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LEuropa che parla fuori dallEuropa Conclusa la seconda Spring School del LETiSS su pidgin e creoli

Esiste tutta una serie di lingue la cui base linguistica europea, ma che vengono parlate in quella che potremmo definire Europa fuori dallEuropa: si tratta, precisamente, dei pidgin e dei creoli, idiomi praticati da quelle popolazioni dellAfrica, dellAsia e dellOceania che, in passato, hanno conosciuto la dominazione inglese, francese, olandese, o dalle altre superpotenze coloniali dellepoca. Proprio queste lingue sono state tema, a fine aprile, della seconda Spring School internazionale organizzata dal Centro di Ricerca LETiSS (Lingue dEuropa: Tipologia, Storia e Sociolinguistica) sotto la direzione del prof. Paolo Ramat. Per una settimana, nelle aule dellIstituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, docenti, dottorandi e giovani ricercatori, provenienti da molti e diversi Paesi, si sono incontrati e hanno discusso delle pi recenti teorie relative alla pidginistica e alla creolistica. Lorigine del termine pidgin, come di molte altre parole che designano lingue speciali o slang, non del tutto chiara, ma chi voglia lasciarsi sedurre dalla suggestione dalle metafore che si riferiscono ai versi animali ravviser nelletimologia una parentela con la parola inglese pidgeon, cio piccione, dal momento che questi strani ed incomprensibili gerghi non sarebbero, per le orecchie di chi non li parla, troppo dissimili dal canto melodioso ma dal senso indecifrabile degli uccelli. Motivi certo pi venali sarebbero da chiamare in causa se si volesse, invece, dare credito alla proposta etimologica secondo la quale pidgin altro non sarebbe che linglese business storpiato dai mercanti cinesi quando cercavano di contrattare scambi coi colleghi europei. Quale che sia il suo etimo, generalmente si intende per pidgin una qualsiasi lingua parlata dagli schiavi indigeni di una regione quando, spinti dalla necessit, cercavano di farsi capire dai loro padroni europei, mescolando tratti delle parlate dei colonizzati e dei colonizzatori. Qualora poi il pidgin non si limitasse ad essere usato per comunicare con i padroni, ma divenisse per motivi che possono essere i pi disparati la lingua che viene trasmessa dagli indigeni ai loro bambini e alle loro nuove generazioni, si avrebbe allora la nascita di un creolo. Per fare un pidgin, quindi, ci vorrebbero almeno tre ingredienti: in primis, una situazione di contatto assiduo tra due comunit che pratichino lingue distanti tra loro, secondariamente una dialettica dominante-dominato tra queste due comunit, che per, terzo, non esclude la necessit di comunicare, bench su argomenti limitati e, per cos dire, di sopravvivenza. Per fare un creolo, invece, basta che il pidgin inizi ad essere insegnato dai genitori ai figli come codice di socializzazione primaria, si faccia quindi pi complesso ed elaborato, fino a diventare lingua materna per almeno alcuni dei componenti della comunit, e poi lingua scritta, ufficiale, nazionale. Parafrasando una massima che si sente spesso riferita alla lingua italiana rispetto ai dialetti della nostra penisola, il creolo non altro che un pidgin che ha fatto carriera. Ecco un esempio di creolo haitiano a base francese: se pa pou-tt you pen ou pdi tout you founo Non per salvare un pane che (tu) perdi tutto un forno, dove si possono riconoscere nellordine le forme francesi cest pas pour tte un pain o (tu) perdis tout un four. Ma lespressione pou-tt (pour tte) non esiste in francese col significato di al fine di; si tratta di una invenzione del creolo, della nuova lingua. Linteresse peculiare che pidgin e creoli rivestono per i linguisti legato al fatto che in ben poche altre occasioni possibile seguire in presa diretta la nascita, in qualche modo spontanea, di una

