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TEORIA MATEMATICA

Insiemi
un insieme un raggruppamento di elementi, e questo un concetto antico. Gli insieme possono essere rappresentati graficamente (utilizzando Eulero-Venn), per caratteristica o per elencazione. Un insieme B pu essere anche sottoinsieme di un altro, A, se i suoi elementi sono contenuti o uguali a quelli di A; B allora sottoinsieme di A. Un insieme pu essere finito se contiene un numero finito di elementi, altrimenti esso infinito. Gli elementi contenuti vanno conteggiati solo una volta, e determinano la cardinalit dellinsieme che si indica con #A. Si definisce poi prodotto cartesiano linsieme contenente le coppie di numeri (a,b) dove a appartiene ad A e b appartiene a B. Un insieme si dice chiuso rispetto ad una operazione binaria se contiene tutte le soluzioni di questultima. Le operazioni che si possono fare sugli insiemi sono quelle dellintersezione e dellunione. Nella prima si tengono conto solamente gli elementi comuni presi una sola volta tra due insiemi. Nella seconda si tiene conto di tutti gli elementi presi una sola volta di entrambi (o pi) gli insiemi. Si possono individuare gli insiemi N ovvero dei numeri naturali, Z ovvero una estensione di N, Q ovvero dei numeri razionali, I ovvero dei numeri irrazionali ed R dei numeri reali. Linsieme N contiene tutti i numeri naturali positivi, chiuso rispetto alle operazioni di somma e prodotto, valgono le propriet associativa e commutativa, esiste lelemento neutro per la somma (0) e lelemento neutro del prodotto (1). Non esistono lelemento inverso per entrambe le operazioni. Linsieme Z una estensione di N e comprende anche i numeri negativi e per questo oltre a far valere tutte le caratteristiche di N permette anche lesistenza dellelemento inverso alla somma. Linsieme Q contiene al suo interno tutti i numeri razionali (frazioni), ammette anche lelemento inverso del prodotto ed definito insieme denso poich tra un numero razionale e laltro ve ne sono infiniti ma non sono continui in quanto vi sono anche i numeri irrazionali, che appartengono ad I. Esempi di questi numeri sono e (numero di Nepero), P greco, 2 . Linsieme R invece comprende tutti i numeri, tutte le propriet, tutti gli elementi inversi e neutri e per questi motivi esso continuo.

Topologia della retta (I e II classificazione)


sia x0 un punto definito dellinsieme A, si definisce punto isolato se preso un intorno di x0 non vi sono al suo interno altri punti di A al di fuori di x0; un punto x0 si definisce di accumulazione se preso un intorno di x0 vi sono al suo interno altri punti di A eventualmente diversi da x0; un punto x0 si dice interno se preso un suo intorno vi sono allinterno tutti punti appartenenti allinsieme A; un punto x0 si dice esterno se preso un suo intorno non vi sono allinterno punti appartenenti ad A; un punto x0 si dice di frontiera se preso un suo intorno vi sono sia punti appartenenti ad A sia non appartenenti. Un numero L si dice maggiorante dellinsieme A se >= a qualsiasi elemento appartenente ad A. Un numero l si dice minorante dellinsieme A se <= a qualsiasi elemento appartenente ad A. Un numero M il massimo di A se M appartiene ad A e se un maggiorante di A. Un numero m il minimo di A se m appartiene ad A e se un minorante di A. Un numero estremo superiore di A (SupA) se un maggiorante di A e se il pi piccolo dei maggioranti, ovvero presa una qualsiasi quantit positiva sottratta ad L fa si che diventi < degli elementi di A. Un numero l estremo inferiore di A (InfA) se un minorante di A e se il pi grande dei minoranti ovvero se sommato ad esso una qualsiasi quantit positiva, il numero l maggiore degli elementi di A.

