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LA FUNZIONE GIURISPRUDENZALE

TIPOLOGIE giurisdizione ordinaria giurisdizione speciale volontaria civile costituzionale penale amministrativa

contenzios
Ex art.113 c.p.c. il giudice pu decidere secondo equit

esecutiva

cautelare

equit integrativa (richiamata da una norma di diritto sostanziale per


disciplinare particolari aspetti di una controversia, non previsti da altre norme) attribuisce espressamente al giudice la possibilit di decidere secondo equit)

integrit sostitutiva (richiamata da una norma di diritto sostanziale che

2 co. dellart.113 c.p.c. recita che il giudice di pace decide secondo equit le cause il cui valore non ecceda i 1.100

PRESUPPOSTI E CONDIZIONI PER LAZIONE CIVILE


presupposti processuali esistenza del processo Validit: competenza capacit processuale; procedibilit. e condizioni dellazione interesse ad agire legittimazione ad agire possibilit giuridica

ELEMENTI DELLAZIONE CIVILE

CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLA COMPETENZA

soggetti (attore e convenuto; oggetto (o petitum: petitum


immediato o petitum mediato); titolo (o causa petendi) RAPPORTI TRA LE AZIONI

VALORE:in base al valore


economico della pretesa avanzata o quanto richiesto dallattore nella domanda introduttiva di lite (deductum). Quella del G. di Pace per cause di valore non superiore a 2.582,28 e per i giudizi afferenti risarcimento danni prodotti dalla circolazione stradale per le cause il cui valore non superi 15493,71; il Trib. competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro organo e, comunque, per tutte le cause il cui valore indeterminabile.

MATERIA:in
base alla natura o al tipo di diritto su cui si controverte; prevalente rispetto a quella per valore. Alcune competenze per materia sono espressamente specificate dal c.p.c.

TERRITORIO:

litispendenza vengono promosse due

azioni identiche (stessi soggetti, oggetto e titolo) innanzi a giudici diversi; continenza vengono promosse due azioni con soggetti e titolo identici, ma con oggetto parzialmente diverso; connessione vengono promosse azioni differenti, ma con almeno un elemento, sogg. od ogg., in comune (stessi soggetti oppure stesso oggetto o titolo).

si basa sul rapporto tra territorio e giudice, volta alla distribuzione delle controversie tra pi giudici dello stesso tipo dislocati nelle diverse circoscrizioni territoriali ed , di norma derogabile su convenzione delle parti (tale accordo deve riferirsi ad uno o pi affari determinati e risultare da atto scritto).

Il foro generale quello innanzi al quale si pu essere convenuti per qualsiasi controversia, mentre il foro speciale, prevalente rispetto a quello generale, quello dinanzi al quale si pu essere convenuti solo per determinate controversie.

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE
RILEVABILIT DELLINCOMPETENZA GIURISDIZIONALE art. 38 c.p.c. MODIFICAZIONE DELLA COMPETENZA PER RAGIONI REGOLAMENTO DI COMPETENZA

Co.

1 Lincompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti nellart.28 sono rilevate, anche dufficio, non oltre la prima udienza di trattazione; - Co. 2 incompetenza per territorio derogabile e recita Lincompetenza per territorio, fuori dai casi previsti dallart.28, eccepita a pena di decadenza nella comparsa di risposta. Leccezione si ha per non proposta se non contiene lindicazione del giudice che la parte ritiene competente. - Co. 3 Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario, dalleccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni, vale a
dire senza istruttoria, a meno che leccezione del convenuto o il rilievo del giudice richiedano lassunzione di sommarie informazioni.

Litispendenza di cause. Ex art. 39

c.p.c. co. 1 se una stessa causa proposta davanti a giudici diversi, competente il giudice adito per primo, in tal caso il giudice adito successivamente dichiarer con sentenza la litispendenza disponendo con ordinanza la cancellazione dal ruolo della causa. Continenza di cause. ex 39 c.p.c. co. 2 stabilisce che se il giudice preventivamente adito competente anche per la causa promossa successivamente, il giudice di questultima dichiarer con sentenza la continenza, fissando un termine perentorio entro il quale le parti dovranno riassumere la causa dinanzi al primo giudice. Connessione di cause. C.d. originaria, quando la causa connessa sia proposta in contemporanea alla causa principale, o successiva, nel caso in cui la causa connessa venga proposta successivamente a quella principale.- Gli artt. dal 31 al 36 c.p.c. disciplinano i vari casi di connessione, mentre lart. 40 c.p.c. co. 3 sancisce che nei casi previsti dai suddetti artt. dal 31 al 36 c.p.c. le cause cumulativamente proposte o successivamente riunite dovranno essere trattate con rito ordinario, salva lapplicazione del rito speciale quando una di tali cause rientri tra quelle indicate negli artt. 409 e 442 c.p.c. (controversie di lavoro o in materia di previdenza e assistenza obbligatorie).

Quando sorge un conflitto o un contrasto tra due o pi giudici in ordine alla competenza: - Su istanza di parte. Presuppone lesistenza di una sentenza con la quale un giudice si sia pronunciato sulla propria competenza. Il regolamento di competenza su istanza di parte pu, a sua volta, essere: necessario (art.42 c.p.c.) quando la sentenza emessa abbia deciso solo sulla competenza e non sul merito della causa; facoltativo (art.43 c.p.c.) quando la sentenza che ha pronunciato sulla competenza ha deciso anche sul merito. - Dufficio (anche definito conflitto di competenza, ai sensi dellart.45 c.p.c.). Si verifica quando due giudici sostengono ciascuno la competenza dellaltro o di altro diverso giudice; in tal caso il giudice che si ritiene incompetente pu chiedere dufficio il regolamento di competenza. Listanza di regolamento di competenza viene promossa innanzi alla Corte di Cassazione con ricorso dalla parte. Il regolamento dufficio viene, invece, richiesto con ordinanza del giudice a mezzo della quale viene disposta la remissione del fascicolo alla Corte di Cassazione. Si definisce con sentenza in camera di consiglio che, oltre a disciplinare sulla competenza, conterr i provvedimenti indispensabili per la prosecuzione del giudizio innanzi al giudice indicato come competente.

PRINCIPI DEL PROCESSO CIVILE


PRINCIPIO DELLA DOMANDA (ART. 99 CPC) : art. 24 Cost. il quale stabilisce che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. Tale tutela si estrinseca attraverso la presentazione della domanda al giudice competente (art.99 c.p.c.), tranne che per alcuni casi in cui il procedimento pu essere avviato dufficio (es. dich. di fallimento di un soggetto). PRINCIPIO DELLA DISPONIBILIT DELLE PROVE (ART. 115 CPC): salvo i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal P.M.. In particolare: lart. 115, co. 2 conferisce al giudice il potere di porre a fondamento della sua decisione, senza bisogno di prova, le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza; lart.117 c.p.c. consente al giudice il libero interrogatorio delle parti il quale ha rilievo istruttorio; lart.118 c.p.c. concede la possibilit al giudice di ordinare lispezione di cose o persone; lart.61 c.p.c. attribuisce al giudice la possibilit di disporre la consulenza tecnica che ha un peso rilevante sul giudizio finale.

PRINCIPIO DELLA CORRISPONDENZA TRA IL CHIESTO E IL PRONUNCIATO (ART. CPC) : art. 112 c.p.c. il giudice deve decidere su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; il giudice ha il dovere di decidere sulla causa quando la parte ne abbia fatto richiesta; la parte determina il contenuto della domanda. (extrapetizione quando il giudice attribuisce un diritto o un bene diverso da quello richiesto); (ultrapetizione quando il giudice attribuisce un bene o una tutela maggiore ovvero minore a quella richiesta: provvedimento contrario alla legge (viziato) e conseguentemente impugnabile.

IL PRINCIPIO DELLA LIBERA VALUTAZIONE DELLE PROVE (ART. 116 CPC): il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga diversamente. Il legislatore ha operato una differenziazione tra prove libere e legali, ove con le prime intende quelle lasciate al prudente apprezzamento del giudice mentre con le seconde definisce quelle alle quali il giudice vincolato (es. confessione giudiziale e giuramento decisorio).

