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L'ET DELLA BORGHESIA I SECOLI XVIII-XIX

LET DELLILLUMINISMO...................................................................................................2 1 L'ECONOMIA DEL SETTECENTO.......................................................................................2 2 L'ILLUMINISMO ......................................................................................................................4 3 L'ASSOLUTISMO ILLUMINATO........................................................................................11 4 EQUILIBRIO E GUERRE NEL SETTECENTO.................................................................13 LA RIVOLUZIONE ATLANTICA...........................................................................................15 5 LA RIVOLUZIONE AMERICANA.......................................................................................15 6 LA RIVOLUZIONE FRANCESE...........................................................................................16 7 NAPOLEONE............................................................................................................................19 8 LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE......................................................................22 9 L'ET DELLA RESTAURAZIONE......................................................................................25 10 RIVOLUZIONI E MUTAMENTI POLITICI NEGLI ANNI '20-30................................29 11 L'ITALIA NEGLI ANNI '30 E '40........................................................................................32 12 LA RIVOLUZIONE EUROPEA DEL '48............................................................................34 LET DEL LIBERALISMO....................................................................................................38 13 EUROPA E MONDO DOPO IL 1850...................................................................................38 14 UNIFICAZIONE ITALIANA................................................................................................42 15 LITALIA DOPO LUNIT .................................................................................................45 LET DELLIMPERIALISMO...............................................................................................48 16 INDUSTRIALIZZAZIONE E IMPERIALISMO................................................................48 17 IL MOVIMENTO OPERAIO................................................................................................53 18 L'EGEMONIA TEDESCA IN EUROPA.............................................................................55 19 L'ET DELLA SINISTRA STORICA (1876-1896)............................................................58 20 L'ET GIOLITTIANA...........................................................................................................61

LET DELLILLUMINISMO
1 L'ECONOMIA DEL SETTECENTO 1.1 L'incremento demografico Da 120 a 190 milioni, +60% Grafico p. 2, carta p. 10 Cause: o Fine delle grandi epidemie di peste. o Miglioramenti igienici (acquedotti, fogne). o Maggior disponibilit di alimenti. o Nuovi alimenti (patata, mais, pomodoro, zucchero, t, caff, cacao). o Politiche di incremento della popolazione e colonizzazione (Prussia). 1.2 Economia (cap. I 1-2; cap. II 5-8, assai poco sviluppati) 1.2.1 Settore primario (Agricoltura) 1.2.1.1 Inghilterra Continuano le migliorie gi avviate nel '600: o Enclosures. o Attrezzi in ferro e prime macchine agricole (erpici, seminatrici). o Rotazione continua, stabulazione. 1.2.1.2 Francia Diffusa la piccola propriet. Rilevanti le propriet nobiliari ed ecclesiastiche. Permangono diritti di propriet eminente. Sviluppo della produzione mediante dissodamenti e nuove colture, piuttosto che con le innovazioni agronomiche 1.2.1.3 Italia Pianura padana: migliorie agronomiche, specie nella seconda met del secolo. Toscana: mezzadria. Sud: Pascoli, latifondo estensivo, piccola conduzione. 1.2.1.4 Europa orientale e Russia Colonizzazione dell'area danubiana e dell'Ucraina, sottratte ai Turchi. Forte crescita demografica, ma con ampio ritardo rispetto all'Occidente. Cresce l'esportazione di grano e con ci si aggrava la condizione servile. 1.2.2 Settore secondario 1.2.2.1 Inghilterra Tessile: o Dal lavoro a domicilio alle manifatture. o Miglioramenti tecnici (spoletta volante, filatrice). o Si prepara la rivoluzione industriale degli ultimi decenni del secolo. Siderurgia: o Aumento della produzione, stimolata dalla richiesta in agricoltura. o Le difficolt tecniche inizieranno ad essere superate verso la fine del secolo. 1.2.2.2 Francia Sviluppo della manifattura tessile a Lione. 1.2.3 Commercio Crescita stimolata da: o oro brasiliano, argento messicano; o incremento demografico; o relativa diminuzione dei costi di produzione. Caratteristiche: o compagnie delle Indie; o commercio triangolare atlantico;

o o 1.2.4

commercio con l'Asia e tentativi di ridurre il drenaggio di metalli preziosi; cresce soprattutto l'Inghilterra, declino olandese. Il conflitto coloniale franco-inglese

Colonizzazione inglese e francese del Nordamerica e dell'India. La guerra dei Sette anni (1756-63) dal punto di vista coloniale. Mutamenti territoriali conseguenti: o India: cessa l'espansione francese, ha via libera quella inglese. o Africa: Senegal all'Inghilterra. o America settentrionale: o Louisiana orientale e Canada ad Inghilterra; o Louisiana occidentale a Spagna, che cede Florida ad Inghilterra.

2 L'ILLUMINISMO 2.1 La ragione degli Illuministi Empirica, pratica, critica, attiva, pubblica. Contro miti, pregiudizi, tradizioni, dogmi, superstizioni, intolleranza. Un'antropologia ottimista e antimetafisica. Lettura n. 12 p. 25: Kant, Che cos' l'Illuminismo 2.2 Le radici dell'Illuminismo Illuminismo e Rinascimento: continuit, ma con radicale immanentizzazione della ragione e accentuazione spirito critico. Illuminismo e Razionalismo: continuit, ma con l'abbandono dello spirito metafisico e sistematico. Illuminismo e rivoluzione scientifica: strettissimo legame: la ragione illuministica prende come modello Newton e Bacone. Illuminismo ed empirismo: strettissimo legame con Locke, mentre rifiuta lo scetticismo di Hume. Illuminismo e borghesia: ne l'ideologia di liberazione dai vincoli feudali. 2.3 La critica della religione 2.3.1 Voltaire Contro teismo: irrazionale, superstizioso, fanatico. Pro deismo: Dio creatore e giudice non provvidente, tolleranza. Lettura n. 1 p. 12, contro il teismo; T 5 p. 571e T 8 p. 642 contro lintolleranza, leggere passim e assegnare 2.3.2 Rousseau

Naturale: o Dio esiste: origine del movimento; o Dio intelligenza: lo dimostra lordine e bellezza del mondo; o l'anima umana spirituale, attiva, libera; o nelluomo si hanno sentimenti innati conformi alla sua natura (amore di s, paura di dolore e morte, socievolezza), da cui nasce la coscienza; o Dio va onorato col cuore:

Civile: tolleranza, santit del Contratto sociale. 2.3.3 L'ateismo materialista Qualcuno ateo e materialista: naturalismo opposto alla paura che a base della religione: Lamettrie: l'uomo macchina. D'Holbach: l'uomo essere fisico e naturale. Helvtius: sensismo gnoseologico e utilitarismo morale. 2.4 Il pensiero economico 2.4.1 Fisiocrazia

agricoltura come unico settore produttivo, contrapposto al commercio (Quesnay, Turgot 3.6.2); il libero commercio dei grani. 2.4.2 Il liberismo di Smith Lettura n. 9 p. 22 Smith, libert di impresa la ricchezza delle nazioni dalla libera concorrenza; l'attenzione all'industria; la divisione del lavoro. 2.5 Illuminismo e storia: una cultura antistorica? Tesi affermativa: una ragione posta al di sopra della storia, che pretende di poter giudicare tutto, rifiutando intere epoche storiche (Medioevo) e tradizioni e separando un passato di ignoranza da un futuro di progresso. Tesi negativa: scoperta della storiografia empirica e critica. T 1-2 p. 776 Bayle, leggere segnato; T 6 p. 784 Voltaire, idem 2.6 L'Enciclopedia e la diffusione dell'Illuminismo LEnciclopedia, per la diffusione sistematica di un sapere empirico, scientifico, tecnico, critico. Accademie, salotti, giornali, massoneria.

Lettura n.20 p. 121Themelly, la massoneria 2.7 La critica del diritto e il giusnaturalismo Giusnaturalismo eversivo delle differenze giuridiche. Diritto alla ricerca della felicit, intesa come libera soddisfazione dei propri bisogni. Diritti civili: o uguaglianza giuridica, o libert di azione, nei limiti degli uguali diritti altrui, o libert di pensiero ed espressione, o sicurezza, o resistenza all'oppressione, o propriet privata. Lettura n.7 p.20 Propriet in Enciclopedia 2.8 La critica della politica Contro la legittimazione divina del potere e i suoi abusi. Lettura n. 2 p. 13 Voltaire, contro il potere divino e la guerra Stato di diritto per il bene dei cittadini (contrattualismo). Lettura n.7 p.20 Stato in Enciclopedia, assegnare Si delineano varie tendenze: o Dispotismo illuminato (Voltaire, Quesnay): un sovrano pu meglio attuare un ordine razionale.(vd. 3) o Liberalismo sul modello inglese (Montesquieu 2.8.1. ) o Democrazia (Rousseau 2.8.2) o Comunismo razionalista (Mably, Morelly) 2.8.1 Montesquieu (1689-1755)

Metodo induttivo: studiare le leggi in relazione alla condizione storico-culturale di ciascun popolo. La dottrina dei tipi di governo (cfr. Aristotele): Vd. 2.10.1 Charles Louis de Secondat barone di Montesquieu, da: De l'Esprit des Lois (1748) TIPO PRINCIPIO SOVRANO REPUBBLICA virt Popolo MONARCHIA onore Re, in base a leggi DISPOTISMO paura Uno, secondo capriccio La divisione dei poteri Lettura n. 5 p. 17, divisione poteri, vd anche, pi ampio, in Itinerari T 3 p. 566

TIPI DI GOVERNO

CORRUZIONE Eguaglianza estrema Onori, arbitrio idem

2.8.2 Rousseau (1712-78) 2.8.2.1 Lo stato di natura: l'uomo naturalmente buono Civilt e cultura non generano virt, libert felicit, anzi, il contrario. T 9 p. 789 assegnare Ne causa la propriet privata, che d potere sull'uomo. Lettura n. 3 p. 15, nascita della propriet Occorre restaurare l'uguaglianza dello stato di natura. Problema: come conciliare libert e societ, natura e cultura? 2.8.2.2 Il Contratto sociale Vd. 2.10.2 Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale Fondato sulla volont generale, con atto di totale alienazione. In cui ciascuno come suddito obbedisce a s stesso come cittadino. Sovranit inalienabile e indivisibile. Democrazia diretta, senza partiti. Lettura n. 6 p.18, democrazia diretta Lobbligo di essere liberi. Libert come istinto disciplinato.

2.8.3

Comunismo razionalista (Mably, Morelly)

Il progetto di una societ ordinata e senza differenze sociali. Lettura n. 4 p. 16 Morelly, leggere punti segnati 2.9 L'illuminismo italiano Il Caff. Pietro Verri: il negativo e il dolore come motore del genere umano; la critica della tortura. 2.9.1 Beccaria Utilitarismo: scopo della vita associata la massima felicit per il massimo numero di individui Dal contratto sociale deriva la legge (condizione del contratto), dalla legge la pena per rafforzarla. Misura delle pene: quanto basta per la pubblica sicurezza (isolamento del reo, deterrenza). Contro tortura: l'imputato non reo; non d certezza di verit. Lettura n. 3 p. 91, contro la tortura Contro pena di morte: non esiste un diritto della societ sulla vita: contro il contratto sociale, salvo il caso di pericolo per la nazione. Contro le pene sproporzionate: miglior deterrente la certezza della pena. 2.10 Testi 2.10.1 Charles Louis de Secondat barone di Montesquieu, da: De l'Esprit des Lois (1748) I. Differenza fra la natura del governo e il suo principio Dopo aver esaminato quali sono le leggi relative alla natura di ciascun governo, occorre vedere quelle che lo sono al principio di esso. Fra la natura del governo e il suo principio vi questa differenza, che la sua natura ci che lo fa essere quello che , e il suo principio ci che lo fa agire. Luna la sua struttura particolare, e laltro le passioni umane che lo fanno muovere. Ora, le leggi non devono essere meno relative al principio di ogni governo che alla sua natura. Bisogna dunque ricercare quale sia il principio. E quello che far in questo libro. II. Del principio dei diversi governi Ho detto che la natura del governo repubblicano consiste in ci che il popolo in corpo, o alcune date famiglie, vi abbia il potere sovrano: quella del governo monarchico, che il principe vi abbia il potere sovrano, ma lo eserciti secondo leggi stabilite: quella del governo dispotico, che uno solo vi governi secondo le sue volont e i suoi capricci. Non ho bisogno di pi per ritrovare i loro tre principi: ne derivano naturalmente. Comincer dal governo repubblicano, e parler dapprima del democratico. III. Del principio della democrazia Non ci vuole molta probit perch un governo monarchico o un governo dispotico si mantenga o si sostenga. La forza delle leggi nelluno, il braccio del principe sempre alzato nellaltro, regolano e tengono a freno tutto. Ma in uno stato popolare ci vuole una molla di pi, che la VIRTU. Quello che dico confermato dallintero complesso della storia, ed pienamente conforme alla natura delle cose. Poich chiaro che in una monarchia, dove chi fa eseguire le leggi si giudica al di sopra delle leggi stesse, si ha minor bisogno di virt che in un governo popolare, dove chi fa eseguire le leggi sente di esservi sottomesso lui stesso e di portarne il peso. chiaro altres che il monarca il quale, perch mal consigliato o per negligenza, cessa di far eseguire le leggi, pu facilmente rimediare al male: basta che cambi il Consiglio, o si corregga al punto di questa negligenza. Ma quando, in un governo popolare, le leggi hanno cessato desser messe in esecuzione, siccome ci non pu dipendere che dalla corruzione della repubblica, lo Stato gi perduto. [...] IV. Del principio dellaristocrazia Come nel governo popolare necessaria la virt, ce ne vuole anche nellaristocrazia, ma vero che non vi richiesta in modo tanto assoluto. Il popolo, che , rispetto ai nobili, quello che i sudditi sono rispetto al monarca, tenuto a freno dalle loro leggi. Ha quindi minor bisogno di virt di quanto non ne abbia il popolo nella democrazia. Ma come saranno tenuti a freno i nobili? Coloro che dovranno far eseguire le leggi contro i loro colleghi, sentiranno per prima cosa di agire contro se stessi. La virt dunque necessaria in questo corpo, per la natura stessa della costituzione. Il governo aristocratico ha di per s una certa forza che la democrazia non ha. I nobili vi formano un corpo che, per la sua prerogativa e il suo interesse privato, reprime il popolo: basta che vi siano delle leggi, perch vengano messe in esecuzione a tale scopo. Ma per questo corpo altrettanto facile reprimere gli altri, quanto difficile reprimere se stesso. La natura di questa costituzione tale, che sembra mettere le stesse persone sotto la potest delle leggi, e insieme sottrarle ad essa. Ora, un corpo siffatto pu reprimere se stesso in due modi soltanto: mediante una grande virt, che faccia s che i nobili si trovino in qualche modo uguali al popolo, il che pu formare una grande repubblica; o mediante una virt minore, cio una certa moderazione, che rende i nobili per lo meno uguali a se stessi, il che fa la loro conservazione. Lanima di questi governi dunque la moderazione. Intendo quella che fondata sulla virt, non quella che nasce dalla vilt e dalla pigrizia dellanimo.

V. La virt non il principio del governo monarchico Nelle monarchie, la politica fa operare le grandi cose col minimo di virt possibile: come, nelle pi belle macchine, larte impiega il minor numero possibile di movimenti, di forze e di ruote. Lo Stato sussiste indipendentemente dallamor di patria, dal desiderio di vera gloria, dallabnegazione, dal sacrificio dei pi cari interessi, e da tutte quelle virt eroiche che troviamo in tutti gli antichi, e delle quali abbiamo soltanto udito parlare. Le leggi vi tengono luogo di tutte quelle virt, di cui non si ha nessun bisogno; lo Stato ve ne dispensa: unazione che si compie senza chiasso , in certo modo, senza conseguenze. Sebbene tutti i reati siano pubblici per loro natura, si distinguono tuttavia i reati veramente pubblici dai reati privati, cos detti perch offendono il particolare pi che la societ intera. Ora, nelle repubbliche, i delitti privati sono pi pubblici, cio offendono la costituzione dello Stato pi che i particolari; e nelle monarchie i delitti pubblici sono pi privati, in quanto colpiscono le fortune particolari pi che la costituzione dello Stato stesso. Io prego che nessuno si offenda per quello che ho detto: parlo secondo le storie tutte. So benissimo che non raro che vi siano principi virtuosi; ma dico che, in una monarchia, difficilissimo che il popolo lo sia. Si legga quello che gli storici di tutti i tempi hanno detto sulla corte dei monarchi; si ricordino i discorsi degli uomini di tutti i paesi sullo spregevole carattere dei cortigiani: non sono, queste, speculazioni filosofiche, ma una triste esperienza. Lambizione nellozio, la bassezza nellorgoglio, il desiderio di arricchire senza lavorare, lavversione per la verit, ladulazione, il tradimento, la perfidia, labbandono di tutti gli impegni presi, il timore della virt del principe, la speranza delle sue debolezze, e, pi di tutto, il perpetuo ridicolo gettato sulle virt, formano, a parer mio, il carattere della maggior parte dei cortigiani, segnalato in tutti i luoghi e i tempi. Ora, assai difficile che la maggior parte dei notabili di uno Stato siano disonesti, e che gli inferiori siano persone virtuose; che quelli siano truffatori, e che questi acconsentano ad essere sempre truffati. Ch se nel popolo c qualche disgraziato uomo virtuoso, il cardinale Richelieu insinua, nel suo testamento politico, che un monarca deve guardarsi bene dal servirsene. Tant vero che la virt non la molla di questo governo! Certo non ne esclusa: ma non ne la molla. VI. Come si supplisce alla virt nel governo monarchico Mi affretto a proseguire, e a grandi passi, affinch non si creda che io faccia una satira del governo monarchico. No: se manca di una molla, ne ha unaltra. LONORE, vale a dire il pregiudizio di ogni persona e di ogni condizione, prende il posto della virt politica di cui ho parlato e la rappresenta ovunque. Pu ispirare le azioni pi belle; pu, unito alla forza delle leggi, condurre al fine del governo come la virt stessa. Cos nelle monarchie ben regolate tutti saranno presso a poco buoni cittadini, e si trover di rado qualcuno che sia virtuoso, poich, per essere virtuosi bisogna avere intenzione di esserlo, e amare lo Stato non tanto per s, quanto per lo Stato stesso. VII. Del principio della monarchia Il governo monarchico presuppone, come abbiamo detto, delle preminenze, dei ranghi, e perfino una nobilt originaria. La natura dellonore di richiedere preferenze e distinzioni; dunque, per la cosa stessa, al suo posto in questo governo. Lambizione perniciosa in una repubblica. Produce buoni effetti nella monarchia; d la vita a questo governo; e offre questo vantaggio, che in esso non pericolosa perch pu esservi continuamente repressa. Si direbbe che avvenga come nel sistema delluniverso, dove una forza allontana senza posa dal centro tutti i corpi e una forza di gravit ve li riporta. Lonore fa muovere tutte le parti del corpo politico, le lega con la sua azione stessa, e accade che ognuno va verso il bene comune, credendo di andare verso i propri interessi particolari. vero che, da un punto di vista filosofico, un falso onore quello che guida tutte le parti dello Stato; ma questo falso onore altrettanto utile al pubblico di quanto lo sarebbe quello vero ai privati che potessero averlo. E non gi molto obbligare gli uomini a compiere le azioni difficili, e che richiedono forza, senza altra ricompensa che la risonanza di quelle azioni? [...] IX. Del principio del governo dispotico Come in una repubblica ci vuole la virt, in una monarchia lonore, cos in uno Stato dispotico ci vuole la PAURA: quanto alla virt, non vi necessaria, e lonore vi sarebbe pericoloso. Il potere immenso del principe passa tuttintero a coloro ai quali lo affida. Persone capaci di stimare molto se stesse sarebbero in grado di farvi delle rivoluzioni. Bisogna perci che la paura vi abbatta ogni coraggio e vi spenga fin lultimo sentimento dambizione. (... ) XII. Riflessione su tutto questo Tali sono i principi dei tre governi: il che non significa che, in una data repubblica,si sia virtuosi, ma che bisognerebbe esserlo. Ci non prova nemmeno che, in una certa monarchia, tutti abbiano lonore, e che, in un particolare Stato dispotico, tutti abbiano paura, ma che bisognerebbe averne: senza di che il governo sar imperfetto. 2.10.2 Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale PREFAZIONE L'uomo nato libero, ma dovunque in catene. Anche chi crede di esser padrone degli altri, pi schiavo di loro. Come avviene questo mutamento? Lo ignoro. Che cosa pu renderlo legittimo? Credo di poter risolvere questo problema. [] l'ordine sociale un diritto sacro, che sta a base di tutti gli altri. Tuttavia questo diritto non deriva dalla natura, ma fondato su convenzioni. Si tratta dunque di sapere quali esse siano. Per far ci, necessario che io dimostri quello che ho soltanto enunciato.

