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Introduzione I Teoremi di incompletezza di Godel, sono una costruzione matematica incredibile.

Lenunciato del Primo e pi importante teorema a prima vista incomprensibile e viene da chiedersi perch un enunciato cos astratto venga apprezzato non solo da matematici e logici ma anche da filosofi e studiosi dei pi svariati campi. Ad ogni classe che sia w-coerente e ricorsiva corrispondono segni di classe ricorsivi r tali che n v Gen r n Neg (v Gen r) appartengono a a Flg (K) (dove v la variabile libera di r) Dopo averlo depurato dai tecnicismi necessari nel campo della logica matematica, lenunciato pu essere tradotto in questo modo: Tutte le assiomatizzazioni coerenti dellaritmetica contengono proposizioni indedicibili O anche: Un sistema formale in grado di contenere alcune propriet dei numeri interi non pu essere contemporaneamente completo e coerente. Cosa significa questo Teorema? Costruiamo un sistema che include alcuni delle premesse indiscusse (assiomi) e delle regole fisse di ragionamento da usare per ricavare altre conclusioni (regole di inferenza), adatte a parlare delle propriet dei numeri interi. Se in questo sistema possibile provare tutte le propriet dei numeri allora ha delle contraddizioni al suo interno. Se invece non contiene contraddizioni allora c qualche enunciato che non possibile dimostrare. Il Teorema ha un altra implicazione importante. Noi non possiamo ne potremo mai sapere se il nostro sistema coerente o incompleto, lasciandoci quindi la preoccupazione di non poter dimostrare una propriet o di ricavare enunciati contradditori. Unaltra qualit del teorema che stato costruito usando solo gli strumenti che il sistema fornisce, quindi stato dimostrato allinterno del sistema, fatto che vedremo che sar particolarmente importante. Oltre a essere importante per la matematica il teorema stato il punto di partenza di Turing, il padre dellinformatica e dellintelligenza artificiale, per i suoi studi e pone problematiche filosofiche sia sui limiti della conoscenza. Douguolas hofstadder nel suo libro Godel, esher, bach, uneterna ghirlanda brillante sfrutta il ragionamento usato da Godel per dimostrare teorema per dare un spiegazione dellio, cio di come sia possibile, da un punto di vista materialistico, che un individuo sia cosciente di se stesso e dei propri pensieri.

Questo Teorema (scoperto nel 1931) ha dato a Godel il titolo di massimo logico dai tempi di Aristotele e ha risolto uno dei problemi matematici del millenio, ma per comprendere la sua importanza e la sua bellezza bisogna tornare qualche decennio indietro e capire da dove nascono problemi di questo genere. Hardy e lestetica matematica. Tutti gli studiosi affermerebbero con sicurezza che il Teorema di incompletezza un bel teorema. Risulta difficile per comprendere che cosa intendano quando usano laggettivo bello. E indubbio che un matematico provi piacere nel momento in cui studi o scopri un teorema, ma che cosa rende un teorema pi bello rispetto ad un altro e che caratteristiche deve avere un teorema per essere considerato bello? Godfrey H. Hardy, matematico che ha rifondato la disciplina in Inghilterra portandola su un piano pi astratto e meno applicativo, ha tentato di spiegarlo nel suo libro Apologia di un matematico. Questo studioso noi studenti lo ricordiamo per una sua scoperta in Genetica di un equilibrio nella distribuzione degli alleli, ma lui odierebbe essere citato in questo ambito. Infatti trovava qualsiasi applicazione pratica della matematica noiosa e priva di ogni significato estetico e se noi lo ricordiamo per quello solo un caso. Infatti, si racconta che fosse venuto a conoscenza del problema di genetica mentre giocava a cricket ( da perfetto uomo inglese qualera) con un amico genetista e che labbia risolto trattandolo come un problema astratto. Apologia di un matematico stato scritto da Hardy nella vecchiaia quando il suo intuito si era ridotto e non era pi in grado di produrre risultati significativi, su consiglio di amici dopo aver tentato il suicidio. Il libro doveva essere una terapia per ritrovare il piacere della scoperta perso da anni, ma non fu efficace, tanto che poco tempo dopo si suicid, questo volta riuscendoci. Lui stesso scrive che c una differenza profonda tra produrre e spiegare le proprie creazioni, attivit che lui definiva per cervelli mediocri. Nel libro Hardy descrive tra altre cose i caratteri che rendono un teorema esteticamente bello. Il primo carattere che un teorema deve possedere la generalit. Enunciati che riguardano interi gruppi di oggetti matematici sono pi interessanti di teoremi riguardo a pochi numeri, in quanto connettono e uniscono diverse aree della matematica e il metodo di ragionamento usato pu essere esteso ad altri gruppi simili. Infatti oltre al significato stesso del teorema importantissima al fine della valutazione la dimostrazione e i ragionamenti usati in essi. Se chi dimostra un teorema inventa un nuovo tipo di ragionamento crea degli strumenti che altri possono usare per dimostrare altri teoremi. Inoltre la dimostrazione deve possedere il carattere delleconomia e della semplicit, deve cio essere pi corta e meno tortuosa possibile. Inoltre dal teorema deve