PRINCIPIO DELLAPPLICAZIONE DEL DIRITTO E IL GIUDIZIO DI EQUIT (ART. 113 CPC) : Lart.113 co. 1 c.p.c., rifacendosi al principio di legalit sancito dalla Cost., prevede che il giudice deve seguire le norme di diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equit. La necessit di vincolare il giudice a norme predeterminate nasce dallesigenza di tutelare luguaglianza tra le persone, di garantire la certezza del diritto e di permettere alle parti di predisporre unadeguata difesa dei propri diritti soggettivi. PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO (ART. 101 CPC) : Attiene alla problematica della tecnica processuale. Art.101 c.p.c. dice che il giudice non pu emettere alcun provvedimento se la parte contro la quale stata proposta la domanda non stata regolarmente citata e non comparsa.

LA REGOLA DI GIUDIZIO FONDATA SULLONERE DELLA PROVA: art.2697 c.c. stabilisce che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. In sostanza, spetta alla parte allegare i fatti storici o giuridici (principio della domanda) ed acquisire le prove a sostegno degli stessi (principio del dispositivo) ed il mancato esercizio di tale potere dovr, inevitabilmente, comportare un danno alla parte che non vi ha provveduto. I fatti di cui sopra possono essere: fatti costitutivi (alla base dellavvio della domanda e devono essere provati dallattore che richiede il provvedimento) e fatti estintivi (devono essere provati dal convenuto che, nellallegare i fatti estintivi, modificati o impeditivi, intende paralizzare la pretesa della controparte).

IL GIUDICE E IL PUBBLICO MINISTERO

GIUDICE

COMPOSIZIO NE

COLLEGIALE: Tribunale (3 Giudici); Corte dAppello (3 Giudici); Corte Cassazione (5/7 Giudici). MONOCRATICO: G. di Pace; Tribunale a composizione monocratica.

INDIPENDENZA DEL GIUDICE

IMPARZIALITA DEL GIUDICE

a.i giudici sono soggetti soltanto alla legge: b.la Magistratura un organo autonomo ed indipendente da ogni altro potere; c.i Magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio n destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del CSM; d.la legge assicura lindipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del PM presso di esse, e degli estranei che partecipano allamministrazione giustizia. Il Ministro della Giustizia ha facolt di promuovere lazione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro solo per diversit di funzioni.

astensione: obbligatori o facoltativa. ricusazione: le parti del giudizio possono, nei casi in cui obbligatoria lastensione del giudice, proporre a mezzo ricorso la ricusazione del giudice o di un giudice facente parete dellorgano collegiale. Competente a decidere il Presidente del Tribunale, nel caso il ricusato un giudice di pace, oppure il collegio se ricusato un membro del Tribunale o della Corte. La decisione adottata con ordinanza non impugnabile; se la ricusazione viene rigettata, la parte che lha proposta condannata al pagamento di una pena - provvedimenti o atti commessi con dolo o colpa grave; - diniego di giustizia Il procedimento avverso il giudice si compone di due fasi: - la prima, in cui si valuta lammissibilit della domanda, vagliata dal Tribunale, sentite le parti, in camera di consiglio; - la seconda, svolgendosi solo in caso di ammissibilit della domanda, vero e proprio giudizio di cognizione, in cui ritualmente ammessa la presenza del magistrato. Nel caso in cui un giudice viene condannato, lo Stato pu rivalersi entro un anno. Il risarcimento, secondo la nuova normativa, prevede solo il danno patrimoniale. Il giudice sottoposto alle: responsabilit disciplinari (inosservanza dei suoi doveri ed in caso di condotta che comprometta il prestigio dellordine giudiziario) e norme penali (quando compie reati ad es. corruzione).

RESPONSABILITA DEL GIUDICE

POTERI DEL GIUDICE

- G. di Pace: funzione conciliativa e contenziosa di primo grado, con limiti di materia e valore; - Tribunale:unico giudice togato, decide di norma come monocratico, fatta eccezione nelle cause in cui obbligatorio lintervento del P.M., nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione ed in quelle conseguenti a dichiarazioni tardive di credito e alle altre legislazioni speciali disciplinanti la liquidazione coatta, nella cause devolute alle sezioni specializzate, nelle cause ha omologazione del delle parti in giudizio, ma li esercita nellesclusivo interesse pubbblico. Ai di i medesimi poteri conc. fallimentare e del conc. preventivo.- Il Tribunale: decide, altres, in sensi dellart. 69 c.p.c. il P.M. esercita lazione civile di casi stabiliti sentenze emesse dal g. composizione collegiale nei procedimenti in camera di consiglio; svolge funzioni neiappello per le dalla legge. Lart. 70, invece, prevede i seguenti casi in cui obbligatorio lintervento del PM, pena la rilevabilit di pace. dufficio: - Corte dAppello: funzioni di appello per le sentenze emesse in primo grado. In alcuni casi delibera in camera di consiglio. - nelle cause che egli stesso potrebbe proporre; - Corte di Cassazione: assicura e garantisce losservanza e luniforme interpretazione delle norme di legge. Regola, inoltre, - nelle cause attribuzione. i conflitti di competenza, giurisdizione ematrimoniali, comprese quelle di separazione personale dei coniugi; - nelle cause riguardanti lo stato e la capacit delle persone; Ai giudici vengono riconosciuti, altres, i seguenti poteri: - del altri casi previsti dalla legge - poteri di direzione e governonegliprocesso; potere conciliativo; poteri ordinatori ed istruttori;potere decisorio. - per le cause innanzi alla Corte di Cassazione; - in ogni altra causa in cui ravvisi il pubblico interesse. In alcuni casi il giudice (ai sensi dellart. 71 c.p.c.) ad attivare lintervento del PM, al quale ordina la comunicazione degli atti. Tranne che per le cause innanzi alla Suprema Corte, il PM pu, quando interviene, produrre PUBBLICO prove, prendere conclusioni nei limiti delle domande proposte dalle parti. Pu, inoltre, proporre impugnazione contro le sentenze relative a cause matrimoniali, salvo che per quelle di MINISTERO separazione personale dei coniugi. 4

ORGANI AUSILIARI DEL GIUDICE

Cancelliere: collaboratore principale del giudice ha compiti prettamente amministrativi e burocratici: . documentare le attivit proprie e quelle degli organi giudiziari e delle parti; . assistere il giudice in tutti gli atti dei quali deve essere formato processo verbale; . stendere la scrittura e apposizione della sua sottoscrizione dopo quella del giudice; . rilasciare copie ed estratti autentici dei documenti prodotti, alliscrizione delle cause a ruolo, alla formazione del fascicolo di ufficio e alla conservazione di quelli delle parti, alle comunicazioni e alla notificazioni prescritte dalla legge o dal giudice. E responsabile civilmente di quanto svolto nellesercizio delle proprie funzioni. Ufficiale Giudiziario: compiti di carattere esecutivo. Egli pu assistere il giudice in udienza, provvede allesecuzione dei suoi ordini, esegue la notificazione degli atti ed esegue tutte le altre incombenze che la legge gli attribuisce. Ha la medesima responsabilit civile del Cancelliere. Consulente tecnico: competenze tecniche. Il giudice pu farsi assistere da uno o pi consulenti di particolare competenze tecnica, iscritti nellalbo dei consulenti.-Ricevuto lincarico, il consulente compie le indagini e gli accertamenti commissionati e fornisce, in udienza e in camera di consiglio, i chiarimenti che il giudice eventualmente richiede. --Pu essere ricusato dalle parti. Sulla ricusazione decide il giudice che lo ha nominato -In caso di responsabilit penali, il consulente che incorre in colpa grave punito con larresto e con lammenda fino a 10.329 euro.

Custode: E la persona alla quale viene affidata la conservazione e, a volte, lamministrazione dei beni pignorati o sequestrati. Per lattivit svolta ha diritto ad un compenso, stabilito dal giudice con decreto. Il giudice, dufficio o su istanza di parte, pu, in ogni momento, provvedere alla sostituzione del custode, con ordinanza non impugnabile. Il custode che non esegue lincarico assunto pu essere condannato dal giudice al pagamento di una pena pecuniaria (non superiore a 10 euro).

PARTI E DIFENSORI PARTE


La parte chi compie gli atti del processo, ne subisce gli effetti ed , quindi, destinatario dei provvedimenti del giudice. E sia colui che propone la domanda (attore) che colui contro il quale la domanda proposta (convenuto), ovvero soggetto attivo o passivo del procedimento.

