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Percezioni di Vito Foschi Confesso di non nutrire particolare simpatia per il giornalismo che commercia in paure inventandosi ogni

anno unemergenza o i tanti intriganti delitti dellestate, come se in inverno non avvenissero crimini. Se uno si dovesse affidare alle notizie giornalistiche avrebbe limpressione che un anno ci sono solo violenze sulle donne, un anno solo furti in villa, un anno solo violenze in famiglia e cos via. Di fronte a guerra in Libia e terremoto in Giappone si sospetta che tale tipo di giornalismo si sfrega le mani di gioia. Data questa premessa potete immaginare con quale interesse abbia potuto seguire la vicenda di Fukushima. Di questa faccenda si detto di tutto, evocando scenari apocalittici, mentre la centrale ancora l, in piedi nonostante i suoi problemi di cui si ignora la gravit. Tutto questo spaccio di paure ha avuto purtroppo un effetto concreto: mettere in dubbio lutilit dellenergia nucleare. Tutto questo merita delle considerazioni su come la percezione dei pericoli reali venga influenzata dai media. Una prima riflessione da fare che lincidente non chiuso e a oggi non possiamo sapere se si chiuder bene o male: trarre conclusioni da qualcosa di incerto non credo sia molto accorto. Alcune considerazioni, per, si possono gi fare. La centrale con molto probabilit il luogo pi sicuro dellintera area, considerato che ha resistito ad un terremoto del grado 8,9 della scala Richter e a un maremoto con onde anomale oltre i 10 metri, quando altre strutture si sbriciolavano. Quindi una persona dotata di normale buon senso dovrebbe pregare di trovarsi dentro una centrale nucleare in caso di terremoto o maremoto. Pensiamo alla diga crollata nella stessa prefettura di Fukushima che ha devastato le 1800 abitazioni sottostanti. Se volessimo fare un brutale conteggio dei morti, potremmo dire che la diga molto pi rischiosa della centrale nucleare. Seguendo un ragionamento logico dovremmo dedurre che la produzione dellenergia dallidroelettrico molto pi insicura del nucleare. Ci si chiede perch a fronte della totale distruzione della diga e degli attuali problemi non gravi della centrale nucleare di Fukushima, si propone di fare degli stress test alle centrali nucleari e non alle dighe. Vi sembra logico? E come se i ponti costruiti con un tipo di cemento A resistono ad un terremoto e quelli di tipo B crollano e si va a fare gli stress test per il cemento A. Quindi non si riesce a capire perch la gente vive tranquilla sotto una diga e non vicino ad una centrale nucleare. Percezioni del pericolo errate. Se mi si permette di fare una digressione: negli Stati Uniti nel 2010 c stato un incidente ad un centrale turbogas con 5 morti; perch nessuno ha proposto di chiudere tutte le centrali turbogas italiane? Stiamo parlando di morti accertati sia per la diga, sia per la centrale turbogas non dei danni ipotetici di Fukushima. Mi sembra piuttosto logico che prima si affrontino i rischi reali e poi quelli ipotetici, o no? Terremoto e maremoto hanno spazzato via industrie chimiche e depositi di carburanti, vernici e quanto altro. Avete mai letto sui giornali di cibo inquinato? O di terreni resi improduttivi per la concentrazione elevata di sostanze chimiche? Probabilmente no, avrete sentito parlare del pericolo delle radiazioni, come se mangiare insalata condita con solventi o una bistecca con metalli pesanti sia pi salutare delle radiazioni. Anche qui un difetto di percezioni. Ho letto di sfuggita che si fanno controlli sulle radiazioni del cibo esportato dal Giappone. Controllare la presenza di sostanze chimiche no? Se consideriamo i dati dellUnscear (United nations scientific committee on the effects of atomic radiation), citati da Franco Battaglia in un suo articolo, indicano chiaramente linesistenza di un aumento dei tumori nei pressi di Cernobyl. Pensiamo, invece, a situazioni come quella della citt di Taranto con la pi grossa acciaieria dItalia in citt, dove si respira carbone 24 ore su 24. Qui si registra unelevata incidenza di tumori, e per logica dovremmo tutti pregare di avere vicino casa una bella centrale nucleare e non un altro impianto inquinante. Chiaramente le mie sono provocazioni, in attesa dei dati reali su Fukushima, ma mettono bene in evidenza che ci che pensiamo essere dati certi sono dovuti ad errate percezioni create dai media. Se dovessimo basarci su quello che raccontano i media, dovremmo dedurre che vivere a Taranto, dove accertato ci sia una percentuale elevata di tumori, meglio che vivere a Fukushima di cui

ancora non abbiamo dati certi. Pu un lupo a un metro di distanza fare meno paura di unipotetica tigre dopo la collina?