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L'arte Romana

La produzione artistica esclusivamente romana iniziò tardi. Sino all'età imperiale è difficile identificare
una vera e propria arte romana, per quanto gli oggetti d'arte fossero spesso importati dai popoli vicini.
L'arte romana si manifestò soprattutto nelle forme della tradizione: opere pubbliche di utilità comune,
ritratti, e forme d'arte onoraria con la funzione di celebrare un evento o un'importante personaggio del
passato. La maggior parte delle opere romane è anonima, in quanto non si è a conoscenza degli artisti.
L'architettura romana si basa principalmente su arco e volta, utilizzati dagli Etruschi. I Romani furono i
primi a sfruttare l'immaginazione e la fantasia per creare opere originali, senza però stravolgere i
concetti già presenti; furono anche i primi ad utilizzare nuove macchine per costruire, come l'argano.

L'arco e la volta

L'arco è una struttura architettonica a tutto sesto, cioè semicircolare, composta da un'insieme di conci,
ovvero degli elementi sagomati di pietra. Il concio centrale nella parte più elevata è deto concio di
chiave. Il piano orizzontale dove si comincia a costruire l'arco è il piano d'imposta. I conci vengono
disposti a secco, cioè senza nessun tipo di collante, sfruttando il loro peso per rimanere in piedi. Durnate
la costruzione dell'arco viene utilizzata la centina, ovvero una sorta di impalcatura di legno.

La volta è un sistema di copertura formato da tanti archi affiancati. I tipi di volta più utilizzati a Roma
erano: La volta a botte, anulare, a crociera e a padiglione. I Romani inventarono anche la cupola, che
veniva costruita con il calcestruzzo, ottenuto unendo la malta alla ghiaia.

L'architettura romana

I parametri murari, cioè le superfici dei muri a vista, erano eseguiti in diverse disposizioni dei conci per
ottenere dei disegni. I più utilizzati erano l'opus incertum, reticulatum, vittatum, testaceum, spicatum e
mixtum.

L'architettura nella società romana assume importanza grazie alle opere pubbliche. Fra esse ricordiamo
le strade, i porti, i ponti, gli acquedotti, le terme, le basiliche. La disposizione degli edifici era divisa in
quattro settori da due strade incidenti: il cardo e il decumano. Il resto del territorio veniva diviso in
appezzamenti regolari: le centuriae. Le strade romane sono tra le più resistenti di quel periodo. Erano
generalmente formate da 3 strati: lo strato inferiore, formato da ciottoli; lo strato intermedio, formato da
un insieme di ghiaia e sabbia; e la pavimentazione era formata da ciottoli arrotondati o lastre di pietra.

I ponti a Roma erano considerati sacri. Si compongono di 4 parti principali: le pile, ovvero le fondamenta
conficcate nel letto del fiume; le arcate, ovvero gli archi presenti tra una pila e l'altra; le spalle, ovvero le
strutture di appoggio sulle sponde e la carreggiata, ovvero la parte percorribile. Uno dei ponti più
importanti dell'epoca è il Ponte di Augusto e Tiberio, costruito totalmente in pietra d'Istria bianca e
calcestruzzo, con cinque arcate che poggiano su 4 pile leggermente inclinate.

Gli acquedotti erano il mezzo fondamentale per permettere all'approvvigionamento idrico di Roma di
viaggiare su tutto il territorio. Uno dei più importanti è l'Acquedotto Claudio, realizzato tra il 38 e il 52
a.C., lungo circa 70 kilometri e sorretto da imponenti pilastri di pietra.
Anche le terme avevano un ruolo fondamentale a Roma. Contrariamente all'uso moderno, i Romani
chiamavano terme i grandi complessi di bagni pubblici in uso sin dall'età repubblicana. Le Terme di
Traiano vennero iniziate dopo il 104 d.C. e terminate nel 109 d.C. Per la prima volta il complesso di bagni
fu circondato da delle mura e conteneva portici, giardini e biblioteche. All'interno della struttura erano
presenti tre vasche: il frigidarium, il tepidarium e il caldarium. L'acqua veniva riscaldata per mezzo di
focolari situati sotto i pavimenti. Tutti gli ambienti erano caratterizati da cupole o archi ed erano sempre
rivestiti di mosaici e marmi colorati preziosi.