IL PATTO SOCIALE. Faccio l'ipotesi che gli uomini siano giunti a quel punto, in cui gli ostacoli che nuocciono alla loro conservazione nello stato di natura, superino con la loro resistenza le forze di cui ciascun individuo pu disporre per mantenersi in quello Stato. Allora quello stato primitivo non pu pi sussistere e il genere umano perirebbe se non mutasse modo di vita. Siccome gli uomini non possono creare forze nuove, ma soltanto riunire e dirigere quelle gi esistenti, non hanno altro mezzo per conservarsi che formare, associandosi, una somma di forze che possa superare le resistenze, metterle in atto per unico impulso e farle agire armonicamente. Questa somma di forze pu nascere soltanto dal concorso di molti; ma, essendo la forza e la libert di ogni uomo i primi strumenti della sua conservazione, come potr spogliarsene senza danneggiarsi e senza trascurare la difesa di se stesso? Questa difficolt, riportata al mio assunto, pu enunciarsi cos: "Trovare una forma di associazione che difenda e protegga con tutta la forza comune la persona e i beni di ogni associato e per la quale ciascuno, unendosi a tutti, non obbedisca che a se stesso, e resti libero come prima". Questo il problema fondamentale, che il Contratto sociale risolve. Le clausole di questo contratto sono dalla natura dell'atto cos ben determinate, che la pi piccola modificazione le renderebbe vane e di nessun effetto; di modo che, sebbene forse non siano mai state formalmente enunciate, tuttavia sono le stesse dovunque, dovunque tacitamente ammesse e riconosciute sin tanto che per la violazione del patto sociale ognuno rientri nei suoi originari diritti e riprenda la sua libert naturale, perdendo la libert convenzionale per la quale vi ha rinunciato. Queste clausole si riducono in fondo a una sola: cio, l'alienazione totale di ogni associato, con tutti i suoi diritti, a tutta la comunit; poich, in primo luogo, dandosi ognuno tutto intero, tale condizione la stessa per tutti; e, essendo eguale per tutti, nessuno ha interesse di renderla pi grave agli altri. Inoltre, poich l'alienazione si fa senza riserva, l'unione la pi perfetta possibile e nessun associato ha alcunch da reclamare, poich, se ai singoli restasse qualche diritto, non essendovi un superiore comune che possa risolvere eventuali conflitti, ognuno, essendo in certo modo il proprio giudice, finirebbe col pretendere di esserlo di tutti: lo stato di natura risorgerebbe e l'associazione diventerebbe o tirannica o inutile. Infine, ciascuno, dandosi a tutti, non si d a nessuno, e poich non v' un solo associato su cui non si abbia lo stesso diritto ch'egli ha su se stesso, il guadagno equivale alla perdita di per tutti e ne deriva per ciascuno una maggiore forza per conservare quanto egli ha. Perci, se si elimina dal patto sociale ci che non ne fa parte essenziale, si trover che pu ridursi in questi termini: Ciascuno di noi mette in comune la sua persona ed ogni suo potere sotto la suprema direzione della volont generale; e noi tutti in corpo consideriamo ogni singolo membro come parte indivisibile del tutto. Subito al posto della persona singola di ogni contraente, quest'atto di associazione crea un corpo morale e collettivo, composto di tanti membri quanti sono i voti dell'assemblea, che riceve da quest'atto stesso la sua unit, il suo io comune, la sua vita e la sua volont. Questa persona pubblica, formata dall'unione di tutte le altre, che si chiamava in altri tempi citt, oggi repubblica o corpo politico, chiamato ora, dai suoi membri, col nome di Stato quando passivo, sovrano quando attivo, potenza in rapporto ai suoi simili. Per quanto riguarda gli associati, essi prendono il nome collettivo di popolo e individualmente sono cittadini, in quanto partecipano dell'autorit sovrana, e sudditi, in quanto obbediscono alle leggi dello Stato. Ma questi termini spesso si confondono e si usa l'uno per l'altro; basta tuttavia saperli distinguere quando si vogliono usare in tutta la loro precisione. LO STATO CIVILE. Questo passaggio dallo stato di natura allo stato di civilt produce nell'uomo un mutamento assai notevole, sostituendo nella sua condotta all'istinto la giustizia, e dando alle sue azioni quella moralit che prima loro mancava. Allora soltanto, il dovere succede all'impulso fisico, il diritto all'appetito: e l'uomo, che fin allora non aveva considerato altro che se stesso, costretto ad agire con altri princpi e ad ascoltare la ragione prima di cedere alle inclinazioni. Bench in questo stato perda molti vantaggi che ha per natura, ne guadagna altri ben grandi, le sue facolt si acuiscono e si sviluppano, le sue idee si allargano, i sentimenti si elevano, la sua anima s'innalza al punto che, se gli abusi di questa nuova condizione non lo riportassero spesso al disotto di quella da cui uscito, dovrebbe benedire sempre il momento che ve lo ha strappato per sempre e che, da animale stupido e deficiente, ne ha fatto un essere intelligente, un uomo. Riduciamo questo bilancio in termini di facile paragone: quel che l'uomo perde col contratto sociale, la sua libert naturale e un diritto illimitato su tutto ci che lo tenta e che pu raggiungere: quel che guadagna la libert civile e la propriet di tutto ci che possiede.

Per non sbagliarsi in queste compensazioni bisogna distinguere la libert naturale, che ha per solo limite le forze dell'individuo, dalla libert civile, che limitata dalla volont generale: e il possesso, che solo l'effetto della forza o il diritto del primo occupante, dalla propriet, che fondata su un titolo positivo. Oltre a ci che precede si potrebbe aggiungere all'attivo dello stato civile, la libert morale, che sola pu render l'uomo veramente padrone di s; poich l'impulso del solo appetito schiavit mentre l'obbedienza alla legge che ci si prescritta libert. Ma mi son gi fermato abbastanza su quest'argomento e il significato filosofico della parola libert non fa parte del mio tema. LA SOVRANIT INALIENABILE. La prima e pi importante conseguenza dei principi qui stabiliti che soltanto la volont generale pu dirigere le forze dello Stato secondo il fine della sua istituzione, che il bene comune; perch se l'opposizione degl'interessi particolari ha reso indispensabile la formazione delle societ, l'accordo di questi stessi interessi l'ha resa possibile. Quel che v' di comune in questi diversi interessi forma il vincolo sociale; e se non vi fosse un punto in cui tutti gl'interessi convergono, nessuna societ potrebbe esistere. Ora, soltanto su quest'interesse comune la societ deve essere governata. Perci dico che la sovranit, non essendo altro che l'esercizio della volont generale, non pu mai alienarsi, e che il sovrano; che un ente collettivo, non pu essere rappresentato che da se stesso: il potere pu essere trasmesso, ma non la volont. Infatti, se non impossibile che una volont individuale si accordi su qualche punto con la volont generale, impossibile per che quest'accordo sia duraturo e costante; poich la volont particolare tende, per natura, alle preferenze e la volont generale all'eguaglianza. [] Dunque, se il popolo promette semplicemente di obbedire, per tale atto si dissolve e perde la sua qualit di popolo: nel momento stesso in cui v' un padrone, non v' pi sovrano e quindi il corpo politico distrutto.[] LA SOVRANIT INDIVISIBILE. Per la ragione stessa per cui inalienabile, la sovranit indivisibile; poich la volont o o non generale; o quella del corpo del popolo, o soltanto di una parte. [] Ma i nostri politici, non potendo dividere la sovranit nel suo principio, la dividono nel suo oggetto; la dividono in forza e volont, in potere legislativo e in potere esecutivo; in diritto d'imposta, di giustizia e di guerra; in amministrazione interna e in potere di trattare con l'estero: talvolta ne confondono tutte queste parti, altra volta le separano. [] Quest'errore deriva dal fatto di non essersi formate nozioni precise dell'autorit sovrana, e di aver preso come parti di quest'autorit quelle che erano solo emanazioni di essa. Cos, per esempio, l'atto di far la guerra e quello di concluder la pace sono stati considerati atti di sovranit; e non cos, perch ciascuno di questi atti non una legge, ma soltanto un'applicazione della legge, un atto particolare che determina il caso della legge, come si vedr con tutta chiarezza quando sar fissata l'idea contenuta nella parola legge. [] SE LA VOLONT GENERALE POSSA ERRARE. [] Spesso v' molta differenza tra la volont di tutti e la volont generale; quest'ultima mira solo all'interesse comune; l'altra all'interesse privato e non che una somma di volont particolari: ma togliete da queste stesse volont il pi e il meno, che tra loro si annullano, e resta per somma delle differenze la volont generale, e la deliberazione sarebbe sempre buona. Ma quando si creano fazioni e associazioni parziali a spese della grande, la volont di ciascuna di queste associazioni diventa generale rispetto ai suoi membri e particolare rispetto allo Stato: si pu dire allora che i voti non sono tanti quanti gli uomini, ma tanti quante le associazioni. Le differenze diventano meno numerose e danno un risultato meno generale. Infine, quando una di queste associazioni cos grande da superar tutte le altre, il risultato non pi una somma di piccole differenze, ma un'unica differenza; allora non vi pi volont generale e il parere che prevale un parere particolare. Importa dunque, per avere l'espressione della volont generale, che non vi siano societ parziali nello Stato; e che ogni cittadino pensi per conto suo; questa fu l'unica e sublime istituzione del grande Licurgo. Se vi sono societ parziali, bisogna moltiplicarne il numero e prevenirne l'ineguaglianza, come fecero Solone, Numa, Servio. Queste sono le sole precauzioni perch la volont generale sia sempre illuminata e perch il popolo non si sbagli. LA VOLONT GENERALE INDISTRUTTIBILE. Finch molti uomini riuniti si considerano come un sol corpo, essi non hanno che una sola volont la quale riguarda la conservazione comune e il generale benessere. Allora tutte le risorse dello Stato sono operanti e semplici, le sue norme sono chiare e luminose: non ha interessi ingarbugliati e contraddittori; il bene comune si rivela con evidenza dovunque e non c' bisogno che di buon senso per riconoscerlo. La pace, l'unione, l'eguaglianza sono nemiche delle sottigliezze politiche.[] Un tale Stato ha bisogno di ben poche leggi; e, a mano a mano che diventa necessario promulgarne di nuove, questa necessit riconosciuta universalmente. [] Ma quando il vincolo sociale comincia a rilassarsi lo Stato ad indebolirsi, quando incominciano ad imporsi gl'interessi particolari e le piccole associazioni ad influire sulle grandi, l'interesse comune si sposta e trova degli oppositori; nei voti non c' pi l'umanit; la volont generale non pi la volont di tutti; ci sono contraddizioni,

lotte; il parere migliore non passa senza discussioni. Finalmente quando lo Stato, prossimo alla rovina, non esiste che in forma illusoria e vana e il vincolo sociale spezzato in tutti i cuori e il pi vile interesse prende sfacciatamente il nome sacro di bene pubblico, allora la volont generale si fa muta; tutti, spinti da segreti motivi, non giudicano pi come cittadini, ma come se lo Stato non fosse mai esistito; e falsamente si fanno passare col nome di leggi decreti iniqui che non hanno altro fine che l'interesse particolare.

L'ASSOLUTISMO ILLUMINATO Un assolutismo riformatore, razionalizzatore, uniformatore per rafforzare stato ed esercito. Si appoggia a borghesia contro nobilt e clero, senza sconvolgere del tutto la societ di ordini. Giurisdizionalismo e scioglimento dei gesuiti: Chiesa sotto controllo dello stato per l'educazione morale e civica. 3.1 Austria 3.1.1 Maria Teresa (1740-80) 4.3.2 , la regina massaia Uniformit amministrativa di Austria e Boemia, centralit del governo Catasto e abolizione privilegi fiscali. Parziale emancipazione di contadini; riforma delle scuole, delle corporazioni, dei commerci. Le riforme non toccano l'Ungheria, premiata per la sua fedelt nella guerra di successione 3.1.2 Giuseppe II (1780-90, ma gi coreggente dal 1765), il re sagrestano Lettura n.11 p. 102 Valsecchi, le drastiche riforme di Giuseppe II Totale abolizione servit, corporazioni e giustizia signorile Totale uniformit amministrativa. Libera circolazione merci. Codice civile, penale, di procedura. Matrimonio contratto, ammesso il divorzio tra non cattolici. Giurisdizionalismo, tolleranza. Lettura n. 1 p.88 Patente di tolleranza 3.2 Italia 3.2.1 Milano Collaborazione tra illuministi e M.Teresa (ammodernamento agricoltura e amministrazione, catasto), difficili rapporti con il rigido riformismo e giurisdizionalismo di Giuseppe II. 3.2.2 Toscana Pietro Leopoldo (1765-90) Liberismo, catasti, bonifiche, tentativi di riforma agraria. Codice, abolizione pena di morte e tortura. Lettura n. 4 p.92, editto di riforma del codice penale Giurisdizionalismo, giansenismo, Scipione de' Ricci. Lettura n. 2 p.89, Scipione de Ricci, programma di riforme 3.2.3 Napoli Carlo III di Borbone (1735-59), ministro Tanucci: riforme giurisdizionaliste e antifeudali. Scarsi gli effetti pratici: non intaccano le propriet nobiliari ed ecclesiastiche. Lettura n.5 p.93 Filangieri su manomorta; Lettura n. 17 p. 115 Zangheri su fallimento riforme tributarie 3.2.4 Parma: Condillac, Petitot. 3.2.5 Regno di Sardegna Vittorio Amedeo II (1683-1730): un riformismo da assolutismo secentesco, centralista e militarista. 3.3 Prussia: Federico II (1740-86), il re-sergente Tolti agli Junker i privilegi di giurisdizione; confermati i loro privilegi sociali (servit, diritti di prelievo signorile) e la loro funzione militare e burocratica. Sviluppo economia: strade, canali; mercantilismo, manifatture di lusso e metallurgia. Istruzione elementare militaresca. Tolleranza religiosa. Forte esercito (leva di otto anni, estrema disciplina). 3.4 Russia: Caterina II (1762-96) Principessa tedesca, sale al potere facendo uccidere il marito Pietro III, alleatosi con la Prussia durante la guerra dei sette anni. Espansione: Polonia, Crimea, Ucraina; colonizzazione Ucraina rivolta Pugav. Tentativi di riforma (assemblea liberi), presto rientrati (1785 Carta della nobilt).

3.5 Inghilterra Gi liberale dopo la rivoluzione del 1688, non conosce l'assolutismo illuminato. 1689-1707: assestamento costituzionale: o Bill of Rights; o giudici inamovibili; o tolleranza (esclusi i cattolici); o unione Scozia; o elezioni triennali; o casata di Hannover; o abolizione censura; o whigs e tories. Primi ministri: o Walpole (1722-43): pace, sviluppo economico. o William Pitt il Vecchio (1746-60): espansionismo militare e marittimo. Giorgio III (1769-1820)cerca di rafforzare la monarchia, ma, screditato dalla rivoluzione americana, lascia spazio ai primi ministri. 3.6 Francia 3.6.1 Luigi XV (1715-1774) Indebolimento monarchia: o continuano guerre e spese; o diffusione dell'Illuminismo; o speculazione di Law; o intrighi di corte (Pompadour). o riprendono forza parlamenti e nobilt; Tentativi di riforma (dopo 1763): soppressione parlamenti e venalit uffici; inutili tentativi di tassare i nobili. 3.6.2 Luigi XVI (1774-1792) Ripristina parlamento e privilegi nobiliari. Tentativi di riforma di Turgot (fisiocratico, presto cacciato): libert di commercio e impresa; abolizione corves e corporazioni; catasto; monarchia costituzionale con assemblea nazionale.

4 EQUILIBRIO E GUERRE NEL SETTECENTO 4.1 Nuovi caratteri della guerra Guerra di equilibrio: continua l'opera diplomatica, in genere coincide con crisi dinastiche. Nuove caratteristiche degli eserciti: o eserciti di leva (rimangono per corpi mercenari); o disciplinati e inquadrati per combattere con le armi da fuoco personali; o equipaggiati e riforniti, non si dedicano al saccheggio, o le battaglie sono perci brevi e poco distruttive. 4.2 Paesi che crescono, Paesi che calano Tendenze dell'equilibrio europeo: o Inghilterra, Prussia, Russia, Savoia, Austria; o Francia, Svezia. 4.3 Le guerre del Settecento 4.3.1 Guerra di successione polacca (1733-38) I due candidati: Augusto di Sassonia (appoggiato da Austria e Russia); Stanislao Leszczynski (appoggiato da Francia, Spagna, Savoia). Combattuta in Italia (anche a Parma, alla Crocetta) e Lorena. Pace di Vienna: o Polonia ad Augusto III; o Lorena vitalizia a Leszczynski, poi a Francia; o Napoli dall'Austria a Carlo III di Borbone (si forma dinastia collaterale); o Toscana dai Medici (estinti) agli Absburgo Lorena; o Parma dai Borbone (subentrati nel 1731 ai Farnese, estinti) all'Austria; o Novara ai Savoia. Guerra di successione austriaca (1740-48) Morte di Carlo VI, Prammatica sanzione, ascesa al trono di M.Teresa 3.1.1. Federico II di Prussia attacca Slesia. Schieramento: Austria+InghilterraPrussia+Francia+Spagna+Baviera; Savoia dalla Francia all'Austria, l'Ungheria, di cui si teme (o si auspica) la rivolta rimane fedele a M.Teresa. Combattimenti in Italia, zona renana, Paesi Bassi, Polonia, Boemia. Pace di Aquisgrana: o Slesia a Prussia; o Parma ai Borbone; o Savoia raggiungono il Ticino. Guerra dei sette anni (1756-63)

4.3.2

4.3.3

Preparata dall'Austria per rifarsi della precedente. Rovesciamento alleanze :Inghilterra+PrussiaFrancia+Absburgo+Russia (presto ritiratasi). Pace di Hubertsburg: status quo in Europa, per le colonie vd n.1.2.4. 4.3.4 Spartizione della Polonia (1772, 1793, 1795) Gi in bala di Austria, Prussia e Russia. Viene spartita per compensare l'espansione russa in Ucraina e, successivamente, per evitare una ripresa della Polonia sul modello francese. 4.3.5 Erosione dell'Impero ottomano 1718: sconfitto dall'Austria, perde territori balcanici (parte Valacchia e Serbia), poi in parte recuperati. 1774 e 1783 sconfitto dalla Russia, perde Crimea e Moldavia. Si aggrava la crisi economica, culturale, di controllo delle province, ma le necessit dell'equilibrio europeo ne rallentano la disgregazione.

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4.4 Quadro Italia 1738 Toscana agli Absburgo - Lorena (estinti i Medici, guerra di successione polacca). 1738 Napoli ai Borbone (guerra di successione polacca). Savoia: Guerra Successione spagnola successione polacca successione austriaca Parma data Fino 1731 1731-38 1738-48 Dopo 1748 Primo alleato Francia Francia Francia Secondo alleato Impero / Austria risultati Monferrato, Sicilia (Sardegna), titolo reale Novara confine al Ticino

dinastia Farnese Borbone Absburgo (unita a Milano) Borbone

motivo Dinastia originaria Estinzione Farnese, passaggio per via femminile Guerra di successione polacca Guerra di successione austriaca

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LA RIVOLUZIONE ATLANTICA
5 LA RIVOLUZIONE AMERICANA Origine e definizione del termine rivoluzione. Un fatto nuovo nella storia, tipico dell'epoca moderna: la rifondazione umana del mondo. La rivoluzione atlantica: dalla societ di ordini alla societ liberale borghese. Tratti generali degli eventi dal 1776 al 1848. Riepilogo origine colonie, mercantilismo, governatori e assemblee locali, pace 1763. 5.1 Fasi 5.1.1 Malcontento dopo il 1763 Maggior controllo del contrabbando. Divieto di espansione ad ovest. Lettura n. 6 p. 94 petizione Virginia 5.1.2 La guerra d'indipendenza Tassazione (bollo, dazi doganali, t). Disputa sui poteri parlamento.

1773: rivolta del t, repressione inglese. 1776: Filadelfia, dichiarazione di indipendenza. Lettura n.7 p. 96, dichiarazione di indipendenza 1778: intervento franco-spagnolo accanto a Washington. 1783 pace di Parigi: Indipendenza delle tredici colonie, cui ceduta la Louisiana orientale. Spagna recupera Florida e Minorca; cede alla Francia la Louisiana occidentale. Francia recupera Louisiana occidentale (Napoleone la vender agli USA nel 1803). 5.2 Costituzioni 5.2.1 1777 (confederale) Congresso debole: non ha potere di tassazione n di reclutamento. Stati forti: moneta, commercio internazionale, espansione frontiere. 5.2.2 1787 (federale) Lettura n.21 p.126 Tocqueville, seconda parte Presidente eletto, capo del governo, non pu sciogliere il parlamento. Camera dei rappresentanti e Senato. Corte suprema.

