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LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI

Dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 si rileva:

3.2 Il carico, il trasporto e lo scarico dei tubi

Il carico, il trasporto, lo scarico e tutte le manovre in genere, dovranno essere eseguiti con la maggiore cura possibile
adoperando mezzi idonei a seconda del tipo e del diametro dei tubi ed adottando tutti gli accorgimenti necessari al fine di
evitare rotture, incrinature, lesioni o danneggiamenti in genere al materiali costituenti le tubazioni stesse ed al loro
eventuale rivestimento. Pertanto si dovranno evitare urti, inflessioni e sporgenze eccessive, strisciamenti, contatti con corpi
che possano comunque provocare deterioramento o deformazione dei tubi. Nei cantieri dovrà predisporsi quanto occorra
(mezzi idonei e piani di appoggio) per ricevere i tubi, i pezzi speciali e gli accessori da installare.

3.3 L'accatastamento dei tubi

L'accatastamento dovrà essere effettuato disponendo i tubi su un'area piana e stabile, protetta al fine di evitare pericoli di
incendio, riparata dai raggi solari nel caso di tubi soggetti a deformazioni o deterioramenti determinati da sensibili variazioni
termiche. La base delle cataste dovrà poggiare su tavole opportunamente distanziate o su predisposto letto di appoggio.
L'altezza sarà contenuta entro i limiti adeguati ai materiali ed ai diametri, per evitare deformazioni nelle tubazioni di base e
per consentire un agevole prelievo. I tubi accatastati dovranno essere bloccati con cunei onde evitare improvvisi rotolamenti;
provvedimenti di protezione dovranno, in ogni caso, essere adottati per evitare che le testate dei tubi possano subire
danneggiamenti di sorta. Per tubi deformabili le estremità saranno rinforzate con crociere provvisionali.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 si rileva:

3.4 Il deposito dei giunti, delle guarnizioni e degli accessori

I giunti, le guarnizioni, le bullonerie ed i materiali in genere, se deteriorabili, dovranno essere depositati, fino al momento
del loro impiego, in spazi chiusi, entro contenitori protetti dai raggi solari o da sorgenti di calore, dal contatto con olii o
grassi e non sottoposti a carichi.

3.5 Lo sfilamento dei tubi

I tubi dovranno essere sfilati lungo il tracciato seguendo i criteri analoghi a quelli indicati per lo scarico ed il trasporto
evitando pertanto qualsiasi manovra di strisciamento. Nel depositare i tubi sul ciglio dello scavo è necessario curare che gli
stessi siano in equilibrio stabile per tutto il periodo di permanenza costruttiva.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 si rileva:
3.6 La posa in opera

Prima della posa in opera, i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno essere accuratamente controllati; quelli che dovessero
risultare danneggiati in modo tale da compromettere la qualità o le funzionalità dell'opera dovranno essere scartati e
sostituiti. Nel caso in cui il danneggiamento abbia interessato soltanto l'eventuale rivestimento si dovrà procedere al suo
ripristino.

Per il sollevamento e la posa dei tubi in scavo, in rilevato o su appoggi, si dovranno adottare gli stessi criteri usati per le
operazioni precedenti, con l'impiego di mezzi adatti a seconda del tipo e del diametro, onde evitare il deterioramento dei tubi
ed in particolare delle testate e degli eventuali rivestimenti protettivi. Nell'operazione di posa dovrà evitarsi che nell'interno
delle condotte penetrino detriti o corpi estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la loro superficie
interna. La posa in opera dei tubi sarà effettuata sul fondo del cavo spianato e livellato, eliminando ogni asperità che possa
danneggiare tubi e rivestimenti.

Ove si renda necessario costituire il letto di posa o impiegare il primo rinterro materiali diversi da quelli provenienti dallo
scavo, dovrà accertarsi la possibile insorgenza di fenomeni corrosivi adottando appropriate contromisure.
In nessun caso si dovrà regolarizzare la posizione dei tubi nella trincea utilizzando pietre o mattoni od altri appoggi
discontinui.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 si rileva:
3.6 La posa in opera (continua)

Il piano di posa dovrà garantire una assoluta continuità di appoggio e, nei tratti in cui si temano assestamenti, si dovranno
adottare particolari provvedimenti quali: impiego di giunti adeguati, trattamenti speciali del fondo della trincea o, se occorre,
appoggi discontinui stabili, quali selle o mensole.

In quest'ultimo caso la continuità di contatto tra tubo e selle sarà assicurata dall'interposizione di materiale idoneo.
Nel caso specifico di tubazioni metalliche, dovranno essere inserite, ai fini della protezioni catodica, in corrispondenza dei
punti d'appoggio, membrane isolanti.

