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TESINA:

Introduzione:
Per questa tesina ho scelto come argomento cardine l’adolescenza, perché è un periodo molto importante
nella vita di ogni essere umano, a maggior ragione per noi che la stiamo vivendo.

Italiano:
Per italiano ho scelto di parlare dell’autore Giovanni VERGA, dato che tratta temi giovanili, come ad
esempio la novella “Rosso MALPELO”.
Verga nasce a Catania nel 1840. Compie i primi studi da Antonio Abate, colui che gli trasmette la passione
per i romanzi storico-patriotici e per la narrativa. Verga nel 1869 decide di abbandonare gli studi di legge
per dedicarsi completamente a scrivere, per questo motivo si trasferisce a Firenze. Tre anni dopo decide di
trasferirsi a Milano, centro della cultura nazionale e dell’industria editoriale. Nel 1873, quando ebbe inizio la
questione meridionale, nasce il progetto di Verga di cinque romanzi ambientati in Sicilia: “I Malavoglia”
“Mastro don Gesualdo” “La duchessa di Leyra” “L’onorevole Scipioni” “L’uomo di lusso”. Il pubblico però
rimase deluso dalle nuove tecniche narrative che Verga adottò. Di tanto in tanto Verga torna a narrare
storie sentimentali, come “Il marito di Elena”. Nel 1893 decide di tornare definitivamente a Catania, dove
morirà nel 1922.
Una delle sue novelle più conosciute è quella di “Rosso Malpelo”, Rosso malpelo è un ragazzo che lavora
in delle cave di rena insieme al padre, Malpelo è disprezzato sia dalla madre che dalla sorella, le quali
credono che non portasse a casa tutto il guadagno del suo lavoro. Malpelo provava un grande affetto per il
padre, l’unico della famiglia a crederli, a delle mansioni più pericolose. Un giorno il padre però, a causa di
una mancanza economica della famiglia, dovette accettare un lavoro molto pericoloso che tutti gli altri non
vollero accettare. Purtroppo ci fu un incidente e il padre rimase imprigionato sotto la sabbia. Rosso Malpelo
continuò a lavorare nella cava. Intanto arrivò un altro ragazzo a lavorare con lui nella cava, Ranocchio.
Malpelo usava atteggiamenti aggressivi verso Ranocchio, perché volevo insegnargli come affrontare la
vita. La morte del suo amico ranocchio provocò in lui una forte tristezza.
Questa novella ci fa mette difronte al problema dello sfruttamento minorile, che non fu considerato un
problema fino alla rivoluzione industriale. La Gran Bretagna fu la prima nazione a sperimentare la
rivoluzione industriale, essa fu anche la prima a manifestare particolari problemi di lavoro minorile connessi
alla produzione in fabbrica. Alla fine del XVIII secolo, infatti, i possessori di cotonifici reclutavano gli orfani e
i figli di famiglie povere in tutto il paese, utilizzandoli come operai in cambio del semplice mantenimento.
Spesso con l'approvazione dei dirigenti politici, sociali e religiosi, si consentiva di impiegare i fanciulli in
mansioni pericolose, come quelle tipiche delle miniere. I risultati erano l'analfabetismo e l'ulteriore
impoverimento di famiglie già misere. La prima, importante legislazione britannica sul lavoro entrò in vigore
nel 1878, quando l'età minima di impiego fu portata a dieci anni, e ai datori di lavoro fu richiesto di ridurre
l'utilizzo di fanciulli tra i dieci e i quattordici anni, facendoli lavorare a giorni alterni o a mezza giornata. Oltre
a rendere il giorno del sabato per metà festivo, questa legislazione limitò anche la giornata lavorativa dei
minori tra i quattordici e i diciotto anni a dodici ore, con una pausa di due ore per i pasti e il riposo. Durante
i primi anni del XIX secolo i bambini tra i sette e i dodici anni costituivano, ad esempio, un terzo della
manodopera delle fabbriche statunitensi. La legislazione adottata a fine Ottocento da molti paesi per
contenere l'analfabetismo fra i fanciulli lavoratori stabilì l'età lavorativa minima e il numero massimo di ore
giornaliere e vietò il lavoro minorile all'interno di fabbriche dove si trattavano materiali pericolosi. La prima
Conferenza internazionale del lavoro, tenuta a Berlino nel 1890, costituì il primo tentativo internazionale
concertato per elaborare delle norme sull'impiego dei minori. La moderna legislazione sul lavoro minorile
nel mondo industrializzato generalmente è legata alla legislazione scolastica sulla frequenza della scuola
dell'obbligo. Sebbene sia vietato alla maggior parte delle industrie e delle attività produttive di utilizzare
ragazzi in età scolare per impieghi a tempo pieno, i fanciulli sono largamente impiegati nel “primo” e nel
“secondo” mondo in lavori d'altro genere o part-time. Non esistono statistiche complete sul lavoro minorile;
nella gran parte dei casi i governi e i datori di lavoro si rifiutano di ammetterne l'esistenza, o comunque non