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6 LA RIVOLUZIONE FRANCESE 6.1 Cause 6.1.1 Una societ di ordini anacronistica Il clero: Alto: nobile, possiede circa il 10% delle terre, ha diritto alle decime, esente dal fisco. Basso, di origine popolare, in misere condizioni. La nobilt: un ceto privilegiato senza pi funzioni reali Alta nobilt: gode di privilegi fiscali, del monopolio delle cariche militari e di corte, esercita diritti feudali (corves, propriet eminente, ecc.). Piccola nobilt: vive poveramente dei diritti feudali. Lettura n. 9 p.180 Tocqueville Il terzo stato: Alta borghesia degli affari, del commercio delle professioni. Piccola borghesia (artigiani, bottegai, affittuari). Plebe urbana (garzoni, braccianti, disoccupati). Contadini poveri e braccianti. 6.1.2 Crisi dell'assolutismo regio Finanziaria: La pesante eredit lasciata da Luigi XIV; le guerre e le spese di corte. Privilegi fiscali e inefficienza del sistema di esazione (appalti, mancanza di catasto). Politica: La debolezza dei sovrani ha lasciato spazio alla revanche nobiliare. La struttura amministrativa tradizionale, diversificata, antiquata. La borghesia non accetta pi un ruolo di collaborazione subordinata. 6.1.3 I mutamenti culturali: l'Illuminismo vd. 2 6.1.4 La crisi congiunturale Spese per la guerra contro l'Inghilterra (rivoluzione americana). Fallimento dei progetti di Turgot e Necker. Crisi agricola (aumento del prezzo del pane) e manifatturiera (disoccupazione). Resistenza dell'aristocrazia e convocazione degli Stati Generali. 6.1.5 Le fasi

Monarchico-costituzionale, suddivisibile secondo l'assemblea rappresentativa: o Stati generali (05.05.89-09.07.89) o Assemblea Nazionale Costituente (09.07.89-30.09.91) o Assemblea Legislativa (01.10.91-10.08.92) Repubblicana, suddivisibile secondo l'orientamento del gruppo al potere: o Girondini (Assemblea: Convenzione Nazionale) (20.09.92-02.06.93) o Giacobini (Assemblea: Convenzione Nazionale) (02.06.93-27.07.94) o Termidoro (Assemblea: Convenzione Nazionale) (27.07.94-26.10.95) o Direttorio (26.10-95-09.11.99)

6.2 La fase monarchico-costituzionale 6.2.1 Dagli Stati Generali all'Assemblea costituente Le elezioni: cahiers de doleance e assemblee elettorali. Lettura 1 p.168: esempio di cahier La rappresentanza: da un terzo per stato alla met per il Terzo (291, 270, 578). Voto per stato o voto per testa? 20.06.89: giuramento della Pallacorda; 09.07.89: Assemblea nazionale costituente. 14.07.89: presa della Bastiglia, Guardia nazionale, Comune di Bailly. Rivolta contadina e grande paura. Lettura n.10 p.182 Lefebvre 16.07.89: Luigi XVI riceve la coccarda tricolore: l'illusione della monarchia costituzionale.

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6.2.2

L'opera dell'Assemblea costituente

04.08.89: abolizione dei diritti feudali 26.08.89: Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino Lettura n. 2 p.170, Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino Lettura n. 18 p.199 Soboul, critica della Dichiarazione 02.11.89: requisizione dei beni ecclesiastici ed emissione degli assegnati. 12.07.90: costituzione civile del clero. Lettura n.12 p.184 Furet 03.09.91: la Costituzione: o Il Re, delegato dalla Nazione, esercita il potere esecutivo con i suoi ministri; ha potere di veto sospensivo delle leggi. o L'Assemblea legislativa, eletta con voto censitario a pi gradi, esercita il potere legislativo. o I giudici sono eletti. o Il territorio diviso in 83 dipartimenti, suddivisi in cantoni e comuni, con assemblee e cariche elettive e ampia autonomia. 6.2.3 La crisi del compromesso monarchico-costituzionale 06.10.89: marcia delle donne su Versailles: il Re alle Tuileries. esodo e complotti degli aristocratici e della corte. preti costituzionali e refrattari. 21.06.91: fuga del Re. 17.07.91: eccidio del Campo di Marte. 27.08.91: minacce di guerra alla Francia ( dichiarazione di Pillnitz). 6.2.4 Clubs e tendenze politiche nell'Assemblea legislativa(schema p.155)

Foglianti, monarchico-costituzionali, Lafayette. Giacobini, repubblicani, Robespierre. Girondini, repubblicani federalisti, Brissot. Cordiglieri, popolari, Marat, Danton, Hbert. 6.2.5 La guerra contro Austria e Prussia Voluta dai Girondini per motivi ideologici, economici e per contenere la pressione popolare; voluta dal Re per restaurare l'Ancien Rgime; avversata da Robespierre. Proclamata il 20.04.92, si rivela disastrosa per l'esercito francese, guidato da ufficiali nobili. 11.07.92: l'Assemblea legislativa proclama la patria in pericolo. 6.3 La fase repubblicana 6.3.1 La Comune insurrezionale 10.08.92: Giacobini e Cordiglieri assumono il controllo della citt di Parigi, instaurando la Comune insurrezionale, e assaltano le Tuileries, prendendo prigioniero il re. Ne conseguono: proclamazione della repubblica, autoscioglimento dell'Assemblea Legislativa, elezione di una Convenzione nazionale a suffragio universale; stragi di settembre. Lettura n.7 p. 176, La marsigliese 6.3.2 La fase girondina (20.09.92-02.06.93) 20.09.92: prima seduta della Convenzione e vittoria di Valmy. Gli schieramenti alla Convenzione: Girondini, Palude, Montagna. Condanna ed esecuzione del Re 21.03.93. Lettura n. 13 p.189 passim Furet - Richet Prima coalizione (Inghilterra, Austria, Prussia, Russia, Spagna, Savoia e stati italiani). Difficolt finanziarie ed economiche; insurrezione in Vandea. Lettura n. 14 p. 192 Soboul 03.06.93: L'assalto delle sezioni parigine alla Convenzione e l'arresto di 29 deputati girondini: inizia l'alleanza tra borghesia giacobina e popolari (sanculotti).

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6.3.3

La repubblica giacobina (03.06.93-27.07.94)

Lettura n. 19 p. 202 Hobsbawm quadro generale 6.3.3.1 La situazione 60 dipartimenti si distaccano dal governo centrale, insurrezione a Bordeaux, Marsiglia, Lione. Tolone consegna flotta ad Inglesi, repressione da parte di Napoleone. Rischio invasione; Vandea. 6.3.3.2 I provvedimenti Comitato di salute pubblica. Leva in massa e commissari politici. Economia di guerra: requisizioni, maximum, misure antispeculative. Abolizione riscatto privilegi feudali e lottizzazione terre requisite. Abolizione della schiavit nelle colonie. Costituzione dell'anno I (1793) (sospesa): suffragio universale, diritto all'insurrezione, al lavoro, all'assistenza, accentramento amministrativo. Lettura n. 3 p.171 Dichiarazione diritti 1793 Scristianizzazione, calendario rivoluzionario, culto della dea Ragione e dell'Essere Supremo. 6.3.3.3 Il Terrore Il tribunale rivoluzionario e il Comitato di sicurezza generale. Le prime vittime: Maria Antonietta, i deputati girondini, Bailly; poi Arrabbiati (Hbert) e Indulgenti (Danton). 10.06.94: legge dei sospetti: inizia il Grande Terrore. Lettura n.4 p.172, legge dei sospetti 6.3.4 Termidoro (27.07.94) Lettura n.16 p. 195 Lefebvre, cause ed eventi del colpo di stato La Convenzione, forte dei successi militari, rovescia Robespierre, abbandonato dai sanculotti, e reintegra i deputati girondini. Terrore Bianco. Abolizione dei provvedimenti economici giacobini, crollo degli assegnati, il popolo alla fame. Libert di culto. Rivolte popolari (apr- mag 95) e monarchiche (04.10.95) sedate da Bonaparte. Costituzione dell'anno III (1795): voto censitario, uguaglianza solo civile, Direttorio, due camere (Consiglio degli Anziani e Consiglio dei 500), elezioni parziali, obbligo rielezione convenzionali. Lettura n. 22 p.211 Soboul, la costituzione del 95 6.3.5 Il Direttorio (23.09.95-09.11.99) Peggiorano le condizioni economiche. Instabilit politica interna: colpo di stato antimonarchico (04.09.97) e antigiacobino (11.05.98). Congiura degli Eguali (maggio 1797). Lettura n.5 p.172 Manifesto degli Uguali Buona la situazione bellica (rimangono in guerra solo Austria e Inghilterra): si progetta l'attacco decisivo (campagne d'Italia e del Reno). 09.11.99: colpo di stato napoleonico. 6.4 Le interpretazioni Michelet: la celebrazione patriottica. Lettura n.12 p.187: la patria in pericolo

Scuola marxista: fine del feudalesimo e avvento al potere della borghesia. Cobban: la critica del mito della rivoluzione, operata in realt dagli uomini di legge. Furet: rivoluzione liberale e drapage giacobino, origine del totalitarismo. Lettura n.25 p. 217 Sic et non

Godechot: la rivoluzione atlantica. Lettura n.8 p.178

18

7 NAPOLEONE 7.1 Biografia (1769-1821) Famiglia originaria di Sarzana, appartenente alla piccola aristocrazia corsa fedele alla Francia. Ufficiale di artiglieria, espugna Tolone, ribelle ai giacobini, promosso generale a 25 anni. In disgrazia dopo Termidoro, sposa Giuseppina Beauharnais ed appoggiato da Barras. Risulter decisivo il suo intervento nei momenti di instabilit del Direttorio. 7.2 Dalla campagna dItalia al colpo di stato 7.2.1 La situazione militare al 1795: Conquistata la sinistra Reno, sono raggiunti i confini naturali. Pace con Spagna e Prussia, la questione polacca occupa le potenze europee. Rimangono da piegare Inghilterra ed Austria: si progetta una duplice offensiva antiaustriaca sul Reno e in Italia (diversiva, affidata a Napoleone). 7.2.2 La campagna dItalia Le conquiste napoleoniche o 28.04.96: Armistizio di Cherasco (abbandonata la repubblica dAlba). o 27.12.96: Repubblica cispadana (Reggio, Modena, Romagna). o 06.06.97: Repubblica ligure. o 27.07.97: Repubblica cisalpina (Lombardia, comprese BS e BG, pi ex Cispadana). o 17.10.97: Trattato di Campoformio. Le conquiste successive o 15.02.98 Repubblica romana; 23.01.99 Repubblica partenopea. o Annessione di Piemonte, Parma, Toscana. o Estate 99: caduta delle repubbliche: sanfedisti ed eserciti austro-russi. Valutazione politica o Imposte contribuzioni, consegna opere darte e requisizioni. Lettura n.16 p.280 Furet-Richet o Appoggio ai moderati piuttosto che ai patrioti. o Repubblica Cisalpina: riforme antifeudali e laiche, un ceto amministrativo locale, ma anche rivendicazioni di autonomia soffocate. Lettura n.17 p.282 Procacci o Repubblica romana: unlite borghese esclude le societ patriottiche, il popolo, inizialmente indifferente, insorge contro le spoliazioni francesi. o Repubblica partenopea: llite riformista, abbandonata dai Francesi in ritirata, isolata di fronte ai sanfedisti Letture n.6 p.260 Cuoco, la rivoluzione passiva e p. 283 De Felice, critica o Nel complesso: impossibile una vera autonomia e lalleanza tra borghesia e ceti popolari. La campagna dEgitto

7.2.3

Per estromettere l'Inghilterra dal Mediterraneo e danneggiarne i commerci con lIndia. Napoleone vittorioso, ma bloccato in Egitto (Aboukir). La controffensiva anglo - austro - russa in Italia e Olanda: Parigi in pericolo. Napoleone rientra in Francia: colpo di stato. Lettura n.1 p.254 Proclama 18 brumaio 7.3 Dal Consolato all'Impero 7.3.1 Fatti militari e diplomatici

1800 Attacco ad Austria: vittorie di Marengo e Hohenlinden. 1801 Pace di Luneville con L'Austria: conferma di Campoformio; riconoscimento delle repubbliche Elvetica, Ligure, Cisalpina, Batava. 1802 Pace di Amiens con L'Inghilterra: o l'Inghilterra riconosce la repubblica francese; o l'Inghilterra restituisce le colonie francesi ed olandesi (eccetto Trinidad e Ceylon); o Malta deve tornare ai Cavalieri, l'Egitto all'Impero ottomano; o la Francia rinuncia all'Italia centromeridionale. Italia:

19

o o 7.3.2

restaurato il quadro di Campoformio (salvo Regno dEtruria, 1801-07, sotto re spagnolo); la repubblica Cisalpina diviene Italiana (presieduta da Napoleone, forte esecutivo). La costituzione del 1799

Potere esecutivo o Tre consoli, ma prevale il Primo, che propone le leggi, nomina i funzionari e il Senato. o A livello periferico: prefetti di nomina governativa. Lettura n 11 p. 269 Furet o Censura, soppressione giornali, forte polizia. Potere legislativo: o Senato, di nomina governativa, approva le leggi e sceglie i membri delle altre due camere tra i Notabili; o Corpo legislativo, formato da Notabili prescelti dal Senato, approva le leggi; o Tribunato, formato da Notabili prescelti dal Senato, discute le leggi.

Elezione dei Notabili: o suffragio universale maschile, tutti sono candidati; o a livello comunale si elegge 1/10 dei cittadini, questi partecipano alla fase dipartimentale, tra loro il prefetto sceglie gli amministratori comunali; o a livello dipartimentale i delegati comunali scelgono 1/10 tra di loro, questi partecipano alla fase nazionale, tra di essi sono scelti i funzionari dipartimentali; o a livello nazionale i delegati dipartimentali scelgono 1/10 tra di loro, questi sono i Notabili di Francia, tra i quali sono scelti i deputati e gli alti funzionari statali. o Risultato: un'apparente democrazia e un valido sistema misto di elezione e cooptazione del personale politico e amministrativo. Potere giudiziario: magistrati di nomina governativa ma inamovibili. 7.3.3 Politica interna Politica religiosa o Concordato: riconoscimento della libert di culto; vescovi nominati dallo stato, il clero giura fedelt allo stato; la Chiesa rinuncia ai beni requisiti, lo Stato stipendia il clero. o Articoli organici: controllo statale su atti papali, uniforme regolazione statale di seminari, catechismo, liturgia. Lettura n.2 p. 255, Articoli organici I codici o Civile: uguaglianza giuridica, laicit stato, difesa propriet, libert d'iniziativa economica; nessun diritto per lavoratori e donna. Lettura n. 12 p. 271 Godechot (solo su donna) o Penale, di procedura civile e penale, commerciale.

Bilancio: pareggio del bilancio (introiti guerra), moneta stabile, riorganizzazione sistema fiscale. Istruzione: Licei e Politecnico. Successive costituzioni o 1802: Console a vita mediante plebiscito. o 1804: Imperatore mediante plebiscito e incoronazione papale (ma si autoincorona), legifera per decreti, nomina nobilt imperiale. 7.4 Dalla ripresa della guerra all'apogeo 7.4.1 Europa 1803: riprende la guerra contro l'Inghilterra (questione Malta, truppe francesi in Italia, protezionismo francese), vi entrano Austria, Russia, poi (1806) Prussia. Francia sconfitta a Trafalgar (impossibile lo sbarco), ma vince Austria, Prussia e Russia: blocco continentale 1806 Pace di Presburgo con Austria: Tirolo a Baviera, territori ex-veneti a Regno Italico (vd.7.4.2), fine del Sacro Romano Impero. 1807 Pace di Tilsit con Russia e Prussia: Regno di Westfalia a Gerolamo Bonaparte, formazione del Granducato di Varsavia, alleanza franco-russa contro Inghilterra e Impero Ottomano. 1809: nuova sconfitta austriaca; pace di Schnbrunn: l'Austria perde lo sbocco al mare e altri territori di confine, alleanza forzosa con la Francia, matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Absburgo. Il sistema continentale. Carta p. 251

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7.4.2

Italia (Carta p.252)

1805: la Repubblica cisalpina diviene Regno italico (Re Napoleone). 1806: annessi al regno Veneto, Istria, Dalmazia. 1806: conquista di Napoli (non della Sicilia): Re Giuseppe Bonaparte, poi (1808) Gioacchino Murat. 1809: Conquista dello Stato della Chiesa, annesso allImpero (eccetto Marche, al Regno dItalia). 1809: (Schnbrunn): Istria e Dalmazia alle Province Illiriche, Trentino al Regno dItalia. Regno dItalia: strade, unificazione misure, moneta, mercato, diritto civile e commerciale, ordinamento amministrativo; sacrificata la manifattura alle esigenze francesi, pesano il blocco continentale e la coscrizione, condizioni popolari non migliorate. Lettura n.23 p.295 Candeloro Regno di Napoli: leggi eversive del feudalesimo (aboliti vincoli feudali, terre in parte lottizzate, finiscono in mano alla borghesia agraria arretrata, anzich ai contadini). Lettura n. 24 p. 298 Woolf Quale il ruolo dei giacobini italiani? Lettura n.21 p. 290 Cantimori 7.5 Crisi e caduta 7.5.1 Le prime difficolt

1808: conquista Spagna, ma guerriglia con appoggio inglese; la borghesia ottiene la Costituzione e di Cadice (1812). Ribellione in Tirolo (Andreas Hofer). Malcontento in Italia (tasse, coscrizione, blocco). Malcontento in Olanda (il fratello preferisce lasciare il trono). Malcontento russo: blocco continentale, mancato aiuto contro Ottomani. Spirito nazionalit in Germania e riforme in Prussia. Lettura n. 7 p. 262 Fichte Societ segrete, spirito nazionale e romantico. 7.5.2 La campagna di Russia 1810: Russia si ritira dal blocco continentale. 1812: Campagna di Russia. Lettura n. 26 p. 302 Borodino, Mosca 1813: Lipsia (Inghilterra, Russia, Austria, Prussia, Svezia, stati tedeschi). 1814: esilio all'isola d'Elba. 1815: cento giorni e Waterloo. 7.6 Importanza storica Dalla rivoluzione. alluomo forte: stabilizzazione politica, economica, sociale, religiosa. Diffusione delle idee rivoluzionarie: trasformazioni giuridiche, amministrative, culturali. Lettura n. 10 p. 266 Godechot, effetti positivi e negativi delloccupazione francese Sorgono aspirazioni nazionali: reazione alloppressione napoleonica e al cosmopolitismo illuminista.

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8 LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE 8.1 I fattori della rivoluzione industriale 8.1.1 Perch proprio in Inghilterra? Dispone dei necessari fattori produttivi: Manodopera (vd.8.1.2 .). Capitali derivanti dall'agricoltura (vd 8.1.3 ) e dal commercio, sistema finanziario (vd. 8.1.6). Materie prime: cotone dalle colonie, lana all'interno, carbone e ferro all'interno. Ceto imprenditoriale. Innovazioni tecniche (vd. ). 8.1.2 L'aumento della popolazione Raddoppio nel corso del '700 e di nuovo nell''800. Lettura n. 9 p.343Wrigley, aumento popolazione e rendimento agricolo; grafico p.319 Cause: riduzione epidemie, pi igiene, maggior produttivit terra, patata, mais. 8.1.3 La trasformazione delle campagne Enclosures; grandi tenute, miglioramento attrezzature, rotazione continua, stabulazione, prati artificiali: agricoltura capitalistica, proletarizzazione contadini poveri e braccianti. Lettura 10 p.346 Mantoux, effetti delle enclosures; grafico p.320, Maggiore domanda di ferro per le attrezzature. 8.1.4 Le macchine e la fabbrica Lettura n. 11 p. 348 Landes, macchine, fabbrica, tecnica autopropulsiva; grafico p.320-321 Settore tessile: dal lavoro a domicilio alla manifattura ad energia idraulica alla fabbrica: spoletta volante 1764, telaio meccanico 1785, macchina a vapore 1769. Settore siderurgico: macchina a vapore per il prosciugamento delle miniere, carbone coke, puddellaggio. 8.1.5 La rivoluzione dei trasporti Canali e strade. Lettura 13 p.353 Ashton, canali, strade, ferrovie, locomotiva Le invenzioni: locomotiva 1814, piroscafo 1819, ferrovia a vapore1825. Costruzione reti da 1830 per Inghilterra, da 1850 per Europa, completamento intorno 1870 Effetti: riduzione tempi e costi dei trasporti, forte incremento dei commerci; sviluppo industria siderurgicomeccanica e sistema finanziario. 8.1.6 Il nuovo ruolo della banca Diffusione societ per azioni, nuove forme di risparmio (titoli azionari e obbligazionari). Banche di credito immobiliare. Lettura n. 14 p. 355 Luzzatto, funzione banche per ferrovie 8.1.7 La libert dell'impresa

La libera concorrenza fonte di ricchezza (Smith, Bentham)liberismo sfrenato. Lettura n. 1b p. 332, petizione industriali, n. 2 p. 333 relazione parlamentare Divieto per gli operai di formare associazioni (assimilate alle vecchie corporazioni). 8.1.8 Divisione del lavoro Adam Smith: la maggior produttivit derivante dalla divisione del lavoro. Lettura 6 p.338, spilli 8.2 La classe operaia 8.2.1 La condizione operaia

L'alienazione del lavoro: alienazione e mercificazione del lavoro, facilit di licenziamento, prolungamento tempi di lavoro, legge ferrea dei salari, lavoro femminile e infantile. Lurbanesimo: gli slums. Disgregazione delle reti sociali protettive, alcolismo.

