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Numero 238 luglio 2011

Periodico in rete a cura della Associazione Culturale Idee e contributi per lALTERNATIVA Punto Rosso

SOMMARIO
- Nota della settimana - p. 1 - Giancarlo Saccoman La manovra di Tremonti - p. 2 - Alessandro Santoro Riforma fiscale tra sogni e realt - p. 4 - Giorgio Nebbia Le malattie dei ricchi e le malattie dei poveri - p. 7 - In questa follia c' del metodo: ancora sulla Tav e sui recenti avvenimenti in Val di Susa p. 8 - Paoloroberto Imperiali Riparliamo dei brevetti p. 9 - Premio Marcello Ferranti - X Edizione - anno 2011 - p. 10 Il 5 per mille a Fonti di Pace Rivista Progetto Lavoro Iniziative LUP Novit Edizioni Servizi Campagna per Punto Rosso

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Nota della settimana

Tra i tanti caratteri dello stato unitario italiano (conquista regia e Piemonte allargato ecc.), ricordiamo uno dei tanti compromessi storici, il vero patto entro la continuit delle classi dominanti (dai leoni e dai gattopardi dell'aristocrazia, a Nord e a Sud, agli sciacalli e sciaccalletti della borghesia rapace, allevata e assistita, come in serra direbbe Marx, dal novello stato unitario). Questo compromesso si chiama politica fiscale. Con impressionante continuit: il privilegiare la tassazione indiretta (pochi esempi odiosi, dalla tassa sul macinato, dal 1869 alla sua abolizione nel 1884, tra Destra storica e Sinistra, alla fantastica tassa sulla capra, la mucca dei poveri nel Sud d'Italia, durante il fascismo), pagata da tutti, ricchi e poveri, rispetto alla pi equa tassazione diretta, alla progressivit della tassazione. E quando necessario il procedere alla patrimoniale, secondo avvedute modalit. Cose elementari in molti paesi capitalisticamente avanzati. Ma non cos in Italia. E cos oggi ci troviamo ancora a fare i conti con questa sconsolante continuit. Vedere sotto gli articoli di Saccoman e di Santoro.

Giancarlo Saccoman La manovra di Tremonti

Stretto fra laccettazione acritica dei rigidi vincoli di un rapido rientro dal debito, imposto dallUnione europea con linasprimento dei parametri di Maastricht, e le pressanti richieste di Berlusconi per una riduzione fiscale generalizzata finanziata in disavanzo, nel disperato tentativo di recuperare un consenso elettorale ormai ampiamente disperso, Tremonti ha tentato unimpossibile quadratura del cerchio con una manovra triennale di finanza pubblica, (2012-2014, con una premessa correttiva per il 2011), che unisce una chiara insostenibilit sociale ad una altrettanto evidente insostenibilit economica, mentre risulta del tutto assente una strategia efficace e credibile di politica economica, volta a sostenere la competitivit, i consumi, lequit e uno sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile. Il carattere chiaramente elettoralistico della manovra risulta del tutto evidente dalla sua dinamica temporale, scandita dalla verifica elettorale del 2013, con una semplice manutenzione dei conti per il 2011-12, lasciando una pesante eredit politica al prossimo governo, tracciando un piano di austerit con una manovra di 40 miliardi per il 2013-14, persa nelle nebbie di un intervento la cui copertura resta in larga parte indefinita e di cui chiaro soltanto limporto efferato. Si tratta, per le attuali opposizioni, che gi assaporano una prevedibile vittoria elettorale, di una pillola avvelenata che sar assai difficile gestire senza ricorrere ad un vero e proprio massacro sociale, che avr conseguenze disastrose anche sul piano della sostenibilit economica. Tale incoerenza risultata del tutto evidente anche alle agenzie di valutazione, come Standard & Poors, che hanno denunciato, nella manovra, lassenza di una strategia di sviluppo, indispensabile per realizzare una sostenibilit nel medio-lungo periodo. Resta il mistero di come sia possibile conciliare, seguendo le indicazioni degli organismi internazionali (Bce, Commissione europea, Fmi) una ferocissima manovra recessiva di lungo periodo con lindispensabilit di un sostegno allo sviluppo, ma il dubbio presto chiarito se si pensa che, nella loro mitologia neoliberista, del tutto infondata, il rientro dal debito deve essere effettuato attraverso la cancellazione dello stato sociale, liberando in tal modo leconomia dai lacci e laccioli dellintervento di uno stato predatore (pur largamente utilizzato per trasforma in debito pubblico quello privato), favorendo gli spiriti animali del capitalismo. I cani da guardia di tale progetto sono appunto le agenzie di valutazione, che, reduci dai loro gravissimi conflitti di interesse che hanno contribuito alla precipitazione della crisi, sono tornate ad essere i padroni delluniverso finanziario, il cui giudizio, spesso politicamente distorto ma insindacabile, in grado di scatenare la vendetta del mercato, ovvero lassalto della speculazione selvaggia della finanza dazzardo, oggi rivolta ai debito sovrani, con un enorme potenziale di fuoco a cui nessuno in grado di resistere. In unEuropa caratterizzata da una scarsa crescita e da una elevata disoccupazione lItalia il fanalino di coda, ferma da anni in una situazione di stagnazione che ha determinato un impoverimento di quote crescenti di popolazione, per lassenza di una politica economica ma anche per un aumento della diseguaglianza sociale che favorisce un ulteriore rallentamento economico. Occorre ricordare che la manovra di finanza pubblica , fondamentalmente, unoperazione redistributiva di risorse e di interessi di classe che, negli ultimi decenni ha realizzato, secondo i dettami neoliberisti, un gigantesco trasferimento di redditi e ricchezza dagli strati sociali pi poveri a quelli pi ricchi. Limminente ripresa della spinta inflativa opera come lubrificante sociale per una silenziosa redistribuzione di risorse attraverso la spoliazione dei ceti pi poveri. Cos, accanto alle crescenti difficolt per una larga parte della popolazione, assistiamo la ripresa riguarda solo le vendite dei beni di lusso. Alla politica berlusconiana, che ha alimentato la crescita delliniquit sociale, lattuale manovra mostra il suo chiaro segno classista antipopolare, colpendo quei lavoratori e pensionati che hanno gi sopportato finora tutto il peso della crisi. Il lavoro pubblico viene colpito dal taglio degli organici e dal blocco dei contratti e delle retribuzioni che, in presenza di una prevedibile crescita dellinflazione, rappresenta una loro effettiva riduzione. Il massiccio taglio delle risorse delle regione e degli enti locali incide sia sullaumento del prelievo fiscale e tariffario locale che sulla riduzione dei servizi e delle prestazioni sociali gratuite. Laumento dei ticket sanitari si accompagna ad una manovra fiscale tendente a ridurre la progressivit dellIrpef sui redditi pi elevati, aumentando le imposte indirette che penalizzano i consumi e dunque la popolazione pi povera che non in grado di risparmiare. Continua la persecuzione dei pensionati, proseguita ininterrottamente a partire dalla manovra del 92: come spiega Elsa Fornero in unarticolo di fondo su 24ore, gira e rigira, sembra che in questo paese il modo pi efficace per ridurre la spesa pubblica sia sempre quello di dare una sforbiciata al sistema pensionisticoc da domandarsi se davvero vi siano ancora spazi per riduzioni della spesa, ijn aggiunta a quelle gi in corso di realizzazione, a scapito soprattutto delle generazioni giovani e futu-

re. Un dubbio che non sembra affliggere lattuale manovra che anticipa laumento automatico dellet pensionabile in rapporto alla crescente speranza di vita, aumenta let per le donne, mentre la loro riduzione programmata (con un recupero dimezzato dellinflazione oltre i 1480 euro, che riguarda 8 milioni di pensionati) si aggiunge a quella finora operata dal drenaggio fiscale e dalla sospensione dellaggancio alle medie retributive, sospeso temporaneamente e poi reso di fatto definitivo. Per compensare questi sacrifici la manovra ha inserito una spruzzatina cosmetica di manovra anticasta, con un contestato taglio dei privilegi delle rappresentanze istituzionali, di cui resta incerta leffettiva attuazione. Ma limpoverimento dei consumi interni lascia trasparire una ricerca di sbocchi esteri sempre pi difficili in una situazione di accentuazione delle concorrenza e di spostamento nel mercato su produzione a pi elevato contenuto tecnologico, in cui la produzione italiana resta largamente assente. In una situazione in cui il 10% della popolazione possiede oltre il 45% della ricchezza sarebbe naturale ricercare le necessarie risorse per una politica economica di riequilibrio del bilancio e di sviluppo, anzich raschiare i redditi declinanti e ormai esausti degli strati pi poveri nel prosciugamento dellenorme sacca di evasione fiscale che, secondo le stime dello stesso governo, cresciuta di 30 miliardi solo nello scorso anno, ma si tratta di intaccare le rendite e i redditi autonomi che costituiscono la residua base elettorale del governo: non a caso Berlusconi ha sollecitato una riduzione di un preteso accanimento fiscale nei loro confronti mentre le multe per le quote latte sono state graziate e vengono avanti ulteriori forme, sia pur mascherate, di condoni fiscali. Non si tratta dunque di una manovra di sopravvivenza, contro gli assalti speculativi della finanza internazionale, incapace di promuovere equit e sviluppo, ma di un ulteriore forte attacco antipopolare con esiti recessivi, che non risana i conti pubblici n sostiene lo sviluppo. Un governo che voglia definirsi di centro-sinistra non potr pi eludere il problema di una riforma fiscale che insegua la ricchezza l dove si sta accumulando, aumentando la progressivit del prelievo sui redditi, istituendo una patrimoniale sulle grandi ricchezze e riducendo il carico fiscale su lavoratori e pensionati, condizione indispensabile per rimettere in moto leconomia e finanziare una politica di sviluppo che esige un rilancio dei consumi interni e una riqualificazione della matrice produttiva attraverso investimenti in istruzione, ricerca e sviluppo e la garanzia di una stabilit lavorativa e di reddito che indispensabile per un miglioramento della qualit del lavoro incorporata nella produzione. Occorre per chiedersi se sia sufficiente una correzione della politica economica governativa, nel senso di una maggiore equit e crescita, allinterno dei