Le mura cittadine che circondavano Roma si snodavano per ben 10 kilometri, venivano costruite con
grandi blocchi di tufo disposti uno sull'altro in maniera isodoma, ed erano precedute da un fossato.

I Romani provavno un senso di timore nello stravolgere le forme tradizionali dei templi, tuttavia
riuscirono ad apportare delle modifiche notevoli agli edifici sacri. Ad esempio si cominciò ad aggiungere
una pianta semicircolare opposta all'ingresso, chiamata abside. Il più compiuto e importante esempio di
architettura templare è rappresentato dal Pantheon: Un tempio dedicato a tutti gli dei (da "pan", tutto).
Ė formato da un profondo pronao composto da tre file di colonne corinzie monolitiche, e da una stanza
circolare dalle dimensioni quasi soprannaturali, che danno al visitatore un senso di smarrimento. La
cupola emisferica sulla parte superiore è fortemente appianata e sembra più schiacchiata rispetto a una
mezza sfera. Al centro vi è un oculo da diametro di 9 metri e all'interno la cupola presenta dei lacunari,
che alleggeriscono la struttura e la rendono più resistente.

Fra le costruzioni onorarie troviamo l'Arco di Augusto a Rimini: è formato da un arco trionfale che funge
anche da porta per Rimini. Misura 17 metri di altezza e 15 di larghezza circa.

Il teatro

Il teatro romano dell'età imperiale è un edificio dalla forma semicircolare chiusa, che rendeva possibile
la copertura con un velarium, ed è l'esempio di teatro che più si avvicina all'edificio teatrale moderno. Le
gradinate semicircolari poggiano ora su archi e volte in muratura, e sono collegate alla scena con loggiati
laterali. Questo permette all'edificio del teatro una collocazione autonoma e più flessibile e di dotarsi di
una facciata esterna ornata e monumentale.

Raddioppiando il teatro, ottenendo quindi l'anfiteatro, vuol dire avere una struttura circolare o ellittica.
Questa tipologia di costruzioni ha potuto avere luogo grazie alle tecniche romane basate sull'arco, sulla
volta e sul calcestruzzo. Il più noto tra questi è senza dubbio il Colosseo. L'Anfiteatro Flavio, meglio
conosciuto come Colosseo per via delle sue dimensioni, fu costruito tra il 70 e l'80 d.C. da Vespiasiano e
Domiziano. Misura circa 50 metri di altezza e poteva contenere dai 50000 ai 70000 spettatori. Ė costruito
in tufo e laterizi ed è rivestito esternamente e internamente da pregiato travertino. Il pubblico accedeva
tramite i vomitoria alle gradinate, attraversando degli efficaci corridoi di smistamento. Al centro c'era
l'arena, dove si svolgevano gli spettacoli. A differenza dei teatri, negli anfiteatri gli spettacoli arrivavano a
durare molti giorni.

Il foro
Il foro è il centro della vita cittadina, sorge nell'intersezione tra cardo e decumano, al centro della città. Ė
costituito da una piazza e spesso è affiancato da un tempio. Le dimensioni erano proporzionate alla
popolazione. Nel foro è presente l'Erario, ovvero il luogo dove si conservava il tesoro pubblico, e la Curia,
ovvero la sede del Senato.

Le domus e le insulae

La struttura più comune destinata ai ceti più ricchi era la domus. Essa aveva poche aperture verso
l'esterno per isolarla dalla confusione della città. La porta che si affacciava sulla strada portava al
vestibulum e poi nel faces, il corridodio che conduceva all'atrio centrale, uno spazio quadrangolare. In
alto era aperto: il compluvium permetteva di raccogliere l'acqua piovana. attorno all'atrio c'erano i
cubicula, ovvero le camere da letto.

I ceti meno abbienti risiedevano nelle domus, mentre il resto della popolazione vieva nelle insulae. Si
trattava di costruzioni con più piani, per sfruttare il più possibile lo spazio, e poche stanze, spesso
costruite una addossata all'altra, in modo da avere un muro in comune e le uscite ai lati opposti, sulle
due strade parallele.

per magnificenza, dimensioni e ricchezza, sopra tutti gli edifici destinati alla residenza si collocano i
palazzi imperiali. Il più smisurato di essi fu la Domus Aurea, costruita per Nerone tra il 64 e il 68 d.C. Il
complesso si estendeva per oltre 80 ettari tra i colli Palatino, Celio ed Esquilino. Si componeva di edifici,
padiglioni, giardini, terrazze, terme, templi, eccetera. Al centro della struttura c'è la grande Sala
ottagona, coperta da una cupola a padiglione forata da un oculo in sommità e da quattro cubicoli coperti.
In questo ambiente avvenivano i banchetti.