CAPACITA PROCESSUALE

capacit di stare in giudizio compiendo gli atti processuali in nome proprio o per conto di terzi. Le persone che non hanno libero esercizio dei diritti non possono stare in giudizio se non rappresentate, assistite o autorizzate secondo le norme che regolano la loro capacit. La costituzione delle parti pu essere sempre sanata, indipendentemente dal grado e dallo stato del procedimento. Anche il difetto di legittimit processuale rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, e gli atti eventualmente compiuti sono dichiarati nulli. Nel caso in cui manca la persona a cui spetta la rappresentanza o lassistenza, e vi sono ragioni durgenza, e quando vi conflitto di interessi col rappresentante, pu essere nominato allincapace, alla persona giuridica o allassociazione non riconosciuta un curatore speciale che li rappresenta o assiste finch subentri colui al quale spetta la rappresentanza o lassistenza. Listanza per la nomina del curatore va presentata dinanzi al giudice di pace o al presidente dellufficio giudiziario davanti al quale si intende proporre la causa. Il giudice provvede alla nomina con decreto e ne d comunicazione anche al PM. La rappresentanza volontaria, non viene imposta dal legislatore ma frutto della volont delle parti. Essa valida solo se il potere rappresentativo viene manifestato attraverso la dichiarazione del rappresentante di agire in nome e per conto del rappresentato (contemplatio domini). Infine, gli atti compiuti dal soggetto che agisce in nome e per conto di altri ma senza potere rappresentativo (falsus procurator) non producono alcun effetto. Il sostituto processuale a tutti gli effetti una parte del giudizio pur non essendo titolare dellinteresse per il quale agisce. La sostituzione processuale, pertanto, consta di due soggetti, il sostituto, che agisce in nome proprio, e il sostituito, quale titolare del diritto fatto valere dal sostituto. La sentenza, al termine del processo, produrr effetti solo per il sostituito. Art. 24 Cost.:Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritto e interessi legittimi. La difesa diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. In gran parte dei casi lintervento del difensore imposto dal legislatore. Davanti al Giudice di Pace, le parti possono stare in giudizio senza il difensore nelle cause il cui valore non eccede 516,46 euro o quando espressamente autorizzati con decreto dellA.G. (a seconda della natura ed entit della causa). Il difensore, per assistere la parte in giudizio, deve essere munito di procura. Essa pu essere generale (ad lites), quando si riferisce a pi controversie, oppure speciale (ad litem) quando riferita ad una singola lite. In taluni casi la designazione del difensore viene disposta direttamente dalla legge (ad es. per legge lAmm.ne dello Stato difesa dallAvvocatura dello Stato). Lat. 84 c.p.c. regolamenta i poteri del difensore (c.d. ius postulandi). Egli, nella fase processuale, pu compiere e ricevere, nellintereresse della parte assistita, tutti gli atti del processo che la legge non riserva espressamente allassistito. A differenza del normale istituto di rappresentanza, la procura conferita ad un difensore, pur essendo sempre revocabile e rinunciabile, non pu trovare operativit qualora non avvenga la sostituzione del difensore. Inoltre, in attesa della sostituzione, il difensore revocato o rinunciante deve continuare a compiere lattivit di difesa e assistenza. I difensori hanno il dovere di comportarsi in giudizio con lealt e correttezza. Lorgano giudicante tenuto ad informare le autorit che esercitano il potere disciplinare, qualora il difensore venga meno a tale responsabilit. E listituto che consente alle persone meno abbienti di adire in modo gratuito la giustizia o di difendersi dalla pretese di terzi. -Recentemente rivisitato dal D.P.R. 115/2002, ha lo scopo di garantire condizioni di eguaglianza nella tutela giurisdizionale dei propri diritti e interessi.- Per poter beneficiare di tale istituto normativo, il richiedente non deve avere un reddito superiore ai 9.723,84 euro.-Listanza di gratuito patrocinio va presentata al consiglio dellordine degli avvocati (che entro 10 gg. Verifica la regolarit dellistanza) del luogo ove ha sede il magistrato davanti al quale pende il processo, oppure, nel caso di giudizio non ancora iniziato, a quello del luogo ove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito.

DIFENSORE

PATROCINIO GRATUITO A SPESE DELLO STATO

CONSULENTE TECNICO DI PARTE

La legge prevede che il giudice, per risolvere o chiarire aspetti di natura non giuridica ma prettamente tecnici e specialistici, pu incaricare un consulente tecnico di parte.-Il consulente, oltre ad assistere alle operazioni del consulente del giudice, partecipa alludienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con apposita autorizzazione, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.
Si verifica quando in un processo vi sono pi parti. Viene definito litisconsorzio attivo se vi sono pi attori, litisconsorzio passivo se vi sono pi convenuti e litisconsorzio misto se vi sono pi attori e pi convenuti. Il litisconsorzio pu essere: originario; successivo; necessario, facoltativo (proprio e improprio). Listituto del litisconsorzio ha una duplice finalit. Da una parte, risponde ad una logica di economia di giudizi, dallaltro ha una logica di non contraddittoriet di giudicati. Il litisconsorzio termina prima della fine del processo per: estromissione; separazione d cause. Infine, si parla di litisconsorzio unitario (si pone a met strada tra quello obbligatorio e quello facoltativo) quando lidentit del petitum e della causa petendi esige uno svolgimento unitario del procedimento.

LITISCONSORZIO

INTERVENTO

in un processo gi iniziato subentra una parte diversa da quella originaria (trattasi di litisconsorzio successivo). Nel subentrare, la parte promuove una domanda che, pur connessa a quella principale, diversa ed autonoma e determina un oggettivo ampl.to dellogg. del process. Lintervento volontario (dalliniziativa spontanea del terzo) pu essere: principale (colui che interviene afferma lesistenza di un diritto proprio); adesivo autonomo (o litisconsortile) (il terzo fa valere il suo diritto solo in confronto di una delle parti; adesivo dipendente (o semplicemente adesivo) (il terzo si limita ad appoggiare un interesse di una delle parti); Lintervento coatto (un terzo subentra successivamente in un giudizio per effetto della citazione esperita da una delle parti originarie del processo). Si distingue in due tipologie: intervento coatto su istanza di parte in senso proprio; chiamata in garanzia. In entrambi i casi, lo scopo di colui che opera la chiamata in causa quello di ottenere che la sentenza sia efficace anche contro il 3, per le pretese o la rivalsa in caso di soccombenza. Lintervento coatto per ordine del giudice (il giudice ordina lintervento quando ritiene opportuno che il processo si svolga in confronto di un terzo al quale la causa comune). Si verifica con luscita dal processo, disposta dal giudice, di una delle parti, sia essa originaria al procedimento, sia essa intervenuta o chiamata successivamente. Sono previste le seguenti forme di estromissione:estromissione del garantito e estromissione dellobbligo. la parte viene meno per morte o per altra causa. Il processo proseguito dal successore universale o in suo confronto.--In alcuni casi la morte di una delle parti, pu far venire meno loggetto della causa. Spesso, per, la morte della parte o lestinzione della persona giuridica danno luogo alla successione universale.--Il successore subentra dopo un eventuale interruzione ed attraverso unapposita ed autonoma iniziativa della parte interessata alla prosecuzione. successione a titolo particolare nel diritto controverso: se nel corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo particolare, il processo prosegue tra le parti originarie. Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte, il processo proseguito dal successore universale o in suo confronto.

ESTROMISSIONE

SUCCESSIONE

ATTI PROCESSUALI

FORMA
Forma dellatto : formacontenuto e forme predeterminate da atti. --E prescritto luso della lingua Italiana. --Il giudice pu ricorrere allinterprete o al traduttore. --Gli atti orali verranno verbalizzati col processo verbale delludienz.-Per gli atti processuali si parla di pubblicit tra le parti e pubblicit di fronte a terzi. --Il giudice pu disporre lo svolgimento delludienza a porte chiuse (art.128) per ragioni di Sicurezza dello Stato, ordine pubblico e buon costume .

CAUSA

VOLONTA

TERMINI
Termini legali; termini giudiziari; termini dilatori (momento prima del quale non possibile compiere un atto); termini acceleratori (momento entro il quale un atto deve essere compiuto); termine perentorio (quando il suo decorso comporta la decadenza del potere di compiere latto, non sono prorogabili o abbreviati); termine ordinatorio (quando il suo decorso non comporta alcuna decadenza). Ordinatoriet dei termini: nel senso che senza alcuna specifica previsione normativa un termine non pu considerarsi perentorio. --Lart. 155 disciplina il computo dei termini; a giorni o ore si escludono il giorno e lora iniziali.I termini processuali subiscono una sospensione che va dal 1 agosto al 15 settembre (non applicabile ad atti caratterizzati da particolare rilevanza ed urgenza).

