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Corso per operatore

Tecnico Olistico del benessere naturale CSEN

Scuola dello Sport CONI Puglia (Brindisi, 24-06-2011)


Avv. Vincenzo MONTEFORTE
Docente Scuola Regionale dello Sport Coni Puglia

Art. 2 Costituzione

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit ()
Art.10 Cost. 1 comma Lordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto

internazionale generalmente riconosciute. Es.: la Convenzione sui diritti dellinfanzia del 20/11/1989 ratificata con L. n. 176/1991
Art. 18 Cost. 1 comma I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza

autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Lattivit sportiva garantita sotto forma di associazione Riconoscimento dellautonomia regolamentare

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettivit, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Integrit psico-fisica dellatleta professionista o dilettante e nellattivit amatoriale Normativa Anti-Doping

Art. 32 Costituzione

Art. 33 - 34 Costituzione
Larte e la scienza sono libere e libero ne linsegnamento. La scuola aperta a tutti. Attivit motoria come materia di insegnamento nella scuola Ex ISEF elevato a corso di laurea (D. L.vo n. 178/1998)

La Responsabilit Art. 1173 C.C (Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformit dellordinamento giuridico) Responsabilit contrattuale art. 1321 c.c. Responsabilit Extracontrattuale Art. 2043 c.c.

obbligo risarcitorio

RESPONSABILITA CONTRATTUALE

Inadempimento di un contratto Art. 1218 Cod. Civ.: Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta tenuto al risarcimento del danno se non prova che linadempimento o il ritardo stato determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Esempi: Corsi organizzati dai gestori di un centro sportivo o partecipazione di pubblico dietro pagamento di un biglietto di ingresso.
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RESPONSABILITA CONTRATTUALE

Art.1321 c.c.il contratto laccordo di due o pi parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Prescrizione:10anni Onere della prova: nesso causale tra danno e contratto(parte lesa); evento dannoso prodottosi per causa a lui non imputabile(parte inadempiente).

La Responsabilit Associazioni Non Riconosciute Associazioni Riconosciute Societ di capitali

Delle obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, rispondono il fondo comune e, personalmente e solidalmente tra loro le persone che hanno agito in nome e per conto.
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Autonomia patrimoniale perfetta. Il patrimonio separato dal patrimonio personale dei singoli associati o soci Gli amministratori rispondono solo se agiscono oltre il mandato ricevuto

Responsabilit Extracontrattuale Atipicit dell illecito civile


Art. 2043 Cod. Civ.: Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno Elementi costitutivi del fatto illecito: Oggettivi (fatto, danno ingiusto, nesso di causalit) Soggettivi (dolo o colpa per imprudenza, negligenza, imperizia) PRESCRIZIONE: 5 anni Assenza di cause di giustificazione ex art. 2045 c.c. ONERE DELLA PROVA: incombe sul danneggiato Giudice competente quello civile
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Responsabilit Extracontrattuale Diretta


Organi dell ente Fatto illecito

Es.: Organizzazione di competizione o manifestazione aperta al pubblico Quando l'organizzatore della manifestazione non coincide con il soggetto che gestisce l'impianto utilizzato, si configura una concorrente responsabilit solidale di quest'ultimo per i danni causati da carenze strutturali dell'impianto stesso Es. la manifestazione sportiva: danni occorsi ad uno spettatore a causa della cattiva gestione dellimpianto o a carenze organizzative Es. i danni subiti dallatleta nel corso di una competizione sportiva
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C. Cass. 13 febbraio 2009 n. 3528


