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FRANCESCO PELILLO

RICERCA DELL'EQUILIBRIO (RDE)


Teoria per la fondazione del nuovo Umanesimo Scientifico del Terzo millennio

INDICE
PREMESSA NASCITA DELL'UNIVERSO DAL TUTTO BIG START DALLA MASSIMA ENTROPIA AGLI STATI LOCALI EVOLUZIONE DEGLI STATI DOPO IL BIG START INTERDIPENDENZA DI TUTTI GLI STATI DELLA REALT SOVRAPPOSIZIONE DEGLI GLI STATI DELLA REALT NELLA VISIONE ONDULATORIA FRATTALE REALT ONDULATORIA FRATTALE E FORMAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI FUNZIONE DELLA MEMORIA PER LA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA ESEMPIO DELLA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA ATTRAVERSO LA CONOSCENZA LIBERO ARBITRIO E COMPENSAZIONE COMPENSAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI NELLARCO DELLESISTENZA INDIVIDUALE LA NEUROSFERA PER LA PARTECIPAZIONE DELLUMANIT ALLA RDE UNIVERSALE CONCLUSIONI E PROPOSTE Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. 1 2 4 5 6 8 9

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NOTA
In queste pagine non troverete n note n citazioni dei grandi scienziati e filosofi che ci hanno portato fino all'attuale visione del mondo con il loro diavoletti e i loro gatti nella scatola o i loro sillogismi. Lo ho deciso per due buone ragioni. La prima che ho ritenuto che gli "addetti ai lavori" sarebbero stati in grado di riconoscere nelle affermazioni che faccio a supporto delle mie tesi il riferimento a questa o quell'opera di questo o quell'autore. La seconda che ho voluto dare la possibilit ai semplici "appassionati" di condividere o meno le mie idee liberamente e senza rimandi che le rendano pi autorevoli. La cultura come un fiume, scorre e rende fertili i terreni che incontra, e non c' bisogno di ricordare il nome di ogni torrente che vi confluisce per trarne vantaggio e per godere della sua bellezza.

PREMESSA
Per quanto riguarda le faccende umane, da sempre cerchiamo una spiegazione alle incongruenze e alle ingiustizie di questo mondo. Le disparit ci appaiono cos macroscopiche e inconciliabili con il nostro senso di equit, da averci costretto a introdurre i concetti di premio/punizione nell'aldil o di fortuna/sfortuna e di reincarnazione nell'aldiqu. A me queste giustificazioni non sono mai bastate, quindi, ho sempre cercato di scoprire le "necessit" che determinano gli accadimenti, per trovare una legge che garantisse la giustizia, gi qui in questa dimensione, alla conclusione di ogni esistenza. In questa ricerca, che dura da quasi cinquant'anni, ho provato ad analizzare tutti gli accadimenti della mia vita e di quelle di chi mi circondava, spogliandoli da tutte le valenze sociali e culturali del momento e del luogo in cui avvenivano, per valutarne l'effetto soggettivo nella mente di coloro che li vivevano e con un metodo, diciamo cos, di riduzionismo psicologico sono arrivato alla conclusione che tutte le sensazioni umane, fisiche e psichiche, provocate dall'ambiente esterno o dal nostro agire e pensare, siano classificabili, con maggiore o minore intensit, come negative o positive. A questo punto rimaneva da capire come fare a calcolarle oggettivamente cos da poter trovare le prove del loro stato di equilbrio al momento del decesso di ognuno, e la giustizia avrebbe trionfato. Dopo aver cercato invano di trovare risposte univoche nei fiumi di parole delle ricerche umanistiche mi sono rivolto alla scienza e mi sono ritrovato a cercare una legge universale che regolasse con "giustizia" l'attuazione e la dissoluzione di tutti gli stati della realt, compreso quello mentale, e confermasse la mia intuizione. Ora sono certo di averla trovata ed eccola qui descritta in queste pagine. Non essendo uno scienziato, la espongo come mi compete, in forma "narrativa", con la speranza che gli specialisti interessati, con un atto di fede, che sempre necessario per lavorare sulle intuizioni plausibili (che siano o no le proprie), trovino in questa teoria, i minimi elementi necessari per dedicarvi il loro tempo, e stabilire se possa contribuire alla costruzione di quella "Teoria del Tutto" (non solo fisica) da sempre auspicata. Quanto a coloro che non prendono in considerazione una teoria sulla realt in toto se non formulata o formulabile matematicamente, sono la prova vivente che gli assetti neuronali, quando sono assuefatti ad un solo linguaggio, limitano la loro Ricerca dellEquilibrio nei circuiti di quelle stesse strutture che lo producono, e mi dispiace per queste persone, poich sono costrette a vivere senza poter conoscere e utilizzare le proposizioni di migliaia di uomini che hanno contribuito e contribuiscono ancora allo sviluppo dell'umanit pur avendo usato e continuando a usare solo le parole (magari accompagnate da qualche disegno...).

