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Prefazione Libro Santo Primavera Version:1.

0 StartHTML:0000000149 EndHTML:0000024264 StartFragment:0000000199 EndFragment:0000024230 StartSelection:0000000199 EndSelection:0000024230 Democrazia

societ o sono profondamente cambiate Larena dello scontro di potere quella comunicativa. Non solo nel senso del controllo dei media e della libert di stampa, Il campo mediatico e le sue reti multimodali, sembrano ormai al potere e persino di l del controllo dei diversi attori che ne animano i flussi. Il conflitto sociale, quello politico ed economico interno alle varie componenti , le interazioni tra network (collaborativi e competitivi) di riferimento nel sistema industriale, produttivo, finanziario e del potere politico avvengono in sedi non tradizionali, non strettamente istituzionali, per linee non pi verticali , ma attraverso i modi e mondi della comunicazione. Anche in Italia si compiuta una rivoluzione nellambito del potere che colloca lo scontro nellambito della comunicazione; Sia la forza che il relativo declino, del fenomeno Berlusconi, rappresentano da almeno 15 anni in modo plastico questo spostamento, che non di mezzi , ma di luogo e sostanza. Ma c di pi in Italia ed in Europa : le telcos hanno rappresentato il 40% della produttivit nel continente ; limportanza in Italia della la vicenda delle reti autostradali e di Benetton, lindustria televisiva, la nascita di Raisat, lo scontro con Murdoch , i conflitti aperti sui temi dei diritti da editori i di libri e giornali e dalle majors. E tutta una questione di reti : networks di comunicazione, a livello fisico, le reti di contenuti e di codici hanno caratterizzato anche leconomia Italiana e gli scontri in corso ed in vista (TV; Pay; Digitale, Telecom) sono stati i fatti salienti di 15 anni di economie in crescita e oggi in crisi,. Hanno vissuto di cooperazione e competizione , di inclusione ed esclusione ed hanno conosciuto successi e insuccessi , spesso in modo imprevedibile. Tutto ben al di l delle categorie e delle istituzioni tradizionali . Eppure nessuno in politica le considera questa centralit delle reti e della comunicazione attraverso di esse . Anzi spesso i diversi schieramenti si comportano con una cognizione parziale , distorta e retrograda del cambiamenti che la societ a rete ha ormai determinato. Nella sinistra italiana lapproccio subalterno, discontinuo e tardivo alla personalizzazione della politica e della leadership , hanno accentuato il suo moto centrifugo. La distruzione con il sistema mondiale e sociale di riferimento, delle reti fisiche , territoriali e organizzative , di codice e di significato, sono alla base della incapacit propositiva della opposizione di sinistraTutto parte della stessa novit , e certo non si tratta, come vedremo, di un caso solo nazionale ma curioso come questo dato sfugga ad ogni analisi e sensibilit e tutti si riducano ad una visione debole e minima del rapporto tra comunicazione e potere che rischia con la crisi di cronicizzare larretratezza italiana. Il fallimento del riformismo I riformisti di tutte le parti politiche sono andati incontro al loro fallimento ed autoemarginazione proprio perch ipotizzavano , un riformismo dallalto , guidato e

realizzato da tutti meno che dagli individui, dalle reti di attori pi dinamici. Proprio mentre per anni si diceva agli individui che lo Stato , gli Stati non potevano fare tutto per loro, mentre si parlava di crisi degli stati nazionali e globalizzazione , si continuava a presumere e si presume un percorso di riforme imposto o governato da un sistema di comando in perenne crisi e contesa. E stato un riformismo troppo affidato ad esperti nati nelle stesse universit dei conservatori : economisti , specialisti di finanza pubblica e di politiche industriali, a giuslavoristi e niente imprenditori e attori creativi . Nessun segnale di vita da un sistema Universitario asfittico e conservatore. Si son scelti i terenmi pi difficili e la comunicazione pi contraddittoria. Anche le scelte apparentemente attuali pragmatiche anticrisi