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Caratterizzazione della variabilit spazio-temporale del vapor dacqua come diagnostico per un modello di clima

G.L. Liberti , F. Congeduti , D. Dionisi , C. Transerici , L. Velea , F. Cheruy


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Istituto di Scienze dellAtmosfera e del Clima, CNR, Roma, Italia LMD-IPSL,CNRS/UPMC, Parigi, Francia g.liberti@isac.cnr.it

SOMMARIO: Sono descritte un insieme di attivit in corso allISAC-CNR, in collaborazione con LMDCNRS (Francia), per caratterizzare, tramite osservazioni, la distribuzione spazio-temporale del vapor dacqua in Area Mediterranea al fine valutare la capacit di riprodurle di un modello di clima. I test sviluppati riguardano principalmente lanalisi della specificit del Mediterraneo sia in confronto ad oceani che terra, il ciclo diurno, la correlazione verticale, la subgrid variability. Le osservazioni utilizzate provengono da differenti sorgenti in funzione della caratteristica di variabilit che si vuole descrivere. Principalmente sono utilizzati radiosondaggi per quanto riguarda la caratterizzazione della distribuzione verticale mentre per la caratterizzazione spaziale sono stati considerati prodotti derivati da osservazioni telerilevate da satellite. Risultati preliminari del confronto tra caratteristiche osservate e simulate sono mostrati utilizzando i campi di vapor dacqua simulati dal modello LMDZOR, regionalizzato e forzato, per lanno 2000 ogni 30 ed alla risoluzione spaziale di circa 50 km.

1 INTRODUZIONE Il vapor dacqua rappresenta senza dubbio la variabile atmosferica pi importante per la definizione di clima di una determinata regione. Dalla sua distribuzione e variabilit spazio-temporale dipendono nubi e precipitazioni cosi come il bilancio radiativo atmosferico e superficiale. Larticolo descrive linsieme di attivit in corso presso lISAC-CNR, in collaborazione con LMD-CNRS (Francia), volte allo sviluppo di strumenti per lo studio delle caratteristiche di variabilit spazio-temporale del vapor dacqua sul Mediterraneo. Linteresse per larea Mediterranea, e luso conseguente di un modello di clima regionalizzato, deriva dallalta sensibilit, in termini socio economici, di tale area a cambiamenti anche modesti di variabili climatiche. Infatti il Mediterraneo collocato tra le zone aride subtropicali e le medie latitudini, presenta una

morfologia complessa (orografia rilevante, abbondanza di penisole, isole e di coste in generale, batimetria fortemente variabile) che sembra siano allorigine di caratteristiche peculiari rispetto sia ad aree oceaniche e continentali alla stessa latitudine. Le caratteristiche osservate sono dedotte dallanalisi di dati provenienti da differenti sorgenti in funzione del tipo di variabilit che si vuole descrivere. Attualmente si in fase di catalogazione delle possibili sorgenti di dati, delle loro caratteristiche in termini di disponibilit, di contenuto dinformazione e di accuratezza. Lo studio della variabilit caratteristiche investigate mirano a rispondere ad alcuni interrogativi importanti per una corretta simulazione numerica del vapor dacqua sia riguardo alla distribuzione alla risoluzione orizzontale del modello sia alle ipotesi sulla distribuzione allinterno dei volumi minimi considerati dal modello (sub-grid variability).

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Clima e cambiamenti climatici: le attivit di ricerca del CNR

2 IL MODELLO DI CLIMA LMDZ4-OR Il modello di clima LMDZOR segue l'approccio zooming per quanto riguarda la regionalizzazione (ovvero risoluzione orizzontale variabile e ottimizzata nell'area di interesse). Nelle simulazioni utilizzate nei confronti preliminari (anno 2000 ogni 30 ed alla risoluzione spaziale di circa 50 km) il modello atmosferico accoppiato a un modello di superficie e di vegetazione. Una descrizione dettagliata del modello e dellapproccio del forzaggio contenuta in Hourdin et. al., 2006 e Condreau et al., 2007. Per quanto riguarda il vapor dacqua un aspetto importante, allinterno di un modello numerico di clima, oltre alla sua variabilit al livello di maglia e quello della variabilit allinterno della maglia. Infatti, lequazioni diagnostiche del modello permettono di calcolare il contenuto di vapor dacqua allinterno di ogni singolo volume atmosferico che costituisce la griglia del modello. Tuttavia, alcuni processi come la formazione delle nubi, sono regolati da scale spaziali inferiori a quelle esplicitamente considerate dal modello. Si introduce il concetto di distribuzione (PDF probability distribution function) per tener conto della probabile variabilit del contenuto di vapor dacqua, in termini di umidit specifica, allinterno di ogni volume considerato. Per esempio, per le nubi non convettive, la PDF adottata nel modello LMDZOR per lumidit totale qt (vapore+condensata) un funzione log-normale generalizzata (Hosking and Wallis, 1994) che una volta fissato il valore 0 come valore minimo possibile, dipende unicamente da 2 parametri il valor medio qt e la varianza . La varianza espressa come funzione del valor medio, ovvero:

buzione dipende la quantit di acqua condensata allinterno del volume, risulta evidente limportanza di cercare di caratterizzare, tramite osservazioni, la distribuzione spaziale fine del vapor dacqua. 3 OSSERVAZIONI Le osservazioni analizzate per descrivere le caratteristiche del vapor dacqua provengono da diverse sorgenti. Un primo lavoro, tuttora in corso, consiste nel recensire tali possibili sorgenti e documentarle in termini di: accuratezza, contenuto dinformazione, copertura spaziale e temporale, risoluzione spaziale, frequenza di campionamento, accessibilit ai dati ed ad eventuali programmi delaborazione. evidente un determinato tipo dosservazione pu essere pi o meno utile a seconda del tipo di variabilit che si vuole descrivere. Nel seguito riportiamo informazioni sui principali dataset attualmente in esame. Tuttavia altre sorgenti dinformazioni accessibili sono tuttora in fase di analisi. Tali fonti includono stime basate sulloccultazione del segnale GPS (da satellite tacc.cwb.gov.tw/en/index.htm o da stazioni al suolo www.epncb.oma.be) o sulla fotometria nel visibile (aeronet.gsfc.nasa.gov). Radiosondaggi: il radiosondaggio nonostante la scarsa copertura spaziale, soprattutto in mare aperto, e la frequenza temporale, rimane una misura fondamentale per la descrizione della struttura verticale dellatmosfera. Esistono varie banche dati contenenti radiosondaggi dagli anni 50 ad oggi. Da un confronto sulla qualit e completezza tra 3 archivi (raob.fsl.noaa.gov, weather.uwyo.edu www.ncdc.noaa.gov/oa/climate/igra) facilmente accessibili ed ampiamente usati dalla comunit scientifica, sebbene sostanzialmente derivati dalla stessa sorgente d'informazioni primarie (le osservazioni TEMP inviate su GTS) risultato interessante l'archivio IGRA (Durre et al., 2006). In Figura 1 sono riportate le posizioni delle stazioni presenti in tale archivio indipendentemente dalla durata della serie temporale di osservazioni effettivamente

=r(p)qt
Dove il coefficiente r, determinato empiricamente, varia linearmente col la pressione tra il valore alla superficie (0,05) e quello a 300 hPa (0,33). Diverso lapproccio per la PDF dellumidit nel caso di nubi convettive (Bony e Emanuel ,2001). Poich da tale distri36

Modellistica del clima

disponibili. Risulta evidente che, nonostante vi sia un numero relativamente alto di stazioni costiere, qualora si voglia investigare la reale struttura verticale, in particolare nello strato limite, dellatmosfera sul Mare Mediterraneo, necessario includere misure effettuate in mare aperto ovvero, sondaggi effettuati da VOS (Voluntary Observing Ships) nellambito del programma WMO: ASAP (Automated Shipboard Aerological Programme) o effettuati da R/V durante campagne di misura. La Figura 1 riporta la posizione dei sondaggi ASAP dal 1980 al 2006 (~1000) nellarea dinteresse. Il limite maggiore delle misure da radiosonde la copertura spaziale. Con le osservazioni disponibili (Fig. 1) per esempio impossibile una corretta caratterizzazione delle scale di variabilit spaziale. Stime del vapor dacqua da satellite principalmente basati su radiometria passiva nelle microonde (vedi ad es. vari prodotti su www.ssmi.com) possono essere utilizzati per tale tipo di analisi. I campi di vapor dacqua prodotti e distribuiti nellambito del progetto NVAP (eosweb.larc.nasa.gov/PRODOCS/nvap/table_nvap.html) oltre ad integrare informazioni provenienti dai suddetti radiometri, forniscono anche una stima della distribuzione verticale del vapor d'acqua. In particolare gli ultimi 2 anni dellarchivio (2000-2001) denominati NG (New Generation) differiscono dai precedenti anni sia per risoluzione spaziale (50 km), per numero di livelli atmosferici, per frequenza temporale (12 ore) e per strumenti utilizzati per ottenere il vapor d'acqua. Infine come sorgente di dati ad alta risoluzio-

