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Formulario di Analisi II

Gli autori del formulario non assicurano la validit e il contenuto dello stesso, pertanto declinano ogni responsabilit. USARE A PROPRIO RISCHIO E PERICOLO Topologia in

Indichiamo con d n la metrica euclidea in

, definita da: d n ( x, y ) =

i =1

( xi yi )

x, y

(teorema di Pitagora) Un sottoinsieme A di n si dice aperto se, per ogni x A esiste un cerchio B( x, r ) = y n : d n ( x, y ) < r contenuto in A

Un sottoinsieme si dice chiuso se il suo complementare aperto Linsieme vuoto e linsieme n sono aperti Lintersezione di due aperti un aperto Lunione di una famiglia di aperti un aperto Un sottoinsieme X di n si dice compatto , se da ogni successione di punti in X se ne pu estrarre una convergente verso un punto di X Un sottoinsieme X di n compatto se e solo se esso chiuso e limitato. Un sottoinsieme X di n si dice connesso se non esiste alcuna partizione {A,B} di X costituita da insiemi non vuoti, entrambi aperti ( o entrambi chiusi) su X Se a e b sono due punti distinti di n , si chiama segmento di n con estremi a e b linsieme x dei punti che soddisfano la relazione : x = ta + (1 t )b , t [ 0,1]
Un sottoinsieme X di n si dice convesso se, per ogni coppia di punti a e b, il segmento di estremi a e b e contenuto in X , cio t [ 0,1] si ha ta + (1 t )b X si dice stellato rispetto ad un suo punto x0 se esiste x A un segmento di estremi x0 e x tutto contenuto in A Un sottoinsieme A di
n

Derivata funzione composta Sia f ( x, y ) una funzione. Consideriamo delle funzioni ad una variabile x = x(t ) e y = y (t ) . La derivata della funzione composta data da: d f ( x(t ), y (t )) = f x ( x(t ), y (t )) x(t ) + f y ( x (t ), y (t )) y(t ) dt Esempio d f ( x, y ) = x 2 + y 2 , x = 1 + t , y = 1 t segue f ( x, y ) = 2(t + 1) 1 + 2(1 t ) (1) = 4t dt

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n
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Derivata direzionale
Sia v = (vx , v y ) un vettore unitario cio un vettore di modulo uguale a 1, ovvero
2 2 vx + v y = 1

La derivata direzionale di f ( x, y ) in un punto ( x, y ) della direzione (vx , v y ) data da:

f ( x + tvx , y + tv y ) f ( x, y ) f = lim oppure il prodotto scalare del gradiente per il vettore: v t 0 t f = gradf v = f x ( x, y )vx + f y ( x, y )v y v
Esempio

f ( x, y ) = ( x + y ) sul vettore (1, 0) si ha:


2

Differenziabilit continuit e derivabilit f x , f y in B(( x0 , y0 ), ) continue in ( x0 , y0 )

f continua in ( x0 , y0 ), f x ( x0 , y0 ), f y ( x0 , y0 )

         

f differenziabile in ( x0 , y0 )

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Teorema di Schwarz f : A A 2 aperto se f x , f y , f xy in A ed f xy continua in ( x0 , y0 )

f = (2 x + 2 y ) *1 + (2 y + 2 x )* 0 = 2 x + 2 y v

f yx ( x0 , y0 ) = f xy ( x0 , y0 )

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Funzione differenziabile Sia f : X , X 2 Sia x = ( x0 , y0 ) X

L :
lim

, funzione lineare L(h, k ) = h + k (h, k )


f ( x0 + h, y0 + k ) f ( x0 , y0 ) L(h, k ) h2 + k 2 =0

( h ,k ) (0,0)

(1)

( x , y ) ( x0 , y0 )

lim

f ( x, y ) f ( x0 , y0 ) L( x x0 , y y0 )

( x x0 ) + ( y y0 )
2

=0

(1)

La funzione al 1 membro della (1) definita in Y \ {(0, 0)} dove Y :

Y = (h, k )

Si vede che g ( x, y ) = f ( x0 , y0 ) + ( x x0 ) + ( y y0 ) una funzione che ha come grafico il piano di equazione: z = z0 + ( x x0 ) + ( y y0 ) da cui si deduce che: La (1) dice che la differenza tra gli incrementi che la variabile dipendente z subisce quando le variabili indipendenti passano da ( x0 , y0 ) a ( x, y ) e il punto ( x, y , z ) si muove: a) sul grafico della funzione f b) sul piano un infinitesimo di ordine superiore rispetto alla distanza tra il punto iniziale ( x0 , y0 ) e il punto incrementato ( x, y )

Definizione di differenziale Se f differenziabile in ( x0 , y0 ) la funzione lineare L si chiama differenziale della funzione f nel punto ( x0 , y0 ) e si indica con d( x0 , y0 ) f e quindi per definizione:

Visto che il differenziale della funzione dx( x0 , y0 ) (h, k ) = h , dato che la derivata di x uguale a 1, e per lo stesso motivo dy( x0 , y0 ) (h, k ) = k possiamo scrivere: df = f x ( x0 , y0 )dx + f y ( x0 , y0 )dy

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d( x0 , y0 ) f (h, k ) = f x ( x0 , y0 )h + f y ( x0 , y0 )k (h, k )

'

: ( x0 + h, y0 + k ) X = {( x x0 , y y0 ) : ( x, y ) X }

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$ "%

F si dice differenziabile nel punto x = ( x0 , y0 ) X se:

# !

&

tale che:

Condizione necessarie per la differenziabilit La funzione f differenziabile in ( x0 , y0 ) se: 1) f continua 2) f x ( x0 , y0 ) = , f y ( x0 , y0 ) = (esistono le derivate parziali e sono continue, dove e

sono i coefficienti di L)
Se f differenziabile in ( x0 , y0 ) segue che la funzione lineare L della definizione unica, e si ha:

