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ICTUS CEREBRI E una patologia neurologica a manifestazione acuta, da patologia vascolare, con sintomi e segni legati alla sofferenza

a di aree cerebrali. Che cos un ictus (OMS) Deficit neurologico focale Ad esordio improvviso Con durata superiore alle 24 ore Di natura cerebrovascolare (infarto o emorragia cerebrale) Ictus cerebrale 2a causa di morte e 1a di invalidit Dati DRG-RAD: nel Lazio 15.000 casi lanno - 3500 muoiono entro un mese Mancano dati sullinvalidit. Dagli studi epidemiologici: -6000 hanno invalidit permanente LE CAUSE DELLICTUS ISCHEMIA del tessuto cerebrale da occlusione di vasi arteriosi (per trombi o emboli); di natura emodinamica EMORRAGIA CEREBRALE da rottura di aneurismi da malformazioni artero-venose spontanee FATTORI DI RISCHIO Ipertensione Diabete Obesit Ipercolesterolemia Cardiopatie (F.A.) Fumo di sigaretta Consumo di alcool SINTOMI E DEFICIT DELLICTUS Alterazione stato di coscienza Emiparesi Disturbi della sensibilit Disturbi visivi Emi-inattenzione (perdita di coscienza dellemispazio ed emicorpo opposto alla sede della lesione) Paresi dei nervi cranici Atassia (patologia del movimeto con attivit muscolare non coordinata) Disartria o afasia (perdita o difficolt nellarticolazione del linguaggio o di comunicare oralmente) Disfagia Deficit del controllo della minzione Dolore localizzato e diffuso TIPI DI ICTUS ICTUS ISCHEMICO (90%) INSORGENZA LENTA

SPESSO IL PAZIENTE ASSISTE ALLA COMPARSA DELLA PROPRIA PARALISI PERDITA DI EQUILIBRIO IMPACCIO NEI MOVIMENTI - PARESTESIE INCONTINENZA PROGRESSIVO PEGGIORMANETO CON FLACCIDITA IN 48-72 ORE ICTUS EMORRAGICO (10%) INSORGENZA BRUSCA CADUTA PRECEDUTA DA URLO SPESSO CEFALEA INTENSA (IL PAZIENTE SI TIENE LA TESTA) PERDITA DI COSCIENZA PROGRESSIONE RAPIDA VERSO IL COMA CLASSIFICAZIONE ICTUS 1) RIA (Attacco Ischemico Reversibile) senza lesione anatomica T.I.A. (Attacco Ischemico Transitorio) i sintomi scompaiono in 24 ore circa RIND (Disturbo Neurologico Ischemico Reversibile) in un tempo compreso tra le 24 ore e le 2) STROKE ictus con lesione anatomica CONSEGUENZE OMS: IMPAIRMENT, DISABILITY, HANDICAP DANNO: ischemico dovuto allictus a DISABILITA: incapacit a deambulare, vestirsi, lavarsi, ecc. in autonomia HANDICAP: perdita del lavoro e del proprio ruolo a causa della paralisi I cinque sintomi/segni cardinali Deficit di forza o sensibilit localizzato a uno o pi arti, specie se dello stesso lato Difficolt a mantenere la stazione eretta, disturbo della marcia e/o dellequilibrio, vertigini improvvise Deficit di uno o pi nervi cranici (asimmetria facciale omo o controlaterale al deficit motorio e/o sensitivo, disfagia e/o disfonia, strabismo, diplopia o deficit della motilit oculare) Difficolt nellespressione verbale, nella comprensione, nellarticolazione della parola Deficit del campo visivo o improvvisa cecit Sintomi/segni non focali, a volte presenti, ma NON patognomonici Compromissione dello stato di coscienza (dallo stato confusionale al coma) Cefalea, nausea e vomito Crisi comiziale Deficit motorio lateralizzato (emiparesi, emiplegia) Nelladulto generalmente provocato da un ictus (ischemia-emorragia) Altre possibili cause: Lesioni occupanti spazio (tumori, ematomi subdurali) Epilessia Ipoglicemia Cause rare Come evolve un ictus acuto Un terzo dei casi peggiora progressivamente (nelle prime ore, nei primi giorni) Un terzo dei casi migliora Un terzo rimane stabile

