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Elaborato

Multidisciplinare
Maria Bianchi

Idoneità V – Liceo Scien co

A.S. 2021-2022

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Letteratura Italiana
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La Scuola Siciliana
La Scuola Siciliana fu una corrente loso co-le eraria che
si sviluppò in Sicilia nella prima metà del XIII secolo, presso
la corte di Federico II di Svevia (vedi immagine) e fu
operosa dal 1230 al 1250. Egli diede rifugio ai trovatori
provenzali i quali fuggirono dalla Francia a seguito della
crociata contro gli Albigesi. Federico II intendeva avvalersi
di ogni possibile mezzo per stabilire la sua supremazia
sull’Italia, anche nel campo culturale e il suo obie vo
principale era quello di creare una nuova poesia che fosse
laica in modo tale da contrapporsi al predominio culturale
della Chiesa.

Tra salien della Poesia Siciliana:

• Deriva da quella provenzale ma è scri a in volgare siciliano;

• Solo amorosa → non sono veri sen men ma solo amore cortese;

• Uso del sone o → forma assente nella lirica provenzale → formato da 2


quar ne + 2 terzine.

• Ebbe come massimi esponen personaggi presen alla corte palermitana di


Federico II → come il notaio Giacomo da Len ni → riconosciuto da Dante
come fondatore della scuola e inventore del sone o.

La maggior parte delle poesie siciliane non ci sono pervenute in siciliano, ma sono
state riscri e in volgare toscano e ada ate alla lingua oren na, difa le rime nelle
versioni originali vengono perse. Troviamo le trascrizioni toscane delle poesie
siciliane nel manoscri o Va cano La no 3793.
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I Siculo Toscani
L’eredità della scuola Siciliana fu raccolta nell’Italia centrale dai poe toscani e
nacque la cosidde a scuola siculo-toscana. L’ambiente culturale di Firenze è più
avanzato rispe o a quello della corte di Federico II anche perché era diventata una
capitale economica europea, in grande fase di espansione. I poe non sono uomini
di corte ma ci adini che raccolgono l’eredità dei siciliani e danno inizio ad una fase
transitoria tra la scuola siciliana e il dolce s lnovo.

Novità introdo e dai siculo toscani:

• Poesia non solo amorosa ma anche poli ca e sociale;

• Uso del volgare toscano;

• Uso di uso della ballata e la canzone.

I maggiori esponen del gruppo Siculo-Toscano sono:

• Gui one d’Arezzo;

• Bonagiunta Orbicciani;

• Chiaro Davanza .

I Comici
La poesia comico-realis ca si sviluppa a par re dalla seconda metà del XIII secolo in
ambiente borghese. Viene chiamata poesia comico-realis ca perché a nge dalla
quo dianità i suoi temi → non ci sono amori o personaggi idealizza → anche il
linguaggio è un misto di popolare e aulico e mescola forme le erarie con forme del
parlato.

Temi principali:

• Il gioco;

• Il piacere del bere;


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• Il disprezzo dell’autorità;

• L’amore carnale;

Si considerano comico-realis ci poe come Folgore da San Gimignano, Cecco


Angiolieri e Rus co Filippi.

La Lauda Religiosa
La lauda religiosa è un po di componimento religioso che nasce in Umbria nel XII
secolo. Si tra a di vere e proprie preghiere scri e in volgare e in versi che lodano Dio
e il creato. Vengono spesso raccolte nei laudari u lizza anche durante la messa, e
diviene sia opera le eraria che semplice preghiera a Dio.

• Francesco d’Assisi: scrive il primo esempio di Lauda, cioè il Can co delle


creature (1224) in volgare umbro ed è considerata la prima opera le eraria
italiana.

• Jacopone da Todi: Frate Francescano che considera la lauda come opera


le eraria ed è il più produ vo fra i le era religiosi, infa scrive circa 90
laudi.

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Il Roman cismo è un movimento culturale e spirituale che si a erma prima in


Inghilterra e Germania e poi nel resto dell’Europa → è una reazione all’illuminismo
→ si parla di Roman cismo dal 1815 al 1900. Il Roman cismo esalta lo spirito
crea vo → libera inizia va dell’ar sta → libertà = fondamentale per l’individuo.
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Il nome del movimento deriva


dall’agge vo roman co, che
appare per la prima volta in
Inghilterra sul nire del
Seicento. In connessione con
la parola romance, che
originariamente equivaleva a
“francese an co” e, in
seguito, a “narrazione poe ca
in versi”, assunse via via il
signi cato di “cosa fantas ca,
irreale”. In ne, con la
rivalutazione nostalgica del Medioevo che si ebbe nei paesi nordici alla ne del
Se ecento, assunse il signi cato di “go co, medioevale”, contrapposto a “classico”.

In Italia si parla di Roman cismo dopo l’ar colo di Madame de Stael → “Sulla
maniera e sull’u lità delle traduzioni” → è un invito a nchè i le era escano dal
tradizionalismo e si avvicinino alla contemporaneità → immediata reazione dei
le era italiani.

L’essenziale per la poesia roman ca è la popolarità = capacità di essere capita da


tante persone → anche se deve avere valore civile e morale e non essere solo
d’intra enimento.

Ideali romantici:
• Rivalutazione del conce o di Patria;

• Aspirazione alla libertà;

• Esaltazione del sen mento e della fantasia;

• Arte intesa come espressione dei sen men .

Principali generi letterari del Romanticismo:


• Romanzo storico → Manzoni

• Lirica → Foscolo e Leopardi.


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Alessandro Manzoni
Nasce a Milano nel 1785 → si trasferisce presto in Francia con la madre → qui
frequenta gli ideologis repubblicani (C.Fauriel). Si sposa con Enriche a Blondel →
anche grazie a lei si converte dal calvinismo al ca olicesimo. Manzoni fu molto
sfortunato a livello famigliare → solo due dei dieci gli gli sopravvivono. Fu uno
s mato le erato già in vita → ricoprì anche la carica di presidente per l’uni cazione
della lingua. Morì a Milano nel 1873 → per lui Verdi scriverà la famosa Messa da
Requiem.

Le prime opere
• Il trionfo della libertà → poeme o giovanile;

• In morte di Carlo Imbona → era un amico in mo della madre;

• Inni sacri → compos in seguito alla conversione → sono pensa per


festeggiare le ricorrenze cris ane → desiderio di Manzoni di aderire a valori
colle vi → Ce ne rimangono cinque:

1. La Resurrezione;

2. Il nome di Maria;

3. Il Natale;

4. La Passione;

5. La Pentecoste.

Le Odi risalgono agli anni ven dell’800 → sono due:

• Marzo 1821 → ode patrio ca incentrata sul fervore dei mo nazionalis ci;

• 5 Maggio → scri o in occasione della morte di Napoleone e trado a in


tedesco da Goethe → Manzoni confronta la gloria eterna con quella terrena →
in che misura la fede può essere di conforto ad un uomo potente?

Nelle Odi Manzoni usa un linguaggio alto ma essenziale.

Le tragedie:
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• Il conte di Carmagnola (1816/1820);

• L’Adelchi.

Ugo Foscolo
Nasce a Zante nel 1778 → poco dopo si trasferisce a Venezia con la madre. Qui viene
animato da un grande sen mento patrio co, sopra u o verso Napoleone →
Foscolo lo vedeva come il liberatore dell‘Italia. Napoleone cede il Veneto all’Austria
con il tra ato di Campoformio e questo provoca un’enorme delusione per Foscolo.
Quando gli austriaci tornano a Venezia, Foscolo se ne va per non dover giurare loro
fedeltà → va a Zurigo e poi a Londra. Foscolo morì proprio a Londra nel 1827.

Odi e Sonetti
Odi → il modello è la le eratura galante di Parini:

• A Luigia Pallavicini caduta da cavallo;

• All’amica risanata

Sone → i temi che a rontano sono tu amorosi, poli ci e i modelli sono Al eri e
Petrarca:

• Alla sera;

• A Zacinto;

• Alla Musa;

• In morte del fratello Giovanni.

Vanno accennate anche le ul me le ere di Jacopo Or s, prima opera completa di


Foscolo. Si tra a di un romanzo epistolare formato dalle le ere inviate da Jacopo
Or s all’amico Lorenzo Alderani e a Teresa. In ne, ci amo l’opera più compa a di
Foscolo, ossia il carme “Dei Sepolcri” che risale al 1806/1807 ed ha come tema
centrale la sepoltura. Questo tema deriva da una discussione fra Foscolo e
Pindemonte (a cui l’opera è dedicata) in seguito all’edi o napoleonico di S.Cloud che
prevedeva lo spostamento dei cimiteri fuori dalle mura della ci à.
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Giacomo Leopardi
Nasce a Recana nel 1798 da una famiglia nobile → riceve una severa educazione.
Trascorre gran parte della sua giovinezza in solitudine e dedicandosi allo studio →
anche a causa della sua salute precaria. L’ambiente chiuso delle Marche lo spinge ad
intraprendere viaggi → va a Roma, Bologna, Firenze e Pisa. Stringe amicizia con il
le erato Antonio Ranieri con cui vivrà a Firenze per se e anni. Ul mi viaggi a Roma
e Napoli → Leopardi muore a Napoli nel 1837.

Opere giovanili
Composte durante i “se e anni di studio ma o e dispera ssimo”, ricordiamo:

• Saggio sopra gli errori popolari degli an chi;

• Traduzioni del primo canto dell’Odissea, del secondo canto dell’Eneide e della
Titanomachia di Esiodo;

• Poesie ispirate al sen mento amoroso → “il primo amore”;

• Canzoni → ne scrive due: “all’Italia” e “sopra il monumento di Dante che si


preparava in Firenze” → lingua alta ed eroica.

