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Introduzione alle distribuzioni

Talvolta utile generalizzare il concetto di funzione; ci pu essere dovuto alla necessit di considerare oggetti che per certi aspetti si comportano come funzioni, ma che hanno propriet che una funzione non pu avere, oppure pu essere utile fare alcune operazioni che sono impossibili nellambito delle funzioni (per esempio derivare una funzione non derivabile). Ad esempio nello studio di alcuni fenomeni sici naturale considerare una massa concentrata in un punto; la funzione densit che descrive questa massa nulla fuori dal punto in cui concentrata la massa, ma lintegrale della densit uguale alla massa e quindi positivo. Limitandoci a sistemi sici unidimensionali, considerando ad esempio una massa unitaria, siamo cos portati a considerare una funzione denita su , con integrale uguale ad 1 , nulla fuori dallorigine. Evidentemente tali richieste non possono essere soddisfatte contemporaneamente: se una funzione nulla fuori dallorigine, allora nulla quasi dappertutto e quindi ha integrale uguale a 0 . Possiamo per cercare una successione di funzioni che approssimi, in qualche senso che preciseremo successivamente, un oggetto che abbia le due propriet elencate sopra. Utilizziamo un simbolo per indicare questo oggetto: lo indicheremo con il simbolo . Per esempio possiamo considerare una successione di funzioni fk (con k oppure k \ { 0} ) tali che ciascuna fk abbia integrale uguale a 1 , e sia nulla al di fuori di un intervallo contenente 0 , con la propriet che questo intervallo sia piccolo per k grande. Ad esempio possiamo scegliere le funzioni fk nulle al di fuori dellintervallo [1/k, 1/k] . Esempi di successioni di funzioni che hanno queste propriet sono: fk = k 2 [1/k,1/k] , se |x| > se |x| 1 k 1 k .

gk (x) =

k(1 k|x|)

g3 f3 f2 f1 g2 g1 1
1 1 3 2

1 1 3 2

Possiamo anche considerare una successione di funzioni per cui vale una condizione meno restrittiva di quella che abbiamo richiesto sul supporto; ad esempio possiamo chiedere che 1

la successione converga puntualmente a 0 fuori dallorigine (oltre a soddisfare la condizione sullintegrale). Un esempio di successione di funzioni con questa propriet la successione delle funzioni hk tali che hk (x) = k e k
2 2

h3

h2

h1

Naturalmente queste non sono le uniche successioni di funzioni che godono delle propriet scritte sopra e quindi che, in qualche senso, individuano loggetto che abbiamo indicato con . Se vogliamo utilizzare le idee appena esposte, occorre denire rigorosamente il concetto di approssimare loggetto ; o per meglio dire dobbiamo stabilire in che senso le nostre successioni di funzioni approssimano questo oggetto. Questo ci consentir di dare una denizione di . Infatti ogni oggetto utilizzato in matematica deve essere denito, cosa non ancora fatta per . Rinviamo ancora le denizioni precise, perch lidea di individuare un oggetto che non esiste con una successione di funzioni che le cui propriet si avvicinano a quelle delloggetto pu essere utilizzata anche in altri ambiti. Cerchiamo di individuare un oggetto che sia la derivata seconda della funzione valore assoluto. La funzione valore assoluto non derivabile in 0 e quindi non esiste neppure la derivata seconda in tale punto. Approssimiamo la funzione valore assoluto con una funzione di classe C 2 . Una possibilit di considerare una funzione coincidente con il valore assoluto al di fuori dellintervallo [1/k, 1/k] e che sia la restrizione di un polinomio sullintervallo [1/k, 1/k] . Si verica facilmente che una funzione che gode di queste propriet : |x| se |x| > se |x| 1 k 1 k .

k (x) =

k3 8

x4 +

3k 4 2

x2 +

3 8k

1 2 3
1 3 1 2

Calcoliamo la derivata prima e seconda delle funzioni k . Abbiamo sgn(x) k3 2 se |x| > x se |x| 1 k 1 k .

k (x) =

x3 +

3k 2

3 2 1

1 3

1 2

(x) = k

3k 3 2 3k x + 2 2 3

se |x| > se |x|

1 k 1 k .

2 1

1 3

1 2

Osserviamo che ogni funzione ha come supporto lintervallo [1/k, 1/k] e k


1/k

(x) d x k

=
1/k

(x) d x = k (x) k

1/k 1/k

= 1 (1) = 2 .

