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Le ossido-riduzioni

Ossidazione e riduzione
Ossidazione : processo in cui un elemento perde elettroni ed il suo
N.O. aumenta

2 Mg + O2 → 2 MgO

L'atomo di magnesio si ossida. Perde 2 elettroni.

Riduzione : processo in cui un elemento acquista elettroni ed il suo


N.O. diminuisce

2 Fe2O3 + 3 C → 4 Fe + 3 CO2

L'atomo di ferro si riduce. Acquista 3 elettroni.


Reazioni redox
Tutte le reazioni in cui si verifica un passaggio di elettroni da
una specie chimica a un’altra sono chiamate reazioni di
ossido-riduzione o reazioni redox.

Tutti gli elettroni persi in un'ossidazione devono essere acquistati


in una riduzione per cui una reazione redox comprende sempre
una ossidazione e una riduzione

2 NaBr + Cl2 → 2NaCl + Br2


La specie che si ossida è un agente riducente perché
ossidandosi induce la riduzione dell’altra specie.

La specie che si riduce è un agente ossidante perché


riducendosi induce l’ossidazione dell’altra specie.

2 Mg + O2 → 2 MgO
riducente ossidante
Bilanciamento delle reazioni redox
Bilanciare una reazione redox significa attribuire ad ogni
sostanza presente i coefficienti stechiometrici, in modo che
sia possibile la conservazione della massa e la
conservazione delle cariche elettriche.
Metodo delle semireazioni
1. Si individuano la specie che si ossida e la specie che si
riduce.
2. Si scrivono le semireazioni che coinvolgono gli elementi che
variano il numero di ossidazione. Si bilancia ogni semireazione
in termini di numero di atomi e di elettroni ceduti e acquistati. Si
sommano membro a membro le specie delle semireazioni.
3. Si bilanciano le cariche a sinistra e a destra della reazione
globale.
4.Si bilancia il numero di atomi di idrogeno ed ossigeno tenendo
conto che in ambiente acido (basico) gli atomi di ossigeno si
bilanciano con molecole di H2O (OH–) e gli atomi di idrogeno con
gli ioni H+ (molecole di H2O).
L’elettrochimica
Reazioni redox spontanee e non
spontanee
A temperatura ambiente, la
reazione redox tra zinco metallico e
solfato di rame in soluzione
acquosa è praticamente completa.

A temperatura ambiente, la reazione tra rame


metallico e solfato di zinco in soluzione acquosa
non avviene.
La pila Daniell
Una pila ospita una reazione redox
spontanea e converte energia
chimica in energia elettrica.
Una volta collegate le parti della pila, gli elettroni incominciano
a passare attraverso il filo trasferendosi dall’elettrodo sede
dell’ossidazione, all’elettrodo sede della riduzione.

Contemporaneamente, gli ioni trasportano la carica attraverso


la soluzione elettrolitica:
• i cationi migrano verso la semicella della riduzione;
• gli anioni migrano verso la semicella dell’ossidazione.
L’elettrodo a cui avviene l’ossidazione prende il nome di anodo.
L’elettrodo a cui avviene la riduzione prende il nome di catodo.

Per rappresentare in modo schematico una pila si ricorre al


diagramma di cella.

La differenza di potenziale (d.d.p.), misurata in volt (V), fra i


due elettrodi, in chimica, si chiama forza elettromotrice (fem).

Utilizzando come riferimento l’elettrodo


fem = Ecatodo – Eanodo a idrogeno, si ricava la scala dei
potenziali standard di riduzione (E°).
Per le redox più semplici si deduce
quale reazione è spontanea
basandosi sul E°degli elementi
• l’elemento con E°maggiore si
riduce;
• l’elemento con E°minore si
ossida.
La cinetica chimica
La velocità di reazione
Le reazioni chimiche procedono con differente velocità.

Formazione della ruggine

Maturazione di ortaggi e di frutti

Lo studio della velocità di


una reazione è chiamata
cinetica chimica.
Esplosione
La velocità di reazione
La velocità di reazione è la variazione della concentrazione dei
reagenti Δ[R], o dei prodotti Δ[P], nell’intervallo di tempo Δt.