I canti
Opera che impegna quasi tu a la vita dell’autore → composta fra il 1817 e il 1836. Il
tolo originale era “Canzoni” → Leopardi lo cambia e sceglie “Can ” per il fa o che il
termine si riferisce in generale alla lirica. L’opera è divisa in 5 blocchi, di eren per
tolo, datazione temi e s le:

1. Canzoni (1818/1822);

2. Idilli (1819/1821);

3. Can pisano-recanatesi (1828/1830);

4. Ciclo di Aspasia (1831/1835);

5. Can napoletani (1834/1836).


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Ci amo anche le opere e morali, ven prose scri e fra il 1824 e il 1832. Leopardi
sceglie questo tolo per farci capire che queste prose si riferiscono alla loso a
morale, ossia alle azioni e ai comportamen dell’uomo. Famoso anche lo Zibaldone
di pensieri, tolo dato dagli editori su consiglio dell’autore, che è un quaderno di
ri essioni e materiali senza ordine, difa non era stato pensato per la pubblicazione
e con ene scri che risalgono agli anni fra il 1827 e il 1832.
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BIOLOGIA
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Il DNA e la sua duplicazione
Tu e le informazioni necessarie alla cellula per riprodursi sono “portate” dal DNA,
grazie alla sua composizione chimica e alla sua stru ura molecolare.

Il DNA è un acido nucleico, cioè una molecola biologica complessa. Ogni molecola di
DNA è cos tuita da due lunghi lamen avvol a doppia elica. Ciascun lamento è
formato da una catena di nucleo di, cioè monomeri che contengono un gruppo
fosfato, uno zucchero a 5 atomi di
carbonio (il deossiribosio) e una base
azotata (molecola che con ene
azoto).

Sono 4 i pi di base azotate che


possono essere contenute nel DNA:

•ADENINA (A);

•GUANINA (G);

•CITOSINA (C);

•TIMINA (T).

La sequenza delle basi azotate può


presentarsi con un’enorme varietà e
questa sequenza fornisce istruzioni
alla cellula per sinte zzare le proteine.
Si può paragonare il DNA ad una scala
a pioli, ruotata in modo da formare
una spirale. I due montan della scala
sono forma dalle molecole di zucchero mentre i pioli dalle basi azotate.

E’ stato rilevato che le basi azotate si appaiano in questo modo: l’adenina si lega solo
con la mina (A-T) e la citosina può legarsi solo con la guanina (C-G) e viceversa.
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Quindi si dice che le basi sono complementari. Questo appaiamento delle basi
azotate è alla base del meccanismo di duplicazione del DNA che avviene durante la
fase S del ciclo cellulare. Al momento della duplicazione, la molecola di DNA si apre a
par re da una sequenza speci ca di nucleo di de a punto di origine. Così i lamen
si dividono, a questo punto altre proteine si legano ai singoli lamen per
mantenerli separa . Ciascun lamento dirige la sintesi di un nuovo lamento
complementare. I nucleo di vengono aggiun ai lamen in costruzione uno alla
volta grazie all’intervento di speci ci enzimi de DNA-polimerasi. Durante la
duplicazione ques enzimi possono svolgere anche la funzione di “corre ore degli
errori” in quanto rimuovono i nucleo di non appaia corre amente e inserendo il
giusto nucleo de. Al termine del processo nella cellula saranno presen due
molecole iden che, ciascuna formata da un lamento vecchio e da uno nuovo.

L’organizzazione del DNA nei cromosomi


Nelle cellule eucario che, durante l’interfase, il DNA contenuto nel nucleo si
presenta so o forma di croma na, una massa “arru ata” di lamen lunghi e so li.
I lamen che formano la croma na, oltre che da molecole di DNA, sono cos tui
da istoni (proteine par colari).

Poco prima della divisione della cellula, in par colare della mitosi, la croma na si
compa a e cambia forma in stru ure de e cromosomi. Ogni cromosoma è formato
da due par iden che, due “bastoncini” chiama croma di. Ogni croma dio
corrisponde a una singola molecola di DNA. I croma di sono uni nella zona centrale
del cromosoma de a centromero.

Il numero di cromosomi è cara eris co di ogni specie e negli esseri umani è pari a
46.
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Le stru ure delle molecole proteiche ed il passaggio dell’informazione che le regola


sono codi ca dagli acidi nucleici. Un acido nucleico è formato da lunghe catene di
nucleo di. Un nucleo de è formato da tre subunità:

• Un gruppo fosfato: è uno ione dell’acido fosforico ed è la parte del nucleo de


che possiede proprietà acide;

• Uno zucchero: a cinque atomi di carbonio, che può essere il ribosio o il


desossiribosio;

• Una base azotata: cioè una molecola che con ene azoto ed ha proprietà
basiche. Esistono cinque pi di basi azotate, divise in purine (adenina e
guanina) e pirimidine (citosina, mina e uracile).

Negli organismi viven ci


sono due pi di acidi
nucleici: l’acido ribonucleico
(RNA), il cui zucchero è il
ribosio e le basi azotate sono
citosina, adenina, guanina e
uracile e l’acido
desossiribosio (DNA), il cui
zucchero è il desossiribosio e
le basi azotate sono citosina,
adenina, guanina e mina.
Pur avendo stru ure
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chimiche simili, il DNA e l’RNA svolgono funzioni molto diverse nell’organismo.

Il DNA porta il messaggio gene co, cioè con ene tu e le informazioni (organizzate
in geni) che eredi amo dai genitori. Negli esseri viven , esso si trova nei cromosomi
e nella croma na (nel nucleo della cellula), ma anche nei mitocondri e nei plas di. Il
DNA ha una stru ura a doppia elica e può sinte zzare copie di se stesso (autosintesi)
oppure può sinte zzare l’RNA (allosintesi).

Queste a vità avvengono in tre fasi, chiamate:

• G1: è una fase di accrescimento, in cui la cellula sinte zza ciò che le occorre
per il suo metabolismo;

• S: fase in cui avviene la vera e propria sintesi del DNA;

• G2: la cellula riprende il suo accrescimento, no ad una nuova sintesi.

A questo punto, l’informazione gene ca del DNA viene trasferita all’RNA, che non è
altro che una copia del messaggio gene co, che serve per la sintesi delle proteine
(funzionali al metabolismo della cellula). Esso è presente nel nucleo e nei polisomi
(nel citoplasma).

Oltre ad avere il ruolo di “ma oni” degli acidi nucleici, i nucleo di hanno anche una
funzione fondamentale: se vengono modi ca con l’aggiunta di altri due gruppi
fosfato, diventano i trasportatori dell’energia che serve nelle reazioni chimiche. Negli
organismi viven , il principale trasportatore di energia è l’adenosina trifosfato (ATP).
Il prodo o più comune della reazione dell’ATP è l’adenosina difosfato (ADP).
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STORIA
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Gli Sta europei, in par colare Spagna e Portogallo, nel XV e XVI secolo nanziarono
viaggi ed esplorazioni geogra che spin da una poli ca di potenza e da mo vazioni
economiche. La crescita degli scambi commerciali con le Indie rese urgente alla ne
del XV secolo l’apertura di una via mari ma intorno all’Africa che desse accesso
all’Oceano Indiano, aggirando l’Impero o omano. Le recen invenzioni tecniche e il
perfezionamento della bussola garan vano una navigazione sempre più sicura.

Perché lo fanno?

• Per cercare nuove ro e commerciali che non fossero quelle del Mediterraneo
monopolizzate da Venezia;

• Per aggirare le navi turche che navigavano nel Mediterraneo;

• Per reperire nuove risorse → in par colare oro e argento.

L’era dei grandi viaggi viene inaugurata da Bartolomeo Diaz nel 1487, cinque anni
dopo parte anche Colombo (vedi immagine del viaggio) → 1492, anno della scoperta
dell’America, è l’anno che divide
il Medioevo dall’età Moderna.

La casuale scoperta del


con nente americano a opera
di Cristoforo Colombo, il quale
volendo raggiungere le Indie
a raverso l’Atlan co, su navi
fornitegli dalla o a spagnola,
si imba é nel con nente
americano, diede il via alla
colonizzazione di vas territori ricchi di oro e metalli preziosi e alla evangelizzazione
di an che e sconosciute civiltà. Giunsero in Europa dalle Americhe nuovi prodo
come il mais, la patata, il pomodoro, il cacao, des na in seguito a entrare nell’uso
comune.
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Le nuove ro e commerciali ponevano in evidenza i por atlan ci segnando l’inizio
della decadenza del Mediterraneo e di Venezia: l’economia stava per diventare
mondiale.

Nel fra empo nazioni come l’Inghilterra, la Francia e l’Olanda si a re arono a


organizzare viaggi ed esplorazioni rompendo il monopolio ispano-portoghese.

Altri grandi esploratori, o usca dalla fama di Colombo, compirono grandi viaggi,
come per esempio:

• Vasco da Gama: il quale completò la circumnavigazione del con nente


africano (1497/98);

• Magellano: per primo circumnavigò le regioni cos ere del Paci co (1519/22);

• Alvares Cabral: al quale si deve la scoperta del Brasile.

Le spedizioni in America inaugurarono la pra ca degli Sta europei di acquisire le


terre di nuova scoperta, mentre le esplorazioni delle coste atlan che del con nente
americano con nuarono. Le scoperte geogra che in America La na misero in
conta o gli Spagnoli con popolazioni dall’an ca e orente civiltà:

• Gli Incas;

• Gli Aztechi;

• I Maya.

Le prime due popolazioni, di tradizione guerriera, abitavano rispe vamente il


territorio messicano e la regione montuosa del Perù, i Maya erano presen nella
fascia oggi compresa fra il Guatemala e il Messico.

Queste popolazioni organizzate con una stru ura sociale rigidamente piramidale
erano basate su un’economia quasi esclusivamente agricola. Le loro civiltà
svilupparono conoscenze astronomiche e scien che (calendario, eclissi) e le
espressioni ar s che e religiose (templi a gradini, piramidi), mentre rimasero
arretrate sul piano tecnologico. Questo tra o pose i presuppos per la disfa a cui
andarono incontro una volta entrate in conta o con i conquistatori europei la cui
superiorità militare era evidenziata dall’uso delle armi da fuoco e dal cavallo.
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Gli Spagnoli si dedicarono a una guerra di conquista, devastando le ci à e riuscendo


ad impadronirsi dell’ intero Regno azteco in tre anni (1519/22). Terminata la fase di
razzia, lo sfru amento delle colonie si resse sulla creazione di encomiendas, enormi
porzioni di territori concesse in usufru o dalla corona ai conquistadores, col diri o
di imporre agli indios tribu o prestazioni lavora ve e l’obbligo di commercio
esclusivo con la madrepatria.