essere possibile ricavarne altri come corollari e deve essere possibile usarlo come premessa in altre dimostrazioni. Un esempio il teorema di Pitagora, la dimostrazione rapida e essenziale, e a partire da quello di possono risolvere tantissimi problemi anche su molte altre figure. Il teorema di Godel vedremo che soddisfa praticamente tutte le condizioni sopra descritte, e anche se il ragionamento sembrer un po contorto, le idee fondamentali sono di una semplicit quasi impressionante. Non solo, il metodo usato da Godel (la godelizzazione) viene usato anche adesso come strumento di dimostrazione e il suo lavoro ha aperto interi settori di ricerca (studio delle funzioni ricorsive, metamatematica, )

Il problema dei fondamenti e le geometrie non euclidee. Il problema generale di cui si occupava Godel insieme a molti altri studiosi di inizio 900 era il problema dei fondamenti della matematica, ovvero si cercava di dare una risposta alla domanda: Quali sono gli assiomi e le regole di ragionamento minimi che bisogna usare per avere un sistema matematico completo e coerente? Il problema era nato qualche decennio prima e veniva dalla geometria. Infatti tutto lo studio della geometria si basava sugli Elementi di Euclide, un libro scritto nellantica Grecia in cui lo scrittore aveva raccolto e razionalizzato tutte le scoperte fatte in geometria. Euclide partiva da cinque assiomi e da quelli deduceva tutte le altre propriet delle figure. Il problema era la quinta di queste premesse, che era meno ovvia e meno semplice delle altre. Lenuciato era: Questo postulato serviva per consentire che per un punto passasse una e una sola retta parallela ad un'altra ed era fondamentale per la dimostrazione di tutti i pi importanti teoremi. Molti matematici in tutto larco della storia tentarono di dimostrarlo senza successo fino a quando gli studi di Gauss, Lobastochi e Riemann, dimostrarono che si potevano costruire delle Geometrie in cui questo postulato non era valido e molti teoremi risultavano diversi. Prendiamo ad esempio un triangolo costruito con due meridiani e lequatore sulla superficie sferica terrestre. I meridiani sono per definizione perpendicolari allequatore, quindi il triangolo ha minino 181 come somma degli angoli interni. Questo va contro un teorema di Euclide che stabilisce che la somma degli angoli interni di un triangolo di 180. Ma con le geometrie costruite dai matematici citati prima era possibile creare triangoli di questo genere.

