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Ciminiera ecologica lapproccio multi disciplinare proposto dall Ing.A.

Kemura

CITTA INQUINATE COME RISOLVERE IL PROBLEMA

INDICE
CITTA INQUINATE ...................................................................................... 1 COME RISOLVERE IL PROBLEMA .................................................................. 1 ABSTRACT................................................................................................... 2 1.0 INTRODUZIONE.................................................................................. 4 CONCETTI DI BASE .................................................................................. 4 2.0 OSSSERVAZIONI GENERALI SUL TEMA ................................................ 8 3.0 ELENCO DEGLI INQUINANTI E IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO CHE ESSI PRODUCONO .......................................................................... 10 4.0 LA RASSEGNA STAMPA ..................................................................... 16 5.0 RILEVAMENTO DELLINQUINAMENTO ................................................ 16 LIDEA : USO DEGLI SPECCHI COMPUTERIZZATI .................................. 17 6.0 PROPOSTA TECNOLOGICA ................................................................ 19 LE DUE SOLUZIONI ............................................................................. 20 TUBO RETTICOLARE ........................................................................... 21 NUOVI MATERIALI ........................................................................... 21 SFIDA ALLA GRAVIT PROBLEMI STATICI ...................................... 22 LOGISTICA E TEMPI DEL MONTAGGIO.............................................. 25 TUBO DIRIGIBILE ............................................................................... 26 Bibliografia:............................................................................................ 27

Roma maggio 2007 - Per commenti mandare email a ing.akem@virgilio.it

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ABSTRACT
Come risolvere il problema di inquinamento delle grandi citt. Propongo un idea che probabilmente fattibile con le nuove tecnologie. Il problema ovviamente multi disciplinare e per trovare le migliori soluzioni ci vorranno probabilmente gli studi sperimentali. Comunque azzardo una proposta a livello concettuale. Possiamo dividere la soluzione in due fasi. Nella Prima fase si dovrebbe rilevare il flusso dellinquinamento con una risoluzione dettagliata per poter capire dove si creano le concentrazioni dellinquinamento. Attualmente linquinamento nelle citt e nelle metropolitane viene rilevato tramite un numero determinato di stazioni attrezzate. Comunque in alcune situazioni, per abbassare linquinamento intorno alle stazioni di rilevamento si dovuto deviare il traffico locale. Da notare che oltre alle stazioni fisse esistono anche quelle mobili che permettono un rilievo dellinquinamento preciso nei diversi punti. Oltre questo metodo di rilievo diretto sono in uso i sofisticati modelli matematici che a livello teorico prevedono nei diversi punti diverse concentrazioni degli inquinamenti in base a molteplici parametri. I metodi usati possono essere statistici o teorici. La mia proposta di creare un sistema informativo basato sui dati effettivamente rilevati in maniera capillare sul territorio urbano. Questo sarebbe possibile utilizzando contemporaneamente Lidar ,cio Laser Radar da una parte e dallaltra un Laser insieme alla nuova generazione degli spettroscopi1. Questo sistema sofisticato di alta tecnologia a doppia lettura dovrebbe essere in grado di rilevare qualsiasi componente chimica nellatmosfera e la posizione delle particelle rilevate. Il sistema potrebbe essere particolarmente utile anche nel caso di pericolo di emissioni tossiche casuali o incidentali che produce lindustria. Cera un caso in India dove sono morte un centinaio di persone civili nelladiacenza di un impianto chimico industriale. Gli strumenti indicati dovrebbero essere posizionati su un satellite geo stazionario2, o su un aeroplano automatico senza lequipaggio con gli strumenti sopraindicati a bordo. Sulla terra nei punti di rilevamento potrebbero essere posizionati, ove necessario, gli specchi che dovrebbero essere computerizzati in maniera da avere la precisa inclinazione verso il satellite o laeroplano. Lintero sistema dovrebbe essere informatizzato ed automatizzato nel caso dei

Ad esempio CDRS Cavit RingDown Spectroscopy un sensore spettroscopico a gas per dettezione delle piccolissime concentrazioni di NO. 2 Il satellite che ha la stessa velocit angolare della rotazione di terra posizionato alla distanza di 35.740 km dal centro della terra ed apparentemente fisso sopra per un osservatore dalla superficie di Terra.

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rilevamenti tossici intorno alle industrie con prodotti chimici potenzialmente pericolosi o nei centri urbani. Questo metodo mi sembra adeguato anche per studiare la concentrazione dellinquinamento per rilevare uneventuale esistenza dei punti di concentrazione, anche se gi chiaro dalla letteratura specifica che nei centri urbani abbiamo le cupole daria calda e di inquinamento con picchi , sia della concentrazione , sia dellaltezza di raggiungimento dellaria calda e inquinante nelle zone pi centrali. Nel caso della presenza di vaste aree verdi leffetto negativo meno estremo. Perci posso riepilogare che la tecnologia gi in uso negli ambienti militari e dell astronomia e delle agenzie spaziali che con grande successo portano i dati dagli altri pianeti del nostro sistema solare, potrebbero essere usati nel studiare meglio e risolvere parzialmente i problemi relativi allinquinamento. Dalle statistiche gi sappiamo che il problema relativo allinquinamento gi abbastanza grande in tutto il mondo, con il drastico aumento delle allergie nella popolazione di tutta let e nellaumento del tasso di mortalit tra gli anziani e tra i malati cronici. La Seconda fase propone le soluzioni per abbassare il livello dellinquinamento agendo proprio sui punti di sua pi alta concentrazione. Qui ipotizzo che linquinamento si potrebbe abbassare (non solo localmente perch c un flusso che porta linquinamento dalle diverse zone della citt proprio in quella zona particolare) portandolo via dai punti di concentrazione creando un effetto di Ciminiera ecologica tramite un tubo flessibile creato dai materiali compositi di tela e di struttura di telaio leggerissima per raggiungere le altezze desiderate.
I vari canyon (quello fatto dalle strade ed edifici n.a.) , pi o meno sviluppati, non costituiscono solo una trappola (parziale o totale) per gli inquinanti, ma anche per la radiazione e lenergia. In effetti siamo di fronte a geometrie complesse costituite da superfici orizzontali, verticali ed oblique (variamente orientate) che riflettono (spesso con coefficienti di albedo molto differenti) la radiazione solare diretta. Di fatto sulle differenti superfici si potr instaurare un differente bilancio radiativo ed un differente bilancio energetico e il risultato finale sar quasi sempre il fatto che la struttura a canyon risulta anche una trappola di calore e ci giustifica il fatto che laria nei vari canyon, e quindi laria della canopy urbana che ne linviluppo, mediamente pi calda dellaria presente al medesimo tempo nelle aree rurali. Questo fenomeno di maggior riscaldamento delle aree urbane rispetto alle rurali noto col nome di isola di calore (Oke, 1976).

Da questo paragrafo possiamo dedurre chiaramente che linquinamento nelle citt ha gli aspetti complessi che riguardano entrambi le ipotesi di lavoro, cio che tutta la citt sta sotto una cupola ( o usando il termine tecnico appropriato che le citt hanno laria della canopy urbana) ma comunque hanno anche dei punti / flussi di concentrazione pi alta che potrebbe essere usato come punto da dove aspirare ed esportare laria inquinata.

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1.0 INTRODUZIONE
Abstract: In questo paragrafo saranno esposti alcuni concetti base di utilit ai non esperti del settore per meglio comprendere la problematica. Una buona parte di questa parte di documento sono citazioni (in scuro blu) usate dalla bibliografia.

CONCETTI DI BASE
COSE LATMOSFERA Latmosfera terrestre composta prevalentemente da azoto (78%) e da ossigeno (21%) con presenza di argo, anidride carbonica e altri gas nella percentuale residuale di circa un percento. Non esiste unaltezza precisa n ha un limite preciso, ma si prende come dato buono, convenzionalmente, che latmosfera si estende per 1.000 km dalla superficie di terra, dopo di che inizia lo spazio interplanetario. Latmosfera non una composizione omogenea, ma un sistema dinamico molto complesso. Comunque latmosfera divisa in diversi strati , ognuna con le diverse caratteristiche fisico chimiche. Lo strato adiacente alla superficie terrestre la troposfera di altezza di 15 km circa e qui si svolge tutta la dinamica meteorologica che ci interessa quotidianamente. Si considera che lintero strato ha le caratteristiche chimiche omogenee. Comunque la pressione e la temperatura cambiano con laltezza, in modo che per ogni km di altezza la temperatura diminuisce di circa 6,5 gradi K con la contemporanea diminuzione della pressione. Sopra lo strato di troposfera si trova la stratosfera fino allaltezza di 50 km che include la fascia di ozono, importante per la protezione della terra dai raggi ultravioletti. Segue la mesosfera fino allaltezza di 90 km. La parte alta di questo strato fa parte della ionosfera che impermeabile per le onde radio che riflette sulla Terra permettendo la comunicazione radio globale nonostante la curvatura di Terra. Sopra la mesosfera troviamo la termosfera che arriva fino a 500 km da Terra circa, e anchessa fa parte della ionosfera e la temperatura in questo strato alta. Lultimo strato, lesosfera arriva fino a 1.000 km circa dalla Terra. Linquinamento si trova pi in basso della troposfera, noto come PBL Planetari Boundary Layer, Lo Strato Limite Planetario ,che sar meglio spiegato nelle citazioni usate nei seguenti paragrafi.