Secondo la Suprema Corte di Cassazione "la pericolosit dell'attivit esercitata deve essere valutata in base alle concrete circostanze di fatto in cui si venuta svolgendo, tenendo conto insieme della specifica capacit di chi chiamato a svolgerla e della potenzialit di danno che essa comporta. Ora, certo che l'atleta impegnato in una manifestazione agonistica accetta di esporsi a quegli incidenti che ne rendono prevedibile la verificazione, perch a produrli vi concorrono gli inevitabili errori del gesto sportivo proprio o degli altri atleti impegnati nella gara, come gli errori di manovra dei mezzi usati. E questo esclude che delle conseguenze di tali incidenti debbano rispondere i soggetti cui spetta predisporre e controllare il campo di gara". Ed ancora: " proprio tale insita pericolosit della attivit di cui si assume l'organizzazione ad imporre che questa non sia aumentata da difetto od errore nella predisposizione delle misure che debbono connotare il campo di gara, in modo da evitare che si producano anche a carico dell'atleta conseguenze pi gravi di quelle normali. Sicch, l'attivit di organizzazione di una gara sportiva connotata secondo esperienza da elevata possibilit di incidenti dannosi, non solo per chi vi assiste, ma anche per gli atleti, da riguardare come esercizio di attivit pericolosa, ancorch in rapporto agli atleti nella misura in cui li esponga a conseguenze pi gravi di quelle che possono essere prodotte dagli stessi errori degli atleti impegnati nella gara". 10

danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nellesercizio delle incombenze a cui sono adibiti. La responsabilit dellistruttore autore del comportamento dannoso - si propaga al sodalizio: entrambi sono obbligati solidali verso il danneggiato per il risarcimento. Responsabilit diretta per il preposto, indiretta per il sodalizio Nesso di causalit necessaria: illecito agevolato
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Responsabilit Extracontrattuale indiretta Condotta colposa Danno allallievo dell istruttore 2049 c.c. Responsabilit dei padroni e committenti: I padroni ed i committenti sono responsabili per i

Responsabilit dellIstruttore sportivo


Art. 2048 Cod. Civ., comma 2: I precettori e coloro che insegnano un mestiere o unarte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi o apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. La presunzione non applicabile in caso di danno che lallievo abbia con la sua condotta arrecato a se stesso. In tali casi trova applicazione il regime probatorio previsto dallart. 1218 c.c.. La responsabilit va ricondotta nellambito della responsabilit contrattuale. Giurisprudenza prevalente: Non sufficiente la prova di non avere potuto impedire il danno ma si deve dimostrare di Aver adottato in via preventiva le misure organizzative idonee ad evitarlo (in special modo in presenza di minorenni) e che levento, nonostante le misure adottate, non era evitabile. E un caso1di responsabilit diretta del precettore.

Responsabilit dellIstruttore sportivo La responsabilit presuppone il compimento di un illecito da parte dellallievo capace di intendere e volere (non coincide con la maggiore et). Si presuppone la violazione del dovere di sorveglianza e vigilanza. Il fondamento della responsabilit dellistruttore prevista dallart. 2048 c.c. si ravvisa nella cd. culpa in vigilando che presunzione fino a prova contraria per agevolare il danneggiato
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Responsabilit dellistruttore sportivo


I corsi di ginnastica sono aperti alle persone di tutte le et, dotate ciascuna di una propria diversa preparazione psicofisica, necessario che listruttore sia in grado di valutare preventivamente non solo lutilit in assoluto di un esercizio, ma anche la concreta idoneit di ogni allievo ad affrontarlo senza correre inutili rischi. Istruttori, allenatori e maestri di discipline sportive possono essere equiparati per ci che attiene la responsabilit a coloro che insegnano un mestiere o un arte e come tali rispondono ex art. 2048 2 comma c.c. del danno cagionato da fatto illecito commesso dai loro allievi o delle persone soggette a tutela. Resta inteso che listruttore risponder dellillecito che lallievo ha determinato solo nel tempo in cui egli sottoposto alla sua vigilanza.
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Prova Liberatoria

non avere potuto impedire il fatto Diligente vigilanza Avere adottato le misure organizzative e disciplinari per prevenire il fatto Inevitabilit dellevento nonostante le misure adottate
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Cass. 21.02.2003 n. 2657

