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.1 Se siete iscritti all'AIRE non pagate l'iva sulle merci acquistate in Italia e che portate con voi all'estero.

Basta che al momento dell'acquisto vi facciate dare una dichiarazione di esenzione Iva dal commerciante (presentando il vostro passaporto dal quale emerge chiaramente che siete residenti all'estero, o un certificato di residenza rilasciato dal consolato del vostro paese), e che vi presentiate in aeroporto al banco per il rimborso dell'Iva. Se riuscite a non perdere il volo per la fila, vi verr rimborsata l'Iva direttamente. .2 Un vantaggio di essere iscritto all'Aire sono le esenzioni doganali al momento del rimpatrio. Si cita dal Ministero degli affari Esteri - Guida ai servizi consolari: "Hanno diritto all'esenzione doganale i cittadini italiani, regolarmente registrati all'AIRE, che rientrano definitivamente in Italia dopo aver risieduto permanentemente all'estero per almeno dodici mesi continuativi. Le masserizie da importare in Italia in esenzione doganale devono essere possedute ed usate dal richiedente e devono essere destinate ad esclusivo uso personale. vietata, in esenzione doganale, l'importazione di beni per fini diversi". Per ottenere questa esenzione, il consolato rilascia una dichiarazione, previa compilazione di un modulo e presentazione della lista delle masserizie che si intende importare (di solito almeno in tre copie). Per l'importazione della autovettura in Italia in esenzione doganale occorrono: "residenza all'estero da almeno dodici mesi; possesso e uso dell'autovettura da almeno sei mesi; carta di circolazione dell'autovettura". .3 Se sono iscritto all'Aire perdo la copertura sanitaria in Italia? S. Iscrivendosi all'AIRE si perde il diritto al medico di base, all'assistenza ospedaliera tramite mutua e all'acquisto dei medicinali dietro pagamento del solo ticket. L'unica cosa che non si perde il diritto all'assistenza sanitaria urgente, quella cio che passa per il pronto soccorso, per un periodo massimo di 90 giorni anche non consecutivi, secondo quanto affermato da un grande quantit di consolati presso i quali ci siamo informate. Va detto per che la norma confusa e che spesso gli stessi ospedali non sanno come porsi di fronte agli italiani residenti all'estero. Secondo il Ministero della Salute: "I cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non in vigore alcuna convenzione con l'Italia perdono il diritto all'assistenza sanitaria, sia in Italia che all'estero, all'atto della cancellazione dall'anagrafe comunale e della iscrizione all'AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco (a questa categoria appartengono ad esempio i lavoratori di grandi imprese italiane che hanno un contratto di lavoro in Italia e che percepiscono lo stipendio in Italia, ma svolgono le proprie funzioni in un paese estero, ndr). L'iscrizione all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) o il diritto di voto in Italia, non aprono un diritto all'assistenza sanitaria in Italia. Tuttavia, ai sensi del DM 1 febbraio 1996 ai cittadini con lo stato di emigrato ed ai titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani, che rientrino temporaneamente in Italia, sono riconosciute, a titolo gratuito, le prestazioni ospedaliere urgenti e per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie. Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. In mancanza dell'attestato del consolato, pu essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie. Attenzione: Alcune regioni (ad esempio il Veneto) garantiscono un assistenza sanitaria pi ampia nei confronti dei cittadini emigrati dalla propria regione. Pertanto si consiglia di rivolgersi presso gli Assessorati regionali e provinciali alla Sanit". .4 Se sono iscritta all'Aire devo comunque pagare le tasse sulla casa che possiedo in Italia? S, perch qui parliamo di propriet, indipendentemente da dove uno ha la propria residenza. La prima casa in Italia anche se siete iscritte all'AIRE resta "prima casa", purch siate iscritte nelle liste AIRE del comune italiano in cui la casa si trova, cio quello in cui eravate residenti prima di espatriare. Quindi ci si paga le tasse come se ci si vivesse (l'Irpef perch a partire da quest'anno l'ICI non c' pi) con le relative agevolazioni.

