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Condensatori: cenni generali, applicazioni nel

settore audio e caratteristiche dei dielettrici


Funzionamento e costruzione
Insieme ai resistori, i condensatori sono i componenti passivi più largamente impiegati
nelle costruzioni elettroniche. Un condensatore è costituito da due armature conduttive
parallele e ravvicinate, isolate da un materiale isolante detto dielettrico.

Fig. 1 – Schema
fondamentale di un
condensatore

Grazie alla sua conformazione, il condensatore è in grado di accumulare energia in un


campo elettrostatico. La quantità di energia accumulabile da un condensatore è
proporzionale alla sua capacità (espressa in farad, F). Quest’ultima, è proporzionale alla
super cie delle armature, è inversamente proporzionale alla loro distanza, e dipende
anche dalla natura del dielettrico interposto tra le armature.
Inoltre, lo spessore ed il tipo di dielettrico ssano un limite per la massima di erenza di
potenziale presente tra le armature, ovvero la massima tensione applicabile al
condensatore. Superando il limite della rigidità dielettrica, si ha infatti la rottura del
dielettrico e il rilascio di corrente elettrica tra le armature, con conseguente
danneggiamento del dispositivo. Per questo motivo, sui condensatori commerciali è
riportato il massimo valore di tensione (oppure la tensione di lavoro) applicabile al
condensatore a nché non si veri chi la rottura del dielettrico.
Per ridurre le dimensioni dei condensatori commerciali, specie se di elevata capacità, è
necessario ricorrere a particolari geometrie costruttive che consentono di racchiudere
armature di grandi super ci in spazi molto contenuti.
Fig. 2 – Struttura multi-strato e a lamine arrotolate (vista in sezione)

Tuttavia, nella realizzazione pratica, i condensatori reali di eriscono dai condensatori


ideali per alcuni aspetti, generalmente indesiderati. Due parametri caratteristici dei
condensatori reali sono la resistenza equivalente in serie (ESR) e l’induttanza
equivalente in serie (ESL). Il primo, è assibilabile ad una resistenza connessa in serie ad
un condensatore ideale, mentre il secondo ad un’induttanza collegata allo stesso modo.

Fig. 3 – Modelli
equivalenti per ESR ed
ESL

Questi due parametri hanno l’e etto di aumentare indebitamente l’impedenza del
condensatore all’aumentare della frequenza, e dipendono dalla costruzione del
condensatore.
Inoltre, la non idealità dei materiali dielettrici posizionati tra le armature, così come le
caratteristiche dei materiali plastici impiegati per la realizzazione del contenitore esterno,
contribuiscono a rendere imperfetto l’isolamento tra le armature, che può essere
immaginato come una resistenza di elevato valore in parallelo al condensatore ideale.

Fig. 4 – Modello
equivalente per la
resistenza
d’isolamento
Questa resistenza ha l’e etto di produrre una certa corrente di perdita, che rappresenta
un problema specialmente quando la di erenza di potenziale tra le armature è notevole in
quanto tende ad aumentare la dissipazione di calore del dispositivo (questo fenomeno è
indicato dai produttori mediante il fattore di dissipazione). In de nitiva, un condensatore
reale può essere quindi rappresentato da un circuito equivalente come quello in gura.

Fig. 5 – Modello equivalente di un


condensatore reale

Dipendentemente dal tipo di dielettrico e dalla geometria di costruzione impiegati, è


possibile ottenere valori di capacità compresi indicativamente tra alcuni picofarad e
centinaia di millifarad. I valori più facilmente reperibili sono quelli normalizzati secondo
la serie E12, indicati in tabella. Tuttavia, sono reperibili (seppur con maggiore di coltà)
anche i valori normalizzati secondo la serie E24

11 12 15 18 22 27 33 39 47 56 68 82

Tab. 1 – Valori normalizzati della serie E12

10 11 12 13 15 16 18 20 22 24 27 30

33 36 39 43 47 51 56 62 68 75 82 91

Tab. 2 – Valori normalizzati della serie E24

A causa dei processi costruttivi e delle limitazioni imposte dai materiali usati, ogni
condensatore è a etto da una certa tolleranza, che esprime il massimo scostamento
percentuale della capacità e ettiva rispetto a quella nominale. Valori comuni di tolleranza
vanno dal ±5% al ±20% per i tipi più di usi, mentre sono disponibili condensatori a
tolleranza del ±2% o inferiore per applicazioni di precisione. La tolleranza viene indicata
dal costruttore numericamente o attraverso un codice alfabetico stampato sul
condensatore (i valori più bassi sono espressi come variazione relativa in capacità
piuttosto che in percentuale).