Questa scoperta cre parecchio stupore. Assiomi che si davano per scontati da millenni non erano reali. Erano una rappresentazione di un tipo di realt che tornava utile, ma un assioma si era rivelato falso. Questo significa che possibile costruire dei mondi matematici indipendenti dalla realt e che la caratterista che si richiede agli assiomi non la verit. Quali caratteristiche devono avere gli assiomi allora? La coerenza, cio non portare a contraddizioni, e la completezza, cio poter essere usati per scoprire tutte le propriet degli oggetti studiati. Il problema pass allora dalla geometria agli altri campi della matematica e si inizi a chiedersi da quali premesse bisogna partire per costruire lanalisi, la branca pi importante in quellepoca per la matematica. Si scopr che si poteva costruire lanalisi a partire dai numeri interi e che per dimostrare le propriet conosciute di questi ultimi si poteva partire da cinque assiomi, che saranno poi rielaborati e migliorati. Ma nessuno poteva dire se questi assiomi avevano le caratteristiche loro richieste, completezza e coerenza. Il Teorema di Godel ci dice che non solo non c lhanno, ma che impossibile costruire un sistema che le possegga.

Gli assiomi di Peano e il progetto logicista. I cinque assiomi su cui si poteva fondare laritmetica era stati trovati da Peano, un matematico italiano. Oltre alle premesse Peano premetteva tre indefinibili: zero, successore e numero. I cinque assiomi invece erano: 1)Zero un numero; 2)Il successore di un numero un numero 3)Zero non il successore di nessun numero 4)Se due numeri hanno lo stesso successore sono lo stesso numero 5)Ogni propriet di cui gode lo zero e tale che, se ne gode un numero, ne gode anche il suo successore, un propriet di tutti i numeri naturali. Da queste propriet Peano dimostr che questi assiomi erano indipendenti luno dallaltro e quindi nessuno poteva essere tolto e che tramite questi si potevano scoprire tutte le propriet conosciute dei numeri, ma il suo lavoro non fu considerato sufficiente. Frege e Russell, due logici matematici richiedevano lesistenza di regole ben definite con cui lavorare sugli assiomi in modo che le dimostrazioni non potessero essere arbritarie. Per fare questo era necessario togliere ogni

significato ai numeri e trattarli come simboli. Fatto questo sarebbe bastato stabilire delle regole con cui manipolare i simboli trasformando il ragionamento fatto normalmente per la soluzione dei problemi in un lavoro meccanico. Gli stessi cercarono anche di togliere gli indefiniti e gli assiomi ricavandoli dalla teoria degli insiemi. Diedero cos avvio al progetto logicista, che si poneva come compito quello di ridurre la matematica alla logica e quindi di ricavare indefiniti e assiomi come teoremi e definizioni costruiti a partire dagli assiomi e dagli indefiniti della logica. Per far capire di che genere di lavoro si tratta necessario fare un esempio. Come si pu dare un definizione di numero a partire dalla logica e quindi dai concetti di insieme? La risposta fu trovata da Russell in questo modo. Definiamo due insieme simili tra loro se possibile costruire un relazione uno a uno (ovvero che a un elemento di un insieme associa uno e uno solo degli elemento dellaltro insieme). Questo succede quando due insiemi hanno lo stesso numero di elementi. A questo punto definiamo numero linsieme di tutti gli insiemi simili fra loro. Cos abbiamo un insieme per ogni numero e siamo riusciti a trasformare un indefinibile in una definizione creata a partire con elementi presi dalla logica e dalla teoria degli insiemi. Ma anche questo caus diversi problemi e fu lo stesso Russell a scoprirlo e a tentare di risolverlo.

Funzioni autoreferenziali e il paradosso di Russell Il problema che scopr Russell nella teoria degli insiemi deriva da una tradizione di paradossi e viene preso come spunto anche da Godel per la sua dimostrazione, anche se in una versione molto pi raffinata. I paradossi di questa tradizione si basano sul fenomeno dellautoreferenzialit, ovvero si basa su enti che parlano di se stessi. Lesempio pi famoso il paradosso del cretese. Un cretese dice: tutti i cretesi mentono; sta mentendo o dicendo la verit? Se mente allora tutti i cretesi dicono la verit e quindi anche lui non sta mentendo. Se dice la verit, tutti i cretesi mentono e quindi anche lui non dice la verit. Il fenomeno dellautoreferenzialit evidente, in quanto un cretese parla dei cretesi e quindi di se stesso. Russell applic un ragionamento simile per costruire un paradosso nella teoria degli insiemi.