Teorema del differenziale totale ( una condizione sufficiente di differenziabilit


differenziabile in ( x0 , y0 )

Versione pi forte (meno ipotesi) del teorema del differenziale totale Modificando di poco la precedente dimostrazione, si vede che, per ottenere la differenziabilit di una funzione f in ( x0 , y0 ) sufficiente supporre: f x , f y in X con una solo derivata ( f x oppure f y ) continua. Sussiste la seguente proposizione: se f ( x, y ) e differenziabile in ( x0 , y0 ) , essa ivi continua.
o

Inoltre una funzione f ( x, y ) pu essere in ( x0 , y0 ) : a) continua e non derivabile b) derivabile e non continua c) continua e non differenziabile d) derivabile e non differenziabile e) continua, derivabile, e non differenziabile

Lunghezza di una curva regolare Sia = (1 (t ), 2 (t ),..., n (t )) :[a, b] n una parametrizzazione di classe C1 di una curva , e ' = ( '1 (t ), '2 (t ),..., 'n (t )) la sua derivata. La lunghezza della curva tra gli estremi (t0 ) e (t1 ) data da:

L=

t1

t0

' dt =

t1

t0

[ '1 (t )]2 + [ '2 (t )]2 + ... + [ 'n (t )]2 dt

(1)

Nel caso in cui la curva sia il grafico di una funzione continua e derivabile y = f ( x ) la formula della lunghezza x1 x=t L = 1 + [ f ( x )]2 dx Infatti si posto dalla (1) y = f (t ) x0

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Sia f : X , X

e f x , f y in X con le derivate f x , f y continue in ( x0 , y0 ) X allora f

L(h, k ) = f x ( x0 , y0 )h + f y ( x0 , y0 )k = [grad f ( x0 , y0 )] (k , h) (h, k )

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Integrali dipendenti da parametri Sia A = ]a, b[ ]c, d [ un intervallo aperto in 2 Sia f ( x, t ) una funzione continua definita in A
Siano ( x ) e ( x ) due funzioni di uno sola variabile definite in: , : ]a, b[ ]c, d [
( x)

Teorema sulla derivabilit f ( x, t ) continua in A, f x continua in A,

G ( x) =

( x)

( x)

f x ( x, t )dt + f ( x, ( x )) ( x) f ( x, ( x)) ( x )

( x ) e ( x ) continue in ]a, b[

G(x) derivabile in ]a, b[ e sar :

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Teorema sulla continuit: f ( x, t ) continua in A, ( x ) e ( x ) continue in ]a, b[

Definiamo una funzione G : ]a, b[

tale che G ( x) =

( x)

f ( x, t )dt

x ]a, b[

G(x) continua in ]a, b[

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Esempio di integrale dipendente da parametri

Problema: Calcolare G(x) 1 Metodo:

G ( x) =

( x)

( x)

Cio: si integra, rispetto a t, la derivata parziale f x rispetto a x e si somma allintegrale la funzione calcolata in ( x, ( x )) per la derivata di ( x ) meno funzione calcolata in ( x, ( x)) per la derivata di ( x ) . 2 Metodo:

Si calcola la derivata della G(x) rispetto allunica variabile x. Esempio:

1 Metodo: t 1 log( xt ) = = x tx x 2 x2 1 1 2 x2 G ( x) = dt + log( x 2 x 2 ) 4 x log( x x) 1 = [ t ]x + 4 x log(2 x3 ) log( x 2 ) x x x 1 G ( x) = (2 x 2 x) + 4 x log(2 x 3 ) log( x 2 ) = 2 x 1 + 4 x(log 2 + 3log x ) 2 log x x 2 Metodo: 1 log( xt )dt = t log( xt ) t x dt = t log( xt ) 1dt =t log( xt ) t xt d G ( x) = 2 x 2 log(2 x 3 ) 2 x 2 x log( x 2 ) + x = dx 1 1 4 x log(2 x 3 ) + 2 x 2 6 x 2 4 x log( x 2 ) x 2 2 x + 1 3 x 2x 3 2 G ( x) = 4 x log(2 x ) + 6 x 4 x log( x ) 2 + 1 = 4 x log(2 x 3 ) + 2 x log( x 2 ) 1

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G ( x) =

G ( x) =

( x) ( x)

2 x2 x

Sia G ( x) =

( x) ( x)

f ( x, t )dt

f x ( x, t )dt + f ( x, ( x )) ( x) f ( x, ( x)) ( x )

f ( x, t )dt si calcola lintegrale definito in dt cio [ f ] ( x )

( x)

log( xt )dt

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Curve in n Si chiama curva in n un insieme di punti, rappresentabili da una funzione di un intervallo chiuso [ a, b ] in n ( :[a, b] n )
La curva si dice di classe C k se le sue componenti 1 , 2 ,..., n sono di classe C k

x1 = 1 (t ) ... con t [ 0,1] si dicono equazione parametriche di

Le relazione

x2 = 2 (t )

xn = n (t )

Linsieme immagine = ([ a, b ]) si chiama sostegno della curva Una curva si dice semplice se la sue equazione parametriche sono funzioni iniettive Una curva : [ a, b ] n si dice regolare se semplice, di classe C1 in [ a, b ] e risulta t [ a, b ]

12 (t ) + 22 (t ) + ... + n2 (t ) > 0
L=
b

' dt =

f ( x, y )ds e =
f ( x, y )ds =

b a

f ( x(t ), y (t )) [ x(t )]2 + [ y (t )]2 dt

a ` Y

allora: fds =

[ a ,b ]

f ( (t )) (t ) dt in particolare se: x = x (t ) t [a, b] si ha: y = y (t )

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Integrali curvilinei Dato lintegrale di linea

T S

Se : [ a, b ]

una curva regolare allora essa rettificabile e la sua lunghezza [ '1 (t )]2 + [ '2 (t )]2 + ... + [ 'n (t )]2 dt

fds e la sia :[a, b]

