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La natura del suono

• Fenomeno ondulatorio
• Onde meccaniche che trasportano energia lontano dalla sorgente
sonora (oggetto in vibrazione).
• Una variazione continua di qualcosa legato all’ambiente della
propagazione (es. sul piano orizzontale è quello dell’acqua nello
stagno eccitata da un sasso).
• Una perturbazione meccanica in un
corpo elastico.
• Compressione: una regione dove l’aria è compressa. Nelle onde
sonore la compressione è veramente minima.
• Rarefazione: opposto alla compressione. La pressione dell’aria è
leggermente più bassa del normale.
• “Regolare pressione barometrica”: la normale pressione dell’aria
nell’atmosfera.
• L’onda mette in vibrazione tutto ciò che incontra.
La produzione del suono
• All’origine c’è sempre una vibrazione.
• Ogni vibrazione (oscillazione) completa si dice ciclo.
La velocità con cui la particella oscilla (rotazione sul
cerchio) si misura con i cicli compiuti nell’unità di tempo
(secondo): questa grandezza si chiama frequenza.
Si misura in Hertz (Hz). È il fattore determinante per la
percezione dell’altezza di un suono: maggiore è la
frequenza, più acuto verrà percepito il suono.

FFT
L’inverso della frequenza è il periodo T, cioè il
tempo che l’onda impiega a completare un ciclo
completo.
T=1/f f=1/T
Altezza Musicale
• Indichiamo la posizione di una nota nella scala musicale.
• Collegata alla frequenza ma può essere influenzata dalla
sensazione sonora.
Ampiezza - 1
• L’ampiezza dell’oscillazione è il parametro più
significativo per l’intensità di un suono.
• Viene misurata in un certo punto dello spazio
interessato al passaggio dell’onda.
• Le particelle d’aria oscillano rispetto alla posizione di
equilibrio.
Ampiezza - 2
• La misurazione dell’ampiezza di pressione prende in esame la
variazione di pressione dell’aria (rispetto a quella atmosferica).
• Il silenzio puro corrisponde alla pressione atmosferica.
• Un qualsiasi suono causa una variazione di pressione rilevabile.
Irrisoria (1 milionesimo) rispetto a quella abituale. Percebile
dall’orecchio e dai microfoni.
Ampiezza - 3
• Pressione = forza applicata su una superficie. Newton/m2
• ½ kg = 5 Newton. Direzione verso il basso (forza di gravità).
• Una donna del peso di 50kg (circa 500 Newton) esercita con i tacchi a spillo
(2 cm2) una pressione di 2.500.000 N/m2
• Un elefante (1000kg = ca 10.000 N) in 0,1 m2 esercita solo 100.000 N/m2.
• Soglia di udibilità = 0,000025 N/m2 (2,5*10-5).
• Soglia del dolore = 30 N/m2. ca 0,03% della pressione atmosferica.
• Il decibel (dB) si ottiene attraverso una serie di calcoli partendo dal valore
della soglia di udibilità e confrontandolo con il suono da misurare.
L’inviluppo
• Rappresenta il comportamento dell’ampiezza di un
suono nel corso del tempo.

• In natura non esistono suoni assolutamente periodici


come la sinusoide.
• Ogni suono naturale transita da una condizione di
riposo, a una di vibrazione periodica, a una condizione
in cui il suono si estingue.
Nell’inviluppo si possono individuare in generale 4 fasi (transitori):
1. Attacco (attack): lasso di tempo in cui l’ampiezza varia da 0 alla
massima ampiezza.
2. Decadimento (decay): l’ampiezza diminuisce fino a un certo
livello.
3. Sostegno (sustain): l’ampiezza rimane pressappoco costante.
4. Estinzione (release): l’ampiezza diminuisce fino a zero.
• I suoni percussivi (pianoforte e blocchi di legno)
hanno inviluppi con transitori repentini.
• La fase di sostegno è assente.
• Il pianoforte manifesta una estinzione lenta.
• Inviluppi meno repentini si hanno nei suoni prodotti
da colonne d’aria (flauto e tromba) o corde in
vibrazione (violino e contrabbasso).
• L’attacco della tromba presenta 2 massimi
caratteristici.
Importanza degli inviluppi
• Riconoscimento della sorgente sonora, specie per gli strumenti
musicali.
• Nella sintesi di un suono che vuole imitarne uno naturale.
La propagazione del suono
• Nell’aria a 0°C viaggia a 330,8 m/s
• Ogni 10°C la velocità aumenta di circa 6 m/s
• La velocità media spesso indicata è
340 m/s
• La velocità dipende anche dall’umidità ma non dalla pressione
atmosferica.
y = A sin (2πft + f)
A = ampiezza massima f = frequenza
t = tempo in secondi f = fase in gradi
Lunghezza d’onda
lf = c lf = v
l = c/f l = v/f
Riflessione
Rifrazione
Rifrazione
Grandezza Ampiezza Frequenza Forma d’onda
Fisica Spettro