Definiamo un insieme di ordinaria amministrazione quando non contiene se stesso. La gran parte degli insiemi che siamo soliti usare sono di questo genere. Ad esempio linsieme dei pezzi di scacchi non contiene se stesso, linsieme delle erbe aromatiche nemmeno. Definiamo invece insiemi ad autoingerimento quando contengono se stessi. Ad esempio linsieme di tutti gli insiemi contiene se stesso (infatti esso stesso un insieme), linsieme di tutte le creazioni astratte anche. Ora consideriamo linsieme di tutti gli insiemi e dividiamolo in due sottoinsiemi a seconda se sono di ordinaria amministrazione o ad auto-ingerimento. Ogni insieme deve appartenere alluno o allaltro, infatti un insieme o contiene se stesso o non contiene se stesso. E adesso chiediamoci: linsieme degli insiemi di ordinaria amministrazione contiene se stesso? Qui nasce il paradosso. Infatti se pensiamo che contenga se stesso allora non pu contenersi, se pensiamo che non contenga se stesso allora deve contenersi. Limportanza di questo paradosso dovuto al fatto che per costruirlo non c bisogno di grandi costruzioni astratte o oggetti particolari e complicati, ma solo la nozione di insieme ed di appartenenza. Queste due nozioni sono le basi su cui si costruisce la teoria degli insiemi e creare un paradosso solo usando queste, lo rende molto pi difficile da togliere. Russell risolse il problema con la teoria dei tipi. Questa stabiliva una gerarchia tra insiemi e impediva la costruzione di insiemi di livello diverso. Quindi farsi domande su insiemi che contengono se stessi non aveva pi senso, e il paradosso, anche se in maniera un po artificiosa, era stato tolto. Usando questa teoria Russell, insieme a un altro logico(Whitehead), scrisse due volumi: i Principia Mathematica, in cui ricavava dalla logica tutte le propriet dei numeri interi conosciuti, trasformando tutti gli enti in simboli e le regole logiche in regole di manipolazione. Sar su questo testo che Godel costruir il suo teorema, ma prima di arrivarci dobbiamo affrontare ancora alcune questioni. Entrare ed uscire dal sistema Nel momento in cui lavoriamo con dei simboli e delle regole noi lavoriamo allinterno del sistema. Ad esempio lavoriamo allinterno quando applichiamo la propriet commutativa delladdizione: usiamo regole e simboli per trasformare una espressione del tipo a+b in una del tipo b+a. Quando invece facciamo considerazioni riguardo laritmetica in generale chiedendoci se completa, facciamo delle considerazioni al di fuori del sistema. Questa distinzione importante in quanto si richiedeva che le dimostrazioni di completezza e

coerenza fossero fatte usando gli strumenti interni al sistema. Questo perch se fossero state fatte considerazioni esterne ci sarebbe dovuto essere un sistema allinterno del quale queste considerazione avevano senso ed erano formalizzate. Ma chi ci garantiva la coerenza e la completezza di questo sistema esterno? Per evitare una catena infinita di dimostrazioni di coerenza e completezza bisognava quindi usare solamente gli strumenti forniti dal sistema stesso. Cio bisognava riuscire a far parli delle proprie propriet, fatto che, come abbiamo visto, porta sempre complicazioni. Funzioni ricorsive Intuitivamente le funzioni ricorsive assomigliano a quelle autoreferenziali, in quanto sono funzioni che si definiscono tramite se stesse. La differenza sta nel fatto che nelle funzioni ricorsive si stabiliscono alcuni valori dinizio. Ad esempio laddizione pu essere espressa come funzione ricorsiva nel seguente modo: La nozione di ricorsivit simile a quella di calcolabilit. Infatti nel momento in cui noi abbiamo bisogno di calcolare unespressione con un sistema formale, lunico modo in cui ci lecito farlo definendola tramite ricorsione. Quindi in un sistema formale di un espressione possiamo sapere se valida solo se ricorsiva. Questo risulter significativo nel momento in cui Godel costruir una proposizione parzialmente ricorsiva, cio non sempre calcolabile. Significato e significante Lultimo chiarimento che necessario fare prima di poter comprendere la dimostrazione la differenza tra significato e significante. Quando noi scriviamo o diciamo un parola, questa ha due aspetti. Il significante sono i simboli che noi usiamo come convenzione per farci comprendere . Il significato limmagine, lidea a cui pensiamo quando vediamo il significante. Ad esempio quando diciamo la parola sasso usiamo cinque simboli, il significante, per esprimere lidea di un oggetto del mondo reale. C un forte distinzione fra la parola sasso e il sasso che noi vediamo e anche tra il concetto delloggetto e loggetto stesso. Godel sfrutter questa distinzione per rendere la propria costruzione pi forte del paradosso di Russell e sar grazie a questo fatto che tutto il suo lavoro non si riduce ad un paradosso.