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Si apre, dopo la scon a di Napoleone, nel 1814 e si chiuderà nel 1815 → processo
di Restaurazione. Partecipano tu gli sta europei ma specialmente Me ernich
(austriaco), Prussia, Russia e Inghilterra → in un secondo momento viene chiamato
anche un rappresentante francese → ci va Talleyrand (che aveva promosso la
monarchia durante il primo esilio di Napoleone).

La Restaurazione si basa su due principi guida:


• Legi mità= i regnan legi mi devono ritornare sul trono → in Francia ritorna
la dinas a che regnava prima della rivoluzione;

• Equilibrio= non ci deve essere uno stato visibilmente più forte degli altri.

Conseguenze del Congresso di Vienna:

• Ritorno del re in Francia (Luigi


XVIII), in Spagna (Ferdinando
VII) e nel sud Italia (Ferdinando
I delle Due Sicilie);

• Lombardia + Veneto all’Austria;

• Balcani e Germania
parzialmente all’Austria;

• Danzica e Ruhr alla Prussia;

• Finlandia e Polonia alla Russia;

• Genova al regno di Sardegna;

• Ampliamento dei possedimen


dell’Inghilterra di Giorgio III
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Hannover.

Di fa o la Restaurazione riporta in auge l’assolu smo → fa fare all’Europa un passo


indietro di 50 anni.

Parallelamente alla Restaurazione poli ca abbiamo la rivoluzione industriale che, in


qualche modo, modi ca il vecchio modo di produrre. Nasce in Inghilterra → grazie
ad invenzioni come il latoio idraulico, la pila e la macchina a vapore.

La rivoluzione industriale causa:

• Miglioramento delle condizioni di vita e crescita demogra ca;

• Sviluppo del commercio e aumento dei capitali;

• Inquinamento → ci sono più fabbriche che lavorano ed inquinano.

Si iniziano ad usare nuove forme di energia → energia idrica, ele rica e del vapore.

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Breve riassunto dell’Italia prima del 1848.

L’Italia è mossa da sen men indipenden s , come gran parte degli sta europei →
sono promossi anche da intelle uali come Pellico e Manzoni.

Mazzini promuove una linea democra ca indipenden sta → nel 1831 crea la
“Giovane Italia” → ha come obie vo la repubblica e lo sviluppo culturale.

In Italia ci sono 4 pensieri diversi riguardo le sor del paese:

• Fronte indipendente moderato:

• Neoguel → Italia come stato federale guidato dal ponte ce → Giober

• Laici → Italia guidata dai Savoia → D’Azeglio, Balbo

• Fronte democra co → eredi di Mazzini

• Fronte riformista → teorici della repubblica federale → Ca aneo


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• Fronte laico neoghibellino → opposto ai neoguel

Prima guerra d’indipendenza


Iniziano delle rivolte in Sicilia → il papa Pio IX impedisce all’esercito di scendere
verso Sud per aiutare i Borboni → i Borboni sono costre a concedere una
cos tuzione → anche altri sovrani prendono esempio → Statuto Alber no (resta la
legge fondamentale in Italia no alla promulgazione della nostra Cos tuzione).

Anche nel Lombardo Veneto scoppiano delle rivolte contro gli Asburgo → 5 giornate
di Milano → il generale Radetszky è costre o a ri rarsi nel quadrilatero (Peschiera,
Legnago, Verona e Mantova) → Ca aneo assume un potere temporaneo sulla
Lombardia.

L’esercito dei Savoia + tu i volontari si scontrano apertamente con l’esercito


austriaco → l’Austria vince nella ba aglia di Custoza e obbliga i Savoia a rmare
l’armis zio di Salasco (1848).

Periodo di strapotere austriaco → ovunque tranne che in Sardegna e in Sicilia →


ripresa integrale dell’assolu smo borbonico.

Camillo Benso Conte di Cavour


Alla corte dei Savoia c’è Cavour (vedi immagine) →
capisce che l’Italia non ce la può fare da sola contro
l’Austria → le serve un alleato. Cavour decide di
partecipare alla guerra di Crimea per potersi sedere al
tavolo dei vincitori e poter tra are con la Francia →
anche alla Francia da fas dio l’Austria.

1858: Cavour e Napoleone III rmano gli accordi di


Plombieres:

• Sovranità pon cia del papa su Roma;

• Integrità del regno delle due Sicilie;

• Accordo difensivo contro l’Austria.


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Seconda guerra d’indipendenza


Cavour sa che la Francia non interverrà se l’Italia a acca per prima l’Austria →
Cavour manda l’esercito a fare delle esercitazioni sui con ni → l’Austria si sente
minacciata e dichiara guerra → intervento della Francia in aiuto dell’Italia.

L’esercito italo-francese scon gge gli austriaci nelle ba aglie di Magenta, S.Mar no e
Solferino → a questo punto la Francia decide di ri rarsi e di rmare un armis zio con
l’Austria → armis zio di Villafranca (1859) → di fa o Napoleone III ignora gli accordi
di Plombieres.

La spedizione dei Mille


Cavour ormai non può più contare sulla Francia → decide di intervenire al Sud → da
a Garibaldi carta bianca → Spedizione dei Mille (1859/1860). Sbarca in Sicilia e tu a
la popolazione lo acclama come liberatore → vince facilmente a Calata rmi e a
Milazzo → a da la Sicilia a Crispi e poi sale verso Napoli liberando il Sud dai Borboni.

Nel 1861 il re Vi orio Emanuele II decide di andare incontro a Garibaldi perché ne


teme l’audacia e i due si incontrano a Teano, dove Garibaldi consegna al re tu e le
terre conquistate → il 7 marzo 1861 a Torino è proclamata la nascita del regno
d’Italia.

In realtà l’uni cazione non è completa perché mancano Trento, Trieste, il Veneto e lo
stato della Chiesa.

Terza guerra d’indipendenza


La Prussia si allea con l’Italia contro l’Austria → accordo con Bismarck che voleva
uni care tu gli sta di origine tedesca.

La guerra scoppia nel 1866 ma l’Italia fu scon a a Custoza e a Lissa → nonostante la


scon a, l’Austria fu costre a a cedere il Veneto all’Italia grazie alla vi oria
prussiana a Sodowa.

La questione Romana
Garibaldi è intenzionato a liberare lo stato della Chiesa, ma il papa chiede aiuto alla
Francia → Napoleone III costringe l’Italia a rmare la Convenzione di Se embre con
la quale Garibaldi doveva lasciare la ci à e il re Vi orio Emanuele deve scegliere per
il regno una capitale che non sia Roma. La ques one romana si risolve solo quando il
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papa perde la protezione di Napoleone III (scon o nella ba aglia di Sedan →1870-
Breccia di Porta Pia.

Il papa è costre o a rmare le Leggi delle Guaren gie → la Chiesa ha liberi poteri
spirituali ma sovranità ristre a → il papa Pio IX si dichiara prigioniero del regno
d’Italia.

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FISICA
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Il calore è de nito come il contributo di energia trasformata e trasferita tra due


sistemi o tra due par dello stesso sistema, non imputabile ad un lavoro o ad una
conversione tra due di eren pi di energia. Il calore è quindi una forma di energia
trasferita e non una forma di energia contenuta.

Q=cmΔT
• Q= calore (JOULE)

• c=calore speci co (J/kg x K o J/kg °C)

• m=massa (kg)

• ΔT=variazione di temperatura (K ma anche °C, è un Δ)

Caloria
Unità di misura della quan tà di calore (simbolo, cal), pari a quella necessaria a
portare la temperatura di un grammo d’acqua dis llata da 14,5 °C a 15,5 °C, alla
pressione atmosferica normale. Viene de a grande caloria una quan tà di calore
pari a 1 Kcal.

1 cal=4,186 J

1 Kcal=4186 J

Esempi

Es1: Quanto calore è necessario per innalzare da 10 °C a 30 °C l’acqua di una piscina


olimpionica (1600000=1,6 x10⁶ litri)? Esprimere il risultato sia in J che in Kcal.

T₀=10 °C

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T₁=30 °C

m=1,6 x 10⁶ litri = 1,6 x 10⁶ Kg (1 litro= 1 Kg= 1 dm³)

c= 4186 J/Kg x K

Q=cmΔT= 4186 x 1,6 x 10⁶(30-10)= 1,34 x 10¹¹ J

1,34 x 10¹¹ : 4,186 = 3,2 x 10¹⁰cal = 3,2 x 10⁷ Kcal.

Es2: Una autove ura di massa 500 Kg frena passando da 108 km/h a 36 km/h.
Quanto calore viene sprigionato, senza considerare altri a ri ? Se i freni hanno una
massa di 30 Kg e sono fa di acciaio (c=480 J/Kg x K), di quanto si scaldano?

Il lavoro della forza di a rito dei freni si trasforma in calore, quindi in pra ca la
variazione di energia cine ca dell’autove ura si trasforma in lavoro della forza di
a rito e poi in calore:

m= 500 Kg

V₀= 108 Km/h → 30 m/s

V₁= 36 Km/h → 10 m/s

Ec= ½ mv²

Ec₁= 0,5 x 500 x (30)²= 225000 J= 2,25 x 10⁵ J

Ec₂= 0,5 x 500 x (10)²= 25000 J= 2,5 x 10⁴ J

Q= L= Ec₁ - Ec₂= 2,25 x 10⁵ - 2,5 x 10⁴ = 2 x 10⁵ J

Q=cmΔT → ΔT= Q/cm = 2 x 10⁵/ 480 x 30= 13,9 K ( oppure °C perché è un Δ).
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L’interferenza è un fenomeno dovuto alla sovrapposizione, in un punto


dello spazio, di due o più
onde.

Esperimento di Young
(1801)
Fece passare la luce a raverso due
feritoie e notò che, ponendo uno
schermo ad una certa distanza, si
creavano delle gure di
interferenza, ovvero delle gure
dove si sviluppavano delle par
luminose e delle par in ombra.

