzine e distillati medi, entrambi consumati in grandi quantit nellEuropa Nord-occidentale, dove tale greggio tipicamente raffinato. 34 Questi primi due fattori di aumento del prezzo dei raffinati per alcuni paesi possono essere alternativi (come per un paese che utilizzava soprattutto Brent: se lo ottiene ancora nel primo caso, se non riesce pi ad ottenerlo nel secondo). 35 Secondo la maggior parte degli analisti una della cause del rialzo recente dei prezzi del greggio proprio la scarsit della capacit di raffinazione, sia per volume totale che per composizione, con un effetto a ritroso dal prezzo della benzina a quello del greggio (cfr. Rapacciuolo C., Il rialzo del prezzo del petrolio nasce da ununica causa?, in Previsioni Macroeconomiche, CSC, settembre 2005). C sicuramente al momento necessit di investimenti sia per nuove raffinerie che per adattare le tecnologie alla nuova qualit media della materia prima, con un ulteriore impatto sui costi fissi di raffinazione.

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sui greggi, alla conseguente speculazione. Valgono cio, al momento, per il nostro Paese e in larga parte dellEuropa, tutti i motivi prima elencati di una possibile mancata compensazione tra costi di raffinazione e di trasporto e prezzi dei greggi. In conclusione, il peggioramento qui illustrato della qualit e della provenienza del greggio utilizzato in Europa e in Italia ha conseguenze concrete per i consumatori finali: il prezzo della benzina aumenta, con un impatto diretto sullinflazione al consumo e sul potere dacquisto reale36.

36 Il prezzo industriale (prezzo al consumo al netto del carico fiscale) della benzina venduta al dettaglio in Italia, pari al costo di produzione e distribuzione pi il margine, segue anchesso la quotazione del Brent, con un ritardo di un mese. Ci tra laltro spiega buona parte della risposta ritardata di un mese dellinflazione al consumo italiana rispetto ad aumenti o riduzioni del prezzo del greggio.

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Fig.1 Andamento della produzione per qualit di petrolio greggio


(migliaia di barili al giorno)
30,000

25,000

1996 2000 2004

20,000

15,000

10,000

5,000

Heavy & Sweet Light & Sweet Medium & Medium Sour Heavy & Medium Sour Light & Medium Sour Medium & Sweet Medium & Sour Heavy & Sour
9,500 9,000 8,500 2,000 8,000 7,500 7,000 6,500 1,400 6,000 1,200 5,500 5,000 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004

Ultra Light

Fonte: elaborazioni CSC su dati Eni.

Fig.2 Andamento della produzione dei principali greggi europei


(migliaia di barili/giorno)
2,400

Light & Sour

Norway - Light & Sweet


2,200

UK - Light & Sweet Russia - Medium & Sour (dx)

1,800

1,600

1,000

Fonte: elaborazioni CSC su dati Eni.

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Fig.3 Qualit e quantit prodotta* dei principali greggi, 2004


50

Tapis
45

40

Arab extra light Brent blend Wti

Arab light

35

API degree

30

Alaskan
25

Dubai Urals Iran light Maya

20

15

10 -0.50

0.50

1.50

2.50

3.50

Contenuto in Zolfo (%)

* Il diametro delle bolle corrisponde alla dimensione relativa della produzione, in migliaia di barili.

Fonte: elaborazioni CSC su dati Eni.

Tab.1 - Commercio di petrolio tra le principali aree, 2003


Migliaia di barili al giorno Da Usa Canada Messico America Centro & Sud Europa Ex-Unione Sovietica Medio-Oriente Nord Africa Africa occidentale Altri Asia Pacifico Resto del mondo Non identificato * Totale import % Medio-Oriente 2.069 1.639 2.458 1.026 253 2.536 407 1.424 160 70 214 12.254 20,7 127 24 70 506 127 143 36 4 95 1.131 11,2 203 8 177 206 4.941 3.105 1.832 732 83 37 668 11.993 25,9 8 47 26 243 1.045 8 315 701 207 6 2.607 40,1 71 13 6 2 23 45 4.204 4 96 592 209 50 5.314 79,1 82 2 54 127 69 231 6.749 134 723 242 511 8.924 75,6 431 4 215 31 417 289 1.179 186 285 461 48 29 3.575 33,0 921 2.096 2.115 2.942 2.066 6.003 18.943 2.715 3.612 2.243 1.080 1.062 45.799 41,4 Usa Canada Europa A Cina Giappone Altri Asia Pacifico Resto del mondo Totale export

* Include cambi nelle quantit di petrolio in transito.

Fonte: elaborazioni CSC su dati Bp.

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Tab.2 - Italia: import per continente di oli greggi di petrolio *


EUROPA AFRICA AMERICA ASIA OCEANIA E ALTRI TERRITORI 11.533 0,01 0,00 MONDO

tonn 2003 21.130.312 31.620.285 2004 21.556.794 32.727.079 % 2003 24,94 37,33 2004 24,72 37,53 * Inclusi i minerali bituminosi.

213.453 92.356 0,25 0,11

31.738.714 32.828.391 37,47 37,65

84.714.297 87.204.620 100,00 100,00

Fonte: elaborazioni CSC su dati Istat.