del Ministro delleconomia Tremonti, sono prodromi un fallimento: la polemica anti-banche , anti-poteri tradizionali , ha certo una presa populista, ma risulta una mera richiesta di autoriforma al mercato da parte di uno Stato che si illude di tornar forte Persino lo scontro aperto nel Centro destra sul presunto declino berlusconiano sembra guardare la strada dallo specchietto retrovisore e si delinea esclusivamente in via extra istituzionale senza trarre conseguenze. Lo stesso Berlusconi che aveva rotto lo schema rifondando la politica su un piano volontarista, comunicativo, diretto e lontano dai sistemi precedenti, si dovuto appoggiare al sistema di funzionamento tipico dellepoca dc psi, senza rimettere in discussione nulla. In questo clima di sostanziale conservatorismo, la radicalit di Brunetta o di altri appare un grido aspro, ma sostanzialmente inefficace. La stessa politica dello scandalo cui si allineata pedissequamente la opposizione da Di pietro al PD , stata una conseguenza tipica della societ della informazione almeno dal 1992. Qualcosa di simile avvenuto anche in Francia in Spagna, negli Stati uniti. Si trattato dellaltra faccia della fine degli schieramenti tradizionali, dellavvento dei media di massa, e della conseguente ricerca dellelettorato indipendente attraverso la personalizzazione della leadership, con la semplificazione televisiva dellantagonismo nella Politica dello Scandalo (come la Chiama Manuel Castells nel suo ultimo libro) La ricerca in politica di argomanti etico giudiziari per togliere prestigio allavversario, in assenza di grandi differenze o sostanze programmatiche diventata una caratteristica comune delle democrazie avanzate . La conseguenza principale che in tutti i paesi e a tutte le latitudini cresciuta la sfiducia dei cittadini nella credibilit e nella funzione dei loro rappresentanti Ovunque questa politica ha avuto conseguenze che sono sfuggite alle finalit dei suoi utilizzatori. In Italia diventata cos controproducente da avere isolato il PD da gran parte dell elettorato di centro e messo in difficolt la parte presuntamente critica della Chiesa Ma la stessa politica del Cavaliere diventata il perno di uno strike-back con i cambi di direttore a Libero , Il giornale, e in Rai . Finora Berlusconi aveva goduto del boomerang che limpostazione scandalistica aveva prodotto soprattutto per i suoi detrattori. Nel momento in cui Berlusconi, cede alle stesse

condizioni nella caccia al consenso , rischi di perdere sia la forza della paura e quella della speranza che lo hanno accompagnato. Perch non come i cittadini ma uguale a tutti gli altri. Sia lincursione nei privati psichici, sia lo scontro sulle politiche retro e rinuncia a vedere le novit che avanzano che mutano lordine delle priorit. In verit sul piano delle scelte politiche , questo continuismo rispetto alla crisi un atteggiamento radicato e diffuso tra le elites politiche tradizionali nel continente europeo: tutti reagiscono in chiave difensiva alla crisi, in attesa del dopo, e intanto gl attori/spettatori della crisi cittadini ed imprese perdono fiducia in loro . La crisi della tradizione democratica e della democrazia tradizionale Gli spostamenti sociali , i mutamenti economici avvenuti nella societ a rete , definiscono dunque una grossa crisi di legittimazione e di idee , degli istituti di rappresentanza tradizionali , in quanto istituzioni. Le recenti elezioni europeehanno visto emergere e rafforzarsi formazioni diverse da quelle pi o meno storiche al potere o alla opposizione . Cos avvenuto in Germania con la SPD e avverr in Gran Bretagna; ancor prima diversi referendum hanno ricmesso in discussione la stessa esistenza delle istituzioni europee. No una questione che rigiardi solamente le forze di sinistra. Ma lo scollamento tra istituzioni e cittadini costante; non investe solo la politica ma anche le istituzioni sociali (le aziende e i sindacati) e non pu essere ricomposto ignorando luoghi e caratteristiche del nuovo paradigma della societ complessa : quello secondo cui valore e potere sono assegnati in base a reti