Quattro cose da ricordare sul TIA 1) TIA vuol dire attacco ischemico transitorio. Per definizione lesame neurologico deve essere normale: si pu aver avuto un TIA, mai avere un TIA 2) TIA NON sinonimo di ictus lieve 3) Tra i pazienti con TIA, 1 su 10 ha un ictus nei tre mesi successivi. Nella met dei casi lictus si verifica entro 48 ore 4) Se il TIA recente (48 ore) o se il deficit neurologico si normalizza in P.S., il paziente va comunque ricoverato per osservazione ed accertamenti Domanda 1: come sta il paziente? Airways4 vie respiratorie Breathing 4 respiro Circulation 4 circolo Deficit 4 deficit neurologici focali Domanda 2: E un ictus cerebrale? La risposta forse si nel caso di deficit neurologico focale: ad esordio improvviso di presumibile natura CV (infarto o emorragia cerebrale) La risposta dubbia solo nel caso in cui vengono riferiti sintomi aspecifici come: compromissione dello stato di coscienza (dallo stato confusionale al coma) cefalea, nausea, vomito (ricordare le ESA!) crisi epilettica Non accompagnati da sintomi focali Domanda 3-4 SCALA NIH Il paziente ha ancora il deficit? Quanto grave? Stato di coscienza Stato di coscienza alle domande Stato di coscienza agli ordini Oculomozione estrinseca Campo visivo Paralisi del facciale Motilit arto superiore dx Motilit arto inferiore dx Motilit arto inferiore sn Atassia arti Sensibilit Inattenzione Disartria Linguaggio Domanda 5: quanto tempo passato dallinizio dei sintomi? Domanda 6: c un motivo evidente che mi spiega lictus? Cosa fare in Triage dare priorit alta: ai pazienti gravi

ai pazienti lievi, che possono peggiorare se si sospetta una ESA ai pazienti che possono riacquistare la loro autosufficienza se trattati adeguatamente Cosa fare ai Box Dovrebbero esserci protocolli interni condivisi. In mancanza di protocolli ricorda che: Lictus una emergenza non una eccezione: anche per loro vale lABC e poi gli esami di routine (ECG, sangue e coagulazione, test di gravidanza se appropriato) Bisogna stare attenti al peggioramento e quindi ripetere lNIH ogni ora, in particolare se il paziente ha spazio di peggioramento, la GCS se in coma. Monitorare inoltre: PA, respiro, ossigenazione, attivit cardiaca, la TC elavorare sempre in equipe! IL PAZIENTE IN FASE ACUTA IN QUESTO PERIODO TRASCURARE LA MOBILIZZAZIONE O LE POSTURE CORRETTE DEL PAZIENTE SIGNIFICA FAVORIRE LINSTAURARSI DI DANNI ARTICOLARI E MUSCOLOTENDINEI E LA COMPARSA DI LESIONI DA PRESSIONE CHE AGGRAVANO IL QUADRO CLINICO E FUNZIONALE ATTEGGIAMENTO PATOLOGICO CARATTERISTICO Il capo flesso verso il lato plegico con il viso ruotato verso il lato sano Allarto superiore: la scapola retratta, la spalla addotta ed intraruotata, il gomito flesso e pronato, il polso e le dita flesse; Allarto inferiore: lanca extraruotata ed abdotta, il piede flesso plantarmente (piede equino) COSA NON SI DEVE FARE Mobilizzazioni brusche e sollecitazioni energiche sullemisoma plegico Tenerlo in posizioni scorrette Trazionare la spalla dellarto superiore plegico Trazionare la mano dellarto plegico Stimolare movimenti riflessi involontari Metterlo in piedi senza disposizioni precise Affaticare il paziente con richieste di prestazioni motorie e attentive prolungate Utilizzare il braccio plegico per la terapia infusionale COSA SI DEVE FARE (nel letto) Evitare la posizione semiseduta Non sollecitare il palmo della mano per evitare che si chiuda Non porre niente sotto la pianta del piede poich una pressione in questa sede negativa Utilizzare cuscini soffici per sostenere il corretto posizionamento FARE ATTENZIONE A: Posizionamento sul lato plegico Posizionamento sul lato sano Posizionamento supino Spostamento del paziente sul piano del letto Posizione semiortopnoica Trasferimenti assistiti Posizionamento sulla carrozzina RIEDUCAZIONE ALLA DEAMBULAZIONE

