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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n.

213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Marco Padula, Marco Scodeggio


25 giugno 2010 Ver. 2 con indice delle domande (1 luglio 2010)

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Indice
1. 2. 3. 4. 5. Presentazione delliniziativa Descrizione del metodo di sintesi e rappresentazione dei dati e contributi raccolti Distribuzione dei 355 contributi alla consultazione Informazioni personali Informazioni riguardanti il CNR d1. d2. d3. d4. d5. d6. d7. d8. d9. Conosci il DLgs n.213/2009 di riordino degli enti di ricerca? (Decreto legislativo n. 213/2 Sei a conoscenza della Carta Europea dei Ricercatori? Quali dovrebbero essere i riferimenti su cui basarsi per una revisione dello Statuto del CNR? Conosci l'attuale missione istituzionale del CNR? Ritieni che il personale dell'Ente dovrebbe poter visionare lo Statuto prima dell'approvazione? L'attuale legge di riordino prevede anche la revisione dei regolamenti di amministrazione del personale. Ritieni che il personale dell'Ente dovrebbe avere strumenti di partecipazione alla revisione di tali regolamenti? Quali credi siano le debolezze del CNR su cui intervenire in occasione del riordino attraverso il nuovo statuto e le modifiche dei regolamenti? L'art.9 del DLgs n. 213/2009 prevede che i Componenti del CdA del CNR divengano 7, di cui uno "espressione della comunit scientifica di riferimento". Sempre l'art.9 del DLgs n. 213/2009 prevede che il Consiglio Scientifico del CNR sia costituito da un massimo di 10 Componenti e che per la sua costituzione (art. 10 comma 2) siano esperite forme di consultazione della comunit scientifica ed economica. Quale tra le seguenti consideri comunit scientifica ed economica di riferimento? Ritieni che i Dipartimenti debbano operare sul piano della gestione degli Istituti di appartenenza? Ritieni che i Dipartimenti debbano operare unicamente sul piano del coordinamento scientifico? Il Dipartimento ha attuato un coordinamento scientifico e gestionale con conseguente miglioramento delle tue attivit? Negli ultimi anni il Dipartimento a cui afferisci ha promosso in generale e fatto avviare nuove collaborazioni? Quali capacit dovrebbe avere un Direttore di Dipartimento o di Istituto per accedere al ruolo? Anche il nuovo riordino prevede che il CNR abbia Dipartimenti, ma non sono chiariti alcuni aspetti della gestione e programmazione della ricerca. Nella esperienza in corso come giudichi l'organizzazione dell'attivit in Progetti - Commesse Moduli? Afferisci ad un Progetto di Dipartimento? L'attivit che svolgi nell'Istituto di appartenenza essenzialmente Svolgi funzioni o mansioni in alcune strutture o attivit dell'Ente? Le commesse presenti nel tuo Istituto rappresentano fedelmente le diverse attivit che sono svolte? Ritieni che le Commesse debbano essere coordinate da un Responsabile scelto top down, e.g. dal Direttore di Istituto o bottom up da chi vi opera? pag. 3 pag. 5 pag. 6 pag. 11 pag. 13 pag. 13 pag. 13 pag. 14 pag. 24 pag. 29 pag. 30 pag. 30 pag. 47

d10. d11. d12. d13. d14. d15.

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d16. d17. d18. d19. d20.

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d21. Ritieni che il Capo Commessa debba avere piena responsabilit (e.g. doppia firma sugli ordini di spesa)? d22. Sei al corrente della Valutazione degli Istituti appena resa pubblica? d23. Sei a conoscenza dei criteri seguiti dai Panel di Area per la Valutazione degli Istituti? d24. Come giudichi il risultato globale della Valutazione? Specifica: d25. Ritieni scientificamente sostenibile e affidabile applicare medie tra i punteggi assegnati dai diversi Panel di Area? d26. Si prevede anche un riassetto degli Istituti. Quali criteri adotteresti? d27. Concordi che, in fase di un eventuale accorpamento degli Istituti, tutto il personale (in modo "pesato") abbia la possibilit di scegliere l'afferenza al nuovo Istituto? d28. A livello di "missione", quale dovrebbe essere il rapporto del CNR con l'Universit e con l'Imprenditoria nazionali? d29. Vorresti anche strutture simili ai precedenti Centri di Studio? d30. Quali sono le principali fonti di finanziamento della ricerca nelle quali stai operando? d31. Il canale prevalente di acquisizione di fondi esterni : d32. L'attivit di ricerca dell'Ente si basa sempre pi su fondi erogati con bandi Europei, Nazionali o Regionali che richiedono una quota di autofinanziamento: ritieni che tale richiesto cofinanziamento sia adeguatamente sostenuto dall'Ente nel breve e medio periodo? d33. Partecipi alla fase di programmazione triennale? d34. Ritieni che le attuali commesse potrebbero essere sostituite da: d35. Come vedi il ruolo attuale degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse? d36. Come vorresti che venisse impostato il ruolo degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse? d37. Cosa ne pensi dell'applicazione pratica e dell'efficienza gestionale dell'attuale afferenza/associatura di Istituti/Commesse a uno o pi Dipartimenti? d38. Vieni a conoscenza degli Ordini del Giorno e/o dei Resoconti delle riunioni del Consiglio Scientifico di Dipartimento a cui il tuo Istituto afferisce? d39. Secondo l'attuale Regolamento, art. 31 comma 6, deve essere assicurata la pubblicit interna dei verbali del Consiglio di Istituto; ci avvenuto? d40. L'attuale struttura e organizzazione delle Aree di Ricerca ti sembrano funzionali? d41. Ti riferisci a una particolare Area di Ricerca? d42. Sei interessato ad avere informazioni sull'evoluzione del DLgs n. 213/2009 di riordino degli Enti di ricerca? d43. Sei interessato a partecipare attivamente a un gruppo di discussione sull'evoluzione del DLgs. 213/2009 di riordino degli Enti di ricerca? d45. Ulteriori commenti

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1.

Presentazione delliniziativa

Questo rapporto vuole essere un resoconto della consultazione online della Rete scientifica del CNR, realizzata mediante una pagina web, definita e presentata ai colleghi con la seguente lettera pubblicata come inizio della pagina
Care colleghe, cari colleghi, il 16 febbraio 2010 entrato in vigore il "decreto Gelmini", D.Lgs. n. 213/2009 del 31 dicembre 2009, riguardante il riordino degli enti di ricerca. In particolare, al CNR viene richiesta: la formulazione dello statuto la revisione dei Regolamenti interni un Documento di Visione Strategica (DVS) il Piano Triennale di Attivit, da collegare al Piano Nazionale della Ricerca (PNR). La precedente riforma ha conferito allEnte la cosiddetta struttura a matrice nella quale programmi e competenze sono distinti e incrociati tra loro, e le attivit sono inquadrate in commesse, progetti e dipartimenti. Oggi, di fronte al nuovo riordino, ci sembra fondamentale che, almeno su alcuni elementi di maggior rilievo, la Rete scientifica contribuisca concretamente con suggerimenti e proposte. Per queste ragioni, dopo un ampio confronto con i colleghi del CNR, abbiamo organizzato una consultazione online mediante una lista di domande. Ve le proponiamo con lobiettivo di agevolare la raccolta di pareri e la loro elaborazione su temi di particolare rilevanza per lEnte e per noi tutti. Questi temi saranno oggetto di approfondimento nellambito di incontri e di iniziative che sicuramente saranno presto organizzate. I pareri raccolti saranno conservati e analizzati al fine di redigere un rapporto che tenga conto delle diverse istanze. Il rapporto sar sottoposto ai vertici dellEnte, ovvero a coloro che hanno la responsabilit diretta della proposta di riordino al Ministro vigilante e della sua attuazione. Resta inteso che il rapporto sar disponibile a chiunque, collega, componente di organismi dellEnte o rappresentante del personale, ne far richiesta; naturalmente in forma anonima. Valuteremo anche se sia possibile pubblicare i risultati online. La consultazione rimarr attiva fino al 7 giugno 2010; il vostro contributo sar utile anche con risposte a parte delle domande. Auspichiamo che questo tipo di consultazione telematica, semplice ed economica, trovi sostegno, diffusione; questo ci motiver a organizzare ulteriori iniziative di questo tipo. Marco Padula, padula@itc.cnr.it, ITC-CNR, Primo ricercatore, Area Scientifica A.2 Scienze Informatiche e Ingegneria dellInformazione Marco Scodeggio, marco.scodeggio@cnr.it, IBFM-CNR, Collaboratore Tecnico Enti di Ricerca

Con mail e lettera del Presidente, inviata il giorno 18 maggio stata convocata la Rete scientifica nei giorni luned 31 maggio (ricercatori, tecnologi e tecnici che svolgono attivit di ricerca) e venerd 4 giugno (Amministrazione Centrale e personale tecnico-amministrativo presente nella Rete). Abbiamo quindi prolungato fino al giorno 11 giugno il periodo in cui la pagina di consultazione stata accessibile per raccogliere contributi che in qualche modo risentissero dalle due giornate di incontro col Presidente. 3500-3800 colleghi sono stati invitati direttamente con linvio di una mail e seguiti, durante la consultazione con linvio di altre 5 mail, a scadenza settimanale, di aggiornamento e stimolo alla partecipazione. Lidea che ci ha guidati, e che abbiamo cercato di chiarire nella lettera di presentazione ai colleghi, quella di animare una discussione attorno allargomento in questo momento cos
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rilevante per il nostro Ente. Non di effettuare un sondaggio che ci avrebbe richiesto almeno di organizzare un campione di riferimento che fosse rappresentativo del personale del CNR. Si trattato di un incontro online economico con i colleghi, avendo richiesto a ognuno, a nostro giudizio, 20-60 minuti di impegno; luso di uno strumento di comunicazione asincrono ha permesso a ognuno di partecipare nel momento che ha ritenuto opportuno nel rispetto dei propri impegni lavorativi; il dettaglio degli argomenti di discussione proposti nel questionario ha eliminato la componente oziosa che spesso rallenta le discussioni ad argomento aperto o i brainstorming mal condotti, caratterizzando ogni contributo per la sua rilevanza ed efficacia nella stesura della sintesi che presentiamo in questo rapporto. E per questo che ci sembrano notevoli il valore e il significato dei 355 interventi raccolti. Una vista dinsieme mostra una grande quantit di idee, spesso antitetiche, probabilmente esito di esperienze antitetiche: ci sembra che questo caratterizzi ogni discussione animata e aperta, anzi, siano proprio lelaborazione e la sintesi dei contrasti e delle diversit che porta alle nuove idee. Sono permeabili, da una parte, la sensazione di insoddisfazione talvolta rassegnata; dallaltra, grande propositivit ed entusiasmo nel manifestare cosa si vorrebbe, nel partecipare a definire un bel futuro collettivo del nostro Ente. Siamo sicuri che i primi destinatari di questo rapporto, cio vertici dellEnte, coloro che hanno la responsabilit diretta della proposta di riordino al Ministro vigilante e della sua attuazione, sapranno sapientemente coniugare la loro esperienza e saggezza per trasformare apparenti debolezze in forza dinnovazione. Ringraziamo i 355 colleghi che valutiamo abbiano offerto collettivamente 200 ore di impegno; aggiungiamo il nostro impegno che non vogliamo quantificare, ma di cui vogliamo ringraziare i nostri direttori di Istituto per la pazienza avuta nellaccettare il nostro rallentamento nellespletare i nostri impegni ordinari di istituto, e i nostri pi vicini colleghi che ci hanno aiutato, sostenuto e, a volte, sostituito nelle attivit quotidiane di questi ultimi mesi. Pagina web, archivio dati, produzione delle statistiche e dei grafici sono stati prodotti da: Paolo Luigi Scala, scala@itc.cnr.it, ITC-CNR, contrattista, Area Scientifica A.2 Scienze Informatiche e Ingegneria dellInformazione Tanto lavoro sarebbe ancora da fare per migliorare la sintesi dei dati e la loro presentazione; abbiamo evidentemente trascurato la rilettura per la correzione di bozza: ce ne scusiamo sinceramente con tutti i lettori. Siamo consapevoli che questo rapporto, meglio bozza di rapporto, il risultato minimale per rendere presentabile lesito della consultazione, nei tempi necessariamente ristretti che ci sono stati concessi. Con entusiasmo abbiamo prodotto questo contributo e con semplicit lo mettiamo a disposizione. Ringraziando tutti, auguriamo buona consultazione Milano, 25 giungo 2010

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2.

Descrizione del metodo di sintesi e rappresentazione dei dati e contributi raccolti

Le domande a risposta singola sono state rappresentate con diagrammi a torta che mostrano le percentuali delle opzioni sul totale delle risposte. Ogni domanda a risposta multipla stata rappresentata sia con un diagramma a torta che mostra le percentuali delle opzioni singole sul totale delle risposte, sia con una tabella che indica le combinazioni di domande e il loro punteggio in valore assoluto. Le risposte libere, gli approfondimenti, commenti, argomentazioni sono state (quasi sempre) sintetizzate in un paragrafo di sintesi catalografica e, successivamente, mostrate per esteso cos come ci sono pervenute; questa sintesi mostrata indentata, con sfondo azzurrino, in carattere ridotto: ci sembrato un modo per rendere agile la consultazione del rapporto. Ci siamo impegnati per minimizzare una nostra interpretazione dei dati, per altro inevitabile, nella selezione dei concetti, astrazione, scelta dei termini, che si operano quando si produce una sintesi. Abbiamo inserito nel rapporto i commenti liberi nella forma in cui ci sono pervenuti; abbiamo eliminato, davvero pochi, i termini poco eleganti o professionali e le espressioni eccessivamente imbevute di carica emotiva, ma non utili alla discussione.

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3.

Distribuzione dei 355 contributi alla consultazione


Dipartimento
Energia e Trasporti 2% Patrimonio Scienze della Vita 4% Identit Culturale 8% Materiali e Dispositivi 9% Medicina 9% Culturale 2%

Non specificati 1%

Terra e Ambiente 20% Agroalimentare 14%

Sistemi di Produzione 9%

Progettazione Molecolare 11%

ICT - Tecnologie dell'Informazione e delle Comunicazioni 11%

Area geografica

Isole Non specificati 3% 3% Sud 20%

Nord 45%

Centro 29%

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Progressione giornaliera
70 60 50 40 30 20 10 0

Durante la consultazione, nei giorni segnati in rosso sono state inviate, nellordine, le seguenti mail:
Date: Tue, 11 May 2010 18:51:54 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" Gentile collega, il 16 febbraio 2010 entrato in vigore il "decreto Gelmini", D.Lgs. n. 213/2009 del 31 dicembre 2009, riguardante il riordino degli Enti di Ricerca. Ci sembra fondamentale che, sui temi di maggior rilievo, tutta la Rete scientifica del CNR sia consultata per fornire suggerimenti e proposte. Sostenuti da un lungo e ampio confronto con alcuni colleghi del CNR, abbiamo elaborato un elenco di domande, pubblicato on line allindirizzo http://consultazionecnr.altervista.org/, a cui ti chiediamo cortesemente di rispondere. Allindirizzo indicato troverai anche una pi esaustiva descrizione delliniziativa. Riteniamo che questa consultazione sia un primo e significativo momento di chiarimento e di assunzione di consapevolezza, da parte di tutti, delle questioni che lEnte sta affrontando. Gli stessi temi saranno ripresi ed approfonditi anche in occasione di incontri che, ne siamo sicuri, avranno luogo nellimmediato futuro. Ci auguriamo che ladesione alliniziativa possa essere ampia, proficua e cogliamo loccasione per ringraziarti anticipatamente per il tempo che vorrai dedicarle e per laiuto che ci darai nel diffondere questa iniziativa. Per maggiori informazioni potete contattare:

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Marco Padula (ITC) padula@itc.cnr.it o Marco Scodeggio (IBFM) marco.scodeggio@cnr.it P.S. Ci scusiamo per eventuali invii multipli di questa mail Date: Mon, 17 May 2010 18:22:51 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" Cari colleghi, questo e' il sesto giorno di svolgimento di questa ampia e inusuale consultazione; abbiamo invitato direttamente 3000 colleghi e altri sono stati coinvolti con la vostra collaborazione; gli oramai piu' di 100 contributi finora archiviati riteniamo che costituiscano un'ampia base di discussione e orientamento: non abbiamo mai partecipato ad un'assemblea in cui e' stato possibile raccogliere da subito tanti interventi cosi' strutturati, dettagliati e ampliati con commenti e suggerimenti! Sulla pagina web dedicata alla consultazione vi informiamo costantemente sulla partecipazione per Dipartimento, Area geografica e giornata. Riteniamo opportuno inviarti alcune note in risposta alle osservazioni che ci stanno giungendo: - le domande sono rivolte al personale tutto, anche tecnici, amministrativi e contrattisti; abbiamo frequentemente offerto l'opzione "altro" per permettere a tutti di inserire risposte che non abbiamo previsto; inoltre, i campi "commento" vogliono essere un invito alla critica e al suggerimento; possono essere sufficienti 20 minuti per rispondere alle domande che ritenete di vostra pertinenza; potete seguire la traccia delle domande che vi abbiamo proposto o inviarci solo commenti, anche solo i commenti generali indicati in conclusione - se preferite rispondere alle domande in piu' sessioni, specificate uno stesso nome e cognome (anche fittizio) e comunicatecelo per mail quando avete finito. In alternativa, rispondete a parte delle domande e stampate senza inviare; la sessione successiva introducete le risposte stampate e completate quelle mancanti; - l'insieme delle domande non e' stato definito in base a un preciso obiettivo, ma e' frutto di numerosi contributi che abbiamo cercato di sintetizzare e organizzare; ulteriori domande, suggerimenti e richieste, saranno guida per le eventuali future iniziative che prenderemo, quindi vi invitiamo a mandarcene - l'iniziativa nasce spontaneamente, sostenuta da alcuni colleghi senza riferimento ad alcuna organizzazione: ci stiamo facendo tramite per raccogliere il vostro parere su argomenti che riteniamo rilevanti, per diffonderlo e farlo giungere a coloro che hanno la responsabilit diretta della proposta di riordino; vogliamo che non succeda che l'ennesima riforma dell'Ente sia attuata senza che chi dovra' poi lavorarci possa esprimere il suo parere Ci preme di far emergere il parere di tutti coloro che lavorano nell'Ente Buona settimana Marco Padula e Marco Scodeggio Date: Mon, 24 May 2010 10:38:12 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" Care colleghe e cari colleghi, diverse iniziative istituzionali e sindacali, per la consultazione della Rete scientifica, sono ormai annunciate in questo periodo: questo fa piacere a tutti. Crediamo che qualunque impulso alla partecipazione di tutto il personale dell'Ente sia fondamentale per la definizione della sua fisionomia e struttura. Questa consultazione online e' complementare e in auspicata totale collaborazione con tutte le altre iniziative. Per questo invitiamo tecnici, amministrativi, ricercatori, tecnologi, contrattisti, sia a

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR partecipare alle assemblee sia a depositare il vostro parere rispondendo alla consultazione scritta (verba volant, scripta manent) http://consultazionecnr.altervista.org/ Oggi pomeriggio scadono i termini per la presentazione dei Progetti di Rilevante Interesse Nazionale cosi' che molti di voi chiuderanno un periodo di intenso e frenetico lavoro. In quel momento la tensione calera' e la soddisfazione per il raggiungimento del primo obiettivo e' alta; e' il momento ideale per dedicarvi all'elaborazione del vostro contributo alla consultazione online: l'unico costo sono i 30 minuti di tempo ed energia intellettiva da dedicare. Meditate gente, meditate Buona settimana Marco Padula e Marco Scodeggio Date: Fri, 28 May 2010 17:44:31 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" Care colleghe e cari colleghi, nell'augurare a tutti buon fine settimana, desideriamo ricordare, a chi fosse ancora incerto, l'importanza degli incontri programmati per il 31 maggio e il 4 giugno dal Presidente prof. Maiani. E' importante che tanti pareri giungano ai vertici responsabili dell'Ente e che prendiamo tutti consapevolezza della situazione professionale ed economica in cui ci troviamo e del futuro che vorremmo collettivamente progettare. Siamo sicuri che ogni sforzo verra' fatto dagli organizzatori di quesrti eventi per riuscire a tenere traccia permanente dei contributi che potranno cosi' essere rielaborati, sintetizzati, diffusi per il loro uso collettivo futuro. A complemento, abbiamo l'opportunita' di inviare contributi scritti, elaborati e stesi nella quiete meditativa dell'ufficio, nella forma e sugli argomenti che riterremo, a completamento o in vece degli interventi orali. E' inoltre effettiva, come sapete, dall'11 maggio, l'opportunita' di partecipare alla consultazione online http://consultazionecnr.altervista.org/ che richiede agli estensori un impegno davvero limitato e i cui risultati verranno comunicati anche al Presidente. Buona settimana Marco Padula e Marco Scodeggio Date: Fri, 04 Jun 2010 17:15:19 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" vedi allegato Marco Padula e Marco Scodeggio http://consultazionecnr.altervista.org/

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Date: Tue, 08 Jun 2010 12:47:39 Subject: Consultazione su "decreto Gelmini" Care colleghe e cari colleghi, ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa. A seguito di alcune richieste, lasciamo disponibile fino a venerdi' 11 giugno compreso l'accesso per la compilazione del questionario. Settimana prossima cominceremo a guardare i dati raccolti, ordinarli e sintetizzarli per la loro pubblicazione e diffusione. Buona settimana Marco Padula e Marco Scodeggio http://consultazionecnr.altervista.org/

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Informazioni personali
Profilo

Collaboratore aministrazione 1% Direttore Funzionario di Collaboratore 1% amministrazione Operatore di tecnico di Ricerca 0% amministrazione 4% Operatore 0% Dirigente di tecnico Precario Ricerca/Pens. 2% 4% /Associato 0% Tecnologo 4% Dirigente di Ricerca 11%

Ricercatore 73%

Sesso
Non specificato 8%

F 36%

M 56%

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Fascia d'et
<30 2% >60 7%

30-40 18%

40-50 38%

50-60 35%

Da quanti anni lavori al CNR (tempo determinato + indeterminato)?


40-49 2% 30-39 11% 0-9 25%

20-29 35% 10-19 27%

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Informazioni riguardanti il CNR


d1. Conosci il DLgs n.213/2009 di riordino degli enti di ricerca? (Decreto legislativo n. 213/2009)
Non so 1% no 9% s ma non l'ho letto 47%

s e l'ho letto 43%

d2. Sei a conoscenza della Carta Europea dei Ricercatori?


Non so 1% no 16% s ma non l'ho letta 44% s e l'ho letta 39%

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Se s, sai che stabilisce diritti e doveri dei ricercatori quali la partecipazione agli organi direttivi?

Non so 16% no 18% s 66%

d3. Quali dovrebbero essere i riferimenti su cui basarsi per una revisione dello Statuto del CNR? Sintesi dei contributi Centralit del personale Progressione di carriera del personale a cadenza continua, valutazione produttivit, riconoscimento professionalit, progressione stipendiale soluzione del precariato Incoraggiata la partecipazione del personale ai ruoli dirigenziali, al coordinamento e programmazione delle attivit Consultazione continua della Rete scientifica Diminuzione della partecipazione esterna alle cariche dirigenziali Maggiore autonomia e, quindi, autogoverno del CNR Cariche dirigenziali a base elettiva e non semplicemente per nomina Presidenza del Consiglio Scientifico Generale non assegnata al Presidente del CNR Incoraggiata la mobilit orizzontale tra istituti, dipartimenti, enti (anche tra Paesi diversi) e verticale tra i diversi ruoli Fondi pubblici assegnati a persone e non istituti Sostenere i fondi per la ricerca a tema libero Sostegno finanziario alle ricerche con difficolt di reperimento dei fondi Rappresentativit del personale nei Consigli, garanzie di competenza scientifica per i membri di nomina esterna, funzioni decisionali oltre che consultive Rappresentanza nel Consiglio Scientifico Generale di tutte le aree dipartimentali Revisione della struttura Dipartimentale Autonomia degli istituti, coordinati e sostenuti nel finanziamento dai Dipartimenti Ridefinizione delle Aree della Ricerca
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Maggiore considerazione delle realt territoriali Definizione del sistema di valutazione esterna dei risultati, e di una conseguente distribuzione premiale dei fondi Enfasi sulla differenza tra ricerca scientifica e tecnologica, evidenziare lesistenza di istituti a carattere umanistico, scientifico, tecnologico; conseguente caratterizzazione degli istituti e definizione dei criteri di valutazione degli istituti stessi e del personale afferente Pubblicazione dei documenti programmatici dei Direttori di Istituto Semplificazione normativa e amministrativa, verso una maggiore concorrenzialit Snellimento della struttura dellAmministrazione Centrale Confronto con enti stranieri di ricerca generalista e multidisciplinare, Carta Europea dei Ricercatori, Codice Minerva, indirizzi generali di orientamento dei programmi di ricerca europea, Spazio Europeo della Ricerca Chiara specificazione del ruolo tra mondo accademico e imprenditoriale Enfasi sulla interdisciplinarit e multidisciplinarit della ricerca Partecipazione del personale alla stesura dello Statuto Contributi
offrire ai ricecatori dei sistemi di sviluppo di carriera sostenibili in tutte le fasi della carriera incoraggiate tutte le forme di mobilita - Carta Europea - Spirito di semplificazione contentuo in una delle versioni decreto Mussi - Definire bene la funzione e di conseguenza i criteri di valutazione (vedi successivamente) - tenere separate, come indicato dal decreto, le tre funzioni di PROGRAMMAZIONE GESTIONE E VALUTAZIONE realizzare il principio della rappresentanza dei ric e tec a tutti i livelli - individuare una funzione di CONSIGLIO distinta da quella di PROGRAMMAZIONE, la seconda viene svolta da organismi di interni, elettivi,con potere DECISIONALE, la prima da esterni con potere solo consultivo - Eliminazione del precariato e prospettive di carriera per i ricercatori - Effettiva partecipazione dei ricercatori agli organi dirigenziali - Estromissione del controllo politico sull'ente di ricerca - organizzare la struttura intorno al ricercatore e non agli istituti. -assegnazione dei fondi statali direttamente ai ricercatori con domande di finanziamaneto alla persona e non agli istituti che sciupano risorse, come fanno in Sud Africa -legare la produttivit dei ricercatori ai processi di crescita di carriera - presenza di 1 o pi rappresentanti della comunit scientifica interna al CdA. Garanzie per la competenza scientifica dei membri di nomina ministeriale. - rappresentanza di almeno il 50% di rappresentanti della comunit scientifica interna al CSG, ai CdDip e con compiti non solo consultivi ma anche decisionali, da estendere anche ai CdI. - presentazione di un documento programmatico da parte dei candidati alla Direzione di Istituti con possibilit da parte del personale dell'Istituto stesso di valutarlo (il programma) e di esprimere un parere in merito. -Protagonismo con forti elementi di autonomia degli Istituti e dei loro ricercatori nella promozione e gestione delle attivit di ricerca -Coordinamento scientifico ed organizzativo dei Dipartimenti per la promozione di progetti di interesse strategico Nazionale definizione delle strategia di ricerca nazionali ed internazionali e nella promozione di iniziative di promozione e finanziamento della ricerca. strumenti innovativi di partecipazione ed interscambio con le Universit ed altri Enti di ricerca Pubblici e Privati. Per essere proficui tali rapporti devono svolgersi su di un piano di parit e di indipendenza. La promozione della collaborazione con i Professori e Ricercatori delle Universit e di altri Enti di Ricerca deve quindi svolgersi attraverso lo sviluppo di Progetti di ricerca ben definiti e comunque su piani congiunti piuttosto che attraverso l'incrocio di rappresentanze o alchimie Istituzionali 1) Istituzione della rappresentanza interna soprattutto a livello di coordinamento organizzativo centrale (CdA). 2) Abolizione del concetto di imposizione di una struttura a filiera della ricerca e con esso della

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR struttura progetto (inclusi i capiprogetto) e commesse . Ricerca=idee e dalle ultime valutazioni interne sembra emergere che la forza dell'ente e' in larga parte frutto delle idee (che si concretizzano in finanziamenti e publicazioni) a livello decentrato dei singoli ricercatori). E' il singolo ricercatore la figura garante delle qualit dei risultati. La gestione verticale dovrebbe essere limitata prevalentemente ad iniziative che integrano quelle dei singoli ricercatori o unit di ricerca e che nascono da azioni promosse dal direttore del dipartimento su grandi progetti, sui quali vi siano ritorni i termini di finanziamenti interni o esterni. Solo in tal caso si possono prevedere, per il tempo limitato all'esecuzione del progetto, figure di coordinamento intermedio (responsabili di progetto e di pacchetti di lavoro). In ogni caso deve essere lasciata la libert di scelta di partecipazione dei ricercatori. 3) Mantenimento dei Dipartimanti ma in versione light, ovvero limitando la loro funzione al coordinamento ed all'indirizzo delle attivit di ricerca e soprattutto limitatando il controllo della distribuzione delle risorse umane ed i finanziamenti che invece dovrebbe essere gestita prevalentemente in relazione ai risultati delle valutazioni della produttivit degli Istituti. I direttori di Dipartimento devono essere valutati periodicamente sulla base della loro capacit di attrazione di fondi e risorse. 1) ricerca libera 2) autonomia del ricercatore 3) multidisciplinarit delle ricerche 4) progressioni di carriera cadenzate 5) organi di governo interni 1. AUMENTARE LA INDIPENDENZA DEL RICERCATORE VERSO ATTIVITA' IMPRENDITORIALI 2. AUMENTARE LO STIPENDIO BASE IN MANIERA PROPORZIONALE ALLE RESPONSABILITA' ED AI FONDI GESTITI ED ATTRATI 1. Codice Minerva 2. Elaborazione di norme che: a. diano alla "base" dei ricercatori maggiori poteri nel determinare le line guida della ricerca b. permettano la mobilit "orizzontale" del ricercatore tra istituti/dipartimenti/enti al fine di arricchirne la sua formazione (es. tecnico/scientifica) e arricchire l'ambiente in cui afferisce c. permettano una mobilit verticale(con relativo aumento del compenso economico) a tempo o a progetto, favorendo l'alternanza dei ricercatori nei ruoli di ricercatore di base, supervisore di ricerca o direttore di ricerca. (a molti ricercatori dei livelli superiori potrebbe "far bene" tornare ad occuparsi, per es., della scienza "da laboratorio", per aver una miglior visione di come cambiano le tecnologie e al contempo poter contribuire "realmente" con la loro esperienza alla formazione di giovani ricercatori. d. favoriscano la collaborazione tra ricercatori all'interno dell'ente/istituti In sintesi, l'ente ha bisogno di maggior collaborazione e minor competizione tra il suo personale. Tali obiettivi possono essere raggiunti se anche lo statuto e elaborato tenendo prioritariamente conto delle risorse umane, della loro formazione e riconoscimento di professionalit (non solo nella forma di compenso economico) durante tutto il percorso di carriera. AUTONOMIA DEL RICERCATORE CENTRALIT DEGLI ISTITUTI RICERCA E SVILUPPO ORGANI DI CONTROLLO RICONOSCIMENTO PROFESSINALIT TECNICHE QUALIFICATE Analisi critica degli statuti di enti di ricerca internazionali con finalit scientifiche sovrapponibili a quelle del CNR. Analoghe strutture straniere Analoghi enti di ricerca generalisti finanziati dallo stato presenti ad esempio in Francia, Spagna, Brasile etc. Carta europea dei Ricercatori Art.33 costituzione Carta Europea Ricercatori Aumentare gli scambi internazionali, sia in entrata che in uscita, con strumenti meno aleatori e pi sistematici della short mobility Autonomia del ricercatore e possibilit di poter contare su un minimo di finanziamento pubblico, per condurre personali ricerche, (non nell'ambito di ricerche applicative, quindi come dire potenziare la ricerca a tema libero...). Sicuramente la parte prevalente del finanziamento deve provenire da fondi esterni, per stimolare la 'creativit' ed il 'dinamismo' dei ricercatori alla 'caccia' di fondi. Ma senza una base di finanziamento ordinario, il singolo ricercatore rischia di non poter nemmeno 'sviluppare' l'idea che poi pu andare ad essere la base di una proposta internazionale di ricerca (progetto europeo o altro) Autonomia dell'ente, attraverso un riconoscimento di maggiori responsabilita' al personale di ruolo e un minore accesso esterno alle posizioni di direttori.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Bisognerebbe garantire un ambiente di ricerca il pi stimolante possibile equamente indirizzato sia alla ricerca "application oriented" che alla ricerca di base ed in grado di offrire tutto il supporto necessario allo svolgimento dell'attivit stessa. Buon senso e conoscenza del contesto internazionale: fornire una struttura CNR piu' snella, anche dal punto di vista normativo ed amministrativo, che faciliti il lavoro dei ricercatori e la competizione con le analoghe reti di ricerca internazinali. CNRS CNRS, Max Plank ecc C' uno scollamento tra Dirigenza (sic!) del CNR e Ricercatori degli Istituti. In pratica non c' una Dirigenza che interagisce e percepisce le esigenze degli Istituti (in primis strumentazione obsoleta, fondi per la legge sulla Sicurezza, e poi doppioni nel CNR (ma qui il processo si sta avviando). Esempio nell'Area di Ricerca RM1 di Montelibretti, si fanno laboratori (nuovi) senza gruppi di continuit dela corrente, senza pannelli solari). Nel CNR dove il Dirigente che avrebbe dovuto vedere EAWAG Svizzero, e sapere che un Istituto senza gruppo di di continuit dela corrente, out: frezzers che si scongelano producono la perdita di anni di lavoro e prodotti pregiati, interruzioni di corrente fanno saltare strumenti preziosi e costosi.L'edificio dove siamo entrati stato finito a Dicembre 2008. La dirigenza dell'Ente (quando ci sar) deve essere "validata" dal personale Scientifico ell'Ente. Carta Europea Dei Ricercatori Carta Europea Ricercatori, CNRS, CSIC Carta Europea dei Ricercatori Carta Europea dei Ricercatori Codice Minerva Carta Europea dei Ricercatori Statuti di altri Enti di Ricerca europei Carta Europea dei Ricercatori Unostudio delle alte realt di ricerca mondiali La corretta valutazione delle rihieste del sistema paese Italia Carta Europea dei Ricercatori Carta Europea dei Ricercatori, Statuto degli enti di ricerca europei come MRC, CNRS,etc. Carta Europea dei Ricercatori; indipendenza del cnr dal potere esecutivo/legislativo; elezione dei vertici (compresi i ruos/direttori di istituto); cariche limitate a 2 mandati; turnazione delle responsabilit; meritocrazia; trasparenza; opportunit reali di carriera e di lavoro; verifica dei risultati; Carta europea dei ricercatori Centralit dell'attivit dei gruppi di ricerca Riconoscimento per statuto del ruolo del CNR quale ente di riferimento alla programmazione nazionale della ricerca Cmq le principali modifiche sono da ricondurre al modello organizzatvo e quindi ai regolamenti pi che allo statuto che in qualche modo fissa dei criteri di carattere generale abbastanza facilmente condivisibili Certamente la Carta Europea, ma anche prenderei spunto da analoghe istituzioni straniere. Coinvolgimento dei ricercatori a tutti i livelli ed in particolare negli organi di governo. Il personale riceractore e tecnologo degli istituti elegge il direttore fra i ricercatori e tecnologi dell'istituto. Il direttore dura in carica 4 anni con mandato non rinnovabile Come minimo i direttori degli istityti andrebbero controllati da un consiglio di istituto o quello che sia, e non il contrario Consultazione del personale tramire assemblee o componenenti dei comitati di istituto Costituzione Italiana Carta Europea dei Ricercatori Costituzione Italiana e Europea, Carta Europea dei Ricercatori, Indirizzi generali di orientamento dei Programmi di Ricerca europei Credo lo statuto di Istituzioni Europee simili al CNR (p.es. CNRS) ed anche la Carta Europea dei Ricercatori.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Dalla carta Europea dei ricercatori: "Partecipazione agli organismi decisionali" I datori di lavoro e/o i finanziatori dei ricercatori dovrebbero riconoscere che del tutto legittimo, nonch auspicabile, che i ricercatori siano rappresentati negli organi consultivi, decisionali e dinformazione delle istituzioni per cui lavorano, in modo da proteggere e promuovere i loro interessi individuali e collettivi in quanto professionisti e da contribuire attivamente al funzionamento dellistituzione Democrazia interna. Semplificazione amministrativa. Sistema di valutazione esterna dei risultati e conseguente legislazione premiale dei fondi. Dovrebbe essere fatta su basi scientifiche, con una mission ben presente e focalizzata. Economicita, efficacia ed efficienza, riduzione della burocrazia Elezione dei Direttori da parte dei ricercatori con limite di due mandati consecutivi e valenza retroattiva Maggiore partecipazione dei ricercatori alle scelte strategiche e negli organi decisionali e consigliari Comitato scientifico di Istituto Sburocratizzazione Maggiore controllo dei responsabili di progetto sulla spesa dei fondi del progetto con regole chiare Enti anloghi all'estero (CNRS, Max-Plank, ecc) Finalit dell'Ente Garanzia dellautonomia di Ricercatori e Tecnologi nello svolgimento dell'attivit scientifica e di ricerca Gli omologhi enti europei I riferimenti normativi sono e dovrebbero continuare ad essere: la Costituzione della Repubblica Italiana (art. 9 e 33), la Carta europea dei ricercatori, le norme nazionali e comunitarie e, in ultimo, anche il Decreto "Gelmini". Il CNR deve fare ricerca di base e applicata e anche ttrasferimento delle conoscenze Il cnr deve fare diffusione e formazione Il cnr deve essere presente negli organismo internazionali e negli organi europei Il che deve avere una organizzazione semplice e gli istituti devono essere il centro della sua attivit l'organizzazione del CNR deve essere: dipartimenti leggeri, istituti autorevoli su tematice portanti, organizzazione centrale al servizio della ricerca scientifica, coordinamento interno ed esterno. Deve essere sancito che i ricercatori e ricercatrici devono essere presenti in tutti gli organicollegiali in parte per elezione Il Modello francese con alcuni correttivi per rafforzare il ruolo della comunit interna dell'Ente. Il consiglio scientifico generale potrebbe essere utile per le sue mansioni composto, da venti componenti, ma solo cinque sono gli eletti dai ricercatori e tecnologi.I dipartimenti sono 11, non sarebbe ovvio che ci fosse almeno un rappresentate eletto per dipartimento? Il decreto legislativo 4 giugno 2003 n.127 (lo statuto attuale del Cnr) va bene. Il riferimento principale o meglio il perno dovrebbe essere la figura del ricercatore e la ricerca. Innanzitutto mi chiedo perch finora non abbiamo avuto uno statuto ma solo un regolamento, anche se pi o meno seguito per di fatto esistono delle regole.L'idea dello statuto m fa pensare ad una volont di cambiamento della ragione sociale o dell'identit dell'Ente stesso. Su questo sono un po' perplessa. I riferimenti su cui basarsi per uno Statuto potrebbero essere intanto quello di individuare un obiettivo comune che tenga conto che noi siamo un ENTE DI RICERCA. Anche se molti forse vorrebbero privatizzarci. Integrare le direttive della Carta Europea dei Ricercatori dello statuto del CNR rendendolo un ente europeo a tutti gli effetti. Introdurre elementi di massima autonomia e resposabilit interna degli organi istitutzionali dove prevista la partecipazione delle varie componenti interne. Controllo e verifica delle attivit scientiche sia da parte del CS e dei CSD costituiti in parte da componenti interni eletti e stranieri. Presidenza del CS non pi attribuita al Presidente dell'Ente. Introdurre seriamente e finalmente meritocrazia basata su verifiche oggettive Istituzioni internazionali di dimensione e ruolo simili

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR La Carta Europea dei Ricercatori un buon punto di partenza. La Carta Europea dei Ricercatori, appunto. La Carta europea dei Ricercatori La Costituzione Italiana Il diritto del Lavoro La carta dei diritti e doveri dei Ricercatori La definizione di una missione chiara di cerniera tra accademia ed imprenditoria. La libert di ricerca pu espletarsi solo in un sistema di controllo della ricerca molto pi elastico delle attuali commesse, forse fondato su classificazione per parole chiave, senza attribuzione di una attivit ad una qualsivoglia commessa. In questo senso, la famosa disciplina di appartenenza (per me una solenne buffonata, visto che proprio in CNR mi ha fatto crescere a cavallo tra scienze della vita e Terra e Ambiente) potrebbe essere sostituita da parole chiave di riferimento che potrebbero essere cambiate con l'evolversi del ricercatore. I vari punti che richiamano la "responsabilit professionale e finanziaria", "l'impegno per la diffusione dei risultati", richiedono che sia garantito un feedback tra le decisioni dei futuri organi dirigenti (dipartimenti e istituti) e i ricercatori attraverso forme (elettroniche) di consultazione. La necessit di trasparenza impone la reale pubblicazione di ogni atto e sua visibilit quantomena interna in tempi reali (quindi imposizione di pubblicazione su internet entro x giorni dall'evento). La raccomandazione numero 2 della Carta dei Ricercatori La revisione dovrebbe basarsi sulla Carta Europea dei Ricercatori; il Decreto di riordino inserisce una serie di vincoli di natura normativa ma soprattutto economica che alla luce delle recenti vicende rischia invece di svuotare completamente di significato tale Carta. L'aspetto a mio parere fondamentale e' il seguente: cosa questo Paese dovra' fare nei prossimi 10-20 anni? Sara' uno spettatore (sempre piu' povero) dello sviluppo scientifico/tecnologico internazionale e ne subira' le conseguenze oppure vorra' essere un attore e poter giocare un ruolo in questo settore. Questa decisione dovra' essere presa al piu' presto. Le reali esigenze della ricerca per continuare ad essere competitiva a livello internazionale Le regioni devono costituire dei poli di eccellenza di ricerca. Oramai il CNR non ha senso di esistere. MIT Max Plank Maggiore partecipazione agli Organi di Governo, risoluzione dei problemi creati dalla struttura a matrice, definizione delle Aree di Ricerca Maggiore partecipazione della comunit scientifica nei Consigli di Amministrazione e nel governo scientifico dellEnte Mettere al primo posto l'attivit di ricerca e la competitivit dell'ente, eliminare o riduurre il pi possibile le pratiche buricratiche, non creare istitutzioni doppie o simili,tenere presente che per fare ricreca a livello competitivo serve certamente il personale, ma anche fondi e strutture snelle. Multidisciplinarit Non si tratta di una revisione, bensi' di una prima scrittuta (per quanto riguarda lo Statuto). Rispetto al precedente ordinamento da lungo tempo la comunita' scientifica interna ritiene che sia opportuno un suo maggiore coinvolgimento nelle scelte scientifico/programmatiche dell'Ente ed anche nelle scelte organizzative. Fermi restanto gli art.. 9 e 33 della Costituzione, fermo restando l'art. 13 del DLGS. n. 127/1999 (Riordino INGV), fermo restando quanto previsto dal contratto nazionale di settore ancora esistente, tenuto conto della specifica natura inter/multidisciplinare del CNR aggiungerei forme pi condivise di programmazione e coordinamento dal basso. Non sono in grado di dirlo Oltre alla Carta Europea, credo che sarebbe molto utile fare riferimento ad altri enti europei analoghi al nostro (es. CNRS francese) Oltre alla suddetta Carta Europea dei Ricercatori e alla Costituzione della Repubblica Italiana cercherei un riferimento negli statuti del CNRS francese.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR PARTIRE DALLE ATTIVITA DEI SINGOLI RICERCATORI PER INDIVIDUARE TEMI DI INTERESSE INDUSTRIALE E NON VICEVERSA COME AVVIENE ORA Partecipazione attiva del personale alla revisione o formulazione dello statuto del CNR che garantisca vera autonomia responsabile all'Ente Partire come base dalla Carta Europea dei Ricercatori e stenderne un piano attuativo per il CNR Per essere veramente competitivi a livello internazionale, necessario valutare attentemente l'impostazioni dati da enti di ricerca in europa, e criticamente valutarne le positivit e criticit. Per quanto attiene ai riferimenti normativi: Carta Europea Permanenza e potenziamento degli istituti, eliminazione dei dipartimenti Pi forte presenza dei ricercatori nelle scelte programmatiche dell'Istituzione, organi di controllo indipendenti con reali poteri di verifica e controllo maggiore trasparenza nelle decisioni comuni Prendere in considerazione le analoghe realt internazionali ed europee - Mettere al primo posto la qualit della ricerca in tutti i suoi aspetti e criteri di meritocrazia, diminuire l'apparato burocratico Presenza potenziato dei ricercatori Programmazione aziendale delle risorse umani Meritocrazia Razionalizzazione dei centri di ricerca, omogeneizzazione delle linee di ricerca, valorizzazione dei settori di innovazione, considerazione delle realt territoriali Revisione significa "formulazione" (Lo statuto CNR non esiste). E poi cosa si intende? I principi? O altro (leggi, valori costituzionali)? Comunque come ISTC abbiamo preparato un documento che riporto di seguito: A seguito del decreto legislativo n.213 del 31 dicembre 2009, gli enti pubblici di ricerca nazionali vareranno nei prossimi mesi i propri statuti autonomi. Si tratterebbe di un passaggio fondamentale di recepimento del dettato costituzionale che vorrebbe le istituzioni di alta cultura del Paese dotate di una AUTONOMIA ORDINAMENTALE, mentre fino ad oggi ci si limitati ad una vigilata autonomia regolamentare. C' da dire comunque che le modifiche introdotte nella legge delega n.165 del 2007 dall'attuale Governo (con l'articolo 27 della legge n.69 del 2009) prevedono limiti consistenti rispetto ad un processo di reale autonomia ordinamentale (in particolare intendiamo sottolineare l'attribuzione agli attuali Consigli di Amministrazione del potere di definizione degli statuti, laddove la legge n.165 prevedeva che ne fossero responsabili i consigli scientifici). Ancora pi stringenti appaiono i vincoli del decreto delegato n.213 del 2009 che lascia un potere al MIUR sul varo degli statuti che non appare compatibile con l'autonomia che si vorrebbe introdurre. Sul piano del metodo per la modifica degli statuti il decreto n.213 ha poi rivisto le competenze dei 5 membri nominati dal governo per integrare i CdA, portando queste competenze da "esperti di alto profilo scientifico" a "esperti dotati di specifiche competenze in relazione alle finalit dell'ente ed al particolare compito conferito", di fatto aprendo uno spazio di discrezionalit in cui il nominato potr essere completamente estraneo al mondo scientifico. Cionostante ci sembra essenziale, pur muovendoci nello spazio ristretto lasciato a disposizione dagli interventi legislativi, provare a fornire un contributo per favorire l'opportunit di rilancio e rafforzamento del pi grande ente di ricerca italiano. In questo senso suggeriamo alcune linee dindirizzo. 1) GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLA COMUNITA' SCIENTIFICA INTERNA Purtroppo la designazione del CdA come organo responsabile della stesura degli statuti, abbinata con la nomina da parte del MIUR di membri tutti esterni alla comunit scientifica del CNR introduce una clamorosa anomalia per lavvio di realizzazione dell'autonomia. Sarebbe quindi opportuno che il CdA integrato si rendesse disponibile a fornire il massimo spazio alla comunit CNR (attraverso consultazione dei membri interni al CS, o attraverso diretta consultazione della stessa comunit) per supportare il lavoro di stesura. In ogni caso andrebbero pensate deliberazioni statutarie di massima apertura alla partecipazione della comunit scientifica. Analogamente, la partecipazione nei principali Organi del CNR, pur nei ristrettissimi limiti imposti dalle norme, dovrebbe essere la pi ampia possibile. Sarebbe opportuno che la comunit scientifica interna fosse maggioritariamente rappresentata nel Consiglio Scientifico. Per quanto riguarda il membro del CdA e i membri interni del Consiglio Scientifico chiediamo che vengano eletti dallintera comunit scientifica. Per lelettorato passivo di questi rappresentanti chiediamo analogamente che, fissati alcuni criteri a garanzia della competenza scientifica, si lasci la massima apertura per le candidature. 2) RUOLO DEI DIPARTIMENTI E DECENTRAMENTO Il ruolo dei dipartimenti deve essere rafforzato nella sua capacit di programmare e promuovere il coordinamento, l'interscambio e la collaborazione tra gli istituti della rete, facilitando e creando opportunit anche di

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR proficua interazione con il mondo industriale e con il territorio. I dipartimenti devono garantire e favorire il ruolo degli Istituti inter e multi disciplinari (vedi dopo). Devono invece essere ridotte al minimo le competenze gestionali dei dipartimenti: in questo senso resta fondamentale il massimo decentramento verso la rete per una reale e autonoma gestione degli istituti scientifici. 3) MAGGIORE PROTAGONISMO E RUOLO PER LA RICERCA INTERDISCIPLINARE Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha da sempre svolto un ruolo particolarmente rilevante nell'ambito della ricerca multi e inter disciplinare. Ne sono testimonianza l'introduzione nel nostro Paese di aree di attivit che in nessun Ateneo venivano prima svolte: le scienze cognitive, la biofisica, la biologia molecolare, l'intelligenza artificiale, tra le altre ne sono testimonianza. La ricerca interdisciplinare continua ad essere considerata la pi strategica attivit nell'acquisizione di nuova conoscenza. Il CNR deve rilanciare il proprio ruolo in questo ambito. L'introduzione dei dipartimenti, e del ruolo ordinatore che stato loro affidato, ha favorito una maggiore interazione tra gli istituti e tra i gruppi di ricerca, ma, forse anche a causa della qualificazione scientifica di questi dipartimenti, non stata di sostegno e a volte addirittura ha penalizzato, gli istituti interdisciplinari, costretti a una rincorsa verso dipartimenti differenti, nessuno dei quali, spesso, propriamente attinente alle attivit di ricerca in essi svolte. Auspichiamo quindi che gli statuti tengano conto della necessit di valorizzare l'interdisciplinariet per esempio attraverso tipologie dipartimentali pi adeguate e/o attraverso meccanismi di gestione delle afferenze rispondenti alle necessit di questa ricerca di frontiera. 4) RUOLO DELLA VALUTAZIONE E INDIRIZZO STRATEGICO PER ALLOCAZIONE RISORSE La valutazione dovr essere lasse portante del nuovo CNR e gli statuti dovranno attentamente considerare il suo ruolo tanto per garantire la qualit scientifica dellEnte, quanto per assicurare il corretto funzionamento della sua macchina burocratica (da sempre al centro di polemiche sullEnte). Proprio per limportanza che si intende dare alla valutazione, questo strumento dovr essere raffinato al massimo. Lesperienza dei panel di valutazione, alquanto positiva nel suo complesso, ha anche presentato alcune lacune che andranno nel futuro recuperate. E fondamentale, per esempio, che le aree su cui un Istituto deve essere valutato siano chiaramente comprese nelle competenze degli esperti. La ricerca CNR spesso ricerca di frontiera e interdisciplinare: vanno quindi tarate con attenzione e con processi partecipativi gli ambiti di ricerca da valutare. Lipotesi fatta nel documento finale del panel generale di realizzare un processo valutativo in cui ciascun istituto potesse essere valutato da un solo panel (comprendente tutte le competenze necessarie), ci pare unottima soluzione a patto di definire le aree scientifiche di valutazione in cooperazione con gli stessi istituti della rete. Un ruolo fondamentale, tanto per l'allocazione delle risorse finanziarie e umane, quanto per le decisioni riguardanti la riorganizzazione dell'ente dovr essere svolto dalla valutazione. 5) TRASPARENZA, SNELLIMENTO DELLA GESTIONE, MAGGIORE SUPPORTO ALLA RETE Agli statuti competer l'introduzione di modelli funzionali, poi integrati dai regolamenti autonomi, tali da esaltare il ruolo e il valore della rete scientifica. Servir in particolare che le strutture centrali siano massimamente trasparenti, che la gestione sia efficace ed efficiente soprattutto nel facilitare lo svolgimento del lavoro negli Istituti. Riferimenti legislativi e strategici della UE ma soprattutto una conoscenza della realta' della composizione della comunita' della ricerca italiana. Riferimento alla Carta Europea dei Ricercatori e ad analoghi enti pubblici di ricerca europei. Relazione con lo Spazio Europeo della Ricerca Ritornare allo statuto prima della riforma-e, che hanno accorpato gli istituti, quando gli istitui erano pi di trecento e quasi tutti bene o male funzionavan, ovviamente se non possibile operare un vero nuovo cambiamento. con solo Centri di eccellenza e gruppi di ricerca, sostitutivi degli attuali dipartimenti, istituti e commesse. Sarebbe opportuno senz'altro partire dalla Carta Europea dei Ricercatori, ma rielaborarne i principi tenendo conto sopratutto delle esperienze passate relative alla diverse riforme che si sono succedute. Seria politica di acquisizione fondi che possa finanziare ricerche di base altrimenti difficili da mantenere e start-up di ricerche innovative che non hanno ancora accesso a competizioni fondi. Una politica di distribuzione fondi chiara con una seria disanima dei potenziali interessi privati in affare pubblico. Serio investimento di acquisizione di personale giovane Assoluta e totale indipendenza da qualunque altra istituzione (cessazione della dipndenza dall'Universita'). Equiparazione ruoli Universita' e Ricerca (un ricercatore del CNR non e' di serie B rispetto ad un collega universitario, fatto implicito nell'attuale configurazione).

