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INFLUENZA DEL GUSTO NELLE PATOLOGIE ALIMENTARI DISTURBI NELLINFANZIA Problemi alimentari in et infantile possono costituire fattori di rischio

per la comparsa in et adolescenziale o adulta di disturbi anoressici o bulimici. Esiste una relazione tra disturbi alimentari infantili e i modelli di attaccamento dei genitori e del bambino. DISTURBI: - Di regolazione di stato, difficolt del bambino a nutrirsi in mancanza di regolazione del suo stato emotivo (irritabilit o eccitabilit durante lallattamento che confondono il genitore sullo stato di saziet o fame del piccolo). - Di reciprocit nella relazione caregiver-bambino, sia il genitore che il bambino hanno difficolt a differenziare gli stati di fame e saziet, non vi reciprocit o scambi affettivi. - Anoressia infantile, mancanza di fame e interesse per il cibo anche se esplora lambiente e interagisce con i caregiver. Le cause possono essere dovute ad ansia, depressione o disturbi del comportamento alimentare della madre. - Avversioni sensoriali al cibo, rifuto per alcuni alimenti con determinate caratteristiche nel gusto, odore, aspetto e consistenza. Puo generare deficit nutrizionali e ritardi nello sviluppo motorio-orale. - Post-traumatico, il ricordo di episodi traumatici (soffocamento o vomito grave) crea disagio verso il cibo. - Associato a una condizione medica, a causa di allergie alimentari o difficolt respiratorie il bambino esprime disagio e rifiuta di mangiare. DISTURBI da 0 ani alla pubert: - Pica, ingestione continua e inadeguata di sostanze non commestibili (carta, sabbia). - Di ruminazione o mericismo, rigurgito e nuova masticazione del cibo. - Della nutrizione dellinfanzia o della prima fanciullezza, incapacit di alimentarsi adeguatamente, con perdita di peso o assenza di accrescimento . Altri Disturbi:

Rifiuto del cibo, puo essere legato a difficolt comunicative e affettive in ambito familiare. Alimentazione selettiva, scelte alimentari limitate a pochi alimenti con una forte resistenza a provare nuovi cibi. Disturbo emotivo di esitamento del cibo, si rifiuta di alimentarsi adeguatamente, riconosce la propria magrezza, vorrebbe aumentare di peso ma non si spiega il motivo per cui non ci riesce. Fobie alimentari, di vomitare o di essere avvelenati, possono essere associati ad altri sintomi dansia (ansia sociale, angoscia da separazione). Disfagia funzionale, paura ingiustificata e persistente di strozzarsi. Anoressia nervosa a esordio precoce, rifiuto di alimentarsi, eccessivo esercizio fisico praticato di nascosto, perdita di peso o arresto dellaccrescimento, a volte sono presenti vomito autoindotto e uso di lassativi. Bulimia nervosa a esordio precoce, abbuffate seguite da pratiche di svuotamento, perdita di controllo, distorsioni cognitive e preoccupazione morbosa per il peso e la forma del corpo. Disturbo da alimentazione incontrollata a esordio precoce, obesit primaria e secondaria (fattori genetici o malattie endocrine). Cause: basso status socioeconomico, disfunzioni psicologiche della famiglia, abitudini alimentari, attivit fisica scorrette nella famiglia. La madre non riconosce i segnali del bambino nel momento del bisogno e reagisce dando cibo, il bambino imparer a rispondere con il cibo per reagire ad ogni forma di disagio o malessere.

ANORESSIA NERVOSA Nel Medioevo il digiuno ascetico (paragonabile allanoressia nervosa) viene perseguito fino alla morte. Nellantico e nel nuovo testamento il digiuno un mezzo per elevare lo spirito, vincere le passioni e sottomettersi alla fede. Con il cristianesimo purifica e avvicina a Dio (es. i Santi). Lanoressia nervosa puo essere associata a disturbi dansia, dellumore (depressione), di personalit. Compare tra 14-18 anni, tra 20-30 anni e quella tardiva tra 40-50 anni. Si verifica in tutte le culture e colpisce 9 donne su 10.