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COSE LINQUINAMENTO

Per inquinamento atmosferico si intende l'alterazione chimico-fisica dell'aria nelle sue condizioni di purezza naturale. Bisognerebbe, a questo punto, che fosse definibile in modo preciso ed univoco il concetto di aria pura, ma ci non possibile perch la composizione dell'aria viene spesso alterata dagli stessi fenomeni naturali, non solo da quelli di una certa entit (come le attivit vulcaniche, gli incendi dei boschi, ecc.), ma anche dal semplice metabolismo e dalla decomposizione vegetale e animale, localizzati in maniera disomogenea sulla superficie terrestre. Agli inquinanti naturali si aggiungono poi altre sostanze provenienti dalle attivit umane che, se uniformemente distribuite, non porterebbero particolari modifiche della composizione dell'aria. Ma il problema dell'inquinamento di origine antropica deriva proprio dal fatto di essere altamente concentrato in piccole aree (sopratutto urbane ed industriali) e di non essere in grado di diffondersi nell'intera atmosfera per la presenza o di barriere geomorfologiche naturali o create dall'uomo che ne limitano la diffusione laterale3. Si assiste, quindi, ad un vero e proprio accumulo, accentuato in alcuni giorni anche da particolari condizioni meteorologiche.

ATTUALE RILEVAMENTO DELLINQUINAMENTO


Le rilevazioni meteorologiche, effettuate su base oraria e nelle immediate vicinanze del suolo, sono di tipo tradizionale e sono realizzate allo scopo di contribuire alla comprensione dei meccanismi fisico chimici che stanno alla base del trasporto, della dispersione e della deposizione degli inquinanti sul territorio. In effetti, oltre a parametri meteorologici di uso del tutto generale (la pressione barometrica e la temperatura ed umidit media dellaria), vengono rilevati altri parametri dedicati, ciascuno, ad un particolare aspetto del processo di dispersione degli inquinanti in aria. Il primo gruppo di parametri costituto dalla velocit e dalla direzione media del vento; linsieme dei valori misurati nelle varie postazioni realizza un campionamento essenziale del campo di vento che si viene ad instaurare sul territorio e che determina il trasporto delle masse daria e quindi degli inquinanti stessi. Il secondo gruppo di parametri costituto dalla radiazione solare globale che quantifica lenergia esterna (solare) ricevuta dalla parte bassa dellatmosfera e dalla radiazione netta che evidenzia la disponibilit energetica dellatmosfera per la generazione di moti turbolenti delle masse daria che determinano la dispersione (o meglio la diffusione turbolenta) degli inquinanti ivi contenuti. Oltre a ci, lintegrale della radiazione netta risulta poi proporzionale nelle ore diurne allo spessore verticale dello strato di atmosfera confinante col suolo e sede dei processi di trasporto e dispersione degli inquinanti, noto come PBL (Planetary Boundary Layer). La pioggia cumulata, poi, completa la visione dei fenomeni di dispersione e deposizione degli inquinanti evidenziando linnescarsi dei processi di dilavamento dellatmosfera e quindi di deposizione umida al suolo. Linsieme di tutte queste informazioni, acquisite dalle varie postazioni di misura su base oraria, costituisce uno degli elementi essenziali per limpiego di modelli di calcolo che simulano il trasporto, la dispersione e la deposizione degli inquinanti. Lutilizzo di tali modelli costituisce in effetti un valido supporto alloperativit della rete di qualit dellaria e ne costituisce di fatto unintegrazione significativa, consentendo la gestione e la valutazione delle diverse problematiche ambientali emergenti sul territorio.

Gli Inquinanti e le emissioni (Da Finzi e Brusasca, 1991)

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PBL (Planetary Boundary Layer)


Lo Strato Limite Planetario o Planetary Boundary Layer (PBL) quella porzione di Troposfera a diretto contatto con la superficie terrestre prevalentemente interessata dallInquinamento Atmosferico. Essa pu anche essere definita come quella porzione di Troposfera direttamente influenzata dalla superficie terrestre, che risponde allimmissione di energia da essa proveniente con scale temporali dell'ordine dell'ora (Stull, 1989). Lattrito subito dalle masse daria in movimento, le distorsioni indotte al loro flusso dall'orografia, l'evapotraspirazione, il trasferimento di calore dal suolo allaria e l'emissione di inquinanti in prossimit del suolo causata dalle attivit umane o dai fenomeni naturali (es. eruzioni vulcaniche, ecc.) rappresenta nel complesso linfluenza determinata dalla superficie terrestre sul PBL. Il PBL un fluido continuo, il cui stato completamente definito da un insieme di variabili di tipo macroscopico. Prima di introdurle, necessario presentare due concetti fondamentali: il volume di controllo ed il sistema di riferimento. Ad ogni posizione nel PBL associabile un volume di controllo (o particella), cio un volume daria di dimensioni finite, tanto piccolo da avere dimensioni trascurabili rispetto alle dimensioni caratteristiche del dominio di indagine, ma sufficientemente grande da contenere una porzione daria con caratteristiche chimico - fisiche omogenee. Per descriverne il movimento nello spazio e nel tempo, necessario adottare un adeguato sistema di coordinate. Dato che nella maggior parte delle applicazioni pratiche si considera un dominio di indagine con un'estensione verticale ridotta (dellordine di 12 km) ed una estensione orizzontale dell'ordine delle centinaia di chilometri, non normalmente

VELOCITA DEL VENTO E TEMPERATURA DARIA


il modulo del vettore U (o pi spesso della sua proiezione sul piano orizzontale), che prende il nome di velocit del vento. In pratica si ha che la velocit del vento definita come: U = vx + vy + vz vx + vy [2.1] E normale trascurare nei pressi del suolo la componente verticale visto che spesso, ma non sempre, tale componente di molto inferiore alle componenti orizzontali, specialmente quando si considerano valori medi su tempi sufficientemente lunghi. Dal punto di vista delle unit di misura, si adotta sia per le singole componenti del vettore vento che per la sua velocit l'unit (ms-1). secondo le convenzioni aeronautiche si definisce direzione del vento la direzione da cui spira il vento. Essa 0 quando la direzione di provenienza il Nord e questo angolo cresce fino a 360, in particolare 90 quando il vento proviene da Est, 180 quando proviene da Sud e 270 quando proviene da Ovest. Un generico volume di controllo, posizionato nel punto P(x,y,z), contiene un elevato numero di molecole in continua agitazione termica e quindi definibile ad ogni istante una temperatura dell'aria T, cio la funzione T(x,y,z;t) (normalmente misurata in gradi Kelvin). Va sottolineato che nella descrizione del PBL vengono spesso impiegate anche definizioni differenti di temperatura, come si vedr nel seguito.

PRESSIONE DARIA
Per un generico volume di controllo si definisce pressione p la forza per unit di superficie che agisce perpendicolarmente alla superficie esterna del volume stesso. L'unit di misura pi usata in Micrometeorologia il chiloPascal (kPa) e lectoPascal (hPa, numericamente equivalente ai mbar). In condizioni standard e al livello del mare, la pressione atmosferica pari a 1013.25 hPa. In atmosfera la pressione isotropica, cio in un dato punto essa uguale in ogni direzione ed la conseguenza del peso dellaria sovrastante: pi ci si innalza, meno numerose sono le molecole presenti nella colonna daria sovrastante il punto in considerazione, cosa che determina una diminuzione della pressione con la

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quota pressoch esponenziale e dipendente dalla temperatura. Una relazione approssimata che esprime tale variazione la seguente: p = p0 exp[(0.0342 T) z] in cui p0 la pressione al livello del mare, T la temperatura in (K) e z la quota in metri. Come ordine di grandezza per calcoli rapidi ed approssimati, si ricordi che nel PBL si ha una riduzione di pressione con la quota pari a circa 10 hPa per ogni innalzamento di 100 metri.