compiono rilevazioni statistiche ufficiali. Secondo le stime dell'OIL (Organizzazione Mondiale del Lavoro) e
di vari organismi non governativi, il numero di bambini lavoratori nel mondo oscilla intorno ai 250 milioni,
distribuiti quasi ovunque: in Asia, Africa, America Latina, ma anche in Europa e in America del nord. Se
oggi molti ragazzi svolgono attività consentite e regolamentate dalla legislazione nazionale, molti di più
lavorano nell'illegalità. Per smentire il diffuso pregiudizio che il lavoro minorile riguardi esclusivamente i
paesi con economie "arretrate" può bastare un solo esempio, quello degli Stati Uniti d'America: qui
lavorano circa 5 milioni e mezzo di ragazzi, e le violazioni delle leggi che regolamentano il lavoro dei minori
sono aumentate. A fronte di questa complessa ed estesa realtà l'UNICEF interviene, in collegamento con le
organizzazioni non governative locali e con gli uffici nazionali dell'OIL, con due tipi di azioni: da un lato
programmi di sostegno all'economia familiare, che rendono meno necessario il ricorso al lavoro dei più
piccoli, dall'altro con interventi a favore dei bambini lavoratori, per tutelarli (anche legalmente) e per
garantire loro possibilità di scuola e istruzione professionale. Poiché i magri guadagni dei fanciulli sono
indispensabili per la sopravvivenza della famiglia, in certi casi essi sono ceduti dalla famiglia stessa a datori
di lavoro che hanno anticipato una somma di denaro sulla quale hanno dovuto onerosi interessi, che i
fanciulli devono rimborsare col proprio lavoro, venendo così a trovarsi in una situazione di vera e propria
schiavitù. I maggiori sforzi per eliminare lo sfruttamento della manodopera minorile nel mondo sono stati
compiuti dall'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), fondata nel 1919 e ora istituto specializzato
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). L'organizzazione ha introdotto varie regolamentazioni sul
lavoro minorile, incluse l'età minima di sedici anni per essere ammessi a qualsiasi tipo di lavoro (anche
all'interno della famiglia), un'età minima maggiore per particolari lavori, visita medica obbligatoria e
regolamentazione del lavoro notturno. L'ILO non ha tuttavia il potere di imporre queste norme ai paesi
membri. Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, adottata nel 1989, include
restrizioni sul lavoro minorile ed è ufficialmente vincolante per tutte le nazioni che l'hanno sottoscritta,
anche se non prevede nessuna clausola che ne imponga l'adozione.
The United Nations Convention on the Rights of the Child is an important agreement by countries who have
promised to protect children’s rights. The Convention on the Rights of the Child explains who children are,
all their rights, and the responsibilities of governments. All the rights are connected, they are all equally
important and they cannot be taken away from children. it doesn’t matter what colour of their skin, what
language they speak, if they are disable, or whether they are are rich or poor. The governament and the
parents have to do what is best to protect the well-being of the child. The International Convention of the
Rights of the Child and Adolescence, entered into force in 1989. There are four main principles:
1 All the children have rights regardless of race, colour, sex, language, religion, political or other opinion,
national, ethnic or social origin ,property , disability, birth or other status
2 The child’s best interest must be a primary consideration in all decisions afcting him or her
3 All children have a right to life, and to survive and develop – physically, mentally. spiritually , morally
psycologically and socially – to their full potential
4 Children have the right to express themselves freely on matter that affect them and to have their views
taken seriously
Among the associations which take care of children’s walfare there is UNICEF is an acronym and stands
for "United Nations Children's Fund", in Italian "Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia". UNICEF is an
association in which most of the world's governments are present. UNICEF ensures that children: go to
school; receive medical assistance; can drink drinking water; have enough to eat; they are not exploited
and not abused. While these objectives may seem obvious to us, in many poor countries and in many
regions devastated by wars and catastrophes, unfortunately, the condition of children is much worse.
Unicef was established on December 11, 1946, to defend children's rights. UNICEF is helped to carry out
its task by the ONU. UNICEF headquarters are in New york, UNICEF works in approximately 160.