nuova lingua con i suoi suoni, parole e grammatica. N si pu negare che queste lingue possano essere un ottimo banco di prova per molte teorizzazioni linguistiche: dalla riflessione sul modo in cui le lingue cambiano nel tempo, allindagine sulla variazione sociolinguistica (cio sui diversi fenomeni linguistici che sono in correlazione con fattori sociali) cui tutti i codici linguistici sono soggetti, alla fatidica ricerca dei cosiddetti universali linguistici, forse il tema della linguistica generale dell'ultimo cinquantennio. Volgendo lo sguardo all'Italia e allitaliano, una consistente base italiana rintracciabile nella lingua franca, la lingua capostipite di tutti i pidgin e i creoli che, prima di diventare sinonimo di lingua veicolare tout court, designava il mix di lingue romanze parlato lungo le coste mediterranee ed attestato a partire dal 1400 ed anche, con fini comico-artistici, in alcune opere letterarie di Goldoni e Molire. Ma senza andare cos indietro nel tempo, bench la potenza coloniale del Belpaese fosse certamente inferiore a quelle di altre nazioni europee, fino a non molti anni fa in Africa, e precisamente in Eritrea, in Somalia ed in parte dell'Etiopia, era presente l'Asmara pidgin Italian, o simplified Italian, che aveva come lingua base (o, tecnicamente, lingua lessificatrice) appunto litaliano. Lannoso problema, ancora oggi per molti versi irrisolto, di che cosa sia la semplificazione linguistica ci permette di gettare un ponte tra teoria glottologica e letteratura, nella misura in cui le strutture reali che troviamo nei pidgin che sono stati descritti nel corso degli anni dagli studiosi non sono poi cos distanti da quelle della Neolingua (Newspeak nelloriginale), lidioma inventato da George Orwell nel suo romanzo 1984. Per dare qualche esempio, come nei pidgin il vocabolario che si incontra ristretto, cos nel Newspeak il lessico deliberatamente ridotto e fatto pi generico dai romanzeschi padroni della lingua; sia nei pidgin, poi, che nel Newspeak le desinenze verbali e nominali diminuiscono o spariscono completamente; mancano le preposizioni e la copula, e alle parole lunghe si prediligono parole di una o due sillabe: non possiamo non citare a questo proposito il celebre Ministero della Pace orwelliano, che nella Neolingua diventa mini pax. Non troppo diverso il comportamento dello Hawaiian Pidgin, dove si trovano locuzioni senza preposizioni, come Da Boss Above, cio il capo (di) lass, il Signore, e Da Rules Secon Time, cio le leggi (della) seconda volta, ovvero il Deuteronomio. interessante notare come i fenomeni di semplificazione descritti da Orwell per la Neolingua di 1984 non possano essere slegati dalla critica a tutti i regimi totalitari insita nel romanzo, critica che muove proprio dalla considerazione del rapporto dominatore-dominato che ritroviamo, come detto, anche nelle situazioni di colonizzazione in cui si sono effettivamente sviluppati i pidgin e i creoli. Sar quindi possibile supporre che, accanto alla pi evidente ispirazione del Basic English creato da Charles Kay Ogden e dellesperanto di Zamenhof, una fonte cui Orwell ha attinto per tratteggiare il suo Newspeak siano stati gli studi sulle lingue miste, i pidgin e i creoli, iniziati, circa mezzo secolo prima, con gli importanti contributi di linguisti quali Schuchardt e Hesseling. Ma la ricerca come hanno dimostrato le giornate della School del LETiSS progredisce e, auspicabilmente, non sarresta mai: abbiamo ancora molto da scoprire e comprendere riguardo a questi codici linguistici, a cominciare dal modo in cui reagiscono quando sono immersi e dunque vengono a contatto con lingue che poco o nulla hanno a che fare con il pidgin o il creolo in questione. ci che capita, ad esempio, nelle nostre citt quando, a seguito dei recenti fenomeni di migrazione, parlanti di Nigerian Pidgin o di Jamaican Creole si incontrano con la realt linguistica dell'italiano (e delle sue variet regionali). Un fenomeno cui possiamo assistere tutti i giorni e dovunque, un fenomeno, quindi, per il quale i linguisti hanno le antenne diritte, perch anche nel pi semplice e quotidiano scambio comunicativo pu trovarsi qualche cosa di nuovo e di rilevante per la ricerca.

Emanuele Miola Dottore di ricerca in Linguistica, Assegnista presso lo IUSS