La storia clinica inizia solitamente con una dieta alimentare per migliorare la forma fisica e nonostante la continua perdita di peso si continua a ridurre lalimentazione. Peso e cibo divengono le preoccupazioni basilari. Per contribuire alla perdita di peso si associano attivit fisiche smisurate. Le continue pressioni sociali verso un corpo bello e snello aumentano linsorgenza dellanoressia. In alcuni casi puo condurre alla morte (complicazioni metaboliche, cardiovascolari o suicidio). CARATTERIZZATA DA: - Rifiuto di mantenere il peso corporeo a livello minimo normale per et e altezza. - Intensa paura di aumentare di peso. - Dismorfofobia. - Amenorrea nelle donne (assenza di almeno 3 cicli mestruali). La persona anoressica nega la propria magrezza ed ha paura di ingrassare, non riconosce il danno che la carenza alimentare sta causando. SOTTOTIPI: - Restrittivo, non presenta frequenti episodi di abbuffate o svuotamento improprio. - Bulimico, frequenti episodi di abbuffate o di condotte di svuotamento. BULIMIA NERVOSA Nellantica Roma con le orgie alimentari (mangiare smoderatamente e vomitare) gli eccessi erano riconducibili ai modelli di condotta sociale e non per la preoccupazione della magrezza. Nella cultura egizia, il vomito autoindotto era una pratica igienica che raccomandavano i medici. Questo fenomeno si esteso negli anni 70-80. Spesso le crisi avvengono in solitudine per la vergogna e sono accompagnate da una sensazione di perdita di controllo. Esordisce tra 16-20 anni, piu nelle donne e nei paesi industrializzati. Disturbi dansia, dellumore, di personalit (borderline) si associano alla bulimia nervosa. CARATTERIZZATA DA: - Ricorrenti abbuffate compulsive (sentire di non poter smettere di mangiare, mancanza di autocontrollo) che soddisfano dei bisogni emotivi in seguito a situazioni sociali ed eventi stressanti, che avvengono un paio di volte

a settimana. - Comportamenti per prevenire laumento di peso. - Valutazione di S dipendente dal peso e dalla forma del corpo. SOTTOTIPI: - Con condotte di svuotamento, vomito autoindotto, uso di lassativi, clisteri, diuretici. - Senza condotte di svuotamento, digiuno, eccessivo esercizio fisico. Viene associata a disturbi dansia, dellumore, di personalit, tendenza allimpulsivit. Come il tossicodipendente che non puo fare a meno di alternare stati di astinenza e di soddisfazione, lanoressica deve dimagrire sempre di piu e la bulimia deve ricominciare ripetutamente le sue crisi, il cibo come la droga solo unillusione per raggiungere un soddisfacimento del S, altrimenti insoddisfatto. ALTRI DISTURBI DELLALIMENTAZIONE Accomunati sintomi depressivi, pensiero dicotomico e perfezionismo. La bassa autostima porta il soggetto a sovrastimare lapparenza corporea, una migliore forma fisica pone aspettative irreai di successo e realizzazione personale. La poca stima di s favorisce linsorgere dei sensi di colpa, alternando momenti di restrizione alimentare con altri di perdita di controllo. A lungo termine, lincapacit di mantenere una rigida prescrizione alimentare e i numerosi fallimenti, portano a sintomi depressivi. - Ortoressia nervosa, ricerca maniacale e bisogno irrinunciabile di consumare solo cibi naturali. - Chewing and spitting, masticare, succhiare il cibo e sputarlo senza ingoiarlo. - Anoressia degli atleti, esercizio fisico compulsivo. - Anoressia inversa, diffusa tra i body builder ossessionati dallessere troppo gracili, assumono anabolizzanti, fanno molto allenamento. Alterazione della propria immagine corporea e ansia legata alla presunta fragilit. - Night-eating syndrome, anoressia diurna, consumo anomalo di pasti durante la notte, durante la quale la persona percepisce ansia, tensione, colpa, e paura. Tentativo di autocurare disturi depressivi o stressanti. - Sindrome del vomito ciclico, attacchi di vomito a insorgenza rapida che durano qualche ora o anche giorni e si risolvono spontaneamente. Possono essere causati da

stress fisico o psicologico. Colpisce sia maschi che femmine e in gran parte inizia nei primi anni di scuola dellinfanzia o elementare. Disturbo da alimentazione incontrollata, simile alla bulimia nervosa.