Un altro dei diritti universalmente conosciuto per i bambini è quello del divertimento e dello sport visto
anche come momento di svago e gioia. Lo sport rappresenta per noi ragazzi un momento di svago, ma allo
stesso tempo è un momento importante per la nostra crescita. Grazie allo sport possiamo relazionarci con i
nostri coetanei, condividere un obiettivo comune, imparare a rispettare le regole, gioire dei successi ed
accettare le sconfitte. Praticare uno sport significa sottoporsi ad allenamenti costanti e quindi a sviluppare
lo spirito di sacrificio e la fortificazione del carattere di ognuno. Gli sport si dividono in sport di squadra e
individuali. I primi si caratterizzano per la ricerca di un risultato unico per tutti e a cui tutti devono
partecipare per renderlo possibile attivando comportamenti collaborativi e di rispetto dei ruoli. Negli sport
individuali invece, ognuno gareggia per sé stesso e ognuno può rendersi conto delle proprie possibilità e
dei propri limiti su cui riflettere. In questo tipo di sport si crea un rapporto molto forte con l'allenatore che
diventa un punto di riferimento, mentre negli sport di squadra ha un ruolo di coordinatore e unione del
gruppo. Spesso lo sport, è anche il modo per esprimere le proprie emozioni, per sentirsi liberi e anche per
scaricare le tensioni. Infatti, basta un luogo aperto per creare un'opportunità di gioco di squadra: una partita
di calcio, di palla a volo, di basket. Spesso, capita di vedere nei parchi come anche ragazzi che non si
conoscono tra loro riescono a condividere un momento di gioco ed a divertirsi insieme. Credo che oggi lo
sport abbia un ruolo fondamentale per la crescita di ognuno al pari del percorso scolastico. Lo sport per noi
giovani è un momento di libertà e sfogo totale, è quel momento della giornata in cui il giovane si libera da
tutti i pensieri per concentrarsi su qualcosa che realmente gli piace.
Sempre parlando di diritti dei bambini possiamo includere tra questi la lettura anche essa intesa sia come
divertimento ma manche e soprattutto come accrescimento culturale.
"Le petit prince" commence par la rencontre entre un pilote d'avion, qui s'est écrasé dans le désert du
Sahara, et un enfant, prince d'un astéroïde lointain appelé B-612.
Sur cet astéroïde seul vit l'enfant, trois volcans et une petite rose, qu'il traite et aime.
L'histoire commence par la demande d'un dessin parce que le prince avait besoin d'un mouton pour
dévorer les arbustes baobabs cultivés sur sa planète, et par l'histoire du petit prince qui explique au pilote
qu'il a rencontré plusieurs personnages étranges voyageant dans l'espace.
Dans chaque chapitre de ce livre, le protagoniste rencontre différents personnages sur différentes
planètes.
A travers ces voyages le petit prince, qui est un enfant, entre en contact avec les adultes et s'étonne de la
complexité et de l'artificialité des «adultes».
Les rencontres entre l'enfant et ces personnages étranges sont en réalité des allégories, souvent
exprimées à travers des stéréotypes, de la société moderne et contemporaine.
Un voyage fantastique, mais qui nous emmène au cœur du monde réel.
Lors de son voyage, le petit prince arrive sur Terre, il est étonné de la taille, de la variété et de la
population. Ici, il rencontre un serpent, une petite fleur, un contrôleur et un renard, qui lui demande d'être
domestiqué et d'être son ami.
Le pilote et le renard enseignent au petit prince des valeurs importantes et une amitié naît entre eux.
Mais le petit prince a le mal du pays et demande donc au serpent de l'aider à remonter sur son astéroïde.
Le serpent mord ainsi l'enfant, mais le lendemain de la disparition de son corps le pilote l'imagine donc à
nouveau sur son B-612 distant, en prenant soin de sa rose bien-aimée.
Non solo la lettura ci permette l’accrescimento culturale, ma anche movimenti musicali come la teen pop
molto seguita da noi giovani.
Il teen pop è un genere di musica che è indirizzato principalmente ad un pubblico di età pre-adolescenziale
o adolescenziale. Il teen pop è un genere musicale confezionato per soddisfare i gusti di un pubblico
giovanissimo (o che indulge a rimanere in tale età), ed è commercializzato, generalmente, attraverso la
proposta discografica di figure di "artisti" anch'essi molto giovani. Lo scopo delle etichette discografiche è
quello di dedicarsi perlopiù a un pubblico minorenne, puntando più sull'immagine veicolata dall'artista che
sulla stessa musica. Solitamente, infatti, il brano viene composto dai produttori più che dagli artisti proposti.