Codice Tolleranza

C ±0,25 pF

D ±0,5 pF

F ±1%

G ±2%

J ±5%

K ±10%

M ±20%

Z -20%/+80%

Tab. 3 – Codice alfabetico per le tolleranze

La tipologia del dielettrico impiegato, così come la costruzione del condensatore, sono
alla base delle caratteristiche di ciascun dispositivo; sta quindi al progettista scegliere il
condensatore più adatto per la data applicazione, considerando che non esiste il
“condensatore ideale”.

Tipologie di dielettrici e loro caratteristiche


La tabella seguente mostra una comparazione delle principali caratteristiche dei più
comuni dielettrici commercialmente impiegati nella costruzione dei condensatori. I
valori indicati sono da considerarsi indicativi, in quanto soggetti anche a variazioni
dipendenti dalle case costruttrici.
Tab. 4 – Comparazione dei principali dielettrici (fonte: AVX)

In particolare, la resistenza d’isolamento (colonna VII) è approssimata all’ordine di


grandezza, e varia in funzione dalla capacità del condensatore. La valutazione della
risposta in frequenza (colonna IX) è espressa in una scala relativa da 1 a 10, e dipende
essenzialmente dall’in uenza dei parametri ESR ed ESL, cosi come la frequenza per una
variazione del ±10% della capacità e ettiva (colonna X) che indica la massima frequenza
ove si ha una variazione apparente del ±10% della capacità nominale del condensatore.
Valori più accurati dei parametri sopra indicati, insieme alle misure e ettive di ESR ed
ESL, possono essere ricavati nei fogli tecnici (datasheet) che i principali costruttori
rilasciano per ogni modello di condensatore.
Condensatori ceramici

Molto di usi, specialmente per le applicazioni ad alta frequenza, sono i dielettrici a base
ceramica come i condensatori ceramici a disco, i condensatori ceramici multistrato ed i
condensatori ceramici NP0. I primi, prodotti con capacità no all’ordine del microfarad,
hanno generalmente tolleranza elevata ( no al ±20%) e scarsa stabilità termica, aspetti che
ne precludono l’utilizzo in circuiti che richiedano stabilità o precisione.
Fig. 6 – Alcuni condensatori ceramici

Al contrario, i dispositivi denominati NP0 sono prodotti per valori di capacità più
modesti, ma hanno coe ciente termico nullo e tolleranze inferiori, unitamente ad un
basso fattore di dissipazione. Sono quindi scelti per assicurare miglior stabilità e
precisione.
Grazie alle loro contenute ESR ed ESL, rispettivamente intorno ai 10 mΩ e ai 500 pH,
i condensatori ceramici risultano largamente impiegati in circuiti ad alta frequenza e
costituiscono la scelta per eccellenza del bypass delle alimentazioni nei circuiti che lo
richiedono. Per quest’applicazione sono generalmente impiegati dispositivi con capacità
comprese tra i 10 nF e i 100 nF, di tipo a disco o multistrato dal momento che non è
richiesta particolare stabilità. I produttori di circuiti integrati raccomandano il loro
utilizzo nelle immediate vicinanze del circuito integrato interessato al bypass.
Un aspetto indesiderato dei condensatori ceramici è il loro modesto comportamento
piezoelettrico. Infatti, se sollecitati sicamente da urti o vibrazioni, sono capaci di
produrre una piccola tensione di rumore.
Fig. 7 – Segnale prodotto per e etto piezoelettrico da un
condensatore ceramico multistrato da 1 µF percosso
violentemente

L’e etto è praticamente molto contenuto, e proporzionale alla capacità del


condensatore stesso. Questo pone alcuni limiti nel loro utilizzo in circuiti che operano
con segnali di basso livello in ambienti soggetti a forti vibrazioni, mentre non costituisce
alcun problema pratico se usati per il bypass delle alimentazioni.
Condensatori a lm plastico

Nei condensatori a lm plastico, il dielettrico è costituito da un polimero sintetico. Le


armature possono essere realizzate da due sottili lamine metalliche isolate da fogli di
dielettrico, oppure metallizzando direttamente la super cie del dielettrico mediante
opportuni processi chimico- sici. In questo caso, un codice fornisce le informazioni a
riguardo del tipo di dielettrico impiegato e della tipologia di armature.

