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SEMIOTICA, MANCINI

La dispensa riguardante la semiotica del teatro passa in rassegna questioni che possono essere tecniche,
teoriche e metodologiche relative ad un’area di ricerca che fin ora si suddivideva sostanzialmente in due
campi: quello della semiotica del teatro drammatico e quello della semiotica dello spettacolo. Il progetto
dell’autore con la creazione di questa opera è quella di gettare le basi per una complementarità scientifica
tra queste due branche, ovvero quello della semiotica teatrale e il teatro in sé.

I CAPITOLO

Nella prima parte dell’opera Elam parla della semiotica come scienza dedicata allo studio della produzione
e del significato del teatro all’interno della società.

La semiotica deriva dal termine greco sēmeiōtikós che significa per l’appunto “relativo al segno” ed è la
disciplina che studia i segni e il modo in cui questi acquistano un senso ovvero una significazione.
Considerato che il segno è un qualcosa che rinvia a qualcos’altro possiamo dire che la semiotica quindi è la
disciplina che studia i fenomeni di significazione.

L’intesa semiotica è così chiamata da Elam ed è stata presente soprattutto nei campi della letteratura e
meno in quelli teatrali, si attua più che altro sul testo teatrale e non sulla messa in scena in sé. Lo spettacolo
è una disciplina che secondo alcuni studiosi richiede meno attenzione ed è qui che Elam cerca di sfatare
questo mito. Il testo teatrale va immaginato come un qualcosa che poi prende un’altra forma diventano
parole declamate su un palcoscenico e che c’è unno studio definito Performance Studies. Quindi non si
analizza solo il testo ma anche come prende forma.

Elam analizza anche l’utilizzo dei gesti come accompagnamento ai gesti dell’attore. La parte iniziale ci dà
una sottile differenza tra teatro e dramma: il primo si riferisce al complesso di fenomeni associati a un
compromesso tra pubblico e interprete con produzione e comunicazione di significato nella performance e
nei sistemi citazione libro).

Il teatro è un complesso di fenomeni associati a un compromesso tra attore e pubblico.

Il dramma (quello che viene rappresentato. Ex. Hamlet) è quella modalità di immaginazione pensata per la
rappresentazione scenica. Quando si usa l’epiteto teatrale è usato per il drammatico, una rete di fattori
relazionata alla finzione.

II CAPITOLO

Elam ci introduce la data del 1931-1941 nasce il circolo di Praga che studia le strutture e i meccanismi
linguistici di produzione e di comunicazione del teatro.

Durante questo periodo il dramma era un qualcosa che poteva essere relazionato alla critica teatrale e
letterale. Lo spettacolo teatrale era un fenomeno tralasciato. Due opere importanti hanno cambiato
l’analisi teatrale: l’opera di Zich “l’estetica dell’arte di dramma” e quella di Mucarovsky che è “un tentativo
di analisi strutturale del fenomeno dell’attore”. Queste sono due opere che hanno gettato le basi per quello
che poi è il corpus della teoria teatrale.

Nozioni importanti dal punto di vista del significato sono il concetto di segno, semiotizzazione e
connotazione.

In semiotica il segno è un qualcosa che sta per qualcos’altro. È considerato un’unità discreta di significato.
Molti studiosi della semiologia del teatro di Praga avessero l’esigenza di identificare questi segni teatrali che
il teatro è pregno di segni, si basa su di essi (indice, icona e simbolo).
Mucarovsky, a differenza di altri studiosi, ci dà una versione saussuriana del termine: il segno consiste
nell’opera d’arte. La performance teatrale è il segno.

Per la semiotizzazione Elam cita Bogatyrev “tutti gli oggetti sul palco subiscono una semiotizzazione, ovvero
hanno qualità e attributi che non hanno nella vita reale” (libro)

Il fazzoletto di Desdemona è un oggetto della vita quotidiana. In Otello è il simbolo del tradimento, subisce
una semiotizzazione. (Semiotizzazione degli oggetti di scena)

Connotazione: quando diciamo corona la parole può essere sia in riferimento all’oggetto indossato dai reali
ma anche sinonimo di maestà o la famiglia reale. Nel caso dell’Amleto l’usurpazione. La connotazione è un
qualcosa legata alla cultura popolare, è un qualcosa che si ha nel codice culturale. L’uomo della luna era un
personaggio che entrava in scena con una luce per rappresentare la notte, all’epoca era naturale, adesso
non lo sarebbe ed è necessaria la spiegazione. Tutti i riferimenti alla regina Elisabetta sono un ulteriore
esempio, per gli inglesi era chiaro che se ci si riferiva al sovrano perfetto si trattava di Elisabetta I.