nuovi vincoli europei o se sia necessario un loro superamento. Il risanamento dei conti pubblici pu derivare solo da una crescita economica di almeno il 2% annuo, che genera reddito e risorse fiscali. Le politiche di austerit, predicate dalle istituzioni europee e mondiali (Commissione, Bce, Fmi) ha un effetto fortemente deflativo che non permette un riequilibrio dei conti pubblici e innesca una spirale recessiva che porta a situazioni di insostenibilit, ulteriormente alimentate dai giudizi delle agenzie di valutazione che determina un forte aumento del costo del debito, come avvenuto in Grecia. Il nuovo Patto di stabilit costringe a interventi deflativi di drastici tagli della spesa sociale fino al 2014, per poi innescare un processo ventennale di riduzione del debito pubblico eccedente il 60% del Pil. Si tratta di una manovra terrificante di lungo periodo che contiene al suo stesso interno le ragioni della sua insostenibilit, perch, nel rapporto debito/pil, gli sforzi per ridurre il debito generano una direzione del pil che fa a sua volta peggiorare tale rapporto, con un circolo vizioso che genera unassurda rincorsa senza fine verso il disastro. Questo il portato della filosofia deflazionistica imposta dalle Germania attraverso una Bce che, statutariamente, lotta strenuamente contro linflazione anche in presenza di una situazione deflativa e non pu effettuare il rifinanziamento dei debiti sovrani, ed i parametri, intrinsecamente deflativi, di Maastricht, che sono lunico elemento di governo europeo della politica economica, mentre resta assente una politica di bilancio dotata di propri adeguati introiti fiscali, per stimolare la crescita della domanda interna e lo sviluppo degli investimenti innovativi. Questa strategia economica rigidamente monetarista, che le istituzioni europee intendono costituzionalizzare inserendone i vincoli nelle legislazioni dei vari stati, chiaramente senza sbocchi e porta solo, progressivamente, al disastro. Dunque il problema di come uscirne. pensabile una uscita del Paese dalleuro? C da dubitarne, sia per il conseguente assalto della finanza speculativa che porterebbe a situazioni di tipo argentino, ma anche perch la competizione mondiale ormai giocata fra macroaree continentali che lasciano poco spazio ai singoli paesi per perseguire una propria politica economica. Daltro canto continuare a subire una politica economica recessiva eterodirette dallUnione europea sottraendo ogni sovranit al paese parimenti suicida. Lunica, difficile strada che resta, quella della costruzione di un grande movimento paneuropeo sindacale e della sinistra politica capace di rovesciare lattuale impostazione neoliberista e capace di dotare lUnione europea degli strumenti istituzionali, oggi inesistenti, per gestire una politica economica di sviluppo. Occorre cio non meno Europa, bens pi Europa, ma radicalmente diversa dallattuale. Non mancano
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gli strumenti tecnici, largamente suggeriti dai vari economisti della sinistra europea, ma occorre una volont politica che oggi, nonostante una crescente vivacit giovanile e sindacale, risulta ancora largamente minoritaria. Il problema dunque non solo di costruire una strategia alternativa ma anche i soggetti politici e sociali che la perseguano, nonch i rapporti di forza per realizzarla. Un percorso di lungo

periodo che passa oggi, necessariamente, attraverso il rifiuto delle politiche economiche antipopolari e recessive dei vari governi. Dunque dobbiamo porci il problema di combattere lattuale manovra di finanza pubblica, imponendo soluzioni alternative pi eque e favorevoli allo sviluppo. (articolo per la rivista Progetto Lavoro-Per la sinistra del XXI secolo n. 7 - imminente)

---------------Alessandro Santoro La riforma fiscale tra sogni e realt

La pi equa e pi efficiente delle riforme possibili sarebbe la riduzione dellevasione a livelli fisiologici. Il passo iniziale, tuttavia, la costruzione di un quadro di informazioni sufficientemente condiviso. Qualcosa sappiamo sugli andamenti reali dellevasione, ma ancora troppo poco. La prima riforma da fare sarebbe la definizione di un metodo ufficiale di costruzione di una stima, regolare e formale, dellevasione fiscale. I sogni della destra e i fraintendimenti a sinistra Anche in questa legislatura puntualmente arrivato limmancabile momento in cui si (ri)comincia a discutere di riforma fiscale, eterna chimera del dibattito (?) politico italiano. Per quel che riguarda la destra politica e governativa, largomento , piuttosto scopertamente, richiamato con una funzione di salvagente cui cercare di aggrapparsi per il recupero del consenso perduto. Da questo punto di vista nulla di nuovo: la destra italiana, dal 1994 in poi, ha sempre visto nel fisco il terreno ideale per definire la propria offerta politica. Stupisce, ma forse neppure troppo, che a questo gioco si presti facilmente la sinistra, che, troppo spesso, specie nel recente passato, si illusa di poter affidare a immaginifiche grandi riforme la rivoluzionaria funzione di far piangere i ricchi. Intendiamoci, ad ennesima dimostrazione del paradosso di unItalia che da un lato paese immobile dallaltro colpito in molti campi da parossismo riformatore, anche il fisco stato riformato pi volte nel corso degli ultimi 15 anni: la riforma di Visco del 1998, che ha ridisegnato lIrpef, cambiato completamente il sistema di tassazione dellimpresa e quello dei redditi finanziari; tra il 2002 e il 2005 le riforme Tremonti, cio i due moduli con cui lIrpef stato nuovamente ristrutturato e poi lintroduzione dellIres; un nuovo intervento sullIrpef nel 2007 con il governo Prodi e, adesso, una nuova riforma. Invocata da pi parti, attesa come una sorta di toccasana della boccheggiante economia italiana, ma anche come mezzo di redistribuzione delle risorse sempre pi disegualmente distribuite, alla (eterna) riforma del fisco continuano ad essere attribuiti obiettivi eccessivi per numero e per importanza, tra loro contraddittori e, in ultima analisi, mai verificati. Il tutto quando per il pi importante tra gli obiettivi, la riduzione dellevasione fiscale, disponiamo di poche e incerte informazioni, manipolate a scopo di propaganda e confuse nel calderone del chiacchericcio da salotto televisivo. LItalia e lEuropa Sappiamo che ormai, per obbligo istituzionale o per moda dialettica, necessario confrontarsi con lEuropa. In ambito fiscale, in effetti, larmonizzazione quantomeno di alcuni comparti della tassazione sarebbe una delle principali ragioni di utilit dellesistenza stessa dellUnione Europea e, forse proprio per questa ragione, non si mai raggiunta (neppure, paradosso dei paradossi, per lunica imposta veramente europea, sulla quale torneremo, ovvero lIva). Per capire qualcosa di cosa successo al fisco italiano ed europeo conviene innanzitutto distinguere il periodo pre-crisi dal triennio 2008-2010. Dunque, per quanto riguarda il periodo 1995-2007 i fatti stilizzati ci dicono che: 1) in Italia la pressione fiscale apparente, ovvero calcolata ignorando leconomia sommersa, cresciuta di circa tre punti percentuali, dal 40,1% al 43,3%; 2) Questo aumento stato determinato in misura pressoch esclusiva dall'incremento del gettito sui redditi da lavoro (3 punti percentuali) a carico dei lavoratori (per imposte e contributi) e dei datori di lavoro (per i contributi). Questo incremento stato dovuto, a sua volta, all'aumento delle aliquote implicite di prelievo, mentre la quota di ricchezza destinata al lavoro si ridotta nel corso di questo periodo. 3) Tale aumento delle aliquote di prelievo ha fatto arrivare l'Italia al livello pi alto in assoluto a livello europeo perch avvenuta in netta controtendenza rispetto all'Europa: mentre l'aliquota implicita sul lavoro aumentava in Italia di 6 punti percentuali, nei 16 Paesi dell'Eurozona rimaneva pressoch costante, sebbene con tendenze diversificate.

Soffermiamoci su questi tre elementi di riflessione: piuttosto evidente che ce n abbastanza per affermare che una riforma che riduca lonere fiscale sul lavoro in Italia sarebbe una riforma europea. Tuttavia, se diamo per scontato che questa riduzione debba essere, almeno in parte, compensata da un aumento di imposte a carico di altri soggetti, dobbiamo andare a cercare dove si collocano e di che segno sono le altre anomalie italiane (sempre rispetto al contesto europeo). A questo punto notiamo che, sempre con riferimento al periodo 1995-2007: 4) Anche le altre imposte sui redditi, in particolare quelle sui profitti societari e sui redditi da capitale non societari (lavoro autonomo, imprese non societarie, redditi di capitale delle famiglie)sono aumentate ma in misura molto inferiore rispetto all'aumento del prelievo sui redditi da lavoro dipendente. Inoltre, in questi casi l'incremento delle aliquote avvenuto anche nel resto dei Paesi europei sebbene in misura molto inferiore rispetto a quanto accaduto in Italia. 5) Viceversa, in questo periodo, caratterizzato anche da straordinari sforzi sul fronte della spesa pubblica, si ridotto, in quota di PIL, il gettito proveniente dai redditi sugli stock di capitale e dalle imposte sui consumi (Iva, in primis). In entrambi questi casi ci avvenuto in netta controtendenza rispetto a quanto accadeva nei Paesi dell'Eurozona, che hanno invece visto incrementare entrambi questi gettiti. Nel caso delle imposte sui consumi la forte riduzione italiana, determinata da una riduzione dell'aliquota implicita a fronte di un aumento nell'Eurozona, ha portato l'Italia ad essere il terz'ultimo Paese per quota di gettito nell'Europa a 27. Dunque, sempre volendo mantenere la prospettiva europea, le caratteristiche strutturali del sistema fiscale italiano, cio quelle che lhanno caratterizzato fino al 2007, ultimo anno non inquinato dalla crisi, suggerirebbero di finanziare la riduzione del carico sul lavoro non con una maggiore tassazione dei profitti, ma, piuttosto, con una maggiore tassazione dei patrimoni e con un maggior gettito delle imposte sui consumi. Ed effettivamente si tratta delle due tipologie di interventi che sono oggi sul tappeto, come vedremo tra breve. Prima, per occorre completare il quadro con qualche informazione sui periodi pi recenti. In Italia la pressione fiscale apparente aumentata dal 2008 al 2009 di circa 2 decimi di punto percentuale, dal 43,3 al 43,5%, secondo i dati diffusi dallOcse, con una metodologia che consente le comparazioni internazionali. Linterpretazione di questo dato piuttosto semplice su un piano puramente algebrico: nel 2009 il Pil nominale si ridotto rispetto al 2008 di circa il 3%, mentre imposte e contributi sono complessivamente diminuiti solo del 2,4%. In altri termini, la pressione fiscale si ridotta perch il gettito, pur calando, diminuito proporzionalmente meno rispetto