Funzioni
una funzione f(x) un rapporto che lega ad ogni numero reale x uno ed un solo numero reale y. Una funzione si dice limitata se ha finiti estremo superiore ed inferiore ma pu essere anche limitata superiormente se ha finito Sup e infinito Inf oppure limitata inferiormente se ha finito Inf ed infinito Sup. Possiamo trovare funzioni costanti, oppure funzioni lineari o funzioni definite da pi leggi di

formazione. Il dominio di una funzione costituito da tutti i valori della ascissa x dove la funzione definita. Si possono effettuare delle operazioni sulle funzioni come la somma, il prodotto ed il rapporto. La somma f(x)+g(x) uguale a (f+g)(x); il prodotto f(x)g(x) uguale a (f*g)(x); il rapporto (f/g)(x) uguale a f(x)/g(x) con g(x) diverso da zero. Inoltre si pu effettuare la composizione di funzioni ovvero f(g(x)) dove f la funzione esterna e g quella interna. La composizione esiste se il codominio della funzione interna contenuto uguale al dominio di f. La funzione identit o identica lelemento neutro della composizione di funzione; la funzione e(x)=1 lelemento neutro di f(x) nel prodotto; la funzione e(x)=0 lelemento neutro di f(x) nella somma; la funzione 1/f(x) lelemento inverso di f(x) nel prodotto; la funzione e(x)=-f(x) lelemento inverso di f(x) nella somma. Una funzione invertibile o biunivoca se ad ogni ascissa x collegata una distinta ordinata y. Sia f definita su A, un punto x0 di max assoluto se f(x0)>=f(x); sia f definita su A, un punto x0 di min assoluto se f(x0)<=f(x). Sia f definita su A, ed x0 appartenente ad A, esso un punto di max relativo se preso un suo intorno, f(x0)>=f(x); sia f definita su A, ed x0 appartenente ad A, preso un suo intorno esso un punto di min relativo se f(x0)<=f(x). Una funzione si dice crescente se presi due punti, x1 e x2, x1<x2 e quindi f(x1)<=f(x2); una funzione si dice decrescente se presi due punti, x1 e x2, x1<x2 f(x1)>=f(x2). Una funzione si dice strettamente crescente se presi due punti, x1 e x2, x1<x2 e quindi f(x1)<f(x2); una funzione si dice strettamente decrescente se presi due punti, x1 e x2, x1<x2, f(x1)>f(x2).

Limiti
si definisce l il limite per xx0 di f(x) se esiste nellintorno di l qualsiasi intorno di x0. I principali teoremi sui limiti sono quello dellunicit del limite, quello del confronto e quello dei carabinieri. Il primo afferma che se esiste il lim xx0 f(x) (sia esso sinistro, destro, bilatero)= l tale limite unico. Il teorema del confronto afferma che se f(x)<=g(x) allora anche lim xx0 f(x)= l1 esso sar <= del lim xx0 g(x)=l2. Un altro teorema afferma che se l1>l2 allora anche f(x)>g(x). Il teorema dei carabinieri afferma che se f(x), h(x) e g(x) siano tre funzioni definite su A allora se f(x)<=h(x)<=g(x) con limf(x) e limg(x) entrambi uguale a l allora anche il lim di h(x) = l.

Teorema di Weierstrass
sia f continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b] essa presenta Max (M) e Min (m) quindi il codominio limitato; poich sono presenti M e m la funzione ha max e min assoluti ed anche Sup Codf ed Inf Codf ; la f assume valori tra a e b.

Teorema degli zeri


fondamentale per il teorema degli zeri la continuit della funzione in un intervallo [a,b] e che f(a)f(b)<0. Possiamo dimostrarlo utilizzando il teorema di Weierstrass: poich la funzione definita in un intervallo chiuso e limitato [a,b], la funzione assume max in b e min in a. Dunque o f(a)<0 e f(b)>0 oppure il contrario. Il min assume dunque un valore negativo e quindi 0 compreso nel codominio di f [m,M]. Quindi f(c)=0 verificato.