Per i tubi costituiti da materiali plastici dovrà prestarsi particolare cura ed attenzione quando le manovre di cui ai punti 3.2,
3.3, 3.4, 3.5, dovessero effettuarsi a temperature inferiori a 0°C, per evitare danneggiamenti. I tubi che nell'operazione di
posa avessero subito danneggiamenti dovranno essere riparati così da ripristinare la completa integrità, ovvero saranno
definitivamente scartati e sostituiti, secondo quanto precisato nel primo capoverso.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Le tubazioni vengono di norma posate all’interno di trincee, appositamente scavate, con una lunghezza alla base B pari al
diametro DN della condotta con un margine, per ciascun lato 20-30 cm. Qualora non sussistano motivi particolari, l’altezza
della trincea non deve essere generalmente inferiore ad un metro in modo da mantenere termicamente isolata la condotta
dall’ambiente esterno. La massima altezza è condizionata, oltre che da motivi di sostegno delle pareti e di quanto circonda lo
scavo, dal peso del materiale di rinterro che potrebbe determinare uno stato tensionale tale da superare le tensioni
ammissibili del materiale della tubazione

L’inclinazione delle pareti della trincea dipendono:


- dalle caratteristiche geotecniche del terreno
- dalla profondità dello scavo
- dal tempo in cui lo scavo resta aperto.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Quando è necessario assicurare la stabilità delle pareti si procederà o ampliando lo scavo (inclinando le pareti), o sostituendo
le pareti con armature provvisorie in legno o metallo (sbadacchi)
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Generalmente la posa in opera delle condotte realizzate con tubazioni
di piccolo e medio diametro viene realizzata entro trincee
appositamente scavate e successivamente rinterrate. Per diametri DN >
1000-1500 mm, a fronte della tradizionale posa in trincea si preferisce
mantenere la condotta all’aperto, opportunamente protetta ed
appoggiata su selle discontinue. Situazioni singolari, correlate a vincoli
di natura topografica (valico) o ad insufficienza di carico piezometrico
sul suolo (pressione sul piano campagna inferiore a 2-3 m), richiedono
la posa delle tubazioni entro gallerie o in cunicolo.
La posa è sempre preceduta da accurati rilievi topografici per la
materializzazione del tracciato sul terreno, appoggiati a capisaldi
(quotati con precisione) di riferimento durante tutte le operazioni di
posa e le successive operazioni di collaudo.
Le condotte interrate sono poste in opera entro scavi contigui di
larghezza B al fondo scavo e pareti verticali o sub-verticali, a seconda
della profondità e della consistenza del terreno
DN < 0,80 m → B = DN + 0,50 m
DN > 0,80 m → B = DN + 0,50-1,00 m

DN è il diametro nominale della condotta in metri. Il valore minimo di


B, in ogni caso sarà di 0,60-0,70 m.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Lo scavo di trincea in ROCCIA richiede sempre la regolarizzazione del fondo tramite la formazione del letto di posa realizzato o
con materiale di scavo, opportunamente vagliato, o con sabbia di cava o di fiume.
La presenza dell’elemento di transizione (il letto) tra tubazione e fondo di scavo di roccia, assicura continuità dell’appoggio e,
nel caso di condotte metalliche, impedisce la scalfitura dei rivestimenti, protettivi (bituminosi o plastici.

Il letto di posa è necessario


anche per trincee scavate in
materiali ALLUVIONALI e
DETRITI GROSSOLANI

Lo scavo in TERRENI SCIOLTI, a


GRANA FINE ed ad elevato
contenuto SABBIOSO, richiede,
per assicurare la continuità
dell’appoggio delle tubazioni,
solo la regolarizzazione del
fondo.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI

La generatrice superiore delle tubazioni deve


risultare, in opera, a profondità del piano campagna
tale da :

• Non risentire dell’azione dei carichi mobili delle

lavorazioni agrarie tipiche della zona;

• Limitare il riscaldamento dell’acqua;

• Impedire il congelamento nel periodo invernale.

Ricoprimenti minimi sulla generatrice superiore della


tubazione pari a 1,20-1,50 m soddisfano la prima
condizione e limitano le variazioni termiche annuali
dell’acqua di 2-3 °C.
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Realizzata la condotta per uno sviluppo di qualche centinaio di
metri (in seguito alla prima prova di tenuta), si esegue il rinterro
della della trincea prima rincalzando i tubi lateralmente e
superiormente, fino ad uno spessore di 20 cm sulla generatrice
superiore con materiale sciolto selezionato e ben compattato.
Infine (dopo la seconda prova di tenuta idraulica) si completa il
rinterro della restante parte fino al piano campagna, utilizzando o il
materiale proveniente dagli scavi se idoneo, o approvvigionato da
cave di prestito, posti in opera per strati successivi (generalmente
ogni 50 cm) con forte compattazione.