DECADENZE
La decadenza si verifica per il mancato compimento degli atti nellambito temporale previsto dalla legge o dal giudice, essa comporta la perdita del potere di compiere un determinato atto processuale.

PRECLUSIONI
Le preclusioni hanno la funzione di coordinazione degli atti. Sono previste quando un determinato atto incompatibile con un atto gi compiuto oppure quando latto non pu essere compiuto poich il soggetto ha gi esercitato la relativa facolt, o, ancora si ha allorquando per il compimento dellatto non sia stata rispettata la sequenza prevista dalla legge. Il verificarsi di una preclusione determina la perdita o la c.d. consumazione della facolt processuale.

ATTI PROCESSUALI
scopo dellatto, ossia la finalit predeterminata dalla legge che latto intende raggiungere, indipendentemente dalla finalit soggettiva di colui che lo pone in essere. La rilevanza della causa di un atto praticamente minima stante limposizione della forma vincolata per la quasi totalit degli atti. Difatti gli atti processuali possono essere a forma vincolata nel qual caso la validit dellatto data semplicemente dalla rispondenza dello stesso al modello imposto dal legislatore, e a forma libera, in tal caso vi la necessit di controllare lidoneit dellatto al raggiungimento dello scopo.

ATTI PROCESSUALI
coscienza e volont di porli in essere, nessuna rilevanza viene riconosciuta al soggetto che persegue determinati effetti, in quanto questi sono predeterminati dalla legge. Il D.P.R. 123 del 13/01/2001 disciplina la possibilit di redigere atti processuali come documenti informatici che dovranno essere sottoscritti con la c.d. firma digitale da chi presiede ludienza e dal cancelliere. Forma il fascicolo informatico linsieme degli atti processuali, esso consultabile per via telematica o attraverso videoterminali situati nelle cancellerie.

ATTI PROCESSUALI TIPICI

DI PARTE
Gli atti di parte possono essere introduttivi del giudizio o successivi all'inizio della causa.-devono indicare quale contenuto minimo l'ufficio giudiziario, le parti, l'oggetto le ragioni della domanda e le conclusioni o la istanza e devono essere sempre sottoscritti tanto negli originali quanto nelle copie da notificare. Gli atti possono avere anche forma orale.

DEL PM
non differiscono di molto da quelli di parte perch anche il P.M. si identifica in una vera e propria parte processuale volta alla tutela ed alla difesa di pubblici interessi.-c' distinzione tra atti del P.M. agente (es. domande introduttive o atti di mero impulso) e atti del P.M. interveniente (pareri, richieste ecc.)

DEL GIUDICE
vengono definiti come provvedimenti e si dividono in: sentenza (che ha contenuto decisorio); ordinanza e decreto (che hanno contenuto ordinatorio). La sentenza si suddivide:1. di merito e di rito;2. di accoglimento e di rigetto;3. definitive e non definitive. La sentenza pronunciata in nome del popolo italiano e reca l'intestazione della Repubblica Italiana. Deve contenere: l'indicazione del giudice che l'ha pronunciata delle parti e dei loro difensori, le conclusioni del P.M. e delle parti, la concisa esposizione dello svolgimento del processo e dei motivi in fatto e diritto della decisione; il dispositivo, la data della deliberazione e la sottoscrizione del giudice.-la sentenza del giudice collegiale sottoscritta soltanto dal presidente e dal giudice estensore.--E composta dal: dispositivo introdotto dalla sigla P.Q.M. ove viene indicata sinteticamente la decisione le motivazioni.-Importante la sottoscrizione tant' che si ha la nullit insanabile in caso di difetto assoluto di sottoscrizione dell'originale.-Acquista esistenza giuridica con la sua pubblicazione.-L'ordinanza assolve alla funzione ordinatoria del processo ed emanata dal Giudice durante il processo per regolare lo svolgimento e per risolvere eventuali questioni procedurali insorte dalle parti. presuppone il loro contraddittorio e di regola viene emessa dal giudice istruttore (a volte anche dal collegio); succintamente motivata; sono modificabili e revocabili da parte dell'autorit giudicante che le ha emesse. ci sono per tre casi di irrevocabilit:- le ordinanze pronunciate sull'accordo delle parti in materia della quale queste possono disporne; dichiarate non impugnabili ex lege; per le quali previsto uno specifico mezzo di reclamo.--Le O. comunque motivate non possono mai pregiudicare la decisione della causa. Anche il decreto assolve alla funzione ordinatoria del processo a differenza della sentenza e ordinanza il decreto non necessita di motivazione e di regola pu essere emesso senza contraddittorio delle parti. Salvo che la legge disponga diversamente il decreto NON E' MOTIVATO.

DEL CANCELLIERE Verbale d'udienza che costituisce la documentazione scritta degli atti e attivit svolti in modo orale o dinanzi all'autorit giudiziaria. viene redatto sotto la direzione del giudice direttamente dal cancelliere.--Il processo verbale deve essere sottoscritto dal cancelliere e dal giudice e fa fede fino a querela di parte.--La comunicazione l'atto a mezzo del quale il cancelliere nei casi previsti dalla legge o dal giudice porta a conoscenza delle parti e degli altri soggetti processuali, fatti rilevanti per il processo. Avviene a mezzo di biglietto di cancelleria in carta non bollata. La consegna al destinatario pu avvenire direttamente nelle mani dello stesso o per posta raccomandata oppure a mezzo UFFICIALE GIUDIZIARIO ovvero con una notificazione.

LE NOTIFICAZIONI

Atto proprio delluff. Giudiziario attraverso il quale si porta a conoscenza di un destinatario un atto che viene consegnato in copia conforme alloriginale, attestando tale consegna formalmente. Far conoscere un atto allinteressato.-E effettuata da: ufficiale giudiziario, aiutanti uff. Giudiziarie, messi del giudice di pace. La mancata indicazione della parte che richiede la notifica comporta la nullit della stessa. Nel caso in cui la notifica non vada a buon fine sulla relata devono essere indicati i motivi, le ricerche effettuate e le notizie reperite, pertanto queste indicazioni riportate valgono come prova fino a querela di falso. Lart. 160 c.p.c. Stabilisce che la notifica nulla se non sono state osservate le disposizioni circa la persona a cui stata consegnata la copia o vi incertezza assoluta sulla persona a cui fatta e sulla data. La stessa nullit non pu essere invocata se latto ha raggiunto lo scopo e la stessa non pu essere rilevata dufficio ma bens su istanza di parte. Infine, bisogna precisare che le notificazione