GAS SERRA E CLOROFLUOROCARBURI


Unimportante famiglia di queste sostanze costituita dai gas responsabili dellassorbimento della radiazione ad onda lunga emessa dalla superficie terrestre, noti come gas serra, il cui rappresentante principale il Biossido di Carbonio (CO2), anche se svolgono unazione rilevante il Metano (CH4), lOssido Nitroso (N2O) ed in misura minore lOzono (O3). Unaltra importante famiglia quella dei Clorofluorocarburi (CFC) che svolge un ruolo determinante nei processi di distruzione della fascia di Ozono stratosferico: tali sostanze, per la 24 loro scarsa reattivit, hanno tempi di residenza in atmosfera molto lunghi (dellordine delle decine o centinaia di anni) che permettono loro di raggiungere la stratosfera e di entrare in complesse reazioni chimiche che portano alla distruzione delle molecole di Ozono, con conseguente diminuzione delleffetto schermante nei confronti della radiazione ultravioletta.

VARI REGISTRI DEGLI INQUINAMENTI


INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) ed EPER (European Pollutant Emission Register) sono registri integrati nati nell'ambito della direttiva 96/61/CE, meglio nota come direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control). Essi sono il risultato di un approccio integrato alla gestione ambientale che coinvolge i governi, le industrie e il pubblico e d la possibilit a quest'ultimo di esercitare il proprio diritto di accesso ad informazioni ambientali in maniera semplice attraverso la moderna tecnologia. Il Registro INES contiene informazioni su emissioni in aria e in acqua di specifici inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e da stabilimenti generalmente di grossa capacit presenti sul territorio nazionale. Il Registro INES aggiornato annualmente e sono disponibili le informazioni relative agli anni 2002, 2003, 2004 e 2005. La Dichiarazione INES il processo di raccolta delle informazioni per l'aggiornamento del Registro INES che si svolge annualmente a livello nazionale. Il Registro EPER, analogamente al Registro INES, contiene informazioni provenienti dai principali settori produttivi e da stabilimenti generalmente di grossa capacit presenti nei paesi membri della comunit europea e in altri paesi aderenti all'iniziativa. L'aggiornamento delle informazioni triennale. L'anno di riferimento delle informazioni contenute nel Registro EPER , attualmente, il 2000 o 2001 o 2002 e il 2004. Le informazioni relative all'Italia attualmente disponibili sono riferite al 2002 e al 2004. Il Registro E-PRTR (European Pollutant Release and Transfer Register) il nuovo registro integrato che lUnione Europea realizzer sulla base di quanto previsto dal recente Regolamento (CE) 166/2006 (Regulation on of the European Parliament and of the Council concerning the establishment of a European Pollutant Release and Transfer Register and amending Council Directives 91/689/EEC and 96/61/EC). Il Registro E-PRTR nasce nell'ambito della Convenzione di Aarhus (Convention on Access to Information, Public partecipation in Decision-making and Access to Justice in Environmental Matters) e sostituir l'attuale Registro EPER, ampliandone i contenuti informativi che saranno sempre accessibili al pubblico. Il primo anno di riferimento sar il 2007 e i dati raccolti saranno disponibili a partire dal 2009.

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2.0 OSSSERVAZIONI GENERALI SUL TEMA


Abstract: Qui ho esposto il ragionamento e le motivazioni filosofiche per cui ritengo che sarebbe giustificato che la societ si impegnasse seriamente in un progetto di Ciminiera ecologica. Perci vale analizzare tutti gli aspetti senza nasconderle alcunch sotto il tappeto. Oramai tutti sappiamo che linquinamento diventato il problema globale che influisce addirittura sul clima globale. Il processo complesso, connesso sia ai processi naturali sia alle attivit antropologiche. Tutti quelli che minimizzano limportanza delle attivit umane sui cambiamenti climatici, e oggi sono una piccola minoranza, dovrebbero capire che anche se linfluenza antropologica fosse molto piccola, la sua influenza , sia per effetti diretti, sia per effetti di interazione con altri effetti naturali, potrebbe creare effetti destabilizzanti di un fenomeno il clima terrestre, gi di per se molto complesso ed esposto a possibili cambiamenti. Il tema di questo documento non il clima ma linquinamento ed in particolare quello nei centri urbani. Per vorrei esaminare dal punto di vista logico deduttivo se i due aspetti sono connessi e in quale maniera. Le convenzioni nazionali ed internazionali hanno stabilito che le emissioni degli inquinanti e delle sostanze che possano influenzare il riscaldamento globale devono essere limitati. Le cifre delle quantit inquinanti emesse nella atmosfera sono veramente impressionanti. Il problema delle citt che da un lato le stesse citt producono grandi quantit di inquinamento e dallaltra parte arrivano altre sostanze inquinanti anche da distanze notevoli, che produce lindustria o lagricoltura , o anche come risultato di processi naturali. Le citt hanno una temperatura media pi alta rispetto all habitat naturale e perci si crea una cupola inquinante che influisca negativamente sulla salute di tutti i cittadini e in particolare di quelli che vivono nei centri urbani. Riuscire ad esportare laria inquinante urbana dalla cupola nella atmosfera circostante ad unaltezza notevole aiuterebbe la dispersione ed a diluire degli agenti inquinanti dalla zona di altissima concentrazione urbana nellatmosfera globale. Le emissioni complessive nellatmosfera terrestre o quella nazionale risulterebbero uguali, ma la distribuzione sarebbe pi favorevole proprio nelle zone con pi alto tasso di presenza demografica. Anche se nella letteratura stato indicato che le concentrazioni inquinanti nelle citt, se fossero disperse in tutta latmosfera sarebbero comunque molto basse, un monitoraggio e la valutazione di quanto potrebbero influenzare il

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riscaldamento globale dovrebbero accompagnare un simile soprattutto se fosse adottato come un sistema valido per pi citt .

progetto,

Penso che il concetto formale e non sostanziale. E evidente che se si riuscisse a pulire larea di tutte le citt, allora forse il tasso dinquinamento proveniente dalle cupole urbane diventerebbe una nuova sorgente di emissioni che potrebbero influenzare il clima globale. Per visto che il problema si pone in seguito alla risoluzione di un grave problema delle citt inquinate, su questo aspetto non mi fermer pi di tanto. Dir che il problema si potrebbe risolvere parzialmente cercando in vari modi di utilizzare i filtri e cos ridurre lemissione urbana. Ovviamente, laltro approccio, tra altro gi in atto, di usare le nuove tecnologie per lenergia rinnovabile. Solo che dalle statistiche sembra che lindustria non ce la fa a rispettare i parametri internazionali per le emissioni e allora comunque sarebbe utile pensare a come eliminare fisicamente linquinamento gi prodotto o quello che sappiamo che comunque sar prodotto. Comunque mi sembra possibile pensare a diversi metodi che potrebbero essere combinati con la Ciminiera ecologica per ridurre linquinamento che si concentra lungo le autostrade. Ad esempio creare nei punti di concentrazione dellinquinamento, che quasi sicuramente troveremmo tra i vari incroci stradali, sistemi di aspirazione daria con diversi sistemi del filtraggio. Nel caso di una variante di risucchio nei tubi interrati si dovrebbe analizzare luso dei filtri ad acqua adatti per le polveri, mentre diversi altri filtri potrebbero catturare vari inquinanti gassosi. Cos linquinamento sarebbe ridotto alla sua sorgente diminuendo le quantit dellinquinamento che sarebbe disperso nellatmosfera terrestre se comunque trasportato via dai centri urbani nell atmosfera terrestre. Luso dei filtri sarebbe pienamente giustificato anche dal seguente testo che indica le complesse relazioni tra il suolo e laria ed il ciclo dellinquinamento:
Gli inquinanti emessi nel PBL dalle sorgenti di vario tipo distribuite sul territorio non solo si disperdono nellaria, ma labbandonano depositandosi al suolo. La deposizione degli inquinanti al suolo in pratica uno dei pi importanti meccanismi di autodepurazione di cui dispone il PBL. Non si deve pensare, per, che gli inquinanti presenti in aria letteralmente si depositino al suolo. Se questo effettivamente vero per il particolato, cos non per gli inquinanti gassosi. Se il processo di deposizione ha luogo in assenza di precipitazioni, linquinante, venendo a contatto con gli elementi presenti al suolo (suolo nudo, vegetazione, specchi dacqua, ecc.), innesca una complessa serie di fenomeni di tipo chimico, chimicofisico e biochimico che, da un lato, impoveriscono laria e dallaltro alterano la vegetazione, la composizione dei suoli e delle acque superficiali. In pratica il fenomeno di deposizione produce un flusso verticale negativo (verso il basso) di inquinante in corrispondenza dellinterfaccia aria-suolo con un conseguente impoverimento di inquinante in aria ed un alterazione del suolo e di ci che gli sta sopra.