Tutto ciò, quindi, avviene adottando tecniche che favoriscono un successo sicuro, puntando su
un'immagine accattivante, che possa affascinare l'ascoltatore, con una musica assimilabile, leggera e di
facile ascolto. Negli anni novanta si assiste al periodo di massima espansione del teen pop a seguito del
successo di boy band come Take That, Backstreet Boys, Sync, Hanson, Westlife, 5ive e Boyzone, e al
successo di girl group come Spice Girls, All Saints e Destiny's Child. Alla fine degli anni novanta si
affermano anche i primi cantanti solisti che diventano idoli per gli adolescenti come Britney Spears,
Christina Aguilera, Justin Timberlake, Jessica Simpson e Mandy Moore. Nei primi anni duemila, il teen pop
è rappresentato da artisti come Avril Lavigne, i Blue, Hilary Duff, Rihanna, Chris Brown, Lindsay Lohan,
Jesse McCartney e Ashlee Simpson. Alla fine degli anni 2000 e inizio anni 2010 si affermano cantanti
solisti come Katy Perry, Miley Cyrus, Demi Lovato, Ariana Grande, Selena Gomez e Justin Bieber, ma
anche gruppi come Jonas Brothers e One Direction. La sonorità di questo genere è spesso una
semplificazione ulteriore del pop: l'impianto musicale delle canzoni spesso si basa su solo 3 o 4 accordi, ed
è raro che i bridge e i riff si differenzino dal resto della canzone; quasi sempre la tonalità della canzone
rimane sulla stessa ottava, mentre i suoni sono prodotti da strumenti più comuni rispetto a quelli del pop: in
alcune canzoni è utilizzato il basso, compare il sintetizzatore, e la chitarra acustica.
Caratteristiche che contraddistinguono questo genere sono:
1 le canzoni seguono sempre gli standard commerciali di durata, quindi 3 minuti circa;
2 le musiche sono sempre orecchiabili con suoni mai distorti o accordi che non fanno parte di giri armonici;
3 i temi proposti dalle canzoni sono tipici dell'età adolescenziale;
4 molto spesso l'uscita dell'album è seguita da un grande movimento commerciale e di marketing, puntato
naturalmente ad un pubblico giovanissimo.
Movimenti musicali come quello di qui ho parlato prima non sono l’unico strumento di crescita e spesso di
evasione per noi giovani, anche l’arte ci permette spesso di vedere il mondo con occhi diversi dai nostri.
STORIA
Siamo agli sgoccioli dell’800, precisamente nell’ultimo ventennio. È un periodo di grande fermento e di
cambiamenti nella storia dell’arte europea. Sono anni di innovazioni e di scoperte scientifiche, molte delle
quali portano ad un abbandono graduale dell’arte tradizionale; per questo motivo, i pittori di fine 800 ed
inizio 900 intraprendono dei sentieri inesplorati che li avrebbero portati a dare vita a delle correnti artistiche
senza precedenti. Edvard Munch fa parte di questo rivoluzionario “gruppo” di artisti. Tra il 1880 ed il 1890
Edvard ha soltanto 25 anni: nonostante la sua giovane età, il suo talento per la pittura è conosciuto da
moltissimi nella città di Berlino. È un periodo in cui il pittore norvegese ha tutto quello che si potrebbe
desiderare: fama, denaro e molti amici. Munch, però, non è un artista come tutti gli altri. Lui non vuole né
fama né soldi né gloria; in poco tempo si rende conto che le persone che lo circondano per via della sua
popolarità non gli danno la felicità che sta cercando. E così, con il passare del tempo, comincia a chiudersi
dentro sé stesso. La situazione prende una brutta piega ed Edvard cerca di sfogarsi con l’unico mezzo che
ha a disposizione: la pittura. E così nasce la pubertà di Munch.
La sua condizione peggiora e si ritrova ad affrontare una brutta depressione sessuale che si riversa
direttamente sui quadri che realizza, portandolo a dipingere esclusivamente soggetti a tema sessuale, dove
spiccano più di una volta il tema della pubertà e dell’adolescenza. Il brutto periodo di Munch dura per ben
10 anni. Il pittore norvegese non ha vita facile e non riesce a vincere contro questa forte depressione, la
quale si impossessa di lui a tal punto da diventare la sua musa ispiratrice nel corso della sua carriera. Ecco
perché gran parte delle opere di Edvard sono caratterizzate da colori scuri, soggetti tristi ed atmosfere
angoscianti.
DESCRIZIONE
Come si può vedere, la protagonista dell’opera è un’adolescente, seduta su un grande letto. Non ha alcun
vestito addosso e cerca di coprirsi come meglio può mettendo le sue braccia sul basso ventre, mentre i
suoi occhi sono fissi sullo spettatore.
Sta seduta sul letto, immobile e che sembra non avere intenzione di muoversi, proprio come se fosse
un’antica statua.
In effetti ci sono un paio di particolari che rendono questa ragazza un po’ meno statica ed attiva. Per prima
cosa, Munch non ritrae questa ragazza in modo perfettamente frontale, anzi, è leggermente inclinata verso
destra. L’unico elemento presente nella scena è il letto, quindi ci troviamo sicuramente all’interno di una
camera. È un po' strano che nella stanza non ci siano altri oggetti oltre al letto. La pubertà Munch è un
quadro caratterizzato dall’assenza di dettagli e dalla presenza di questo muro dipinto con un marrone
chiaro ed un pavimento sempre dello stesso colore, soltanto molto più scuro. A spezzare la monotonia di
questi colori scuri e pesanti è quel grande letto bianco su cui è seduta la ragazza. Ma a dirla tutta, c’è
anche un altro colore che risalta in modo evidente in più parti della scena: il rosso.