LE NOTIFICAZIONI DELLUFF. GIUDIZIARIO Luff. giudiziario effettua la notifica consegnando copia dellatto nelle mani proprie del destinatario e la stessa va eseguita presso labitazione di questultimo e se lo stesso rifiuta la consegna luff. giudiziario ne da atto sulla relata e la notifica si considera avvenuta. Art. 139 c.p.c. : la notifica quando non effettuata nelle mani proprie deve essere eseguita nel comune di residenza del destinatario ricercando lo stesso presso la casa di abitazione/ufficio o dove esercita lindustria e il commercio. Se il destinatario non viene reperito luff. giudiziario pu consegnare copia dellatto ad una persona di famiglia o addetta alla casa, allufficio o allazienda purch non minore di 14 anni o palesemente incapace. Al portiere dove si trova labitazione/lufficio/lazienda e ove manchi il portiere ad un vicino di casa che deve accettarla di riceverla; dovr dare notizia al destinatario dellavvenuta notificazione tramite raccomandata. Se il destinatario della notifica vive a bordo di una nave mercantile latto pu essere consegnato al capitano; quando sconosciuto il comune di residenza la notifica si effettua presso il comune di dimora o presso il comune di domicilio ed in questi casi la notifica si perfeziona al momento della consegna. Lart. 140 c.p.c. irreperibilit o rifiuto di ricevere copia: luff. giudiziario dovr depositare copia alla casa del comune dove la notificazione va eseguita esponendo un avviso dellavvenuto deposito in una busta chiusa e sigillata presso la porta dellabitazione/ufficio/azienda del destinatario dandone notizia tramite racc. A/R. Lart. 141 c.p.c. : qualora il destinatario abbia eletto domicilio presso una persona o ufficio la notificazione degli atti deve essere effettuata nel luogo indicato nellelezione, mediante consegna di copia nelle mani della persona o capo ufficio in qualit di domiciliatario la stessa equivale alla notifica a mani proprie. La stessa non pu essere effettuata ove chiesto dal domiciliata rio, se morto , trasferito o cessato lufficio. Lart. 142 c.p.c. :la notificazione a persona non residente, n dimorante, ne domiciliata nella Repubblica Italiana pu essere effettuata allestero pertanto in questo caso latto deve essere notificato mediante spedizione al destinatario con raccomandata e mediante consegna di una copia al P.M. che provvede alla trasmissione presso il Ministero degli Affari esteri. In questo caso la notifica efficace nei confronti del destinatario dopo 20 giorni dal compimento delle predette operazioni. Lart. 143 c.p.c. : nel caso di notificazione a persona di residenza, domicilio e dimora sconosciuti luff. giudiziario esegue la notifica mediante il deposito di copia dellatto alla casa comunale dellultima residenza e se questa sconosciuta nel luogo di nascita del destinatario e se anche questultima sconosciuta luff. giudiziario consegna copia dellatto al P.M. e la notifica si intende eseguita trascorsi 20 giorni dal compimento delle predette operazioni. Lart. 144 c.p.c. : le notificazioni alle amministrazioni dello stato e in questo caso si seguono delle leggi speciali che prevedono la notificazioni presso gli uffici dellAvvocatura dello Stato. Lart. 145 c.p.c. : la notificazione a persone giuridiche ed essa si esegue mediante consegna di una copia dellatto al rappresentante o persona incaricata ma con lintroduzione della legge 263\2005 prevede che la notifica pu essere effettuata anche alla persona fisica che rappresenta lente. Infine lart. 146 c.p.c. : la notificazione a militari in attivit di servizio si ha quando non eseguita nelle proprie mani pu essere effettuata mediante consegna di una copia al P.M. che ne curer linvio al Comandante del corpo al quale il militare appartiene

ALTRE FORME DI NOTIFICAZIONI Laddove non vi espresso divieto dalla legge, le notificazione possono essere effettuate anche a mezzo del servizio postale ed in questi casi luff. giudiziario deve compilare la relata di notifica sia sulloriginale che sulla copia da inviare, citando postale mediante il quale spedisce copia al destinatario con raccomandata A/R. La notifica si intende definita quando luff. giudiziario consegna il plico mentre il destinatario nel momento in cui ha preso conoscenza dellatto. Ove la notificazione ordinaria risulta estremamente difficile per lalto numero dei destinatari , il capo ufficio giudiziario pu autorizzare su istanza della persona interessata e sentito il P.M. alla notificazione mediante pubblici proclami. La notifica si intende eseguita quando luff. giudiziario deposita copia dellatto con la relazione e documenti giustificativi dellattivit svolta nella cancelleria del giudice. Questa forma di notifica non ammessa nei procedimenti davanti al giudice di pace. MODIFICHE IN TEMA DI COMUNICAZIONI E NOTIFICAZIONI APPORTATE DAL D.L. 112\2008 le comunicazioni e le notificazioni al consulente sono effettuate per via telematica allindirizzo di posta elettronica comunicato. Pertanto, i professionisti sono tenuti a registrare il proprio indirizzo e-mail nellalbo di appartenenza e gli ordini professioni devono comunicare tali indirizzi elettronici al Ministero della Giustizia. La comunicazione un atto mediante il quale si trasmette la notizia dellesistenza di un atto mentre la notificazione si producono gli effetti giuridici fondamentali per la prosecuzione del processo

LINVALIDITA DEGLI ATTI PROCESSUALI PROCESSO DI COGNIZIONE FASE INTRODUTTIVA


Art. 156 (Rilevanza della nullit):Non pu essere pronunciata la nullit per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullit non comminata dalla legge. -Pu tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.-La nullit non pu mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui destinato. La nullit degli atti processuali: inidoneit dellatto viziato a produrre i suoi effetti. Per configurarsi deve essere oggetto di pronuncia di un giudice (con efficacia ex tunc), in mancanza della quale gli atti del procedimento, anche se viziati, sono sempre validi. Quindi la nullit di un atto processuale viene determinata dalla mancanza di un determinato requisito che lordinamento reputa necessario ed indispensabile : vizio. In base alla tipologia di vizi presenti in un atto si pu fare una distinzione tra: a. Inesistenza: atto manchevole degli elementi essenziali. b. Nullit: quando il vizio presente in un atto cos grave da renderlo inidoneo al raggiungimento del suo scopo. Art. 157 c.p.c. (Rilevabilit e sanatoria della nullit):Non pu pronunciarsi la nullit senza istanza di parte, se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio.Soltanto la parte nel cui interesse stabilito un requisito pu opporre la nullit dell'atto per la mancanza del requisito stesso, ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. La nullit non pu essere opposta dalla parte che vi ha dato causa, n da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. Nullit relativa: se la nullit dellatto eccepita dalla parte sanabile Nullit assoluta: se rilevata dufficio dal giudice insanabile Limitazione dellestensione della nullit: la nullit di un atto o di una parte dellatto, non importa quelli precedenti o successivi, che sono indipendenti. Se un vizio presente in un atto impedisce il prodursi di un determinato effetto, latto comunque pu produrre altri effetti. Art. 162 (Pronuncia sulla nullit):Il giudice che pronuncia la nullit deve disporre, quando sia possibile, la rinnovazione degli atti ai quali la nullit si estende.-Se la nullit degli atti del processo imputabile al cancelliere, all'uff. giudiziario o al difensore, il giudice, col provvedimento col quale la pronuncia, pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e, su istanza di parte, con la sentenza che decide la causa pu condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullit a norma dell'art. 60, n. 2. c. Irregolarit: nel caso di sussistenza di un vizio lieve nellatto

PROCEDIMENTO INNANZI AL TRIBUNALE VIZI DEGLI ATTI PROCESSUALI


Processo di cognizione: insieme di attivit a mezzo delle quali si accertano condizioni e presupposti di fatto e di diritto, per addivenire allaccoglimento o rigetto della domanda. Processo tipo quello innanzi al Tribunale (normativa afferente tale processo poi integrata ed adattata per lo svolgimento dei giudizi innanzi al giudice di pace e quelli di appello) consta di tre fasi principali: a. Fase introduttiva: rappresentata dalla domanda della parte; b. Fase istruttoria: divisa in fase di trattazione e fase probatoria; c. Fase decisoria: emissione sentenza da parte autorit giudicante. Fase istruttoria e decisoria sono quelle pi rilevanti nel procedimento di competenza di un giudice monocratico, tranne casi in cui previsto un organo

FASE INTRODUTTIVA DEL PROCESSO DI COGNIZIONE INNANZI AL TRIBUNALE


Il processo inizia con la domanda giudiziale. Elementi :soggetti le parti; il petitum loggetto della domanda;la causa petendi il motivo per cui la domanda avanzata Citazione: atto scritto doppiamente recettizio in quanto si rivolge sia al ed il giudice anche funzione duplice: con chiamata in giudizio di un soggetto (vacatio in ius) e con la tutela giurisdizionale mediante cognizione (editio actions). Art. 163 (Contenuto della citazione):La
domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa.-L'atto di citazione deve contenere:1) l'indicazione del tribunale davanti al quale la domanda proposta;2) il nome, il cognome, e la residenza dell'attore, il nome, il cognome, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto una persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un Comitato, la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con l'indicazione dell'organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio;3) la determinazione della cosa oggetto della domanda; 4) l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni;5) l'indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l'attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione;6) il nome e il cognome del procuratore e l'indicazione della procura, qualora questa sia stata gi rilasciata;7) l'indicazione del giorno dell'udienza di comparizione; l'invito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell'udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall'articolo 166, ovvero di dieci giorniprima in caso di abbreviazione dei termini, e a comparire, nell'udienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dell'articolo 168-bis, con l'avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui all'articolo 167.

NULLITA DELLATTO DI CITAZIONE


Art. 164 (Nullit della citazione) La citazione nulla se omesso o risulta assolutamente incerto alcuno dei requisiti --Se il convenuto non si costituisce in giudizio, il giudice, rilevata la nullit della citazione, ne dispone d'ufficio la rinnovazione entro un termine perentorio. Se la rinnovazione non viene eseguita, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'articolo 307, comma terzo. La costituzione del convenuto sana i vizi della citazione e restano salvi gli effetti sostanziali e processuali di cui al secondo comma; La citazione altres nulla se omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel numero 3) dell'articolo 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al numero 4) dello stesso articolo. Il giudice, rilevata la nullit ai sensi del comma precedente, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovare la citazione o, se il convenuto si costituito, per integrare la domanda. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione.