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Il dibattito sulla condizione operaia. Letture n. 3 p. 335 n. 20 p. 369 Marx n. 22 p. 373 Fohlen n. 24 p. 378 Mumford n. 19 p. 368 Engels n. 25 p. 382 Sic et non La nascita della coscienza operaia

protesta di un operaio concorrenza tra operai donne bambini in fabbrica fabbriche e slums alcolismo e malcostume divergenti valutazioni della condizione operaia

8.2.2

Antimacchinismo e Luddismo. Manifestazioni, cortei operai, Peterloo 16.08.1819. Societ di mutuo soccorso, Trade Unions, cooperative. Cartismo. Owen. Letture n. 1a p. 332 petizione lavoratori n. 21 p. 371 Mantoux distruzione macchine n. 17 p. 364 Thompson organizzazione dei cortei operai n. 14 p. 649 cap. X Briggs quadro generale organizzazioni operaie n. 6 p. 519 Cap VIII Petizione cartista n. 8 p. 342 Owen Progetto di nuovi ordinamenti 8.2.3 Le prime riforme in Inghilterra (vd cap. VIII .7 p.505) 1824: Legalizzazione associazioni operaie; 1831: limiti al lavoro minorile. Lettura n. 7 p. 341 testo legge 1832: riforma elettorale: o ridistribuzione dei seggi parlamentari: eliminazione dei cosiddetti borghi putridi incremento dei seggi delle grandi citt, dei centri industriali, dellIrlanda e della Scozia; o elettorato quasi triplicato grazie allabolizione di vari requisiti finanziari e di residenza: il potere politico pass dallaristocrazia terriera alla borghesia. 1846: abolizione corn law; 1847: giornata lavorativa di 10 ore. Sic et non cap. VIII p. 544, ombre e luci nel processo riformatore inglese 8.3 La seconda fase dell'industrializzazione Periodo di forte crescita, interrotto solo dalla crisi del 1846-49 e relativa fase rivoluzionaria. Industrializzazione Francia, Belgio, Boemia, Germania renana, Prussia, Svizzera, Scandinavia, USA. Settore trainante: metalmeccanico (ferrovie). Sviluppo del sistema finanziario e incremento circolante (oro California ed Australia). Liberismo; urbanesimo. Crescita numerica e di coscienza del proletariato, crescita del movimento operaio. Lettura n. 8 p. 473 Caracciolo, quadro industrializzazione europea anni 30 8.4 Il socialismo utopistico francese N.B.: Trattazione nel cap: V, testi nel cap. X Saint Simon o Pi positivista che socialista: la dottrina del progresso attraverso epoche critiche e organiche. o Classi produttive e improduttive: l'alleanza operai industriali. o Il nuovo cristianesimo sotto la guida degli scienziati. Fourier o Contro la divisione del lavoro per il lavoro attraente e vario secondo le passioni. o La vita comune nei falansteri. Lettura n.3 p. 627 Blanqui o Condizione di schiavit dell'operaio a causa della propriet privata dei mezzi di produzione. o La presa del potere (dittatura del proletariato) mediante l'insurrezione di tipo babuvista. Proudhon o "La propriet un furto": contro la propriet capitalistica dei mezzi di produzione per lo sfruttamento del lavoro. o Per una societ di produttori liberi dallo stato, dalla religione, dall'autorit.

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Blanc o Gli opifici sociali istituiti dallo stato per assorbire la disoccupazione, evitare le crisi di sovrapproduzione, superare il capitalismo attraverso la libera concorrenza. Lettura n. 15 p. 651 Bravo caratteri comuni n. 2 p. 625 Saint Simon la parabola n. 4 p. 629 Blanqui la schiavit n. 7 p. 633 Lamennais la schiavit n. 5 p. 631 Proudhon propriet e possesso n. 6 p. 632 Blanc ateliers sociaux

8.5 Marx 8.5.1 I fondamenti teorici 8.5.1.1 Socialismo scientifico dall'analisi scientifica delle tendenze sociali il necessario affermarsi del comunismo, non su base etica, egalitaria, volontaristica, utopista. 8.5.1.2 Materialismo storico La spiegazione della dinamica storica a partire dall'attivit produttiva dell'uomo attraverso: i modi di produzione, i rapporti sociali, le contraddizioni tra gli stessi (struttura); i conflitti tra le classi; senza ricorrere a spiegazioni basate sulla politica, la cultura, la religione, che sono soltanto sovrastruttura. 8.5.2 L'analisi storica Lettura n. 8 p.635 Marx, dal Manifesto, borghesia e proletariato 8.5.2.1 La borghesia Da classe subalterna nel sistema feudale a classe dominante. Sviluppa oltre ogni limite raggiunto la produzione. Mondializza il mercato, rompe ogni vincolo e particolarismo. Semplifica drasticamente i rapporti sociali. costretta a rivoluzionare costantemente tutti i rapporti produttivi e sociali Provoca necessariamente crisi di sovrapproduzione sempre pi ampie. Lettura n. 11 p 644 Engels, le crisi di sovrapproduzione 8.5.2.2 Il proletariato: Possiede solo la propria forza lavoro. Aliena la propria forza lavoro e con ci s stesso. Lettura n. 9 p. 641 plusvalore Associato alla borghesia nella sua lotta antiaristocratica, ne risulta politicamente educato. Acquista crescente coscienza di classe e unit. Non ha interessi propri da difendere, travolger con la rivoluzione il dominio borghese. 8.5.3 La futura societ Una societ senza classi, propriet, stato. Dove lattivit produttiva umanizzante. Dove il libero sviluppo di ciascuno sia la condizione del libero sviluppo di tutti. Da ciascuno secondo le capacit, a ciascuno secondo i bisogni. Lettura n. 19 p. 667 Mc Lellan, La futura societ

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9 L'ET DELLA RESTAURAZIONE 9.1 Tendenze culturali 9.1.1 Romanticismo N.B.: Si rinvia a filosofia per un successivo approfondimento. Ambiguit sul piano politico: aspetti conservatori (tradizionalismo storicista, organicismo, religiosit ultramontana) e aspetti innovatori (il mito della patria e l'amore per la libert). Letture n.6 p.411 Omodeo, caratteri Romanticismo; n.7 p.414 Chabod, Nazione e Patria 9.1.2 Cultura della Restaurazione Proposta di una societ organica e tradizionalista, fondata sul cristianesimo, controllata dalla Chiesa, strutturata in ordini in opposizione all'empiet e all'individualismo illuminista. Lett. n.1 p.404 De Maistre contro Rousseau, n. 2 p. 405 von Haller, contro contrattualismo Non si abbandona del tutto quanto compiuto in epoca illuminista e napoleonica nel campo dell'ammodernamento amministrativo e legislativo, ma si torna all'alleanza trono-altare. 9.2 Il congresso di Vienna Lettura n.12 p.425 Hobsbawm, quadro generale; Carte p. 401-402 Dura da settembre 1814 a giugno 1815. Vi partecipano tutti gli stati europei, ma determinanti sono Inghilterra (lord Castlereagh), Austria (Metternich), Prussia (von Hardenberg), Russia (Nesselrode), Francia (Talleyrand: la Francia vittima di Napoleone) 9.2.1 I princpi e la carta geopolitica d'Europa Legittimit o Restaurazione o Restaurati i legittimi sovrani nei rispettivi Stati e relativi territori (compresa la Francia), salvo l'applicazione del criterio di equilibrio; in genere non vengono restaurate le repubbliche. o Restaurata l'aristocrazia nei suoi privilegi e nel suo ruolo sociale. Equilibrio o Stati cuscinetto: Regno dei Paesi Bassi, rafforzamento della Prussia sul Reno, Confederazione Elvetica neutrale, Regno di Sardegna annette Liguria. o L'Austria ottiene l'ex repubblica di Venezia in cambio del Belgio. o Confederazione germanica di 39 stati presieduta dall'Austria, cui la Prussia contende l'egemonia. o La Danimarca cede la Norvegia alla Svezia (perdendo, cos, il pieno controllo dellaccesso al Baltico), che, a sua volta, cede la Finlandia alla Russia. o LInghilterra mantiene Malta e isole Ionie. o Concertazione tra le potenze per il mantenimento dell'equilibrio, della pace, dell'ordine.

Nazionalit: nonostante le promesse, il principio di nazionalit ignorato: o la Germania rimane divisa; o la Polonia rimane in gran parte sotto la Russia (unione personale); o l'Italia divisa e sottoposta al dominio o all'egemonia dell'Austria; o i Balcani rimangono sotto il dominio ottomano. Abolita la tratta degli schiavi. 9.2.2 Le alleanze Santa alleanza o Patto tra i tre imperatori, in nome delle comune fede cristiana, per il reciproco aiuto. o Trasformata in uno strumento di intervento in caso di insurrezioni liberali o democratiche. o Vi aderiscono in seguito tutti gli stati europei, eccetto Inghilterra e Santa Sede. Lettura n.4 p.408 testo

Quadruplice alleanza: Austria, Prussia, Russia, Inghilterra: concertazione per l'equilibrio; non funzionante per le profonde divergenze tra l'Inghilterra e gli altri membri. 9.3 La restaurazione in Europa Francia (Luigi XVIII 1814-1824) o Carta costituzionale concessa: uguaglianza diritti civili, limitata libert di stampa, suffragio censitario, Camera dei Pari regia. Lettura. n.13 solo p. 429,De Ruggiero o Legalizzati i passaggi di propriet in epoca rivoluzionaria, amnistia ante 1815. o Sciolta la camera ultrarealista.

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Spagna (Ferdinando VII): abolizione della costituzione di Cadice, scarse forze innovatrici.

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Inghilterra o Castlereagh (suicida nel 1822) rappresenta gli agrari conservatori: corn law, Peterloo. o Tories liberali (dopo 1822): inizia la politica di riforme (vd. 8.2.2 ). Austria (Francesco I) o Debole egemonia sulla Germania, spostamento graduale dell'attenzione verso i Balcani. o Repressione delle tendenze liberali e nazionali; efficienza amministrativa e fiscale. Prussia o Modernizzazione agricoltura, incipiente rivoluzione industriale, unione doganale. o Aspirazioni liberali e nazionali (Burgenschaft, Tugendbund).

Russia (Alessandro I): tentativi di espansione, specie verso i Balcani, immobilismo interno. 9.4 La Restaurazione in Italia Ambiguit della Restaurazione: inattuabile in senso completo ed economicamente svantaggiosa. Lettura n.15 p.435 Procacci, ambiguit della Restaurazione Prevalente influsso austriaco. Lettura n.16 solo p.437 Candeloro, egemonia austriaca e ruolo del Piemonte Regno di Sardegna (Vittorio Emanuele I) o Completa restaurazione: abrogato il codice napoleonico, Ebrei e Valdesi discriminati, foro ecclesiastico. o Dogane interne con Liguria, Politica del carciofo. o Cresce l'attivit cospirativa. Viceregno Lombardo-Veneto o Buona amministrazione, ma fiscalismo e mercantilismo. o Sviluppo economico e dibattito culturale (Conciliatore). o Cospirazione e repressione (Confalonieri, Pellico1). o Trentino, Sud-tirolo e Venezia Giulia parte integrante dell'Impero Ducato di Parma o A vita a Maria Luigia d'Absburgo, poi ai Borbone-Parma dal 1848. o Tutela austriaca, politica moderata, sviluppo strade (Pontetaro, Cisa) ed economia. Ducato di Modena (Francesco IV d'Absburgo- Este) o Repressione e velleit espansionistiche. Ducato di Lucca o Borbone-Parma, in attesa del rientro. Granducato di Toscana (Ferdinando III di Absburgo-Lorena) o Assolutismo illuminato: ripristinato codice leopoldino, una certa libert culturale (Antologia). Stato della Chiesa o Pio VII fino al 1823, poi Gregorio XVI sino al 1846. o Governo cardinalizio conservatore, inquietudine Romagna, alleanza trono-altare. Regno delle due Sicilie o Ferdinando I di Borbone sino 1825, poi Ferdinando II. o Revocata la costituzione del1812, unificati i regni (risentimento Palermo). o Mantenuto codice e personale murattiano, riconosciuta l'alienazione dei beni feudali. o Repressione poliziesca e restaurazione privilegi (foro ecclesiastico ecc.); Carboneria. 9.5 Tendenze politiche di opposizione Lettura n.7 p.471 Hobsbawm, quadro complessivo idee politiche Liberalismo o Diritti individuali di libert. o Libera iniziativa economica e di circolazione commerciale (liberismo). o Divisione dei poteri, indipendenza magistratura, Parlamento eletto con suffragio censitario.
1

Pellico, Silvio (Saluzzo, Cuneo 1789 - Torino 1854), scrittore e patriota italiano. Dal 1809 frequent l'ambiente romantico milanese. Iscritto alla Carboneria, divent amico del patriota Piero Maroncelli. L'arresto, l'esperienza della prigionia allo Spielberg (fu graziato nel 1830), il conforto della ritrovata fede religiosa sono raccontati in Le mie prigioni (1832), romanzo che ebbe enorme successo a livello europeo e che secondo Metternich avrebbe arrecato all'Austria pi danni di una battaglia perduta.

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Lettura. n. 13 p. 430-32 Constant citato da De Ruggiero p.431, leggere

Democrazia: potere del popolo inteso come totalit degli abitanti di uno stato: differisce dal liberalismo per la richiesta di suffragio universale e per un maggior attenzione ai problemi dei ceti operai e contadini. Socialismo: potere del popolo inteso come ceti dominati (proletariato): ha origine da Rousseau, Arrabbiati, Babeuf; prevede una presa del potere rivoluzionaria e un mutamento radicale della societ (uguaglianza sociale, abolizione propriet privata, socialismo o comunismo). (Vd. 8.4) Il cattolicesimo liberale o Le origini dal romanticismo religioso libertario. o Le esigenze: riforma della Chiesa, separazione Chiesa-stato, accettazione del sistema liberale, tendenze democratiche e di giustizia. o Rappresentanti in Italia: Manzoni, Lambruschini, Rosmini, Gioberti (vd. 11.3.5 ) o Rappresentanti in Francia: Lacordaire, Montalembert, Lamennais. o La condanna: l'enciclica Mirari vos (1832) Lettura n.5 p. 517, dalla Mirari vos

9.6 Le societ segrete Nate dalla massoneria, cresciute in epoca napoleonica per rivendicare libert e indipendenza, crescono a causa della repressione. Polonia: Societ patriottica. Grecia: Eteria, Spagna: Comuneros. Germania: Burgenschaft, Tugendbund. Italia: o Carboneria : esoterica, cospirativa, rituale; diffusa prevalentemente al Sud. o Adelfia, Filadelfia, presto assorbite dalla Sublime Societ dei Maestri Perfetti. o Sublime Societ dei Maestri Perfetti: strutturata in gradi corrispondenti a obiettivi politici diversi (liberale, repubblicano, comunista); diffusa nellItalia settentrionale. o Federazione italiana: priva di gradi, riti e simboli, costituzionali, diffusa in Piemonte e Lombardia. Lettura n. 19 p. 442 Candeloro, sette nellItalia settentrionale Lettura n.20 p.444, Themelly, Carboneria al Sud

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10 RIVOLUZIONI E MUTAMENTI POLITICI NEGLI ANNI '20-30 10.1 La crisi della Restaurazione 10.1.1 Quadro complessivo Data Luogo 1816-24 Indipendenza dell'america del sud 1820 Insurrezione nella penisola iberica 1821 Moti in Italia 1821-29 Lotta per l'indipendenza della Grecia 1825 Pronunciamento decabrista in Russia 1830 Rivoluzione di luglio in Francia 1830-31 Indipendenza del Belgio 1830 Insurrezione polacca 1831 Moti in Emilia-Romagna 1834-39 Svolta liberale nella penisola iberica 10.2 Rivoluzioni liberali e nazionali negli anni 20 10.2.1 La rivoluzione sudamericana

Risultato Riuscita Fallita Fallita Riuscita Fallita Riuscita Riuscita Fallita Fallita Riuscita

Cause o Creoli (4 su 22 milioni di abitanti del Sudamerica spagnolo): ceto dominante senza potere politico. o Idee illuministe, esempio nordamericano, autogoverno durante il periodo napoleonico. o Rifiuto di risubordinarsi a Ferdinando VII restaurato sul trono. La proclamazione d'indipendenza Data Paese Protagonista Note 1816 Argentina Jos de San Martin 1818 Cile Bernardo O'Higgins 1819 Grande Colombia Simn Bolivar 1821 Repubblica delle province unite Centramerica 1810/13 Messico fallite ribellioni indios 1821 Messico Itrbide imperatore 1824 Messico repubblica 1821 Brasile Pedro I pacifica indipendenza 1825 Bolivia 1828 Uruguay Reazioni internazionali o Progettato intervento Santa Alleanza, Opposizione inglese e USA. Lettura n.5 p.468 Monroe, testo dichiarazione o USA acquistano Louisiana (1803) e Florida (1819). Caratteri dei nuovi stati o Fallimento congresso di Panama (progetto federale). o Repubbliche oligarchiche con forte potere dei militari. Carta p.461; Lettura n.17 p.490 Beyhaut, poteri oligarchici e militari in Sudamerica Spagna

10.2.2

01.01.1820 pronunciamento di Cadice: ripristinata costituzione; Frattura tra moderatos ed exaltados. 1823 intervento francese su mandato Santa Alleanza (congresso di Verona 1822). 10.2.3 Regno delle due Sicilie 01.07.20 Inizia il pronunciamento militare ( a Nola Morelli e Silvati, poi a Napoli Pepe). Ferdinando I concede la costituzione di Cadice. 15.07.1820 sollevazione di Palermo, repressa dagli stessi insorti di Napoli. Contrasti tra Carbonari di varie tendenze e murattiani; il popolo abbandona i rivoluzionari. Congressi di Troppau e Lubiana: Ferdinando richiede l'intervento austriaco. 24.03.21 Ferdinando restaurato dagli Austriaci.

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10.2.4

Regno di Sardegna

Cospirazioni dei Federati (Santarosa, Balbo). 10.03.21 insurrezione della guarnigione di Alessandria, poi di Torino. Vittorio Emanuele I abdica, Carlo Felice a Modena, reggente Carlo Alberto di Carignano. Carlo Alberto appoggia insorti, poi voltafaccia; 08.04.1821 vittoria austriaca a Novara. 10.2.5 Indipendenza della Grecia Situazione dell'Impero ottomano o Province semindipendenti (bey, pasci), specie Egitto di Mehemet Al. o Immobilismo economico e culturale. o Espansionismo russo, motivato da protezione ad ortodossi. o Ruolo greci (mercanti, funzionari) nell'Impero, penetrazione idee nazionali (Eteria). La lotta per l'indipendenza o 1814: viene fondata l'Etera, che, negli anni successivi tenta inutilmente insurrezioni generali dei Balcani a partire da Serbia, Moldavia, Valacchia. o 1821: rivolta greca, con reciproci massacri: 40.000 turchi nel Peloponneso, l'intera popolazione greca di Chio, il patriarca e i vescovi, molti fanarioti. o 13.01.1822: proclamazione di indipendenza di Epidauro. Lettura n.3 p.466 proclamazione di indipendenza di Epidauro o Ostilit austriaca, spontaneo appoggio romantici (Santarosa, Byron, comitati filellenici) o 1825: Mehmet Al di Egitto appoggia la Turchia, conquistando il Peloponneso. o 1827: accordo anglo - franco - russo per l'autonomia della Grecia; battaglia di Navarrino. o 1829: trattato di Adrianopoli tra Russia e Turchia: riconoscimento dell'indipendenza della Grecia e dell'autonomia di Serbia, Moldavia e Valacchia. o 1830: conferenza di Londra: indipendenza della Grecia (Peloponneso, Livadia, Eubea). o 1833: le potenze europee impongono Ottone di Baviera come re di Grecia. o 1833: Trattato di Unkiar-Skelessi: libera circolazione russa negli stretti. Carta p.462 Russia:

10.2.6

Dicembre 1825, insurrezione Decabrista: fallito tentativo di rivoluzione militare dall'alto. 10.3 Rivoluzioni e nuovi regimi politici negli anni '30 Lettura n.8 p. 523 Galante Garrone: inquadramento critico e confronto con 1820 e 1848 10.3.1 Francia

1824-30 Regno di Carlo X: legge del "miliardo" e del "sacrilegio"; scioglimento del Parlamento, ulteriore limitazione del suffragio, limitazione della libert di stampa. 27-29.07.1830 Rivoluzione di luglio: Carlo X deposto dal Parlamento fugge in Inghilterra; Luigi Filippo d'Orleans proclamato re. La monarchia borghese: o limitato allargamento del suffragio (5), libert di stampa; o il liberalismo come "giusto mezzo" (Guizot) contro Ultras, repubblicani, socialisti; o non intervento: "il sangue dei Francesi riservato alla Francia" (Prier); o repressi i moti operai di Lione e Parigi. Let. n. 10 p.528 Rud, insurrezione di Lione Belgio

10.3.2

Contro l'Olanda, diversa per lingua, storia, religione, in nome del cattolicesimo liberale laico; appoggio francese. La corona assegnata a Leopoldo di Sassonia-Coburgo da una conferenza internazionale. 10.3.3 Polonia Rivoluzione dell'esercito contro lo Zar. Divisioni tra gli insorti (mancata unit movimento liberale e contadino). Sconfitta, emigrazione, deportazione. 10.3.4 Emilia e Romagna Accordo Menotti - Francesco IV; voltafaccia di questi (03.02.31); arresto ed esecuzione del primo. 03-08.02.31 Rivolta in Emilia e Romagna; mancato coordinamento tra citt e tendenze.