al Pil. In altri grandi Paesi Europei la pressione fiscale tra il 2008 e il 2009 diminuita (Francia, Spagna, Regno Unito) o rimasta costante (Germania). Esplorando i dati, la spiegazione dellanomalia italiana piuttosto facile da ricavare: essa dipende quasi interamente dalla presenza dei condoni, che hanno fruttato un gettito di circa 5 miliardi nel 2009, e di altre una tantum di importo di poco inferiore. Nel 2010 la pressione fiscale si mantenuta sostanzialmente costante in Italia per un insieme di ragioni, su cui torneremo nellultimo paragrafo dedicato allevasione fiscale. Tremonti versus Cgil Da quel (poco) che si sa la manovra fiscale che il Governo Berlusconi avrebbe intenzione di realizzare entro la fine della legislatura consterebbe di tre elementi. Primo, una riduzione delle aliquote di tassazione dellIrpef dalle attuali cinque a tre, 20, 30 e 40%. Secondo, una riduzione di alcune tipologie di agevolazione fiscale oggi previste, sempre nellapplicazione dellIrpef. Terzo, un aumento delle aliquote Iva e, in particolare, di quella ordinaria, oggi pari al 20%, e di quella intermedia, oggi pari al 10%. In sintesi, si andrebbe ad una riduzione del carico Irpef lordo (quello determinato dallapplicazione delle aliquote agli scaglioni) compensata in parte da una riduzione delle detrazioni fiscali che oggi si applicano a tale carico Irpef lordo (e determinano ci che veramente si paga, ovvero lIrpef netta). Una seconda forma di compensazione consiste nellaumento delle aliquote dellIva. Apparentemente, si tratta di una manovra che va nella direzione indicata in precedenza: riduzione del carico dellimposta che grava (principalmente) sul lavoro dipendente e aumento del gettito di quella sui consumi. Tuttavia, come spesso accade, il diavolo sta nei dettagli. In primo luogo, la riforma di Tremonti rimanda la definizione degli scaglioni cui verranno applicate le aliquote ad un futuro decreto legislativo. E di tutta evidenza che tale definizione pu essere decisiva ai fini degli effetti redistributivi del provvedimento. Per fare un esempio, oggi laliquota del 23% si applica fino ai 15mila euro, e quella successiva (del 27%) per la parte di reddito compresa tra 15mila e 30mila euro. Ne segue che laliquota media su un reddito di 25 mila euro oggi pari al 24,6% (per 3/5 al 23% e per 2/5 al 27%). Se laliquota del 20% si applicasse, poniamo, fino a 10 mila euro e quella del 30% fino a 40 mila euro, laliquota media effettiva su questo stesso reddito sarebbe pari al 27,5% (per al 20% e per al 30%). Ovviamente il risultato sarebbe di segno completamente diverso se il limite del primo scaglione fosse pari a 20mila euro. Ma, soprattutto, il dettaglio pi inquietante anche questo rimandato al futuro decreto legislativoriguarda le cosiddette agevolazioni da tagliare per finanziare il calo delle aliquote dellIrpef. Su questo
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tema stata fatta (volutamente) molta confusione. Nel calderone delle agevolazioni, il cui valore complessivo stimato in 160 miliardi, rientrano infatti provvedimenti del tutto strutturali, come le detrazioni per lavoro dipendente o per carichi familiari, ed altre vere e proprie agevolazioni settoriali, stratificatesi nel tempo e sicuramente di difficile soluzione politica, ma, tranne alcuni casi, di entit ridotta. Quindi, delle due luna: o sotto lequivoco termine di taglio delle agevolazioni verranno nascoste abolizioni di parti fondamentali del sistema tributario, che ne assicurano la progressivit e lequit (per esempio garantendo un trattamento differenziato per lavoratori dipendenti e pensionati), oppure finiranno per essere ridotte agevolazioni di importanza del tutto secondaria, quantomeno da un punto di vista quantitativo, e quindi insufficienti a finanziare la riforma. Ed qui che entra in campo la variazione delle aliquote dellIva. Si detto in precedenza che effettivamente il gettito dellIva in Italia risulta inferiore a quello di altri paesi europei. Tuttavia, non tutti sono concordi sul fatto che la ragione di questa differenza tra lItalia e gli altri paesi europei stia nel basso livello delle aliquote. In realt, il problema principale in Italia quello dellalta evasione, che varia, dopo una riduzione avvenuta negli ultimi decenni, tra il 20 e il 25% del suo gettito potenziale. Questo un problema che lincremento delle aliquote potrebbe aggravare, anzich risolvere. A ci si aggiunga che laumento delle aliquote delle imposte indirette un cambiamento fiscale dagli effetti tipicamente regressivi, in quanto proporzionalmente pi pesante per le famiglie pi povere. Dunque, una manovra che rischia di non avvantaggiare il lavoro dipendente, poco trasparente, potenzialmente regressiva e tale da determinare un incremento dellevasione fiscale. Cosa contrappone a tutto ci la sinistra? A dire il vero, per ora, ben poco. Lunica vera contromanovra quella proposta dalla Cgil, che si basa, essenzialmente, sulla reintroduzione della patrimoniale. Anche qui il punto di partenza trova il conforto dei dati: in Italia la tassazione del patrimonio comparativamente pi ridotta rispetto a quella degli altri paesi. Tuttavia, la ragione principale di questa diversit sta nel fatto che lItalia ha progressivamente abbandonato la pi semplice e naturale forma di tassazione del patrimonio, abolendo lIci. Qui, a sinistra, si prodotto un gigantesco equivoco: il fatto che in Italia la maggior parte delle famiglie possegga una casa ha fatto credere a molti che la tassazione della propriet immobiliare sarebbe iniqua. Si tratta di un errore. Il problema vero non la detassazione, ma invece la tassazione secondo valori effettivi, vicini a quelli mercati, anzich quelli basati su rendite catastali spesso estremamente lontane dalla realt. La manovra della Cgil non chiede esplicita-

mente il ripristino dellIci, e ragiona, invece, sul patrimonio familiare complessivo, includendovi anche quello mobiliare e finanziario. In linea di principio, nulla da dire. Tuttavia, vi sono due osservazioni da fare sulla proposta. In primo luogo, essa si basa sullidea di una soglia massima (circa 800mila euro) di ricchezza tassabile, ma le soglie massime sono sempre problematiche perch facilmente aggirabili con intestazioni fittizie. In secondo luogo, si tratta di una proposta che non tiene conto, negli effetti di gettito, del fatto che, se venisse accolta, dovrebbe naturalmente portare allabrogazione di altre imposte oggi esistenti (in particolare, quelle sulle rendite finanziarie) per evitare doppie imposizioni che sarebbero incostituzionali. La riforma veramente necessaria Tutti sanno che in Italia levasione fiscale a livelli patologici. La sua riduzione a dimensioni fisiologiche fattibile, come dimostrano alcuni dati, poco noti, relativi allevoluzione degli ultimi 20-25 anni. Lunica serie storica sufficientemente affidabile che possediamo, in tema di evasione fiscale, quella relativa allIva pubblicata dallAgenzia delle Entrate. Grazie a questa base dati, sappiamo che levasione dellIva ha mostrato nel corso degli ultimi decenni, una tendenza piuttosto chiara alla riduzione in termini relativi (cio rispetto alla base imponibile potenziale). Qualcosa di simile capitato, se i dati vengono messi nella prospettiva di medio periodo, alleconomia sommersa, un concetto simile ma non identico allevasione fiscale. Anche in questo caso dallinizio degli anni 2000 si nota una tendenza alla riduzione, peraltro non lineare e discontinua, alla riduzione, sempre in termini relativi (al Pil, in questo caso). E pi complicato dire quali elementi abbiano determinato queste tendenze. Si trattato, presumibilmente, di una combinazione di fattori, alcuni strutturali (ad esempio, la maggiore diffusione della grande distribuzione, caratterizzata da tassi di evasione fisiologicamente inferiori) ed altri pi di policy. Tra questi ultimi vanno segnalati in particolare quelli adottati nel biennio 2006-2008: la revisione degli studi di settore, la limitazione alluso del contante, lincremento delle possibilit di utilizzo degli strumenti di tracciabilit dei pagamenti. La novit di questa legislatura consistita in una sorta di inversione di rotta da parte del governo di centro-destra. Inizialmente, Tremonti si posto in continuit con la legislatura 2002-2006, varando un condono che, se servito sul breve periodo a produrre un certo gettito, poteva avere effetti devastanti sul medio periodo alimentando nuovamente la spirale di impunit. Va tuttavia detto che, nel corso dellultimo anno, il governo ha varato anche provvedimenti dal significato diverso, tra cui linversione dellonere della prova per i redditi conseguiti nei paradisi fiscali e alcune im6

portanti norme contro levasione dellIva, in particolare la limitazione alle possibilit di compensazione dei crediti non documentati. Queste ultime sono state la principale (se non lunica) ragione per cui, presumibilmente, anche nel 2010 il gettito fiscale in Italia ha sostanzialmente tenuto, malgrado le entrate ordinarie si siano rivelate ben inferiori a quelle stimate dal governo. Inoltre, Tremonti ha sostanzialmente confermato, o addirittura inasprito, alcuni provvedimenti varati da Visco. Da questo singolare (e isolato) esempio di politiche bipartisan bisognerebbe ripartire. La pi equa e pi

efficiente delle riforme possibili sarebbe la riduzione dellevasione a livelli fisiologici. Il passo iniziale, tuttavia, la costruzione di un quadro di informazioni sufficientemente condiviso. Come detto, qualcosa sappiamo sugli andamenti reali dellevasione, ma ancora troppo poco. La prima riforma da fare sarebbe la definizione di un metodo ufficiale di costruzione di una stima, regolare e formale, dellevasione fiscale. (articolo per la rivista Progetto Lavoro-Per la sinistra del XXI secolo n. 7 - imminente)

-------------Giorgio Nebbia Le malattie dei ricchi e le malattie dei poveri

Il medico islamico al-Asuli, vissuto a Bokhara nove secoli fa, aveva diviso la sua farmacologia in due parti: "Malattie dei ricchi" e "Malattie dei poveri". Lo ha dissepolto dall'oblio il premio Nobel pakistano Abdus Salam (1926-1997) in un articolo pubblicato nell'aprile 1963, all'alba dell'attenzione per l'ecologia, per ricordare che anche oggi i paesi ricchi e i paesi poveri sono entrambi affetti da malattie fisiologiche ed economiche che, passando da una parte all'altra, rendono malato il grande, unico corpo della comunit umana. Il tema stato ripreso dal Papa nel discorso di domenica scorsa 3 luglio 2011, quando ha detto che "moltitudini sfinite si trovano nei paesi pi poveri, provate dall'indigenza; e anche nei paesi pi ricchi sono tanti gli uomini e le donne insoddisfatti, addirittura malati di depressione. Pensiamo poi ai numerosi sfollati e rifugiati, a quanti emigrano mettendo a rischio la propria vita.". Il "ristoro" annunciato dal Vangelo, "il vero rimedio alle ferite dell'umanit, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere", presuppone l'abbandono della "via dell'arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. Anche verso l'ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole `mitezza', la regola del rispetto e della non violenza". dai paesi ricchi, interessati a continuare lo sfruttamento degli stessi paesi poveri e a vendergli armi.

