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ESTATE CON: MARINA GIRARDI, LORENZO GUADAGNUCCI, GIANLUCA MOROZZI

dal 1993, il giornale di strada di Bologna

fondato dalle persone senza dimora

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 2) per Poste Spa

OrgOgliO e pregiudiziO

07-08/201 1

PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO QUELLO CHE DATE IN PI IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE QUALSIASI RICHIESTA AL DI L DELLOFFERTA LIBERA NON AUTORIZZATA

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07-08

11

DIVENTA DIFFUSORE!
Selezioniamo uomini e donne, di bella presenza oppure no, automuniti, appiedati e ciclisti, poveri ma se volete anche ricchi, chiunque abbia voglia di sbarcare il lunario sostenendo il giornale che d voce alla citt degli ultimi. Rivolgersi a info@piazzagrande.it; tel. 051 342328, oppure recarsi in via Gandusio 11 il luned, marted e mercoled dalle 10 alle 13.

Ivano marescotti un fedele lettore di Piazza grande. Nella foto qui sopra, lattore, insieme al nostro volontario Roberto morgantini, mostra di apprezzare il numero di maggio.

editoriale/ Le famiglie con la f minuscola


p gIuLIA geZZI*

Lo

In copertIna
il volto in prima pagina quello di renato Busarello, uno degli esponenti del collettivo antagonismo Gay. la sua intervista fa parte dellinchiesta di questo numero. lautore della foto matteo turra del gruppo fotografico di Bandiera Gialla (www.bandieragialla.it).

SCoRSo 11 gIugNo RomA hA oSPITATo LeuRo PRIDe 2011. A SFILARe PeR Le STRADe DeLLA CAPITALe AL gRIDo DI BuILD youR PRIDe CeRANo omoSeSSuALI SINgLe o ACComPAgNATI, TRANSeSSuALI, eTeRo SINgLe e ACCoPPIATI, FAmIgLIe gAy CoN BImBI IN PASSeggINo o SeNZA PRoLe. QueSTe uLTIme, Le FAmIgLIe gAy INTeNDo, DI SICuRo NoN eRANo ITALIANe, mAgARI euRoPee PIuTToSTo Che AmeRICANe, PRoBABILmeNTe PRoVeNIeNTI DA SPAgNA e PoRTogALLo o DA BeLgIo, SVIZZeRA, NoRVegIA, SVeZIA, PAeSI BASSI, mAgARI ADDIRITTuRA ISLANDA, PAeSI IN CuI LuNIoNe TRA PeRSoNe omoSeSSuALI RICoNoSCIuTA DALLA Legge. SoNo CoNQuISTe ReLATIVAmeNTe ReCeNTI, SegNo DI CAmBIAmeNTI SoCIALI e FRuTTo DeLLAPPLICAZIoNe DeL PRINCIPIo DI uguAgLIANZA RICoNoSCIuTo ANChe DALLARTICoLo 3 DeLLA NoSTRA CoSTITuZIoNe. uN PRINCIPIo RICoNoSCIuTo mA PoCo APPLICATo, uN Po DemoD, uN ARTICoLo VINTAge DA NoSTALgICI DegLI ANNI 70 PoCo ReALISTI e PRoDuTTIVI ALLA eCCe BomBo, FACCIo CoSe, VeDo geNTe. NoNoSTANTe IN ITALIA SI CoNTINo 870.000 CoPPIe DI FATTo DI CuI, SeCoNDo DATI ISTAT, ALmeNo 200.000 ComPoSTe DA PeRSoNe DeLLo STeSSo SeSSo, Lo STATo hA DeCISo DI NoN PReoCCuPARSI DI QueSTe FAmIgLIe SemPLICemeNTe NoN RICoNoSCeNDoLe Come TALI. C ChI Pu e ChI NoN Pu, PoTRemmo DIRe, Le ALTRe moTIVAZIoNI DI CARATTeRe LogICo-RAZIoNALe SFuggoNo, PeR LASCIARe SPAZIo AL Sommo PRINCIPIo DeLLA DITTATuRA DeLLA mAggIoRANZA e ALLAFFeRmAZIoNe DeLLA FAmIgLIA CoN LA eFFe mAIuSCoLA, QueLLA gIuSTA, DuRA e PuRA e SeCoNDo NATuRA. IN eFFeTTI Lo STATo INTeRVIeNe SPeSSo IN mATeRIA. RISALe A Due meSI FA LA DuRA CoNDANNA DeL SoTToSegReTARIo CoN DeLegA ALLA FAmIgLIA, CARLo gIoVANARDI, NeI CoNFRoNTI DeLLIkeA, ReA DI AVeR FATTo CIRCoLARe uNA PuBBLICIT IN CuI ALLImmAgINe DI Due uomINI mANo NeLLA mANo SI ACComPAgNA IL CLAIm SIAmo APeRTI A TuTTe Le FAmIgLIe. gRAVe e DI CATTIVo guSTo, SeCoNDo IL SoTToSegReTARIo, IL FATTo Che uNA muLTINAZIoNALe SVeDeSe, CuI IL NoSTRo PAeSe STA DANDo TANTo IN TeRmINI DI DISPoNIBILIT e Che STA APReNDo CeNTRI CommeRCIALI A mANeTTA, VeNgA IN ITALIA e DICA AgLI ITALIANI CoSA DeVoNo PeNSARe PoLemIZZANDo CoNTRo LA LoRo CoSTITuZIoNe. PeRCh IN eFFeTTI LA CoSTITuZIoNe PARLA DI mARITo e mogLIe e DI CAmBIARLA NoN Se Ne PARLA. CIRCA uN meSe FA LA DePuTATA DeL PARTITo DemoCRATICo ANNA PAoLA CoNCIA, AggReDITA A RomA PeRCh PASSeggIAVA mANo NeLLA mANo CoN LA SuA ComPAgNA, hA PReSeNTATo uNA PRoPoSTA DI Legge CoNTRo LomoFoBIA e LA TRANSFoBIA, mA PARe Che NoN SIA STATA AVVeRTITA Come uNA QueSTIoNe uRgeNTe DALLA mAggIoRANZA DeL PARLAmeNTo. LA PRoPoSTA, Che ISTITuISCe Le CIRCoSTANZe AggRAVANTI PeR ChI CommeTTe uN ReATo IN RAgIoNe DeLLomoSeSSuALIT o TRANSeSSuALIT DeLLA PeRSoNA oFFeSA, STATA BoCCIATA ALLA CAmeRA DeI DePuTATI. LA PoLITICA hA DATo uNA RISPoSTA Che SI ChIAmA SemPLIFICAZIoNe: PeRCh AFFANNARCI TANTo A DeFINIRe CI Che NoN eSISTe? (* LAuTRICe FA PARTe DeLLASSoCIAZIoNe SComuNICATI, www.SComuNICATI.oRg)

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gerenza

Piazza Grande Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora TeNDeRe uN gIoRNALe megLIo Che TeNDeRe uNA mANo

redazione Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 342328, fax 051 3370669 www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it CaPoredattore Pietro Scarnera Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) ProGetto GrafiCo Fabio Bolognini distriBuzione Redazione Piazza grande aBBonamenti & eventi: eva Brugnettini, erika Casali

COMITATO EDITORIALE Jacopo Fiorentino, giorgio mattarozzi, mauro Sarti DIRETTORE EDITORIALE Leonardo Tancredi direttore resPonsaBile Bruno Pizzica stamPa Industrie grafiche galeati Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n6474

in redazione eva Brugnettini, erika Casali, Ilaria giupponi, Simone Jacca, olga massari, giuseppe mele, Salvatore Pio, mauro Sarti, Donato ungaro. Hanno CollaBorato a questo numero massimo Arena, Daniele Barbieri, Annalisa Bolognesi, Francesca Bono, Valentina Bonoli, enrico Camana, Claudio Cannistr, gianluca Denrico, marika Di Cristina, Jonathan Ferramola, giulia gezzi, marina girardi, gruppo fotografico Bandiera gialla, Lorenzo guadagnucci, gianluca morozzi, Cinzia Personeni, Sofia Pizzo, Carmine Roccia, Paola Sapori, matteo Turra, Serena Vandi, giulia Zaccariello.