I disturbi alimentari sono accomunati da: - bassa autostima, - sintomi depressivi, - pensiero dicotomico, - perfezionismo ossessivo dovuto da insicurezza e instabilit. OBESITA Fino al XIX sec lessere corposo costituiva unicona per entrambe i sessi, simboleggiava lappartenenza ad un ceto sociale elevato e di prosperit economica. I cambiamenti iniziano con la modernit industriale, le modificazioni dei modelli estetici e degli stili di vita. E un eccesso nella quantit di grasso presente nel corpo con riprecussioni negative sulla salute (problemi respiratori, tumori, ictus) e incidenze a livello psico-sociale (bassa autostima, depressione). Le persone soprappeso reagiscono mangiando perch non hanno differenziato lansia dalla fame, reagiscono allo stress come se fosse fame. CAUSE: - Predisposizione genetica (il 40% dei bambini obesi ha un genitore obeso, il 70% entrambi) e abitudini alimentari inadeguate apprese dai caregiver. - Scelte alimentari individuali. - Errate abitudini o condotte connesse alla salute. - Fattori ambientali: farmaci che possono causare obesit. - Fattori socio-culturali-etnici. - Fattori psicologici; sedentariet. - Fattori dietetici (paesi occidentali diete a elevato contenuto di grassi). E maggiore nelle famiglie in cui prevalgono: - Invischiamento, scarsa differenziazione dei ruoli e viene ostacolata lautonomia. - Iperprotettivit, esagerata protezione dei figli per soddisfare bisogni di controllo e ansie da separazione irrisolte (visione della vita in senso statico).

Rigidit, assenza di flessibilit delle regole e della comunicazione che ostacolano il superamento delle crisi e i bisogni di cambiamento di ciascuno. - Evitamento dei conflitti, inibizione dellespressione di emozioni, sentimenti e vissuti interiori. Mangiare=sedare le emozioni. Possono influire esperienze traumatiche in et precose (abusi, maltrattamenti, perdita dei cari, trascuratezza). Contribuisce lambiente familiare che incide sulla costruzione del modello comportamentale di controllo dellintroito di cibo. Alcuni comportamenti alterano la capacit di percepire i segnali di fame e saziet: insistere a termine il cibo nel piatto, associare al pasto altre attivit (lettura, tv, computer), utilizzare il cibo come festeggiamento, premio o punizione. Il trattamento principale la prevenzione adottando stili di vita sani tramite unalimentazione corretta e attivit fisica. Si puo affiancare anche una terapia farmacologia e nei casi di obesit acuta (con alto rischio di mortalit) anche interventi chirurgici.
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ORIGINI DEI DISTURBI ALIMENTARI Orientamenti teorici che hanno tentato di spiegare tali disturbi: - Paradigma psicodinamico, anoressiche e bulimiche modificano il proprio corpo in relazione a modalit regressive della relazione oggettuale risalenti ai primi anni di vita. Freud anoressia nervosa lespressione simbolica di un conflitto intrapsichico dettato da meccanismi difensivi volti a neutralizzare le pulsioni libidiche, il sintomo anoressico sarebbe la conversione somatica di fantasie sessuali rimosse. In seguito si pensato non al soddisfacimento della pulsione orale, ma ai distrurbi delle relazioni oggettuali. La Bruch nellanoressia nervosa la preoccupazione per il cibo ed il peso lespressione simbolica di un distrurbo inerente al concetto di S, generato da una relazione disturbata tra la madre e la bambina. Lanoressia nervosa rappresenterebbe un tentativo di cura di s, una disciplina del corpo che il soggetto attua nei momenti di difficolt. La bulimia tende a mangiare per inglobare e divorare la madre simbiotica, lanoressica taglia il cordone ombelicale della simbiosi astenendosi dal cibo come forza di separazione dalla madre. - Prospettiva sistemico-relazionale, causa un contesto familiare privo di comprensione emotiva, la paziente afferma il suo disagio attraverso una condotta alimentare negativa da cui ne ricava una forma di autoaffermazione e controllo nella relazione familiare, ma conferma il suo stato di dipendenza, disagio e solitudine.