Grandezza Volume Altezza Timbro


Percettiva

Descrizione Forte Alto Brillante

Debole Basso Opaco

Fragoroso Acuto Pieno

Flebile Grave Metallico


60 CHAPTER 4 – LOUDSPEAKERS AND MONITORING

L’ascolto con gli altoparlanti


D1

D1 = D2 = D3
D2 D3

10
a
Stereo image vivid and sensitive to
small listener movements a

D1
Come localizzare le immagini fra i monitor

35
a
Stereo image vivid and sensitive to
small listener movements a

D1
Sweet sp
Time to both ea

2 × D1 =
11' 0"
D2 = D3

After an illustration in Moulton, Total Recording, KIQ Productions, 2000/© David Moulton
Phantom

D2 D3

10' 4"

b 8"

Time to left
b ear = 9.1 ms
Stereo image less sensitive to
movement and more homogenous Difference = 0.6

4-15 To help create an optimal travel path for sound from 4-16 Phantom imaging on and o
the loudspeakers to the listening position, carefully measure
11' 0"

Phantom

D3

10' 9" 10' 9"

itive to
nts a

Sweet spot
Time to both ears = 9.5 ms

11' 0"
oulton

oulton
Sweet spot
Time to both ears = 9.5 ms

11' 0"

After an illustration in Moulton, Total Recording, KIQ Productions, 2000/© David Moulton

After an illustration in Moulton, Total Recording, KIQ Productions, 2000/© David Moulton
Phantom

10' 4" 10' 11"

b 8"

Time to left Time to right


ear = 9.1 ms ear = 9.7 ms
e to
genous Difference = 0.6 ms

for sound from 4-16 Phantom imaging on and off the median plane.
carefully measure
Volume di ascolto
• 85 dB
• È una soglia da non superare.
• Si ottiene emettendo un rumore rosa dagli altoparlanti e misurando
dal punto di ascolto
• Suggerimento. Procuratevi un fonometro e misurate l’ampiezza
massima rilevata durante i picchi massimi indicati dalla DAW. Non è
esattamente lo stesso di un suono di test ma almeno eviterete suoni
dall’ampiezza troppo elevata che affaticano l’orecchio e impediscono
di lavorare con equilibrio.
Rumori
• Bianco. È un rumore comprendente tutta la banda delle frequenze
con ampiezza costante
• Rosa. Comprende tutta la banda delle frequenze udibili ma con un
decadimento di ampiezza di -3dB per ottava.
• Brownian noise (o Brown noise). Comprende tutta la banda delle
frequenze udibili ma con un decadimento di ampiezza di -6dB. Spesso
erroneamente tradotto rumore marrone. Il nome deriva dal moto
browniano (movimento delle particelle in maniera casuale nei fluidi).
L’espressione italiana, in disuso, è rumore rosso.
Simulazione virtuale di ambienti
Simulazione virtuale di ambienti
Simulazione virtuale di ambienti
Focusrite VRM
Box
(utile,
purtroppo fuori
produzione)
Sonarworks
CanOpener
MixChecker Pro
Monitor
• Attivi? Amplificazione interna
• Passivi? Amplificazione esterna
• La risposta non è manichea, dipende dai prodotti che scegliamo
• In teoria: un altoparlante dovrebbe essere in grado di riprodurre
linearmente tutte le frequenze. In realtà, però, questo non avviene.
Monitor
• Un altoparlante sufficientemente grande da generare onde sonore
gravi molto probabilmente non sarà in grado di riprodurre in modo
efficiente le alte frequenze, e viceversa.
• Consideriamo radio e televisori (mono o stereo) che hanno un solo
altoparlante per alloggiamento.
• Compromesso: le lunghezze d'onda lunghe e corte vengono sacrificate per le
lunghezze d'onda medie che un singolo altoparlante di medie dimensioni può
riprodurre in modo più efficiente.
• Un solo altoparlante non può avere una risposta in frequenza uniforme in
tutto lo spettro.
Monitor
• Monitor a 1 via: un singolo altoparlante deputato alla riproduzione di
tutte le frequenze sacrificherà gli estremi dello spettro
• Monitor a 2 (o più vie) è più indicato per rappresentare lo spettro in
modo più uniforme.
Monitor con bass reflex
Comune monitor con bass reflex
(piccola cassa economica)