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Cera una volta un brutto anatroccolo.... Le favole iniziano quasi sempre cos, e anche la nostra storia parte da qui
era una volta un uomo che non riusciva a seguire i ritmi sfrenati della societ. era sempre in ritardo agli appuntamenti pi importanti che la vita gli offriva perch lui seguiva solo i suoi pensieri e i suoi sentimenti, inseguiva i suoi sogni che, normalmente, non si confacevano mai alla realt. un giorno decise di partire, stanco di vivere le solite cose, vedere ogni giorno le stesse facce, eseguire sempre lo stesso lavoro routinario. Senza pensarci due volte si mise in cammino. Cammina e cammina, si ritrov una sera in un piccolo villaggio, s, il villaggio era proprio piccolo, giusto tre case messe in fila sulla grande strada che portava lontano. Il sole era tramontato e il buio gi cominciava ad avvolgere il mondo con il suo velo grigio. Il nostro uomo si ferm, rivolse lo sguardo tutto intorno e decise che per quel giorno aveva camminato abbastanza, si meritava il giusto riposo. Si avvi verso la prima casa, buss alla porta fiducioso, in cerca di ospitalit. La porta si apr con un rumoroso cigolio. Allinterno, attraverso lo spiraglio, luo-

Storia destate
p CARmINe RoCCIA

giOrnaliSmO daSfaltO

r| illustrazione di Carmine roccia

mo intravide una tavola imbandita e ud il vociare allegro di bambini, aveva fame ed era molto stanco, quindi pens: Sono arrivato giusto in tempo per la cena. ma una voce imperiosa e dura gli chiese: Chi bussa a questora? Cosa volete?. Il nostro uomo abbass mestamente la testa, tutte le speranze scomparvero e

con un filo tremante di voce farfugli: Volevo solo.... La voce, pi imperiosa e decisa di prima, gli rispose: Qui non c niente da dare, quindi andatevene. mogio mogio, il nostro uomo si ritrasse, si guard ancora in giro, il suo coraggio e il suo entusiasmo erano scomparsi. Intanto il buio aveva gi finito il suo lavoro, intorno tutto era ormai invisibile,

con il patrocinio di

ogni cosa e ogni luogo. Le stelle cominciavano a punzecchiare il nero del cielo, luomo cominci a contarle, una per una, passo dopo passo. Pian piano il coraggio gli tornava e con il naso allins disse: Proviamo la prossima porta, forse andr meglio.... Intorno a lui, il vento con il suo sibilo intonava una fredda sinfonia.
Con il patrocinio dellAlma Mater Studiorum Universit di Bologna

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Aperta fino al 30 luglio la mostra delle foto di copertina di Piazza Grande

Ritratti di vita continua


p CINZIA PeRSoNeNI
volti di copertina di Piazza grande rimangono in mostra anche destate. aperta fino al 30 luglio, nello spazio espositivo della libreria Feltrinelli International (via Zamboni 7), la mostra Ritratti di vita, organizzata da Piazza grande in collaborazione con il Biografilm Festival. esposti ci sono gli scatti realizzati dal gruppo fotografico di Bandiera gialla, che dallaprile scorso cura le foto di copertina del nostro giornale. Ritratti di volti marginali ma non di emarginati, che durante il loro percorso hanno incontrato lassociazione. In mostra si potranno cos vedere, mese

presenta
per mese, le copertine della rivista che si sono succedute ultimamente. Avremo modo, per cos dire, di riguardare negli occhi tutti i protagonisti mensili del giornale: dietro ognuno di loro si nasconde una storia che in questi mesi abbiamo tentato di raccontare. Se gli occhi sono lo specchio dellanima motto usurato ma non per questo meno veritiero converr allora incontrare davvero lo sguardo delle persone fotografate, perch, come dice il titolo della mostra, possiamo scorgere in quegli occhi il racconto di una vita, che si cela e allo stesso tempo si rivela nei volti ritratti.

dOrmitOri aperti finO a dicemBre


I DoRmIToRI ComuNALI RImANgoNo APeRTI FINo A FINe ANNo. IL ComuNe hA INFATTI DeCISo DI PRoRogARe LAPeRTuRA DeLLe STRuTTuRe DI VIA LomBARDIA e DI VIA CAPo DI LuCCA, Che AVReBBeRo DoVuTo ChIuDeRe IL 30 gIugNo. IL DoRmIToRIo DI VIA TeRRACINI, Che oSPITA STRANIeRI NoN ComuNITARI, ANDR INVeCe VeRSo uNA PRogReSSIVA ChIuSuRA. I 64 oSPITI SARANNo SPoSTATI IN ALTRI SPAZI. ATTuALmeNTe VIA LomBARDIA oSPITA 38 PeRSoNe, VIA CAPo DI LuCCA Ne ACCogLIe 34.

Q| alcune delle foto di copertina esposte nella mostra ritratti di vita

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OrgOgliO e pregiudiziO
InchIesta Fra gli homeless gli omosessuali sono pi di quanto si pensi, e a volte lorientamento sessuale pu essere il motivo che porta alla vita di strada. ma nei dormitori e nelle mense, gay e lesbiche si nascondono ancora

p eNRICo CAmANA, eRIkA CASALI FoTogRAFIe PRoVeNIeNTI DALLARChIVIo DeL CeNTRo DI DoCumeNTAZIoNe ARCIgAy IL CASSeRo

Se

tu ora chiedessi, qui dentro nessuno ti direbbe che omosessuale. eppure ti garantisco che ce ne sono parecchi. A parlare Francesca, operatrice in uno dei dormitori di Bologna, che descrive la situazione dellomosessualit tra i senzatetto. Ricorrere agli operatori e non chiedere ai diretti interessati si rivelato necessario, perch questo argomento tra gli homeless non proprio un tab, ma poco ci manca. Da quanto emerso nel corso delle interviste, la condizione di molti gay dentro ai dormitori di accettazione silenziosa, ma il prezzo da pagare per una tranquilla convivenza spesso la rinuncia a vivere la propria affettivit alla luce del sole. La loro una situazione di tolleranza, ma senza dubbio non di accettazione piena: tutti sanno ma nessuno ne parla, e questo avviene in nome di una concezione di quieto vivere che ad alcuni per va un po stretta. Il numero di omosessuali nei dormitori non mai stato altissimo - spiega Francesca -, almeno fino allultima emergenza freddo. In quelloccasione ho notato un aumento davvero importante, e anche parlando con gli altri operatori ci siamo stupiti di quanti fossero in quel momento. I numeri sarebbero degni di considerazione, ma largomento resta spinoso. Quando sorge un conflitto tra un ospite etero e uno omosessuale, non importa quale sia la causa del litigio, quello gay viene subito insultato in quanto tale. Purtroppo capita ancora oggi che un ragazzo o una ragazza diventino senza fissa dimora a causa del loro orientamento sessuale. A volte la famiglia che non accetta le loro scelte e li mette alla porta, altre sono i ragazzi stessi che decidono di abbandonare la casa dei genitori. In questi casi, una volta finiti in strada, il rapporto con la loro omosessualit cambia: ci sono quelli che decidono di mantenere un basso profilo e negano con chiunque di essere omosessuali; altri invece vogliono renderlo evidente fin da subito a chiunque parli con loro. Spesso con com-

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InchIesta
Quando sorge un conflitto tra
un ospite etero e uno omosessuale, non importa Quale sia la causa del litigio, Quello gay viene subito insultato in Quanto tale.

terasso matrimoniale sotto ai portici. oppure la storia tragica e romantica di giorgio e giovanni che si sono amati disperatamente, riuscendo a vivere come una coppia tra la strada e i dormitori, nonostante i probemi con la tossicodipendenza. Fino al momento in cui giorgio stato ricoverato in comunit, dove morto poco tempo dopo. Quando giovanni lha saputo ha subito un crollo psicologico molto forte che lha portato ad abusare di droghe pi di prima. uscito dalla casa di cura finito di nuovo in strada. ora giovanni vive di nuovo in dormitorio, qualche volta parla ancora di giorgio ma con pi rassegnazione. Al di l delle singole storie per, certo rappresentative nel loro insieme ma incapaci di dare un quadro completo, e seppur manchino ancora stime ufficiali sulla diffusione del fenomeno, forse il caso di riflettere sugli unici dati in nostro possesso: le testimonianze e le considerazioni di operatori e operatrici dei dormitori. Come spiegare questo clima di silenzio e omert diffusi per un fenomeno che, a detta delle stesse persone che lavorano quotidianamente con gli homeless, cos frequente? Labbiamo chiesto a vari operatori, in diversi centri. In questo ambiente spesso omosessua-