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Intervento austriaco: repressione. 10.3.5 Impero absburgico e Germania Cresce il sentimento nazionale in Ungheria e nei territori slavi. Insurrezioni e costituzioni in alcuni stati tedeschi. Unione doganale tedesca senza l'Austria (1834). Aspetti illiberali del nazionalismo tedesco. 10.3.6 Penisola iberica: Crisi dinastiche e vittoria del candidato liberale in Spagna e Portogallo. 10.3.7 Inghilterra Vd. 8.2.3 10.3.8 Conclusione La Santa Alleanza e i suoi regimi illiberali controllano ormai solo l'Europa centro orientale. Temporanea alleanza dei regimi liberali dell'Europa occidentale (sino alla crisi degli stretti).

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11 L'ITALIA NEGLI ANNI '30 E '40 11.1 Condizioni economico - sociali Lettura n. 8 p. 580 Candeloro, quadro complessivo; Crescita demografica con limitata urbanizzazione. Citt: crescita disordinata con scarsi servizi. Campagne: agricoltura tradizionale: o mezzadria al Centro; o latifondo a grano e pecore al Sud, o solo al Nord in parte grandi affittuari capitalisti; o difficili condizioni di vita dei contadini. Lettura n. 9 p.582 Candeloro e n. 10 p. 583 Scirocco su agricoltura Industria: o tessile: Piemonte e Lombardia (seta), Biella, Prato (cotone); o siderurgia: Val d'Aosta, Brescia, Liguria, Toscana, ma con metodi antiquati e solo rifusione rottami. Scarse comunicazioni: nessuna ferrovia, cattive strade, navigazione tradizionale. Dogane interne, mercato ristretto: insoddisfazione della borghesia. 11.2 Condizioni politiche Lombardo-veneto: economia in funzione dell'impero, scarsa autonomia, tuttavia buona amministrazione e lavori pubblici. Lettura n.11 p. 585 Ginsborg Regno di Sardegna : Carlo Alberto (1831-49): codici, abolizione diritti feudali, Consiglio di Stato, riduzione dazi. Toscana: Leopoldo II dal 1824: catasto, bonifiche, lavori pubblici, riduzione dazi. Stato della Chiesa: Gregorio XVI (1823-46): governo ecclesiastico, malcontento Romagna. Napoli: Ferdinando II (1830-59): apparenti innovazioni (ferrovie, dogane, fisco) e sostanziale conservazione (nessuna riforma agraria n istruzione, censura e regime di polizia). Lettura n. 12 p. 588 Lepre 11.3 Il dibattito politico 11.3.1 Mazzini (cap. VIII)

Dio e popolo: visione provvidenziale della storia in cui ciascun popolo ha una missione di progresso e libert in fraterna collaborazione per l'unit di tutte le nazioni. La critica alla Carboneria: contro segretezza, scarsa chiarezza degli obiettivi, particolarismi e localismi, collaborazione con i sovrani. La critica al socialismo: attenzione alla questione sociale, ma rifiuto della lotta di classe che lacera le nazioni. Lettura n. 14 p. 538 Candeloro: Mazzini e Buonarroti La giovine Italia: propaganda, educazione, insurrezione; indipendenza, unit, repubblica. Lettura n.4 p.515 Istruzione generale

La giovine Europa. Lettura n. 16 p.542 La Peruta Fallimento dei moti insurrezionali (Savoia, Genova, Palermo, Lombardia, Toscana); la tempesta del dubbio, nuovi fallimenti (Bandiera, Pisacane): il messaggio per seminato e porter frutti. 11.3.2 Cattaneo e il Politecnico: rinnovamento culturale, scientifico, economico; liberaldemocrazia, federalismo repubblicano europeo; laicismo. Lettura 17 p. 601 Woolf su Cattaneo 11.3.3 Il liberalismo moderato

Cesare Balbo: Le speranze d'Italia (1844): indipendenza grazie allo spostamento austriaco verso i Balcani e all'intervento militare sabaudo; stato monarchico unitario liberale moderato. Massimo d'Azeglio: Proposta di un programma per l'opinione nazionale italiana (1847): contro le insurrezioni per un programma di riforme dall'alto. 11.3.4 Il cattolicesimo liberale Lettura n.15 p. 594 Verucci semplice quadro generale

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Antonio Rosmini (Delle cinque piaghe della Santa Chiesa): divisione del popolo dal clero nel culto; insufficiente educazione dei sacerdoti; disunione dei vescovi; l'interferenza del potere laico nella nomina dei vescovi; la servit dei beni della Chiesa. 11.3.5 Il neoguelfismo di Gioberti Del Primato morale e civile degli Italiani: o Contro le rivoluzioni e l'intervento straniero, disorganici rispetto alla storia italiana. o Solo la religione cattolica unifica l'Italia; solo un cattolicesimo rinnovato pu restituirle un ruolo culturale, civile e politico in Europa. o Federazione pacifica degli stati italiani sotto il Papa; ruolo militare sabaudo. Lettura n 3 p.570, Gioberti, dal Primato

I Prolegomeni: fondamentali borghesia e lega tra gli stati, piuttosto che il Papato. Let. n. 16 p. 598 Themelly La reazione neoghibellina (Guerrazzi, Nicolini). 11.4 La stagione delle riforme e degli statuti Lettura n. 20 p. 608 Ginsborg quadro generale situazione al 1848 in Italia Lettura n.18 p. 604 Procacci, lelezione di Pio IX e il clima prerivoluzionario L'elezione di Pio IX (06.06.46); l'equivoco circa le riforme. Libert di stampa in Toscana, Piemonte, Emilia. L'occupazione di Ferrara e la reazione pontificia e dell'opinione pubblica. Manifestazioni a Milano. 12.01.48 insurrezione separatista di Palermo. La concessione degli Statuti o 29.01.48 Regno delle Due Sicilie o 04.03.48 Regno di Sardegna o 17.02.48 Granducato di Toscana o 14.03.48 Pio IX

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12 LA RIVOLUZIONE EUROPEA DEL '48 12.1 Cause 12.1.1 Politiche

Indipendenza nazionale: Unit nazionale: Costituzione liberale: Democrazia: Socialismo: 12.1.2 Economiche

Italia, Ungheria, Paesi slavi absburgici Italia, Germania Italia, Impero absburgico, Germania Italia, Francia Francia

Crisi agraria di sottoproduzione: aumento del prezzo del pane. Crisi industriale di sovrapproduzione: disoccupazione. 12.2 Estensione e cronologia Luogo Data insurrezione Data repressione Palermo 12.01.48 15.05.48 Parigi 22.02.48 27.06.48 Vienna 13.03.48 30.10.48 Budapest 15.03.48 15.08.49 Praga 15.03.48 Giugno '48 Berlino 17.03.48 18.06.49 Venezia 17.03.48 26.08.49 Milano 18.03.48 09.08.48 Roma 24.11.48 03.07.49 12.3 Una rivoluzione fallita? Apparentemente s: restaurazione ovunque, salvo in Piemonte. Certamente s per democratici e socialisti: bisogner aspettare il '900. Causa: la divisione degli insorti, l'inconciliabilit degli obiettivi. Per nel ventennio successivo si realizzeranno alcuni degli obiettivi liberali e nazionali e sar definitivamente superato il sistema del congresso di Vienna: o 1861 Regno d'Italia o 1867 Impero austro-ungarico o 1870 Unificazione tedesca o 1870 Terza repubblica francese Lettura n. 18 p. 720 Woolf, lapparente restaurazione del 51 12.4 Francia 12.4.1 Cause Piccola e media borghesia imprenditoriale contro l'alta borghesia finanziaria al potere: democrazia. Proletariato, rovinato dalla rivoluzione industriale e dalla crisi economica: socialismo. 12.4.2 Eventi

22.02.48: insurrezione, proclamata la repubblica: o suffragio universale; abolizione schiavit nelle colonie; o abolizione pena di morte; libert di stampa e di associazione; o diritto al lavoro; o giornata lavorativa di 10 ore; o ateliers nationaux; o due ministri socialisti: Blanc e Albert. 23.04.48: elezione Assemblea costituente: maggioranza moderata: o Blanc e Albert estromessi; o Ripristino giornata lavorativa di 12 ore; o Chiusura ateliers nationaux (21.06.48). 23.06.48: insurrezione operaia: repressione Cavaignac: 3000 fucilati, 25000 deportati.

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10.12.48: elezione presidenziale di Luigi Napoleone.

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02.12.51: colpo di stato e plebiscito: o presidente decennale con forte potere esecutivo, esautorazione parlamento; o divieto di associazione operaia, censura.

02.12.52: plebiscito e proclamazione del secondo impero: Napoleone III: bonapartismo, paura del pericolo rosso. Letture: n. 1 p. 694 Blanqui: appello per una rivoluzione anticapitalista n. 2 p. 695 Tocqueville: gli eventi del 48 da un punto di vista liberale n. 3 p. 697 Marx: gli eventi del 48 da un punto di vista comunista 12.5 Germania Obiettivi: unificazione nazionale e liberalismo. 17.03.48 insurrezione di Berlino e delle principali citt, concesse le costituzioni. Dieta di Francoforte: o Il sano egoismo nazionale. o Grande e piccola Germania. o Il rifiuto di Federico Guglielmo IV (15.05.49). Lettura n. 8 p. 704: discorso di F. Guglielmo IV 18.06.49: la dieta disciolta con la forza. Risultato: la separazione tra ideali liberali e nazionali, nasce il nazionalismo. Lettura n. 17 p. 719 Lukcs, il bonapartismo tedesco 12.6 Impero Absburgico 13.03.48: Vienna insorge chiedendo libert di stampa e guardia civica; Metternich, poi l'imperatore fuggono; la costituzione, centralista, scontenta i popoli non tedeschi. 15.03.48: Praga insorge: chiede libert di stampa, equiparazione della lingua ceca, Dieta legislativa. 15.03.48: insorge Budapest, chiedendo prima autonomia, poi indipendenza; abolita servit. 17.03.48: insorge il Lombardo-Veneto (vd. 12.7.1 ). Giugno '48: dieta panslava, progetto liberal-federalista, immediata repressione austriaca. Romeni e Croati richiedono a loro volta autonomia e resistono all'abolizione dei diritti feudali; il governatore croato, collabora con Windischgrtz a reprimere Vienna, poi Budapest. 30.10.48: repressione a Vienna. 02.12.48: Ferdinando I abdica, sale al trono il nipote Francesco Giuseppe. 15.08.49: repressione a Budapest con aiuto russo. In sintesi: fallimento per i contrasti tra le nazionalit e le classi. 12.7 Italia 12.7.1 La prima guerra d'indipendenza

17.03.48: insorge Venezia. 18.03.48: Cinque giornate di Milano, Radetzky si ritira. Letture n. 11 p. 708 Cattaneo e n. 12 p. 710 Radetzky, linsurrezione Insorgono Parma e Modena. 23.03.48: intervento di Carlo Alberto, a Milano liberata. Lettura n. 12 p. 711 Cavour, appello allintervento, leggere Aderiscono, su pressione popolare, Regno di Napoli, Toscana, Pio IX. 29.04.48: Pio IX si ritira, lo seguono gli altri sovrani. 15.05.48: colpo di stato reale a Napoli. Lettura n.20 p. 723 Ginsborg: divisione liberali-contadini nel Sud Incerta conduzione della guerra, vittorie non decisive. 29.05.48, 04.06.48, 03.07.48 Plebisciti per l'annessione 23-25.07.48: Vittoria austriaca, decisiva, a Custoza. 09.08.48: armistizio Salasco.

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12.7.2

La fase democratica

28.10.48: governo democratico in Toscana, poi triumvirato (Guerrazzi, Montanelli, Mazzoni). 24.11.48: fuga di Pio IX a Gaeta. 09.02.49-03.07.49: Repubblica romana (Mazzini, Armellini, Saffi). Lettura n. 21 p.725 Candeloro: la costituzione della repubblica romana Repubblica di S. Marco (cade il 26.08.49). 21.03.49: riprende la guerra austro-piemontese. 23.03.49: sconfitta di Novara, armistizio di Vignale, abdica Carlo Alberto, mantenuto lo Statuto. Lettura n.19 p.722 Mack Smith, Vittorio Emanuele II e il colloquio di Vignale 12.7.3 Conclusione Tramontata l'ipotesi neoguelfa, sempre pi debole quella democratica, il Piemonte mantiene la guida della linea liberale. Il dibattito tra i democratici sul fallimento del '48: o Pisacane: mancata l'attenzione ai problemi sociali, in particolare ai contadini. o Ferrari aggiunge: distruggere la nobilt e la barbarie della cristianit. o Cattaneo: separazione patrioti-popolo. o Montanelli: liberarsi del potere della Chiesa. Lettura n. 22 p. 727 Sic et non, dibattito tra i democratici sul fallimento del '48

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LET DEL LIBERALISMO


13 EUROPA E MONDO DOPO IL 1850 13.1 Inghilterra 13.1.1 Politica coloniale India: rivolta Sepoys (1857) e passaggio all'amministrazione diretta. Espansione in Persia, Birmania, Malesia, Borneo, Oceania. Canada diviene dominion. 13.1.2 Politica europea di equilibrio Contenimento Russia (guerra di Crimea). Appoggio indiretto ad unit italiana, in funzione di contrappeso ad Austria e Francia. 13.1.3 Politica interna Riforme elettorali: o Con il secondo Reform Bill (1867) furono ridotti i seggi dei collegi con meno di 10.000 abitanti, aumentando invece la rappresentanza delle citt industriali del nord (Birmingham, Leeds, Liverpool, Manchester e Salford). Fu esteso il diritto di voto agli artigiani e ai salariati pi abbienti, che risiedevano nei centri urbani. o Il terzo Reform Bill (1884) introdusse il suffragio maschile pressoch universale (restavano esclusi i domestici e i cittadini senza fissa dimora). Fu operata una nuova redistribuzione dei seggi che accoglieva il principio della proporzionalit diretta. Lettura n. 10 p. 767 Briggs, giudizi sulla riforma del 1867 I primi ministri: Palmerson (whig) (1855-65): gi a lungo ministro degli esteri (in tale veste favor lindipendenza del Belgio, la successione al trono dei pretendenti liberali in Spagna e Portogallo), favor lunificazione italiana, trasfer allo stato la sovranit sullIndia. Gladstone (whig) (1868-74;1880-85;1892-94): scuola elementare gratuita, libert di associazione sindacale, laicit universit, Home Rule per l'Irlanda (non realizzato). Disraeli (tory) (1874-80): continuit della politica di riforme (salvo Irlanda), estensione impero coloniale (Cipro, regina Vittoria imperatrice dellIndia). Lettura cap. XVI n.14 p. 1076 Villani, Gladstone e Disraeli 13.2 Francia: il secondo Impero 13.2.1 Caratteri e obiettivi del regime bonapartista Un potere quasi dittatoriale (censura, divieto di associazione ecc.) con un vasto consenso di base, evidenziato dai plebisciti e dalle elezioni parlamentari: il primo regime dittatoriale di massa. Per dare ordine interno alla Francia, onde favorirne lo sviluppo economico capitalistico. Per una politica estera di potenza all'interno dell'equilibrio europeo. Letture: n. 1 p. 754 Discorso di Bordeaux; n. 2 p. 755 Von Treitschke sul regime; n. 13 p. 772 Pozzi sui successi 13.2.2 Le basi del sistema politico-sociale Napoleone III appoggiato da borghesia, cattolici, burocrati e militari. Anche gli operai non sono complessivamente contrari, dapprima perch imbavagliati, poi per la concessione del diritto di associazione sindacale. Contrari i repubblicani e i liberali, assai deboli comunque nel primo decennio. 13.2.3 Economia Sviluppo ferrovie (da 3600 a 18000 km.). Sviluppo banche di credito immobiliare (Pereire, Laffitte). Liberismo: trattato di libero scambio con Inghilterra. Ammodernamento Parigi (Haussmann, boulevards) ed esposizioni universali. Lettura n. 14 p. 775 Berman 13.2.4 Colonie Consolidata la conquista dell'Algeria; acquisto di Libano, Canale di Suez, Indocina.

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Messico: Massimiliano d'Absburgo contro l'anticlericale Juarez, approfittando della guerra di Secessione: fallimento 13.2.5 Politica estera 13.2.5.1 Contenimento Russia: guerra di Crimea La Turchia occupa Moldavia e Valacchia; la Russia interviene a respingerla. Francia e Inghilterra intervengono, chiedendo aiuto al Regno di Sardegna, che accetta. L'Austria rimane neutrale; non resta allora che attaccare in Crimea. Guerra locale ma durissima: 500.000 morti. Pace di Parigi: o Russia rinuncia a Moldavia e Valacchia e disarma M. Nero. o Viene posta la questione italiana da Cavour. 13.2.5.2 Contro Austria: intervento in Italia Vd. 14.2.5 13.3 Bismarck e l'unificazione tedesca 13.3.1 Il regime Un regime conservatore, basto sugli Junker e l'esercito. Le particolarit della costituzione: voto plurimo e pubblico, parlamento consultivo. Alla borghesia lasciato uno spazio soltanto economico . Un'unificazione "col ferro e col fuoco", in dispregio agli ideali liberaldemocratici del '48. 13.3.2 La preparazione economica e militare Sviluppo economico dall'alto: protezionismo, investimenti e commesse statali in campo ferroviario e militare. La nuova tattica della guerralampo. 13.3.3 Le guerre Contro la Danimarca (1864) o Questione dello Schleswig e dell'Holstein. o Alleanza con l'Austria, in quanto presidente della Confederazione Germanica. o La facile vittoria e le tensioni con l'Austria per l'amministrazione dei ducati. Austro - prussiana (1866) o Alleanza con l'Italia, consenso francese in funzione antiaustriaca. o Vittoria prussiana a Sadowa, sconfitte italiane. o La Prussia assorbe alcuni stati tedeschi minori e si federa con quelli a nord del Meno, imponendo la propria supremazia. Lettura n. 17 p. 781 G. Mann, supremazia prussiana nella confederazione del Nord o L'Italia ottiene Veneto e Friuli. Franco - prussiana o Questione della successione spagnola, la candidatura prussiana, il dispaccio di Ems. o Rapida vittoria e la caduta di Napoleone III. o Proclamazione del II Reich a Versailles (1871): la Germania unita. Letture n. 5 p. 759 Bismarck, il dispaccio di Ems n. 20 p. 787 prima parte, Croce, un regime autoritario, leggere n. 21 p. 788 Hitler, la nobile fondazione dellImpero, leggere 13.4 La Francia sconfitta e la Comune Caduto Napoleone III, proclamata la terza repubblica, fortemente conservatrice, primo ministro Thiers. Parigi insorge per motivi patriottici e sociali: Comune di Parigi. Lettura n. 3 p.757 alcuni decreti L'esercito francese, forte di 100.000 soldati appositamente liberati da Bismarck, attacca Parigi: 20.000 morti in combattimento, altrettanti fucilati, 7500 deportati. La Francia deve cedere Alsazia e Lorena e pagare una forte indennit di guerra. 13.5 Austria Perde il Lombardo - Veneto (1859, 1866) e qualsiasi influenza sull'Italia e sulla Germania. Riorganizzazione dell'Impero: la duplice corona austro-ungarica. Lettura n. 9 p.765 Verley, lassetto costituzionale

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Sviluppo industriale della Boemia e dell'Austria vera e propria; sviluppo finanziario. Vivace attivit culturale. 13.6 Russia 1861: abolita la servit della gleba: o parziale assegnazione onerosa ai contadini delle terre (50%ca.); o la propriet collettiva (mir), l'assegnazione individuale e periodicamente rideterminata; o prestiti 49ennali; o fallito l'obiettivo di modernizzare l'agricoltura e di formare un ceto di medi proprietari; o i soldi degli indennizzi avviano un certo sviluppo industriale. Lettura n. 22 p789 Rjasanovskij, abolizione della servit Presto chiusa la stagione delle riforme istituzionali ed amministrative perla nuova insurreazione polacca (1863) l'attentato allo Zar Alessandro II (1881). Nascita dei movimenti populista e nichilista. 13.7 Il nuovo equilibrio europeo 13.7.1 La guerra Russo - turca 1877 In seguito a rivolte antiturche nei Balcani la Russia attacca l'Impero Ottomano. Marzo 1878 trattato di Santo Stefano: o Indipendenza di Serbia, Montenegro, Romania (regioni gi autonome). o Protettorato austro-russo su Bosnia-Erzegovina. o Bulgaria indipendente con sbocco al Mediterraneo e sotto influenza russa. Le potenze europee si preparano alla guerra contro la Russia, ma Bismarck si propone come mediatore. 13.7.2 Il congresso di Berlino: congelati i quadri balcanico ed europeo. La Russia ottiene solo la Bessarabia; indipendenti Serbia, Montenegro, Romania; la Bulgaria perde l'accesso al mare ed divisa in due regioni autonome (Bulgaria e Rumelia) sotto sovranit turca; la Turchia mantiene la fascia da Istanbul all'Albania; Bosnia-Erzegovina sotto sovranit turca ed amministrazione austriaca; LInghilterra ottiene Cipro; la Francia ha il via libera per la Tunisia; Italia a mani vuote. 13.7.3 Il sistema bismarckiano delle alleanze Patto dei tre imperatori (1873 e 1881). Triplice alleanza (1882). Trattato di contro-assicurazione. 13.8 USA: la guerra di secessione Vd. cap XVI 8 13.8.1 L'espansione all'Ovest 1835 Texas indipendente, 1845 unito alla federazione; 1848 guerra col Messico, acquisizione del Far West; 1850 corsa all'oro in California; Lo sterminio dei Pellerossa. Letture cap. XVI n. 4 p.1060 Toro Seduto e n.19 p. 1087 Corsini 13.8.2 Cause Economico-sociali: o Nord: industria; agricoltura per consumo internoprotezionismo, lavoro salariato, abolizionismo. o Sud: latifondo a cotone e tabacco per l'esportazione liberismo, schiavismo. Lettura cap. XVI n. 6 p. 1063 confronto schiavit - lavoro salariato

Politiche: Nord federalista, Sud confederalista. Conflitto esasperato dall'espansione all'Ovest che mette in minoranza gli stati schiavisti 13.8.3 Il conflitto (1861-65) (Carta p. 1054) 1860 Lincoln presidente; 1861 secessione e scoppio guerra. 01.01.63 abolizione schiavit.