Legge 80/2005: ha introdotto la possibilit dellattore di indicare nellatto di citazione un invito al convenuto di notificare la comparsa in risposta (primo atto difensivo); se tale invito viene accettato dal convenuto, il giudizio su accordo di tutte le parti pu proseguire secondo il rito societario (rito speciale) Legge 263/2005: applicabile a tutti i procedimenti a partire dal 01.03.2006, ha ampliato i termini a comparire :90 giorni per gli atti da notificare in Italia-150 giorni per gli atti da notificare allesterno Notifica della citazione: sottoscritta dalla parte viene consegnata alluff. giudiziario che provvede alla notifica, a seguito della quale il processo a tutti gli effetti pendente produce effetti giuridici processuali e sostanziali: effetti giuridici processuali (es litispendenza determinazione degli elementi oggettivi della domanda fissazione del momento in cui si determina lesistenza dei presupposti processuali, quali la capacit delle parti, del giudice ecc.); effetti sostanziali della domanda (es: interruzione della prescrizione impedimento della decadenza costituzione in

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LEZIONE IX FASE INTRODUTTIVA E FASE ISTRUTTORIA DEL PROCESSO DI COGNIZIONE 1 La costituzione in giudizio L'atto di citazione un atto doppiamente recettizio in quanto destinato sia al convenuto che al giudice. Con la notificazione l'attore porta a conoscenza del convenuto la citazione. Per portare il prefato atto a conoscenza del giudice cos come chiaramente statuito dall'art. 165 c.p.c. L'attore, entro dieci giorni dalla notificazione della citazione al convenuto, ovvero entro cinque giorni nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'art. 163 bis, deve costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, depositando in cancelleria la nota d'iscrizione a ruolo e il proprio fascicolo contenente l'originale della citazione, la procura e i documenti offerti in comunicazione. Se si costituisce personalmente, deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune ove ha sede il tribunale. Qualora l'attore non ottempera a tale formalit, il cancelliere ha l'obbligo di non ricevere la costituzione; eventuali irregolarit relative alla costituzione in giudizio possono essere sollevate dalla controparte o di ufficio dal giudice solo nella prima udienza. Obblighi diversi incombono sul convenuto per la sua costituzione in giudizio; l'art. 166 c.p.c. dispone, che il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi previsti dalla legge, almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'art. 163 bis c.p.c., o venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'art. 168 bis quinto comma c.p.c., depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'art. 167 c.p.c. con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione. Il nostro legislatore individua anche il contenuto della comparsa di risposta del convenuto, statuendo nell'art. 167 c.p.c. che in essa questi deve: a) proporre tutte le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento delle proprie richieste; b) indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione; c) formulare le conclusioni; d) proporre, a pena di decadenza, le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio. Qualora risulta omesso o assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice rilevata la nullit, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla; e) chiedere, a pena di decadenza, la chiamata in causa di un terzo con contestuale richiesta di spostamento della prima udienza di comparizione. Ben si comprende come l'atto di costituzione, che determina il passaggio del convenuto da semplice parte del processo a parte attiva del processo, sia omologo e contrapposto all'atto di citazione. Il momento della costituzione delle parti in giudizio assume importanza anche per le notificazioni e le comunicazioni che, di fatto, saranno effettuate presso il procuratoredifensore costituito; nel caso in cui la parte sia costituita personalmente le stesse si faranno nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto. Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria, o mediante notifica o mediante scambio documentato con il visto del procuratore. Il giudice pu autorizzare, per singoli atti, che lo scambio o la comunicazione di cui sopra avvenga anche a mezzo telefax o posta elettronica. Altro momento processuale rilevante l'iscrizione della causa nel ruolo generale eseguita dal cancelliere all'atto della costituzione dell'attore, o se questi non si costituito, all'atto della costituzione del convenuto su presentazione della nota di iscrizione a ruolo. L'iscrizione avviene in ordine cronologico seguendo una numerazione progressiva, con l'assegnazione a ciascuna causa di un numero di ruolo. La parte che per prima si costituisce in giudizio tenuta, ex D.P.R. 30/05/2002 n. 115, al pagamento di un contributo, il cd. contributo unificato, il cui importo si determina sul valore della causa; valore che deve essere dichiarato dalla parte nelle conclusioni del proprio atto. Contemporaneamente, il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio nel quale inserisce la suindicata nota, copia dell'atto di citazione delle comparse o delle memorie su carta non bollata e, successivamente, i processi verbali di udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti di istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze. Una volta formato il fascicolo di ufficio, il cancelliere lo presenta al presidente del tribunale che, con decreto posto in calce alla nota di iscrizione a ruolo, designa il giudice istruttore dinanzi al quale le parti dovranno comparire; a meno che non decida egli stesso di istruire la causa. Nei tribunali divisi in pi sezioni, il presidente assegna la causa ad una di esse, e il presidente della sezione provveder a designare il giudice istruttore. Qualora nel giorno fissato per la comparizione il giudice istruttore non tiene udienza, la comparizione delle parti rimandata di ufficio all'udienza immediatamente successiva. Particolarmente importante il potere di differimento della prima udienza, per non pi di quarantacinque giorni,

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riconosciuto al giudice istruttore gi designato per esigenza del suo ruolo (ex art. 168 bis comma 5 c.p.c.). Tale facolt viene riconosciuta per consentire al giudice istruttore di organizzare il proprio ruolo in modo tale da poter giungere alla fase preliminare del processo con una piena conoscenza degli atti di causa e del cd. thema decidendum. La designazione del giudice istruttore operante per tutto lo svolgimento del giudizio; soltanto in caso di assoluto impedimento o di gravi esigenze di servizio pu essere sostituito con decreto del presidente (ex art. 174 c.p.c.). 2 Mancata o ritardata costituzione delle parti La parte che non si costituita nei termini, pu farlo fino alla prima udienza, sempre che l'altra parte si sia costituita nel proprio termine e abbia iscritto ritualmente la causa a ruolo. La parte che non si costituisce neanche alla prima udienza dichiarata contumace con ordinanza del giudice istruttore. Conseguenze diverse si hanno in caso di mancata costituzione di entrambe le parti o di tardiva costituzione delle stesse. In base all'art. 171 c.p.c. se nessuna della parti si costituita, neanche tardivamente, la causa non iscritta a ruolo e pertanto si avvia all'estinzione. Se vi stata iscrizione a ruolo della causa con costituzione tardiva della parte, a cui non seguita la costituzione dell'altra parte, il giudice designato terr la prima udienza soltanto per ordinare la cancellazione della causa dal ruolo. In entrambi i casi, tuttavia, non si ha un'immediata estinzione della causa, ma si compie semplicemente un passo verso la fine del processo. Il giudizio, invero, entra in uno stato di quiescenza che dura un anno, decorrente dalla data di scadenza del termine per la costituzione del convenuto o dalla data del provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo. Entro questo termine il processo pu essere riattivato da una delle parti che vi ha interesse, con la notificazione all'altra parte di un atto, cd. comparsa in riassunzione, che pur avendo i caratteri di una nuova citazione non introduce un nuovo giudizio ma che fa riprendere il procedimento quiescente. In tal caso si avranno nuovi termini per la costituzione, il cui mancato rispetto da entrambe le parti determiner l'estinzione immediata della causa; estinzione che si avr anche in caso di mancata riassunzione della causa nel summenzionato termine di un anno. 3 La fase istruttoria del processo di cognizione Avvenuta la costituzione delle parti o di una parte sia ha per conclusa la fase introduttiva del processo di cognizione, nella quale si avuto il contatto giuridico tra attore, convenuto e giudice. Si giunge, cos, alla seconda fase, quella dell'istruzione della causa, nella quale si svolgono tutte quelle attivit volte a rendere la causa matura per la decisione, mediante l'acquisizione degli elementi di fatto e il controllo e l'analisi degli aspetti giuridici rilevanti. Tale fase si articola in tre sottofasi, precisamente: - trattazione della causa, ove si individuano e si discutono le questioni che si reputano rilevanti. In tale fase, si distinguono ulteriori due momenti, un primo, preparatorio, in cui il giudice istruttore verifica la regolarit della costituzione delle parti, e un secondo, di trattazione vera e propria (o trattazione in senso stretto), in cui le parti svolgono e precisano le rispettive domande e eccezioni; - istruzione probatoria, ove vengo raccolte tutte le prove necessarie alle decisione; - rimessione o riserva in decisione, in cui si ha il passaggio alla fase di decisione del processo. Protagonista principale della fase istruttoria sicuramente il giudice istruttore, vero organo propulsore e coordinatore del processo di cognizione, la cui attivit porta la causa ad essere matura per la decisione. Al giudice istruttore si riconoscono essenzialmente due categorie di poteri: il potere di direzione del procedimento e il potere di istruzione della causa. Per quel che concerne la direzione del procedimento, l'art. 175 comma 1 e 2 c.p.c. statuisce espressamente che Il giudice istruttore esercita tutti i poteri intesi al pi sollecito e leale svolgimento del procedimento. Egli fissa le udienze successive e i termini entro i quali le parti debbono compiere gli atti processuali. Tra i suddetti poteri rientrano anche la cd. rimessione in termine di una parte o del contumace; sta di fatto che la parte che dimostra di essere incorsa in una decadenza per causa ad essa non imputabile, pu chiedere al giudice di essere rimessa nei termini. Egualmente, anche il contumace che si costituisce in giudizio pu chiedere al giudice di essere ammesso al compimento di attivit ormai a lui precluse, laddove dimostri che la nullit della citazione o della notificazione gli ha impedito di avere conoscenza dell'instaurazione del processo o che la sua costituzione sia stata resa impossibile per causa a lui non imputabile. Su tali richieste il giudice valutati fatti e, ove occorre, valutate le prove provvede con ordinanza. In merito al potere di istruzione della causa, il legislatore dispone, ex art. 186 c.p.c. che sulle domande e sulle eccezioni delle parti il giudice istruttore, sentite le loro ragioni, d in udienza i provvedimenti opportuni o pu riservarsi di pronunciarli entro cinque giorni successivi; con la statuizione contenuta nell'art. 188 c.p.c., vieppi, il giudice istruttore provvede all'assunzione dei mezzi di prova e, terminata l'istruzione, rimette le parti al collegio per la decisione. Resta inteso che il giudice istruttore un organo autonomo titolare di poteri e attribuzioni riconosciutegli direttamente dalla legge. I provvedimenti con i quali il