NASCITA DELL'UNIVERSO DAL TUTTO


impossibile descrivere una situazione in cui sono distribuite in modo omogeneo due forze uguali e contrapposte poich da questa situazione non pu scaturire nessuna informazione, anche se potenzialmente contiene energia e informazione infinite. Solo introducendo una differenza di potenziale tra le due forze comincia ad essere possibile la descrizione di un luogo e di un tempo in cui questa differenza si verificata e dare avvio alla conoscenza della situazione stessa. Cio alla formazione di quella che chiamiamo realt. Anche un software composto da una sequenza ininterrotta di 0 e di 1 non svolge alcun compito. Se togliamo un solo 0 cominceremo ad avere l'informazione che da qualche parte esiste una coppia di 1 e che dividendolo la sequenza in due met, queste non sono pi uguali. Comunque, all'inizio c'era il Tutto ed era fatto di queste due forme di energia che si trovavano nello stato di massima entropia. Le due forze uguali e contrapposte saturavano in modo regolare e costante l'universo e, sempre attratte una dall'altra, formavano un plasma, una entit continua biunivoca e per noi incommensurabile e quindi non descrivibile. Per comodit queste due forze le chiameremo Negativa e Positiva. Questo era il Tutto e non il nulla come si asserisce da secoli. L'unica cosa ad essere nulla era l'informazione. In questa situazione di massima entropia non potevano accadere fatti, quindi, non essendo quantificabili in relazione a nessun avvenimento, non potevano esistere n tempo n spazio. L'unico modo che abbiamo per rappresentarci quel plasma di scomporlo in particelle di energia che, pur non corrispondendo alla realt magmatica iniziale, consentono di visualizzare la distribuzione costante in tutte le direzioni delle due forze. Ora, date queste premesse, per linnesco del processo di formazione delluniverso che conosciamo, possiamo a fare a meno della teoria del Big Bang che presuppone lesplosione di un quid in un non luogo e faccio unaltra ipotesi.

Nel Tutto energetico descritto sopra si creata una asimmetria che, grazie alla condizione di entanglement tra le due forze che lo costituivano, ha provocato limmediato cambiamento di stato di tutto il sistema. Da allora, essendo apparsi il tempo e lo spazio a grazie allavvenimento, iniziato il processo di Ricerca dellEquilibrio (RDE) che ha portato allevoluzione dei vari stati della realt che ci appare costituita da un susseguirsi di eventi necessari distribuiti in tutto l'universo. Questo io lo chiamo Big Start. Ma non allarmiamoci, non c' da buttare via nulla di quanto stato fatto fin qui dai cosmologi e dai fisici teorici e sperimentali. Infatti, io ritengo che molte delle prove che sembrano confermare il Big Bang possano confermare anche il Big Start, compresa la necessit delle altissime temperature che si possono raggiungere anche con l'agitazione spasmodica e contemporanea di particelle energetiche alla RDE, e non solo a causa di una esplosione. Come provano, ad esempio, gli esperimenti di anichilazione tra particelle che, con un percorso a ritroso, ci riportano alla formazione di energia, o i fenomeni di riscaldamento dei gas nelluniverso. Ammetto che anche accettando la validit della mia ipotesi rimangono senza risposta scientifica le domande su chi o cosa abbia provocato l'asimmetria e su chi o cosa abbia prodotto il Tutto energetico iniziale, ma almeno, con essa, mi sembra che siano pi plausibili i presupposti per continuare a cercare le risposte (...non si spaventino i credenti, in tutti i casi, un Dio creatore ci vuole). Infatti, partendo da questi presupposti, diviene plausibile sicuramente di pi della creazione delluniverso dal nulla in sei giorni che ad un certo punto il buon Dio, dopo aver creato il plasma che rappresentava l'ESSERE, per le stesse ragioni a noi inaccessibili (forse si annoiava...) che avrebbero potuto fargli innescare il Big Bang, abbia ritenuto di dover privare l'intero sistema di una sola particella elementare di energia, diciamo una particella negativa, dando cos l'avvio al processo che ha portato al DIVENIRE della nostra realt (...chiss poi se quella la vera particella di Dio che andiamo cercando?).

La RDE dello stato energetico universale provoca la nascita e levoluzione degli stati successivi che aumentano la loro complessit per difendere la loro RDE interno dagli attacchi di tutti gli altri stati che perseguono lo stesso obiettivo. Nonostante il fatto che tutti gli stati condividano la dipendenza dalla RDE degli stati che li precedono, e da questo siano spinti ad evolvere ulteriormente, alcuni di essi reiterano la loro RDE in sede locale e trovano un equilibrio dinamico con lambiente che li determina e li accoglie arrestando temporaneamente la loro evoluzione. Quando in sede locale si modifica lequilibrio dinamico tra gli stati (mutazione), in quelli che resistono alla dissoluzione (selezione) levoluzione procede con laumento della complessit. Questo comporta una sempre pi netta separazione e peculiarit degli aggregati in sede locale in cui la complessit raggiunge il massimo grado con la costruzione dello stato neuromotorio e cerebrale. Poi, con lapprodo alla mente e grazie allapparizione della coscienza, nei fatti prodotti dal pensiero viene a mancare nuovamente la localit e si determina linterconnessione diretta con lo stato quantistico non locale, dal quale sar consentito accedere allo stato energetico che alla base di tutta la realt e di interagire con lenergia universale apportando nuovi dati da conteggiare per la sua RDE.