Oltre alla connotazione abbiamo la destabilità del segno ovvero non solo a livello connotativo ma anche a
livello denotativo, l’oggetto sul palco può avere vari significati in base a come viene usato.

Ex. In Otello il letto di Desdemona diventa anche il suo sudario, la sua tomba.

Esistono segni naturali e artificiali.

Icona, indice, simbolo. Approfondire l’ICONA.

LA METAFORA, LA METONIMIA E LA SINEDDOCHE SONO FONDAMENTALI. Il teatro è fatto di tutte queste


figure retoriche.

Per metafora intendiamo per esempio tutti i modi in cui viene definito Otello.

La metonimia e la sineddoche consistono nel sostituire un termine con un altro.

Ex. Inghilterra->Regno Unito

Lo spettatore fa lo spettacolo perché da un feedback per quanto riguarda l’attore e l’opera in generale.

Elam cita Haul, osservando che c’è una distanza relazionale tra attore e pubblico e tra attore e attore.
Queste distanze si suddividono in 4 punti: distanza intima, distanza personale, distanza sociale e distanza
pubblica.

La distanza intima è quella che va dai 0cm-45cm, attuata nella performance tra attore e attore, nella
seconda c’è la distanza di quasi 1m, quella sociale è quella che c’è tra i tecnici del teatro che stanno nel
backstage e quella degli attori sul palco, quella pubblica riguarda la relazione tra attore e pubblico separato
dalla quarta parete 3m-5m.
DRAMATIC LOGIC

La costruzione del mondo drammatico è uno dei concetti cardine del testo di Elam. All’interno dell’opera
teatrale noi avremo dei codici e delle convenzioni che ci faranno capire che quello che abbiamo davanti è
un’opera drammatica.

Possible words of the drama: rispetto al mondo reale, il mondo drammatico è differente dal nostro ed è
presentato al pubblico per tutta la durata dello spettacolo. Ci sono stati innumerevoli tentativi per
esplorare i mondi drammatici e i loro abitanti.

Per creare il mondo drammatico esistono dei sistemi teatrali: un repertorio di segni selezionati e combinati
da regole sintattiche interne. Fornisce una tipologia preliminare approssimativa dei 13 sistemi ammettendo
che questi possono essere classificati in maniera ancora più dettagliata. Linguaggio, tono, mimica facciale,
gesto, movimento, costume, acconciatura, oggetti di scena, illuminazione, musica ed effetti sonori. Tutto ciò
serve per far risvegliare all’interno dello spettatore un mondo drammatico e fittizio, tutto volto alla
creazione dello spettacolo.

Il teatro è un insieme di codici. Non solo la parola scritta diventa parlata ma anche costumi, luci ecc.

Quando una sceneggiatura diventa testo teatrale si va ad aggiungere al testo recitato i gesti, i movimenti il
trucco, tutto. Un regista che vuole mettere in scena un testo avendo un’idea precisa di ciò che vuole
rappresentare ma deve scegliere anche con cura lo scenografo, il costumista, il truccatore. Ci deve essere
una logica, qui viene fuori la differenza tra un’opera significativa e quella dilettantesca. Ciò che differenzia
queste due categorie sono i professionisti presenti sulla scena e non. È un lavoro di mettere insieme queste
cose rendendole uniformi.

Nel teatro lo ogni rappresentazione è unica è irripetibile a differenza del film cinematografico, che può
essere messo rappresentato sempre allo stesso modo.

I sistemi variano e non intaccano la trama ma solo l’ambientazione della scenografia.