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giudice istruttore assolve alle proprie funzioni e consente lo svolgimento e l'istruzione della causa assumono la forma dell'ordinanza. Al giudice istruttore, comunque, vengono riconosciuti anche altri poteri tra i quali opportuno ricordare: a) il potere di pronunciare con ordinanza le condanne a pene pecuniarie, ex art. 179 c.p.c. Tale ordinanza pronunciata in udienza in presenza dell'interessato e previa contestazione dell'addebito, non impugnabile. Le ordinanze di condanna di cui sopra costituiscono titolo esecutivo. b) il potere di porre una cauzione a carico di una parte, ex art. 119 c.p.c., ove si statuisce che il giudice nel provvedimento con il quale impone una cauzione, deve indicare l'oggetto di essa, il modo di prestarla, e il termine entro il quale la prestazione deve avvenire; c) il potere di autorizzare provvedimenti cautelari in corso di causa; d) il potere di emettere provvedimenti anticipatori di condanna; cos come disposto ad esempio dall'art. 186 bis c.p.c. ordinanza di pagamento di somme non contestate o dall'art. 186 ter c.p.c. istanza di ingiunzione.

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LEZIONE X 1. LA TRATTAZIONE DELLA CAUSA. Per trattazione della causa si intende tutta quella serie di attivit del processo, compiute dalle parti e dal giudice istruttore, iniziando dalla prima udienza di comparizione sino alla rimessione della causa per la decisione. E esclusa da questa fase listruzione probatoria che invece volta allacquisizione delle prove. La nuova normativa in materia (art.180 c.p.c.) ha accorpato la prima udienza di comparizione con ludienza di trattazione della causa che orale e della quale si redige processo verbale. Lart.181 c.p.c. disciplina la comparizione delle parti: Se nessuna delle parti comparisce nella prima udienza, il giudice fissa unudienza successiva. Se nessuna delle parti comparisce alla nuova udienza, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dispone la cancellazione della causa dal ruolo. Lart.182 c.p.c. riguarda le verifiche che il giudice istruttore deve compiere al fine di accertare eventuali difetti di rappresentanza o di autorizzazione. Lart.183 c.p.c. comma 3 prevede che il giudice fissa una nuova udienza se deve procedere al tentativo di conciliazione, cos come previsto dal succ. art. 185 c.p.c.. Il tentativo di conciliazione pu essere rinnovato in qualunque momento dellistruzione e, quando le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della convenzione conclusa. 2. LISTRUZIONE PROBATORIA. Listruzione probatoria tesa alla raccolta delle prove necessarie per la decisione di tutte le questioni rilevate e discusse in sede di trattazione. Il momento dellassunzione delle prove determinante per lesito del processo; infatti, colui che vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento, cos come colui che eccepisce linsussistenza e linefficacia di tali fatti deve provarne il fondamento. Costituiscono, pertanto, oggetto della prova tutti i fatti e le circostanze dedotte dalle parti del giudizio a fondamento delle loro domande ed eccezioni. Lart.115 c.p.c. introduce il principio dispositivo delle prove ovvero che il giudice, salvo i casi previsti dalla legge, deve porre a fondamento della sua decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero. Il giudice pu, tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza. I fatti oggetto di prova devono essere fatti rilevanti ai fini della decisione della causa. Non sono oggetto di prova le norme di diritto, il fatto notorio e le massime di esperienza. Gli organi competenti allassunzione della prova sono il giudice istruttore della causa, il giudice del luogo in cui la prova va assunta, su espressa delega del giudice istruttore ed il Collegio laddove lo stesso giudice istruttore ne ravvisi la necessit. Lassunzione della prova viene disposta con ordinanza, previa valutazione della sua ammissibilit e rilevanza. 3. LE PROVE. Esistono differenti tipologie di prove che possono essere assunte nel corso del processo: a) i DOCUMENTI rappresentano una delle prove pi rilevanti che le parti possono fornire al giudice il quale ne esaminer il contenuto e la provenienza. Le prove documentali vengono messe a disposizione del giudice mediante la produzione dei documenti ovvero linserimento degli stessi nel fascicolo processuale. Nel nostro ordinamento due sono le tipologie di documenti di particolare rilievo: - latto pubblico il documento redatto, con le richieste formalit, da un notaio o da altro pubblico uff. autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove latto formato. Latto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso; - la scrittura privata il documento non proveniente da un pubblico uff., ma sottoscritto dalla parte o dalle parti. Anche la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso. Il legislatore ha altres disciplinato i casi di disconoscimento (art.214 c.p.c.), riconoscimento (art.215 c.p.c.) e di verificazione della scrittura privata (art.216 c.p.c. laddove sia stata disconosciuta una scrittura, la parte che intende valersene deve chiederne la verificazione, proponendo i mezzi di prova che ritiene utili e producendo o indicando le scritture che possono servire da comparazione); b) la CONFESSIONE la dichiarazione che una parte fa sulla verit di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli allaltra parte; la confessione pu essere spontanea quando contenuta in un atto processuale sottoscritto dalla parte o provocata, cio ottenuta a mezzo di interrogatorio formale; c) lINTERROGATORIO FORMALE il mezzo di prova con il quale si tende a provocare la confessione della parte. Non possono farsi domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, ad eccezione delle domande su cui le parti concordano o che il giudice ritiene utili. La parte interrogata deve rispondere personalmente, senza servirsi di scritti preparati, ma il giudice, in alcuni casi, pu consentirle di consultare note o appunti (riferimenti a nomi, cifre o particolari circostanze); d) il GIURAMENTO la dichiarazione con cui una parte asserisce come vero un fatto, nella forma solenne prevista dalla legge; il giuramento pu essere deferito su di un fatto proprio della parte (giuramento de veritate) oppure sulla conoscenza che la parte ha di un fatto altrui (giuramento de notitia); il giuramento pu essere