Teorema della derivata inversa


sia f una funzione derivabile in x0 e sia f (x) diverso da zero, la funzione della derivata inversa sar 1/f (x0). Possiamo dimostrarlo calcolando il lim (con yy0) di f-1(y)-f-1(y0)/y-y0. Possiamo trasformare questo limite in lim (con yy0) di x-x0/f(x)-f(x0) e di conseguenza in lim (con xx0) di 1/f(x)-f(x0)/x-x0.

Teorema della derivata nulla


sia f una funzione derivabile in x0, e sia x0 appartenente al dominio di f, e sia x0 un punto di max o min relativo allora avremo che f (x0) =0. Possiamo dimostrare questo teorema calcolando il limite del rapporto incrementale e presumendo che x0 sia un punto di max relativo. Nel caso studiassimo

x0 da destra x > x0 e f(x)-f(x0)<=0 in quanto x0 max relativo. Poich il numeratore ha segno negativo e denominatore segno positivo il limite sar uguale ad l1<=0. Studiando invece x0 da sinistra x<=x0 e quindi sia numeratore che denominatore sono negativi e quindi il limite sar uguale ad l2>=0. quindi le soluzioni comuni sono l=0 e quindi f (c) =0.

Teorema di Rolle
sia f una funzione definita e continua in [a,b], derivabile in (a,b), f(a) = f(b) allora esiste c appartenente ad (a,b) dove f (c) =0. Sempre utilizzando il teorema di Weierstrass ipotizziamo che in a vi sia m ed in b M. Se m=M la funzione costante qualsiasi punto x0 in [a,b] ha derivata prima = 0. Se M>m solo m o solo M si trova nel bordo e laltro si trova nellintervallo. Nel primo caso in M f (c)=0 mentre nel secondo in m f (c) =0.

Teorema di Lagrange (o del valor medio)


sia f una funzione continua in [a,b] e derivabile in (a,b) allora f (c) = f(b)-f(a)/b-a. Questo rapporto altro non che il coefficiente angolare della retta secante che congiunge il punto P di coordinate (a, f(a)) ed il punto Q di coordinate (b, f(b)). Il teorema dice che esiste un punto c in cui la retta tangente della funzione sar parallela a quella secante.

Teorema de LHopital
Siano f e g due funzioni derivabili in un intorno di x0 e siano due infiniti per x che tende ad x0 o siano due infinitesimi per x che tende ad x0 possiamo applicare il teorema de LHopital. Esso permette di risolvere le forme indeterminate 0/0 e /. Il teorema si applica calcolando le derivate prime di f(x) e di g(x) fino a quando il lim di f(x)/g(x) esiste. Nel caso in cui vi siano altre forme indeterminate necessario cercare di riscrivere la funzione in modo tale da ricondurla alle forme indeterminate 0/0 o /.

Teorema di Max e Min relativo


Sia f continua in (a,b) e sia x0 appartenente ad (a,b). Se la funzione decresce alla sinistra di x0 e cresce alla sua destra x0 un punto di min relativo. Se f cresce alla sinistra di x0 e decresce alla sua destra x0 un punto di max relativo.

Teorema: Segno della derivata


Sia f derivabile in (a,b) se f (c) > 0 la funzione strettamente crescente in (a,b); se f (c) < 0 la funzione strettamente decrescente in (a,b); se f (c) = 0 la funzione costante in (a,b).

Funzioni convesse e funzioni concave


sia f una funzione continua e derivabile si definisce convessa (concava) se presi due punti del grafico in (a,b) le ordinate del segmento che congiunge i due punti sono maggiori o uguali (minori o uguali) alle ordinate della funzione. Una funzione si definisce strettamente convessa (strettamente concava) se presi due punti del grafico in (a,b) le ordinate del segmento che congiunge i due punti sono maggiori (minori) alle ordinate della funzione.