Alcuni comuni stabiliscono che la tassa sui rifiuti non va pagata solo dimostrando che si iscritti all'Aire, altri invece richiedono la prova che la casa sia disabitata (ossia non ci sono contratti di utenza attivi). Rispetto alle utenze (luce, acqua e gas), se l'erogazione regolare le bollette vanno pagate comunque come prima casa. Il canone RAI legato al possesso di un televisore o anche soltanto di una radiolina, per effetto di una legge risalente ai regi decreti (prima della Repubblica!). Quindi in pratica obbligatorio per tutti, in realt si potrebbe evitare se in casa non avete una tv (lo devono dimostrare loro venendo a fare un'ispezione al vostro domicilio). Il problema che se l'hai gi pagato in passato, poi sei tu che devi dimostrare di non avere pi la tv con una complicatissima procedura di sigilli (una cosa da anteguerra assurda e iperdatata). .5 Se sono iscritta all'AIRE posso avere una carta d'identit italiana? Certamente. I cittadini italiani iscritti allAIRE che risiedono in un paese dellUnione Europea possono richiederne il rilascio al proprio consolato. In alcuni casi la procedura si pu fare per posta, basta scaricare lapposito formulario dal sito del consolato e seguire le indicazioni. Il consolato invier richiesta allultimo comune italiano di residenza del cittadino, e questo potrebbe rallentare la pratica, che comunque in generale espletata in una quindicina di giorni. La carta didentit pu essere consegnata esclusivamente allinteressato. I consolati dei paesi extraeuropei non emettono la carta didentit per i cittadini italiani iscritti allAIRE. La regola potrebbe cambiare, ma al momento se risiedete in un paese che non appartiene allUE, potete richiedere la carta didentit solo presso lAIRE del vostro comune italiano. .6 Se sono iscritta all'AIRE non pago le tasse sul mio stipendio? Quello della residenza fiscale un grosso capitolo e per niente semplice. Sembra assodato che per il diritto italiano, che si conformato a quello comunitario, si pagano le tasse nel paese in cui avete il vostro centro di interessi sociali ed economici, quindi se vivete all'estero ma lavorate per una ditta italiana o avete una societ/lavoro autonomo in Italia, dovete pagare le tasse in Italia, salvo poi dover comunque fare la dichiarazione dei redditi anche nello stato di residenza, dichiarando le tasse pagate in Italia e pagando eventuali differenze. Racconta Cristinaexpat: "Noi abbiamo l'iscrizione all'AIRE, siamo alle dipendenze di un'azienda italiana che versa lo stipendio in Italia (con contributi e ritenute): dobbiamo fare entrambe le dichiarazioni fiscali, una in Italia e una in Francia: con la prima versiamo le tasse, alla seconda dichiariamo le tasse versate in Italia. La stessa cosa dovrebbe funzionare nel resto dell'Europa, visto che si tratta di normative europee". Il fatto di essere iscritti all'AIRE, insomma, non esenta sempre e comunque dal pagamento delle tasse, come molti pensano erroneamente. Per schematizzare (anche se la materia resta comunque nebulosa e spesso le stesse aziende che inviano personale o all'estero, o le aziende estere che impiegano personale italiane sono confuse e non hanno le idee chiare su come agire) questi sono i filoni principali nei quali potreste rientrare, come cittadini italiani iscritti all'AIRE: .6.1. avete la residenza all'estero e lavorate per una ditta estera che vi versa lo stipendio all'estero, oppure esercitate una professione come free-lance e lavorate esclusivamente per enti esteri che pagano su un conto bancario all'estero: non dovete pagare tasse italiane .6.2. avete la residenza all'estero e lavorate per una ditta italiana che vi ha mandato all'estero, ma con un contratto diretto con la casa madre in Italia: pagate le tasse in Italia e a seconda del paese in cui vi trovate dovete fare o meno la dichiarazione delle imposte e pagare eventuali differenze o aggiustamenti anche in loco Per i lavoratori free-lance: gli enti italiani per i quali eseguite delle prestazioni a distanza hanno la possibilit di emettere una "nota spese sull'estero", basta che voi proviate di essere residenti all'estero e che disponiate di un conto bancario nel vostro paese di residenza. In questo caso il compenso non soggetto a tassazione. Questo il link del sito della Finanza che regola la materia:

http://www.finanze.it/export/finanze/fiscalita_internazionale/index.ht .07 Come funziona lo Sportello Espatrio? Potete richiedere una o pi ore di consulenza (a pagamento) con Expatclic.com inviando una mail a questo indirizzo: consulenzaonline@expatclic.com Questo indirizzo e-mail protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Indicate larea di consulenza, eventualmente larea geografica a cui siete interessate e le vostre disponibilit di orario. Verrete contattate dalla consulente che copre la vostra area, con la quale concorderete tempi e modalit di contatto. Il dialogo potr avvenire tramite un software di comunicazione online (preferibilmente Skype) o telefonicamente, a seconda dellubicazione della consulente. Domande abituali: .7.1. Qual la legge? L'Aire si basa sull'emanazione della Legge n. 470 del 27 Ottobre 1988 ("Anagrafe e Censimento degli Italiani allEstero") e del suo regolamento esecutivo, il D.P.R. n. 323 del 6 settembre 1989. .7.2. Chi deve iscriversi all'Aire? - I cittadini italiani che intendono spostare la loro residenza dall'Italia all'estero per un periodo superiore ai dodici mesi. - I cittadini italiani nati e residenti al di fuori del territorio italiano, il cui atto di nascita venga trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza. - Le persone che pur continuando a risiedere all'estero, vi acquisiscono la cittadinanza italiana. .7.3. Chi non deve iscriversi all'Aire? - I cittadini italiani che si recano all'estero per un periodo inferiore ai dodici mesi - I lavoratori stagionali - I dipendenti di ruolo dello stato in servizio all'estero - I militari in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO .7.4. L'iscrizione all'Aire obbligatoria? S. Iscriversi all'Aire se si risiede all'estero e si rientra in una delle categorie sopracitate un obbligo prescritto per legge. Chi non si iscrive spontaneamente all'Aire pur essendo portatore dei requisiti sopraelencati, viene iscritto d'ufficio nel caso le autorit competenti si rendano conto del fatto che sussistono le condizioni per essere registrati all'Anagrafe. 08. Come ci si cancella dall'Aire? Prima di lasciare il paese in cui si vissuto bisogna informare il consolato e richiedere la cancellazione dalla loro anagrafe. Vi verr consegnato un certificato di rimpatrio, utile anche per l'esenzione fiscale dei beni personali (moto, macchina vedi punto .02) che porterete con voi in Italia. Una volta arrivati in Italia bisogna recarsi al comune nel quale si sceglie di vivere e comunicare il proprio domicilio. Sar cura del comune inviare un ufficiale giudiziario a verificare il fatto che state effettivamente vivendo l. Una volta fatto ci, l'iscrizione all'APR immediata. FORUM: http://www.burocraziaconsolare.com/aire-diritti-e-doveri-f9/aire-anagrafe-italiani-residenti-allestero-e-sanita-t5.htm Ambasciata:

Domande da porsi:
C un patto bilaterale nel paese estero riguardo i due argomenti: tasse ed assistenza medica? In linea generale i redditi prodotti all'estero da cittadini italiani sono soggetti ad imposta da parte dello Stato di appartenenza (quadro RM). Ai fini di evitare possibili duplici imposizioni fiscali, sono spesso stati stipulati accordi, bi-laterali, volti a prevenire tale fenomeno.