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR - Partecipazione agli organismi decisionali: scelta dei membri di nomina non ministeriale (che sono comunque il maggioranza) fra i dipendenti CNR, e aggiungerei NON necessariamente ricercatori Si dovrebbe cercare di resistere a una filosofia di ricerca diretta dall'alto. Per quanto pochi siano i soldi, poi, si dovrebbero discutere di piu` le modalita` di finanziamento della stessa. Senza risolvere questi punti, trovo inutili le discussioni sulla partecipazione alla gestione dell'ente di ricercatori e tecnologi. Si dovrebbero considerare gli statuti di istituzioni analoghe di Paesi con un ordinamento simile al nostro (es. INRIA e CNRS in Francia) Sicuramente non dovrebbero essere basati su una logica economica, come successo con la riforma Pistella, in quanto non ha nulla in comune con le caratteristiche del mondo della ricerca. I riferimenti da adottare sono quelli ispirati dalla Carta Europea. Snellimento della struttura centrale amministrativa, anche in termini di personale e di risorse economiche e maggiore attenzione agli organi di ricerca che si stanno dissanguando di personale e di fondi Soprattutto le considerazioni dei ricercatori pi giovani Specificit del lavoro di ricerca rispetto ad altri ambiti: richiede organizzazione e flessibilit proprie. Riduzione dell'impianto gerarchico. Statuti Universita' e Enti di Ricerca (italiani e Europei) Carta Europea dei Ricercatori Statuti di Enti di Ricerca omologhi ed esistenti nel mondo della R&D Statuto INFN Statuto attuale Proposta governativa Linee guida illustrate dal Presidente Statuto del CNRS francese Taglio della burocrazia e delle tante spese inutili alla ricerca. Un confronto con simili istituzioni straniere Vera autonomia e maggiore rappresentativit dei ricercatori negli organi istituzionali: cardini per un nuovo CNR. Cos com' il cnr, sembra di essere in caserma. analoghi enti presenti in nazioni straniere con maggiore cultura di ricerca carta europea dei ricercatori carta europea dei ricercatori e la costituzione alcuni enti non italiani che possa essere concordata con l'apporto del personale CNR (laureati e non) consultazione degli organi direttivi dell'ente cui partecipano rappresentanti dei ricercatori dei dipartimenti consultazione del personale (ricercatori e non) delegati eletti dai ricercatori ( periodicamente) che discutano pariteticamente le linee strategiche su cui investire ed orientare i progetti nazionali (tipo vecchi 'finalizzati') diritti dei ricercatori libert di ricerca loro partecipazione (in pratica tutti gli articoli) politica finanziamenti eliminazione degli interessi industriali dal cda gli statuti degli altri enti di ricerca europei con compiti simili a quelli del CNR i grandi enti di ricerca europei in base ai fondi resi disponibili in programmazione pluriennale creare le sinergie e collaborazioni per affrontare in maniera adeguata la competizione internazionale la Carta Europea dei ricercatori per quanto riguarda lo status la 'filosofia della complessit' come indirizzo per quanto riguarda il tessuto epistemologico della ricerca

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la partecipazione dei dipendenti ai vari organi decisionali la ricerca serve ad aumentare la conoscenza e pu essere funzionale alla educazione, pu servire all'industrrei ma NON pu essere funzionale all'industria. Ricerca sceintifica e ricerca tecnologica sono escenzialmente diverse. libert di ricerca / responsabilit professionale eccellenza nel reclutamento e nella valutazione riequilibrio di genere lo statuto dovrebbe prevedere un maggior coinvolgimento del personale ricercatore nella fase decisionale e direttiva del'Ente. Inoltre il CNR dovrebbe prevedere una parte fondamentale della ricerca come ricerca di base e non solo quella applicata, che oggetto anche delle industrie maggiore partecipazione elettiva della componente CNR, maggiore convolgimento nella progettazione scientifica, maggiore attenzione alla ricerca di base maggiore sinergia tra istituti maggiore ricaduta industriale e scientifica della ricerca supporto alla crescita di competenze nell'ambito disciplinare di riferimento per il personale modello CNRS non so. Direi che dovremmo definire la missione dell'ente, che amio parere dovrebbe comprendere anche la ricerca di base. Inoltre dovremmo chiedere che venga riconosciuta la nostra capacita' di valutare i titoli di accesso alla carriera nell'ente (cioe', come nelle universita', ai fini dell'assunzione dovremmo potere stabilire se il dottorato in X preso a Y e' titolo che permette di accedere al posto bandito, sia per gli assegni che per posti a tempo indeterminato) normativa vigente: D. Leg.vo n. 127/2003. Enti di ricerca stranieri, Es.: CNRS francese, CSIC spagnolo obiettivo di creazione di innovazione e conoscenza utile allo sviluppo del paese e del sapere buona governance dell'ente con ampia partecipazione della base buon livello di autonomia dei ricercatori nella scelta delle tematiche partire da una riorganizzazione meno burocratica della matrice, le commesse per la mia esperienza sono un mero contenitore burocratico per la rendicontazione delle attivit, non hanno dato valore aggiunto alla ricerca e allo scambio di competenze. Ripartire dalla territorialit, riunendo gli istituti per competenze e territorio, poco collegamento collegamento con le sedi distaccate, la massa critica di un Istituto deve risiedere nella stessa regione. proposta di legge e regolamenti e statuto vigenti proprio la Carta Europea dei ricercatori rete scientifica internazionale, indipendenza gestionale, organo permanente consultivo per governo e Mur per lo sviluppo ed i progressi dell'attivit scientifica. Collegamento diretto con l'industria. Dipartimenti pi efficienti e funzionali nella gestione e organizzazione delle attivit scientifiche, amministrative e del personale, collocati tra istituti e sede centrale. scelta delle nomine dei dirigenti dal livello di responsabile sede, direttore di istituto e via via ai pi alti livelli per via elettiva per evitare la costituzione di giochi di potere se non eliminabile, alleggerire il peso delle strutture di Dipartimento seguire le indicazioni della Carta Europea dei Ricercatori spazio europeo della ricerca statuti degli Enti di Ricerca con missione analoga, es., CNRS stretto e permanente collegamento tra ricercatori e organi direttivi per l'individuazione dei programmi di ricerca da finanziare e per l'assegnazione delle risorse tre cardini per un ente di ricerca: autonomia, responsabilit, valutazione. E partecipazione della rete scientifica allo sviluppo delle linee direttive una maggiore partecipazione dei ricercatori alle decisioni dell'ente valorizzare la ricerca

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d4. Conosci l'attuale missione istituzionale del CNR?


Non so 3% no 17%

s 80%

Se s, la cambieresti?

s 20%

Non so 22%

no 58%

Sintesi delle argomentazioni Porre enfasi sui seguenti concetti: ricerca di base, spontanea e a tema libero

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definizione di settori umanistico, scientifico, tecnologico con conseguente caratterizzazione degli istituti e definizione dei criteri di valutazione degli istituti stessi e del personale afferente disseminazione anche interna dei risultati; divulgazione dei risultati al pubblico formazione quale risultato di attivit di ricerca (organizzazione di corsi universitari, dottorati, master riconosciuti, tenuti allinterno degli istituti) ruolo di Ente di riferimento per la ricerca pubblica e linnovazione ruolo rispetto al mondo imprenditoriale e universitario e definizione degli interscambi e possibilit di integrazione; autonomia degli scopi dalle esigenze imprenditoriali imprenditorialit, interventi nel mondo imprenditoriale; conseguentemente, riconoscerne i risultati nei criteri di valutazione degli istituti e del personale afferente distinzione tra i ruoli di agenzia e rete scientifica (eliminazione del ruolo di agenzia per il finanziamento di organismi esterni?) svolgimento di attivit di ricerca piuttosto che sulla promozione; sviluppo delle competenze piuttosto che sulla loro applicazione autonomia degli istituti, coordinati e sostenuti nel finanziamento dai Dipartimenti Argomentazioni
Incrementerei e salvaguarderei spazi per la ricerca spontanea a tema libero, dando la possibilit ai ricercatori di raggiungere obiettivi, diversi da quello che il mercato richiede Si dovrebbe inoltre fare in modo che aumentasse la conoscenza di quello che viene fatto da diverse unit di ricerca per non effettuare doppioni che provocano solo dispersione inutile di fondi. E' indubbio a detta di quasi tutti i ricercatori che le commesse, sono state un fallimento. Perch non si ritorna ai PROGETTI FINALIZZATI Perch non incrementare i fondi alle AREE DI RICERCA che dovrebbero gestire le spese generali definite cogenti degli istituti afferenti. (Ispirato dalla pagina del CNRS francese) - Promuovere e realizzare tutti i settori scientifici capaci di avanzamenti della conoscenza e di benefici sociali, culturali ed economici per la societ. - Contribuire all'applicazione e alla promozione dei risultati della ricerca. - Promuovere l'informazione scientifica. Supportare la formazione scientifica. Il CNR incoraggia encourages le collaborazioni tra specialisti di diverse discipline in particolare con le universit in modo da aprire nuovi campi di ricerca per soddisfare bisogni sociali eed economici. -Renderei pi esplicito e chiaro il ruolo del CNR quale Ente di riferimento per la ricerca pubblica nonch per lo sviluppo dell'innovazione nel Paese. -Il relativo ruolo di promozione ed autonomia deve poter esplicitamente prevedere la prospettiva di guidare grandi progetti Nazionali nonch la definizione delle prospettive di innovazione quale interlocutore non solo del Governo ma anche del sistema produttivo e sociale del paese. -l'autonomia del CNR deve concretizzarsi anche nella definizione del processo decisionale nonch delle procedure burocratiche flessibili e comunque modificabili per renderle il pi aderenti possibile e funzionali alle attivit di ricerca. Al primo posto della mission di un ente di ricerca dovrebbe esserci la ricerca libera. Art.4 del Decreto Legislativo 4 giugno 2003, n. 127: aggiungerei: e) collegio dei ricercatori e tecnologi (che dovrebbe non essere banalmente consultivo e basta e che potrebbe essere il vertice del sistema consultivo detto prima Sia il consiglio scientifico generale che quello di amministrazione dovrebbero avere dei membri eletti dal personale in numero congruo (vicino al 50%) e non 1 solo rappresentante Assegnamento esclusivo della ricerca pubblica agli enti di ricerca, lasciando alle universit la didattica, trasferendo le attivit di ricerca negli enti, con afferenza dei docenti universitari agli enti. Questo permetterebbe l'obbligo di sinergia a discapito della concorrenza. Ridimensionamento delle missioni dei Dipartimenti, mantenendo il mero coordinamento scientifico, poich nella forma attuale non hanno inciso in alcun modo sulla capacit di attrarre finanziamenti, anzi sono stati di intralcio alla realizzazione

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR di progetti, esercitando il loro potere in maniera clientelare, sia in termini di distribuzioni di fondi che di personale. Le nomine dovrebbero essere a maggioranza interna per evitare l'ingerenza e il boicottaggio di personale, al momento sempre universitario, a discapito degli enti. Cercherei un adeguato bilanciamento fra ricerca finalizzata e ricerca di base Come detto prima inserendo anche la ricerca di base, e la disseminazione del sapere.... Dando pi enfasi all'insegnamento come output del lavoro di ricerca, in parallelo alle pubblicazioni. Dare pi spazio alle ricerche di base e una democrazia pi partecipata all'interno dell'Ente Darei la priorit alla ricerca di base e, solo come conseguenza metterei il trasferimento tecnologico. Non c' trasferimento tecnologico senza ricerca di base. Darei maggior rilievo alla promozione di una ricerca di base di eccellenza in grado di competere a livello internazionale e meno legata al mondo dell'imprenditoria, a tutti i livelli Diciamo che la cambierei in parte cercando di introdurre la parte pi legata alla collaborazione con Aziende per rendere pi credibile ci che facciamo anche agli occhi della massa che pensa che la ricerca si occupi di "aria fritta". Snellire tutte le procedure burocratiche per renderci pi competitivi e rapportabili al mondo del lavoro. Distinguendo chiaramente il ruolo di agenzia da quello di rete di ricerca.Anche il budget per i due scopi va deciso a monte, non come capita o naseconda di che c'e. osi' com'e' ora non si capisce cosa deve fare. Comunque se si va sul sito della NSF si capisce come si organizza una agenzia Dovrebbe essere il "braccio operativo" del Ministero dell'Ambiente Eliminerei il punto p del comma 1 dell'art. 3 (servizi a terzi). Questo incentiverebbe lo sviluppo di una rete di ricerca privata complementare alla ricerca pubblica. Eliminerei la funzione di agenzia, finalizzata a distribuire fondi all'esterno Ente non strumentale per l'avanzamento e la diffusione della conoscenza Esalterei l'esigenza di sviluppare e sostenere molto di pi la ricerca di base Evidenzierei che i compiti prioritari del CNR sono: 1) svolgere attivita' di ricerca 2) divulgazione scientifica 3) alta formazione Eviterei che il CNR possa disperdere risorse in soggetti di diritto privato che non siano sottoposti alla valutazione della comunit scientifica internazionale. Introdurrei invece la possibilit di fare nascere all'interno del CNR una sorta di Politecnico Federale, cio corsi universitari distribuiti nelle varie sedi. Il CNR deve fare ricerca e basta (invece si acquistano azioni in societ finanziarie e banche, si vendono immobili etc.. Nel quadro attuale di "commercializzazione" dell'Ente sono invece favorevole alle Societ di Spin off In realt non ho idee precise in proposito, quindi "non so" sarebbe stata la migliore risposta. Includerei pi esplicitamente l'alta formazione (come scuole di Dottorato a cura diretta del CNR) Integrazione con il sistema universitario e industriale Introducendo una maggiore attenzione per le scienze umane e sociali ed una maggiore democrazia nella scelta degli obiettivi strategici La missione del CNR ben descritta ma non corrisponde alla realt quotidiana. La struttura a matrice puramente virtuale. e' descritta, ma non reale. La tutela della ricerca a tema libero, ossia della ricerca fondamentale, della base delle conoscenze, non ha alcuna corrispondenza alla reale quotidianit. Se la missione del CNR non fosse solo descritta, ma corrispondente e quotidiana, avremmo il privilegio di lavorare nella strategia e coordinazione. La missione deve essere la ricerca di base, applicata, il trasferimento tecnologico. Nella missione deve esserci anche la diffusione e la formazione. Inoltre il coordinamento delle attivit scientifiche interne ed esterne

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR La missione pu rimanere quella che compare sul sito WEB CNR, ma quella missione senza soldi assegnati all'ente(fondi propri non esterni) diventa un pio desideri. La recente organizzazione in dipartimenti, non ha dato gli esiti sperati a causa di troppi personalimi da parte degli attuali direttori. Mentre un peso maggiore dovrebbe essere dato a responsabili dei progetti con concrete disponibilit finanziarie e decisionali al fine di organizzare, indirizzare, e giustificari i risultati ottenuti dalle unit di ricerca (commesse) in accordo con le linee programmatiche della ricerca dettate dalla CDA del CNR e condivise dai Direttori di Istituto. La slegherei dalla subitanza ai mezzi produttivi -il che non vuol dire negare la realt, neppure non aprire la possibiloita alla collaborazione con l'industria, ma non come missione. La sovrastruttura dipartimentale (progetti e commesse) stato un fallimento. non ha quasi mai raggiunto gli obiettivi. Maggior responsabilit e peso agli Istituti che di fatto l'hanno in quanto per sopravvivere debbono fare tutto da soli. METTENDO COME FINE IMPORTANTE QUELLO DI FARE IMPRESA Maggiore valorizzazione e diffusione dei risulati della ricerca. Rafforzare le attivit di trasferimento tecnologico Meno divulgazione, a favore della ricerca innovativa. Negli ultimi anni il CNR si orientato principalmente verso una ricerca applicata alle tematiche di volta in volta indicate da gruppi di interesse, attraverso i Piani di Ricerca Nazionali triennali, di sovietica memoria. In tal modo a mio parere diventato un organo esecutore di scelte politiche e non un ente promotore di ricerca. Il CNR ha trascurato la ricerca di base, motore primo della ricerca traslazionale, termine oggi in voga, occupando il ruolo lasciato vuoto dalla ricerca privata (specie in campo medicofarmacologico). Il CNR, dovrebbe sostenere i laboratori che svolgono attivit di ricerca di base riconosciuta in campo internazionale, lasciando ad altri Enti parte dell'impegno finanziario per la ricerca applicata. Nei termini detti sopra, con una evidente differenziazione del CNR dall'Universit. Nel sito istituzionale, il CNR e' descritto come "Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attivit di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese". Questa missione e' del tutto condivisibile anche adesso. Il problema nasce dal come fare attuare questa missione. Negli ultimi anni, la sensazione e' quella di una eccessiva burocratizzazione e centralizzazione dell'ente. Cercherei quindi di ridare piu' autonomia alle Unita' di Ricerca e in particolare agli Istituti demandando ai Dipartimenti il compito di indirizzo, coordinamento scientifico e di reperimento dei fondi. In ogni caso punterei sui giovani cercando di aprire a loro il mondo della ricerca: nuove forze con nuove idee e potenzialita'. Non cambierei la missione ma credo sia importante dotarsi di una strategia (anche finanziaria) per realizzarla (cosa che attualmente non credo ci sia). Non ho ancora capito qual'e` questa missione. Viste pero` le dimensioni del CNR e la varieta` delle attivita` al suo interno, forse meglio limitarsi a dire che e` un ente che svolge ricerca di base e applicata. Non la cambierei, ma la metterei in pratica Non la cambierei, sottolineerei l'importanza della ricerca di conoscenza Partendo dalla definizione della legge moratti "svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attivita' di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese, perseguendo l'integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed innovative anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati" aggiungerei qualche frase che metta tutte le finalita' non piu' sullo stesso piano ma privilegi la finalita' di "svolgere" a scapito di quella di "promuovere" e lo "sviluppo di competenze" a quello di "applicazioni" Poich uno degli obiettivi che l'Ente vuole perseguire quello di rappresentare una risorsa da valorizzare per lo sviluppo socio - economico del Paese, ritengo che le istanze che vengono dal

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR territorio, anche se definite da alcuni a basso valore scientifico, debbano essere quantomeno considerate utili alla pari delle altrettanto importanti attivit di ricerca fondamentale. Potenziamento del trasferimento tecnologico Introduzione di un ruolo nella progettualit Potenziando sia la ricerca di base di eccellenza che quella finalizzata che ha "reali" potenzialit applicative. Ci prevede severi criteri di valutazione da parte dell'Ente. Rafforzerei il concetto che il CNR fa ricerca di base Rentigrando alla missione di ricerca anche la funzione di agenzia di finanziamento Ribadire e allargare la missione alla ricerca di base per il ragiungimento della conoscenza primaria unico motore e produttore di cultura in grado di trasformarsi in applicazioni innovative per le ricadute tecnologiche. Ricerca per profitto Ricordo che non sar oggetto di statuto la modifica della missione degli EPR, che viene lasciata alle competenze del governo. Rilancio funzione di rete nazionale ed in parte di agenzia; rilancio "Progetti finalizzati" Piu' ricerca di base o curiosity driven; piu' ricerca guidata dai giovani; piu' ricerca sui drammatici problemi sociali; piu' Progetti bottom-up; Piu' ruolo di alta formazione: dottorati Eu presso istituti CNR Ritorno al passato: Svolgere e promuovere Ricerca fondamentale in campi e settori altamente innovativi. Ritorno verso la ricerca di base Snellendola e concentrando l'ente sull'attivit di ricerca "seria" Specificando meglio i compiti per il trasferimento tecnologico, inserendo obbligo di divulgazione e promozione scientifica Svolgere attivit di ricerca nei propri laboratori, sia sviluppando nuove sinergie per promuovere la ricerca di base, sia fornendo tecnologie e soluzioni capaci di dare risposte ai bisogni emergenti, individuali e collettivi. Promuovere l'internazionalizzazione del sistema della ricerca; fornire attivit di consulenza al Governo e ad altre istituzioni su temi strategici per il Paese e la collettivit; contribuire alla qualificazione delle risorse umane. UNA FUNZIONE DEL cnr QUELLA DI PROMUOVERE RICERCA SUI TEMI DI INTERESSE DEL PAESE E TRASFERIRLA ALL'INDUSTRIA, CREANDO UN BINOMIO NON SOLO IN RESA DI PROGETTI MA ANCHE DI SERVIZIO ALLE INDUSTRIE PER UN RILANCIO DI MATERIALI D'INNOVAZIONE MADE IN ITALY. oGGI LA RICERCA SI FERMA SOLO ALLA FATTIBILIT INDUSTRIALE. amplificare lo svolgimento della ricerca di base alla frontiera della conoscneza contribuire alla formazione di una societ della conoscenza, attraverso: - una comunicazione efficace degli sviluppi della scienza - la promozione di iniziative di incontro tra specialisti e pubblico - sforzi volti rendere pi sistematico e autorevole l'intervento della comunit scientifica su vertenze sociali e politiche relative agli avanzamenti della scienza e alle applicazioni delle tecnologie - la creazione di corsi di specializzazione per la qualificazione del giornalismo scientifico in Italia, anche organizzando tirocini formativi nei laboratori e nelle strutture di ricerca dell'Ente darei maggiore spazio e risorse economiche alle finalit divulgative dell'ENTE sugli scopi, sulle attivit e sui risultati della ricerca, utilizzando tutti i canali utili a raggiungere e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone. distinguendo in modo pignolo la differenza tra ricerca ed innovazione, e stabilendo che il cnr si occupa di ricerca non di innovazione espliciterei e rafforzerei 1) La libert di ricerca 2) la promozione e il sostegno che il cnr pu apportare alla cultura, alla ricerca e tutte le iniziative valide in tal senso 3) un seria promozione dell'innovazione, cio della capacit di repimento da parte della societ, del cambiamento 5) l'eliminazione di ogni

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR equivoco tra promozione, valorizzazione da una parte e marketing dall'altra 6) promozione di una 'stima sociale' e riconoscimento degli operatori della ricerca e della cultura inserendo un maggiore scambio con l'Universit (senza formazione non si fa ricerca, senza insegnamento si diventa obsoleti:spiegare ad altri vuol dire prima chiarire a se stessi) lo trovo eccessivamente subordinato alle scelte politiche di corto-medio respiro; poco indirizzato alla ricerca di base (che resta indispensabile nel medio-lungo termine) maggior visibilit degli studi scientifici maggiore attenzione alla ricerca di base, che definirei meglio come fondamentale modificherei "...nei principali settori" con "... in tutti i settori" piu orientato alla formazione di scienziati ( non didattica) primariamente farei lavorare la gente invece di farla parlare di ricerca. quindi farei lavoare la gente su avanzamento delle conoscenze. separare la ricerca pura da quella applicata e sviluppare la ricerca pura sul modello di cnrs tornerei alla funzione di agenzia nazionale di ricerca (senza la quale il CNR non in grado di "promuovere" ricerca)

d5. Ritieni che il personale dell'Ente dovrebbe poter visionare lo Statuto prima dell'approvazione?
non so no 6% 2%

s 92%

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d6. L'attuale legge di riordino prevede anche la revisione dei regolamenti di amministrazione del personale. Ritieni che il personale dell'Ente dovrebbe avere strumenti di partecipazione alla revisione di tali regolamenti?
no 3% non so 12%

s 85%

d7. Quali credi siano le debolezze del CNR su cui intervenire in occasione del riordino attraverso il nuovo statuto e le modifiche dei regolamenti?

rapporti internazionali 6% rapporti con Enti locali 6% modalit di programmazione 9% modalit di accesso e selezione 10% organizzazione della rete di ricerca 10%

modalit di trasferimento tecnologico altro 5% 2%

non so 1%

struttura della programmazione (progetti - commesse moduli) 15% carriere 13% organizzazione dell'amministrazione centrale 12% organizzazione dei Dipartimenti 11%

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Risposte aggregate
organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali Non so organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli) modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli)

14 11 8 5 5 5

4 4 4 4 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3

3 3

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organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico

3 3 3

3 2 2 2 2 2 2 2 2

2 2

2 2 2 2 2 2 2 2 2

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organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione dell'amministrazione centrale organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali

2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

2 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1

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organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, altro organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), altro carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), altro organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), altro organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, altro organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti

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internazionali, altro altro organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, carriere, modalit di trasferimento tecnologico modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli),

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modalit di accesso e selezione organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, carriere, rapporti internazionali, altro modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione,

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struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti internazionali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti internazionali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali, rapporti internazionali modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, altro organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali

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organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, carriere organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, altro organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso

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e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli) organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, altro organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti internazionali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali organizzazione dei Dipartimenti, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, carriere, rapporti con Enti locali organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), carriere, rapporti internazionali struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, carriere, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di

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programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione, carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, rapporti internazionali organizzazione della rete di ricerca, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere, altro organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di accesso e selezione, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dei Dipartimenti, modalit di programmazione, modalit di accesso e selezione organizzazione dell'amministrazione centrale, struttura della programmazione (progetti - commesse moduli), modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali organizzazione della rete di ricerca, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), carriere organizzazione dei Dipartimenti, organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di trasferimento tecnologico organizzazione dell'amministrazione centrale, modalit di accesso e selezione, modalit di trasferimento tecnologico, rapporti con Enti locali, altro organizzazione della rete di ricerca, modalit di programmazione, struttura della programmazione (progetti - commesse - moduli), modalit di accesso e selezione

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Altro (sintesi) Pesantezza burocratica: distribuire le responsabilit, snellire le procedure amministrative e per ottenere le autorizzazioni, separare la gestione dei fondi CNR da quella dei fondi esterni; ridimensionare, riorganizzare e qualificare il personale amministrativo della cede centrale e di quelle decentrate E debole linfrastruttura di supporto alla ricerca (acquisizione risorse informative e coordinamento biblioteche; il sistema informativo SIGLA non offre funzionalit per i dirigenti, per i responsabili dei progetti e i ricercatori; non esiste un supporto efficace alla stesura di progetti a bando e per gestire i rapporti con la Comunit Europea) Le Aree della Ricerca devono essere ridefinite e il personale afferente inquadrato opportunamente Definire modalit e istituire fondi di sostegno e del cofinanziamento dei progetti Definire modalit di valutazione dellattivit dei direttori e dei dirigenti Definire modalit di valutazione per i gruppi di ricerca oltre che i capigruppo La struttura a progetti e commesse non ha funzionato I Dipartimenti devono avere solo funzioni di coordinamento, indirizzo, interazione con la rete esterna e internazionale, proposta di progetti Mancanza di progetti coinvolgenti differenti Commesse o Dipartimenti Debole la programmazione Deve essere ringiovanito il personale bandendo nuovi concorsi per giovani e scoraggiando le associ ture di personale pensionato Deve essere sostenuto il ruolo del CNR nellalta formazione

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Deve essere garantita ai ricercatori una dotazione finanziaria minimale per il sostegno della ricerca Scarsa la visibilit del CNR nei canali di comunicazione di massa Scarso il rapporto con luniversit, il mondo imprenditoriale e il territorio; manca un referente locale per la rete scientifica del CNR per gestire i rapporti con gli enti locali Altro (esteso)
- RIDURRE L'APPARATO BUROCRATICO DISTRIBUNEDO LA RESPONSABILITA' E SNELLIRE LE PROCEDURE AMMINISTRATIVE ED AUTORIZZATIVE - SEPARARE LA GESTIONE DEI FONDI CNR DAI FONDI ESTERNI IN MODO DA NON IMPORRE VINCOLI AI FONDI REPERITI DOVUTI A REGOLAMENTI INTERNI QUANDO I VINCOLI VENGONO FISSATI DAI BANDI - AUMENTARE I FONDI INTERNI PER LA RICERCA IN MODO DA DARE UN SIGNIFICATO ALLE COMMESSE - dovrebbero svolgere principalmente un ruolo di coordinamento dell'attivit scientifica - la progressione di carriera dovrebbe tenere conto solo dei meriti scientifici e non della permanenza nel livello inferiore - maggiore partecipazione dei ricercatori, che sono coloro che materialmente portano avanti i progetti di ricerca, alle strategie di dipartimenti ed ente; - definizione di chiari percorsi di crescita professionale per i giovani precari, percorsi sostenuti dai dipartimenti e dall'ente stesso, perch il CNR possa attrarre un maggior numero di giovani sia dall'Italia sia dall'estero. - modalit dei cofinanziamenti - modalit di gestione delle figure temporanee (p.e. rimborsi a stagisti) programmazione a lungo termine - mantenimento di un budget minimo per il funzionamento delle strutture - modalit di valutazione dell'attivit gestionale di Direttori e Dirigenti; - modalit di valutazione dell'attivit scientifica di Istituti e "gruppi" di ricerca. -Mancanza di partecipazione dei ricercatori agli organi decisionali. -Mancanza di un reale potere dei Consigli di Istituto gli unici organismi elettivi. -Mancanza di un piccolo finanziamento di base per la ricerca. -eliminare i dipartimenti che non servono; - il funzionamento per progetti-commesse e moduli non ha mai funzionato ma ha creato burocratizzazione dell'ente; il finanziamnto scientifico dovrebbe essere dato ai ricercatori che dovrebbero essere il fulcro della ricerca scientifica e non agli istititi poich i direttori li gestiscono con inefficienza. 1- organizzazione della rete infrastrutturale/ di servizio per la ricerca. Esempio: manca una struttura di coordinamento dell'acquisizione delle risorse informative elettroniche per il CNR e di coordinamento tra le maggiori biblioteche. 2- riforma delle Aree di Ricerca e soluzione dell'"anomalia" del personale che vi lavora 1. ABOLIRE le "Commesse" e la loro logica dall'alto e finta (soldi non dati per farericerca). Vedi commenti sotto. 2. Nessun compito gestionale/accentratore ai Dip; solo compiti di promozione, coordinamento, valutazione, indirizzo, rete interna esterna, mega-progetti, immagine e comunicazione,... COMMESSE basta: Un contenuto fondamentale che ci dovrebbe essere in questo processo e' l'eliminazione delle "Commesse". Non del nome (come si apprestano a fare) ma della concezione! La cosa fondamentale della concezione delle "Commesse" e': (i) che ogni ricerca sembra data dall'alto, commissionata; non c'e' o non si riconosce l'importanza della ricerca bottom-up sia come idea e proposta sia come finanziamento trovato (sono sicuro che la % e' altissima! sono gli istituti, i ricercatori che trovano finanziamenti esterni; molto piu' dei Dipartimenti). E' chiaro che il progetto va 41

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR approvato dall'Ist, dal Dip, ecc. ecc. Ma basta a situazioni per cui il Dip commissiona e ti da' i soldi che tu ti sei trovato, inserendoti magari in una Commessa che c'entra poco e con un altro capo, che magari vuole mettere bocca e gestire fondi che tu hai vinto e di cui tu rispondi sulla tua reputazione e futuro. (ii) non riconoscere che ci sono e ci devono essere "finanziamenti ordinari ed infrastrutturali" per gli istituti; da dare e gestire in quanto tali; e non facendo finta che siano soldi per ricerche (Commesse) quando questo soldi non ci sono, e sono solo per le spese di fisiologia. Creando per giunta conflitti con i capicommessa che pretendono di gestire l'ordinario in modo frammentato. Loro obiettano che le Commesse (il meccanismo cosi' concepito) sono fondamentali per l'irrinunciabile "full cost". OK al full cost! e' importante sapere ogni ricerca, pubblicazione, laboratorio, istituto, ecc. quanto mi costa e quanto frutta, ma... lo si puo' benissimo calcolare a consuntivo, a posteriori, mettendo tutti i soldi dati a qualsiasi titolo. Non e' un buon motivo per mantenere un meccanismo cosi' distorcente come concezione e come gestione, e cosi' falso e conflittuale. Bisogna dare finanziamenti ordinari, separati dai fondi per veri progetti (dall'alto, promossi e diretti dai Dip, o dal basso: prioposte ricercatori), e separati dai progetti esterni vinti dai gruppi. POi e' chiaro che si fa' il conto di quanto ogni attivita' mi costa (stipendi, spese ordinarie, infrastrutture, materiali,....). A mio pare l'organizzazione attuale non ha capo n coda facendo riferimento in realt a due organizzazioni parallele Dipartimento Progetti Commesse, organizzazione formale e poi l'organizzazione Istituo- Ricercatore/i che tiene in piedi la precedente finzione organizzativa; Comunque senza una lira non si organizza un bel niente. Mi chiedo : servono i Dipartimenti ?? mi pare di no A proposito dei rapporti internazionali: sarebbe auspicabile che i Dipartimenti svolgessero un vero ruolo di interazione con gruppi di ricerca stranieri (come richiesto dal loro ruolo!!!), e non semplicemente avvisare quando esce un nuovo bando! Dalle singole collaborazioni che un ricercatore pu avere con un gruppo straniero non infatti cos facile far scaturire un progetto sufficientemente corposo da poter essere presentato alla Comunit Europea. Ai dipartimenti dovrebbe essere demandata una funzione di coordinamento progettuale Alta formazione Come ogni istituto di ricerca (vedi CNR francese, Max Plank etc...) che non ha che compiti di ricerca andrebbero assicurate ad ogni ricercatore le risorse minime per fare ricerca. L'assegnazione di ulteriori risorse dovrebbe avvenire in accordo a regole certe, condivise e trasparenti, basate unicamente sulla competenza e e produttivit. Imprescindibile l'utilizzo di un sistema peer review che si basi soprattutto sulle valutazioni di colleghi stranieri. La trasparenza in questo processo e' caratteristica altrettanto ovvia e necessaria. E' un discorso lingo. Ad ogni modo dovrebbe prevalere il concetto di "rete", appunto, con una amministrazione di supporto principalmente sparsa sul nodi territoriali (modello CNRS), aggegata anch'ess su progetti e soggetta a valutazione. Dipatimenti, Progetti Commesse non servono, sono solo spese e burcorazia. L'attivta' internazionale credo costi pu' di quanto finanzia al pari di molte altre iniziative,. M;ancao uffici si supporto vero, ad esempio per le assunzioni degli stranieri, degli exta UE. Manca un interfaccia con i ricercatori, non si sa con che prendersela e sci sono omission, o errori. Etc etc etc Gli organi dirigenti e in particolare il presidente del CNR dovrebbe essere svincolati dalla politica per vari motivi: 1. una persona esterna alla ricerca, che non ha una conoscenza delle ente e delle sue problematiche e quindi seppur in buona fede potrebbe "nuocere" anziche' favorire l'Ente 2. puo' provocare una instabilita' dell'Ente. Prima che Il presidente riesca a prendere le redini della situazione e finalmente riesca ad operare in modo positivo cambia il governo, tutto si blocca in attesa delle nuove nomine e poi cambia Presidente, il lavoro in itinere viene stoppato e buttato completamente via, e vai

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR con il nuovo riordino si ricomincia! Il vero cambiamento sarebbe liberare la ricerca dalle briglie della politica! Elezione del Presidente in ambito scientifico: CNR e Universita'. Il CNR deve rendersi ancora pi visibile usando tutti i media. Il punto dolente sono i Dpt: ristrutturarli in senso della coordinazione e valutazioone scientifica. Le commesse vanno abolite! Inserire Capi Dipartimento con potere (anche economico) che procurino Commesse (cos come fanno al CSIRO (notro equivalente Australiano) LA MANCANZA DI COESIONE TRA RICERCATORI IN PROGETTI COMUNI ANCHE TRASVERSALI TRA COMMESSE E/O DIPARTIMENTI L'attuale struttura della programmazione in realt una falsa ricostruzione ex post di ci che i ricercatori gi fanno. Sono i ricercatori e non i direttori degli istituti e tanto meno i responsabili dei progetti che di fatto programmano le attivit di ricerca e definiscono le modalit di finanziamento, di trasferimento e i rapporti con enti, imprese ed istituzioni: L'attuale organizzazione in Dipartimenti pu avere senso se e solo se ai dipartimenti viene realmente data una capacit di programmazione e di rapporto diretto con i ricercatori. In tale ottica ed anche in ottica di razionalizzazione economica i direttori degli istituti dovrebbero essere azzerati. La programmazione deve essere liberamente scelta dai Dirigenti di Ricerca dei vari Istituti, per i vari Istituti. Snellire al minimo ogni attivit burocratica per i ricercatori, i quali dovranno rendere conto direttamente ai Dirigenti di Ricerca con il loro lavoro (= pubblicazioni). I Dirigenti di Ricerca dovranno rendere conto ai Direttori e cos via. La programmazione il diretto figlio della cooperazione. E' quindi necessario creare una rete veramente operativa di ccoperazione. si parla, ma solo si parla dei moti bottom-up, o top-down, ma non corrispondono a moti reali. La rete scientifica degli istituti appare essere l'ultimo degli interessi dell'amministrazione centrale, del CdA e dei dipartimenti. Tutti sono pronti ad accapparrarsi quanto piu' risorse possibile, in particolare negli ultimi anni solo gli istituti hanno visto ridurre i propri fondi in maniera cosi drastica, fino a un terzo di quello che ricevevano prima del 2000 La rete scientifica dovrebbe avere un rapporto privilegiato con il territorio, con cui interagisce sia sul piano dell'ottenimento delle risorse che del trasferimento dei risultati. Allo stato attuale manca un interlocutore locale unico, in grado di rappresentare i vari Istituti del CNR alle riunioni organizzate dalle Regioni o da altri Enti. A tal fine necessario che il coordinatore locale sia riconosciuto dalle Istituzioni territoriali e sia in grado di rappresentare le istanze degli Istituti di un determinato territorio. La rete scientifica potrebbe essere organizzata su base regionale, con un responsabile coadiuvato dai direttori degli istituti presenti nell'area (Dipartimentro interdisciplinare articolato su base territoriale) La struttura a matrice (commesse/istituti) e' da rivedere. Il Cnr dovrebbe perseguire poco piu' di un centinaio di progetti, ciascuno centrato su un unico istituto. La struttura contabile (SIGLA) una specie di Molock! Le risorse dovrebbero essere indirizzate su "salvadanai" indicati dai responsabili di progetto, in cui compaiono 3 sole voci di spesa: personale, beni di consumo, beni inventariabili. Sarebbe esilarante se qualcuno computasse i costi "invisibili" (tempo amministrativo) legati alle sole variazioni di bilancio, assestamenti, previsioni, bozze di pre-consuntivi ........ La struttura in Dipartimenti, progetti, commesse e moduli non ha mai funzionato a supporto di una migliore ricerca, ma si rivelata una soluzione burocratica. I dipartimenti hanno dimostrato di essere centri di potere, spesso attenti alle esigenze dei potentati universitari, che mai si sono adoperati per la

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR promozione di progetti e per creare sinergie tra gli istituti o al loro interno. L'informazione non circola a nessun livello ed ognuno si deve arrangiare come pu. Per quando c' da decidere qualcosa, per esempio i posti da bandire, i direttori (sia di Dipartimento che di Istituto) diventano molto efficienti nel perseguire i propri interessi e la propria visione personale della ricerca e di quello che ha valore. Non sono contrario per principio al sistema, ma questo dovrebbe essere al servizio della ricerca creando sinergie e favorendo la circolazione dell'informazione. Avrei potuto selezionare anche altre voci (quasi tutte potrebbero essere migliorate) ma davvero la struttura dovrebbe essere al servizio della ricerca e dei ricercatori, e non fine a s stessa oppure occasione per pochi. La struttura in progetti- commesse moduli va compleatamente eliminata essendo di nessuna utilit e creando solo confusione e malcontento fra i ricercatori Meno verticismi, introdotti di recente per tentare di indirizzare le risorse esterne che i ricercatori, costretti dalla penuria dei fondi istituzionali, si sono dimostrati capaci di attrarre verso l'Ente. Meno burocrazia e lo snellimento delle procedure a favore di una rendicontazione vera. Un netto ridimensionamento del personale e delle competenze reali e fittizie della sede di Roma sarebbe il primo vero risparmio dell'Ente. Un corso di formazione del personale amministrativo degli istituti (anch'esso da ridurre a poche unit di personale realmente efficenti) sarebbe molto meglio di una pletora di impiegati che non sempre riescono a dare le risposte giuste nel marasma di regolamenti e regolamentini che sono stati nel tempo sedimentati su di una struttura che dovrebbe avere per scopo quello di liberare i ricercatori dalle preoccupazioni burocratiche e dalla gestione finanziaria dell'ente. Ai rapporti internazionali ci abbiamo sempre pensato da soli, anche a quelli con gli Enti Locali ed alle modalit di trasferimento tecnologico. La programmazione il CNR ha nel tempo ampiamente dimostrato che non sa neanche che cos'. I concorsi non sono da riformare sono da fare. Nelle universita', il personale sceglie al proprio interno i direttori di dipartimento, i presidi di facolta', il rettore. Ne consegue che tali ruoli sono ricoperti da persone ben consapevoli della realta' che dirigono, che godono del sostegno del personale, che hanno tutto l'interesse a dare il massimo contributo alla crescita della struttura a cui apparteneva prima e a cui apparterra' anche quando quel ruolo verra' affidato ad altra persona. Nel CNR, spesso i ruoli di direttori sono ricoperti da "esterni" che impiegano un certo tempo per "entrare" nelle problematiche, che hanno difficolta' a distaccare il proprio interesse dal ruolo precedente, che possono non sentirsi pienamente coinvolti nelle vicende CNR considerando piu' o meno vicino il proprio ritorno alle precedenti attivita' presso altre realta'. La nomina dei direttori di istituto e di dipartimento tramite una scelta operata in autonomia dal personale, oppure in ogni caso tra personale interno, favorirebbe la crescita dell'Ente anche dando una opportunita' di crescita professionale al personale interno, darebbe inoltre una maggiore responsabilita' al personale tutto, chiamato a scegliere. Ovviamente tutti i punti riportati sono di interesse, comunque ho segnalato quelli di maggiore urgenza. Penso che come strutturato adesso il CNR sia obsoleto e non ci sia mai stata la volont di mettere mano veramente per cambiarlo e migliorarlo. Tutto ci che stato fatto stato dettato da politici che non lavorano nel settore ma che devono fare qualcosa per dimostrare alla gente che qcosa hanno fatto. Pur riconoscendo la grande valenza di ciascuno dei punti sopra selezionati, ritengo la "struttura della programmazione" il punto pi negativamente ed immediatamente avvertito Rafforzare una leadership scientifica Rapporti con Universit Rapporti con il tessuto industriale, locale e nazionale Rete di centri di eccellenza nei vari settori, abolizione della sede centrale in quanto tale, che per dovrebbe restare in maniera ridottissima per amministrare e rappresentare l'ente e coordinare i centri

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR d'eccellena. Questi dovrebbero essere diretti da personalit nel campo (europee, quindi anche italiane) a contratto triennale con massimo un rinnovo se si raggiungono gli obiettivi. Ritengo particolarmente importate semplificare la struttura organizzativo-gestionale. Ritorno ai Comitati (almeno noi matematici avremmo una nostra casa con persone competenti nel nostro settore!) Snellire la struttura del CNR, togliere incarichi inutili a capi commissione, capi progetto e altri ruoli ambigui, che per portano pochi personaggi a discutere di temi scientifici su tavoli non di loro competenza e a sottrarre spazio e possibilit decisionali a chi invece ne avrebbe le capacit (ricercatori o tecnologi che si occupano di una certa disciplina). Verificare il lavoro svolto dalla dirigenza. Perch cos tanti dirigenti nella struttura del CNR di Roma? Qual il lavoro che svolgono e quale il grado reale di responsabilit assunto? Spesso ci sono persone che ricoprono specifici incarichi di dirigenza, senza averne le competenze. Tutti i punti individuati sono importanti. Penso che si deve dare enfasi alla organizzazione delle Aree di Ricerca che nel caso siano di buon funzionamento devono avere una organizzazione pi snella e anche una gestione diretta Ritengo che anche le sedi degli istituti devono avere una gestione pi diretta che non infici l'autorevolezza degli istituti ma dia una gestione direta dove si opera il lavora (questa operativit nei luoghi dove si lavora inoltre sancita con sentenze definitive ad esempio nel campo della sicurezza) assenza di una chiara strategia assunzione personale giovane a tempo indeterminato e non consentire all'ex personale in pensione (associati)di continuare a fruire delle strutture CNR per tempi infiniti diffusione delle informazioni e strumenti per migliorare la collaborazione tra gruppi di lavoro e Istituti. Formazione, non soltanto sul campo, all'inizio dell'attivit eliminazione dell'attuale struttura di programmazione, ma basarla unicamente sugli istituti coordinati dal dipartimnto fondi formazione manageriale e controllo delle performances gestionali incrementare la massa critica e l'accessibilit alla strumentazione spesso considerata come bene personale dai ricercatori l nuovo statuto dovrebbe alleggerire e rendere pi agili le strutture esistenti (Dipartimenti/ Progetti/ commesse/ istituti) in modo da facilitare la ricerca dei gruppi, dei singoli, degli istituti, nelle forme organizzative ritenute pi adatte alla ricerca stessa. Dovrebbe essere dedicato meno tempo a codificare commesse, progetti etc. e pi tempo a favorire l'attivit di ricerca in s. finanziamenti potrebbero essere assegnati come nel resto del mondo civile: in base all'interesse della ricerca e a parametri obiettivi quali le pubblicazioni etc. in modo molto semplice. Non possiamo tornare al vecchio CNR con seimila linee di ricerca ma non possiamo neppure avere strutture 'finte' come le commesse. I Dipartimenti dovrebbero occuparsi di coordinare realmente ricerche affini intorno a grandi temi, facilitando l'organizzazione di infrastrutture e servizi ('facilities'), ma lasciando libere le unit di ricerca di auto-organizzarsi a seconda delle necessit della ricerca stessa. Le attuali strutture di commessa e di progetto non sembrano adatte a questo, ma piuttosto burocratizzano e gerarchizzano la ricerca sotto false etichette. Chiederei di smantellare e semplificare il sistema capocommessa-capoprogetto-direttore d'istituto. Tali ruoli possono essere utili per alcuni tipi di ricerche (ad es., richiedenti garndi infrastrutture etc.) ma non per tutti. Dovremmo avere unidea alternativa, che renda la struttura gestibile, evitando il ritorno ai progettini individuali ma che non sia una gabbia che soffoca loriginalit

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR delle ricerche in contenitori privi di significato. Inoltre non va bene che i dipartimenti siano strutture di nomina. I capo-commessa sono pure di nomina. La commessa stessa una struttura rigida e immobile nel tempo, in contrasto con i bisogni di aggregazioni e collaborazioni dinamiche proprie della ricerca. Forse le commesse potrebbero restare come unit amministrative / centri di spesa ma non sembrano in grado di organizzare attivit scientifiche vere. Le unit di ricerca devono essere agili, flessibili, non eterne e legate a progetti veri e non a titoli di carta. la responsabilizzazione dei dirigenti a tutti i livelli, non si ritengono responsabili del rendimento di tutte le persone che lavorano, solo perch hanno vinto dei concorsi. Bisogna responsabilizzarli. la struttura attuale per progetti/commesse/moduli non ha alcun senso finch i fondi continueranno a provenire dal basso. troppa burocrazia e sprechi. sostanziale assenza di verifica e meritocrazia; mancanza di opportunit di carriera; i criteri dei concorsi dovrebbero essere fissi e chiari! organizzazione e supporto alla stesura di proposte di progetto per bandi organizzazione/supporto partecipazione progetti internazionali perdita diel orizzonte: non sapiamo pi cosa faciamo. rapporti con Universit rapporti con le imprese rappresentativita' dei ricercatori e piu' in generale del personale negli organi decisionali (e.g. cda, cgs ecc.), con selezione mediante elezioni elettivita' dei direttori di istituto e dipartimento (eventualemnte tra terne scelte dal cda) ritengo fondamentale una forte sburocratizzazione dell'ente direttamente proporzionale ai livelli di autogestione e di creativit. Gli attuali indirizzi contravvengono tutte le conquiste del moderno management dei gruppi di lavoro e tendono a ridurre i livelli di crativit e innovazione. E' essenziale il ritorno anche ad un linguaggio consono nell'ente: il passaggio nell'uso da 'istituto' a 'ufficio', da staff, gruppi di ricerca ecc. a 'commesse' corrisponde ad un cambiamento semantico e ad uno snaturamento valoriale del cnr. E' un linguaggio imposto e arrogante, ma anche un cavallo di Troia, in quanto largamente interiorizzato nell'ente strutture efficaci per i rapporti internazionale, specie con la Comunita' Europea troppo pochi lavorano e producono rispetto agli addetti. ulteriori commenti - suggerimenti Lamministrazione centrale deve essere snellita e il suo costo attualmente al 7% e troppo elevato. Dovrebbe inoltre fornire servizi alla rete di ricerca come ad esempio la certificazione dei costi per i progetti europei. Devono essere snellite le procedure di autorizzazione, e quindi ad esempio aumentare le possibilit di delega per la firma di contratti e la partecipazione a progetti. Per lingresso e la progressione di carriera nellente si dovrebbe tener conto delle caratteristiche specifiche del CNR, pertanto linterdisciplinarit, nonch le attivit volte alla ricerca di finanziamenti dovrebbero essere valorizzate. Evitare gerarchizzazione eccessiva, il fatto che il CNR sia attualmente ai massimi livelli internazionali principalmente dovuto alle capacit ed intraprendenza dei ricercatori, che costituiscono i punti di forza dellente e che devono essere supportate e non limitate. Pertanto necessario che il ruolo dei direttori di istituto e di dipartimento sia di supporto. E pertanto fondamentale definire delle regole e procedure premiali chiare e stabili (indipendenti quindi da chi governa lente e i suoi organi) premiali per chi svolge attivit di ricerca particolarmente di successo. La premialit dovrebbe essere rivolta pi al gruppo di ricerca che al singolo ricercatore, questo da un lato riconoscerebbe il ruolo dellintero team, infatti molto spesso e solo il responsabile ad apparire, ma e lattivita del gruppo nel suo complesso che ha permesso il raggiungimento dei risultati. Questo avrebbe anche il vantaggio di favorire le aggregazioni tra i ricercatori. Quindi esempio possibili di riconoscimento

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR lassegnazione di risorse umane e finanziarie. Lasciare ad esempio la liberta (recentemente messa in discussione) dellutilizzo della quota degli overheads dei progetto acquisiti oltre a fornire le risorse per investimenti nella ricerca di nuovi finanziamenti puo essere visto, nel momento in cui non ci sono risorse economiche disponibili, come riconoscimento.

d8. L'art.9 del DLgs n. 213/2009 prevede che i Componenti del CdA del CNR divengano 7, di cui uno "espressione della comunit scientifica di riferimento". Ritieni che tale Componente sia da individuare tra:
altro 7% Direttori di Istituto CNR 14%

non so 2%

Ricercatori e Tecnologi CNR 77%

Risposte aggregate
Ricercatori e Tecnologi CNR Ricercatori e Tecnologi CNR,Direttori di Istituto CNR Direttori di Istituto CNR altro Non so Ricercatori e Tecnologi CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR,Direttori di Istituto CNR,altro 267 34 20 20 7 5 2

Altro
Laddove non fosse scelto per elezione diretta, dovrebbe emergere per nomina da una rosa di candidati composta per elezione diretta COLLABORATORI TECNICI QUALIFICATI Ce ne vorrebbero 2: uno per ricercatori e tecnologi, uno per i direttori Commento: 1 su 7 mi pare assolutamente insufficiente in un ente che basato essenzialmente sul lavoro di queste persone. Comunit Scientifica ed economica Dirigenti ti ricerca CNR

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR E' auspicabile una diminuzione della componente di nomina politica In linea di principio, persone di buon senso, senza conflitti di interessi e che conoscano la realta' internazionale e nazionale potrebbero esistere in qualsiasi delle categorie sopraindicate. Anche esterni al CNR. Il problema non e' di "inquadramento" ma di "persone". L'importante che non sia l'amico del politico di turno che viene messo in una carica solo per avere una forma di controllo. Lo scopo del CDA di rendere pi snella tutta la struttura e le sue procedure. La componente del CDA deve essere autorevole e deve avere l'espresione delle componti della comunit scientifica a consessi della societ Devono avere almeno un rappresentante eletto della componente ricercatori e tecnici Non solo un rappresentante dei ricercatori poco, ma le tipologie degli altri 6 sono estremamente fuori luogo, tentativi di mettere le mani sulla ricerca per indirizzarla a scopi quando va bene industriali. Come pu (per esempio) un medico decidere delle esigenze delle Scienze della Terra, delle quali non conosce la realt all'interno dell'Ente. Occorre almeno un rapppresentante per ogni area disciplinare (e questo rappresentante deve essere ovviamente eletto dai ricercatori e tecnologi CNR di ciascuna area) Non importante il ruolo occupato bens che il Componente sia eletto dalla base. Persone che abbiano avuto esperienza gestionaria e/o di ricerca, conseguita in istituti ed istituzioni analoghe italiane o europee pubbliche o private, che ovviamente si siano distinte sul piano scientifico e sul piano amministrativo. Persone di elevato valore scientifico e capacita' politica Poich l'eventuale adozione di una elezione diretta rischierebbe di far diventare Politica o Sindacale l'elezione stessa credo che i CdI, unico organo attualmente eletto dai ricercatori, potrebbe essere loro ad eleggere il rappresentante in CdA. Ricercatori Ricercatori e Tecnologi CNR Si deve scorrere (nel caso di rinuncie) una graduatoria dei dipendenti CNR stilata sulla base del solo merito scientifico, internazionalmente riconosciuto Sicuramente ricercatori e tecnologi ma anche tecnici e amministrativi che rappresentano quasi la met del personale. Tutti gli elettori dovrebbero essere eleggibili. Tutti i ricercatori, senza limiti di appartenenza o nazionalit Tutto il personale CNR Uno su sette una percentuale troppo bassa. Ci vorrebbe un rappresentante dei ricercatori e un rappresentante dei direttori (che dovrebbero essere ricercatori CNR) anche eventualmente una personalit scientifica esterna di livello e esperienza certi esperti internazionali di chiara fama esponenti comunit scientifica internazionale non importante il ruolo all'interno dell'ente, direttore o ricercatore, quel che sarebbe importante che fosse un libero "pensiero" obiettivo e leale, una mente che ama il lavoro di ricerca che svolge e che si adoperi. personale CNR a tempo indeterminato (laureati e non) pi di uno dovrebbe essere espressione della comunit scientifica precari quel che conta che il componente vesta l'unico abito di difensore della comunit di ricerca con unicit di compito.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR ritengo utile una rappresentanza dei direttori 2 dei ricercatori e tecnologi 2 del personale solo ricercatori. La maggior parte dei tecnologi non c'entrano niente con la ricerca, svolgono funizoni amministrative, gestionali, bibliotecarie, di fatto spesso ammininistrativi e tecnici sovra-inquadrati. I loro corrispondenti universitari non sono equiparati al personale docente, ne' hanno la stessa rappresentativita' nei consigli di dipartimento, facolta', ateneo. sulla base dell'eccellenza scientifica

ritieni che la Comunit votante debba essere composta di:


Personale associato a Istituto CNR 10% Direttori di Istituto CNR 10% altro 4% non so 1% Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) 43%

Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) 32%

Risposte aggregate
Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),altro Non so Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),altro Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR, Direttori di Istituto CNR 164 79 55 14 11 8 8 5 4 3 2 1 1

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Altro (sintesi)
Dubbi sul voto a dipendenti di organizzazioni non CNR, associati o direttori Il personale non laureato deve votare Il personale tempo determinato, con anzianit, deve votare Consigli di Istituto Ricercatori e tecnologi di EpR e Universitari, di ruolo La comunit votante deve anche avere un modo per valutare lattivit delleletto

Altro (esteso)
Anche se noto che l'elezione di un singolo componente in una garnd erealt interdisciplinare come il CNR pu essere problematica. Assolutamente non devono votare personale non CNR, tipo associati e direttori non CNR. Le associature diventate di moda negli ultimi anni devono essere limitate al minimo o completamente azzerate: non sono generalmente di alcuna utilit e servono solo a dare una figura a professori universitari in pensione COLLABORATORI TECNICI QUALIFICATI Collaboratori a vario titolo DIRETTORI DI ISTITUTO, MA NON PERSONALE ASSOCIATO Dipendenti CNR Direttori di Istituto CNR Gli associati (tipicamente Professori Universitari) hanno un ruolo al CNR, ma questo ruolo non deve essere confuso con un'ingerenza nelle faccende organizzative dell'Ente (io non vado a votare nel Consiglio di Corso di Laurea dell'Universit presso la quale svolgo dei corsi, non me lo sogno neanche) I tecnici che partcipano alle attivit di ricerca dovrebbero poter votare I tecnici dove li mettiamo ? Il personale associato non deve votare. Nelk caso che si voti per la componente ricercatori e tecnici devono votare solo loro Includerei i direttori di Istituto ed escluderei il perosnale associato La democrazia e' la forma migliore di governo solo in caso di una comunita' matura, procedure condivise e definizione di strategie e interessi comuni. Ritengo che, al momento, la comunita' non debba votare (anche perche' vanno definite le modalita' di presentazione delle candidature) ma preferisco una valutazione del lavoro svolto, con trasparenza, del personale chiamato a dirigere e decidere. PERSONALE TECNICO E AMMINISTRATIVO Poich l'eventuale adozione di una elezione diretta rischierebbe di far diventare "Politica" o "Sindacale" l'elezione stessa credo che i CdI, unico organo attualmente eletto dai ricercatori, potrebbe essere loro ad eleggere il rappresentante in CdA. Ricercatori Ricercatori e Tecnologi CNR (t.i. e t.d.) + Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato per un periodo minimo di x anni) x>5 Ricercatori e tecnologi CNR a tempo determinato e indeterminato

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Ricercatori e tecnologi a tempo determinato che siano stati attivi presso l'ente per un periodo superiore a 3 anni Ricercatori-tecnologi di EPR (CNR ed universitari di ruolo). Nel caso della bio-medicina anxhe gli ospedalieri che sono in istituti-ospedali che svolgono attivit di ricerca. e ricercatori delle industrie dei settori competitivi di ricerca privati. Tutti coloro che sono interessati a votare per il CDA, non necessariamente devono avere un ruolo da ricercatore o tecnologo. Tutto il personale pu essere interessato a fornire la propria idea e quindi il proprio voto. Tutti siamo chiamati a esprimere una scelta, ma dobbiamo avere la possibilit di giudicare l'operato della scelta fatta. il difensore eletto deve sempre agire per la collettivit totale e bisogna ricordare pi facilmante e meglio il suo operato piuttosto che il suo nome. Tutto il personale CNR Tutto il personale in servizio, a tempo determinato ed interminato. amministrativi e tecnici CNR anche i ricercatori atipici dovrebbero poter esprimere la loro opinione anche il personale tecnico e amministrativo potrebbe votare (Evenutalmente con coefficineti di peso come avviene nelle universita' per i rettori assegnisti di ricerca e lavoratori a contratto (co.co.co.). chiunque presti opera all'interno del CNR nelle varie forme, quali assegni, collaboratori, ecc direttori degli istituti l'associazione personale associato all'istituto e direttori di istituto mi pare ingenerosa per i direttori che sono parte sostanziale del CNR almeno quanto i ricercatori (alcuni di essi sono ricercatori che fanno i direttori). Certamente li farei votare per eleggere i nostri rappresentanti se fossero ricercatori dell'ente, ma forse anche se non lo fossero. per il personale a tempo determinato solo quello con almeno 5 anni di attivit nell'ente anche se in modo non continuo, e che al momento della votazione siano operanti nell'ente per il personale associato a istituto cnr solo quello a tempo pieno personale CNR a tempo indeterminato (laureati e non) precari rappresentative di tutte le categorie componenti il personale strutturato (tempo determinato e indeterminato)CNR ritengo debba essere allargata a quelle figure anche amministrative e tecniche che concorrono direttamente agli indirizzi e alla concretizzazione delle attivit di ricerca. solo Ricercatori CNR (tempo indeterminato). tecnici e amministrativi tecnici e amministrativi TI TD tutte le persone che fanno ricerca al CNR tutti i dipendenti in ruolo del CNR tutto il personale a tempo determinato e indeterminato che lavora presso le strutture CNR, con esclusione degli associati, che sono figure da eliminare al pi presto 51

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR tutto il personale a tempo determinato ed indeterminato, ricercatoree, tecnologo, tecnico e amministrativo.

d9. Sempre l'art.9 del DLgs n. 213/2009 prevede che il Consiglio Scientifico del CNR sia costituito da un massimo di 10 Componenti e che per la sua costituzione (art. 10 comma 2) siano esperite forme di consultazione della comunit scientifica ed economica. Quale tra le seguenti consideri comunit scientifica ed economica di riferimento? Scientifica
Personale associato a Istituto CNR 8% non so 1%

Tutti gli EPR e le Universit 11%

altro 2%

Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) 35% Direttori di Istituto CNR 18% Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) 25%

Risposte aggregate
Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo 65 62 46 30 26 21 20 11

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

determinato),Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Tutti gli EPR e le Universit Non so Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR Direttori di Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit altro Tutti gli EPR e le Universit,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR Direttori di Istituto CNR Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,Tutti gli EPR e le Universit,altro

10 9 8 7 4 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Altro (esteso)
Consulenti sranieri Io ritengo che il Consiglio Scientifico Generale, essendo un organismo che CONSIGLIA i vertici dell'ente possa anche essere formato TUTTO da esterni. Occorre pero' che ci siano degli organismi elettivi, con funzione DECISIONALE e non solo consultiva, che realizzino quella RAPPRESENTANZA dei ricercatori richiamata nei vari punti della legge e della carta dei ricercatori che saranno coloro che predisporranno le proposte dei piani e di tutte le questioni scientifiche, affiancati eventualemente da CONSIGLI di

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR esterni, con la sola funzione di CONSIGLIARE. Come organismi decisionali vorrei che ci fossereo dei Comitati di istituto ma anche qualcosa di simile a livello dei dipartimenti e a livello generale RICERCATORI INDUSTRIE Una quota di Scienziati di rilevanza internazionale analoghi ricercatori del settore privato (istituti di recerca ed industrie) ricercatori di universit e enti di ricerca stranieri Assolutamente vietare la partecipazione a personale esterno al CNR. I direttori di Istituto solo se CNR. Il personale del CNR si deve appropriare del suo Ente e lavorare per il suo progresso senza delegare e senza sentirsi estraneo a casa propria. Nel CNR ci sono tutte le competenze scientifiche ed economiche necessari. All'Universit tutti gli organi di governo sono costituiti da professori universitari, chiedono mai a noi del CNR di parteciparvi? Perch dobbiamo farci considerare sempre di serie B? Basta autoreferenziarsi. Evitare gente con troppi incarichi. COLLABORATORI TECNICI QUALIFICATI Dipendenti CNR I Direttori solo se personale CNR In caso si possa ottenere un numero decente di rappresentanti anche gli altri EPR e l'universit potrebbero esprimere parere In ogni caso la componente proveniente dalla comunit scientifica dovrebbe essere maggiore Ingerenze di altri Enti di ricerca all'interno del CNR devono essere evitate come la peste. Ne abbiamo avute nel passato, le abbiamo direttamente od indirettamente anche oggi ed il risultato sotto l'occhio di tutti. Non va confusa l'ingerenza con la capacit di controllo. Vanno solo definiti degli standard precisi di controllo e di verifica dell'attivit (se un istituto non pubblica capace di mettere un numero su di una tabella di valutazione sia un ricercatore cnr che un professore universitario, il risultato lo stesso: quell'Isitituto ha qualcosa che non va) Penso che la componete CNR deve essere la principale componte dell'ENTE La componente associata ed universitaria importante ma non deve eleggere i componeti del consiglio scientifico. Deve essere scelta nell'intersse dell'Ente e nella strategia dell'ENTE Tutto il personale CNR. Vi assicuro che le capacit manageriali si valutano pi in sede di gestione e amministrazione di progetti che che dalle pubblicazioni ... amministrativi e tecnici CNR assegnisti di ricerca e lavoratori a contratto (co.co.co.). comunit sceintifica internazionale il problema riguarda le candidature. Personalmente ritengo che debba trattarsi di persone non necessariamente appartenenti all'Ente e anche non necessariamenta appartenenti alla comunita' scientifica nazionale per il personale a tempo determinato solo quello con almeno 5 anni di attivit nell'ente anche se in modo non continuo, e che al momento della votazione siano operanti nell'ente per il personale associato a istituto cnr solo quello a tempo pieno per me solo il cnr e' la comunita' di riferimento personale CNR a tempo indeterminato (laureati e non)

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR solo Ricercatori CNR (tempo indeterminato). tecnici e amministrativi un sottoinsieme dei mebri eletto dai ricercatori CNR, un altro designato dal mondo unversitario (conferenza dei rettori?)