Le malattie fisiologiche dei paesi poveri derivano dalla scarsit di cibo, di acqua, di energia, dalle abitazioni malsane, dall'analfabetismo, dalla distruzione della fertilit del suolo e delle foreste, dall'aumento della popolazione. Le giovani generazioni dei paesi poveri migrano verso le grandi citt che crescono con i loro grattacieli, circondate da grandi estensioni di baracche miserabili in cui dilagano le malattie e la prostituzione, accanto alle colline di discariche dei rifiuti dell'opulenza delle classi ricche all'interno dei paesi poveri. Da qui un senso di ribellione e la ricerca di una cura nella conquista, anche violenta, dell'indipendenza e della giustizia. I giovani dei paesi poveri, se appena possono, cercano di alleviare la loro miseria bussando alle porte dei paesi ricchi che, spaventati, li respingono senza piet. E infine il malessere degli anziani, il cui numero aumenta sempre, nei paesi ricchi spesso abbandonati e privi di affetti e solidariet e poverissimi nei paesi poveri. La situazione peggiorer sempre fino a quando le classi dirigenti non si accorgeranno che la cura delle malattie dei poveri essenziale anche per guarire le malattie dei ricchi. Ma i paesi ricchi possono guarire soltanto con una cura dolorosa e traumatica che richieder la revisione radicale dei modi di produzione e di consumo, degli stili di vita, del compor-

"Parole sante", si potrebbe dire, dal momento che davvero i paesi ricchi e i paesi poveri sono entrambi malati. Le malattie fisiologiche dei ricchi provengono dalla insoddisfazione, dall'inquinamen-to, dalla necessit di rapinare le risorse naturali altrui, specialmente dei paesi poveri, per sopravvivere, dalla necessit di stare sempre in una situazione di preguerra per evitare che i poveri si ribellino, e dallo stare in una situazione di continua tensione in vista di tale ribellione. Gli ultimi cinquanta anni sono stati solo apparentemente anni di pace: centinaia di conflitti sono esplosi nei paesi poveri, alimentati anche

tamento nei confronti delle risorse naturali e ambientali.

solidariet che assicuri ai poveri alimenti, assistenza medica, acqua, posti di lavoro, pratiche agricole compatibili con i terreni, accoglienza e integrazione fra popoli ed etnie.

Il cambiamento per forza deve passare attraverso nuovi criteri di giustizia planetaria, basata sulla equa distribuzione dei beni comuni della Terra, come premessa per una qualche forma di pace o almeno di minore violenza nei rapporti internazionali. "Mitezza" verso l'ambiente, ha detto il Papa; mitezza verso l'ambiente e verso il prossimo stato il messaggio "verde" di Alex Langer (1946-1995) un profeta inascoltato nella nonviolenza. La cura delle malattie dei ricchi e di quelle dei poveri richiede coraggio, diffusione dell'istruzione e delle conoscenze, soprattutto

Compiti giganteschi, ma anche entusiasmanti, che richiedono un gran numero di specialisti nel campo delle scienze della natura, nelle tecniche di lotta agli inquinamenti, nei metodi per economizzare le risorse naturali e per riutilizzare le merci usate, nei processi di fabbricazione dei macchinari, degli oggetti, degli alimenti, ma anche governanti capaci di imprimere un orientamento morale ai processi economici. Un grande progetto di speranza.

---------------In questa follia c' del metodo: ancora sulla Tav e sui recenti avvenimenti in Val di Susa

Diamo alcune brevi notizie importanti per capire l'insensatezza dell'opera e la testimonianza preziosa di un'attivista nonviolenta Val di Susa Lo sviluppista Burlando boccia la Tav In un Paese con poche risorse meglio decidere quali sono le pochissime opere che si riusciranno a fare: se in Liguria camalli e padroni marciano insieme, destra e sinistra pure, per sostenere il Terzo valico che nel Dna di questa citt e in Piemonte invece decine di migliaia di persone sostengono che non va bene, sbagliano tutti o c qualcosa che non quadra?. E il pensiero esternato dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, che ha scatenato un putiferio. Burlando ha parlato a margine della presentazione di un libro sul G8 di Genova. Ha detto: La Tav ha costi enormi, i governi avrebbero avuto pi difficolt a riconoscerlo, i movimenti no. Specifica pi volte che la condanna alla violenza sacrosanta, anche perch la violenza, come al G8 di Genova ,ci ha impedito di capire fino in fondo la giustezza delle istanze dei movimenti, e questo spero non si ripeta in Val Susa. Ma come? Burlando marcia a favore dell'alta velocit Genova-Milano e boccia l'alta velocit in Val di Susa? Dico solo spiegher lui pi tardi - che in questo Paese potremo fare pochissime opere e conviene sedersi e discutere: chi buca le Alpi? Gli svizzeri che hanno solo quelle, ma noi per andare in Francia, abbiamo altre strade. Quindi i dubbi sulla Tav in Val di Susa non sono propri solo di qualche ambientalista romantico o neohippy montanaro o antagonista a prescindere... Val di Susa. Altri costi enormi... Il dispositivo militare di difesa del fortino de La Maddalena coster il doppio del finanziamento Ue alla Torino-Lione . Un memento per i cittadini italiani e per lItalia in crisi. Il Movimento No TAV rileva che, mentre lo scavo della galleria geognostica e di servizio de La Maddalena coster non meno di 143 milioni di Euro per 56 mesi di lavoro, il dispositivo militare adottato per contrastare lopposizione popolare coster nel medesimo periodo 186 milioni allanno, quindi in totale 868 milioni di . (6 volte il valore dellopera). Si fa notare inoltre che limporto della militarizzazione coster oltre due volte il valore del finanziamento a fondo perduto che lUnione Europea ha promesso allItalia. Le analisi sono state fatte considerando i costi industriali e la struttura delle truppe (ufficiali, sottufficiali, truppa) ed i relativi costi diretti e indiretti (stipendio, ore di straordinario, indennit di missione, tredicesime, tfr, vitto e alloggio). Non sono stati considerati i costi diretti e indiretti dei veicoli e degli elicotteri, il costo dei lacrimogeni e le spese generali degli ufficiali di comando che non sono dislocati sul campo. A La Maddalena, secondo le dichiarazioni fornite dai media, sono stati schierati 1.920 uomini su 4 turni. Il costo di ciascun uomo stato calcolato pari a 265,06 al giorno in media. Il costo annuo di questo dispositivo quindi di 185.754.048. Questa valutazione era gi stata fatta nel 2010 in occasione della campagna dei sondaggi geognostici, pubblicati nei siti No TAV e mai smentiti.
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Quando dovesse essere aperto il cantiere per il tunnel di base di 57 km, il costo della difesa militare del cantiere per i presumibili 15 anni di lavoro potr essere, a costi 2011, pari a 2,79 miliardi di . A proposito di nonviolenza Faccio parte del gruppo pace di Condove e sono tendenzialmente nonviolenta, direi, se mi si permette, per natura pi che per ideologia. Confesso che anche a me danno fastidio gli insulti gratuiti, sia pure ai poliziotti; per non parlare del fatto che certo non tiro pietre i son nen bona, come direbbe Perino. E vorrei che nessuno le tirasse. Domenica per c ero, alla manifestazione. E devo dire che neanche per un secondo ho avuto dei dubbi su chi fosse l aggressore e chi fosse l aggredito. Davanti a me c era una recinzione con filo spinato degna di un campo di concentramento; uno schieramento di poliziotti mascherati e armati, chiaramente disposti per incutere paura; sopra di me un elicottero girava incessantemente, creando un clima aggressivo e ossessivo. Sono nonviolenta, ma so che anche l odio per l ingiustizia stravolge il viso . Sono nonviolenta, ma, permettetemi una citazione da vecchia professoressa, sono convinta, con il Manzoni che i provocatori, i soverchiatori, tutti coloro

che , in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi. Si cercato, sia pure in modo simbolico, di infrangere le fortificazioni che hanno costruito su luoghi che sono la testimonianza del lavoro secolare dell uomo. Chi non ha visto i terrazzamenti delle vigne sotto la Ramat non pu sapere di che cosa sia capace il lavoro paziente costante. L hanno costruito sopra uno dei siti archeologici pi antichi del Piemonte, l dove l uomo migliaia di anni fa onorava i suoi morti. Non era legittimo cercare di forzare quel blocco, non era autorizzato da nessuno. Vorrei ricordare che neanche la marcia del sale era autorizzata. E costata ai seguaci di Gandhi morti, feriti, prigione. Quel sedicente cantiere alla Maddalena il simbolo dell arroganza del potere; la roccaforte di chi vuole il profitto a qualunque costo; di chi pensa che lo sviluppo e la velocit siano dei valori; di chi non ha il senso del limite. Quel cantiere uno sfregio alla valle di Susa, alla natura, alla democrazia. Nel mondo migliore che vorrei non solo per me, ma per i miei figli e i miei nipoti, quel cantiere non c . Eleonora Cane

---------------Paoloroberto Imperiali Riparliamo dei brevetti: la giusta renumerazione e la disponibilit per tutti

Un intervento di Imperiali per riprendere la questione dei brevetti, entro la pi generale questione della propriet intellettuale. Su ci, grazie al contributo di Imperiali, avevamo svolto un lavoro culminato nel premio per i migliori contributi scritti di giovani studiosi e ricercatori. Lattuale legislazione brevettale oggi consente al detentore del brevetto il diritto esclusivo della sua utilizzazione e, tramite la protezione legale di questa esclusiva la Societ premia e remunera linvenzione ritenendo che questa sia utile al suo progresso. Tuttavia cos facendo questo obiettivo viene raggiunto soltanto in parte poich la diffusione dellinvenzione subordinata alle politiche commerciali del detentore che potrebbe anche non utilizzarlo e non farlo utilizzare. Lipotesi che noi invece avanziamo quella di consentire a tutti luso del brevetto a condizione che ogni utilizzatore paghi al detentore una royalty (come avviene per i brani musicali): in tal caso linvenzione verrebbe comunque remunerata, e forse anche in misura maggiore, dato il suo maggiore utilizzo e una sua pi ampia diffusione, maggiore sarebbe il contributo al progresso della Societ. Oltre a ci, poich tutte le industrie che ne fossero interessate potrebbero usare brevetto, si creerebbe una concorrenza tra di loro che abbasserebbe il prezzo del prodotto a beneficio dei consumatori. Inoltre, se tutte le aziende potessero accedere alluso dei brevetti, si aiuterebbero quelle che non potendo investire nella ricerca, tendono a essere escluse dal mercato. Dando a queste aziende la possibilit di produrre beni brevettati da altri, oltre al vantaggio che loro ne trarrebbero e al vantaggio che ne trarrebbero i consumatori, si aumenterebbe anche loccupazione oggi falcidiata dal fatto che molte aziende non riescono pi a stare al passo con la ricerca sempre pi costosa.
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Si deve anche tenere conto che, da un punto di vista pi generale, laccesso al mercato di pi aziende concorrenti sarebbe un freno alla concentrazione

monopolistica dei grandi gruppi industriali: altro beneficio che la Societ non dovrebbe sottovalutare.