La capacità dello spettatore deve essere quella di essere consapevole di trovarsi in un mondo totalmente
alternativo tante volte non specificato e incompleto per capire ove ci si trova o in quale spazio temporale,
allora il pubblico cerca di basarsi sugli indizi più evidenti. È lo spettatore a creare il mondo drammatico. Il
registra dà degli spunti da completare. Il pubblico crea lo spettacolo ed è una parte integrante dell’opera
teatrale.

Lo spettatore quando sta assistendo allo spettacolo è chiamato a creare questi mondi nella sua testa che
possono o no coincidere con la performance.

È necessario superare l’idea dei costumi rinascimentali e sfarzosi, in quanto all’epoca di Shakespeare non
c’era i fondi per comprare la sfarzosità.

***Il pallore di Elisabetta è legato, oltre che alla nobiltà, anche alla luna simbolo di Verginità***

Sottomondi drammatici: sono i personaggi e gli spettatori a crearlo. Sono legati a determinati a determinati
codici strutturali, legati a loro volta a fantasie, desideri, credenze e paure che proiettiamo su di esso. Esse
variano da persona a persona. Proiettiamo praticamente il nostro codice culturale che abbiamo sul mondo
teatrale. Sono dei sottomondi del mondo drammatico.

Ex. In Amleto, il regno e tutto il contesto è un mondo drammatico, il fantasma è un sottomondo perché
appartiene al mondo spettrale, che fa parte del nostro bagaglio culturale.
La costruzione di sottomondi è spesso responsabile di un continuo interesse da parte dello spettatore, il
quale ha questo desiderio di scoprire se ciò che aveva creduto/pensato si verifichi davvero all’interno
dell’opera, della sorpresa drammatica quando le aspettative sono smentite, oppure la creazione di tensione
o suspense.

MODELLO ATTORIALE

Esistono 7 ruoli attitudinali: il cattivo, il dono, l’aiutante, il ricercato, il mandante, l’eroe e il falso eroe (da
imparare sia in italiano che in inglese). Sono i 7 ruoli cardine nel teatro.

C’è un altro tipo di modello che identifica 6 funzione che li indica sotto simboli astrologici convenzionali.

 Leone: protagonista, il leone è una metafora delle caratteristiche da lui impersonate (essere
coraggioso, impavido, forte)
 Sole: non è solo una persona ma anche l’ideale del bene, per questo il sole.
 Terra: la persona che aspira al bene del protagonista
 Marte: nemico, guerriero. Chi va contro il leone
 Bilancia: il giudice
 Luna: chi aiuta i due protagonisti

***DA FARE CON L’OTELLO E IL MERCANTE DI VENEZIA***

Secondo Elam questo tipo di modello funziona con le storie d’amore.

Il Dramatis persona è il singolo personaggio che possiede una ricca e complessa rete di stati psicologici e
sociali. Non solo il personaggio che ha un rapporto con gli altri ma anche quello unico. Ci sono 9 fattori
mobili raggruppati sotto il termine di Dramatis persona 8non il protagonista dell’opera ma ogni personaggio
sopra il palco).

Il suo ruolo di azione globale ovvero il personaggio soddisfa l’azione predominante all’interno della fabula
(avversario/aiutante/protagonista).

La partecipazione attiva/passiva durante gli atti (personaggio attivo o personaggio aside) e poi i vari ruoli
che non coincidono necessariamente con la loro parte. Non è detto che il protagonista sia buono o un eroe.

Presunto individuo nel mondo drammatica, la sua relazione con il mondo reale, il suo stato intertestuale
(ruolo ereditato da altri drammi). Ci sono dei personaggi che nascono in un’opera e vengono ripresi in
un'altra.

ATTORE

Le qualità a lui attribuite in virtù delle caratteristiche fisiche, vocali dell’attore insieme ai costumi e ai
trucchi. Una donna raramente interpreterà un uomo.

Lo status prenominale che assume la forma di “io, tu, lui” come pronomi referenti.

La parte dell’oratore è il personaggio che crea possibili mondi e entra in relazioni dialettiche con
l’interlocutore e si manifesta con una particolare forza retorica con il suo stesso idioletto e stile, consiste nl
dare una caratteristica propria al personaggio.

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