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Ottenere il dizionario

Per primissima cosa, scaricate l'archivio Dizionario Italiano che trovate allegato a questo articolo ( raggiungibile dalla colonna gialla di destra). Al suo interno, troverete un file denominato MegaLab.it.dic. Estraetelo direttamente a livello radice del vostro disco fisso c: e rinominatelo in dizionario.dic. Per il momento, fidatevi: il perch ci serva questo documento diverr chiaro in seguito.

Procurarsi BackTrack
Per raggiungere il nostro scopo, dovremo utilizzare una distribuzione Linux appositamente progettata per gli smanettoni ed i professionisti della sicurezza: lo strumento si chiama BackTrack, ed liberamente scaricabile partendo da qui (il file d'interesse si chiama BackTrack 4 Final Release). Tranquilli, non sar necessario installare BackTrack sul disco fisso. La distribuzione infatti veicolata come pratico LiveDVD, grazie al quale possibile utilizzare gli strumenti offerti senza lasciare traccia alcuna. Il file scaricato un'immagine ISO che dovrete masterizzare su un DVD, oppure trasferire su chiavetta USB. A questo punto, inserite il supporto sul vostro computer dotato di scheda di rete wireless, modificate opportunamente l'ordine di boot per avviare dal dispositivo e attendete il caricamento del menu iniziale

Utilizzate le frecce per spostarvi su StartBackTrack FrameBuffer (1024x768) e premete Invio per partire. Una volta che sarete dinnanzi al prompt root@bt:~#, impartite il comando startx per avviare l'ambiente grafico

Benvenuti su BackTrack.

Layout italiano
Spiacente, la distribuzione parla solamente in inglese. Fortunatamente per, possibile cambiare il layout affinch il sistema operativo riceva correttamente i caratteri immessi dalle tastiere italiane. Per farlo, cliccate ripetutamente sulla piccola bandiera americana in basso a destra fino a quando non arriverete a it.

"Montare" il disco C:
Cliccate con il pulsante destro del mouse sul desktop e selezionate Create New -> Folder. Assegnate alla cartella il nome disco_c. Aprite quindi una finestra di terminale tramite la piccola icona nera presente alla sinistra della barra delle applicazioni e digitate il comando mount /dev/sda1 disco_c (oppure mount /dev/hda1 disco_c, in caso Windows fosse installato su un vecchio disco fisso IDE/Parallel-ATA). In caso tutto andasse per il verso giusto, avrete cos accesso alla vostra partizione Windows dall'interno di BackTrack semplicemente aprendo la cartella disco_c che avevate creato sul desktop. In caso il comando non andasse a buon fine, possibile che il disco fisso non sia identificato come hda o sda: lanciate fdisk -l per accedere ad una lista di tutte le partizioni e, impiegando il vostro acume tecnico, adattate il comando mount illustrato poco fa per montare l'opportuna partizione contenente Windows

Passiamo ora alla fase di raccolta delle informazioni.

Come si chiama la scheda wireless?


Linux assegna ad ogni scheda di rete presente sul sistema un nome formato da una stringa (generalmente eth, ma pu variare) seguita da un progressivo numerico. Per prima cosa quindi, dobbiamo scoprire quale nome sia stato assegnato alla nostra scheda wireless. Impartite il comando iwconfig nella finestra di terminale aperta poco fa

Otterrete cos un elenco di tutte le schede installate sulla macchina: la maggior parte saranno nonwireless, e riporteranno quindi la dicitura no wireless extensions.. Almeno una di esse per, dovrebbe riportare una serie di informazioni aggiuntive: prendete nota del nome presente nella prima colonna (eth1, nell'immagine proposta). In caso nessuna delle schede presenti fosse correttamente riconosciuta come adattatore senza fili, sarete costretti ad interrompere qui la vostra attivit: purtroppo, il vostro modello non supportato.