R P P Q P P I

una parametrizzazione di classe C1 di

W X b

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Forma differenziale lineare Sia df ( x, y ) = X ( x, y )dx + Y ( x, y )dy una forma differenziale esatta. Allora: f f ( x, y ) = Y ( x, y ) ; la funzione f ( x, y ) si chiama integrale o soluzione della ( x, y ) = X ( x, y ) e x y forma differenziale. Essa data da:

f ( x, y ) =

x x0

X ( x, y )dx +

dove i punti x0 e y0 sono scelti in modo opportuno e arbitrario Se si sceglie come x0 = y0 =0 si pu usare la formula: f ( x, y ) =
x 0

X (t , y )dt + Y (0, t )dt (la formula vale supposto il fatto che (0, y ) sia punto del
0

dominio di f) Sia f = ( f1 ( x, y ), f 2 ( x, y )) una funzione definita del campo C e sia una curva contenuta in C con equazioni parametriche x = x(t ) e y = y (t ) con t [t0 ; t1 ] allora lintegrale di linea si calcola con:

f ( x, y ) ds =

f1 ( x, y )dx + f 2 ( x, y )dy =

Se il campo una forma differenziale esatta la (1) si pu sostituire con qualunque percorso che congiunge i due punti P0 (a, b) e P (c, d ) . In pratica con rette parallele agli assi coordinati, quindi: 1

f1 ( x, y )dx + f 2 ( x, y )dy =

c a

f1 ( x, b)dx +

c d

y y0

Y ( x0 , y )dy

e g

t1

t0

[ f1 ( x (t ), y (t )) x(t ) + f 2 ( x(t ), y (t )) y (t )]dt

(1)

f 2 (c, y )dy

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Massimi e minimi di funzione di pi variabili Data la funzione f ( x, y ) , condizione necessaria affinch un punto ( x0 , y0 ) sia di minimo o massimo che il gradiente calcolato nel punto sia uguale al vettore nullo. Cio deve essere f x ( x0 , y0 ) = 0 e f y ( x0 , y0 ) = 0
Per sapere se il punto ( x0 , y0 ) di minimo o di massimo si calcola il determinante Hessiano: H ( x, y ) = f xx ( x, y ) f yx ( x, y ) f xy ( x, y ) f yy ( x, y )
2 = f xx f yy f xy f yx , se f differenziabile H ( x, y ) = f xx f yy f xy

Se il determinate Hessiano, calcolato in ( x0 , y0 ) , negativo si ha un punto di sella (nessun min o max) Se il determinate Hessiano positivo si controlla il segno di f xx (oppure di f yy ) e si ha: f xx > 0 punto di minimo relativo f xx < 0 punto di massimo relativo Se il determinate Hessiano nullo esso non fornisce alcuna informazione (vedi dopo) Ricerca dei massimi e minimi: Si calcolano i punti dove il gradiente si annulla. Si calcola la matrice Hessiana H 1) Se H semidefinita positiva si hanno punti di minimo ( i minori principali tutti maggiori o uguali a zero) 2) Se H semidefinita negativa si hanno punti di massimo ( i minori principali di ordine pari maggiori o uguali a zero, i minori principali di ordine dispari minori o uguali a zero) N.B. : Per minori principali si intendono tutti i minori che hanno come diagonale principale parte della diagonale principale. Es: a11 a12 A= , a11 e a22 sono i minori principali a21 a22

A = a21 a31

a22 a32

a23 , a11 , a22 , a33 , a33

a11

a12

a21 a22

a22 a32

a23 a33

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wy u

x v wy t u

x v t

a11

a12

a13

wy w w u

qs i

x v v v t r p h

sono i minori principali

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Metodi di risoluzione con Hessiano nullo Se la funzione del tipo f ( x, y ) = g (ax + by ) con g (t ) funzione derivabile due volte si trovano i punti di max e min della g (t ) .
Se t 0 punto di max [min] relativo per g (t ) allora la retta di insieme di punti di max [min] relativo per la f ( x, y ) max di g (t ) = t 2 + (4 + 3t ) Se la funzione del tipo f ( x, y ) = g ( x 2 + y 2 ) linsieme di punti di max [min] relativo per la f ( x, y ) sar la circonferenza di
2

: {( x, y )

Esempio f ( x, y ) = (3 x y ) 2 + (4 + 3(3x y )) in questo caso t = 3x y e si devono studiare min e

con raggio t 0 cio: {( x, y ) R 2 : x 2 + y 2 = t 0 }

Si pu stabilire se un punto non n di max n di min per una funzione f trovando due curve regolari passanti per il punto tali che la prima curva ha un max e la seconda un min nel punto Applicazione: Studio del segno di una derivata parziale 1) Si studia il segno di una delle due derivate parziali (la pi semplice), supponiamo f y ( x, y ) . 2) Lo studio del segno rappresenta la crescenza/decrescenza della funzione di una sola variabile y f ( x, y ) per una x fissata 3) Si dice che f y ( x, y ) = 0 la curva dei massimi o dei minimi in base a quanto trovato al punto 2. 4) Si studia la funzione della sola variabile x ( x) = f ( x, k ) lungo la curva dei minimi o dei massimi trovata e se ne trovano i punti di max e min, dove k la y soluzione di f y ( x, y ) = 0 . In pratica si sostituisce ad y il valore ricavato da f y ( x, y ) = 0 5) Un punto max o min per la f ( x, y ) se appartiene alla cura dei minimi ed minimo per la ( x ) , oppure se appartiene alla curva dei max ed max per la ( x )

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: ax + by = t0 } un

Sia f : T 2 sotto la condizione g ( x, y ) = 0 (Si suppone g,f di classe C1 in T ) Si cerca il minimo e il massimo tra: 1) punti di frontiera T gx = 0

2) Punti in T singolari, ovvero punti che soddisfano il sistema g y = 0


g=0

f x ( x, y ) + g x ( x, y ) = 0 g ( x, y ) = 0

4) Si cercano le soluzioni del sistema: f y ( x, y ) + g y ( x, y ) = 0 5) Si provano le soluzioni sulla funzione originale f ( x, y ) determinando i punti di estremo