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Quando sono presenti le precipitazioni tutto si fa pi complesso. Linquinante viene catturato dalle acque meteoriche, con esse pu reagire chimicamente e da esse viene convogliato al suolo interagendo con tutto ci che si viene a trovare sopra la superficie terrestre. In assenza di precipitazioni, il processo di impoverimento dellatmosfera viene chiamato deposizione secca. Anche se in termini assoluti il flusso di inquinante al suolo derivante da questo processo relativamente limitato, la sua costante presenza ne fa un elemento estremamente efficace per lautodepurazione dellatmosfera, anche se ci ha come contropartita un conseguente inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee. La presenza delle precipitazioni meteoriche esalta i processi di deposizione (il flusso di inquinante di circa due ordini di grandezza superiore) ed la causa principale delle piogge acide. Limportanza di questo tipo di deposizione, che indichiamo con il termine di deposizione umida, tanto maggiore quanto pi frequenti sono le precipitazioni.

Una volta individuati i punti di altissima concentrazione, linquinamento si dovrebbe risucchiare portandolo in altezza , e allora rimane da studiare a quale altezza necessario portare laria inquinata. La minima altezza dovrebbe essere paragonabile alle ciminiere industriali, ma penso che si dovrebbe analizzare di portare linquinamento o nelle altezze stratosferiche o fuori dellatmosfera terrestre, se non c pericolo di perdita della stessa atmosfera. Dallanalisi della letteratura scientifica emerge che le citt hanno una cupola daria calda ed inquinante a forma di campana, che al centro della area, la cos detta isola di calore, potrebbe arrivare fino a 1.000 2.000 metri, e verso la zona periferica della citt dovrebbe abbassarsi almeno al met del valore massimo. Questa indicazione importante per valutare laltezza minima necessaria per costruire una Ciminiera ecologica. La letteratura, altrettanto indica, che le concentrazioni inquinanti sono alte solo nelle zone dei centri urbani, e se portati via dalla cupola urbana, non avrebbero impatto sulla atmosfera in genere.

3.0 ELENCO DEGLI INQUINANTI E IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO CHE ESSI PRODUCONO
Abstract :E necessario elencare i principali inquinanti e leffetto che producono sulla salute umana. Penso che sia utile per chiunque saperne di pi sullargomento. E definito invece come livello critico la concentrazione di un inquinante in atmosfera al di sopra della quale, in accordo con le attuali conoscenze, possono avvenire effetti dannosi ai ricettori quali esseri umani, piante, ecosistemi o materiali. I composti gassosi in questione sono il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, lozono e lammoniaca.

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Complessivamente i significativi livelli di correlazione per i diversi inquinanti mostrano come la struttura e le caratteristiche dellinquinamento atmosferico siano comuni alle diverse aree del territorio. Cio la tipologia di sorgenti di emissione, i cicli temporali e le caratteristiche meteorologiche presentano dei tratti importanti e omogenei sul territorio. Tale fenomeno particolarmente evidente e importante per ci che riguarda NO2 e ozono che, essendo inquinanti di tipo secondario (non direttamente emessi dalle sorgenti), sono formati e trasportati in atmosfera e tendono a omogeneizzarsi sul territorio.
Il passaggio logico tra emissioni e concentrazioni non banale, come spesso si vorrebbe far credere. Lo sarebbe se latmosfera fosse un contenitore ideale in cui fosse possibile un rimescolamento istantaneo ed omogeneo delle differenti specie inquinanti. In effetti in una tale atmosfera irreale, detta E (gs-1) lemissione di un generico inquinante, C (gm-3s-1) la sua concentrazione in aria e V (m3) il volume dellatmosfera, tra E e C esisterebbe la semplicissima relazione di proporzionalit diretta C=E/V. Nulla di pi lontano dalla realt! Le emissioni vengono affidate alle masse daria in movimento rapido e turbolento e ne seguono le evoluzioni nello spazio e nel tempo. Vengono da esse trasportate e disperse ed in esse spesso hanno luogo complesse reazioni chimiche e fotochimiche, nonch passaggi di fase, capaci di alterare profondamente le caratteristiche chimiche dellatmosfera nello spazio e nel tempo. Tutto ci, che poi la realt che quotidianamente si osserva, porta a distruggere la proporzionalit diretta e semplice tra emissioni e concentrazioni che ci si era illusi di considerare, facendoci cogliere immediatamente la complessit del problema. La definizione di qualit dell'aria parte dalla definizione di un elenco di sostanze chimiche che vengono definite come inquinanti. L'osservabile che costituir l'elemento base della definizione di qualit dell'aria la misura della concentrazione di tale elemento nell'aria. Una volta definite le metodologie necessarie per realizzare in pratica la misura di tali concentrazioni, devono venire definiti degli indicatori statistici e dei riferimenti temporali ad essi correlati (es. il valore medio nel periodo invernale, ecc.) per ogni singolo inquinante considerato ed infine degli standard di qualit, cio dei valori soglia, che se superati, determinano uno stato di qualit dell'aria inaccettabile, cio un episodio di inquinamento.4

BIOSSIDO DI ZOLFO SO2


Gli ossidi di zolfo e i loro derivati provocano sulluomo effetti che vanno da semplici irritazioni delle mucose (vie respiratorie e occhi), nel caso di brevi esposizione a concentrazioni elevate, sino a fenomeni di broncocostrizione per esposizioni prolungate a quantitativi anche non elevati. Per quanto riguarda la vegetazione sono i maggiori responsabili del fenomeno delle piogge acide. In seguito a precipitazioni, infatti, questi composti vengono veicolati al suolo dove causano danni alle foreste (distruggono il sistema linfatico delle piante provocando necrosi), con conseguente depauperamento della copertura vegetale e inaridimento di vaste aree. Provocano inoltre danni al patrimonio artistico e monumentale.
ASPETTI TEORICI: APAT-Agenzia per la Protezione dellAmbiente e per i servizi Tecnici : La micrometeorologia e la dispersione degli inquinanti in aria (Roberto Sozzi)
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MONOSSIDO DI CARBONIO - CO
A causa della sua elevata capacit di legarsi allemoglobina (circa 200 volte superiore a quella dellossigeno) il CO pu provocare abbassamento delle funzioni vitali fino a determinare la morte nel caso di concentrazioni particolarmente elevate, caso che non si verifica in ambiente esterno. Per quanto concerne la vegetazione alcuni studi dimostrano linfluenza negativa del CO sulla capacit di alcuni batteri radicali di fissare azoto con conseguente riduzione dello sviluppo della pianta. Il comportamento delle concentrazioni degli inquinanti riportati in figura evidenzia le caratteristiche tipiche della variazione giornaliera di ogni inquinante considerato. La concentrazione di CO, la cui presenza in atmosfera dovuta per circa l85 % al traffico veicolare, raggiunge i valori massimi durante le ore di maggior traffico (le 9 e le 20). L'inquinamento di ossido di carbonio quindi un inquinamento tipicamente urbano e la sua concentrazione in aria determinata soprattutto dal grado di emissione del gas in atmosfera da parte delle autovetture, dal grado di rimozione del terreno (nella citt molto basso) e, come per ogni inquinamento atmosferico, dal grado di dispersione nell'atmosfera. La presenza di CO in atmosfera porta alla diminuzione della capacit dei batteri di fissare l'azoto nelle radici delle piante. Perch il CO possa danneggiare per le piante deve raggiungere concentrazioni superiori ai 100 ppm per lunghi periodi (mesi), ma le condizioni attuali sono ben lontane da questi livelli. Non si sono riscontrati particolari effetti del CO sui materiali. Per quanto riguarda, invece, l'effetto sugli uomini, noto che inalazioni d'aria ad alta concentrazione (superiori a 100 ppm) possono portare alla morte, ma l'inquinamento non giunge a concentrazioni cosi elevate.

OSSIDI DI AZOTO - NOX


Lazione dellossido di azoto (NO) sulluomo relativamente blanda; inoltre, a causa della sua rapida ossidazione a biossido di azoto, si fa spesso riferimento solo a questultimo inquinante, in quanto risulta molto pi tossico del monossido. Il biossido di azoto un gas irritante per le mucose e pu contribuire allinsorgere di varie alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Prolungate esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie. Limpatto del biossido di azoto sulla vegetazione sicuramente meno importante di quello del biossido di zolfo. In caso di brevi esposizioni a basse concentrazioni pu addirittura avere un effetto positivo poich pu incrementare i livelli di clorofilla; lunghi periodi di esposizione causano invece la senescenza e la caduta delle foglie pi giovani. Il meccanismo principale di aggressione comunque costituito dallacidificazione del suolo (vedi fenomeno delle piogge acide) poich causa perdita di ioni calcio, magnesio, sodio e potassio e conduce alla liberazione di ioni metallici tossici per le piante. Da notare che labbassamento del pH compromette anche molti processi microbici del terreno, fra cui lazotofissazione. Gli ossidi di azoto inoltre in quanto responsabili delle piogge acide hanno effetti negativi sulla conservazione dei monumenti. La fonte principale di ossidi di Azoto (NOx) l'azione batterica che ne produce un quantitativo di un ordine superiore a quello di origine antropico. Quest ultimo per ha la caratteristica di essere presente in alte concentrazioni in aree limitate. Infatti si riscontrato che nelle citt la concentrazione di NOx 10-100 volte maggiore che al di fuori di queste dove influisce sopratutto l'azione batterica. Maggior fonte di inquinamento di origine antropica siano i trasporti. Si riscontrato in particolare che i motori diesel producono pi ossidi di azoto dei motori a benzina, questo perch utilizzano miscele molto povere.