Economica
Unioncamere 5% altro 11% Confindustria 13% Entrambe 47%

non so 24%

Risposte aggregate
Entrambe Non so Confindustria altro Entrambe,altro Unioncamere Confindustria,Unioncamere Unioncamere,altro Confindustria,Unioncamere,Entrambe Confindustria,altro Confindustria,Unioncamere,altro 163 90 43 27 13 10 5 1 1 1 1

Altro (sintesi) Contrariet a riferirsi al mondo economico per costituire il Consiglio Scientifico Generale Sindacati, rappresentanti dei consumatori, associazioni di categoria Consulenti stranieri Enti culturali internazionali Banche ed enti locali coinvolti nella ricerca

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Centri di ricerca industriale Agenzie di sviluppo regionali Camere di Commercio PMI, artigianato Ordini professionali Associazioni no profit Enti pubblici Organismi con esperienza in spin off e trasferimento tecnologico Altro (esteso)
Agenzie di Sviluppo Regionali Camere di Commercio Altre rappresentanze industriali Anche piccola e media industria, artigianato Associazioni di categoria Associazioni di consumatori Piccole industrie operanti nel territorio Cooperative di produzione alternativa operanti nel territorio Centri di Ricerca Industriale (se esistono) Confagricoltura/Coldiretti Ordini professionali CONSOB/ABI Associazioni di consumatori eccetera Consulenti stranieri Dipendenti CNR (solo area economica e graduatoria di merito internazionalmente riconosciuta) E' nel MIUR che ci deve essere questa rappresentanza non nel CS del CNR. La comunit economica deve presentare le sue istanze al governo, che tramite il MIUR deve trasformarle in linee di finanziamento al CNR. La ricerca va da sola dove ci sono i soldi, ma deve essere lasciata libera di scegliere le sue vie non solo su base economica, ma anche su altre valutazioni, per esempio di eccellenza, di antica tradizione e di peculiarit del territorio, che non detto che le categorie economiche percepiscano come valori. Noi si, ed abbiamo il diritto di perseguirle nei limiti della nostra libera iniziativa e capacit. Enti Locali es. regioni Entrambe e gruppi portatori di interesse come associazioni di consumatori e sindacati Espressione di tutte le comunit pi rappresentative: Indusria, Commercio,Artigianato ,PMI, ecc. Forse sarebbe meglio evitare che nel CS ci siano rappresentanti di Organizzazioni che hanno interessi economici da sostenere (a spese dello Stato). Ritengo che un preside o un docente universitari di grande levatura di Universit prestigiose potrebbe ben rappresentare le esigenze economiche del Paese. Francamente trovo poco credibile che Confindustria e UnionCamere si mettano a fare primarie per indicare un membro del Consiglio Scientifico del CNR! I loro vertici indicheranno qualcuno in modo poco chiaro e punto! Ho difficolt a dire, tenendo conto di tutti i settori disciplinari e ambiti d'azione del CNR forse tutti quelli elencati. In ogni caso la componente proveniente dalla comunit scientifica dovrebbe essere maggiore La componente economica fondamentale non deve eleggere componenti ma devono essere scelti nell'interesse dell'ENTE

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Nessuna delle due. Nessuna di queste Nessuno di questi. In Italia l'industria troppo poco impegnata nello sviluppo tecnologico nell'ambito della ricerca pubblica, perci non si capisce perch dovrebbe appartenere al consiglio di amministrazione di un ente pubblico di ricerca. Forse solo le piccole-medie imprese hanno uno scambio con gli enti di ricerca, ma sono casi isolati e a carattere locale. Nesuno Non ci dovrebbero essere una comunit economica di riferimento. Che c'entra con la ricerca ? Non ritengo che nel Consiglio scientifico debba essere rilevante il parere di qualsiasi comunit economica e che non ritengo che si debbano conferire al Consiglio Scientifico competenze di tipo promozionale o di trasferimento dei risultati di ricerca Proprio in funzione del fatto che vorrei privilegiare la funzione di svolgere ricerca per l'avanzamento delle conoscenze questa parte la vedrei ridotta al minimo Quale contributo (serio) pu dare un ricercatore alle decisioni che adotta un ente economico? Nessuno! Quale contributo pu dare un esperto di economia ad un ente scientifico? Domanda da rivolgere alla Ministra. Rappresentanza delle PMI Scienziati di valore il cui contributo allo sviluppo del paese (civile, sociale ed economico) sia chiaramente riconoscibile. Sindacati Tutte le associazioni di categoria e tutte le associazioni non profit. anche se non mi piace affatto ... banche ed enti locali coinvolti in consorzi con EPR a qualsiasi titolo (vedi per es. RFX, consorzio venezia ricerche..), o finanziatori/committenti di progetti di ricerca con una clausola, che reperiscano il loro rappresentate tra persone che abbiano fatto ricerca enti pubblici esperti in spin off e trasferimento tecnologico industrie e settori di ricerca pubblici-privati istituzioni di ricerca non finanziate con il denaro pubblico le associazioni artigianali ministeri dell'economia e delle infrastrutture nessuna non devo far parte del CS non penso debba esserci una comunit economica di riferimento non scherziamo. perch non i rappresentanti dei lavoratori prestigiosi enti culturali, indipendenti, internazionali quando la comunit economica consulter i ricercatori, allora la ricerca consulter la confindustria

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR se il CNR si occupa di ricerca, cio di conoscenza, non si capisce cosa c'entrino l'industria e il comercio. sindacati dei lavoratori sindacati, politica terzo settore

ritieni che la Comunit votante debba essere composta di:


Personale associato a Istituto CNR 7%

altro 3%

non so 1% Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) 40%

Direttori di Istituto CNR 19%

Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) 30%

Risposte aggregate
Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato) Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR Non so Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Personale associato a Istituto CNR altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR 93 86 62 33 16 13 12 12 5 5 4 3

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato) Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Direttori di Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Personale associato a Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo indeterminato),Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato),Direttori di Istituto CNR,altro Personale associato a Istituto CNR

2 2 2 1 1 1 1 1

Altro (sintesi) Tutto il personale CNR strutturato Tutto il personale CNR strutturato e a tempo determinato con anzianit Direttori di istituto se dipendenti CNR Tutti gli EPR e lUniversit Altro (esteso)
COLLABORATORI TECNICI QUALIFICATI Come sopra Credo il personale CNR debba avere rappresentanti propri, quindi ci sia una lista di elettorato CNR attivo e passivo. Le altre componenti avranno i loro rappresentanti. I rapporti numerici dovrebbero essere paritetici. Dipendenti CNR che votano sulla base delle graduatorie di merito Direttori di Istituto se dipendenti CNR E' fondamentale che la comunit votante sia composta da personale interno perche maggiormente interessato a tutelare la crescita e lo sviluppo dell'ente. I DIrettori di Istituto dovrebbero esprimere il loro voto SOLO se apparteneti alla comunit CNR, e quindi in quanto Ricercatori e tecologi CNR, NON se appartenenti all'Universit o altro. I Direttori solo se personale CNR I direttori solo se dipendenti CNR Pero' vanno fissate le regole di associazione in modo che siano omogenee per i varii dipartimenti ed istituti Ricercatori Ricercatori e Tecnologi CNR (tempo determinato per un periodo minimo di x anni) x>5 Ricercatori e tecnologi a tempo determinato che siano stati attivi presso l'ente per un periodo superiore a 2 anni Se ci fosse l'assemblea della scienza e della tecnologia (abrogata con il secondo riordino) credo che affiderei a tale assemblea il compito delle nomine. In sua assenza, quasi quasi, penserei a qualcosa tipo l'Accademia dei Lincei, il centro di ricerca europeo e i loro associati, la comunit scientifica dell'Ente e i suoi associati, la CRUI; insomma: un allargamento a chi pu individuare candidati di prestigio e competenza "indipendenti" cosi' che il Consiglio Scientifico possa svolgere una buona funzione di valutazione e sprone scientifico.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Solo Gente che abbia avuto altre esperienze lavorative (pubblico e privato) Tutti gli EPR e le Universit Tutto il personale CNR Tutto il personale ricercatori, tecnologi e personale tecnico coinvolto nell'attivit di ricerca. assegnisti di ricerca e lavoratori a contratto (co.co.co.). chiunque presti opera all'interno del CNR nelle varie forme, quali assegni, collaboratori, ecc come la precedente comunit votante per il personale a tempo determinato solo quello con almeno 5 anni di attivit nell'ente anche se in modo non continuo, e che al momento della votazione siano operanti nell'ente per il personale associato a istituto cnr solo quello a tempo pieno personale CNR a tempo indeterminato (laureati e non) personale di tutti gli EPR e le Universit precari questo punto piuttosto oscuro - l'art. 10 comma 2 non parla di votazioni, ma di consultazione, e siccome parla di comunit scientifica ed economica, non sembra che la 'consultazione' possa essere limitata alla componente scientifica. ritengo non si debba votare se si tratta della comunit votante per il CS non sono certo del voto ai tecnologi solo Ricercatori CNR (tempo indeterminato). tecnici e amministrativi tecnici e amministrativi TI TD tutti ma con pi gradi di elezioni

ritieni che i Componenti siano da individuare tra:


non so 4% altro 8% Direttori di Istituto CNR 20% Ricercatori e Tecnologi CNR 68%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Risposte aggregate
Ricercatori e Tecnologi CNR Ricercatori e Tecnologi CNR ,Direttori di Istituto CNR altro Non so Direttori di Istituto CNR Ricercatori e Tecnologi CNR ,Direttori di Istituto CNR,altro Ricercatori e Tecnologi CNR ,altro 217 73 20 18 9 9 9

Altro (sintesi)
Tutto il personale CNR strutturato Tutto il personale CNR strutturato e a tempo determinato con anzianit Direttori di istituto se dipendenti CNR Tutti gli EPR e lUniversit Membri esterni di rilievo scientifico Persone di rilievo scientifico internazionale ed esperienza di gestione della ricerca Universit EPR Tutta la comunit scientifica nazionale

Altro (esteso)
2 tra i ricercatori e tecnologi CNR 2 tra rappresentanti del mondo economico, scelti dal Ministro su proposta del Presidente 3 tra personalit scientifiche internazionali, di cui 2 operanti in uno stato membro dell'EU, scelti dal Ministro su proposta degli altri membri del CS COLLABORATORI TECNICI QUALIFICATI Deve essere data centralit alla componente dei ricercatori e tecnologi sopratutto di quelli presenti negli istituti Dipendenti CNR In maggioranza membri esterni di alta qualificazione scientifica Non mi chiaro come formulata la domanda. Si stabilisca la composizone del CSG (ad esempio, 50% CNR, 50% non-CNR e composti da Uni, Enti, industria etc.) e si abbiamno liste elettorali per le componenti da eleggere. Personalita' di valore Personalit di rilievo scientifico internazionale con esperienza nel management della ricerca Persone di documentata esperienza e capacita' nella scienza. Professori universitari. Rappresentanti qualificati della comunit scientifica Ricercatori Tutta la comunit scientifica nazionale con una riserva per ricercatori dell'Ente pari al 20-30%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Tutti gli EPR e le Universit Tutti gli EPR ed Universit Tutti gli elettori dovrebbero essere eleggibili. Tutto il personale CNR Tutto il personale ricercatori, tecnologi e personale tecnico coinvolto nell'attivit di ricerca. Universitari anche docenti universitari e ricercatori di altri enti come sopra come sopra, i Direttori SOLO se CNR comunit sceintifica internazionale comunit scientifica comunit scientifica internazionale e Direttori di Istituto qualora siano persone strettamente legate all'Ente esponenti accademici ed industriali esponenti della comunita' scientifica ed economica la comunita' scientifica internazionale per altro si intende ricercatori/scienziati dichiara fama con buona conoscenza dell'italiano e delle strutture di ricerca italiane. La chiara fama si applica anche ai ric. e tecl. cnr personalit del mondo della ricerca di varia provenienza personalit scientifiche straniere precari ricercatori esterni tutta la comunita'scientifica EPR + Universita' tutta la comunit scientifica di riferimento tutte le personalit di documentato rilievo scientifico internazionale che ne facciano richiesta una rappresentanzia del personale tecnico li dove esso direttamente coinvolto nelle attivit di ricerca vedi sopra per i direttori

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d10. Ritieni che i Dipartimenti debbano operare sul piano della gestione degli Istituti di appartenenza?

s 19%

Non so 7%

no 74%

d11. Ritieni che i Dipartimenti debbano operare unicamente sul piano del coordinamento scientifico?
Non so 6%

no 22%

s 72%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d12. Il Dipartimento ha attuato un coordinamento scientifico e gestionale con conseguente miglioramento delle tue attivit?
Non so 6%

s 5%

poco 31%

per niente 58%

d13. Negli ultimi anni il Dipartimento a cui afferisci ha promosso in generale e fatto avviare nuove collaborazioni?
molto 2% Non so 7% per nulla 42%

abbastanza 12%

poco 37%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

ha stimolato a lavorare su temi nuovi?


Non so 5% molto 4%

abbastanza 13%

per nulla 40%

poco 38%

ha aiutato ad accedere a nuove fonti di finanziamento?


Non so 6% abbastanza 9% molto 2%

poco 30%

per nulla 53%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d14. Quali capacit dovrebbe avere un Direttore di Dipartimento o di Istituto per accedere al ruolo? un Direttore di Dipartimento: manageriali/amministrative
irrilevanti 2% minime 1%

4%

Non so

medie 12% 41%

alte

altissime 40%

un Direttore di Dipartimento: scientifiche


Non so 2% irrilevanti 2%

medie 7%

altissime 21% alte

68%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

un Direttore di Dipartimento: di leadership


Non so 5% medie 12% 42% irrilevanti 2% minime 1%

alte

altissime 38%

un Direttore di Istituto: manageriali/amministrative


irrilevanti 1%

Non so 2%

minime 1%

medie 14%

altissime 26%

56%

alte

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

un Direttore di Istituto: scientifiche


irrilevanti 0%

Non so 2% medie 9%

minime 0%

48% altissime 41%

alte

un Direttore di Istituto: di leadership


irrilevanti 1%

Non so 3% medie 10%

minime 0%

48% altissime 38%

alte

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d15. Anche il nuovo riordino prevede che il CNR abbia Dipartimenti, ma non sono chiariti alcuni aspetti della gestione e programmazione della ricerca. Nella esperienza in corso come giudichi l'organizzazione dell'attivit in Progetti - Commesse - Moduli?

Non so 7%

molto positiva 1%

positiva 13%

negativa 47%

molto negativa 32%

d16. Afferisci ad un Progetto di Dipartimento?


Non so 5%

no 28%

s 67%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

se s, negli ultimi anni, un Progetto a cui afferisci ha promosso e fatto avviare nuove collaborazioni?
abbastanza 9% molto 2%

poco 21%

per nulla 39%

Non so 29%

ha stimolato a lavorare su temi nuovi?


molto 2% abbastanza 9% poco 23% per nulla 39%

Non so 27%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

ha aiutato ad accedere a nuove fonti di finanziamento?


abbastanza 6% molto 2%

poco 16% per nulla 49%

Non so 27%

d17. L'attivit che svolgi nell'Istituto di appartenenza essenzialmente


applicativa o di servizio 13% Non so 4%

orientata all'applicazione 48% ricerca di base 35%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d18. Svolgi funzioni o mansioni in alcune strutture o attivit dell'Ente?


Responsabile di Progetto di Dipartimento 2% Componente del Consiglio di Istituto 14% Componente del Consiglio Scientifico di un Dipartimento 2%

Direttore di Istituto 1% non so 45%

Responsabile di Commessa 18% altro 18%

Risposte aggregate
Non so altro Responsabile di Commessa Componente del Consiglio di Istituto Componente del Consiglio di Istituto,Responsabile di Commessa Responsabile di Progetto di Dipartimento Componente del Consiglio di Istituto,altro Direttore di Istituto Componente del Consiglio Scientifico di un Dipartimento Responsabile di Commessa,altro Componente del Consiglio Scientifico di un Dipartimento,altro Componente del Consiglio di Istituto,Responsabile di Progetto di Dipartimento Componente del Consiglio di Istituto,Responsabile di Commessa,Responsabile di Progetto di Dipartimento Componente del Consiglio di Istituto,Responsabile di Commessa,Componente del Consiglio Scientifico di un Dipartimento Responsabile di Commessa,Direttore di Istituto Componente del Consiglio di Istituto,Responsabile di Commessa,Responsabile di Progetto di Dipartimento,altro Responsabile di Commessa,Componente del Consiglio Scientifico di un Dipartimento Responsabile di Commessa,Responsabile di Progetto di Dipartimento,altro 178 59 44 27 17 5 5 4 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Altro (esteso)
-Responsabile primo soccorso 2008-2009 Direttore ff Fino al 2009 membro di Consigli Scientifici e di Comitato d'Istituto Componente eletto del Comitato di Istituto Consiglio Scientifico Generale. Se sono l'unico a dare questa risposta saprete chi sono Consiglio di Istituto Coordinatore di un network tra istituti su qualit e certificazione Dirigente di ricerca ESSENDO DI UN EX CENTRO UNIVERSITARIO E LAVORANDO ALL'UNIVERSIT SONO RESPONSABILE DI SERVIZIO DELL'UNIVERSIT, CON INCARICO DIDATTICO IN UN CORSO DI LAUREA UNIVERSIT Fatto parte in passato di Consiglio Scientifico di Istituto In passato REsponsabile di Linee di Ricerca Fino a Marzo 2010, quale rappresentante del personale tecnico - ammnistrativo. Poi sono diventata Tecnologo e ho dovuto dimettermi. Gestione di progetti di ricerca Gruppo rendicontazioni CNR Ho fatto il RUOS fino all'anno scorso Ho svolto ruolo di responsabile di commessa fino al mese scorso. Sono RUOS per la sede di Padova dell'ITC con varie deleghe dalla Direzione I dipartimenti attuali e nell'attuale definizione sono inutili ed hanno aumentato la burocrazia del CNR e le spese, c'e inoltre il sospetto fondato che i fondi che dovevano essere dati a ciascuna commessa non siano stati dati proprio a causa dell'esistenza dei dipartimenti In realt sono responsabile di un modulo. Moduli e commesse hanno un senso. Credo che si dovrebbe invece scegliere fra Dipartimenti e Progetti ed eliminarne almeno uno Nessuna Nessuna maansione ufficiale, anche se da molti anni mi procuro con successo i fondi per le mie ricerche No No. Preposto sicurezza RUOS Rappresentante tecnici&amministrativi nel consiglio d'Istituto. Resp. di modulo Responsabile UOS Ex direttore Istituto Responsabile UOS Responsabile Unit Operativa di Supporto (RUOS) ex Sezione Responsabile del CDR e della linea di ricerca Responsabile della Biblioteca di Area (la Biblioteca dell'Area di Bologna e' un servizio centralizzato di cui usufruiscono 30 sedi/sezioni di Istituti del CNR (di cui 2 dell'INAF).

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Responsabile di Area Responsabile di Area di ricerca Responsabile di Laboratorio di ricerca Responsabile di Laboratorio. RSU Responsabile di Modulo Componente gruppo FRIend del CNR Responsabile di Modulo Responsabile di Sede d'Istituto e Presidente di Area Responsabile di UOS Membro del Consiglio d'Istituto Responsabile di UOS distaccata di Istituto Responsabile di modulo Responsabile di modulo. Responsabile di Gruppo di Ricerca Responsabile di progeetti internazionali e regionali di Istituto Responsabile di sede Responsabile di un Modulo e di un Servizio di Supporto alla Ricerca Responsabile di un grupo di ricerca composto da svariate unit per il 90% finanziato da fonti esterne all'ente Responsabile di una RSTL Responsabile unita Segretario amministrativo Sono stata componente del precedente (primo) Consiglio Scientifico di ISMAR Sono stato direttore di Istituto, Responsabile di Sezione, Responsabile di commessa, ora sono associato ad Istituto. anche se senza nomina e senza riconoscimento del ruolo all'interno dell'istituto impossibile orientare e verificare ma si pu solo rendicontare capo modulo collaborato del Dipartimento coordinamento di progetti con il mondo industriale, responsabile di alcuni servizi. direttore f.f. ex-componente del CSI lavoro membro comitato di istituto nessuna no non appartengo a niente perch ero il miglior ricercatore del mio ex-istituto (su base ISI e h-index, da marzo ho cambiato). responsabile UOS

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR responsabile di Unita' Staccata dell'istituto responsabile di area responsabile di moduli afferenti ad altri istituti responsabile di modulo responsabile di progetto nazionale quinquennale, a cui partecipano 10 ricercatori dell'istituto responsabile di servizi organizzativi responsabile di sezione distaccata responsabile di un modulo di ricerca all'interno di una commessa responsabile f.f. di unit di ricerca

d19. Le commesse presenti nel tuo Istituto rappresentano fedelmente le diverse attivit che sono svolte?
Non so 3%

non so 6% no 17%

solo in parte 54% s 20%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d20. Ritieni che le Commesse debbano essere coordinate da un Responsabile scelto top down, e.g. dal Direttore di Istituto o bottom up da chi vi opera?

Non so 11% top down 19%

bottom up 70%

d21. Ritieni che il Capo Commessa debba avere piena responsabilit (e.g. doppia firma sugli ordini di spesa)?

Non so 10% no 48% s 42%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d22. Sei al corrente della Valutazione degli Istituti appena resa pubblica?
Non so no 3% 2%

s 95%

d23. Sei a conoscenza dei criteri seguiti dai Panel di Area per la Valutazione degli Istituti?
Non so 3% no 18%

s 79%

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

li condividi?

Non so 23%

s 41%

no 36%

nel caso del tuo Istituto, ritieni siano stati esaustivi rispetto alle attivit svolte e ai prodotti di ricerca conseguiti?
ottimamente 6% per nulla 3%

Non so 7% poco 16%

mediamente 38%

bene 30%

Argomentazioni (esteso)
ha causato molto lavoro per i pochi che si sono dati da fare ed stato un processo lento, i risultati rispecchiano una realt ormai vecchia. in generale per una buona idea, da oliare nei suoi meccanismi

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR - criterio prodotti/anni: per un istituto inesistente nel 2004 la media si sarebbe dovuta calcolare sugli anni di effettiva attivit - criterio citazioni dei paper: le citazioni totali in prima approssimazione sono proporzionali al tasso di citazione per gli anni, per cui si aggrava impropriamente la valutazione di istituti con attivit e prodotti recenti 1. Composizione dei panels. C la necessit di un componente con diretta esperienza della materia. Nel nostro caso mancava un virologo o un fitopatologo in entrambi i panels. In ogni caso, membri con collaborazioni in corso con gli istituti avrebbero dovuto astenersi dalla loro valutazione per evitare unovvia benevolenza nellassegnazione dei punteggi. 2. Uniformit di criteri. I panels hanno utilizzato punteggi diversi per i diversi aspetti considerati. Sarebbe pi giusto che ci fossero delle indicazioni a monte, che diano lo stesso peso agli stessi parametri per evitare sperequazioni. 3. Uniformit di giudizio. Non tutti gli Istituti sono stati valutati dalle stesse persone: i membri dei panels si sono divisi spesso il compito, tranne che in un nostro caso, in cui gli 11 membri del panel F2 erano tutti presenti. Ci pare ovvio che le differenze soggettive possano ripercuotersi sul risultato della valutazione. 4. Pubblicazioni. Anche in questo caso sarebbero necessarie delle indicazioni sui criteri da utilizzare nella valutazione. Non comprendiamo altrimenti come le stesse pubblicazioni possano ricevere punteggi tanto diversi da panels diversi. Un criterio oggettivo, per quanto abbia notevoli limitazioni, limpact factor: nel nostro caso sarebbe bene ricordare che possiamo avere accesso soltanto a riviste specializzate che possono avere al massimo impact factor medio, se comparato a riviste in campo medico o biologico, ma che rappresentano comunque le migliori riviste di virologia a livello mondiale. Pertanto suggeriamo una normalizzazione dellimpact factor, tenendo in considerazione la reputazione delle riviste nel campo. 5. Non sono stati valutati prodotti della ricerca equiparabili a brevetti. 2 Panels: uno di Fisica, uno di Biologia. Punteggi max diversi per stessi prodotti. Valutazioni diverse con diversa profondit di analisi. Tra di loro non hanno concordato strategia comune A fronte di un istituto costituito per la maggioranza di chimici, siamo stati valutati dal panel della fisica A mio avviso il panel non ha minimamnete preso in considerazione alcune attivit condotte nell'Istituto perch non aveva le competenze per farlo. Avrei preferito un solo panel ma pi ampio con competenze adatte a valutare le numerose attivit degli istituti. Ci non avvenuto. Alcune attivit non sono state affatto prese in considerazione. E il giudizio stato sommario. Avevamo un amico in una delle commissioni che hanno valutato l'istituto, e questi si adoprato, raschiano al massino il fondo del barile, per far pesare qualsiasi elemento che potesse essere letto a nostro favore, fino a considerare sia i dati di tipo A che quelli di tipo B, anche se alla commissione sarebbe spettato considerare solo 1 dei 2. Ci sono stati palesi errori di valutazione da parte di un panel e si sono riscontrati giudizi globali (panel generale) non perfettamente rispondenti alle valutazioni dei singoli panel. Come valutazione di massima e' buona ma in alcuni casi potrebbe essere penalizzante L'organizzazione in Progetti-Commesse-Moduli in alcuni casi puo' lasciar fuori una parte di ricerca spontanea legata alla libert dei ricercatori che emerge con difficolta' Compenetnza dei panel completamente assente in area tecnologica. Completamente trascurate o poco valutate le attivit che non danno luogo a pubblicazioni scientifiche ad alto IF. Credo che il giudizio espresso descriva fedelmente quanto prodotto Credo che un Istituto come il mio che afferisce a 5 diversi Dipartimenti non possa essere valutato sol oda 2 come successo. Una valutazione che non rispetta la reale competenza dell'Istituto che viene definito "fiore all'occhiello" nel ns settore ed unico in Italia. Eccessiva importanza alle pubblicazioni sceintifiche con troppa enfasi verso l'IF e scarso interesse verso altri aspetti che qualificana una ricerca soprattutto quando essa svolge un ruolo importante su un territorio (es.know how, sinergie con operatori in grado di migloiorare economie locali, etc) Essendo basati anche sulle relazioni dei Dipartimenti, ed essendo spesso tali valutazioni basate su dei dati non omogenei (volutamente ?), queste non rappresentano effettivamente il valore degli istituti.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Francamente ho l'impressione che tutta la vicenda sia passata sulla testa di noi "oscuri" ricercatori senza coinvolgerci (tranne alcuni pochi "eletti"),come nel Castello del romanzo di Kafka: da qualche parte c'e' qualcuno che sta valutando ma ogni volta che cerchiamo di avvicinarci al castello c'e' qualcosa che ce ne allontana ....... Gli istituti spesso sono tali solo sulla carta. Le UOS hanno in moltissimi casi mantenuto la propria individualit. Non c' interazione scientifica, o minima. Quindi che senso ha una valutazione che giudica l'Istituto? Grosso modo ci hanno preso. C' in Istituto chi tira la carretta e c' chi ci si stende sopra. Il risultato medio appena sodisfacente. C' da far filare quelli che procedono a scartamento ridotto Hanno centrato i punti deboli ma hanno saputo valorizzare i risultati. Hanno sudiato a fondo l'Istituto, hanno valutato correttamente i diversi parametri per esprimere un giudizio finale Hanno tenuto poco conto di attivit che l'Istituto deve fare per autofinanziarsi ma che non sono pubblicabili, non per carenza scientifica, ma per contratto. Io ad esempio sono stata responsabile di un progetto relativo ad un contratto triennale con una Regione italiana, che ha portato molti soldi all'Istituto e che ha dato origine a sei rapporti di ricerca che tuttavia, per contratto, sono diventati di propriet esclusiva del committente (la Regione)e pertanto non abbiamo potuto pubblicare. Tali rapporti, che hanno impegnato per tre anni sia me sia gli altri ricercatori coinvolti nel progetto, se pur di notevole rilievo scientifico, non essendo stati pubblicati, non hanno trovato alcuna considerazione dai criteri di valutazione adottati dal Panel (che valutava solo pubblicazioni effettive) con danno per l'Istituto, ma anche per la carriera di tutti i ricercatori che vi hanno intensamente lavorato. In sintesi non basta valutare il finanziamento apportato all'Istituto, ma occorre dar valore anche ai prodotti di tali progetti esterni, anche qualora per contratto non siano pubblicabili. Ho avuto 3 panels. Uno del tutto inadeguato a capire cosa facciamo e quanto vale. Gli altri due piu' adeguati. Ho dato una occhiata al giudizio espresso dal panel della fisica sulla sezione ISMN di Montelibretti; ho letto sciocchezze e contaddizioni I criteri dei panel sono troppo diversificati. Un istituto pu essere giudicato buono in un panel e insufficiente in un altro pur presentando la stessa ricerca svolta. I criteri di valutazione dei diversi panel sono stati molto eterogenei, alcuni erano validi altri meno. Nel complesso il mio Istituto stato valutato correttamente I criteri di valutazione non rispecchiano la totale attivit dell'istituto e soprattutto non stato evidenziato lo sforzo fatto dall'Istituto per liberarsi dalle zavorre del vecchio ordinamento (ricercatori anziani che non hanno mai portato un soldo su progetto e non si sono sottoposti mai ad alcuna verifica di produttivit) e della vecchia mentalita (tutto dovuto, mentre ora tutto da guadagnarsi). Adesso il mio istituto pi giovane e dinamico, ma il panel ha teso a penalizzarlo per l'attivit passata e questo non aiuter il processo di riomogeneizzazione e di crescita delle nuove professionalit che abbiamo faticosamente acquisito I criteri seguiti dai due panels non sono stati uguali con la conseguenza che la valutazione ha perso di oggettivita'. I due panel sono arrivati ad una valutazione numerica abbastanza diversa indotta da errori (facilmente individuabili) del computo di alcuni fattori I panel si sono resi conto del carattere applicativo della ricerca svolta nel nostro istituto ed hanno ritarato i criteri di valutazione premiando maggiormente l'attivit di trasferimento tecnologico. I parametri usati per la valutazione delle pubblicazioni non sono stati ber circistanziati poer definire il numero di addetti alla ricerca. Nel calcolo della percentuale di ricercatori e tecnologi attivi e nel numero di pubblicazioni per ricercatore stato incluso anche il personale a tempo determinato (assegnisti CoCoCo etc) che solo per pochi mesi hanno preso parte all'attivit di ricerca, In alcuni casi quanto sopra ha determinato una visione completamente errata per la percentuale di ricercatori attivi e per il numero di pubblicazioni per ricecatore con conseguente punteggio basso o nulla per la rispettiva voce.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR I ricercatori non sono stati per niente coinvolti nella orgazizzazione per gli incontri con i panel di valutaziuone. Sono stati convocati solo singoli ricercatori a discrezione del Direttore. I singoli panel hanno dato letture relativamente parziali una lettura incrociata dei tre panel per tende a far emergere bene pregi e difetti il problema se qualcuno faccia una lettura incrociata Il mio istituto e' essenzialmente un istituto che si occupa di matematica e informatica ed e' stato valutato da un panel di inforamatici e uno di ingegneria e non da quello di matematica. Il nostro istituto e' stato valutato da due pannelli. Nonostante tutti e due i pannelli abbiano dato del nostro istituto una valutazione molto positiva, i modi e criteri di valutazione sono molto criticabili. sarebbe necessario dare valutazioni piu' oggettive sulla produttivit dei gruppi etc.. (vedi sopra). Il panel che ci ha valutato per la parte matematica stato molto approfondito. Il panel era formato da persone che non erano competenti nei settori di ricerca del mio Istituto Il problema riguarda la matematica applicata. Il mio Istituto ha avuto valutazioni da panel di Matematica (e va bene), e di Fisica (e va bene), ma le applicazioni della matematica ad altre scienze che pure sono presenti rilevantemente non sono state giudicate. In particolare ritengo gravissimo il modo in cui si e' proceduto alla valutazione per i seguenti motivi: non si possono stabilire e adottare dei criteri di valutazione ad un certo istante, che vengono applicati retroattivamente. in molti casi il criterio non era espresso chiaramente, quindi i dati forniti dai vari istituti non sono omogenei e' stato impossibile comunicare con il panel generale per esporre dubbi sul comportamento dei panel assegnati Infine osservo che c'e' una notevole incoerenza e discrasia fra i punteggi assegnati e i pareri espressi dai panel: in tal caso se si volessero adottare i risultati della valutazione, si adotteranno i punteggi o i pareri? L'Istituto stato valutato da due panel, di cui uno di scarsa pertinenza con l'attivit svolta. I criteri sono stati differenti tra i due panel ed hanno portato ad una valutazione falsata dell'Istituto, soprattutto in riferimento al livello di IF delle pubblicazioni (che rappresentato il 50% del punteggio attribuibile). Il livello di IF delle riviste del nostro settore mediamente basso. Invece le pubblicazioni prodotte sono state comparate con livelli di IF diversi da quelli del nostro settore. Non stato dato alcun peso alla attivit di ricerca svolta su incarico di Enti locali e contratti legati al territorio, che per sua natura non pu produrre pubblicazioni di rilevanza internazionale. L'attivit in Fisica stata valutata non molto positivamente perche' la componente di Fisica numericamente minoritaria L'istituto e' stato valutato nel corso di due visite, per un complesso di massimo un paio di ore. L'unica domanda fatta e' stata relativa all'importo speso dall'Istituto per l'agiornamento della sua biblioteca (che ha fruizione pubblica), ritenuto eccessivo. Nulla sulla programmazione futura, i temi di ricerca etc. La classificazione in discipline non riesce a cogliere la multidisciplinariet degli istituti CNR La logica vorrebbe che qualsiasi processo di valutazione esprima per tempo le regole su cui condotta la valutazione, in modo tale che la comunit scientifica possa per tempo operare, e correggere migliorando i propri punti deboli. La relazione di uno dei panel era errata in molte sue parti, confondeva nomi ed attivit dava una idea totalmente errata di alcune attivit dell'istituto. La valutazione da due panel diversi si e' svolta con modalita' diverse. In un caso, ritengo sia stata esaustiva. Nell'altro, piu' superficiale. La valutazione stata accurata perch fortemente qualitativa, ma forse pi grazie alle "imperfezioni" della griglia che altro Le attivit sono state presentate ai panel con un meccanismo che favoriva le predilezioni del Direttore. Le valutazioni dei panel tematici hanno dato punteggi che non rispecchiano i dati bibliometrici emanati dalle agenzie internazionali indipendenti dal CNR sollevando il sospetto di favoritismi. Le commissioni non erano a conoscenza della realt CNR, n delle regole interne all'Ente Le competenze dei Panel non sempre ricalcavano le attivit di ricerca dell'Istituto

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Le procedure seguite sono sempre state poco trasparenti ed i criteri cambiano continuamente Le valutazioni sono operazioni difficili e hanno senso solo dsul medio lungo termine. In altre parole. Se verra' fatta una valutazione periodica (con metodi meno mastodontici e piu' efficienti), dopo qualche anno si potra' iniziare a ragionare sul serio. Si deve proseguire e miglioare la valutazione, ma prima di utilizzarla deve essere perfezionata e uscire dal rodaggio. MANCA DEL TUTTO LA COMPRENSIONE DEL RUOLO DI SUPPORTO ALLE ISTITUZIONI (MINISTERI, COMMISSIONE EUROPEA) E ALL'ATTIVIT LEGISLATIVA Mi pare che le argomentazioni espresse dal panel siano sufficientemente approfondite per esperimere un giudizio complessivo. NON CONOSCENDO LA DISPERSIONE DEI TEMI DI RICERCA DALL'ISTITUTO SONO STATI PRESENTATI ALLA VALUTAZIONE SOLO ALCUNE RICERCHE SCELTE IN BASE A CONCETTI DELLA DIREZIONE Non concordo sul peso che stato dato ai diversi criteri di valutazione Non condivido le domande poste ai punti 19-21 sulle commesse. Le commesse sono un obbrobrio da abolire. Questo un punto essenziale da ottenere. Le commesse andrebbero sostituite con progetti di Istituto formulati in termini di preventivo/consuntivo annuale(1 progetto per Istituto articolato in un massimo di 5-10 settori scientifici; responsabile il Direttore e con la partecipazione dei ricercatori e del Consiglio di Istituto). Su questa base sarebbe pi semplice e pi ricca la informazione per Istituto e la valutazione da parte del Dipartimento. Il Dipartimento organizza, coordina stimola e valuta l'attivit scirentifica dei suoi Istituti. Il Dipartimento va ristrutturato in senso collegiale (un po come i vecchi comitati) e con partecipanti solo sulla base dell'alta qualificazione scientifica nel settore di competenza del dipartimento. Ogni Istituto fa capo ad un solo dipartimento. Il Dipartimento deve operare in stretto contatto con i Direttori di I. e con gli I. che fanno capo al Dpt. La struttura di governo del CNR all'insegna della semplicit, chiarezza, partecipazione ed eccellenza dovrebbe essere: Presidente/CdA/Dipartimenti/Istituti. Non ho visto i giudizi ma io personalmente non ho ncontrato la commissione e credo addirittura che il mio lavoro non sia stato valutato Non si capito perch ma non sono state valutate attivit di ricerca d'importanza strategica nel settore della conservazione dei beni culturali Non sono a conoscenza dei metodi utilizzati dai Panel per ottenere i voti. La conoscenza dei criteri seguiti necessaria (come introduzione all'operazione), ma non sufficiente. Io non sono riuscita a ripetere il conto relativo a ciascun voto del mio Istituto di afferenza. Non sono affatto chiari i parametri usati per la valutazione Non possibile continuare a chiedere di fare progetti per portar fondi per supportare la ricerca e l'ente e poi essere valutati sulle pubblicazioni. Ovviamente non stato possibile per i membri del panel nemmeno leggere i titoli dei prodotti di ricerca. Penso di si, ma non utili (vedi dopo) Per i soldi che ha disposizione il mio Istituto (I.T.B.)il risultato stato buono. Poca attenzione alla capacit progettuale Prima di valutare una qualche attivit occorre avere prima le condizioni minime per operare, in particolare fondi; negli istituti umanistici non si hanno neppure le penne e non soltanto i toner per le stampanti. E' curioso che in condizioni estreme si proceda a valutazioni. Bisogna fissare prima le regole, criteri di valutazione, ecc., esserne a conoscenza e poi poter presentare i prodotti della ricerca ai panel. E' come andare preparati agli esami. Ritengo che il giudizio espresso sia in perfetta linea con la situazione dell'istituto (IDPA) Ritengo che l'esperienza delle commesse in campo medico sia da considerare negativamente. In parte si trattato di una operazione di facciata per dare un contenitore ad attivit gi in corso. Altri hanno dovuto faticare a camuffare la loro presenza scientifica all'interno di qualche progetto-commessa,

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR perch altrimenti le pubblicazioni scientifiche ed il proprio lavoro non avrebbero potuto essere riconosciuti. In ogni caso per sviluppare sinergie o nuovi progetti necessaria la convergenza di un vero interesse scientifico da pi parti e la disponibilit di persone a incrementare la quantit di lavoro. Recentemente, nel nostro Istituto, tale convergenza di interessi si verificata (progetto IPOSSIA)bottom-bottom senza bisogno di cornici imposte. Ritengo si sarebbe dovuto valutare maggiormente l'attivit di formazione di nuovi ricercatori. SE la metodologia del Panel fosse resa pubblica con largo anticipo rispetto all'avvio della procedura di selezione i prodotti di ricerca e le attivit potrebbero essere scelti e predisposti secondo i criteri scelti dal panel ed essere pi performanti Scarso coinvolgimento del personale. Solo pochi hanno potuto vedere i valutatori. Si passati da un lungo periodo privo di comeptizione individuale ad un Research Assessment e valutazioen delle pubblicazioni estremo, in cui gli H index non rispecchiano il lavoro svolto e la collaborativit del gruppo. Sono state considerate tutte le componenti, ma il coinvolgimento dei ricercatori stato garantito solo in parte. Si poco considerato quanto i ricercatori hanno portato autonomamente all'istituto in temnini di risorse e strumentazioni Troppo poco tempo dedicato. Visita solo alla sede centrale Trovo che le conclusioni dei Panel potevano essere al 90% evinte dai dati gia' a disposizione dell'ENTE. L'unica nota di novit costituita dalla raccolta degli "umori" delle componenti degli istituti (R&T, precari, tecnici e amministrativi). Questo aspetto utile e importante ma non necessitava, a mio parere, di un apparato cos imponente e costoso come quello allestito per i nostri Panel di Valutazione. Un criterio che non condivido 'l'attrattivit' misurata come quantit di finanziamenti esterni ottenuti. Peraltro per i criteri lasciavano ampio spazio alle capaxcit dei panels. Noi abbiamo avuto un panel capace di valutazioni approfondite, suggerimenti, contributi, stimoli e molto insight, l'altro pi burocratico e tradizionale. Questo suggerisce che ci sia molto spazio per l'applicazione intelligente e non burocraticamente ottusa dei criteri che erani stati indicati. Bisognava saper cogliere le potenzialit e favorirle. Mi pare che ci sia da ridire sulla composizione di alcuni dei panels e l'inadeguatezza e mancanza di autorevolezza scientifica di alcuni panelist, in alcuni casi scelti con criteri di lobbismo smaccato. Il fatto che alcune valutazioni sembrano scritte da analfabeti oggettivo. Uno dei 2 panel ha lavorato al meglio, l'altro meno. L'impressione che i diversi panels non abbiano stabilito "a monte" criteri comuni nel porre le key questions ai ricercatori. Valutazioni contradditorie in cui si pretende insieme botte piena (capacit di autofinanziamento elevata e capacit di trasferimento tecnologico) e moglie ubriaca (pubblicazioni ad alto indice di impatto) Valutazioni poco approfondite. In un caso (Panel di Fisica) il Panel ha incontrato solo il Direttore ! alcune decisioni sono sembrate molto personali e non oggettive anche se non sono sicuramente stati esaustivi rispetto alle attivita' svolte, la difficolta' maggiore e' quella di valutare istituti che sono il frutto di accorpamenti molto grandi. apartengo a un dipartimento bene nel senso che tutte le attivit e i prodotti di ricerca hanno avuto opportunit di essere presentate colto una serie di aspetti; alcuni punti critici non corretti; assurdo il peso di brevetti + contratti rispetto alle pubblicazioni; fuori luogo e immotivato il commento del coordinatore credo che iol panel di esperti abbia ben focalizzato i pregi ed i difetti del gruppo di ricerca a cui afferisco e quello dell'Istituto di cui faccio parte critica disarticoalta dal difficile contesto lavorativo e' stato fortemente negativo assegnare a tutti gli istituti (siano di 10 ricercatori o 250) lo stesso tempo per la valutazione on site.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR esempio. Nella relazione del panel di Chimica sulla valutazione delle pubblicazioni (produttivit e qualit della ricerca) vengono riportati tutti i parametri blibliometrici per ogni istituto e infine due giudizi arbitrari molti strani (che criteri sono stati adottati nella valutazione di questi giudizi???) ed infine sono riportati i punteggi.....in realt se si guardano tutti i parametri bibliometrici, che indicano oggettivamente la produttivit e qualit della ricerca del singolo istituto, non rispecchiano i punteggi assegnati dal panel...come mai???? giudizio sommario e inaccurato talvolta contraddittorio. alcuni errori materiali sono rilevabili hanno evidenziato discrasie tra i valutatori estraneit dalle concrete dinamiche di lavoro nell'ente mancanza di una conoscenza e di una visione complessiva e coerente dei problmi della ricerca i commissari non erano specialisti degli argomenti da valutare i criteri sono chiari e sono stati ben seguiti. Tuttavia si adottano criteri gi vecchi; per esempio, nel momento in cui USA, Canada, GB e altri discutono della validit di criteri basati sull'IF; la valutazione d grande peso a quest'ultimo. Analoghe considerazioni valgono per molti dei criteri utilizzati. i panle avrebbero duvuto entrare pi nel merito delle specificit degli istituti e lavorare meno sulle valutazioni "fredde" i ricercatori non sono stati liberi di presentare i propri dati, sulla base di una preselezione pretestuosa da parte di una direzione facente funzione. Esempio da evitare per il futuro! il comitato fisica ci ha valutato con una visita di tre ore, e senza sentire il personale ricercatore. un istituto che si occupa di ricerca di base non pu essere valutato in termini di brevetti. il giudizio ovviamente non vale date le precedenti risposte al punto 23 il metro ed il metodo di valutazione dovrebbe essere frutto di un miglior bilanciamento tra ricerca di base, applicata e trasferimento tecnologico/servizi all'impresa, per meglio valutare non solo l'eccellenza scientifica, ma anche l'efficacia verso l'industria/il paese. il mio istituto e' spalmato su almeno 5 dipartimenti diversi e questo ha comportato difformita' nei giudizi il mio istituto stato valutato da un panel di area A (che ha contribuito alla valutazione finale nella misura del 30%) e da un panel B (che ha contribuito per il 70%). I due panel hanno adottato criteri di valutazione abbastanza diversi e disomogenei per poter approdare ad una valutazione condivisa. il panel stato in grado di valorizzare attivit non strettamente scientifiche a supporto delle attivit di ricerca (attivit, progetti, formazione, rapporti con imprese ecc.) il set di pubblicazioni e collaborazioni sono stati valutati diversamente dai due panel e giudizio sintetico non collima con punteggio espresso; non era rappresentato nessun patologo vegetale che avesse una minima competenza di giudizio sulle attivit in particolare il panel fisica stato esaustivo. In alcuni casi i panel hanno valutato un numero esiguo di istituti. l'Istituto, per necessit, si impegnato con profitto nel reperimento di fonti di finanziamento a scapito della produzione scientifica e questo aspetto non stato pesato a sufficienza nella valutazione finale. l'approfondimento della conoscenza della attivita' e' stato a mio giudizio parzialmente supeficiale l'istituto non doveva essere giudicato in quanto troppo nuovo la dicrezionalit del giudizio ha permesso di considerare le specifiche attivit svolte dall'istituto la direzione dell'ente avrebbe dovuto indicare le linee guida, un paio d'anni prima della valutazione, affinch gli istituti potessero adeguarsi. la natura multidisciplinare (e multidipartimentale) delle attivita' di ricerca non e' stata adeguatamente premiata, l'articolzione dei criteri di valutaizone disomogenea tra i due panel che hanno visitato l'istituto la presentazione delle attivit e i colloqui potevano essere gestiti meglio

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la valutazione del pane L2 stata molto influenzata dal numero di brevetti, penalizzando chi fa ricerca di base. le "regole del gioco" si stabiliscono prima: decidiamo oggi cosa e come sar valutato tra X anni le competenze dei valutatori non hanno ricoperto quelle presenti in istituto, pertanto alcune attivita' non sono state valutate correttamente le valutazioni sono relative agli anni fino al 2007 , sapendo su cosa si sarebbero fatte le valutazioni i ricercatori sicuramente avranno per gli successivi una valutazione pi alta , speriamo che non cambino i parametri di valutazione. le visite dei 2 panel sono state attente, qualche problema secondo me stato creato dalle schede fornite dli istituti, perch non sempre redatte con criteri omeogenei nella mia esperienza direi che i panel hanno mostrato disponibilit ad ascoltare la comunit scientifica e l'accortezza di attenersi in maniera elastica ai criteri di valutazione definiti dall'ente. Anche l'indicazione di punti di forze e di debolezza stata in buona parte condivisibile. non conoscendo i criteri seguiti difficile giudicare,in ogni caso vi stato POCO INTERESSE PER il ruolo del PERSONALE TECNICO/AMMINISTRATIVO non mi interessa io non ricevo soldi dal CNR ma li guadagno sul "mercato della ricerca" non riesco a valutare il peso che i valutatori hanno dato ad attivita' di servizio e consulenza che possono non produrre articoli scientifici ma sono spesso necessarie e favorire l'acquyisizione di risorse non si tiene conto della posizione schizofrenica che si richiede al ricercatore: produzione scientifica di alto livello e ricerca di finanziamenti per la ricerca. Ma chi finanzia la ricerca di base? Ma quanto tempo effettivamente lasciato al ricercatore per le attivit inerenti la sua ricerca? non si considerata appieno la natura di certi Istituti pi "fisici" neli loro prodotti e che, in quanto tali, meno riescono a "teorizzare" e, conseguentemente, a produrre pubblicazioni. non so: non conosco l'universo del mio istituto. ma istituti che nel complesso non sembrano differenziarsi molto fra loro hanno ottenuto valutazioni molto dissimili. I criteri seguiti sono omogenei? non sono in grado di giudicare perch ho visto delle classifiche, ma non la valutazione completa non sono state individuate le sinergie tra i gruppi di ricerca non tutte le attivit e i percorsi che seguono differenti tipologie di attivit sono valutabili con gli stessi criteri; gli obiettivi e l'eventuale utilizzo della valutazione devono essere chiari ed espliciti prima dell'attivit di valutazione, per orientarne e uniformarne i criteri. risposta " a sensazione" perche non conosco bene i criteri utilizzati sarebbe necessario un confronto maggiormente articolato con tutto il personale di ricerca solo in parte perch non hanno chiesto in quale direzione le varie attivit si stavano muovendo e perch sono basati troppo su riferimenti numerici precostituiti e non sulla sotanza delle attivit condotte e dei risultati sono stati bilanciati sia dal punto di vista scientifico sia per quanto riguarda i progetti. un panel ha utilizzato criteri abbastanza stardard e riconosciuti a livello internazionale, mentre l'altro panel lo ha fatto molto meno (pi arbitario e soggetivo l'uso degli indicatori) valutata soprattutto la produttivit scientifica e poco l'attivit di servizio valutazione fedele; criticit messe correttamente in luce vedi risposte 24 e 25 stata completamente ignorata la valutazione di alcune attivit progettuali un tema troppo complesso, che non mi sento di affrontare, non sono a conoscenza di tutte le realt nel dettaglio

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d24. Come giudichi il risultato globale della Valutazione? Specifica: Risposte (sintesi) Giudizi positivi Giudizi negativi Giudizi legati al proprio istituto o settore Altro 79 69 30 37

I criteri si valutazione del personale sono da allineare con quelli usati per gli istituti Valutazione realistica Utilizzare i risultati per premiare gli istituti meritevoli Utilizzare i risultati per definire linee guida per migliorare gli istituti Importanti saranno le conseguenze sulla distribuzione dei fondi Non tiene conto delle ricadute pratiche sul territorio Inadeguata la valutazione della presenza e delle attivit degli istituti nel mondo imprenditoriale Inadeguati i criteri di valutazione per i differenti settori Inadeguata la valutazione della capacit di autofinanziamento Presenta unimmagine degli istituti gi eccessivamente vecchia per la programmazione futura Criteri inadeguati e non permettono una comparazione significativa tra gli istituti Non chiara nei metodi seguiti Da far evolvere Costosa Risposte (estese)
A me sembra che una valutazione sul lungo periodo (5 anni) possa essere basata semplicemente sui prodotti della ricerca (in primis le pubblicazioni), senza la necessit di spendere tutti questi soldi per commissari, audizioni, ecc. Abbastanza aderente alla realt valutata. Abbastanza bene Abbastanza bene. Abbastanza buono ma non ha colto nella completezza la realt dell'istituto Abbastanza centrao ha colto le debolezze ma sottosimato i pregi Accurato Bisogner vedere soprattutto come verranno distribuiti i soldi disponibili, in funzione dei risultati della valutazione. Boh Buona, ma i ricercatori devono poter accedere alla propria carriera con gli stessi criteri Buono

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Buono anche se e' siamo solo all'inizio. Buono comunque. Buono ma da migliorare Buono, ma i risultati dovrebbero essere utilizzati per premiare alcuni istituti di eccellenza. Buono. Perch nella ricerca c' bisogno di valutazione ed ancora valutazazione!!! Meglio sarebbe un unico panel per Istituto a scanso di suddivisioni precarie e di difficile raccordo. Come dicevo, quasi scontato. Come spesso accade, la valutazione non tiene conto della ricaduta pratica della ricerca sul territorio in cui si svolge la ricerca stessa Complessivamente discreto Con alcuni problemi legati alla costituzione dei panel rispetto alle aree di competenza degli istituti (in particolare se interdisciplinari). Vedi documento sopra. Considerando quello che fa in effetti l'istituto, ci andata di lusso! Corretto anche se c' stata una sottovalutazione complessiva della capacit di autfinanziamento. Per la cosa pi grave lo sfasamento temporale. I dati si riferiscono a tre anni fa le cose sono cambiate nel frattempo rischiamo di fare programmazione per i prossimi anni guardando una fotografia di quando eravamo piccoli. O si parte subito con un'altra valutazione (credibile?) del periodo successivo si lavora sulle differenze che si riscontrano (le derivate sono pi affidabili) o rischiamo veramente di aver buttato via i soldi. Poich questo non succeder temo che abbiamo buttato i soldi Credo non abbia senso valutare un Istituto in varie aree, utilizzando commissioni diverse. Un Istituto va valutato nella sua globalit, dal punto di vista scientifico e gestionale, utilizzando gli stessi criteri per tutti gli Istituti all'interno dello stesso Dipartimento. Solo cos una graduatoria pu avere un significato. Da un lato rispecchia senz'altro alcune criticit, dall'altro stato un giudizio superficiale e chiaramente orientato a penalizzare le scienze della terra rispetto ad altre discipline emergenti (scienze ambientali, clima etc...). E' evidente un tentativo di appropriarsi da parte di altri degli spazi della geologia, invece di un auspicabile e necessario rinforzamento Dati i criteri fortemente disomogenei, i risultati non sono utilizzabili allo scopo prefisso, ossia la distribuzione delle risorse con criteri mdi merito Di incerta interpretazione Discreto visto i continui tagli e i pochi soldi dati per corsi di aggiornamento e pasasggi di livello. Disformit tra i criteri di valutazione dei diversi Panel di Area e approssimativa definizione dei gruppi di istituti da valutare per ogni PdA hanno comportato vari casi di valutazioni molto diverse per lo stesso istituto. La 'normalizzazione' operata poi da PG con criteri non preventivamente dichiarati e non omogenei ha reso ancora meno chiari i ranking finali Disomogeneo Dispendioso e inutile. La mia UOS costa al CNR 200 euro all'anno (spese, pubblicazioni, missioni, ecc.) eppure siamo sempre riusciti a lavorare bene e abbiamo ottenuto 96. Morale: probabilmente ci chiudono perproblemi di massa critica. E' difficile esprimere un giudizio a causa della disparit dei panels per la severit di valutazione. Ritengo comunque che le valutazioni effettuate devbbano avere uina ricaduta sugli istituti e quelli risultati insufficienti dovrebbero esere rivalutati a livello di UOS per individuare i gruppiu pi attivi e sanzionare in qualche modo quelli meno produttivi. E' stata la prima in Italia. E' stata un passo importante, da valorizzare Efficace Essenzialmente teorico poco tagliato su singole casistiche

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Estremamente positivo Giudico il risultato globale peggiore che non le singole valutazioni. I criteri di valutazione sono stati decisamente disomogenei, come mostra il confronto fra i risultati del settore 'scientifico' e di quello 'umanistico'. In alcuni casi, poi, i risultati sono falsati da richieste incomprensibili come quella agli istituti di storia (non il caso del mio) di produrre brevetti per un max di 5 punti. INUTILE Il giudizio mi sembra abbia rispecchiato abbastanza fedelmente i punti di forza e di debolezza dell'Istituto Il mio Istituto stato valutato piuttosti bene, ma condivido le critiche che si sono sentite da pi arti sull'intero sistema (costo, disomogeneit, etc.). Il risultato del mio istituto e' stato ottimo: sono molto scettico che alle parole ("premieremo i migliori") seguano i fatti, visto che la matematica non rientra tra i temi particolarmente "apprezzati" nel CNR delle commesse/progetti/dipartimenti In alcuni casi hanno fornito importanti indicazioni e suggerimenti; sar interessnate vedere se ci sar un seguito. In altri casi la valutazione apparsa un esercizio vuoto. Opero per in un Istituto grande e eterogeneo dove la valutazione richiede capacit, intelligenza, motivazione e impegno che evidentemente non tutti i panelist hanno nella stessa misura. In alcuni casi si e' avuto un bilancio tra la severita' del panel di area e la moderazione del panel generale. Questo ha mostrato che la scelta del panel di area ha introdotto un arbitrio eccessivo e quindi la scelta del panel e' stata fatta, probabilmente, male. In parte condizionato da interpretazioni non completamente oggettive In significato del voto appiattito, sembra scomparire il contributo del DAA, che composto da pi di un Istituto di eccellenza. Inadeguata soprattutto quando si confrontano aree diverse. Eccessivamente costosa per i risultati scontati che ha ottenuto Inadeguato Ininfluente ai fini della ricerca svolta negli Istituti e pressoch nullo nella formulazione della piano scientifico dell'Ente Iniziativa giusta, se ha ricadute e diventa prassi. Molti errori nel modo di procedere e nei criteri ecc. Interessante, ma inutile a causa del Panel Interno che ha filtrato i risultati dei Panel di Area Inutile Inutile, in particolare considerando che ogni Panel d'Area ha usato criteri personalistici. Per cui i dati finali non sono nemmeno confrontabili. Avrebbero dovuto usare gli stessi criteri, almeno per Aree affini. Inutile-dannoso-pretestuoso ed incoerente L'attivit dei panel in alcuni casi stata poi stravolta dal panel generale con argomentazioni strumentali che hanno reso vano l'ottimo lavoro svolto dai panel L'attivit del CNR si articola nella ricerca di fondi esterni e progetti nazionali, regionali e del CNR. Questo comporta che i risultati sceintifici di un organo complesso come il CNR, non risultano visibili come dipartimeno e neppure in molti casi come Istituto ma come capacit aggragata dei vari gruppi di ricerca di vari istituti, organizzata in progetti con funzione scientifica pi omogenea e condivise dalla comunit scientifica. L'istituto ha ottenuto un buon risultato. Credo che ci sia una buona rispondenza tra valutazione e attivit dell'istituto. La graduatoria degli istituti non corrisponde alle valutazioni "obiettive" (cio basate su ben precisi indicatori quali: pubblicazioni, citazioni, h-index). Evidentemente si mantenuta una quota di punteggio attribuibile per "altri meriti" e, quindi, discrezionale. Questo facilita le solite manovre...