Propriet delle funzioni convesse e concave


1) Una funzione convessa (concava) in un intervallo aperto (a,b) anche continua. 2) Una funzione convessa (concava) se esiste finito il limite del rapporto incrementale. Se f+(x0) > f-(x0) la funzione convessa, se f-(x0)>f+(x0) la funzione concava. 3) Una funzione convessa, concava (strett) se e solo se i rapporti incrementali sono funzioni crescenti (decrescenti) (strett). 4) Sia f derivabile in (a,b), una funzione convessa, concava (strett) se f (x0) crescente, decrescente (strett).

5) Una funzione convessa se f(x)>f(x0)+f(x0)(x-x0) maggiore dellordinata della tangente. 6) Una funzione strett. Convessa se f(x)>0; una funzione strett. Concava se f(x)<0; una funzione costante, lineare se f(x)=0. Dimostrazione prop. 6): poich f(x)>0, la funzione strett crescente, ed in virt della prop. 4) la funzione convessa.

Punto di flesso
sia f una funzione derivabile in x0 e sia t la retta tangente ad f, studiando lintorno sinistro di x0 si definisce punto di flesso il punto x0 se lordinata della funzione maggiore (o minore o uguale) a quella della retta tangente; studiando lintorno destro di x0 si definisce punto di flesso il punto x0 se lordinata della funzione minore (o maggiore o uguale) a quella della retta tangente. Per trovare il punto di flesso bisogna porre la derivata seconda = 0 e la derivata terza diversa da zero. Ponendo invece f(x)=0 e f(x)<0 si ottiene il max relativo e ponendo f(x)=0 e f(x)>0 si ottiene il min relativo.

Polinomio di Taylor
questo polinomio ha grado in base al numero di derivate di f(x) che lo compongono. Ha il compito di approssimare la funzione in un intorno del punto e maggiori sono le derivate che lo compongono pi precisa sar lapprossimazione. Lequazione del polinomio di Taylor : Pn(x0)=f(x0)+f(x0)(xx0)+(f(x0)/2) (x-x0)^2+.+(f^n(x)/n!)(x-x0)^n

Formula di Taylor
secondo questa formula f(x) =Pn(x0)+Rn(x0) dove Rn(x0) un infinitesimo di x che tende ad x0 (lim xx0 Rn(x0)/((x-x0)^n)=0). E detto resto del polinomio di Taylor.

Differenziale
la funzione che associa ad h il prodotto f(x0)h definita funzione differenziale e si indica dx, che uguale ad f(x)h.

Primitive
sia f una funzione definita su (a,b) dove a,b possono essere anche + infinito e infinito, si definisce F(x) una primitiva di f(x) se F(x)=f(x). Si indicano con la notazione Pf(x) o F(x).

Integrale indefinito
per integrale indefinito si intende linsieme delle primitive di una funzione. Si indicano con la notazione di Leibnitz seguita da f(x) chiamata funzione integranda dove x la variabile da integrare, seguita poi da dx ovvero il differenziale della variabile x. Il teorema sullintegrale indefinito afferma che F(x) e G(x) sono due primitive di f(x) ma esse si differenziano per una costante, k, quindi ipotizzando h(x) come una costante possiamo dire che h(x)= F(x)-G(x). Di conseguenza h(x)=F(x)-G(x). Poich F(x)=f(x) e G(x)=f(x) avremo h(x)=f(x)-f(x)=0. Infatti la derivata di una costante 0.

Integrale definito
sia f positiva e limitata in [a,b]. Per calcolare larea di un trapezoide tracciato grazie al grafico della funzione, allasse delle ascisse, e alle rette x=a e x=b si pu suddividere lintervallo [a,b] in pi intervallini d1,d2,d3dn. Inoltre di ogni intervallino individuiamo il Max ed il Min della funzione. Dopodich calcoliamo larea di ogni intervallino e le sommiamo. Possiamo scegliere se calcolare larea utilizzando il Min od il Max. Nel primo caso avremo sn=d1m1+d2m2+d3m3 ma larea cos calcolata minore uguale dellarea del trapezoide. Nel secondo caso avremo

