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Bertora lezione del 14-04 Nuclei dei nervi cranici nel Ponte: Il 7 facciale motoneurone somatico per la muscolatura

mimica del volto. A) Componente superiore :parte alta del volto(occhi)riceve fibre dalla corteccia sia crociata che diretta, se lesionata larea comunque continua a funzionare la parte superiore del volto. B) Componente inferiore: periorali ,no muscoli masticatori le fibre sono crociate. La paralisi pu essere corticale:si muove locchio ma non la bocca; oppure pu essere periferica: non si muove ne locchino ne la bocca, una paralisi del nervo o del nucleo in toto. Le fibre sono di afferenza corticale e collaterali cocleari connessioni con altri nuclei per i riflessi Il 6 abducente motoneurone somatico puro( oculo motore estrinseco muove locchio lateralmente) Il 5 trigemino con varie componenti: A) Nucleo masticatorio :motore principale al massetere , tensore del timpano palato e temporale,efferenze crociate e non pi collaterali sensitive e connessioni con altri neuroni. B) 3 nuclei sensitivi: diversi non per territorio che per tutti la parte alto craniofacciale , va la di l del territorio di innervazione del trigemino anche altre fibre sensitive(glossofaringeo) ma diversificati per tipo di modalit sensitiva. Il primo il nucleo della radice discendente ha un sensibilit superficiale con corrispondenza topografica ( da craniale a cordale si ha la sensibilit da centrale a periferico del volto). Il secondo il nucleo principale: sensibilit profonda ( tattile discriminatoria , stato . il terzo nucleo il nucleo mesencefalico sensibilit propiocettiva della muscolatura ( masticatori, oculomotori e mimica). Nuclei dei nervi cranici nel mesencefalo: il 4 trocleare: muscolo oculomotore deviazione in basso medialmente( obliquosuperiore e retto inferiore). Riceve fibre piramidali dirette e crociate e in connessione con altri nuclei oculomotori. Il 3 oculomotore comune: diviso in sottonuclei con fibre motorie somatiche e effettrici viscerali(muscolo sfintere delliride , e il muscolo che aumenta la convergenze del cristallino),i muscoli oculomotori estrinseci sono innervati da questo nucleo , insieme alle fibre per lelevatore delle palpebre(movimento attivo). Un danno alloculomotore da difficolt a muovere locchio , perdita dellaccomodazione e pupille sempre dilatate, la palpebra abbassata, locchio in gi e in fuori. La sofferenza delloculomotore pu essere causata da un ernia cerebrale , materiale cerebrale che fuoriuscito dalla scatola cranica attraverso il passaggio dei peduncoli cerebrali.

FORMAZIONE RETICOLARE No nuclei contrattili isolati, neuroni sparsi in mezzo , molto diffusi, difficili da separare , di diverse famiglie: -interneuroni a breve raggio:sensitivi , afferenze della F.R. -proiettivi : occupano la parte mediale della F.R. destinate a raggiungere zone lontane. La formazione reticolare diffusa per tutta la lunghezza del tronco, sono neuroni con estensione notevole, hanno un assone ramificato a T che raggiungono con il prolungamento craniale il talamo e ipotalamo, e scende fino al midollo spinale e ai tratti lombari, zone anteriori importanti per le risposte da raddrizzamento. Ci sono anche i nuclei del rafe ( parte mediana) caratteristici perch usano la serotonina e la noradrenalina collocato nel bulbo dorsale( sotto il pavimento del 4 ventricolo). Sono entrambi a proiezione diffusa : raggiungono estese regioni corticale e regioni spinali. Queste fibre per non si interrompono come tutte le fibre che arrivano alla corteccia ne l talamo ma si diramano in modo molto ampio e scarsamente specifico liberando neurotrasmettitori, abbiamo un ruolo aspecifico esercitano effetti non solo sui neuroni ma anche nelle glia( regola la composizione metabolica importante per mantenere basso il K+). Il nucleo del rafe pu essere importante per attivare in modo aspecifico la corteccia ( ruolo affettivo ed emozionale ). La formazione reticolare ha proiezioni anche verso il talamo aspecifico( sonnoveglia, vigilanza). Lesioni del tronco portano quindi spesso disturbi di vigilanza( coma) per danno strutture attivanti( che agiscono sulle zone pi alte della corteccia. Il sonno un inattivazione reversibile di questi meccanismi: gli stimoli sensoriali che arrivano di nuclei del tronco passano per la sostanza reticolare che riattiva le funzioni. Se la FR non funziona le afferenze sensoriali non provocano risposte perch le aree corticali non sono attive ( pi la lesione profonda , pi il coma profondo). La perdita delle strutture del tronco provoca il coma che si aggrava fino a formare i centri del respiro ecc.. Dal punto di vista funzionale ha funzione attivante verso lalto (talamo e corteccia) che verso il basso, sul tono muscolare ( effetto attivatorio , riflessi, postura) pur avendo anche funzioni inibitorie zone mediali controllo extrapiramidale( orientamento verso stimoli esterni; movimenti stereotipati e ritmici, controllo circolatorio e cardiorespiratorio( regioni bulbari della F.R.). Filtraggio info sensoriali: modulare afferenze.