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PREMIO MARCELLO FERRANTI X EDIZIONE - ANNO 2011

L'Associazione Culturale Punto Rosso indice la X Edizione, anno 2011, del Premio Marcello Ferranti. Marcello Ferranti, scomparso allet di 19 anni dopo un tragico incidente, stato un esempio delleffetto liberatorio e arricchente della scoperta della cultura critica e del pensiero antagonista. Ragazzo impegnato e riflessivo, Marcello ha voluto subito provare la militanza politica e lattivit politico-culturale, in particolare associandosi allAssociazione Culturale Punto Rosso. Vogliamo ricordarlo. Nellepoca della perdita della memoria storica, dellomologazione culturale, della standardizzazione degli stili di vita e di pensiero; nellepoca della crescita delle disuguaglianze e del degrado ambientale, questo premio vuole contribuire alla consapevolezza e ad un maggior impegno civile e ideale, senza il quale alcun consorzio umano pu esistere al di fuori dellaffarismo, dellindifferenza e dello spreco: il volto disumano di quello esperimento del mondo di cui parla il grande filosofo Ernst Bloch. E il filosofo del principio speranza e della utopia concreta il miglior riferimento per ricordare Marcello e insieme a lui i tanti/e giovani di tutto il mondo che vorrebbero esprimere le loro potenzialit ma non sempre possono farlo. L'Associazione Culturale Punto Rosso indice il Premio Marcello Ferranti rivolto ai giovani maturandi in particolare e, in generale, ai giovani senza specificazione scolastica o universitaria, che comunque non abbiano superato il 21 anno d'et. Il premio consiste in una borsa di studio intesa ad aiutare il proseguimento degli studi o il proprio arricchimento culturale in senso pi vasto. REQUISITI - MODALITA' DI PARTECIPAZIONE SCADENZA. Il premio riservato ai/alle maturandi/e dell'anno scolastico 2010-2011 e ai giovani in generale, italiani/e e stranieri/e residenti in Italia, che, al 15 Ottobre 2011 (data di scadenza del bando) non abbiano compiuto il 21 anno di et. Il premio verr assegnato dal Consiglio Scientifico al miglior testo realizzato su uno dei seguenti temi a scelta del candidato: 1. Acqua, terra, aria, risorse naturali, energia, nucleare e solare, cibo, clima ecc. Tutti questi temi sono all'ordine del giorno dell'emergenza planetaria per la sopravvivenza della specie umana e del pianeta terra in generale. Le giovani generazioni sono interpellate. Don Lorenzo Milani nella Scuola di Barbiana insegnava: I care, sono coinvolto e non mi posso sottrarre. Qual la tua cura, il tuo cruccio, la tua proposta e il tuo impegno su tutto ci? 2. Lindifferenza il peggiore di tutti gli atteggiamenti. Una delle componenti essenziali delluomo la capacit di indignarsi e limpegno che ne consegue (da Indignatevi! di Stephane Hessel). E' indiscutibile che oggi in Italia emerga una vera e propria "questione morale", che investe la societ nel suo complesso. Alla domanda su ci che bene e ci che male non dovrebbe rispondere anche la pratica politica? Se la democrazia, per definizione, richiede la presenza del "cittadino", non del suddito, abbiamo allora una oggettiva necessit dell'individuo libero, autonomo, responsabile delle conseguenze del suo agire anche dal punto di vista morale.

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3. I mezzi di comunicazione di massa creano miti e leggende a cui i cittadini restano legati. In che modo lazione politica e culturale, individuale e collettiva, possono contribuire a creare una coscienza critica? 4. Una sentenza che fa storia: nellaprile 2011 il tribunale di Torino condanna la Thyssen Krupp, il suo amministratore delegato e 5 dirigenti per la morte di 7 operai nellincendio del 7 dicembre 2007, affermando che responsabilit prioritaria per gli imprenditori la sicurezza dei lavoratori. Un ministro aveva precedentemente invece affermato che non si possono perdere tempo e produttivit rincorrendo la questione della sicurezza sul lavoro. I condannati hanno ricevuto applausi da altri imprenditori durante un convegno pochi giorni dopo la sentenza. Cosa sai di questa vicenda? Quali sono le tue riflessioni al riguardo? Il testo non dovr superare le 15.000 battute, spazi inclusi (circa 7/8 cartelle). Nella valutazione saranno considerati come elementi qualificanti la propriet di linguaggio e i riferimenti bibliografici. Gli elaborati dovranno pervenire in busta chiusa alla segreteria dellAssociazione Culturale Punto Rosso entro e non oltre il 15 ottobre 2011 unitamente ai dati del candidato (nome, cognome, indirizzo, data di nascita, curriculum scolastico, numero di telefono, e-mail) e alla fotocopia della Carta di Identit. SCELTA DEL VINCITORE E IMPORTO DEL PREMIO Il Consiglio Scientifico selezioner i migliori tre testi ed inviter ad un colloquio i rispettivi autori. A seguito del colloquio, verr indicato il vincitore. Qualora il Consiglio Scientifico lo ritenesse necessario il premio pu essere suddiviso tra pi candidati. L'ammontare del premio di 1.500. (Un ulteriore importo di 500 euro potr altres essere suddiviso tra eventuali candidati meritevoli di speciale riconoscimento). I lavori premiati saranno inseriti sul sito internet dell'Associazione Culturale Punto Rosso www.puntorosso.it al link "Archivio del sapere condiviso". Il Consiglio scientifico composto da Laura Cantelmo, Angela Castoldi, Anna Detassis, Giorgio Giovannetti, Francesco Muraro, Giorgio Riolo, Matteo Schianchi, Renata Sparacio, Daniela Strona, Franca Venesia. La Segreteria del Premio presso lAssociazione Culturale Punto Rosso - Libera Universit Popolare - via G. Pepe, 14 - 20159 - Milano, tel. e fax 02-874324 - 02-875045, e-mail info@puntorosso.it Il premio viene indetto ogni anno

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Il 5 per mille a Fonti di Pace

Fonti di Pace una Onlus (associazione senza scopo di lucro) impegnata nella cooperazione internazionale. Una piccola onlus per grandi progetti e con un principio guida: portare aiuto a tutti coloro che vivono in situazioni di diritti negati. Tutto questo grazie anche a chi ci ha voluto destinare il 5 per mille. Aiutaci anche quest'anno a moltiplicare i progetti e a sostenere le nostre iniziative. A te non costa nulla. Infatti il versamento non annulla o cancella n fa parte dell'8 per mille, ma si aggiunge nella finanziaria corrente ed totalmente a carico dello Stato. Il versamento semplicissimo: devi mettere la tua firma e scrivere il numero di codice fiscale di Fonti di Pace: 97409660152 nel primo riquadro a sinistra in alto dei cinque riquadri che si trovano nella "Scheda per la scelta di destinazione del 5 per 1000" contenuta nella modulistica della dichiarazione dei redditi. Stampa questa pagina, e oltre a diffonderla presso gli amici, tienila allegata alla tua documentazione. Te ne ricorderai al momento opportuno! Grazie. Quest'anno le nostre risorse saranno indirizzate per: Progetto di Uludere: costruire un acquedotto per portare l'acqua dalla sorgente alle case di un piccolo villaggio montano nel Kurdistan turco Corsi di scolarizzazione rivolti agli immigrati per la preparazione al conseguimento della licenza media Cosa abbiamo fatto finora con il vostro contributo del 5xmille: Kurdistan - Campo profughi di Ayasma - A quasi 300 mila profughi curdi abbiamo portato medicine e vaccini per questi bambini in collaborazione con alcuni medici dell'ospedale San Matteo di Pavia. Kurdistan - Centro sociosanitario di Yuksekowa - Una citt curda ai confini con l'Iran in totale isolamento per la gran parte dell'anno abbiamo terminato di ristrutturare una palazzina dove mettere macchinari medici e un centro di primo intervento per tutta la popolazione. Striscia di Gaza - Asilo nido di Tarqumia - - Abbiamo finanziato l'arredamento di un asilo nido dove le donne che lavorano in campagna possano lasciare i figli in un posto sicuro e che li guidi all'accesso scolastico. Durante i bombardamenti israeliani abbiamo contribuito a fornire derrate alimentari alla popolazione. Brasile - Scuola di agricoltura per coltivazioni diversificate, in collaborazione con i contadini di Sem Terra nella rivendicazione di poter lavorare le terre abbandonate
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Tesseramento 2011

La tessera di Punto Rosso un piccolo atto concreto per essere nel movimento e contribuire alla costruzione della sinistra alternativa; per non arrendersi al liberismo, al populismo e alla guerra e per costruire un mondo migliore. Tesserandoti sostieni il contributo attivo di Punto Rosso al Forum Sociale Italiano, Europeo e Mondiale e contribuisci alle attivit di Punto Rosso - FMA, all'organizzazione dei grandi convegni e delle centinaia di occasioni di confronto tra le forze della sinistra alternativa, alle edizioni Punto Rosso e alla Libera Universit Popolare. Tesserarti semplice: puoi passare in Via Pepe e portati via la tessera, puoi mandarci una email o farci una telefonata e riceverla via posta, puoi rivolgerti a qualche socio che penser a fartela avere. Infine, puoi fare la tessera con un versamento sul c.c.p. n 37398203 intestato a Associazione Culturale Punto Rosso, indicando la causale "Tesseramento 2011". La tessera costa 30 euro. Naturalmente, puoi versare di pi; stabilisci tu il valore che vuoi dare alla tua tessera. A tutti i soci chiediamo di aumentare il loro contributo richiedendo la tessera sostenitore. La quota minima della tessera sostenitore di 50 euro e pu essere versata in due rate semestrali con RID, un ordine di pagamento alla propria banca che si fa una sola volta e resta valido sino a disdetta. Con questa modalit si instaura un automatismo che elimina a voi la necessit di ricordare la scadenza e a noi quella di verificare e solleci-

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tare i rinnovi: meno carichi e maggiore tranquillit per tutti. In segreteria potete trovare i moduli precompilati da consegnare alla vostra banca. La tessera annuale di Punto Rosso contempla l'iscrizione automatica nella mailing list di informazione e l'abbonamento a Lavori in Corso, periodico in rete dell'Associazione Culturale Punto Rosso diffuso a mezzo posta elettronica. Nuovi e vecchi tesserati godranno, per tutto il 2011, di uno sconto del 30% sull'acquisto delle Edizioni Punto Rosso (oltre 60 titoli in catalogo) e del 10% sull'iscrizione ai corsi della Libera Universit Popolare. ------------------Punto Rosso ha ventanni

1991-2011: vent'anni di attivit dell'Associazione Culturale Punto Rosso, di cultura e di politica a sinistra, dalla parte del pensiero critico e della giustizia sociale e ambientale globale. Non disperdiamo questo patrimonio. Alla fine del novembre 1991 veniva costituita e iniziava le sue attivit l'Associazione Culturale Punto Rosso. Con il convegno "Intellettuali e rinnovamento della prospettiva comunista in Italia", tenutosi al Teatro Franco Parenti di Milano e con la partecipazione di molti studiosi ed esponenti politici. Da allora molto si realizzato: numerose iniziative e convegni, moltissimi corsi di formazione della Lup, molti libri e molta aggregazione di persone, compagne e compagni di tutte le et, sia come associati/e sia come partecipanti alle iniziative, al lavoro di Punto Rosso, ecc. Numerosi Punto Rosso locali, primo fra tutti il Punto Rosso Carrara e poi via via gli altri, nel frattempo sono sorti e hanno svolto, spesso con enormi difficolt economiche e tuttavia con grande generosit e intelligenza, il lavoro prezioso di proporre aggregazione, cultura e politica nei vari luoghi dell'Italia. Dopo l'estate 2011, tra settembre e novembre, celebreremo l'anniversario con iniziative e dibattiti di cui vi informeremo nel corso della primavera. Ora, giunti a questo punto, facciamo appello a chi ancora non ha sottoscritto per la campagna di sopravvivenza 2010-2011 di muoversi, di superare l'inerzia e la pigrizia, e di procedere. Siamo ancora ben lontani dall'obiettivo posto. Facciamo in modo che Punto Rosso possa continuare a svolgere le proprie attivit, a superare questo difficile momento, nel ventennale della propria esistenza.
---------------------------Campagna per la sopravvivenza di Punto Rosso 2010-2011