Ci si potrebbe chiedere cosa centri il colore rosso in mezzo a tutti questi colori scuri. Il rosso è un colore
molto importante per Edvard. Il rosso è il colore del sangue e gli ricorda il dolore che ha provato dopo la
perdita di sua madre e di sua sorella.
C’è da sapere che sono 2 temi fondamentali dell’opera del pittore norvegese.
Munch rinuncia alla presenza di dettagli, oggetti e particolari che possano distogliere la nostra attenzione
dallo sguardo timido della protagonista seduta sul letto.
Se la si guarda attentamente, si puo notare che ha il volto giovane di una ragazzina, ma il suo corpo sta
attraversando la pubertà e presto diventerà adulta. In questo difficile periodo il suo fisico subisce dei
cambiamenti, ma la sua mente è ancora legata ai giochi e alla sua infanzia. La sua espressione nasconde
un certo imbarazzo misto alla paura, mentre si trova seduta completamente spogliata all’interno della sua
camera da letto.
Munch avrebbe potuto scegliere un luogo diverso dalla stanza da letto. Il motivo della sua scelta è
semplice. la camera da letto è il luogo più privato che una persona ha all’interno della propria casa. Per
rendere ancora più evidente l’atmosfera riflessiva che domina in questa tela, non c’era luogo migliore.
L’ombra è davvero strana, per prima cosa, è colorata con un tono davvero molto scuro in modo tale da
contrastare con la pelle pallida della protagonista. Poi, c’è da considerare la sua forma: è davvero
inquietante e non corrisponde minimamente al profilo della ragazza! Per via di queste caratteristiche, più
che un’ombra sembra un vero e proprio fantasma.
Si potrebbe pensare che Munch abbia sbagliato a disegnare l’ombra, e invece non è così. C’è un motivo
ben preciso per cui l’ombra ha questa forma inquietante. Questo particolare simboleggia l’angoscia e la
confusione che la ragazza sta provando nel corso della pubertà. C’è una paura che domina sopra tutte:
quella per il futuro e per la morte.
Negli ultimi anni dell’800 e le donne non godono degli stessi diritti e la libertà sociale degli uomini. In quel
tempo, le donne sono condannate a rimanere dentro casa ed hanno solo 2 priorità: generare dei figli ed
occuparsi della casa. Non hanno possibilità di sfuggire a questo triste destino scritto fin dalla loro nascita.
Ed è così che quell’ombra che prima era innocente ed inerme ora diventa un mostro che le opprime. Le
giornate spensierate passate a giocare ora appartengono al suo passato infantile: davanti alla protagonista
ora c’è solo un futuro oscuro al quale non si può sfuggire, e dopo aver svolto il suo compito, dovrà
affrontare la morte. Questo è uno dei più importanti lavori di Edvard Munch, ed oggi è considerato un
capolavoro in tutto il mondo.
Spesso noi giovani accediamo al mondo della musica, dell’arte, della letteratura e dello svago in generale
attraverso le nuove tecnologie e i social network.
Ormai Internet e i social network hanno influenzato l'esistenza di noi cittadini del mondo a tal punto da aver
creato una vita virtuale nient'affatto separata da quella di tutti i giorni. Non si può mettere in discussione,
insomma, il fatto che Internet offra maggiori possibilità di socializzazione per sconfiggere la solitudine di chi
si trova in momenti particolari della propria vita. Il cittadino del mondo, che prima scambiava opinioni solo
nei circoli politici e nei bar, è stato completamente travolto dall'uso intensivo dei social network: adesso le
opinioni televisive viaggiano su Twitter, che serve anche a misurare il malessere di popolazioni intere;
Facebook, invece, è diventato un vero e proprio diario, talvolta anche aperto a tutti, e cioè a coloro che non
si conoscono nella vita reale: scelte legittime, ma per le quali non può mancare la già citata
consapevolezza; le foto che postiamo, per esempio, potrebbero essere salvate da estranei e inserite in altri
profili per fare chissà cosa: certo, è illegale e dunque punibile, ma è comunque possibile. E gli esempi
potrebbero continuare: pensiamo, per esempio, ai bambini che troppo presto imparano a usare uno
smartphone e le reti sociali, invece di socializzare con altri amichetti. Poi c'è il grande giro degli affari
online: prodotti venduti a prezzo stracciato su Amazon o su eBay, offerte dell'ultima ora proposte da questa
o quest'altra compagnia tramite i suoi canali social ufficiali, pubblicità online e molto altro ancora... Il Web
ha creato un nuovo modello di business, che anche in questo caso, però, nasconde delle insidie: basti
pensare agli ingenui che vengono truffati tramite link a siti malevoli o con pubblicità ingannevoli, oppure - e
questo è davvero molto grave - a coloro ai quali vengono rubati dati sensibili da hacker che riescono a
superare anche i sistemi di sicurezza di aziende importanti; il mondo online, insomma, ne è pieno di truffe,
e necessita senz'altro di maggiore protezione e tutela: sta sempre al cittadino informarsi e condividere i
propri dati fino a un certo punto. Questo non è certo terrorismo psicologico, bensì prudenza, in una fase
importantissima di passaggio da una vecchia a una nuova era.