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Guerra lunga, sanguinosa (1.000.000 di morti), distruttiva (furono usate le armi pi moderne). All'inizio in vantaggio gli stati del sud, a tradizione militare, vincono per gli stati del nord per la superiorit tecnica ed economica. 13.8.4 Effetti Abolizione schiavit. Lettura cap. XVI n. 7 p. 1065, articoli aggiuntivi costituzione Il Nord umilia e conquista economicamente il Sud. Razzismo, segregazione, codici neri, ku klux klan. Lettura cap. XVI n.21 p. 1091Morison "I neri liberati" Nuova fase di intenso sviluppo economico (trust) e demografico (immigrazione). 13.9 Giappone Vd. cap XVI 4 13.9.1 Dall'isolamento all'apertura

L'isolamento: o Dal 1600 al 1853 chiusura agli occidentali. o Una societ gerarchica rigida: Mikado, Shogun Tokugawa, Daimyo, Samurai, contadini. o Arretratezza economica, ma accumulo di capitali e forte senso dello Stato, del dovere e del lavoro. L'apertura: o 1853: gli USA forzano i porti giapponesi; o 1858: i trattati ineguali. La rivoluzione Meiji

13.9.2

1868 deposizione dello Shogun. Le scelte caratterizzanti: o uno stato di diritto autoritario su modello prussiano; o modernizzazione dell'amministrazione; o sviluppo delle comunicazioni; o imparare dall'estero: studenti inviati nelle universit americane; o istruzione pubblica elementare obbligatoria, istruzione superiore ed universitaria tecnica e meritocratica; o sviluppo economico dall'alto, secondo il modello prussiano; o rafforzamento dell'esercito e della marina per una politica imperialistica. Lettura cap XVI n. 17 p. 1081 Beasley

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14 UNIFICAZIONE ITALIANA 14.1 Quadro dopo il '48 14.1.1 Le prospettive Caduta l'ipotesi neoguelfa (Gioberti). Senza base sociale e organizzativa quella federale (Cattaneo). Rivelatasi impotente quella democratica (Mazzini). Rimane la via militare e diplomatica sabauda: o nel regno sono accolti con pieni diritti gli esuli dalle altre regioni; mantenuto lo Statuto; o la monarchia appare garante tanto del liberalismo che dell'ordine; o sale al governo D'Azeglio: leggi Siccardi (abolizione foro ecclesiastico, diritto d'asilo, manomorta, alcune feste religiose). 14.1.2 La repressione Revoca degli Statuti; Processi e condanne contro i patrioti, specie nel Lombardo-Veneto (martiri di Belfiore). 14.1.3 L'azione dei democratici 1853: Mazzini fonda il Partito d'azione, formato da rivoluzionari di professione: finita l'epoca della propaganda, occorre passare all'azione rivoluzionaria. Lettura n. 6 p. 828 Mazzini, il Partito dAzione Si susseguono azioni insurrezionali ovunque, anche in Piemonte, tutte fallite. 1857: Pisacane ucciso a Sapri. Lettura n. 7 p. 830 Pisacane, testamento politico Molti democratici si avvicinano ai Savoia: Societ Nazionale (Pallavicino, La Farina). Letture n. 4 p. 825 La Farina, unit economico doganale, passim; n. 19 p. 846 Woolf su rapporti con Cavour 14.2 Cavour 14.2.1 Principi ispiratori

Liberalismo parlamentare riformista per l'ampliamento della partecipazione politica, onde prevenire il radicalismo democratico rivoluzionario. Liberismo per il miglioramento delle condizioni dei ceti inferiori e una miglior ripartizione dei prodotti, onde prevenire il socialismo. Internazionalizzazione della questione italiana. Letture n. 1, 2, 3 pp. 822-24 Cavour su riforme, liberismo, Parlamento n. 17 p.842 Procacci, quadro generale personalit e politica di Cavour 14.2.2 Il Connubio (1852) Accordo con Rattazzi, che abbandon la sinistra divenendo presidente della Camera, per scavalcare D'Azeglio. A destra rimangono i rappresentanti dell'aristocrazia fondiaria reazionaria, a sinistra i democratici (Depretis). rafforzato il ruolo del Parlamento (istituita di fatto la fiducia parlamentare). indebolita l'opposizione, che non pi l'alternativa di governo (convergenza al centro). Inizio di liberaldemocrazia o di trasformismo? Lettura n. 18 p. 844 Scirocco, il Connubio 14.2.3 Politica interna Politica economica: liberismo: o abolizione dazio sul grano; trattati commerciali con Francia, Inghilterra, Belgio, Austria. o una politica moderna nell'alveo della tradizione agraria, politica che scontenta gli industriali tessili. Costruzione infrastrutture: ferrovie (Giovi, Frjus); porto di Genova; rete telegrafica; canali per l'irrigazione. Politica ecclesiastica o Soppressione degli ordini contemplativi (1855) e crisi calabiana. o Libera Chiesa in libero Stato. Politica sociale: nessun intervento specifico: si crede che basti avviare lo sviluppo economico.

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14.2.4 Politica estera 14.2.4.1 La fase preparatoria Obiettivo: estromettere l'Austria dall'Italia, forse unificazione del Paese. Metodo: internazionalizzare la questione italiana. L'intervento nella guerra di Crimea e la sessione del congresso di pace di Parigi. L'attentato di Felice Orsini a Napoleone III ribaltato in motivo per intervenire nella situazione italiana onde prevenire i democratici rivoluzionari. Lettura. n. 8 p. 831 Orsini, lettera a Napoleone III dalla prigione 14.2.4.2 Gli accordi di Plombires Alleanza difensiva antiaustriaca. Riorganizzazione dell'Italia in caso di guerra vittoriosa: o Nord ai Savoia; o Centro a Girolamo Bonaparte, da sposare a Clotilde Maria Teresa di Savoia (?); o Lazio al Papa; o Sud a Luciano Murat (?); o Nizza e la Savoia alla Francia. 14.2.5 La seconda guerra d'indipendenza 14.2.5.1 Gli antefatti La preparazione: rafforzamento esercito, Cacciatori delle Alpi, volontari affidati a Garibaldi, manovre presso il confine, discorso reale del 10.01.59. Tentativi diplomatici inglesi e prussiani di prevenire la guerra. Ultimatum austriaco: guerra (12.05.59). 14.2.5.2 Le battaglie Vittorie franco - piemontesi a Montebello, Palestro, Magenta, Solferino, San Martino. Garibaldi libera Varese, Brescia, Bergamo, punta verso il Veneto. Sollevazioni in Toscana, a Parma, Modena, Bologna e invio di commissari regi sabaudi. 14.2.5.3 I risultati 11.07.59Armistizio di Villafranca la sola Lombardia ceduta ai Savoia attraverso Napoleone III, i sovrani spodestati dovranno essere pacificamente restaurati. Perch l'armistizio? Napoleone III teme: o la Prussia; o la perdita del consenso cattolico per i territori sottratti al Papa; o l'opinione pubblica francese, colpita dalle gravi perdite umane; o la possibile unificazione italiana sotto i Savoia. Lo stallo in Toscana, Emilia, Romagna: impossibile restaurare pacificamente i sovrani. Cavour propone l'annessione al Piemonte, in cambio di Nizza e Savoia, Napoleone III accetta pur di avere un qualche risultato utile dalla guerra, malvista in Francia. Plebisciti dell'11 e 12 marzo 1860. 14.3 L'impresa dei Mille 14.3.1 Gli antefatti Cavour non ha pi carte diplomatiche da spendere: l'iniziativa torna ai democratici. Insurrezione in Sicilia (Rosolino Pilo, poi Crispi), richiesto l'intervento di Garibaldi. Garibaldi accetta in nome del Re, che segretamente lo appoggia. Cavour contrario: teme negativi sviluppi internazionali e l'eventuale soluzione repubblicana. Inghilterra abbandona a s stesso Francesco II di Borbone, incapace di modernizzare il Regno 14.3.2 La spedizione 14.3.2.1 Gli eventi Lettura n. 21 p. 850 Mack Smith, cronaca da Quarto a Palermo Imbarco a Quarto (06.05.60). Rifornimento d'armi a Talamone, traversata (coperta dalla marina inglese ?), sbarco a Marsala. Battaglie: Calatafimi, Palermo, Milazzo, Volturno. 14.3.2.2 Cause del successo Un'opinione pubblica ormai pronta, dopo decenni di propaganda liberale e mazziniana;

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l'appoggio indiretto dell'Inghilterra, in funzione antifrancese; l'appoggio di Vittorio Emanuele II; l'attesa della riforma agraria da parte dei contadini (presto disillusi: Bronte); l'appoggio della borghesia agraria, rassicurata dal lealismo di Garibaldi e consapevole della debolezza borbonica. Lettura n.22 p. 855 Procacci su appoggio e delusione popolare e borghese 14.3.2.3 L'intervento sabaudo Garibaldi vorrebbe proseguire verso Roma e Venezia. Problemi per Cavour: l'internazionalizzazione del conflitto, che rimetterebbe in discussione le recenti annessioni; l'eventuale costituente italiana, insistentemente chiesta da Mazzini. L'esercito piemontese, d'intesa con Napoleone III, interviene attraverso Marche ed Umbria. L'incontro di Teano Gaeta presa dai piemontesi. I plebisciti per l'annessione. Letture: n. 12-16 pp. 836-41 Cavour, Mazzini lettere sullimpresa dei Mille n. 23 p. 856 Omodeo, Mazzini e Cavour n. 26 p. 862 Scirocco, motivi del prevalere della linea sabauda 14.4 La proclamazione del Regno d'Italia 17 Marzo 1861: il Parlamento subalpino proclama Vittorio Emanuele II Re d'Italia. La continuit col Regno di Sardegna: o non riprende la numerazione dinastica, come avviene di regola ogni volta che cambia il titolo del sovrano; o lo Statuto albertino e la legislazione piemontese sono estesi a tutto il Regno, senza convocazione di una Costituente; o I garibaldini sono congedati, Garibaldi controllato a Caprera. In sostanza vince la linea moderata cavouriana, sia pure coll'indispensabile contributo democratico; i ceti inferiori rimangono estranei al nuovo stato. Lettura XVIII n. 25 p.1126 La Peruta, formazione dei miti risorgimentali 14.5 Il dibattito sul Risorgimento Lettura XVIII n.26 soltanto p.1230 Sic et non, quadro generale

Salvemini: la rivoluzione mancata. Gobetti: l'isolamento delle lites e la mancata partecipazione popolare, la negativa continuit tra le carenze del Risorgimento e il Fascismo. Croce: il Risorgimento "come opera d'arte". Omodeo: la complementarit di Mazzini e Cavour. Salvatorelli: limportanza della fase illuminista-giacobina e di Mazzini. Gentile: la continuit tra Risorgimento e Fascismo. Gramsci: la mancata riforma agraria del Partito d'Azione. Romeo: la critica a Gramsci la riforma era impossibile (vi si sarebbero opposte tutte le potenze) e dannosa (non vi sarebbe stata l'accumulazione capitalistica primaria). Letture: n. 24 p. 858 Gramsci, la mancata rivoluzione agraria; n. 25 p. 860 Romeo

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15 LITALIA DOPO LUNIT 15.1 Gli schieramenti politici 15.1.1 La Destra storica Governa quasi ininterrottamente dal 1861 al 1876. Erede di Cavour (morto il 06.06.61). Non un partito, bens un raggruppamento elettorale e parlamentare attorno a personalit eminenti. Rappresenta gli interessi della borghesia agraria liberista tanto del Nord che del Sud. Vuole il completamento dellunit per via diplomatico-militare. Vuole una graduale modernizzazione del Paese senza discontinuit politiche e sociali. Principali esponenti: Ricasoli, Minghetti, Sella. 15.1.2 La Sinistra storica Omogenea per ceto alla Destra. Erede del Partito dAzione, ma convertita alla monarchia. Vuole il completamento dellunit mediante la guerra di popolo. fortemente anticlericale. Vuole lallargamento del suffragio, sistema fiscale diretto, istruzione statale laica obbligatoria. Principali esponenti: Depretis, Rattazzi, Zanardelli, Cairoli, Crispi. 15.2 Problemi del Paese e azione di governo Organizzazione costituzionale ed amministrativa: decentramento o accentramento? Finanze: come colmare il deficit? Comunicazioni: manca la rete ferroviaria. Arretratezza economica: manca lindustria, il reddito nazionale di quello inglese. Analfabetismo: circa l80%, pochissimi parlano litaliano. Meridione: il brigantaggio. Completamento dellunificazione: Veneto e Roma. Rapporti stato Chiesa e cattolici: la rottura dopo la presa di Roma. 15.2.1 Organizzazione costituzionale ed amministrativa La scelta della continuit istituzionale. Ha diritto al voto solo il 2%ca della popolazione, vota l1%ca, cio 280.000 cittadini circa; per eleggere uno dei 443 deputati bastavano perci poco pi di 300 voti. Abbandonato progetto regionalista di Minghetti, si sceglie il pi rigido accentramento. Lettura n. 5 p.895 Minghetti, l'ipotesi di decentramento Il prefetto, nominato dal ministro degli Interni, governa la provincia, il consiglio comunale elettivo, ma il prefetto che sceglie il sindaco tra i consiglieri ed esercita il controllo di merito sul comune. 15.2.2 Finanze Lettura n.11 p. 909 Seton Watson, finanzedello stato italiano Pesante deficit corrente e accumulato: o assunzione del debito degli Stati preunitari; o spese militari: guerre dindipendenza e repressione del brigantaggio; o costruzione di ferrovie; I rimedi: o aumento prestiti (sino al 1865); o aumento imposte indirette (tassa sul macinato); Lettura n. 13 p. 912 Rosselli: le reazioni popolari o vendita del demanio statale e comunale e dei benefici ecclesiastici (1866); o corso forzoso. Il pareggio (1876). 15.2.3 Comunicazioni Carte p. 883 ; Lettura n.10 p.907 Candeloro, costruzioni ferroviarie Nel 1861 solo 2000 chilometri di ferrovie, non in rete. Enorme sforzo di costruzione, prevalentemente a carico dello Stato.

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Nel 1870 6200 chilometri di rete. 15.2.4 Arretratezza economica Un territorio difficile per lagricoltura. Unagricoltura spesso arretrata ed estensiva, specie nel Sud. Mancano capitali e materie prime per lindustria. Diffusa una manifattura rurale stagionale altrove ormai superata. Qualche insediamento tessile in Piemonte, Lombardia, Toscana. 15.2.5 Analfabetismo Lettura n. 9 p. 904 De Mauro, dialetti e analfabetismo Circa l80% di analfabeti. Maestri spesso semianalfabeti: si insegna in dialetto: la sola licenza elementare non garantisce il possesso dellitaliano. Solo l8,9 della popolazione prosegue gli studi dopo le elementari. Probabilmente solo 600.000 italofoni. Insufficiente la legge Casati (1859) che rende obbligatori i primi due anni di elementari. 15.2.6 La situazione economica del Meridione Pi accentuate le condizioni di arretratezza delleconomia, dei trasporti, dellalfabetizzazione. Lunificazione accentua i problemi: o leva militare obbligatoria quinquennale, mentre prima il servizio militare era volontario; o aumento della pressione fiscale; o rovina della manifattura locale, esposta alla concorrenza settentrionale ed estera per la politica liberista; o vendita dei beni demaniali ed ecclesiastici: si perde loccasione per la riforma agraria (i grandi proprietari fanno incetta di terre) e vengono aboliti i diritti tradizionali utili ai contadini poveri e ai braccianti. Lettura n. 12 p.910 Romanelli, la vendita delle terre ecclesiastiche nel Sud Una borghesia agraria immobilista. Lettura n. 18 p. 923 Dorso, una borghesia agraria immobilista Intesa politica tra agrari del Nord e del Sud, peraltro cos diversi. 15.2.7 Il brigantaggio Cause: o fenomeno gi endemico; o mancata riforma agraria; o odio per i galantuomini e i piemontesi; o legittimismo borbonico. Lettura n. 15 p. 917 Molfese sullorganizzazione delle bande Inchiesta Massari. Lettura n. 6 p.897, Massari, relazione Legge Pica: tribunali militari, fucilazioni, domicilio coatto per i sospetti, diminuzione di pena per chi si presentasse entro un mese. Lettura n. 16 p. 920 Molfese sulla discussione in Parlamento 120.000 soldati impegnati nella repressione, oltre 5000 morti, pi che in tutto il Risorgimento. 15.3 Completamento dellunificazione 15.3.1 La terza guerra dindipendenza Lalleanza con la Prussia. Lofferta austriaca di cedere il Veneto per la neutralit italiana, lentrata in guerra. Le sconfitte militari (Custoza, Lissa), Garibaldi vincitore a Bezzecca. Lettura n. 20 p. 926 Decleva, lumiliazione della terza guerra dindipendenza Lannessione di Veneto e Friuli. 15.3.2 La questione romana Cavour: Roma capitale storica dItalia; libera chiesa in libero stato. Lettura n.1 p.886, discorso Cavour Il tentativo garibaldino fermato in Aspromonte durante il governo Rattazzi (1862).

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La convenzione di settembre e la capitale a Firenze (1864). Secondo tentativo garibaldino durante il nuovo governo Rattazzi e intervento francese a Mentana (1867). La presa di Roma (breccia di porta Pia 20.09.70), approfittando della guerra franco-prussiana. 15.4 I rapporti Stato Chiesa Il Sillabo (1864). Lettura n. 3 p. 890, Sillabo

La requisizione e vendita dei beni ecclesiastici (1866) Vd. 15.2.2 . Il Concilio ecumenico Vaticano I e linfallibilit del Papa (1869-70). La presa di Roma (breccia di porta Pia 20.09.70), approfittando della guerra franco-prussiana. Lenciclica Respicientes. Lettura n. 24 p. 936 Jemolo, riportati due brani La legge delle guarentigie. Lettura n. 4 p. 894, testo della legge Il non expedit.