Cara lettrice, caro lettore, siamo allinizio di un nuovo anno di attivit e Punto Rosso intende affrontarlo al meglio delle proprie capacit. Per fare questo per abbiamo bisogno - come sempre - del tuo sostegno. Ci servono almeno 25.000 euro per finanziare le iniziative del 2011 Questa mail inviata a oltre 5.000 indirizzi. Bastano 5 euro a testa. Fai i tuoi conti. Punto Rosso vale per te 2 centesimi al giorno? Se s, per il 2011 disponi di 7,3 euro. Compra una busta e un francobollo (totale euro 1) infilaci un biglietto da 5 euro e spediscila all'Associazione Culturale Punto Rosso - Via Guglielmo Pepe 14 20159 Milano. Ti avanzano ancora 1,3 euro, comprati un caff o un giornale, offre Punto Rosso. Non uno scherzo, aspettiamo davvero contributi di 5 euro. Se, invece, desideri versare pi di 7,3 euro, puoi: fare una donazione tramite carta di credito direttamente sul sito www.puntorosso.it (vedi in homepage pulsante "donazione"). Tutto avviene attraverso PayPal e con tutte le garanzie di sicurezza informatica;

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oppure fare un bonifico bancario (intestato Associazione Culturale Punto Rosso - Iban IT07X0558401618000000010438); o, meglio ancora, fare un Rid presso la tua banca (chiamaci per avere ragguagli e il modulo). Puoi anche recarti in posta e inviarci il tuo contributo a mezzo bollettino postale (ccp. N. 37398203 intestato ad Associazione Culturale Punto Rosso - Via Guglielmo Pepe 14 - 20159 Milano) oppure passare da noi in via G. Pepe 14.
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E' uscito il numero 6/7 del nuovo mensile

Progetto Lavoro
Per una sinistra del XXI secolo Rivista mensile promossa dalle associazioni Lavoro Solidariet e Punto Rosso

Indice Verso la fine di un ciclo di destra Una parte bloccata del mondo sta ribellandosi Note politiche Difesa dei beni comuni e rifondazione della democrazia (Luigi Ferrajoli) La stangata alla spesa pubblica prossima ventura (Roberto Romano) Cosa insegna il referendum alla Bertone (Vittorio Rieser) E la democrazia, stupidi! Dallindignazione alla speranza Toms Herreros e Emmanuel Rodrguez Sindacato Democrazia sindacale e modello contrattuale (Leo Ceglia) Riparte la speculazione Torna alla grande la finanza ad alto rischio (Giancarlo Saccoman) Le agenzie di rating (Luigi Vinci) Mondo arabo La primavera araba: sua centralit egiziana (Samir Amin) Accordo Fatah-Hamas (Anna Cotone) Siria: il cuore dell'arabismo cesser di pulsare? (Rudolf El-kareh) Europa Pesanti sconfitte elettorali in Spagna e Portogallo (Stefano Squarcina) Nessuno sfugge a Olof Palme. Socialismo e socialdemocrazia in Svezia (Monica Quirico) Affari esteri

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Delocalizzazioni e supersfruttamento. Lesempio degli investimenti italiani in India (Natalie Gupta) Dibattito su transizione e socialismo Appunti per un modello di socialismo (Mimmo Porcaro) Socialismo, mercato, democrazia. Con Marx oltre Marx (Roberto Mapelli) Karl Polanyi e il socialismo del XXI secolo (Michele Cangiani) Praticabilit oggi del pensiero di Freud (Adriano Voltolin) Inchiesta Inchiesta tra lavoratori bresciani (a cura di Vittorio Rieser) Fincantieri: la lotta continua (Matteo Gaddi) Infame accordo contrattuale firmato da CISL e UIL nel commercio (M.G.) Recensioni SEGRETERIA DI REDAZIONE, PRODUZIONE EDITORIALE E AMMINISTRAZIONE c/o Associazione Culturale Punto Rosso - 02/874324 - mapelli@puntorosso.it PREZZO e ABBONAMENTI Prezzo a numero 6 euro, abbonamento annuo ordinario 50 euro, abbonamento sostenitore 100 euro Conto corrente postale numero 7328171 intestato a Ass. Cult. Punto Rosso - Rivista Progetto Lavoro Per bonifico bancario IBAN IT78J0760101600000007328171 www.rivistaprogettolavoro.it - redazione@rivistaprogettolavoro.it - abbonamenti@rivistaprogettolavoro.it

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Incontro-dibattito GENOVA SABATO 23 LUGLIO 2011 ore 18.45-20.45 PALAZZO DUCALE (SOTTOPORTICATO) PIAZZA MATTEOTTI Porto Alegre 2001-2011 Genova 2001-2011 IL FUTURO DEL MOVIMENTO ALTERMONDIALISTA. TERRA, ACQUA, CIBO, ENERGIA, BENI COMUNI, PACE, TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE, L'AMERICA LATINA Una lectio magistralis che intende offrire la riflessione attuale di uno dei autorevoli esponenti del movimento altermondialista. I temi e i contenuti, la cultura e la politica, di ci che sostanzia l'agire emancipativo e alternativo dei movimenti e delle forze politiche su scala mondiale. Incontro con FRANOIS HOUTART (sociologo, fondatore del Forum Mondiale delle Alternative e promotore dei Forum Sociali Mondiali)

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introduce e coordina GIORGIO RIOLO (Associazione Culturale Punto Rosso) organizzano Associazione Culturale Punto Rosso, Forum Mondiale delle Alternative
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Inoltre nel decennale di Genova G8 si terranno le seguenti iniziative a cura dell'Associazione Culturale Punto Rosso Genova

- Luca Giusti, Movimento Nonviolento, intervista Tonino Drago, autore del libro "Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo". Interventi di P. Lazagna, pacifista storico, Antonio Bruno, consigliere Comune Genova. Segue aperitivo equo solidale Luned 18/07/2011, ore 11 Salone Rappresentanza Palazzo Tursi

- Aver cura del mondo di e con A. Marinelli, R. K Salinari Mercoled 20/07/2011, ore 12-13.30 Sala convegni Museo di S. Agostino

- Tour cittadino: Turn trna a Zena. Tornare di nuovo a Genova Mercoled 20/07/2011, ore 18.30 Da p.za Alimonda

- Tour cittadino: Turn trna a Zena. Tornare di nuovo a Genova Gioved 21/07/2011, ore 8 Da Sottoporticato Pal. Ducale

- Lectio magistralis: Della dignit e della bellezza, con R. K. Salinari Venerd 22/07/2011, ore 17-18.30 Sottoporticato Palazzo Ducale

- Tour cittadino: Turn trna a Zena. Tornare di nuovo a Genova

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Venerd 22/07/2011, ore 19-21 Da Sottoporticato Pal. Ducale

- Presentazione libro 1994 di e con Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari Sabato 23/07/2011, ore 12 Sottoporticato Palazzo Ducale

------------------------LIBERA UNIVERSIT POPOLARE

I corsi della Lup 2010-2011 si sono conclusi. A settembre vi faremo avere i prossimi corsi del ciclo 20112012. Continuano i cicli curati da Luca Danesini che vedete sotto. Vi ricordiamo che le lezioni e gli incontri della Lup sono registrati. Le registrazioni Mp3 degli incontri sono disponibili in www.puntorosso.it/archivioaudio-video.html dove possibile ascoltare in streaming oppure scaricare i files Mp3.

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GRUPPO DI LETTURA a cura di Luca Danesini

Da marted 10 maggio alle ore 20.30 presso Punto Rosso (via G. Pepe 14) si affronter la lettura del testo: IL DENARO IN TESTA di V. Andreoli, Ed. Rizzoli. Luca Danesini coordiner il dibattito alla conclusione di ogni incontro di lettura "Il denaro il valore universale di tutte le cose, costituito per se stesso. Ha quindi spogliato il mondo intero, l'uomo e la natura, del loro proprio valore. Il denaro l'essenza del lavoro dell'uomo e della sua esistenza resagli estranea, e questa essenza estranea lo domina, ed egli lo adora." Karl Marx "La questione ebraica" Quota di partecipazione 25 euro
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CINEFORUM DEL PUNTO ROSSO a cura di Luca Danesini (vedi sul sito www.puntorosso.it l'intero programma)

prossimo incontro gioved 23 giugno ore 19.30 - Confidenze troppo intime di P. Leconte FR 03, durata 104

SOCIETA' UMANITARIA DI MILANO CLASSE DI LAUREA in SCIENZE della MEDIAZIONE LINGUISTICA (UNIVERSITA' SERALE)

indirizzo culturale numero posti programmato ORARIO SVOLGIMENTO LEZIONI TARDO POMERIDIANO E SERALE (ore 18.30-22.30 e quindi ideale per chi lavora durante il giorno)

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Prospettive di lavoro La figura professionale, identificata dalla relativa classe di laurea, quella di un professionista specializzato nel campo: dei rapporti internazionali, a livello interpersonale e di impresa; specializzato nei settori della comunicazione, delle pubbliche relazioni, dellorganizzazione di eventi sia culturali sia commerciali, i Laureati possono intraprendere la libera professione, o scegliere di essere assunti nei settori del pubblico e del privato, presso case editrici o aziende affermate nel mondo dellimport-export che vogliano incrementare i propri rapporti con lestero o iniziarli. Con sedi a Milano e Genova il corso eroga 180 CFU (Crediti Formativi Universitari) necessari per chi voglia proseguire gli studi iscrivendosi al successivo corso biennale di specialistica o ad altri corsi di Laurea di secondo livello. INFORMAZIONI e IMMATRICOLAZIONI MILANO - Via Daverio, 7 (sede principale) D.M. 30/09/2005 Gazz. Uff. 252 del 28/10/2005 02-57968329 (fuori orario 338-371.9440) universitas@umanitaria.it GENOVA Via Imperiale, 41 (sede periferica) D.M. 22/10/2008 Gazz. Uff. 265 del 12/11/2008 010-8682831 (dalle 9:00 alle 12:00 gg feriali) universitas@umanitaria.it

NOVIT EDIZIONI PUNTO ROSSO

E' attivo nel sito www.puntorosso.it il servizio di vendita online dei libri delle Edizioni Punto Rosso (per comunicazioni edizioni@puntorosso.it). Un sistema semplice e comodo che permetter di usufruire di sconti (standard e costante lo sconto del 20% sul prezzo di copertina) e di facilitazioni. Potrete scegliere tra le diverse modalit di pagamento proposte secondo le vostre esigenze, ad esempio attraverso PayPal (modalit informaticamente sicura e usando semplicemente la vostra carta di credito), a mezzo contrassegno oppure con il tradizionale bollettino postale o se preferite con un bonifico bancario. Visitate il sito per conoscere tutte le novit e le offerte dei libri con lo sconto del 50% e... riempite il carrello!