multimodali di comunicazione e allandamento e controllo dei loro flussi, del potere al loro interno, tra loro e su di loro. I cittadini avvertono questo divario e insufficienza delle rappresentanza e i gruppi pi avanzati cercano collaborazioni tra loro , oltre lo stato e il mercato Quali sono le conseguenze e quali scatti si dovrebbero produrre nella societ e in politica di conseguenza ? Innanzitutto riconoscere il cambiamento sociale affermato grazie alla rivoluzione della societ informazionale e trarne el conseguenza anche rispetto alla crisi: 1) Dire con chiarezza che non ci sar nessuna ri-presa di settori , ma morte di tanti settori e aziende e nascita di nuovi business laddove erano imprese,comportamenti, comparti e saperi tradizionali. 2) Le nuove condizioni e costumi innovativi indotti nel mondo dalla rete, muteranno le prospettive e le relazioni tra gli attori : stato e capitale sono definitivamente cambiati (come dice castells) e sono in nuovi rapporti, complessi rapporti tra di loro. 3) Ma lindividuo (diversamente connesso) anche in nuovi rapporti con questi due sistemi e grazie a ci che divenuto ha pi possibilit di autonomia e di decisione. Qui sta la possibile novit della economia e della politica 4) Non discutere di questo significa non sapere dove saremo e potremo andare dopo questa crisi. Tutti guardano fuori dal tunnel nessuno vuol vedere cosa c

Nessuno nel mondo che ci circonda vuole saperlo o riconoscerlo, perch in Italia tutti sono o reagiscono come istituzioni cio pensano di essere destinati a durare per una sorta di investitura storica Lepoca delle istituzioni al potere finita. Lerrore di chi immagina delle ri-edizioni di politiche industriali , sociali e dei redditi , (sostegno ad auto,banche e finanza e nulla o quasi alla scienza e innovazione) di non pensare la crisi come occasione di riforma , e questo sbaglio appare pi grave e paralizzante ancora in Italia. Per vedere il futuro e incidere bisogna partire dal movimento di questi anni , prendere nuovi riferimenti e numeri . Ci saranno nuovi protagonisti. Bisogner anzi cercare nuovi protagonisti gi in marcia, o idearli, accoglierli rispetto al nostro sistema di riferimento tradizionale e questa capacit far la differenza tra territori , citt, offerte politiche Il problema non programmare politiche dallalto , ma individuare quali saranno i comparti e quali novit ciascuno dovr apportare alla propria impresa alla propria vita per vivere in questa nuova fase e creare. Ecco allora che gli ambienti del fare impresa, i territori con le loro reti produttive e decisionali , le citt e la loro competitivit in senso lato diventano centrali . Proviamo intanto a misurare in e modo nuovo dove diavolo siamo come paesi occidentali e come Italia ? Siamo pieni di dati e di rating che guardano solo le serie temporali (cio il passato) e non servono a niente per il futuro. Tutti ci fotografano fissi o ci comparano col passato sperando di ritrovarlo alluscita del tunnel manco fosse la macchina del tempo LEuropean American Business Council nel febbraio 2009 ha pubblicato Benchmarking EU e US definendo : a) Un Ranking, una classifica assoluta dei diversi paesi industrializzati sulla base della competitivit e della innovazione globale In base a criteri molto chiari b) Uno Score : cio un punteggio dei cambiamenti introdotti nel decennio 1999 2009 per muoversi su questasse della innovazione competitivit I risultati sono interessantissimi : perch ricollocano lItalia in un quadro mondiale in posizione difficile nella prima e difficilissima nella seconda classifica Ma ci dicono che anche le economie pi forti hanno problemi di dinamica a partire dagli USA A) Gli USA non hanno pi la leadership assoluta dellinnovazione sono al 6 posto B) Leuropa a 10 al 30 posto, quella a 15 al 18 C) Litalia al 26 nel ranking assoluto del 2009-09-15