Sn=d1M1+d2M2+d3M3 ma larea cos calcolata maggiore uguale dellarea effettiva del trapezoide. Per questo possiamo dire che larea T maggiore uguale ad sn e minore uguale a Sn. Larea T uguale allintegrale definito tra a e b di f(x). La notazione usata quella di Leibnitz con a estremo inferiore e b estremo superiore. Nel caso in cui la f(x) sia negativa attraverso lintegrale definito troveremo larea ma sar negativa. Nel caso in cui la f(x) sia in parte positiva ed in parte negativa per calcolare larea T sar necessario effettuare la somma algebrica delle aree dei vari intervallini.

Criteri di integrabilit
1) sia f continua in [a,b] allora f integrabile; 2) sia f limitata e monotona in [a,b] allora la funzione integrabile; 3) se f ha un numero finito di discontinuit la funzione integrabile.

Propriet degli integrali


1) lintegrale definito tra a e a uguale a 0 2) lintegrale definito di f(x)+g(x) uguale allintegrale definito di f(x) + lintegrale definito di g(x) 3) lintegrale definito tra a e b di una costante che moltiplica f(x) uguale alla costante che moltiplica lintegrale definito tra a e b di f(x). 4) La quarta propriet definita additivit, ovvero lintegrale definito tra a e b di f(x) uguale allintegrale definito tra a e c di f(x) sommato allintegrale tra c e b di f(x), qualsiasi c appartenente allintervallo [a,b]. 5) La quinta propriet definita monotonia, ovvero se f(x) minore o uguale a g(x) allora anche lintegrale definito tra a e b di f(x) minore o uguale allintegrale definito tra a e b di g(x).

Teorema della media integrale


Sia f integrabile in [a,b] e siano l ed L estremo inferiore ed estremo superiore della funzione allora esiste un numero detto lambda tale che lintegrale definito tra a e b uguale a lambda(b-a). Sia f continua in [a,b] allora esiste f(c)=lambda tale che lintegrale definito tra a e b di f(x) uguale a f(c) (b-a).

Funzione integrale
Sia f(x) una funzione integrabile in [a,b], si definisce integrale definito tra a ed x di f(x) la funzione integrale associata a f(x).

Teorema fondamentale del calcolo integrale


Sia f(x) integrabile in [a,b] la funzione F(x) continua in [a,b]. Sia f(x) continua in [a,b], la funzione F(x) derivabile in (a,b) e F(x)=f(x). Possiamo dimostrare la prima parte del teorema equiparando lintegrale definito tra a ed x con lintegrale definito tra x0 ed x e quindi risolverlo facendo F(x)-F(x0), il quale corrisponde a lambda(x-x0). Risolvendo il limite con xx0 di lambda(x-x0) troviamo lim con xx0 di lambda per 0 e quindi il risultato zero. Per quanto riguarda la seconda parte del teorema bisogna calcolare il limite per xx0 di (F(x)-F(x0))/x-x0. Poich per il teorema della media integrale F(x)-F(x0)=lambda(x-x0)=f(c)(x-x0) se sostituiamo nel limite avremo che rimane solamente lim con cx0 di f(c) e di conseguenza sostituendo avremo che il risultato sar f(x0).

Teorema di Torricelli-Barrow
questo teorema molto importante poich afferma che sia f continua in [a,b] lintegrale definito tra a e b uguale alla differenza tra G(b)-G(a) dove G(x) una primitiva di f(x). Dopo aver calcolato la primitiva G(x) si sostituisce al posto della variabile indipendente x i valori di a e b e si ottiene il

valore dellintegrale definito. Questo teorema pu essere dimostrato con lausilio del teorema fondamentale del calcolo integrale e con il teorema sugli integrali indefiniti.

