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trostatica.
Prenda ora una delle due cannucce di plastica ricevute e la strofini ener
gicamente con un panno di lana.
Avvicini quindi molto lentamente la parte strofinata della cannuccia al­
la pallina sospesa: noterà che essa viene attirata dalla cannuccia, la tocca, ri­
manendo a contatto con essa per un certo tempo e poi ne viene respinta.
Si può perciò asserire che la cannuccia di plastica strofinata con la lana
attira corpi leggeri (la pallina) perché.ha acquistato una quantità di elettrici­
tà, ossia si è elettrizzata, si usa anche dire che in queste condizioni la cannuc­
cia possiede una carica elettrica.
Avvicinando la cannuccia elettrizzata alla pallina (che è allo stato neu-
tro, cioè non elettrizzata), questa acquista anch'essa una elettrizzazione; ta­
le fenomeno si chiama influenza elettrostatica. L'elettrizzazione della pallina si

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annulla però appena questa viene allontanata dalla cannuccia di plastica. Se


però la pallina viene a contatto con la cannuccia, parte della carica di questa
passa sulla pallina; perciò entrambe risultano permanentemente elettrizzate e
si respingono in modo analogo a quanto osserverà con la seconda esperienza.
L'effetto che permette di riscontrare la presenza dell’elettricità su un
corpo è dunque l’attrazione e la repulsione che questo è in grado di esercita­
re su altri corpi leggeri. Infatti avvicinando la seconda cannuccia di plastica
in Suo possesso (che non è stata elettrizzata) alla pallina, questa non viene
attirata.
Anche se a questo punto non sappiamo ancora che cosa è l’elettricità,
conosciamo già un sistema per elettrizzare un corpo, cioè per accumulare
su esso cariche elettriche.

Seconda esperienza

Liberi ora la pallina di plastica dal filo di seta e leghi con questo una
delle estremità dell’altra cannuccia di plastica in Suo possesso.
Disponga nuovamente l’estremità libera del filo di seta fra le pagine di
un grosso libro, come ha fatto nella precedente esperienza (fig. 3).
Strofini energicamente la cannuccia appesa al filo di seta con un panno
di lana; ripeta la stessa operazione con la prima cannuccia già usata nella scor­
sa esperienza.
Avvicini ora la prima cannuccia di plastica (elettrizzata) a quella sospe­
sa (anch’essa elettrizzata): noterà ora una repulsione invece che un'attrazio­
ne; l'effetto naturalmente non è molto accentuato, ma è comunque chiara­
mente rilevabile.
Qual è la causa di questo nuovo fenomeno, opposto a quello visto nel­
la prima fase della precedente esperienza ?
La ragione di ciò è dovuta unicamente al fatto che esistono due tipi di
elettricità: l'elettricità positiva e l'elettricità negativa.
Su ciascun corpo non elettrizzato vi sono quantità uguali di elettricità positiva e ne­
gativa. Mediante l'elettrizzazione per strofinio il corpo acquista una carica elettrica sol­
tanto positiva o soltanto negativa perché con lo strofinio viene asportata o depositata u-
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na certa quantità di elettricità negativa.


Nel primo caso, asportando una certa quantità di elettricità negativa,
sul corpo elettrizzato prevalgono le cariche positive e quindi esso risulta ca­
rico positivamente; nel secondo caso, depositando cariche negative, queste
prevalgono su quelle positive ed il corpo risulta elettrizzato negativamente.
Quando un corpo elettrizzato è avvicinato ad un altro corpo allo stato
neutro, come nella prima esperienza, oppure con carica elettrica di segno op
posto, senza che vi sia contatto, si può notare che i due corpi si attirano con
una certa forza. Nella fig. 4a i due corpi elettrizzati sono rappresentati da
due cerchi contenenti segni + e segni - che indicano rispettivamente le ca
riche elettriche positive e negative.

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a) CARICHE DI SEGNO OPPOSTO ^ATTRAZIONE

b) CARICHE 01 SEGNO EGUALE = REPULSIONE

c) CARICHE DI SEGNO EGUALE s REPULSIONE

Fig 4 - Attrazione e repulsione fra cariche elettriche.

Se però si avvicinano due corpi che abbiano cariche elettriche dello stes­
so segno, come nella seconda esperienza che Lei ha effettuata (durante la qua­
le appunto le due cannucce di plastica, dopo essere state strofinate, hanno ac­
quistato entrambe una carica elettrica dello stesso segno), si nota una repul­
sione invece che un'attrazione, come indicato nella fig. 4-b e nella fig. 4-c.
Dai fenomeni ora osservati si può enunciare unalegge fondamentale non
solo per l'elettrostatica ma per tutte le applicazioni dell'elettricità.
Tale legge può essere formulata in questo modo : cariche elettriche dello stes
so nome o segno si respingono, e cariche elettriche di nome o segno contrario si attrag­
gono.
Abbiamo dunque visto come è possibile elettrizzare un corpo e che vi
sono due tipi di elettricità.
Ora sorge spontanea la domanda: è possibile spiegare i fenomeni osser­
vati?
La risposta è senz'altro affermativa, però prima è necessario conoscere
come è costituita la materia.
Di ciò ora daremo una sommaria spiegazione, nella quale è appunto rac­
chiuso il segreto dell'elettricità.

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