D) Cresce la importanza dei paesi Asiatici Quanto alla introduzione nel decennio di cambiamenti che migliorino il tasso di innovazione : a) USA sono al 40 b) Italia al 36 c) Lunione europea al 19 Tra i primi nelle due classifiche troviamo China Singapore Lituania Questo va letto tendendo conto delle differenze storiche (gli USA hanno fatto molto nei decenni precedenti) definisce una tendenza preoccupante delle economie avanzate a non riconoscere che dalla crisi usciremo cambiati . Qui bisogna cambiare direi soprattutto in Italia ci vogliono nuovi parametri per definire un percosro di modernizzazione e riforma Istruzione universitaria, numero di ricercatori in scienza e tecnologie,investimenti privati in R&D, investimenti pubblici, pubblicazioni scientifiche , Investimenti di venture capital e nuove imprese, Infrastrutture it : e.governament larga banda e investimenti privati in IT . Tassazione delle imprese e facilit di far business Il fallimento del riformismo e della politica in Italia e in Europa si deve ad una carenza di futuro e alla incapacit di rispondere alle domande dei cittadini e anche alla incapacit di ascoltare la parte dinamica e creativa delle economie e della societ. I riformisti di tutti gli schieramenti non hanno mai avuto una agenda alternativa per la societ e per la crisi , accettavano pur contrastandola quella definita dai conservatori. Un po meno stato, privatizzazioni ,riforma del welfare. Tutte cose necessarie che per alla fine in assenza di una visione di futuro sollevavano solo resistenze che si schieravano con la conservazione LItalia non ha bisogno di un riformismo blando , ma di un approccio rivoluzionario , di un liberismo consapevole che unisca diritti e responsabilit sociali e dei diritti civili e individuali : rivoluzione delle priorit e della responsabilit. Un potente e nuova modernizzazione quella su cui si affermano forze e idee non tradizionali. Rivoluzione delle Priorit politiche Incentivi alle imprese per linnovazione , per R&D , investimenti in IT tax credit per la formazione di forza lavoro. Apertura alla immigrazione, high skills , facilitare gli investimenti digitali .Sostenere solo le istituzioni critiche per la innovazione etc. Dovrebbe essere il mantra del riposizionamento del nostro paese. In Italia si discute , a proposito del Sud, di riedizione della Cassa Del mezzogiorno e di Partito del Sudcio di una sistema rivisto di finanziamenti pubblici, comunque finanziato dallItalia attraverso Bruxelles, che ha affossato il territorio con i fondi della speranza, invece di definire le caratteristiche delle citt , delle condizioni e dei sistemi che al sud possono attrarre i investimenti, i tipi di governo di efficienza, di esperienza necessaria per

dinamizzare, attrarre , spingere al lavoro. Anche al Nord si discute del grado di federalismo e non di contenuti , di misura dei vantaggi, di gratificazione per i talenti delle universit da liberare; per forza che i messaggi della paura , o della identificazione leghista, mediati dai network territoriali attivi e fiduciosi sembrano e sono pi concreti . Perch lo sono: perch ci che le persone si comunicano come un problema un problema ed anche gi una soluzione (le ronde) In questo ambito le discussioni cui assistiamo sui vari temi assumono immancabilmente il sapore di un salto nel passato , battaglie che affondano in una insoddisfazione sistematica delle diverse italie senza indicare alcuna novit : la reprimenda delle banche accompagnata dal rilancio dello stato banchiere e dallindifferenza sostanziale al mercato, le polemiche sulla immigrazione e sui respingimenti, contrarie al senso comune dalle due parti. E se chiedessimo alle banche di pensare e risolvere i problemi delle istituzioni locali, di erogare ristrutturare i crediti aiutando le imprese a fare i loro business plan ? Invece di mettere i prefetti a vigilare ? Se facessimo lauditng dei bilanci comunali obbligando un bollino di qualit ? Laicit, laicismo, diritti delluomo al futuro Lidea del laicismo dovrebbe essere la normalit di una relazione tra stato e individuo e la Chiesa non va n inseguita n esorcizzata , ma chiamata a discutere dellimportanza che la scienza libera pu dare alla vita umana. Oggi questo dibattito viziato da tutte le parti dal mito fondativo del cittadino/individuo da educare, correggere, associare