RICORDARSI CHE IL PAZIENTE HA SEMPRE PAURA DI CADERE. CHI LO ASSISTE DEVE DISPORSI SEMPRE DAL LATO COLPITO PER AIUTARLO A CARICARE SULLARTO PLEGICO MIGLIORANDO IL SUO EQUILIBRIO ED AIUTARLO EVITANDO IL RISCHIO DI CADUTA LINEE GUIDA PER LASSISTENZA AL PAZIENTE CON ICTUS CEREBRI MOBILIZZAZIONE PRECOCE E SELF CARE DISFAGIA GARANZIA DELLINTEGRITA CUTANEA PREVENZIONE DELLE CADUTE LA SPALLA DOLOROSA GESTIONE DELLA FUNZIONALITA VESCICALE GESTIONE DELLA FUNZIONALITA INTESTINALE AFASIA DEPRESSIONE ALTRE SINTOMATOLOGIE MOBILIZZAZIONE E SELF CARE MOBILIZZAZIONE PRECOCE ENTRO LE 24-48 ORE DAL RICOVERO PREVIENE LA COMPARSA TROMBOSI, POLMONITE, LESIONI CUTANEE, CONTRATTURE E STIPSI IL PROGRAMMA PREVEDE: SEDUTO CON LE GAMBE FUORI DAL LETTO DOPO UN PAIO DI GIORNI SPOSTAMENTO LETTO CARROZZINA SUCCESSIVAMENTE FAR ASSUMERE POSIZIONE ERETTA E DEAMBULAZIONE ASSISTITA EVITARE: DI FAR AFFATICARE IL PAZIENTE DI MASSAGGIARE GLI ARTI PLEGICI MANTENERE IL PIEDE IN POSIZIONE NON FISIOLOGICA UTILIZZARE PALLINE DI GOMMA PER LA MANO ESERCITARE TRAZIONI SULLARTO PLEGICO- ALZARE IL PAZIENTE SENZA DISPOSIZIONI PRECISE DISFAGIA - E LA DIFFICOLTA O LA SESAZIONE DI FASTIDIO NELLA DEGLUTIZIONE DEI SOLIDI E/O LIQUIDI. PUO ESSERE ORALE, OROFARINGEA O ESOFAGEA. IN GENERE REGREDISCE ENTRO 7 GIORNI - COMPLICANZE: POLMONITE AB INGESTIS, MALNUTRIZIONE E DISIDRATAZIONE - ALIMENTAZIONE: ORALE, SNG, PEG O NPT GARANZIA DELLINTEGRITA CUTANEA IL 14% DEI PAZIENTI CON ICTUS PRESENTA LESIONI DA DECUBITO SONO PIU AD ALTO RISCHIO QUELLI IN COMA, CON GRAVE PARESI E GLI OBESI CONINCONTINENZA URINARIA O VESCICALE PREVENZIONE DELLE CADUTE SONO LA PIU FREQUENTE CAUSA DI LESIONI NEI PAZIENTI CON ICTUS PER PREVENIRE IL RISCHIO DI CADUTA OCCORRE: CONTROLLARE SPESSO I PAZIENTI A PIU ALTO RISCHIO ACCOMPAGNARLI IN BAGNO AD INTERVALLI REGOLARI VERIFICARE IL LIVELLO DI AUTONOMIA NEI TRASFERIMENTI E LA STABILITA DURANTE LA DEAMBULAZIONE FORNIRE UN SISTEMA DI CHIAMATA FACILE E COMODO UTILIZZARE LE SPONDINE AL LETTO SE IL PAZIENTE TENDE AD ALZARSI CONTRO IL PARERE DEL MEDICO LA SPALLA DOLOROSA