Attivare il "monitor mode"


Dovete ora far s che la scheda di rete passi in modalit "monitor", ovvero sia in grado di catturare tutti i pacchetti in circolazione nell'etere pur senza associarsi ad uno specifico access point. Impartite quindi il comando airmon-ng stop eth1, sostituendo a eth1 il nome della vostra interfaccia di rete wireless (scoperto al passo precedente)

Subito dopo, lanciate il corrispondente airmon-ng start eth1

Se tutto sar andato per il verso giusto, potrete leggere il nome della vostra scheda seguito da altre informazioni tecniche e, cosa pi importante, la dicitura (monitor mode enabled). Se cos non fosse, avete un problema di compatibilit: anche in questa circostanza c' ben poco che possiate fare.

Rilevare le reti disponibili


Arrivati a questo punto, possiamo cercare le reti wireless attualmente raggiungibili. Impartite airodump-ng eth1 (al solito, sostituendo a eth1 il nome della vostra interfaccia di rete wireless)

Dovreste poter individuare la rete che volete testare, corredata da una serie di dati tecnici. Quelli che ci interessano sono:

(prima colonna): l'indirizzo fisico dell'access point. Lo utilizzeremo spesso nei comandi successivi per indicare ai programmi opportuni quale, fra le varie reti disponibili, desideriamo utilizzare CH (sesta colonna): il canale sul quale opera l'access point in questione ENC (ottava colonna): indica il protocollo crittografico utilizzato dalla rete. Pu essere WEP, WPA, WPA2. Questa informazione e importante, poich dovremo lavorare in un modo differente a seconda che la rete sia protetta da WEP oppure da WPA/WPA2 ESSID (ultima colonna): il nome della rete wireless, cos come visualizzato anche da Windows
BSSID

Prendete nota in maniera chiara di queste informazioni poich ci serviranno fra poco. Una volta che avremo ottenuto questi dati, premete Ctrl+c da tastiera per interrompere l'esecuzione di airodump-ng. Dobbiamo ora procedere in maniera differente a seconda che la rete sia protetta da WEP oppure da WPA/WPA2. Se la rete che volete testare utilizza il protocollo WPA o WPA2, dovete innanzitutto impartire un comando simile a questo: airodump-ng -c NumeroDelCanale -w
disco_c/NomeFileInCuiScrivere --bssid BssidDell'AccessPoint eth1

In particolare:
-c NumeroDelCanale:

sostituite a NumeroDelCanale il canale sul quale trasmette il vostro access point. Si tratta dell'attributo CH che vi eravate segnati durante la fase conoscitiva precedente -w disco_c/NomeFileInCuiScrivere: sostituite a NomeFileInCuiScrivere un nome di file a piacere, ma mantenete il prefisso disco_c/, di modo da salvare quanto catturato sul disco fisso. Vi raccomando di asseganre un nome semplice e riconoscibile al file, evitando gli spazi. Qualcosa simile a disco_c/infostrada, oppure disco_c/alice o ancora disco_c/mia_rete dovrebbe essere appropriato --bssid BssidDell'AccessPoint: sostituite a BssidDell'AccessPoint l'indirizzo fisico dell'access point. Si tratta dell'attributo BSSID che vi eravate segnati durante la fase conoscitiva. Prestate attenzione al fatto che, contrariamente agli altri parametri, qui necessario anteporre due trattini invece di uno solo eth1: sostituitelo, come gi abbiamo fatto in precedenza, con il nome della vostra interfaccia di rete wireless

A titolo di esempio, andrete a lanciare qualcosa del genere: airodump-ng -c 11 -w


disco_c/infostrada --bssid 00:1c:a2:dc:d5:f5 eth1

Attendere la cattura del giusto pacchetto


Arrivati a questo punto, dovrete solamente attendere che un client scambi un pacchetto "speciale" con l'access point. Un cracker che cercasse di violare la vostra rete dovr prepararsi ad un'attesa abbastanza lunga prima di riuscire ad intercettare l'informazione necessarie: questo speciale pacchetto viene inviato solamente al momento in cui si instaura la connessione fra un client e l'access point. Poich state testando la vostra rete, dovrete simulare l'attivit di un client lecito: potete utilizzare un PDA con adattatore wireless (come ho fatto io), oppure chiedete ad un amico di farvi visita con il proprio notebook ed invitarlo ad usare la vostra connessione rivelandogli la password. Frattanto, tenete d'occhio la prima riga di airodump-ng e, in particolare, lo spazio che segue la data corrente: non appena il pacchetto giusto sar stato ricevuto, comparir qui la dicitura [ WPA handshake: ]. A questo punto, potrete chiudere airodump-ng tramite la combinazione da tastiera Ctrl+c. Avete ottenuto quello che vi interessava: spegnete il PDA o ringraziate l'amico per la sua visita.