Sia f : T n sotto la condizione g1 = 0, g 2 = 0,...g p = 0 (Si suppone g,f di classe C1 in T ) Si cerca il minimo e il massimo tra: 1. punti di frontiera T ( g1 ,... g p ) 2. Punti in T singolari, ovvero punti in cui lo Jacobiano di rango massimo ( x1 ,..xn ) 3. Si calcolano le derivate parziali della funzione f ( x1 ,... xn ) + 1 g1 ( x1 ,... xn )+,..., + p g p ( x1 ,...xn ) con
g p f g ( x) + 1 1 ( x) + ... + p ( x) = 0 x1 x1 x1

g p f g ( x) + 1 1 ( x ) + ... + p ( x) = 0 x2 x2 x2
....

4. Si cercano le soluzioni del sistema:

g p f g ( x) + 1 1 ( x) + ... + p ( x) = 0 xn xn xn
g1 ( x) = 0 ... g p ( x) = 0

5. Si provano le soluzioni sulla funzione originale f determinando i punti di estremo

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Caso generale di n variabili con il moltiplicatore di Lagrange

3) Si calcolano le derivate parziali della funzione f + g con

Massimi e minimi vincolati Caso due variabili con il moltiplicatore di Lagrange

Massimi e minimi assoluti Teorema di Weierstrass Una funzione continua su di un insieme A n assume massimo e minimo su A. Si procede nel seguente modo: 1) Si cercano i punti dove si annullano le derivate parziali della funzione f ( x, y ) interni allinsieme A 2) Si trovano i punti interni ad A dove la funzione non derivabile 3) Si cercano i punti di A con la funzione f ( x, y ) 4) Si provano nella f ( x, y ) i punti ottenuti in modo da trovare il minimo e il massimo Per il punto 1) si pu procedere come descritto del paragrafo Massimi e minimi di funzione di pi variabili e si controllano se i punti trovati sono interni ad A. Per il punto 2) si controlla dove il differenziale della funzione f ( x, y ) non definito Per il punto 3) si pu procedere parametrizzando la frontiera, sostituendo le funzioni cosi ottenute ai valori di x,y della f ( x, y ) , ricavando, cosi, una funzione di una sola variabile. Si procede al calcolo dei punti che annullano la derivata prima della f ( x, y ) per considerare i punti di minimo e di massimo. Ad esempio: A : x 2 + y 2 1 si parametrizza con x = cos t , y = sin t da cui f (cos t ,sin t )
A : y 2 x, 0 x 1 si parametrizza con x = y 2 , y = y da cui f ( y 2 , y ) e con x = 1, y = y da cui f (1, y )

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Dominio normale Un dominio D si dice normale rispetto allasse x se possibile rappresentarlo della forma: D = ( x, y ) 2 : a x b, ( x) y ( x ) con a<b e con ( x ) e ( x ) funzione continue in

[ a, b ] e ( x ) ( x )
Stessa cosa rispetto lasse y

Formula di riduzione degli integrali doppi Dominio normale T Si deve portare lintegrale a forma di integrale interno ad un altro integrale, ovvero:
f ( x, y )dxdy =
x2 x1

dx

( x)

( x)

f ( x, y )dy o

f ( x, y )dxdy =

y2 y1

dy

Per fare ci si deve fare in modo che una variabile vari tra due numeri, e laltra tra due funzioni dellaltra. Potrebbe essere necessario effettuare il cambiamento di variabile. 1) Disegnare linsieme 2) Scegliere quale variabile usare per lintegrale esterno e quale per quello interno in base sia allinsieme che alla funzione (potrebbe risultare pi facile un modo rispetto ad un altro) 3) Cercare di esprimere linsieme in modo da trovare funzioni del tipo y1 = ( x ) e y2 = ( x ) 4) Supponendo di usare la y per lintegrale interno si cercano gli estremi di integrazione per lasse x come x1 , x2 5) Dato un punto x0 interno allintervallo di integrazione x1 , x2 si vede come varia la proiezione delle funzioni y1 = ( x ) , y2 = ( x ) dellasse delle y per determinare gli estremi di integrazione 6) Dato lintegrale doppio

f ( x, y )dxdy esso si calcola :

x2 x1

dx

Lo stesso ragionamento si pu fare considerando lasse y

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gg

hh

ff

( y)

( y)

f ( x, y )dx

( x)

(x)

f ( x, y )dy

Esempio di riduzione degli integrali doppi 1 y 2 xydxdy con T = 2 il dominio di integrazione. x 2 T + y 1 4

Considerando dominio normale lasse x

x2 1 Si cercano gli estremi di integrazione asse x: + 4 2 Lintegrale si calcola :


3

3 3

dx

1 1 2

x2 4

xydy

1 x y2 3 2

1 2

dx =

Considerando dominio normale lasse y Si cerca la x = 2 1 y 2 Si cercano gli estremi di integrazione asse y: Si vede che 2 1 y 2 x 2 1 y 2 Lintegrale si calcola :
1 1 2

1 1 2

dy

dy

2 1 y 2

2 1 y 2

1 xydx = 1 y x 2 2 2
1

dy =

2 1 y 2

1 2

1 1 2

y[4(1 y 2 ) 4(1 y 2 )]dy =

1 2

Questo esempio prova che i due integrali hanno lo stesso risultato, quindi la scelta sulla normalit del dominio del tutto affidata alla semplicit nei calcoli.