I social network hanno aiutato, specie negli ultimi tempi hanno aiutato molti giovani ad avvicinarsi alla
religione, notiamo sempre più, infatti che gli stessi movimenti religiosi attirano sempre più giovani tramite
social network, e anche grazie a questo vengono organizzate manifestazioni i come la giornata della
gioventù, organizzata da giovani movimenti cattolici.
«Penso che sia possibile avere un rapporto con Dio a prescindere dalla Chiesa... per cui non credo sia
necessario dover andare in Chiesa per forza ogni domenica... oppure avere un dialogo con un parroco o
confessarsi...». La posizione di questa giovane rappresenta l’opinione della maggioranza di quei giovani
che continuano a ritenersi credenti e cattolici, anche se hanno abbandonato le pratiche della vita cristiana.
La questione ecclesiale chiaramente interagisce con il modo con cui le persone si pongono di fronte alla
questione religiosa. Per chi non crede, il confronto non avviene primariamente con la Chiesa, ma con il
senso che ha la fede in Dio. Vi sono aspetti comuni ai giovani credenti e non credenti. Innanzitutto il modo
con cui i giovani vivono il rapporto con le istituzioni, tutte le istituzioni, inclusa la Chiesa. «Quello che penso
personalmente è che sì, ho fede, credo in Dio, però non credo più nelle istituzioni della Chiesa, penso che
la fede è una cosa buona, da seguire, un pensiero da portare avanti, da tramandare ai figli, però non credo
più nelle istituzioni». La posizione prevalente in chi si è allontanato è quella che tende a escludere la
Chiesa per un motivo radicale, per una ragione di principio, che si può riassumere così: cosa c’entra la
Chiesa col mio rapporto con Dio? Il percorso catechistico che i giovani hanno frequentato per l’iniziazione
cristiana ha lasciato in loro il sapore della costrizione; ha dato loro in molti casi delle adeguate conoscenze
della vita cristiana ma non ha dato loro una comunità, non ha fatto loro sperimentare il calore delle relazioni
e il piacere di frequentarle, com’è nel ricordo di questo giovane: «È stata un’esperienza, diciamo, sofferta,
l’ho vista sempre come un’attività particolarmente noiosa. Ritengo che sia un’attività che una persona deve
fare solo se effettivamente lo vuole. Mentre il catechismo rientra in tutta quella serie di formalità che si è
tenuti a fare per una questione di tradizioni, di educazione... Più una spinta della propria famiglia che una
scelta interiore come invece dovrebbe essere». Non è detto che chi resta dia tutto per scontato, come
lascia intendere la testimonianza di questa giovane: «Se il Papa dice che è sbagliata una certa cosa, non è
che io l’accetto punto. Ne parlo, ne discuto, cerco di capirlo, poi chiaro che mi fido del suo giudizio. Ma
questo non vuol dire che non abbia dubbi, o che non ne parli, o non cerchi di approfondire la questione». I
giovani vorrebbero soprattutto un ammodernamento della sua cultura, delle sue indicazioni; del suo
linguaggio, datato e persino incomprensibile, che attinge più a un patrimonio dottrinale consolidato nel
tempo che al modo di esprimersi comune alle persone di oggi; ai giovani questo dà una percezione di
vecchio che non riescono ad accettare. Di fronte al Sinodo, si pone una domanda: e se le critiche e le
richieste dei giovani costituissero un’opportunità per il ringiovanimento della Chiesa? Provocazioni per una
conversione che potrebbe rendere la Chiesa migliore per tutti? Al tempo stesso più evangelica e più
contemporanea. Questa è la vera grande sfida che il Sinodo ha davanti a sé.
L’aspetto della crescita culturale e parallelo alla crescita del nostro corpo.
La pubertà è quella fase della vita in cui i bambini vanno incontro a notevoli cambiamenti fisici e psicologici
che sfociano nella maturità sessuale. La pubertà generalmente comincia tra i 10 e i 14 anni nella femmina
e tra i 12 e i 16 anni nel maschio. Il primo segno puberale nella femmina è lo sviluppo della ghiandola
mammaria (o bottone mammario) chiamato telarca, e nel maschio l’aumento del volume testicolare.