portamenti e linguaggi anche espliciti, che qualcuno degli altri ospiti digerisce male. Loperatrice racconta: Tempo fa era nostro ospite un ragazzo gay. era molto esuberante, ed entrato immediatamente in contrasto con un gruppo di ospiti musulmani. Le prime volte la cosa si limitata a scambi di insulti, ma in almeno unoccasione c stato anche uno scontro fisico. Noi operatori siamo intervenuti per calmare gli animi, ma vista la situazione particolare non abbiamo preso provvedimenti. In questo caso le conseguenze non sono state gravi perch gli operatori hanno avuto la prontezza di dare il giusto peso ad entrambe le parti. Tutto si risolto in una semplice frase: Questo un dormitorio pubblico e misto, non si fanno distinzioni di razza, genere, religione o preferenze sessuali. un dormitorio di Bologna per un breve periodo ha ospitato anche una coppia omosessuale, il tutto ovviamente in clandestinit: i due avevano chiesto di stare vicini in camerata e tutto andato bene per un po. Quando per la coppia si sfasciata a causa della gelosia, e oltre alle male parole hanno cominciato a volare pugni tra gli ex-amanti, i due sono stati separati. Purtroppo non bastato e la gelosia esplosa in una pugnalata alle spalle. Dopo essere stato curato in ospedale il ferito rientrato in dormitorio anche se ormai la storia damore era definitivamente finita. esistono per anche storie di coppie felici. mesi fa per le strade di Bologna girava una coppia di senzatetto omosessuali dichiarati: i due dormivano insieme su un ma-

lit e bisessualit non sono frutto di una riflessione sulla propria identit, ma sono condizioni dettate da uno stato di privazione e bisogno: diventa un prendere quello che si trova in termini di affetti e di sessualit, spiega un operatore. Se poi lospite ha un passato di detenzione, pi facile che abbia gi assunto comportamenti omosessuali, ma senza che a questi si accompagni un riconoscimento di s come tale. Lomosessualit, in questi casi, pi che unespressione dellindividuo un comportamento dettato dalla necessit di queste persone che, una volta uscite dal carcere, ma permanendo in stato di bisogno, non ha ragione di cessare. Alcuni ospiti vanno con uomini o donne senza distinzione, il dato risaputo ed accettato con grande tranquillit - dice un operatore - anche se credo che sorgerebbero tensioni se questi rapporti fossero pi evidenti. ma come mai questa accettazione si ha solo verso coloro che non rivendicano, anzi negano, le proprie scelte? Probabilmente per un fatto di ordine, prima ancora che di mentalit o religione: dormendo in camerate divise per genere, ed essendo diffusa questa situazione di omosessualit nascosta, un ospite gay dichiarato crea turbamento. Ancora peggio va agli ospiti transessuali, casi rari ma significativi, che in pi di unoccasione sono stati respinti sia dagli uomini sia dalle donne. (redazione@piazzagrande.it) f

012345678910111213141516 Dal Mit appello alla giunta per una nuova sede

Trentanni di conquiste, ma un presente non al passo con leuropa. Lo giudice e marcasciano raccontano cos cambiato
p mARIkA DI CRISTINA
rima in Italia, ultima in europa. Si potrebbe raccontare cos la storia di Bologna dal punto di vista della comunit Lgbt (sigla che raccoglie lesbiche, gay, bi e transessuali). Bologna sempre stata un punto di riferimento - spiega Sergio Lo giudice, presidente onorario di Arcigay e oggi consigliere comunale -. Abbiamo ottenuto molto in questa citt. Innanzitutto nel 1999 stata introdotta una novit ripresa anche da altri Comuni: lattestazione anagrafica delle famiglie effettive, anche omosessuali. Inoltre proprio a Bologna c la sede nazionale di Arcigay e Arcilesbiche, in emilia-Romagna sono stati introdotti i Dico regionali e in citt per la prima volta un giardino stato intitolato a un omosessuale: Stefano Casagrande (lideatore di miss Alternative, ndr). Insomma Bologna rimane al primo posto per politiche istituzionali e diritti rivolti alla comunit Lgbt. Nonostante questo, continua Lo giudice, la nostra citt comunque arretrata rispetto a quelle europee perch in Italia mancano leggi nazionali contro lomofobia o leggi che tutelino fino in fondo i diritti degli omosessuali. Anche a Bologna non manca-

Bologna Lgbt, unisola meno felice


no gli atti di violenza e discriminazione, anche se accadono in maniera sporadica. Che ci sia molta strada ancora da fare si capisce guardando alla situazione dei transessuali, forse la categoria pi debole allinterno della comunit Lgbt. Secondo Porpora marcasciano, presidente del mit (movimento identit transessuale) Bologna negli ultimi trentanni riuscita a produrre servizi e diritti per i transessuali che faticosamente conserviamo, ma nulla scontato, viviamo nella precariet costante. Il mit nato nel 1979, ma si riunnovato completamente nel 1988, dopo lelezione di marcella Di Folco come presidente. Nel 1995 la Di Folco riuscita a diventare consigliere comunale a Bologna, stata la prima transessuale eletta al mondo. e negli anni il mit ha ottenuto alcuni risultati importanti in citt, dalla creazione di un consultorio per i transessuali (1994) allattivazione di uno sportello della Cgil che si occupa della difesa dei diritti dei transessuali in campo lavorativo (1997). Questa citt ha sempre rappresentato un caso unico in Italia, unisola felice - prosegue marcasciano -, anche se

InchIesta

oggi non mi sento pi di descriverla in questo modo. Questo anno e mezzo di commissariamento ha inciso in maniera negativa sulla citt e in particolare su di noi che abbiamo dovuto lavorare e risolvere tutti i problemi da soli. La crisi economica e lo sfruttamento della prostituzione hanno aggravato la situazione, considerando che la ricerca di un lavoro, per un transessuale, rimane molto difficile. Bisogna tenere a mente che oggi le persone transessuali stanno diventando anziane - continua la presidente del mit -. Per la prima volta bisogna far fronte a questo problema, per questo si devono creare nuovi servizi per queste persone che non riescono pi a provvedere a se stesse. ma negli ultimi anni cresciuta anche la violenza nei confronti di persone tran-

sessuali. Su questo versante Bologna non da meno rispetto al resto dItalia spiega marcasciano . Il nostro paese primo in europa per omicidi di transessuali e ultimo per diritti. A Bologna solo nellultimo mese ci sono state due aggressioni gravi con feriti, senza considerare gli episodi meno gravi che sono frequentissimi. Per cambiare le cose la presidente lancia un appello alla nuova giunta: Abbiamo una sede (in via Polese 15, ndr) che rimasta la stessa, provvisoria, dal 2001. Questo posto non ci fa onore, crolla a pezzi, stiamo andando avanti con fatica, pochi mesi fa pensavamo di chiudere. Spero che la nuova giunta accolga la richiesta del mit di migliorare la nostra sede perch, al di l dei soldi stanziati per i grandi progetti, tutto pagato a nostre spese.

Per il trentennale del 2012 il Gay Pride arriver a Bologna. Fra le attivit molta attenzione ai pi giovani

il caSSerO Si prepara ai 30 anni


p VALeNTINA BoNoLI
ortare il gay Pride a Bologna nel 2012, per festeggiare i 30 anni di vita del Cassero. la proposta, gi accolta dal sindaco merola, lanciata dal centro culturale bolognese per celebrare i tre decenni di attivit e rilanciare lattenzione sulla comunit Lgbt. era la fine degli anni 70 quando a Bologna nasceva il primo centro italiano dedicato alla cultura gay. Il suo nome era allora Circolo 28 giugno (in ricordo delle rivolte di Stonewall, che negli usa diedero il via al movimento), ma nel corso degli anni sarebbe diventato

famoso come Cassero. Nel 1982 il centro ottiene infatti dalla giunta di Renato Zangheri i locali di Porta Saragozza: il primo riconoscimento ufficiale in Italia per unassociazione omosessuale. Il 28 giugno scorso sono passati 29 anni dalla fondazione del Cassero e lattuale presidente di Arcigay Bologna, emiliano Zaino, parla di responsabilit e orgoglio per la strada compiuta. Certamente uno dei primi obbiettivi era la visibilit, che avrebbe portato ad abbattere i pregiudizi e le discriminazioni nella comunit cittadina.

un lavoro che al Cassero continua oggi, con lattenzione per le nuove generazioni. La fase adolescenziale infatti cruciale nellaffermazione dellidentit sessuale. Le nuove generazioni - spiega Ambra guarnieri, vicepresidente del Cassero - hanno una pi spiccata capacit nel definirsi omosessuali o bisessuali, e questo avviene precocemente. Anni fa le persone affrontavano con difficolt questo momento, oggi non pi cos. Allo stesso tempo per dichiararsi apertamente a scuola, ad esempio, pu risultare unesperienza traumatica

in quanto si pu essere vittime di bullismo e di traumi che non si pronti ad affrontare. Per questo il Cassero, da anni, organizza attivit dedicate principalmente ai ragazzi. Dal gruppo giovani, che si riunisce ogni 15 giorni, alla collaborazione con alcuni enti scolastici superiori per organizzare laboratori allinterno degli istituti bolognesi. Il Progetto scuola va avanti da nove anni e affronta temi come lidentit sessuale, di genere, e del corpo. Da questanno il progetto si esteso alle medie inferiori.