SI RISCONTRA NEL 70-84% DEI PAZIENTI CON PARALISI DEGLI ARTI SUPERIORI LA SPALLA E VULNERABILE AI TRUMI ED ALLO STIRAMENTO PER AZIONE GRAVITAZIONALE OCCORRE: SOSTENERE LARTO NON LASCIANDOLO MAI A PENZOLONI NON AFFERRARE MAI IL PAZIENTE PER IL BRACCIO GESTIONE DELLA FUNZIONALITA VESCICALE PROBLEMI DI INCONTINENZA E CONTROLLO DELLA VESCICA SONO ABBASTANZA COMUNI DOPO UN ICTUS E IN GENERE SI RISOLVONO SPONTANEAMENTE LE CAUSE SONO: DEFICIT NEUROLOGICI O DEFICIT COGNITIVI SE IL PAZIENTE NON E A RISCHIO DI LESIONI CUTANEE E PREFERIBILE APPLICARE IL CONDOM (DA SOSTITUIRE OGNI 12 ORE) O IL PANNOLONE GESTIONE DELLA FUNZIONALITA INTESTINALE LINCONTINENZA FECALE SI PRESENTA IN GRAN PARTE DEI PAZIENTI CON ICTUS E SCOMPARE ENTRO DUE SETTIMANE OCCORRE: CAMBIARE SPESSO LA BIANCHERIA DEL LETTO UTILIZZARE IL PANNOLONE PROMUOVERE IL RIPRISTINO DELLE FUNZIONI INTESTINALI PROGRAMMARE AD ORARI FISSI LASSUNZIONE DEI PASTI E DELLE EVACUAZIONI AFASIA LEVENTO ICTALE PORTA FREQUENTEMENTE ALLA COMPARSA DI DEFICIT DEL LINGUAGGIO OCCORRE: USARE FRASI BREVI E CHIARE MA NON INFANTILI NON GRIDARE SE IL PAZIENTE NON HA PROBLEMI DI UDITO PORRE DOMANDE SEMPLICI GURDARE SEMPRE IL PAZIENTE MENTRE SI PARLA USARE ANCHE LA COMUNICAZIONE NON VERBALE DEPRESSIONE E FREQUENTE DOPO UN ICTUS E PUO ESSERE DOVUTO SIA AL DANNO BIOLOGICO CEREBRALE CHE COME REAZIONE ALLINABILITA RESIDUA LA DIAGNOSI DI DEPRESSIONE ANDREBBE PRESA IN CONSIDERAZIONE DI FRONTE AL PERSISTERE DI: MALINCONIA PERDITA DI INTERESSE PER OGNI ATTIVITA ASTENIA INAPPETENZA DISTURBI DEL SONNO INCAPACITA DI CONCENTRARSI IL PAZIENTE VA STIMOLATO AD AFFRONTARE LA PROPRIA MALATTIA E A RICONOSCERE LE PICCOLE CONQUISTE QUOTIDIANE OCCORRONO INTERVENTI MIRATI DI PSICOTERAPIA ASSISTENZA AL PAZIENTE CARDIOPATICO E la causa pi frequente di mortalit e morbilit SCOPI: Rimuovere pregiudizi e falsi convincimenti Fere educazione sanitaria diffondendo sani concetti Assistere materialmente e spiritualmente il cardiopatico Applicare correttamente le prescrizioni mediche dietetiche e terapeutiche SEGNI E SINTOMI DOLORE (cause, sede, durata, modalit di insorgenza, ecc.) CIANOSI (centrale o periferica) DISPNEA (da sforzo, a riposo, parossistica notturna)

ASMA CARDIACO EDEMA POLMONARE ACUTO (per insufficienza acuta del ventricolo sinistro) RESPIRO DI CHEYNE-STOKES (acidosi resp.) NICTURIA (premonizione di insufficienza cardiaca EDEMI ALTERAZIONI DEL RITMO CARDIACO (extrasistoli, tachicardia, BAV) AFFATICABILITA PALPITAZIONI PERDITA DI COSCIENZA SEMEIOTICA STRUMENTALE ELETTROCARDIOGRAFIA ECG DA SFORZO ECG SECONDO HOLTER POLICARDIOGRAFIA CARDIOLOGIA NUCLEARE CINEVENTRICOLOGRAFIA SCINTIGRAFIA RMN ECOCARDIOGRAFIA ESAME RADIOGRAFICO CATETERISMO CARDIACO ANGIOGRAFIA E CORONAROGRAFIA MISURAZIONE P.A. ESAME DOPPLER DEI VASI CARDIOPATIA ISCHEMICA (I FATTORI DI RISCHIO) NON MODIFICABILI: 1) ETA (50-60 anni negli uomini; dopo i 60 nelle donne)) 2) SESSO (prevalente nel sesso maschile) 3) FAMILIARITA MODIFICABILI: 1) FUMO 2) IPERCOLESTEROLEMIA 3) DIABETE 4) IPERTENSIONE ARTERIOSA 5) OBESITA 6) SEDENTARIETA 7) STRESS SINDROME CORONARICA ACUTA (SCA) INFARTO MIOCARDICO CON SOPRASLIVELLAMENTO DEL TRATTO ST occlusione completa e stabile del vaso coronarico. Sono presenti alterazioni dei marcatori biochimici e dellECG INFARTO MIOCARDICO SENZA SOPRASLIVELLAMENTO DEL TRATTO ST dovuto ad una occlusione incompleta e temporanea del vaso coronarico. I marcatori biochimici sono al di sopra della norma, ma mancano i segni sullECG ANGINA INSTABILE rientrano in questo quadro varie tipologie di angina: a riposo, ad esordio recente e in crescendo. Pu precedere linfarto. I marcatori sono normali o lievemente al di sopra della norma.