Cos accade che, se fino alla costituzione dello stato cerebrale la formazione di ogni stato locale era dipesa direttamente da dati provenienti dagli stati che lo precedevano, ora, tutti gli stati dipenderanno indirettamente anche dallapporto dei dati dello stato mentale a loro successivo, e tutto si potr rivelare per come , interdipendente e interconnesso. In questa situazione di totale interdipendenza e interconnessione, luomo con la sua mente, poich il risultato pi complesso raggiunto dallattuazione di tutti gli stati della realt (conosciuta...), si trova in una situazione dicotomica che lo vede partecipare agli stati che gli appaiono locali con il proprio corpo (sensi) e a quelli non locali con la propria mente (coscienza). Questo gli fa credere nellesistenza di Materia e Spirito come enti separati e addirittura in conflitto tra loro, ma, se fino ad oggi questa visione che porta alla competizione con lambiente e tra gli uomini stata utile per la sua RDE individuale e per la sua evoluzione culturale, oggi, con la potenza tecnologica cui siamo pervenuti e la conseguente connessione planetaria in atto, questo dualismo nella visione della realt ci induce a compiere azioni destabilizzanti di una tale portata che mettono a rischio, sia la Biosfera che ci determina che la nostra specie, perch ostacolano potentemente la RDE dellintero sistema. A questo punto, lunica possibilit evolutiva che ci rimane risiede nellacquisizione della consapevolezza che la base di tutta la realt costituita da una sola forma di energiainformativa che io chiamo SPIRITERIA, cosa che potr mettere lumanit in condizione di agire tenendo conto della totale interdipendenza di tutti i fatti che ancora chiamiamo materiali e spirituali e quindi, di agevolare la RDE dellintera Biosfera. Per, perch questo programma sia attuato, sar necessaria lindividuazione di una nuova etica che, discendendo dalla legge universale della RDE, possa essere in grado di indirizzare in modo oggettivo il libero arbitrio di tutti. Per questo bisogner accelerare la costruzione della NEUROSFERA (di cui parler pi avanti) e superare lattuale situazione che nel mondo vede ancora lesistenza di piccole e grandi proto-neurosfere in conflitto tra loro.

REALT ONDULATORIA FRATTALE E FORMAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI


Poich la formazione delle sensazioni nella nostra mente deriva dallesplorazione della realt, per la loro valutazione si pone il problema della sua rappresentazione. Per questo, ritengo che il continuo divenire della RDE tra le due forze universali causato dalla rottura della simmetria iniziale e la necessit della contemporanea sovrapposizizione dei vari stati per la stessa esistenza di ognuno di essi, siano rappresentabili da onde frattali. Quindi, una volta accettata lidea che la base della realt energetico-ondulatoria ma a noi si presenta in forma di particelle, cerchiamo di capire come avviene questa trasformazione ad uso della nostra esplorazione e, di conseguenza, necessaria per la formazione delle nostre sensazioni. Nella visione energetico-ondulatoria della base costitutiva della realt possiamo affermare che il primo prodotto della RDE universale sia l'onda portante su cui si realizzano tutte le modulazioni che, dal nostro punto di vista, fanno apparire tutti gli stati della realt stessa. Questo, a partire da quello delle particelle elementari e da queste ai quark, leptoni, protoni, neutroni, elettroni, atomi, molecole e cos via fino a quella che ci appare come materia macroscopica, compresa quella biologica. Poich, essendone un prodotto, noi siamo immersi in tutto questo continuo sovrapporsi di onde alla RDE, l'unico modo che abbiamo per rilevare l'informazione che producono, e quindi riconoscerci come ente al loro interno, quello di metterci in sintonia con esse. Ma, siccome non possibile acquisire dati in un punto qualsiasi del loro percorso, per fare questo siamo costretti a quantizzarlo e ad acquisire il dato che emerge a conclusione di ogni ciclo ondulatorio. Questo perch solo in ognuno di questi momenti lo stato ondulatorio pu rivelare le sue caratteristiche e diventare utilizzabiledal nostro strumento cerebrale (che opera in modo discreto a causa dei tempi di connessione tra i suoi miliardi di neuroni) per costruire la descrivibilit della realt. Quindi, solo a compimento del tragitto energetico di ciascuna onda che si possono formare quanti di realt esplorabile. E questo pu avvenire solo nel momento in cui viene raggiunto lequilibrio tra le due forme di energia che la compongono. qui che per noi londa diviene particella e ci sembra acquisire fisicit. Poi, la continua registrazione nella nostra memoria di questi quanti di realt consente di metterli in relazione tra loro e quindi di interpretarli come fatti che, rendendendo necessario un tempo e uno spazio dove collocarli, formano quel terzetto indissolubile che determina il nostro concetto di realt: fatti che accadono in un tempo e in uno spazio coi quali diviene possibile interagire per produrre le nostre sensazioni.