012345678910111213141516 Intervista a Renato Busarello, esponente del collettivo

Per i gay il rischio la normalizzazione


Per Antagonismo gay le lotte Lgbt non si possono slegare da una critica alla societ in generale. Altrimenti lomosessualit diventa una professione
p ILARIA gIuPPoNI

InchIesta

on solo una questione di sessualit. Antagonismo gay, collettivo nato a Bologna nel 1998, punta a mettere in discussione tutti gli aspetti escludenti e discriminatori della societ. un lavoro portato avanti nel Cassero di Porta Santo Stefano, sede del centro sociale Atlantide, che ora il collettivo rischia di dover abbandonare a causa della riassegnazione dello spazio tramite bando voluta dal commissario Cancellieri. I risultati dovrebbero arrivare questestate, e nel frattempo Renato Busarello, uno dei leader storici di Antagonismo gay, ci racconta come nato il collettivo. Come mai una definizione separata dallArcigay, nato proprio a Bologna? Negli anni 80 il movimento gay si muoveva in una logica separata, si ragionava in termini di i gay per i gay. Sentivamo lesigenza di uscire dalla logica della sessualit come definizione di una categoria, per andare verso una decostruzione sociale e culturale. Le nostre lotte invece fanno parte di rivendicazioni generali, comuni, sono indissolubilmente legate alle

istanze di donne, migranti, senza casa. Il movimento Lgbt nasce allinterno di rivendicazioni civili, come la lotta dei neri negli usa o il movimento femminista. Ricordiamoci che veniamo da l. Negli anni80 invece le lotte Lgbt sembrano separate, circoscritte alla sessualit. Nascono richieste individuali, e lasse del diritto delle persone si sposta sulla coppia, la dinamica dinclusione inizia a passare da qui. era come se i gay avessero bisogno di entrare nelle categorie riconosciute socialmente per trovare il loro riconoscimento. ma cos si perde la dimensione di sessualit che non per forza produce coppie stabili e riproduttive. Quindi restano fuori tutti coloro che non rispondono a questa nuova categoria? Il pericolo proprio quello della normalizzazione: ti accettiamo come gay e ne facciamo unicona al di fuori della quale non puoi uscire. Il personaggio il primo nemico dei gay: ognuno di noi anche qualcosaltro. Facendo politica con Antagonismo gay mi sono reso conto di questo: come omosessuale puoi

parlare solo di omosessuali. e se volessi parlare di lavoro? Di immigrazione? Come omosessuale sei ridotto. Lomosessualit diventa una professione. Concretamente cosa fa Antagonismo Gay? Laboratori di autoinchiesta. Smaschieramenti, ad esempio, iniziato nel 2008 e lavora sulla maschilit. Noi crediamo nellattivismo dal basso, invece il movimento attualmente si sta appiattendo sulle rivendicazioni giuridiche. Secondo noi biosgna modificare prima la percezione, poi la legge. Come funzionano le autoinchieste? Partendo da un mio vissuto omosessuale, si criticano costruzioni sociali o culturali che identificano le persone come necessariamente eterosessuali. Tu cresci inserito in uneterosessualit che normativa di tutti i comportamenti e delle identit. Il movimento omosessuale ragiona per minoranze. ognuno deve essere libero di decidere del proprio corpo e della propria sessualit. Quello che facciamo noi mettere in discussione questo regime di obbligatoriet. (ilariagiupponi@piazzagrande.it)

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arte e piacere da Betty&BOOkS

i fumetti lgBt naScOnO a BOlOgna


p gIuLIA ZACCARIeLLo
manga, fumetti pop, ironici, romantici o sensuali. diversi linguaggi ma con un unico denominatore comune: raccontare la realt omosessuale. eccola lofferta di renbook, la prima casa editrice italiana di fumetti esclusivamente dedicati alluniverso lgbt, acronimo che riunisce lesbiche, gay, bisessuali e transgender. lidea nasce dalla creativit di due trentenni, nino giordano e f abio freddi (nella foto con la licensing manager di renbook edith gallon) che dopo unesperienza decennale nel campo del fumetto hanno deciso di mettersi in proprio dando vita a Bologna a una casa editrice unica nel suo genere. Quella di realizzare renbooks era unesigenza non solo creativa ma anche di coscienza spiega nino - in un momento storico nel quale la comunit lgbt spesso nellocchio del ciclone, sentivamo lurgenza di fare qualcosa, di scendere in campo in prima persona con i nostri mezzi. non a caso la redazione si trova a Bologna, storica sede delle lotte lgbt e uno dei punti cardine delleditoria a fumetti italiana. la speranza che diventi un punto di riferimento per la comunit gay ma anche per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alluniverso omosessuale senza pregiudizi. Buona parte della produzione renbooks sar dedicata a fumetti dal carattere sociale, senza togliere spazio ai sentimenti e allerotismo, che saranno comunque tra i punti cardine della casa editrice. i primi due titoli, Baciando il cielo di kotaro t akemoto e ricatte kanji?! di rika t akashima, sono in uscita in questi giorni e provengono entrambi direttamente dal giappone. abbiamo deciso di cominciare con due manga, uno rivolto ai ragazzi e uno rivolto alle donne. ma abbiamo gi pronto un altro lavoro che presenteremo a breve. Questa volta si tratta di un fumetto americano. info su www.renbooks.it.

uNo SPAZIo PeR TRoVARe LIBRI, mA ANChe gIoCATToLI eRoTICI, CATALoghI DARTe, FumeTTI, DeSIgNeR ToyS. SI ChIAmA BeTTy & BookS eD A meT FRA LASSoCIAZIoNe CuLTuRALe e LA LIBReRIA. LA SeDe DI VIA RIALTo 23/1, CoN VeTRATe APeRTe SuLLA STRADA eD eNTRATA LIBeRA PeR ChIuNQue, SoPRATTuTTo uN Luogo DI INFoRmAZIoNe e SoCIALIT, uN PoSTo DoVe RIPReNDeRSI IL PRoPRIo TemPo: CoN woRkShoP, PReSeNTAZIoNI DI LIBRI, PRoIeZIoNI VIDeo e moSTRe DARTe. INFoRmAZIoNI Su www.BeTTy-BookS.Com.

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La vittoria del referendum sullacqua figlia del movimento altermondialista. Dieci anni dopo il g8, ecco come il concetto di bene comune ha trovato spazio, nonostante i manganelli

Cosa resta di Genova


p LoReNZo guADAgNuCCI

Si

torna a genova, dieci anni dopo, con il peso di un trauma civile irrisolto, e con la consapevolezza che in quelle tragiche giornate furono comunque gettati semi (cio idee, progetti, visioni del mondo) che non hanno smesso di dare frutti, pi spesso in altri continenti, ma a volte anche da noi. Il grande successo dei referendum sullacqua (e sul nucleare) o non lesito pi maturo di una stagione politica, nata sullasse Seattle-Porto Alegre-genova, che ha portato a concepire la nozione di beni comuni? Di una stagione che ha rotto con le tradizioni politiche novecentesche e messo in discussione non solo il capitalismo neoliberista, ma la stessa concezione di sviluppo basata sulla crescita delle produzioni? Prima che il Forum sociale mondiale prendesse forma (gennaio 2001), il concetto di beni comuni era patrimonio di pochi. Ci si interrogava, semmai, sullestensione da attribuire alla gestione pubblica delleconomia rispetto alliniziativa privata. Da Porto Alegre in poi, i movimenti sociali di tutto il mondo hanno cominciato a immaginare nuove forme di partecipazione democratica e di gestio-

r| Piazza alimonda il giorno dopo

luccisione di Carlo Giuliani. fotografia di massimo arena

ne, appunto, dei beni comuni necessari alla continuit della vita individuale e collettiva: lacqua, il suolo, il cibo. Il movimento altermondialista, fra la rivolta di Seattle al vertice wto del 99 e il g8 di genova nel luglio 2001, ebbe unimpetuosa crescita, caratterizzandosi per la straordinaria capacit di aggregare singoli e gruppi provenienti da diverse tradizioni politiche e culturali. La

fffffffffffffffffffffff

la verit naScOSta del g8


Leclisse della democrazia
vittorio agnoletto e lorenzo Guadagnucci feltrinelli, 288 pagine, 15