Codice Dielettrico e costruzione

MKT Film di poliestere metallizzato

MKP Film di polipropilene metallizzato

MKC Film di policarbonato metallizzato

KT Film di poliestere

KP Film di polipropilene

KS Film di polistirene

Tab. 5 – Sigle di alcuni dielettrici plastici


I dispositivi metallizzati forniscono generalmente maggiore stabilità termica rispetto
agli equivalenti dispositivi a foglio, in quanto la struttura più compatta è meno soggetta a
dilatazione termica. I condensatori a dielettrico plastico sono realizzati secondo varie
geometrie, e sono disponibili sia in forma assiale che tangenziale, a seconda che i terminali
siano rispettivamente sullo stesso asse, o paralleli.
Molto di usi sono i condensatori a lm di poliestere contraddistinti dalla sigla MKT
o KT (o MKS, usata dal produttore Wima). In questo caso, il dielettrico impiegato è il
polietilene tereftalato, un polimero sintetico altresì conosciuto col nome commerciale di
Mylar o PET.

Fig. 8 – Condensatori a lm di poliestere

Questi dispositivi raggiungono valori di capacità di alcune decine di microfarad,


tolleranze di circa il ±5% o inferiori e tensioni di lavoro no a qualche chilovolt. Trovano
vasta applicazione nei circuiti a bassa e media frequenza, come condensatori di
accoppiamento e per la realizzazione di ltri e temporizzatori. Possiedono correnti di
perdita contenute e buona stabilità termica (specie per i modelli a lm metallizzato).
I condensatori a lm di polipropilene, contraddistinti dalle sigle MKP e KP,
presentano correnti di perdita inferiori rispetto agli equivalenti dispositivi al poliestere, e
sono pertanto largamente impiegati come condensatori di ltro per la tensione di rete ed
in circuiti ad alta frequenza. Sono disponibili versioni a bassa tolleranza (±0,5%) per
applicazioni di precisione, e o rono una buona stabilità termica. Inoltre, sono prodotti
anche con geometria antinduttiva per ridurne la ESL.

Fig. 9 – Condensatori a lm di polipropilene

I condensatori a lm di policarbonato presentano caratteristiche simili agli


equivalenti al polipropilene, mentre i condensatori a lm di polistirene (o polistirolo)
forniscono ottime un ottimo isolamento (generalmente superiore al polipropilene ed al
policarbonato) unitamente alla possibilità di ottenere ridotte tolleranze (anche del
±0,5%).
Condensatori elettrolitici

Nel caso dei condensatori elettrolitici, il dielettrico viene ottenuto ricoprendo


un’armatura metallica (anodo) con uno strato di ossido dello spessore di pochi µm.
L’altra armatura (catodo) è costituita da un elettrolita liquido o solido fortemente
conduttore. Questi condensatori sono di tipo polarizzato, ed il dielettrico viene
rigenerato continuamente durante il funzionamento del condensatore. Questo causa,
però, una certa corrente di perdita.
Molto di usi sono i condensatori elettrolitici in alluminio, che possono raggiungere
capacità molto elevate, ma con tolleranze considerevoli (tipicamente comprese tra il -20%
e il +100%). Grazie agli elevati valori di capacità raggiungibili, questi condensatori
trovano largo impiego negli alimentatori per il livellamento delle tensioni pulsanti.
Tuttavia, a causa della loro costruzione, questi condensatori presentano ESR ed ESL
signi cative che li rendono poco adatti alle applicazioni ad alta frequenza. Esistono
modelli a bassa ESR che trovano applicazione negli alimentatori a commutazione
(switching). Anche questi dispositivi sono prodotti in forma tangenziale o assiale. La
versione con terminali snap-in permette l’inserimento a scatto sul circuito stampato,
facilitando le operazioni di saldatura senza richiedere il taglio dei terminali.