GLI EREDI DI GILGAMESH Dai Sumeri alla civilt democratica di Abdullah calan (traduzione dal tedesco di Simona Lavo)

"Le analisi e le tesi presentate in questo libro facevano parte del mio appello alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e, di conseguenza, il loro scopo andava oltre il semplice studio del grado di civilt nel Medio Oriente. Sono venuto in Europa nel 1998 con l'intenzione di trovare un compromesso con i nostri oppressori imperialisti. Speravo che una soluzione ragionevole, secondo i criteri della democrazia europea, ponesse fine alla necessit della guerriglia sulle montagne - una lotta che aveva gi iniziato a prendere troppe vite e alla quale io, in primo luogo, non ambivo. Un tempo le montagne rappresentavano l'oggetto dei miei sogni ed ho atteso pazientemente di poterci andare per 40 anni. Essendo per consapevole che tale lotta avrebbe causato grande sofferenza ai miei amici ed al mio popolo, non potevo prendere personalmente una simile decisione incompatibile con la mia idea di responsabilit e di etica. E' altrettanto vero che non ero in grado di prevedere le tragiche conseguenze scaturite dal mio ingresso in Europa. Devo ammettere di aver sottovalutato il potere di certi interessi e la possibilit di tradimento. Sono stato posto sotto esame, giudicato e poi dato in pasto, in modo spregevole, a dei veri cannibali in Africa. Si
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sono vantati con il mondo di avermi catturato, impacchettato e relegato ad Imrali, come in una bara. In tal modo, ancora una volta, hanno ristabilito i loro interessi che temevano fossero in pericolo. Questi fatti sono avvenuti in violazione della legge europea, ammesso che qualcosa di simile esista. Ritengo che l'atteggiamento della Corte misuri il livello di una civilt ed ero allora convinto che se qualcuno, disposto alla resa, si fosse rivolto all'Europa per aiuto, sarebbe stato ricevuto cordialmente. Per quel che mi riguarda, non stato il caso n lo sar in futuro. Di conseguenza, la mia relazione con l'Europa improntata alla ricerca di un'antitesi legata alla capacit del Medio Oriente di formulare, sulla base delle sue fondamenta storiche, una contrapposizione rispetto alla civilt europea. Questo il messaggio che credo di aver trasmesso in maniera positiva. Questo testo anche inteso come risposta generale alle opinioni e ai giudizi di molti dei miei amici e conoscenti che mi hanno scritto, cos come a tutti coloro che non sono in grado di esprimere le loro opinioni per mancanza di mezzi. Si tratta quindi di una risposta necessaria. Le analisi e le valutazioni che presento in questo libro rappresentano una difesa, un'apologia nell'accezione originale greca. Sono state scritte per effetto dello straordinario complotto che mi ha portato in questa cella solitaria dove ora vivo." Collana libri/FMA, pagg.452, 20 euro. ISBN 88-8351-148-6
L'UNIVERSIT DEI BARONI Centocinquant'anni di storia tra cooptazione, contestazione e mercificazione di Giulio Palermo

Dall'Unit d'Italia alla riforma Gelmini, dal fascismo alla Repubblica, da 150 anni l'universit svolge un ruolo centrale nei processi di controllo sociale e di riproduzione dell'ideologia delle classi dominanti. Il suo governo nelle mani di un ristretto numero di persone: i baroni delle cattedre. I quali perpetuano il proprio potere con il reclutamento delle nuove leve di docenti attraverso concorsi di pura facciata, cooptazione e precariet. Pratiche che non sono una degenerazione recente ma aspetti ordinari del funzionamento dell'universit. Una storia di leggi, tentativi di riforma e lotte studentesche: il Sessantotto, il Settantasette, la Pantera, l'Onda. E ora la dura contestazione per impedire che la controriforma del governo Berlusconi - con il taglio dei finanziamenti, la cancellazione dei ricercatori, la soppressione di corsi non funzionali al mondo delle imprese, il ricorso al precariato - metta definitivamente in ginocchio l'universit. Uno scempio al quale contribuiscono o assistono indifferenti molti professori che, dopo aver giurato nel passato fedelt al fascismo, si apprestano ora a giurare fedelt al mercato e a Confindutria. "L'universit dei baroni di Giulio Palermo un'analisi assai accurata e documentata di tutte le vicende dell'universit italiana, dalla legge Casati fino all'Onda anomala." Augusto Illuminati Giulio Palermo ricercatore di economia politica alla facolt di economia dell'universit di Brescia, grazie ad un provvedimento del Tribunale amministrativo della Lombardia. Si occupa di teoria marxista, di rapporti di potere e del ruolo dell'ideologia nella teoria economica. Ha pubblicato Il mito del mercato globale. Critica delle teorie neoliberiste (Manifestolibri), tradotto in spagnolo (El viejo topo) e articoli scientifici apparsi su Cambridge journal of economics, Capital and class, History of economic ideas, Journal of economic issues e Review of political economy. I suoi interventi sulla questione universitaria sono apparsi su A Rivista anarchica, Critica marxista, il manifesto, La contraddizione e Senza censura. Collana Il presente come storia, pagg.160, 12 euro ISBN 88-8351-147-9
BRIANGHETA La 'ndrangheta in Brianza a "centopassi" dal Lambro di Marco Fraceti

Questo lavoro non vuole essere un atto di denigrazione della Brianza, bens un gesto d'amore per una terra di gente onesta e operosa. A Cinisi, il 9 maggio di ogni anno, quando ricorre l'anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, gli organizzatori del Forum Sociale Antimafia espongono lo striscione storico di Radio Aut, l'emittente dalla quale Peppino denunciava le malefatte della mafia di Cinisi e del suo capo Badalamenti. Su quello striscione c' scritto: "la mafia uccide, il silenzio anche". Ma qual il silenzio peggiore? Quello dei disonesti o quello degli onesti?

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"In tutto il mondo il sequestro e la confisca dei beni sono visti ormai come uno strumento fondamentale nell'azione di contrasto alle grandi organizzazioni criminali dato che, secondo molti autorevoli studiosi, la spinta all'accumulazione con ogni mezzo di risorse rappresenta la finalit principale - per non dire l'unica - che spiega le scelte strategiche delle organizzazioni criminali. D'altra parte la criminalit organizzata muove una quantit ingente di ricchezza, protesa verso la conquista illegale di spazi di potere economico e inquina, di conseguenza, il tessuto economico, e pi in generale gli assetti istituzionali, dei Paesi in cui opera". Chi ha scritto e detto queste cose Giuseppe Pignatone Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria ad un convegno a Milano il 14 maggio 2010. Pignatone il magistrato che ha curato il versante calabrese della maxi inchiesta "Infinito"; il lato lombardo stato curato da Ilda Boccassini Procuratore aggiunto e coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Milano. Appare fin troppo evidente che tutta l'azione della 'ndrangheta in Lombardia era ed quella di rendere legali i profitti delle tre grandi attivit illegali: traffico di stupefacenti con particolare rilievo allo smercio della cocaina; diffusione strutturata di agenzie e finanziarie dedite all'usura e per finire il fiorente mercato degli appalti pubblici in relazione alle grandi opere infrastrutturali in vista dell'Expo 2015. Ma una nota particolare va data alla capacit tecnico operativa delle societ del movimento terra di controllo ndranghetista di soddisfare le esigenze della Lombardia per quanto riguarda la gestione dello smaltimento dei rifiuti e delle bonifiche ambientali. Le recenti inchieste come "Star Wars" in Brianza o "Santa Giulia/Sisas di Pioltello" a Milano hanno segnalato la capacit penetrante delle 'ndrine, le coperture politiche e la diffusa rete del malaffare ad esse collegate. Collana varia, formato 11x16, 134 pagg. 7 euro ISBN 88-8351-145-5 Marco Fraceti, 55 anni, nato a Milano. Da sempre impegnato in politica: prima in Avanguardia Operaia, poi in Democrazia Proletaria e in Rifondazione Comunista. Collabora con la rete Antimafia nazionale attraverso l'Osservatorio sulle mafie nella Provincia di Monza e Brianza. Con altri ha scritto Quel Marx di San Macuto, dedicato all'indimenticato compagno Luigi Cipriani, deputato di DP e componente la Commissione Parlamentare sulle Stragi e sulla P2.
DEMOCRAZIA PROLETARIA La nuova sinistra tra piazze e palazzi di William Gambetta

Per tutto il decennio successivo al Sessantotto, quando l'urto dei movimenti di protesta scosse il sistema politico repubblicano, l'aspirazione della nuova sinistra a rappresentare politicamente quella conflittualit sociale fu costante. Dopo le delusioni per la prova elettorale del 1972, fu il cartello elettorale di Democrazia proletaria, nel 1976, a segnare il passo in quella direzione. Un'esperienza che raccolse le principali formazioni dell'estrema sinistra - da Avanguardia operaia al Partito di unit proletaria, da Lotta continua al Movimento lavoratori per il socialismo - costituendo il tentativo pi significativo di rappresentare le mobilitazioni di piazza negli equilibri dei palazzi del potere. Un'iniziativa unitaria percorsa da dinamiche e contraddizioni irrisolte, che si tradusse - alla luce dei risultati del 20 giugno - in una crisi irreversibile, nonostante l'elezione di una piccola pattuglia di sei deputati. Da essa, attraverso un tormentato processo di disgregazioni, scissioni e fusioni, l'area della nuova sinistra usc ridisegnata. Nacque in quel contesto il partito di Democrazia proletaria, la cui assemblea costituente si tenne nell'aprile 1978 a Roma, durante i giorni del sequestro di Aldo Moro. Circostanza emblematica che pales le difficolt della nuova organizzazione, stretta tra le azioni dei gruppi armati e la repressione generalizzata dello stato. Una collocazione di enorme difficolt sia per conquistare una vera e propria agibilit politica sia per promuovere un solido impianto di analisi e di proposta strategica. Eppure, in quel contesto, Dp rappresent un'alternativa concreta per avanguardie e delegati di fabbrica, settori sindacali e intellettuali, collettivi giovanili e comitati di lotta, associazioni democratiche, periodici e radio libere. Per coloro cio che con lo spegnersi dell'ondata conflittuale non si rassegnarono n al ritorno al privato n alla scelta estrema della lotta armata. William Gambetta, dottore di ricerca in Storia presso l'Universit di Parma, fa parte della redazione di "Zapruder", rivista di storia della conflittualit sociale, e collabora con il Centro studi movimenti di Parma. Ha pubblicato saggi su riviste e volumi ed tra i curatori di Memorie d'agosto. Letture delle barricate antifasciste di Parma del 1922 (Punto Rosso, 2007). Collana L'Altrastoria, 288 pagine, ill., euro 15,00 ISBN 88-8351-141-7
RIPENSARE LA CITT a cura di Emilio Baccarini, Andrea Bonavoglia e Aldo Meccariello 20

Saggi di: Mario Costa Emilio Baccarini Massimo Ilardi Matteo Vegetti Vincenzo Cuomo Gabriella Baptist Andrea Bonavoglia Enzo Scandurra Paolo Berdini Roberto De Angelis