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR La nostra valutazione stata positiva. Se a questo segue un aumento delle nostre risorse scarsissime servito a qualcosa. Se no, no. La valutazione degli istituti avrebbe rigore e validit solo se tutti i panel avessero adottato criteri uniformi. Non ha nessun senso confrontare dati ottenuti con criteri diversi. Poich i criteri di valutazione sono stati peculiari di ogni panel, non possibile in alcun modo un confronto. Le regole e i criteri dovevano essere chiare e dichiarate precedentemente. Si stati sottoposti ad un giudizio, ma le regole del gioco sono saltate fuori alla fine del gioco La valutazione dell'attivita' di ricerca e' fondamentale per i ricercatori e per chi sovvenziona l'ente di ricerca. Nel caso del CNR, vista l'eterogeneita' delle attivita' svolte, risulta difficile una comparazione tra aree diverse. Si veda anche il punto 25. La valutazione in generale importante per un ente di ricerca, ma deve servire poi a migliorarlo e non deve essere solo uno specchietto per le allodole. Inoltre i parametri di valutazione devono rimanere costante nel tempo per verificare i miglioramenti o i peggioramenti dell'Istituto La valutazione non ha valutato complessivamente le attvit svolte nell'istituto; non ha avuto criteri omogenei per tutt i panel/istituti; non ha dato risultati usabili per migliorare l'istituto o le attivitsvolte; la prossima valutazione, praticamente sugli stessi anni, verr fatta con criteri differenti La valutazione stata piuttosto sensata, nel nostro caso, con degli errori evidenti. Il problema che la valutazione va fatta per distribuire risorse nuove. Che non ci sono. Le valutazione stato decisamente un processo complesso e quindi non esente da limiti. Ritengo per che il risultato sia credibile e complessivamente di qualit e andrebbe valorizzato. Si dovrebbe poi utilizzarlo per correggere i limit iche in alcuni casi sono stati evidenti. Giudizio comunque molto positivo che dovrebbe permettere al CNR di mostrarsi pubblicamente con una migliorata credibilit. Le valutazioni di Panel differenti non erano equiparabili a causa dei diversi metodi di valutazione. Risultati quindi poco affidabili. MEDIOCRE MOLTO SCIENTIFIC PAPER-ORIENTED Mediamente rispondente allo stato degli Istituti nel periodo di riferimento, non rispondente in quei casi in cui l'Istituto ha subito cambiamenti proprio nello stesso periodo Mediocre Mediocre. Non si capisce poi perch a valle di tale valutazione ne sia ripartita un altra che copre essenzialmente gli stessi periodi!!! Mi aspettavo dei report di valutazione molto piu' dettagliati (non la paginetta partorita per ogni instituto). Grosso modo sufficiente, come primo esperimento Mi sembra un primo passo importante, ancorch non ancora ben strutturato, verso una valutazione che sia davvero utile ad indirizzare le attivit di ricerca e le risorse economiche e di personale nelle direzioni pi efficaci Mi sovviene Fantozzi e la corrazzata Potemkin. La mancanza di criteri uniformi applicati da tutti i Panel, di una adeguata introduzione ai membri stranieri, ha trasformato una giusta e necessaria operazione in una operetta. Molto Buono x panel Biologia. Buono x panel Fisica. A mio parere maggiormente attinente quello di Biologia Molto buono. L'interdisciplinariet dell'Istituto, nonch le pubblicazioni e la capacit di raccolta di finanziamenti dell'Istituto sono stati evidenziati nella relazione finale Molto critico. Non conosco i parametri su cui si sono basati i panel e nemmeno le persone che li costituivano, per credo che anche questa volta si siano spesi tanto soldi PUBBLICI per avere una valutazione NON REALE. Molto soddisfacente

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR NON ATTINENTI ALLA REALTA' DEGLI STUDI ALL'INTERNO DELL'ISTITUTO Nel complesso bene, ossia il CNR comunque sia sottoposto ad attacchi da ogni parte, riesce ancora ad avere una eccellente produzione scientifica; ma ancora per quanto? Nel complesso buono e molto utile "politicamente" a livello di Ente. Incredibile il risultato finale senza ricompensazione finale tra l'Area A e B. Non completamente corrispondente allo stato reale Non obiettivo. I criteri definiti per le valutazioni, si sa, sono scelti sempre in modo discrezionale, per favorire un Istituto o un tipo di attivit piuttosto che un altro. Nel caso del CNR questo avvenuto pesantemente. Non particolarmente utile; molte conclusioni sono ovvie e non giustificano il dispendio di uomini e mezzi. Poi ogni valutazione reca insito una certa percentuale di arbitrio e quindi la valutazione fatta dovrebbe essere uno dei criteri con cui viene valutato un istituto, ma non l'unico. Non positivo. Non saprei. Per la parte di CScienze matematiche non mi posso lamentare. Non so in generale. Ma credo sia utile e da rifare (magari cambiando qualche cosa). Non soddisfacente, ma rispecchia la realt dell'Istituto cui afferisco. La valutazione non chiarisce in quali punti necessaria un'azione da parte dei Direttori/Responsabili e in quali un'azione dei ricercatori. Non sono in grado di giudicare non essendo stata coinvolta in questo processo. Anzi mi risulta che ricerche originali svolte da ricercatori anche con esiguo budget economico non sono state oggetto di valutazione. Non sono un ricercatore, per mi sembra che non sempre le valutazioni sono aderenti alla realt. Non stata valutata una parte dell'attivit pi operativa del nostro Istituto; viene stimolata molto la necessit di scrivere articoli co alto IF ma spesso non si ha tempo, per dover scrivere rapporti di fine contratto con enti o altri committenti Ottimale per le dimensioni del nostro Istituto Ottimo lavoro. Auspico che i risultati vengano utilizzati in modo opportuno. Ottimo per la Matematica, medio per la Fisica PARZIALMENTE OBIETTIVA Parziale per almeno 2 ragioni: 1. non sono stati dettagliati (o almeno, divulgati) i metodi seguiti 2. almeno nel caso del mio Istituto di afferenza, abbiamo ricevuto un ottimo giudizio scritto, ma un basso punteggio valutativo e questo non contribuisce a creare chiarezza Parziale, per quanto detto sopra. Per altro i componenti dei Panel erano molto preparati, per cui alla fine il giudizio e' condivisibile. Parzialmente stimolante, ma con le obiezioni precedentemente esposte. Non concordo totalmente con alcuni criteri (es. valutazione delle pubblicazioni sulla base di indici (es. ISI) pi che sulla base del loro valore reale): in questo modo si stimolano i ricercatori a seguire le "mode" del momento pi che il libero pensiero. Per il nostro Istituto e' stata mediamente buona (secondo me un po' sbilanciata in eccesso da un panel e in difetto da un altro), ma lo scarto di 20 tra le valutazioni ha globalmente penalizzato il risultato finale Non sono in grado di giudicare i risultati per gli altri Istituti Pi o meno corrispondente alla realt Poco corrispondente alla realt Poich ciascun panel ha operato con criteri diversi e criteri assolutamente sconosciuti alla data della valutazione degli istituti, ci ha portato ad essere giudicati senza conoscere le regole "dell'esame" . Siamo stai giudicati ma affrontando un gioco sconosciuto e mai spiegato. Gli obiettivi di un processo di valutazione dovrebbero essere: visionare, giudicare segnalare eventuali necessit di migliorie. Questo

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR pi che sufficiente, perch la comunit scientifica sicuramente in grado di operare e migliorarsi. Cibo quotidiano del ricercatore ripetere miglorando un esperimento laddove sia fallito. Ma necessario sapere quale il fine dell'esperimento. quindi anche in una valutazione per raggiungere l'eccellenza di valutazione necessario sapere a priori quali criteri e quali pesi costituiscono i parametri di giudizio. Positiva Positivamente. Dalla valutazione andrebbero estratte linee guida per migliorare l'attivit dei singoli istituti Positivo negli obiettivi e, nella sua prima applicazione, anche nei risultati. Positivo, ma bisognerebbe tradurlo in fatti concreti e, soprattutto dare continuit all'iniziativa. Perch oltre agli Istituti il CNR non prova a valutare i singoli ricercatori ? Positivo, per la prima volta abbiamo avuto una valutazione da persone esterne al CNR Pregiudizialmente punitiva per i gruppi meno fortunati (??????) nel procurarsi finanziamenti. Pu contribuire significativamente a migliorare la produttivit del nostro Istituto Rappresenta unimportante punto di riferimento per analizzare la nostra attivit, Vorrei per riportare il disagio e la perplessit dei ricercatori, che si trovano nella necessit da una parte di ottemperare alle indicazioni dellEnte per il reperimento di fondi esterni con progetti a carattere applicato e vincolati, e dallaltra di svolgere ricerche di alta qualit in condizioni di estrema difficolt. Tutti ci auguriamo una politica della ricerca pi chiara e di pi ampio respiro, con il finanziamento da parte del CNR di progetti di larga portata rivolti alla ricerca qualitativamente pi produttiva. Realistico Ritengo buona l'intenzione di valutare gli istituti del CNR ma l'alta discrezionalit dei panel e il carattere "una tantum" dell'iniziativa l'ha resa vana se non controproducente perch si rischia che la graduatoria di merito diventi un marchio permanente. Sarebbe stato meglio distribuire alla rete scientifica i fondi spesi per i panel ed eseguire una valutazione basandosi su un algoritmo scelto in sede di CSG che elaborasse i dati bibliometrici forniti dalle agenzie indipendenti e li incrociasse con i bilanci e le dotazioni degli istituti. Una tale valutazione sarebbe possibile anno per anno basandosi sui dati dei consuntivi d'istituto e divenendo cos uno strumento permanente in grado di premiare non solo le prestazioni assolute ma anche gli sforzi di miglioramento rispetto a se stessi nell'anno precedente. In definitiva questa valutazione risultata un gran polverone dietro cui nascondere i soliti favoritismi. Ritengo che la valutazione sia stato un buon esperimento, potenzialmente utile per sostenere il criterio della meritocrazia. Spero che in futuro diventi uno stumento di monitoraggio periodico i cui risultati siano il dictact primario per individuare criticit ed eccellenze Ritengo che questa valutazione sia stata svolta in maniera del tutto insoddisfacendebba a quindi debba essere messa da parte, se non conservata come una prima esperienza. Ritengo sia costata molto, la considero sicuramente una attivita' impegnativa che ha prodotto dei risultati che dovranno essere opportunamente utilizzati, e non archiviati, affinche' la spesa sostenuta sia ben sfruttata. Senza alcun senso. Soldi buttati che potevano essere usati per la ricerca. Si e' valutato, per una volta. Come persone lo siamo di continuo. Manca l'associazione tra istituto e persone. Ovvero cosa succede ai "promossi" e "bocciati"? Soddisfacente. Stimolante, almeno si evidenzia che ci possa essere qualcuno indipendente che valuta. Da ci pu derivare la necesit di far accelerare chi produce poco. Soluzione: agganciare parte del proprio salario alle commesse esterne (al CSIRO cos: no fondi rimediati salario 50%, e dopo un p a casa) Sufficiente Sufficiente, ma inutile se non discendono valutazioni dimerito sul riasseto futuro. Sufficiente, vedi punto 23

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Troppi panel e con troppi criteri di valutazione diversi. Occorrerebbe ridurre o rendere omogenei i criteri di valutazione. Troppo Disomogeneo e contradditorio, dimostra che siamo acora agli inizi. Poi non tiene conto di tant fattori, ad esempio geografici e di collegamento. Vogliamo paragonare u istituto che magari lavora vicino o dentro una grande universita' con uno che lavora in campagna e senza autobus? Troppo aspecifico Troppo eterogeneo ma alcune informazioni possono essere utilizzate per una riorganizzazione scientifica della rete Troppo sblilanciato sulle pubblicazioni scientifiche e su criteri di tipo strettamente universitario, anche in relazione a quanto ho argomentato al punto precedente, soprattutto per Istituti come il mio afferenti al Dipartimento di Identit culturale. Occorrerebbe trovare criteri di valutazione differenti a seconda della tipologia pi scientifica o pi umanistica della ricerca condotta e quindi del Dipartimento di afferenza Trovo errata la valutazione fatta per le pubblicazioni (nel caso del Panel H1 fatto in tre classi di IF) senza minimamente tener conto dei raggruppamenti scientifici disciplinari in cui opera. Mi spiego: In ogni caso, da evidenziare che lIF di una rivista dipende soprattutto dai seguenti elementi, che non hanno nulla a che vedere con la qualit delle pubblicazioni: numero medio di riferimenti bibliografici per articolo (dove si cita di pi pi facile essere citati); et dei documenti citati (dove si citano pi documenti recenti pi facile che lIF sia alto); tipologia di articoli pubblicati (le riviste che pubblicano molte rassegne ricevono in media pi citazioni delle altre); tasso di autocitazione della rivista. La Thomson Reuters, una delle pi potenti e importanti societ nel campo dellinformazione economicofinanziaria, ritiene lapplicazione dellIF un abuso per la valutazione del singolo ricercatore o dellimpatto generato sulla comunit scientifica da un singolo articolo e ne sconsiglia luso per stimare il valore assoluto di una rivista e per effettuare confronti fra campi scientifici diversi. Lunica applicazione valida dellIF, secondo la Thomson Reuters, la classificazione delle riviste nellambito della propria categoria tematica di riferimento, che comunque dovrebbe essere basata anche su altri indici. In altre parole lIF andrebbe ponderato nellambito del raggruppamento in cui si ritrova la rivista. Spero di essere stato chiaro. Tutto sommato Positivo, ma non per merito della cura con cui e` stata svolta l'indagine da parte del Panel Tutto sommato positivamente. Il problema sar come utilizzare la valutazione per prendere sagge decisioni. Un grosso spreco di denaro pubblico. Le valutazioni poptevano essere fatte da un programma che contava le pubblicazioni (eventualmente pesandole con gli IF), le citazioni e i soldi presi dai progetti europei. Bisognava stabilire un criterio chiaro e oggettivo sulla base del quale chiunque avrebbe potuto giudicare l'Istituto. Un primo tentativo di valutare la produttivit, le competenze e la visibilit all'esterno dei singoli Istituti Una cosa inutile, dispendiosa. che non si capisce bene a cosa servir Una foto ingiallita della realta' degli istituti: la valutazione e' riferita a situazioni molto diverse dall'attualita' e in diversi casi con direttori nuovi. Sarebbe necessario avere valutazioni piu' snelle e rapide per cogliere eventuali criticita' e porvi rimedio con azioni mirate d'intervento. Una valutazione che globalmente rispecchia la realt. Utile Utile a responsabilizzare i ricercatori CNR ed i loro dirigenti Utile primo passo, ma vi sono varie anomalie nella comparazione dei dati. Molte informazioni richieste agli istituti erano gi disponibili in sede centrale (e.g. dati economici su SIGLA, prodotti nel minisito) a parte situazioni particolari pur sempre un primo passo utile abbastanza aderente alla realt

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR abbastanza rispondente abbia tenuto conto dei parametri corretti. accettabile nel complesso accettabile, ma non veramente rappresentativo dell'andamento reale della ricerca scientifica, privilegiando i settori disciplinari numericamente pi rappresentati (ad es medicina, biologia..) bene benino. ci vogliono comitati pi seri (vedi su) e criteri diferenziati per attivit. Dificile normalizzare l'istituto di biofisica e quello di tecnologie della costruzione.... buona buono buono Il rischio e' che i risultati delle valutazioni non vengano poi utilizzati quando si tratta di premiare i gli istituti migliori buono,anche se difficile giudicare un istituto cos variegato e distribuito su pi sedi carente, vedere sotto complessivamente positiva. La valutazione necessaria per avere misura pi oggettiva del proprio lavoro, il metro di giudizio per dovrebbe essere meno discrezionale e pi strutturato considerando le peculiarit di ricerca dell'istituto. confuso e approssimato a causa della pianificazione scarsa dell'operazione di Valutazione discreto d alcuni spunti interessanti, ma in alcuni casi fornisce interpretazioni fuorvianti ed arbitrarie. bisognerebbe prima definire gli indicatori e poi DOPO analizzarli, non definirli dopo il periodo in esame e per giunta in modo arbitrario e non confrontabile essendo la prima volta che viene attuata una valutazione delle attivit degli istituti la ritengo positiva, anche se i criteri usati dovevano essere dichiati prima di effetturare le audizioni gli istituti fine a se stesso e poco utile ai fini di un miglioramento dell'Istituto. forse l'intervento stato troppo costoso rispetto ai risultati. forse era sufficiente chiedere l'organigramma degli istituti per evidenziare che nella maggior parte dei casi i gruppi di ricerca sono composti da un ricercatore e qualche borsista, studenti, ecc. i prodotti sono certamente modesti. giudizio equo; forse viene dato troppo peso alla pubblicazione di libri giusto. In termini generali il peso relativo delle pubblicazioni scientifiche su riviste a rilevanza internazionale dovrebbe essere ancora maggiore rispetto a quello dei libri ha inquadrato bene sia la situazione dell'ente, sia quella dell'istituto dove lavoro idem il risultato andrebbe normazzato per poter essere leggibile ll'interno del CNR, e, soprattutto, all'esterno. il risultato non mi sembra conforme alle performance reali dell'istituto insoddisfacente insufficente per motivi di chiarezza dei criteri adottati interlocutoriamente positivo: stata una prima esperienza inutile inutile ?

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la disformit dei criteri adottati dai diversi Panel ha prodotto valutazioni non comparabili degli Istituti appartenenti a settori diversi. La particolare severit di alcuni panel ha penalizzato gli Istituti valutati dagli stessi. la qualita dei panelists non era uniforme. Gli Italiani in genere disattenti, e poco interessati ad entrare nel merito delle cose che non vanno, mentre gli stranieri in genere piu' abituati ad una seria valutazione. Inoltre i due panels non erano uniformi. Uno dei due panel non si e' presentato in toto, ma solo con qualche membro, per cui i vari istituti sono stati giudicati da membri diversi del panel. la valutazione -come tutte le valutazioni- migliorabile, ma credo che sia necessaria per poi scegliere come finanziare e dove tagliare a chi dare posti nuovi, ecc (cosa che non stata fatta in questo caso purtroppo) mediamente buono mediamente efficace nel fotografare la situazione attuale ma poco efficace per la messa a punto di possibili soluzioni utili a superare i punti di debolezza. mediocre: i dati oggettivi (numero pubblicazioni, qualita' delle riviste ecc) possono essere valutati da chiunque; le potenzialita' di ricerca, la capacita' di aggregazione e finalizzazione richiedono esperti specifici modesto costoso cattiva imitazione di criteri gi in corso di abbandono in altri paesi tempisticamente essa si presta come strumento di possibili ennesime pressioni sui ricercatori, pressioni naturalmente non indirizzate alla valorizzazione come risultato dell'iniziativa, della creativit, della libera discussione, dell'efficienza e del riconoscimento internazionale dei lavori dei singoli e dei gruppi modesto. Qualche indizio positivo nell'identificazione di potenziali strategie per migliorare l'attivita' generale. molto carente. tanti soldi spesi per fare un semplice cut and paste non conosco i risultati a livello globale non corretta: il nostro istituto e' stato valutato da 3 diversi panels. Due di questi si sono permessi di dare giudizi sulla parte di istituto (quelle attivit) con le quali non hanno direttamente interagito ... assurdo! non corretto non li conosco in profondita' non rispondente alla realta' non sono in grado di valutarla a pieno non uniforme e quindi difficilmente utilizzabile nonostante tutto abbastanza buono ok poco utile poco utile in assenza di contraddittorio con gli istituti. le site visits non hanno approfondito in alcun modo la conoscenza gi ottenibile dai documenti forniti ai panel poco utilizzabile nel concreto positivamente sufficiente positivamente, in quanto d un'immagine forte del cnr nel suo complesso -- la valutazione in s la trovo un errore: un meccanismo di controllo che in realt strumento di omologazione positivo come esercizio che dovrebbe pero' proseguire con la definizione di criteri di valutazione noti, certi e condivisi per guidare le scelte dei ricercatori. IN particolare non ritengo positivo spostare tutta l'attenzione sulla produzione scientifica perche' potrebbe essere destabilizzante rispetto a tante altre attivita' ugualmente necessarie

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR positivo lo sforzo, da correggere alcune parti del meccanismo, come la partecipazione dell'istituto nella selezione dei panel da cui essere valutato prevedibile primo passo per l'assegnazione con criteri di merito dei fondi probabilmente inutile, vista l'imminente nuova valutazione "Linee guida per la valutazione quinquennale della ricerca 2004-2008" reputo la valutazione un momento positivo ed il suo esito abbastanza fedele rispetto alla realta' complessiva dell'istituto riflette abbastanza bene la situazione dell'istituto. rispondente al livello del CNR nel settore scientifico, cio medio ritengo che in generale l'attivit dell'istituto sia stata adeguatamente valutata, ma non tutti i panel avevano le competenze specifiche per farlo. Del resto non era facile individuare le competenze necessarie, a causa del carattere fortemente interdisciplinare delle nostre attivit. soddisfacente spreco di tempo e risorse (che avrebbero potuto servire a finanziare le rimanenti proposte di ricerca a tema libero giudicate idonee da un'apposita commissione del CNR ma non finanziate per esaurimento di risorse) sufficiente superficiale troppo difforme troppo superficiale rispetto alle reali competenze tutto sommato le commisioni di valutazione si sono attenute a parametri abbastanza obbiettivi e i risultati sono stati compatibili con le aspettative (abbiamo avuto 2 giudizi molto positivi, uno medio e purtroppo 2 dipartimenti non ci hanno giuducato perche' eravamo solo partecipanti e non afferenti). Secondo me e' da rivedere profondamente il significato di istituto afferente/partecipante. una consultazione una-tantum non serve a nulla. La valutazione dev essere un sistema permanene di giudizio e stimolo delle attivit. Essa l'unica maniera di attivare una retribuzione premiale sostenibile per le efficienze e le eccellenze. uno spreco di tempo e soldi utile utile solo se ne deriveranno veramente decisioni ed azioni sull'accorpamento di istituti, il trasferimento di altri e se in futuro il personale verr responsabilizzato valutazione effettuata con molto rigore, anche se ci sono difformit di giudizio causate da difformit di scelta dei criteri quantitativi di valutazione valutazione sbilanciata dal peso preponderante dato alla produzione scientifica (pubblicazioni) vedi sopra veritiero visto che secondo pistella dovevamo essere chiusi, e che secondo i panel siamo tra la crema del cnr, direi che la valutazione per se aleatoria ...

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d25. Ritieni scientificamente sostenibile e affidabile applicare medie tra i punteggi assegnati dai diversi Panel di Area?

Non so 15% s 23% no 62%

Risposte (sintesi) Perch i panel hanno prodotto valutazioni che richiedono luso di normalizzazioni e medie? Analizzare le discrepanze nelle valutazioni, per migliorare le future valutazioni Medie operate a volte in maniera inopportuna Negativo lintervento del panel generale sulle valutazioni dei panel darea Rivedere la composizione dei panel e la loro adeguatezza umanistica, scientifica, tecnologica rispetto alle attivit che hanno valutato I criteri adottati sono inadatti allarea degli istituti (umanistica, scientifica, tecnologica) e, quindi, alle attivit svolte I criteri di valutazione devono essere definiti a priori e concordati sulla base delle aree disciplinari degli istituti e pesati sulla base dellafferenza dellistituto a una specifica area Le medie semplificano troppo i giudizi e appiattiscono debolezze e punti di forza Lafferenza parziale di un istituto ad unarea disciplinare , a volte, penalizzante nella valutazione Mediare valutazioni di panel diversi inopportuno Mediare valutazioni date a istituti diversi inopportuno Le aree disciplinari non sono confrontabili, quindi le medie sono inopportune Definire e costituire panel stabili, di riferimento per gli istituti per una valutazione continua annuale Criteri troppo eterogenei e diversificati perch i dati prodotti possano essere confrontati o mediati Ogni istituto dovrebbe essere valutato da un unico panel Dovrebbero essere definiti criteri e metriche comuni ai panel

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Debolezza della struttura a matrice: i panel hanno dovuto valutare commesse differenti riunite in una stessa area disciplinare Assegnare i panel alle commesse I criteri adottati sono troppo eterogenei per poter calcolare medie delle valutazioni prodotte Le medie non correggono le diversit di criteri e metriche adottati dai panel Applicare normalizzazioni Normalizzazioni rispetto alla severit dei panel Normalizzare rispetto alla vicinanza disciplinare dei panel rispetto alle attivit svolte dagli istituti Pesare le valutazioni rispetto al numero dei ricercatori e del personale tutto coinvolto nelle attivit o istituti valutati Normalizzare le valutazioni e riferirli al costo per unit di personale Risposte (estese)
Abbiamo avuto due panel. Il primo, che giudicava la maggioranza delle attivit di Istituto(>80% del personale) ha dato un parere molto positivo. Il secondo, che valuta un'attivit minoritaria, meno positivo. Poi hanno fatto la media (quasi). Bisognerebbe chiedersi perch i panel sono giunti a risultati tali da rendere necessaria l'applicazione di una media. Bisognerebbe altres riflettere sulla composizione dei panel e sulla loro frequente inadeguatezza da un punto di vista scientifico/tecnologico (esempio il nostro panel per ingegneria industriale era tutto composto da rispettabili esperti riconducibili al settore motori/energia perccato noi facciamo altro) Come altro si pu fare? I dati disaggregati sono comunque disponibili. Come detto sopra i criteri di valutazione vanno concordati PRIMA, secondo un processo di negoziazione all'interno dell'area scientifica di riferimento scelta dall'istituto, con la partecipazione dei ricercatori. Inoltre ritengo che ad ogni istituto ( o gruppo di istituti) vada associato un panel di valutazione stabile che ne valuti anno per anno la produttivita' sulla base della missione dell'istituto stesso e dei criteri stabiliti Come sopra, essendo i criteri estremamente eterogenei e diversificati, non ha senso comparare i punteggi tra i diversi panel, tantomeno fare la media dei valori Criterio semplice e trasparente. meglio di altri complessi. DIPENDE DAI CRITERI E DALL'INTERESSE E DALLA PROFESSIONALIT DEI PANEL Dimanda a cui difficile rispondere Diverse discipline hanno impatto differente sui parametri per la valutazione (es. numero pubblicazioni, contratti, brevetti) . Si impone una normalizzazione E' evidente che ci sono discrepanze cosi' grandi nelle valutazioni che vanno prima capite.Allora si potr'a cercare che la prossima valutazione funzioni meglio e dopo qualche anno vadano a regime. E' necessario essere giudicato da un unico panel e tutti i panel devono usare le gli stessi criteri e le stesse metriche. E' un metodo semplice da applicare e da leggere, pur nascondendo interessanti informazioni.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Era necessario fissare griglie di valutazioni non modificabili dai panels. Nel caso del mio istituto un panel ha usato 40/100 per le pubblicazioni, mentre il secondo 50/100. Esempio: il panel di Fisica ha assegnato 20 punte x Infrastrutture. Ci pu essere valito per un'istituto che si occupa di fisica ma non per il nostro. Forse sarebbe possibile fare una media pesata assegnando un coefficiente sulla base del grado di afferenza di un Istituto a differenti ambiti disciplinari Forse scientificamente non sono affidabili e sostenibili per cos si evita che qualche panel sia pi propenso verso certi Istituti rispetto ad altri. Gruppi di valutatori disomogenei tra loro andrebbero pesati con la loro specificita' delle loro competenze rispetto alle attivita' valutate Ha senso solo se si tratta di una media "pesata", che tenga conto in modo articolato dei giudizi e dei criteri adottati dai vari panel I Panel di Area hanno dato pesi diversi agli elementi usati pr la valutazione I Panel non hanno chiarito se hanno tenuto conto del diverso peso delle discipline in base all'effettivo impegno ripettivo (se Scienze Ambientali 80% del campo di azione, non puoi fare medie matematiche) I criteri dei panel sono troppo diversificati tra loro. I dati dovrebbero essere normalizzati per riflettere meglio una graduatoria globale di valutazione. I panels hanno utilizzato differenti unit di misura ed in parecchi casi un istituto viene posizionato nel rank di un dipartimento in posizioni diverse a seconda che la valutazione media derivi da due o da tre panels. I valori per me non sono confrontabili, anche perch il nostro Istituto ha un'attivit solo marginale in alcuni campi e questo ha determinato una valutazione molto pi bassa del Panel specifico. ISMAR: istituto molto grande con sette sedi e tematiche di ricerca molto diverse i diversi panel di valutazione sono necessari altrimenti uno solo dovrebbe abbracciare troppe discipline. La valutazione e' stata buona anche se i diversi panel dovrennero coordinarsi maggiormente nel giudizio Il CNR un Ente multidisciplinare, con aree di riferimento nazioanli e internazionali molto diverse Il concetto di media dovrebbe essere ponderato tramite pesi funzione dei criteri specifici applicati dai singoli panel, nonch considerare la "percentuale" di appartenenza di un istituto ai panel diversi. Il criterio, una volta stabilito, si aplica. si puo' argomentare su un eventuale "peso" da dare ad ogni panel. Il nostro Istituto stato valutato da 2 diversi panel le cui conclusioni sono state esposte in base a criteri e stili molto divergenti. Il problema e' complesso e non ho una risposta semplice. Dato che i pesi possono spostare di molto il risultato finale, forse sarebbe stato meglio inserire sia i valori grezzi che quelli finali tra le diverse aree. In alcuni casi il peso dei panel e' differente per la tipologia di attivit dell'istituto LA RICERCA E' CREATIVA E NON PU ESSERE RIASSUNTA IN NUMERI. dEVE ESSERE VALUTATA E SOPRATUTTO DEVE ESSERE VALORIZZATA E TRASFERITA NEI LUOGHI DOVE PU ESSERE INSERITA PER LA CRESCITA DELL'ECONOMIA. nON SOLO PER GRANDI PROPOSTE , MA A SOPRATUTTO A LIVELLO DI PICCOLE MEDIE IMPRESE E A LIVELLO DI ENTI LOCALI. La differenza di parametrizzazione rende difficile la combinazione algebrica dei risultati

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR La media da il quadro dell'istituto. Ovviamente all'interno dell'istituo esistono commesse di valore differente. Non applicare la media vorrebbe dire dare maggior peso ad alcune commesse dimenticando le altre ... La valutazione dovrebbe poi continuare all'interno degli istituti valutando le diverse commesse. La media di due valori che si riferiscono a oggetti diversi non ha senso, e questo il caso della valutazione nel CNR, soprattutto nel caso di panel di tipo diverso (A e B) che hanno ricevuto i dati divisi a met. La media dovrebbe essere pesata per la percentuale di afferenza/partecipazione. La risposta sarebbe se s se i criteri fossero confrontabili, cosa che non stata in questo processo di valutazione La ritengo applicabile, purche' si applichino comunque dei criteri di normalizzazione per evitare effetti di sopra- o sottovalutazione complessiva da parte di alcuni panel, che darebbe un vantaggio o svantaggio complessivo ad alcuni istituti in modo casuale, sulla sola base della maggiore o minore severita' del panel da cui si e' stati giudicati. La valutazione ha mostrato la debolezza della struttura a matrice. I panel hanno dovuto giudicare commesse diverse riunite sotto la stessa area. Se l'istituto portasse avanti uno o due progetti, con all'interno dei gruppi coordinati dal direttore di istituto, la valutazione sarebbe piu' semplice ed efficace. La valutazione non pu essere una media Le aree non sono confrontabili e quindi la media aritmetica non ha senso Le discipline sono molto diverse tra loro per cui il confronto impossibile, ne escono sempre vincenti, giustamente, le discipline a carattere tecnologico, ma in tal caso bisognerebbe avere il coraggio di dire che non c' spazio per la ricerca di base o di curiosit, neanche nell'ipotesi che, per semplice serendipit, dalla ricerca di base possa svilupparsi un'applicazione utile alla societ. La mia disciplina conoscitiva del territorio (geologia marina), essa non ha un beneficio immediato per la societ, ma a lungo termine pu portare a delle conoscenze nella salvaguardia e gestione del territorio. Le eccellenze di norma non convergono tutte in uno stesso Istituto, il quale avr quindi sia risultati di spicco in certi ambiti e risultati nella norma in altri ambiti. Non ha quindi senso mediare tra loro ambiti diversi. Le medie sono un p come le statistiche; tendono a livellare smussando talvolta delle specificit Le medie tra i punteggi costituiscono un metodo troppo schematico che non tiene conto ad esempio della diversa attinenza delle competenze di ciascun panel con le attivit svolte all'interno di un istituto Le medie tra punteggi assegnati da commissioni diverse non sono significative, anche perch le medie sono state medie "pesate" in alcuni casi, utilizzando i cosiddetti indici di severit, mentre in altri casi (quando, cio, le valutazioni dello stesso Istituto da parte dei vari panel non si discostavano pi del 20%) si sono effettuate delle medie aritmetiche. Ci ha portato a graduatorie finali incongruenti e, oserei dire, paradossali. L'indice di severit, se si assume una sua validit, deve essere applicato sempre: a parit di Panel giudicante deve essere pesato allo stesso modo il voto assegnato ai vari Istituti. Le valutazioni medie possono avere un significato se esenti da valutazione soggettive dei componenti il panel e se normalizzate rispetto alla singola area. Si pu dire che un istituto ha il 40% del punteggio nell'area A, il 56% nell'area B ecc. solo se ci si basa su dati oggettivi e non sui giudizi dei componenti il panel. Magari facendo medie pesate - come stato fatto per il mio istituto, in modo da dare pi peso ai panel pi vicini agli argomenti trattati.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Mi pare che altre dovrebbero le metodologie di valutazione. Ci son gi altri che ci lavorano e i panel rischiano di non essere indipendenti e obiettivi Mi sembra il male minore, che tuttavia non corregge il problema che Panel diversi hanno utilizzato scale di punteggi diversi. Se un Istituto ha avuto la sfortuna di capitare con piu' Panel che hanno assegnato una media piu' bassa, la media finale non riequilibra nulla. NEL NOSTRO ISTITUTO I 2 PANEL HANNO VALUTATO NON LE ATTIVITA' SPECIFICHE DEL SETTORE IN OGGETTO, MA SI SONO BASATI SUGLI STESSI NUMERI E LE STESSE PUBBLICAZIONI. COSI' LA VALUTAZIONE DEL PESO SCIENTIFICO E' STATA NECESSARIAMENTE MOLTO DIVERSA. Negli studi anche pi avanzati di Bibliometria risulta evidente che ci realmente fattibile per avere un indicatore complessivo. Ovviamente richiede un livello di sofisticazione che va ben oltre quanto stato fatto in questa occasione e che evidente che la semplice media non soddisfa. Ciononostante, un indicatore complessivo quale la media pu gi dare un'informazione, tranne che per alcuni casi in cui l'inomogeniet dei panels e delle attivit all'interno dell'Istituto rischiano di essere troppo divaricanti e quindi con valutazioni eccessivamente divergenti. Nel caso dell'Istituto di mia appartenenza i punteggi dei diversi panel di area erano concordi No perch le valutazioni dei diversi panel non sono confrontabili tra loro No, ma esprime un valore sintetico Non ha nessun senso confrontare dati ottenuti con criteri diversi. Non ha senso parlare di medie per l'attivit di ricerca. Non mi pare che si possa applicare il concetto di media trattandosi di "oggetti" tra loro diversi. Non ritengo corretto mediare numeri acquisiti con regole e criteri diversi. una regola matematica elementare ci dice che possiamo mediare solo ci che ha la stessa unit di misura. I panel di valutazione hanno operato ciascuno con regole autonome e i risultati sono numeri assolutamete non confrontabili Non si possono sommare "capre e cavoli" avendoli valutati con gli stessi criteri...come avvenuto nel nostro Istituto, ma occorre prima trovare criteri valutativi idonei per le "capre", altri per "i cavoli", e poi eventualmente sommare le due performance.. Non sono ben preparata a dare questa riposta.Nella generalit mi pare che i panel abbiano agito abbastanza ben. Ho visto voti molti alti nei panel cultura e questo mi ha colpito, perch gli istituiti che sono sperimentali e scientifici hanno problemi molto pi ampi Non sono normalizzati Non sono un'esperta di valutazione (se non come utente finale), ma penso che se ogni Panel fornisse i metodi utilizzati (le formule, intendo), non ci sarebbe la necessit di applicare media tra i punteggi assegnati dei diversi Panel. Fermo restando che Panel che si siano caratterizzati per punteggi troppo alti o troppo bassi debbano a loro volta essere presi in considerazione per capire come mai siano usciti dal range (e magari scartati dai prossimi eventi di valutazione) Ogni panel ha utilizzato metodi diversi. Si dovrebbero avere panel piu' larghi con maggiori competenze in modo che gli istituti possano essere valutati con criteri piu' oggettivi ed uniformi. Penso sia necessario, anche se non facile, apportare una armonizzazione tra i giudizi dei vari panel. Punto debole che vedo di questa valutazione e' che i panel non sono stati istruiti a dovere, ad esempio non era stato indicato loro qual'era l'obiettivo di questa valutazione per cui i membri dei panel hanno agito secondo la loro personale interpretazione (potenzialmente diversa da panel a panel) Inoltre si sarebbero dovute armonizzare le procedure di osservazione invece ogni panel ha agito in modo diverso.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Per cui penso che in linea di principio sia possibile armonizzare i dati, in pratica l'organizzazione che ha dato l'ente ne indebolisce il valore Perch mai dovrebbe esserlo? Possono esservi profonde differenze fra competenze scientifiche e organizzative. Quali sono i criteri con cui sono stati dati i punteggi ? Quanto meno i valori andrebbero normalizzati per un fattore che tenga conto di alcuni parametri altamente variabili tra diverse discipline (esempio IF) Sarebbe opportuno tenere conto del peso che le varie Aree hanno sull'attivita' complessiva dell'Istituto. Scienze diverse non possono essere confrontate con l'uso di quei soli parametri Se i diversi panel sono in discreto accordo la media superflua, se in disaccordo pi utile capire perch e tenere conto (o non tenere conto) dei diversi giudizi. Se i giudizi devono tramutarsi in voti pu essere accettabile la media dei punteggi Se l'obiettivo creare un "ranking" non vedo altre soluzioni. L'utilizzo degli "indici di severit" rende il punteggio medio abbastanza rappresentativo delle effettive performance di un Istituto. Se le commesse funzionassero, la valutazione potrebbe riguardare i ricercatori afferenti alle singoli commesse: 1 commessa = 1 panel di valutazione. In tal modo si eviterebbero le medie tra panels e lo "score" finale di un istituto coinciderebbe con la sommatoria dei punteggi delle commesse afferenti. Se un istituto ha gruppi di ricerca su discipline diverse e ciascun gruppo stato valutato da un solo panel esperto nella disciplina in questione, ragionevole fare una media pesata con il numero di ricercatori di ciascun gruppo. Semplifica troppo l'analisi dei giudizi. Sarebbe meglio considerare ogni panel separatamente. Ma non ho un'opinione decisa in un verso o un altro. Si potrebbero anche usare pesi vari, scalare i punteggi, o altro. Ma sarebbe comunque artificioso, e basato su criteri arbitrari. Le regole si stabiliscono PRIMA, non a posteriori. Meglio quelle esistenti che rovesciare il tavolo e cambiare le cose in corso d'opera. Solo in parte. E' evidente che la valutazione multipla poteva esporre l'Istituto a risultati imprevedibili. Ad esempio un panel di un area che coinvolgeva poco un Istituto poteva dare un punteggio basso che "faceva media". Il CdA intervenuto arbitrariamente per correggere alcuni di questi effetti. Solo parzialmente. I criteri di valutazione sono stati simili, con medie piuttosto simili tra i panel. S se i criteri usati nell'attribuire i punteggi dei singoli Panel d'Area sono gli stessi. altrimenti sono "mele e pere". Pessimo l'intervento del Panel Generale nell'attribuire i punteggi secondo criteri "personali". E inventandosi l'indice di severit. Troppe disomogeneit. Troppe disparit fra le varie aree per quel che concrne gli indici bibliometrici di riferimento Troppo diversi i metodi di valutazione. Trovo sbagliato il criterio quantitativo: ma se lo si ammette logicamente estendibile a tutto Un numero utile per fare dei confronti. Una valutazione reale pu essere fatta solo attraverso un processo di "peer review" molto pi lungo, difficile e impegnativo. Le medie di pi numeri valgono quanto i singoli numeri; cio poco se non si fa capire a chi li legge cosa rappresentano. Sembra il criterio del "primo della classe" di quando la mia generazione studiava alle elementari/media (circa 1980).