Questo perchè, se abbiamo dei fron d’onda, nel momento in cui ques incontrano
una feritoia creano degli altri fron d’onda in modo tale da raggiungere i pos
nascos dall’ostacolo.

Andamento sinusoidale
Come vediamo dall’immagine il
massimo centrale ha un’ampiezza
d’onda più alta e si va a scendere ai
la , questo comporta una luminosità
maggiore nel massimo centrale che
va a scendere.

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r=distanza tra un massimo e il successivo(m)
λ=lunghezza d’onda(m)
l=distanza tra le fenditure e lo schermo(m)
d=distanza tra le due fenditure(m)

Non ci accorgiamo dell’interferenza della luce perché quelle che u lizziamo non
hanno la stessa fase o una di erenza di fase costante e quindi non riescono a creare
la condizione di fase o di opposizione di fase. Nell’esperimento di Young invece si
può osservare perché le onde ele romagne che in ques one sono coeren , ovvero
mantengono una di erenza di fase costante.

Es: Qual è la distanza tra le due fenditure se una sorgente di luce eme e un’onda
ele romagne ca di lunghezza d’onda 80 μm (micrometri) e la gura di interferenza
su di uno schermo posto a 12 m ha scostamento tra i massimi luminosi pari a 2 cm?

λ=80 μm=80x10⁻⁶m
l=12m
r=2cm=0,02m=2x10⁻²m

l l 80x10−6(12)
r=λ → d= λ = =4,8x10⁻²m=4,8cm
d r 2x10⁻²

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Le onde sonore sono onde meccaniche longitudinali che si propagano come


variazioni di densità del mezzo in cui si propagano.

Quando una corda vibra, produce nell’aria circostante una serie ritmica di
compressioni e di rarefazioni che si propagano. Quando un corpo vibra, me e in
vibrazione le par celle del mezzo che gli sono adiacen e trasme e a distanza la
vibrazione a raverso un’onda sonora. Qualsiasi corpo che vibra è una sorgente di
onde sonore.
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Tipi di onde sonore (in base all’andamento gra co):

1. Onde periodiche sinusoidali;

2. Onde periodiche non sinusoidali;

3. Onde aperiodiche.

Udito
Il senso dell’udito è la
percezione delle onde sonore,
ovvero la percezione della
variazione di densità grazie
alle orecchie. L’onda sonora o
variazione di densità entra nel
canale udi vo e viene rilevata
dalla membrana mpanica o
mpano che, deformandosi, la
trasme e al cervello che, a sua volta, la elabora per dis nguere un suono dall’altro.

L’uomo però non è in grado di percepire tu e le onde sonore, ma solamente quelle


che hanno una frequenza compresa tra 20 Hertz e 20000 Hertz, denominate soglie
di udibilità. I suoni che hanno una frequenza minore di 20 Hertz vengono chiama
infrasuoni, mentre i suoni che hanno una frequenza maggiore di 20000 Hertz
vengono chiama ultrasuoni.

Velocità ed eco
Le onde si propagano con una velocità che dipende dal mezzo di propagazione. In
aria alla temperatura di 20° alla pressione atmosferica, la velocità del suono vale 343
m/s (1200 km/h).

L’eco è prodo o dalla ri essione delle onde sonore contro un ostacolo che vengono
a loro volta nuovamente percepite in ritardo. Si parla propriamente di eco quando le
ri essioni dell’onda sonora sono percepite dis ntamente dall’ascoltatore, quindi il
ritardo non dev’essere inferiore ad 1/10 di secondo. (altrimen si parla di riverbero)
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Def: L’eco è un’onda che viene ri essa da una discon nuità nel mezzo di
propagazione e che ritorna con una intensità e ritardo su ciente per essere
percepita.

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LETTERATURA LATINA
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La Roma dei primi secoli non produce nulla di speci catamente le erario, ma solo
alcune forme ar s che anonime e orali delle quali rimangono scarsissimi documen ,
peraltro di di cile interpretazione. Alla metà del III secolo a.C. per in uenza della
cultura greca dell’Italia meridionale, ha inizio la le eratura vera e propria con la
rappresentazione teatrale di un dramma di Livio
Andronico (vedi immagine).

Tu avia è grazie al “circolo degli Scipioni” che


incominciano ad ampliarsi i rappor con la
cultura e la loso a greca e si de nisce il
conce o di humanitas, intesa come dignità
dell’uomo , amore per la cultura, necessità di
rappor rispe osi della personalità altrui. A tale
“progressiva ellenizzazione della cultura
romana” si oppongono vigorosamente
tradizionalis , come Catone il Censore, in nome del mos maiorum, dell’insistenza
circa il conce o di nego um pubblico e di dedizione al lavoro. Il dato concreto che
però deve ca urare la nostra a enzione è il seguente: l’origine della le eratura
la na risale alla metà del III secolo a.C. e n dal principio, essa subisce l’in uenza
della le eratura greca, con la quale si pone in costante rapporto diale co.

La commedia la na, in origine, era di ambientazione greca e fu chiamata palliata; il


nome proviene da un costume greco, chiamato dai la ni con il termine di pallium,
vale a dire un copri-spalle di forma re angolare. Vi è da dire inoltre che la palliata
non prevedeva pause e quindi l’azione era con nua. La tragedia, invece, un altro po
di rappresentazione sempre di ambientazione greca, era solita descrivere scenari
mitologici. Altri pi di rappresentazioni erano i Mimi e Pantomimi. I primi erano di
sogge o comico e rappresentavano risvol di eren del quo diano: talvolta le
scene riguardavano problemi di vita familiare e quo diana (ad esempio padri troppo
severi); oppure si scherzava sui poli ci del tempo. Il pantomimo era invece un
genere più prossimo al tragico. Vi è da ricordare come, di per sé, gli spe acoli
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teatrali cos tuissero uno sfogo per la gente romana, un modo per sfuggire alle
so erenze e alla miseria.

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Sulla biogra a di Lucilio (vedi


immagine) le no zie a noi
giunte sono alquanto scarse
e poco a dabili. Di lui
sappiamo solamente che
nacque a Suessa Aurunca
(oggi Sessa Aurunca, una
ci adina in provincia di
Caserta), tra il Lazio
meridionale e la Campania.

La data di nascita è incerta, tu avia essa è collocabile con grande probabilità fra il
170 ed il 145 a.C. Siamo cer però che appartenesse ad un’an ca famiglia patrizia
del ceto equestre e che pertanto avrebbe avuto, a seguito degli illustri natali, la
possibilità concreta di accedere alla carriera militare e poli ca (cursus honorum), ma
pure che vi rinunciò per dedicarsi “anima e corpo” all’a vità poe ca. Sopraggiunto
a Roma, entrò ben presto in conta o con il Circolo degli Scipioni, ma sempre
conservando la propria indipendenza economica e di pensiero.

La sua opera comprende ben trenta libri di sa re (Saturae), dei quali però ci sono
rimas solamente un migliaio di frammen . E’ pertanto proprio sulla base di ques
ul mi che la cri ca ha operato una ricostruzione generale della stru ura interna, dei
temi e dello s le delle Saturae luciliane.

Per prima cosa va de o che, secondo Lucilio, compito della scri ura poe co-sa rica
è quello di inserirsi comunque nel gioco e co individuale ed in quello poli co e ciò
perché la sa ra deve cos tuire un vasto spazio poe co che comprenda in sé sia la
sfera del privato che quella pubblica dell’individuo. Quindi da tu o questo ne
discende che i tes sa rici di Lucilio siano inevitabilmente cara erizza da una
enorme complessità di temi, oltre che da una certa esuberanza composi va. Lo s le

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di Lucilio è picamente scherzoso e lo rimane anche quando egli si trova (ed accade
spesso…) impegnato a cri care al funzionari corro , personaggi poli ci viziosi,
faccendieri, etc… Infa , pur polemizzando con essi, egli man ene uno s le sobrio
ed un registro linguis co che non appare certo severo o altro, servendosi piu osto
della ba uta colloquiale o dell’invenzione fantas ca.

L’opera di Lucilio fu dunque originale e questa sua originalità arriverà a far sì che egli
venga ben presto elevato a paradigma per tu quegli scri ori la ni, a lui successivi,
che vollero occuparsi di sa ra.
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STORIA DELL’ARTE
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Il periodo del Rinascimento (dal Qua rocento alla prima metà del Cinquecento)
coincise con l’instaurazione del sistema poli co assolu s co dei grandi sta nazionali
che cara erizzò l’Europa moderna. Se nella vita poli ca si a ermò l’onnipotenza
della monarchia, nella storia socio-economica assunse rilievo centrale la gura del
mercante, mentre l’equilibrio tra ci à e campagna era a raversato da for tensioni
provenien dal mondo agrario.

Il Rinascimento fu un fenomeno europeo, ma le sue radici furono italiane, anzi


oren ne: infa fu l’umanesimo oren no (F. Petrarca, L. Bruni ecc…) a
promuovere inizialmente il recupero di tes la ni e greci, a riassimilare per primo i
modelli dell’an chità classica nei
campi dell’arte e della vita
intelle uale, a riscoprire il mondo,
l’uomo e la natura quali luoghi
primari di elaborazione del sapere.
Le manifestazioni più
emblema che dell’este ca
rinascimentale scaturirono dalle
ar visive e dall’archite ura, resi
possibili grazie al mecena smo sia
delle cor italiane sia del papato romano.

La rivoluzione fiorentina
Apertosi simbolicamente nel 1401 con il concorso tra Filippo Brunelleschi e Lorenzo
Ghiber per la seconda porta del ba stero di Firenze, il Rinascimento si protrasse
no alla metà del XVI secolo. Si con gurò come fenomeno picamente italiano e
s molatore di nuove energie, anche se venne a maturazione nel clima generale di
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rinnovato interesse naturalis co comune a tu a l’arte europea, in par colare
parallelamente con l’umanesimo nordico nato nelle Fiandre.