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LET DELLIMPERIALISMO
16 INDUSTRIALIZZAZIONE E IMPERIALISMO 16.1 La crisi 1873-96 Lettura cap. XII n. 7 p. 762 Hobsbawm, quadro generale 16.1.1 Lo scoppio

Crisi della borsa di Vienna (1873): sgonfiarsi del boom speculativo innescato dalle riparazioni di guerra francesi. 16.1.2 Caratteri Inizialmente di sovrapproduzione e di borsa. Poi strutturale e strisciante. Attenuata e infine risolta dal sorgere di nuovi settori vd. 16.2.1. 16.1.3 Cause Fine del boom ferroviario. Concorrenza agricola statunitense, anche grazie a piroscafi e ferrovie. Lettura n. 15 p. 996 Villani, produzione agricola statunitense ed emigrazione Concorrenza internazionale tra produttori emergenti (Italia, Russia, Austria ecc). 16.1.4 Conseguenze Disoccupazione. Emigrazione dall'Europa (Italia, Balcani, orientale, Irlanda) verso USA e America Latina. Interventi statali in economia (commesse, armi, protezionismo). Monopoli, trust, cartelli vd.16.3. Compenetrazione tra politica e finanza vd.16.3 Colonialismo imperialistico (?) (vd. 16.4.2.1 ) 16.2 La seconda rivoluzione industriale Tecnologica, collegata con la ricerca scientifica. Prodotti completamente nuovi; trasforma radicalmente il modo di vivere. Lettura n. 12 p. 985 Barraclough, caratteri della seconda rivoluzione industriale 16.2.1 Nuovi settori N.B.: nascono nel corso di un quarantennio, portando effetti graduali, non immediati Siderurgico: acciaio (produzione da 500.000 t. nel 1870 a 28milioni nel 1900 grazie al convertitore Thomas, utile anche per produrre concimi), nickel, alluminio, zinco Chimico: candeggina, soda, aspirina, bakelite, dinamite, coloranti. Meccanico: motore a combustione internaautomobile, aeroplano. Alimentare: carne e legumi in scatola, navi e vagoni refrigerati. Comunicazioni: telefono, radio. 16.2.2 Nuove forme di energia

Petrolio, produzione da 800.000 t. nel 1870 a 20 milioni nel 1900. Idroelettrica: generatori trifase, lampadina ad incandescenza. 16.2.3 Nuove forme di trasporto Ferrovie transcontinentali: New York-San Francisco, Transandina, Istanbul-Baghdad, Transiberiana. Piroscafi. Canali artificiali navigabili: Suez (1869), Kiel (1895), Panama (1914). 16.2.4 Nuova organizzazione del lavoro Verso la catena di montaggio, il taylorismo e il fordismo. Lettura n. 17 p. 1000 seconda parte Lanzillo, taylorismo 16.2.5 Aree di maggior espansione

Germania:

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Forte sviluppo dell'industria siderurgica, grazie ai bacini minerari renani, chimica, elettrotecnica. Stretto intreccio tra industria, banche, stato. A fine secolo supera la produzione inglese. USA: Rapido sviluppo di monopoli: Carnegie (acciaierie), Standard Oil Company di John Rockfeller (petrolio). A fine secolo superano l'Inghilterra. Inghilterra e Francia: Esportano capitali nel mondo sotto forma di investimenti e prestiti per l'acquisto di macchinari e prodotti. Espansione coloniale per il controllo delle aree di investimento. 16.3 Monopoli e sistema finanziario Lettura n. 22 p. 1009 Eaton, la classica interpretazione marxista dellimperialismo Tendenza alla concentrazione delle societ, per il fallimento delle piccole in periodo di crisi e per la necessit di investimenti sempre crescenti nei nuovi settori. Le forme del monopolio: monopolio, oligopolio, trust, cartello, holding. Lettura n. 16 p. 998 Lanzillo, distingue precisamente le diverse forme Compenetrazione tra capitale bancario ed industriale. Disponibilit di capitali da investire all'estero. Dumping. Lettura n. 17 p. 1000 prima parte Lanzillo, dumping 16.4 Il colonialismo imperialistico 16.4.1 Caratteri e ideologia

Spartizione di tutto il mondo; costituzione di imperi territoriali, in nome della superiore civilt europea. 16.4.2 Cause 16.4.2.1 Teoria economica Si conquistano colonie per : o Esportare capitali alla ricerca di pi fruttuosi impieghi. o Assicurarsi le materie prime. o Conquistare nuovi mercati chiusi. o Indirizzare l'emigrazione (solo per i paesi meno sviluppati, es. Italia). Risultato finale non pu essere che la guerra. Letture: n. 23 p. 1017 Hobson, radice economica dellimperialismo; n. 24 p. 1020 Lenin, l'imperialismo 16.4.2.2 Teoria politica Lotta per il predominio tra potenze impossibilitate a scontrarsi in Europa dopo il Congresso di Berlino: proseguimento dei conflitti per la supremazia e l'equilibrio iniziati con l'epoca moderna. Letture: n. 25 p. 1021 Fieldhouse, teoria politica; n. 26 p. 1024 Carocci legame con politica interna e cultura 16.4.3 Colonizzazione dell'Asia (Carta p. 1052) 16.4.3.1 L'Inghilterra in India Lettura n. 13 p.1074 Fisher, caratteri del dominio coloniale in India, celebrativa Lettura n. 12 p 1073 Wells: forme di amministrazione dell'impero coloniale inglese 1857-58 rivolta dei Sepoys. 1858 abolita la compagnia delle Indie, la regina Vittoria proclamata imperatrice delle Indie. Allargamento del dominio alla Birmania, a contrastare l'espansione francese in Indocina. Allargamento del dominio verso l'Afganistan, per fermare l'espansione russa verso l'oceano Indiano. Buona amministrazione, lavori pubblici (ferrovie, bonifiche). Rovina della manifattura locale di fronte alla concorrenza dell'industria inglese. Economia agricola di villaggio di tipo semifeudale. 16.4.3.2 La Russia in Siberia e Asia centrale Obiettivo: lo sbocco al mare. Consolidamento del dominio sulla Siberia (Transiberiana). Tentativo di espansione verso la Manciuria, bloccato dal Giappone (guerra russo-giapponese, 1905).

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Conquista di territori transcaucasici. Conquista del Turkestan. Tentativo di penetrazione in Afganistan, bloccato dall'Inghilterra.

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16.4.3.3 Cina La crisi dell'impero Manci. o paese agricolo, con popolazione contadina in condizione servile; o chiusura ai rapporti con l'estero; o amministrazione nelle mani di un ceto burocratico arcaico (mandarini); o dinastia imperiale straniera. o Intorno al 1850: rivolta Taiping (Celeste regno della grande pace): ribellione contadina a carattere sociale, nazionalistico, religioso, con tentativi di organizzazione comunista. Repressa dopo un decennio. Lettura n.16 p. 1079 Smirnov La penetrazione coloniale. o Le guerre dell'oppio (1840-42 e 1856-60): la Cina reagisce all'importazione di oppio dall'India inglese (favorito dagli Inglesi per compensare lo squilibrio commerciale con la Cina, da cui importavano t), ma sconfitta e deve cedere Hong Kong e concedere privilegi commerciali all'Inghilterra. o Segue la penetrazione commerciale di tutte le potenze occidentali e del Giappone, salvando la formale indipendenza cinese. Lettura n. 15 p. 1078 Panikkar, i trattati ineguali o 1900 rivolta dei Boxers (pugili della giustizia): attacco alle ambasciate occidentali con la connivenza imperiale: La rivolta repressa da un corpo di spedizione internazionale. Vengono ribaditi i privilegi commerciali stranieri. o I territori marginali vengono direttamente conquistati: Indocina: conquista francese tra 1858 e 1889; Corea, Formosa, Liaotung, isole Pescatores conquistate dal Giappone nel 1895. 16.4.4 Colonizzazione di Oceania e Indonesia Australia e Nuova Zelanda, abitate da scarse popolazioni locali, vengono conquistate quasi senza resistenza e popolate da Inglesi. Diverranno presto dominions. Il Borneo conquistato dall'Inghilterra. L'Olanda mantiene le proprie posizioni in Indonesia. Le isole del Pacifico vengono divise tra Inghilterra, Francia, Germania, Usa (Hawaii). Le Filippine passano dalla Spagna agli Usa vd. 16.4.6 16.4.5 La colonizzazione dell'Africa (Carta p. 1053) Sino al 1880 vengono solo mantenute o stabilite basi costiere, secondo le tradizionali modalit di colonizzazione, nelle seguenti aree: o Portogallo: Guinea, Mozambico, Angola; o Olanda: Africa del Sud, poi indipendente (autogoverno dei Boeri); o Francia: Algeria, Senegal, Costa d'Avorio, Gabon, Gibuti; o Inghilterra: Colonia del Capo, Gambia, Costa d'Oro, Sierra Leone; o Spagna: Guinea; o Italia: Assab. 1884 conferenza di Berlino: stabiliti i criteri per la spartizione dell'Africa 16.4.5.1 Inghilterra: espansione Citt del Capo - Cairo: Citt del Capo in mano inglese dal 1806 (guerre napoleoniche), l'interno viene conquistato con la guerra angloboera (1899-1902). Il Sudafrica costituito in dominion. L'opera di Cecil Rhodes per la conquista del Paese che da lui prese il nome. Egitto occupato (protettorato) nel 1882 (rivolta del Mahd), seguito dal Sudan (protettorato anglo-egiziano), Kenya, Uganda. La linea di espansione interrotta dalla conquista tedesca del Tanganika. Nigeria, parte della Somalia fuori dalla linea principale di espansione. 16.4.5.2 Francia I punti di partenza: Algeria (1830), Gabon (1830), Senegal, Gibuti (secondo impero). I passi successivi: Tunisia (1881), parte del Congo. Obiettivo: la conquista dall'oceano Atlantico all'oceano Indiano. L'episodio di Fashoda. Lettura n. 9 p.1067 Thomson La conquista dell'area occidentale dell'Africa. Madagascar e Somalia francese fuori dalla linea principale di espansione.

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16.4.5.3 Altre potenze Belgio: il possedimento reale del Congo. Germania: o tardiva entrata nella corsa alle colonie (Bismarck inizialmente contrario); o conquista di posizioni strategiche incuneate negli imperi francese e inglese: Camerun, Africa del Sudovest, Tanganika. Italia: Eritrea, Somalia (accordi con sultani locali), tentativo fallito in Etiopia, Libia (1911). Spagna e Portogallo espandono solo formalmente dalle coste all'interno il loro dominio. 16.4.6 L'imperialismo degli USA L'imperialismo del dollaro: penetrazione economica piuttosto che conquista territoriale Lettura n. 3 p.1059 discorso di Beveridge Il predominio economico sull'America centromeridionale, mediante la penetrazione delle grandi imprese statunitensi e il controllo sui governi locali mediante colpi di stato. La guerra ispano-americana (1898): conquistate Filippine, Guam, Portorico, Cuba indipendente, ma sotto egemonia statunitense. La questione di Panama. Penetrazione economica in Cina. Conquista del Pacifico: Hawaii e altre. 16.4.7 Conseguenze Lettura n. 18 p.1084 Bertaux mutamenti della cultura africana Mondializzazione. Sfruttamento dei paesi colonizzati; violenta rottura degli equilibri sociali e culturali. Introduzione di nuove tecniche; introduzione di nuove idee e strutture politiche e ideologiche.

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17 IL MOVIMENTO OPERAIO 17.1 La prima internazionale (1864-76) Lettura n. 3 p.971 Statuti prima internazionale Raccoglie movimenti operai europei di varia tendenza: marxisti, proudhoniani, cartisti, anarchici, mazziniani. Nasce per iniziativa di Marx, che vuole: o l'unit internazionale del proletariato; o un'organizzazione forte e centralizzata; o la presa del potere politico attraverso la rivoluzione e la dittatura del proletariato; lacerata da profonde divisioni: o Mazzini contrario alla lotta di classe: prevale l'obiettivo patriottico; o Bakunin contrario al partito organizzato, di cui teme il potere: egli vuole la distruzione di qualsiasi autorit, l'autorganizzazione libertaria. Letture n. 4 p. 972 Mazzini, contro Marx; n. 5 p. 974 Bakunin, contro Mazzini e Marx Entra in crisi dopo il fallimento della Comune di Parigi. Nel 1872 sono espulsi gli anarchici e la sede trasferita a New York; nel 1876 sciolta. 17.2 La nascita dei partiti socialisti 17.2.1 L'origine Tendenza generale all'allargamento del suffragio (es.: In Inghilterra nell''85 vota il 65% dei maschi, in Francia e Germania si gi al suffragio universale): occorre organizzare il voto operaio. Nascita di societ di mutuo soccorso, associazioni operaie, cooperative, casse, sindacati: occorre una rappresentanza politica che tuteli tali organizzazioni. Nascono i partiti socialisti di massa, con iscrizione, organizzazione locale e gerarchica. 17.2.2 Problemi dibattuti L'ingresso nei Parlamenti: il rapporto democrazia rivoluzione. Il rapporto partito sindacato. La collaborazione con i partiti liberali e democratici; La collaborazione internazionale tra i partiti socialisti. 17.2.3 Germania Lassalle: il suffragio universale come strumento per acquisire il potere politico e fondare il socialismo di Stato. 1863: Lassalle fonda l'Associazione generale degli operai tedeschi, poi (1869) Partito socialdemocratico tedesco. 1875: a Gotha confluiscono nel partito gruppi marxisti (peraltro criticati da Marx). L'ortodossia di Kautsky e il revisionismo di Bernstein. Lettura n. 20 p. 1005 Mastellone: il revisionismo di Bernstein 17.2.4 Francia

In crisi dopo la Comune e influenzato da tendenze anarchiche, il movimento operaio assume orientamento marxista solo con la fondazione del partito socialista (1880 Jules Guesde), ma ancora travagliato da divisioni. La SFIO di Jean Jaurs. Il sindacalismo rivoluzionario di Sorel. Lettura n. 21 p.1008 Salvadori: breve presentazione di Sorel 17.2.5 17.2.6 Italia vd. 19.2 Inghilterra

Fallimento del Cartismo, operante fino a met secolo. Prevale la linea sindacalista delle Trade Unions, definitivamente legalizzate nel '71. 1883: Fabian Society: o associazione di intellettuali; per un socialismo da realizzare gradualmente; o senza rivoluzione n dittatura del proletariato; attraverso il suffragio universale. o approfittando delle debolezze e delle possibilit offerte dal sistema borghese (donde il riferimento onomastico a Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore); Lettura n. 7 p.977 programma fabiano Dalla confluenza tra Trade Unions e Fabian Society nasce, all'inizio del '900, il Labour Party.

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17.2.7

Altri Paesi

Nascono partiti socialisti in quasi tutti i Paesi europei. Da segnalare i partiti socialdemocratici scandinavi, che sapranno orientarsi in senso riformista. 1898: Partito socialdemocratico russo, subito fuori legge e subito diviso tra menscevichi e bolscevichi. 17.3 La seconda internazionale Nasce come strumento di coordinamento tra i partiti socialisti nazionali, non come Internazionale che precede i partiti, quale era la prima. guidata dal partito socialdemocratico tedesco Prevale la linea legalitaria e riformista, nonostante la sconfessione di Bernstein. Principali obiettivi: suffragio universale, sistema elettorale proporzionale, giornata lavorativa di otto ore, assicurazioni pubbliche per invalidit, vecchiaia, malattia. Si sfalda allo scoppio della prima guerra mondiale. 17.4 Il movimento sociale cattolico 17.4.1 La formazione

Von Ketteler, vescovo di Magonza, nel libro Liberalismo, socialismo, cristianesimo propone una terza via cooperativistica e corporativistica cristiana alternativa a liberalismo e socialismo. A tale linea si ispira il partito di ispirazione cristiana antisocialista moderata del Centro. Diffusione di studi sui problemi sociali in ambito cristiano e soprattutto cattolico (Unione internazionale per gli studi sociali, Toniolo e l'Unione cattolica per gli studi sociali in Italia, la Democrazia Cristiana). Diffusa attivit dei cristiani e dei cattolici per l'educazione, l'assistenza, la cooperazione, il credito rurale e artigiano, le societ di mutuo soccorso. 17.4.2 La Rerum novarum (1891) Letture: n. 9 p.979 passi dellenciclica; n. 28 p. 1028 Catalano, quadro delle valutazioni (solo colonne 3-4) Prima enciclica sociale papale: o ribadisce la condanna della lotta di classe; o ribadisce il diritto naturale alla propriet privata, o ribadisce l'obbligo per i lavoratori di rispettare i padroni e di prestare interamente e fedelmente la propria opera; o condanna lo sfruttamento dei lavoratori: defraudare della dovuta mercede i lavoratori peccato che grida vendetta a Dio; o auspica una collaborazione tra lavoratori e padroni.

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18 L'EGEMONIA TEDESCA IN EUROPA 18.1 Dalla nazione al nazionalismo La concorrenza economica e coloniale tra gli stati: l'imperialismo. Aspetti culturali: o Il mito nazionalista di massa. o Il darwinismo sociale e politico. o L'irrazionalismo e il culto della forza. I principali movimenti: o Gingoismo, o Revanscismo, o Pangermanesimo, o Antisemitismo (non pi antigiudaismo), Sionismo (?). Letture n. 18 p. 1147 Chabod Nazione naturalistica e volontaristica n. 17 p. 1145 Croce, quadro generale dei cambiamenti culturali n. 24 p. 1225 . cap. XVIII, Chabod su darwinismo nazionalista n. 20 p. 1151 Monteleone, gingoismo n. 1 p. 1118 Tannenberg, spazio vitale n. 10 p. 1132 Mosse, origini della Lega Pangermanica e antisemita n. 15 p. 1141 Joll su cause antisemitismo n. 16 p. 1143 Cohen su Sionismo 18.2 La politica dei principali Paesi europei 18.2.1 Germania 18.2.1.1 La costituzione del Reich Federazione di 25 stati, ciascuno dei quali aveva mantenuto sovrani, governo, legislazione. Prevalenza della Prussia: il sovrano e il Cancelliere di Prussia sono anche imperatore e Cancelliere dell'intera Germania. Prevalenza dell'esecutivo sul Parlamento (Reichstag, Bundesrat): il governo responsabile di fronte al Kaiser. Lettura n.5 p. 1123 Taylor, il sistema costituzionale e di potere della Germania 18.2.1.2 La politica interna di Bismarck N.B.: per la politica estera vd. 13.7.3 . L'"addomesticamento" del partito liberale, che diviene liberalnazionale Kulturkampf (1872-78): o la "battaglia di civilt" contro i cattolici, considerati ultramontani e poco fedeli perch sostenitori delle autonomie locali contro l'accentramento prussiano, pi vicini religiosamente e linguisticamente all'Austria, pericolosi perch organizzati nel partito del Centro; o espulsi i Gesuiti, soppresse congregazioni, sottoposti a controllo statale scuole e seminari, arrestati preti e vescovi, obbligo del matrimonio civile; o interrotta nel 1878 per la crescita di un avversario pi temibile, i socialisti, contro i quali si cerca l'appoggio del partito cattolico del Centro. La politica antisocialista: o leggi eccezionali (1878): vietate le associazioni, le riunioni, la stampa operaie; o assicurazione obbligatoria statale per invalidit, malattia, infortuni, vecchiaia (la prima volta nella storia). Lettura cap. XV n. 19 p.1003 Joll, la previdenza sociale bismarckiana 18.2.1.3 La Germania guglielmina Lettura n.6 p. 1125 Taylor, il clima della Germania guglielmina 1890: Guglielmo II esonera Bismarck. Politica di potenza: o dumping; o politica di espansione (colonie, ferrovia Berlinoo corsa agli armamenti, specie in Baghdad); marina; o nazionalismo, pangermanesimo. 18.2.2 Inghilterra (N.B.: per il periodo 1870-1900 vd. 13.1) 1901 Sale al trono Edoardo VII. Governi liberali con appoggio laburista:

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o o o 18.2.3

imposta progressiva sul reddito; limitazione dei poteri della Camera dei Lords; suffragette.

Francia

Il revanscismo. LAction Franaise di Maurras. Lettura n.4 p. 1122 Maurras, superiorit del popolo sulla collettivit La repubblica conservatrice di Thiers. I tentativi di restaurazione monarchica del maresciallo e presidente Mac Mahon 1873 e 1876 e del colonnello Boulanger (1889). Il Caso Dreyfus (1894 condanna, 1898 J'accuse, 1906 riabilitazione). Lettura n. 3 p. 1120 J'accuse e n. 13 p. 1136 Mommsen, ricostruzione del caso I governi repubblicano-radicali di Clemenceau e Briand nei primi anni del '900: riforme sociali e anticlericalismo. 18.2.4 La rivoluzione del 1905 in Russia I partiti e i movimenti d'opposizione o Gruppi nazionali (Finni, Baltici, Polacchi). o Nichilisti: anarchici terroristi, ormai superati. o Partito socialista rivoluzionario, erede dei populisti: comunisti agrari. o Costituzionaldemocratici o Cadetti: liberali. o Menscevichi: socialisti riformisti. o Bolscevichi: socialisti rivoluzionari guidati da Lenin. Cause o Malcontento contadino per la limitata riforma agraria. o Inizi di industrializzazione promossa dallo Stato: formazione di un limitato proletariato. o La sconfitta nella guerra contro il Giappone. Eventi o La petizione di Gapon e la domenica di sangue a san Pietroburgo. o Insurrezioni, scioperi, soviet, ammutinamenti (corazzata Potmkin). o Parziali concessioni (Duma consultiva) e repressione (Stolypin). Lettura n. 22 p. 1157 Lenin: insegnamenti e valutazione Lettura n. 21 p. 1154 Gitermann sugli eventi 18.3 Verso la prima guerra mondiale 18.3.1 Le tensioni internazionali Stati motivi Francia Germania revanche, colonie Inghilterra Germania lotta per la supremazia economica, coloniale, sui mari Russia Germania denunciato il trattato di controassicurazione Russia Austria riaperta la questione balcanica Serbia Austria irredentismo slavo 18.3.2 Triplice Alleanza e Triplice Intesa 1882 Triplice alleanza, Francia, Inghilterra e Russia isolate e concorrenti. Il processo di avvicinamento: o 1891: Duplice Intesa tra Francia e Russia, preoccupate dalla politica di Guglielmo II: la Germania accerchiata; o Distensione tra Inghilterra e Russia, superata la questione afgana; o 1902: Entente cordiale tra Francia e Inghilterra, che hanno regolato le pendenze coloniali, hanno governi affini e un nemico comune: la Germania; o Triplice Intesa (Francia, Inghilterra, Russia). L'allentamento dei rapporti tra Italia e alleati: o 1908: l'Austria annette la Bosnia-Erzegovina: risentimento italiano; o 1911: l'Italia si accorda con Francia e Inghilterra per la conquista della Libia.