I Punti inesplorabili sono tali per limpossibilit di determinare il loro stato energetico-informativo, data la loro posizione casuale sullonda in formazione, che non consente la rilevazione di dati sulle sue caratteristiche (lunghezza, ampiezza frequenza. . . ). Ogni Quanto di realt esplorabile (1-2-3-4-5...) rappresenta il risultato del tragitto di tutti i punti inesplorabili di ogni onda. Ognuno il punto dove si conclude il ciclo ondulatorio precedente e si prepara quello successivo. Sono i punti dove le due forze contrapposte che hanno provocato londa sono in uno stato di equilibrio. Questi quanti, poich possono descrivere lunghezza, ampiezza e frequenza di ogni onda (cio il suo stato energetico-informativo), sono utilizzabili per una prima ricostruzione della realt come rappresentazione nella memoria a brevissimo termine.

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I Nuclei di memoria sensoriale registrano continuamente i quanti della realt esplorabile cos come arrivano dai sensi e non ne consentono linterpolazione per la velocit della loro continua acquisizione e cancellazione che permette solo reazioni primarie (istintive?). Essi formano una scia di dati continuamente attualizzati nella memoria che servono per la sopravvivenza con la sola risposta dei neuroni motori. Quindi la RDE e il libero arbitrio hanno solo il tempo di gestire le necessit contingenti perch la formazione della coscienza ancora nella prima fase e si svilupper solo con laccumulo di questi primi dati nei sempre pi ampi nuclei di memoria successivi. A livello dei Nuclei di memoria sensoriale si puo tentare lapproccio con lEssere della realt, perch i dati, pur nel loro continuo sfuggire, hanno pur sempre un tempo di permanenza che consente la loro reiterazione nel tempo pi breve, e quindi pi vicino allimmanenza dellEssere. qui che i Quanti di realt esplorabile sono pi vicini a quelli inesplorabili e si pu tentare di mettersi in sintonia con il loro divenire che cos rapido da consentire lastrazione dai Nuclei di memoria cosciente che ci rappresentano a noi stessi, e quindi di uscire dal nostro stato individuale interno prodotto dalla memoria (Ego) che ci lega alla realt conosciuta. In questa sede, le pratiche che si svolgono a livello collettivo, come i riti dionisiaci, le liturgie e le adunate..., e quelle svolte a livello personale come tutte le forme dellarte, le tecniche medidative e lestasi mistica, creano stati mentali che ci danno lidea di partecipare allEssere perch solo in questa sede che i Nuclei di memoria sensoriale possono riuscire a spezzare il legame con i Nuclei di memoria cosciente. I Nuclei di memoria cosciente, dato il progressivo ritardo con cui si formano, dispongono di un sempre maggiore numero di dati provenienti dai quanti di realt esplorabile, e il loro possesso, che in questa fase pu prescindere dagli stretti tempi che erano a disposizione della fase di acqusizione sensoriale, consente linterpolazione dei dati

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con la conseguente creazione di nuove sinapsi e lo sviluppo di nuove architetture neuronali per la connessione con quelle gi esistenti. Nasce cos il libero arbitrio cosciente che sar sempre pi complesso e potente in rapporto al numero dei dati cui pu accedere tramite la memoria. Questo comporta il progressivo ampliamento del campo di azione su cui si attua la RDE individuale che, venendo a disporre di un numero sempre maggiore di elementi di conoscenza su cui operare, pu passare dal piano dei sensi a quello delle sensazioni coscienti. Con il risultato della costruzione di ulteriori assetti neuronali (neocorteccia ecc.) che prima consentono la comparsa della coscienza di s, e poi con le ulteriori stratificazioni che derivano dalla formazione di nuclei di memoria sempre pi ampi, della coscienza di avere una coscienza. Cosa che ci da la possibilit di astrazione da tutti i fatti contingenti, compresa lesistenza del proprio corpo. Bisogna aggiungere che nei Nuclei di memoria cosciente, con laccumulo di dati provenienti dalle esperienze passate, e dovendo rispondere ad esigenze della RDE individuale posta in prospettiva futura, possibile la formazione di strutture neuronali che consentono la gestione volontaria dei dati sensoriali anche in contrasto con le loro necessit contingenti. Cos si realizza quello che chiamiamo autocontrollo che, essendo dovuto al nostro libero arbitrio, impone la valutazione di un grande numero di variabili alla gestione della RDE mentale, che infatti sembra agire per la loro riduzione attivando i meccanismi di assuefazione.