La dimostrazione

Il primo problema che Godel risolve quello di trovare un modo di fare rivolgere il sistema dentro se stesso, per poter dimostrare la completezza o lincompletezza con i simboli e le regole del sistema. Il metodo da lui trovato si basa su due teoremi elementari della teoria dei numeri primi. Entrambi sono stati dimostrati nellantica Grecia e sono conosciuti da ogni matematico. Questo per ribadire la semplicit iniziale delle idee di Godel. I due teoremi ci dicono che esistono infiniti numeri primi e che ogni numero scomponibile in un solo modo come prodotto di numeri primi. A questo punto Godel associa ad ogni simbolo un numero. Ogni stringa di simboli sar determinata da una serie di numeri. Per essere sicuri che il numero sia unico usiamo questi numeri come esponenti di un prodotto di numeri primi, associando il primo numero della stringa al primo numero primo, il secondo numero della stringa al secondo numero primo. In questo modo abbiamo per ogni stringa abbiamo un numero che sappiamo essere unico, inoltre essendo infiniti i numeri primi possiamo convertire stringhe di infinita lunghezza in numeri. Perch associare ad ogni stringa un numero? Il sistema costruito da Russell nei Principia Mathematica, e gli altri sistemi formali costruiti dai logici matematici, servivano per dimostrare le propriet dei numeri. Se noi trasformiamo le stringhe in numeri il sistema ci da gli strumenti per parlare delle stringhe in quanto possiamo trattarle come numeri. Questo procedimento viene chiamato Godelizazione e il numero di ogni stringa viene detto Numero di Godel. Per dimostrare che un enunciato sia falso sufficiente trovare un contro esempio. Godel ne costruir uno, mostrando una frase che non possibile dimostrare se il sistema coerente. Iniziamo a dire che poich ad ogni stringa un numero, possiamo farlo anche con una serie di stringhe necessarie ad arrivare ad una dimostrazione. Chiamiamo il numero associato ad una serie di dimostrazioni Dim(x,y), dove x il numero della serie di stringhe e y il numero della stringa dimostrata. Costruiamo una dimostrazione di una generica stringa y (Dim(x,y)). Ora neghiamo che questa dimostrazione possa essere effettuata (NegDim(x,y)). Questa espressione significa che non esiste nessun numero associato ad una dimostrazione di y. Ora Godel per trovare un contro esempio si ispira al paradosso del cretese, cercando di creare un enunciato che dica di se stesso di non essere dimostrabile. La soluzione potrebbe essere quella di inserire allinterno di NegDim(x,y) al posto di y il numero di Godel della formula stessa. Ma nel momento in cui noi inseriamo un numero allinterno di un formula, questo fa cambiare il suo numero di Godel. Questa causerebbe il fatto che il numero che stiamo inserendo continuerebbe a cambiare. Allora Godel pens di fare in modo che lenunciato di riferisse a se stesso in maniera indiretta, cre una