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18.4 Le crisi 18.4.1 Le crisi marocchine 1905, 1911: la Germania si oppone alla conquista francese del Marocco, riconosciutole da tutti i Paesi europei. Soluzione di compromesso: Marocco alla Francia, parte del Congo alla Germania. 18.4.2 La guerra di Libia Per l'inquadramento nella politica italiana vd. Giolitti . 1911: l'Italia, d'intesa con Francia e Inghilterra, invade la Libia, sotto sovranit turca, e il Dodecanneso. La guerra innesca la seconda crisi marocchina e le guerre balcaniche. 18.4.3 Le guerre balcaniche 1912: prima guerra balcanica: Grecia, Serbia, Romania e Bulgaria vincono la Turchia. 1913: seconda guerra balcanica: Grecia, Serbia, Romania e Turchia contro la Bulgaria per la spartizione dei territori. Il risultato: o nasce l'Albania (di fatto, solo dopo la Prima guerra mondiale); o la Macedonia spartita tra Grecia e Serbia; o la Bulgaria ottiene solo parte della Tracia; o la situazione balcanica destabilizzata. Lettura n. 11 p. 1133 G. Mann: quadro sintetico centrato sull'Impero absburgico

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19 L'ET DELLA SINISTRA STORICA (1876-1896) 19.1 La situazione economica e sociale 19.1.1 La crisi dell'agricoltura Concorrenza statunitense nel campo cerealicolo. Guerra commerciale con la Francia (dopo il 1887). Arretratezza dell'agricoltura meridionale. Trasformazione capitalistica dell'agricoltura settentrionale e condizioni di vita dei braccianti. Lettura XVIII n. 7 p.1191 Sacchi, l'alimentazione dei contadini mantovani

L'inchiesta Jacini (1877-84). Lettura XVIII n. 6 p.1190 su Imola e Rimini 19.1.2 Il decollo industriale Formazione del triangolo industriale. Nascita di grandi gruppi industriali. Protezionismo e commesse. I capitali tedeschi e gli intrecci tra banche e industria. Lettura XVIII n. 14 p. 1204 Procacci, sviluppo industriale e protezionismo 19.1.3 L'emigrazione Soprattutto dalle campagne meridionali e venete, ma anche da altre aree marginali. Stagionale o temporanea verso l'Europa industrializzata. Definitiva verso gli USA e l'Argentina. Grafico p. 1172 e Lettura n. 16 p.1209 Candeloro: numeri e cause dell'emigrazione 19.2 Il movimento dei lavoratori Tramontata la prospettiva mazziniana, negli anni '70 si diffonde il messaggio anarchico di Bakunin: Cafiero, Costa, Malatesta organizzano insurrezioni in Romagna e in Campania, senza successo. Leghe contadine in Emilia, Romagna, Marche, Lombardia. Lettura XVIII n.21 p. 1218 Manacorda, proletariato agricolo e leghe Le camere del lavoro operaie. I Fasci Siciliani. 1882: Costa abbandona l'anarchismo e fonda il partito socialista, messo per fuori legge da Crispi. Lettura XVIII n. 8 p. 1193 Costa, lettera agli amici di Romagna Turati, Antonio Labriola e la fondazione del Partito Socialista (1892). Lettura n.5 p. 1252 cap XIX. programma 19.3 Il movimento cattolico Cattolici transigenti e intransigenti. Limpegno nelle realt locali e nel sociale. LOpera dei Congressi. Letture: n. 25 p. 936 Verucci sui cattolici intransigenti: posizione laica; n .22 p. 1220 De Rosa 19.4 La Sinistra al potere 19.4.1 La caduta della Destra Il rafforzamento della Sinistra nelle elezioni del 1874. La caduta della Destra sulla questione della nazionalizzazione delle ferrovie. Depretis al Governo. Letture: n. 1 p.1178 Giolitti debolezze Destra; n. 10 p. 1197 Morandi, Sinistra da rivoluzionaria a governativa 19.4.2 Il programma della sinistra e la sua realizzazione Lettura XVIII n. 2 p. 1180 Depretis, discorso 08.10.82 sulla questione sociale

Allargamento del diritto di voto: attuato solo nel 1882 port al 7%ca gli elettori (2 milioni ca.): esclusi analfabeti e nullatenenti. Lettura XVIII n. 13 p. 1202 Romanelli, condizioni per diritto di voto

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Istruzione elementare obbligatoria : 1877 La legge Coppino ribadisce l'obbligatoriet del primo ciclo elementare e stabilisce sanzioni per gli inadempienti, ma non stanzia fondi per le scuole elementari, affidate ai comuni. Abolizione della tassa sul macinato: attuata solo nel 1884, non comport miglioramenti nelle condizioni dei ceti inferiori, perch sostituita da altre imposte indirette e compensata dall'aumento del prezzo del pane. Autonomie locali: l'elezione dei sindaci e dei presidenti delle province da parte dei consigli sar introdotta solo nel 1888 da Crispi, tuttavia i prefetti manterranno il controllo di merito sulle spese. Un bilancio: sostanziale rinuncia alle riforme, dovuta anche alla crisi economica e al trasformismo. 19.4.3 Il protezionismo 1878 innalzamento dei dazi doganali per proteggere l'industria. 1887 La "tariffa" innalza i dazi e li estende ai prodotti agricoli (conversione degli agrari al protezionismo per la concorrenza Usa). Effetti: o decolla l'industria italiana, ma pi grazie a capitali tedeschi (Banca Commerciale Italiana) e alla protezione e alle commesse di stato che per forza propria; o protetta la cerealicoltura, ma ci induce a coltivare grano in terreni non adatti, a detrimento di altre colture, e mantiene alto il prezzo del pane; o la reazione francese (guerra commerciale) rovina le esportazioni di olio, vino, agrumi. Letture:n. 3 p.1182 Jacin, n.4 p. 1185 De Viti De Marco contro il protezionismo agricolo 19.4.4 La Triplice Alleanza 1878 l'Italia isolata al congresso di Berlino. 1881 la Francia conquista la Tunisia, dove gi erano emigrati molti contadini siciliani. 1882 per rompere l'isolamento l'Italia aderisce alla Triplice Alleanza: o il segno di un avvicinamento alla politica autoritaria e di potenza di Bismarck; o chiude l'epoca risorgimentale, nonostante l'opposizione degli irredentisti. Lettura XVIII n. 17 p. 1211 Candeloro, motivi e clausole della triplice 19.4.5 La politica coloniale 1882 Acquisto della base di Assab, 1885conquista di Massaua.. L'attacco all'Etiopia (Abissinia) e la sconfitta di Dogali 1887. 19.4.6 Il trasformismo Carattere fluido dei gruppi di maggioranza e opposizione, assai affini tra loro. Voto di scambio per ottenere l'appoggio di singoli parlamentari al governo. Il salto nel carro del vincitore da parte di molti esponenti della Destra. Nel 1887, dopo la "Tariffa" entra al governo Crispi, rappresentante della Sinistra meridionale. Rimangono esclusi solo pochi deputati di destra e, a sinistra, i radicali e repubblicani. Si conferma la convergenza al centro del sistema politico italiano, dopo il "connubio": fatto positivo per la stabilit politica o negativo perch manca un'opposizione alternativa? Lettura XVIII n. 13 p. 1203 ultima parte Romanelli, inizi del trasformismo 19.5 La politica di Crispi Governa dal 1887 al 1891 e dal 1893 al 1896. 19.5.1 Riforme 1888: elezione amministratori locali. 1889: codice penale Zanardelli: abolita la pena di morte, depenalizzato lo sciopero. 1890: laicizzazione delle Opere Pie e rottura dei tentativi di conciliazione con la Chiesa. Lettura XIX n. 10 p.1262 Jemolo: l'atteggiamento anticattolico di Crispi 19.5.2 Ordine interno 1893: stato d'assedio in Sicilia (fasci siciliani) e in Lunigiana. 1894: Scioglimento del Partito socialista. Letture: XIX n. 18 p. 1274 Michels: organizzazione dei fasci XIX n. 3 p. 1250, Crispi rivolta siciliana cospirativa, non sociale XIX n. 11 p. 1263 Jemolo, affermazioni antisocialiste di Crispi

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19.5.3

Politica di potenza

Bismarck come modello: Crispi passa dall'idea mazziniana di nazione al nazionalismo. Lettura XIX n. 4 p.1251 Crispi sul ruolo preminente del Re 1889: Protettorato in Somalia (Obbia e Migiurtina). Lettura XIX n.1 p. 1247 Crispi, brani sulla necessit di una politica coloniale 1889: trattato di Uccialli: il nuovo Negus Menelik, salito al trono con l'aiuto italiano, riconosce la colonia Eritrea e il protettorato sull'Abissinia. 1893: Menelik denuncia il trattato di Uccialli (ambiguo nella versione amarica). 1896: sconfitte di Macall, Amba Alagi, Adua e dimissioni di Crispi). Lettura XIX n. 12 p. 1264 Battaglia, le manifestazioni dopo la sconfitta di Adua 19.5.4 Il governo Giolitti (1892-93) La linea di governo. Lo scandalo della Banca romana. Lettura XIX n. 20 p. 1277 Mack Smith, gli scandali bancari 19.6 La crisi di fine secolo 19.6.1 Il governo di Antonio di Rudin

Sidney Sonnino: Torniamo allo Statuto. Letture: XIX n. 6 p. 1253 Sonnino, Torniamo allo Statuto, leggere XIX n.7 p. 1256 Fortunato: centralit Parlamento e critica parlamentarismo Scioperi e dimostrazioni per il caro pane. Iniziale moderazione del governo. La repressione di Milano. Lettura XIX n. 21 p. 1279 Cordova, la tesi governativa del complotto, assegnare 19.6.2 Il governo Pelloux Iniziale moderazione del governo. Le leggi liberticide e l'ostruzionismo dell'Estrema e dei liberaldemocratici (Giolitti, Zanardelli). Lettura XIX n. 23 p. 1282 Seton Watson, ricostruzione degli eventi politici 19.6.3 Il governo Zanardelli Le elezioni del giugno 1900. L'assassinio del Re Umberto I (29.07.1900). Il governo Saracco. La svolta liberaldemocratica XIX n 8 p.1258 Giolitti, discorso sul diritto di associazione operaia

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20 L'ET GIOLITTIANA 20.1 Quadro della societ italiana 20.1.1 Il decollo industriale Rapida industrializzazione del "triangolo industriale". Sviluppo del settore siderurgico, meccanico, idroelettrico, zuccheriero. Forti legami tra industria e stato (commesse, appalti, protezione doganale), ma anche piccola industria legata al libero mercato. Lettura n. 17 p. 41 Salvadori, decollo industriale: ottimo quadro complessivo Grafico p. 1 e 4; carta p. 13 Il risanamento finanziario: riduzione della rendita nazionale dal 5 al 3,75%; la lira fa aggio sull'oro. 20.1.2 La situazione sociale

Rapido incremento demografico (dal 1861 al 1911 aumento del 50%ca). (Grafico p. 1) Forte emigrazione: lo sviluppo economico non riusciva ad assorbire tutta la manodopera. Tensioni sociali: ripetuti scioperi dei lavoratori, organizzati in sindacati (1904, 1908, 1914). Miglioramento, comunque delle condizioni di vita Lettura n. 31 p.73 Seton - Watson: migliori condizioni di vita e riforme, assegnare Lettura n. 34 p 78 Procacci: miglioramenti e miserie nelle condizioni di vita 20.2 Il quadro politico 20.2.1 Liberali

Conservatori (Sonnino, Salandra): in continuit con la linea crispina, miravano a un rafforzamento della monarchia e dell'esecutivo; durante la crisi di fine secolo si erano schierati per la repressione degli scioperi e delle manifestazioni popolari. Sinistra costituzionale (Zanardelli, Giolitti): liberaldemocratici, difendevano le istituzioni liberali dall'involuzione autoritaria e miravano a un allargamento della partecipazione alla vita politica. 20.2.2 Socialisti 20.2.2.1 Le correnti Riformisti: o miravano ad instaurare il socialismo mediante metodo parlamentare e azione sindacale; o nel breve periodo si proponevano l'attuazione di un programma minimo (perci furono detti anche minimalisti) di riforme democratiche (suffragio universale) e sociali (otto ore lavorative, diritto di sciopero, assistenza e previdenza ecc.); o prevalevano nel sindacato socialista, la CGL, fondata nel 1906; o rappresentavano soprattutto gli operai specializzati del Nord; o erano disponibili ad alleanze con altre forze riformiste; o principali esponenti: Bonomi, Bissolati, Turati. Lettura n. 4 p. 21 Turati: differenze tra riformisti e rivoluzionari Lettura n. 6 p. 26 Salvemini: il partito socialista rappresentante solo degli operai del Nord Rivoluzionari: o miravano al sovvertimento delle istituzioni liberali e alla rivoluzione socialista; o erano detti anche massimalisti perch volevano il massimo, cio, appunto, l'instaurazione del socialismo; o non erano disposti ad alcun compromesso con i liberali; principali esponenti: Ferri.. Sindacalisti rivoluzionari: o seguaci di Sorel, erano il gruppo estremista della sinistra socialista; o consideravano il sindacato non uno strumento di miglioramento della condizione operaia, ma l'organizzazione che doveva preparare la rivoluzione, da attuarsi mediante lo sciopero generale; o risentivano della cultura irrazionalista dell'epoca: il culto della violenza, la forza dei miti rivoluzionari; o ritenevano fondamentale l'azione di un'lite di rivoluzionari di professione, che avrebbe guidato le masse; o principali esponenti: Arturo Labriola, Benito Mussolini. Lettura n. 7 p. 27 Mussolini, contro il parlamentarismo

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20.2.2.2 I congressi 1900 Roma: prevalse la linea riformista turatiana; 1904 Bologna: prevalsero i massimalisti, sciopero generale; 1908 Firenze: prevalsero i riformisti, Turati segretario, espulsione dei sindacalisti rivoluzionari e collaborazione con Giolitti. 1912 Reggio Emilia: prevalse la linea rivoluzionaria, espulsi Bonomi e Bissolati, interrotta la collaborazione con Giolitti. Lettura n. 24 p. 58 Morandi: storia di tendenze e congressi del partito socialista 20.2.3 Cattolici Tendenze o Murri: Democrazia cristiana. o d. Sturzo: un partito laico di ispirazione cristiana, ma aperto a tutti. o Clerico-moderata: superare la rottura con lo stato liberale per opporsi all'avanzata socialista e atea. Il pontificato di Pio X (1903-14) o Condanna del Modernismo; o Pubblicazione di un catechismo a domanda e risposta da impararsi a memoria; o Scioglimento dell'opera dei Congressi, e in cui prevalevano le tendenze di Murri e d. Sturzo; o Istituzione di organismi di coordinamento dell'azione dei cattolici sotto il controllo della Gerarchia, tra cui l'Unione Elettorale, presieduta da Gentiloni; sospensione del non expedit, prima locale poi generale, per contrastare l'avanzata socialista: patto Gentiloni. Lettura n. 25 p. 61 Morandi: le due tendenze del cattolicesimo italiano Nazionalisti

20.2.4

Guidati da Corradini, fondarono nel 1910 l'Associazione Nazionalista Italiana. Esaltavano la guerra, la competizione tra le nazioni, rimproveravano alla borghesia italiana il pacifismo e la scarsa decisione, volevano per l'Italia un ruolo di potenza europea. Nell'immediato propugnavano la ripresa delle imprese coloniali, interrotte dal 1896. Letture: n. 10 p. 33 Papini - Prezzolini: risvegliare la borghesia al nazionalismo n. 11 p. 34 Corradini: il fascino primitivo della guerra n. 12 p. 35 da Manifesto del Futurismo, La guerra sola igiene del mondo n. 26 p. 63 Lehner: origini del nazionalismo 20.3 La politica giolittiana Lettura n. 19 p. 47 Carocci, la democrazia industriale giolittiana 20.3.1 Concezione dello Stato

Lo Stato al di sopra delle parti: non prende posizione nei conflitti sociali, limitandosi a garantire l'ordine e il rispetto della legge. Giolitti, sin da quando fu Ministro dell'Interno applic questo principio, rifiutando di far intervenire le forze armate durante gli scioperi e legalizzando di fatto sindacati e sciopero. Lo Stato di tutti i cittadini: occorre allargare la partecipazione politica (suffragio universale). Giolitti realizz tale obiettivo nel 1912, dopo aver cercato di coinvolgere nella vita politica le nuove forze emergenti (socialisti, cattolici, nazionalisti), incanalandole nell'alveo dello Stato liberaldemocratico. Lo Stato non ha interesse a tenere bassi i salari, anzi, ci compromette lo sviluppo, limitando i consumi. Lettura n. 1 p. 15 e 2 p. 17 Giolitti 20.3.2 Riforme sociali Consiglio superiore del lavoro. Ammissione delle cooperative alle gare d'appalto pubbliche. Municipalizzazione dei pubblici servizi. Nazionalizzazione delle ferrovie. Rafforzamento della scuola elementare statale. Tutela delle donne e dei fanciulli lavoratori. Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Pensioni di vecchiaia. Monopolio statale delle assicurazioni sulla vita. Commissariato per l'emigrazione. Lavori pubblici

20.3.3

Traforo del Sempione e acquedotto pugliese.

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20.3.4

Giolitti e il Sud

Il Sud, sacrificato dalla politica protezionista e dai trasferimenti di capitale al Nord (fisco, acquisto di prodotti industriali), fu ancora trascurato da Giolitti, salvo alcuni lavori pubblici e investimenti in grandi industrie (fonderie di Bagnoli), che rimasero "cattedrali nel deserto". Se nel Nord si era aperta la possibilit di accordi con i socialisti riformisti, rappresentanti dell'lite operaia, e con un mondo cattolico ricco di iniziative, nel Sud Giolitti continu a perseguire la tradizionale alleanza con gli agrari e i potenti locali, anche con metodi non sempre corretti che gli valsero l'appellativo di "ministro della mafia" (Salvemini). Poteva Giolitti agire diversamente? problema storiografico aperto. Lettura n. 23 p. 56 Gentile: i costi della politica giolittiana nel Mezzogiorno 20.3.5 Accordi politici

Obiettivo di Giolitti era di coinvolgere nello stato liberaldemocratico le forze di opposizione al sistema (socialisti, cattolici, nazionalisti): nuova fase di quella convergenza al centro che caratterizz la vita politica italiana dal Connubio di Cavour al 1992. La mancanza di una solida maggioranza e la necessit di rincorrere tendenze politiche diverse, nonch le divisioni interne ai socialisti, resero altalenante la politica giolittiana, costringendolo a riprendere metodi trasformisti: o 1903: accordo con Turati, che appoggi dall'esterno il governo Giolitti, impegnato in riforme corrispondenti al programma minimo socialista. o 1904: scioperi e spostamento a sinistra dei socialisti: Giolitti indisse nuove elezioni, in cui i moderati, con il parziale appoggio dei cattolici, prevalsero. o 1908: ritorno alla collaborazione con i socialisti, dopo il congresso di Firenze (vd. 20.2.2) o 1911: impresa di Libia (vd. sotto ) per avvicinare i nazionalisti e i meridionalisti, poich i socialisti si stavano orientando a sinistra (congresso di Reggio Emilia 1912 vd. 20.2.2.2 ); o 1912: fallito l'avvicinamento con i nazionalisti, Giolitti cerc l'appoggio dei cattolici (patto Gentiloni, vd. 20.2.3). Lettura n. 20 p. 49 Carocci: Giolitti tra socialisti e cattolici 20.3.6 Politica estera e guerra di Libia Mantenimento della Triplice alleanza, ma avvicinamento a Francia e Inghilterra, specie dopo l'annessione austriaca della Bosnia - Erzegovina senza compensi all'Italia (come previsto dal trattato della Triplice Alleanza). Accordo con la Francia: mano libera per la Francia in Marocco, per l'Italia in Libia. 1911: attacco all'Impero Ottomano, sovrano della Libia: Giolitti mira ad ottenere l'appoggio dei nazionalisti e dei meridionalisti, che vedevano nella Libia uno sbocco per i contadini meridionali alternativo all'America. La conquista fu pi difficile del previsto: le popolazioni arabe si opposero ed occorse attaccare la Turchia nel Dodecanneso per piegarla, mentre la guerriglia araba dur sino al 1927. La guerra non serv ad avvicinare i nazionalisti al governo, non ebbe risultati economici di rilievo, innesc le guerre balcaniche e indirettamente la guerra mondiale. Letture: n. 13 p. 36 Marinetti, testo sulla guerra di Libia n. 14 p. 37 D'Annunzio, La canzone della Diana, sulla guerra di Libia n. 15 p. 38 Guerra alla guerre: la giovent socialista contro la guerra di Libia n. 27 p. 67 Vivarelli: cronaca e giudizio sulla guerra n. 28 p. 68 Mack Smith: proclamazione guerra e opinione pubblica 20.3.7 La fine dell'epoca giolittiana Le elezioni del 1913 spostarono a destra l'equilibrio politico: gran parte dei deputati fu eletta con il determinante voto clerico - moderato: i radicali tolsero l'appoggio al governo; Giolitti si fece da parte e lasci il posto a Salandra, convinto di essere richiamato a breve termine. Insurrezione delle sinistre: settimana rossa . nelle Marche e in Romagna (giugno 1914), repressa militarmente. Lettura n. 29 p. 71 Procacci Lo scoppio della prima guerra mondiale imped a Giolitti di riprendere il potere. Letture: n. 22 p. 54 Valeri: esaurimento della politica giolittiana dopo patto Gentiloni n. 3 p. 18 Salvemini, giudizio complessivo n. 35 p. 80 Sic et non, storiografia su Giolitti

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