Il concetto di Rinascimento
Il conce o di Rinascimento come ripresa degli ideali e delle forme dell’arte classica,
dopo il Medioevo, trovò la sua esposizione sistema ca nell’opera le eraria di Giorgio
Vasari (Vite de’ più eccellen archite , scultori e pi ori, edita a Firenze nel 1550),
che individuò il germe della rinascita nella pi ura di Gio o e nella scultura di Nicola
Pisano. La sintesi di Gio o fu recuperata e superata largamente a Firenze agli inizi
del Qua rocento da un archite o, Brunelleschi, uno scultore, Donatello, e un
pi ore, Masaccio. Costoro a uarono una rivoluzionaria trasformazione della
concezione e delle funzioni dell’a vità ar s ca: nelle loro mani l’arte, non più
a vità meccanica, ma intelle uale, diventò strumento di conoscenza e di indagine
della realtà, cioè disciplina basata su precisi fondamen teorici. Tali fondamen sono
riconoscibili per la prima volta nell’invenzione della prospe va da parte di
Brunelleschi. Le possibilità fornite dal mezzo prospe co di misurare, conoscere e
ricreare uno spazio a misura umana furono espresse nella ni da scansione
geometrica delle archite ure di Brunelleschi, nel proporzionato ambito spaziale che
accoglie le gure “eroiche” dei rilievi di Donatello e dei dipin di Masaccio.

Questo antropocentrismo, per cui l’uomo è “misura di tu e le cose”, rientra nel


grande programma di renova o dell’an chità classica che gli ar s del Qua rocento
si proposero di a uare. L’an co tu avia non fu inteso, in questa prima fase, come un
modello da imitare, bensì come coscienza storica del
passato, fonte di ispirazione per elaborazioni autonome.
In questa linea Donatello risuscitò il nudo classico (David
bronzeo del Bargello), ricreò il ritra o romano, realis co
ed eroico, ripropose il tema del monumento equestre
(Ga amelata a Padova) e su questa linea si mosse tu a la
scultura oren na del secolo no a Michelangelo.

David bronzeo del Bargello


Il David è una scultura in bronzo realizzata
da Donatello all'incirca nel 1440. Misura 158 cm per un
diametro massimo di 51 cm ed è conservata nel Museo
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Nazionale del Bargello a Firenze. Opera forse più celebre e al tempo stesso più pica
dell'ar sta, è l'emblema dell'intero Qua rocento italiano, densa di signi ca non
tu completamente svela . Dai tempi dell'an ca Roma è il primo rilievo a tu o
tondo di un nudo, inteso come opera a sé stante, libera da elemen archite onici

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Il manierismo divenne lo s le delle cor , in Italia come in Europa: un’arte colta,


aristocra ca, basata sulle iconogra e preziose, sui riferimen do e sulle allegorie
complicate. Ne fu un esempio alla corte medicea l’a vità (1540/1570) di G.Vasari e
dei manieris michelangioleschi: Bernardo Buontalen (1513/1608), Bartolomeo
Ammanna (1511/1592), Giambologna e B.Cellini.

A Mantova lavorò come decoratore Francesco Prima ccio (Bologna 1504/ Parigi
1570) che fu, insieme ad altri ar s italiani a vo per Francesco I al castello di
Fontainebleau, dove la presenza degli ar s italiani diede vita alla famosa scuola di
Fontainebleau.

Il manierismo fu cultura celebra va e aulica, nell’ambito della quale l’archite ura si


faceva scenogra ca (Vasari, sistemazione degli U zi; Ammanna , ampliamento di
Palazzo Pi ), la scultura oscillava tra
gli oppos termini del gigan smo
solenne e del preziosismo
dell’ogge o di ore ceria (Cellini, vedi
immagine, Saliera per Francesco I,
Parigi, Louvre), la pi ura assumeva le
diverse valenze del grande a resco
celebra vo (Vasari) e del ritra o
enigma co e formale, il simbolo
visivo e conce uale più evidente è il
celebre Studiolo di Francesco I
(Fontainebleau).

A Roma la parabola archite onica di Jacopo Barozzi de o il Vignola (1507/1573),


dalle licenze inven ve di Villa Farnese a Caprarola alla nuova codi cazione della
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Chiesa del Gesù a Roma aprirono la via all’accademismo ecle co degli Zuccari
(Taddeo,1529/66; Federico,1540-43/1609) e di Giuseppe Cavalier d’Arpino
(1568/1640).

Verso la ne del Cinquecento, proprio dal centro manierista di Bologna par quel
movimento di reazione an manierista bandito dai Carracci che diede vita
all’accademia.

Lo s le delle cor ebbe vita più lunga in Europa, nel suo senso più “cor giano”: nella
Praga di Rodolfo II con Bartholomeus Spranger (1546/1611); nei Paesi Bassi, in
Baviera e, in un ul mo guizzo di auten ca forza di s le, in Spagna, con l’esperienza
del Greco.
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MATEMATICA
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Un sistema di equazioni è un insieme di equazioni pari al numero di incognite.


Quindi, un sistema di 2 incognite per essere risolto necessita di 2 equazioni e quindi
ha come risultato nessuna, una o più copie che rappresentano le soluzioni; un
sistema a 3 incognite necessita di 3 equazioni ed ha come risultato terne di soluzioni
e cosi via…

Esempio:

x=3
y=5 → è un sistema a 3 incognite (x,y,z) che ha bisogno di 3 equazioni per
z=0
essere risolto e la soluzione è la terna (3,-5,0).

Esito di un sistema di equazioni:

1. DETERMINATO: vengono trovate una o più soluzioni;

2. INDETERMINATO: le soluzioni sono in nite. Si indica con indeterminato


oppure ∀ x, y, z… ∈ R .

3. IMPOSSIBILE: il sistema non ha soluzioni. Si indica con impossibile o con


∄ x, y, z…  ∈ R, oppure con S = Ø → l’insieme delle soluzioni è l’insieme
vuoto.

Metodi di risoluzione:
1. Metodo della Sos tuzione;

2. Metodo del Confronto;

3. Metodo della Risoluzione;

4. Metodo di Cramer.

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Metodo della sostituzione


E’ il più u lizzato e gli altri metodi comunque lo u lizzano in parte. Consiste nel
ricavarsi una incognita in funzione dell’altra o delle altre in una delle equazioni e poi
al posto dell’incognita trovata in funzione dell’altra o delle altre equazioni si
sos tuisce quello che si è ricavato (da qui metodo della sos tuzione) in modo da
o enere una equazione in una sola incognita.

Esempio:

{x + 2y = − 4
3x = − 5y − 9
→ Ricaviamo una incognita in funzione dell’altra da una delle

equazioni.

{x = − 4 − 2y
3x = − 5y − 9
→ A questo punto nella prima equazione sos tuiamo la x con

-4-2y

3(−4 − 2y) = − 5y − 9
{x = − 4 − 2y
→ Abbiamo o enuto così una equazione nella sola

incognita y

{x = − 4 − 2y {x = − 4 − 2y {x = − 4 − 2y
− 12 − 6y = − 5y − 9 − 6y + 5y = − 9 + 12 −y=3
→ → →

{x = − 4 − 2y
y=−3
→ → Adesso risos tuiamo nella seconda equazione la posto di y il

-3

{x = − 4 − 2( − 3) {x = − 4 + 6 {x = 2
y=−3 y=−3 y=−3
→ →

Il sistema è determinato ed ha come soluzione la coppia (2;-3).


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La Circonferenza
Dato un punto C, de o centro, si dice
circonferenza il luogo geometrico di tu i
pun del piano equidistan dal centro C. La
distanza da C è de a raggio (r). Quindi, il
raggio (distanza tra centro e un qualsiasi
punto della circonferenza) è costante.

Circonferenza= 2πr

Equazione della Circonferenza


L’equazione generale di una circonferenza è:

x²+y²+ax+by+c=0
Conoscendo l’equazione è possibile ricavare le coordinate del centro:

a b
C=(− ;− )
2 2
E la misura del raggio:

a2 b2
r= + −c
4 4

Viceversa, conoscendo centro (Xc;Yc) e raggio è possibile ricavare l’equazione della


circonferenza:

(X-Xc)²+(Y-Yc)²=r²
Da un punto C e il raggio r esiste una sola circonferenza di centro C e raggio r.
Questo per la de nizione di circonferenza come l’insieme di tu i pun pos alla
stessa distanza dal centro.
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A enzione: non sempre un’equazione che si presenta nella forma:

x²+y²+ax+by+c=0
rappresenta una circonferenza. Infa l’espressione del raggio è:

a2 b2
r= + −c
4 4

Quindi, a nché il raggio sia de nito, il radicando deve essere posi vo:

a2 b2
+ −c>0
4 4

Equivalentemente:

Xc2 + YC2-c>0

Circonferenze particolari
a
• Se a=0 l’ascissa del centro è Xc=− = 0, quindi la circonferenza ha centro
2
sull’asse y.

b
• Se b=0 l’ordinata del centro è Yc=− = 0, quindi la circonferenza ha centro
2
sull’asse x.

• In par colare, se a= e b=0 la circonferenza ha centro nell’origine.

• Se c=0 la circonferenza passa per l’origine. Infa la sua equazione diventa:

x²+y²+ax+by=0
che è soddisfa a dalle coordinate x=0 e y=0.

Dalle condizioni preceden si o engono altre circonferenze par colari.


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• Se a=c=0 la circonferenza ha centro sull’asse delle y e passa per l’origine;

• Se b=c=0 la circonferenza ha centro sull’asse delle x e passa per l’origine.

INGLESE
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My name is Manuel, I’m twenty years old and I live in Cagliari, Sardinia
with my family which is composed by four people: my father, my mother,
my brother and me.

I like animals a lot and I’ve got 3 beau ful pugs called Maya, Bronson and
O o.

I’ve prac ced football for een years in the same team. I love football
and my favourite club is Cagliari, even if I have a great passion for
Juventus.

I love travelling, especially in Italy, in fact my favourite city is Rome that I


have visited twice. About a year ago I visited Madrid, a fantas c and
beau ful city. Being a football fan I couldn’t miss the San ago Bernabeu,
the Real Madrid stadium.
I hope this period will end soon, so that I can start traveling again without
problems.

I like watching movies, especially in the cinema, and tv series. My


favourite actors are Leonardo di Caprio and Ma hew McConaughey.

I like listening to music and reading books, especially horror books in fact
my favourite writer is Stephen King.

Thank you for dedicate your me to hear about me.