I MARCATORI BIOCHIMICI MIOGLOBINA CK MB TROPONINE INTERVENTI INFERMIERISTICI Rilevare i parametri vitali, la diuresi, ecc. Monitorizzare nelle prime 48-72 ore Riposo a letto nei primi due giorni Vitto leggero, iposodico, ipocalorico Ambiente tranquillo, rilassante e silenzioso RIDUZIONE DEL DOLORE RALLENTAMENTO DELLISCHEMIA MIOCARDICA MIGLIORAMENTO DELLA PERFUSIONE TISSUTALE RIDUZIONE DEL CONSUMO DI OSSIGENO MANTENIMENTO DI UNA ADEGUATA GITTATA CARDIACA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE COMPLICANZE ARITMICHE - bradicardia sinusale, BAV, tachiaritmie SV, fibrillazione atriale, BESV, BEV, RIVA, TV e FV COMPLICANZE MECCANICHE rottura del cuore, del setto, ecc. COMPLICANZE EMODINAMICHE scompenso cardiaco, shock cardiogeno TRATTAMENTO FARMACOLOGICO ASPIRINA EPARINA SODICA NITRODERIVATI BETA BLOCCANTI ACE-INIBITORI STATINE INIBITORI DELLE GLICOPROTEINE IIb/IIIa ASSISTENZA AL PAZIENTE CON ANGINA PECTORIS DOLORE SEDARE AL PIU PRESTO ANSIA RESPIRAZIONE IPOTENSIONE ALIMENTAZIONE SEDARE LANSIA ASSISCURARE UNA BUONA RESPIRAZIONE PREVENIRE LO SHOCK

EVITARE UN IMPEGNO NOTEVOLE PER LA DIGESTIONE ELIMINAZIONE CONTROLLLARE LA FUNZIONALITA RENALE EDUCAZIONE PREVENIRE IL RIPETERSI DELLA CRISI ASSISTENZA AL PAZIENTE CON I.M.A. TRASFERITO DALLUTIC AL REPARTO DI DEGENZA

RESPIRAZIONE (Dispnea, tachicardia, ipotensione) ANSIA INSONNIA FACILE AFFATICABILITA ALIMENTAZIONE

MANTENERE I PARAMETRI NELLA NORMA ASSICURARE IL BENESSERE PSICOFISICO DEL PAZIENTE GARANTIRE I RITMI SONNOVEGLIA SECONDO LE ABITUDINI DEL PAZIENTE EVITARE GLI STRESS FISICI

FAR ASSUMERE UNA DIETA VARIA COME DA PRESCRIZIONE ELIMINAZIONE: STIPSI CIBI RICCHI DI FIBRE EVITARE SFORZI EVITARE MANOVRA DI VALSALVA ASSISTENZA AL PAZIENTE CON I.M.A. TRASFERITO DALLUTIC AL REPARTO DI DEGENZA MOBILITA A LETTO PREVENIRE LESIONI DA PRESSIONE PREVENIRE TROMBOSI MODIFICAZIONI RITMI CIRCADIANI PRATICHE IGIENICHE EVITARE AFFATICAMENTO E STRESS AIUTARE IL PAZIENTE NELLE CURE PERSONALI CREARE UN AMBIENTE RISERVATO