e mediare, il che impedisce al cittadino di crescere , di assumere responsabilit e di essere creativo di sfruttare le immense possibilit del sapere disponibile a tutti (Veronesi) Latteggiamento rispetto alla Rete In tutto ci l atteggiamento dei leaders o dei politici su Internet una sorta di paradigma della visione che lestablishment ha di s, dell Italia e nel mondo nel futuro. Molti sono scettici : a me internet non me sposta un voto.. . Vero ! Peccato che intanto sposti la societ. Con la crisi il mondo si sposter in avanti, dove gi lha proiettato le rete e la societ a rete e le politiche fatte dalle istituzioni semplicemente on ci saranno o faranno troppo poco e troppo tardi. Dunque lunica way out per aziende, individui fare le politiche , fare impresa, produrre conoscenza, stabilire alleanze . Insomma esercitare in rete il potere delle reti, capirne il funzionamento, accedere, creare, cambiarne o orientarne le regole. Un consulente di lobbying o un consulente di comunicazione oggi dovrebbe aiutar le imprese a fare la politica , a ricostruirla , non ad influenzarla cos come . Altr atteggiamento : internet ,dice chi teme il cambiamento, piena di pericoli e truffatori .in verit si traduce ma io non faccio i soldi , o il consenso, come prima , dunque devo cercare di rallentare quel fenomeno. Internet cannibalizza i libri : senza dire che il 90 % dei libri prodotti in italiano scompariranno rapidamente dal mercato se non digitalizzati e chi usa internet per vendere libri fa sempre pi soldi. Internet ruba la conoscenza evadendo il diritto di autore, senza dire quanto del business mondiale si basa su sistemi aperti e quanta dinamica ci sia dentro e

quante potenzialit verrebbero di guadagno e diffusione da una politica di ridefinizione delluso commerciale e non dei diritti. Internet ammazza i giornali : cosa sarebbero oggi i giornali senza internet e cosa sarebbero i giornalisti ? anzi cosa sono ? Lavanguardia di una mobilitazione di saperi e partecipazione diffuse di micro macro business o una specie in via destinzione ? Certo la scelta sul futuro di questi business dipende anche dalle scelte di Murdoch dei Berlusconi , ma anche dagli atteggiamenti e dalle scelte di ciascuno anche di loro. Nessuno si accorge che processo dopo processo (pirate bay, vividown, mediaset you-tube) in atto un gigantesco tentativo di condizionare secondo le linee di una vecchio sistema di business, attraverso un modo delle reti mediatiche quello pi vicino agli attori del mondo analogico contro gli altri (pur legati ai nuovi da rapporti di collaborazione competizione) , Lo si fa limitando, condizionando, ridefinendo le condizioni di accesso alla rete a alle conoscenze , pensando di imbrigliare il poderoso sistema di auto-comunicazione di massa rappresentato dalla tecnologie sociali. Invece nellambito di queste ed altre tecnologie di una liberazione di risorse e di una mobilit sociale maggiore ,che potrebbero crearsi nuovi lavori e impieghi, nuove imprese. I Capitali vanno e andranno sempre verso le nuove attivit che creano valore, non verso attori e settori in crisi strutturale Linnovazione pi forte della politica dovrebbe venire dai territori , dalle citt che si trasformano in localit internet friendly, dinamizzatrici, di nuovi lavori universit rivoltate come calzini. E in secondo luogo dai talenti. Un imprenditore, o un consulente, un lobbista o comunicatore politico come volete, oggi deve esser in possesso di una visione , almeno di un punto di vista o di una capacit di analisi dei mutamenti sociali, perch i suoi clienti sono oggi impauriti e paralizzati sulla difensiva dalla crisi e non riescono ad immaginare un futuro. Invece hanno loro la chiave anche per il sistema, possono suggerire politiche, essere o raccogliere esempi , ma occorre ragionare oltre la ri-proposizione del passato: questo laiuto pi consistente e difficile che si pu dare oggi a chi voglia influire su scelte generali in una realt dove il governo della complessit un po responsabilit di tutti. E in qualche modo, creiamo noi lambiente che vogliamo influenzare