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LETTERATURA INGLESE
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Daniel Defoe(vedi immagine) ↘

Life: 1660/1731
Excellent educa on

Worked as a journalist

Financial problems → jail

Secret agent under Queen Anne

He started wri ng NOVELS later in life, around


60

He became very successful right away

Self-made, like this characters from his novels

Literary Career:
1719 - Robinson Crusoe

1720 - Captain Singleton

1722 - Moll Flanders

1724 - The Fortunate Mistress-Roxana

← Robinson Crusoe(vedi
immagine)

Novel, based on a true story → true story


of a sailor, Alexander Selkirk, who, during
a voyage, was stranded on a desert island,

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where he survived un l he was rescued. Once back in this country, he publishes a


detailed account of his adventures. Journalis c language and style terse and direct,
with a massive use of adjec ves and detailed descrip ons.

Robinson Crusoe is the son of an English merchant who wants his son to follow his
well-established and safe trading career; on the contrary, Robinson is adventurious
and leaves home. The same thing happens also with the following two trips, un l he
ends up on a desert island in South America, where he tries to survive. He remained
there for 28 years, before going back to England.

NO SENTIMENTALISM – REALISTIC STYLE

Plot - series of chronological events

FLAT CHARACTERS – SUPERFICIALITY

Themes:
• Survival;

• Civilisa on;

• Spiritual growth;

• Hard work;

• Colonialism;

• Power of money in the civilized world.


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SCIENZE DELLA TERRA
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Il Sole, posto al centro del sistema planetario, ci appare come una gigantesca sfera di
gas ionizza (plasma) che irraggia energia so o forma di radiazioni
ele romagne che e corpuscolari. Il Sole è una stella della sequenza principale, di
po spe rale G2 (quinta classe di luminosità), quindi di colore giallo. Ha un raggio di
circa 696 500 km (pari a 109 volte quello della Terra) e una massa di 1,99 x 1030 kg
(equivalente a circa 330 000
volte la massa terrestre e a
750 volte la massa di tu i
corpi del sistema solare). La
densità solare è di 1,41 g/
cm3, ¼ della densità media
della terra. La temperatura
super ciale è di circa 5700
°C. L’accelerazione di gravità
è 28 volte quella terrestre.
E’ da questa stella che
deriva la maggior parte dell’energia che si manifesta e che viene u lizzata sulla Terra.

Struttura interna
Come le altre stelle, il Sole è una sfera di gas ad al ssima temperatura, la cui materia
è tenuta insieme dall’a razione gravitazionale. Si dis ngue una parte esterna
(atmosfera solare) e una parte interna, non visibile. La parte esterna è composta da
tre stra che, andando dall’interno verso l’esterno sono:

• la fotosfera;
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• la cromosfera;

• la corona.

Cromosfera e corona formano l’atmosfera solare. La radiazione con nua del Sole ha
origine nella fotosfera (dal greco, sfera di luce), strato più basso dell’atmosfera e
spesso poche cen naia di chilometri, con temperature di circa 4300/9000 °C.
Tipiche della fotosfera sono le macchie solari: zone che appaiono più scure sulla
super cie del Sole per contrasto con la fotosfera circostante. Queste aree, alle quali
è associato un eleva ssimo campo magne co, possiedono un nucleo centrale
(ombra) circondato da una regione chiara (penombra). Per e e o della rotazione
del Sole, esse cambiano la loro posizione nel tempo in funzione della la tudine. Nel
1850 si scoprì che il numero totale di macchie visibili sulla super cie solare varia da
un valore massimo a uno minimo secondo una ciclicità di 11 anni (ciclo di a vità
solare). Al di sopra della fotosfera si estende la cromosfera, regione di gas rarefa o
spessa 2000 km, con stru ure allungate (spicole) che si innalzano no a 10 000 km.
Nella cromosfera la temperatura media sale a circa 15 000 °C. La corona, ul mo
strato del Sole, è cos tuita da gas estremamente rarefa o e la temperature è
dell’ordine del milione di gradi. La corona è visibile durante le eclissi totali di Sole (o
usando par colari strumen come i coronogra ). Nella parte interna si ipo zza la
presenza di un nucleo, in cui avvengono le reazioni di fusione termonucleare che
generano l’energia della stella. A orno al nucleo si estende la zona radia va o di
radiazione, un guscio sferico di gas, in cui l’energia viene con nuamente assorbita e
riemessa dal gas.

Attività solare
Il gas genera nella fotosfera zone circostan scure (là dove il gas, ra reddandosi, si
reimmerge) e una serie di celle chiare (la testa superiore della colonna ascendente di
gas caldo). Questa stru ura viene chiamata granulazione. Il vento solare è un usso
di par celle e campi magne ci che si estende per tu o il sistema solare per via
dell’al ssima temperatura della corona. Le perturbazioni nel vento solare che giunge
alla Terra provocano tempeste geomagne che, che agiscono sul campo magne co
terrestre. Si ri ene che la disposizione, l’intensità e il comportamento dei campi
magne ci presen in prossimità della super cie solare pilo no le manifestazioni di
a vità solare. L’energia totale irraggiata dal Sole è determinata in base alla costante
solare, che è la quan tà di energia che nell’unità di tempo colpisce l’unità di area
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situata al di fuori dell’atmosfera terrestre e posta perpendicolarmente alla direzione
dei raggi solari; il valore della costante solare è di 1,374 kW/m2 al minuto.
Complessivamente, la quan tà di energia che il Sole irradia annualmente entro
l’atmosfera terrestre è di 5,47 x 1024 joule e di questo quantum circa il 70%
raggiunge la super cie terrestre.

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Cos’è un terremoto?

Un terremoto o sisma è una vibrazione nella crosta terrestre. Secondo la teoria del
rimbalzo elas co elaborata dal sismologo americano H.Reid, le rocce so oposte a
spinte o pressioni, si comportano in maniera elas ca e si deformano
progressivamente no a quando raggiungono il loro limite di ro ura. Superato
questo limite, le rocce si spezzano e le due par sli ano bruscamente una rispe o
all’altra. Così, l’energia elas ca si
trasforma in energia cine ca la
quale provoca vibrazioni che si
propagano so o forma di onde
sismiche. Con la ro ura nelle
rocce si forma una faglia, ovvero
una porzione di taglio tra due
blocchi di rocce, un esempio noto
ai più è la faglia di San Andreas in California (vedi immagine).

Il punto all’interno della Terra in cui comincia la propagazione delle onde sismiche si
chiama ipocentro del terremoto. La proiezione di questo punto sulla super cie
terrestre prende invece il nome di epicentro. Dall’ipocentro, le onde sismiche si
propagano per tu o il globo e allontanandosi dal punto di origine si vanno man
mano a indebolire. In generale, s amo parlando di even che si veri cano
frequentemente sulla Terra e che si manifestano quasi esclusivamente entro fasce
della super cie terrestre de e aree sismiche. Mentre, si parla di area asismica
quando ques fenomeni non si sono mai veri ca nella zona considerata. Da
so olineare che i movimen delle faglie che generano sismi possono dare origine
anche a tsunami a causa del brusco sollevarsi e sprofondare di se ori dal fondo del
mare.
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Le onde sismiche
In base al po di deformazione che provocano nel mezzo in cui si propagano e alla
loro velocità, le onde sismiche vengono dis nte in:

• Onde P: si tra a di onde di compressione. Esse possono propagarsi in ogni


mezzo e provocare l’oscillazione in avan e indietro, nella direzione di
propagazione dell’onda, delle par celle della roccia. Nel complesso, sono le
onde più veloci.

• Onde S: si tra a di onde trasversali o di taglio. Esse non possono propagarsi


solo a raverso i uidi. In generale, si di ondono in profondità e provocano
un’oscillazione delle par celle di roccia perpendicolare alla direzione di
propagazione dell’onda. Quindi, causano un cambiamento nella forma della
roccia ma non ne variano il volume.

• Onde super ciali: si tra a di onde che possono avere forme diverse in base a
come le onde P e quelle S sono giunte in super cie. Quindi, dall’epicentro si
propagano lungo la super cie terrestre.

Le onde sismiche vengono registrate da strumen chiama sismogra . Il tracciato


ondulatorio prodo o dal sismografo è de o sismogramma. La prima parte del
sismogramma corrisponde all’arrivo delle onde P, cioè le più veloci, nella parte
centrale vengono registrate le onde S e nell’ul ma quelle super ciali. Dalla le ura di
un sismogramma si possono ricavare numerose informazioni per esempio: la forza e
la durata di un terremoto, l’epicentro, l’ipocentro, ecc…

Onde sismiche per studiare la Terra


Dallo studio del comportamento delle onde sismiche all’interno del pianeta si è
scoperto che: la velocità di propagazione delle onde sismiche dipende dal po di
rocce in cui si propagano. Questo fa si che le onde possano essere ri esse, cioè
tornare indietro, o rifra e, cioè cambiare direzione e che varino la loro velocità.
Nello speci co, le onde P accelerano con l’aumentare della profondità no a quasi la
metà del raggio terrestre mentre le onde S accelerano con l’aumentare della
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profondità no a poco meno della metà del raggio terrestre, dove si arrestano
improvvisamente. Me endo insieme tu e queste informazioni i sismologi hanno
ipo zzato che il pianeta non sia omogeneo ma stru urato in stra di diversa natura.
Si parla nello speci co di tre involucri concentrici con diverse cara eris che
chimiche e siche. Dal più esterno al più interno possiamo trovare: la crosta, il
mantello e il nucleo (a sua volta suddiviso in esterno ed interno).

La “forza” di un terremoto
L’en tà di un sisma si valuta misurando l’ampiezza massima delle vibrazioni del suolo
registrate su un sismogramma. Il valore che si o ene, che dà una misura della
“forza” di un terremoto, si chiama magnitudo e viene misurato dalla cosidde a scala
Ritcher elaborata dall’omonimo sismologo. Quest’ul mo constatò che: un terremoto
più forte di un altro fa registrare sui sismogrammi oscillazioni più grandi.