LugLIo 2001, mIgLIAIA DI PeRSoNe DA TuTTo IL moNDo INVADoNo geNoVA PeR PRoTeSTARe CoNTRo IL moDeLLo NeoLIBeRISTA PeRSeguITo DAI gRANDI DeLLA TeRRA RIuNITI NeL g8. uN RAgAZZo VIeNe uCCISo, 93 PeRSoNe PeSTATe e ARReSTATe SuLLA BASe DI PRoVe FALSe ALLA SCuoLA DIAZ; DeCINe DI FeRmATI ToRTuRATI NeLLA CASeRmA DI BoLZANeTo; LA DemoCRAZIA DI FATTo SoSPeSA. VITToRIo AgNoLeTTo, ALLePoCA PoRTAVoCe DeL geNoA SoCIAL FoRum, e LoReNZo guADAgNuCCI, gIoRNALISTA, TeSTImoNe e VITTImA DeL BLITZ ALLA DIAZ, RACCoNTANo TuTTe Le VeRIT SuL g8 DI geNoVA e SuI TeNTATIVI DI FeRmARe e CoNDIZIoNARe I PRoCeSSI. A geNoVA STATo STRoNCATo SuL

NASCeRe uN moVImeNTo Che ANTICIPAVA TemI VITALI PeR LINTeRo PIANeTA: IL CoLLASSo DeL CAPITALISmo FINANZIARIo, Lo STATo DI gueRRA PeRmANeNTe Come FoNDAmeNTo DeL NeoLIBeRISmo e LAggRAVARSI DeI PeRICoLI AmBIeNTALI. I Due AuToRI RICoSTRuISCoNo LA SToRIA DI QueLLe gIoRNATe, INSIeme ALLe IDee Che TANTe DoNNe e uomINI hANNo PoRTATo ALLATTeNZIoNe DeL moNDo.

risposta dei poteri costituiti fu la violenza. A genova furono sospesi i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Si voleva interrompere lespansione di quel movimento e criminalizzarlo agli occhi dellopinione pubblica. unoperazione in buona parte riuscita, con la creazione delle stereotipo del no global teppista. ma le idee del movimento hanno continuato a germogliare. In America Latina il neoliberismo progressivamente tramontato. Il diritto allacqua stato scolpito nella Costituzione delluruguay. Lecuador ha rinunciato a estrarre il petrolio scoperto in Amazzonia, perch la foresta un bene comune dellumanit, e ha chiesto alla comunit internazionale di sostenere la scelta versando nelle casse dello stato la met di quello che avrebbe guadagnato estraendo e com-

merciando loro nero. In Bolivia un indio arrivato alla presidenza e ha riportato le risorse naturali sotto il controllo dello stato. una fase di profondo cambiamento in corso anche in parti dellAfrica e dellAsia. In Italia, 25 milioni di persone hanno dichiarato che lacqua deve restare in mano pubblica, sbarrando la strada agli imprenditori privati e al mercato, quindi spezzando quella cappa ideologica che nel ventennio scorso ha occupato tutto lo spazio politico disponibile, da destra a sinistra. una piccola rivoluzione anche questa, che ha molto, moltissimo a che vedere con gli ideali e le proposte espresse a genova 2001, prima che la furia dei manganelli (e delle pistole) si abbattesse sulla gente. il filo di un discorso che tempo di riprendere.

012345678910111213141516 Il progetto di Asp Poveri Vergognosi, Auser ed Emilbanca per aiutare famiglie monogenitoriali e anziani soli

Microcredito per arrivare a fine mese


p SeReNA VANDI
e il bimbo ha bisogno di un latte che costa 25 euro al giorno, il problema non solo arrivare alla fine del mese: ci vuole il famoso gruzzoletto, i risparmi che una volta si dedicavano appositamente alle emergenze. oggi per quel prezioso fondo sempre pi difficile da costruire e aumentano i cittadini che non riescono pi materialmente a far fronte a qualsiasi evento imprevisto. Per rispondere a questa realt Asp Poveri Vergognosi, Auser Bologna ed emil Banca di Credito Cooperativo si sono uni-

te per realizzare un progetto di microcredito alla persona. Si tratta di prestiti dai 500 ai 3.000 euro, a basso interesse (3,25%), con scadenze di restituzione lunghe, destinati a situazioni di disagio economico temporaneo. I richiedenti spiegano le referenti di Asp, Anna maria DAmbra e Agata Tabuso sono attualmente una decina a settimana, in maggioranza italiani, dai 35 ai 55 anni, ma anche anziani con una pensione minima. L80% costituito da donne. molto frequenti sono i casi di nuclei monogenitoriali e di persone in condizione

di solitudine, intesa come mancanza di qualsiasi riferimento, sia amicale sia parentale. Sono rimasto colpito dalle donne su cui si scarica tutto il peso della famiglia, perch dimostrano un grande coraggio e una notevole dignit. Il microcredito un modo per dare una mano senza umiliare, racconta Pasquale Loreto, volontario Auser esperto di finanza, che si occupa dellanalisi delle situazioni al fine dellerogazione del credito. e la ricetta evidentemente ha funzionato, se mancano quasi del tutto casi di

insolvenza, elemento che costituisce una garanzia per uneventuale prosecuzione del progetto. un fattore di grande efficacia anche il fatto che nessuno venga mandato a casa senza una risposta. Il fine non solo lerogazione di soldi spiega Anna maria DAmbra soprattutto offrire un sostegno pratico per riprogrammarsi. un piccolo aiuto per imparare a gestire al meglio le proprie risorse. e la vita, con questo aiuto, seppure piccolo, pu diventare certamente pi semplice. Per info: www.auserbologna.it

In una ricerca della Regione i progetti pi innovativi

kilOmetrO zerO
rifleSSiOni a filiera cOrta

il welfare del futurO


p ANNALISA BoLogNeSI

p JoNAThAN FeRRAmoLA

ome misurare il contributo allo sviluppo del territorio fornito dai soggetti del terzo settore, anche in termini di coesione sociale e innovazione? Quale lente e quali indicatori possibile utilizzare? A queste importanti domande cerca di rispondere la ricerca un altro welfare: esperienze generative, promossa dal Tavolo regionale sulleconomia sociale, composto da Regione, Forum Terzo Settore, Centrali cooperative sociali, con il supporto tecnico e scientifico di Aiccon e ervet. La ricerca prende in esame 16 progetti particolarmente significativi, selezionati da un primo campione di 55 casi indicati direttamente dai rappresentanti del terzo settore e rappresentativi dal punto di vista dei contenuti, degli utenti e delle modalit operative. Attraverso un approccio partecipativo e di condivisione, i 16 casi sono stati esaminati approfonditamente per individuare i livelli e i modi con cui linnovazione si manifestata, lorigine e le ragioni che lhanno generata, le indicazioni, i suggerimenti e le possibili ricadu-

te utili alla definizione di nuove politiche pubbliche. Differenziata e articolata la gamma di interventi presi in esame: da un centro diurno per i malati di Alzheimer che fornisce counseling ed assistenza ai familiari dei pazienti, alle attivit di reinserimento e inclusione sociale dei detenuti attraverso attivit di sviluppo lavorativo, passando per gruppi di assistenza agli anziani o progetti legati alla riduzione del rischio giovanile. Denominatore comune dei casi presentati la capacit di creare una rete di partner articolata, che va dal mondo del terzo settore alle istituzioni fino al mondo profit e delle fondazioni bancarie. Progetti che ampliano i soggetti coinvolti, il numero dei volontari e la qualit della partecipazione, e che si estendono anche ai territori limitrofi a quelli iniziali. Azioni e progettazioni che, in altre parole, innescano un circolo virtuoso che permette loro di durare nel tempo e di rinnovarsi. La ricerca disponibile on line su sociale.regione.emiliaromagna.it. (www.bandieragialla.it)

vivere senza rifiuti? davvero possibile

in tempi di vacanze, ecco una lettura estiva low cost e ben ancorata alla cronaca italiana, uno spunto per riorganizzare i propri stili di vita, in maniera pi sostenibile ed ecocompatibile in vista dellautunno. Si chiama zero rifiuti. manuale di pratiche individuali e collettive per prevenire i rifiuti, cambiare la propria vita e leconomia, di marinella correggia (104 pagine, 5 euro, edizioni altreconomia). lautrice, giornalista e scrittrice esperta in ecologia del quotidiano, propone infatti a ciascuno di noi di diventare, come proponeva gandhi, spazzino di se stesso. zero rifiuti spiega in modo semplice ed esaustivo tutte le pratiche concrete da intraprendere a livello individuale e come parte di una comunit per ridurre o azzerare gli scarti, rifiuto per rifiuto. ecco quindi spiegato come evitare di sprecare il cibo, come compostare (o a chi regalare) i propri scarti alimentari; come evitare gli imballaggi in ogni categoria merceologica, ad esempio nelligiene personale e della casa; come minimizzare luso di carta a casa o sul luogo di lavoro; quali oggetti di vita breve o ad obsolescenza programmata sostituire con beni durevoli. e poi quali luoghi dacquisto privilegiare (ad esempio i negozi leggeri che adottano i prodotti alla spina) come organizzare un evento a rifiuti zero, bevande comprese, o un coffee corner senza scarti, con quali strumenti stimolare le pubbliche amministrazioni a fare altrettanto. chiudono il libro le storie di chi ha scelto di ridurre i propri rifiuti. per una vita (e uneconomia) senza monnezza.