La concentrazione è
messa in parentesi [ ]
ed è espressa in mol/L
I fattori che influenzano la velocità di
reazione
VELOCITÀ DI REAZIONE
velocità con cui i reagenti si
trasformano nei prodotti

Fattori che influenzano la


velocità di reazione

NATURA SUPERFICIE DI CATALIZZATORE


DEI CONTATTO
REAGENTI dei reagenti solidi

TEMPERATURA
CONCENTRAZIONE
DEI REAGENTI
Natura delle sostanze reagenti
Ciascuna reazione chimica presenta una sua caratteristica
velocità che dipende dalla natura dei reagenti.

H2(g) + F2(g) ® 2 HF(g) veloce

H2(g) + Cl2(g) ® 2 HCl(g) lenta

Il legame in F2 si rompe più facilmente che in Cl2.


Temperatura di reazione
La velocità di qualsiasi reazione cresce con l’aumentare della
temperatura.
Concentrazione dei reagenti

Ad un aumento della
concentrazione delle sostanze
reagenti corrisponde sempre un
aumento della velocità di reazione
perché cresce il numero degli urti tra
le particelle.
Superficie di contatto
A parità di massa, se la superficie di contatto è maggiore si
ha sempre un aumento della velocità di reazione.

Fe + 2 HCl --> FeCl2 + H2


Catalizzatore di reazione
Un catalizzatore è una
sostanza che aumenta la
velocità di una reazione
senza per questo essere
consumato durante il
processo.

Percorso della reazione


La teoria degli urti
Perché una reazione chimica tra sostanze possa avvenire, gli urti tra
le particelle (molecole, atomi, ioni):
1) devono essere efficaci, cioè con una energia cinetica uguale o
superiore ad un valore Ea, chiamata energia di attivazione;

Le collisioni delle molecole dei reagenti sono efficaci

Le collisioni sono inefficaci.


2) l’orientamento molecolare durante la collisione deve essere
favorevole.

Urto efficace, favorito dall’orientazione favorevole delle molecole.

Urto inefficace a causa dell’orientazione sfavorevole dei reagenti.


L’energia di attivazione e lo stato di
transizione
L’energia di attivazione
è l’energia minima che
occorre ai reagenti per
rompere alcuni dei loro
legami e per iniziare una
reazione.

Lo stato di transizione è la fase intermedia della reazione in cui si forma un


composto chiamato complesso attivato.
L’equilibrio chimico
L’equilibrio chimico

A temperatura e pressione
costanti, un sistema chimico
chiuso è all’equilibrio se la
concentrazione (o pressione) dei
reagenti e dei prodotti è costante
nel tempo e la velocità della
reazione diretta è uguale a quella
inversa.
La costante di equilibrio
Data la generica reazione
aA + bB ⇄ cC + dD
si definisce costante di equilibrio (Keq) il seguente rapporto:

In un sistema chimico in equilibrio, a una data temperatura e a una


data pressione, il rapporto fra il prodotto delle concentrazioni
molari dei prodotti e il prodotto delle concentrazioni molari
dei reagenti, ciascuna elevata al proprio coefficiente
stechiometrico, è costante.
La legge dell’azione di massa
Esempio: nella reazione di formazione dello ioduro di idrogeno a partire da
idrogeno e iodio T= 430 °C

1,57 1
1 1,57

0,21 0,21
0 0
La legge dell’azione di massa

Se Keq > 1 la reazione è spostata verso i prodotti.


Se Keq ≃ 1 la concentrazione di reagenti e prodotti è simile.
Se Keq < 1 la reazione è spostata verso i reagenti.
>

>
Equilibrio chimico in fase gassosa
Nelle reazioni omogenee in fase gassosa, la costante di
equilibrio viene espressa in funzione delle pressioni
parziali e si indica con Kp.

aA(g) + bB(g) ⇄ cC(g) + dD(g)


Equilibrio chimico di una reazione
eterogenea
Nel caso di una reazione eterogenea, le concentrazioni
dei solidi o liquidi puri è sempre costante quindi non
devono essere riportate nella costante di equilibrio.

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