Prima dell’introduzione della magnitudo, la forza di un terremoto veniva indicata


solo con la sua intensità, stabilita in base agli e e prodo dal sisma sulle persone,
sugli edi ci e sul terreno. Per poter confrontare gli e e prodo dallo stesso
terremoto in località diverse sono state ideate delle scale di riferimento, tra le quali
la scala MCS, divisa in 12 gradi. Il nome alle iniziali dello studioso italiano Mercalli
che l’ha ideata e di coloro che l’hanno modi cata per adeguarla a nuovi materiali e
costruzioni, cioè Càncani e Sieberg. Confronta , i due valori sono decisamente
diversi. La magnitudo di un terremoto risulta la stessa in tu e le stazioni che l’hanno
rilevata perché si riferisce all’ipocentro. Mentre l’intensità, facendo riferimento agli
e e del terremoto, per uno stesso sisma può assumere valori che decrescono
rispe o a quello massimo nella zona dell’epicentro.
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FILOSOFIA
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Il termine loso a deriva dal greco philèin (in italiano “amare”) e sophìa (in italiano
“sapienza”), dunque le eralmente la loso a è “l’amore per il sapere” ed essa si
occupa di predisporre l’organizzazione
del sapere umano entro i con ni di un
sistema teorico che si sforza di spiegare
diversi aspe dell’essere umano e del
suo mondo.
Per arché, i primi loso (che
collochiamo nella zona cos era della
Ionia a ridosso del mar Egeo,
precisamente nella ci à di Mileto)
intendono il principio, l’origine di tu e le
cose che sono; dunque l’indagine sull’arché è una ricerca volta ad individuare il
principio primo dell’intera realtà.

Ambiti della ricerca filosofica


Si possono dividere diversi ambi della loso a in base alle problema che
fondamentali e ricorren :
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• FILOSOFIA TEORETICA: si occupa di indagare i meccanismi rela vi al
funzionamento della conoscenza umana. E’ in stre a correlazione con il
mentalismo, lo psicologismo ed il linguaggio;

• FILOSOFIA MORALE: si occupa di indagare l’agire umano so o il pro lo


dell’e ca e delle problema che legate alla deontologia;

• LOGICA e FILOSOFIA DELLA SCIENZA: si occupa di analizzare la valenza dei


diversi procedimen lega alla ricerca scien ca e di circoscrivere il campo del
ragionamento a raverso la logica;

• ERMENEUTICA: cerca di indagare il “senso della realtà” a raverso


l’interpretazione dei suoi diversi aspe ;

• STORIA DELLA FILOSOFIA: si occupa di contestualizzare il pensiero loso co


mediante l’analisi dei sistemi costrui dai suoi protagonis in una prospe va
storico- lologica.

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L’umanesimo è collocabile da un punto di vista storico tra la ne del XIV secolo e la


prima metà del successivo XV. Fu un fenomeno picamente italiano che interessò, in
prevalenza, tu a un’èlite di intelle uali che condividevano idee, interessi culturali e
s li comunica vi. I principali centri d’irradiazione della cultura umanista furono per
lo più le cor dei sorgen Sta territoriali italiani quali il Ducato di Milano, quello di
Mantova e quello degli Este a Ferrara, le Repubbliche di Firenze e Venezia oltre che
lo Stato Pon cio.

Nel suo insieme l’Umanesimo fu un processo la cui a ermazione provocò il


progressivo trasferimento dei fenomeni culturali dal mondo ecclesias co a quello
secolare. Fu proprio questa stessa nuova mentalità culturale a me ere in moto un
crescente interesse per un recupero della tradizione classica e dei codici contenen
le opere dei grandi autori greci e la ni (humanae li erae); in questo senso di grande
rilevanza fu l’opera di gure intelle uali quali il Saluta , il Piccolomini, il Valla ed
ancora Guarino, Vergerio, Raimondi, Bruni ed il grande Leon Ba sta Alber .
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Il pensiero Rinascimentale
Il pensiero rinascimentale si cara erizza da un lato per la riscoperta del Pensiero
platonico, specie a raverso l’opera di Marsilio Ficino che all’interno dell’Accademia
platonica oren na si impegnò dal 1462/1463 nella traduzione del noto Corpus
Herme cum (il quale secondo una credenza rinascimentale aveva ispirato Platone) e
quasi in contemporanea nella traduzione dal greco (che aveva cominciato ad
apprendere a par re dal 1456) di tu i Dialoghi platonici; dall’altro furono diversi i
pensatori rinascimentali (da Pomponazzi ed Erasmo a Telesio no a Giordano Bruno
e Tommaso Campanella) che diedero vita ad una cri ca radicale del Pensiero
aristotelico sopra u o così come lo avevano presentato i do ori della Scolas ca
parigina ed oxfordiana nel corso della precedente età medievale.

Pico della Mirandola

Pico della Mirandola (1463/1494) è,


assieme a Marsilio Ficino, il più illustre
rappresentante della riscoperta del
pensiero platonico che cara erizzò
l’epoca rinascimentale. L’essenza del
pensiero pichiano si situa nella
celebre Ora o de hominis dignitate, all’interno della quale pone l’essere umano al
centro della sua speculazione loso ca, considerandolo totalmente padrone del
proprio des no. L’Uomo è quindi un “microcosmo” immerso in una sfera
esistenziale libera alla quale egli può conferire un cara ere rigenera vo oppure
degenera vo a seconda del suo agire nel mondo e nei rappor con gli altri umani.
Quanto a ermato dipende, secondo Pico, dalla stru ura interna dell’anima umana la
quale viene concepita dallo stesso alla stregua di un’ente bifronte che può tendere
verso l’alto (dice Pico “verso le cose celes ”)
oppure verso il basso (dice Pico “verso il
sensibile”) in quanto essa è capace anche
delle più vili bassezze. In ne, Pico nega un
eventuale in usso della Grazia divina per
quanto concerne il raggiungimento della
Salvezza da parte dell’Uomo dato che
quest’ul mo è pienamente arte ce del
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proprio des no.

Giordano Bruno
Giordano Bruno (1548/1600) è fautore di un pensiero loso co di chiara impronta
neoplatonica e di opposizione alla Scolas ca e alla do rina ontologica e cosmologica
di Aristotele. La loso a naturale di G.Bruno muove dall’idea della presenza di una
serie di corrispondenze fra il mondo ideale ed il mondo della natura che l’anima
umana può cogliere mediante la ragione (da lui chiamata phàntasia) che veicola e
trasforma le immagini sensibili (le famose ombre bruniane) in conce e contenu
ideali. La sua concezione si fonda sull’idea di un Universo percepito come una
sostanza in nita, unica ed immobile. Per Bruno, Dio e l’Universo non sono
contrappos (non vi è contrapposizione fra il Creatore e la sua Creatura) e pertanto
essi cos tuiscono ciò che lui de nisce quale Uno-Tu o.

Bruno amplia tale discorso ritenendolo applicabile ad ogni ente cosicché dirà lui
steso “Una è la possibilità assoluta, uno l’a o, una la forma, una la materia, una la
cosa, uno l’ente….”. In ne, per Bruno l’anima umana (a causa della sua natura
spirituale e immateriale) tende verso l’alto, verso Dio. Essa giunge a cogliere la
Sostanza in nita mediante il compimento di un percorso graduale di ascesa che
sfocia nell’eroico furore il quale non è che la brama, il desiderio, la tensione
dell’anima di farsi tu o unendosi al Tu o dell’Universo.
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CHIMICA
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La tavola periodica ordina gli elemen chimici secondo il loro numero atomico
crescente, creando una corrispondenza tra la posizione degli elemen stessi e la loro
con gurazione ele ronica. Le proprietà chimiche di un elemento, cioè il po di
reazioni a cui può dar luogo e la natura dei compos che può formare, dipende dal
numero di ele roni che possiede e dal modo in cui sono dispos , ovvero dalla
con gurazione ele ronica degli atomi o stru ura ele ronica. In par colare, il
comportamento chimico di un elemento è legato alla parte più esterna della
con gurazione
ele ronica, cioè al
numero di ele roni
presen nel livello più
esterno, de ele roni di
valenza.

I pun più signi ca vi


della tavola periodica:

• Gli elemen sono


118;

• Il posto che ciascun


elemento occupa
dipende dal suo
numero atomico Z;

• Le righe orizzontali formano 7 periodi;

• Il numero di ciascun periodo ci indica il livello di energia sul quale è possibile


trovare gli ele roni di valenza di tu gli elemen del periodo;
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• Gli elemen che chiudono i periodi sono i gas nobili (o gas iner ). Essi sono
cara erizza da una bassissima rea vità dovuta alla loro con gurazione
ele ronica stabile;

• Le colonne ver cali formano i gruppi e sono indica in alto con un numero
che va da 1 a 18;

• Dal gruppo 3 al 12 vi sono gli elemen o metalli di transizione;

• In fondo alla tavola periodica ci sono due le di 14 elemen che cos tuiscono
le due famiglie dei lantanidi e degli a nidi.

Classificazione degli elementi


Nella tavola periodica sono presen tu gli elemen suddivisi in tre
raggruppamen : metalli, non-metalli e semimetalli. I metalli sono l’insieme di
elemen più numeroso.

Le proprietà più signi ca ve dei metalli sono:

• La lucentezza;

• La conducibilità termica (trasferiscono calore) ed ele rica (consentono il


passaggio di corrente ele rica);

• La du lità (possono essere rido in li so li che possono essere piega


senza spezzarsi;

• La malleabilità (possono essere rido in lamine so lissime che possono


piegarsi).

I non-metalli si chiamano così in quanto hanno cara eris che opposte ai metalli. In
compenso hanno alta ele ronega vità e divengono facilmente ioni nega vi.

I semimetalli o metalloidi hanno proprietà intermedie; di par colare importanza è la


loro capacità di condurre la corrente solo in determinate condizioni, mo vo per cui
sono ampiamente u lizza come semicondu ori nel campo delle tecnologie
ele roniche.
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Le trasformazioni chimiche o reazioni chimiche sono sempre accompagnate da


trasformazioni energe che. Ogni sostanza è cara erizzata da una certa quan tà di
energia, determinata dai legami chimici che tengono uni i suoi atomi. Ad esempio,
la reazione di combus one del metano è realizzata per o enere, principalmente,
energia so o forma di calore:

CH₄(g) + 2O₂(g) → CO₂(g) + 2H₂O(g) + Q

Il calore sviluppato da questa reazione, o in generale, dalle reazioni della


combus one:

• Può essere u lizzato per riscaldare ambien o per cucinare cibi;

• Può essere conver to in lavoro dire amente, come negli autoveicoli o


indire amente come nella produzione del vapore ad alta temperatura
necessario per il funzionamento delle turbine di una centrale termoele rica.