Fig. 10 – Condensatori elettrolitici in alluminio

Generalmente, i condensatori elettrolitici in alluminio possono sopportare per brevi


periodi tensioni inverse di circa -1 V. Se prolungata e di maggior entità, la polarizzazione
inversa può causare il danneggiamento e l’esplosione del condensatore. A questo
proposito, esistono condensatori elettrolitici elettrolitici non polarizzati, che possono
essere realizzati collegando due condensatori polarizzati in antiserie.

Fig. 11 – Collegameni in
antiserie (le due
alternative sono
equivalenti)

I condensatori elettrolitici al tantalio sono più piccoli dei rispettivi condensatori in


alluminio, sono polarizzati e la loro forma più di usa è quella a goccia. A di erenza dei
condensatori elettrolitici in alluminio, presentano una migliore risposta alle alte
frequenze per via delle loro ESR ed ESL solitamente più contenute, ma risultano assai
sensibili alle inversioni di polarità che portano spesso alla rottura del dielettrico con
possibile esplosione o cortocircuito del condensatore. Anche transitori di tensioni elevate
possono danneggiare rapidamente il condensatore.

Fig. 12 – Condensatori al tantalio


I condensatori elettrolitici al tantalio umido (wet tantalum), di forma tipicamente
assiale, hanno avuto la maggior di usione verso gli anni ’70. Progettati originariamente
su speci che militari (MIL-STD-39006), sono caratterizzati da migliori prestazioni
rispetto ai comuni condensatori al tantalio, dovute in particolar modo alle loro perdite
molto contenute e all’ottima risposta in frequenza. Per questi motivi, questi condensatori
sono talvolta impiegati in applicazioni critiche come il livellamento delle tensioni pulsanti
in alcuni alimentatori a commutazione.

Fig. 13 – Condensatori elettrolitici al tantalio umido

Inoltre possono tollerare piccole tensioni inverse ( no a circa -1,5 V) senza


danneggiarsi. Alcuni tra i maggiori produttori (Vishay) producono tuttora alcune serie di
questi dispositivi per applicazioni ad alte prestazioni.
Altri dielettrici

Nonostante siano disponibili solo per modesti valori di capacità, i condensatori a mica
e a vetro multistrato sono in grado di fornire un’elevatissima stabilità termica, basse
tolleranze (±0,5%) e grandi resistenze d’isolamento. Pertanto, questi condensatori
trovano larga applicazione nei circuiti ad alta frequenza dove sia richiesta stabilità e
precisione. I condensatori a vetro multistrato sono impiegati per applicazioni militari ad
alta a dabilità dove sia richiesta insensibilità alle radiazioni nucleari.
Quando l’elevata rigidità dielettrica e l’economicità sono preferiti alle altre
caratteristiche si fa uso dei condensatori a carta in olio (paper in oil, PIO), dove il
dielettrico è costituito da un nastro di carta impregnato in olio minerale o di ricino.
Questi condensatori, di usi in passato, hanno il vantaggio di risultare relativamente
economici alla produzione e resistenti alle alte tensioni, aspetti che li rendono utili nel
rifasamento dei motori. D’altro canto, presentano tipicamente ESR ed ESL considerevoli,
unitamente ad una scarsa resistenza d’isolamento che può peggiorare nel tempo a causa
della tendenza della carta ad assorbire umidità. Vengono generalmente prodotti con
amplie tolleranze (±10%; ±20%) dal momento che, per costituzione, non sono in grado di
garantire una buona stabilità termica.

Autore:
bsproj
Appassionato di musica e progettazione elettronica.
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bsproj / 28 Giugno 2010 / Elettronica generale, Teoria

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Applicazioni e formule dei condensatori di
accoppiamento
Guida pratica all’uso e al dimensionamento dei condensatori di
accoppiamento nel settore audio

I condensatori di accoppiamento in alternata (ovvero di disaccoppiamento in continua)


permettono il trasferimento del solo segnale alternato, impedendo il trasferimento del segnale
continuo. Questi condensatori vengono interposti tra due stadi al ne di evitare che la tensione
continua presente su uno stadio possa alterare la polarizzazione dell’altro stadio.