Per superare la presunzione di responsabilit


che ex articolo 2048 c.c. grava sullinsegnante per il fatto illecito dellallievo non sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo e repressivo ma necessario anche dimostrare di aver adottato in via preventiva tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale.
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Corte dAppello di Milano Sez. IV n. 2504 del 18.09.2008


Lobbligo di vigilanza gravante sul precettore (va inteso) in senso relativo, vale a dire commisurato alla prevedibilit di quanto pu accadere e tale pertanto da non richiedere ladozione di tutte le cautele necessarie ed idonee ad evitare levento pregiudizievole, ma solo di quelle necessarie in relazione alle circostanze del caso concreto...il precettore tenuto a provare che l evento nonostante la sussistenza di un comportamento di vigilanza adeguato alle circostanze per la sua imprevedibilit e repentinit non era evitabile.. pacifico come evidenziato dalla dottrina e dalla giurisprudenza che il dovere in parola va rapportato allet e al grado di maturit dellallievo, dovendo ridursi gradatamente in relazione al progredire delluna e dellaltro, ed inoltre va pure commisurato allindole del minore, al suo carattere, 17 allambiente in cui vive.

Trib. di Milano 28/09/1995 Responsabilit dellistruttore e del gestore della palestra, per lincidente incorso ad un allievo durante lesecuzione di un esercizio ginnico di inutile pericolosit, richiesto dallistruttore. [Non adeguato alle condizioni del soggetto] Istruttore deve sapere riconoscere e valutare i diversi limiti fisici e psichici delle persone che frequentano i corsi, al fine di evitare che subiscano lesioni.
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SOLIDARIETA TRA ASSOCIAZIONE E ISTRUTTORE


In caso di danni riportati dallallievo, il vincolo di solidariet sussiste pur in presenza di diversit di titoli, tra la responsabilit dellistruttore ex art. 2048 c.c. comma 2 e la responsabilit dellassociazione ex art. 2049 c.c: luno risponder per l omessa vigilanza dellallievo, laltra perch il fatto lesivo si prodotto in occasione dello svolgimento dellattivit svolta dai propri preposti. Questultima, una volta risarcito il danno potr esercitare azione di rivalsa per lintero nei confronti dellistruttore. (Trib Monza 13.09.1988: sussiste responsabilit del circolo tennis per i danni riportati da un giovane allievo per la mancata adozione delle necessarie cautele da parte dellistruttore).

Assicurazione
consigliabile, soprattutto nel caso di associazioni non riconosciute, stipulare valide coperture assicurative (polizza di responsabilit civile verso i terzi) poich questo il modo migliore per tutelare, in caso di responsabilit, il patrimonio privato di dirigenti e tecnici. Se per lorganizzatore di gare o manifestazioni tale polizza assicurativa pu considerarsi facoltativa, lassicurazione degli sportivi dilettanti invece divenuta obbligatoria. Il 1 luglio 2008 stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rubricato Assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti. Tale decreto indica le modalit tecniche per liscrizione allassicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti, oltre ai termini, la natura, lentit delle prestazioni ed i relativi premi assicurativi. Il decreto chiarisce che i soggetti tenuti alla stipula dellassicurazione obbligatoria sono le organizzazioni sportive nazionali di riferimento. Saranno, dunque, le Federazioni a provvedere alla tutela assicurativa per conto e nelinteresse di atleti, dirigenti e tecnici per esse tesserati con tale 20 qualifica (Art. 2)

Responsabilit per strutture e attrezzature utilizzate La responsabilit per cose in custodia ex art. 2051 configurabile in capo a colui che abbia la disponibilit giuridica e materiale della cosa stessa che comporti il potere di intervento sulla stessa ed il correlativo dovere di impedire che da essa, per sua natura o per particolari contingenze, derivi pregiudizio a terzi. La presunzione a carico del custode superata quando si da prova del caso fortuito.
Nesso di causalit materiale tra la cosa ed il danno
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Cass. Civ. n 4279/2008


