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B.

Maderna
Serenata per un Satellite

La Serenata presume di essere composta o meglio completata attraverso il lavoro di improvvisazione dell'interprete.
Come Maderna specifica nella dicitura in calce alla partitura, bisogna usare le note scritte
Le note o frasi scritte sono dunque il punto di partenza.
Di seguito alcune indicazioni che possono essere di aiuto.

• Imparare le frasi con diteggiature diverse, ognuna con una diverso colore: una scala, ad esempio, diteggiata su corde diverse, a campanella, cambia il suo
colore diventando più un arpeggio, una macchia armonica, che un frammento melodico più o meno veloce

• Individuare all'interno di ogni frase possibili articolazioni interne, (motivi) che possano diventare (attraverso ripetizione, trasposizione, aumentazione,
diminuzione, ecc.) a loro volta frasi autonome

• Trasportare ogni frasi su varie altezze

• Raggruppare le note delle frasi scritte formando accordi e viceversa, sgranare accordi trasformandoli in o melodici

• Questi procedimenti, e altri di libera creazione dell'interprete, non sono ancora il pezzo: costituiscono solo una sorta di 'cassetta degli attrezzi' che l'interprete
avrà a disposizione nel momento dell'improvvisazione che dovrebbe basarsi su un ascolto qui e ora e sulla costruzione estemporanea di un 'oggetto' musicale

• Non è necessario suonare tutto

• Si possono tralasciare i frammenti non suonabili dalla chitarra (Maderna scrive infatti 'suonando quello che possono')

• Il metronomo è indicativo e permette una grande oscillazione; all'interno delle stesse frasi è preferibile però mantenere i rapporti interni fra le durate.

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