Quindi la successione di funzioni /2 ha le propriet che abbiamo individuato per le suck cessioni di funzioni che approssimano . Esaminiamo un problema diverso. La funzione costante 1 (con dominio ) non appartiene n a L1 n a L2 , quindi non ha trasformata di Fourier secondo le denizioni gi viste. Approssimiamo, in qualche senso, questa funzione con una successione di funzioni appartenenti a L1 . Ad esempio possiamo considerare la successione di funzioni mk tali che mk (x) = e x
2

/k 2

m1

m2

m3

m4

oppure la successione delle funzioni caratteristiche dellintervallo [k, k] , cio nk = [k,k] . In entrambi i casi si tratta di successioni di funzioni che tendono puntualmente alla funzione costante 1 . 4

Passando alla trasformata di Fourier abbiamo mk () = k e k


2

2 /4

m3

m2

m1

nk () = 2k sinc

n3

n2

n1

Evidentemente per = 0 si ha
k

lim mk () = lim k e k
k

2 /4

=0

inoltre, per le propriet della trasformata di Fourier,


+

mk () d = 2mk (0) = 2 ,

quindi abbiamo una successione di funzioni che hanno tutte lo stesso integrale, e la successione tende puntualmente a 0 in ogni punto diverso dallorigine. Studiamo ora il comportamento di nk () per k che tende a . Evidentemente se = 0 si ha lim nk (0) = lim 2k sinc(0) = lim 2k = ,
k k k

se = n con n
k

\ { 0} si ha kn
k

lim nk (n) = lim 2k sinc

= lim 2k
k

sen(kn) kn

= lim 0 = 0 .
k

Per tutti i valori di che non sono multipli interi di si pu dimostrare che il limite non esiste. Quindi la successione di funzioni nk non si comporta come la successione degli mk . Studiamo lintegrale di nk . La funzione sinc non sommabile su (perch non decresce sufcientemente in fretta allinnito) e quindi nk non sommabile; ma si pu dimistrare che la funzione integrabile, cio che esistono reali
R R 0

lim

sinc(x) d x ,
0

lim

sinc(x) d x .
R

Calcoliamo
R

lim

sen x x

dx .

Sia R il cammino nel piano complesso costituito dal segmento [R, R] e dalla semicirconferenza CR di centro lorigine e raggio R contenuta nel semipiano superiore. Su tale cammino consideriamo lorientamento antiorario. eiz 1 Consideriamo la funzione z ; se viene z prolungata con i nellorigine essa olomorfa su e quindi eiz 1 dz =0. z R

Separando lintegrale sul segmento da quello sulla semicirconferenza, abbiamo


R R

eix 1 x

dx =

eiz 1
CR

dz .

Ma
R R

eix 1 x

dx =
R

cos x 1 x

dx +
R

i sen x x

dx = i
R

sen x x

dx

perch il primo lintegrale di una funzione dispari e quindi nullo. 6

Inoltre eiz 1
CR

dz =
CR

eiz z

dz

1 Re i

Ri e

d =
CR

eiz z

d z i i
R

perch per il lemma di Jordan lintegrale ha limite 0 . Perci


R R

lim i
R

sen x x

d x = lim

eix 1 x

d x = lim

eiz 1
CR

d z = i

e quindi

sen x x

dx =.

Da ci segue che

sinc x d x =

sen(x) x

dx =

sen y 1 y

dy = 1,

e allora

nk () d =

2k sinc

d =

2k sinc(y)

d y = 2 .

Quindi tutte le nk hanno lo stesso integrale. Cercare di denire la trasformata di Fourier della funzione che vale costantemente 1 costruendo una successione di funzioni sommabili che la approsima, ha senso solo se le due successioni di funzioni mk e nk individuano lo stesso oggetto. Come abbiamo visto le fun zioni mk e nk hanno tutte integrale 2 , ma questo non sufciente per sperare che in qualche senso approssimino lo stesso oggetto. Fortunatamente esiste unaltra propriet, non troppo complicata da vericare, che accomuna le due successioni. Data una funzione v : continua e limitata abbiamo
k

lim

mk ()v() d = lim

k e k

2 /4

v() d

e con la sostituzione y = k/2 questo uguale a lim

2 e y v

2y k

dy .

Quando k tende a , 2y/k tende a 0 , v continua, quindi la funzione integranda ha 2 2 limite 2 e y v(0) ; inoltre essa maggiorata da 2 e y sup |v| che sommabile, perci per il teorema della convergenza dominata abbiamo lim

mk ()v() d =

2 e y v(0) d y = 2v(0) .