Velocizzare un po' le cose


La pazienza l'arma migliore per ottenere l'informazione necessaria. Se per iniziate a stufarvi ma ancora airodump-ng non riuscito a catturare il pacchetto, potete tentare di impiegare un altro comando, mediante il quale farete credere al client che l'access point abbia richiesto la reautenticazione, generando cos nuovamente il pacchetto che desideriamo catturare. Senza chiudere airodump-ng (aprite una nuova finestra di terminale tramite l'icona presente nella barra di avvio veloce), lanciate un comando simile a questo: aireplay-ng -0 5 -a
BssidDell'AccessPoint -c IndirizzoDelClient eth1

In particolare:

-a BssidDell'AccessPoint:

sostituite a BssidDell'AccessPoint l'indirizzo fisico dell'access point. Si tratta dell'attributo BSSID che vi eravate segnati durante la fase conoscitiva, ovvero lo stesso che avete utilizzato poco fa per iniziare la cattura -c IndirizzoDelClient: si tratta dell'indirizzo fisico di uno dei client connessi. Trovate un elenco nella parte bassa della schermata di airodump-ng: l'informazione che vi interessa quella riportata dalla colonna STATION. Notate che, come anticipato in apertura, le possibilit di violare una rete che non presenti client connessi alquanto remota, e non verr trattata in questo articolo eth1: non fosse ancora chiaro, dovete sostituirlo con il nome della vostra interfaccia di rete wireless

A titolo di esempio, andrete a lanciare qualcosa del genere: aireplay-ng -0 5 -a


00:1C:A2:DC:D5:F5 -c 00:18:DE:6b:72:13 eth1

A comando lanciato, tenete d'occhio nuovamente la finestra di airodump-ng per rilevare la cattura del pacchetto. C' da dire che, nel corso delle mie prove, questa tecnica non sempre ha funzionato correttamente: poich il "falso" messaggio di riconnessione deve essere inviato direttamente dal vostro computer al client, necessario che i due calcolatori siano relativamente vicini. La potenza di trasmissione delle antenne dei client infatti nettamente inferiore a quella dell'access point.

Via al crack
Una volta che airodump-ng conferma di essere riuscito a catturare il pacchetto speciale, possibile avviare l'operazione di crack vera e propria. Per farlo, lanciate un comando simile a aircrack-ng disco_c/NomeFileDaCuiLeggere*.cap -w
disco_c/dizionario.dic

In particolare, troviamo:
disco_c/NomeFileDaCuiLeggere*.cap: il nome di file che avevate precedentemente passato a airodump-ng (quindi disco_c/infostrada, disco_c/alice, disco_c/mia_rete o quello che avevate scelto), seguito da un asterisco (*) e l'estensione .cap -w disco_c/dizionario.dic: questo parametro indica a aircrack-ng di utilizzare come fonte per le password da testare il file dizionario.dic che avevamo precedentemente

salvato nella partizione di Windows, montata subito dopo l'avvio di BackTrack

Preparatevi nuovamente ad attendere mentre il vostro sistema tenta di craccare la chiave. Al termine dell'operazione, potrete trovarvi davanti a due situazioni: o il programma ha individuato la password di rete, oppure non vi riuscito

Appare evidente che l'unica possibilit affinch l'assalto vada a buon fine che la chiave utilizzata sia una delle stringhe presenti nel dizionario: in caso la password fosse differente (nel corso delle mie prove, avevo provato anche con un semplicissimo casacane1), l'operazione non andr a buon fine.