funzione semiricorsiva di sostituzione che tradotta in italiano potrebbe suonare pi a meno cos il numero che si ottiene sostituendo al numero di Godel di questa formula il numero di Godel di unaltra formula. Cos ci si pu riferire ad alcuni numeri ed enunciati descrivendoli per sostituzione. A questo punto Godel aveva tutti gli strumenti per costruire lenunciato desiderato, che chiameremo G. G: Non esiste nessun x che renda Dim(x,y) vera, sostituendo il numero di Godel associato alla formula G al posto di y Cosa significa questo enunciato? G: non esiste nessuna dimostrazione di y, quando y uguale al numero di Godel di G O ancora: G: non esiste un dimostrazione di G E infine: G: io non sono dimostrabile Ora possiamo accettare questa frase come vera e dimostrabile e quindi avere una contraddizione nel sistema; infatti ci sarebbe una frase che dice una falsit, in quanto direbbe di se stessa di non essere dimostrabile anche se stato dimostrata. Se invece la pensiamo falsa e non dimostrabile, abbiamo un enunciato vero, in quanto dice di non essere dimostrabile, che non possiamo ricavare. Quindi il sistema incompleto. Da qui il teorema: Un sistema formale in grado di contenere alcune propriet dei numeri interi non pu essere contemporaneamente completo e coerente. Del Teorema possiamo notare alcune particolarit. In primo luogo stato costruito unicamente con gli strumenti del sistema quindi applicabile in ogni sistema che parli dei numeri. In secondo luogo non un semplice paradosso, in quanto ci lascia sempre il dubbio che il sistema sia coerente o incompleto. In terzo luogo applicabile infinite volte. Noi possiamo anche scoprire se quellenunciato dimostrabile o meno, ma una volta fatto non possiamo ancora sapere se il sistema coerente o incompleto in quanto possibile trovare un altro enunciato godeliano rifacendo lo stesso identico procedimento. Quindi anche accettare lenunciato o la sua negazione non porta a comprendere la completezza o la coerenza del sistema.

Infine limportanza della distinzione tra significato e significante necessaria per capire appieno il teorema e perch questo non si riduce ad un semplice paradosso. Lenunciato godeliano che abbiamo trovato unespressione simbolica, quindi un significante. Il contenuto dellenunciato di significato, cio esprime un concetto, ma questo si riferisce al sistema fatto si simboli e quindi ad un altro significante. Quindi la contraddizione non si forma a livello di significato ma a livello di significante. Una proposizione indecidibile con gli attuali assiomi. Una volta scoperto che ci potevano essere proposizioni di cui non si poteva dimostrare ne la veridicit ne la falsit, alcuni matematici iniziarono a lavorare su alcuni problemi in maniera differente. Infatti ora aveva senso dimostrare lindimostrabilit di un enunciato. Lo stesso Godel dimostr che una preposizione importantissima per la matematica non poteva essere dimostrata falsa. E un altro matematico dimostr che non poteva essere dimostrata vera. Questa preposizione quindi indecidibile. La preposizione la cosiddetta Ipotesi del continuo, elaborata da George Cantor sul finire del diciannovesimo secolo. Cantor scopr lesistenza di diversi tipi di infinito e il metodo che us, anche questo semplice, vale la pena di essere ricordato. Normalmente diciamo che due insiemi hanno lo stesso numero di oggetti se possibile stabilire un corrispondenza biunivoca (come aveva fatto Russell per dare una definizione di numero). Ora lo stesso discorso vale anche per insiemi infiniti. Linsieme infinito pi semplice che ci pu venire in mente linsieme dei numeri naturali. La domanda : questo infinito ha lo stesso numero di tutti gli altri infiniti? Inizialmente si pensava di si, in quanto era semplice stabilire corrispondenze biunivoche fra molti insiemi e linsieme dei numeri naturali. Ad esempio possibile stabilire tra linsieme delle frazioni (che apparentemente sembrano essere molte di pi dei numeri naturali) e linsieme dei numeri naturali una corrispondenza biunivoca nel seguente modo: Possiamo fare la stessa cosa tra i numeri naturali e quelli reali (ovvero anche radici e numeri con infinite cifre decimali non periodiche)? Cantor dimostr che non cos. Per farlo immagin una lista infinita con tutti i numeri reali. Se la lista era completa allora era possibile associare ad ogni numero reale un numero naturale e quindi stabilire una corrispondenza biunivoca. Ma Cantor dimostr che la lista non poteva essere completa, infatti costruiamo un numero usando i numeri sulla diagonale della lista aumentati di uno. Questo numero diverso dal primo perch ha la prima cifra diversa e diverso dal secondo perch ha la seconda cifra diversa e cos via.