(http://radiokmzero.wordpress.com)

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muNIRSI DI uN DADo e DI uN SegNALINo PeR ogNI gIoCAToRe (Pu BASTARe uNA CICCA DI SIgAReTTA, IL TAPPo DI uNA BoTTIgLIA DI BIRRA, uNA moNeTA DI RAme, uN SASSo).

le regOle

il giOcO
1
ia v
AVVoCATo DI STRADA TI FA AVeRe LA ReSIDeNZA. TIRA DI NuoVo IL DADo.

2 20

3 21

Inizio e scopo del gioco:


SI eSTRAe A SoRTe ChI TIRA IL DADo PeR PRImo, SI ALLINeANo I SegNALINI ALLA PARTeNZA.

Scopo del gioco:


RAggIuNgeRe LA CASeLLA DoRmIToRIo.

Come si gioca:
A TuRNo SI LANCIA IL DADo, e SI AVANZA DI TANTe CASeLLe QuANTe INDICATe, Se SI FINISCe Su uNA CASeLLA gI oCCuPATA, SI AVANZA DI uNA. Su ALCuNe CASeLLe CI SoNo INDICAZIoNI Che oBBLIgAToRIo SeguIRe. PeR VINCeRe BISogNA RAggIuNgeRe LA CASeLLA 31 (IL DoRmIToRIo) IN moDo eSATTo, ALTRImeNTI SI ToRNA INDIeTRo QuANTe SoNo Le CASeLLe IN eCCeDeNZA.

19

IL PReTe TI FA PuLIRe IL SAgRATo. AVANZI DI Due CASeLLe.

3
TI SCADuTo IL PeRmeSSo DI SoggIoRNo. ToRNI AL PuNTo DI PARTeNZA.

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SCADoNo I 7 gIoRNI AL DoRmIToRIo DI VIA LomBARDIA. ToRNA INDIeTRo DI Due CASeLLe.

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1 7

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arrivO

RIeSCI A FARe LA DoCCIA AL LAZZAReTTo. AVANZA DI uNA CASeLLA.

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LASSISTeNTe SoCIALe TI D APPuNTAmeNTo TRA Due meSI. STAI FeRmo uN gIRo.

TI RuBANo Le CoSe. ToRNA INDIeTRo DI Due CASeLLe.

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LASSISTeNTe SoCIALe TI RICeVe. TIRA DI NuoVo IL DADo.

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dellhOmeleSS
4 22
TRoVI 2 euRo AL DISTRIBuToRe DI BeVANDe IN STAZIoNe. AVANZI DI uNA CASeLLA.

5 6

un percorso a ostacolI per scoprIre le InsIdIe della vIta dI strada


p A CuRA DI eVA BRugNeTTINI DISegNI DI PIeTRo SCARNeRA

31

NoN hAI LA ReSIDeNZA. ToRNA AL PuNTo DI PARTeNZA.

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RICeVI uNA BoRSA-LAVoRo. RITIRA IL DADo.

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TI FANNo uNA muLTA SuLLAuToBuS. ToRNA INDIeTRo DI Due CASeLLe.

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RICeVI IL TeSSeRINo PeR LA meNSA DeLLA CARITAS. AVANZI DI TRe CASeLLe. FAI LA FILA ALLo SPoRTeLLo DI QuARTIeRe SBAgLIATo. ToRNA INDIeTRo DI TRe CASeLLe.

8 9

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Se il matrimonio una violenza


p DANIeLe BARBIeRI

nOn parlate al cOnducente

Ordinario razzismo
p DoNATo uNgARo
na donna sale zoppicando sullautobus e inizia a lamentarsi per un dolore ai piedi; devono operarla, ma intanto deve patir male. ha una certa et e la voce tradisce questa noia. Dopo un istante unaltra voce si alza sopra al rumore del bus. Signora si sieda qua, al mio posto. Anche questa voce parla di un rapporto di lungo corso con la vita; dallo specchietto interno vedo le due donne che stanno iniziando la conversazione: avranno unet tra i sessanta e i settantanni. La donna claudicante si avvicina allaltra, gi in procinto di alzarsi, e la ferma. Signora, non si preoccupi. Io non sono qui a fare processi, ma toccherebbe a questo giovanotto alzarsi per farmi sedere. Il giovane a quelle parole si alza, ma la signora blocca anche lui. Non si preoccupi, non si deve alzare perch glielho detto io. Il ragazzo, in apparenza nostrano, risponde con laccento di un paese dellest. Non fa niente, io devo scendere, dice il ragazzo, e cos dicendo si avvia alla porta. A questo punto le due donne sono sedute una di fronte allaltra, e inizia la discussione. Volevo ben dire che non si alzava. era un extracomunitario. Di rimando laltra donna. Cosa ci si aspetta da gente cos? Non vogliono rispettare le nostre regole. Vengono a rubare e basta. Il ragazzo ancora a bordo, davanti alla porta. Ascolta i discorsi delle donne e le guarda, ma non pronuncia una parola. Al suo posto prende a parlare una ragazza. ma scusate, non vi vergognate a fare questi discorsi razzisti, in faccia alla gente?. La donna che salita zoppicando si infiamma in volto. ma chi lei per darmi della razzista? maleducata. La giovane. e chi lei per offendere una persona che non conosce?. Ancora, la donna. Io servivo alle Feste dellunit quando lei doveva ancora nascere. Non mi venga a parlare di razzismo, a me. Serafica, la ragazza. meglio parlarne per criticarlo, il razzismo, che metterlo in pratica come fa lei. Albert einstein, sbarcato a New york, dovette compilare un modulo che chiedeva a quale razza limmigrato appartenesse. Lo scienziato scrisse che conosceva solo una razza: quella umana. (donatoungaro@piazzagrande.it)

atrimoni forzati. Anche in Italia. Dove alcune donne (straniere e, meno spesso, autoctone) sono uccise perch vogliono sottrarsi alle decisioni del padre o del clan. Se ne discusso a Imola in una due giorni-internazionale organizzata dallassociazione Trama di terre. Verso la fine del convegno allimprovviso il mondo cade sulla testa di meena Pathel, inglese dorigine pachistana. o meglio: una carta geografica viene gi dal muro e le finisce fra i capelli proprio mentre parla delle fatiche di rintracciare nei paesi di origine le donne sparite quelle residenti in gran Bretagna - quando si sospetti un matrimonio forzato; lo si pu fare grazie a una legge del 2007 e dunque le attiviste di Southall Black Sisters (dove meena milita) corrono da un aeroporto a unambasciata in cerca di donne scomparse con i loro diritti. Dunque la simbologia del mondo caduto in testa non arbitraria. ma sono ottimiste le Black Sisters: Rispetto a 32 anni fa, quando abbiamo iniziato, la situazione molto migliorata. Soddisfatta anche mina Tafnout, sociologa e femminista marocchina: Il nuovo diritto di famiglia dal 2004 ci tutela anche contro i matrimoni precoci, ma abbiamo dovuto lottare 25 anni per arrivarci. Sui vincoli religiosi chiarisce: Di quale Islam si parla? Fra Arabia Saudita e marocco le differenze sono abissali. La pratica dei matrimoni forzati, legata a tradizioni patriarcali che erano fortissime anche in Italia, diffusa in Asia (Pakistan, India, Bangladesh), maghreb,