OZONO O3
A causa dellelevato potere ossidante e della sua capacit di raggiungere con estrema facilit gli alveoli polmonari, lozono ha effetti sulluomo che vanno dalla diminuzione della

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capacit respiratoria allirritazione delle mucose. Brevi esposizioni a elevate concentrazioni danni sintomi risolvibili nelle 48 ore successive, mentre esposizioni prolungate anche a basse concentrazioni possono comportare sensibilizzazione e persistenza dei sintomi. Nelle piante lozono provoca necrosi dei tessuti la cui entit dipende dalle concentrazioni in atmosfera con conseguenti danni alle coltivazioni.

BENZENE C6H6
Esposizioni prolungate a concentrazioni di benzene anche non elevate provocano principalmente danni ematologici (anemie, carenze di globuli rossi, bianchi o piastrine). Alcuni studi evidenziano anche alterazioni cromosomiche o effetti oncogenici. Il benzene stato infatti classificato dalla I.A.R.C. (International Agency for Research on Cancer) tra gli agenti per i quali levidenza scientifica di cancerogenesi manifestamente provata (gruppo1). Lassorbimento di questo inquinante avviene principalmente per inalazione ma non da sottovalutare lassorbimento cutaneo o, in misura minore, la sua ingestione attraverso cibo contaminato.

PARTICOLATO
Le polveri presenti in atmosfera rappresentano un insieme eterogeneo di particelle solide e liquide di dimensione tra un millesimo di micron e 100 micron. Le dimensioni di tali particelle incidono su due fattori: la dispersione e il tempo di permanenza in atmosfera da una parte, la penetrazione pi o meno profonda nel sistema respiratorio umano dallaltra. La porzione attualmente monitorata nelle reti di rilevamento della qualit dellaria corrisponde a dimensioni di 10 m. Il particolato di tali dimensioni non penetra oltre la parte superiore dei bronchi da dove pu essere rimossa grazie alla produzione ed emissione di muco. Alla luce delle attuali conoscenze per la porzione pi pericolosa quella che ha dimensioni pari o inferiori a 2,5 m, poich raggiunge gli alveoli dove le particelle assorbite al particolato (quali idrocarburi policiclici, metalli, ecc.) entrano in contatto con il sangue. Gli effetti delle polveri sulla salute umana riguardano laggravarsi delle malattie respiratorie (asma bronchiale, infezioni dellapparato respiratorio, diminuzione della funzione polmonare) e cardiovascolari soprattutto a carico di soggetti gi affetti da disturbi respiratori e cardiocircolatori, di anziani e di bambini. Gli effetti ambientali del particolato sono direttamente connessi con la pericolosit intrinseca delle sostanze che lo formano o che sono assorbite su di esso. Particolari effetti vengono riscontrati sulla vegetazione che risente in maniera sensibile sia delle particelle di polvere in quanto tali, sia di molte delle sostanze che su di esse si trovano assorbite come metalli, sostanze organiche complesse e altre. La concentrazione di PM10 raggiunge il massimo diurno intorno alle 11-12, mentre i valori minimi si osservano alle 7 ed alle 16. Le sostanze chimiche che possono essere presenti in atmosfera come particolati sono molto numerose e anche per prodotti provenienti da una sola fonte di emissione, la variabilit elevata. Le propriet di interesse predominante sono: la dimensione delle particelle, la capacit delle particelle di agire da centro di addensamento o di assorbimento, le propriet ottiche. Il periodo in cui le particelle rimangono in sospensione varia da pochi secondi a molti mesi (il tempo di permanenza in troposfera di solo pochi giorni mentre, in stratosfera, possono girare attorno al globo terrestre anche per parecchi anni ed avere cos un consistente impatto sul clima). La seconda propriet invece da mettere in relazione all'area superficiale, grande in generale per la maggior parte delle molecole. Con il termine assorbimento si indica il fenomeno per cui una molecola, urtandone un'altra, si incorpora con essa. Ci pu avvenire in tre modi diversi: 1. la molecola incidente viene fisicamente attratta, aderendo alla particella (assorbimento); 2. avviene un'interazione chimica tra le due molecole (assorbimento chimico);

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3. la molecola incidente si dissolve nella particella senza che avvengano reazioni chimiche ( assorbimento ). Le propriet ottiche, infine, sono legate agli effetti delle particelle volatili sulle radiazioni solari e sulla visibilit. In particolare se il diametro inferiore a 0.1 m, le particelle sono cos piccole rispetto alla lunghezza d'onda della luce visibile da reagire in maniera simile alle molecole (con effetto di ritrazione della luce). Se invece il diametro molto maggiore di 1 m le particelle obbediscono alle stesse leggi degli oggetti macroscopici, intercettando o disperdendo la luce approssimativamente in proporzione alla loro sezione trasversale.

CADMIO CD
Per quanto riguarda il cadmio, alcuni autori hanno trovato una correlazione lineare significativa tra contenuto di cadmio nelle piante e quello nel suolo (Alloway, 1997). La concentrazione del cadmio antropico nei vegetali risulterebbe essere mediamente il 1050% di quella dellelemento nel suolo, indicando la tendenza ad un forte accumulo del metallo nella biomassa vegetale. Da studi effettuati si osservato che i minerali argillosi non diminuiscono la biodisponibilit del Cd antropico ingerito accidentalmente con il suolo (Sheppard et al., 1994). Le persone vengono esposte al cadmio con lingestione di cibi contaminati o inalazione di particelle di cadmio. Questultimo caso si verifica in particolare durante lesposizione professionale. Lassorbimento del cadmio inalato risulterebbe quindi essere doppia rispetto a quella del cadmio ingerito (Ragan e Mast, 1990), mentre lassorbimento per via cutanea risulterebbe praticamente trascurabile. Il cadmio un elemento che si accumula nellorganismo, aumentando con let. Circa l80% del cadmio trattenuto nel fegato e nei reni. Lemivita5 del cadmio nellorganismo di 10-30 anni e la concentrazione del metallo nei tessuti aumenta, pertanto, per tutta la vita. Per quel che concerne gli effetti del cadmio sugli animali terrestri e acquatici essi includono tossicit acuta e cronica. I principali segni dellavvelenamento da cadmio nei mammiferi sono anemia, ridotta produttivit, riduzione della crescita e lesioni al fegato e ai reni. I pesci esposti a concentrazioni elevate di cadmio sviluppano rapidamente una carenza di calcio ed una Emivita. E il tempo necessario affinch una sostanza dimezzi la sua
concentrazione nel sangue o in un organo del corpo.

La causa infatti da ricercarsi nelle ceneri volatili e nei processi di combustione incompleta (fumi). In particolare sia la combustione in impianti fissi che i processi industriali sono responsabili ciascuno di quasi un terzo del totale. Per quanto riguarda gli impianti fissi, il maggior contributo fornito dalle centrali termoelettriche, mentre tra i processi industriali quelli metallurgici occupano il primo posto nellemissione di polveri inquinanti, seguiti dalle industrie di lavorazione delle pietre e del cemento; al terzo posto si ha l'industria della lavorazione e stoccaggio del grano. Un fatto curioso da notare che il traffico urbano contribuisce all'inquinamento dell'aria da particolati attraverso la lenta polverizzazione della gomma dei pneumatici. E' stato infatti dimostrato, ad esempio, che ogni giorno a Los Angeles si logorano 50 tonnellate di gomma, la maggior parte sotto forma di particolati. Il diametro delle particelle in sospensione indicativamente cos correlato alla fonte di provenienza: diametro > l0 m: processi meccanici (es. erosione del vento, macinazione e diffusione), polverizzazione di materiali da parte di veicoli;