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Un solo panel per Istituto meglio! Una media artmetica, come quella applicata, semplicemente irrispettosa del "peso" percentuale dichiarato delle attivit svolte e valutate ed punitiva per l'Istituto nel suo complesso. Vedi sopra, se la definizione delle Aree non riflette in modo corretto le possibili 'anime' di ogni istituto ed il peso relativo non viene definito preventivamente, qualsiasi tipo di media, pesata o meno, arbitrario alcune considerazioni e indicatori di performance non possono costituire medie alcuni dati potrebbero essere normalizzati ed eventualmente mediati, con estrema cautela, per un confronto estremamente qualitativo, empirico. I risultati dovrebbero essere studiati in maniera disaggregata e decidere almeno che rilevanza dare ad uno stesso criterio quando e' usato in diverse aree o diversi istituti. anche in questo caso andavano ponderati con gli indici di severit. difficile a meno che non si decidano regole ferree valide per tutti i panels. Rimane comunque valido solo per discipline simili. dipende da cosa i diversi panel hanno giudicato e dai criteri utilizzati: criteri diversi o pplicazioni diverse degli stessi criteri danno valutazioni diverse. La media ha senso? forse meglio del singolo giudizio dipende dagli indici scelti diverse aree scientifiche non vanno confrontate numericamente diverse aree tematiche devono essere valutate differentemente. La valutazione complessiva dell'Istituto, comuqnue, se afferente a pi aree, deve tenere conto della valutazione degli esperti di tutti i risultati nelle differenti Aree di intervento diversi settori diverse valurtazioni: impossibile usare una media (se non con fattori per pesare l ediverse valutazioni) dovrebbe essere una media pesata in base a confidenza del panel e sulla base della percentuale di afferenza delle attivit ad un'area dovrebbero essere pesate in base all'indice di severit del panel era comunque meglio valutare con un unico panel che dedicasse molto pi tempo alla visita e ai colloqui forse occorrebbe avere pi omogeneit di valutazione per applicare la media, altrimenti occorrerebbe sviscerare le discrepanze forse sarebbe piu' semplice se la presentazione avvenisse in presenza di entrambi i panel e questi facessero una relazione unica, condivisa. gi il fatto di ridurre il giudizio su di un Istituto lo ritengo riduttivo a maggior ragione ritengo tale una media tra giudizi espressi da panel diversi con punti di vista diversi. i panel hanno fornito valutazioni non uniformi, alcuni panel sono stati pi severi di altri. Non mi sembra sia stato applicato un metodo di normalizzazione dei punteggi assegnati. in un certo senso potrebbe avere un fine se definito a priori. la discrezionalit di giudizio fa si che alcuni istituti vengano premiati ed altri penalizzati non sulla base dei reali risultati ottenuti. la diversa valutazione dei vari panel senza preventivo accordo fa nascere evidente disparit di valutazione

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la domanda sciocca e presuppone una arroganza scientifica da parte di chi l'ha fatta. il termine scientificamente sostenibile di per s non-scientifico. a meno che si stia inventando una nuova scienza. la ricerca di un valore medio non ha senso in quanto i punteggi assegnati dai diversi panel non sono compatibili. le discrepanze fra i panel rispecchiano la poca competenza o, a volergli bene, l'inadeguatezza delle competenze dei componenti i panel e dei criteri sulla base dei quali hanno operato : se i criteri fossero stati oggettivi e correttamente applicati i risultati avrebbero dovuto essere identici od almeno coerenti nel descrivere una situazione che non un 'astrazione, ma una realt documentata e sotto gli occhi di chiunque si prenda la briga di verificare i "numeri" di un Istituto le medie dovrebbero essere "pesate" in funzione della porporzione degli ambiti di competenza dei diversi panel rispetto alle competenze scientifiche presenti nei singoli istituti le regole devono essere fatte anticipatamete ma complesso. Il meccanismo poi dovrebbe essere mantenuto e ripetuto ma sarebbe opportuno chiarire come mediare e quale stato il peso assegnato ai diversi panel, visto che non si usata la media aritmetica, inoltre dovrebbero essere esplicitati le valutazioni dei singoli panel e non solo quella conclusiva negli isituti si svolgono attivit fra loro abbastanza diverse e non inquadrabili in un solo panel. E' per necessario che i panel abbiano comportamento uniforme negli istituti con attivit di ricerca fortemente multi e interdisciplinare tra area 'scientifica' e 'umanistica' si rischia un giudizio negativo non ha senso - e` ovviamente un dato sintetico non significativo non li conosco in profondita' non paragonabili non saprei, anche perch nel caso del mio Istituto uno dei panel non era molto indicato per la valutazione non so occorre normalizzarli e referirli al costo medio per unit di personale, tutto, operante nell'istituto "ful cost" ogni panel deve dare la propria valutazione a secondo del settore scientifico. I criteri devono esere ben spiegati ad argomentati ogni panel ha avuto un suo criterio di valutazione palesemente i criteri dei panel non erano omogenei panel diversi applicano criteri diversi perch valutano cose diverse!!! per la ragione su esposta: sono diversi i criteri adottati dai diversi Panel per quanto detto prima alcuni hanno eccessivamente privilegiato brevetti e contratti, altri eccessivamente le pubblicazioni; non si riescono a fare confronti fra istituti valutati da panel diversi per varie ragioni: poich non c' stata uniformit nei criteri delle valutazioni ne coorinamento tra i panel, le medie dovevamno essere per lo mmeno pesate in base all'indice di severit.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR per ritengo che sia difficile trovare metodi alternativi che siano sicuramente pi efficaci per dare una valutazione quantitativa purch le medie siano ponderate. Altrimenti come mettere insieme i giudizi di pi panel? ridurre la valutazione di una realta' complessa alla media di 2-3 numeri e' un'ammissione di impotenza ad esprimere giudizi articolati ripeto: l' ente avrebbe dovuto dichiarare il gold standard e gli istituti avrebbero dovuto adeguarsi. In questo modo erano chiari gli obiettivi per tutti e non sarebbe stato necessario arrotolarsi su medie e % per dimostrare che un istituto ha mezzo punto pi dell'altro nella "classifica" se ci fosse in questo paese una seria riflessione sulla ricerca, sui suoi fondamenti, sul significato della stessa nel mondo contemporaneo.. questa domanda non sarebbe stata posta se si attribuisce 1 punteggio alle attivit, non vedo perch non farne 1 media. nel caso della valutazione del mio istituto, si per visto che i 2 panel hanno lavorato con metodi differenti, approvo perci la proposta di valutare gli istituti da 1 solo panel con competenze pi estese se si dedcide di fare lavorare diversi panel non vedo perch non utilizzare la media delle valutazioni(non la media ponderata come stato fatto). Altro discorso esaminare la variabilit -anche alta- nella valutazione dello stesso istituto da parte di panel diversi. Ma questo in parte dovuto alla tendenza "tuttologica" che hanno i nostri istituti, che rende complicato -a volte- il giudizio. si appiattiscono le differenze e quindi non si esaltano punti di forza e/o debolezza. si pu confrontare l'operato di una stessa commissione su istituti diversi, ma comunque restando nello stesso ambito disciplinare. si, questo criterio dovrebbe essere sempre valido anche quando i punteggi assegnati dai diversi panel sono abbastanza diversi solo se le medie sono pesate con coefficienti forniti prima della valutazione dal Direttore di Istituto con il consenso di tutti gli i ricercatori o almeno del Consiglio di Istituto. soprattutto se la deviazione dalla media bassa un sistema di rating unico deve presupporre dei criteri improntati alla massima trasparenza e comunicati ai singoli ricercatori. Tali criteri mancano ancora di questa trasparenza. La media su valori disomogenei disomogenea ... valutazione parziale valutazioni diverese a seconda dei diversi panel vengono mescolati criteri diversi in particolare quelli del gruppo A e B il sistema pi pratico, in ogni caso sono disponibili anche i dati grezzi

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d26. Si prevede anche un riassetto degli Istituti. Quali criteri adotteresti?


non so 4%

complementarita disciplinare 27%

contiguita disciplinare 40%

posizione territoriale 29%

Risposte aggregate
contiguit disciplinare contiguit disciplinare, posizione territoriale complementarit disciplinare posizione territoriale contiguit disciplinare, complementarita disciplinare Complementarit disciplinare, posizione territoriale Non so contiguit disciplinare, complementarit disciplinare, posizione territoriale 94 62 58 39 35 30 20 17

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d27. Concordi che, in fase di un eventuale accorpamento degli Istituti, tutto il personale (in modo "pesato") abbia la possibilit di scegliere l'afferenza al nuovo Istituto?
no 7% Non so 5%

s 88%

Se s, con quali modalit? Risposte (estese)


In modo da poter finalmente applicare la Carta Europea dei Ricercatori (Principi generali e requisiti validi per i datori di lavoro e i finanziatori) sulla base della domanda 26 (non intendo quali alternative modalit di scelta possano essere ipotizzate) - Consultazione da parte degli incaricati al riordino - Referendum tra i lavoratori 1) senza ledere la sopravvivenza stessa degli istituti 2) in base ad un giustificato interesse scientifico 3) in base a condizioni di vita personale che non possono che riflettersi anche sul concreto e sereno concorrere alle attivit di ricerca ACCETTANDO DOMANDE DI TRASFERIMENTO Abbastanza. I ricercatori spesso seguono con difficolt i processi di riforma e talvolta intervengono per interessi personali e non su scelte strategiche Affinit scientifica. Andrebbero presi in considerazione alcuni fattori a cui attribuire differenti priorit tra cui: motivazioni personali, affinit di ricerca, collaborazioni scientifiche in atto, facilit d'inserimento nel nuovo istituto ecc. ecc.. Attraverso la possibilita' di opzione senza richiesta di nulla osta dei direttori d'istituto. Come stato fatto 2 riforme fa, cio permettendo ai singoli ricercatori di chiedere di far parte di una ltro istituto.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Con il buon senso: perch dividere gruppi di ricerca formati e collaudati ? Con la possibilita' di esercitare il diritto di opzione gia' codificato in una delle ultime riforme Con le modalit pi semplici: motivando scientificamente (per iscirtto, con un progetto, e/o in un seminario) i vantaggi della nuova afferenza proposta, allegando criteri indicatori per seguirne l'implementazione nella nuova struttura. Motivare seriamente al CdI (o anche all'intero personale) la propria richiesta di afferenza e le prospettive scientifche e di collaborazione previste. Dovrebbe esserci il massimo di libert e flessibilit perch nessuno lavora bene in una struttra in cui si sente costretto a stare suo malgrado. Dopo il trafserimento, per, rendersi disponibili alla verifica. Concordo con la possibilit di scelta, ma non mi chiaro il concetto di "modo pesato". Concorderei con le OOSS in merito. Condivisione di competenze scientifiche, esperienza internazionale,settore disciplinare. Contiguita' disciplinare Contiguit e/o complementariet disciplinare. Cosa significa in modo "pesato"? Semplice richiesta individuale senza alcun filtro da parte dei direttori, una volta che siano stati chiaramente e simultaneamente definiti i nuovi istituti, la relativa area scientifica di riferimento ed il tipo di attivit (di base e/o applicata e/o di servizio) Dare a ciascuno (non solo agli istituti da accorpare, ma a tutti, in modo da ridisegnare la mappa della ricerca)la possibilit di afferire all'Istituto che vuole esplicitando in base a quale dei tre principi elencati sopra opera questa scelta, si avrebbe l'automatica rimodulazione della mappa degli Istituti, la soluzione di un certo numero di casi di sofferenza di persone che si sentono nel posto sbagliato e la risposta alla domanda 26. In pi nessuno potrebbe pi lamentarsi di convivenze forzate o inadeguatezza dell'istituto che lo contiene alla propria attivit. Deve essere gradito all'istituto dove vorr eventualmente trasferirsi. Il gradimento pu essere espresso dal comitato di istituto. Difficile da dire, la scelta sempre personale e difficile da mettere in uno schema. Comunque la libert di scelta deve essere sempre data per principio. Siamo o non siamo in una democrazia (forse)? Difficile scegliere una sola modalita'. Non dovrebbero essere privilegiati solo gli interessi personali. Diritto di opzione. Discussione assembleare e successiva Votazione Discussione e valutazione all'interno dei singoli gruppi e scelta a maggioranza. I gruppi - almeno nel mio Istituto - hanno gi massa critica ridicola e frammentarli non avrebbe senso Dovrebbe essere sulla base di competenze, inevitabilmente tuttavia sarebbe su base di "convenienza" logistica o personale E' essenziale. E si deve poter scegliere se rimanere con il nuovo Istituto o essere trasferiti altrove, senza troppi vincoli burocratici. Esprimendo un'opzione vincolante rispetto alla sede da lui preferita, cui si possa disattendere solo in caso di valutazione negativa del suo curriculum Giustificando in termini scientifici la propria scelta, ma cercando di evitare eccessive dispersioni territoriali. Il riassetto non deve essere n totale n obbligatorio. Attraverso la trafila Ricercatori/Istituti/Dipartimenti eventualmente si possono far emergere nuove aggregazioni o esigenze. Gi abbiamo passato troppo tempo a 'ristrutturarci...' Laddove ha senso scientifico un accorpamento territoriale rafforzerebbe il CNR. Il ricercatore dovrebbe poter scegliere l'istituto a cui afferire, anche cambiando dipartimento, area scientifica, collocazione territoriale; dovrebbe incontrare il Consiglio Scientifico dell'Istituto a cui vuole afferire, esponendo le proprie motivazioni, e ottenere l'afferenza previa approvazione del Consiglio stesso.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR In base a proposte scritte con chiari ambiti progettuali ed infrastrutturali e disponibilit di spazi dichiarate in cui riconoscersi e condividere un lavoro comune. Capacit di aggregazione in funzione del merito e una valeza scientifica internazionale. In base al volere e alle necessit del lavoratore In base alla capacit di creare nuove sinergie con altri colleghi per lo sviluppo della ricerca In base alle competenze In base alle prorie attitudini alla ricerca Incontri e discussione; poi scelte individuali o meglio di 'gruppi' La pi vicina alla propria abitazione e che abbia le caratteristiche delle proprie mansioni. La scelta di elezione, basata su motivazioni scientificamente fondate e progettualit ben definita in un programma di medio termine. La stessa modalita' adottata con la riforma del 1999: diritto di opzione per il ricercatore. Le motivazioni sono spesso personali, condizionate da rapporti coi colleghi, direttori, distanze. L'accorpamento reale tra "ricercatori" avviene indipendentemente dall'assegnazione formale. Libera scelta Non capisco cosa significhi "pesato". Penso che la possibilita` di trasferimento con solo necessita` di parere favorevole dell'istituto di arrivo dovrebbe essere la regola. Farebbe bene agli istituti e ai ricercatori. Non capisco cosa voglia dire "in modo pesato". Ogni ricercatore deve essere libero di afferire all'Istituto che ritiene piu' vicino alle proprie tematiche di ricerca. Non capisco cosa vuol dire in modo pesato. Ma tutti dovrebbero potersi esprimere in merito a scelte che li riguardano. Non capisco la domanda, non e' chiaro cosa vuol dire in modo pesato... Non ho chiare quali potrebbero essere le modalit ma ritengo importante la condivisione e la scelta da parte del personale coinvolto Non lo so. Non mi sono posto il problema. Non so cosa si intenda per modo "pesato", ma le modalit per scegliere l'afferenza potrebbero rispecchiare rapporti di collaborazione che gi esistono sui progetti di ricerca, e sicuramente una priorit territoriale, in particolare per le aree del Sud, sempre svantaggiate anche nell'attrazione di fondi. In tal senso, non si dovrebbe permettere di portare ricercatori da Sud a Nord, ma anzi bisognerebbe favorire un processo in cui i ricercatori che attualmente risiedono nel Centro-Nord migrino a Sud. Offerte di competnze ed accettazione di tale competenze Per contiguit disciplinare Possibilit di scegliere la sede di lavoro Posssibilit di scegliere il centro di eccellenza (in cui i vecchi istituti saranno rappresentati) per opzione e sulla base del proprio CV ed attivit di ricerca documentata. Privilegiando gli argomenti comuni di ricerca e gli interessi scientifici RICONOSCIMENTO E MISSIONE DELLE PROFESSIONALIT IN ESSERE Richiesta dei singoli ricercatori con giudizio del Direttore. Ritengo inutile imporre accorpamenti di istituti, se questa necessit esistesse dovrebbe nascere dagli istituti stessi, in ogni caso il personale dovrebbe potere aderire a qualuncque istituto, in qualunque momento, in base alle esigenze della ricerche.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR SULLA BASE DELLE COMPETENZE SCIENTIFICHE, CERCARE QUELLO CHE MEGLIO LO RAPPRESENTI NELLE ATTIVITA' Sarebbe necessaria una riunione di tutto il personale che deve essere informato per meglio comprendere le proposte possibili e la scelta pi idonea per un arricchimento sia scientifico che economico del proprio Istituto. Scelta indipendente,ovviamente in relazione a contiguit (ma anche complementariet) disciplinare Scelta individuale Scelta libera e diretta Scelta libera, con possibilit periodiche di mobilit da esercitarsi senza grosse difficolt procedurali. Scelta personale di afferenza e possibilit di cambio di Istituto. Scelta personale di appartenere ad un istituto rispetto a un altro, coerenza delle attivit di ricerca svolte dal ricercatore con le finalit dell'istituto a cui vuole afferire Secondo i criteri personali e tenendo conto che gli accorpamenti inevitabilmente annullano anni di ricerche e di contatti di persone e gruppi di studio. Semplice richiesta, seguita da trasferimento d'ufficio, senza nulla-osta di chicchessia Semplicemente esponendo le proprie competenze ed esperienze, e considerando il contributo che possibile fornire in futuro. Semplicemente esprimendo la propria scelta Semplicemente su base volontaria e previo accordo dei direttori coinvolti Si dovrebbe trovare un giusto compromesso tra le esigenze personali e scienfiche dei singoli ricercatori e quelle di efficienza del CNR Su base disciplinare, ma tenendo conto che le effettive linee di ricerca sono spesso multidisciplinari, per cui la riunificazione non dovrebbe penalizzare coloro che non ritrovino piu' il proprio ambito di ricerca nei nuovi Istituti. Su proposta volontaria per affinit o complementarit di disciplinare. Lobiettivo dovrebbe essere quello di maggiori opportunit di collaborazione e il raggiungimento della massa critica per raggiungere risultati pi ambiziosi e presentarsi come partner di progetti. Sulla base delle proprie competenze dimostrandone la propia contiguit e/o complementariet, anche sulla base di proposte di ricerca da sviluppare, in accorodo con il resto del personale gi presente nell'istituto Sulla base di criteri scientifici e di opportunit pratiche/logistiche Sulla base di singole scelte motivate da dichiarare e sottoscrivere. Sulle affinit delle tematiche di ricerca sul territorio Tenendo conto delle esperienze pregresse del personale. Tramite consultazione interna, con votazione a maggioranza e possibilit di chiedere trasferimento ad altro istituto Valutazione scientifica dell'Istituto di destinazione. Votazione Votazione democratica. a ognuno deve essere chiesto se restare o cambiare istituto accettazione motivata sia da aprte dell'istituto che del ricercatore accordo tra ricercatore e direttore dell'istituto ricevente afferenza disciplinare

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR affinita' disciplinare, per macroaree, sul modello degli istituti europei: ifremer, dlr.. affinit dell'attivit di ricerca e affinit 'presonali caratteriali' affinit scientifiche e percorribilit delle collaborazioni. In questo secondo criterio inclusa l'organizzazione personale necessaria per lavorare serenamente. alla domanda 26 manca la possibilit di esprimersi diversamente. credo che il personale debba avere sempre la possibilit di trasferirsi dove crede. l'unico vincolo dovrebbe essere l'accettazione da parte del direttore dell'istituto di destinazione. in questo modo si svuoterebbero alcuni istituti mal gestiti e a quel punto potrebbero essere soppressi. analoghe a quelle usate nell' ultima riforma approvazione del consiglio d'Istituto entrante (invece che del direttore) assemblea assemblee e votazioni attinenza del proprio curriculum con la mission del nuovo istituto attraverso una seplice scheda di opzione autonomia nella scelta. breve relazione motivazionale cercando di evitare semplici fusioni prive di criterio, e evidenziando un potenziamento dell'attivit organizzativa. Il ricercatore deve capire come questo accorpamento modificher le sue attivit di ricerca esprimendosi in proposito. chiedendoglielo ci si puo' basare sul metodo usato nell'ultima riorganizzazione con accorpamento degli istituti; si potrebbe pure lasciare completa liberta' al personale tutto di scegliere, in un periodo fissato seguente il riordino. coerenza scientifica e posizione territoriale competenze mobilit territoriale con adesione percentuale con la possibilita' di scegliere un altro istituto se l'accorpamento non soddisfa le esigenze di ricerca del singolo ricercatore con motivazione con una dichiarazione delle motivazioni che dovrebbero essere soprattutto di carattere scientifico consultazione individuale. contiguit disciplinare contiguit disciplinare e territoriale contiguit disciplinare mediata con criterio logistico curriculum scientifico decidendo se accettare la nuova condizione o chiedendo una dilazione per formulare una scelta opportuna. decisione totalmente personale di attinenza della propria ricerca, altrimenti andrebbe persa l'esperienza fatta in tanti anni di attivit dichiarazione di assenso dipende dall'accorpamento che verra' fuori sulla base dei criteri adottati

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR diritto di opzione come quello degli ultimi accorpamenti domanda e se sei bravo di prendono, come accaduto a me. e' spaventoso parlare di accorpamento in assenza di cooperazione. E' come imporre le nozze a perfetti sconosciuti. Le unioni stabili e produttive nascono dalla conoscenza, stima e cooperazione. Nessuno in grado di operare una scelta serena e produttiva sotto imposizione. Ci significa che assurdo chiamare libera afferenza ci che costretto dall'accorpamento. Una imposizione non comporta mai libera scelta . effettuando una domanda al direttore o consiglio d'istituto che accoglie. facendo richiesta ai direttori degli istituti (provenienza e destinazione) il buon senso ... ovvero si afferisce all'Istituto che consente la valorizzazione e il potenziamento dell'attivit di ricerca il personale va sentito, ma non deve avere potere decisionale. immagino che a monte ci sia un progframma definito, altrimenti qualsiasi operazione sarebbe fallimentare. il ricercatore dovrebbe essere libero di afferire all'istituto che ritiene pi affine alle proprie competenze scientifiche ed in cui ritiene di poter svolgere in massima armonia la propria attivit di ricerca. in base all'attivita' che svolge in base alle affinit scientifiche e alle prospettive di sviluppo della propria attivit in funzione delle proprie competenze e delle necessit di un istituto in generale credo sia giusto coingovlgere il personale, in modo autonomo rispetto all'indirizzo dell'Istituto di provenienza, rispettando i principi di contiguit e complementarit disciplinare in riferimento alla suddetta contiguit e/o complementariet disciplinare indicazione dell'istituto con breve argomentazione da parte del ricercatore/tecnologo interesse scientifico e competenze. il precedente accorpamento in certi casi basato pi su esigenze amministrative ha dato in certi casi pessimi risultati interessi scientifici io sono per la piena liberta'. In genere se si chiede un trasferimento lo si fa perche' o si hanno interessi scientifici forti, e la comunita' scientifica se ne gioverebbe; oppure per motivi personali forti, e in questo caso ne giova lo spirito, sia di chi se ne va che di chi resta. Inoltre la forza di un istituo nazionale diffuso e' proprio la possibilita' di allargare l'attivita' sul territorio. Mi sembrerebbe una cosa aottima se il personale non fosse rigidamente legato agli istituti. Nel medioevo si era piu' liberi, o sbaglio? le modalit dovrebbero essere diverse tra il "vecchio" e il "nuovo" pesonale. per il vecchio la territorialit potrebbe prevalere sull'afferenza disciplinare per i giovani invece privilegerei la mobilit in relazione alle competenze libera libera decisione del ricercatore libera scelta personale libera scelta: un ricercatore deve essere totalmente libero di lavorare nell'ambiente che ritiene piu' idoneo liste di scelte multiple di afferenza in ordine di preferenza ma non saprei valutare se i risultati potrebero essere efficaci maggioranza dei favorevoli manifestaizone di interesse

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR mediante tre passaggi: 1) produzione da parte della dirigenza CNR di una proposta argomentata di accorpamento 2) discussione con tutto il personale in assemblee apposite 3) comunicazione da parte dei singoli della propria preferenza 4) In ogni caso, decisione finale argomentata da parte della dirigenza mobilit sociale e intellettuale modalit scientifiche motivando la scelta su base scientifica necessit e obblighi familiari, dislocazione territoriale delle sedi, competenze scientifiche, obbiettivi e finalit ricerca. non so quali criterio avrebbe maggior senso, ma certamente uno sicuramente "errato". L'individuale iniziativa legata alle chiacchiere e alle conoscenze personali. "si piazza meglio chi chiacchiera di pi". Poich ritengo che la complementarit disciplinare sia il reale motore della ricerca, dovremmo essere tutti messi in grado di conoscere ed agire per questo non chiaro il modo "pesato" opzione per altro istituto pER ARGOMENTI COMUNI E COMPLEMENTARIET DELLE STRUMENTAZIONI ATTE AD UN COMPLETO SVOLGIMENTO DELLA RICERCA SENZA SOVRAPPOSIZIONI per interessi disciplinari per me si deve lasciare la possibilit di afferire al nuovo istituto accorpato o spostarsi in un altro istituto dove il ricercatore pu svolgere meglio la sua mission poich l'accorpamento inevitabilmente modifica sostanzialmente la struttura scientifica dell'istituto, ogni ricercatore deve poter valutare se la nuova struttura idonea alle sue ricerche e scegliere un nuovo istituto, se lo ritiene opportuno possibilit di poter scegliere tra pi istituti localizzati nello stesso territorio prendendo in considerazione le singole professionalit e competenze e i programmi del nuovo Istituto. prima scelgono i ricercatori il personale amministrativo e tecnico deve poter scegliere ma nei limiti di una distribuzione corretta rispetto al movimento dei ricercatori quelle previste dal contratto. Ovviamente, poi, sarebbe bello che fosse possibile un periodo di conoscenza reciproca e verifica delle diverse possibilit riunioni interne e definizione di posizione collegiale dei singoli Istituti. scelta dell'istituto rispetto al quale vi maggiore affinit scelta individuale scelta personale secondo me sullo stile di quanto avvenuto per INFM. In caso di accorpament deve avere opsione di scelta a quale istituto afferire, se diverso da quello in cui si trasforma l'attuale seguendo i filoni di ricerca sempre sulla base delle competenze specifiche e delle collaborazioni si adottando la complementariet disciplinare. Ma chi valuta le competenze del personale ? stante l'autonomia del ricercatore almeno ci dovrebbero lasciare la possibilit di aderire al progetto insito nella cosituzione di un Istituto/dipartimento di ricerca (ammesso che esista) totale discrezione del personale per un periodo di tempo limitato (un mese) trovare un accordo tra esigenze personali ed interessi scientifici dell'istituto

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR un eventuale accorpamento potrebbe essere accettabile SOLO sulla base di una contiguit disciplinare degli istituti e pertanto i singoli dipartimenti "dovrebbero" occuparsene, consultando i ricercatori coinvolti... valorizzazione massima delle risorse umane valutazione della programmazione scientifica direttore, consiglio scientifico su documenti e programmi precedenti all'accorpamento, un po' come le primarie sia per le persone che i progetti scientifici

d28. A livello di "missione", quale dovrebbe essere il rapporto del CNR con l'Universit e con l'Imprenditoria nazionali? Argomenta: Risposte (sintesi)
Missione principale produrre conoscenza, secondari i rapporti con universit e imprenditoria Distinguere il ruolo del CNR agenzia e rete scientifica Collaborazione con imprenditoria potrebbe essere coordinata dai dipartimenti; il CNR dovrebbe occuparsi della tutela delle proprie propriet intellettuali Rapporto con luniversit paritario per gli aspetti scientifici e decisionali: conduzione da parte del CNR di corsi universitari e di dottorato specialistici; CNR sempre in rapporto con studenti; partecipazione del CNR nelle commissioni di concorso universitarie; favorire la mobilit del personale nei due sensi; il MIUR dovrebbe definire specifici bandi a partecipazione paritaria Il rapporto con limprenditoria dovrebbe essere centrato su realizzazione di idee progettuali, stimolo e suggerimento per linnovazione, consulenza, trasferimento tecnologico, senza interferenza nella conduzione degli istituti Partecipazione e scambio con luniversit attraverso progetti o piani congiunti, favoriti da entrambe le parti CNR dovrebbe coprire aree inter- e multi-disciplinari lasciate scoperte, promuovere nuove aree disciplinari Ruolo primario del CNR dovrebbe essere svolgimento di ricerca di base e applicata sostenuta dallindustria, destinataria dei risultati; ruolo primario delluniversit dovrebbe essere formazione e collaborazione col CNR nella ricerca di base Il CNR dovrebbe avere un ruolo ponte tra universit e industria; dovrebbe svolgere ricerca prevalentemente pi applicativa delluniversit, mantenendo la necessaria ricerca di base e formazione; coordinamento del trasferimento tecnologico; deve divenire il riferimento privilegiato dellindustria; deve svolgere servizi allindustria solo tramite spin-off e consorzi ; deve assumere un ruolo guida nella programmazione scientifica e tecnologica nazionale; riferimento per lo sviluppo sostenibile del Paese Bisognerebbe armonizzare le aree disciplinari del CNR e dellUniversit Bisognerebbe istituzionalizzare la creazione e il coordinamento dei contatti con limpresa e si potrebbe affidarlo ai dipartimenti Bisognerebbe attivare campagne per la conoscenza reciproca CNR industria; presentazione dei risultati, delle potenzialit, delle necessit

Risposte (estese)
Di massima collaborazione anzich essere su un piano di conflittualit e a volte contrapposizione - rapporto paritario con l'Universit - rapporto volto alla trasformazione in prodotti di idee progettuali e/o brevetti del CNR con l'industria 113

Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR -strumenti innovativi di partecipazione ed interscambio con le Universit ed altri Enti di ricerca Pubblici e Privati. Per essere proficui tali rapporti devono svolgersi su di un piano di parit e di indipendenza. La promozione della collaborazione con i Professori e Ricercatori delle Universit e di altri Enti di Ricerca deve quindi svolgersi attraverso lo sviluppo di Progetti di ricerca ben definiti e comunque su piani congiunti piuttosto che attraverso l'incrocio di rappresentanze o alchimie Istituzionali A mio punto di vista il CNR deve essere un ponte tra Universit e Industria. Con ricerca maggiormente applicata dell'Univ e spendibile presso l'industria. In ogni il CNR non dovrebbe rinunciare a svolgere propria attivit di formazione e ricerca di base. Agevolato nelle spese da sostenere e con la reintegrazione della diaria giornaliera. Ampia cooperazione coordinata "seriamente" dai dipartimenti. Ampia sinergia sia nella didattica che nella riceeca Autonomo e di collaborazione. Autonomia sia nella individuazione delle linee scientifiche che in quelle gestionali e di autogoverno CNR - Universit rapporto paritetico e non pi CNR subordinato a Universit (vedi nomina cariche CdA, Dipartimenti, direzioni, ecc.) CNR autonomo stabilisce rapporti di collaborazione paritaria CNR dovrebbe coprire aree multidisciplinari non coperte o poco coperte dall'universit. Dovrebbe per essere favorita la collaborazione con universit, invece che "tollerata" e limitata, come nei progetti PRIN. CNR dovrebbe essere l'ente preposto allo svolgimento della ricerca sia di base, in cooperazione con l'universit che ha come missione primaria la formazione, sia applicata, supportato dall'impreditoria CNR/Universit:reciprocit CNR: Luogo dove si fa ricerca Universit: Luogo dove si fa didattica Imprenditoria: Destinatario finale dei ritrovati, ma non a costo zero. COLLABORAZIONE ALLA PARI CON L'UNIVERSIT DOVREBBE ESSERE RECIPROCA ENON DI SUDDITANZA CON L'IMPRENDITORIA DOVREBBE ESSERE SUPPORTATA DA UNO "STAFF MANAGERALE DEL CNR" COMPETITIVO Cerniera di trasmissione e di collegamento, in entrambi i sensi indirizzata. Certamente paritetico e complementare Collaborare con entrambe per il raggiungimento di obiettivi di eccellenza della ricerca italiana Collaborativo con pari dignit scientifica e decisionale Collaborativo e volto a creare sinergie soprattutto su grandi temi di ricerca Collaborazione Collaborazione con l'Universita' su base paritetica Collaborazione con l'Universit su temi di ricerca comuni; collaborazione con l'impresa mettendo a disposizione competenze a fronte di sostegno economico Collaborazione con l'universit. Con gli imprenditori, creare una rete di contatti su grandi progetti innovativi. Ma no ad attivit esclusivamente di servizio. Collaborazione e interscambiabilit con la ricerca universitaria, collaborazione sul trasferimento tecnologico con l'Imprenditoria nazionale Collaborazione scientifica Collaborazione scientifica di ricerca di base con le universit e l'imprenditoria nazionale.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Collaborazione scientifica. In particolare con luniversit il CNR potrebbe collaborare e guidare corsi specialistici e tesi laurea e di dottorato. Sarebbe inoltre sensato prevedere risorse per borse di tesi di dottorato da svolgere presso gli istituti del CNR. Fondamentale prevedere la partecipazione di ricercatori del CNR nelle commissioni di concorso per dottorati. Relativamente all'imprenditoria, il CNR dovrebbe farsi partner preferenziale per lo svolgimento di ricerche di base con forte potenziale applicativo. Collaborazione su progetti comuni, trasferimento tecnologico Collaborazione, non sudditanza. Collaborazione-sinergia su progetti esterni comuni Semplificare il rapporto su dottorati di ricerca presso il CNR. Collaborazioni paritarie Come dicevo prima va distitno il ruolo di agenzia da quello di rete. Ciascuno di questi prevede ovviamente un ruoolo diverso del cnr. In ogni caso non subalterno. Complementariet delle attivit del CNR rispetto all'Universit e produzione scientifica, almeno in parte, utile per l'impresa a fini applicativi . Ai concorsi universitari dovrebbero partecipare come commissari anche ricercatori CNR. Con l'Universita' paritetico, con completa mobilita' da e verso (utopistico, visto che anche lo spostamento di Istituto puo' essere problematico per questioni di fondi...). Con l'Industria per la sola programmazione e gestione di progetti comuni applicati, senza interferenza nel governo degli Istituti di ricerca. Con l'Universit di "competition" rigorosamente evitando per di affidare la direzione di istituti e/o dipartimenti a soggetti non CNR con l'imprenditoria nazionale di forte cooperazione orientata sia alla promozione delle attivit di ricerca di base che all'immediato trasferimento tecnologico per colmare il gap sempre pi ampio tra ci che il mondo della ricerca dichiara di saper fare e ci che comunemente l'imprenditoria utilizza ed implementa Con l'Universit il rapporto dovrebbe essere di scambio ed interazione reciproca (scientifica ed amministrativa). Nei confronti delle imprese, invece, il mondo scientifico dovrebbe essere in grado di intercettare le esigenze di sviluppo ed innovazione, fornendole in modo competitivo. Con l'Universit tale da condividere competenze e strutture (soprattuto strumentazione, anche attraverso convenzioni o compartecipazioni sull'acquisto di apparecchiature) Con l'Imprenditoria nazionale, tale da identificare obiettivi concreti di prodotti da realizzare condividendo know-out e risorse. Con l'universita: fornire competenze che l'universit non possiede per l'accesso a finanziamenti alla ricerca. Con l'imprenditoria. Dal lato CNR: operare tramite uffici di trasferimento tecnologico che conoscano davvero le competenze o che siano in grado di acquisire rapidamente questa conoscenza. Con l'universita' dovrebbero essere previsti dal MIUR progetti che coinvolgano entrambi con la stessa dignita'. Il rapporto con l'imprenditoria nazionale non dovrebbe essere obbligatorio, ma solo funzionale al perseguimento di specifici obiettivi variabili caso per caso. Come esempio negativo basta citare i recenti PON che ci ha visti venduti a imprese e pseudo-imprese. Con l'universita'ci dovrebbe essere un grosso scambio cercando di evitare duplicazioni di progetti ma collaborando pienamente. Con l'imprenditoria il CNR dovrebbe cercare di recepire i bisogni dellndustria supportandola con ricerca mirata e cofinanziata. Con l'universit di complementariet, con l'imprenditoria di consultazione da parte degli imprenditori al CNR Cooperazione e trasferimento Creare collaborazioni paritarie al fine disponibili/disponibili all'interno del CNR D'INTEGRAZIONE ED INTERFACCIA.... di acquisire/fornire competenze scientifiche non

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Di assoluta indipendenza da etrambi. Di assoluta parit. Finora l'Universit ha imposto il suo maggiore potere. D'altra parte l'imprenditoria ha esigenze che dovrebbero orientare gran parte della ricerca applicata Di collaborazione con l'imprenditorialit e di complementariet (e non di sovrapposizione e/o sudditanza come avviene spesso ad oggi) con l'Universit. Di complementariet e collaborazione. Di sicuro collaborazione e non asservimento, come questi ultimi vorrebbero. Di totale collaborazione anche se purtroppo queste strutture citate hanno tutti regolamenti e procedure troppo diversicate. Bisognerebbe avere obiettivi comuni e poterli raggiungere utilizzando mezzi e strutture simili se non uguali. Dovrebbe coordinare in maniera razionale l'interazione tra la ricerca universitaria di base e lo sviluppo tecnologico industriale, operando con entrambe le entit. E' fondamentale che il CNR si occupi della tutela della propriet intellettuale dei ritrovati scientifici e dei prototipi e coordini il traferimento tecnologico Dovrebbe esserci maggiore sinergia creando maggiori luoghi di scambio (progetti esplorativi, gruppi di discussione, organi di valutazione e direttivi) tra risultati della ricerca di base e richieste imprenditoriali. Il CNR potrebbe essere il miglior soggetto che raccorda le i due aspetti. Dovrebbe essere codificato in qualche modo un rapporto di complementariet e sinergia nel collaborare all'innovazione. Attualmente vi sono solo competizione per risorse scarse e sovrapposizione sleale in molti ambiti. Dovrebbe essere molto forte il rapporto con l'imprenditoria nazionale. Dovrebbero essere complementari lavorare soprattutto con i dottorandi e in collaborazione nei progetti piu' grandi. E' sempre perdente e minoritario. Essere punto di riferimento, centro di competenza per le discipline che raggruppa sotto il suo ombrello. Abbandonare le discipline per cui non lo . Favorire le collaborazioni, il trasferimento di conoscenze e competenze, stimolare l'unione per affrontare con un peso maggiore le cordate per progetti europei e/o nazionali, etc. Favorire lo scambio e l'integrazione tra queste diverse realt Formazione, insegnamento, progetti mirati, impegno dell'Industria a bussare alle porte del CNR per farsi risolvere i problemi (che ha, non confessa, e va all'estero a farsi risolvere Forte collaborazione con l'Universit, ma con altrettanto forte indipendenza. L'imprenditoria dovrebbe fornire obiettivi chiari e non solo a breve termine fortemente indirizzati all'innovazione e al trasferimento tecnologico, con contributi ai finanziamenti paragonabili agli standard europei IL CNR DOVREBBE ESSERE L'UNICO IMPORTANTE BENEFICIARIO DEI FONDI NAZIONALI DI RICERCA E NON UN PARTNER (VEDI PRIN) DELL'UNIVERSIT CHE DOVREBBE DEDICARSI ALLA DIDATTICA. IL CNR DOVREBBE AVERE CANALI CONSOLIDATI E PREFERENZIALI CON L'IMPRENDITORIA FACILITANDO AL MASSIMO IL COLLEGAMENTO TRA RICERCATORI ED AZIENDE PER PROGETTI DI RICERCA INDUSTRIALE E SOPRATTUTTO PER PICCOLI PROGETTI CON PICCOLE AZIENDE. Il CNR deve collaborare con l'Universita' e l'imprenditoria nazionale senza subalternita'. Il CNR deve collaborare con l'Universit nello svolgere ricerca di base ed applicata e, pi che per l'Universit, promuovere il trasferimento tecnologico. Il CNR deve continuare a svolgere ricerca di base per poter sostenere il proprio livello di conoscenze utili al trasferimento tecnologico. L'universita' ha il compito di svolgere ricerca (di base ed applicata) per poter mantenere il proprio livello di didattica. Gli imprenditori devono produrre, utilizzando competenze e conoscenze esistenti presso le universita' e le istituzioni di ricerca, pagando per tali prestazioni.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Il CNR deve divenire l'interlocutore privilegiato e organizzato per tutte le esigenze dell'impreditoria nazionale. I contatti con l'Universit sono utili sia all'Universit che al CNr. In particolare il CNR dovrebbe avere sempre un osmosi con gli studenti, tesisti e dottorandi. Il CNR deve fare ricerca scientifica di alto livello, collaborando con l'Universit se possibile, e cosi (forse) generando ricadute anche di tipo imprenditoriale. Il CNR non deve fare imprenditoria e servizi all'industria direttamente, per questo ci sono e sono gi previsti strumenti quali le societ spin off. Il CNR deve fare ricerca, l'Universit deve insegnare. Occorre un rapporto di pari dignit che l'Universit finora non ha mai voluto accettare. Se questo rapporto esistesse si potrebbe prevedere un meccanismo di scambio per cui un universitario potrebbe venire da noi a fare ricerca in alcuni periodi della sua carriera, abbandonando l'insegnamento, ed un CNR potrebbe andare a fare didattica in alcuni momenti della sua maturazione abbandonando la ricerca. Oggi questo non possibile, i professori rimangono professori ed hanno doppia seggiola al CNR ed i ricercatori CNR sono visti ancora troppo spesso come appendici delle macchine che fanno andare (colpa anche della carenza di tecnici che si fa sentire sempre di pi) Quanto all'imprenditoria il suo compito e quello di dare dei fondi indirizzati alla risoluzione di alcuni problemi specifici di suo interesse, attraverso dei bandi di gara aperti a tutti e non solo al CNR. Un ruolo importante oggi lo hanno anche le societ di SPIN-OFF nelle quali il CNR vede applicate le tecniche che mette a punto e pu dare sbocco a quella percentuale di giovani che cresce e che non pu fisiologicamente assorbire nella ricerca (il rapporto ideale sarebbe 2 ne tengo ed 8 li mando a lavorare in uno spin-off). Si risolverebbe cos il problema del primo impiego qualificato che uno dei tanti problemi dell'attuale mercato del lavoro. Il CNR deve fare ricerca: Ossia aumentare la conoscenza. I finanziamenti devono essere dati in base al merito (numero delle pubblicazioni). A tutti deve essere consentito di lavorare (finanziamento minimo per la ricerca). Deve essere chiaro a tutti che solo grazie alla ricerca di base che vi stato progresso scientifico e tecnologico. Il CNR deve riassumere un ruolo guida nella programmazione scientifica e attirare a se tutte le componenti del mondo scientifico. Senn inevitabile l'effetto ENEA Il CNR dovrebbe avere la stessa funzione delle Universit Il CNR dovrebbe avere un rapporto biunivoco paritetico proponendo innovazione e accettando le sfide lanciate dall'industria. Dovrebbe essere la sede delle grandi apparecchiature e il centro nevralgico dei saperi propri, dell'universit e dell'industria. Il CNR dovrebbe avere un ruolo di stimolo con l'imprenditoria e di interscambio con le Universit Il CNR dovrebbe collaborare con Universit e imprenditoria per trasferire e valorizzare attivit di ricerca e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese. Il CNR dovrebbe essere pi autonomo rispetto alle necessit imprenditoriali svolgendo, collaborando con l'universit in maniera paritetica Il CNR dovrebbe svolgere attivit di ricerca orientata alle applicazioni decise e programmate a medio/lungo termine (p. es. 5-10 anni) in ambito nazionale con contributi dell'imprenditoria che svolge attivit di ricerca e dell'Universit. Il CNR dovrebbe valorizzare al massimo la caratteristica dell'interdisciplinarit, ed essere all'avanguardia nel promuovere nuovi campi disciplinari Il CNR dovrebbe, rispetto all'universit, essere meno orientato alla ricerca di base e pi alle applicazioni. Il suo ruolo primario dovrebbe essere quello di mantenere i contatti fra la ricerca di base e l'industria. Il CNR e le Universita' sono entrambi "di Stato", ma con missioni diverse, complementari e spesso sovrapposte. La ricerca e' un sistema complesso, difficile da "regolamentare". Ancora piu' difficile il rapporto col mondo economico che ha un ineeresse completamente diverso. Ritengo che non sia un problema di definizione di missione ma di attuazione di missione Rendere la ricerca snella, libera, entusiasmante senza dimenticare la valutazione e la rendicontazione di soldi pubblici: questa e' la sfida. Il CNR, quale ente pubblico di ricerca dovrebbe promuovere la collaborazione con Universit e Soggetti privati ma in totale autonomia e perseguendo obiettivi di eccellenza scientifica (la ricerca pubblica non deve soggiacere a finalit contingenti o di parte). Il confronto deve essere a livello internazionale.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Il livello paritario con Universit affermato in linea di principio, ma mai realizzato. Vedi Commissioni Concorsi CNR e Commissioni Concorsi Universit Il rapporto deve essere di estrema collaborazione come avviene in tutto il mondo. Il CNR dovrebbe per puntare a somigliare un p di pi ad Enti come il Max Planck in Germania, e un p meno ad una agenzia d'affari. D'altra parte il rapporto ricercatori/numero totale di dipendenti del CNR fa dubitare che la ricerca sia veramente la mission del CNR In generale i diversi enti di ricerca nazionali dovrebbero cooperare, ciascuno con le proprie specificit, alla crescita tecnologica del paese sostenedo e sviluppando sia le tecnologiche di frontiera e orinetate alla applicazione che la ricerca di base, vero motore propulsore della capacit di produrre innovazione. In primis assoluta indipendenza (vedi sopra punto 3). Con l'universita' un rapporto di parita' assoluta per l'accesso a fondi nazionali. Con l'industria bisogna adottare come preliminare una seria campagna di mutua conoscenza. Non ci sono i preliminari (a parte le discipline naturalmente aperte all'applicazione industriale) per una conoscenza realistica delle potenziali applicazioni industriali delle proprie "scoperte". L'attivit principale del CNR la Ricerca, che non pu essere l'attivit principale dell'Universit. La ricerca finalizzata doverbeb essere una buona fetta (70%) della ricerca CNR, sebbene non vincolata ai tempi e alle modalit dell'industria. L'imprenditoria nazionale dovrebbe prendere l'iniziativa di monitorare in modo programmato la produzione scientifica del CNR, in modo da individuare possibili interazioni. Ma l'interazione con l'imprenditoria non dovrebbe essere una finali principale del CNR. Il CNR dovrebbe far partire un programma di dottorati di ricerca, con propri finanziamenti continuativi. Dove possibile, gli Istituti CNR dovrebbero essere collocati all'interno dei campus universitari, ma in strutture totalmente autonome se non per l'eventuale accesso coordinato a strumentazioni costose di propriet del CNR o dell'universit La missione del CNR deve prevedere rapporti stretti con UNIVERSITA ed industria. Fondamentale i contatti tra la ricerca, la formazione e l'applicazione La missione del CNR dovrebbe essere la RICERCA. Per ricerca, ovviamente, si intende ricerca internazionale, per cui sono spontanee le collaborazioni con altri Enti o Universit nazionali o internazionali. Possono esserci collaborazioni anche con aziende che fanno ricerca (nazionali o internazionali non conta, e non ha senso parlarne: la ricerca non ha confini) La missione dovrebbe essere la conoscenza poi se altri enti e strutture incontrano la nostra missione ben vengano ma non porrei le collaborazioni cme missione La principale differenza fra il CNR e l'Universita' dovrebbe essere quella di essere la culla, anche in collaborazione con l'Universita', di nuovi settori di ricerca interdisciplinari, che poi, una volta maturati, diverrebbero settori disciplinari. I rapporti con l'imprenditoria nazionale sono fortemenete condizionati dallo stato di arrettratezza della maggior parte delle imprese. Il CNR dovrebbe operare, con una parte ben definita delle sue risorse, come consulente di imprese nazionali a fronte di adeguati finanziamenti Le imprese devono poter incontrare la ricerca con offerte di collaborazione chiare, in cui l'interesse reciproco vada salvaguardato e getti i presupposti per nuovi sviluppi di collaborazioni e non solo progetti occasionali di pura convenienza per partecipare a qualche bando specifico o per utilizzare strumentazione e personale in maniera economica. Le universit dovrebbero guardarci come fratelli di ricerca e non come rivali, quindi Cooperazione, e Formazione sono compiti che siamo in grado di svolgere e ottemperare. La ricerca del CNR virata( nell'ultimo decennio) anche verso settori pi strettamente applicativi. Alle imprese manca la conoscenza di ci che sappiamo fare e che possiamo fare come collettivit. Il contatto con le imprese si basa sempre su un contatto del singolo e questo preclude la reale collettiva capacit di operare. Massima integrazione con entrambi, le proprozioni ovviamente variano per settori disciplinari diversi. Integrazione scientifica con principio di reciprocit in tutto. Mobilit bidirezionale con l'Universit (le ricerche e le competenze sono molto simili). Collaborazione con l'imprenditoria su progetti finanziati sia dalla parte pubblica che dalla parte privata. Molta piu' collaborazione ed anche mobilita'. Ma anche CNR centro formazione alla ricerca

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Molto pi stretto e coordinato, in qualche modo dovendo svolgere un ruolo intermedio tra i due soggetti. NON ESSERE SUCCUBI. CHE NELLE COMMISSIONI DEI CONCORSI CNR PREVALGANO I CNR E CHE I CNR POSSANO ESSERE NEI CONCORSI ALTRUI (PRINCIPIO DI RECIPROCITA') NON servizio e NON subalternit Non molto diversa da quella attualmente enunciata N servi n padroni. Pari dignit scientifica con l'Universit. I ricercatori CNR hanno bisogno di "capire" i problemi dell'imprenditoria nazionale e non il contrario. La mission del CNR dovrebbe incentivare la presenza per brevi periodi di ricercatori a tempo determinato e indetermianto nelle aziende, una sorta di STM all'interno delle PMI italiane. Paritario Paritario e di collaborazione Paritario, con indipendenza assoluta della ricerca di base Paritetico con le Universita'. Di reciproco interesse con le Imprenditoria nazionale. Partner a pari livello permettendo facili passaggi da e per l'universit ed incrementando le collaborazioni industriali Partnership alla pari. Partnership paritetica con l'Universit, anche per la formazione post-laurea. Fornitore di know-how specifico al sistema delle imprese, ma non come attivit conto terzi Pi relazione con il mondo imprenditoriale serio e nessun rapporto con l'universit che oramai alla deriva. Posizione centrale tra UNI e Ind Principi di reciprocit Rapporto di collaborazione alla pari con l'Universit e supplier di tecnologia e soluzioni di R&S verso l'imprenditoria. Rapporto di collaborazione in progetti scientifici finalizzati, nella piena indipendenza. Rapporto di equivalenza e condivisione totale di risorse ed esperienza con le Universit. Il rapporto CNRImprenditoria deve essere di assoluta parit con un ruolo guida da parte del CNR. Rapporto paritario sulle ricerche e sulle modalit di acquisizione di fondi senza escludere la collaborazione necessaria allo svolgimento delle ricerche Rapporto privileviato con l'universit in quanto centro di formazione primaria delle future risorse umane. Rappresentare il trait d'union, cercando complementariet e sinergie con l'universit, ed essendo i nterlocutore con l'imprenditorialit Ricerca pi applicativa e pi orientata allo sviluppo imprenditoriale Scambio e simbiosi continua con l'Universit, scarsa collaborazione in alcuni campi con l'imprenditoria nazionale Scambio scientifico-tecnologico sulla base di specifiche convenzioni. Si alla collaborazione scientifica e didattica (tutoraggio di tesi di laurea e di dottorato) con le Universit. No alla colonizzazione di Istituti CNR da parte delle universit con drenaggio di posti di lavoro e risorse finanziarie. Si dovrebbe far capire al tessuto imprenditoriale quali sono le peculiarit dell'universit e quali le potenzialit del CNR. Non ci pu essere questa sovrapposizioni di ruoli e attivit. genera solo confusione

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Sicuramente un rapporto paritario con l'Universita': molte attivita' sono gia' svolte in collaborazione (o a volte in competizione) con i colleghi universitari. Non vedo differenze tra il mio rapporto con universitari o con altri ricercatori CNR a parte il settore specifico di attivit ed una certa "sudditanza psicologica" per cio' che riguarda i progetti congiunti e la visibilita' dall'esterno. Ritengo invece che ci dovrebbe essere piu' collaborazione con il mondo industriale e soprattutto con le PMI che solo quelle piu' attive e che avrebbero piu' da guadagnare con l'attivita' di ricerca. Sinergia con l'Universit e supporto all'imprenditoria Sinergica ma evitando fenomeni di cannibalismo tra partner. Dovrebbe dunque essere chiaro l'outcome per ogni attivit di collaborazione per i singoli partner. Sinergie per lo sviluppo di conoscneza scientifica di base ed applicata Sono sempre per la massima liberta': una collaborazione regolata e paritaria mi pare un punto di forza da non temere. Soprattutto con l'imprenditoria dovrebbe essere di stretta collaborazione. Il mondo della ricerca (almeno nel nostro settore) ha dimostrato di essere nettamente distaccato da quello imprenditoriale. Non esiste un reale dialogo e scambio di interessi o manifestazione di esigenze tra le due realt. Stretta collaborazione con l'Universita`. Scambio di informazioni e competenze con l'imprenditoria Strettissimo. Con l'universit va da s. Con l'imprenditoria problematico perch il nostro tessuto imprenditoriale, basato prevalentemente sulle PMI, non porta finanziamenti (tranne che per i progetti europei dove le aziende hanno convenienza). Totale indipendenza, stretta collaborazione. Un rapporto di collaborazione paritario e non subordinato. Un rapporto esclusivamente scientifico e progettuale, senza sovrapposizioni di organi decisionali. I dipartimenti potrebbero coordinare la partecipazione (in questo caso anche finanziaria) a progetti ed infrastrutture comuni, con particolare attenzione al coordinamento di strutture e sedi in specifiche aree del territorio. Un rapporto paritetico Un rapporto volto allo sviluppo ed al trasferimento di competenze scientifiche a sostegno della crescita delle competenze tecnoclogiche Universit: Piena collaborazione a pari livelli Imprenditoria: finanziamento delle ricerche di specifico interesse per l'imprenditore Universit: partnership per creare massa critica per progetti scientifici e formazione Imprenditoria nazionale: partnership per trasferimento all'industria nazionale dei risultati della ricerca nell'ottica di rilanciare l'economia e la cultura del paese Va facilitato l'inserimento di personale CNR nell'universita` e nell'industria e viceversa. In generale, penso che sia meglio mantenere la "missione" del CNR il piu` possibile elastica. Vista l'appartenenza del CNR e dell'Universit allo stesso ministero, le arre di ricerca CNR dovrebbero essere sistemate all'interno delle arre universitarie al fine di rendere possibile la fruizione di piattaforme scientifiche, servizi e facilities in genere. Tra le due Istituzioni dovrebbe esistere collaborazione a livello scientifico e formativo nel rispetto, per, delle ripsettive autonomie e principali missioni: formazione per l'universit e riocerca per il CNR. In altri termini si rendono necvessarie direzioni ed amministrazioni diverse ed autonome. certamente di collaborazione, ma come si dice qui gi al nord:"ofel fa el to mest" ci dovrebbe essere libero passaggio da una carriera all'altra. Il CNR deve accelerare rapporti con imprenditoria nazionale: Gli istituti "tecnici" devono accentuare rapporti con industrie. Ora c'e troppa inerzia tra i tempi della ricerca e i tempi richiesti dalle imprese. collaborativa e paritetica senza sottomessione all'Universit, come accade oggi collaborazione

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR collaborazione e pari dignit. collaborazione e partecipazione a progetti di ricerca di comune interesse collaborazione mantenendo un livello piu' elevato in campo scientifico relativamente alle attivita' applicative, per efftto anche di un aggiornamento continuo delle strutture, cosa che ora non avvade collaborazione nelle attivit di ricerca e nel reperimento di fondi su temi di interesse comune collaborazione non gestionale collaborazione reciproca con Universit di complementariet e con imprenditoria di riferimento con i due soggetti citati dovrebbe rappresentare uno degli elementi trainanti per lo sviluppo sostenibile della nazione con l'Universita' i rapporti esistono gia', sul piano scientifico. Sarebbe bello, se la situazione dell'Universita' e del CNR non fossero quelle che sono, una maggiore facilita' alla mobilita' e cooperazione per i/le ricercatori/trici CNR. Ma non dipende solo da noi. con l'Universit un ruolo di collaborazione-supporto, soprattutto per la parte tecnologica, mentre con il mondo imprenditoriale essere il canale principale per l'innovazione tecnologica e la sua applicazione a livello indutriale. con l'universit un rapporto paritario, di collaborazione e concertazione nelle attivit, nella gestione dei finanziamenti e nell'attivit di docenza a livello di dottorato e post dottorato con l'universit, maggiore collaborazione per far istituire corsi su temi nuovi e/o multidisciplinari, e seguire tesi, borse di studio, dottorati, master. con l'imprenditoria, per trovare finanziamenti per borse di studio e per ricerche. con la universit: ci vorrebbe un rapporto egualitario, e non "Huxleyano" (tutti siamo uguali, a alcuni pi uguali degli altri). con le imprese: possiamo collaborare molto stettamente, ma questo e un nostro sottoprodotto, non una missione. con le universit su base scientifica con il rispetto delle proprie autonomie e del tutto paritetica. Con l'imprenditoria a far capire che solo la ricerca di base l'unico motore trainante per l'innovazione e a invitarli a colmare da parte loro lo 0,5 % del PIL per il finanziamento della ricerca, con sistemi di controllo, da parte loro, sull'utilizzo dei fondi assegnati con universita': paritario Imprenditoria nazionale: dipende dal tipo di domanda condivisione della fase di individuazione delle priorit strategiche ai fini della applicazione futura; panel paritetici di valutazione dei risultati dei progetti finalizzati o strategici condivisione di strategie e risorse su specifici obiettivi da rivedere periodicamente in base ai risultati conseguiti e ai problemi presentatisi credo che il rapporto con l'universit dovrebbe essere pi paritario. Prevedere ad esempio che le docenze dei ricercatori cnr avvengano per supplenza (quindi nell'orario lavorativo) e non per contratto. E soprattutto maggiori margini di indirizzo e coordinamento per i gruppi cnr nei progetti comuni (in questo per i prin la situazione sta un po' migliorando). da quando esiste una imprenditoria nazionale? totale reciprocit, o ognun per s di collaborazione di collaborazione e trasfreiemtno tecnologico con le imprese e di collaborazione scientifica con le universit di confronto con l'univresit e di proposta con l'imprenditoria di divulgazione e collaborazione finalizzate a risultati di interesse specifico nei vari campi di piena collaborazione di piena collaborazione e non subordinato come spesso avviene

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR di stimolo, di informazione, di supporto e, specie per quanto riguarda l'imprenditoria, d'indirizzo dovrebbe essere sostenuta economicamente e incentivata al massimo la ricerca libera e di base. Questa deve essere la missione del principale ente di ricerca scientifica. I rapporti del CNR con Univ e imprenditoria devono essere paritari e non subordinati come invece accade. effettiva ed attiva collaborazione e mobilit dei Ricercatori tra gli Enti e con le Universit. esistono delle convenzioni tra il CNR e le diverse Universit che potrebbero essere utili: ma non vengono attuate! Si dovrebbe verificare se i comitati paritetici lavorano e se non lo fanno cambiarli. Con le imprese si dovrebbero creare opportunit di conoscenza reciproca e collaborazione, soprattutto a livello territoriale, ma non solo. essere centro di attivit per personale universitario interessato. avviare attivit coordinate con l'mpreditoria nazionale su temi strategici a lungo termine favorire in maniera premiante la mobilit forte interazione con entrambi forte scambio reciproco con l'universita' l'impreditoria eserciti un controllo sui settori applicativi della ricerca ma rispetti l'autonomia della ricerca di base e ne riconosca il valore strategico i rapporti con l'universit dovrebbero essere di continuo e proficuo interscambio di idee, strumentazione scientifica, progetti. Se i rapporti con l'imprenditoria sono troppo forti, si rischia di diventare un ente di servizio piuttosto che di ricerca il CNR DOVREBBE INDIVIDUARE I PERCORSI AFFINCH OGNI RICERCA, DAI GRANDI TEMI AL SEMPLICE SERVIZIO, TROVI UNA SUA COLLOCAZIONE IN UN AMBITO SPECIFICO AL FINE DI FRUTTARE GUADAGNO PER L'ente E RISORSE PER IL PARTNER il punto di raccordo come quando funziona bene il cnr riesce ad essere. legame con le cattedre scientificamente affini e promozione di ricerca collaborativa con l'industria (particolare attenzione ai fabbisogni della pmi) libert di azione a livello di progettualit scintifica, collaborando con le universit e tenendo parallelamente presenti le esigenze dettate dal mondo dell'imprenditoria nazionale ma, nello stesso tempo, temi non obbligatoriamente legati ad aspetti commerciali. maggiore collaborazione con universita`, possibilmente bidirezionale. Imprenditoria: ha senso se intendono finanziare ricerca, non acquisire risorse a basso prezzo. maggiore dialogo di quello che sino ad oggi c' stato, se c' stato massima interconnessione su piano paritetico mi avvalgo della facolt di non rispondere ! molto intenso e produttivo molto stretto, basato su condivisione di conoscenza e scambio di personale (intendo proprio fisico, per periodi anche prolungati di tempo) ma salvaguardando l'ASSOLUTA AUTONOMIA del personale del CNR non dovrebbero essere in competizione, ma anzi dovrebbero essere complementari non sono la stessa cosa: rapporto fortissimo con l'universit, distinzione netta dei ruoi con l'imprenditoria paritario con l'Universit e di traferimento di conoscenze con l'imprenditoria paritetica trasferimento paritetico partecipanti a tavoli di lavoro comuni per armonizzare l'attivit di tutti possibilt di coordinare e assegnare finanziamenti su progetti medio-grandi rapporto di collaborazione alla pari , ma con quali risorse ???