Vediamo se la successione delle nk gode di una propriet analoga a quella appena vista per la successione delle mk . 7

In questo caso supponiamo che v : sia di classe C 1 e a supporto compatto. Questo assicura che v limitata e misurabile. Le funzioni nk sono limitate (essendo trasformate di Fourier di funzioni L1 ) e v sommabile, quindi nk v sommabile. Abbiamo

nk ()v() d =

2k sinc

v() d

e con la sostituzione y = k questo uguale a


2

2 sinc

v y

y k v

dy y k
2

=
2

2 sinc

dy +

2 sen y

y k

dy +

2 sen y

y k

dy .

Calcoliamo il limite dellintegrale su [2, 2] . Visto che v continua, per ogni y abbiamo y y y v = 2 sinc v(0) lim 2 sinc k k e 2 sinc y v y k 2 sup |v| .

Le funzioni costanti sono sommabili sugli intervalli limitati, quindi possiamo applicare il teorema della convergenza dominata, ottenendo
2 k 2

lim

2 sinc

y k

dy =
2

2 sinc

v(0) d y .

Calcoliamo il limite dellintegrale su [2, [ . Integrando per parti abbiamo


2

2 sen y

y k

dy v
y k

= 2(1 cos y) =
2

y v

y k

2 y k

2(1 cos y)
y k

y k

y k

y2

y k

dy

2(1 cos y)

v y2

dy .

Dalle ipotesi fatte su v segue che v


y k

lim 2(1 cos y)

v y2 8

y k

y k

= 2(1 cos y)

v(0) y2

inoltre 2(1 cos y) v


y k

v y2

y k

y k

4 y2

sup |v(x)| + sup |xv (x)|


x x

e questa funzione sommabile sullintervallo [2, [ ; perci, per il teorema della convergenza dominata, lim

k 2

2 sen y

y k

d y = lim =
2

k 2

2(1 cos y) v(0) y2

y k

v y2

y k

y k

dy

2(1 cos y)

dy .

Integriamo per parti il limite ottenuto: v(0) v(0) + 2(1 cos y) 2 d y = 2(1 cos y) y y 2 2 = Quindi lim

2 sen y

v(0) y

dy

2 sen y

v(0) y

dy .

k 2

2 sen y

y k

dy =

2 sen y

v(0) y

dy .

In modo del tutto analogo si ha lim


2

2 sen y

y k

dy =

2 sen y

v(0) y

dy .

Perci abbiamo
k

lim

nk ()v() d
2

= lim

k 2

2 sinc

y k

d y + lim

2 sen y

y k

y v
2 y k

dy

+ lim
2

k 2

2 sen y dy +

dy v(0) y dy

= =
2

2 sinc 2 sinc

y y

v(0) d y + v(0) d y

2 sen y

v(0) y

2 sen y

e per quanto visto sopra questo uguale a 2v(0) . 9

Quindi se v : lim

C 1 a supporto compatto si ha mk ()v() d = lim


k

nk ()v() d = 2v(0) .

facile vericare che anche per le tre successioni di funzioni fk , gk e hk che approssimano loggetto vale una propriet analoga: qualunque sia v continua e limitata si ha
k

lim

fk (x)v(x) d x = lim

gk (x)v(x) d x = lim

hk (x)v(x) d x = v(0) .

Consideriamo ora le due successioni di funzioni che abbiamo scelto per approssimare la funzione che vale costantemente 1 , mk e nk . Se v : sommabile allora abbiamo e |mk (x)v(x)| = e x
k
2

/k 2

v(x) |v(x)|
2 /k 2

lim mk (x)v(x) = lim e x


k

v(x) = v(x) ,

quindi per il teorema della convergenza dominata


k

lim

mk (x)v(x) d x =

v(x) d x .

Analogamente lim
k

nk (x)v(x) d x = lim

k k

v(x) d x =

v(x) d x .

Anche in questo caso abbiamo due successioni di funzioni mk e nk che approssimano lo stesso oggetto e risulta
k

lim

mk (x)v(x) d x = lim

nk (x)v(x) d x .

Questi discorsi ci suggeriscono che le successioni di funzioni che approssimano lo stesso oggetto hanno in comune il limite
k

lim

fk (x)v(x) d x ,

per v in una certa classe di funzioni; quindi ciascuna di queste successioni individua la stessa funzione che a v (in un certo spazio di funzioni) fa corrispondere un numero reale. Possiamo a questo punto scordarci della successione approssimante e limitarci a considerare la funzione ottenuta sopra. I nuovi oggetti che deniremo saranno quindi oggetti che alle funzioni v di un opportuno spazio fanno corrispondere un numero reale. Essi saranno chiamati distribuzioni. Quanto visto ci suggerisce, ad esempio, che la distribuzione che a ogni v fa corrispondere v(0) , mentre la funzione che vale costantemente 1 , in questo nuovo ambito, la distribuzione che a ogni v fa corrispondere il suo integrale su . 10