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l m < diametro < l0 m: provenienza da particolari tipi di terreno, da polveri e prodotti di combustione di determinate industrie e da sali marini in determinati localit; 0.1m < diametro < l m: combustione e aerosol fotochimici, diametro < 0.1 m: particelle non sempre identificabili chimicamente, originate apparentemente quasi del tutto da processi di combustione. Infine importante notare che, sempre in relazione alle dimensioni delle particelle, sono stati effettuati studi sui tempi di permanenza nell'aria e sul meccanismo di rimozione dei particolati da parte delle piogge. Questo meccanismo, noto con il termine washout, efficace per le particelle di dimensioni non inferiori a circa 2 m. Esso consiste nel fatto che le piogge possono avere un effetto ripulente dell'atmosfera poich le nubi negli alti livelli della troposfera si formano pi facilmente per la presenza di piccole particelle che agiscono da nuclei di condensazione. Le gocce cos formatesi, cadendo, inglobano anche altre particelle ingrandendosi man mano che scendono nei livelli pi bassi. Le ricerche finora effettuate riguardano solo effetti da polveri specifiche. E' stato comunque possibile rilevare da studi riguardanti le polveri di forni per cemento che tali polveri, mescolandosi con nebbia leggera o pioggia, formano una spessa crosta sulla superficie superiore delle foglie che pu essere rimossa solo con forza, non essendo sufficiente il lavaggio con acqua. Tale incrostazione, facendo da scudo alla luce solare, interferisce con la fotosintesi e sconvolge il processo di scambio della CO2 con l'atmosfera, oltre a inibire lo sviluppo della pianta. Inoltre il danneggiamento della foglia per abrasione meccanica rende le piante pi suscettibili agli attacchi da parte di insetti. Non ultimo da rilevare il danno indiretto recato agli animali che usano le piante come alimento, poich i particolati depositatisi sulle piante possono contenere componenti chimiche dannose.

PIOMBO - PB Il piombo viene veicolato direttamente agli alveoli polmonari dalle particelle di circa 1 micron di diametro; la percentuale che passa nel sangue pari al 30-40% del piombo inalato negli adulti e al 50% nei bambini. Il piombo che passa nel sangue si lega ai globuli rossi e si diffonde in tutti i tessuti, tra i quali i pi sensibili sono il midollo osseo (che produce i globuli rossi) e il sistema nervoso. Ne conseguono danni ai globuli rossi e deficit intellettivi (dellapprendimento, verbali e uditivi), in particolare nei bambini.
Studi isotopici condotti sulla presenza di piombo nel sangue umano (Lee Roberts et al., 1995) indicano che questo metallo pu avere origini molto diverse. In aree poco contaminate la principale sorgente di piombo nel sangue rappresentata dal consumo di alimenti e dallingestione di particelle di suolo. Per ci che concerne gli effetti osservati, tra i 20 ed i 40 g/100 ml di piombo nel sangue si evidenzia anemia, mentre al di sopra di tale soglia si presentano effetti neurotossici ed una correlazione negativa tra la concentrazione di piombo ematico e quoziente intellettivo (Schwartz, 1994)

Altri possibili effetti sulla salute sono laumento della pressione arteriosa, accidenti ischemici cerebrali, infarti del miocardio, soprattutto nei soggetti esposti per motivi professionali (vigili urbani, autisti). La sostituzione dei piomboalchili, come antidetonanti nelle benzine, con benzene ed altri idrocarburi ha diminuito la presenza del metallo nellambiente.

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SORGENTI DINQUINAMENTO
centrali di produzione energetica trasporti stradali combustioni industriali altre sorgenti mobili e macchinari combustioni non industriali smaltimento e trattamento rifiuti processi produttivi agricoltura estrazione e distribuzione di combustibili altre sorgenti e assorbimenti uso solventi

4.0 LA RASSEGNA STAMPA


Le citt italiane soffocano. Per 206 giorni i limiti di legge alla presenza di sostanze inquinanti nell'aria sono stati sforati a Palermo, per 183 a Verona, per 162 a Torino, per 159 a Padova e per 156 a Venezia. E poi 152 giorni a Milano e 125 a Roma: questo il quadro inquietante che Legambiente ha elaborato partendo dai dati rilevati dalla centraline per il monitoraggio dello smog, a cominciare dalle micidiali polveri sottoli, nelle maggiori citt italiane. Negli ultimi dieci anni, inoltre, le emissioni di anidride carbonica da trasporto stradale sono aumentate del 18%, contribuendo nel 2004 a pi del 22% del totale nazionale di emissione del pi abbondante gas serra. Aumentano le polveri sottili. "Per le concentrazioni di PM10 nel periodo 1993-2005 non si registra nessuna chiara tendenza alla diminuzione. Gi a fine giugno 2006 nel 77% dei punti di osservazione stato superato il valore limite giornaliero della concentrazione di PM10. Per l'ozono, nel 2005, nel 75% degli agglomerati stata superata almeno una volta la soglia di informazione al pubblico. Nel 2005 si sono registrati nel 95% degli agglomerati superamenti del limite annuale di concentrazione del biossido di azoto che andr in vigore nel 2010".

5.0 RILEVAMENTO DELLINQUINAMENTO


Abstract: Va analizzata lidea di rilevare dettagliatamente con grande risoluzione linquinamento nelle citt e dalla letteratura riporto un paragrafo che evince i punti deboli dellattuale sistema di rilevamento.

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LIDEA : USO DEGLI SPECCHI COMPUTERIZZATI


Lidea di usare gli specchi per riflettere la luce emessa dal laser, o altra fonte adeguata per la spettroscopia, posizionato su un satellite geostazionario o su un aeroplano senza pilota, tipo quelli usati durante la guerra fredda tra le potenze mondiali (USA e USSR) per il reciproco spionaggio sullarmamento nucleare, che vola a bassa quota e spia lo stato dinquinamento dei centri urbani, mi sembra chiara. Con lo sviluppo della strumentazione per lastronomia e con lo sviluppo delle nano tecnologie il settore della spettroscopia ha beneficiato molto. Allora le luci emesse dallalto (satellite o aeroplano automatico), raggiungono gli specchi posizionati a livello stradale o anche su diverse altezze per avere sotto controllo anche la variabile dellaltezza. Gli specchi devono essere posizionati su un supporto che pu rotare. Se la strumentazione stesse sul satellite allora la gestione degli specchi sarebbe pi semplice e potrebbero essere fissi. Gli specchi rifletteranno la luce che andr letta da spettroscopi adeguati. I dati letti tramite i radio segnali saranno mandati sulla postazione terrestre per lelaborazione dei dati. Nel caso che gli strumenti stessero sullaeroplano automatico, sarebbe pi complicato gestire le inclinazioni degli specchi, ma dallaltra parte sarebbe possibile cambiare pi facilmente e aggiornare tecnologia e strumenti cambiandoli ogni tanto. Sar importante mettere un numero pi elevato di specchi intorno alle postazioni per misurazione dellinquinamento , per poter meglio calibrare i dati osservati. Laltro strumento importante, gi in uso nella meteorologia LIDAR, cio Laser e Radar nello stesso tempo, che misura tramite il radar la riflessione delle onde elettromagnetiche dalle particelle in aria rilevando contemporaneamente anche la loro posizione e individuando le loro caratteristiche. Non ho avuto tempo per indagare in profondit sui dettagli per capire se i due metodi si sovrappongono completamente o solo parzialmente. Comunque dagli studi degli algoritmi per ridurre lerrore di misurazione risulta sempre importante avere due diversi tipi di lettura , anche quando si tratta dello stesso strumento, lavorando sulle diverse lunghezze donda, e analizzando entrambi i dati risulta possibile aumentare laccuratezza delle misurazioni.

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Ciminiera ecologica lapproccio multi disciplinare proposto dall Ing.A.Kemura Satellite attrezzato con LIDAR, Laser e Spetrometro

Lo specchio computerizzato

E uno dei segnali rilevati che andrebbe combinato con i segnali captati dal LIDAR per creare la mappatura dettagliata dellinquinamento in citt

Centro Elaborazione Dati

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Dalla seguente citazione si pu capire lutilit del rilevamento che ho proposto:


Le reti di monitoraggio esistenti controllano un numero definito e limitato di punti del territorio e non sempre garantito che essi rappresentino effettivamente la realt di un territorio, soprattutto quando questo una citt di grandi dimensioni o una zona ad orografia complessa. Frequentemente , infatti, la localizzazione delle poche e costose centraline ha dovuto necessariamente seguire criteri di tipo sanitario (le si mette dove abita pi gente), in pratica privilegiando cio il monitoraggio della dose di inquinanti assorbita dalla popolazione, cosa non sempre coincidente con la lettera e lo spirito della normativa vigente. Il criterio degli Standard di Qualit dellAria richiede un ulteriore passo di valorizzazione dei dati rilevati dalle reti di monitoraggio: le postazioni di misura dovranno essere considerate anche come punti di "campionamento" di un fenomeno fisico complesso che si vuole studiare e iniziare a controllare nella sua globalit. L'inventario delle sorgenti inquinanti, l'impiego di modelli matematici di simulazione della diffusione degli inquinanti e la conoscenza precisa della meteorologia locale diventano strumenti essenziali a questo scopo. La stessa localizzazione iniziale delle postazioni della rete di monitoraggio potrebbe essere rimessa in discussione in un processo di feed-back alimentato dal confronto tra dati misurati ed elaborazioni modellistiche che punta a massimizzare il contenuto informativo della strumentazione installata sul territorio.