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR rapporto in parallelo in entrata ed uscita, nodo intermedio fra formazione ed applicazione rapporto stretto, specialmente con l'industria ricerca di base + piani finalizzati rispettivamente attivit di alta formazione e trasferimento tecnologico. scambio scambio di personale e collaborazioni scientifiche sinergia sono due domande differenti - rispetto all'universit il rapporto antitetico. Bisogna scegliere politicamente qual' il "luogo" della ricerca. Rispetto all'imprenditoria manca una vera e propria struttura per il trasferimento tecnologico dell'innovazione ( forse in nuce con il TTO della Presidenza ora) sostegno alla ricerca anche di base (universit) e al trasferimento tecnologico (mondo impreditoriale) stretta collaborazione sviluppo di poche realt scietifiche di valore strategico e internazionale sia per la ricerca universitaria che industriale ecc. Piani a medio lungo termine con obbiettivi precisi Piccole iniziative curiosity driven teoricamente nessuna preclusione con alcuno, ma di quali imprenditori nazionali stiamo parlando? tra CNR e Universita' dovrebbe esserci osmosi profonda; per quanto riguarda la ricerca, e' nella missione di entrambi. I rapporti con l'impresa (e i servizi, da non dimenticare: pensate alla protezione civile, i servizi meteo-ambientali, ecc)) dovrebbero essere di rendere note e fornire le conoscenze necessarie alla innovazione. trait d'union fra l'Universit e il mondo imprenditoriale trasferimento tecnologico verso l'industria e collaborazione in progetti e alla didattica con universit su piano paritetico un rapporto sinergico all'interno della catena del valore che va dalla scienza/ricerca al mercato/industria universita': concorrenziale e collaborativo Imprenditoria: il CNR non deve essere considerato come una modalita' di ottenimento di servizi a costo piu' basso di quanto proposto dal mercato (questo e' l'usuale approccio delle imprese, per la mia esperienza)

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d29. Vorresti anche strutture simili ai precedenti Centri di Studio?

s 16%

Non so 23%

no 61%

d30. Quali sono le principali fonti di finanziamento della ricerca nelle quali stai operando?
partecipazione progetti PON MIUR 8% altro 9% VII FP 10% ordinarie 13% altri fondi Europei 13% partecipazione POR 6% non so 3% altri fondi nazionali 23% commesse di privati 15%

Risposte aggregate
altri fondi nazionali Non so ordinarie commesse di privati,altri fondi nazionali ordinarie,altri fondi nazionali 26 22 20 19 15

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commesse di privati altri fondi nazionali,VII FP altri fondi nazionali,VII FP,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi Europei VII FP altri fondi Europei altro altri fondi nazionali,altri fondi Europei altri fondi nazionali,altro ordinarie,altri fondi nazionali,altro ordinarie,altri fondi nazionali,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,altri fondi Europei commesse di privati,VII FP ordinarie,altro ordinarie,commesse di privati commesse di privati,altro ordinarie,commesse di privati,altri fondi nazionali ordinarie,partecipazione progetti PON MIUR VII FP,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP ordinarie,altri fondi Europei partecipazione progetti PON MIUR altri fondi nazionali,partecipazione POR,altri fondi Europei ordinarie,VII FP altri fondi Europei,altro altri fondi nazionali,partecipazione POR altri fondi nazionali,VII FP,altri fondi Europei,altro commesse di privati,altri fondi nazionali,altri fondi Europei,altro altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR ordinarie,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei ordinarie,altri fondi nazionali,VII FP commesse di privati,partecipazione POR commesse di privati,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR partecipazione POR VII FP,partecipazione progetti PON MIUR commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,altro commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR altri fondi nazionali,altri fondi Europei,altro ordinarie,partecipazione progetti PON MIUR,altro partecipazione POR,altri fondi Europei altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR ordinarie,commesse di privati,altro commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR altri fondi nazionali,VII FP,altro commesse di privati,VII FP,altro

11 9 9 9 9 9 9 8 8 6 6 5 5 5 5 5 4 4 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

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ordinarie,commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altro commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR commesse di privati,VII FP,partecipazione POR,altri fondi Europei,altro commesse di privati,VII FP,partecipazione POR,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei ordinarie,altri fondi nazionali,altri fondi Europei,altro ordinarie,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR ordinarie,commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei commesse di privati,VII FP,altri fondi Europei altri fondi nazionali,partecipazione POR,altro ordinarie,commesse di privati,altri fondi Europei ordinarie,commesse di privati,partecipazione POR commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei ordinarie,commesse di privati,partecipazione POR,altri fondi Europei ordinarie,commesse di privati,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR ordinarie,commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR VII FP,altri fondi Europei,altro ordinarie,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei ordinarie,altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei ordinarie,commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione POR,altri fondi Europei,altro ordinarie,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altri fondi Europei partecipazione progetti PON MIUR,altro ordinarie,commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR ordinarie,commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR ordinarie,altri fondi nazionali,VII FP,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR altri fondi nazionali,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR,altro commesse di privati,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,partecipazione POR altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei VII FP,partecipazione POR,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei ordinarie,altri fondi Europei,altro commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione progetti PON MIUR,altri fondi Europei,altro commesse di privati,partecipazione POR,altri fondi Europei commesse di privati,altri fondi Europei,altro ordinarie,VII FP,altri fondi Europei

2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

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commesse di privati,altri fondi nazionali,VII FP,altri fondi Europei altri fondi nazionali,VII FP,partecipazione POR,altri fondi Europei commesse di privati,partecipazione progetti PON MIUR,altro ordinarie,partecipazione POR

1 1 1 1

Altro
Accordi regionali Agenzie regionali Altro: fondi regionali e di fondazioni bancarie fondi da fondazioni internazionali Applicazione Tattato Internazionale sulla Biodversit Bandi ASI Collaborazioni Collaborazioni con altri istitui ed istituzioni Convenzioni con Enti Pubblici, Contratti ESA Convenzioni con Enti territoriali regionali ESA ESA e ASI Enti locali Finaziamenti di fondazioni (Fondazione ROma) Fondazioni private Fondi LIFE, Regioni ed Enti locali, Ministeri, FIRB, altri Enti Fondi comunali, regionali Fondi regionali Fondi stanziati dalla Regione Lombardia, DG Agricoltura Fonti Regionali per specifiche problematiche di difesa da specie invasive Inviti da universita' straniere, attivita' editoriale, progetti CNR bilaterali La dotazione ordinaria NON utilizzata per finanziare la ricerca nel mio Istituto Ministero della Salute, PRIN NON SONO PREVISTI FONDI PER IL PERSONALE TECNICO ANCHE SE QUELLO PI GRAVATO DI RESPONSABILIT PER IL BUON FUNZIONAMENTO SEL SISTEMA CNR PRIN Partecipazine ad infrastrutture di calcolo. Progetti 297 Progetti nazionali e regionali. Progetti regionali Progetti regionali, magari su fondi europei RSTL RSTL, MInistero degli Esteri Una fonte di risorse non trascurabile sono le regioni e gli enti locali in genere.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR collaborazione con societ private ed enti pubblici assegnatari di progetti di ricerca committenza di enti locali conto terzi convenzioni con altri Istituti CNR derivanti da organizzazione di convegni enti pubblici finanziamenti da enti di ricerca USA finanziamenti regionali fondazioni banche fondi INFN; fondi da ricerca a tema libero. fondi MIPAAF fondi MIUR (PRIN) e fondazione CARIPLO fondi PRIN da Universit; fondi MIPAF e Enti locali per servizio e applicazione fondi Registro.it fondi di formazione, collaborazioni finanziate da istituzioni estere fondi regionali fondi regionali (ma non PON/POR) fondi ministeriali il mio gruppo e' finanziato prevalentemente da ESA e ASI il primo punto l'anno scorso e satato di 2400 euro, e quest'anno sono statio promessi 700 euro (non uno scherzo e non ho sbagliato le cifre). inclusione in progetti con gestione esterna all'ente introiti da organizzazione di convegni le ricerche di base sono in sofferenza sia nel CNR che nell'Universit,e andrebbero tutelate con fondi ad hoc sulla base di valutazione ex post. Il CNR sta buttando via investimenti in apparecchiature e personale se non provvede all'aggiornamento delle prime e al passaggio di competenze nel secondo principalmente MIUR progetti di ricerca finanziati dalla fondazione Cariplo progetti enti regionali progetti regionali progetti regionali di vario tipo provincia e comuni siamo costretti da troppo tempo a inseguire gli interessi della committenza, quasi sempre di scarso respiro scientifico una borsa di studio e una short mobility qualche anno fa. occasionalmente anche fondi 'personali'

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

d31. Il canale prevalente di acquisizione di fondi esterni :


altro 4% il Dipartimento 4%

non so 5%

il CNR 4%

la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto 27%

la tua rete di contatti 56%

Risposte aggregate
la tua rete di contatti la tua rete di contatti,la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto Non so la tua rete di contatti,altro la tua rete di contatti,il Dipartimento altro il CNR la tua rete di contatti,il CNR la tua rete di contatti,la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,il Dipartimento la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,il CNR la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,il Dipartimento,il CNR il CNR,altro la tua rete di contatti,la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,il CNR la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,il Dipartimento,il CNR,altro la tua rete di contatti,il Dipartimento,altro la rete di contatti nella quale si colloca l'Istituto,altro il Dipartimento,il CNR il Dipartimento 164 73 45 23 9 8 7 6 6 3 2 2 1 1 1 1 1 1 1

Altro
Capacit progettuale, reputazione Euratom Fondi europei

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Fondi regionali tramite il mio Istituto. Applicazione a tappeto a tutti i bandi di finanziamento pubblici e privati che coprono la mia area di ricerca. Il dipartimento rallenta la trafila di presentazione dei progetti. Deve bastare l'autorizzazione del direttore di Istituto. L'uNIVERSIT La collaborazione con i colleghi del Dip. di Scienze Biochimiche della Sapienza La rete di contatti della UOS di cui faccio parte La rete di contatti nella quale si colloca la commessa. REGIONE, FONDAZIONI, BANDI EUROPEI Universit andare a cercare i bandi regionali, nazionali e internazionali a cui partecipare asi partecipazione al PRIN firb e erc il dipartimento universitario presso cui opero (convenzione) il fatto che il nostro gruppo e' conosciuto a livello internazionale e si pone come leader in molte ricerche la competenza specifica nel settore in cui si opera la mia rete di contatti vuol dire, per me come per tutti gli altri, mettere in gioco quotidianamente la mia faccia e le mie capacit di dimostrare a qualcuno che quello che faccio o da quello che faccio possa derivare qualcosa che qualcuno possa ritenere utile, e finanziabile, senza altro aiuto dal CNR che la presenza nel mio biglietto da visita del simbolo del CNR, che ha un grande valore: quello che gli abbiamo dato io e tutti quelli come me, che cercano di fare della ricerca nonostante tutto, e non del libero professionismo mascherato da ricerca, che lavorano seriamente e che rispettano gli impegni. Non mi mai capitato che il mio Direttore di Dipartimento o qualcuno "di Roma" mi abbia mai portato, non dico il becco di un quattrino, ma neppure una opportunit di progetto. In compenso entrambi sottraggono dei soldi ai progetti che mi vengono finanziati l Il CNR ed il Dipartimento sono spesso stati un ostacolo la rete di contatti del responsabile della mia attivit la rete di contatti della sezione dell'istittuo a cui appartengo occupo circa il 45% del mio tempo a reperire fondi. Tempo sottrato alla ricerca, che dovrebbe essere la mia attivit.

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d32. L'attivit di ricerca dell'Ente si basa sempre pi su fondi erogati con bandi Europei, Nazionali o Regionali che richiedono una quota di autofinanziamento: ritieni che tale richiesto cofinanziamento sia adeguatamente sostenuto dall'Ente nel breve

Non so 14% s 28%

no 58%

Argomenta (sintesi) Troppe energie e attenzione sottratte alla ricerca per il reperimento dei fondi Aumento della responsabilit amministrativa e legale dei ricercatori, senza adeguato riconoscimento Inseguimento del gi esistente a scapito dellinnovazione, pur di ottenere finanziamenti Il CNR sostiene con gli stipendi; con i fondi esterni si contribuisce alle spese di mantenimento delle strutture Il co-finanziamento bisogna cercarlo sul mercato; a carico dei singoli ricercatori o degli istituti Il co-finanziamento evidente solo in fase di rendicontazione Impossibile accedere a bandiche non permettono co-finanziamento con tempo / persona La mancanza di fondi per il rinnovo della strumentazione limitas lacquisizione di fondi esterni Gli investimenti per la ricerca sperimentale sono inadeguati auspicabile un maggiore supporto ai ricercatori che portano fondi e un loro coinvolgimento nella definizione di strategie Pesanti i prelievi non dipendenti dalle spese di progetto: deve essere rivista la gestione dei co-finanziamenti e delle spese generali Dovrebbe essere costituito un fondo CNR per il co-finanziamento di progetti nazionali e internazionali Potenziare servizi e consulenze conto terzi perch contribuiscono al co-finanziamento Co-finanziare solo con tempo / persona pone un limite superiore allacquisizione di fondi Negativa lipotesi di restituire alla Sede Centrale una quota delle spese del personale Gli importi e i tempi del sostegno CNR sono inadeguati

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Argomenta (esteso)
1) tale attivit storna drammaticamente il capitale sociale del cnr dalla ricerca al reperimento dei finanziamenti 2) ci determina, alla lunga, un impoverimento culturale 3) aumento delle responsabilit, anche legali, senza un adeguato riconoscimento in termini economici e curriculari 4) la politica finisce per assurgere a indirizzo mentre la ricerca si piega a tale sollecitazione. ci determina un capovolgimento di fronte, la ricerca e l'innovazione vengono piegate alle visioni di insieme, alle inerzie e alle conoscenze del 'gi esistente'. Insomma l'innovazione come negazione dell'innovazione. A parte il pagare gli stipendi, il CNR ci da' poco supporto, visto che siamo costretti ad usare i fondi esterni per pagare le spese generali (acqua, luce e utenze varie) A parte il personale (rispetto a cui in ongi caso non c' nessuna politica) il cofinanziamento lo sis suda sul mercato della ricerca con i privati (quando ci si riesce) Adesso stanno addirittura istituendo una sorta di "tangente" sui fondi di qualsiasi tipo reperiti autonomamente dagli istituti da consegnare ai Dipartimenti, che li assegneranno discrezionalmente ... Al cofinanziamento va ad aggiungersi la quota che viene data all'istituto e adesso forse anche il prelievo Al momento l'autofinanziamento e' esclusivamente a carico del proponente ed eventualmente dell'Istituto Attualmente il cofinanziamento non esiste o meglio si evidenzia solo in fase di "finanza rendicontativa". Sarebbe auspicabile che il CNR distribuisse parte della dotazione ordinaria in ottica di cofinanziamento Coi fondi ordinari, non riesce neanche a pagare le spese di base (utenze e buoni mensa), quindi se un progetto richiede co-finanziamenti non copribili col nostro lavoro, non siamo in condizione di partecipare. Con alcune eccezioni p.es. PRIN Data la cronica mancanza di fondi l'unica possibilit rimane il cofinanziamento come mesi uomo Di fatto, il solo co-finanziamento possibile quello delle "ore persona". Inammissibile soprattutto in virt del fatto che il CNR chieder agli Istituti una quota su queste ore. Di quale sostegno parlate? Oltre a non avere sostegno dal CNR devo pure preoccuparmi di sganciare all'Istituto il 20% di overhead! Dipende. In genere dobbiamo trovarceli da soli i soldi. E' SOLO FITTIZIA COME PERSONALE, AM NON C' LIQUIDITA' PER FARE INVESTIMENTI E' difficile ottenere fondi che coprano personale assunto all'uopo e strumentazione - occorrerebbe un sestegno centrale per almeno uno dei due aspetti E' problematico coprire costi che non prevedano la copertura come mesi uomo. Essendo i fondi ordinari irrisori contribuiscono marginalmente al cofinanziamento. Il cofinanziamento grosso fornito dagli stipendi degli indeterminati e determinati e laddove permesso dai fondi da altri contratti esterni. Fino allo scorso anno l'Istituto accantonava la quota necessaria immobilizzandola anche per 10 mesi ed oltre in attesa dell'esito dei bandi. 1 grosso limite nell'acquisizione di fondi esterni: la mancata disponibilit di risorse per il rinnovo della strumentazione, cui non pu fare fronte ovviamente la dotazione ordinaria dell'Istituto Fintanto l'autofinanziamento si "limita" alla messa a disposizione del personale per ora non c'e' stato problema. Generalmente si cofinanzia con il costo del personale, che , almeno per il momento, sufficiente. Gli investimenti per la ricerca sperimentale sono irrazionali e probabilmente inadeguati alle dimensioni del CNR Ho avuto un PRIN 2007 ed il mio Dipartimento ha accettato di sostenere la quota di autofinanziamento

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Ho partecipato a Progetti Cariplo e non ho mai ricevuto nulla in cofinanziamento da parte del CNR (come invece avvenuto per i colleghi universitari) Ho partecipato ad un Progetto PRIN 2007 e l'Ente si poi rifiutato di partecipare con la quota di cofinanziamento certificata dal Direttore in fase di stesura del Progetto. La conseguenza che il Dipartimento Universitario sede dell'Unit Operativa non vorr in futiro collaborazione con il mio Istituto I programmi Eurocores su argomenti teorici non sono mai finanziati dal CNR perche' gli istituti che svolgono ricerca di base hanno poca massa critica IL CNR partecipa a progetti come ad esempio ESF o IODP in modo discontinuo, asfittico, senza mettere risorse se non la quota di partecipazione, andando doppiamente in perdita: sottoscrive una quota ma poi impedisce ai suoi ricercatori di partecipare attivamente a questi progetti, negando ulteriori sostegni o finanziamenti. Sarebbe pi coerente non partecipare, anche se ci significa rinunciare al ruolo di nazione leader, cos come stato fatto in modo quasi totale nel caso dell'esperienza italiana in Antartide. Il CNR non si mai interessato di appoggiare i ricercatori che portano progetti. Nessuno si preoccupato di fare strategia con chi ha costruito nel tempo per l'ENTE. L'organizzazione che si intravede deve prevedere questo Il CNR spende male i pochi fondi stanziati per la ricerca. Avviene oggi ed avvenuto, per in minor misura, nel passato. Il CNr fino ad ora ha coperto il costo del personale strutturato Il cofinanziamento fittizio Il contributo del CNR sostanzialmente in natura (quote del personale partecipante). Ci drammaticamente insufficiente per due motivi principali: -risulta praticamente impossibile aggiornare e manutenere la strumentazione di base - sempre pi le agenzie di finanziamento richiedono un cofinanziamento reale e pongono limiti molto forti all'utilizzo del finanziamento. Il meccanismo dei prelievi confuso e disordinato. Non esistono regole e ci crea disordine anche amministrativo. Tutta la materia del co-finanziamento e delle spese generali va rivista in un rapporto equilibrato fra Istituti e sede centrale In molti casi il cofinanziamento e' relativo al costo del personale CNR In realt l'autofinanziamento si pu affrontare rendicontando gli stipendi e questo ci salva nella maggior parte dei casi. Esistono progetti (tipo i bilaterali di alta rilevanza del Ministero degli Esteri) che accettano di considerare il costo del personale solo in minima parte. Far fronte a questa situazione (peraltro anticipando fondi che verranno rimborsati, in parte, solo l'anno successivo) sempre pi difficile. In una situazione di assoluta mancanza di fondi ordinari (e di tremenda difficolta' di accesso a fondi su bandi) il congelamento di fondi con il cofinanziamento e' una trappola che blocca ulteriormente anche quelle frazioni di attivita' ancora sopravviventi. Io abolirei il cofinanziamento, che spesso virtuale, ed impedisce di fare domande di nuovi fondi se non si hanno fondi.... L'Ente dovrebbe prevedere ogni anno nel suo budget una quota per il co-finanziamento dei progetti nazionali ed internazionali L'Ente non fornisce capitale insufficiente per accedere ai fondi di progetti di rilievo L'Ente non ha piu' da anni una funzione di Agenzia di se stesi, e quindi il nome "consiglio" e' fuorviante all'Estero. E' un Ente esecutore della ricerca e cofinanzia solo con stipendi e oneri, ma cio' avviene in molti paesi del mondo. L'autofinanziamento avviene in termini di mesi-uomo del personale strutturato CNR L'autofinanziamento costituito dai costi del personale dovrebbe essere facile da sostenere. L'ente paga gli stipendi dei dipendenti L'instabilit dell'autofinanziamanto, legata ai cicli economici, crea interruzione di attivit scientifica con ricercatori fermi nel loro lavoro se non arrivano finanziamenti.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR L'unica forma di cofinanziamento e' data dagli stipendi del personale che partecipa al progetto. Se fossero richieste altre forme di cofinanziamento gli isituti CNR non potrebbero accedere ai fondi La burocrazia e' troppo farraginosa e scoraggio i partner La continua e progressiva riduzione di FFO determinsa l'utilizzazione dei residui di progetti terminati e rendicontati p'er sostenere le spese cogenti. Tale situazione rende molto difficile, se non impossibile, l'acquisto di niuova strumentazione e la partecipazione a progetti che richiedono un cofinanziamento per la conduzione della ricerca che non comprende il costo del personale: Questo il caso dei progetti finanziati dal Ministero degli Esteri e da alcune fondazioni che richiedono un cofinanziamento del 50%. La dotazione annuale viene costantemente ridotta, diventa difficile sostenere i costi di gestione e ogni richiesta di finanziamento deve inevitabilmente includere un overhead che "penalizza" la richiesta se paragonata a quella di istituzioni che, viceversa, cofinanziano in modo consistente le attivita' proposte. La necessit di competere per il finaziamento della ricerca necessita di rafforzare le aree di competenza scientifica innovativa e nello stesso tempo mostrare di avere una adeguata capacit di massa critica per il raggiungimento degli obbiettivi. Questi sono punti essenziali per competere in ambito Europeo ed Internazionale. In questo ambito essenziale che l'Ente possa promuovere eccellenze mediante pannel esterni alla comunit scientifica nazionale e capaci di ridurre la frammentazione a pioggia delle iniziative, compreso la riaggregazione di dipartimenti,istituti e progetti. La politica di assottigliamento del Fondo Ordinario assegnato a-criticamente su serie "storica" ormai anacronistica ed i "prelievi" sui fondi da conto terzi indirizzata a portare ad uno stallo di fatto dell'accessibilit a tali finanziamenti. La pressoch inesistenza dei fondi ordinari preclude ogni cofinanziamento sostenuto dall'Ente. Il cofinanziamento fatto esclusivamente con fondi provenienti da altri progetti. La spesa del personale CNR impegnata copre quasi sempre tale quota. Le prove conto terzi offrono un contributo rilevante e andrebbero quindi potenziate Lo e' finche' e' sufficiente il cofinanziamento in termini di stipendi del personale coinvolto. Lo solo quando il costo del personale dipendente considerabile. Quasi tutto l'autofinanziamento consiste nell'inserire i nostri stipendi e magari quelli di un collega e di un tecnico che non c'entrano niente nella ricerca, fino a completare la percentuale richiesta, perch poi sia erogato, in media, il 35% di tale richiesta. Molto semplice: i fondi del CNR sono troppo limitati. Praticamente la dotazione ordinaria per la ricerca quasi scomparsa NO, se parliamo in ternini di monetari. Come cofinanziamento utilizziamo principalmente il nostro tempo uomo NON SEMPRE, DIVENTA DIFFICOLTOSO RECEPIRE E CONSOLIDARE I GRUPPI CHE POTREBBERO AFFERIRE E PERTANTO FORMARE LA QUOTA DI COFINANZIAMENTO Negli ultimi eurocores le condizioni di partecipazione imposte dall'Ente erano proibitive per carenza di fondi Nei FIRB che ho avuto il cofin era unicamnete lo stipendio. Negli ultimi PRIN (2008) il CNR avrebbe dovuto finanziare con soldi 'veri' ma a giugno 2009 non sappiamo ancora se questo avverr. Di fatto non ho potuto partecipare ad alcuni calls (ad es. MAE Italia-USA), perch i bandi escludono lo stipendio del personale strutturato come parte del cofin ed io non sono in grado di indicare un cofin istituzionale del CNR. Nel caso del mio Istituto, l'Ente cofinanzia esclusivemente con il costo del personale a tepo indeterminato. Nel mio caso la quota di cofinanziamento e' sempre potuta essere coperta dagli stipendi CNR. Non sono a conoscenza di veri co-finanziamenti all'interno del mio istituto

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Nel senso che nei nostri progetti il cofinanziamento avviene mediante mesi-uomo pagati dall'ente. In caso di necessit di fondi "cash", per, saremmo costretti ad usare fondi a nostra disposizione proveienti da altre attivit Non esistendo in sostanza fondi ordinari praticamente impossibile cofinanziare progetti se non con le ore uomo Non mi pare ci siano fondi in merito Non vedo una vera forma di cofinanziamento del CNR tranne che in rari casi. Per cofinanziamento si parte sempre dalle quote di personale e l ci si ferma. Penso che il CNR dovrebbe impegnarsi a fornire il cofinanziamento richiesto per l'acquisizione di fondi di ricerca esterni. Potrebbe anche considerarsi un premio alla capacit dei ricercatori di attirare fondi Per gruppi di ricerca pesantemente coinvolti in progetti esterni il numero del personale disponibile pu essere non sufficiente a garantire la necessaria quota di cofinanziamento o limitare la possibilit di essere coinvolti in ulteriori progetti di ricerca. Spesso questo problema veniva risolto con l'inserimento di personale a tempo determinato, la prospettata decisione di trattenere a livello CNR centrale parte degli overheads derivanti da progetti esterni, provocando cos la riduzione della disponibilit' finanziaria dell'unita' partecipante al progetto fa s che non sia pi possibile ricorrere in modo adeguato a contratti a termine Poich nella parte dei costi cofinanziabili viene considerato l'ammoramento della strumentazione (oramai obsoleta e di conseguenza non richiedibile l'ammoratmento, inoltre mancherebbero comunque i tecnici dedicati), l'impossibilit di scaricare questi costi rende sempre pi difficile sostenere il cofinanziamento. Se come cofinanziamento si intendono anche i nostri stipendi l'Ente per ora non ce li ha mai fatti mancare Se continuano ad esserci tagli.... Se si tenta di prelevare alla fonte fondi che servono acofinanziamento ultimo esempio contro terzi, non si sostiene di fatto detto cofinanziamento Si tutte le volte che possibile considerare gli stipendi del personale, no negli altri casi Si, quando possibile utilizzare come contributo dell'ente il salario del partecipante al progetto. Tuttavia spesso non sufficiente a causa del fatto che nella partecipazione a bandi necessario anche garantire una quota di spesa legata ad altri costi e non avendo risorse proprie compromessa la partecipazione stessa. Si, se il cofinanziamento riguarda gli stipendi e non liquidit proveniente da altre fonti. Va modificata la normativa; ci troveremo presto senza risorse (mesi-persona) per partecipare a nuovi progetti assenza di un fondo dedicato al cofinanziamento, riduzione drastica delle dotazioni di base degli istituti assolutamente nullo attualmente l'ente mette solo la quota stipendi avviene esattamente il contrario i fondi procurati servono anche per pagare le spese dell'istituto. L'unico cofinanziamento sono gli stipendi del personale di ruolo che comunque solo una parte (minoritaria) del personale che partecipa al progetto ci paga lo stipendio cofinanziamento richiede investimenti per il futuro, e mi sembra che l'ente sia limitato i questo dai progressivi tagli in bilancio come quota relativa agli stipendi con la fame di denaro che hanno tutti gli istituti il cofinanziamento e' lasciato all'intraprendenza del singolo de facto, l'istituto che si autosostiene

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR domanda pleonastica - il cofinanziamento attuale costituto prevalentemente solo dai costi del personale finch si basa sul costo del personale fino ad ora sono sempre riuscito a co-finanziare con la quota di personale, o con altra attivit di natura commerciale ed in quanto tale maggiormante elastica in termini di rendicontazione i fondi vengono comunque "tassati" per finanziare la gestione delle strutture del CNR. Il cofinanziamento copre solamente gli stipendi. i mesi uomo sono un ottima quota di autofinanziamento il CNR non ha mai cofinanziato i progetti esterni. Pero' al tempo stesso non ha mai richiesto ai ricercatori la quota di rimborso del costo del personale relativa ai ricercatori a tempo indeterminato. La nuova politica prospettata dal presidente Maiani di richiedere indietro, a fini di uso centralizzato, una quota del costo del personale e' valutata molto negativamente dalla periferia. A roma non si rendono conto che grazie ai soldi dei progetti esterni teniamo in piedi la capacita' di ricerca dell'Ente. il cofinanziamento con copertura effettuata con persone/mese non e' accettato da tutti i bandi; inoltre limita le entrate possibili id un istituto. il cofinanziamento e' spesso uno strumento insostituibile per ottenere fondi con determinate modalita' di accesso. Come spesso accade in situazioni di sofferenza, tale meccanismo non risulta sempre coerente. il cofinanziamento iniziale, primo anno, dovrebbe essere assicurato a tutti con restituzione alla fine del progetto il cofinanziamento si scarica essenzialmente sui mesi uomo del personale strutturato, quindi non vi una vera e propria disponibilit di fondi il cofinanziamento solo lo stipendio il motivo che la corsa a fondi esterni fatta -ad ogi bando- con il criterio di "assalto alla carovana" e in maniera disorganizzata (ognuno corre per s). Qui dovrebbe esserci un ruolo di supporto logistico e di coordinamento (non di controllo) da parte dei dipartimenti importi e tempi di definizione del sostegno CNR non adeguati in genere si cofinanzia col proprio stipendio e l'ente al momento prende per se una quota (su fondi che il ricercatore si impegnato a trovare all'esterno). l'Ente attualmente fornisce solo stipendio, edificio (con telefono, riscaldamento e rete) e mensa! l'autofinanziamento del CNR puramente formale (stipendio) e non consente pi di programmare l'acquisto di strumentazioni importanti che richiederebbero ammortamenti superiori alla durata dei progetti. l'ente non concede cofin se non in termini di mesi uomo; in caso di necessita' e' molto difficile ottenere anticipi dall'ente l'unico autofinanziamento che oggi riusciamo a sostenere quello derivante dal calcolo dei costi del personale (il cosiddetto tempo-uomo). N il CNR n gli Istituti (almeno non il mio) hanno pensato alla istituzione di un fondo di autofinanziamento da impiegare per rendere attuabile la partecipazione ai progetti senza strangolarsi. Neppure previsto un polmone per fare poi partire i progetti acquisiti (occorre attendere che ci sia la prima tranche di fondi in aticipo in cassa, se questa prevista o addirittura affidarsi ad altri fondi od ai prestiti dei colleghi in caso contrario). Si vuole che il CNR si comporti come un'Azienda, ma dei meccanismi aziendali i vertici del CNR dimostrano di conoscere ben poco. Al contrario, al posto di un fondo di questo tipo la struttura di vertice del CNR ci chiede il prelievo del 10% sui progetti esterni. Se questo succeder tutta questa discussione inutile perch andremo immediatamente fuori mercato ed il problema della gestione dei fondi esterni non ci sar pi (c' anche il proverbio: "chi troppo vuole nulla stringe". Qualcuno dovrebbe dirglielo al Signor Presidente ed ai tanti Consiglieri che siamo dei ricercatori che cercano di fare ricerca nonostante tutto e tutti, secca parecchio che fra questi tutti ci siano anche i tuoi dirigenti. la mancanza di fondi ordinari impedisce l'aggiornamento delle apparecchiature scientifiche

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la possibilit di includere il salario del personale come cofinanziamento e' fondamentale. la risposta si sul VII PQ, ma no su altri fondi che richiedono un cofin > 50% la sempre maggiore carenza del finanziamento ordinario costringe a utilizzare le quote del personale per giustificare il cofinaziamento: poco personale=poco cofinanziamento=limitazione della quota di finaziamento esterno. mai avuto cofinanziamento o promesse di cofinanziamento nel mio caso pssibile sostenere la quota di autofinanziamento con i costi figurativi relativi al personale impiegato e alle spese generali di Istituto non conosco le tempistiche dell'ente in merito. non ricevo soldi dal cnr non si ha nessun appoggio esplicito da parte dell'Ente nel garantire le quote di cofinanziamento, che incentivi in maniera trasparente la partecipazione a progetti di ricerca. Inoltre il finanziamento ordinario del tutto insufficiente per poter essere utilizzato a tale scopo. non affatto sostenuto o meglio, il principale, se non l'unico finanziamento del CNR agli effetti della ricerca ormai lo stipendio dei ricercatori a tempo indeterminato. per ora non mai successo ma se mi passa qualcuno dei progetti presentati a fine 2009 vi sapr dire se il mio istituto e il CNR saranno disposti a cofinanziare o autofinanziare. il mio istituto sicuramente dai miei fondi di ricerca. quando la quota di cofinanziamento non eccede il 25% dell'investimento, tale quota adeguatamente sostenuto dall'ente se si portano a cofinanziamneto gli stipendi del personale sfugge la ripartizione dei fondi, in quanto non chiara la sequenza: idea progettuale, finanziamento, risultati, rendicontazione del progetto. C'e' soltanto un grande lavoro per partecipare al progetto e poi una volta vinto, tutto il resto viene smescolato in mille strade perdendo completamente l'unicit del progetto. si se tiene conto degli stipendi solo per i progetti in cui il costo del personale e' ammissibile. sono i ricercatori che finanziano l'ente non il CNR i ricercatori!!! sostanzialmente l'ente, dopo aver dichiarato la capacit di autofinanziamento, non eroga il cofinanziamento trovo giusto che il CNR possa cofinanziare con gli stipendi del personale, come gi sta facendo unico cofinanziamento garantito in termini di costi del personale e strutture. Le facilities in termini di laboratori e strumenti rischia di diventare drammaticamente obsoleto vedi attuali fondi ordinari effettivamente disponibili vedo che l'unico cofinanziamento e' dato dal lavoro del dipendente cnr, non altro

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d33. Partecipi alla fase di programmazione triennale del tuo Istituto?

Non so 6%

no 43%

s 51%

Partecipi alla fase di programmazione triennale del tuo Dipartimento?


s 8% Non so 7%

no 85%

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d34. Ritieni che le attuali commesse potrebbero essere sostituite da:


Linee di attivit che raggruppano le diverse ricerche condotte dai Gruppi di ricerca 42%

Non so 13%

Altro 11%

i Gruppi di ricerca 34%

Altro (sintesi) Abolire le commesse: gli Istituti dialoghino direttamente con i Dipartimenti Sostituire le commesse con i progetti attivi negli istituti La responsabilit del reperimento dei fondi deve essere spostata dai gruppi di ricerca ai direttori di struttura Sostituire le commesse con gli istituti Attualmente le commesse servono solo alla stesura del Piano di Gestione Deve essere semplificata la struttura a matrice: dipartimenti, progetti, commesse e moduli sono troppi passi Linee di ricerca definite dai Consigli di Istituto; i direttori dovrebbero essere risolutori di problemi amministrativi e procedurali, garanti della correttezza, non referenti scientifici; le linee di ricerca locali dovrebbero quindi essere comunicate al Consiglio Scientifico Generale che rappresenta il tramite verso gli organi di governo dellEnte I progetti finanziati dovrebbero essere il riferimento al posto delle commesse Dovrebbe essere posta maggiore centralit sui gruppi che procurano fondi, istituendo, quindi, servizi per sostenerli e favorirne lattivit Sostituire le commesse con progetti o linee di ricerca articolati e singoli per istituto Il termine commessa ha unaccezione negativa Il problema non nella struttura ma nella necessit di un ricambio generazionale Le commesse andrebbero sostituite con linee di ricerca alle quali i ricercatori afferiscono sulla base dei finanziamenti messi a disposizione

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Altro (esteso)
A parte il cambio di nome, i progetti/commesse servono ad orientare la ricerca verso tematiche strategiche, che comunque dovrebbero riflettere gli orientamenti Europei. ANDREBBERO ABBOLITE. GLI ISTITUTI DEVONO COLLOQUIARE CON I DIPARTIMENTI IN MODO OMOGENEO E COESO Dai progetti che i ricercatori riescono a farsi finanziare. Questi progetti hanno gi una loro sytruttura con un responsabile ed un finanziamento e una loro durata. Non rimangono con sta adesso succedendo come scatole vuote senza finanziamento con un responsabile che pensa di avere avuto la responsabilit per ereditariet Di fatto ognuno deve trovare i suoi finanziamenti (spesso da fonti con obiettivi contrastanti). In questa situazione, ogni raggruppamento diventa fittizio. Difficile rispondere ELIMINEREI E BASTA Gruppi di ricerca operanti in centri di eccellenza, situati possibilmente nelle are di ricerca, ma anche il altre istituzioni. I Gruppi di Ricerca dovrebbero essere strutturati, partendo dallo sviluppo di PROGRAMMI SCIENTIFICI di ricerca , basati anche sulle tematiche scientifiche dettate dalla comunit europea. L'organizzazione dell'Ente dovrebbe essere finalizzata a razionalizzare forze scientifiche, infrastrutture per realizzare economie di base, non una mera riunione di persone in gruppi, tanto per formare scatole vuote di facciata. I gruppi di ricerca non dovrebbero essere impegnati nel reperire finanziamenti. Questo ruolo dovrebbe essere affidato ai direttori delle strutture, che poi dovrebbero ridistribuire il finanziamento tra tutti i gruppi che operano nell'istituto. ISTITUTI (come accadeva prima) Il CNR deve decidere se dare dignit alle commesse e farle funzionare sul serio, oppure eliminarle del tutto. In molti istituti, ci si ricorda delle attuali commesse solo al momento della compilazione del Piano di Gestione. Il problema non sta nella definizione di commessa, gruppo, modulo o quant'altro. Molto dipende dalla coesione tra le persone e dalla capacit del Capo-commessa di permetter a tutti i partecipanti di lavorare in maniera collaborativa tra loro e con altri colleghi esterni alla commessa/modulo Io abolirei le commesse e basta. Massima libert di ricerca ai singoli gruppi. L'aggregazione in progetti strategici con un finanziamento anche minimo al fine di finalizzare i vari gruppi, unit di ricerca per raggiungere la massa critica essenziale in una competizione globale. Tali progetti potrebbero avere la valenza di interi progetti europei se ben indirizzati e finalizzati nei risultati e negli obbiettivi. L'importante ridurre il numero dei passi della filiera (4: Dipartimento, Progetto, Commessa e Modulo, sono decisamente troppi). A mio avviso l'Istituto (corrispondente ad una preciso ambito disciplinare: nel mio caso le Scienze della Terra) deve restare una realt Amministrativa, suddivisa in sezioni territoriali, dove il Direttore il garante della legalit e delle procedure, non ha pi un ruolo di indirizzo scientifico, ma di facilitatore dei processi aggregativi e di solutore dei problemi amministrativi ed interpersonali. Poi ci sono i gruppi e le linee di attivit. Le linee di attivit devono scaturire da una proposta periodicamente fatta dai Consigli Scientifici d'Istituto. Sulla base di questa proposta il Consiglio Scientifico Centrale del CNR ha una misura di quello che gli Istituti sono in grado e sono orientati a fare ed applica i suoi correttivi che devono essere dettati dalle esigenze del paese, da degli investimenti particolarmente onerosi dell'Industria in una determinata direzione, nella quale pertanto il CNR e prima di lui il MIUR ha deciso di investire, etc.. Il ruolo del Consigli Scientifico del CNR dunque, secondo me, quello di fare da congiunzione fra la base dei ricercatori che propone ed il Governo che a sua volta propone e dispone, portando sia verso l'alto che verso il basso le rispettive istanze. Il Gruppo invece

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR una aggregazione di persone che si trovano bene a lavorare insieme, che hanno anche competenze diverse ma non troppo e che sono afferenti allo stesso ambito disciplinare e pertanto si trovano nello stesso Istituto, anche se magari in sezioni territoriali diverse. Da solo od in aggregazione con altri gruppi ed entit il gruppo fa massa critica e partecipa a progetti.Va a sostituire le Commesse, che avevano l'assurda pretesa di scimmiottare una struttura organizzativa e finanziaria da azienda. Il soldo legato al singolo progetto finanziato che coinvolge di volta in volta le persone utili del gruppo, la sua gestione affidata al capo Progetto o capo Unit di Progetto e distribuita come oggi gi avviene, in base alle esigenze preliminarmente definite del progetto e di ciascuno dei partecipanti al progetto stesso. Il vantaggio del gruppo che ci si pu presentare all'esterno con una massa critica e si pu gestire meglio delle strumentazioni afferenti al gruppo, con i proventi dei progetti. Il difetto da evitare di legare le persone a lavorare ad un determinato progetto con colleghi che non avrebbero scelto come partner preferendo magari altre e pi prestigiose collaborazioni internazionali. Questa possibilit deve essere in qualche modo garantita, altrimenti va a scapito della qualit dei progetti e dei risultati che deve essere la prima nostra preoccupazione e che alla base della nostra libert di ricerca = tendere ad essere i migliori in un campo ed a collaborare con i migliori in altri campi per raggiungere risultati di eccellenza a livello mondiale (non italiano) Le commesse attuali sono solo ed esclusivamente inutile burocrazia in quanto in alcun modo le diverse linee di ricerca sono finanziate dal CNR con i fondi ordinari. Per cui attualmente ogni ricercatore si procura fondi e ricerche che poi confluiscono inutilmente in commesse. Talvolta la confluenza anche ambigua e difficile in quanto le commesse non sempre rispecchiano l'effettiva natura delle ricerche svolte. Le commesse cosi fatte non servono assolutamente a niente, anzi generano ulteriore confusione e sovrapposizioni di attivit, e responsabilit. Le attivit afferiscono e dipendono solo dai progetti che le finanziano, non certo dalle commesse cui vengono (anche forzatamente) assegnate. Ci che si pu fare creare un coodinamento tra attivit/progetti che hanno afferenza disciplinare. Le commesse potrebbero essere sostituite da linee di attivit delle UOS: una linra di attivit per ogni gruppo di 10 ricercatori. Qusanto sopra comporterebbe in molti casi la coincidenza del responsabile di UOS con quello della linea di attivit semplificazioine amministrativa e forse anche economica. Le commesse sono inutili senza fondi interni di tipo intramurale. I progetti finanziati devono rimanere l'elemento di riferimento in quanto unit minima di gestione basate sulle regole del bando relativo che sono anche vincolanti per tutto. Attualmente le COMMESSE sono solo un artifizio contabile del CNR che appesantisce la gestione. Linea di attivita' e' piu' orecchiabile che commessa MA in realt a monte si deve superare l'empasse tra un modello organizzativo basato sugli istituti ed un modello basasto sui gruppi di ricerca i due non possono coesistere. Nella mia esperienza personale, le commesse non hanno svolto alcuna funzione e non cambierebbe nulla se venissero eliminate. Tuttavia la casistica variegata e so che in altri casi le commesse svolgono un ruolo, e tale ruolo potrebbe (forse) essere svolto pi adeguatamente da Gruppi di Ricerca. Non si capisce la ragione di esistenza delle commesse. In questi anni le commesse sono servite solo a scopo amministrativo. Non so se veramente serva qualcosa di gerarchico e ufficiale. Quale sarebbe lo scopo? Penso che la centralit devono essere i ricercatori che portano fondi, importanti sono i gruppi di ricerca, ma non devono invadere l'autonomia del ricercatore L'unico modo puo essere un reale servizio al ricercatore e favorire la capit di fare buona ricerca Quello che conta sono i VERI gruppi di ricerca (con la loro continuita', reti, impatto, idee, e sviluppi nel tempo). Servono pero' delle macro-linne per mostrare i nessi, dare una leggibilita' maggiore a cio' che il CNR fa'; sollecitare collaborazioni, etc. Ricerca di tipo verticale organizzata per attivit di ricerca ben definite. Riengo che la parte amministrativa vada disgiunta dalla parte di rappresentazione verso l'esterno. Diversi Gruppi di ricerca poi lavorano insieme su argomenti simili.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Ritorno a settori disciplinari (MAtematica, Fisica, ecc.) Se non vengono adegatamente finanziate dal Ministero, possono essere anche chiuse tutte. Sostituire le commesse con poco pi di cento progetti (articolati), uno per Istituto come chiarito in un punto sopra. Sostituirei anche il termine troppo industriale richiama un lavoro le cui specifiche sono interamente dettate dal finanziatore meglio ritornare ai vecchi progetti Tutto va bene, purch rappresenti la realt. Le aggregazioni spontanee su temi di comune interesse scelti dai ricercatori dovrebbe essere privilegiato Un coordinamneto ci vuole, i capi commessa devono sapere che in altri Istituti del CNR si fanno le stesse o analoghe cose. Coordinamento ma ognuno con i propri fondi fino a che emerge un Progetto comune (poi si "stecca", leggi: si divide). Sembra si tratti di mettere nomi assurdi (p.e. "scienze della vita" per "biologia") per inquadrare raggruppate in tabelle le nostre attivit, senza che questo significhi niente di reale. Gi il nome di "commessa" alquanto ridicolo. Una unica linea di ricerca dell'istituto ancora non sono riuscita a capire a cosa servano le commesse credo che ci sia un problema forte nell'applicazione del sistema delle commesse (ma credo anche dei gruppi) alla realt degli istituti umanistici in cui, almeno in parte, le ricerche sono condotte individualmente. Il loro inserimento nelle commesse finisce spesso per essere una forzatura a fini amministrativi. entrambi sono necessarie, le prime lasciano maggiore indipendenza ai ricercatori, le secondo creano sinergie gruppi di ricerca interdisciplinari e multidiscilinari creati ad hoc per ogni commessa anche tra Istituti diversi il nome e' irrilevante, la struttura e' da approvare la stessa struttura potrebbe avere un nome diverso da "commessa" che non dia l'idea di essere commissionata dall'esterno le commesse non servono a niente. ma facciamo lavorare i direttori e reclutiamoli su basi serie. lo stesso termine "commessa" umiliante. Meglio parlare di linee o di gruppi di ricerca. meno burocrazia finch restano come sono ora (di nomina top-down), le responsabilit (es. di commessa/progetto/modulo, ruos) NON dovrebbero aver alcun valore in sede concorsuale mi resta ancora da capire il vantaggio per i ricercatori di un raggruppamento di nome (non di fatto) delle diverse ricerche; mi sembra chiaro che per gli amministratori pu essere "utile" dare un titolo; sarebbe vantaggioso per entrambe se al titolo corrispondesse uno sforzo di organizzazione dei contenuti funzionale all'acquisizione di finanziamenti non conosco esattamente la natura dei Gruppi di Ricerca "istituzionalizzati" ma ritengo che scopo precipuo degli istituti e dei dipartimenti possa proprio essere quello di promuovere sinergie e cooridnamento che rappresentano, in linea assolutamente (e direi pericolosamente) teorica la ratio fondante della filiera Progetto-commessa-modulo non ha senso cambiare nome alle commesse (linee di attivit o gruppi di ricerca) se non si pu intervenire sull'organizzazione generale non ho la soluzione alternativa alle commesse 8tranne quella di cambiare almeno il nome!), ma temo che se si torna ai gruppi di ricerca nel giro di un paio d'anni siamo di nuovo a circa 8000 temi di ricerca. Comunque secondo me il problema sta nelle persone che ha "selezionato" il CNR (dai dirigenti in gi): senza un ricambio generazionale non se ne esce! non vedo ragioni per istituzionalizzare tali strutture intermedie.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR nota alla domanda 33. nella condizione detta sopra non si pu definire partecipazione la stesura dei rendiconti e dei progetti per i PdG nulla, bisogna diminuire la burocrazia CNR occorre preventivamente stabilire le finalit di una qualsiasi organizzazione ogni Istituto si articola in (pochi e ben articolati) gruppi di ricerca che possono o meno affluire a una o pi linee di uno o pi dipartimenti. ogni ricercatore ha il diritto di decidere la sua line di ricerca in base alle sue competenze e cercare tra i colleghi aggregazioni e sinergie. pero' per come la viviamo ora la commessa piu' o meno e' una linea di attivita' che raggruppa diversi gruppi di ricerca. Ma data la FUMOSITA' del ruolo della commessa, suppongo che i posti diversi ci si sia organizzati in modi diversi...noi cosi! progetti finalizzati rispecchierebbe con maggiore onest quello che sono state le commesse sino ad oggi e potrebbe avere maggiori margini di flessibilit in ingresso e/o uscita secondo me ci dovrebbero essere delle linee di ricerca decise in sede di programmazione, alle quali i ricercatori dovrebbero afferire sulla base di risorse economiche messe a disposizione nell'ambito della linea di ricerca stessa

d35. Come vedi il ruolo attuale degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse (Istituto/Dipartimento)?

Non so 13% collaborazione complementare con distinte responsabilit 29%

rapporto gerarchico 58%

Argomenta (sintesi) Abolire i dipartimenti Il rapporto dipartimento-istituti dipende molto dal rapporto personale tra i rispettivi direttori assente la comunicazione
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Le responsabilit sono dei gruppi di ricerca su cui poggiano i direttori di istituto e dipartimento Bisognerebbe preliminarmente ripassare la definizione degli organi della struttura a matrice definita nei regolamenti, valutare se stata rispettata e se gli obiettivi coerentemente raggiunti, e solo dopo programmare una nuova struttura Il dipartimento si servito degli istituti ma non stato loro utile Il dipartimento non deve avere compiti gestionali Tra dipartimento e istituti non devono coesistere altre strutture I dipartimenti dovrebbero organizzare e sostenere economicamente progetti che gli istituti realizzano Il dipartimento dovrebbe favorire lo scambio di competenze Il dipartimento non deve essere in rapporto gerarchico con gli istituti, ma al loro servizio Il dipartimento inutile o di appesantimento burocratico Il dipartimento dovrebbe stimolare e coordinare la ricerca, gli istituti occuparsi dellattivit infrastrutturale (acquisizione, gestione, aggiornamento della strumentazione) Il dipartimento dovrebbe svolgere un ruolo di supporto per progetti a sportello Eliminare gli istituti trasformandoli in UOS o sezioni coordinate da un responsabile nominato dal dipartimento Assegnare funzioni di reperimento fondi ai direttori di istituto e dipartimento Diminuire gli emolumenti a direttori di istituto e dipartimento e investire il risparmio in ricerca I dipartimenti costano e hanno avuto influenza decisionale (distribuzione dei concorsi, risorse ordinarie, nomina dei responsabili di progetto e commessa) senza portare corrispondenti vantaggi I dipartimenti dovrebbero partecipare allattuazione del Piano Nazionale di Ricerca Pi potere decisionale ai direttori di istituto, eliminare la delega per la firma dei progetti I capi progetto hanno un ruolo a volte in contrasto con i direttori di istituto Gli istituti multi-disciplinari non sono rappresentati bene in un singolo dipartimento Argomenta (esteso)
Abolire i Dipartimenti Assoluta mancanza di qualsivoglia comunicazione. Per quanto mi riguarda il Dipartimento e' un nome ma non un fatto. Attualmente tutte le responsabilit sono di fatto nei gruppi di ricerca e vengono sfruttate sia dai direttori degli istituti (da noi prelievo alla fonte del 35% di tutti i fondi esterni acquisiti dai gruppi) che dai direttori di dipartimento ansioni di giustificareil loro ruolo Bisognerebbe riprendere la definizione e gli scopi degli orgqani della "struttura a matrice" scritta nei regolamenti e verificare analiticamente se e' rispettata, poi si effettua una valutazione; ma, prima, sarebbe necessario valutare se la loro attivita' e gli obiettivi raggiunti sono stati e sono coerenti con quanto definito C'e' poca interazione, almeno dal mio punto di osservazione, e il Dipartimento prende decisioni a cui l'Istituto deve sottostare. C' un rapporto ad un unica via. L'istituto agisce, studia, opera . Il dipartimento di tanto in tanto chiede informazioni. E' come un padre che ignora tutti i giorni la propria prole, ma si riserva di giudicare e condannare la condotta dei figli senza aver mai investito il suo tempo nell'educazione. L'istituto il

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR luogo dove il ricercatore opera tutti i giorni, dove si cresce e si studia. Il dipartimento si serve degli istituti, ma agli istituti fin'ora a cosa serve il dipartimento? Contro: Per avere dei soldi ti pieghi al pi forte. Questo sistema non aiuta la ricerca ma tiene in piedi un circolo vizioso dove sono sempre gli stessi che comandano e che sopravvivono direi bene. Pro: soldi x permetterti strumentazione e personale Contro: il Dip. non conosce gli Istituti e si intromette arbitrariamente, spesso solo per favorire o sfavorire singoli. Cosa da il dipartimento agli istituti, NULLA. Cosa prende il Dipartimento dagli Istituti TANTO, CERTO DI PIU' DI QUELLO CHE DA' Da quel poco che ho visto il Dipartimento dice e stabilisce e il direttore chiede, talvolta a voce alta....ma mica mi e' tanto chiaro! mi sembra che il caos regna sovrano! Dal mio punto di vista il dipartimento inserisce un gradino burocratico in piu' di cui non si sente il bisogno. Non sono a conoscenza di alcun aspetto positvo legato alla creazione dei dipartimenti Difficile rispondere. Molto dipende dal rapporto tra Direttore di Dipartimento e d'istituto ! E' evidente che la soluzione ottimale sarebbe un buon equilibrio tra i due limiti proposti. Delle due comunque preferibile il rapporto di collaborazione che meglio si conf alla gestione e promozione delle attivit di ricerca. E' un rapporto errato. Il Dip NON deve avere compiti gestionali, pseudoamministrativi. E' ASSURDO che faccia finta di autorizzare tutte le pratiche degli istituti e che i Direttori siano ridotti a passacarte. Esiste un rapporto gerarchico tra Dipartimento e Istituto che crea un maggiore ingessamento e una maggiore burocratizzazione che non porta poi a vantaggi dal punto di vista scientifico e di riperimento di fondi FRA ISTITUTO E DIPARTIMENTO NON DEVE ESISTERE NESSUN ALTRO ORGANISMO, I DIRIGENTI DELL'ISTITUTO CON IL DIRETTORE DEVONO INTERLOQUIRE DIRETTAMENTE CON IL DIPARTIMENTO I Dipartimenti esercitano il loro potere sugli istituti (assegnazione dell'ordinaria e dei posti di personale a concorso). I Dipartimneti sono giovani e senza fondi. Si inizi con il dargli fondi per un solo Progetto di Ricerca o per fondi RSTL. I dipartimenti ed i suoi direttori dovrebbero trovari garndi commesse che le sue piccole unit (istituti) dovrebbero realizare per raggiungere gli obiettive nei tempi fissati. Come dovrebbe essere il vero project management. Oggi non cos, gli istituto non hanno fatto niente. Sono scatole burocratiche I dipartimenti hanno mostrato di essere lontani sia dagli Istituti che dai ricercatori. Gli istituti dovrebbero essere un veicolo per creare infrastrutture comuni invece di organizzarsi per competere fra istituti e dipartimenti. La divisone in istituti afferenti e partecipanti ha crato potenziali irrigidimenti e discriminazione nella suddivisione ad esempio dei posti, creando motivi di separazione pi che di collaborazione. I pro sono legati al fatto che avendo un unico punto di raccordo il direttore di dipartimento ha una visione globale di quanto avviene nei vari istituti e quindi potrebbe contribuire ad una buona governance dell'ente. I contro sono legati alla necessit di avere direttori di dipartimento molto illuminati e in grado di incentivare la base. IL dip. decide la divisione dei fondi, ne consuma parecchi e dirige le politiche delle assunzioni E' sufficiente? Il Dipartiemnto si manifestato poco, ma dove si manifestato (ad es, assegnazione dell risorse umane, ultimi concorsi per il reclutamento) mi sembra che il rapporto sia stato piuttosto gerarchico. Il Dipartimento dovrebbe fare in modo che non vi siano sovrapposizioni deleterie di progetti di ricerca e che vi sia una distribuzione ottimale di risorse umane, competenze e apparecchiature. Vista la scarsit di fondi ordinari irrealistico che faccia seria programmazione delle attivit di ricerca