Africa subsahariana. Risoluzioni e documenti delle Nazioni unite non lasciano dubbi: imporre il matrimonio una violazione dei diritti fondamentali e nessun retaggio culturale o religioso lo pu giustificare. Le vittime sono giovani donne, spesso bambine. La costrizione al matrimonio ha esiti drammatici: violenze fisiche e psicologiche, segregazione, stupri, scompensi psichici e della salute, sequestri e rimpatri forzati nei paesi dorigine, a volte la morte. I flussi migratori ripropongono queste pratiche anche in Italia ma sino a oggi il silenzio stato quasi totale. Per questo importante liniziativa di Trama di terre che, col sostegno della Regione emilia-Romagna, ha organizzato a maggio il convegno Per forza non per amore. Per loccasione stata presentata la prima ricerca sullargomento in Italia, anche se limitata allemilia-Romagna. Durante la due giorni, i momenti emotivamente pi alti (e pi inquietanti) sono arrivati nei racconti di giovani donne dorigine straniera, minacciate di matrimoni coatti. Due avvocati (Lorenzo Ascanio e Barbara Spinelli, autrice del saggio Femminicidio) riassumono i molti strumenti giuridici a disposizione in Italia e allestero ma anche la complessit della situazione legislativa. Particolare attenzione ai casi concreti, alle difficolt incontrate da chi raccoglie le denunce, ai modi pi corretti (e sicuri) per accogliere le donne che chiedono di essere aiutate e sostenerne i percorsi di autonomia. Sul sito www.tramaditerre. org informazioni, articoli e link.

la pOSta degli altri


La redazione di Piazza Grande risPonde aLLe Lettere PubbLicate sui quotidiani boLoGnesi

Allarme monnezza

lettera pubblicata su il resto del carlino del 24 giugno 201 1 caro lettore,

i cassonetti sono ampi ma qualcuno lascia fuori sacchi e pacchetti. Questione di educazione o soffrono di reumatismi? Secondo un vicino, la maggior parte li lasciano gli immigrati perch, dicono, sono abituati a mettere i rifiuti in strada... certo, tanto hera la paghiamo noi!

non so, vogliamo incolpare gli immigrati anche di qualcosaltro? forse anche lafa estiva la portano loro, perch sono abituati cos? la invitiamo a posizionarsi davanti al cassonetto pi vicino: noter che molti degli spazzini sono stranieri, per non parlare di chi nellimmondizia costretto a rovistare.

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Dal campo allimpegno sociale, la nuova vita di Riccardo Zampagna, loperaio del gol

Spalle alla pOrta

Il calcio alla rovescia


p LeoNARDo TANCReDI
erni coperta della neve, un gruppo di ragazzini sfida il freddo e i propri genitori su un campo di calcio di periferia. I grandi sono in attacco, la palla spiove in area di rigore e un pap pensa bene di approfittare dellatterraggio morbido sulla neve per colpire la palla in rovesciata. Danilo Zampagna segna un gol spettacolare davanti agli occhi di suo figlio. Dicono che sia nata cos la passione di Riccardo Zampagna per i gol in acrobazia che nella sua carriera ha segnato un po ovunque dai campi dei dilettanti alla Serie A. ma non solo per questo che lattaccante ternano noto come un giocatore fuori dagli schemi: la sua storia raccontata in un libro scritto a due mani dallo stesso Zampagna e da Ivano mari, giornalista sportivo. Il calcio alla rovescia, in vendita solo a Terni o su www.mister10.net, stato presentato dagli autori alla Palestra antirazzista Red Rose di Bologna. Il ricavato delle vendite servir a comprare un mammografo per lospedale di Terni. Nel mondo patinato del calcio di oggi, fatto di calciatori yes man e aziendalisti, non c molto spazio per chi allergico alle regole, Zampagna ci racconta come ha fatto a restare se stesso e segnare 160

Q| dettaglio dalla copertina del libro il calcio alla rovescia


gol in 500 partite da professionista. Come in tutte le situazioni aziendali, sei un lavoratore, ci sono delle regole. Nel calcio ce ne sono tante: mangiare e bere sempre sotto controllo, non fumare. mi ha sempre pesato obbedire a queste regole, non ho mai sopportato i ritiri e poi lallenamento troppo fisico, secondo me, ha rovinato il calcio. Certo, sono stupidaggini rispetto a chi va in fabbrica e chi si fa un mazzo tanto ogni giorno. e Zampagna sa di cosa parla, suo padre era operaio in acciaieria e lui stesso a 22 anni faceva il tappezziere di giorno, poi di corsa in macchina ad allenarsi. La Serie A lha vista solo a 30 anni. In ogni squadra sono stato la pecora nera del gruppo, per lallenatore ero sempre quello un po scomodo, per allo stesso tempo sapevo ripagare i compagni, lallenatore, i tifosi con quello che facevo sul campo. ero una testa di cazzo, ma poi mettevo a posto tutto. Non c stata tifoseria che non labbia adottato, anche perch loperaio del gol non ha mai smesso di essere un ultras. In Curva est, al Libero Liberati di Terni, Zampagna cresciuto e ancora oggi coltiva amicizie e condivide la mentalit di chi va allo stadio da ultras. oggi importante condividere il discorso dellaggregazione, della solidariet. Stiamo vivendo un momento particolare, al di l del calcio scommesse, sono le imposizioni del governo, come la tessera del tifoso, che

hanno tolto i colori dallo stadio. Quando giocavo, in tutte le trasferte guardavo le curve delle altre tifoserie per vedere le coreografie, le bandiere, gli striscioni e questo adesso non c pi. A Terni limpegno sociale della curva diventato unassociazione, Primi della strada; una frecciata ai media che avevano definiti gli ultras ternani ultimi della classe. Limpegno immediato far nascere una palestra popolare dove si possa fare sport e socializzare senza spendere una fortuna per labbonamento mensile. Zampagna diventato il loro testimonial e anche il loro attaccante nel torneo di calcio uisp in cui sono impegnati. Per ora un gol importante lha segnato riuscendo a portare allattenzione nazionale la crisi del polo chimico ternano. Abbiamo fatto una manifestazione per i posti di lavoro a rischio, la crisi colpisce le piccole province come il resto deuropa. Riccardo Zampagna ha dato laddio al calcio lo scorso 2 luglio nel suo stadio a Terni, giocando con entrambe le squadre in campo, Atalanta e Ternana, i suoi due grandi amori calcistici. Pare che da Bergamo si siano mossi in migliaia. Tutto lincasso in beneficenza, ovvio. (leonardotancredi@piazzagrande.it)

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muOre
p gIANLuCA moRoZZI

chi nOn

In anteprIma Il nuovo romanzo dI gIanluca morozzI

Q| Gianluca morozzi (nella foto) uno scrittore nato a Bologna


nel 1971.

on affezionatevi a me, che tanto muoio presto. muoio giovane, come le cantanti tossiche di un tempo. Tipo Janis Joplin. Non so cantare come Janis Joplin e non sono neanche tossica, ma comunque muoio giovane. vero quel che si racconta, sapete? Quando stai per morire, la vita ti scorre davanti. Sono a terra in un fiume di sangue da cinque secondi, forse anche meno, e gi ho rivisto i pomeriggi dalla nonna a Francavilla e quel giorno al ci-

nema a guardare Titanic tre volte di fila e larrivo a Bologna e la prima volta che sono entrata in sala prove, insomma, un filmino riassuntivo rapidissimo. manca poco. Tra un istante, ahim, muoio. Proprio adesso che ho scoperto chi che ha ucciso quei ragazzi, otto anni fa. Proprio adesso che ho visto la sua faccia e ho capito ogni cosa, finalmente. e adesso come lo dico a Lucio? Abbiamo fatto tante ipotesi sullidentit dellassassino, e ora che ho risolto il mistero non posso condividere con lui la solu-

zione. Ahi, ahi... il filmino sta arrivando agli ultimissimi ricordi, la festa nellalbergo in montagna. Fine corsa, tra poco. Il nastro si sta riavvolgendo fino in fondo. Se fossi in un film, prima di morire scriverei un nome con il sangue. Be, lo farei, se riuscissi a muovere una mano. o anche solo un dito. Invece le mie mani sono insensibili e distanti. Il mio corpo, a questo punto, non sembra pi mio. ora la mia vita lho rivissuta per intero.