Il calore è il processo di trasferimento di energia termica fra due corpi che hanno
di eren temperature. I corpi non posseggono calore, ma solo energia termica.

La scienza che si occupa di tu i possibili


trasferimen di energia che interessano la
materia si chiama termodinamica. Essa studia
una porzione di spazio che rappresenta l’ogge o
dell’indagine, il sistema e il suo ambiente, tu o
ciò che lo circonda. All’insieme sistema +
ambiente si dà il nome di Universo.

I sistemi chimici e sici sono cos tui da


materiali (reagen e prodo ) che partecipano alle trasformazioni siche e chimiche
della materia. I sistemi possono essere aper , chiusi o isola .
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• I sistemi aper scambiano con l’ambiente sia la materia che l’energia. Un


esempio di sistema aperto è il nostro organismo: noi consumiamo cibo e
produciamo energia, che cediamo all’ambiente;

• I sistemi chiusi scambiano con l’ambiente soltanto energia, ma non materia.


Ad esempio, il vino in una bo glia chiusa può cedere o assorbire energia
termica, ra reddandosi o riscaldandosi a seconda se è posto in frigorifero o al
sole.

• I sistemi isola non scambiano con l’ambiente né materia né energia, poiché


non hanno con esso alcun conta o. Un esempio di sistema isolato è il liquido
contenuto in un Thermos chiuso: la temperatura del liquido resta costante
grazie al par colare contenitore che impedisce lo scambio di calore con
l’ambiente.

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SCIENZE MOTORIE
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Le prime no zie
rela ve al calcio
risalgono al
Rinascimento quando a
Firenze veniva giocato
nelle piazze. Nel 1700
iniziò ad essere
pra cato in Inghilterra
e verso il 1850
l’Università di Cambridge ne impose il suo regolamento. Si di use poco dopo in
Francia, Germania e Italia e nel 1908 venne inserito tra le discipline olimpiche. Il
calcio a 5 invece, nacque in Brasile nel 1930 e si di use presto nell’Europa
Se entrionale raggiungendo l’Italia intorno al 1960.

Il gioco
Il calcio a 5 si gioca in un campo re angolare di dimensioni 40 x 20 metri. I la lunghi
del re angolo sono de linee laterali mentre quelli cor linee di fondo. Al centro di
quest’ul me sono poste le porte che misurano 3 x 2 metri. Durante il gioco si
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scontrano due squadre ciascuna composta da 5 giocatori in campo (+ 5 riserve in
panchina). Lo scopo è di fare goal, ovvero inviare la palla nella porta avversaria. La
par ta dura 40 minu suddivisi in due tempi di 20 minu ciascuno con un intervallo
di 15 minu e la possibilità di richiedere un me out per ogni tempo. Il numero di
sos tuzioni consen te è illimitato e queste sono e e uabili anche quando il pallone
è in gioco. Nel calcio a 5 non esiste il fuorigioco e la rimessa laterale si e e ua con i
piedi. Quando viene ba uto un calcio di punizione, tu gli avversari devono trovarsi
ad una distanza di almeno 5 metri dal pallone. Dopo il quinto fallo di squadra nello
stesso periodo di gioco, la squadra avversaria usufruisce di un calcio di punizione
libero che viene ba uto o dal punto dei 10 metri o dal punto in cui è stato
commesso il fallo. Vince la squadra che realizza il numero maggiore di goal. Per
quanto riguarda le infrazioni, non è consen to tra enere, sgambe are o spingere
l’avversario oltre che toccare volontariamente la palla con le mani. Tali falli vengono
puni con un calcio di punizione dire o o indire o.

I fondamentali individuali sono:

• Lo stop: viene u lizzato per ricevere la palla e controllarla rapidamente e in


poco spazio. La ricezione della palla si può e e uare con il piede, la coscia, il
pe o o la testa. Normalmente lo stop di piede si u lizza per fermare i palloni
bassi mentre le altre par del corpo per fermare i palloni al ;

• Il passaggio: per e e uare passaggi lunghi si usa il collo del piede mentre per
calciare in corsa o per imprimere alla palla una traie oria curvilinea si usano
spesso anche l’esterno del piede o l’interno del collo.

I fondamentali di squadra sono:

• L’a acco: comprende tu e le azioni come le triangolazioni, i dribbling ed i


passaggi e dove è necessario eseguire azioni sia in profondità che in ampiezza
del campo per far giungere la palla agli a accan al ne di concludere
posi vamente la serie di azioni;

• La difesa: può essere “a uomo” u le se gli avversari sono pericolosi o “a zona”.

I ruoli del calcio a 5 sono:

• Il por ere: in genere è dotato di rapidità di movimento e capacità acroba che;


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• Il difensore: ha il compito di far ripar re la squadra in avan con lanci lunghi e


precisi;

• Il centrocampista: è il regista del gioco in grado di organizzare l’azione di


a acco indirizzando la palla sulle fasce laterali o ver calmente verso le punte;

• L’a accante o punta: è colui dotato di velocità ed in grado di concludere


l’azione sia con i piedi che con la testa.

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Dopo 15 secoli di interruzione Pierre De Couber n, storico e pedagogista francese,


ripris nò i Giochi Olimpici con nuove regole. A queste nuove edizioni potevano
partecipare gli atle di tu o il mondo e di nazioni diverse e dal 1900 furono aper
anche alle donne. La convinzione di De Couber n era che ques giochi potessero
riunire atle di ogni ceto, razza, religione e credo poli co. Egli creò il Comitato
Internazionale Olimpico (CIO), che ancora oggi è responsabile del regolare lo
svolgimento della manifestazione. Il suo logo, cinque anelli di colori diversi su sfondo
bianco, indica
l’internazionalità
dell’evento; ad ogni colore
infa corrisponde un
con nente: blu per
l’Oceania, nero per l’Africa,
rosso per l’America, verde
per l’Europa e giallo per
l’Asia.

Le nuove compe zioni introdo e furono:

1. Gara di corsa;

2. Corsa di resistenza;

3. Pugilato;
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4. Lo a;

5. Pancrazio;

6. Pentathlon (salto in lungo, ro del giavello o, lancio del disco, corsa, lo a);

7. Corsa con le armi;

8. Gare equestri (corsa dei carri e dei cavalli);

9. Lancio del disco;

10.Salto con l’asta.

A ualmente gli sport che vengono premia sono più di trenta: atle ca leggera,
badminton, beach volley, canoa-kayak, cano aggio, ciclismo su pista e su strada,
tu , nuoto, nuoto sincronizzato, pallanuoto, ro con l’arco, baseball, so ball, calcio,
pallacanestro, pugilato, equitazione, scherma, hockey su prato, ginnas ca ar s ca e
ritmica, judo, pentathlon moderno, ro a segno, ro a volo, ping pong, pallamano,
tennis, pallavolo, pesis ca, lo a greco-romana, lo a libera, vela e mountain bike.

Le Olimpiadi seguono uno schema sso, durante l’apertura abbiamo una parata
aperta sempre dalla squadra greca e chiusa dalla squadra della nazione che ospita i
giochi in cui viene cantato l’inno olimpico e issata la bandiera u ciale dei giochi.
Durante la cerimonia di apertura viene accesa la amma olimpica che rimarrà
accesa per tu a la durata dei giochi e che simboleggia lo sforzo degli atle e la
perfezione della vi oria.

Dalla metà del XX secolo sono sta introdo anche i giochi paralimpici, dedica alle
persone diversamente abili, che, con il passare degli anni sono diventa sempre più
importan , con crescente successo di partecipan e di pubblico. Dal 2001 tali giochi
sono abbina sistema camente alle Olimpiadi vere e proprie. La ci à candidata ad
ospitare i Giochi Olimpici è infa tenuta ad organizzare anche le Paralimpiadi.

Le Olimpiadi, per la loro risonanza internazionale, si prestano a diventare un


palcoscenico involontario per gruppi o individui intenziona a manifestare
rivendicazioni poli che o per portare alla ribalta problemi di rilevanza sociale. Tra gli
episodi passa alla storia possiamo ricordare quello avvenuto durante le celebrazioni
dei giochi di Ci à del Messico 1968, quando i due atle afroamericani Tommie
Smith e John Carlos, durante l’esecuzione dell’inno statunitense alla cerimonia di
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premiazione dei 200 metri, eseguirono il saluto


delle Pantere Nere, pugno chiuso con guanto
nero alzato al cielo, per denunciare il razzismo
contro gli afroamericani negli USA. Ben più
tragici sono i fa accadu durante i Giochi
Olimpici di Monaco nel 1972, quando un
commando di terroris pales nesi prese in
ostaggio 11 membri della squadra olimpica
israeliana. Il tenta vo di liberazione da parte
delle forze dell’ordine nì con la morte di tu
gli atle , di cinque terroris e di un polizio o.

L’Italia e le competizioni olimpiche


L’Italia è una delle qua ro nazioni al mondo
( insieme a Svizzera, Gran Bretagna e Francia)
ad aver preso parte a tu e le edizioni dei
Giochi Olimpici dell’Era Moderna. Inoltre, il nostro Paese ha ospitato i Giochi
Olimpici in tre occasioni:

1. I VII Giochi olimpici invernali del 1956 a Cor na d’Ampezzo;

2. I Giochi della XVII Olimpiade del 1960 a Roma;

3. I XX Giochi olimpici invernali del 2006 a Torino.

Gli atle italiani hanno vinto 550 medaglie ai Giochi olimpici es vi e altre 106
medaglie ai Giochi olimpici invernali. I recordman italiani in fa o di vi orie
consecu ve alle Olimpiadi in gare individuali sono la schermitrice Valen na Vezzali e
il campione di sli no Armin Zoeggeler, sali sul podio per 5 edizioni consecu ve.
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