Cantor cos dimostr che linfinito dei numeri reali maggiore dellinfinito dei numeri naturali. LIpotesi del continu che lui formul dopo aver scoperto questa cosa : non esiste un infinito compreso tra quello dei numeri naturali e quello dei numeri reali. Questa un esempio di un importante proposizione indecidibile con gli assiomi che vengono usati ai giorni nostri dalla comunit matematica. Alcune considerazioni filosofiche sul teorema di incompletezza. Il teorema stato oggetto di molte considerazioni filosofiche e applicazioni in molti campi. La maggior parte di questi usi inappropriato, in quanto cerca di applicare rigidamente un teorema costruito in un campo molto ristretto del sapere, la logica formale. Infatti pensarlo come una dimostrazione della limitatezza del pensiero umano sbagliato. Il teorema stabilisce solamente che con strumenti formali impossibile ricavare tutte le propriet della matematica, non che sia impossibile arrivarci in altri modi. Applicarlo ad esempio alla fisica, che presuppone le conoscenze matematiche, dicendo che impossibile arrivare ad una conoscenza completa delle caratteristiche formalizzabili matematicamente delluniverso, sbagliato in quanto gli enunciati che impossibile dimostrare rigorosamente potrebbero non avere alcuna utilit nella descrizione. Il teorema molto simile a due idee scientifiche di inizio secolo. La prima il principio di indeterminazione di Heisemberg, che stabilisce che ci impossibile conoscere contemporaneamente posizione e quantit di moto di una particella. Il paragone appropriato in quanto entrambi stabiliscono delle limitazioni in un campo ristretto del sapere e entrambi non sono dovuti a problemi risolvibili di apparecchiature, tecniche o logiche, ma sono indipendenti da essi. Il secondo il principio della falsificabilit necessaria ad unidea scientifica, idea data dal filosofo Popper. Secondo questo principio unidea scientifica deve essere falsificabile per poter essere accettata. Infatti questa una nostra formalizzazione del mondo, e in quanto tale non pu essere completa. Non essendo completa ci deve essere almeno un evento fisico non ancora scoperto che la contraddice. Il paragone anche qui appropriato, in quanto entrambi stabiliscono che se un sistema deve funzionare deve essere incompleto. Duoglas hofstander nel suo libro godel escher bach, uneterna ghirlanda brillante sfrutta alcune idee usate da Godel nella dimostrazione per cercare di spiegare lio, ovvero come noi percepiamo noi stessi

Il primo passo da fare quello di stabilire che la risposta che noi stiamo cercando a questa questione di tipo materialistico. Dire che la coscienza, che lio, siano immateriali pu essere accettabile ma anche non confutabile. Per seguire la sua idea bisogna accettare che la coscienza abbia unorigine materiale. Ora bisogna per spiegare come da un substrato fisico si generi lautopercezione. Godel nella sua dimostrazione ha manipolato dei simboli per fare in modo che essi parlino di loro stessi, cio ha dato ai simboli una sorta di auto percezione. Hofstander cerca di spiegare la coscienza nello stesso modo. La base delle attivit cerebrali sono i neuroni. Nel momento in cui questi sono, nel corso dei secoli e con levoluzione delle specie, aumentati di numero era necessario un sistema di coordinamento. Questo stato creato dai neuroni stessi. Come? Ogni nostra percezione mediata da simboli, cio da un insieme di impulsi nervosi generati dai neuroni. La coscienza, essendo una nostra percezione, quindi un simbolo, generato da una serie di impulsi nervosi, che rappresenta i neuroni stessi.