La responsabilit ex art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo e perch possa configurarsi in concreto sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato senza che rilevi a riguardo la condotta del custode e losservanza o meno di un obbligo di vigilanza, in quanto la nozione di custodia non presuppone n implica uno specifico obbligo di custodire, funzione della norma quella di imputare la responsabilit a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa, dovendo pertanto considerarsi custode chi di fatto ne controlla le modalit di uso e di conservazione. Chi agisce per il riconoscimento del danno deve provare lesistenza del rapporto eziologico tra la cosa e levento lesivo, mentre il custode convenuto per liberarsi dalla sua responsabilit, deve provare lesistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva idoneo ad interrompere quel nesso causale.
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C. Cass. Sezione III 17.01.08 n. 858


Il gestore di una palestra da configurarsi come custode della struttura e dei relativi attrezzi che possono presentare pericolo per chi li usa o ne viene in contatto esercitando su di essi un potere di fatto che ne impone lobbligo di vigilanza. Il gestore stato condannato al risarcimento del danno in favore di un cliente che si era infortunato cadendo da una cyclette di cui era stata accertata la difettosit.
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RESPONSABILITA DI COSE IN CUSTODIA

RESPONSABILITA PER COSE CONSEGNATE IN CUSTODIA

RESPONSABILITA PER LE STRUTTURE E ATTREZZATURE UTILIZZATE

RESPONSABILITA DI COSE IN CUSTODIA In merito a tale forma di responsabilit si distingue lipotesi di cose portate dal cliente nei locali dellassociazione e lipotesi delle cose consegnate in custodia e dallaltro la responsabilit che si profila invece con riferimento alle strutture ed attrezzature utilizzate, sulle quali lassociazione stessa deve esercitare gli obblighi di custodia.

Responsabilit per cose in custodia

COSE DEL CLIENTE


Cose introdotte risarcimento limitato al valore di quanto sottratto, distrutto o danneggiato fino allequivalente di 100 volte il valore della prestazione Cose consegnate o che lalbergatore aveva lobbligo di accettare - riconsegna in forma specifica o risarcimento integrale
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Responsabilit per cose in custodia


L Art. 1786 Cod. Civ. estende agli imprenditori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari e simili la responsabilit dellalbergatore per le cose portate e consegnate in albergo. Circoli sportivi = Esercizi simili del servizio Intralcio nel godimento

Responsabilit del gestore solo in caso di consegna con finalit di custodia. Cass. 15490/2008 affinch sorga la responsabilit del depositario non necessario un espresso accordo in virt del quale questi si impegni formalmente a custodirla ma sufficiente la mera consegna di essa, (con la conseguente sottoposizione alla propria sfera di influenza e di controllo) non accompagnata da manifestazioni di volont volte a limitare o ad escludere la responsabilit ex recepto.
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Responsabilit per cose in custodia


Cass. 1537/2007 per affermare la responsabilit illimitata dellalbergatore o dei soggetti ad esso equiparati, si deve accertare se il cliente indipendentemente da una specifica dichiarazione negoziale, per le modalit e il contesto in cui ha consegnato la cosa al gestore dellesercizio o ai suoi dipendenti, ha inteso affidarlo alla loro custodia o invece se essi si sono limitati a prestargli una cortesia conforme agli usi nel qual caso la responsabilit e quella limitata. Cass . 5837/2007 lofferta della prestazione di parcheggio cui segue laccettazione ingenera laffidamento che in essa sia compresa la custodia restando irrilevanti eventuali condizioni generali di contratto predisposte dallimpresa che gestisce il parcheggio, che escludano un obbligo di custodia. Peraltro, la eventuale clausola di esclusione di responsabilit del gestore ne caso di furto del veicolo, avendo carattere vessatorio inefficace, qualora non sia stata approvata specificatamente 28 per iscritto.