CERVELLETTO
una struttura sovrassiale, voluminosa e origina dalla vescicola metenecefalica, si trova dorsalmente al tronco connesso ad esso mediante le tre coppie di peduncoli cerbellari: -superiore ( mesencefalo) ;- medio( ponte); -inferiore( bulbo).

diviso in tre parti : il verme e i due emisferi. Il cervelletto ha profonde solcatura che aumentano la superficie e quindi il numero di neuroni. Possiede poca sostanza bianca rispetto allencefalo perch formato solo da fibre che entrano ed escono, non ci sono interconnessioni associative . la divisione p solo anatomica e non di funzioni. La corteccia del cervelletto stratificata, ogni strato ha una popolazione di neuroni differenti, esaminando gli strati dall esterno allinterno troviamo: 1. Strato molecolare 2. Cellule di Purkinje:sono cellule con un corpo grosso e un dentrite che si ramifica sullo stesso piano perpendicolarmente ai solchi e quindi perpendicolari alle fibre parallele. Ogni fibra parallela prende contatto con una certa popolazione de cellule di Purkinje. Gli assoni di queste cellule raggiungono i nuclei profondi e sono lunica via duscita inibitoria (gaba) del cervelletto. Attraverso le tre coppie di peduncoli entrano ed escono dal cervelletto. 3. Strato dei granuli: sono piccoli neuroni con sferici con un dentrite corto che fa sinapsi con le fibre che entrano nel cervelletto ,il loro assone attraversa la corteccia e va sotto la superficie libera poi si biforca a T e le due terminazioni decorrono parallelamente ai solchi della superficie.(fibre parallele). Si differenziano per il tipo di connessioni presenti e quindi la funzione svolta mediante queste connessioni. FIBRE AFFERENTI Esistono tre tipi di fibre afferenti: 1. Muscoidi: portano le informazioni propiocettive attraverso i fasci spinocerbellari, afferenze vestibolari, dalla corteccia( cortico-pontine al cervelletto) , sono chiamate cos perch le sinapsi sono un ciuffetto che si interseca con i dentriti dai granuli.( nella fig . indicato con 1)

2. Fibre ramificanti: originano dal nucleo olivare inferiore e fanno sinapsi sulle cellule di P. ed ogni cellula riceva una sola fibra.( nella fig indicato con 2) 3. Cellule dei canestri: si trovano nello strato molecolare, modulano lestensione dellarea di stimolazione delle cellule di P. da parte delle fibre parallele. Lassone delle cellule del P. lunica cosa che porta allesterno le informazioni e gli ordini dal cervelletto . la modalit dellattivazione delle cellule del P. da parte delle due via ( ramificati o muscoidi) cambia: Fibre parallele: sono molte a una. Fibre rampicanti: una a una con molte sinapsi, si attiva al 100%.

Le cellule di P. sono inibitorie e vanno a inibire i nuclei profondi: questi contengono neuroni capaci di scaricare in modo spontaneo oppure i nuclei profondi ricevano anche fibre collaterali dalle cellule muscoidi quindi quelle che stimolano la corteccia stimola anche i nuclei che si trovano come al centro di un circuito. La corteccia ha un ruolo di modulazione. Nel caso delle fibre ramificanti(minoranza) poich esse originano dal nucleo olivare inferiore ( attivato solo in caso di missmatch tra afferenze e afferenza) necessario che facciamo arrivare un messaggio urgenteal cervelletto che modifica e corregge il movimento unendo anche le altre afferenze. Il cervelletto non ha facolt di inibire il movimento ma controlla la qualit del movimento e la possibilit di imparare nuovi movimenti. NUCLEI PROFONDI I nuclei profondi ricevono afferenze dalle fibre muscoidi in entrata (eccitatorie) e dalle cellule del P.(inibitorie)e sono: Nucleo del tetto Nucleo interposto Nucleo dentato

Questi tre raggruppamenti nucleari sono alla base della suddivisione funzionale del cervelletto in : 1. ARCHICEREBELLUM O VESTIBOLOCERVELLETTO : corrisponde al lobo flacculonodulare e ai nuclei del tetto ( pi i nuclei vestibolare che ricevano direttamente una parte di fibre dalla corteccia). Ha la funzione di mantenere lequilibrio e di di controllare i movimenti riflessi oculari, della postura; riceve le fibre dai nuclei vestibolari e la sostanza reticolare. 2. PALEOCEREBELLUM O SPINOCERVELLETTO: formato dal verme inferiore e dalla parte mediana del nucleo interposto. Ha afferenze propiocettive dal midollo spinale, dal nucleo olivare e dal meato accessorio. Mediante il passaggio attraverso il nucleo interposto invia comandi alla F.R. , al nucleo olivare, al nucleo ventrale laterale del talamo. Ha la funzione di controllo posturale, deambulatoria e controllo prossimale degli arti. 3. NEOCEREBELLUM O CEREBROCERVELLETTO: formato da lobi postero laterali e dal nucleo dentato. diverso anche dal punto di vista funzionale perch non ha pi un controllo di tipo feed-back su un movimento o sulla postura ma effettua un controllo di feed-back sulla programmazione del movimento quindi a livello corticale, ha delle afferenze dalla corteccia motoria nello stesso momento in cui esse vengono inviate alla periferia: circuito-ponte-cerebellare. Le afferenze dai nuclei dentati non si inseriscono su una via spinale in discesa ma rinviano informazioni attraverso il talamo specifico( area premotoria). Pu modificare il movimento ma in maniera profonda, partendo dalla schema. importante sia per compiere bene lazione sia per adattarla ogni volta allambiente nuovo e in

oltre permette di affinare consolidare un movimento. Lesioni causano mancanza di fluidit e precisione.