EDUCAZIONE INFORMAZIONE ISTRUIRE IL PAZIENTE E I SUOI FAMILIARI SCOMPENSO CARDIACO COLPISCE OGNI ANNO 180 MILA ITALIANI E UCCIDE PIU DI AIDS E TUMORI CLASSE I - nessuna limitazione: no astenia, dispnea o palpitazioni nella normale attivit fisica CLASSEII leggera limitazione; dispnea, astenia o palpitazioni nella normale attivit fisica CLASSE III seria limitazione dellattivit fisica; dispnea, astenia o palpitazioni anche alla minima attivit fisica CLASSE IV incapacit di svolgere anche la minima attivit fisica; sintomatologia anche a riposo Piano di assistenza: scompenso INTERVENTI Osservare e valutare i segni ed i sintomi della riduzione della gettata cardiaca e della perfusione Controllo dei segni vitali per identificare una congestione venosa sistemica o polmonare Bilancio idrico in equilibrio Dieta iposodica Pianificare frequenti periodi di riposo Piedi sollevati quando il paziente seduto Informare il paziente sulla sua patologia, sui farmaci da assumere e sulla dieta da seguire Informare il paziente sulle attivit che riducono il lavoro del cuore

Piano di assistenza: scompenso OBIETTIVI Il paziente dovrebbe: Mantenere una gettata cardiaca ed una perfusione adeguate al suo metabolismo Ridurre gli edemi ed evitare laumento di peso Svolgere le normali attivit con dispnea minima ed un modesto grado di stanchezza Conoscere il piano di trattamento Saper prevenire e controllare gli aggravamenti (denunciati da: variazioni di PA e FC, incremento ponderale, aumento della dispnea e dei cuscini) EDEMA POLMONARE ACUTO CARDIOGENO E ESPRESSIONE DI UNA INSUFFICIENZA ACUTA DEL VENTICOLO SINISTRO (cardiopatia ischemica, valvulopatia aortica o mitralica, cardiopatia ipertensiva, ecc.) determinato da una congestione del circolo polmonare con imbibizione di liquido del tessuto polmonare; tale liquido riempie dapprima linterstizio e successivamente invade gli alveoli EDEMA POLMONARE ACUTO STADIO 1 dispnea parossistica notturna dovuta a congestione dei vasi (capillari polmonari con riduzione della superficie respirante) STADIO 2 asma cardiaco dovuto ad edema dellinterstizio STADIO 3 edema polmonare acuto dovuto ad edema degli alveoli il liquido si raccoglie negli angoli dei setti distesi e disteso anche il tessuto peribronchiale ma il liquido poco - gli alveoli sono pieni di liquido (quadro della marea montante ASSISSTENZA AL PAZIENTE CON E.P.A. QUADRO CLINICO - TACHIPNEA, DISPNEA, ORTOPNEA - TOSSE CON ESCREATO - AGITAZIONE, SENSO DI ANNEGAMENTO - ANSIA, AGITAZIONE, FAME DI ARIA - SUDORAZIONE ALGIDA - CIANOSI - POLSO TACHICARDICO E TACHIARITMICO - IPERTENSIONE ARTERIOSA - RANTOLI ALLE BASI POLMONARI ASSISTENZA - REPERIRE ACCESSO VENOSO PERIFERICO; APPLICARE LEVULOSIO (NO FISIOLOGICA) - DECUBITO ORTOPNOICO - O2 AD ALTA CONCENTRAZIONE - MISURARE LA P.A. - ESEGUIRE ECG - RIMOZIONE PROTESI MOBILI DENTARIE - SALASSO BIANCO - SALASSO ROSSO - CATETERISMO VESCICALE

TERAPIA E.P.A. NITROGLICERINA (VENITRIN) vasodilatatore prevalentemente venoso non somministrare mai in bolo EV 2 fl in 250 cc di levulosio FUROSEMIDE (LASIX) diuretico dellansa fl via endovenosa DIGITALE (LANITOP) cardiocinetico fl via endovenosa TEOFILLINA (TEFAMIN AMINOMAL) broncodilatatore fl via endovenosa lentamente o 2 fl in 500 cc di levulosio MORFINA oppioide vasodilatatore 1 fl diluita fino a 10 cc e poi in bolo lentamente Segni clinici di ipoperfusione,scompenso congestizio EPA A= airway(perviet vie aeree) B= breathing(attivit respiratoria) C= circulation(attivit circolatoria) O2Parametri vitali Accesso venoso Monitor, ossimetro, ECG Rx torace DEFIBRILLATORE TRE FUNZIONI - Pace maker temporaneo esterno (piastra anteriore reg. sottoclavicolare dx per BAV III grado e cardioversione FA zona precordiale TVS) - Defibrillazione (carica differente x adulti e bambini) - Monitoraggio ECG FC e saturazione ossigeno (allarme 85-100 saturaz O2 e 30-150 FC) ASSISTENZA AL PAZIENTE ONCOLOGICO FATTORI DI RISCHIO TABACCO VIRUS RADIAZIONI RAGGI U.V. ALIMENTI EREDITARIETA FARMACI ALCOOL COMPORTAMENTI SESSUALI MANIFESTAZIONI CLINICHE NEGLI ORGANI PROFONDI PUO ESSERE ASISNTOMATICO TUMEFAZIONE NON DOLENTE DISFUNZIONE DELLORGANO INVASO SINDROMI PARANEOPLASTICHE SINDROMI PARANEOPLASTICHE CACHESSIA FEBBRE SINDROMI TROMBOEMBOLICHE ASTENIA MARKERS TUMORALI ALFA-FETOPROTEINA- epatomi e tumori del testicolo CEA tumori gastroenterici, mammella, ovaio e polmone