Tab.3 - Italia: import per area geo-economica di oli greggi di petrolio


MEDITER. ex-OPEC (Tu+Eg+Si) tonn 2003 2004 % 2003 2004
* Inclusi

* MONDO

OPEC

ECONOMIE Extra-UE25 PAESI IN PAESI IN VIA DI AVANZATE (mondo ex-Uk) TRANSIZIONE SVILUPPO (Uk+Nor) 84.276.959 86.827.405 99,48 99,57 5.020.697 3.352.739 5,93 3,84 21.150.746 23.497.055 24,97 26,94 58.542.853 60.354.826 69,11 69,21

5.043.500 5.821.775 5,95 6,68

50.588.157 52.395.909 59,72 60,08

84.714.297 87.204.620 100,00 100,00

i minerali bituminosi.

Fonte: elaborazioni CSC su dati Istat.

Tab.4 - Italia: import per paese di oli greggi di petrolio *, 2004


PAESE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 Libia (opec) Russia Arabia Saudita (opec) Iran (opec) Algeria (opec) Iraq (opec) Kazakistan Norvegia Siria Egitto Azerbaigian Nigeria (opec) Camerun Tunisia Guinea equatoriale Regno Unito Costa d'Avorio Ucraina Angola Turkmenistan Germania Paesi Bassi Francia Finlandia Grecia Svezia MONDO
* Inclusi

kg 22.388.404.825 18.000.756.333 11.874.372.440 9.448.105.613 3.605.358.073 3.596.443.805 3.109.738.916 2.975.523.222 2.616.469.821 2.330.615.292 2.180.266.209 1.445.934.297 976.492.122 874.689.608 566.280.741 377.198.624 309.310.221 203.298.897 104.003.756 2.994.731 5.563 2.536 800 764 100 80 87.204.619.953

% 25,67 20,64 13,62 10,83 4,13 4,12 3,57 3,41 3,00 2,67 2,50 1,66 1,12 1,00 0,65 0,43 0,35 0,23 0,12 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 100,00

i minerali bituminosi.

Fonte: elaborazioni CSC su dati Istat.

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Fig.4 Prezzo dei quattro greggi di riferimento nel mercato mondiale


(dollari per barile)
70 65 60 55 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 gen-95

wti brent dubai tapis

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gen-03

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Fonte: elaborazioni CSC su dati Thomson financial.

Fig.5 - Prezzo del Brent e dei principali greggi usati in Italia


(dollari per barile)
70 urals iran light arab light libia brent

65

60

55

50

45

40

35

30

25

20

15 gen-02

gen-03

gen-04

gen-05

Fonte: elaborazioni CSC su dati Thomson financial, Eia.

NOTA DAL C.S.C.

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Fig.6 Differenziali di prezzo tra il Brent e i principali greggi usati in Italia


(dollari per barile)
9.0

8.0

urals iran l libia arab l

7.0

6.0

5.0

4.0

3.0

2.0

1.0

0.0

-1.0

-2.0 gen-95

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gen-99

gen-00

gen-01

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gen-03

gen-04

gen-05

Fonte: elaborazioni CSC su dati Thomson financial, Eia.

Fig.7 Prezzo di greggio e benzina* in Europa


(euro per 1000 litri)
450

Brent
400

Benzina quotata Mediterraneo


350

300

250

200

150

100

50 gen-99

gen-00

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gen-03

gen-04

gen-05

* Per

un peso specifico della benzina fatto pari a 0,77 kg/litro.

Fonte: elaborazioni CSC su dati Thomson financial, Unione petrolifera.

NOTA DAL C.S.C.

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ULTIME NOTE DAL CSC PUBBLICATE


23 febbraio 2004 Integrazione regionale e performance commerciale dellAsia orientale, di Daniele Antonucci e Stefano

Manzocchi
30 marzo 2004 30 marzo 2004 30 marzo 2004 15 aprile 2004 15 aprile 2004 28 luglio 2004 28 luglio 2004 25 novembre 2004 26 novembre 2004 3 febbraio 2005 3 febbraio 2005 3 febbraio 2005 3 febbraio 2005 28 settembre 2005 20 dicembre 2005 Competitivit, retribuzioni e inflazione nellultimo decennio, di Paolo De Luca e Anita Guelfi La percezione dellinflazione in Italia, di Ciro Rapacciuolo I consumi in Italia nel biennio 2002-2003, di Giovanni

Foresti
Le retribuzioni degli insegnanti, di Paolo De Luca Il sistema di assunzione degli insegnanti nella scuola, di

Paolo De Luca
Nuove stime degli effetti dei rincari petroliferi sulleconomia mondiale, di Daniele Antonucci e Pasquale Capretta Le imprese italiane e il mercato dei corporate bonds, di

Wanda Cornacchia e Alessandro Terzulli


Struttura dei consumi e tipologie di famiglie in Italia, di

Ciro Rapacciuolo
Inflazione per tipologia familiare, prezzi relativi e consumi in Italia, di Ciro Rapacciuolo Il carico fiscale sulle imprese, di Anna Ruocco e Michele

Mottola
Aspetti distributivi della riforma IRE, di Anna Ruocco e

Michele Mottola
Il finanziamento del credito allexport: tendenze e confronti internazionali, di Daniele Antonucci La dinamica della spesa corrente dal 2000 ad oggi, di

Paolo De Luca
Intensit, dipendenza e "bolletta" petrolifera, di Ciro

Rapacciuolo e Andrea Zazzarelli


I consorzi italiani per lesportazione, di S. Armani,

M. Mondelli, S. Paone, F.G.M. Sica

Redazione: Giulio de Caprariis, segreteria di redazione: Elena Gagliardini, Confindustria CSC, Viale dellAstronomia, 30, 00144 Roma. Tel. 06 5903690. e-mail: acsc@confindustria.it