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ESEMPIO DELLA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA ATTRAVERSO LA CONOSCENZA


PUNTURA DI SPILLO LA PRIMA VOLTA IN UN NEONATO Associazione degli impulsi neuronali con i dati in ingresso dai sensi: Vista di una entit sconosciuta (una lineetta lucente) > Parte limpulso neuronale dalla retina > Tatto dalla parte appuntita > Parte limpulso neuronale dallepidermide > Arrivo degli impulsi nelle aree del cervello dedicate > Sensazione di dolore per lo squilibrio che procura allo stato di quiete dellarea dedicata > Associazione dello squilibrio con i dati di tatto e vista acquisiti > Attribuzione di caratteristiche visive e tattili allo spillo associate alle sue potenzialit > Costituzione di un percorso neuronale dedicato > In memoria lo spillo diventa un entit-essere di una data dimensione, forma, durezza, colore, lucentezza..., ed pungente > Aggiunta di questi dati per la costruzione di nuovi percorsi nelle strutture neuronali di deposito-conoscenza che confermano la causalit dei rapporti tra s e ci che esiste fuori da s nel mondo. Con i meccanismi di azione e retroazione tra i circuiti neuronali coinvolti nellacquisizione e nel deposito di questi nuovi dati, avviene la costruzione di sempre nuove associazioni che richiedono la costituzione di ulteriori percorsi neuronali da dove potranno poi essere utilizzate come esperienze in grado di interagire con quelle nuove in entrata. Determinando cosi la formazione della coscienza di s come il risultato continuamente attuato dalla continua RDE tra gli effetti mentali che derivano dai dati in ingresso dai sensi e gli effetti, sempre attualizzati, del ricordo dei dati registrati nei circuiti neuronali della memoria.

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COMPENSAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI NELLARCO DELLESISTENZA INDIVIDUALE


Luomo che il luogo dove, a partire da quello delle particelle elementari per arrivare fino a quello biologico e neuronale, tutti gli stati della realt si coagulano realizzando il massimo della complessit (conosciuta...), non pu sfuggire alla regola che governa lattuazione di tutte le altre forme di aggregazione energetica. Questa regola impone il continuo raggiungimento dellequilibrio di ogni stato per consentire levoluzione di quello successivo. Esso quindi, non pu esistere che come risultato della continua RDE di tutte gli stati che lo determinano, compreso quello cerebrale che da vita alla sua mente. Non si vede quindi, come la sua attivit mentale, essendo lultimo prodotto della continua RDE universale, possa cessare di esistere in sede locale, cio entro i suoi confini individuali, lasciando al suo esterno disparit energetiche, dovute alle sensazioni che ha provato, che non potranno andare a costituire uno stato successivo gestibile da sistema. Infatti, finch il suo corpo vivo, solo quello stesso corpo che pu fare da tramite tra le esigenze dellRDE universale e quelle della sua mente, ma alla sua morte cerebrale, cessando gli apporti energetici sensoriali e memorizzati nei circuiti neuronali, che davano vita alle sue sensazioni negative e positive, queste devono trovarsi in uno stato di equilibrio perch non possono pi rientrare nella naturale gestione della RDE. Solo la struttura che le produceva, con il suo dissolvimento e la diluizione dei suoi componenti, pu rientrare nel gioco energetico della RDE che si svolge nellambiente dove si trovava. Da qui lassoluta necessit della compensazione (che avviene per assuefazione o per il verificarsi di fatti esterni) di tutte le sensazioni negative e positive, che nelluomo (e negli animali che le provano) deve attuarsi in continuazione in ottemperanza alle necessit di RDE dellapparato biologico che le produce in ogni istante della sua vita e fino al momento in cui quelluomo non sar pi in grado di gestirle ne cosciamente ne inconsciamente, cio alla sua morte cerebrale. Tutto questo non esclude la formazione di uno stato successivo allo stato mentale individuale, infatti, noi assistiamo da sempre allesistenza di proto-neurosfere e possiamo immaginare anche la formazione di una NEUROSFERA planetaria. Questa per, essendo prodotta dallinsieme degli stati mentali dellumanit e non derivando direttamente da un sistema biologico come la mente individuale, non pu essere gestita dalla RDE universale perch manca un tramite naturale di collegamento collettivo. Cos, la compensazione di tutti gli squilibri e la RDE sociale planetario ricadono eclusivamente sotto la nostra responsabilit.

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LA NEUROSFERA PER LA PARTECIPAZIONE DELLUMANIT ALLA RDE UNIVERSALE


Dopo quanto detto fin qui, si pu affermare che luomo l'unica forma di aggregazione energetica tramite la quale la RDE universale pu tentare di procedere oltre, data la sua possibilit di costruire la Neurosfera con gli altri uomini. E anche per noi, l'unica possibilit di evoluzione individuale risiede nella sua costruzione, data la stasi evolutiva biologica e cerebrale della nostra specie in cui ci troviamo da pi di 100 mila anni. Se consideriamo la Neurosfera come se fosse una sola struttura cerebrale dove le varie menti individuali sono i neuroni, facile affermare che, come i neuroni formano reti locali che prese a s non possono definirsi piccoli cervelli, cos i gruppi umani con le loro culture, che vanno dalla famiglia alle nazioni e alle civilt, non formano piccole Neurosfere ma embrioni di essa, cio proto-neurosfere. Infatti, osservando gli avvenimenti umani, risulta chiaro che la nostra Neurosfera ancora in formazione e che siamo ancora in presenza di tante piccole e grandi proto-neurosfere locali volendo fare un parallelo con la Biosfera terrestre, siamo nella situazione del primo Precambriano, quando i componenti chimici e minerali del pianeta ancora confliggevano e acqua e ossigeno erano appena sufficienti per fare comparire la vita . Ma, per fortuna i tempi di attuazione della Neurosfera non sono geologici e ci sono volute poche migliaia di anni di storia dell'umanit per arrivare alla situazione attuale che vede il pianeta avvolto in una rete di interessi (anche nefasti) che si concretizza in una rete di trasporti e di comunicazioni fatta di tubi, cavi, onde radio, satelliti, internet... che fanno prevedere, con questa globalizzazione, la formazione della Neurosfera a breve termine (purtroppo mettendo in conto anche conflitti tra le proto-neurosfere esistenti). Per descrivere quale , secondo me, la situazione attuale dei rapporti tra gli esseri umani, faccio un esempio visivo: immaginiamo una superficie dove sono distribuiti in modo disordinato, e aggregati casualmente, 7 miliardi di punti. Ognuno di questi punti, se fosse solo, esisterebbe ma la sua posizione non sarebbe descrivibile. L'unico modo per descriverlo consiste nel poter dire che esso si trova ad una data distanza (anche comunicativa) dai punti che lo circondano. Se sono vicini fanno parte del suo gruppo, se sono lontani possono fare 16