HCG ormone presente in neoplasie ovariche e testicolari CA 19-9 pancreas esocrino CA 125 - adonocarcinomi TPA - carcinomi PSA tumori prostata INDAGINI DIAGNOSTICHE DIAGNOSTICA DI LABORATORIO DIAGNOSTICA DIMMAGINE DIAGNOSTICA ENDOSCOPICA DIAGNOSTICA INVASIVA

STADIAZIONE TUMORI TUMORE PRIMITIVO T T0 Non evidenza di tumore primitivo T1 T2 T3 T4 Progressivo aumento delle dimensioni del tumore variabile per ogni singola neoplasia LINFONODI N NO Linfonodi esenti da metastasi N1a N1b Linfonodi regionali omolaterali palpabili sospetti (N1b) o meno (N1a) per metastasi N2 N3 Linfonodi ascellari (N2) o sopraclaveari (N3) omolaterali sospetti per metastasi (cancro della mammella) NX I linfonodi non possono essere valutati clinicamente per metastasi METASTASI A DIST M M0 Non evidenza di metastasi a distanza M1 Presenza di metastasi a distanza LA RADIOTERAPIA Come per la chemioterapia, ogni persona vive in maniera differente questa esperienza. Tu puoi non aver nessuno degli effetti collaterali citati qui sotto o solo qualcuno di essi. La reazione del tuo organismo alle radiazioni dipende da diversi fattori, tra cui la zona del tuo corpo trattata e il dosaggio delle radiazioni somministrate. Gli effetti collaterali delle radiazioni includono: Irritazione della pelle e caduta dei capelli. Affaticamento. Gola secca o piagata. Difficolt di deglutizione. Infiammazione e indolenzimento dei muscoli del torace o delle spalle.

Disturbi allo stomaco. CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE dopo lintervento chirurgico NEO ADIUVANTE per ridurre una massa neoplastica prima dellasportazione chirurgica CURATIVA per eradicare la malattia PALLIATIVA per prolungare la vita dei pazienti e/o migliorarne la qualit attenuando i disturbi MIELODEPRESSIONE NAUSEA E VOMITO STIPSI DIARREA BOCCA ED ALTERAZIONI DEL GUSTO CADUTA DEI CAPELLI FATICA COLORAZIONE SCURA DELLA PELLE O SCOTTATURE SFALDAMENTO DELLE UNGHIE LE CURE PALLIATIVE IL COMFORT PSICOLOGICO ANALGESIA LA NUTRIZIONE FARMACI PIU COMUNI GEMCITABINA FLORUROURACILE O ENDOXAN TAXORRE CISPLATINO OXALIPLATINO TAXOLO LINEE GUIDA PER LASSISTENZA AL PAZIENTE ONCOLOGICO TERAPIA ANTIBLASTICA TRATTAMENTO DEI PROBLEMI DEL CAVO ORALE STIPSI ALOPECIA LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI LA RADIOTERAPIA PROBLEMATICHE RELAZIONALI LA NUTRIZIONE ARTIFICIALE TERAPIA DI SUPPORTO TRASFUSIONALE IL DOLORE LA MORTE CHE COSE LEMODIALISI Emodialisi = un processo di diffusione attraverso una membrana semipermeabile allo scopo di rimuovere dal sangue sostanze nocive e di immetterne altre di cui il sangue carente.