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x x2 1 3x 2 x 4 1 dx = 3 2 4 4 16 32

02 + y2 = 1 y = 1 4

2 1 y 2

2 1 y 2
2 1 y 2

xydx
1 1 2

 {

x2 4

x wy v u t

x2 x2 1 y 1 4 4 Si trova 1 y 2

n l l m l l k

s p p r p p o

jj

1 x2 y 1 2 4
2

1 = 0 x = 3

=0

0 ydy = 0

Integrale doppio Cambiamento di variabili Dato lintegrale doppio f ( x, y )dxdy e due nuove variabili u e v legate ad x,y dalla relazione:

x = (u , v) e y = (u, v ) e sia J il determinate dello Jacobiano dato da: ( , ) u u J= = sussiste la seguente formula di trasformazione (u , v) v v f ( x, y )dxdy = f ( (u, v), (u , v) J dudv (notare il valore assoluto dello Jacobiano)
D

Cambiamenti di variabile notevoli

Omotetia: x = au a 0 con a > 0, b > 0 . Lo Jacobiano J = = ab > 0 y = bv 0 b


Coordinate polari

Dominio: x 2 + y 2 = 1 (cerchio) si ha: x = cos( ) cos cos e J= = y = sin( ) sin sin Dominio:

x2 y 2 + = 1 (ellisse) si ha: a 2 b2 x = a cos( ) e J = ab y = b sin( )

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Integrale doppio - Esempio di cambio di variabile Nel cambio di variabili il dominio deve essere centrato sullorigine degli assi Esempio: x 2 ydxdy con T {( x, y ) 2 : 12 4 x 2 + y 2 + 8 y 0}
T

( y + 4)2 4 Sono due ellissi di centro (0, 4) 2 ( y + 4) x 2 ( y + 4) 2 x2 + 4 + 1 4 4 16 Porto le ellissi al centro degli assi e dilato il sistema di coordinate con il seguente cambio di variabili: 2x = u 12 0 1 1 2 e lo Jacobiano J = u (v 4)dudv = da cui: x 2 ydxdy = y+4= v 0 1 2 8 T T 1 x2 +

Eseguo il cambiamento di variabili:

1 2 1 u (v 4)dudv = 8 8

3 cos2 ( sin 4)d d con D {( , ) : 0 2 , 2 4}


1 8
4 2

1 8

3 cos2 ( sin 4)d d =

3d

Formula di riduzione degli integrali tripli: Siano z = z1 ( x, y ) e z = z 2 ( x, y ) due funzioni che definiscono un dominio normale D del piano xy Se linsieme D soddisfa la condizione z1 ( x, y ) z z2 ( x, y ) (domini normale rispetto al piano xy) Allora la formula di riduzione dellintegrale triplo data da:

f ( x, y, z)dxdydz =

z2 ( x , y )

dxdy

f ( x, y , z )dz

Sia f ( x, y , z ) una funzione definita nel domino limitato D dello spazio O.xyz. Sia c, c rispettivamente il minimo e il massimo del domino D delle z. Allora la formula di riduzione dellintegrale triplo data da:

z1 ( x , y )

f ( x, y, z )dxdydz = dz
c

dy

y1 ( z )

x1 ( y , z )

y2 ( z )

x2 ( y , z )

f ( x, y , z )dx

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T ' = {(u, v )

: 4 u 2 + v 2 16}

u = cos v = sen

con lo Jacobiano J = si ottiene:

cos 2 ( sin 4)d = ... = 30

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Completo il quadrato y 2 + 8 y aggiungendo e sottraendo 16 12 + 16 4 x 2 + y 2 + 8 y + 16 16 4 4 x 2 + ( y + 4)2 16

4 4 x 2 + ( y + 4) 2 16

f ( x, y, z )dxdydz =

f [1 (u, v, w), 2 (u, v, w), 2 (u, v, w)] J

1 2 3
u v w

Dove lo Jacobiano J dato da: J

1 2 3
u v w

1 u 2 = u 3 u

1 v 2 v 3 v

1 w 2 w 3 w

Passaggio in coordinate polari: x = sin cos , y = sin sin , z = cos e lo Jacobiano J = 2 sin quindi:

f ( x, y, z )dxdydz =

f ( sin cos , sin sin , cos ) 2 sin d d d

Dove 0 + + e 0 + 2 + Passaggio in coordinate cilindriche: x = cos , y = sin , z=z, e lo Jacobiano J = quindi:

f ( x, y, z )dxdydz =

f ( cos , sin , z ) d d dz

Se il dominio T un solido di rotazione utile il cambiamento di variabile in coordinate cilindriche. Supposto di far ruotare la funzione F sullasse z nel dominio E sul piano zy si ha: F = ( x, y , z ) 3 : x = 0, ( y , z ) E da cui:

f ( x, y, z )dxdydz =

f ( , , z )d d dz = d
0

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f ( cos( z ), sin( z ), z )d dz

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Cambiamento di variabile degli integrali tripli Siano x = 1 (u , v, w) , y = 2 (u, v, w) , z = 3 (u, v, w) allora si ha:

dudvdw

+T

+T

Teorema della divergenza

allora la divergenza data da : div w( x, y ) = w( x, y ) = u x ( x, y ) + v y ( x, y ) quindi si dimostra che:

div w( x, y )dxdy =

w ne ds dove

1) il prodotto scalare 2) ne il vettore normale alla frontiera di T diretto verso lesterno del dominio T
Xdx + Ydy = Y X dxdy x y

+T

+T

Calcolare laria di un dominio regolare definito con rappresentazione parametriche: 1) mis(T ) = xdy
+T

+T

+T

Equazione parametriche di curve del piano x = cos(t ) x = a cos(t ) x2 y 2 Cerchio Ellisse dove 2 + 2 = 1 y = cos(t ) y = b cos(t ) a b
Cicloide

x = r (t sin(t )) y = r (1 cos(t ))

Asteroide

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In caso di coordinate polari : 5) mis(T ) =

3) mis(T ) =

1 +

xdy ydx 4) mis(T ) =


1 2
2

1 xdy ydx 2 +T

2 ( )d

2) mis(T ) =

ydx

Formula di Stokes nel piano

Sia T dominio regolare e w = (u, v ) : T

un campo vettoriale con v e u continue e di classe C 1

x = r cos 3 ( ) y = r sin 3 ( )