parte di altri guppi. In pratica ogni punto descrivibile ed esiste solo in relazione agli altri. Questo un uomo con la sua mente e la sua personalit che gli faranno inquadrare tutti gli avvenimenti della sua vita e della vita altrui, e tutti gli avvenimenti della biosfera, nei suoi assetti neuronali individuali. Dopo la nascita, a seguito della continua rielaborazione (dettata dalla sua RDE) delle esperienze dei suoi sensi e di quelle che gli provengono dal patrimonio genetico e culturale che ha ereditato, con l'evoluzione della propria mente, il suo raggio di azione e di conoscenza si amplia e, siccome ai punti vicini accade la stessa cosa, i cerchi di azione mentale di tutti finiscono per intersecarsi. Volendo dare loro misure metriche, si pu dire che alcuni di questi cerchi si arresteranno alla misura di pochi centimetri di raggio, altri a quella di molti metri, e altri, con un raggio di chilometri, si intersecheranno con altri innumerevoli cerchi di azione mentale. Risultato: ogni individuo resta se stesso e mantiene le proprie convinzioni, ma alcuni attuano la propria RDE in uno spazio ristrettissimo di nozioni e di esperienze, altri la attuano in spazi sempre pi vasti. chiaro che quelli che hanno voluto e potuto intersecare il proprio cerchio d'azione con quelli dei punti pi lontani possibile, contribuiscono in misura maggiore alla costruzione della Neurosfera. Quanto alla caducit di ogni persona, la cosa non mi sembra importante. vero che con la scomparsa di ognuno di noi scompaiono anche i nostri cerchi di azione mentale, ma, siccome non tutti gli individui scompaiono nello stesso momento, le superfici di intersezione dei cerchi mentali di ognuno con quelli degli altri, rimangono anche dopo la morte individuale nei cerchi di chi sopravvive. E tutto questo varr per il futuro anche per questi ultimi, almeno fino a quando esister la nostra specie, che cos, con l'accumulo culturale, potr continuare la costruzione della Neurosfera. Un'altra considerazione importante da fare sulla Neurosfera che, grazie alla formazione della rete di cervelli e alla conseguente connessione di ciascuno alla enorme mole di dati che si renderanno disponibili, ogni singolo individuo avr la possibilit di evolvere. Grazie al salto di stato da individuo a rete di individui, accadr proprio come accade con l'evoluzione di tutti gli stati che si sono attuati fino 17

a quello mentale, in cui lo stato precedente attua quello successivo per poter continuare la propria RDE e continuare ad esistere in un sistema pi evoluto e complesso anche un atomo fa esperienze molto pi interessanti se partecipa alla formazione di una molecola . In pi, siccome penso che non ci potranno essere uomini nuovi grazie all'evoluzione biologica della loro struttura cerebrale individuale, ritengo che solo attuando la Neurosfera si potr procedere collettivamente verso la conoscenza di tutta l'immanenza dell'Essere e, magari, scoprire di esserne una parte costitutiva, con la conseguenza dell'elevazione di ogni individuo della specie da spettatore inconsapevole ad attore cosciente della RDE universale. Cosa che, addirittura, ci potr mettere nella condizione di poter contribuire alla sua RDE e, magari, di poter ricostruire e rimettere a posto quella particella energetica iniziale, la cui mancanza ha creato tutto questo casino.