Ci che incuriosisce l'estrema irregolarit delle misure, non dovuta a disturbi della strumentazione impiegata, ma propria dell'aria dello Strato Limite Planetario o Planetary Boundary Layer (PBL) Le irregolarit si riscontrano in tutte le componenti del vento e ci un'impronta inequivocabile della tridimensionalit di un fenomeno turbolento. In quanto turbolento, il PBL non presenta, in condizioni nominalmente stazionarie, un campo di velocit veramente costante nel tempo, ma piuttosto un andamento irregolare, anche se non completamente casuale. La variet di fluttuazioni di differenti periodi e ampiezze osservate nei tre andamenti di Fig.2.6 illustrano la complicata struttura della turbolenza che la responsabile della elevata capacit da parte di un fluido turbolento di trasferire quantit di moto e calore, di rimescolare specie chimiche differenti e di propagare reazioni chimiche. A volte due ciminiere vicine con caratteristiche di emissione molto differenti (una con fumi poco galleggianti e l'altra con fumi molto galleggianti), possono avere ripercussioni profondamente differenti sul livello di inquinamento al suolo. Lo sviluppo del SBL non limitato alle sole ore notturne, ma lo si trova anche di giorno ogni qualvolta il suolo pi freddo dell'aria sovrastante, situazione spesso presente durante avvezioni di aria calda sul suolo freddo (fronti caldi) o nei pressi delle coste.

6.0 PROPOSTA TECNOLOGICA


Abstract: Analisi delle due possibili soluzioni della ciminiera ecologica con alcune riflessioni sui problemi tecnici e tecnologici da risolvere.

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LE DUE SOLUZIONI
La mia proposta in sostanza semplice: tentare di spostare laria inquinante fuori dalle zone urbane dove maggiore la concentrazione della popolazione e dove le conseguenze per la salute sono maggiori. E possibile sfruttare le leggi termodinamiche e le caratteristiche della stessa atmosfera che ha una pressione pi bassa a quota pi alta, ed ha una temperatura pi bassa di circa 6,5 gradi per ogni chilometro daltezza. Questo pu indurre a un movimento dellaria dal basso verso lalto. Secondo me ci sono due modi di farlo: uno costruendo una struttura tubolare, creando un vuoto (o quasi) nel tubo, tramite un meccanismo idraulico che porter un tappo di lego o altro materiale leggero ma rigido, coperto con alluminio (meglio teflon) o altro materiale con il pi basso coefficiente dattrito, fino ad una certa altezza. Lo stesso tubo del diametro di 16m deve essere costruito da elementi circolari di altezza di 2m , fissati per la struttura tubolare e rinforzata lungo il tutto suo perimetro in maniera che sarebbe in grado di sopportare tutte le sollecitazioni.

Per innescare il meccanismo di aspirazione daria il tubo v aperto dalla parte bassa e qualche secondo dopo v aperta anche la copertura del tubo in alto. Larea intorno al tubo sar risucchiata e portata in cima al tubo, dove abbiamo la pressione minore e la temperatura pi bassa, con una certa velocit tale che il rischio della ricaduta delle stesse sostanze inquinanti nellarea urbana diventa poco probabile. Laltra modo sarebbe di creare un tubo flessibile , riempito di elio, con una sfera aggiuntiva, riempita sempre di elio, messa sopra il tubo e ad esso agganciata con scopo di sopportare il peso del tubo.

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In seguito analizzer separatamente.

le

problematiche

relative

alle

due

soluzioni

TUBO RETTICOLARE
NUOVI MATERIALI Oggi abbiamo a disposizione non solo i nuovi materiali, ma la possibilit di progettare le caratteristiche necessarie dei materiali che intendiamo usare per le costruzioni. Di solito si usa il termine materiali composti quando gli stessi sono costituiti da due o pi componenti, la cui fusione permette che il materiale progettato svolga le funzioni di un unico materiale. Invece il termine elementi strutturali composti si usa quando gli elementi strutturali sono composti da due materiali differenti che funzionano insieme come unico elemento strutturale. Entrambi i metodi permettono che si sfruttano le migliori caratteristiche di due o pi diversi materiali. Per la struttura del tubo che sarebbe la struttura portante della nostra Ciminiera ecologica avevo in mente di utilizzare il materiale composto costituito dalle fibre in carbonio e le resine epossidiche (EP), con 60% delle fibre e 40% delle resine, con le caratteristiche meccaniche migliore, quasi doppiamente, rispetto allacciaio, ed circa 5 volte pi leggero per unit del volume. Solo con un materiale simile sar possibile realizzare una struttura leggera reticolare dellaltezza esatta di 1.000 metri che rappresenterebbe in questo momento la pi alta struttura nel mondo. Ovviamente lo scopo non di sovrastare i pi alti grattaceli al mondo, ma di raggiungere una altezza tale da superare la cupola o lisola termica che si creano nelle citt e risucchiare larea inquinata portandola allaltezza senza ritorno. Rimane il problema che i materiali compositi nelledilizia si usano per le ristrutturazioni come rinforzo dei singoli elementi danneggiati. Sembra che attualmente non sono stati risolti i problemi di connettivit tra gli singoli elementi strutturali fatti dal materiale composito. Questo mi sembra un problema tecnologico che potrebbe essere risolto. Anzi, se un ente avesse il budget per costruire veramente una Ciminiera ecologica una parte del finanziamento potrebbe essere usato per fare la tecnologia di produzione degli elementi reticolari in materiale composito capace di garantire la connettivit agli altri elementi. Sembra tra laltro che in America gi in costruzione un ponte pedonale sperimentale fatto da elementi in materiale composito. Sarebbe un incoraggiamento e anche una sfida per gli altri a trovare le migliori soluzioni in questo campo. Vorrei qui fare solo un cenno che il problema di connettivit potrebbe essere risolto combinando i materiali compositi con gli elementi strutturali compositi. Visto che parliamo dei centri urbani dItalia, con i centri storici medievali , chiaro che una simile struttura sarebbe orribile dal punto di vista estetico.

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Lunica soluzione che tale struttura deve essere non solo smontabile, ma dovrebbe essere possibile farlo in tempi ragionevolmente brevi. Si tratterebbe di fare veramente una struttura moderna, colossale dal punto di vista delle applicazioni delle nuove tecnologie e di organizzazione logistica. Le misure e le dimensioni della struttura sono stati calcolati per soddisfare tutte le richieste sopraelencati. Laltro elemento esenziale della Ciminiera ecologica lo tubo stesso che garantirebbe impermeabilit ai flussi daria, e anche di umidit. Il materiale adatto potrebbe essere Policarbonato. Questo elemento costitutivo del tubo dovrebbe essere perfettamente liscio dalla parte interna e adeguate caratteristiche meccaniche e termodinamiche. Come la struttura tubolare trasparente e semivuota il vento far la pressione direttamente sul tubo che dovrebbe trasmettere le forze alla struttura portante reticolare. Perci penso che sopra ogni elemento di altezza di 2,0 m ci sar un rinforzo strutturale che garantirebbe adeguata resistenza meccanica e allo stesso tempo la connessione con la struttura portante. Dallaltra parte il tubo sar esposto ai raggi solari e dovrebbe garantire sia le caratteristiche meccaniche sia le caratteristiche di deformabilit alle temperature aumentate per esposizione a sole pur intera giornata. Sicuramente con gli esperimenti si potranno trovare le soluzioni adeguati. Ipotizzo che le strisce del carbone potrebbero essere attaccate al tubo di policarbonato e cosi creare un elemento strutturale composito di policarbonato e carbonato capace a resistere alle azioni del vento. Per probabile che va aggiunto sopra la striscia in carbonato un ulteriore elemento che garantirebbe la rigidit . Potrebbe essere un semi arco tubolare in titanio o in acciaio fissato da una parte alla striscia in carbonio e dallaltra fissato per la struttura reticolare. Da sottolineare che la soluzione di problemi statici , dinamici e termodinamici di questo elemento potrebbe indicare la massima distanza accettabile tra le colonne della struttura reticolare, che ovviamente in questa sede non sar fatta per ragioni di tempo e delle risorse a disposizione. SFIDA ALLA GRAVIT PROBLEMI STATICI Il diametro del tubo di 16,0 metri e sua altezza e 1.000 metri. Per una prima approssimazione per il dimensionamento della struttura possiamo prendere in considerazione solo i carichi di peso proprio ed il vento. Secondo la legge italiana il vento da prendere in considerazione quello che ha 2% di probabilit di succedere entro i 50 anni. Visto che si tratta comunque di una struttura flessibile, si dovrebbe prendere in considerazione non solo gli aspetti dinamici del vento ma anche le interazioni fra la risposta strutturale e le azioni aerodinamiche. Altro elemento che si dovrebbe analizzare, visto la notevole altezza della struttura, sono i possibili effetti traversali dovuti allassimetria del flusso e alle fluttuazioni turbolente laterali prevedendo le oscillazioni traversali alla direzione del vento e le