La linea continua indica la risposta in


frequenza sotto i 1000 Hz di una
piccola cassa economica Bass reflex.
La linea tratteggiata mostra come la
risposta cambia se l’apertura sulla
struttura della cassa viene ostruita
artificialmente, annullando l’effetto di
risonanza sulle basse frequenze. La
regione evidenziata indica il range
lineare di più ± 3 db nella risposta in
frequenza indicato dal costruttore
nelle specifiche della cassa
Monitor con radiatore laterale
Microfoni
• Dinamici
• SM58, SM57, etc.
• A nastro
• Passivi
• Attivi
• Condensatori
• Diaframma stretto
• Diaframma largo

• Electret
Microfoni
Microfoni

SM58LCE

SM58S
Microfoni

SM57
Condensatori
diaframma stretto
Condensatori
diaframma stretto
Condensatori
diaframma stretto
Condensatori
diaframma stretto
Condensatori
diaframma stretto
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
Condensatori
diaframma largo
NT2-A
Appunti sui microfoni
• I microfoni sono trasduttori che convertono l'energia acustica in energia
elettrica.
• La risposta in frequenza di un microfono è la gamma di frequenze che
produce. La sua curva di risposta in frequenza può essere rappresentata da
un grafico.
• Tutti i microfoni distorcono se i livelli sonori sono troppo alti (overload).
• Il livello massimo di pressione sonora (SPL) è il livello oltre il quale il
segnale di uscita di un microfono inizia a distorcere.
• Per proteggere dalla distorsione del volume, molti microfoni a
condensatore sono dotati di un pad per ridurre il sovraccarico
dell'elettronica del microfono.
Mixer e dintorni
• Connessioni al computer
• Firewire (protocollo abbandonato)
• USB
• Dante