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CONCLUSIONI E PROPOSTE
Nelle pagine precedenti ho esposto una serie di ragionamenti che dovrebbero aver dimostrato la validit della mia teoria della RDE in funzione della formulazione di una Teoria del Tutto non pi riferita al mondo fisico o a quello spirituale, ma alla Spiriteria che l'unica sostanza che io vedo nell'universo. Se accettiamo il concetto di Spiriteria come base costitutiva di tutta la realt che finora abbiamo chiamato fisica e spirituale, possibile estendere a tutti i fatti del mondo la valenza delle tre grandi intuizioni che insieme hanno quasi definito come funziona la nostra dimensione, e cio: il DIVENIRE ERACLITEO, l'EVOLUZIONE DARWINIANA e la RELATIVIT EINSTEINIANA. A questo punto, dichiarata l'equivalenza degli elementi di base che costituiscono tutto, dal pensiero umano alle galassie, agli esseri biologici e a tutte le cose del mondo fisico, e assodato che tutto ci diviene - evolvendosi - relativamente a ci che lo circonda, rimaneva da capire perch tutto questo accade nei modi in cui ci appare che accada. La mia risposta : perch ogni cosa alla RICERCA DELL'EQUILIBRIO e si attua in continuazione nei modi che gli sono consentiti dalla RDE tra gli stati che la compongono e tra questi e quelli che la circondano. So che perch una nuova teoria sia ritenuta valida deve rispondere alla necessit di indicare, se non le soluzioni, almeno un nuovo metodo di approccio ai problemi interpretativi di una data realt che fino ad ora non sono stati risolti. E so anche, che la mia pretesa di aver trovato questa risposta, e non per una data realt, ma addirittura per la Realt in toto, segno di una presunzione immensa. Ma, potrei obiettare che tutti vivono in base ad una loro teoria della realt ritenendola la pi valida anche la nonnina che va a messa tutte le mattine e ha nostalgia dei Savoia . Semmai la differenza sta nel fatto che molti, avendo una teoria condivisa con altri, non hanno bisogno di divulgarla. In effetti, necessaria una grande presunzione, ma anche un'altrettanto grande modestia per tentare di formulare una nuova teoria del tutto, con l'intenzione di renderla plausibile per tutti. La modestia si impone di fronte alla mole smisurata di dati, scientifici e filosofici, accumulata

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in migliaia di anni da migliaia di uomini con sacrifici immensi, studio, intelligenza, costanza, entusiasmo e frustrazioni, difficolt sperimentali e addirittura persecuzioni. Pi ne conosciamo di questi dati e pi ci sembra impossibile trovare una sintesi che ci indichi a cosa tendono. a questo punto che la presunzione ci necessaria. Solo presumendo di aver capito almeno gli obiettivi e i risultati di tutte le ricerche, ribadisco scientifiche e filosofiche, pur ignorando il funzionamento degli strumenti di indagine sia tecnici che intellettuali che li hanno determinati, insomma anche con un po' di ignoranza, si pu tentare di arrivare ad una sintesi che renda possibile la formulazione di una teoria che spieghi il funzionamento di tutta la nostra dimensione. Io in buona fede ho ragionato cos, ed proprio perch la mia esperienza stata per me positiva che vorrei condividerla con il resto dell'umanit. Per questo, qui di seguito elenco una serie di motivi per approfondire la mia teoria della RDE ed eventualmente utilizzarla come metodo di indagine, sia in campo scientifico che umanistico. 1) La teoria della RDE con l'affermazione dell'interdipendenza e dell'impermanenza di tutti i piani della realt, pu essere usata come metodo di interpretazione e di integrazione di molte delle teorie gi affermate, umanistiche e scientifiche, che oggi appaiono ancora contraddittorie. Con essa si potr riuscire a cercare le connessioni tra loro e la loro eventuale utilit per una conoscenza globale di tutti i livelli della realt, e non solo per quello a cui si riferiscono (per esempio tra mente e cervello o tra meccanica quantistica e relativit). 2) La RDE una teoria che dimostra come le teorie attuali, che nelle loro varie tesi esplicative sul funzionamento del livello della realt a cui si riferiscono immettono il fattore "caso" che cos sembra necessario alla formazione di quel livello, siano in errore. Perch dimostra che quello che viene attribuito al caso solo il portato delle necessit di RDE dei livelli che precedono la formazione del livello in esame. E che quindi, per esempio, nucleosintesi, mutazione, intuizioni, non localit, emozioni..., se vengono inquadrati nella RDE universale, sono semplicemente dovuti a innumerevoli e conseguenti Necessit.

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3) Data la maggiore plausibilit di un Universo che, grazie al Big Start, si formato a partire dalla perturbazione di un tutto energetico che si trovava nello stato di massima entropia, con questa teoria si elimina il doppio problema irrisolto dell'ipotesi del Big Bang che quello di dover spiegare la natura fisica, sia del punto di partenza iniziale che del vuoto in cui si trovava. In pi, con la teoria della RDE si pu continuare a tentare di spiegare sia l'esistenza della materia oscura che la creazione della materia, utilizzando i risultati e le prospettive degli esperimenti e delle tesi attualmente pi accreditate. 4) Partendo dal dato che la realt che conosciamo dovuta all'evoluzione del 5% del totale dell'energia presente nell'universo, con il Big Start si pu ipotizzare che quel 70% sconosciuto, che chiamiamo energia oscura, sia ancora nella fase precedente alla nucleosintesi e il rimanente 25%, che chiamiamo materia oscura, si trovi nella fase appena successiva. Tutte cose che ci sono "oscure" solo perch, con le attuali conoscenze, non siamo in grado di spiegare la loro esatta natura e gli effetti che hanno sul quel 5% di realt che siamo in grado di esplorare. Con questa visione si pu anche ipotizzare che anche l'assenza dell'antimateria necessaria per l'equilibrio con la materia conosciuta, possa essere dovuta solo al fatto che siamo solo all'inizio del processo di RDE dell'intero sistema e che quindi, la nostra realt non lo abbia ancora colonizzato in gran parte. 5) Se si accetta il fatto che la RDE parte dalla rottura di uno stato di massima entropia e che tutti gli eventi successivi sono stati e sono necessari, diventano inutili tutte le ipotesi che si fanno su diversi universi resi possibili da altre modalit di attuazione. E quindi possiamo indagare la realt per quello che "", e non per come "potrebbe essere", indirizzando tutti i nostri sforzi per comprenderla, in una sola direzione. 6) Data la totale "amoralit" della RDE universale, questa teoria consente di conoscere e valutare le asserzioni di tutti gli uomini e di