Entrambi questi caratteri sessuali secondari sono gonadotropino-dipendenti per l’attivazione dell’asse
ipotalamo-ipofisario. La comparsa di peluria pubica ed ascellare, e la sudorazione acre non definiscono
singolarmente un vero avvio della femmina e più tardivamente nel maschio si osserva un’accelerazione
della velocità di crescita, che determinerà un aumento staturale di 20-25 cm nella femmina e di 25-30 nel
maschio sulla statura raggiunta alla comparsa dei primi segni puberali. La progressione puberale nella
femmina è suddivisa in cinque stadi (stadi dei Tanner) sia per la ghiandola mammaria sia per la peluria
pubica. Il picco di velocità di crescita si raggiunge dopo un anno/una anno e mezzo dalla comparsa
bilaterale del bottone, mentre il primo ciclo mestruale (menarca) si manifesta mediamente due/due anni e
mezzo dopo la comparsa del bottone mammario. Lo sviluppo puberale nel maschio è anch’esso suddiviso
in cinque stadi secondo la classificazione di Tanner in base alla morfologia dei genitali esterni e alla peluria
pubica al pari della femmina. L’aumento di volume del testicolo da inferiore a 2 ml nei primi anni di vita
passa a 20-25 ml nell’età adulta. La comparsa di “un piccolo seno” in una bambina ad un’età più precoce
rispetto alle coetanee diventa motivo di apprensione da parte dei genitori che, allarmati si rivolgono per un
parere al Pediatra per il timore che la loro bambina possa svilupparsi troppo anticipatamente. Infatti, i
genitori temono che il rigonfiamento a livello mammario possa rappresentare l’inizio della pubertà. Non da
ultimo, a preoccupare il Pediatra potrebbe essere il conseguente rischio di una bassa statura in età adulta
per una precoce saldatura delle cartilagini di accrescimento. Innanzitutto, bisogna tenere presente che un
ingrossamento della ghiandola mammaria può comparire in qualsiasi periodo della vita della bambina. La
pubertà precoce é un evento simile alla pubertà fisiologica ma avviene in anticipo rispetto alla media dei
coetanei. Nella bambina, si osserva un ingrandimento della ghiandola mammaria, un tipico odore acre
ascellare e la comparsa, successivamente, di acne, oltre alla modificazione del comportamento. La
comparsa di peluria pubica (pubarca) ed alle ascelle (axillarca) non è indicativa di un precoce sviluppo
puberale, ma generalmente lo accompagna. La pubertà precoce è più frequente nella femmina nella quale
prevale la forma idiopatica (cioè non riconducibile a una causa identificata), mentre nei maschi è maggiore
la probabilità che lo sviluppo precoce sia secondario ad una patologia organica. I cambiamenti che si
verificano in corso di pubertà sono legati alla produzione di ormoni prodotti dall’ipofisi, noti come
gonadotropine, che stimolano la funzione dei testicoli e delle ovaie. La pubertà precoce, definita “vera” o
“centrale”, si verifica per una attivazione prematura della secrezione ipotalamica con conseguente
produzione eccessiva e anticipata di ormoni sessuali che accelerano l’accrescimento staturale con
conseguente raggiungimento anticipato dell’altezza definitiva che spesso risulta bassa. Può essere
idiopatica specie nelle femmine, a volte familiare quando presente in membri della stessa famiglia, oppure
secondaria ad una patologia neoplastica a livello cerebrale specie nei maschi, per cui è sempre richiesta
una risonanza magnetica nucleare cerebrale.
Purtroppo nel nostro mondo non sempre tutti questi diritti, dello svago della crescita sia culturale che fisica,
sono uguali in tutti i paesi.
In Africa per esempio spesso e volentieri sia per ragioni culturali si per ragioni economiche questi diritti
vengono violati. L’africa è per l’estensione il secondo continente del mondo, dopo l’Asia. È situato tra gli
emisferi Nord e Sud dell’equatore. L’Africa è bagnata dal mar mediterraneo a Nord, dall’oceano Atlantico a
ovest, dal mar Rosso a Nord-Est e dall’oceano indiano a Est; è separato dall’Europa dallo stretto di
Gibilterra e dall’Asia dal canale di Suez.
IL TERRITORIO
L'Africa ha una forma tozza, dallo sviluppo costiero poco articolato, grossomodo triangolare, allargata nella
parte settentrionale che si assottiglia in corrispondenza della zona a sud dell'Equatore. I golfi sono pochi e
tra le isole, la sola di grandi dimensioni è il Madagascar, mentre isole di dimensioni minori si trovano lungo
gran parte della costa. Ci sono arcipelaghi di piccole isole sia sul versante dell'Atlantico (per esempio
Madeira, Canarie e Capo Verde) che su quello dell'Oceano Indiano (per esempio le Comore e le
Seychelles). C'è anche un'altra isola sulla costa della Tanzania: Zanzibar. Il territorio è costituito da un
immenso tavolato che si digrada lungo le coste. I fiumi scendono impietosi dando vita a cascate
gigantesche. In Africa si trovano deserti sabbiosi, ciottolosi, rocciosi e misti. Il Sahara è il più grande
deserto della Terra ed occupa quasi interamente la parte nord-occidentale: si estende per circa 9 mila kmq.