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Il Dipartimento dovrebbe favorire lo scambio di competenze tra settori di ricerca anche (apparentemente) lontani. Il Dipartimento non deve avere ruoli gerarchici, ma essere al servizio di chi fa ricerca Il Dipartimento per noi solo un "meccanismo burocratico in pi" che ci complica le cose nel caso di acquisizione da parte nostra di finanziamenti esterni e da cui non abbiamo mai avuto alcun aiuto, su nessun piano. Il Dipartimento praticamente assente. Il Dipartimento, cos com', un appesantimento della burocrazia e non svolge alcuna attivit di coordinamento tra gli Istituti. Il dip. da pochissimi soldi (meno della sopravvivenza) e nel caso ultimo qualche posto. Il tutto per accordo con il Direttore. Cosa fa l'Istituto interessa realmente a qualcuno? nel senso che allora ti do' davvero soldi e posti? Il dipartimento di Medicina non pu essere preso ad esempio di dipartmento. Le sue disfunzioni sono probabilmente uniche. Il dipartimento dovrebbe coordinare e stimolare l'attivit scientifica interagendo e stimolando le commesse. L'istituto dovrebbe concentrarsi sull'attivit infrastrutturale (acquisizione di nuovi strumenti, aggiornamento strumentazione) per permettere alle commesse di operare al meglio. Il dipartimento dovrebbe svolgere un ruolo di supporto sopratutto per i progetti a sportello, anche a livello regionale; per le altre tipologie di bando dovrebbero essere in grado di intervenire per bilanciare altre componenti, sopratutto universitarie, pi abili nell'orientare le scelte, rivendicando i risultati tecnologici che il CNR ha conseguito ed in grado di conseguire Il dipartimento gestisce soprattutto i posti e le relative commissioni. Mi sembra sottobosco Il dipartimento potrebbe essere utile a vigilare a che non vi siano abusi o favoritismi verso gruppi di ricerca. Il dipartimento stato introdotto dall'ultimo riordino e sostanzialmente ha la stessa funzione dell'istituto. All'universit la costituzione del dipartimento ha portato alla soppressione degli Istituti che sono divenuti sezioni, cio l'equivalente delle UOS. Il precedente riordino anzich snellire l'ente lo ha reso pi bnuroicratico e macchinoso con coseguente dispendio di energie e risorse economiche che potrebbero essere destinate alla ricerca, sicuramente con maggior profitto. In tutti i paesi la ricerca organizzata in grandi istituzioni ed a ciascuna afferisce uin consistente numero di persone comparabile all'organico di un dipartimento del CNR. Pertanto si reputa molto vantaggioso organizzare il nuovo cner in dipartimenti e sopprimere gli attuali istituti. Conseguentemente tutte le sedi di ricerca afferenti ad un dipartimento diventano UOS o sezioni, gestite e/o coordinate da un responsabile, nominato dal dipartimento, dietro compenso di qualche centinaio di euro mensili e paragonabile a quello dei direttori di istituto antecedente la prima riorganizzazione del CNR del 2000-2001, quella con Bianco Presidente. Il risparmio che ne deriva potrebbe essere investito in ricerca. Inoltre andrebbero rivisti anche gli stipendi dei direttori compresi quelli di dipartimento tenendo presente il ruolo effettivamente svolto e cercando di liberare risorse per la ricerca. Un direttore dovrebbe essere, o per lo meno cercare di essere, un manager della ricerca dedito anche, forse soprattutto, al reperimento di risorse per la ricerca e non limitarsi alla funzione di Notaio o capo ragioniere. Nei progetti nazionali e soprattutto in quelli europei dovrebbero partecipare i dipartimenti che poi potrebbero ripartire le risorse tra le sezioni (UOS) interessate. La funzione del dipartimento dovrebbe contemplare la predisposizione di progetti di ricerca avvalendosi anche della collaborazione del personale delle sezioni. Il rapporto gerarchico presenta il vantaggio di una maggiore organizzazione, ma limita molto la libert della ricerca In questo momento a me pare che il maggior pericolo sia lo sviluppo di modelli gerarchici "da ufficio", che distruggono la specificit del lavoro di ricerca e le sue gerarchie naturali - che tanto pi emergono quanto pi libera l'organizzazione Istituto a livello operativo, Dipartimento a supporto propositivo dell'allargamento aggiuntivo e complementare delle attivit e dei finanziamenti.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR L'attivit del Dipartimento in gran parte lontana dalle attivit dell'Istituto; scarsa interazione L'attuale rapporto non serve a nulla essendo solo di facciata e finto. L'organizzazione riduce il ruolo degli istituti a mera attivit amministrativa rispetto a quella di programmazione. La ricerca si fa sulla base dell'eccellenza scientifica, che non si riesce a valutare a livello di dipartimento. Le gerarchie in ricerca sono sempre dannose, chi comanda lo deve fare solo sulla base del suo prestigio Lo vedo come rapporto in qualche modo gerarchico . Non so quanto si possa tentare delle analogie tra Dipartimenti e vecchi Comitati. Una prima differenza che i presidenti dei Comitati non erano retribuiti (almeno credo) cos come non lo erano i vecchi Direttori di Istituto. Mi sento "ai margini dell'impero", cosa che da un lato svuota di qualsiasi peso il mio lavoro, e dall'altro mi permette di potermi un po' imboscare. Ma che tristezza consolarmi pensando di potermi imboscare! Nel caso del DAA, la burocrazia che il rapporto gerarchico ha causato (delega alle firme sui Progetti di Ricerca) stata brillantemente risolta. La collaborazione ottenuta ci ha permesso di muoverci meglio nei confronti della Regione Nella mia esperienza, in questo momento il dipartimento esercita una odiosa funzione gerarchica e tende a rendere ancora piu' macchinose tutte le procedure che il CNR decide di affidargli Non esiste piu' un'attivita' di istituto. L'interfaccia delle commesse e' il dipartimento. Non ha senso stabilire rapporti gerarchici in un ambito che dovrebbe essere finalizzato esclusivamente alla ricerca scientifica Non lo vedo proprio Non sono a conoscenza di alcuna collaborazione e/o interazione scientifica. Non vedo vantaggi. L'attivita' scientifica viene portata avanti dagli istituti come nella situazione precedente alla riforma del 2003. Svantaggi: importanti risorse sono stornate alla gestione dei dipartimenti senza che questi portino corrispondenti vantaggi all'attivita' di ricerca. I tagli alla ricerca riguardano solo gli istituti e non l'amministrazione centrale. PRO: controllo razionale sulle missioni dei singoli Istituti e coordinamento delle attivit CONTRO: ingerenza verticistica troppo elevata PRO: nessuno CONTRO: non tutti lavorano Perdita di autonomia e di potere decisionale per l'Istituto. Procedure burocratiche troppo complesse per avere sempre deleghe dal Dipartimento anche per piccole questioni. Rapporto gerarchico inutile e burocratizzante l'attivita' di ricerca. Responsabili di progetto e commessa, fondi d'istituto e nuove unit di personale decisi dall'alto. Nessun appoggio nella ricerca di finanziamenti, partner, pratiche burocratiche ecc., non vedo dove sia stata la collaborazione. Rispondo con una domanda: sarebbe cambiato qualcosa se non ci fossero stati i Dipartimenti? E rispondo: no. I vecchi Comitati avevano un senso perch{ valutavano annualmente gli Istituti e distribuivano risorse. I Dipartimenti non valutano e non distribuiscono un bel nulla. Ritengo che il coordinatore debba dettare le condizioni di ricerca sulla base del piano Nazionale di Ricerca Sinceramente non vedo alcun ruolo...cosa hanno fatto i Dipartimenti? Sinceramente non vedo l'utilit dei Dipartimenti. Non c' una guida scientifica, ci sono solo decisioni rispetto ai fondi poco chiare e per nulla trasparenti. Sopprimerei i Dipartimenti, o almeno limiterei la loro attivita' al solo coordinamento. Tale rapporto ha prodotto solo danni e indifferenza nei riguardi della commessa Di conseguenza i PRO sono da considerarsi nulli

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Teoricamente le responsabilit sono distinte, tuttavia i componenti degli istituti sono i veri responsabili della attivit di ricerca e del reperimento fondi per le ricerche indicate da dipartimenti e progetti Troppa confusione tra Dip, Istituti, commesse in particolare per istituti medio-grossi con commesse che afferiscono a Dip diversi da quello di afferenza dell'istituto. Dip possono essere troppo invasivi nella gestione degli istituti (spesso per motivi soggettivi/personali quali attriti tra direttore dip. e direttore istituto) Troppa burocrazia, troppi passaggi inutili (anche nelle firme) e nessun vantaggio. Tutti i rapporti devono passare attraverso il Direttore di Istituto... Vorrei che i Direttori di Istituto avessero pi potere. Non possibile dover chiedere la delega alla firma per la RICHIESTA di un progetto al Direttore del Dipartimento. I Direttori dovrebbero poter intervenire pi pesantemente nella gestione scientifica e manageriale dell'Istituto. attualmente sembra che la dipendenza gerarchica sia trasparente. personalmente non ho testimonianza di un influsso dipartimento->istituto che abbia modificato il modo di approcciarsi al lavoro. Pro: trasparenza contro: inutile layer intermedio ci sono solo contro. i dipartimenti costituiscono un livello burocratico intermedio inutile che determina solo sprechi e ritardi. avrebbero senso se il finanziamento giungesse dall'alto. difficile dirlo. Scorrelato, irreale, poco pratico, fantasioso, fine a se stesso, utile a riempire moduli. Non c'entra con la ricerca e la sua organizzazione. esiste una zona grigia dove i ruoli del direttore di istituto e del capo progetto sono sovrapposti e potenzialmente in contrasto esprimo una speranza, ma la mia esperienza personale non mi consente di esprimere un giudizio sui pro e i contro delle due alternative farraginoso sistema di deleghe il Dipartimento solo una sovrastruttura il dipartimento potrebbe avere la funzione di stimolare collaborazioni tra diversi Istituti, ma non di entrare nell'attivit di gestione. Dovrebbe in sostanza fornire alcuni servizi intelligenti all'attivit di ricerca. L'Istituto deve restare l'unit base di produzione della ricerca, con la sua autonomia il rapporto puramente gerarchico inutile, anzi controproducente in realt l'organizzazione Dipartimento/progetto/commessa non prede un ruolo per l'istituto in teoria, in pratica non sono chiari i ruoli e i poteri decisionali innanzitutto, se le mie informazioni sono esatte, mi sembra paradossale che un capodipartimento possa ricevere emolumenti superiori al finanziamento ordinario di un istituto credo che qual'ora ritenuto indispensabile un dipartimento debba qualificarsi come spazio di costruzione della massa critica, di promozione e di tutela delle attivit di ricerca la titolazione dei dipartimenti lascia perplessi, mi chiedo quando certe nomenclature corrispondano alle reali aree di indagine e di riflessione scientifica istituti multidisciplinari non sono ben rappresentati da un singolo dipartimento. Il dipartimento dovrebbe dare delle linee guida scientifiche, mentre l'istituto dovrebbe avere una mission individuale che supera anche le singole discipline e i singoli dipartimenti l'appartenenza del mio istituto ad un dipartimento piuttosto che ad un altro non ha mai influito sulla mia attivit di ricerca n sulla mia capacit di riaccogliere fondi. Il dipartimento per ora visto solo come un soggetto gerarchicamente superiore che fa richieste burocratiche cui ottemperare le commesse sono entita' virtuali, totalmente inesistenti nei fatti, il rapporto tra Istituto e Dipartimento e' unicamente di tipo gerarchico-burocratico nasce come un rapporto gerarchico, e non mi pare che funzioni. non vedo per come trasformarlo in altro, se non facendo del dipartimento un luogo di decisioni molto pi aperte alla consultazione della com.scientifica dell'ente.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR non c' diffusione di alcun dialogo, ogni proposta dettata dal singolo ricercatore deve essere vagliata dal capo commessa, direttore e direttore di dipt. e sono approvate solo ricerche che siano gi remunerative e non si cerca invece di renderle remunerative suggerendo una possibli inclusione in progetti o piani industriali non ci devono essere sovrapposizioni nelle scelte, nelle responsabilit e nella gerarchia non colgo esattamente la natura del rapporto per ora non ci sono stati problemi almeno nel nostro caso specifico ma considero strano che il mio dipartimento mi debba autorizzare a partecipare ad un progetto quando io faccio parte di una commessa di un altro dipartimento. E' un controsenso. poca autonomia e trasparenza poco chiari compiti e doveri di ciascuno dei due. In questo momento mi pare che il Dipartimento abbia esautorato la maggior parte delle prerogative di autonomia dell'istituto, soprattutto sulla scelta dei nuovi profili da ricercatore pro: i due organismi possono impegnarsi proficuamente e in modo complementare sulle attivit specifiche: Istituti organizzare e gestire le attivit interne, Dipartimento fornire strumenti per guidare la ricerca verso i temi caldi e le fonti di finanziamento. contro: rigidit del sistema ritengo la struttura attuale sia ridondante scarsissima informazione solo negativo: il dipartimento frena e tenta di dirigere in direzioni spesso non condivise dai ricercatori la ricerca afferente al dipartimento. Non ha alcun ruolo utile per la ricerca sono solo passaggi di 'carte' talvolta del tutto inutili una delle due strutture e' ridondante. necessario che le responsabilit sia bene identificabili e con esse anche gli strumenti di cui ogni capo commessa dispone. Con cadenza regolare deve essere fatta una valutazione dell'andamento dei progetti afferenti e adottare le opportune azioni correttive.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Come vedi il ruolo attuale degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse (Istituto/Commessa)?
collaborazione complementare con distinte responsabilit 43%

Non so 20%

rapporto gerarchico 37%

Argomenta (sintesi) Commesse inutili Hanno motivo di esistere se finanziate Collaborazione con condivisione degli obiettivi La centralit delle scelte deve tornare agli istituti Listituto dovrebbe allocare risorse umane, spazi e attrezzature, coordinare, regolare, suggerire, controllare; le commesse proporre idee, fare ricerca e cercre fondi extra, decidere gli indirizzi della ricerca I capi commessa devono essere in rapporto di dipendenza dal direttore di istituto Commesse indipendenti ma in collaborazione Eliminare i rapporti gerarchici Argomenta (esteso)
Abolirei la commessa. Al momento nel mio istituto le commesse sono pi che altro di facciata Anche in questo caso non ha nessun senso avere commesse senza un finanziamento ordinario da parte del CNR delle stesse. Finche' i finanziamenti per la ricerca derivano esclusivamente da fonti esterne (come sta succedendo nel mio istituo) anche le commesse risultano superflue (il fondo ordinario non basta per neanche per il mantenimento della struttura) Attualmente e per quanto a mioa conioscenza le commesse non hanno alcun ruolo n nei confronti dell'istituto n del dipartimento. I reesponsabilidi commessa vengono marginalmente considerati al momento del consuntivo per la compilazione dei moduli appositamente predisposti. Ndgli ultimi anni il

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR responsabile di commessa non ha acesso al corrispondente sito CNR al fine di leggere e/o verificare quanto stato inserito per la propria commessa. Attualmente le commesse non riescono ad fare nulla di sensato, ma fanno perdere molto tempo per banale burocrazia. Attualmente tutte le responsabilit sono di fatto nei gruppi di ricerca e vengono sfruttate sia dai direttori degli istituti (da noi prelievo alla fonte del 35% di tutti i fondi esterni acquisiti dai gruppi) che dai direttori di dipartimento ansioni di giustificareil loro ruolo Collaborazione complementare con condivisa partecipazione per gli obiettivi Come sopra. Sarebbe stato opprtuno chiedere anche com' il rapporto Capo Progetto commessa e mettere tra le risposte l'opzione "latitante". Commesse inutili, se non per dare importanza a chi le dirige. Di fato il potere amministrativo ce lo ha il direttore, per cui la risposta e' ovvia. E' comunque il Direttore ad accettare le commesse ed lui responsabile della gestione di Istitituto Essenziale nell'assicurare la disponibilit di liquidit (accertamenti previsionali) sopratutto per realizzare i progetti per i quali il finanziamento a rimborso (la maggior parte). Fondamentale che il baricentro delle scelte ritorni agli Istituti, per consentirne la loro crescita armonica. I CAPI COMMESSA NON SONO ALTRO CHE DEI COMPILATORI DI SCHEDE, NON HANNNO ALCUNA ALTRA FUNZIONE E NEMMENO "RUOLO" PROFESSIONALE Il Direttore d'Istituto dovrebbe allocare le risorse umane (specialmente i tecnici) e decidere l'utilizzo di spazi e apparecchiature. Le commesse decidono gli indirizzi di ricerca (a meno a che non aumentino di molto i finanziamenti ordinari). Il direttore (il nostro) coordina, regola, suggerisce, controlla, quando ci vuole dirige. Noi lavoriamo, famo scienza, cerchiamo fondi extra.... Il rapporto e' simile al precedente rapporto tra Istituto e linee di attivita'. Quindi non ci sono sostanziali cambiamenti rispetto alla situazione precedente. Il rapporto istituto/commessa equivale al rapporto tra istituto e gruppo di ricerca, quindi collaborativo. Le commesse non hanno mai decollato come nuovo strumento di collaborazione tra diversi istituti e come innovazione della rete scientifica. Avrebbero avuto un senso se si fossero trasformate in incubatori di idee per la preparazione di progetti innovativi. Sono invece rimaste a contenere i gruppi di ricerca senza alcun potere decisionale e, soprattutto, senza essere mai state ufficializzate in quanto tali Il ruolo gerarchico deve essere sempre all'interno dell'istituto e delle sue sedi dove viene svolta la ricerca. questo porter ad una organizzazione che da la responsabilit dove la ricerca svolta. Fondamentale il coordinamento In un Istituto ci deve essere un solo Direttore. Se i Capi Commessa sono troppo autonomi, la figura del Direttore viene sminuita e confinata ad un ruolo meramente amministrativo. L'armonizzazione delle diverse commesse dipende in gran parte dalla comunicazione tra le stesse e dalla lungimiranza del direttore di Istituto L'istituo si compone delle commesse, non riesco ad immaginare n un rapporto gerarchico tradizionale n una collaborazione complementare simile a quella istituto/dipartimento. L'organizzazione in commesse e moduli riduce l'attivit degli istituti a mera gestione amministrativa della struttura e del personale. La commessa e' indipendente, le responsabilita' di ciascuno sono espletate con ragionevole collaborazione. La creazione delle commesse ha dato vita a tanti piccoli orticelli all'interno dei quali si muove il Responsabile e fa entrare solo chi vuole lui, ovvero i suoi collaboratori. Crea molta divisione nell'Istituto,

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR allontana la collaborazione ed il confronto fra colleghi. Si innescano guerre fra poveri per i finanziamenti e l'accaparramento dei contratti. La definizione delle attuali commesse, le loro ragion d'essere, l'attribuzione di risorse sono avvenute in modo molto gerarchico e poi mai pi sottoposte a vaglio. Le Commesse vanno abolite. Il rapporto tra linee o progetti Dip e gruppi di ricerca veri e progetti di Istituto dovrebbe essere di collaborazione e coordinamento e stimolo Le attivit di ricerca devono avere responsabili unici e devono mantenere un focus molto preciso. Il coordinamento deve essere fatto a monte tra i reponsabili di commessa e i direttori di istituto. Le comemsse stanno burocratizzando gli istituti con molta attivit amministrativa. Inoltre molte commesse non concentono di svolgere ricerca sceintifica ma sono semplice attivit di consulenza che esulano la missione ed il compito dei ricercatori. Il risultato finale un decedimento della qualit sceintifica con ricadute negative su tutto il sistema economico. Le commesse dell'Istituto sono finte. La commessa vera una competizione , chi la vince prende i soldi ed esegue il lavoro. In ogni caso il CNR ( i ricercatori) dovrebbe essere libero di fare ricerca e non costretti a vendersi per un piatto di lenticchie Le commesse ed i moduli ci arrivano a scatola chiusa, gia' confezionati e con pochissimi spazi per esprimere le nostre idee Le commesse hanno la finalit di portare avanti l'attivit scientifica e devono concentrarsi su questo. Gli istituti devono concentrarsi sull'attivit di supporto (tecnico ed amministrativo) e garantire la fruizione e l'accesso a tutta la strumentazione dell'istituto. Le commesse nel mio istituto sono state decise dal direttore insieme ai suoi amici, e io mi posso solo adattare cercando di sopravvivere. Le commesse nell'istito devono trovare l'ambito logistico funzionale con piattaforme di uso comune, invece di lotte intestine fra spazi e posti disponibili. Le commesse non servono a niente. Le commesse non servono a nulla in quanto prive di fondi di ente o comunque non risultano accessibili Le commesse sono del tutto avulse rispetto alle attivit effettivamente svolta nelle strutture di ricerca. Le commesse sono solo un contenitore dove collocare le risorse che autonomamente gli istituti si procurano. Niente cambiato se non una complicazione tecnica e autorizzativa Le cosiddette commesse sono spesso procurate dai ricercatori senza che l'Istituto collabori alla ricerca dei fondi Molti Direttori, soprattutto di estrazione universitaria, vedono le commesse come strutture inutili. Non esiste piu' un'attivita' di istituto. L'interfaccia delle commesse e' il dipartimento. Non ha senso stabilire rapporti gerarchici in un ambito che dovrebbe essere finalizzato esclusivamente alla ricerca scientifica Non mi chiara la domanda Non ritengo le commesse siano utili. Il coordinamento andrebbe fatto a livello di istituto Ogni gruppo di ricerca mantiena la sua responsabilit perch ovviamente non crede nella struttura dipartimentale etc. E nel futuro giustamente vuole cadere in piedi.... PRO: coordinamento tra Istituti che si rapportano tra loro in condizione di "parit" di diritti CONTRO: possibile dispersione delle risorse Per me sarebbe utile che le commesse scompaiano Pro i due organismi possono impegnarsi proficuamente e in modo complementare sulle attivit specifiche: Commessa: progettazione idee e reperimento fondi eIstituti organizzare e gestire le attivit interne. Contro: potenziale anarchia del sistema

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Rapporto gerarchico inutile e burocratizzante l'attivita' di ricerca. Se esiste un solo progetto di Istituto articolato in settori il responsabile il Direttore di I. che lo valida ma deve avvalersi di tutti i contributi dei ricercatori, gruppi ed eventuali responsabili di settore.... Si legga la risposta sopra; non ci sono pro e contro. Dipartimenti e Commesse sono due entita inutili. Sia con il precedente direttpore sia attualmente sotto la mia direzione viene attuato un rapporto di collaborazione Sono responsabile di modulo, ma con minimi contatti con il responsabile di commessa e contatti inesistenti con gli altri responsabili di modulo afferenti alla stessa commessa. Troppe differenze di applicazioni 9per quanto all'interno di una disciplina). Impossibilita' di reali mutue fertilizzazioni Una programmazione condivisa nell'ambito dell'Istituto richiede nella parte finale decisionale che le diverse commesse si adeguino agli obiettivi complessivi che spesso richiedono l'integrazione di competenze anche provenienti da diverse commesse. Se le commesse diventano sostanzialmente dei piccoli Istituti quasi "autonomi" evidente che diventerebbe impossibile una programmazione di pi ampio respiro. L'Istituto deve quindi rimanere, anche in modo collettivo, il luogo delle scelte prioritarie che quindi devono poi poter essere attuate a me sembra che la commessa sia rimasta un contenitore vuoto, pieno al massimo di richieste burocratiche anche in questo caso si percepiscono come realt distinte (e spesso in conflitto) ci sono solo contro. le commesse costituiscono un livello burocratico intermedio inutile. avrebbero senso se il finanziamento giungesse dall'alto. direttore Istituto deve avere il polso della siutuazione generale all'interno dell'istituto ma ciascuna commessa deve avere libert e spazi di manovra senza danneggiare le linee dell'istituto, per in realt le commesse sono solo tollerate, e i responsabili non sono consultati n hanno potere di orientare se non quello basato sul rapporto personale inutilit delle commesse cosi' come sono la commessa esiste o solo un titolo? la commessa stata un modo di fare aggregazione fra ricercatori afferenti a diverse sezioni territoriali di un istituto o di istituti diversi del CNR e ha dato in maniera sia pure parziale visibilit a quelle che sono le attivit di un istituto, con il vantaggio rispetto al passato che ha reso possibile vedere dove concentrato il flusso di finanziamenti e dove invece i ricercatori non riescono ad auto-sostenersi. Questo non vuol dire che debbano essere fucilati sul posto ma volendo avrebbe fornito dati utili per prendere delle decisioni (distribuzione di spazi, fondi posti etc...). La commessa non stata a mio avviso una esperienza negativa, ma sicuramente perfezionabile le commesse sono inutili nei fatto non esiste alcun rapporto tra Istituti e commesse, entita' queste ultime assolutamente virtuali nel caso di linea di ricerca, e non di commessa, evidente la complementariet nella mia esperienza, le commesse ad oggi sono solo delle etichette assegnate alle attivit, non c' nessun tipo di rapporto reale con le attivit scientifiche stesse. non c' rapporto non capisco le commesse non ci sono assolutamente problemi non so bene rispetto all'Istituto/Commessa, non mi chiaro pare si stia andando dal rapporto gerarchico verso una sorte di rapporto collaborativo, fra amministratore e condomino

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR personalmente non ho avuto nessun contatto con il capo commessa. Solo per l'invio della solita massa cartacea una volta all'anno. pi che complementare, trasversale, a meno che una commessa non corrisponda prevalentemente se non esclusivamente ad un Istituto pro possibilit di raggruppare ricercatori sulla base di una maggior sintonia di interessi e di relazione contro: aumento di spazi grigi di conflittualit difficolt per i ricercatori di esprimere una piena adesione in termini qualitativi e non amministrativi - ad una commessa escludendo altre con tematiche e obbiettivi affini ritengo le commesse inutili si tratta, sostanzialmente, di distribuire o spalmare sulle varie commesse dell'istituto i mesi/uomo dell'attivit dei ricercatori Non so su quante commesse sono, bisognerebbe chiederlo a qualcuno, a chi? Per quel che mi riguarda credo che ognuno porti avanti la ricerca senza pensare alla commessa il rapporto (con i suoi difetti) che fa quotidianamente "funzionare" le mie attivit

d36. Come vorresti che venisse impostato il ruolo degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse (Istituto/Dipartimento)?

rapporto gerarchico 6%

Non so 19% collaborazione complementare con distinte responsabilit 75%

Altro (sintesi) Eliminazione dei dipartimenti; creare istituti pi grandi Bisognerebbe preliminarmente ripassare la definizione degli organi della struttura a matrice definita nei regolamenti, valutare se stata rispettata e se gli obiettivi coerentemente raggiunti, e solo dopo programmare una nuova struttura I dipartimenti dovrebbero procurare fondi e collaborazioni alle commesse degli istituti Dipartimenti di coordinamento delle attivit e di rappresentanza nazionale, senza interferenza nelle attivit degli istituti
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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Dipartimenti e commesse dovrebbero creare sinergie, favorire la comunicazione, suggerire temi di ricerca, sostenere la presentazione di progetti Dipartimenti necessari quale coordinamento tra Consiglio dAmministrazione e istituti, ma devono essere finanziati Dipartimenti territoriali, consiglio scientifico costituito dai direttori di istituto e qualche ricercatore, direttore di dipartimento a rotazione Dipartimenti dovrebbero coordinare i progetti di istituto e farli confluire nelle linee generali dellEnte Dipartimenti e istituti coesistenti complicano la struttura dellEnte Il dipartimento dovrebbe stimolare e coordinare la ricerca, gli istituti occuparsi dellattivit infrastrutturale (acquisizione, gestione, aggiornamento della strumentazione) Autonomia per chi procura i fondi Listituto dovrebbe programmare le risorse proprie e gestire i rapporti sul territorio locale; dovrebbe rapportarsi al dipartimento per le azioni a livello nazionale. Il Dipartimento dovrebbe supportare la visibilit nazionale delle attivit degli Istituti; fornire indicazioni sulle strategie e lo sviluppo delle tematiche; favorire le sinergie nazionali e internazionali; essere portavoce nazionale e internazionale per conto degli istituti. Eliminare gli istituti e creare un piccolo numero di dipartimenti per il coordinamento delle funzioni amministrative e di gestione del personale dei gruppi di ricerca che procurano fondi. Altro (esteso)
Abolire i Dipartimenti Abolirei tutti e tre Abolizione di entrambi Ammesso che i Dipartimenti possano servire a qualcosa, dovrebbero avere un leggera funzione di coordinamento e di stimolo per la collaborazione con Universit ed Industria. Basta un direttore di istituto con poteri controllati sul serio da un comitato. Non moltiplicumao poltrone poltroncine e burocrazia Bisognerebbe riprendere la definizione e gli scopi degli orgqani della "struttura a matrice" scritta nei regolamenti e verificare analiticamente se e' rispettata, poi si effettua una valutazione; ma, prima, sarebbe necessario valutare se la loro attivita' e gli obiettivi raggiunti sono stati e sono coerenti con quanto definito Collaborazione in cui i dipartimenti ricerchino fondi e collaborazioni per le diverse commesse degli istituti. Dipartimenti che siano in grado di attirare finanziamenti, vetrina egli istituti, in grado di collocare i prodotti della ricerca sul mercato, e di dare suggerimenti per orientare la stessa sulle esigenze della societ, sia in termini si bisogni della popolazione che dell'imprenditoria. Dipartimenti dovrebbero essere molto snelli solo orientati al coordinamento ed alla rappresentanza nazionale Dipartimenti e commesse dovrebbero creare sinergie, all'interno di uno stesso Istituto e tra istituti diversi. Inoltre dovrebbero fornire informazioni, suggerire temi di ricerca e favorire la presentazione di progetti. Eliminazione dei Dipartimenti.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR I Dipartimenti dovrebbero trovare mega commesse che i gruppi di ricerca o ricercatori dovrebbero eseguire. Comunque se non ativano loro maxi commesse sono un ente organizzativo inutile. I Dipartimenti sono necessari perch si sentiva la mancanza di un meccanismo di coordinamento fra centro (CdA) e istituti. Perch la loro esistenza sia giustificata, devono avere dei poteri, regolamentati e omogenei, e quindi risorse. I Dipartimenti sono palesemente inutili se non dannosi e fanno solo rimpiangere i comitati di consulenza nazionale. I dipartimenti devono essere territoriali, rappresentando in nuce un piccolo Ente, capace di proporsi all'esterno. Struttura amministrativa snella. Consiglio scientifico formato dai direttori e da qualche ricercatore. Il direttore un primus inter pares, a rotazione. I dipartimenti dovrebbero coordinare i progetti di diversi istituti, facendoli convogliare nelle linee strategiche dell'ente. Questo sarebbe particolarmente utile per lo sviluppo di grandi infrastrutture/apparecchiature comuni a piu' progetti. I dipartimenti sono per quello che danno un inutile sperpero di quel poco che viene assegnato ai ricercatori I dipoartimenti e gli istituti sono un doppione e se mantenuti entrambi rappresentano un dispendio di risorse e complicano notevolmente l'attivit di ricerca istituzionale. Inoltre, nel caso di istituti con pi sedi, quelle periferiche sono molto svantaggiate rispetto a quella centrale e spesso non hanno sufficente libert di movimento nel reperimento di fondi, in particolar modo per quelli degli enti locali. A ci si aggiunge un inutile dispendio di energie umane umane ed economiche che talvolta rasenta il ridicolo. Tanto per fare un esempio: se un ricercatore di UOS ha necessit per la propria attivit di ricerca 500 grammi di cloruro di sodio, meglio noto come sale da cucina, deve predisporre un ordinativo, consegnarlo ad un amministrativo che provvede a trasmetterlo via fax alla sede principale dove un'altra persona lo riceve e lo passa ad un'altra addetta alla verifica e predisposizione per la firma del direttore. Dopo la firma l'iter viene ripetuto al contrario. Il tutto richiede qualche giorno quando va bene, oppure una settimana o pi quando il direttore fuori sede. La domanda che un vecchio ricercatore pone alla dirigenza del CNR la seguente: si pu essere competitivi a livello scientifico internazionale con una siffatta situazione? I rapporti gerarchici nella generalit favoriscono favoritismi, e annullano l'autonomia della ricerca I ricercatori devono essere comunque capaci di operare e lavorare al meglio e non essere trascinati Il Dipartimento conoscendo le potenzialita' degli istituti afferenti dovrebbe migliorare la capacita' propositiva e facilitare l'aggregazione. Il Dipartimento dovrebbe dare supporto amministrativo reale e competente alla gestione di progetti nazionali ed europei. Il Dipartimento dovrebbe essere il luogo in cui i vari istituti discutono, programmano, armonizzano la loro attivita' di ricerca, si coordinano per prendere insieme iniziative che singolarmente non potrebbero affrontare. Il dipartimento coordina, sollecita e mette a disposizione il know how per grandi progetti (tipo VII programma quadro). Il Dip. deve favorire la progettualit del singolo e degli istituti tra loro, senza imposizioni e senza interferire nella gestione interna Il dipartimento dovrebbe avere la funzione di promuovere la collaborazione, lo sviluppo e l'innovazione della ricerca. Potrebbe funzionare da agenzia di finanziamento distribuendo fondi ad hoc per progetti strategici ma avvalendosi di un meccanismo di peer-review internazionale Il dipartimento dovrebbe avere solo funzioni di coordinamento scietifico ed aiutare a creare massa critica per grossi progetti Il dipartimento dovrebbe avere una visione globale del lavoro condotto negli istituti e gestire i contatti che un istituto non pu perch troppo piccolo o geograficamente limitato. L'istituto dovrebbe gestire la conoscenza locale del territorio e quella dettagliata della attivit che esso svolge. Indipendenza degli Istituti. Direttori competenti e, possibilmente, interni al CNR.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR L'Istituto la sede delle competenze disciplinari (collocazione delle risorse umane e programmazione scientifica). Il dipartimento coordina progetti comuni (non tutti) e mette risorse VERE su lacune tematiche strategiche. L'Istituto la struttura di base in cui la ricerca svolta, non pu essere gerarchicamente sottoposto ad una struttura Dipartimentale che dovrebbe coordinare, supportare, favorire sviluppi ma certo non dirigere la ricerca stessa. L'attivita' dei dipartimenti e' nulla, anzi a volte ostacola l'attivit di ricerca sviluppate dai ricercatori. Dato che l'abolizione dei dipartimenti non e' all'ordine del giorno, trasformerei i dipartimenti in strutture che svolgano una promozione dell'attivita' scientifica degli Istituti sia a livello informativo, sia a livello di reperimento fondi. Eliminerei ogni ruolo gestionale dei dipartimenti riattribuendoli agli istituti e all'amministrazione centrale (come da precedente situazione). L'ho in parte gi detto: L'istituto il posto fisico dove i ricercatori stanno, gestiti amministrativamente e proceduralmente da un direttore, diviso in sezioni territoriali, perch un Istituto deve raggruppare i ricercatori di un dato ambito disciplinare (nel mio caso le scienze della terra, ovvero avere una base geologica condivisa). Abolizione dei dipartimenti. L'istituto dovrebbe dedicarsi all'adeguamento e gestione dell'infrastruttura. Il dipartimento dovrebbe stimolare, orientare e coordinare l'attivit scientifica L'istituto o meglio il gruppo che ottiene i soldi dovrebbe gestirli autonomamente. La dimensionalit delle possibile iniziative di ricerca necessariamente sfugge ad organizzazione macroscopiche come Dipartimenti ed Istituti che hanno solo la funzione di rendicontare periodicamente i risultati raggiunti senza una vera programmazione. Le commesse sono finalizzate a individuare fonti esterne per sopravvivere e quindi poco sensibili ad essere organizzate. Bisogna quindi che una parte dei finaziamenti vengano messi al servizio per focalizzare le commesse in progetti specifici in accordo con le linee suggerite dal PNR e dal CNR. Le commesse vanno eliminate completamente Listituto dovrebbe avere ruolo di programmazione delle risorse del proprio istituto.ed avere una gestione dei rapporti (assieme alle aree se estinti) con le realt locali (universit, enti pubblici, aziende). Dovrebbe poi rapportarsi con il dipartimento per quello che riguarda le azione a livello nazionale Il dipartimento dovrebbe 1)supportare la visibilit delle attivit svolte dagli istituti a livello nazionale e internazionale con le associazioni di settore, ministeri e corsorzi 2)fornire indicazioni sullo sviluppo e strategicit di tematiche in specifici settori disciplinari, 3)favorire le collaborazioni tra i gruppi del CNR di diversi istituti e la partecipazione ad azioni congiunte nazionali ed internazionali 4)avere un ruolo di portavoce e rappresentanza con gli organismi nazionali (in primis i vari ministeri) e internazionali sulle tematiche di loro competenza svolte dagli istituti. Ad esempio dovrebbe farsi portavoce presso la Comunit Europea per la definizione del Programmi Quadro, nonch la partecipazione e definizione delle Piattaforme Tecnologiche tematiche. Dovrebbe rivestire il ruolo di promozione e lancio di progetti specifici (e finanziati con finanziamenti ad hoc)sia interni CNR sia in collaborazione con enti esterni. Niente Dipartimenti, niente commesse. Massima libert di ricerca ai singoli Istituti Niente interferenze Non dovrebbe esistere il dipartimento Occorre prima definire i rispettivi ruoli Ogni organizzazione o meglio riorganzzazione dovrebbe avere chiaro il ruolo dei gruppi di ricerca ed enfatizzare l'autonomia gestionale e di programmazione di chi effettivamente fa gestione e programmazione. Il resto dannosa sovrastruttura ma se la si vuole limitare allora focus su pochi dipartimenti, cordinamento delle funzioni amministrative e di gestione del ersonale e abolizione degli istituti Premesso che appartengo ad un Istituto multisezione, guidato da un OTTIMO Direttore, cha possiede qualit scientifiche, di leadership e manageriali ECCELLENTI, SONO PER LA ABOLIZIONE degli Istituti. La nuova struttura CNR dovrebbe essere DINAMICA. I ricercatori dovrebbero afferire a Gruppi di Ricerca creati in base ai possibili progetti Europei o comunque TEMATICHE SCIENTIFICHE di rilevanza e

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR dovrebbero liberamente in un tempo ragionevole ( diciamo tre anni) cambaire gruppo di ricerca, se gli inetressi scientifici si sono evoluti. Prima di tutto vorrei che mi spiegassero cosa e' un dipartimento. Rapporto di Controllo e Vigilanza sull'operato dell'istituto Ruolo di coordinamento e di interfaccia con le strutture ministeriali ed europee, che aumenti la visibilit, le opportunit di finanziamento e collaborazione sia a livello nazionale che internazionale. Sarebbe bene che il direttore d'istituto fosse controllato dal dipartimento Semplicemente che fossero eliminate le commesse e i dipartimenti Spesso il Dipartimento non ha chiare le effettive competenze e collaborazioni delle commesse, quindi non ha senso una programmazione/gestione meramente gerarchica. Vorrei che i dipartimenti venissero semplicemente eliminati perch inutili e costosi abolizione dei dipartimenti se possibile. altrimenti, massimo snellimento e pura funzione di coordinamento. attivit di coordinamento in un'ottica di complementareit per facilitare l'approccio multidisciplinare che si rafforzerebbe uletriormente con collaborazioni interdipartiementali. eliminare i dipartimenti e creare degli istituti pi grandi che raggruppano attivit affini elminazione di dipartimenti e commesse il dipartimento dovrebbe svolgere per gli istituti un servizio destinato a raggiungere quelle masse critiche per potere accedere ai progetti europei. Dovrebbe gestire un database delle competenze e delle relazioni internazionali per costruire progetti internazionali vincenti. il dipartimento dovreppe proporsi come stimolo scientifico verso gli istituti istituzione di uffici con personale in grado di promuovere e coordinare progetti europei anche dal punto di vista burocratico. istituzione di uffici per la realizzazione di programmi software per agevolare le attivita' burocratiche dei ricercatori. istituzione di uffici con personale in grado di curare la redazione di articoli in lingua straniera. Stanziamento di fondi adeguati per la pubblicazione di articoli dei ricercatori del dipartimento in giornali a pagamento (ormai la maggioranza) non ne vedo comunque alcun vantaggio, ritengo che i Dipartimenti svolgano unicamente funzioni di rappresentazione dell'esistente non vedo pro un rapporto a due vie. come una vera reazione reversibile. una delle due strutture e' ridondante vorrei che i dipartimenti venissero aboliti. funzionava meglio quando c'erano i comitati, i fondi ordinari, e i progetti intestati ai singoli ricercatori. un rapporto che attualmente esiste solo burocraticamente e non mi ancora chiaro come potrebbe influenzare positivamente la mia ricerca

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR

Come vorresti che venisse impostato il ruolo degli Istituti sia rispetto ai Dipartimenti, sia rispetto alle Commesse (Istituto/Commessa)?
rapporto gerarchico 10%

Non so 26% collaborazione complementare con distinte responsabilit 64%

Altro (sintesi) Eliminazione di dipartimenti, progetti, commesse, moduli se nopn finanziati dal ministero I responsabili di commessa dovrebbero affiancare il direttore nelle scelte scientifiche dellistituto L'istituto dovrebbe gestire strutture, apparecchiature e servizi, le commesse dovrebbero proporre e svolgere l'attivit scientifica No Commesse come centri di spesa Commesse sostituite da progetti, o gruppi di ricerca, finanziati, coordinati dai direttori di istituto, scelti dal personale Il termine commessa non opportuno Altro (esteso)
... se proprio le commesse dobbiamo tenercele A mio giudizio le commesse andrebbero integralmente soppresse ABOLIZIONE delle commesse come attualmente strutturate Abolirei le commesse, a meno che se ne dimostri l'efficacia e l'utilit. Ad ogni commessa viene dato il compito di stabilire le strategie di ricerca e lo svolgimento dell'attivita' in sintonia con la missione dell'istituto. Dovrebbe esserci un maggior coinvolgimento della base dei ricercatori "oscuri", che comunque hanno oltre che il diritto il dovere di partecipare all'organizzazione della ricerca Eiminerei le commesse perch sono solo un inutile orpello

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Eliminare le Commesse e creare strutture pi interconnesse fra loro all'interno degli istituti stessi. Eliminazione del sistema Progetti/Commesse/Moduli, se non pesantemente finanziati dal Ministero. I rapporti gerarchici nella generalit favoriscono favoritismi, e annullano l'autonomia della ricerca I ricercatori devono essere comunque capaci di operare e lavorare al meglio e non essere trascinati In questo caso molto importante che si controlli lattivit dei ricercatori e che siano protagonisti di attivit scientifica autorevole e partecipata, I responsabili di commessa dovrebbero affiancare il Direttore nelle scelte scientifiche strategiche per l'Istituto (e quindi il Dipartimento). INUTILI In assenza di fondi istituzionali il peso di dipart/ Progetto/ Istituto/Commessa marginale In tutte le relazioni e ruoli dei vari organismi dellente ritengo sia sempre fondamentale il ruolo dei ricercatori che meglio conoscono le problematiche e trend scientifici nei settori di propria competenza. La commessa deve avere il compito di definire e svolgere la ricerca nel breve e medio termine. Listituto dovrebbe favorire la collaborazione tra i gruppi di ricerca al suo interno e la loro visibilit verso le realt locali. L'istituto dovrebbe gestire strutture, apparecchiature e servizi mentre le commesse dovrebbero proporre e svolgere l'attivit scientifica. La connotazione delle Commesse come centri di spesa troppo spinta. La commessa dovrebbe sparire a favore dei progetti di ricerca finanziati (sia da bando sia da committenti esterni) La commessa il centro scientifico l'istituto il mezzo con cui l'attivit viene portata avanti Le Commesse andrebbero abolite non ne vedo l'utilit Le commese di Istituo-Dipartimento sono inutile dannose. Le commesse nell'istito devono trovare l'ambito logistico funzionale con piattaforme di uso comune, invece di lotte intestine fra spazi e posti disponibili. Le commesse non dovrebbero esistere. I gruppi di ricerca dovrebbero essere coordinati dal direttore dell'istituto in cui operano. Il direttore dovrebbe essere emanazione del personale che opera nell'istituto. Le commesse vanno eliminate completamente Le commesse, analogamente ai Dipartimenti, sono palesemente inutili se non dannose. NON DOVREBBERO PI ESISTERE, L'ISTITUTO CENTRALE NEL RAPPORTO CON IL DIPARTIMENTO Niente Dipartimenti, niente commesse. Massima libert di ricerca ai singoli Istituti Occorre prima definire i rispettivi ruoli Ogni organizzazione o meglio riorganzzazione dovrebbe avere chiaro il ruolo dei gruppi di ricerca ed enfatizzare l'autonomia gestionale e di programmazione di chi effettivamente fa gestione e programmazione. Il resto dannosa sovrastruttura ma se la si vuole limitare allora focus su pochi dipartimenti, cordinamento delle funzioni amministrative e di gestione del ersonale e abolizione degli istituti Ok cosi'. Ormai i soldi per la ricerca ce li troviamo da soli, il direttore attualmente e' un personaggioa mministrativo e per le p.r.. Inoltre con gli istituti multi sede a volte non lo si vede per anni Penso che le commesse debbano essere sostituite dai gruppi decisi dai ricercatori e concordati con il Direttore e il CdI. Posto che non amo le commesse, penso che le c adesso sono strutture stupidamente rigide, in contrasto con i bisogni di aggregazioni e collaborazioni dinamiche proprie della ricerca. Forse le commesse

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR potrebbero restare come unit amministrative / centri di spesa ma non sembrano in grado di organizzare attivit scientifiche vere. Le unit di ricerca devono essere agili, flessibili, non eterne. In quetso senso i riceractori debbono potersi aggregare nelle articolazioni che ritengono pi idonee alla ricerca e quindi tali articolazioni non possono essere in rapporto gerarchico rispetto agli Istituti. Semplicemente che fossero eliminate le commesse e i dipartiment Siccome le commesse degli istituti hanno portato a risultati negativi, io rivedrei l'organizzazione. Sono favorevole a gruppi di ricerca la cui attivit sia supervisionata da un direttore capace Sostituire le commesse ed i moduli con i gruppi. Fondi a progetto, che gestisce il progetto o l'unit di progetto porta i fondi al gruppo in funzione di accordi presi al momento della formulazione del progetto stesso. Il coordinatore del gruppo se deve esserci (meglio sarebbe chiamarlo segretario) ha solo funzioni organizzative dei raccolta e distribuzione dell'informazione all'interno del gruppo abolirei e ridefinirei le linee di ricerca (vecchia organizzazione) abolizione completa delle commesse se possibile. attivit di coordinamento e concertazione tra i gruppi di attivit per promuovere la cooperazione tra gruppi in un'ottica di condivisione e creazione di masse critiche. collaborazione complementare con unitario sforzo di lavoro su un condiviso obiettivo eliminazione commesse eliminazione delle commesse il dipartimento supporta gli istitui afferenti nella integrazione e nei bandi la commessa ha senso solo se c'e' un committente (CNR) che finanzia un progetto di ricerca. Per il resto inutile la struttura per commesse semplicemente non funziona e quindi va abolita lasciare liberta' ai singoli ricercatori di promuovere il gruppo che costituisce la commessa le commesse sono inutili le commesse sono inutili le commesse vanno valorizzate dal pdv economico o non hanno ragione di esistere nessun ruolo organizzazione e promozione delle attivita' e (in un altro mondo) divisione di risorse finanziarie apposite prima di insistere a mantenere in esistenza le commesse, verificherei se hanno complessivamente svolto un ruolo coerente con la definizione data loro e di interesse per la Rete scientifica in generale e degli istituti e dipartimenti di afferenza in particolare qui difficile dare una risposta secca. In realt devono convivere tanto la collaborazione che l'indirizzo dall'alto che tenga conto delle strategie scientifiche dell'Istituto (e che quindi ponga dei vincoli anche gerarchici). sarebbe opportuna una maggiore indipendenza nelle spese da parte delle singole commesse se le persone che lavorano in un determinato settore hanno la possibilit di collaborare e confrontarsi, altrimenti le commesse non servono, andrebbero eliminate solo di valutazione dei risultati in termini di attinenza e produttivit scientifica op tecnologica sono comunque non favorevole alla classificazione delle attivit scientifiche in "commesse" sopprimere le commesse vorrei che le commesse venissero abolite. funzionava meglio quando c'erano i comitati, i fondi ordinari, e i progetti intestati ai singoli ricercatori.

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d37. Cosa ne pensi dell'applicazione pratica e dell'efficienza gestionale dell'attuale afferenza/associatura di Istituti/Commesse a uno o pi Dipartimenti?

buona 9%

ottima 2%

Non so 18%

minima 28%

media 21%

negativa 22%

Argomenta (sintesi) buona quando il dipartimento svolge le funzioni che gli sono assegnate Evitare afferenze multiple Conta solo lafferenza, lassociatura irrilevante La poca collaborazione tra i dipartimenti rende i meccanismi costosi e dispersivi Lestensione dei dipartimenti ridurrebbe le associa ture gli istituti multidisciplinari che partecipano a pi dipartimenti possono risultare indeboliti; si deve preservare la multidisciplinarit deve essere sostenuta lattivit interdipartimentale Argomenta (esteso)
Prima qualcuno dovrebbe spiegarmi cos deve fare un dipartimento, a parte suggerire al CdA come dividere i soldi e eventuali posti a concorso tra gli istituti Non ci sono criteri per questo, i direttori di Dip guadagnano troppo e consumano risorse Ancora da realizzare Assolutamente inutile. Solo inutile burocrazia. Assolutamente nullo il ruolo del dipartimento, che, invece svolge solo un ruolo di appesantimento burocratico

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Avendo vissuto l'era pre-dipartimento, e post-dipartimento, ritengo che il buon senso dei direttori di dipartimento ha snellito controlli burocratici che avrebbero rischiato di paralizzare l'attivita' di ricerca. Le attivita' di coordinamento e programmazione hanno senso solo a fronte di fondi investiti nelle stesse Bisognerebbe sorvegliare bene il ruolo degli associati Buona per i ricercatori che trovano il loro migliore ambito, pessima per i finanziamenti. Difficilmente un Dip. finanzia significativamente una commessa di un Istituto non afferente al proprio Dip. Buona, se il Dipartimento svolgesse veramente le funzioni che gli sono state assegnate da Statuto C' una sorta di picchettagio da parte dei Dipartimenti che rende molto difficile realizzare iniziative congiunte. Tale picchettaggio si trasemtte poi quasi direttamente negli IStituti in cui l'afferenza di una commessa di un dipertaimento piuttosto che di un altro genera situazione di separazione e spesso di trattamenti e modalit di lavoro molto differenziate. Ci sono dipartimenti che hanno elargito posizioni a istituti che afferiscono in modo prevalente ad altri dipartimenti e altri che non l'hanno fatto. Non sono note le motivazioni. Eviterei afferenze multiple ed eviterei che la distribuzione delle posizioni sia gestita dai dipartimenti. Come gi detto, Il Dipartimento per noi solo un "meccanismo burocratico in pi" che ci complica le cose nel caso di acquisizione da parte nostra di finanziamenti esterni e da cui non abbiamo mai avuto alcun aiuto, su nessun piano. Commessa/Istituto/Dipartimento creano solo burocrazia ed inefficienza. Comporta problenmi di gestione, di programmazione e di valutazione della ricerca Conta solo l'afferenza, l'associatura non conta nulla Dispersione di risorse/fondi e poca collaborazione tra Dipartimenti Dispersione di tempo e risorse E' solo formale, talvolta di comodo e crea problemi. Il risultato potrebbe essere raggiunto attraverso collaborazioni inter-dipartimentali pilotate dai Dipartimenti. Facciamo Matematica. Siamo in un Dip. (MD) con cui la maggioranza del personale non ha rapporti. Abbiamo interazioni (moduli/commesse/collaborazioni) con altri 5 Dipartimenti. Un fallimento totale Gli Istituti sono storicamente legati a tematiche di ricerche che e' spesso impossibile incasellare in un unico Dipartimento. Come risultato spesso l'afferenza di un Istituto ad un unico Dipartimento non e' supportata dall'afferenza del personale stesso a ricerche nell'ambito dello stesso dipartimento, e questo ne indebolisce la posizone. I dipartimenti come sono ora rappresentano una quasi inutile sovrastruttura. I dipartimenti dovrebbero essre piuttosto ampi a seguito di accorpamento, se necessario. Tanto per fare un esempio impossibile pensare ad un agfroalimentare senza l'ambiente agrario. Con i dipartimenti piuttosto ampi verrebbe ridotta l'associatura di una stessa UOS a pi dipartimenti. I dipartimenti ora sono inutili. Era meglio il comitato I gruppi di istituti non afferenti ad un determinato dipartimento e partecipanti a progetti di altri dipartimenti tendenzialmente vengono penalizzati. Questo e' stato dimostrato nell'ultima allocazione dei posti ex Mussi e turn over. Il mio Istituto sparso su 7 dipartimenti e questo, oltre a complicre enormemente la gestione, indebolisce il rapporto con ognuno dei dipartimenti, anche in termini di risorse. D'altra parte non si dovrebbe perdere l'interdisciplinariet. Il nostro progetto dipartimentale appena partito, non ho elementi per giudicare In alcuni casi pu essere necessario, in altri sembra corrispondere a interessi particolari. Trovo difficile generalizzare, In teoria potrebbe non essere una cattiva idea data la natura interdisciplinare del CNR, ma bisogna vedere chi e come la gestisce e che ruolo/spazio veine dato al personale in queste scelte.

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR In caso di istituto non monotematico e' indispensabile afferire a piu' dipartimenti, ma non con l'organizzazione attuale che prevede una gerarchia fra istituti afferenti e partecipanti, penalizzando gruppi di ricerca che si pongono come partecipanti In questa fase organizzativa naon vi stata capacita' rendere autorevoli l'organizzazione che stata individuata. E' comunque molto diversa nei vari Dipartimenti. In alcuni dipartimenti hanno funzionato In questo schema si osserva che una commessa, pur fruendo di spazio e massa critica di un istituto, opera per progetti centrati su altri istituti. La raccolta di diverse commesse nei progetti non ha dato significativi contributi scientifici. Le commesse operano indipendentemente ed il responsabile di progetto opera solo un'attivita' di premiazione del tutto arbitraria quanto infruttuosa. In un sistema che non funzione ogni grado di libert in pi permette un briciolo di funzionamento Inutile Io appartengo all'Istituto di Biofisica che afferisce a DMD. Tuttavia, al momento della scelta, io ed un altro gruppo di ricercatori IBF abbiamo optato per partecipare a DTA. Direi che questa possibilit di opzione libera, rientra nel mio pensiero di struttura dinamica del CNR. Per la parte gestionale non ci sono stati problemi. La segreteria IBF, che ha gestito anche i rapporti con DTA, molto efficiente e ben organizzata. Edal punto di vista gestionale anche DTA molto ben strutturato. Io non ho percezione della presenza del dipartimento L'afferenza di commesse a dipartimenti diversi da quello di appartenenza dell'istituto puo' avere una valenza positiva esclusivamente per quanto riguarda la PRESENTAZIONE delle competenze di ricerca del CNR all'esterno: infatti puo' essere interessante vedere che ci sono temi di ricerca interdisciplinari. Essendo contraria alla funzione GESTIONALE dei dipartimenti credo che a maggior ragione nel caso di afferenza della commessa d un dipartimento diverso da quello dell'istituto la fnzione getsionale non sia ne' pratica ne' efficiente L'attivit interdipartimentale deve essere promossa e incoraggiata: garantisce quell'approccio multidisciplinare ai problemi che alla base di una ricerca moderna. Se il rapporto tra Istituti e Dipartimenti diventa esclusivamente scientifico non si presentano pi problemi gestionali La gestione e' molto confusa La qualit e quantit scientifica dell'istituto peggiorata La situazione appare piuttosto "cristallizzata" rispetto ad uno stato iniziale dal quale ogni modifica, se pure possibile, viene considerata troppo complessa da realizzare. Come esperienza indiretta, l'associatura a piu' dipartimenti ha comportato vantaggi o svantaggi in modo del tutto casuale, sulla base dalla diversa visione dei direttori di istituto o di dipartimento, e quindi non uniforme nell'intero CNR. Le commesse (o macro-linee di attivit) dovrebbero favorire collaborazioni intra- e inter- progettuali cioe' tra gruppi diversi. Questo dovrebbe essere il ruolo primario del Dipartimento. Le commesse extra dipartimento generano figli di nessuno Le commesse non sono state formate basandosi su critesi scientifici Mai vista nessuna interazione Istituto-Dipartimento Mi sembrano meccanismi che servono principalmente ad aumentare la burocrazia. NON CONOSCO QUESTA EVENTUALIT Non ho capito a cosa servono i Dipartimenti. Spiegatemelo voi se potete... Non so che dire. Tendenzialmente mi pare che si dovrebbe lasciare che alle commesse partecipasse personale di diversi istituti e dipartimenti. Spesso questo viene SCONSIGLIATO e non capisco perche'. In effetti secondo me, un istituto e' una collezione di ricercatori in un edificio, che pero' possono e devono collaborare anche con altri ricercatori in altri edifici, magari in altre citta'. Se si potesse fare senza fatica, eliminerei dipartimenti e progetti, e semplificherei la gestione amministrativi in qualche mdo che non so immaginare, in mdo da incoraggiare la collaborazione di gruppi anche grandi di ricercatori, anche

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR dispersi su diversi luoghi fisici e con diverse abilita'. Il tutto per ottenere la famosa "inseminazione" interdisciplinare e per raggiungere la cosiddetta massa critica. Nei progetti potremmo (cosa che in spesso gia' facciamo) presentarci semplicemente come CNR. Non so cosa farmene di un direttore di Dipartimento che prende in alto loco le decisioni su dove va il mondo e dove devo andare io, in base alle sue personali convinzioni. Questo quello che oggi succede. Tuttavia tradizionalmente il ricercatore va dove gli interessa e per andarci ha dimostrato di essere ampiamente in grado (seppur non senza sacrifici) di procurarsi la risorsa che i Dipartimenti non gli danno. Sarebbe quindi l'ora di smetterla di cercare di indirizzare le energie di chi lavora nella ricerca in modo forzoso e di aiutare invece chi lavora a lavorare meglio (dando i finanziamenti su delle grandi ma bene definite linee di ricerca generali dell'Ente, scaturite dall'analisi congiunta delle potenzialit del parco ricercatori che abbiamo e delle esigenze del paese, costringendo chi non lavora o non vuole lavorare in queste grandi direzioni ad andarsene o a ritirarsi in un angolo dove non dia noia e non sottragga risorse agli altri. La ricerca si gestisce con i soldi, non con le poltrone. Non sono in grado di esprimermi comunque perch i ricercatori non vengono informati a causa del rapporto gerarchico anche in ambito non solo di Istituto, ma anche di UOS. Ogni volta che si prepara un progetto si sceglie la commessa o il dipartimento piu' per motivi di convenienza che di coerenza scientifica. Per quanto riguarda gli istituti colgo una inefficacia di fondo nel rapporto con i dipartimenti Per quanto attiene alle commesse, in coerenza con i giudizi sopra riportati ribadisco la loro assoluta inefficacia e negativit che si riverbera anche sugli aspetti di applicazione pratica e di efficienza gestionale Quando sostenuta da competenze scientifiche oggettive, la multidisciplinariet rappresenta una chiave di successo per un gruppo di lavoro. Scatole cinesi Si guarda soprattutto ai soldi e non ai progetti ed allo sviluppo della ricerca. Tale risposta giustificata dal fatto che, nel nostro caso, il Dipartimento si rivelato un contenitore vuoto Testimonia la non omogeneit scientifica Troppo macchinosa e poco trasparente (chi non e' dentro non ci capisce molto, forse anche chi e' dentro) Un Istituto ha diverse commesse disperse in diversi Dipartimenti, questo indice che sono i progetti le componeti aggreganti e non i dipartimenti. La mancanza di fondi per progetti di valenza limita la possibilit di amentare l'efficacia gestionale. ad esempio il mio istituto afferisce a due dipartimenti mentre la mia U.O afferisce a solo un dipartimento perch le ricerche svolte non sono competenza dell'altro dipartimento assegnazioni spesso fittizie, scarso riscontro con le attivit reali, inutile complessit gestionale c' troppo protezionismo per gli Istituti afferenti, e i Dipartimenti interagiscono troppo poco perch questa sia efficace ed efficiente come si pu pensare a compartimenti stagni, quando la multidisciplinariet l'elemento di originalit che distingue il CNR dall'Universit confusa crea confusione disorientante, inutile, schizofrenica fa solo caos favorisce la collaborazione a progetti multidisciplinari gestione e rappresentazione delle risorse economiche dell'Ente non efficaci e dispersive in linea teorica il Dipartimento ci vuole e pu svolgere un ruolo

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR inutile la gestione avviene tramite la sede centrale e appare meramente procedurale la stuttura dipartimenti/istituti/commesse e' una sovrastruttura inutile mancanza di coordinamento e difficolt di governance media perche' la commsitione puo' portare a mancanza di chiarezza ad esempio nella attribuzione di fondi e di posti non esiste! non vedo altre possibilita'. Il mio gruppo, ad esempio, e' di afferenza ICT ma anche lavora intensamente nel settore del DPC. Perche' forzare a scegliere tra uno solo dei due, privando il secondo delle competenze apportate? ottima come presenza del dipartimento a suggerire e raccogliere linee guida di ricerca, poco significativa nell'aiutare a reperire risorse finanziare l'implementazione di progetti o le linee di ricerca pare che i dipartimenti non influiscano sull'attivit degli istituti e sulle commesse, pertanto essere in un dipartimento o in un altro non ha grande rilevanza se proprio non se ne pu fare a meno dei dipartimenti... sembra un semplice accorpamento privo di strategia troppa burocratizzazione un esempio per tutti: problemi nella gestione dei nuovi posti una delle due strutture e' ridondante. ok che un ricercatore/tecnologo non sia costretto ad afferire al dipartimento in cui rientra l'istituto ma questo crea dei problemi perch non ti prevedono personale e fondi n nel dipartimento dell'istituto n in quello in cui afferisci. C' una certa preferenza per l'intero istituto e non per i singoli ricercatori. sempre un problema legato ai contenuti scientifici delle attivit e degli obiettivi da raggiungere e poi da verificare

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d38. Vieni a conoscenza degli Ordini del Giorno delle riunioni del Consiglio Scientifico di Dipartimento a cui il tuo Istituto afferisce?

a volte 22%

Non so 5% mai 49%

regolarmente 24%

Vieni a conoscenza dei Resoconti delle riunioni del Consiglio Scientifico di Dipartimento a cui il tuo Istituto afferisce?