RESPONSABILITA PER LE STRUTTURE E ATTREZZATURE UTILIZZATE


La responsabilit per cose in custodia di cui allart. 2051 c.c. configurabile in capo a colui che abbia la disponibilit giuridica e materiale della cosa che comporti il potere di intervento sulla stessa ed il correlativo dovere di impedire che da essa derivi pregiudizio ai terzi. Perch si configuri lipotesi di responsabilit sancita dallart. 2051 c.c. sufficiente che ricorra un nesso materiale tra la cosa in custodia e il danno dalla stessa cagionato. Il danno deve essere stato arrecato non gi con la cosa, bens dalla cosa. Se la cosa risulta essere invece il tramite del danno prodotto da fattori estranei quali il comportamento del danneggiato o di un terzo si versa nellambito del c.d. caso fortuito. Il richiamo allart. 2051 ha trovato applicazione da parte della giurisprudenza per affermare la responsabilit in capo alla societ sportiva per danni cagionati al tennista a causa della cattiva manutenzione del terreno di gioco da parte della societ sportiva custode del campo. (Cass. civ. 20.10.1995 n. 11264)

Lesercizio di attivit ritenute pericolose pu comportare, ai sensi dellart. 2050 c.c. lobbligo del risarcimento del danno cagionato, ove non si dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Da tempo si soliti distinguere tra attivit e condotta pericolosa, dovendosi escludere nellambito dellart. 2050 c.c. quelle attivit nelle quali la pericolosit pu insorgere solamente ove intervengano errori o colpe da parte di terzi utenti del mezzo adoperato. Anche lattivit di gestione dellimpianto sportivo considerata pericolosa in ipotesi assai ristrette, quali ad esempio quella relativa alla gestione di maneggi e di scuole di equitazione ( Trib. Vercelli 0.01.96, Cass. Civ. 11.02.94 n. 1380 e Cass. Civ. n. 3616/88) e quella di gestione delle piste di go- kart (Trib. Roma 31.01.67 e Trib. La Spezia 14.04.66). Anche la gestione dello stadio considerata attivit pericolosa visti i numerosi casi di violenza occorsi negli ultimi anni e le disposizioni di legge da ultimo emanate al fine di reprimere il fenomeno (legge n. 88/2003 e legge n. 41/2007)

RESPONSABILITA PER ESERCIZIO DI ATTIVITA PERICOLOSE

Dichiarazione di esonero da responsabilit


Lart. 1229 Cod. Civ. (applicabile anche alla responsabilit extracontrattuale) sancisce la nullit di simili clausole in caso di responsabilit per dolo o colpa grave o in caso di violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.
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Altre forme di responsabilit


Responsabilit Penale Reato

Responsabilit Sportiva

Violazioni delle norme dell ordinamento sportivo

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RESPONSABILITA PENALE
La responsabilit penale sempre personale. La giurisprudenza solita escludere responsabilit penale ogni volta che la condotta delatleta sia stata conforme alle regole della disciplina sportiva Quanto invece alla responsabilit penale il titolare della societ sportiva, quale gestore dellimpianto sportivo o pertanto proprietario dellattrezzatura sportiva responsabile oltre che civilmente anche penalmente ogni volta che levento dannoso o pericoloso da cui scaturito il danno, sebbene non voluto dallagente, si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. Per tale motivo il titolare dellimpianto sportivo tenuto a garantire lidonea organizzazione dellattivit la manutenzione dellimpianto e dellattrezzatura.

Responsabilit Penale Omissiva


(Cass. Sez. Iv penale, sent. 14/12/2005 n 4462)