Usare dizionari pi ampi


Chi volesse eseguire test di pi ampia portata, vorr scaricare dizionari pi ricchi rispetto a quello fornito da MegaLab.it. Un buon punto di partenza questa pagina, dalla quale possibile ottenere diversi archivi da alcuni GB di password pre-calcolate. I pi intraprendenti vorranno poi provare anche questo maxi-archivio da ben 33 GB. A questa pagina sono poi disponibili altri riferimenti per scaricare dizionari validi. Se la rete che volete testare utilizza il protocollo WEP, dovete invece seguire questo secondo gruppo di istruzioni. A titolo di esempio, andrete a lanciare qualcosa del genere: airodump-ng -c NumeroDelCanale
-w disco_c/NomeFileInCuiScrivere --bssid BssidDell'AccessPoint eth1

In particolare:

-c NumeroDelCanale:

sostituite a NumeroDelCanale il canale sul quale trasmette il vostro access point. Si tratta dell'attributo CH che vi eravate segnati durante la fase conoscitiva precedente -w disco_c/NomeFileInCuiScrivere: sostituite a NomeFileInCuiScrivere un nome di file a piacere, ma mantenete il prefisso disco_c/, di modo da salvare quanto catturato sul disco fisso. Vi raccomando di assegnare un nome semplice e riconoscibile al file, evitando gli spazi. Qualcosa simile a disco_c/infostrada, oppure disco_c/alice o ancora disco_c/mia_rete dovrebbe essere appropriato --bssid BssidDell'AccessPoint: sostituite a BssidDell'AccessPoint l'indirizzo fisico dell'access point. Si tratta dell'attributo BSSID che vi eravate segnati durante la fase conoscitiva. Prestate attenzione al fatto che, contrariamente agli altri parametri, qui necessario anteporre due trattini invece di uno solo eth1: sostituitelo, come gi abbiamo fatto in precedenza, con il nome della vostra interfaccia di rete wireless

A titolo di esempio, andrete a lanciare qualcosa del genere: airodump-ng -c 8 -w


disco_c/mia_rete_wep --bssid 00:1B:11:99:70:9A eth1

Attendere la cattura di numerosi pacchetti


Arrivati a questo punto, dovrete solamente attendere che airodump-ng catturi una quantit elevata di pacchetti "leciti" in transito sulla rete:

L'indicazione riportata nella colonna Packets di airodump-ng (ultima riga in basso a destra). In caso questa riga non fosse presente (o il numero di pacchetti rimanesse statico a lungo), significa che nessun client sta attualmente utilizzando la rete wireless in questione, e c' ben poco che possiate fare. Assunto che la rete sia in uso, quanti pacchetti necessario intercettare? di preciso, difficile dirlo: pi pacchetti catturate, maggiori saranno le probabilit di violare la chiave. In linea di massima, possiamo orientarci sul valore di riferimento 1.000.000 (un milione): con tale mole di dati a disposizione, la riuscita del crack sar pressoch assicurata. Spannometricamente, per catturare una tale mole di dati, sar necessario rimanere in ascolto per circa un paio d'ore. In caso la rete fosse molto trafficata (ad esempio, fosse utilizzata da pi di un client "lecito" contemporaneamente) il tempo necessario scende in maniera pi o meno proporzionale. Poich state testando la vostra rete, dovrete simulare l'attivit di un client lecito: potete utilizzare un PDA con adattatore wireless (come ho fatto io), oppure chiedete ad un amico di farvi visita con il proprio notebook ed invitarlo ad usare la vostra connessione rivelandogli la password. Per generare

il numero di pacchetti richiesto pi velocemente, scaricate file di grosse dimensioni contemporaneamente (i Service Pack di Windows Vista, ad esempio) mentre guardate qualche video di YouTube. Arrivati pi o meno attorno al milione di pacchetti, potrete chiudere airodump-ng tramite la combinazione da tastiera Ctrl+c. Avete ottenuto quello che vi interessava: spegnete il PDA o ringraziate l'amico per la sua visita.