Connessioni alla stagebox


• Fibra ottica
• CAT5, CAT6, CAT7
Digitalizzazione
• Deve garantire una riproduzione fedele del suono
originale
• Deve consentire una elaborazione ulteriore.
Perché il digitale?
• È trasportabile
• Non si deteriora (in teoria)
• Distorsione nell’analogico
• Range dinamico più elevato
• Prima dimostrazione nel 1967 ad opera della Japan
Broadcasting Corporation.
Perché il digitale?
• È possibile effettuare una registrazione molto vicina
alla fonte originale, dato che non “colora” il suono.
• La registrazione digitale era/è più agile nella fase di
editing.
• La qualità di trasmissione è indipendente dal mezzo.
• Le copie nel dominio digitale sono uguali all’originale.
Quelle dell’analogico sono sempre più povere.
Sviluppo del Compact Disc
• Anni ’70. Nasce il video disc.
• 1977. Mitsubishi, Sony e Hitachi presentano il DAD
(disco audio digitale). 30 cm – 15 ore – costoso e poco
pratico.
• Primi anni ’70. DAD Philips. 11,5 cm.
• Giugno 1980. Sony e Philips si accordano. Nasce il CD:
12 cm, 74 minuti (circa la 9a sinf. di Beethoven).
Lanciato sul mercato nel 1982.
Supporti digitali - 1
• R-DAT. Qualità sonora elevata. Possibilità di ricerca.
Piccole dimensioni. Walkman TCD-D3, marzo 1991.
• NT-DAT. Sola riproduzione (automobile). Poco sensibili
a urti e vibrazioni.
• DCC. Sviluppato da Philips e lanciato sul mercato nei
primi anni ’90. Uguali dimensioni della ACC.
• MD. Lanciato da Sony in contemporanea alla DCC.
Accesso veloce. Dura nel tempo.
Supporti digitali - 2
• CD-R. Usa le specifiche stabilite da Sony e Philips.
• CD-RW. Strato di registrazione composta da argento-
indio-antimonio-tellurio. Consente 1000
cancellazioni/registrazioni.
SACD e DVD-Audio
• Gli audiofili sostengono che il CD non è “caldo” come
l’analogico 33 giri.
• Il “calore” è causato da rumore estraneo alla
registrazione.
• SACD. Alta qualità. Compatibilità con i normali lettori
CD che lo riprodurranno come un CD.
• DVD-A. Alta qualità.
Rappresentazione digitale - 1
• Non imita la curva continua dell’ampiezza.
• Assegna dei numeri che rappresentano l’ampiezza in
istanti successivi di tempo.
• Usa un codice simbolico: cifre che compongono i
numeri.
• Fare copia dei numeri non comporta errori. Una copia
analogica approssima una curva continua che era a
sua volta una approssimazione, introducendo nuovi
errori.
Rappresentazione digitale - 2
• Facile manipolazione del segnale: semplici operazioni
artimetiche.
• Per aumentare l’ampiezza basta moltiplicare i numeri per un
fattore desiderato. In analogico sarebbe necessario un
apparecchio che accresce l’ampiezza.
• Possibilità di correggere gli errori (introdotti dai supporti o dai
mezzi).
• Si ha errore quando uno o più numeri che rappresentano il
segnale vengono letti o ricevuti in modo differente da come
erano stati memorizzati o trasmessi
Rappresentazione digitale - 3
• non è continua ma discreta: eventi ben definiti che sono i
valori dell'ampiezza in precisi istanti di tempo.
• si avvale di un codice simbolico preciso dato dalle cifre (digits)
che compongono i numeri: un insieme finito di simboli
conosciuto alla perfezione.
• Nell’analogico la curva continua rappresentata non è
l'espressione di un codice preciso e ben definito, e quindi non
è possibile conoscere le limitazioni intrinseche del sistema.
• L'aspetto più incisivo introdotto dalla rappresentazione digitale
è dato dall'indipendenza del segnale dal supporto.

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Genera tensioni
Catena audio: analogico->digitale elettriche

Pressione sonora in
segnale elettrico

Numeri Smussa
memorizzati i gradini

Elimina suoni oltre


SR/2

Converte i suoni in
numeri
Catena audio: analogico->digitale
• La pressione sonora viene trasdotta in un segnale
elettrico.
• A questo punto occorre convertire il segnale in
formato digitale: lo strumento fondamentale per la
conversione è il Convertitore Analogico-Digitale
(Analogue-to-Digital Converter - ADC), che in base a
un suo orologio interno (clock), preleva i campioni
dell’ampiezza dal segnale analogico.
Catena audio: analogico->digitale
• Segnale analogico e digitale vengono separati.
• Il computer memorizza numeri ben definiti,
manipolabili ma non ascoltabili.
• Il suono fuori dall’elaboratore rischia rumori,
distorsioni, approssimazioni.
• Teorema di Nyquist.
La codifica
• La gamma dell’ampiezza dipende dai bit a
disposizione.
• Bit: unità minima di informazione.
• Sequenza di bit: parola binaria.
• CD-Audio: 216 = 65536 → 96 dB
• Tecnologie successive: 224 → 144 dB
Formati audio
• Parametri: sampling rate, bit, canali.
• Tipi generali: header, raw.

• Dimensione =
s * sr (44,1) * ch * bit/8
Campionamento
e Quantizzazione

102
• Aspetto più importante della digitalizzazione di
un segnale: discretizzazione dei parametri
caratteristici del segnale.
• Campionamento: discretizzazione degli istanti
di tempo in cui calcolare l'ampiezza del suono;
• Quantizzazione: discretizza l’ampiezza,
determina il numero di valori a disposizione
per quantificare l'ampiezza.

103
La quantizzazione
• ha l’obiettivo di assegnare al campione uno dei valori
numerici che sono consentiti nella codifica digitale.
• 16 bit = 65536. Amp Max 96 dB
• 24 bit = 1677216. Amp Max 144 dB

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Quando si passa da 24 a 16 bit
dithering
• Prima della conversione da un formato con n bit a
uno con quantità inferiore di bit si introduce nel
segnale del rumore bianco
• Livello del rumore di 3 dB (più o meno quanto
l’errore di quantizzazione).
• All’ascolto del segnale digitale-analogico non si
avverte.

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