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vibrazioni di natura torsionale. Quindi si dovrebbero considerare e prevenire gli effetti di risonanza che possono innescarsi come conseguenza della vicinanza della frequenza naturale della struttura a delle forze aerodinamiche. Da non dimenticare anche gli effetti della fatica del materiale, che dovrebbe durare nel tempo anche per ammortizzare linvestimento iniziale. Ovviamente la struttura andrebbe utilizzata nelle diverse realt geografiche. (vedi Testo Unico) Per fare tutte le analisi sopra indicate ci vogliono i strumenti sia del software adeguato sia il hardwer che dovrebbe supportare un enorme numero dei nodi della struttura, che in questo caso non ho avuto a disposizione, n il tempo a disposizione ragionevole per completare tali analisi. Per poter valutare, in maniera del tutto approssimativa, le dimensioni degli elementi strutturali, ho preso in considerazione lazione corrispondente statica del vento ed ho dimensionato le colonne al taglio. Anche perch leventuale uso degli dispositivi antisismici potrebbe ridurre i momenti flettenti della struttura permettendo un suo esiguo spostamento. Il dimensionamento degli elementi al taglio, cio alla forza orizzontale risultante ipotizzando che questo vento agisce sullintera altezza del tubo e su tutta la sua larghezza, ha portato a una soluzione di 12 tubi del diametro di 70 cm di 14 mm di spessore ognuno. Le due colonne adiacenti sono collegate tra di loro con due diagonali a X. Si potrebbe usare in alternativa le colonne di forma I con adeguate dimensioni. Questa forma per il materiale composito sicuramente pi facile a produrre che le forme circolari. Sarebbe possibile costruire le colonne verticali reticolari , sempre in futuro quando sar risolto il problema di connettivit. In questa sede ritengo necessario mostrare la validit globale del progetto senza entrare nei particolari o nelle varianti migliorative che permetterebbero un risparmio e che , senzaltro potrebbe essere oggetto di ulteriori analisi. La struttura sarebbe facilmente smontabile. E previsto un elemento modulare di altezza di 6,0 m (primo a sinistra sul grafico) che nella sommit sono connessi tramite un anello , anchesso un tubo di 70 cm di spessore di 8 mm. Lanello nei punti di appoggio delle colonne avrebbe una particolare forma sferica adatta alla stessa forma delle colonne. Dopo il posizionamento dellunit modulare sopra il primo modulo, gli operai qualificati per il montaggio, con ladeguata esperienza e con le adeguate misure di sicurezza, tramite i bulloni speciali fisseranno i due moduli mantenendo la continuit e la stabilit della struttura crescente. Ad esempio proprio lanello potrebbe essere fatto di acciaio o di alluminio progettando i particolari di connessione con le colonne fatte in materiale composito.

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La struttura sarebbe pi rigida nei primi 300 m composta da 50 unit modulari, ( possibile ipotizzare un materiale con 65% del carbonio e 35% di resine in questo primo trattomigliorando le caratteristiche meccaniche della struttura) seguita dai 40 moduli meno rigidi dellaltezza di 8 m, (per un totale parziale di 320 m) e alla fine 38 moduli dellaltezza di 10 m per un totale di 1.000 m. Cos la struttura avrebbe la stessa forma geometrica, necessaria per avere un tubo liscio con lo stesso diametro, ma la rigidit con aumentare dellaltezza diminuirebbe migliorando le caratteristiche strutturali, permettendo contemporaneamente un aumento di velocit di montaggio, visto che laltezza dei moduli sarebbe aumentata.

Il montaggio della struttura sarebbe realizzata con laiuto delle gru autoportanti ancorati ai livelli pi bassi della stessa struttura tubolare in costruzione. Lancoraggio sarebbe portato sempre pi in su con laumentare laltezza della struttura. La portata odierna delle gru supera di gran lunga quella necessaria per erigere i singoli moduli della ciminiera tubolare. Anche le fondazioni di questa struttura sono un problema serio, che per pu essere risolto in diverse maniere. Uno di costruire in ogni citt, dopo un periodo di osservazione del flusso inquinante nellarea urbana, le fondazioni su pozzo o altro sistema utilizzando i dissipatori sismici. Le diverse opzioni molto dipenderanno dalle caratteristiche locali del terreno e non saranno analizzate adesso.

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1.000 m

LOGISTICA E TEMPI DEL MONTAGGIO L unit modulare avrebbe il peso di circa 19 tonnellate e potrebbe essere trasportata con gli speciali elicotteri (MIL M1-6 HOOK) che hanno portata di

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452 m

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20 tonnellate. Altrimenti le unit modulari sarebbero scomposte in elementi pi semplici con le geometrie compatibili agli standard dei gabariti stradali. Questa seconda soluzione rallenterebbe notevolmente i tempi necessari per il montaggio e lo smontaggio della struttura. Altra possibilit promettente il trasporto con i nuovi dirigibili che, secondo i progettisti, avr la capacit di portare incredibilmente fino 200.000 kg, che significa che sarebbe possibile portare tra 5 e 7 moduli contemporaneamente.

TUBO DIRIGIBILE
Per costruire un dirigibile credo che possibile utilizzare anche i vecchi materiali, visto che i primi furono costruiti pi di 100 anni fa. Comunque in questo caso si tratterebbe di costruire una forma particolare del tipo di un tubo posizionato in verticale e di mantenere questa posizione stabilmente. Una volta posizionato , si farebbe una apertura nella quota pi bassa, e poco dopo anche nella quota pi alta. Larea calda inquinante sotto una pressione atmosferica entrerebbe nel tubo che avrebbe la pressione pi bassa. Cos si innescherebbe il risucchio dellaria facendo funzionare la ciminiera ecologica. Una volta svuotato dallelio, e messo in condizione di risucchiare laria inquinante, il dirigibile rimarrebbe senza la forza che lo manterrebbe in quota. La sfera dirigibile, tipo vecchi zeppelin, porterebbe lintero peso del tubo. Sarebbe ideale se si riuscisse a riempire la sfera con lelio che prima riempiva il tubo. Cos lelio non sarebbe disperso nellatmosfera, riducendo i costi del riempimento. Anche se elio un elemento poco reattivo meglio fare le simulazioni nel laboratorio per verificare che non si inneschi alcuna reazione chimica violenta con le sostanze inquinanti. Visto la quantit delle sostanze inquinanti e le possibili combinazioni di reazione tra di loro e aggiungendo nella reazione anche lelio, non un lavoro da poco da fare. Probabilmente si dovrebbero fare ulteriori accorgimenti per mantenere questa posizione in maniera stabile anche sotto i colpi del vento. Questa struttura avrebbe un grande vantaggio di essere mobile e allora si potrebbe spostare sui diversi punti critici e di maggiore concentrazione dellinquinamento.

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Bibliografia:
1. LINEE GUIDA AGLI INVENTARI LOCALI DI EMISSIONI IN ATMOSFERA: ANPA Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente: Dipartimento Stato dellAmbiente, Controlli e Sistemi Informativi 2. APAT Agenzia per la Protezione dellAmbiente e per i servizi Tecnici LA MICROMETEOROLOGIA E LA DISPERSIONE DEGLI INQUINANTI IN ARIA Roberto Sozzi 3. Sensibilit del territorio italiano alle deposizioni atmosferiche di cadmio e piombo Patrizia Bonanni, Armando Buffoni, Roberto Daffin, Valerio Silli, Mario Carmelo Cirillo 4. Indagine nella popolazione del Lazio sulla percezione dellambiente,i comportamenti e le esigenze informative REGIONE LAZIO ARPA LAZIO AGENZIA REGIONALE PROTEZIONE AMBIENTALE DEL LAZIO 5. Qualit dellaria in Italia il particolato sospeso PM10 anno 2004 AUTORI: Alessandro Di Menno di Bucchianico, Giuseppe Gandolfo, Anna Maria Caricchia, Silvia Bartoletti, Alessandra Gaeta e Mario Carmelo Cirillo. Si ringraziano per le elaborazioni cartografiche: Fabio Baiocco, Antonio Scaramella, Luisa Vaccaro, Roberto Visentin. 6. http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/ 7. GLI INQUINANTI E LE EMISSIONI (DA FINZI E BRUSASCA, 1991) 8. Manuale di progettazione edilizia - I materiali sintetici editore HOEPLI

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