Velocizzare l'operazione con il "packet injection"


La pazienza l'arma migliore per collezionare i pacchetti necessari. Se per iniziate a stufarvi, potete tentare di impiegare un tecnica mediante la quale "stimolare" il traffico, e raccogliere cos i pacchetti in maniera molto pi rapida. Non approfondir qui questa tecnica per un motivo molto semplice: la scheda di rete del computer sul quale state lavorando deve essere in grado di compiere un'operazione chiamata packet injection affinch questa "scorciatoia" possa essere applicata: il mio modello, Intel 220BG, non in grado di svolgere questo tipo d'attacco (se non smanettando abbastanza intensamente): non mi stato quindi possibile testare la procedura. Gli interessati possono leggere la documentazione ufficiale per tutti i dettagli in merito. Ad ogni modo, ribadisco che non si tratta di un passaggio indispensabile per riuscire a craccare con successo una chiave WEP.

Via al crack
Una volta che avete raccolto i pacchetti, potete avviare l'operazione di cracking vera e propria. Per farlo, lanciate un comando simile a aircrack-ng disco_c/NomeFileDaCuiLeggere*.cap -K
-b BssidDell'AccessPoint

In particolare, troviamo:
disco_c/NomeFileDaCuiLeggere*.cap: il nome di file che avevate precedentemente passato a airodump-ng (quindi disco_c/infostrada, disco_c/alice, disco_c/mia_rete o quello che avevate scelto), seguito da un asterisco (*) e l'estensione .cap -b BssidDell'AccessPoint: immettete qui l'indirizzo fisico dell'access point. Si tratta

dell'attributo BSSID gi utilizzato pi volte nel corso della guida Preparatevi nuovamente ad attendere mentre il vostro sistema tenta di craccare la chiave. In questo caso, a meno che non abbiate raccolto un numero insufficiente di pacchetti, il crack va sempre a buon fine molto rapidamente (meno di due minuti, sul mio vetusto Pentium M 1.5 GHz): la chiave di rete vi sar mostrata in maniera piuttosto chiara

La procedura funziona sia con la cifratura WEP a 64 bit, sia contro quella a 128 bit. L'unica differenza sta nei tempi necessari ad ottenere il crack: nel secondo caso infatti, sono un pochino pi lunghi. Nel corso di questo articolo abbiamo visto quale sia il reale livello di pericolo associato alle reti wireless. In caso la vostra infrastruttura fosse ancora protetta da WEP, siete esposti (quasi) come foste senza alcuna protezione. A meno che non siate ragionevolmente sicuri di riuscire a contenere il rischio (ad esempio, avete limitato la potenza di trasmissione dell'antenna affinch il segnale non raggiunga l'esterno dell'abitazione), la mia raccomandazione una soltanto: investite immediatamente un po' di tempo e denaro per ammodernare il tutto, passando al pi robusto WPA2. Se invece gi utilizzate WPA o WPA2, potete dormire sonni tranquilli: sinceratevi solamente che la chiave di rete non faccia parte di un dizionario e che, ancora meglio, sia stata scelta in modo sicuro. Cos facendo, la vostra rete dovrebbe essere quasi-impenetrabile.

E i router di Alice?
Nel corso delle ricerche necessarie alla preparazione di questo articolo, mi sono imbattuto in molti messaggi nei quali si chiedeva quale fosse il livello di sicurezza della chiave di rete di default utilizzata nei router forniti da Telecom Italia (Alice ADSL) e dagli altri operatori. Sebbene qualcuno sostenga che sia possibile craccare queste chiavi poich generate in maniera predeterminata, la verit che non nessuno ancora realmente riuscito a dimostrarlo. La maggior parte di questi dispositivi infatti configurata con una chiave WPA2 costituita da 12 o pi caratteri alfanumerici, combinati di modo da comporre una stringa non presente in alcun dizionario: questo significa che sono possibili qualche miliardo di miliardi di combinazioni possibili, ovvero una quantit talmente elevata da risultare craccabile solamente in... alcune ere geologiche: stando a quanto calcolabile, servirebbero circa 518.625.702 anni per violare una password di questo tipo.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo stato realizzato come sunto di numerose prove svolte sul campo, utilizzando i programmi come indicato nella documentazione ufficiale. Chi volesse saperne di pi, pu trovare una marea di informazioni e domande su forum.aircrackng.org (forum ufficiale di aircrack-ng) oppure presso forums.remote-exploit.org (forum ufficiale di BackTrack).