Formule di Gauss Conducono il calcolo di un integrale doppio ad uno curvilineo 1) f x ( x, y )dxdy = f ( x, y )dy 2) f y ( x, y )dxdy =

f ( x, y )dx

Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari del primo ordine Sia y = a ( x ) y + b( x) una equazione differenziale lineare del primo ordine
Sia A( x ) = a ( x )dx cio una primitiva di a( x ) . La funzione y data da:
y = e A( x )

Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti del secondo ordine Sia y + ay + by = 0 una equazione differenziale lineare del secondo ordine
Si considera la sua equazione caratteristica: 2 + a + b = 0 . (1) Considerando il discriminate della (1) la funzione y data da: >0 1 e 2 soluzione della (1) y = c1e 1 x + c2e2 x ( c1 , c2 costanti arbitrarie) =0 soluzione della (1) y = c1e x + c2 xe x = (c1 + c2 x)e x
<0

Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti di grado n Sia y n + a1 y n 1 + ... + an 1 y + an y = 0 una equazione differenziale lineare di grado n
Si calcolano le radici dellequazione caratteristica associata: n + a1 n1 + ... + an1 + an = 0 (1) Si considerano le soluzioni della (1) della forma complessa i (nel caso di numero reale si ha = 0 ) con ognuna la propria molteplicit r. La funzione y si ottiene dalla somma delle soluzioni della (1) data da: c1e x cos x + c2e sen x + c3 xe cos x + c4 xe x sen x + ... + cn1 x r 1e x cos x + cn x r 1e x sen x Ad esempio considerando i seguenti casi: Numero reale con molteplicit 1 c1e x Numero reale con molteplicit 2 c1e x + xc2e x Numero complesso con molteplicit 1 Numero complesso con molteplicit 2 Numero immaginario con moltep. 1 Numero reale con molteplicit 3

e A( x )b( x)dx + C

= i soluzione
della (1)

y = c1e x cos x + c2e x sin x = (c1 cos x + c2 sin x)e x

c1e x cos x + c2 e x sin x c1e x cos x + c2 e x sin x + c1 xe x cos x + c2 xe x sin x c1 cos x + c2 sin x c1e x + xc2e x + x 2 c3e x

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Equazioni lineari non omogenee a coefficienti costanti Sia y n + a1 y n 1 + ... + an 1 y + an y = f ( x ) (1) una equazione differenziale lineare di grado n Si studia lomogenea associata alla (1) (vedi prima) e sia ya = c1 y1 ( x) + ... + cn yn ( x ) (2) la sua soluzione. Si scelgono i coefficienti della f ( x ) = e x [ pm ( x) cos x + rk ( x) sin x ] (3) in modo da essere uguale al termine noto della (1)
Si procede del seguente modo: 1) Si sceglie il massimo tra m e k, s = max(m, k ) in modo da costruire i polinomi 2) 3) 4) 5) 6) qs ( x ) = as x s + as 1 x s 1 + ... + a0 e z s ( x) = bs x s + bs 1 x s 1 + ... + b0 Si vede se il termine i della (3) soluzione della equazione caratteristica della (2). Se soluzione si assegna ad h la sua molteplicit. In caso non sia soluzione si pone h=0 Si costruisce lintegrale particolare : y = x h e x [ qs ( x) cos x + zs ( x) sin x ] (4) Si deriva la (4) tante volte fino ad arrivare al grado n della equazione differenziale (1) Si sostituiscono le derivate nella (1) con le funzione trovate al punto 4 Si confrontano i coefficienti as , as 1 ,...a0 e bs , bs 1 ,...b0 con i coefficienti della (3)

7) Si fa sistema in modo da trovare as , as 1 ,...a0 , bs , bs 1 ,...b0 8) Si sostituiscono i coefficienti trovati nella (4) 9) La soluzione data dalla somma della (2) con la (4)

Equazioni lineari non omogenee a coefficienti costanti (metodo della variazione delle costanti di Lagrange) Sia y n + a1 y n 1 + ... + an 1 y + an y = f ( x ) (1) una equazione differenziale lineare di grado n
Si studia lomogenea associata alla (1) (vedi prima) e sia ya = c1 y1 ( x) + ... + cn yn ( x ) (2) la sua soluzione. Al posto delle costanti si inseriscono le funzioni 1, 2 ,..., n . Si considera il sistema:

y Si calcolano le soluzioni 1, 2 ,..., n e si integrano in modo da ottenere le primitive 1 , 2 ,..., n


La soluzione data dalla somma della (1) con la (2) fatte le sostituzione delle costanti con le primitive trovate, cio: y = c1 y1 ( x ) + ... + cn yn ( x) + 1 y1 ( x ) + ... + n yn ( x)

1y1 ( x) + ... + n yn ( x ) = 0 1y1 ( x) + ... + n yn ( x ) = 0 1y1 ( x) + ... + n yn ( x ) = 0 ...


n 2 1 1 n 1 1 1

( x) + ... + n y1n 2 ( x) = 0 ( x ) + ... + n y1n1 ( x) = f ( x, y )

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Equazioni differenziali non lineari a variabili separabili Si dice a variabili separabili unequazione differenziale del primo ordine che si presenta della forma : y ' = f ( x ) g ( y ) (1) In tal caso la (1) pu essere scritta del seguente modo: dy dy dy = f ( x) g ( y ) = f ( x )dx da cui integrando membro a membro si ha = f ( x )dx dx g ( y) g ( y) Si ottiene una relazione del tipo G ( y ) = F ( x) + c da risolvere algebricamente rispetto a y.