Fatto: morte di un utente avvenuta in una piscina sprovvista di personale di sorveglianza. Il gestore di un impianto sportivo titolare di una posizione di garanzia ai sensi dellart. 40 Cod. Pen. e, pertanto, tenuto a predisporre un idoneo servizio di assistenza degli utilizzatori della struttura medesima al fine di tutelarne lincolumit fisica e di evitare il superamento del limite del rischio tipico, correlato alla normale pratica sportiva. I Regolamenti FIN hanno valore di norme di comune prudenza.
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RESPONSABILITA SPORTIVA
La responsabilit sportiva legata alle normali infrazioni di carattere disciplinare attinenti a violazioni di carattere sportivo. In ambito sportivo si fa spesso riferimento alla responsabilit c.d. oggettiva ossia quando un soggetto chiamato a rispondere di un determinato fatto anche in mancanza dellelemento soggettivo : dolo o colpa. Le carte federali prevedono in capo allassociazione sportiva responsabilit diretta ( la societ risponde direttamente delloperato di chi la rappresenta ex art. 6 co. 1 Cod Giust.Sportiva), responsabilit presunta (la societ presunta responsabile fino a prova contraria degli illeciti sportivi commessi a loro vantaggio da persone estranee ex art. 6 co. 5 cod. Gius. Sport.) ma anche frequenti ipotesi di responsabilit oggettiva. Lart. 6 del Codice di Giustizia Sportiva prevede infine che i dirigenti e i soci di una associazione sportiva che commettono direttamente o che consentono che altri compiano atti volti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o assicurare a chiunque un vantaggio in classifica siano puniti con una sanzione non inferiore allinibizione o squalifica per un periodo minimo di tre anni.

CERTIFICAZIONI MEDICHE La materia delle certificazioni mediche per lo svolgimento delle attivit sportive disciplinata da due decreti del Ministero della Sanit: luno del 18 febbraio 1982 per quanto riguarda lattivit agonistica e laltro del 28 febbraio 1983 per quella non agonistica.

Lart. 2 della circolare n. 7 del 31.01.1983 (D.M. 18 febbraio 1982)"Norme per la tutela sanitaria della attivit sportiva agonistica cos recita: Il D.M. in oggetto, nell'ambito dell'obiettivo indicato dall'art. 2 della stesse legge di riforma e ai sensi dell'art. 5, ultimo comma della legge 33/80, ha stabilito i criteri tecnici generali volti a tutelare la persona che svolge attivit sportiva agonistica, mentre le modalit operative vengono fissate dalle Regioni di intesa con il CONI

Lart. 2 della legge Regione Puglia 4 dicembre 2006 n. 33 Norme per lo sviluppo dello sport per tutti in merito alle funzioni esercitate dalla Regione in materia di sport al comma g) indica quanto segue: tutela della salute dei praticanti l'attivit sportiva attraverso forme di coordinamento delle funzioni sanitarie riguardanti la pratica sportiva agonistica e non agonistica, istituendo il libretto sanitario dello sportivo;

RESPONSABILITA DEL GESTORE DELLIMPIANTO SPORTIVO

Garanzia ex art. 40, 2comma del c.p. (non impedire un evento che si ha lobbligo di prevenire equivale a cagionarlo) Necessit di rispettare le regole federali, la normativa sulla sicurezza degli impianti Cass. n. 4462/2006: responsabilit penale del titolare di una piscina per la morte di un bagnante sullassunto che il servizio di assistenza avrebbe potuto garantire un tentativo di salvataggio ed una pi elevata possibilit di salvezza del bagnante Responsabilit dellistruttore e del gestore della palestra, per lincidente incorso ad un allievo durante lesecuzione di un esercizio ginnico di inutile pericolosit, richiesto dallistruttore. [Non adeguato alle condizioni del soggetto] Istruttore deve sapere riconoscere e valutare i diversi limiti fisici e psichici delle persone che frequentano i corsi, al fine di evitare che subiscano lesioni.

DM 18.3.1996: Norme di sicurezza per la costruzione e lesercizio degli impianti sportivi


Gli art.19 ( impianti con capienza superiore a 100 presenze ) e 20 ( con capienza inferiore a 100 presenze) cos recitano: Il titolare dellimpianto o complesso sportivo responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza; per tale compito pu avvalersi di una persona appositamente incaricata, o di un suo sostituto, che deve essere presente durante lesercizio dellattivit.