Il rinterro dovrà risultare leggermente emergente sul piano


campagna a compensazione di eventuali successivi assestamenti.
Nel caso in cui lo scavo interessi attraversamenti stradali, occorrerà
ripristinare l’originaria pavimentazione (sottofondo, bynder e
tappetino di usura)
LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI

Per diametri superiori al DN 600 sia il sottofondo che il


riempimento viene realizzato con magrone di
calcestruzzo, opportunamente calato nella trincea di
scavo e vibrato mentre all’interno della tubazione
vengono posti in opera opportuni puntellamenti.

Contestualmente, in corrispondenza delle deviazioni


planimetriche ed altimetriche e dei pezzi speciali, ove si
manifestano spinte che vanno contrastate per evitare
lo sfilamento dei giunti contigui o la presenza di sforzi
anomali sugli stessi, si eseguono blocchi di ancoraggio
e murature di contrasto. Nei tratti a forte pendenza è
necessaria la realizzazione di murature per l’ancoraggio
delle tubazioni al fine di evitare lo scorrimento di
quest’ultime verso il basso.
IL COLLAUDO DELLE TUBAZIONI
Dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 si rileva:
4. Collaudo

Nell'ambito del collaudo delle condotte verranno eseguite prove di tenuta secondo le prescrizioni indicate nel capitolato
speciale di appalto. Le pressioni di collaudo in campo, Pc, per le tubazioni con funzionamento a pressione sono riferite alla
pressione di esercizio PE: esse dovranno comunque risultare Pc = 1.5 PE (salvo maggiori valori indicati nel capitolato speciale
di appalto), sempreché detto valore risulti superiore a PE + 2 (kgf/cmq), valore limite inferiore per le pressioni Pc. Le pressioni
di collaudo in campo per le tubazioni con funzionamento non a pressione (fognature) sono riferite alle pressioni realizzabili
tra l'asse della condotta ed il piano stradale o di campagna, per tratte caratterizzate da dislivelli non superiore a m 0,50 circa.

Le operazioni di collaudo in campo possono essere ordinate controllate e verbalizzate dal direttore dei lavori; i relativi
documenti dovranno essere sottoposti all'esame del collaudatore per l'accettazione, fatta salva la facoltà di quest'ultimo, di
richiedere la ripetizione delle prove prescritte.
IL COLLAUDO DELLE TUBAZIONI
La prova di tenuta idraulica
La prova di tenuta idraulica viene eseguita per tratti di condotta di lunghezza compresa tra 200m e 500m, tamponati con
speciali dispositivi di chiusura
IL COLLAUDO DELLE TUBAZIONI
La prova di tenuta idraulica
Le relative spinte sono trasmesse al terreno tramite interposizione di murature di contrasto, sbatacchiature in legno o
all’interno di pozzetti contrastando i piatti di chiusura.
IL COLLAUDO DELLE TUBAZIONI
La prova di tenuta idraulica
Riempito di acqua il tratto da sottoporre a prova, eliminando sacche
d’aria tramite uno sfiato (4), con l’ausilio di una pompa (1) e di un
manometro (2), immettendo acqua si eleva la pressione fino al valore
prestabilito (normalmente 1,5-2,0 volte la pressione di esercizio per
tubazioni metalliche; per tubazioni cementizie la pressione di prova è
pari alla pressione di esercizio aumentata di 1-2 bar). Raggiuntala
pressione di prova, si procede all’ispezione della condotta e dei giunti
(5) (6). Eventuali perdite d’acqua, denunciate dal calo della pressione
e da perdita in uno o più giunti, vanno individuate ed eliminate. La
prova viene considerata con esito positivo solo se la pressione
indotta, controllata con il manometro, viene mantenuta per una
durata di 12 o 24 ore. Ad esito positivo della prova, si riduce la
pressione in condotta, si esegue il ricoprimento dei giunti con rinterro
sulla generatrice superiore del tubo per almeno 0,50 m e si procede,
con identiche modalità, ad una ulteriore prova idraulica, caratterizzata
da durata molto ridotta (2 ore), finalizzata all’accertamento che il
ricoprimento dei giunti non abbia causato la perdita di tenuta della
condotta. Solo a seguito di esito positivo della seconda prova si
procede al completo rinterro dello scavo procedendo per strati
singolarmente compattati (generalmente ogni 0,50 m).

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