Equazioni di Bernoulli Si dice Equazioni di Bernoulli unequazione differenziale del primo ordine che si presenta nella forma : y ' = a( x) y + b( x) y y' Si pone z = [ y ( x)]1 e si divide la (1) per y quindi : = a ( x) y1 + b( x) (2) . Derivando la z si y d y' ha: z ' = [ y ( x )]1 = (1 ) y y ' = (1 ) che sostituita nella (2) da: dx y z ' = (1 )a ( x ) z + (1 )b( x) (3) che e un equazione lineare del primo ordine. Trovata la z si ha : y = [ z ( x )]1
1

Equazioni della forma y ' = g


Si risolvono ponendo z =

y x

y e detta g ( z ) lequazione con la sostituzione detta, si ha: x

z' =

1 ( g ( z ) z ) che e una equazione a variabili separabili. Trovata la z si sostituisce y = xz x

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Equazioni di Eulero Si chiama equazione di Eulero unequazione differenziale del tipo: a a a y ( n ) + 1 y ( n1) + 2 y ( n 2) + ... + n y = g ( x) 2 x x xn Si costruisce il polinomio ( 1)( n + 1) + ... + an 2 ( 1) + an 1 + an = 0 (1) Si cercano le soluzioni della (1) con le loro molteplicit. Se 0 una soluzione reale della (1) con molteplicit p si ha la soluzione:

k1 x

+ k2 x 0 ln x + ... + k p x 0 ln x

Se 0 = i una soluzione complessa della (1) con molteplicit p si ha la soluzione:


k11 x cos( ln x ) + k12 x sin( ln x ) + k 21 x cos( ln x ) ln x + k22 x sin( ln x ) ln x + ... + + k p1 x cos( ln x ) ln x

p 1

p 1

con ki costante arbitraria


+ k p 2 x sin( ln x ) ln x

p 1

Esistenza e unicit della soluzione del problema di Cauchy Sia f ( x, y ) una funzione definita in un intorno rettangolare I J del punto ( x0 , y0 ) . Se f ( x, y ) e f y ( x, y ) sono continue in I J , allora esistono > 0 e ununica funzione y = y ( x ) definita e
derivabile in [ x0 - ; x0 + ] I

Criterio di integrabilit delle funzioni generalmente continue T h dominio limitato e misurabile sec. P.J. f generalmente continua in T A x0 T , ]0, h[, A 0 : f ( x) x T ( N f {x0 }) f integrabile in T [ d ( x, x0 )] Criterio di non integrabilit delle funzioni generalmente continue T h dominio limitato e misurabile sec. P.J. f generalmente continua in T A x0 T , [h, +[, A > 0 : f ( x) x T ( N f {x0 }) f non integrabile in T [ d ( x, x0 )] Il criterio di non integrabilit non valido se x0 T

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Esempio: 2 6 y ''+ y ' 2 y = 0 calcolando il polinomio si ha: 6 + 2 + ( 1) = 0 x x segue 1 = 1, 2 = 2 da cui la soluzioni dellequazione: 1 2 1 y = k1 x + k2 x y = k1 x 2 + k2 x

2 + 6 = 0

Metodo pratico di risoluzione degli integrali di funzioni generalmente continue T h dominio limitato e misurabile f funzione gen. cont. n lim mish (Tn ) = mish (T ) 1) sup
n Tn

2) se f integrabile in T

lim

f ( x)dx =

Tn

Criterio di integrabilit/non integrabilit di funzioni su domini non limitati se x0 f ( x)


h

, r > 0, > h, M 0

M x T con d ( x, x0 ) r [d ( x, x0 )] M x T con d ( x, x0 ) r [d ( x, x0 )]

se x0 f ( x)

, r > 0, ]0, h], M > 0

Metodo pratico di risoluzione degli integrali su domini non limitati T h dominio non limitato e misurabile

{Tn } successione di domini limitati e mis. con Tn T


f ( x)dx = lim

2) se f integrabile in T

Tn

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1) f integrabile in T sup
n

f ( x) dx < + = lim
n

Tn

Tn

f ( x)dx

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f ( x ) dx < + f integrabile in T f ( x)dx

f integrabile

f non integrabile

f ( x) dx

{Tn } successione di domini limitati e mis. con Tn T N f

Teorema del Dini Sia F ( x, y ) definita dellaperto A di 2 e di classe C1 . Se esiste un punto ( x0 , y0 ) A tale che: F ( x0 , y0 ) 0 (ovvero la derivata parziale rispetto alla y diversa da zero) F ( x, y ) = 0 e y allora esiste un intorno U di x0 ed un intorno V di y0 tale che lequazione F ( x, y ) = 0 definisca una funzione f : U V , in modo che sia F ( x, f ( x )) = 0 . La f ( x ) detta funzione implicita, di classe C 1 e la sua derivata prima si calcola con: F ( x, f ( x )) f ( x, y ) = x Fy ( x, f ( x ))

Forme notevoli: 1 cos 2 x 1 1 1 1 sin 2 xdx = dx = 1dx cos 2 xdx = ( x sin 2 x ) + C = ( x sin x cos x) + C 2 2 2 2 2 1 cos 2 x Dove : sin 2 x = e sin 2 x = 2sin x cos x 2 1 cos 2 x 1 cos 2 xdx = 1 sin 2 x dx = 1dx sin 2 xdx = x dx = x 1dx cos 2 xdx = 2 2 1 1 1 2 x x + sin x cos x 1 = x ( x sin 2 x) + C = x ( x sin x cos x) + C = + C = ( x + sin x cos x) + C 2 2 2 2 2 1 cos 2 x Dove : sin 2 x = e sin 2 x = 2sin x cos x 2

(t ) =

t2 1 1 1 1 1 1 1 1 infatti (t ) = + ( 2 ) = = =0 1+ t2 1+ 1 t 1+ t 2 t 2 +1 t 2 1 + t 2 1 + t 2 t 2 t ]0, +[ t2 t2 2

t ], 0[

(t ) = arctan(t ) + arctan

1 , t t

\ {0} una costante, vale: (1) =

, (1) =

quindi:

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!#

$"



 

(&0 '%)