I NUMERI DEL DOPING Giro daffari di 600 milioni di euro lanno Produzione di farmaci dopanti doppia rispetto alle esigenze dei malati Organizzazioni criminali In Italia 500.000 assuntori (ricerca del 2007 Libera, Uisp, Cis, Acli)

LA NORMATIVA NAZIONALE IN MATERIA DI DOPING

Legge del 26 ottobre 1971 n.1099 tutela sanitaria delle attivit sportive (mai applicata)

Legge 14 dicembre 2000 n. 376

ratifica ed esecuzione della convenzione contro il doping con appendice Strasburgo 16 nov. 1989

Legge 29 novembre 1995 n. 522

disciplina della tutela sanitaria delle attivit sportive e della lotta contro il doping

Legge 14 dicembre 2000 n. 376


La legge 376 del 2000 punisce il doping come reato penale, in armonia con le normative sportive sovranazionali. In precedenza non erano mai state applicate le sanzioni penali della L. 1099/71. Per i casi di doping vi erano state sporadiche applicazioni della L. 489/81 c.d. frode in competizioni sportive (nata per il calcio scommesse).

Legge 14 dicembre 2000 n. 376


Bene tutelato: la salute (bene di rango costituzionale) al fine di imporre una sanzione penale Cass. 11277/02: bene tutelato anche la correttezza delle manifestazioni sportive tant che non si applica ad attivit non agonistiche

SANZIONI Reclusione da 3 mesi a 3 anni Multa da 2582.28 a 51645.69


Se dal fatto deriva un danno per la salute Se il fatto commesso ai danni di un minore AGGRAVANTI Se il fatto commesso da un dipendente CONI Se il fatto commesso da chi esercita una professione sanitaria

PENE ACCESSORIE

Sospensione e interdizione dalla professione Interdizione a vita per dirigenti Coni, fsn, societ sportive

WADA World Anti - Doping Agency


Listituzione della WADA stato il grande passo in avanti dellordinamento sportivo nella lotta al doping. Essa un soggetto sovranazionale cui concorrono il CIO e la Comunit Europea. Emana regolamenti che vengono applicati in tutte le federazioni e comitati olimpici. Prima della sua istituzione ogni federazione aveva un proprio regolamento con sanzioni diverse e si creavano delle palesi ingiustizia tra uno sport e laltro.

Conseguenze della positivit


Ad una positivit seguono 2 procedimenti
e

quello penale

quello sportivo

La sanzione sportiva viene graduata a seconda della sostanza ritrovata ed a seconda del grado di colpa dellatleta. E illecito sportivo anche il tentativo di doparsi o la mancata presentazione ai controlli.

PROCEDURA SPORTIVA

Positivit = sospensione cautelare E latleta e dover richiedere e pagare controanalisi Procura Antidoping (interrogatorio) TNA del CONI Ricorso al TAS

SANZIONI
Due anni per sostanze pesanti alla prima positivit Dal rimprovero a due anni per sostanze aspecifiche Rifiuto o evasione del controllo: due anni Commercio: da quattro anni a vita

CARATTERISTICHE DELLA SANZIONE SPORTIVA


Norme sportive non vincolate alle norme penali e del lavoro Non pu esserci indulto o amnistia Perdita risultati sportivi e restituzione premi In mancanza di restituzione non si torna allagonismo

DIMINUZIONE DI PENA

Mancanza di colpa significativa: riduzione 50% Collaborazione: diminuzione Ammissione: fino ad un 50% della pena quarto si calcola dalla positivit

Uso prolungato

AGGRAVANTI

Tentativo di manomissione

Uso o possesso di varie sostanze

INIBIZIONE

Lordinamento sportivo sanziona con linibizione cio con il divieto assoluto di frequentare manifestazioni ed impianti sportivi sotto legida Coni anche i soggetti estranei al mondo sportivo. I tesserati e gli affiliati poi non possono servirsi nei loro staff di collaboratori che siano stati inibiti, pena la squalifica.

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