Integrali impropri
esistono due categorie di integrali impropri. Nel caso in cui la funzione sia limitata in un intervallo illimitato (ad esempio (a,+inf)) e nel caso in cui sia illimitata in un intervallo limitato. Noi ci occuperemo del primo caso. Per risolvere gli integrali impropri necessario utilizzare il lim per t+inf dellintegrale definito tra a ed +inf. Successivamente esso diventa il limite dellintegrale definito tra a e t che uguale a G(t)-G(a). Trovato G(x) si sostituisce la variabile x con t e a, si fa la differenza e si ottiene il valore finale. Dopodich in virt del limite si sostituisce la t con +inf e si vede se lintegrale esiste o meno.

Successioni
si definisce successione numerica la funzione definita su un sottoinsieme di numeri naturali. Essa quindi definita nellinsieme N. Pu essere indicata con f(n) ma poco usata oppure con sn, molto pi utilizzata. Una successione numerica pu essere convergente, divergente oppure indeterminata. Per verificare ci bisogna vedere se esiste finito il lim per n+inf di sn. Se esiste finito la successione convergente, se infinito divergente altrimenti se non esiste indeterminata. Inoltre una successione pu essere crescente se n>=n0 con sn<=sn+1. E decrescente se n>=n0 con sn>=sn+1.

Serie numerica
si definisce serie numerica la somma degli infiniti termini della successione. Ad esempio: sn0+ (sn+1)+(sn+2)+(sn+3)+(sn+n). Anche la serie numerica pu essere crescente se esiste finito il lim per N+ inf della sommatoria delle successioni.

Funzioni a due variabili


sia A un insieme definito in R*R (prodotto cartesiano di R*R) si definisce funzione reale in due variabili il rapporto che lega ad una coppia di numeri reali (x,y) un numero reale z (z=f(x,y)). Linsieme di definizione della funzione la zona di piano dove essa definita data dalle varie coppie dove essa definita. Il punto (x0,y0) di accumulazione dellinsieme A se preso un suo intorno vi sono al suo interno altri punti eventualmente diversi da (x0,y0) appartenenti ad A. Il limite per xx0 e yy0 di f(x,y) uguale ad l se in qualsiasi intorno di l vi un intorno di (x0;y0). Sia f(x,y) definita su A ed (x0,y0) appartenente ad A essa continua se lim per xx0 e yy0 di f(x,y) uguale al valore di f(x0;y0). Sia f definita in A, con (x0,y0) appartenente ad A, e sia questo punto di accumulazione per A le derivate parziali si ottengono facendo il limite del rapporto incrementale. La derivata parziale per x si ottiene facendo il lim per xx0 di f(x,y0)-f(x0,y0)/x-x0 mentre per y il lim per yy0 di f(x0,y)-f(x0,y0)/y-y0. Il gradiente di f(x,y) un vettore che raccoglie al suo interno le derivate prime rispetto ad x e rispetto ad y. Si pu anche indicare con un triangolo rovesciato. Sia f(x,y) definita su A; se esistono le derivate parziali prime si pu calcolare il piano tangente della funzione dato da f(x0,y0)+fx(x0,y0)(x-x0)+fy(x0,y0)(y-y0). Si definisce punto stazionario un punto (x0,y0) se le derivate prime sono uguali a zero. Si definisce curva di livello k le coppie ordinate di numeri (x,y) tali che f(x,y)=k. Le derivate seconde sono fondamentali per trovare i punti di max e min relativo. Le derivate seconde andranno calcolate rispetto ad xx, yy, xy, yx. Verranno tutte raccolte nella matrice hessiana. Se la derivata seconda xx>0 e H>0 ci sar un minimo relativo; se fxx(x)<0 e H>0 ci sar un max relativo; se H<0 un punto sella; se H=0 non si pu discutere.