Non so 7% regolarmente 23%

mai 44%

a volte 26%

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d39. Secondo l'attuale Regolamento, art. 31 comma 6, deve essere assicurata la pubblicit interna dei verbali del Consiglio di Istituto; ci avvenuto?

Non so 8%

altro 5%

regolarmente 43%

mai 18%

a volte 26%

Altro (sintesi) Ad oggi, se non ufficiosamente, non mai pubblicizzato un ordine del giorno e mai redatto un verbale. Avviene con ritardo. Avviene solo grazie ai rappresentanti. I verbali sono a disposizione presso la segreteria dell'Istituto. Nel mio istituto sempre avvenuto. Il Consiglio di Istituto non stato eletto. Non ancora stato possibile eleggere il CS d'Istituto per incredibili ritardi dell'Ente. Non so Probabilmente s. Ma per l'attivit dei comuni ricercatori servono a poco Solo su specifica richiesta. Relazione via e-mail da parte dei membri ai colleghi. Altro (esteso)

Abbiamo costanti difficolt ad avere in linea i verbali dei Consigli d'istituto, passano dei mesi e sono passati talvolta degli anni, prima di avere in rete questi resoconti che dovrebbero essere resi immediatamente pubblici, fatti salvi i tempi strettamente tecnici. E' ovvio che questo strumentale ed altrettanto ovvio che inaccettabile. Dovrebbero essere applicate delle sanzioni ai Direttori per questi ritardi, credo che sarebbe l'unica via per porre termine a questa indecenza. Ad oggi se non ufficiosamente mai pubblicizzato un rdine del giorno e mai redatto un verbale

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Allo stato di fatto il consiglio di istituto non conta nulla. E' stato riunito una sola volta a margine di un'altro evento che avendo avuto durata superiore al previsto rimase poco tempo per la discussione visto che alcuni membri avevano problemi di rientro nelle rispettoive sedi. Avviene con ritardo di mesi rispetto alla data di riunione del CI Avviene solo ad opera dei rappresentanti. C' un generale scollamento tra l'attivit quotidiana dei singoli ricercatori e l'attivit di coordinamento che si svolge a Roma, sotto forma di riunioni e colloqui, di cui il personale non mai messo a conoscenza. Commento alla domanda 38. Mi risulta che il CS del dipartimento non sia mai stato consultato. Di sicuro verbalmente a richiesta I verbali sono a disposizione di chiunque presso la segreteria dell'Istituto. I verbali sono mostrati solo dopo apposita richiesta Ma dopo tempi lunghi. Molto raramente Con il precedete direttore il verbale non veniva reso pubblico. Da quando dirigo ed e' stato eletto il nuovo consiglio il verbale e' stato reso pubblico Le riunioni si sono tenute in amniera saltuaria: es nesssuna riunione nel 2005, 2007, 2008 una riunione nel 2006 due nel 2009

Le segretarie non hanno le palle per pubblicare ci che viene detto e lo stesso dicasi dei membri del consiglio. Ne ho visto uno solo e non so se ci sono stati pi Consigli di Istituto. Non esiste il Consiglio di Istituto Non ne ho conoscenza Non so Nel mio istituto sempre avvenuta. Non sempre i ricercatori partecipano con interesse

Non mi risulta che sia stato eletto il Consiglio di Istituto; e' stato recentemente modificato lo Statuto dell'istituto di cui faccio parte Non si ancora potuto attuare il CS d'Istituto per incredibili ritardi dell'Ente. Probabilmente s. Ma per l'attivit dei comuni ricercatori servono a poco Purtroppo per ci avviene con forti ritardi Solo su specifica richiesta Solo che si fanno troppo poche riunioni del Consiglio di Istituto. Sta avvenendo ultimamente anche se con ritardo

Sempre, ma a volte con ritardi spaventosi (anche 5 mesi): perche'? La pubblicita' interna implica trasparenza dei contenuti? Mah! Tanto il consiglio di Isituto non ha piu' neanche il parere consuntivo o orientativo di una volta. Deve "informare il Direttore" sull'avanzamento delle attivita' etc etc. Chiaro che si assume che il direttore non sa niente di cosa si fa nel suo istituto Troppo presto per saperlo, CdI appena costituito con la precedente direzione mai con la attuale direzione con ritardo ma affermano di volersi migliorare con molto ritardo, e comunque sono verbali molto stringati

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR di volta in volta su richiesta del singolo dipendente interessato! i verbali sono consultabili su richiesta ma sono appena uno o forese due l'anno

il problema non stato la pubblicit dei verbali ma il fatto che si riuniva una volta all'anno. probabilmente neanche il consiglio di istituto mai stato riunito raramente, pi che altro mi sono riferite verbalmente relazioni per e-mail dei membri ai colleghi spesso con molto ritardo pur se con notevole ritardo a causa della lenta stesura del verbale quasi mai. ci avviene solo quando vi sono necessit o utilit per i componenti del CdI si ma solo recentemente con l'ultima nomina del Consiglio; mai in precedenza ultimamente, solo su mia richiesta formale, ma in modo incompleto

d40. L'attuale struttura e organizzazione delle Aree di Ricerca ti sembrano funzionali?


ottimamente 1% negativa 11%

bene 13%

mediamente 31%

Non so 20% minima 24%

Che cosa cambieresti? Risposte (sintesi) L'attuale modello di gestione delle Aree di ricerca non stato pienamente percepito dagli Istituti. Permette la necessaria flessibilit richiesta dai nuovi modelli organizzativi.

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Gli Istituti hanno la possibilit di attivare tutti i servizi necessari alla loro attivit. Hanno la possibilit di un controllo diretto dei costi, decidere dove razionalizzare le spese e investire su servizi particolari. Hanno la possibilit di massimizzare l'utilizzo di infrastrutture, strumentazioni, laboratori, spazi comuni ed essere autorevoli centri di coordinamento e rappresentanza verso il territorio. E' il comitato d'Area che decide. Per un adeguato funzionamento necessario che i direttori di istituto facenti parte dell'Area di ricerca facciano vera sinergia e definiscano seriamente gli obiettivi comuni di uno spazio di attivit comune di supporto alla ricerca. Per ottenere risultati efficaci ed efficienti necessario mettere a disposizione delle aree personale qualificato e investire sulla loro formazione. A tutt'oggi questo non avviene e la Aree risultano inefficienti e costose. L'attuale modello non va cambiato, va applicato. Maggior trasparenza nella gestione. Sono ormai dei condomini. I servizi di biblioteca andrebbero gestiti on-line dalla sede. E auspicabile una maggior sinergia tra gli Istituti afferenti allArea. Possibilit di attivare servizi per generare risorse (affitto aule, organizzazione convegni, ecc.). Rafforzare il potere di rappresentanza sul territorio. Il CNR (locale), al contrario delle Universit, non viene quasi mai invitato ai tavoli sulla ricerca degli Enti locali perch non sanno a chi rivolgersi. Sarebbero funzionali se fossero organizzate in un Polo Scientifico con la presenza di altre realt territoriali (universit, industrie e altri enti) con ricadute sullo sviluppo tecnologico locale. Se sono solo il contenitore degli Istituti CNR funzionale lattuale gestione. Manca personale competente. Va cambiata lorganizzazione affinch il lavoro del personale tecnico e amministrativo sia valorizzato e premiato LArea di ricerca permette la razionalizzazione delle spese di gestione Non ha forza propositiva per interventi che non siano i servizi di base LArea dovrebbe massimizzare lutilizzo di infrastrutture, strumentazione, laboratori, spazi comuni ed essere autorevole centro di coordinamento e rappresentanza verso il territorio. I fondi ordinari per il funzionamento dei servizi comuni andrebbero veicolati direttamente alle Aree Troppe responsabilit sono assegnate su base volontaristica e i servizi risultano scadenti nonostante la buona volont dei singoli. Le Aree dovrebbero essere rafforzate come strutture di servizio evitando che diventino centri di potere. Le Aree andrebbero rafforzate: dovrebbero avere autonomia gestionale, fondi e personale autonomo e non prestati dagli Istituti. Dovrebbero essere pensate come Strutture organiche di servizio con risorse di fondi e di personale dedicato esclusivamente allorganizzazione e al funzionamento. Mentre la gestione informatica di area funziona piuttosto bene. Manca il concetto di centralita' dei servizi specialmente per quanto riguarda le officine meccaniche ed elettroniche. Necessit di una maggior efficienza in presenza di problemi tecnici da risolvere. Non possono essere gli Istituti a farsi carico delle spese per i servizi comuni.

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Per problemi economici o volont di mantenere l'autonomia individuale, non si fanno investimenti che potrebbero invece nel giro di qualche anno essere estremamente importanti sia dal punto di vista dell'efficienza che di tutte le procedure connesse al green procurement (e quindi dell'impato ambientale e del risparmio energetico) Uffici di gestione (amministrazione, personale, concorsi, legale, etc.) comuni a tutti gli istituti. Accorpamento degli istituti in aree di ricerca con articolazione in "gruppi di ricerca" con responsabile. Direzione di area di tipo manageriale, con consiglio scientifico espressione dei dipendenti di area. Abolizione aree di ricerca. Sarebbe utile ritornare al passato. Risposte (estese)
- Trasparenza totale della gestione (es: mettere su sito Web i bilanci, le delibere, le spese fatte, le gare, ecc.) - Personale dedicato A cosa servono le Aree? Per ora sembrano solo un supporto logistico. Alcune aree non funzionano altri si, penso che dipenda da quando sono state fatte e da chi le gestisce, oltre che dal continuo andeggiare dello status stesso delle aree (che potrebbero sostituire istituti e dipartimenti) Alcuni servizi tipo biblioteche visto la diffusione delle riviste on line dovrebbe essere riorganizzato forse in sede centrale. Anche all'interno delle aree di ricerca potrebbero crearsi sinergie. Non esiste una politica a questo proposito. Attivirei una struttura amministrativa piu' snella. Sposterei presso le aree la gestione degli spazi comuni diminuendo la sovrapposizione con gli istituti Aumenterei la trasparenza e il coordinamento degli istituti e dei gruppi che si trovano all'interno dell'area Autonomia, personale e fondi alle Aree della Ricerca per garantire i servizi agli istituti afferenti. Bisogna rimettre in piedi tutte le Aree di Ricerca ridotte ora a puro condominio. Ci vorrebbe un equiparazione con i settori scientifici/disciplinari dell'Universit Ci vuole un manager che gestisca in maniera equa l'istituto, premiando i progetti validi e coinvolgendo le persone nell'attivit dell'istituto Cos strutturate non assolvono alle necessit degli Istituti,dovrebbere avere un Direttore che gestisce in fondi e si procura le entrate (con affitto aule, convegni etc, per assolvere ai bisogni generali degli Istituti che Vi afferiscono Credo che le aree di ricerca possano essere funzionali solo quando riescono ad essere una realt significativa sul territorio che le ospitano e raggruppano non solo istituti CNR, ma anche le altre realt di ricerca locale, con ricadute sull'industria locale, sviluppo tecnologico, visibilit etc. Se sono solo raggruppamenti di istituti CNR, giusto che abbiano una funzione esclusivamente "condominiale" e che non diventino ulteriori sovrastrutture o strutture laterali rispetto agli istituti ospitati. Dotiamoile di Dirigenti capaci e preparati (vedi discorso di sopra sulla mancanza di una rete elettrica di continuit) E' una situazione a macchia di leopardo Eliminerei le commesse e i dipartimenti

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Farei un consiglio di gestione delle aree per le spese comuni gestito dagli Istituti afferenti e pienamente trasparente. Fornirei risorse per promuovere iniziative di interesse comune. GRAZIE AI COLLEGHI AFFERENTI ALL'AREA,SOLO LA GESTIONE ASSICURATA IL RESTO PURO VOLONTARIATO I rapporti tra chi opera all'interno delle aree e chi territorialmente distinto sono assenti. Quindi chiederei maggiore informazione a chi sta fuori. I servizi d'area sono di difficile accesso e mi pare difficile cambiare le cose. I tecnici inseriti in progetti di ricerca, per la mia esperienza, sono piu' motivati. Dovrebbero pero' essere messi in gardo di valorizzare il loro lavoro e accedere a scatti di carrira, che in genere (da quel che capisco) sono piu' facilmente ottenuti nei servizi d'area. L'oraganizzazione va cambiata, in modo che il lavoro del personale tecnico e amministrativo sia valorizzato e premiato. Ma il livello di Istituto mi pare piu' adeguato per i tecnici. Per la parte amministrativa, probabilmente un livello d'area potrebbe essere adeguato. Il mio istituto non afferisce ad alcuna area di ricerca. Tuttavia, mi sembra che appartenere ad un'area di ricerca molto utile per ridurre i costi di gestione degli istituti. Il modo di gestione ed i relativi costi, mediamente troppo alti per vari motivi di de-responsabilizzazione di fatto. Il personale attualmente distribuito equamente "a pioggia" sugli istituti dell'Area: non permette una programmazione/crescita del personale di servizi ritenuti indispensabili dai ricercatori, quali la biblioteca, e il ricambio del personale che e' andato in pensione. Il personale tecnico e amministrativo deve ruotare perdiodicamente, come i carabinieri. Altrimenti si creano tumori irremovibili. Anche a livello della Amm Centrale ci sono seri problemi che vanno prevenuti con meccanismi adeguati . Il migliorameto e' possible ma richiede una analisi e soluzioni serie e professionali, cosa che credo il CNR non ha mai fatto. In 5 anni, o quanti, non ha neanche quasi attuato la riforma Pistella, nel bene o nel male. Integrazione nel tessuto scientifico (universit, EPR), Miglioramenti strutturali L'AdR si occupa egregiamente della gestione degli spazi condominiali, ma non ha forza propositiva per interventi di maggior carico (ristrutturazione energetica, per es)che migliorerebbero anche le sue finanze. Inoltre ha il problema di non poter recuperare soldi, per es affittando locali sfitti a terzi e poter utilizzare queste entrate per il suo funzionamento. Sarebbe anche opportuno che l'AdR assumesse (magari gi a livello di Statuto) il ruolo di referente CNR per i finanziatori e gli attori economici regionali (per non delegare a Roma un avisibilit che Roma non in grado di darci). Inoltre il Direttore generale deve essere una figura destinata al 100% del suo tempo a quel ruolo. L'Area alla quale appartengo sta ancora soffrendo dei gravi errori gestionali della passata amministrazione. Lo staff attuale effieciente ed organizzato sta migliorando la struttura. Ritengo che potremmo migliorare aumentando i momenti di incontro. Ma le basi per unmiglioramento ci sono, a mio parere. L'Area dovrebbe avere una struttura fissa e non funzionare con personale comandato dagli Istituti. Il Presidente dovrebbe essere investito non solo di responsabilit gestionali ma anche avere una funzione di rappresentante in loco del CNR, non in contrasto ma in collaborazione con gli Istituti afferenti L'Istituto di cui faccio parte totalmente geograficamente scollegato con altri Istituti presenti sul territorio L'area di ricerca dovrebbe massimizzare l'utilizzo di infrastrutture, strumentazione, laboratori, spazi comuni ed essere autorevole centro di coordinamento e interfaccia con l'esterno. L'attuale area di ricerca racchiude solo una parte degli Istituti, in un edificio in locazione, adiavente al Campus e quindi a diretto contatto con la comunit scientifica. Il nostro Istituto esterno ma ben collegato con i servizi pubblici (autobus e servizio metropolitano) e facilmente raggiungibile con auto in quanto in prossimit della tangenziale - essenziale per lo svolgimento del servizio conto terzi (trasporto di serramenti)

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR La gestione dei fondi ordinari per la funzionalita' andrebbe suddivisa alle aree di ricerca non agli istituti afferenti all'area perche'la disponibilita' deve essere in funzione delle reali necessita' dell'area non dalle decisioni a volta discordanti dei vari dipartimenti. La gestione delle spese di area, poi si deve vedere caso per caso. Certamente dove ci sono le aree sarebbe auspicabile un intervento degli enti locali, penso ad esempio alla ricchezza di certe biblioteche d'area. Il presidente d'area potrebbe essere un riferimento scientifico per la regione. La mancanza di personale e di finanziamento rende i servizi dell'Area scarsi e non gestiti al meglio La mia area della ricerca troppo piccola e accorpa Istituti molto eterogenei. I sevizi che fornisce sono quasi scadenti malgrado la buona volont dei singoli. Il problema che troppe responsabilit sono assegnate su base volontaristica e dunque non si pu pretendere di pi. Le AdR dovrebbero essere rafforzate come strutture di servizio, evitando che diventino centri di potere. Il fatto di vederle come strutture di servizio anzich come centri di aggregazione scientifica pu essere riduttivo, ma pi realistico e funzionale al lavoro. L'aggregazione scientifica, anche territoriale, si costruisce certamente in altro modo. In particolare, le AdR dovrebbero farsi carico di tutte le funzioni di utilit comune di cui usufruiamo tutti indipendentemente da attivit e disciplina, compresi certamente i ticket mensa. Le AdR dovrebbero avere risorse e personale, precisamente commisurato a quello che devono fare, che molto pi programmabile dell'attivit di ricerca. Le Aree devono avere autonomia gestionale, fondi e personale autonomo e non prestati dagli Istituti. Devono essere pensate come Strutture organiche di servizio con risorse di fondi e personale. Le aree devono tornare ad avere una autonomia di fondi. Il regolamento deve prevedere che non si possa fare ricerca e/o attivit che possanon competere con gli istituti. Deve essere garantita la cacit di controllo perche non vi siano sperechi Inoltre le aree devono prevede anche che la rappresentanza del trasferimento tecnologico deve essere effettuata con il coinvolgimento del presidente di area e del comitato d'istituto Le are devono essere protagoniste nella diffusione della ricerca scientifica Le aree di ricerca hanno senso solo laddove esiste una concentrazione territoriale di Istituti. La sua funzione [ pertanto utile per gestire i servizi comuni *dalle pulizie, alla vigilanza, alla biblioteca. Le aree di ricerca previste nei Regolamenti ancora in vigore non sono state attuate. Non esiste neanche lo Statuto delle aree di ricerca. Le funzioni delle Aree di ricerca dovrebbero essere riviste per inglobare in accordo con gli istituti piattaforme e spazi condivisi per strumentazione scientifica ad uso globale e non solo locale al singolo gruppo e ricercatore. Una incentivazione finaziaria per alcuni servizi sicuramente necessaria per mantenere una adegata funzionalit e efficenza di servizio. Le rafforzerei Maggiore indipendenza delle aree di ricerca dalla sede direttore/dirigente/responsabile per ogni macroarea geografica. Maggiore servizi ai ricercatori . Maggiori finanziamenti alle strutture comuni. Manca una vera e propria area di riceca a Bari. Quella esistente comprende solo una parte degli Istituti Mediamente il contatto a mensa offre la possibilita' di parlare del proprio lavoro anche con persone di altri Istituti e magari di stimolare nuove collaborazioni. Ma mancava una strategia comune di piu' ampio respiro. Nella nostra area qualcosa sta cambiando proprio in questi mesi, con seminari organizzati dai vari Istituti presenti in Area allo scopo di favorire le collaborazioni. Un'esperienza molto proficua, anche se la partecipazione non e' stata larghissima... Mentre la gestione informatica di area funzione piuttosto bene, manca il concetto di centralita' dei servizi, specialmente per quanto riguarda le officine meccaniche ed elettroniche Ne vedo aspetti da lontano; mi sembra che la massa critica, l'accorpamento di strutture e facilities siano buone cose ma non viivo in un'Area e non so quanto i ricercatori le trovino soddisfacenti. Necessita di una effiicenza maggiore in caso dell'insorgere di problemi tecnici da risolvere centrale. Nomina di un

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Nel campo della bio-medicina in cui opero difficile identificarsi solo nell'una o nell'altra Area No, Mancano le risorse Non c' una sede comune degli Istituti Non capisco la domanda: quali aree di ricerca??? Non conosco bene l'organizzazione. Anche in questo caso non vedo gli aspetti postivi, mentre vedo gli aggravi burocratici (per lavorare il sabato e la domenica, devo chiedere un permesso speciale controfirmato) Non incidono per nulla nella mia attivit di ricerca Non so dare una risposta significativa. Il mio Istituto non in un'Area di ricerca Non so neppure cosa siano in temini pratici. Non sono chiari i criteri di costruzione del bilancio. Nota: non posso valutare. la nostra sezione dell'IN (padova) non fa parte di un Area di Ricerca O una struttura emanazione dell'Amministrazione centrale il cui responsabile nominato dagli Organi di Governo, e quindi deve essere integralmente a carico del Bilancio dell'Amministrazione Centrale. Se invece gli Istituti devono contribuire, anche solo in parte, l'Area diventa un condominio, e il responsabile non altro che un Amministratore di condominio che deve essere scelto dagli Istituti e sul quale questi devono completo controllo delle scelte e delle spese. Occorre che ci sia il personale che afferisca solo all'Area (e non che sta presso degli istituti ma lavora per l'area = personale di serie B mal sopportato dall'istituto a cui si appoggia) e farei in modo che il presidente e il direttore dell'Area di ricerca siano nominati dal basso con regolare votazione. Il presidente tra i ricercatori (e non tra i direttori di istituto che utilizzano la carica per gli interessi del proprio istituto)e il direttore tra i tecnologi degli istituti afferenti all'Area. Occorre personale dedicato escluivamente all'organizzazione e funzionamento delle aree Occorre pi trasparenza nei bilanci e maggiore attenzione alle spese inutili ed ai bandi di gara per l'affido dei servizi. L'Area della Ricerca in cui opero una struttura encomiabile per facilities di ricerca e servizi che offre,.... ma ha i bilanci in rosso e questi bilanci non solo non vengono resi pubblici, ma da anni evidentemente non vengono sottoposti a valutazione di equit di spesa. Quest'anno, approfittando della solita crisi, stato invece richiesto ai Direttori, ed a cascata da questi ai ricercatori, di sanare i debiti di area ... con i soliti fondi esterni di progetto, motivando la richiesta con il fatto che gli Istituti che non provvederanno a sanare la percentuale loro assegnata di debito d'Area, saranno in futuro penalizzati dagli istituti "forti" che questo debito avranno invece saldato per tutti. La penalizzazione consiste ovviamente nella richiesta di spazi all'interno dell'area stessa. Una posizione inaccettabile e sulla quale i Direttori si sono dimostrati non all'altezza della situazione, incapaci ed inadempienti ed il CNR centrale brilla come al solito per la sua assenza. POtenziamento dei servizi di interesse generale, compresi alcuni laboratori Per noi sarebbe importantre poter usufruire di servizi e strutture di area, anche usufruendo di una sede universitaria. Penso ad esempio a servizi di biblioteca digitale, con licenze CNR per accesso a riviste, o poter usufruire di spazi pi rappresentativi per convegni e eventi importanti. Cos il nostro contatto con le strutture dell'Area quasi inesistente. Il nostro server di internet un Istituto di Pisa. Per problemi economici o volont di mantenere l'autonomia individuale, non si fanno investimenti che potrebbero invece nel giro di qualche anno essere estremamente importanti sia dal punto di vista dell'efficienza che di tutte le procedure connesse al green procurement (e quindi dell'impato ambientale e del risparmio energetico). Per quel che ne so, la nostra Area gestisce unicamente il servizio mensa. Non vedo altra utilit e non saprei che cos'altro potrebbero offrire. Piu' efficienza organizzativa

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Qualcuno si deve occupare delle aree comuni Ci devono essere dei fondi per questo..a pagare non possono essere gli Istituti che hanno pochi soldi. Rafforzerei il potere di rappresentanza e di formulare accordi con le realt locali, garantendo comunque il raccordo con i dipartimenti interessati Restituire il personale all'Area che lo gestisce nei servizi d'Area. Il finanziamento delle Aree deve rimanere cos com'. Ridurrei il personale tecnico amministrativo e cercherei una sede meno costosa, e pi integrata con l'Universit Secondo la mia esperienza sono molto costose e sostanzialmente irrazionali Semplificare: Direttore con Cdi Area propongono bilancio preventivo e consuntivo e lo gestiscono direttamente, senza passare per gli Istituti o commesse. Si pu migliorare l'interazione tra i diversi Istituti, in parte questo si sta gi facendo Sono una decina di anni che non faccio parte di aree di ricerca e no conosco bene il funzionamento e l'organizzazione delle attuali. Ritengo che venga istitutita almeno un'area di ricerca per regione che dovrebbe collocarsi in vicinanza delle universit. L'ar4ea dovrebbe esere gestita da un tecnologo che non dovrebbe, o per lo meno solo marginalmente, occuparsi di ricerca. Sul piano scientifico non hanno nessuna rilevanza. Le amplierei trasformandole in Dipartimento come gi detto Uffici di gestione (amministrazione, personale, concorsi, legale, etc.) comuni a tutti gli istituti. Accorpamento degli istituti in aree di ricerca con articolazione in "gruppi di ricerca" con responsabile. Direzione di area di tipo manageriale, con consiglio scientifico espressione dei dipendenti di area. Uniformerei i criteri con i quali sono stabiliti i servizi di cui si dovrebbero fare carico le AdR. Uniformerei sul territorio nazionale le regole di erogazione servizi. Il caso mensa, ticket, fruizione della mensa con i ticket etc. etc. lampante abolizione aree di ricerca accorpare diversi istituti CNR non ha nessun senso, le collaborazioni scientifice sono con i gruppi + disparati (anche universitari) e spesso di altre citta' o nazioni. Per quanto riguarda le organizzazioni logistiche, le aree sono solo dei condomini e per di piu' male organizzati annullare le aree di ricerca credo che non sia stato pienamente percepito dagli istituti il nuovo modello di di gestione dell'area di ricerca. a volte manca personale con le competenze necessarie e mancano le risorse per formarlo. la formula di utilizzare solo un percentuale del tempo da dedicare all'area da parte del personale degli istituti poco funzionale. con queste condizioni difficile poter avere una razionalizzazione delle spese e un miglioramento dei servizi. difficile rispondere occorrerebbe conoscere l'organizzazione di ciascuna area e le motivazioni di tali organizzazioni dovrebbero avere una gestione amministrativa completamente indipendente da quella degli Istituti che vi afferiscono e del personale interamente dedicato dovrebbero essere fortemente potenziate nello stile delle aree di ricerca ante riforma Moratti istituzione di centri di spesa e gare ; logistica in comune ( es:sequenziamento di DNA, sintesi primers, etc); reti di collaborazione informale e conoscenza delle attivit della 'porta accanto' la attuale struttura ADR di Bari completamente destrutturata rispetto alla nostra presenza sul territorio ( ubicato in altra posizione rispoetto agli altri istituti) la gestione lascia molte perplessit

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR la reciproca conoscenza delle potenzialit, delle strumentazioni, di ci che si studia. conoscere per unire le forze individuali, oltrepassando le semplici possibilit di conoscenze dell'individuo. un area di ricerca un insieme di singole specificit che unite diventerebbero potenze scientifiche "d'attacco". le aree andrebbero strutturate fornendo risorse per servizi gestionali( ammin., formazione, trasferimento tecn, ...) e logistici le aree di ricerca sono in netta sovrapposizione con gli istituti. Andrebbero eliminati gli istituti garantendo una gestione locale delle infrastrutture mediante l'area e quella scientifica mediante i dipartimenti localizzazione di alcune strutture. Miglior accesso a servizi centralizzati. ma esistono ancora le aree di ricerca? maggior corrispondenza fra aree e peso scientifico/economico a livello mondiale di alcune tematiche scientifiche attuali maggiore chiarezza sulle responsabilit diritti e doveri dei diversi ruoli maggiore comprensione tra i colleghi della sede centrale dell eproblematiche relative alla gestione delle aree (l'impressione e' che le richieste fatte dalla periferia spesso cadano nel vuoto) maggiore condivisione di spazi e servizi con altre realt presenti sul territorio (universit, EPR, consorzi, impfrese) sul modello parchi scientifici. maggiore supporto alle strutture afferenti maggiore trasparenza (attualmente non ce n'e' proprio). Maggiori controlli sulle attivita' eseguite da ditte esterne e seguite dal personale delle aree. Maggiore capacita' di contrattare sui prezzi e sui servizi delle ditte esterne coinvolte. adozione dei buoni pasto anche nelle aree dove esiste la mensa mancano completamente alcuni servizi minimi (supporto rete) e altri sono carenti .. infrastrutture, sale, videoconference ... mentre sia un condominio, va bene non appartenendo a un'area di ricerca non sono in grado di rispondere non conosco bene questa realt non faccio parte di nessuna area non ho un giudizio in merito, non avendone mai riscontrata applicazione nella mia attivit lavorativa non so, vivo in un ex centro alla periferia dell' impero. Vedo per che sono estremamente costose... o si eliminano, o gli si d un ruolo effettivo di gestione e supporto dei servizi di interesse comune tra diversi istituti - minimizzando gli aspetti burocratici (es. accesso alle banche dati on line, document delivery, servizi di stampa/scansione a colori e in grande formato) ma bisogna finanziarle sarebbe utile ritornare al passato, incrementando i fondi alle aree, di modo che possano gestire tutti i servizi che per mancanza di fondi ordinari non possono pi ormai, essere attuati dai singoli Istituti o U.O. sconosco la sua reale funzione si dovrebbe ridefinire ruolo e funzione delle Aree, il livello di rappresentanza e i rapporti con i Dipartimenti solita confusione di ruoli tra Dip., Aree e Istituti sono dei "condomini", il presidente del comitato di area gestisce solo le spese della struttura, Servirebbe un referente del CNR rispetto agli Enti locali. Altrimenti l'Universit viene invitata ai tavoli sulla ricerca e il CNR no, in quanto non esiste un unico referente regionale, e non possono invitare diversi direttori e responsabili di UOS (che peraltro non esistono formalmente nella rete scientifica del CNR..) tutto.

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d41. Ti riferisci a una particolare Area di Ricerca?


Non so 24%

no 41%

s 35%

Quale? Risposte (estese)


AREA DI RICERCA NAPOLI 3 ARM- Area ricerca di Milano ARM1 ARMilano1-Bassini Alla RM1 Area di Milano Milano Milano Milano 1 Milano Bassini Milano Via Bassini Milano. QUELLA DI MILANO Area milanese di Via Bassini milano milano, via bassini Area Bologna a cui il mio Istituto afferisce, ma noi essendo sede distaccata non sfruttiamo le potenzialit che ci potrebbero essere. Area di Bologna Bologna Area della Ricerca di Genova Area della Ricerca di Montelibretti Area di Roma1, Montelibretti

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR RM1 Monterotondo montelibretti Area della Ricerrca di Sesto Fiorentino Area di Ricerca di PISA Area di ricerca di Pisa Area disciplinare "Metodi di ottimizzazione e controllo". Sono due distinte tematiche. Se appartieni all'una, ma la commissione sbilanciata sull'altra, non hai possibilit di concorrere in maniera equa. Bari Bari COSENZA Catania Ci sono aree che funzionano bene, esp. Bologna Firenze. E molto importante che non vi siano feudi di Area e anche aree silenti. le aree devono essere un occasione di buon funzionamento al servizio degli istitui e delle strutture che sono in esso ospitate Come massa critica, facilities, strumentazione etc. pensavo a Pisa. Conosco solo la realt dell'area di ricerca bolognese, che non riesce, a mio avviso, a avere forte visibilit sulla realt cittadina Firenze Genova Firenze Firezne Genova L'Area di Bologna La costituenda area di ricerca di Bari sar edificata fuori Bari (!) in un'area acquisita dall'universit (?) priva di collegamenti pubblici con Bari con il risultato di ridurre sensibilmente la partecipazione degli studenti, rendere estremamente difficoltoso l'accesso al personale diversamente abile e isolare i ricercatori dal resto della comunit scientifica che resta allocata in Bari. Medicina e Scienze della Vita NA1, l'unica che conosco Napoli 1 napoli PADOVA PD Padova Palermo. Pisa Quella della mia citt le altre non le conosco Quella di Bari (inesistente) Quella di Firenze mi sembra funzionare bene Quella di Napoli Quella di Pisa Quella in cui lavoro Scienze matematiche ICT Segrate Sesto Fiorentino Torino bologna cs firenze genova ho esperienza diretta della mia ma mi risulta che ci siano problemi diffusi che dipendono dalla struttura delle aree padova quella di Palermo

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d42. Sei interessato ad avere informazioni sull'evoluzione del DLgs n. 213/2009 di riordino degli Enti di ricerca?

no 7%

Non so 7%

s 86%

d43. Sei interessato a partecipare attivamente a un gruppo di discussione sull'evoluzione del DLgs. 213/2009 di riordino degli Enti di ricerca?

Non so 14% no 49%

s 37%

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d45. Ulteriori commenti Sintesi Regole trasparenti, criteri di merito, razionalizzazione delle spese e ottimizzazione delle risorse Il personale tecnico spesso poco valorizzato nonostante il contributo trasversale dato ai gruppi di ricerca degli Istituti. Nei prossimi anni scompariranno officine e laboratori che hanno permesso fino ad oggi un risultato di unicit dinnovazione. Il rischio che in futuro la ricerca si possa ridurre al solo sviluppo di applicazioni su piattaforme commerciali A questa iniziativa mancato un raccordo/sostegno da parte delle OOSS e dalle Associazioni come lOsservatorio della Ricerca, ecc. Il suo successo dipender dalla capacit di mobilitazione. Potenziare gli Istituti. Dipartimenti: spreco delle poche risorse e burocrazia asfissiante; dovrebbero attivare incontri/iniziative tra ricercatori; creare consigli di dipartimento eletti dai ricercatori I responsabili UOS non hanno ruolo. Riforma a costo zero non pu funzionare. Rapporto paritetico con Universit. Commesse e progetti sono contenitori vuoti Difficolt di accesso ai regolamenti Direttori con troppo potere Istituti e gruppi di ricerca sono spesso pi noti del CNR. Manca comunicazione coordinata e adeguata gestione del brand Finanziamenti destinati per lo pi a coloro che appartengono a cordate di potere Troppo tempo dedicato ad attivit collaterali alla ricerca Diffusione sullevoluzione del Decreto Le strategie dellEnte dovrebbero essere discusse anche con Dipartimenti e Istituti. Poca comunicazione tra i vari livelli. Pi posti dirigenziali ai ricercatori CNR Sarebbe utile la valutazione bottom-up Il CNR ormai un museo Spero che i dati raccolti vengano presi in considerazione Grazie delliniziativa che consente la partecipazione Non arriveremo a nulla ma non possiamo rinunciare a provarci Attivare discussione aperta con blog, chat e forum moderati Sondaggi come questo dovrebbero essere pi frequenti Andrebbe rivista lorganizzazione della rete scientifica: pi territoriale e multidisciplinare. Potrebbe rivelarsi pi funzionale ed economica Estesi
Ad un certo punto del questionario mi sono fermato e ho deciso di puntare direttamente alla casella dei commenti. Il questionari mi sembra una ulteriore conferma della poca considerazione che molti hanno del personale tecnico e delle attivit che svolge regolarmente in modo trasversare rispetto alla composizione degli istituti. Nei prossimi anni scompariranno officine laboratori e tutto quel supporto alla ricerca che in passato ha permesso di differenziarci da quelle realt che pensando di fare ricerca alla fine dei conti si sono ridotte a sviluppare appricazioni su piattaforme commerciali senza l'evidenza di

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR quel contributo innovativo e unico che permette di fare il salto di qualit. Abbiamo oramai nel nostro ente molti pi ricercatori(di cui la maggior parte senza alcuna esperienza nel privato) che che tecnici con evidenti differenze non giustificate nei trattamenti e nei meccanismi di progressione della carriera, siamo all'ussurdo del tecnico che deve dimostrare quanto vale mentre figure superiori progrediscono in modo automatico. Non per fare polemica ma sinceramente non avrei mai pensato che il sindacato potesse avvallare politiche suicide di questo tipo. Molto deluso da questa situazione ma contento del lavoro che svolgo con grande passione CONOSCO LA CARTA EUROPEA DEI RICERCATORI, MA NON CAPISCO PERCH IL PERSONALE TECNICO ALTAMENTE QUALIFICATO NON VENGA MAI MENZIONATO, EPPURE CI SONO TANTI BRAVI TECNICI CHE HANNO PROGETTI E CONTRIBUISCONO ALL'ALTA QUALIT SCIENTIFICA DEL CNR E ANCHE AL REPERIMENTO DI FONDI! Da colleghi docenti universitari ho saputo che l'universit si sta riorganizzando con la scomparsa delle facolt e potenziando i dipartimenti. Scompare cos un'altra istuzione, prima gli istituti ed ora le facolt. Speriamo che al CNR non accada il contrario e che gli istituti vengano definitivamente soppressi e vengano potenziati i dipartimenti. Esiste un vuoto giuridico/ordinamentale sulle figure dei Responsabili locali delle UOS, sulle modalita' di nomina, sulla trasparenza delle nomine e delle funzioni attribuite: tale vuoto si presta pericolosamente ad eccessi e deviazioni demagogiche. Forse le domande che avrei voluto trovare sono fuori tema, anche se a mio parere essenziali per migliorare la ricerca, specialmente quando i fondi sono pochi.. Ho indicato il Dipartimento di afferenza a puro titolo indicativo. Come Responsabile di Area non afferisco direttamente a Dipartimenti I Dipartimenti sono un fallimento totale. Spreco delle (poche) risorse. Il falliimento principale la burocrazia asfissiante che affossa tutte le operazioni pratiche IL CNR DEVE ESSERE MESSO IN RAPPORTO PARITARIO RISPETTO ALL'UNIVERSITA' E NON SUBIRNE LA PRESENZA E LA COLLABORAZIONE IL DIPARTIMENTO DOVREBBE FORNIRE INFORMAZIONE SULLA RETE DI RICERCA E ORGANIZZARE INCONTRI LIBERI TRA RICERCATORI PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI, INCONTRI CHE NON SIANO GUIDATI DAI DIRETTORI DI ISTITUTO. Il dipartimento dovrebbe avere un consiglio di dipartimento eletto(almeno parzialmente) Tale consiglio elegge il capo dipartimento nei confronti del quale esercita una funzione di contrappeso decisionale Il numero di domande eccessivo e poco adatto ai semplici ricercatori. Il problema attuale che si costretti a cercare fondi all'esterno anche per il pagamento delle spese incomprimibili. Quindi commesse progetti etc rimarranno sempre e solo contenitori vuoti creati per soddisfare regolamenti Il questionario e' rivolto quasi del tutto al personale scientifico, malgrado l'invito rivolto al personale altro a partecipare alla sua compilazione. Comunque grazie per questa iniziativa. Il questionario molto complesso perch riguarda l'organizzazione di un ente che ignota alla maggior parte dei suoi dipendenti, in questo trovo che ci sia anche una certa difficolt di acceso ai regolamenti e scarsa trasparenza da parte di una certa dirigenza. Il questionario molto specifico, tocca spesso questioni di cui non mi occupo e di cui sarei felice di non dovermi occupare -- ma forse i tempi richiedono altro Il questionario rivolto principalmente a ricercatori o tecnologi, ma che operano negli Istituti c anche personale tecnico-amministrativo. Spesso viene dimenticato. Il questionario dovrebbe darvi un'idea di ci che pensano molti ricercatori del CNR, difficile risulter raccogliere tutti i dati e trasformarli in un unico risultato. Buon lavoro! Il troppo potere dato ai direttori di istituto nel gestire le risorse degli istituti, con inefficienza, nel fissare i membri di commisione di assegni, concorsi, ecc. La rete dovrebbe essere incentrata su una struttura atomista fatta dei ricercatori che dovrebbero essere piccole unit di ricerca che dovrebbero avere i

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR finanziamenti statali per la loro produzione scientifica in base a progetti selezionati a livello nazionale da un'agenzia di finanziamemto pubblico imparziale. In quanto ex-patsorien Ricordare a tutti i Presidenti CNR uscenti la frase di Pasteur: La ricerca applicata non esiste in quanto tale, ma essa solo l'applicazione della ricerca fondamentale. L'Ente non ha in Italia e all'estero una immagine corrispondente al lavoro e alle potenzialit dei suoi istituti e ricercatori. Gruppi o Istituti sono spesso autonomamente pi noti dell'ente stesso. Senza livellare queste punte di eccellenza, bisognerebbe sfruttare sempre il quadro di riferimento dell'ente L'attuale forma di finanziamento favorisce solo persone collocate dentro cordate di potere che spesso non hanno nessun interesse n attenzione alla ricerca di base. La fiducia che possa avvenire una ottimizzazione delle spese e' molto bassa. Un riordino del CNR soprattutto per ottimizzare le risorse e' imprescindibile se si vuole un istituto di ricerca degno di questo nome. Organizzazione, responsabilit applicazione di criteri di merito per l'assegnazione delle risorse per la ricerca, applicazione di regole trasparenti, coerenza di intenti, spirito di collaborazione, sono aspetti vitali. Dal resto tutto questo manca nel sistema paese e non solo nel CNR. Sic. La questione complessa ma, in un momento di vacche magre, il primo problema dimostrare che il CNR serve a qualcosa. Questo indipendentemente dalla qualit e attivit dei singoli La ricerca dovrebbe essere libera, ma non di non fare nulla! Quello che manca e' la valutazione, trasparente e definita, dei risultati. La ricerca vorrebbe tempo da dedicare; molto del mio tempo dedicato ad attivit collaterali (es. contatti e procedure per accedere ai finanziamenti); come potrei interessarmi anche dei problemi relativi al riordino degli Enti di Ricerca se non ho le idee chiare neanche sull'ordinamento attuale? Le informazioni riguardanti la discussione sull'evoluzione del DLgs. 213/2009 andrebbero distribuite a tutti i ricercatori. La richiesta di partecipazione attiva alla discussione andrebbe richiesta in maniera separata rispetto a questa consultazione. Mi scuso pere la sommariet ma ci sarebbero troppe cose da dire e non ho tempo....ora. Molte domande danno per scontato che le Commesse debbano esserci e siano cosa buona. CONTESTO. Ci devono essere fondi dati per le spese ordinarie agli Ist, e poi VERI soldi per svolgere ricerche. Nel ringraziarvi per questa opportunita', anche se parziale, di esprimere qualche riflessione sull'attuale processo di riordino, ritengo che dovrebbero essere pubblicati non tanto il rapporto che stilerete a partire dai dati, ma proprio le tavole statistiche che riportano i dati che vi abbiamo inviato e che avete raccolto. Non ho isposto alla 2b perche' la Carta del Ricercatore indica i doveri e "auspica" che si riconoscano i diritti. Le due cose, al contrario che nella nostra legislazione, non sono sullo stesso piano. Non ho risposto a molte domande. Alcune sono decisamente mal poste e/o irrilevanti; altre prevedono risposte aperte che potrebbero essere male interpretate. Non ho risposto a molte domande. In alcuni casi perche' le domande sono malposte, in altri casi perche' le risposte aperte potrebbero essere malinterpretate. Non ho trovato nessun giovamento dalla struttura commessa-progetto. no comment sui dipartimenti non ho ancora capito a cosa servono per noi ricercatori. Non solo la strutturazione istituti / dipartimenti deve essere oggetto di discussione ma anche la comunicazione tra la presidenza gli istituti ed i dipartimenti. Il fatto ad esempio che sia stata presentata una rimodulazione delle posizioni da mettere a concorso per il turn over senza aver consultato ne' gli istituti ne' i dipartimenti lo trovo una azione gravissima. Viene scelto come sviluppare l'ente senza capire le vere esigenze di chi svolge l'attivit per cui l'ente preposto. Analogamente la decisione di trattenere quote degli overheads senza capire gli effetti disastrosi che questo pu apportare nell'ente (ne cito solo uno: l'incentivare i ricercatori ad appoggiare i proprio progetti ad enti esterni) e' segno di estrema miopia. Personalmente ritengo che dovrebbe essere rivista l'organizzazione della rete scientifica, e a cascata, l'organizzazione amministrativa. L'attuale organizzazione non ha funzionato, o ne ha mostrato

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR ampiamente i limiti. Credo che un'organizzazione di tipo "territoriale", anche multidisciplinare, potrebbe rivelarsi pi funzionale ed efficace. Oltre che sicuramente pi economica. Posti di comando ai ricercatori C.N.R. e non a quelli Universitari. Queste discussioni andrebbero fatte in maniera non staccata da quanto sta succedendo nell'universita` e negli altri enti di ricerca. Questionario troppo lungo: assurde le domande "argomenta" -- come fate poi ad estrarre informazioni sintetiche da queste e` per me un mistero... Questo questionario un po' troppo lungo, comunque bravi continuate. Ci sarete alla giornata di dibattito convocata dal presidente Maiani? Nonsarebbe bene strutturare una partecipazione? Ringrazio per questa attivit stata utile. penso comunque che attivit del CNR deve essere focalizzata ai luogi dove si svolge la ricerca, la sede romana deve essere a servizio. Il cnr deve garantire collaborazione con la ricerca nella generalit regioni, nazione e internazionalie Importante che il CNr si ridoti della possibilit di avere e costituire Gruppi nazionali scientifici Sarebbe utile una valutazione bottom-up (gradimento dell'operato dei direttori di istituto e di dipartimento) Secondo me questa iniziativa piuttosto farraginosa. Ho letto il decreto dal vostro link, sia pure non integralmente. Ci sono proposte di grande buon senso, ma il tutto inficiato dal fatto che la ricerca, per essere efficace, non deve essere regolamentata gerarchicamente. Ci la corrompe e asservisce. L'attuale stato di disorganizzazione e anarchia tutto sommato ha consentito ad alcuni di "fare ricerca", destreggiandosi tra le ambiguit e gli scaricabarile. Se verr tutto irregimentato possiamo pure andarcene a studiare a casa o a fare bricolage (a seconda delle personali inclinazioni). Ho inserito solo il mio ruolo e la mia area di competenza perch erano le uniche informazioni che mi sembrassero avere un certo rilievo. Cordiali saluti e comunque un augurio a tutti noi che la situazione possa migliorare Seguire con particolare attenzione l'evoluzione degli incontri (su invito) del Personale CNR (31 maggio e 4 giugno)con il Presidente del CNR. Siamo messi male. Ci stanno garrotando: pochi fondi, perdita di competitivit, scarsa valutazione vera di ognuno e soprattutto ASSENZA DI DIRIGENTI che alzino la voce. Non da ultimo il personale che lavora quello che ha motivazione interne, che aveva gi. Chi non si vuole applicare pu farlo, lo stipendio lo prende lo stesso. In 35 anni di CNR questo ancora mi stupoisce: c' totale libert: di lavorare, di non lavorare, di farsi gli affari propri, etc. Agganciare lo stipendio ad una valutazione seria: vdere come si fa in tutte le strutture scientifiche all'estero. Sono anni che si fanno riordini senza investire soldi; a costo zero anzi con costi in calo; questo ha determinato il declino del CNR che sta ogni giorno di pi somiglindo ad un museo di strumenti attrezzature , per non parlare del personale. Spero che i dati raccolti vengano minimamente tenuti in considerazione, sebbene dopo tanti anni sia piuttosto scettica. Grazie a tutti! Un generico gruppo di discussione sull'evoluzione del DLgs. 213/2009 non mi sembra che possa portare a risultati se non viene inquadrato all'interno di una discussione piu' ampia (eventualmente formalmente strutturata) tra il personale dell'Istituto/Dipartimento. Per questo auspico che all'interno degli Istituti/Dipartimenti si apra una discussione formale su questi temi. Vi ringrazio dell'iniziativa Vi ringrazio per il lavoro svolto, spero che attraverso le varie risposte (cosi' come gia' attraverso la discussione gia' svolta via email) il CGS possa avere un'idea piu' precisa di quello che pensa la comunita' scientifica dell'Ente. Per altro essendo almeno i membri di riferimento essi stessi membri di tale comunita' hanno gia' ben mostrato di comprendere i problemi di chi lavora nel quotidiano in ambito scientifico. Vorrei che seguissimo i criteri semplicissimi di qualsiasi ente di ricerca di buon livello nel mondo (favorire la ricerca competitiva attarverso calls for applications su tematiche di punta, presentazione di progetti, valutazione da parte di referees onesti ed esterni. Accanto a questo: possibilit per altri tipi di

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR strutture e di personale di organizzarsi in servizi, strutture di supporto, infrastrutture etc. in modo da recuperare tutti ad una attiva e soddisfacenete partecipazione alla rete scientifica). Non capisco perch da anni ci andiamo invece a inventare cose cos arzigogolate come le commesse, i progetti, i moduli che hanno efficacia scientifica scarsa o nulla. a che cosa servono i Dipartimenti? aumento solo la burocrazia alla domanda 43: non ho dato la mia e-mail perch vorrei capire cosa si intende con "partecipare attivamente a un gruppo di discussione sull'evoluzione del DLgs. 213/2009 di riordino degli Enti di ricerca" avete fatto un buon lavoro, speriamo che si tenga conto dei risultati buona fortuna! grazie del vostro lavoro grazie dell'iniziativa e del vostro lavoro grazie della iniziativa che consente una partecipazione iniziativa utile, auspico che tutto questo porti alla trasparenza ed ad una condivisione delle iniziative per la ns casa comune che il cnr le domande che avrei voluto trovare sono a carattere pi libero - qui si conferma l'attuale struttura che ritengo costosa, inutile e controproducente e le domande sono conseguenti ad una accettazione di questa realt, da migliorare con piccoli cambiamenti che ancora sono possibili. La mia partecipazione non sar comunque attiva al 100% e sar comunque da prossimo pensionato che non vuole imporre il suo pensiero a chi nel CNR dovr vivere per altri 20 anni. mi sembra di osservare un meccanismo di proletarizzazione degli operatori, non solo in termini economici, ma soprattutto di estraneazione da visioni d'insieme. Mi sembrano esigui i processi di acculturazione continua. Il cnr dovrebbe essere soprattutto un habitat fecondo.. accogliente per chi vede con passione ogni attivit di ricerca mi sembra anomalo non interrogarsi mai sui processi di conoscenza e sulle loro incredibili e affascinanti implicazioni nel questionario non si fa mai accenno a modalita' di valorizzazione delle eccellenze scientifiche del personale non vi scoraggiate. Quasi sicuramente non arriveremo a niente ma non possiamo rinunciare a provare a migliorare il nostro Ente meglio tardi che mai! ottima iniziativa a cui deve seguire un momento di sintesi e di discussione "aperto" anche tramite canali (chat, blog, forum moderati) penso che sondaggi come questo andrebbero fatti frequentemente quando c'erano i comitati, i membri dei comitati stessi venivano in gran parte eletti dal personale CNR e questo dava la possibilit di interagire di pi con gli organismi che indirizzavano l'attivit di ricerca e dispensavano i fondi. sarebbe il caso di iniziare a valutare i Direttori di Istituto, Responsabili di Dipartimento, Vertici dell'Ente; sarebbe il caso di iniziare a pensare a delle azioni per il miglioramento a seguito delle valutazioni. (P.S.: se solo da 2 anni che sono a contratto TD e ora TIND, la mia esperienza nel CNR di pi di 15 anni con contratti di tutti i tipi). spro che si verifichino le condizioni per proseguire con consultazioni online del personale della Rete scientifica del CNR un plauso a questa iniziativa un po' generico ma come stimolo va bene Grazie

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Consultazione del Personale CNR sul DLgs n. 213/2009 riguardante il riordino degli EPR Apprezzo molto e condivido l'iniziativa in tutti i suoi aspetti. mi sarebbe piaciuta una migliore diffusione anche attraverso un possibile raccordo e/o sostegno con le sigle sindacali e le associazioni come l'Osservatorio della Ricerca, l'articolo 33 ecc. Auguri di buon lavoro!! La consultazione stata una buona idea. Buona l'iniziativa, il cui successo dipender dalla capacit di mobilitazione. Grazie dell'iniziativa! Grazie di tutto il tempo e lo sforzo chestate mettendo Grazie e speriamo bene Grazie per avere organizzato questo questionario. Spero di avere fatto cosa utile investendovi tre ore del mio tempo. Grazie per il lavoro che state facendo! Grazie per il questionario e per la sua analisi successiva. Grazie per il questionario. Grazie per l'attenzione ai nostri problemi. Non capita spesso. Grazie per questa buona iniziativa. Grazie. il questionario un buon inizio. nella attuale situazione di scoramento e di "si salvi chi pu" ognuno con la propria soluzione (almeno nel mio istituto) difficile organizzare un dibattito, una proposta o una protesta Ottima iniziativa Ottima iniziativa - per stimolare la partecipazione occorre ridurre gli argomenti, previa migliore focalizzazione degli obiettivi Ha senso discutere di come si deve apparecchiare la tavola, con quali posate, con quali piatti se non hai da mangiare?

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