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tutte le civilt, riconoscendo la loro oggettivit rispetto alla RDE interno di ogni sistema di pensiero, cos da permettere l'acquisizione di una enorme mole di dati sulla realt, provenienti da innumerevoli punti vista. Cosa che ci consentir di trovarne i punti unificanti in vista della costituzione della Neurosfera. 7) Con l'idea che la "filogenesi" di tutti fatti della realt abbia avuto inizio con la RDE perduto dall'energia primeva, ne discende che lo stato energetico ci attraversa e che, alla base, tutti siamo collegati con tutto. Cos diventa possibile indagare scientificamente fenomeni "inspiegabili" che, con i parametri scientifici attuali, vengono definiti paranormali, esoterici, sciamanici, ecc., perch ora possiamo collocarli nel quadro delle necessit evolutive della Spiriteria alla RDE. 8) Se in tutti i rapporti umani si accetta la teoria della RDE, non sar pi razionalmente possibile avere atteggiamenti di pregiudizio verso gli altri, perch essa ci dice che tutti siamo e ci comportiamo in risposta alle esigenze di RDE di tutti gli stati che ci determinano (da quello quantistico a quello sociale). Rimarr solo l'utilit dell'analisi delle situazioni reciproche al fine di indirizzare la propria RDE a favore della costruzione della Neurosfera e della RDE universale. 9) Il concetto dell'autonoma e necessaria RDE del Tutto, consente di collocare il suo (eventuale) Creatore nella condizione di semplice osservatore, cosa che, anche volendo salvare molte intuizioni di tutte le religioni, fino a quelle totemiche e animistiche, implica l'inutilit di intermediari che debbano intercedere presso di lui o interpretarne la volont e che, per la difesa dei loro apparati di potere, hanno portato a distruzioni e massacri immensi e al disordine che ha ritardato e ritarda ancora la costruzione della Neurosfera. 10) Con l'accettazione del concetto della continua RDE, sia interno tra le nostre sensazioni che tra gli effetti dei nostri atti, e della conseguente compensazione obbligatoria dei risultati positivi e negativi che si attua coinvolgendo tutti i livelli della realt, il nostro libero

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arbitrio pu essere esercitato con la consapevolezza dei suoi effetti collaterali sull'uomo e sull'ambiente. 11) Con la teoria della RDE si afferma la certezza della compensazione nell'arco della vita, delle sensazioni negative e positive provate da ogni essere senziente. Da ci ne consegue l'inutilit (e la perniciosit dimostrata dalla storia) della ricerca della propria felicit individuale e dei sentimenti di invidia e di piet che proviamo per gli altri. Questo ci consentir di poter agire pi efficacemente per contribuire alla RDE della nostra specie e dell'ambiente, da cui di fatto, dipende la reale evoluzione della nostra condizione individuale. 12) Se accettiamo che la RDE di tutti i piani della realt porti alla realizzazione della Neurosfera come "mente collettiva", con tutto quello che ne potr seguire ci finalmente consentita l'individuazione di un nuovo paradigma universale per la definizione di una sola morale comune per tutta l'umanit. Si potrebbe continuare, ma io non sono in grado di esplorare tutto lo scibile umano per verificare tutte le possibilit di impiego della teoria della RDE come metodo. Per questo, tenendo conto che le maggiori possibilit della scienza di pervenire alla spiegazione della realt sono dovute al fatto che dietro ad uno scienziato si nasconde sempre un uomo, ma dietro un umanista, purtroppo, non c' sempre uno scienziato, mi auguro che gli specialisti di ogni settore della cultura umanistica e scientifica, ne verifichino l'utilit nel loro campo di indagine tutte le volte che non trovano le ragioni di fondo per cui si verifica un fenomeno. Se da tutto questo venissero le conferme di validit della teoria RDE che auspico, si potrebbe poi poter operare una sintesi che consenta finalmente di avere quella visione unitaria della realt, fondata su base scientifica, che sognamo da secoli. Per questo obiettivo propongo la formazione di un gruppo fondativo di un nuovo UMANESIMO SCIENTIFICO che, dal confronto tra i risultati delle ricerche pi disparate, sia in grado di ridefinire la posizione delluomo rispetto alluniverso che lo ha determinato.

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