Abitiamo citt o abitiamo territori? Dove finisce una citt e dove comincia un territorio? Come chiamare i luoghi che abitiamo? A queste domande tenta di rispondere il presente volume che raccoglie gli Atti di un convegno tenutosi a Roma presso l'Universit degli studi di Tor Vergata nell'ottobre 2009 organizzato dalla rivista Kainos e dalla cattedra di Antropologia filosofica della medesima Universit. I saggi qui raccolti rielaborano il ricco confronto avvenuto nelle due intense giornate di studio tra studiosi di varia estrazione disciplinare (sociologi, urbanisti, antropologi e filosofi) che non hanno mancato di sottolineare come sia prioritario in questa fase storica un lavoro di riqualificazione della citt, pena la sua decadenza e la sua rovina. Collana Varia, pp. 130, 10 euro. ISBN 88-8351-139-4
SCEMI DI GUERRA Ascesa, apoteosi, marasma e fine della societ di guerra e progresso di Sonia Savioli

Quello che chiamiamo "progresso", e che si accompagna nell'attuale cultura dominante all'idea di una "civilt evoluta", un mito. Un mito funzionale a una societ fondata sulla violenza e sul dominio, e della quale la globalizzazione capitalistica solo l'aspetto ultimo e finale. Una societ nata tra i sei e i quattromila anni fa, dunque relativamente recente, ma che noi oggi consideriamo immanente, eterna e "naturale". Cos poco naturale, invece, da svilupparsi solo attraverso la guerra e la costrizione. E' a furia di guerra che nasce la "societ della guerra e del progresso"; a furia di guerra che si espande e che si mantiene. Cos come, a furia di guerra, si sta autodistruggendo. Il cosiddetto progresso una delle forme di questa guerra, un continuo aumento del dominio sulla vita, sulla natura, sui nostri simili. Aumento del conflitto in ogni campo. Una societ cos poco naturale pu sopravvivere solo se il mito riesce a cancellare la realt, ad accecare le menti, a pervadere ogni sentimento e pensiero. Oggi gli strumenti di persuasione del potere dominante possono farci credere che splenda il sole mentre piove da un cielo oscuro, che scalare montagne sia uno sport per bambini, che un uomo trovato a pezzi in un cassonetto si sia suicidato. Possono farci credere di essere felici mentre viviamo nell'ansia e nell'angoscia. Il mito del progresso ci fa credere di essere i migliori esseri viventi nello spazio e nel tempo, nel migliore dei mondi possibile. Ma cosa c' al di l del mito? Cosa c'era prima delle civilt di guerra e progresso? Scemi di guerra ribalta alcuni dei luoghi comuni imperanti nella nostra societ, sceglie una visuale opposta a quella corrente e tutto, da quella visuale, assume un altro aspetto. Dal paleolitico al neolitico, dall'impero romano al medioevo, la storia dell'umanit, cos come il comportamento degli animali, cos come la vita di quegli ormai rari popoli che non fanno parte di tale societ, ci mostrano che "noi non siamo i migliori"; che questo tipo di societ, come un cancro, destinata a distruggere l'organismo in cui vive e se stessa. A meno che non venga distrutta da una nuova societ, una societ dove al dominio si sostituisca l'uguaglianza, alla competizione la solidariet. Una societ che presuppone una nuova consapevolezza e, dunque, la distruzione del mito del progresso. Collana Varia, pp. 336, euro 16 ISBN 88-8351-138-7
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SERVIZI Milano - Il salone di via Pepe

Il salone a disposizione di enti, associazioni e privati con costi daffitto contenuti. Ha una pedana rialzata di circa quattro metri per due, dispone di impianto di amplificazione, ospita circa 100 persone se organizzato a platea e circa 60 se allestito a sala ristorante. Sono inoltre a disposizione schermo e video proiettore oltre a una cucina professionale completa con quattro fuochi e forno. Incontri e assemblee, corsi di ogni genere, iniziative commerciali, cene dassociazione, feste di compleanno, spettacoli e mostre sono alcuni dei possibili utilizzi. Invitiamo compagni e amici di Punto Rosso a sfruttare questa opportunit e a diffondere presso quanti possono essere interessati la comunicazione della disponibilit di questo spazio. Eleonora (bonaccorsi@puntorosso.it) a disposizione per la verifica della disponibilit e per illustrare il tariffario.

Milano - Veterinaria democratica

Negli ultimi anni aumentata la sensibilt e la cultura animalista. Ci testimoniato dalla crescente attenzione per la vita e i problemi degli animali e in particolare della crescita del numero degli animali da compagnia. L'Associazione Culturale Punto Rosso, entro le attivit della campagna di autofinanziamento, amplia i servizi per i propri tesserati e associati dando la possibilit di consulenze e di interventi veterinari, ad opera volontaria del dott. Luca Danesini (nostro socio sostenitore). Tali consulenze saranno tenute previo appuntamento in alcune strutture ambulatoriali della citt di milano da definirsi dopo colloquio telefonico. E' necessario l'appuntamento da prendersi telefonando a Luca Danesini (cell. 338-3651675).

Milano - Lavori di falegnameria a prezzi vantaggiosi

Per lavori di falegnameria (librerie, armadi, porte, tavoli, ecc.) e per riparazioni e manutenzioni a regola d'arte e a prezzi vantaggiosi rivolgersi a Maurizio Aspesi - cell. 338-2994616

Milano - Computer Hardware e interventi su impianti elettrici

Per lavori di per computer (assemblaggio, istallazione e riparazione hardware) e interventi su impianti elettrici Andrei Turcano (medion132@libero.it - 348/7912668). Prezzi modici a chi si presenta come Punto Rosso.
Consulenza finanziaria

La crisi finanziaria e la crisi economica in atto nel mondo e soprattutto le negative (e in molti casi anche drammatiche) conseguenze che esse hanno avuto e potrebbero avere su molti piccoli risparmiatori, ci hanno indotto a chiederci come poter dare concretamente una mano a quelle persone che, sentendosi in difficolt e non fidandosi pi di consiglieri pi o meno interessati, avvertissero comunque la necessit di confrontarsi con persone pi esperte in materia e soprattutto non in conflitto di interesse. Dal piccolo risparmio, ai mutui, alle polizze, alle condizioni imposte dalle banche al proprio conto corrente, ecc., tutto ci sempre pi materia di preoccupazione. In concreto si tratta di mettere a frutto la disponibilit offertaci da una persona che ha le competenze necessarie e che si avvicinata alla nostra Associazione e ne condivide ispirazione e finalit. Questa persona disposta ad aiutarci mettendo a disposizione un po del proprio tempo. Abbiamo pensato di aprire in via sperimentale una sorta di sportello presso il Punto Rosso, come punto di riferimento per coloro che sentissero il bisogno di confrontarsi in un incontro individuale. Sottolineiamo, a scanso di equivoci, che non si tratta di una consulenza mirata alla costruzione (o ricostruzione) di un portafoglio personalizzato di specifici prodotti finanziari. Lobiettivo invece di fare il punto delle singole situazioni individuali a misura dello specifico profilo di rischio dellinteressato e poi fornire perlomeno quegli strumenti minimi di conoscenza per aiutarlo a rapportarsi in modo pi consapevole ed avvertito con il proprio intermediario finanziario (banca, assicuratore, promotore finanziario ecc.). Il servizio, gratuito e inteso come attivit dell'Associazione. Per informazioni e appuntamenti rivolgersi in segreteria del Punto Rosso: tel. 02-874324 e info@puntorosso.it

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Gap Isola

Gruppo di acquisto popolare e partecipativo - gapisola@gmail.com - 339/22.37.866 Il Gruppo di Acquisto Popolare Isola un gruppo di persone che acquistano collettivamente prodotti alimentari tipici e genuini (possibilmente bio) e generi di prima necessit direttamente dai produttori, con evidenti vantaggi di qualit e prezzo, mettendo in pratica da subito i principi del consumo critico. Fa bene alla salute e al portafoglio. Il Gap non vende beni, ma li distribuisce unicamente a chi ne fa parte senza ricavarne alcun utile Il Gap si basa unicamente sul lavoro volontario di chi ad esso aderisce Chiunque faccia parte del Gap dovrebbe contribuire - per quanto possibile - al funzionamento del Gap stesso, partecipando attivamente alla scelta dei fornitori e dei prodotti da acquistare, valutandone la qualit e convenienza. Il Gap opera al fine di conciliare la qualit e genuinit dei prodotti con il prezzo degli stessi. Di fronte alla crisi non dobbiamo arrenderci all'alternativa fra spendere molto o consumare cibo scandente Nel procurarsi i prodotti, il Gap predilige i piccoli produttori e le aziende famigliari, cio i soggetti che meglio di altri possono dare un contributo per la salvaguardia del territorio e dellambiente naturale, contribuendo alla difesa della piccola produzione agricola di qualit, contro il dominio della grande agricoltura intensiva e la pervasivit delle grandi catene distributive. Finalit principale del Gap di favorire il mutuo aiuto e laggregazione sociale mettendo in rete consumatori e produttori, contro una sistema che tende a isolarci e a metterci gli uni contro gli altri Chiuque pu aderire al Gap Isola.
TEMPO LIBERO Rossovini

rossovini2000@gmail.com - Bruno 339/22.37.866 RossoVini il gruppo che si costituito a Milano allinterno di Punto Rosso per diffondere la cultura mediterranea del buon vino. A tal fine organizziamo: corsi di analisi sensoriale del vino con degustazione, incontri di degustazione consapevole, vendita di vini di alta qualit a prezzo contenuto. Ognuna di queste attivit si svolge con la consulenza dellenologa Rosanna Lombardo, dott.sa in viticoltura ed enologia, persona con una solida preparazione teorica (laurea nel settore) e con oltre 10 anni di esperienza sul campo. E prevista la distribuzione di dispense, schede dei vari vini e altro materiale informativo su carta e su supporto informatico. Inoltre ai partecipanti vengono inviate periodicamente via rete notizie di eventi e scadenze relative al mondo della degustazione.
Le lezioni di ballo sono temporaneamente sospese. Riprenderanno a settembre Rossodanze rossodanze@gmail.com - www.rossodanze.com - Bruno 339/22.37.866

Lezioni settimanali gratuite di ballo, organizzate da Rosso Danze, settore di Punto Rosso per il tempo libero. Per poter seguire le lezioni necessario avere la tessera di Punto Rosso del 2011. Ogni luned, presso Punto Rosso, via Carmagnola ang. via Pepe 14 (MM Garibaldi, tram 7 e 31) dalle 18,30 alle 19,30: Danze Popolari dalle 19,30 alle 21: Balli Caraibici (Salsa, Bachata, Cha Cha) Periodicamente organizziamo feste da ballo con ingresso a offerta libera e dove ognuna/o porta qualcosa da bere o da mangiare (salato o dolce).
Knit Caff

Knit Caff ... un Punto Rosso a maglia - messinamancini@tiscali.it - Paola 338/13.26.871 Vuoi un consiglio? Scambiare un'idea? semplicemente sferruzzare in compagnia liberamente e gratuitamente? Knit caff .... stitch & bitch .... o come lo vuoi chiamare .... Ogni lunedi dalle 18,30 alle 21 presso Punto Rosso (MM 2 f.ta Garibaldi - tram 2,4,7,31 - bus 70, 82) Ricorda di portare il tuo lavoro! Ti aspettiamo....
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