La pittura

Il primo genere di pittura che si sviluppò a Roma fu quella trionfale, destinata cioè a illustrare le imprese
vittoriose. Purtroppo però molti di questi dipinti sono andati perduti e la pittura superstite è tutta ad
affresco. I pittori romani coprivano le pareti con strati successivi di intonaco sempre meno grossolano, e
sull'ultimo (l'arriccio) veniva realizzato il disegno preparatorio.

Si è soliti distinguere la pittura parietale romana e pompeiana in quattro stili:

- Il primo stile è detto "strumentale" e imita la forma delle lastre di marmo modellando dello stucco che,
una volta secco, veniva colorato.

- il secondo stile è detto "dell'architettura" e simula nelle pareti delle architetture in prospettiva, che
danno un senso di tridimensionalità.

- il terzo stile è detto "della parete reale" e ha un fine totalmente ornamentale, utilizzando colori accesi
contrastanti tra di loro.

- il quarto stile è detto "fantastico" e si serve di prospettive architetoniche e di decorazioni in maniera


fantasiosa, teatrale, abbondante.
La scultura

Iniziamente l'arte greca si sovrappose alla tradizione artistica romana, e successivamente si unirono. La
tradizione defini infine un'arte che diede i suoi frutti migliori, raggiungendo la sua massima espressione.

Fra i generi artistici, quello che di più risulta legato alla mentalità romana era il ritratto. Essa infatti
cercava la somiglianza verso la verità fisionomica. Ad esempio nella Statua Barberini, raffigurante un
patrizio e bue busti di due antenati, si nota l'attenzione dei dettagli.

Anche i ritratti di anziani, rappresentavano una meticolosa attenzione nei minimi dettagli.

Al contrario del ritratto a uso privato, attorno al 27 a.C. venne creata una copia in marmo di una statua
già esistente: l'Augusto di Prima Porta. Essa raffigura il principe con un'armatura che ne delinea i
pettorali e i muscoli addominali. Viene mostrato in piedi con il braccio sollevato, nel gesto del saluto
dell'imperator.

L'arte plebea

La maggior parte dei cittadini romani apparteneva alla plebe, così nel corso del tempo l'arte romana si
separa in arte aulica e arte plebea.

Un'ulteriore tipologia caratteristica dell'arte romana è quella del rilievo storico e celebrativo, che ha la
funzione quindi di ricordare un avvenimento passato. Fra i più importanti e significativi rilievi storici c'è
l'Ara Pacis Augustae. La costruzione dell'Ara Pacis venne decretata nel 13 a.C. per celebrare il ritorno
vittorioso di Augusto. Originariamente dipinto, l'altare è costituito da un recinto quadrato posto su un
podio, con due accessi opposti. L'interno racciude la mensa sacrificale e l'esterno, più complesso, è
decorato da festoni con frutti d'ogni stagione.

La Colonna Traiana venne costruita tra il 110 e il 113 d.C. nel foro di Traiano per celebrare le campagne
vittoriose dell'imperatore. La grandiosa colonna di ordine tuscanico è composta da un toro ornato di
foglie di alloro, da un fusto formato da 17 rocchi di marmo e dal capitello, per un totale di quasi 40 metri.
Sull'estremità, dove anticamente c'era la statua dell'imperatore, è ora presente la statua di San Pietro. La
colonna è interamente decorata da un lungo nastro raffigurante gli avvenimenti storici più importanti.
L'altezza del nastro varia da 60 a 80 centimetri verso l'alto per dare l'impressione di avere sempre la
stessa dimensione, visto dal basso. Il piedistallo ha una base liscia terminante a gola, e nel lato Sud è
presente l'entrata, che conduce a una scala a chiocciola. Al suo interno conteneva le ceneri di Traiano e
della moglie, quindi aveva anche uno scopo funerario.

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