Siamo arrivati allattimo in cui ho capito tutto, subito prima che il coltello mi spaccasse il cuore. Per cui, sob, ci siamo. Sono sul pavimento, e mi spengo. Se solo fossero vere le ultime parole di mizar... Se solo lui, adesso... oh, ecco. Adesso arriva il buio. e dopo il buio, quel che accade non lo so. (estratto da Chi non muore, in uscita a settembre per guanda)

piantaggini diariO di una pittrice di Strada

q| illustrazione di marina Girardi

Ederlezi
p mARINA gIRARDI

asmine ha nove anni e di soprannome fa Rachele. mentre la madre chiede lelemosina seduta a gambe incrociate in mezzo a via oberdan, lei se ne sta seduta sul gradino di un portone, con in braccio il suo bambolotto. Appena ho terminato di montare il mio cavalletto e di attaccare i disegni con lo scotch carta al muro sento una vocina alle mie spalle: - Lo sai disegnare un coniglio? Jasmine-Rachele mi chiede di disegnarle un coniglio che guarda un pesciolino nuotare nella sua boccia di vetro. Poi mi fa aggiungere un cuore rosso, perch si vogliono bene, e tanti nomi sparsi per il foglio. - Sono i nomi dei tuoi compagni di classe? - Le domando No, sono i miei amici, io non vado a scuola. ha grandi occhi marroni Jasmine-Rachele, con ciglia lunghe lunghe, uno sguardo senza ombre e laria felice per aver trovato un modo con cui cacciare la noia. osserva il disegno che le ho fatto e afferma con aria solenne che davvero bellissi-

mo. Quando passa un ragazzo africano a chiederci una moneta lei commenta: - Ci sono tanti poveri. Anche noi siamo poveri, non ci sono mai soldi. Verso ora di pranzo passa Paolo a domandarmi prima una sigaretta e poi se posso fargli fare una telefonata col mio cellulare: - ho bisogno di una doccia, devo chiamare sto mio amico, ma quelle cazzo di zingare riempiono i telefoni pubblici con la carta igienica cos poi la prima cosa che fanno alla mattina andarsi a fottere le monete, per non prendere le botte dai mariti. Paolo era operatore sociale, lavorava anche con i senza dimora. Poi senza casa ci rimasto lui, con una brutta depressione e una chitarra che maltratta delle volte facendo cappello a pochi metri da me. Pi tardi nel pomeriggio arriva anche Alfio, puntuale come il sole che lo sorprende nella sua solita postazione e che gli fa cercare lombra vicino a me per qualche ora. Dopo aver disposto a terra i dipinti che la sua mamma ottantenne ha prodotto nelle ultime notti insonni, si accen-

de una sigaretta e mi grida: - Dove vai questestate? Io me ne voglio andare da Bologna, ma per sempre per! Quando si fa sera, dallangolo in fondo alla libreria giungono i cori a tre voci di mariadele e dei suoi amici. Stanno cantando ederlezi, quella triste canzone popolare che goran Bregovic ha riarrangiato per accompagnare Il tempo dei gitani, il film di kusturiza. Jasmine-Rachele, che si era di nuovo seduta al mio fianco, questa volta a consigliarmi di disegnare una sposa con un fiore in mano, si alza e corre via. Poi torna da me, ansimante: - una canzone nella mia lingua, nella lingua rom. Dice: questa la nostra festa babbo, la festa della primavera! - Dov il tuo pap? - Le chiedo. - andato via, non torna pi. Io e la

mamma adesso stiamo da sole, abitiamo da mia zia. Poi Jasmine-Rachele scappa via di nuovo, questa volta per chiedere a sua madre una moneta da buttare nella custodia della chitarra di mariadele e dei suoi amici. (marina girardi, in arte magira, una fumettista e illustratrice nata a Belluno nel 1979. Vive a Bologna da pi di dieci anni e quasi ogni sabato dipinge in via oberdan. Il suo blog www.magira. altervista.org)

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SullO Scaffale
I lIbrI consIglIatI dalla redazIone

Ruppert & Mulot Irene e i clochard Canicola, 15 euro


Irene una ragazza che gira per Parigi con una katana in stile kill Bill, immaginando di fare a pezzi tutti quelli che non le vanno a genio. Sogna di avere poteri speciali, desidera suicidarsi, fare un reportage sugli homeless ed essere la protagonista di un fumetto. Irene e i Clochard di Florent Ruppert e krome mulot un fumetto visionario che indaga le radici della violenza e della crudelt. Se nella realt Irene una studentessa che fa volontariato per i clochard, nelle sue fantasie la ragazza si trasforma in unassassina e anche i suoi assistiti ne diventano vittime. Come succede nella realt, chi vi ve in strada diventa in qualche modo uno specchio in cui si ha paura di guardare, e forse per questo anche un obiettivo facile contro cui scagliarsi. (laura marongiu)
tratte R| due vignettei clochard da irene e

Maurizio Matrone Piazza dellUnit Marcos y Marcos, 15 euro


maurizio matrone uno che ha tenuto i piedi nellasfalto per tanti anni. oggi fa lo scrittore, ma fino a tre anni fa prestava servizio, come poliziotto, nel quartiere Navile di Bologna. Piazza dellunit il suo ultimo romanzo e a leggerlo si capisce subito che si ha a che fare con storie autentiche, raccolte da chi ci vissuto accanto, scrutandole da vicino. Cronache dallasfalto. La piazza che d il titolo al libro il cuore della Bolognina e intorno a essa viaggiano le vite di alcuni adolescenti immigrati o figli di immigrati che sono i protagonisti del romanzo. mohammad, marocchino che fa strage di cuori nella sua scuola superiore in fondo a via di Corticella, 17 anni, cocaina con la pala e sesso a sfare le sue passioni. Shen Li, cinesina rubacuori, velina e viziosa, col padre ricchissimo in affari strani. Roman, moldavo ingenuo e un po svitato, muratore a nero che scopre lamore in via Ferrarese. e ancora Nicolaj, scugnizzo rumeno che vende il corpo, ruba e vive in una baracca con vista ferrovia. elena, rom sedicenne, usata dal padre del suo futuro marito, col sogno normale di avere un marito e dei figli. un malloppo di 5.000 euro passa rocambolescamente fra le mani di ognuno di loro, regalando ai temporanei possessori pi sfighe che piaceri (La giacca stregata di Dino Buzzati il riferimento colto a cui si pensa leggendo). matrone uno di quei narratori che non bluffano, che sanno raccontare la citt, perch la citt conoscono. e Piazza dellunit una discreta guida per capire come cambia Bologna. Leggetelo. (gianluca derrico)

dalle stalle alle stelle


p CLAuDIo CANNISTR, DISegNI DI PAoLA SAPoRI

Ariete

PI eNeRgIA, ACComPAgNATA PeR DA mALumoRI

Bilancia

SITuAZIoNe ComPLeSSA PeR I NATI DAL 3 AL 5 oTToBRe

Toro

I NATI IN APRILe SoNo AL CeNTRo DI INCRoCI moLTo FAVoReVoLI!

Scorpione

BuoN ReCuPeRo IN AmoRe

il QuintO alimentO

Gemelli

Sagittario

Frutta e gelati per chi rimane in citt


p FRANCeSCA BoNo e SoFIA PIZZo

mARTe VI ReNDe STReSSATI e PoCo CoNCILIANTI

NoN TuTTo VA PeR IL VeRSo gIuSTo, mA BASTA ATTeNDeRe

Cancro

Capricorno
PRImA DeCADe IN RIPReSA, SeCoNDA IN AFFANNo

FATe TeSoRo DeLLAIuTo DI SoLe e VeNeRe!

Bologna lestate davvero calda, e per tutti i bolognesi che per bisogno e per scelta restano in citt non facile trovare un po di refrigerio. Vi consigliamo qui una serie di posti freschi e piacevoli dove fare una piacevole pausa rinfrescante e mangiare qualcosa di buono. Tra le tante e buone gelaterie di Bologna vi consigliamo la baracchina di via San mamolo, sotto Villa ghigi, che prepara anche delle granite alla fragola con panna da far invidia a un siciliano. Non si pu rinunciare poi ad una fetta di cocomero fresco: le tappe pi famose sono la

baracchina di fianco al wolf, in via massarenti, e la storica Agnese in piazza Trento Trieste, che festeggia questanno 40 anni di attivit. Agnese delle cocomere deve il suo nome a Lucio Dalla, che ha cantato il locale in una sua canzone del 2001: aperta nel 1971, la baracchina ancora frequentatissima e con il cambio di gestione dalla 84enne fondatrice al figlio Roberto e al nipote Diego si sta modernizzando, mantenendo per viva latmo-

sfera di un tempo. Sempre restando in tema di frutta, da qualche anno ha aperto anche la frutteria Sandia, nel giardino Novaro di via Vermiglia angolo via Venturoli. Il chiringuito in versione urbana propone frullati, macedonie tropicali e frutta in ogni forma. Infine, vorremmo consigliarvi il ristoro estivo diSanaPianta, curato dallosteria Il Rovescio nel cortile del cinema Lumire e aperto fino al 30 settembre. Tutti i prodotti cucinati provengono dal mercato della Terra, sono biologici e a km zero. (www.communeating.com)

Leone

Acquario

oTTImA LuCIDIT meNTALe, mA NoN SPReCATe eNeRgIe

STImoLI, NoVIT, CoNCeNTRAZIoNe DI FoRZe

Vergine

Pesci

NoNoSTANTe Le APPAReNZe, IL FuTuRo PRomeTTeNTe

QuALChe SoFFIo DI VeNTo CoNTRARIo IN uN oCeANo TRANQuILLo

(canniclau@libero.it)