   $

5 3 34 3 3 2

 $

cos xdx = (cos x) dx =


4 2 2

= =

1 3 2 sin 2 x cos 2 x 1 3 sin 4 x 2 sin 2 x x+ + = x+ + 2 sin x cos x = 4 2 8 4 2 8 2

1 3 2sin x cos3 x sin x cos x + 4 sin x cos x 1 3 2 sin x cos 3 x + 3sin x cos x x+ x+ = = 4 2 2 4 2 2 3 sin x cos 3 x 3sin x cos x = x+ + 8 4 8 sin xdx = (sin x) dx =
4 2 2

= =

1 3 sin 4 x 2 sin 2 x 1 3 2 sin 2 x cos 2 x x+ = x+ 2 sin x cos x = 4 2 8 2 4 2 8

1 3 4sin x cos x(cos 2 x sin 2 x ) x+ 2sin x cos x = 4 2 8

1 3 2 sin 3 x cos x + sin x cos x 4 sin x cos x 1 3 2 sin 3 x cos x 3sin x cos x x+ = x = 4 2 2 4 2 2 3 sin 3 x cos x 3sin x cos x = x + 8 4 8

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97A

1 3 sin x cos x (1 sin 2 x sin 2 x ) x+ 2sin x cos x = 4 2 2

97A

@ A 68 97 97A 97A

@ A 68 97

1 4

1+

1 + cos 4 x 1 2 cos 2 x dx = 2 4

1+

1 cos 4 x 1 + 2 cos 2 x dx = 2 2 4

97A

1 cos 2 x 2

dx =

1 + cos 2 2 x 2 cos x dx = 4

1 cos 2 2 x 2 cos 2 x + = 4 4 4 3 cos 4 x + 2 cos 2 x dx = 2 2

97A 97A

97A

1 3 sin x cos x (cos 2 x 1 + cos 2 x ) + 2 sin x cos x = x+ 4 2 2

@ 68 B @ 68 B

@ A 68 97 97A

1 3 4sin x cos x(cos 2 x sin 2 x ) x+ + 2sin x cos x = 4 2 8

97A

97A

@ 68 B 97A

@ A 68 97 97A

1 4

1+

1 + cos 4 x 1 + 2 cos 2 x dx = 2 4

1 cos 4 x 1 1+ + + 2 cos 2 x dx = 2 2 4

3 cos 4 x + + 2 cos 2 x dx = 2 2

97A

97A

1 + cos 2 x 2

dx =

1 + cos 2 2 x + 2 cos x dx = 4

1 cos 2 2 x 2 cos 2 x + + = 4 4 4

97A

@ 68 B @ 68 B

@ 68 B 97A

97A

@ 68 B

@ 68 B

@ 68 @ 68 B @ 68 @ 68 B

@ 68 @ 68 8@6

@ 68 @ 68 8@6

B B

Indice
Topologia in

Derivata funzione composta ............................................................................................................1 Derivata direzionale.........................................................................................................................2 Teorema di Schwarz ........................................................................................................................2 Differenziabilit continuit e derivabilit .........................................................................................2 Funzione differenziabile ..................................................................................................................3 Definizione di differenziale .............................................................................................................3 Condizione necessarie per la differenziabilit ..................................................................................4 Teorema del differenziale totale.......................................................................................................4 Lunghezza di una curva regolare .....................................................................................................4 Integrali dipendenti da parametri .....................................................................................................5 Esempio di integrale dipendente da parametri..................................................................................6 Curve in

....................................................................................................................................7

Integrali curvilinei ...........................................................................................................................7 Forma differenziale lineare ..............................................................................................................8 Massimi e minimi di funzione di pi variabili ..................................................................................9 Metodi di risoluzione con Hessiano nullo ......................................................................................10 Massimi e minimi vincolati ...........................................................................................................11 Massimi e minimi assoluti .............................................................................................................12 Teorema di Weierstrass .............................................................................................................12 Dominio normale...........................................................................................................................13 Formula di riduzione degli integrali doppi .....................................................................................13 Esempio di riduzione degli integrali doppi.....................................................................................14 Integrale doppio Cambiamento di variabili .................................................................................15 Cambiamenti di variabile notevoli .............................................................................................15 Coordinate polari .......................................................................................................................15 Integrale doppio - Esempio di cambio di variabile .........................................................................16 Formula di riduzione degli integrali tripli.......................................................................................16 Cambiamento di variabile degli integrali tripli ...............................................................................17 Passaggio in coordinate polari....................................................................................................17 Passaggio in coordinate cilindriche ............................................................................................17 Formule di Gauss...........................................................................................................................18 Teorema della divergenza ..........................................................................................................18 Formula di Stokes nel piano.......................................................................................................18 Calcolare laria di un dominio regolare ......................................................................................18 26
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..............................................................................................................................1

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Equazione parametriche di curve del piano ....................................................................................18 Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari del primo ordine..........................................19 Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti del secondo ordine ............................................................................................................................................19 Formule di risoluzione equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti di grado n .19 Equazioni lineari non omogenee a coefficienti costanti..................................................................20 Equazioni lineari non omogenee a coefficienti costanti (metodo della variazione delle costanti di Lagrange) ......................................................................................................................................20 Equazioni differenziali non lineari a variabili separabili.................................................................21 Equazioni di Bernoulli...................................................................................................................21 Equazioni della forma y ' = g

Equazioni di Eulero .......................................................................................................................22 Esistenza e unicit della soluzione del problema di Cauchy ...........................................................22 Criterio di integrabilit delle funzioni generalmente continue ........................................................22 Criterio di non integrabilit delle funzioni generalmente continue..................................................22 Metodo pratico di risoluzione degli integrali di funzioni generalmente continue ............................23 Criterio di integrabilit/non integrabilit di funzioni su domini non limitati ...................................23 Metodo pratico di risoluzione degli integrali su domini non limitati...............................................23 Teorema del Dini...........................................................................................................................24 Forme notevoli ..............................................................................................................................24 Indice ............................................................................................................................................26

GI HF E D

y .................................................................................................21 x

27
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