Il continente possiede un solo vero sistema montuoso, affacciato prevalentemente sul Mediterraneo. Nella
restante parte del territorio si trova una sola catena montuosa chiamata Monti dei Draghi, che si trova lungo
le coste sud-orientali. Ci sono anche numerosi rilievi montuosi che hanno però origine vulcanica. A sud si
trova la Great Rift Valley, un lungo sistema di fratture tettoniche che arriva al sud Africa. La GRV è orlata
da massicci vulcanici (Kilimangiaro, Kenia) e contiene i laghi più estesi Il 40% del territorio africano è privo
di corsi d'acqua, e nessuno di quelli esistenti ha uno sbocco sul mare. In compenso su questo antico
continente scorrono alcuni grandissimi fiumi e sono presenti laghi di grandi dimensioni. Nel Mediterraneo
sfocia il Nilo, ovvero il fiume più lungo al mondo (6.671 km); altri fiumi importanti sono il Niger e il Congo.
Tra i laghi più importanti abbiamo il lago Vittoria (terzo lago del mondo per dimensioni) e il Tanganica.
CLIMA E VEGETAZIONE
Il clima del continente africano è generalmente caldo, anche se con variazioni notevoli a seconda delle
zone. L'estrema porzione settentrionale del continente ha un clima mediterraneo, con estati secche e
inverni umidi. È possibile dividere l’Africa in quattro fasce climatiche disposte simmetricamente attorno
all'equatore: clima equatoriale, tropicale umido, tropicale arido e Mediterraneo.
- A Nord ed a Sud della fascia equatoriale si estende la zona tropicale dove le piogge decrescono in
direzione dei tropici, e la stagionalità delle piogge si accentua.
- Nel centro dell'Africa, dove sono presenti le foreste pluviali vi è il clima tropicale umido. Caratterizzato
dalle violenti e costanti piogge.
- A Nord ed a Sud si estende una fascia climatica predominata dagli anticicloni subtropicali (clima tropicale
arido). Qui le temperature sono elevatissime, le piogge sono scarse e si trovano le più vaste aree aride del
Pianeta come il Deserto del Sahara e la Dancalia nell'emisfero Nord e il Kalahari in quello Sud.
- Sulle coste dell’Africa Nord Occidentale e sul settore più meridionale (Provincia del Capo) predomina un
clima temperato caldo subtropicale di tipo Mediterraneo caratterizzato da estati calde e molto secche ed
inverni miti e piovosi.
LA POPOLAZIONE E LE PROBLEMATICHE DEMOGRAFICHE
I primi colonizzatori dell’Africa sud-Sahariana furono gli arabi. Durante il medioevo, in Africa c’erano potenti
monarchie che governavano vasti territori. I primi europei a commerciare con l’Africa furono i portoghesi,
poi altre potenze coloniali fondarono basi per la tratta degli schiavi. L’economia coloniale sfruttò le risorse
di questo continente. Dalla fine della seconda guerra mondiale cominciò la decolonizzazione e la
formazione di stati indipendenti. In Africa vivono 1,2 miliardi di abitanti, ma la maggior parte vive lungo le
coste. Dal punto di vista del popolamento si distinguono l'Africa bianca e l'Africa nera. L'Africa bianca è
popolata da popoli di pelle chiara; mentre l'Africa nera è abitata da popoli di pelle scura, che sono in
maggioranza. Nel continente vivono circa 5 milioni di europei. A parte alcune nazioni (Egitto e Sud Africa)
l’Africa è un continente estremamente povero, nell’Africa Sud-Sahariana si trovano i paesi più arretrati del
pianeta. Ad esempio nel Burkina Faso quasi la metà della popolazione vive con meno di un dollaro al
giorno. Le economie africane sono estremamente fragili perché basati su pochi prodotti di esportazione
legati all’andamento dei prezzi sul mercato come giacimenti di petrolio, miniere d'oro e di diamanti che però
vanno ad arricchire le grandi potenze europee. L’agricoltura è il settore fondamentale sia per l’esportazione
che per la sussistenza. L’allevamento è legato solo alla sussistenza e spesso è ancora semi-nomade. Il
settore industriale è poco sviluppato. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre
alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune delle cause di questo impoverimento. Le lingue
predominanti nell'Africa bianca sono quelle del gruppo camito-semitico. Le lingue dell'Africa nera sono
numerosissime e si possono dividere in tre gruppi: bantu, sudanesi, Khoisan. Per quanto riguarda le
religioni nell'Africa bianca prevale l'Islam, mentre nell'Africa nera vi sono credenze di tipo animista.