Vettori
si definisce vettore reale di dimensione n un insieme di numeri reali ordinati in riga (vettore riga) o in colonna (vettore colonna). Si indica con v sottolineato oppure con V in grassetto. Generalmente si utilizza il vettore colonna. Due vettori sono uguali se hanno stessa dimensione e stessi componenti. Si possono fare varie operazioni: somma tra vettori, prodotto per uno scalare, prodotto scalare o interno, norma euclidea, vettori ortogonali. Per la somma tra vettori, siano v e w due vettori di dimensione n, la loro somma origina un nuovo vettore, c, formato da [v1+w1; v2+w2; ;vn+wn]. Per la moltiplicazione con uno scalare, sia v un vettore di dimensione n e sia a un numero reale, si originer un nuovo vettore, c, formato da [av1; av2; av3; ; avn]. Il prodotto scalare o prodotto interno tra v e w, entrambi di dimensione n, sar v*w formato da: v1w1+v2w2+v3w3+.+vnwn. Due vettori si dicono ortogonali se v*w=0. La norma euclidea di un vettore v di dimensione n si indica ||v|| e si ottiene facendo (v1^2+v2^2+v3^2+vn^n). oss: ||v|| =0v=0. Un vettore v di dimensione n combinazione lineare di un vettore w di dimensione n se esiste una costante c tale che v=cw. Un vettore w dunque dipendente linearmente da v se esiste una costante, altrimenti linearmente indipendente. Il rango di un insieme di vettori il numero max di vettori linearmente indipendenti.

Matrici
si definisce matrice di dimensione m*n, un insieme di numeri reali ordinati su m righe e su n colonne. La riga si indica ai, mentre la colonna si indica aj. Una matrice quadrata se ha m=n, ovvero il numero di righe pari al numero delle colonne. Una matrice B sottomatrice di una matrice A se si ottiene da questultima eliminando alcune righe o colonne. Una matrice triangolare pu essere superiormente e avremo tutti 0 al di sotto della diagonale principale (aij=0, con i>j) oppure inferiormente ed avremo tutti 0 al di sopra della diagonale principale (aij=0, i<j). Inoltre una matrice si dice trasposta quando si scambiano le righe con le colonne e avr dimensione n*m. Questa matrice si indica con At oppure A. Una matrice simmetrica se A=A. Una matrice quadrata A diagonale se aij=0 con ij. Il rango di una matrice il rango dellinsieme dei suoi vettori riga o dei suoi vettori colonna. In pratica dato dal numero di righe non nulle ed compreso tra 0 e minimo tra m ed n. Anche sulle matrici possibile effettuare delle operazioni come la somma, la moltiplicazione per uno scalare ed il prodotto tra righe e colonne. La somma tra due matrici A e B origina una nuova matrice C di dimensione m*n formata da cij= aij+bij. La moltiplicazione per uno scalare si forma con una matrice A di dimensione m*n ed un numero reale q appartenente ad R. Si former una nuova matrice C di dimensione m*n definita da cij=q*aij. Il prodotto righe per colonne si pu effettuare tra due matrici A e B di dimensione m*n, se il numero delle colonne di A uguale al numero delle righe di B. La matrice AB sar definita da ai*bj. Un sistema lineare in forma vettoriale ha origine da una matrice incompleta A, da un vettore x contenente le incognite e da un vettore b dove ci sono i termini noti. Insieme formano la matrice completa [A/b] che pu essere trasformata in un sistema lineare definito dallequazione Ax=b. Il teorema di Rouch Capelli si occupa di determinare le soluzioni di un sistema lineare in forma vettoriale. Nel caso in cui il rango della matrice incompleta A sia uguale al rango della matrice completa [A/b] vi sono soluzioni. Dopodich se il rango minore del numero delle incognite ci sono infinite soluzioni altrimenti se r=n vi una soluzione. Nel caso in cui il rango di A[A/b] non esistono soluzioni. Si possono effettuare delle operazioni sulle matrici che non cambiano il rango come ad esempio leliminazione di alcune righe o colonne nulle, lo scambio di due righe o due colonne, possiamo moltiplicare le righe per una costante, possiamo sostituire la riga i con la riga i +k(riga j). Il metodo del cardine utilizzato per rendere triangolare una matrice quadrata oppure una sottomatrice di una matrice quadrata.

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