Ampli catore a due stadi con tre condensatori di accoppiamento in


alternata

I condensatori di accoppiamento sono utili in molti casi, per esempio:


negli ampli catori multistadio a transistori discreti, dove il segnale alternato è sovrapposto
ad una tensione continua necessaria per la polarizzazione dello stadio;
nei circuiti ad ampli catori operazionali, dove le dissimmetrie dello stadio di erenziale
d’ingresso determinano la presenza di una tensione continua di sbilanciamento (o set) che si
ritrova all’uscita;
negli ampli ciatori ad alto guadagno dove interessa ampli care la sola componente alternata del
segnale.
Questi condensatori formano un ltro passa-alto, caratterizzato da una certa frequenza di
taglio al di sotto della quale il ltro opera un’attenuazione di 20 dB per ogni decade di frequenza.
La capacità di questi condensatori viene calcolata in modo da garantire che tutta la banda di
frequenze del segnale di interesse sia trasferita senza attenuazione.
Frequenza di taglio dei condensatori di accoppiamento
Il funzionamento del condensatore di accoppiamento può essere rappresentato da un ltro
passa-alto del primo ordine come quello illustrato in gura, dove Ri rappresenta la resistenza
d’ingresso dello stadio successivo.

Il condensatore di
accoppiamento agisce
come un ltro passa-
alto del primo ordine

Nel caso degli ampli catori a BJT o a JFET, questa corrisponde approssimativamente al
parallelo delle due resistenze del partitore della base(nota) o alla resistenza sul gate. Nel caso degli
ampli catori operazionali non-invertenti, la resistenza d’ingresso corrisponde al valore del
resistore tra morsetto non-invertente e massa, mentre nel caso degli ampli catori operazionali
invertenti corrisponde al resistore collegato tra ingresso e morsetto invertente (che è una massa
virtuale).

Esempi pratici di alcuni circuiti con ingresso accoppiato in alternata

La frequenza di taglio del ltro può essere calcolata come:

1
fc = (1)
2πRi Cc
(dove è stata volutamente trascurata, in senso conservativo, la resistenza d’uscita della sorgente).
Alla frequenza di taglio, il segnale risulta già attenuato di circa −3 dB e presenta una rotazione di
fase di circa 45° rispetto alle alte frequenze.

Modulo della risposta in frequenza di un ltro passa-alto

Inoltre, quando sono presenti più stadi accoppiati in alternata con più condensatori, questi
possono interagire tra loro generando, alla frequenza di taglio, un’attenuazione complessiva
ancora maggiore.
Per questi motivi, e anche tenendo conto delle loro tolleranze costruttive (che si aggirano spesso
intorno al ±10%), i condensatori di accoppiamento in alternata dovrebbero essere dimensionati
a nché la frequenza di taglio del ltro sia molto inferiore rispetto al limite inferiore della banda di
frequenza che si desidera trasferire.
Per esempio, se si desidera trasferire un segnale audio che ha una banda di frequenze compresa
tra 20 Hz e 20 kHz, allora si potrebbe scegliere una frequenza di taglio di 2 Hz, che è dieci volte
minore rispetto al limite inferiore della banda del segnale.
Studiando la f unzione di trasferimento del ltro e ricavandone il modulo, otteniamo
un’equazione che ci permette di conoscere l’attenuazione introdotta dal ltro al variare della
frequenza:

1 1
|Av | = = (2)
√1 + (2πf R C )−2 √1 + (f /f )2
i c c
Questa equazione permette di dimostrare che, se scegliamo una frequenza di taglio dieci volte
minore rispetto alla minima frequenza del segnale, ovvero se fc /f = 1/10 , l’attenuazione vale
appena −0,04 dB anziché −3 dB.

Dimensionamento dei condensatori di accoppiamento


La capacità del condensatore di accoppiamento può essere calcolata da:

1
Cc ⩾ (3)
2πfc Ri

dove f è la frequenza di taglio del ltro passa-alto, che dovrebbe essere molto inferiore rispetto
c

alla minima frequenza del segnale che si intende trasferire, e Ri è la resistenza d’ingresso dello
stadio successivo.
Se si sceglie una frequenza di taglio di 2 Hz, si giunge ad una semplice equazione facile da
ricordare: 

80 ∣ Cc  in microfarad
Cc ⩾ ∣
Ri ∣ Ri  in chiloohm

per cui se la resistenza d’ingresso dello stadio successivo vale, per esempio, 50 kΩ, la capacità del
condensatore di accoppiamento dovrebbe essere di almeno 80/50 = 1,6 microfarad. (Si noti che
questa equazione non ha alcun signi cato sico, ma è utile per un rapido calcolo mnemonico.)

Autore:
bsproj
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