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decisorio (quando una parte deferisce allaltra per farne dipendere la decisione totale o parziale della causa) o suppletorio (quando viene deferito dufficio ad una delle parti al fine di decidere la causa); e) la PROVA PER TESTIMONI (o prova testimoniale) la narrazione di un fatto compiuta dinanzi al giudice da un soggetto che non parte del processo ed estraneo agli interessi in contesa. La prova per testimoni ammessa con ordinanza del giudice che pu ridurre la lista dei testimoni da escutere o eliminare i testimoni che non possono essere sentiti per legge; f) lISPEZIONE lattivit del giudice diretta a esaminare una cosa o un luogo per acquisire piena conoscenza delle sue caratteristiche; g) la CONSULENZA TECNICA che non pu considerarsi come un vero mezzo di prova, tesa a fornire al giudice il supporto di cognizioni tecniche e specifiche non in suo possesso; in pratica, la consulenza tecnica va ad integrare lattivit del giudice come organo decisorio. 4. D.L. N.112 DEL 25.06.2008 CONVERTITO IN LEGGE N.133 DEL 06.08.2008, ART. 50. La norma in titolo, in vigore dal 2008, ha apportato numerose modifiche al diritto processuale civile, con il principale obiettivo di sgravare il contenzioso civile anche attraverso la riduzione dei tempi del processo fin dal suo inizio. Al riguardo, di fondamentale importanza stata la modifica dellart.181 c.p.c. comma 1 riguardante la comparizione delle parti nella prima udienza (per comparizione si intende leffettiva presenza delle parti alla prima udienza). Lart.181 c.p.c. comma 1, emendato dalla suddetta legge, recita infatti Se nessuna delle parti comparisce nella prima udienza, il giudice fissa unudienza successiva. Se nessuna delle parti comparisce alla nuova udienza, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dispone la cancellazione della causa dal ruolo e dichiara la cancellazione del processo. Ne consegue che, rispetto alla precedente disciplina, in caso di mancata comparizione delle parti alla seconda udienza, assolutamente preclusa la possibilit di riassunzione del processo.

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LEZIONE XI LA FASE DECISORIA E IL PROCESSO DI COGNIZIONE 1. LA FASE DECISORIA

Lultima delle tre fase in cui strutturato il processo di cognizione la fase decisoria, che non altro lemissione della sentenza da parte del giudice. Questultima fase ad eccezione delle cause individuate dallart. 50 bis c.p.c. e precisamente: 1) nelle cause nelle quali obbligatorio l'intervento del pubblico ministero, salvo che sia altrimenti disposto; 2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti a dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e alle altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa; 3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate; 4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo; 5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea e del consiglio di amministrazione, nonch nelle cause di responsabilit da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i direttori generali e i liquidatori delle societ, delle mutue assicuratrici e societ cooperative, delle associazioni in partecipazione e dei consorzi; 6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di legittima; 7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117, in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, lattivit decisoria sempre svolta in composizione monocratica. Il collegio formato da tre membri il Presidente e altri due giudici tra cui uno di questi il giudice istruttore della causa, il quale provvede alla remissione della causa al collegio per la decisione. Una volta rimessa al collegio, la sentenza deve essere depositata entro il termine perentorio di 60 gg. in cancelleria mentre le memorie di replica entro i venti giorni successivi (art. 190 c.p.c.). Dopo tale termini la causa viene ridiscussa e successivamente il collegio provvede alla deliberazione in camera di consiglio, alla presenza dei soli giudici che hanno partecipato alla discussione. La decisione viene presa a maggioranza di voti, lultimo a votare il presidente che inoltre scrive e sottoscrive il dispositivo. Molto importante lart. 277 c.p.c. che recita: il collegio nel deliberare sul merito deve decidere tutte le domande proposte e le relative eccezioni, definendo il giudizio. Tuttavia il collegio, anche quando il giudice istruttore gli ha rimesso la causa a norma dell'articolo 187, primo comma, pu limitare la decisione ad alcune domande, se riconosce che per esse soltanto non sia necessaria un'ulteriore istruzione, e se la loro sollecita definizione di interesse apprezzabile per la parte che ne ha fatto istanza. Nel leggere il primo comma del summenzionato art. si evince che la pronuncia sul merito dovrebbe essere unica e tale da definire il giudizio mentre il secondo comma solo uneccezione. Il successivo art. il 278 c.p.c. recita: quando gi accertata la sussistenza di un diritto, ma ancora controversa la quantit della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, pu limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione. In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, pu altres condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantit per cui ritiene gi raggiunta la prova, esaminando questarticolo si pu concludere dicendo che i provvedimenti che il collegio pu emettere sono: sentenze definitive e non, e ordinanze. Quando il collegio definisce il giudizio, pronuncia sentenze mentre quando ci non avviene emette dei provvedimenti che possono essere autonomi o dipendenti. Fin qui si analizzato il processo decisorio innanzi al collegio ora verr analizzato quello in composizione monocratica. Quando la discussione affidata alla composizione monocratica i tempi di deposito della sentenza sono ridotti infatti mentre in composizione collegiale il deposito deve avvenire entro sessanta giorni il monocratico entro trenta giorni deve depositare la sentenza. Con il d. Lgs. 517/1998 si sono disciplinati i rapporti tra giudice monocratico e collegio, risolvendo eventuali problematiche relative allattribuzione delle controversie. Pertanto se durante una causa il collegio rilevi che la decisione debba essere presa dal monocratico rimette il tutto al giudice monocratico che provveder ai sensi dellart. 281 quater, qiunquies e sexies c.p.c. al contrario se il giudice monocratico rilevi che durante una causa la decisione non di sua competenza rimette il tutto al collegio che provveder ai sensi degli artt. 187,188,189 c.p.c. La fase decisoria termina con la sentenza. Un passaggio molto importante il deposito della sentenza in cancelleria in quanto da tale data decorre il termine per proporre uneventuale impugnazione, trascorso il quale la sentenza passa in giudicato diventando definitiva. Lart. 287 c.p.c. disciplina i casi di correzione delle sentenze e delle ordinanze, precisamente larticolo recita: le sentenze contro le quali non sia stato proposto appello e le ordinanze non revocabili possono essere corrette, su ricorso di parte, dallo stesso giudice che le ha pronunciate, qualora egli sia incorso in omissioni o in errori materiali o di calcolo. In riferimento a questarticolo la Corte Costituzionale con n. 335 del 10.11.2004 si pronunciata, dichiarando incostituzionale le parole contro le quali non sia stato proposto appello. Il giudice tenuto alla correzione, se tutte le parti sono concorde nel richiederlo, se ci richiesto da una sola delle parti il giudice con decreto da notificare fissa ludienza nella quale le parti devono comparire. 2. IL PROCEDIMENTO DI COGNIZIONE INNANZI AL GIUDICE DI PACE

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Per snellire il carico di lavoro dei giudici togati e per le controversie di minore importanza, il legislatore con la Legge 374/1991 integrata e modificata con la Legge n.468/99 ha istituito il giudice di pace. Il giudice di pace un giudice ordinario onorario a cui sono assegnate funzioni contenziose e conciliative. Anche per il giudice di pace i giudizi iniziano con la citazione a comparire a udienza fissa, le parti possono comparire anche senza il patrocinio di un difensore limitatamente a quelle non superiori a euro 516,46 o se autorizzate dal giudice stesso. Lart 318 c.p.c. che disciplina il contenuto della domanda recita: La domanda, comunque proposta, deve contenere, oltre lindicazione del giudice e delle parti, lesposizione dei fatti e lindicazione delloggetto Tra il giorno della notificazione di cui allarticolo 316 e quello della comparizione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dallarticolo 163-bis, ridotti alla meta. Se la citazione indica un giorno nel quale il giudice di pace non tiene udienza, la comparizione e dufficio rimandata alludienza immediatamente successiva. Nella prima udienza il giudice di pace ascolta le parti liberamente tentando la conciliazione se ci avviene redige processo verbale a norma dellart 185 altrimenti invita le parti a produrre documenti a richiedere mezzi di prova da assumere, difese e a precisare definitivamente i fatti. Una volta che il giudice valuta il tutto ed pronto per la decisione invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa entro i successivi quindici giorni dalludienza il giudice deposita la sentenza in cancelleria. Un compito attribuito dal legislatore al giudice di pace quello delle controversie civili, al c.d. attivit conciliativa extragiudiziale cos come stabilito dallart. 322c.p.c. Se le controversie rientrano nella competenza del giudice di pace il verbale di conciliazione ha valore di titolo esecutivo contrariamente ha valore di scrittura privata riconosciuta in giudizio.

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