ne verticale e temporale si identificato il lidar Raman dellISAC-CNR di Tor Vergata (Congeduti et al., 1999). Tale tipo di misura indispensabile per caratterizzare scale di variabilit temporale e verticale altrimenti non risolvibili ne tramite sondaggi tradizionali ne da satellite. 4 ESEMPI DI RISULTATI In questa sezione sono descritti alcuni esempi delle analisi attualmente in corso. Auto correlazione verticale. La figura 2 mostra per lintervallo di pressioni corrispondente 10 livelli di coordinata verticale (Hourdin et al., 2006) pi bassi del modello di clima il profilo di coefficiente di correlazione calcolato tra la serie temporale di valori di rapporto di mescolamento al livello di riferimento e quella agli altri livelli. Ogni panello si riferisce ad un livello e riporta 5 curve. Le curve rosse sono ottenute dallanalisi dei radiosondaggi di 2 stazioni nel Mediterraneo (WMO # 16429 e 16460). La curva nera invece ottenuta dallanalisi dei campi simulati dal modello LMDZOR nella maglia corri-

Figura 1: Posizione delle stazioni di radiosondaggio contenute nel database IGRA (), dei radiosondaggi ASAP (+) e del Lidar Raman CNR-Tor Vergata ( ).

Figura 2: Coefficiente di correlazione tra mixing ratio ad un dato level e mixing ratio agli altri sigma levels per i 10 pi bassi levels calcolato per 4 stazioni di sondaggi ed una maglia del modello.

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Clima e cambiamenti climatici: le attivit di ricerca del CNR

spondente alla stazione 16429. Per confronto sono riportate le curve equivalenti calcolate per dei siti costieri in zone climatiche differenti ovvero nel Nord Atlantico (Valentia, Irlanda 51.93N 10.20W, WMO # 3953) e nellOceano Pacifico Tropicale (Seychelles, 4.66S 55.53E WMO # 63985). Rappresentativit delle stazioni costiere per rappresentare il mare aperto. Approfittando del fatto che sporadicamente dei sondaggi da VOS vengono effettuati relativamente vicini a stazioni di radiosondaggio su terraferma, possibile confrontare i profili misurati ed eventualmente valutare la dipendenza dalla distanza della differenza osservata. Determinazione della PDF. Si visto (Sez. 2) come i modelli di clima assumano una distribuzione (PDF) del vapor dacqua allinterno dei volumi atmosferici e come la scelta di tale PDF sia fondamentale per la il calcolo dellacqua condensata. Assumendo lavvezione come unico meccanismo responsabile per la variabilit in un determinato intervallo di tempo, ed assumendo una velocit media di avvezione possibile definire, allinterno di una serie temporale di profili derivati dal lidar Raman, un volume, contenente un insieme di stime di rapporto di mescolamento del vapor dacqua, che approssima le dimensioni della magia del modello di clima. Di conseguenza, possibile calcolare le propriet della distribuzione dei valori di vapor dacqua allinterno di tale volume. Le propriet calcolate forniscono informazione utile sulla correttezza della PDF adottata nel modello. Ciclo diurno. Lo studio delleventuale occorrenza di ciclo diurno nella struttura verticale del vapor dacqua (ad es: Liberti et al., 2002) ed il confronto tra osservazioni e modello forniscono informazioni utili sia per comprendere limportanza relativa dei processi responsabili per la variabilit temporale del vapor dacqua si per diagnosticare eventuali deficienze del modello nel riprodurre i suddetti processi.

5 CONCLUSIONI Sono presentate una serie di attivit in corso per lo studio delle caratteristiche di variabilit spaziale e temporale del vapor dacqua in area Mediterranea. I risultati preliminari sono in corso di analisi. Lobiettivo finale lutilizzo della caratterizzazione della variabilit come strumento diagnostico per un modello di clima. A tal fine necessario un intenso lavoro nella selezione delle osservazioni da analizzare, nella stima dellaccuratezza e nello sviluppo di metodi di analisi che possano essere applicati ai campi simulati dal modello di clima per produrre confronti significativi. 6 RICONOSCIMENTI Lattivit descritta finanziata parzialmente dal progetto AEROCLOUDS del MIUR. 7 BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Coindreau O. et al., 2007. Assessment of Physical Parameterizations Using a Global Climate Model with Stretchable Grid and Nudging. Mon. Wea. Rev., 135: 14741489. Congeduti F. et al., 1999. The multeple mirror lidar "9-eyes". J. Opt. A: Pure Appl. Opt., 1: 185-191. Durre I. et al., 2006. Overview of the Integrated Global Radiosonde Archive. J. of Climate, 19: 53-68. Hourdin F. et al., 2006. The LMDZ4 general circulation model: climate performance and sensitivity to parametrized physics with emphasis on tropical convection. Clim Dyn., 27: 787-813. Liberti G.L. et al., 2002. Analysis of the diurnal variations of the humidity vertical structure over the Mediterranean area. 2002 EGS General Assembly, Nice, France. EGS02-A-03997.

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