Teoria dellattaccamento, pattern di attaccamento di tipo insicuro possono favorire i DCA. Approccio cognitivo-comportamentale, influiscono idee disfunzionali su peso e immagine corporea, dai modelli socioculturali di magrezza a caratteristiche individuali (perfezionismo, , bassa autostima, difficolt nella regolazione emotiva). Alimentazione=gestire le emozioni. Modello psicosociale, DCA determinati da una serie di fattori: individuali (bassa stime di s, perfezionismo, regolazione emotiva), familiari (relazioni disfunzionali), socioculturali (magrezza=bellezza). Ipotesi piu accreditata anoressia e bulimia sono generate da diversi fattori: si sviluppano in persone predisposte, favorite da fattori scatenanti e perpetuate da fattori cronicizzanti con lattivazione di un circolo vizioso.

Fattori implicati nellinsorgere dei disturbi alimentari: - Fattori predisponenti (genetici e ambientali) vulnerabilit, pressione sociale, adolescenza. - Fattori scatenanti eventi stressanti (consci o inconsci), autoimposizione di una dieta. - Fattori perpetuanti fattori biologici, condizioni psicologiche-ambientali, alterazioni dei vissuti emotivi, delle espressioni cognitive, sensazioni psicosomatiche. INTERVENTO NELLE COMPULSIONI ALIMENTARI Di tipo multidisciplinare con la collaborazione di specialisti di diversa formazione ai fini della riabilitazione nutrizionale, medica, psicsociale, psicoeducazionale della persona. Percorso psicoterapeutico e una terapia familiare con i membri della famiglia (che rivestono un ruolo primario). E importante intervenire a livello educativo nei bambini e adolescenti per prevenire lo sviluppo di tali patologie: - Dare informazioni sulle condotte alimentari; - Indebolire le influenze sociali per portare le persone a resistere alle pressioni socioculturali che impongono la magrezza come modello; - Individuare i soggetti che presentano i fattori di rischio (eccessive preoccupazioni verso il peso e laspetto fisico). Importante la terapia di gruppo che permette un ridimensionamento della sofferenza attraverso la condivisione, aumenta la stima di s, si prende coscienza della propria condotta (le anoressiche rimangono chiuse in se stesse e non si aprono al gruppo).

I fattori sociali, culturali e psicologici che contribuiscono ai DCA sono numerosi, possono essere resistenti alle cure e tendono a ricomparire anche anni dopo la remissione dei sintomi. Il dietista cura gli alimenti (dosi, tempi), il dietologo ha una visione piu completa legata alle sintomatologie del nostro organismo, ma puo anche fallire perch non considera il disagio psicologico (al contrario dello psicoterapeuta). PREFERENZE ALIMENTARI IN ETA EVOLUTIVA INTERAZIONE ALIMENTARE NELLINFANZIA Le emozioni della madre e del bambino durante il pasto possono generare una convergenza di affetti, di sistemi di regolazione diadica che danno vita ad unorganizzazione autonoma. Spesso durante lallattamento, il coinvolgimento e la sintonizzazione reciproca tra madre-bambino producono un ritmo armonico scandito dai vocalizzi di entrambi, dai gesti e dalla mimica. Il bambino potr interiorizzare un sistema di regolazione diadica che lo accompagner nei suoi scambi relazionali futuri. Nella relazione alimentare che si sviluppa nei primi mesi di vita si possono osservare gli scambi vocali (domanda-risposta). - Timing, regolazione appropriata dei ritmi alimentari che considera i segnali biologici ed emotivi del piccolo. - Pacing, regolazione positiva dei pattern alimentari con momenti di scambi comunicativi e reciprocit. - Termination of feeding, una durata del pasto flessibile. Scala delle dinamiche alimentari: - Reciprocit diadica, tono affettivo del genitore e del bambino e presenza di condotte reciproche nellinterazione alimentare. - Conflitto diadico, presenza e intensit di scambi conflittuali. - Uso del linguaggio e delle distrazioni durante il pasto, condotte di distrazione della madre e del bambino che discostano la coppia dallinterazione alimentare e interferiscono con gli scambi relazionali. - Lotta per il controllo, caratteristiche delle modalit alimentari del piccolo e la presenza di un controllo

materno nel corso degli scambi diadici. Non contingenza materna, capacit della madre di rispondere coerentemente e adeguatamente ai segnali comunicativi del bambino, in rapporto allet di sviluppo.

Pu esserci una predisposizione genetica nella scelta alimentare, ma lespressione di questa tendenza pu essere influenzata dallambiente.